Penta gramm - Alla ricerca di un approdo per l'anima - 2016 Numero 1 - Edizioni Rosacroce

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Penta gramm - Alla ricerca di un approdo per l'anima - 2016 Numero 1 - Edizioni Rosacroce
2016 Numero 1

  PentagrammB
          Lectorium   Rosicrucianum

Alla ricerca di un approdo per l’anima
Penta gramm - Alla ricerca di un approdo per l'anima - 2016 Numero 1 - Edizioni Rosacroce
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                                                                                      pentagramma
Penta gramm - Alla ricerca di un approdo per l'anima - 2016 Numero 1 - Edizioni Rosacroce
2016 numero 1                                                   pentagramma
                                                                “Rinnovamento” è una parola chiave, in ogni caso dovrebbe esserlo per i
                                                                Rosacroce. L’uomo spirituale opera ogni giorno al piano potente e gran-
                                                                dioso di riconciliazione di se stesso con il suo regno interiore. Lo fa con
                                                                l’aiuto del soffio incommensurabile dell’Eternità che lavora in lui.
                                                                Se per caso egli si volta per controllare il risultato, è solo per migliorare
                                                                il suo modo di lavorare. Né il passato né il fatto di avere un obiettivo ben
                                                                definito sono determinanti. Per la coscienza dell’anima liberata, il pas-
                                                                sato gnostico è un gioiello, e il futuro una certezza che brilla nel
                                                                presente. La Rosacroce sintonizza la forza motrice delle sue azioni col
                                                                battito del cuore del momento – l’eterno presente – e dedica all’Eternità
                                                                il frutto del suo lavoro.
                                                                Conta solo il rinnovamento, la volontà di utilizzare in ogni momento la
                                                                forza dell’origine, a prescindere dall’esperienza, dal soggettivo; perciò,
                                                                l’ispirazione è necessaria. L’ispirazione è spirituale, ci innalza al di sopra di
                                                                noi stessi. L’ispirazione è un impulso che diviene realtà quando può convi-
                                                                vere con un’attitudine personale. Il nuovo Pentagramma è il risultato di un
                                                                tale impulso. La sua fonte è il campo di forza della Scuola della Rosacroce;
                                                                la qualità degli allievi determina la forza e il carattere del suo contenuto.
                                                                Con questo numero del Pentagramma inizia un duplice cambiamento. La
                                                                rivista sarà ora pubblicata quattro volte l’anno. Allo stesso tempo, stiamo
                                                                lavorando su una versione digitale compatibile con i tablet, i PC e gli smar-
                                                                tphone, e sarà presto disponibile.
                                                                Questo editoriale vuole anche rivolgere un appello a voi tutti: inviateci i
                                                                vostri contributi, i vostri pensieri ispirati, i vostri articoli e le vostre rifles-
                                                                sioni. Questo è il nostro indirizzo e-mail: info@rozekruispers.nl.
                                                                Ci sforzeremo di rispecchiare più che mai il lavoro della nostra Scuola
                                                                Spirituale nel mondo, affinché, anche in questa forma, siano conosciute
                                                                le possibilità della nuova anima rinata, e ci auguriamo che il
                                                                Pentagramma possa far risuonare la vita dei Rosacroce nel mondo intero.

Copertina
All’orizzonte, nuove spiagge si presentano. Nelle opere di
Cindy Patrick si affaccia sempre un elemento stravagante che
esprime in modo commovente la ricerca di una coscienza
particolare della realtà, che a prima vista potrebbe sembrare
alienante.
© Cindy Patrick Photography.
http://www.cindypatrick.com

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Penta gramm - Alla ricerca di un approdo per l'anima - 2016 Numero 1 - Edizioni Rosacroce
Sommario

4    La sede dell’anima
     Jan van Rijckenborgh

8    La salute

14   Quando la parola si sacrifica

16   Di ciò che è indicibile

20   L’impostura

22   L’umanità ingannata
     Il denaro, gli arconti e gli eoni
     Ad Broere

28   Un mondo sostenibile è ancora possibile?
     Frans Spakman

37   Cronaca L’istinto di essere buoni

38   Un processo limitato

44   La Via Regale

46   Il grande Amico di Dio dalle regioni dell’Alto
     J.P. Wils

60   Il tango delle contraddizioni

64   Cronaca Resistere ci obbliga a lavorare su noi stessi

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Penta gramm - Alla ricerca di un approdo per l'anima - 2016 Numero 1 - Edizioni Rosacroce
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Penta gramm - Alla ricerca di un approdo per l'anima - 2016 Numero 1 - Edizioni Rosacroce
Il pensiero lucido di Jan van Rijckenborgh e il suo grande amore per l’umanità lo condussero a fondare, con
Catharose de Petri, una moderna scuola di trasformazione della coscienza: il Lectorium Rosicrucianum.
L’idea di partenza era che colmare le lacune concernenti le conoscenze situate sullo sfondo dell’esistenza
costituisce un lievito per attenuare la sofferenza del mondo.

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Penta gramm - Alla ricerca di un approdo per l'anima - 2016 Numero 1 - Edizioni Rosacroce
La sede dell’anima

La mattina del Quarto Giorno Cristiano Rosacroce riceve i nuovi abiti
d’oro e anche gli ornamenti del Vello d’Oro, prova che il nuovo abito
eterico ha influenzato il cuore e che lo sterno manifesta un irradia-
mento e un funzionamento nuovi. Quando lo Spirito entrerà nelle sette
cavità cerebrali, avverrà la stessa cosa per il cuore, poiché esso è in
stretto contatto con la testa. Come la forza dell’anima, tramite il cuore,
ha provocato l’apertura del pensiero, ora è l’apporto del nuovo pensiero
a far funzionare il cuore in modo nuovo.

               questo primo stadio della        Quando la forza dell’Anima si allea alla

A
                                                                                               Dall’inizio e fino alle sue ultime
               Trasfigurazione, il cuore e la   forza dello Spirito, qualcosa si apre nel
                                                                                               conferenze, J. van Rijckenborgh
               testa hanno dunque subito        più profondo della natura umana, ma è          non cessò di porre Le Nozze
               un evidente cambiamento. I       necessario che questa apertura abbia           Alchemiche di Cristiano Rosa-
               candidati così equipaggiati      luogo nel senso del vero tirocinio gno-        croce (1459) al centro della
sono condotti verso una porta che Cri-          stico. Mercurio è sempre stato il grande       nostra attenzione e ne rivelò i
stiano Rosacroce non ha ancora mai visto        simbolo dell’iniziazione; la Luna, il sim-     numerosi livelli di lettura, come
aperta e che dà accesso alla scala regale,      bolo dell’Anima; il Sole, il simbolo dello     altrettante chiavi nascoste.
una scala a chiocciola con 365 gradini. La      Spirito; la Croce, il simbolo della materia.
porta di questa scala si apre sempre            Il cammino del tirocinio è il cammino di
davanti al candidato il cui stato d’essere      croce del non-io, in totale resa di sé, il
può essere definito mercuriano. Nel             cammino di croce di Giovanni: «Non io,
numero 365 riconosciamo, infatti, il            ma l’Altro in me. Egli deve crescere e io
numero di Mercurio, un numero che               devo diminuire». L’essere umano che
evoca una forza e un’attività mercuriane,       percorre questo cammino conquista
uno stato mercuriano. Mercurio,                 l’Anima e poi lo Spirito. Se si apre un po’
chiamato a giusto titolo il messaggero          all’Anima, riceverà anche lo Spirito. Subi-
degli dei, esige – come necessità vitale –      sce la prova dei sette pesi. I sette pesi
che l’Anima si unisca alle radiazioni dello     sono rimessi al loro posto. Nella sua testa,
Spirito, affinché, uniti, possano manife-       l’Acqua Viva inonda le sette sorgenti di
starsi nel corpo fisico e attraverso di esso.   coscienza ed egli non può far altro che

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bere quest’Acqua, quindi vivere e agire         modo, gli esseri nati dalla natura prose-       Avete certamente letto o sen-
con Essa. Immediatamente comincia il            guono il loro cammino, dotati di                tito dire che la pineale, il
processo della Trasfigurazione, è l’inizio      un’anima nata dalla natura, finché non          braccio più alto del candela-
della fase mercuriana, che comporta tre         sopraggiunge la fine.                           bro, viene paragonato a una
aspetti: lo Spirito, l’Anima e il corpo.        All’inizio del Quarto Giorno appare uno         rosa o a un loto a sessanta
Sarebbe meglio dire: l’Anima, lo Spirito e      stato assolutamente diverso. Prima, non si      petali. Comprendete allora
il corpo, poiché, in questo processo,           trattava di una vera manifestazione di          cosa vuole mostrare questo
viene prima l’Anima. È la Sposa ad atten-       Mercurio. Nell’essere umano nato dalla          passaggio. È la descrizione
dere lo Sposo. Quando l’Anima, lo Spirito       natura, il santuario della testa è un tem-      del primo incontro del can-
e il corpo si uniscono l’uno all’altro e il     pio che il cuore, cioè gli istinti naturali,    didato con il Re e la Regina,
candidato diviene il vivente simbolo di         profanano completamente. Quanto all’in-         in presenza di tutti gli aspetti
Mercurio, si apre la scala a chiocciola,        telligenza, è occupata unicamente a             e di tutte le forze della sua
l’unico passaggio regale diretto tra la testa   risolvere i problemi dell’auto-conserva-        coscienza.
e il cuore, di cui il chakra del cuore          zione e della lotta per l’esistenza.            L’Anima ha la sede nel posto
diviene la porta aperta.                        Quando la filosofia ermetica considera          che le è stato assegnato per
Prima di proseguire, ripetiamo che, nel-        l’essere umano nato dalla natura un             disposizione divina, cioè nel
l’essere ordinario della natura, la             uomo-animale, cioè un essere dotato di          santuario superiore, vicino al
coscienza ha sede nel cuore e nella testa,      vita e null’altro, ha pienamente ragione.       Re, vicino allo Spirito. Questa
il candelabro della coscienza brucia nel        Ma nello stato d’essere descritto dal pas-      grande vittoria dell’Anima è
cuore e nella testa, e che vi è una sorta di    saggio analizzato qui, il cuore, con            di enorme importanza per il
divorzio tra questi due aspetti della           l’abbandono totale di ogni desiderio            candidato. L’Anima è sottratta
coscienza. Non si può parlare di unità,         istintivo, ha riscattato la sua colpa fonda-    al cuore, affinché le
poiché le ragioni e le considerazioni del       mentale verso la testa. Il cuore si è aperto
cuore sono, in genere, assolutamente            sotto l’effetto dei sette raggi del Cuore
diverse da quelle della testa. E poiché il      centrale del microcosmo. L’anima viene
cuore è in collegamento diretto con il
corpo astrale, esso esercita un potente
                                                rinnovata, una nuova nube astrale si
                                                dispiega nel campo di respirazione e lo
                                                                                                Il Vello d’Oro
dominio sulla testa; per questo si dice:
«Quello che il cuore non vuole, non
                                                Spirito può toccare il candelabro a sette
                                                bracci del santuario della testa. Il sacrifi-
                                                                                                è il segno
entra nella testa». Dal momento che
nell’essere nato dalla natura il fattore
                                                cio del sangue ha aperto con la forza il
                                                cammino verso l’alto.
                                                                                                che lo sterno
astrale “cuore”, cioè l’anima naturale,
gioca il ruolo principale, la coscienza
                                                Ed ecco che si apre una nuova porta; si
                                                instaura un equilibrio tra il cuore e la
                                                                                                è divenuto
cerebrale, alimentata dal fluido astrale        testa, tra l’Anima e lo Spirito. Infatti        irradiante, che
delle sette cavità cerebrali, gioca soltanto    quello che si trova nella testa si trova ora
il ben noto ruolo intellettuale; di conse-      anche nel cuore e quello che si trova nel       nuovi valori
guenza, i vari centri cerebrali si              cuore si trova anche nella testa, il santua-
accordano perfettamente allo stato natu-        rio superiore.                                  abitano il
rale e finiscono per cristallizzarsi, al        Allora la Vergine Alchimia mette il candi-
punto che ogni cambiamento diviene              dato in grado di seguire, con il fuoco del      cuore e sono
impossibile e l’interessato deve piegarsi       serpente, il nuovo cammino verso l’alto.
sotto il peso delle malattie, della miseria e   Egli sale i gradini sotto la guida di Alchi-    ormai attivi
della sofferenza. Infatti l’intelligenza, con   mia. Arrivano così in cima, «sotto una
i principi intellettuali che si dà, non può     volta dipinta dove sono ricevuti da ses-        nella ragione
più discernere nessun’altra via! In tal         santa vergini riccamente vestite».

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radiazioni spirituali dello Spirito settem-     Senza dubbio sarebbe bene, per finire,         riflettore e di etere luce –
plice accedano alle sette cavità cerebrali.     gettare ancora un po’ di luce su alcuni        eteri mentali e sensoriali visi-
Allora l’Anima e lo Spirito assicurano il       dettagli dell’insieme per rendere più con-     bilmente animati da un
controllo dell’intera esistenza e la            creto ciò che potrebbe sembrare troppo         movimento a spirale. È que-
divisione che causava tanto dolore spari-       astratto. Per cominciare, ancora una           sto che è simboleggiato dalla
sce. Anche Cristiano Rosacroce esulta           parola sulla scala a chiocciola che porta      scala a chiocciola.
letteralmente quando dice: «Se, ieri, non       alla Sala delle Nozze Regali. È il simbolo     Per finire gettiamo un colpo
fossi stato amichevolmente avvertito dalla      dell’unione tra il chakra del cuore e il       d’occhio iniziale sulla Sala
Regina, mi sarei certo dimenticato e avrei      chakra superiore della pineale. Quando         delle Nozze, la parte del cer-
paragonato al cielo questo indicibile           l’Anima è rinata e i sette bracci del cande-   vello che protegge la pineale
splendore. Infatti, oltre alla sala             labro bruciano in serenità e unità, nel        e che è la sede della più alta
scintillante d’oro fino e di pietre preziose,   corpo, tra la testa e il cuore, si sviluppa    rivelazione dello Spirito, a
l’abito della Regina era così magnifico e       letteralmente un legame di luce eterica        condizione che sia unito
splendente che ero incapace di sostenerne       che non comporta alcun aspetto anato-          all’Anima. In questa parte del
la vista».                                      mico. Questo legame è costituito di etere      cervello che protegge la
                                                                                               pineale, si proietta non solo
                                                                                               la lipika del microcosmo, ma
                                                                                               anche la lipika del mondo
                                                                                               dell’Anima vivente. Tenuto
                                                                                               conto del fatto che questa
                                                                                               possibilità appare nel
                                                                                               momento della resurrezione
                                                                                               dell’Anima che emana dal
                                                                                               Cuore centrale del microco-
                                                                                               smo, si comprende come la
                                                                                               Regina abbia prodotto
                                                                                               un’impressione tanto abba-
                                                                                               gliante su Cristiano
                                                                                               Rosacroce: «Come le stelle
                                                                                               nel cielo, questo supera in
                                                                                               sublimità tutto ciò che avevo
                                                                                               ritenuto bello finora». In
                                                                                               effetti, è così! Senza dimenti-
                                                                                               care però che tutto questo in
                                                                                               realtà è solo l’inizio! µ

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Penta gramm - Alla ricerca di un approdo per l'anima - 2016 Numero 1 - Edizioni Rosacroce
HAARLEM 19 APRILE 2015 – ALLOCUZIONE

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La salute
Chi è sano non ci bada. Una buona salute, senza richiedere
  una particolare concentrazione, ci fornisce una naturale
 libertà di azione. Questo ci dà la possibilità di sfruttare al
meglio il nostro tempo. Ma, a forza di prenderci cura di un
         sacco di cose, ci dimentichiamo… la salute.

              om’è diversa la situazione per una persona malata! La salute ci

C             mette le ali e anima la nostra vita; al contrario, quando siamo
              malati, diventiamo molto limitati. Siamo monopolizzati dal
              nostro malessere, perché quando certi segnali e sintomi com-
              paiono, siamo costretti a prestargli attenzione. E se la malattia
è grave, non c’è spazio per nient’altro, perché richiede tutte le nostre
forze. Dobbiamo chiedere aiuto. Quando un medico è lui stesso amma-
lato, di solito è impotente. Non sorprende che i medici e il mondo
medico facciano della malattia l’oggetto dei loro studi. La guarigione
significa soprattutto sollievo, la liberazione dalla malattia. Si è sempre
celebrata come una vittoria perché dà, ai medici e ai pazienti – e forse
anche ai farmacisti – la sensazione di aver risolto un enigma. Anche se
molti problemi medici sono stati risolti – fatto ovviamente molto positivo
– scopriremo che il vero mistero non è perché e come ci si ammala, ma
piuttosto cos’è la “salute”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha
definito questa parola in termini di “assenza di malattia”. Recentemente
ha però rivisto la definizione, e ora parla di uno stato di completo benes-
sere fisico, mentale e sociale. Tuttavia, questa non è ancora la definizione
corretta, anche se ciò è perlomeno sorprendente! Tant’è che nella nostra
percezione e consapevolezza, salute e malattia sono l’opposto l’una del-
l’altra. Non ci sorprende quindi se, fin dall’antichità, esistono due scuole
di medicina. In una ci si concentra sulla malattia, sui suoi sintomi e sui
modi per combatterla. Nell’altra ci si concentra sulle forze rigeneratrici
innate dell’uomo e della natura. Nell’antica Grecia, la scuola che lottava
contro la malattia si trovava nella città di Knidos, sulla terraferma; mentre
la scuola che si concentrava sull’auto-rigenerazione si trovava sull’isola di
Kos; dove il famoso medico Ippocrate era la guida. Quest’ultimo non si
considerava un avversario dei combattenti della malattia, ma svelava
l’anello mancante tra i rispettivi approcci.

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Naturalmente, in alcuni casi è necessario       temporaneamente, medico e paziente si          Allo stesso tempo, la salute
combattere la malattia, in modo partico-        siedono e si rilassano. Tuttavia, essi non     sembra sparire quando regna
lare nella sua fase acuta, ma ciò offre solo    vedono – o danno per scontato – che            la febbre. Essa non è tuttavia
un equilibrio temporaneo. Inoltre, è            l’uso delle armi abbia causato “danni col-     assente, ma agisce in segreto,
importante rendersi conto che non fac-          laterali”; il problema è semplicemente         in modo diverso e non meno
ciamo un solo passo verso la salute. Chi si     rimosso, e pertanto non è stato risolto. A     importante.
avvicina alla malattia in termini di lotta va   volte è solo molto più tardi che ce ne         Siamo così abituati a porre la
incontro a una serie di battaglie senza         accorgiamo, e spesso il rapporto di causa-     salute in contrapposizione
fine. Un giorno si ritroverà esausto, per-      effetto non è ristabilito. La domanda          alla malattia, che alla fine
ché la vittoria è impossibile. Ippocrate        rimane: dobbiamo abbandonare definiti-         sembra persino logico.
vedeva la malattia come espressione della       vamente ogni lotta, ogni combattimento?        Chiedete a chi ha una forte
vita così come la conosciamo, come              Certamente no, dobbiamo innanzitutto           influenza da diversi giorni a
siamo costretti a subirla. La malattia è        proteggere l’organismo dai danni perma-        cosa aspira di più! Chi dedica
l’altro polo della salute, che è necessario     nenti e dagli eccessi – nello stesso modo      tempo allo studio della
correggere, ciò sembra ovvio, ma in             in cui nel nostro giardino proteggiamo         malattia e della salute, in
modo diverso.                                   piante vulnerabili contro le forti gelate      modo imparziale, scopre che
Dobbiamo allora accettare passivamente          senza farne piante da serra. Allora: com-      la malattia è uno strumento
tutto ciò che ci capita? E attendere            battere, se necessario, e favorire la salute   di vitalità e salute. È sempre
pazientemente il concretizzarsi di              dov’è possibile. Come la primavera è           un effetto di quella forza
un’eventuale guarigione, aspettando fino        celata in pieno inverno, così il fiore deli-   dinamica e misteriosa che ci
a che, in modo naturale, si possa “stare        cato rimane al riparo nel suo germoglio        spinge a un equilibrio supe-
meglio”?                                        fintanto che gela. Aspetta con pazienza,       riore, verso la vera armonia.
È questo ragionamento disperato che             come la farfalla nel suo bozzolo, fino a       Chi può riconoscere questo
pone l’uomo sulla via della lotta. E            che il suo tempo non sia giunto. Ma è          nella propria situazione di
quando la situazione sembra migliorare,         giusto attendere... o è preferibile agire      vita reagirà in modo diverso
e un equilibrio è ristabilito                   con maggior efficacia?                         nell’affrontare la malattia.

                                                10
Lui o lei comprenderà naturalmente che
chi è malato non soffre solamente, ma
anche – cosa molto più importante – che
è accompagnato. L’arte della guarigione,
dell’autoguarigione, non significa arren-
dersi alla sofferenza, accettare passivamente,
ma nel lasciarsi guidare. Il “lasciarsi gui-
dare” appare come un atteggiamento
consapevole e dunque attivo. La
guarigione, nel senso di un processo che
porta alla vera armonia, non può essere
associata alla passività. Stagnazione signi-
fica regressione, e la passività è legata alla
resistenza. Collaborare è sempre un’atti-
vità, un’azione intelligente che si svolge
nella calma. Andare nel senso di tale pro-
cesso esige di lasciare la presa,                BURNING MAN-FESTIVAL (FESTIVAL DELL’UOMO TRA LE FIAMME)
l’abbandono del vecchio e la rinuncia di         Queste foto riguardano una serie di sculture laser di HYBYCOZO che sono state
ciò che si è ricevuto geneticamente. Que-        esposte al Festival Dell’Uomo tra le Fiamme, nel deserto Black Rock del Nevada
sto richiede una chiara comprensione dei         (USA). HYBYCOZO (per iperspazio bypass centro abitato) è un progetto che opera
processi vitali e delle logiche alla base dei    all’intersezione tra scienza, tecnologia e cultura. Queste sculture sono ispirate dal
fenomeni, l’accettazione delle ragioni           libro Hitchhikers Guide to Galaxy (Guida per gli autostoppisti della Galassia) e
d’essere della malattia, la quale vuole          riflettono la passione di portare l’arte dell’installazione a un livello superiore per la
condurci da qualche parte. Chi si ammala         sua concezione, tecnologia e geometria.
                                                 © https://www.kickstarter.com/projects/hybycozo/hybycozo-the-hyperspace-bypass-
spesso è tormentato dall’interrogativo:
                                                 construction-zone
«Perché? Perché sta succedendo proprio a

                                                 11
«Colui che guarisce ha ragione».                                                              un’intellettualità corrotta.
                                                                                              Corrotta e avvelenata dal-
«Il corpo non mente mai».                                                                     l’isolamento, dal desiderio di
                                                                                              essere autosufficiente, di es-
Dixit Paracelso                                                                               sere in grado di compren-
                                                                                              dere tutto senza l’aiuto dello
                                                                                              Spirito.
                                                                                              Che cosa si nasconde dietro
me? Che cosa ho fatto di male, avrei           cui è indotto sempre più a seguire le          questa pretesa? Non può che
potuto agire diversamente?» Le risposte a      linee guida e i protocolli stabiliti. Non è    essere la paura. La paura di
queste domande si perdono nella molti-         forse il colmo dell’ironia: a causa dell’ac-   perdere tutto, la paura di es-
tudine dei fattori generatisi nel nostro       cumulo di conoscenze, non può più              sere dipendenti, di non avere
passato. La ragione della malattia ci mette    pensare liberamente, è sottomesso alle         più il controllo. È la nostra
direttamente di fronte a una possibilità,      regole! Un altro aspetto sorprendente è        mancanza di vera conoscenza
ci apre un cammino, il cammino della           che le malattie acute, le malattie dette       che ci spinge continuamente
vita. Su questo cammino la pazienza è          “calde” sono in gran parte sotto               nella direzione sbagliata. Il
uno strumento importante. Le persone           controllo, mentre le malattie croniche,        primo e più importante
attive spesso confondono la pazienza con       dette “fredde”, sono in forte aumento.         passo sul cammino è ricono-
la passività. Ma per essere veramente          In questo momento, in Olanda, si stima         scere questo stato pietoso.
pazienti, quando moriamo dalla voglia di       ci siano più di cinque milioni di malati       Non sappiamo nulla, siamo
agire, abbiamo bisogno, oltre che di           cronici tra gli anziani oltre i 75 anni,       disperatamente persi, siamo
comprensione, di forza e di perseveranza.      l’80% dei quali soffre almeno di una di        fondamentalmente ammalati.
Allo stesso modo, la vera guarigione non       queste malattie. Pertanto, non sorprende       Medici famosi come Ippo-
può essere associata alla passività, non       che solo poche persone muoiano natural-        crate e Paracelso hanno sem-
può neanche essere una semplice lotta.         mente di vecchiaia.                            pre sostenuto che la vera
Spesso si dice che la nostra salute è la       Finché continueremo a vedere la malat-         guarigione è possibile solo se
nostra principale preoccupazione, ed è         tia come l’opposto della salute e ad agire     accettiamo la nostra condi-
giusto così, ma quando ci troviamo di          di conseguenza, fino a quando la repri-        zione di ammalati.
fronte alla malattia, cadiamo nel panico e     meremo e la combatteremo, le malattie          Accettarlo positivamente ri-
ricorriamo alle armi. In effetti, la medi-     croniche, vale a dire “permanenti”,            vela un atteggiamento attivo
cina occidentale moderna conferma              aumenteranno.                                  e intelligente. E così, colmi di
questi timori. Inoltre, essa ha adottato il    È molto diverso quando percepiamo sa-          desiderio, “alziamo lo
principio del pieno controllo della vostra     lute e malattia come due espressioni di        sguardo verso la montagna”,
salute. L’idea alla base di questo approccio   un’unica forza vitale superiore, di            verso il regno dello Spirito
è che un giorno tutto sarà risolto, tutto      un’unica forza luminosa che vuole illu-        vivificante, da dove proviene
sarà scoperto, e l’uomo, come un Dio,          minare il nostro cammino di vita. Finché       la nostra salvezza.
deciderà della vita e della morte. Tuttavia,   ignoreremo e rifiuteremo le sue indica-        Quando l’allievo è in questo
vediamo le contraddizioni che derivano         zioni, questa forza genererà nuovi indizi,     stato d’animo, orientato
da questo approccio accumularsi sempre         nuove esperienze, nuove forme di malat-        verso lo Spirito, allora il
di più. L’attuale crescita delle conoscenze    tia scaturite dal suo inesauribile arsenale,   Maestro appare. L’allievo è
mediche è così veloce che il costo delle       a testimonianza che la Luce è eterna, e        nella fase di realizzazione
applicazioni pratiche rischia di divenire      che lo Spirito non ci abbandona mai.           della padronanza di sé. Tale è
insostenibile. Rimanere aggiornati su          Comprendiamo anche che l’idea di dutti-        il significato delle parole di
tutto è diventato impossibile per un           lità della vita, di una vita modificabile a    Paracelso che conosciamo
medico generico. Questo è il motivo per        piacere, è il risultato dell’orgoglio di       bene: «Nessuno può essere

                                               12
schiavo di qualcun altro se è padrone di        rinnovato che i suoi rimedi, i suoi mezzi      La salute, come abbiamo
se stesso». Come abbiamo detto, il leg-         terapeutici acquisiscono e manifestano         visto, è un concetto sottile,
gendario Ippocrate aveva cognizione             potenza ed efficacia.                          insondabile, e rappresenta,
dell’anello mancante nell’approccio abi-        Esorta poi i suoi seguaci ad applicare la      con la malattia, un’espres-
tuale alla salute. Sapeva che solo lo Spirito   medicina celeste con maggior riguardo e        sione della vita stessa. Non è
porta alla vera salute. Come il calore della    amore della medicina corruttibile. Dai         certo un privilegio riservato
febbre aiuta la guarigione di molte malat-      suoi scritti è evidente che Paracelso era      ai giovani. Anche il morente
tie acute, il fuoco dello Spirito è un far-     un uomo estremamente pratico e con-            può partecipare o benefi-
maco di prim’ordine. La tradizione vuole        creto. «Chi guarisce ha ragione», era uno      ciare del processo di guari-
che Ippocrate abbia liberato una città          dei suoi adagi preferiti; ma anche: «Il        gione, e “salvare” la sua vita,
dalla peste distribuendo bracieri in cui i      corpo non mente mai». Per quanto ri-           non quella del corpo, ma
morti e le loro proprietà furono bruciati.      guarda quest’ultimo adagio, molti pensa-       quella dell’anima immortale.
Aveva anche scoperto che le persone che         tori hanno in seguito riconosciuto che il      Morire è inestricabilmente
lavoravano vicino al fuoco delle fonderie       sintomo, segno funzionale della malattia,      legato alla nostra esistenza
erano state risparmiate dalla peste. I          è un puro riflesso logico di ciò che ci        temporale, ma nella nostra
grandi in spirito hanno generalmente            “affligge”, letteralmente quello di cui ab-    interiorità immortale, la
parlato ai loro allievi in parabole. Essi co-   biamo bisogno; non nel nostro corpo, ma        morte non ha posto, perché
noscevano la grande legge di coesione           bensì nella nostra coscienza.                  nella vita dell’anima-spirito
sulla quale tutto riposa. L’anima sensibile     Intuitivamente diciamo: «Non sto bene».        noi abbandoniamo tutto, na-
e risvegliata dell’allievo riceveva così il     L’uomo orientato sulla natura terrena          turalmente e completa-
fluido della verità, ed era stimolato a         cerca di ritrovare la naturalezza familiare,   mente, così com’è naturale
esplorare in profondità e a cercare la mas-     cerca la “restaurazione”... del vecchio        il respirare. Per custodire
sima autorità, il potere dello Spirito, che     stato. L’uomo orientato sullo Spirito sa       questo pensiero nei nostri
porta tutto a manifestazione, che nutre,        che il sintomo esiste per aiutarlo a trovare   cuori, ecco, per terminare,
riscalda e guarisce. Quest’anima risve-         un ordine superiore, l’armonia con lo          come il Maestro Eckhart ha
gliata è chiamata da Karl von Eckartshau-       Spirito, e che deve abbandonare il vec-        formulato l’idea dell’abban-
sen “l’uomo interiore”, un uomo sempre          chio ordine. Poco importa se questa tappa      dono: «A nome della verità
giovane, nobile, l’archetipo del sé e il        sarà la prima o l’ultima sulla via dell’ar-    eterna di Dio, dichiaro che
modello dell’uomo esteriore. È impossi-         monia divina. La salute terrestre coadiu-      Dio è obbligato a sfogare
bile parlare in maniera diretta della Forza     vata dal suo assistente, la malattia, ha un    tutta la sua potenza su
dello Spirito, del suo fuoco salvifico e        unico obiettivo: la riunione perfetta del      chiunque si arrenda all’ul-
unificante. Ecco perché vediamo intere          corpo e dell’anima con lo Spirito. Questa      timo baluardo». µ
biblioteche piene di libri sulla guarigione     è la guarigione definitiva, salutare.
per mezzo delle forze della natura ter-         Tutto il resto costituisce la grande scuola
rena, ma molto pochi sulla guarigione           delle esperienze in cui l’equilibrio inte-
per mezzo della natura superiore.               riore è mantenuto debole per evitare una
Paracelso disse che la medicina della vera      cristallizzazione sempre minacciosa. Noi
vita si basa su di una nuova nascita. Que-      non siamo mai “a posto”, non c’è pace
sta medicina libera l’uomo dal ciclo delle      duratura. Se non riflettiamo sul significato
nascite e delle morti. La natura terrestre      profondo della salute e della malattia,
non è adatta a questa medicina e non ne         guarire non rappresenta che una sensa-
ha mai fatto oggetto di applicazione. Pa-       zione di sollievo, sempre temporanea. Nel
racelso concluse, quindi, che la medicina       caso contrario, la malattia è un grido, un
celeste non ha spazio sulla terra in cui        appello, anche se il suo reale contenuto
crescere e prosperare. È solo in un corpo       può essere solo percepito.

                                                13
Quando la parola si sacrifica

In fondo alle grotte non c’è “campo”. Sulla Terra esistono ancora alcuni                     mano dell’uomo, e immer-
luoghi che non sono bersagliati dai satelliti e dove il silenzio regna                       gerci nella sua armonia.
                                                                                             Possiamo rinnovare tale espe-
sovrano come nei secoli passati. Altrove, l’uomo è sottomesso alle                           rienza più volte al giorno e
radiazioni che lui stesso ha creato. Non è strano che il silenzio sia                        restaurare, così, continua-
divenuto così raro?                                                                          mente l’armonia, eventual-
                                                                                             mente turbata dai dissensi
                                                                                             dei rapporti terreni».(1)
              oiché ciò che è raro diventa     rimanere in mezzo al frastuono del            Ecco una verità senza tempo

P             prezioso, così anche il silen-
              zio a poco a poco è diventato
              oggetto di bramosia. Ovun-
              que sono proposti dei ritiri
dove le circostanze esteriori devono con-
tribuire al così desiderato silenzio
interiore. Vale a dire, alla possibilità di
                                               campo di battaglia del mondo, sforzan-
                                               doci di conquistare, anche nelle
                                               condizioni più difficili, i mezzi necessari
                                               allo sviluppo animico, mediante servizi
                                               altruistici e, contemporaneamente, di
                                               costruire all’interno di noi stessi un san-
                                               tuario, saturo di quella musica silenziosa
                                                                                             formulata un secolo fa: la ne-
                                                                                             cessità di costruire nel più
                                                                                             profondo di noi stessi un
                                                                                             santuario abilitato a ricevere
                                                                                             qualcosa di superiore.
                                                                                             Quando si è veramente silen-
                                                                                             ziosi si è immensamente ric-
tornare in se stessi per raggiungere il        che risuona sempre nell’anima servizie-       chi. Il silenzio è la porta che
proprio vero sé e a fare spazio per il         vole come una fonte di elevazione, e che      conduce a una dimensione
divino in noi.                                 ci mantiene sempre al di sopra delle          superiore. Questo è il mi-
Max Heindel lo esprime in modo                 vicissitudini dell’esistenza terrena».        stero del silenzio, del silenzio
poetico: «Il silenzio è uno dei maggiori       Max Heindel prosegue: «Avendo questa          sacro, del silenzio creatore.
fattori per l’accrescimento dell’anima.        “chiesa vivente in noi” ed essendo diven-
Possiamo e dobbiamo almeno coltivare la        tati perciò dei “templi viventi”, possiamo,   L’Ogdoade e l’Enneade
virtù del silenzio in noi stessi, altrimenti   in qualsiasi momento, volgere la nostra       Che il silenzio sia di un
il nostro progresso animico sarà ben           attenzione, se non è legittimamente ri-       ordine superiore possiamo
scarso. [...] Non ci rimane dunque che un      chiesta dagli affari temporali, verso tale    leggerlo nei testi di Nag
solo metodo sicuro di condotta, quello di      dimora spirituale non costruita dalla         Hammadi che trattano

                                               14
dell’Ogdoade e dell’Enneade. Vi troviamo         della parola raggiunge quindi il suo cul-       Un’offerta di parole
degli inni cantati in silenzio,                  mine nella preghiera silenziosa.
interiormente, in onore dell’Unico.              Nell’Ogdoade e nell’Enneade, l’esercizio si
                                                                                                 esige il fiorire
Nell’opuscolo del simposio La Saggezza           compie davanti ai nostri occhi, ma noi          dell’anima e dello
di Ermete,(2) Jean-Pierre Mahé, nel suo          non possiamo farcela al primo colpo,            spirito, lo sforzo
contributo L’inno ermetico: una preparazione     dobbiamo passare attraverso diversi tenta-      orientato di tutte le
al silenzio, si chiede quale fosse stata la      tivi infruttuosi prima di poter “cantare un     facoltà spirituali
funzione di tali inni. Evoca “l’offerta          inno in silenzio”. Più avanti, Mahé dice
delle parole”:                                   ancora: «È raggiungere uno stato in cui si
«Un’offerta di parole esige il fiorire del-      constata la propria impotenza a esprimere
l’anima e dello spirito, lo sforzo orientato     l’inesprimibile grandezza di Dio, accon-
di tutte le facoltà spirituali che si precipi-   sentendo nello stesso tempo a donare se
tano verso la trascendenza divina.               stessi nel silenzio. Esso non è una
Durante questo sforzo, lo spirito viene a        semplice assenza di rumore, ma una pre-
tal punto unito alle parole della preghiera      ghiera; non è né un vuoto né una perdita
che il suo trasporto costituisce l’essenza       di coscienza, ma una concentrazione del
dell’offerta: “Ti ringraziamo, con tutta la      pensiero fondata su una sensazione molto
nostra anima e con tutto il nostro cuore         intensa dell’essere, un’immersione nel-
rivolti verso di Te”. Ogni tentativo di          l’invisibile».
lodare la divina trascendenza urta contro
l’impossibilità di tradurla in parole. È dif-    Chi sacrifica le parole e si esercita al vero
ficile farsi un’immagine di Dio, e anche         silenzio diventa immensamente ricco. µ
se qualcuno dovesse riuscirvi, non sarà
mai in grado di descriverla».                                                                    Note
Ecco perché la parola si sacrifica per invo-                                                     1. Max Heindel, Spigolature di un
                                                                                                 mistico, Edizioni del Cigno, 1995
care «l’inesprimibile, l’indicibile che solo                                                     2. Opusculo del simposio La saggezza
il silenzio può nominare». Il sacrificio                                                         di Ermete

                                                 15
Di ciò che è indicibile

    16
È impossibile dare un’idea della realtà eterna del Regno
immutabile. Nel mondo dialettico non esiste forma, suono,
colore, sentimento, né alcuna idea che sia a essa
comparabile. La verità eterna non può mai essere
perfettamente espressa; è impossibile trasmetterla da
bocca a orecchio; né alcuna penna saprebbe farne la
descrizione. È assolutamente impossibile, anche per gli
iniziati più sublimi.(1)

                ben rifletterci, il cercatore di verità si trova dinnanzi ad

A               alcune domande urgenti: siamo destinati a non dire nulla
                sulla verità eterna, oppure dobbiamo, seppure in maniera
                maldestra, seguitare a parlarne? In altre parole, per condivi-
                dere ciò che ci tocca nel profondo di noi stessi è meglio
serbare il silenzio o parlarne? Parlare e tacere sono legati da una relazione
complessa e paradossale. Un silenzio espressivo tra due persone può essere
artefice di una completa intesa, mentre le parole talvolta creano
confusione. Paradossalmente, la lingua sacra e quella profana abbondano
di poemi lirici dedicati al silenzio. E numerosi testi appartenenti alle più
svariate tradizioni elogiano l’arte di tacere spiegando, con fiumi di parole,
quanto queste siano inutili.
Nelle culture antiche, così come oggi, siamo sommersi da un eccesso di
parole. Sacre o profane, esse sono comunque sempre delle parole, senza le
quali sembrerebbe che non si possa esistere.

Tutta l’acqua del mare in un piccolo buco
Di solito, gli uomini che hanno incontrato la Luce hanno anche un biso-
gno irresistibile di comunicare la propria esperienza. Alcuni ne parlano
con cautela, cercando le parole più adatte; altri utilizzano espressioni
magniloquenti, estatiche, come se fossero in comunione diretta con la
divinità stessa. Comunque sia, i cercatori di verità non possono fare a
meno di parlarne e scriverne. «ll messaggero cerca di donare al mondo
l’intero oceano in una bottiglia». Con questa espressione, Inayat Khan
esprime l’effettiva impossibilità del compito che i cercatori attribuiscono a
se stessi.

17
Così come capitò al celebre Padre della        Petri scrive: «Dovete però comprendere         una lingua originale, fatta di
Chiesa, Sant’Agostino, che fu ammonito         che il Verbo dimenticato si eleva al di        silenzio e senza parole? Una
da un bambino: «Mentre meditava sul            sopra del metodo, al di sopra della Sacra      lingua che riecheggia prima
mistero della Trinità lungo la riva del        Scrittura, al di sopra della concezione        e dopo, sopra e sotto, all’in-
mare, Agostino incontrò un bambino che,        filosofica. Il Verbo dimenticato è uno stato   terno e al di là delle parole? E
munito di un cucchiaio (o di una conchi-       d’essere».(2) Ciò significa che siamo cie-     come possiamo imparare a
glia), gli disse di voler trasferire tutta     chi, incapaci di comprendere ciò che è         parlare questa lingua? E se
l’acqua del mare in un piccolo buco sca-       scritto: «Leggi, ma ciò che tu leggi non       invece la conoscessimo già?
vato nella sabbia della spiaggia. Il santo     esiste».(3) E se ci trovassimo più di quanto   Se l’avessimo soltanto
rispose stupito che l’impresa era irrealiz-    è scritto? Quali sono le condizioni per cui    dimenticata? Potrebbe essere
zabile. Il bambino, che si rivelò essere un    le parole diventano chiavi ed è quindi         la parola dimenticata che,
angelo (o secondo un’altra versione, lo        smentita l’affermazione secondo la quale       secondo Jan Van
stesso Gesù bambino), prima di sparire         discutere di ciò che È sia sempre inade-       Rijckenborgh, è uno stato
rispose: forse è più facile per me fare        guato e pretestuoso, come afferma              d’essere? Dovremmo forse
questo, che per te sviscerare, con la tua      l’Ecclesiaste? A questo punto può venirci      semplicemente ricordare la
sola ragione, le profondità del mistero        in aiuto una poetessa, Emiliy Dickinson,       lingua che potrebbe essere la
della Trinità».                                che con spirito realista afferma: «Per ogni    nostra vera madre lingua, la
Tutti quelli che si sforzano di parlare        idea trovai le parole, sempre le trovai,       lingua parlata nella patria
dell’essenza delle cose, si confrontano        tranne Una». Avrà forse incontrato             originale? Meister Eckhart,
con la scarsità di parole, utilizzano quindi   l’unico pensiero per il quale la sua lingua    che voleva mantenere il
espressioni inadatte, e più parole utiliz-     non possedeva parole, ma del quale aveva       silenzio a proposito di Dio,
zano, meno queste parlano!                     già una conoscenza interiore, per così         ha prodotto sull’argomento
Forse bussano invano alla porta dell’indi-     dire, ante litteram? È possibile un            innumerevoli scritti! E Lao
cibile? Possiamo sperare di ottenere un        pensiero senza parole? Si può pensare          Tze dedica ben ottantuno
giorno una risposta alle nostre domande        indipendentemente dal linguaggio? Inol-        capitoli a Tao, anche se nel
esistenziali? E, per citare un’immagine        tre, può lo spirito esprimersi attraverso la   primo afferma che non può
evocativa, c’è ancora spazio per l’Altro,      lettera morta? Non intesa letteralmente,       essere espresso a parole! Il
nella locanda del linguaggio? E se la lin-     ma vista come la suggestione intuitiva di      poeta Rilke scrive: «Credo in
gua sacra, considerata il lievito delle cose   una percezione, di un’esperienza, di una       tutto ciò che non è stato
essenziali, ne fosse intrisa al punto che      reminiscenza del divino? Sarebbe quindi        ancora detto finora».
sia sempre possibile assaporare “Quello”,      possibile utilizzare il linguaggio per         Pertanto, in apparente con-
quando serve, negli spazi bianchi tra le       andare oltre le parole? O forse esiste, per    traddizione, l’umanità di
righe? A questo proposito, Catharose de        esprimere l’indicibile, un’altra lingua,       ogni tempo ha utilizzato

                                               18
pienamente il proprio linguaggio per             silenziosa o con una profusione di parole,     della pienezza, quelle del fare
avvicinarsi al sacro, per dargli un nome. E      ci porrà sempre sul filo del rasoio. E in      e del non fare. È lì che ciò
ha fatto ciò in modo coraggioso e imper-         ogni modo, si tratterà sempre di ponti, di     che è diviso si riunifica e
turbabile, seguendo sempre il proprio            pietre di guado, di bussole e di indicatori.   irradia pienamente. Perché
desiderio più profondo, alla ricerca della       In fin dei conti saremo sempre obbligati a     non può essere altrimenti.
vera Parola di Dio. L’uomo non può fare          respingere la scala fatta di parole su cui     Infatti, Dio non tace mai,
di meglio per cercare di esprimere ciò           abbiamo cercato il nostro cammino verso        Egli parla sempre. µ
che gli è più vicino dei piedi e delle           l’alto, al fine di ritornare allo stato che
mani, ma che non è di questo mondo.              precedette la creazione, verso il senza
                                                 parole e il senza nome. Le parole e i
La scala                                         colori si fondono per riunirsi nella luce
Per quanto sia tenue la separazione tra          bianca invisibile.
una lingua morta e una viva, e anche se          «La verità eterna non può mai esprimersi
Lo perdiamo e Lo distruggiamo volendo            perfettamente a parole. Non può essere
nello stesso tempo esprimerLo a parole,          trasmessa da bocca a orecchio. Nessuna
non possiamo – a differenza di come la           penna può descriverla. È assolutamente
pensa Wittgenstein – tacere riguardo a           impossibile, anche per gli iniziati più
Ciò di cui non si può parlare.                   sublimi. C’è un’unica possibilità per
L’uomo tende sempre ad attribuire signi-         l’uomo di trovare da sé la risposta ai pro-
ficati, traducendo ed esponendo                  pri dilemmi esistenziali, opprimenti e
l’indicibile per mezzo della sua lingua,         urgenti; e si trova nel santuario del suo
alla stregua della luce bianca invisibile        cuore, nelle profondità interiori del con-
che si divide e si rifrange in colori visibili   tatto con il divino, nel momento in cui
attraverso un prisma. Se tutto va bene, le       l’illusione del proprio essere si
parole diventano ponti o pietre di guado,        annienta».(1)
con le quali degli esseri temporanei e           Dopo tutti i tentativi pretenziosi e vani di
transitori possono collegarsi all’eternità,      dirLo, impariamo progressivamente o
senza timore di perdersi o affondare.            istantaneamente che la nostra volontà di
                                                                                                Notes:
Senza questi strumenti rischiamo di              parlare deve svanire per lasciare posto alla
                                                                                                1. Catharose de Petri,
smarrirci per strada, se ci mettiamo sul         Sua volontà. Ed è lì – al di là dell’io spo-   La Parola Vivente, cap. 34.
sentiero della via spirituale in silenzio,       destato – che la Parola di Dio è               2. J. van Rijckenborgh - C. de Petri,
senza parole, senza indicazioni né               pronunciata in tutte le lingue, quelle del     La Fraternità di Shamballa, cap. 2.
bussola. Parlare in maniera quasi                tacere e del parlare, quelle del vuoto e       3. Martinus Nijhof, Awater, 1934.

                                                 19
L’impostura

IN CHE MODO L’ORO, IL DENARO E I BENI ESSENZIALI SI TRASFORMANO
IN NEMICI DELL’UOMO INVECE DI PROCURARGLI VANTAGGIO

                            20
Due conferenze tenute nel 2014, a Bruges (Belgio) e a Groningue
(Olanda), nel contesto di un simposio organizzato dalla Fondazione
Rosacroce, dal titolo «Come potrebbe ancora essere plausibile
l’esistenza di una terra “santa” libera da una progressiva
degradazione?» I relatori hanno aperto un dibattito su questioni quali
«Come potremmo cambiare coscientemente il nostro comportamento
per vivere rendendo il nostro pianeta perennemente sano e “santo”?»
«In che modo il fatto di affidarsi al sé più profondo s’accorda a quello
di affidarsi a un ordine cosmico immutabile?»

        21
LA TRAPPOLA

                   IL DENARO,
                   GLI ARCONTI
                   E GLI EONI

                   Non esiste miglior
                   esempio del nostro
                   sistema monetario e
                   dell’economia attuale
                   per illustrare la
                   profonda visione degli
                   antichi gnostici sulla
                   mutua connessione del
                   mondo, delle energie e
                   dei vari poteri.
                   In diversi incontri
                   organizzati dalla
                   Fondazione Rosacroce,
                   Ad Broere e Frans
                   Spakman hanno messo
                   in luce queste relazioni
                   fondamentali.

                   Ad Broere

              22
L’umanità ingannata

                                                         L
L’attuale sistema monetario è strutturato      moneta sonante sottratta direttamente al       finanze dell’Europa del XVIII
in modo da fornire beneficio soltanto ad       popolo.                                        e XIX secolo, di affermare
alcuni. Per la maggior parte delle persone                                                    che «nessuna guerra viene
è più che altro un enorme ostacolo alla        L’elite dei banchieri                          condotta senza la volontà e
realizzazione di una degna esistenza.          Inizialmente alcune famiglie di banchieri      l’interesse dei miei figli».
Appare dunque logico chiedersi perché          entrarono in possesso di patrimoni stra-       Da questa prima generazione
esista un sistema monetario che opera a        ordinari. Il modo in cui questi se li          è uscita l’elite dei banchieri,
detrimento dell’essere umano, piuttosto        procurassero non interessava i poteri in       molti dei quali, tra essi,
che a vantaggio del bene di tutti. La          carica. E nemmeno il fatto che i fondi         ottennero persino un titolo
risposta a questa domanda va ricercata in      presi a prestito non fossero che parzial-      di nobiltà. Ancora oggi l’in-
primo luogo nello studio del periodo in        mente coperti da un corrispettivo d’oro e      fluenza di questa casta di
cui si è sviluppato il sistema monetario       d’argento; era nato il sistema bancario a      banchieri continua a farsi
che conosciamo: occorre risalire al XVII e     riserva frazionaria e il suo principale fon-   sentire, benché invisibilmente,
XVIII secolo, all’epoca in cui i re e la       datore, Mayer Amschel Bauer, che mutò          operando da dietro le quinte.
nobiltà chiedevano in prestito denaro ai       più tardi il proprio nome in Rothschild,       E questo a dispetto di tutti i
banchieri, per finanziare catastrofiche        fece questa dichiarazione, ancora fraintesa    tentativi di riforma e di
guerre e il loro spesso stravagante stile di   ai nostri giorni: «Datemi il controllo sulla   nazionalizzazione delle ban-
vita. Per questi prestiti veniva quasi sem-    moneta di una nazione, ed io non mi            che centrali.*
pre stabilito un elevato tasso d’interesse e   preoccuperò di quelli che fanno le sue
il popolo veniva utilizzato come garanzia      leggi». Dal momento che il re e la nobiltà     Un tesoro dentro una giara
verso i creditori, che sarebbero stati         non erano in grado di rimborsare la            Come può un numero relati-
pagati attraverso imposte al cui               montagna di debiti in continua crescita,       vamente esiguo di individui,
pagamento questi sarebbe stato obbligato.      l’entità degli interessi non fece che          attraverso il denaro, eserci-
Banchieri ed esattori delle imposte erano      aumentare, e ciò li costrinse sempre più a     tare una simile influenza su
spesso una stessa persona; i prìncipi e la     dipendere dai banchieri che, dietro le         quasi tutta l’umanità? Per
loro cerchia potevano quindi disporre di       quinte, acquisirono un’influenza               rispondere a questa domanda
mezzi considerevoli senza preoccuparsi         crescente sugli affari pubblici. Questo        risaliamo ancora una volta
della necessaria raccolta di fondi, e i ban-   sovrabbondare di potere e d’influenza          nel tempo e torniamo al IV
chieri che facevano il “lavoro sporco”         permise alla madre dei cinque Rothschild,      secolo dopo Cristo, epoca in
venivano generosamente ricompensati in         la cui casata controllava interamente le       cui la Chiesa cattolica

                                               23
romana stabilì definitivamente il proprio        djinn, uno spirito malvagio. Ero da solo,
potere temporale. I dissidenti furono per-       quando ho rotto la giara; avrei voluto che
seguitati e assassinati, gli scritti e i         i miei amici fossero lì. Dopo averla spac-
vangeli, che non rientravano nel canone          cata, ho trovato al suo interno dei libri su
stabilito dalla Chiesa di Roma, soppressi e      cui erano incisi dei testi. Ho deciso allora
proibiti. Fu allora che il dogma, secondo        di cercare i miei amici per raccontare la
il quale il contatto tra l’uomo e Dio non        cosa. Eravamo in sette e abbiamo capito
si può ottenere se non attraverso l’inter-       subito che quei testi avevano qualcosa a
mediazione della Chiesa cattolica romana         che vedere con i cristiani. Ci siamo detti
e del suo clero, venne profondamente             che per noi erano cose di nessun
inciso negli spiriti. Noi saremmo, proba-        interesse e che semplicemente non ave-
bilmente, ancora fermi a quel punto –            vano alcun valore. Allora abbiamo portato
ignoranti dell’esistenza di manoscritti che      i libri alla guida spirituale del nostro vil-
informano l’essere umano della possibi-          laggio che ci ha detto che non potevamo
lità che porta in se stesso di essere del        farci molto con quelli. Per noi si trattava
tutto libero e indipendente da ogni auto-        soltanto di anticaglie. Li ho portati poi a
rità, e della potenza che ciò gli conferisce –   casa mia; alcuni libri sono stati bruciati,
se nel 1945, a Nag Hammadi (Egitto), un          mentre alcuni altri ho tentato di venderli».
agricoltore intento a scavare in un
vecchio cimitero non fosse inciampato su         Gli arconti
un’enorme giara di ceramica. Questo              La crescente notorietà di questi scritti nel
contadino, che si chiamava Mohammed,             mondo occidentale, suscitò anche un
nel 1975 narrò la sua storia a Gilles Qui-       certo scalpore tra gli scienziati, in seguito
spel, allora professore all’Università di        al riconoscimento della loro antichità e
Utrecht: «Ho ritrovato quella giara sul          del loro far parte di testi perduti nei
Monte Hamra Dun nel dicembre del                 primi secoli dell’era cristiana. Una tradu-
1945, verso le sei del mattino, mentre           zione integrale dei cinquantadue testi
stavo cominciando a lavorare. Quando             apparve in inglese nel 1977, seguita nel
l’ho trovata, ho avuto la sensazione che ci      1988 da un’edizione migliorata, nota con
fosse qualcosa al suo interno. L’ho osser-       il nome di “Biblioteca di Nag Hammadi”
vata a lungo e, visto che quel mattino           su Internet. Nella maggior parte di questi
faceva freddo, ho deciso di lasciarla lì e di    scritti si parla di arconti. Il termine
tornare più tardi a prenderla, per vedere        ‘arconti’ viene dal greco archontòi, che
cosa contenesse. Infatti sono tornato il         significa dominatori. Gli arconti vogliono
giorno stesso e l’ho rotta. All’inizio avevo     mantenere l’umanità in condizione di
un po’ di paura per quello che avrei             schiavitù. Possiamo ritrovare questo tema
potuto trovarvi dentro – poteva esservi un       tra l’altro nel Vangelo di Filippo e nel Libro

                                                 24
Gli arconti sottrassero il nome a ciò che è bene per
attribuirlo a ciò che non è bene

                    25
segreto di Giovanni, due testi che fanno parte          alcuna verità, né conosciuto il Dio di                     L’oro e il denaro sono le
di quelli ritrovati a Nag Hammadi.                      Verità. È così che la creazione intera                     armi che vengono utilizzate a
Ed eccone due estratti:                                 venne tenuta in schiavitù, dalla                           tal fine contro di lui. Mam-
«Gli arconti vollero ingannare l’uomo,                  fondazione del mondo fino ad ora».                         mona (la malefica potenza
quando videro che egli ha la stessa ori-                [tratto dal Libro segreto di Giovanni, trad. da edizione   del denaro) ha radicalmente
gine di ciò che è veramente buono. Essi                 francese]                                                  invertito, nello spirito
danno il nome di bene a ciò che ha qua-                                                                            umano, la comprensione di
lità di male per ingannare l’uomo e                     Appare dai precedenti testi che gli arconti                ciò che ha veramente valore.
legarlo al male. Dopo di ciò, se egli prefe-            mantengono l’umanità prigioniera per-                      Ogni persona crede che il
risce il male, gli arconti ridanno il nome              ché l’uomo «ha la stessa origine di ciò                    denaro sia il punto di par-
di male a ciò che essi avevano fatto appa-              che è veramente buono». Si fa                              tenza e non il valore in sé dei
rire come bene. Essi fanno ciò per                      riferimento, qui, al «Sé irradiante, nasco-                beni e dei servizi che produ-
esercitare la loro influenza sull’uomo                  sto nel cuore, più piccolo di un grano di                  cono per se stessi gli esseri
libero e fare di lui un loro schiavo, per               riso, o di un granello di senape», come                    umani. Dal momento che il
sempre. Gli arconti sono queste forze che               viene descritto nelle Chandogya Upani-                     denaro occupa un posizione
lottano contro l’uomo, perché non                       shad. Gli arconti vogliono impedire che                    centrale e che il suo possesso
vogliono che egli sia salvato, in modo da               l’uomo si riunisca al Sé nascosto nella                    viene considerato come prio-
poterlo dominare».                                      cavità del cuore, perché questo Sé è Brah-                 ritario, troppo pochi si do-
[tratto dall’edizione francese L’Évangile de Philippe   man. In un altro testo, La verità sugli arconti,           mandano perché si esiga un
(v. 10a e 10b) – Éd. Alétheia]                          ritrovato sempre a Nag Hammadi, il capo                    interesse sui prestiti. L’inte-
                                                        degli arconti, accecato dal potere e dal-                  resse (l’usura) viene conte-
«Allora i demoni cambiarono aspetto                     l’ignoranza, afferma: «Io sono Dio e                       stato da tutte le grandi
apparendo come i mariti delle donne. Essi               nessun’altro è Dio tranne me». Un’entità                   religioni, e non senza ra-
riempirono le donne con lo spirito del-                 di tal genere, che si interpone tra l’uomo                 gione, perché a lungo ter-
l’oscurità e malvagità, che era stato                   e Dio pretendendo di essere lei stessa Dio,                mine impoverisce la maggior
incorporato in essi stessi. Essi hanno por-             escludendo ogni altro Dio, non può man-                    parte della popolazione a
tato qui l’oro e l’argento, il denaro e le              tenere il proprio potere che impedendo                     vantaggio di un ristretto nu-
monete, il bronzo, il ferro e altri metalli e           all’essere umano di riunirsi al Dio di                     mero di persone. Gli ottanta-
tutte le cose di questo genere. E così                  Verità.                                                    cinque individui più ricchi
resero dipendenti gli esseri umani che ne                                                                          del mondo possiedono più
furono attratti, e che furono messi in                  Divisione e redistribuzione                                della metà dei beni materiali
grande difficoltà, venendo fuorviati e                  Questo potere si salvaguarda ingannando                    disponibili, mentre l’80 per
ingannati. E invecchiarono senza trovar                 e fuorviando l’essere umano, con lo                        cento dell’umanità non pos-
pace, e morirono senza aver raggiunto                   scopo di mantenerlo in stato di schiavitù.                 siede quasi nulla. Non si

Sul quotidiano olandese Trouw, nella pagina “Opinioni”, il 26 maggio del 2015 è stata pubblicata la seguente lettera:

BANCHE
Con chi vi mettete a discutere voi sulle banche? Il mio, con mia figlia di cinque anni, è stato molto istruttivo.
«Papà, che cos’è la circolazione dei pagamenti?», mi ha domandato. Bisognava darle una risposta comprensibile. La circolazione delle
automobili è qualcosa che riesce a capire. Le automobili si spostano sulle strade da un luogo all’altro. Ma cosa rispondere alla sua
domanda: «A chi appartengono le strade?» Non ho potuto rispondere altro che «A tutti noi». Poi la mia certezza è crollata. Per i paga-
menti, il denaro viaggia da uno all’altro; il sistema di trasferimento non deve necessariamente essere in mano alle banche. Se il sistema
di pagamento appartiene a tutti, noi possiamo organizzare la sua circolazione allo stesso modo in cui abbiamo stabilito quella della
nostra rete stradale. Pagheremmo allora allo stesso modo per la sua costruzione e il suo mantenimento. (N. A. Offenberg, Leeuwarden)

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