CCaritate - Suore Francescane Elisabettine
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Caritate
in
Bollettino delle suore
terziarie francescane
elisabettine di Padova
n. 1 - gennaio/aprile 2021
C H R I S T I
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - DL 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. I, comma 2, DCB PADOVA
San Giuseppe
padre, custode, patronoIN QUESTO NUMERO
anno CXCIII n. 1 Nella chiesa
gennaio/aprile
2 0 2 1 Francesco e Giuseppe 4
Renzo Gerardi
Il Papa rilancia la follia francescana della fraternità cosmica 9
Giuseppe Celli
Radici nel cielo
Come Maddalena, di buon mattino 11
Marilena Carraro
Spiritualità
La forza della speranza 12
Monica Cornali
Parola chiave
Presenza e assenza non sono assoluti 14
Michele Visentin
Finestra aperta
«Figlia del tuo Figlio» 17
Giosuè Chiaradia
In cammino
Un comune patto educativo 20
In copertina: Transito di san Giuseppe, olio su tela, XVIII secolo. Donatella Lessio
Quadro donato da don luigi Maran a Elisabetta Vendramini
nei primi anni della fondazione e custodito nella Casa Madre,
Alle fonti
nella stanza-museo dove la beata Vendramini è tornata alla Elisabetta Vendramini e la figura di san Giuseppe
Casa del Padre.
22
Chiara Zanconato
Editore San Giuseppe abita qui 24
Istituto suore terziarie francescane Antonella De Costanza
elisabettine di Padova
via Beato Pellegrino, 40 - 35137 Padova Accanto a...
tel. 049.8730.660 - 8730.600; fax 049.8730.690
e-mail incaritate@elisabettine.it
“A riveder le stelle” 28
Marita Girardini
Luci di speranza nel buio 30
Per offerte a cura di Barbara Danesi
ccp 158 92 359
Direttore responsabile
Profondamente grata 32
Lucia Corradin
Guglielmo Frezza
Direzione Vita elisabettina
Paola Furegon
Collaboratori Guida i nostri passi, Signore, sulla via della pace 34
Paola Cover
Ilaria Arcidiacono, Sandrina Codebò, Barbara Danesi
Scarne parole, molti i fatti 36
a cura della Redazione
Stampa
Imprimenda s.n.c. - Limena (PD) Storia e memoria
Autorizzazione del Tribunale di Padova Addio alla Terra Santa 37
n. 77 del 12 gennaio 2012 Lucia Corradin, Gemma Mezzaro, Erika Nobs
Spedizione in abbonamento postale
Nel ricordo
Questo periodico è associato all’Uspi
(Unione stampa periodica italiana)
Credo la vita eterna 41
Sandrina CodebòEDITORIALE
Getta il cuore
oltre l’ostacolo
S
ono parole di Paolo Ferrario in un articolo di Avvenire Con esse, in questi ultimi giorni di aprile ci sono arrivate
(11 marzo 2021) nel commentare l’impegno di vita di altre voci ‘buone’, come quella del comboniano Christian
un ragazzo: bloccato da un incidente, non ha smesso Carlassare, che vive il suo dolore in solidarietà con la grande
di amare le montagne, «facendosi testimone non solo dei sofferenza del popolo sud sudanese o della missionaria laica
percorsi tra le bellezze naturali ma anche di importanti Nadia De Munari che pur minacciata ha continuato a “get-
valori sociali», meritando di essere insignito del titolo di tare il cuore oltre”...
“Alfiere della Repubblica” dal presidente Sergio Mattarella. Possiamo chiamarli “santi della porta accanto”? forse è
Una storia che riempie di luce questo nostro tempo in cui troppo, ma sono sicuramente degli indicatori di cammini di
molti scivolano nella rassegnazione che può sfociare, più risurrezione.
volte, nella disperazione.
Con la storia di Diego Barbieri ce ne sono altre di giova- Getta il cuore…
nissimi che hanno saputo «gettare il cuore oltre l’ostacolo», Come hanno saputo fare i santi (quelli dichiarati tali),
che si sono scoperti portatori di energie e creatività scono- come Elisabetta Vendramini, che di fronte al fallimento ai
sciute a loro stessi: raccontano di ragazzi “eroi covid” che si Cappuccini, in Bassano, getta il suo cuore oltre… e Padova
sono distinti «per l’impegno e le azioni coraggiose e solidali, diventa il qui e ora del superamento dell’ostacolo nel servi-
e rappresentano, attraverso la loro testimonianza, il futuro e zio e nella condivisione con i poveri.
la speranza in un anno che rimarrà nella storia per i tragici Non la ferma il senso di impotenza o il legame con i
eventi legati alla pandemia» e, con Diego, riceveranno il familiari, come non l’aveva fermata la minaccia di essere
riconoscimento dal Presidente della Repubblica. privata dell’eredità… il suo cuore vola oltre.
Il loro è un esempio che alimenta la fiducia nella vita e La memoria di lei che abbiamo appena celebrato e che ci
nelle forze buone presenti nella società. accompagna sempre, può essere fonte di impegno.
Getta il cuore oltre l’ostacolo. La Redazione
… il cuore: per dire l’orientamento della vita,
il coraggio di non rinunciare a prospettive nuove,
di inventarsi lavori nuovi, di investire in settori
aperti e promettenti anche se non ancora del
tutto chiari.
Ce lo siamo ripetuto tante volte in que-
sto tempo: l’ostacolo può diventare oppor-
tunità, la crisi l’occasione per un rilancio
diverso. Le storie citate ne sono un esempio
concreto.
gennaio/aprile 2021 3NELLA CHIESA
LA LETTERA “PATRIS CORDE”
Francesco e Giuseppe
Presentazione della lettera di papa Francesco
su san Giuseppe nel 150° anniversario della proclamazione
di Giuseppe a patrono della chiesa universale.
di Renzo Gerardi1 provata o atto di pietà in onore di compiere l’opera di misericordia
san Giuseppe», specialmente nelle di Dio Padre. «Un padre amato;
ricorrenze delle sue feste, inoltre il padre nella tenerezza; padre nel-
I
l 150° anniversario della pro- 19 di ogni mese e ogni mercoledì, l’obbedienza; padre nell’accoglien-
clamazione di san Giuseppe a giorno dedicato alla sua memoria. za; un padre dal coraggio creativo;
“patrono della Chiesa univer- Per l’occasione papa Francesco un padre lavoratore; un padre nel-
sale” da parte di papa Pio IX co- ha scritto una lettera apostolica, l’ombra». Ecco chi è san Giuseppe
stituiva un’occasione preziosa, che promulgata l’8 dicembre 2020 – per papa Francesco!
papa Francesco non si è lasciato che inizia con le parole latine Patris
sfuggire. Facendo memoria del ge- corde (“Con cuore di Padre”) [= PC] La devozione
sto compiuto dal suo predecessore – nella quale ha illustrato la pater- di papa Francesco
l’8 dicembre 1870, papa Francesco nità di san Giuseppe, descrivendo per san Giuseppe
ha voluto che un anno intero fosse insieme l’orizzonte della Chiesa
“dedicato a san Giuseppe”, invitan- oggi, madre affranta e lacerata di Abbiamo detto che egli ha pre-
do a meditare sulla sua paternità tanti figli che soffrono e vivono so l’occasione di un anniversario.
nei confronti delle nostre famiglie un contagio di malattie fisiche e Sappiamo però come ci sia una
e della famiglia della Chiesa. Inol- spirituali. Il Papa invita a volgere devozione tutta speciale di Jorge
tre, per quest’anno 2021, egli ha lo sguardo al patrono della Chiesa, M. Bergoglio nei confronti di san
concesso l’indulgenza plenaria ai a colui che ha custodito, amato, Giuseppe. È stato lo stesso papa
fedeli che reciteranno «qualsivo- educato, protetto Gesù, avviando- Francesco a rivelarlo. È una devo-
glia orazione legittimamente ap- lo, insieme alla madre Maria, a zione che risale ai tempi della sua
giovinezza e della scoperta della
vocazione sacerdotale (avvenuta
nel 1953 nella chiesa di San José
a Buenos Aires), e che si è rinno-
vata all’inizio del suo ministero
di vescovo di Roma (inaugurato
il 19 marzo 2013, con un’omelia
incentrata sulla missione di san
Giuseppe come “custode”: di Ma-
ria, di Gesù, della Chiesa).
Papa Francesco ha raccontato
più volte come egli sia solito af-
fidare al santo intenzioni di pre-
ghiera e speciali intercessioni. In-
contrando le famiglie il 16 gennaio
2015 a Manila, egli confidò: «Io
amo molto san Giuseppe, perché
Espressione della devozione di papa Francesco verso san Giuseppe. è un uomo forte e silenzioso. Sul
mio tavolo ho un’immagine di san
4 gennaio/aprile 2021Giuseppe che dorme. E quando
ho un problema, una difficoltà, io Un angelo appare in sogno a
scrivo un foglietto e lo metto sot- san Giuseppe, affresco, Parma,
to san Giuseppe, perché lo sogni. chiesa della Santa Croce.
Questo gesto significa: prega per
questo problema!».
È noto dai vangeli quanto il sognare, di rischiare e prendere i
sonno e i sogni siano stati determi- compiti difficili che hanno visto
nanti nella vicenda terrena di Giu- nei sogni». Lui, che era un «uomo
seppe di Nazaret: per prendere in giusto», doni a tutti i cristiani «la
sposa Maria; per fuggire insieme in fedeltà che generalmente cresce in
Egitto onde sottrarre Gesù bambi- un atteggiamento giusto, cresce
no alla persecuzione di Erode; per nel silenzio e nella tenerezza, che
fare poi ritorno a Nazaret… è capace di custodire le proprie
Perciò papa Francesco ha l’abi- debolezze e quelle degli altri».
tudine di infilare i bigliettini sotto
la statua del santo addormentato. San Giuseppe:
È come se invitasse san Giuseppe sposo e custode
(ma anche se stesso) a “dormirci sù. E Giuseppe diventa “il custode
su”. E a “mettere una buona paro- «Salve, custode del Redentore del sogno di Dio”, collaboratore
la” davanti a Dio Padre, per risol- e sposo della Vergine Maria. A te generoso e paziente dell’opera di
vere situazioni difficili e aiutare i Dio affidò il suo Figlio; in te Ma- salvezza.
bisognosi, rinnovando così il suo ria ripose la sua fiducia; con te Nella citata omelia del 20 mar-
ruolo di padre misericordioso, tut- Cristo diventò uomo». È così che zo 2017, papa Francesco sottoli-
to proteso verso coloro che ama. papa Francesco – nella prima parte nea anche il fatto che Dio con-
In definitiva, per papa France- della preghiera posta al termine fida al cuore di Giuseppe alcune
sco lo sposo di Maria è un santo dell’esortazione PC – si rivolge a realtà “deboli” da assumere: come
davvero speciale. Il 18 dicembre san Giuseppe. lo è una “promessa”, come lo è
2017 egli disse nell’omelia che Giu- Anche se di lui sappiamo po- un “bambino che deve nascere”,
seppe è «l’uomo che custodisce, co – non conosciamo neppure la come lo è una “ragazza”, da lui
l’uomo che fa crescere, l’uomo che sua età – sappiamo, però, che ha amata teneramente ma sulla quale
porta avanti ogni paternità e ogni portato sulle spalle le promesse di ha un sospetto. E “le debolezze”
mistero, ma non prende nulla per discendenza, di eredità, di pater- continuano anche negli eventi suc-
sé». Aggiungendo che «se Gesù nità, di filiazione, di stabilità del cessivi, come riferiscono i vangeli.
uomo ha imparato a dire “papà”, popolo… Le promesse, fatte da Dio Ma Giuseppe le prende in mano
“padre”, al suo Padre che cono- nella sua alleanza con Abramo e e soprattutto le accoglie nel cuo-
sceva come Dio, lo ha imparato i suoi discendenti, hanno trovato re. E le porta avanti con tanta
dalla vita, dalla testimonianza di realizzazione nella responsabilità tenerezza, con la tenerezza con la
Giuseppe». che viene affidata allo sposo di quale si accoglie e si prende in
San Giuseppe «agisce anche Maria, la madre di Gesù: deve iscri- braccio un bambino. Porta avan-
quando dorme», perché «sogna verlo “nell’anagrafe dell’umanità, ti le promesse, perché divengano
quello che Dio vuole». E, dunque, nell’anagrafe della storia”! salde e sicure. Egli è “custode delle
– disse il Papa nell’omelia del 20 Questo è lo stile di Dio, nel qua- debolezze”, perché esse possano
marzo 2017 – egli «dia a tutti noi la le Giuseppe si ritrova pienamente. diventare “fondamenta della fede”.
capacità di sognare perché quando Perché colui che viene a essere “pa- Perciò Giuseppe è custode anche
sogniamo le cose grandi, le co- dre adottivo” di Gesù è un uomo delle nostre debolezze.
se belle, ci avviciniamo al sogno nascosto, è l’uomo del silenzio. Gli Sposo, padre, lavoratore.
di Dio, le cose che Dio sogna su viene confidato “il sogno” di Dio Credente nella modalità più se-
di noi». Giuseppe, che «era giova- nostro Padre: la redenzione e la rena e più ricca, ma anche più
ne», ai giovani dia «la capacità di salvezza di tutti per mezzo di Ge- responsabile. Un uomo che ama
gennaio/aprile 2021 5NELLA CHIESA
Il patrocinio
di san Giuseppe
«O beato Giuseppe, mostra-
ti padre anche per noi, e guidaci
nel cammino della vita. Ottienici
grazia, misericordia e coraggio, e
difendici da ogni male». Così si
conclude la preghiera, che papa
Francesco rivolge a san Giuseppe,
invitandoci a farla nostra.
Ma papa Francesco – nella nota
n. 10 della esortazione PC – rivela
che da diversi decenni ogni mat-
tina egli prega san Giuseppe, il
“glorioso Patriarca”, con un’altra
Arrivo della santa famglia in Egitto, Roma, Pontificio Collegio Leoniano. preghiera, risalente all’Ottocento
francese. Forse potrebbe essere giu-
dicata un po’ “ardita”, dato che
con fedeltà. Uno sposo che acco- Dio ha aiutato Giuseppe, illumi- essa termina dicendo: «Che non
glie un mistero che è la ricchezza nandolo nella scelta: deve acco- si dica che io ti abbia invocato
di Maria sua sposa. Un padre che gliere Maria così come ella è, senza invano, e poiché tu puoi tutto
esercita la paternità ubbidendo al- mettere condizioni preventive e presso Gesù e Maria, mostrami
la voce dell’angelo di Dio. Un lavo- fidandosi delle parole dell’angelo. che la tua bontà è grande quan-
ratore con il compito di far vivere E Giuseppe, uomo rispettoso e de- to il tuo potere». Sembra quasi
la famiglia educando il figlio alla licato, pur non possedendo tutte le “una sfida”, rivolta a colui «il
laboriosità. informazioni si decide a favore del- cui potere sa rendere possibili
Giuseppe è stato un bravissimo la reputazione di Maria, della sua le cose impossibili», cui vengo-
“custode” di Gesù e di Maria, per- dignità e della sua vita. Così realiz- no affidate «situazioni tanto
ché ha saputo ascoltare Dio e si è za pienamente la “sponsalità”, che gravi e difficili», «affinché ab-
lasciato guidare dalla sua volontà. è amore e accoglienza totale, senza biano una felice soluzione»!
Ora egli è custode della Chiesa e riserve. Tra il popolo sono note altre
delle famiglie. Perché si è rivela- Giuseppe! L’uomo che ha la preghiere a san Giuseppe, alcune
to un uomo sensibile alle persone più grande autorità, senza farla ve- delle quali proposte da altri Ponte-
affidategli. Perché ha saputo leg- dere. Un uomo che potrebbe dirci fici. In particolare, in un’epoca di
gere con realismo gli avvenimenti. tante cose, eppure “non parla”. O, tribolazione, a chiedere il patroci-
Attento a ciò che lo circondava, meglio, ci parla col suo silenzio e nio di san Giuseppe e di «sovvenire
ha saputo prendere le decisioni con i fatti. Potrebbe comandare, ai nostri bisogni», fu papa Leone
più sagge. Lui, un “sognatore”, è dato che addirittura “comanda” XIII (nella enciclica Quamquam
stato capace di accettare un com- sul Figlio di Dio fatto uomo, eppu- pluries, il 15 agosto 1889), a nome
pito gravoso. Zitto, ha lavorato, ha re sceglie di “obbedire”. Anche se, di tutta la Chiesa, «la cara eredi-
custodito, ha sostenuto e portato conoscendo i “limiti” imposti dalla tà che Gesù Cristo acquistò col
avanti le debolezze, perché era “ca- vocazione del Figlio Gesù, l’azione suo Sangue», la sua «eletta prole».
pace di sognare”. umana e paterna di san Giuseppe Al «padre amantissimo, provvido
Un sogno di Giuseppe era di mette insieme l’esercizio di una custode della divina Famiglia», il
sposare Maria. E Dio ha realizzato presenza che unita a Maria, si fa papa chiese di «allontanare da noi
il sogno di Giuseppe, ma non nel amabile rimprovero, e una rinno- errori e vizi», di «assisterci propizio
modo con cui quel falegname di vata ubbidienza alle parole del Fi- nella lotta col potere delle tene-
Nazaret pensava. Nel suo dubbio glio, che “deve occuparsi delle cose bre», di «stendere su ciascuno il
su come agire nel modo migliore, del Padre suo” (cf. Luca 2,49)... suo patrocinio».
6 gennaio/aprile 2021Il 1° maggio 1960 (in un ra- dallo scoraggiamento, dalla rivolta ziare maggiormente il suo ruolo
diomessaggio ai lavoratori) papa negatrice, come dalle tentazioni centrale nella storia della salvezza:
Giovanni XXIII (che in una occa- dell’edonismo» e di pregare «per i il beato Pio IX lo ha dichiarato
sione confidò che avrebbe voluto poveri, che continuano in terra la Patrono della Chiesa Cattolica (8
chiamarsi “papa Giuseppe”, ma vi povertà di Cristo, suscitando per dicembre 1870), il venerabile Pio
rinunciò, non essendo un nome essi le continue provvidenze dei XII lo ha presentato quale Patrono
“d’uso tra i Papi”) si rivolse a san loro fratelli più dotati». dei lavoratori (1° maggio 1955),
Giuseppe chiedendo che i suoi pro- Papa Giovanni Paolo II – au- e san Giovanni Paolo II come Cu-
tetti «comprendano di non essere tore della esortazione apostolica stode del Redentore (15 agosto
soli nel loro lavoro, ma sappiano Redemptoris custos (promulgata il 1989)».
scoprire Gesù accanto, accoglierlo 15 agosto 1989), nella quale chia- E ancora – precisa papa Fran-
con la grazia, custodirlo fedelmen- ma san Giuseppe “il depositario cesco, in PC n. 5, – san Giuseppe
te», come fece lui. E di poter ottene- del mistero di Dio” – nel n. 32 è davvero uno speciale patrono di
re che in ogni ambiente, «ovunque chiede che egli «diventi per tutti coloro che, «costretti dalle sventu-
un cristiano lavora», tutto venga un singolare maestro nel servire la re e dalla fame», devono lasciare la
santificato «nella carità, nella pa- missione salvifica di Cristo», cioè loro patria a causa di guerre, odio,
zienza, nella giustizia, nella ricerca nell’esercitare quel «compito che persecuzione, miseria. Custode di
del ben fare». nella Chiesa spetta a ciascuno e Gesù e di Maria, Giuseppe «non
Papa Paolo VI – rivolgendosi a tutti: agli sposi ed ai genitori, a può non essere il custode della
(nell’omelia del 1° maggio 1969) a coloro che vivono del lavoro delle Chiesa», della sua maternità e del
colui che «lavorò ogni giorno per proprie mani o di ogni altro lavoro, Corpo di Cristo: ogni bisognoso,
guadagnare il pane», «accanto al alle persone chiamate alla vita con- povero, sofferente, moribondo, fo-
Verbo incarnato», traendo da lui templativa come a quelle chiamate restiero, carcerato, malato, è “il
«la forza di vivere e faticare», e che all’apostolato». E auspica che Giu- Bambino” che Giuseppe custodi-
provò «l’ansia del domani, l’ama- seppe, uomo giusto – che «portava sce. Da lui bisogna imparare ad
rezza della povertà, la precarietà in sé tutto il patrimonio dell’antica «amare la Chiesa e i poveri».
del lavoro» – chiese di proteggere alleanza» ed è stato anche «intro-
«i lavoratori nella loro dura esi- dotto nell’inizio della nuova ed San Giuseppe:
stenza quotidiana, difendendoli eterna alleanza in Gesù Cristo» – ci uno accanto a noi
indichi le strade di questa alleanza
salvifica. Papa Francesco è convinto che
Sono soltanto alcune citazioni, san Giuseppe – che ha accolto la
delle tante che si potrebbero fare. promessa di Dio e l’ha portata
Perché di san Giuseppe i Pa- avanti in silenzio con tenacia e for-
pi – soprattutto quelli più recen- tezza, perché quello che Dio vuole
ti – hanno parlato molto. Papa fosse compiuto – abbia “tanto da
Francesco, nell’Introduzione della dire a noi in questo tempo”.
lettera PC, ha detto che, «dopo C’è da imparare da lui «il corag-
Maria, Madre di Dio, nessun Santo gio creativo» (PC n. 5), quello che
occupa tanto spazio nel Magistero emerge soprattutto nelle difficoltà
pontificio quanto Giuseppe, suo e che fa nascere nell’uomo risorse
sposo». Precisando: «I miei pre- inaspettate. Il carpentiere di Naza-
decessori hanno approfondito il ret «sa trasformare un problema in
messaggio racchiuso nei pochi dati un’opportunità, anteponendo sem-
tramandati dai vangeli per eviden- pre la fiducia nella Provvidenza».
San Giuseppe ha espresso concre-
San Giuseppe, icona serigrafata tamente la sua paternità “nell’aver
su foglia oro e seta, Mezzojuso fatto della sua vita un’oblazione di
(Palermo). sé, nell’amore posto a servizio del
messia” (cf. PC n. 1). E per questo
gennaio/aprile 2021 7NELLA CHIESA
suo ruolo di “cerniera”, che unisce l’importanza delle persone comu-
l’Antico e il Nuovo Testamento, ni, quelle che, lontane dalla ribalta,
egli è sempre stato molto amato esercitano ogni giorno pazienza
dal popolo cristiano. In lui, «Gesù e infondono speranza, seminando
ha visto la tenerezza di Dio» (PC n. corresponsabilità. Ad esse vanno
2), quella che ci fa accogliere la no- riconoscimento e gratitudine.
stra debolezza, perché la maggior
parte dei disegni divini si realizza Patrono
attraverso e nonostante la nostra della buona morte
debolezza.
San Giuseppe, «l’uomo che Il popolo di Dio, con la sua
passa inosservato, l’uomo della intuitiva e profonda sensibilità, ha
presenza quotidiana, discreta e na- sempre invocato san Giuseppe
scosta», eppure protagonista nella anche e soprattutto come celeste
storia della salvezza, emerge come “patrono della buona morte”. Da
una figura straordinaria, ma tanto tempo immemorabile le immagini
vicina alla condizione umana di del “pio transito” di san Giusep-
ciascuno di noi. Tutti possono tro- pe, circondato dalla premura della tu dovrai passare per la stessa stra-
vare in san Giuseppe «un interces- sposa Maria e del figlio Gesù, sono da. La mattina, fa conto di non
sore, un sostegno e una guida nei presenti nelle nostre chiese e nelle arrivare alla sera; e quando poi si
momenti di difficoltà» (PC, Intro- nostre case. farà sera non osare sperare nel do-
duzione). Egli ci ricorda che molti, Il Catechismo della Chiesa cat- mani. Sii dunque sempre pronto; e
che apparentemente stanno nasco- tolica ci ricorda che «la Chiesa ci vivi in tal modo che, in qualunque
sti, o si trovano in “seconda linea”, incoraggia a prepararci all’ora del- momento, la morte non ti trovi
spesso sono i veri protagonisti nel- la nostra morte («Dalla morte impreparato» (1, c. 23).
la storia della salvezza. La stessa improvvisa, liberaci, Signore»: Con Francesco d’Assisi – nel
pandemia ci ha fatto comprendere antiche litanie dei santi), a chiede- Cantico delle creature – non c’è
re alla Madre di Dio di che da lodare il Signore «per sora
intercedere per noi nel- nostra morte corporale»: da essa
l’ora della nostra morte nessun essere umano può scappa-
(Ave Maria) e ad affidarci re. E beati coloro che troveranno la
a san Giuseppe, patro- morte mentre stanno rispettando
no della buona morte» la volontà del Signore!
(n. 1014). L’autore del- Morire è una realtà certa per
la Imitazione di Cristo ci tutti. Morire in grazia di Dio è fare
ammonisce: «Beato colui una buona morte. La perseveranza
che ha sempre dinanzi finale è la grazia da chiedere al
agli occhi l’ora della sua Signore, per l’intercessione di san
morte ed è pronto ogni Giuseppe. Che è il singolare pro-
giorno a morire. Se qual- tettore dei moribondi, perché
che volta hai visto uno si sono trovati presenti alla sua
morire, pensa che anche morte Gesù e Maria. Alla qua-
le chiediamo di «pregare per noi
peccatori, adesso e nell’ora della
Benedetto Luti (1666-
1724), Transito di san nostra morte». ■
Giuseppe, olio su tela.
Sopra: San Giuseppe
dialoga con Gesù 1 Presbitero del patriarcato di Vene-
fanciullo. zia, docente emerito di Teologia nella
Pontificia Università Lateranense - Roma.
8 gennaio/aprile 2021IN MARGINE ALL’ENCICLICA FRATELLI TUTTI
Il Papa rilancia la follia francescana
della fraternità cosmica
Spunti di riflessione per una lettura dell’enciclica
di papa Francesco in chiave francescana.
di Giuseppe Celli1 nazioni per realizzare il sogno di La terza enciclica di Francesco
Dio, una fraternità universale. giunge a noi dopo otto anni dal-
C
ome una tromba, che risuonò Il Papa mutua il titolo dell’en- l’inizio del suo magistero petrino e
per il mondo intero, così il ciclica da uno scritto di san Fran- rappresenta il punto di confluenza
Salmo 133 fu per coloro che cesco, Ammonizione VI. Fratelli, di ampia parte del suo insegna-
erano divisi e furono riuniti. La infatti, è il modo con il quale egli si mento (5). Articolata in otto capi-
melodia di queste parole – «Guar- rivolgeva a tutte le donne e a tutti toli, si sviluppa in 287 punti e 288
da come è bello e piacevole / che gli uomini per «proporre loro una citazioni. Il testo segue lo stile let-
i fratelli vivano insieme. / È come forma di vita dal sapore di Vange- terario detto a spirale, come quella
profumo d’olio prezioso. / È come lo» (Fratelli tutti, 1). degli antichi orologi, o a ondate,
una fresca rugiada» –, ha svegliato Fratelli (25x: ricorrenze), frater- come le onde del mare. Lo stesso
in tutto il mondo fratelli [e so- nità (44x) e fratellanza (13x) sono stile è presente anche in numerose
relle] che maturarono il desiderio i termini che, ovviamente, hanno pagine della Scrittura, come nel
di abitare insieme. Ecco le parole una maggiore ricorrenza nel testo. lungo monologo di Gesù durante
di sant’Agostino a commento del Partendo da questi concetti può l’Ultima Cena (Gv 13-17) e nella
salmo. essere più agevole cogliere il pen- Prima Lettera di Giovanni. In que-
Alla scuola del vescovo di Ippo- siero di papa Francesco, perché la ste pagine l’autore sacro prende un
na anche noi possiamo augurarci categoria di fraternità è stata da lui tema e lo analizza, quindi lo lascia
che l’enciclica Fratelli tutti di pa- deliberatamente assunta come de- cadere per poi riprenderlo anco-
pa Francesco risuoni come tromba nominatore comune atto a favorire ra e approfondirlo ulteriormente,
per il mondo intero, per convocare il dialogo sincero e il confronto così a più riprese. Il Papa, con il
un numero sempre maggiore di costruttivo tra coloro che abitano tema della fraternità, segue nel-
donne e di uomini, di popoli e di il pianeta Terra. l’enciclica lo stesso procedimento,
con innegabile effetto estetico e di
Incontro del Papa con l'imam Al Tayeb in Vaticano (novembre 2019). contenuto.
Presentazione del progetto ad Abu Dhabi: “Casa dei monoteisti” con Il Vescovo di Roma non scri-
moschea, sinagoga e chiesa intitolata a san Francesco (foto Avvenire). ve per proporre una sintesi della
dottrina cattolica sull’amore fra-
terno, ma per soffermarsi sulla sua
dimensione universale e sulla sua
apertura a tutti, con l’intento di
«far rinascere un’aspirazione mon-
diale alla fraternità», perché, egli
dichiara: «Voglia il Cielo che alla
fine non ci siano più “gli altri”, ma
solo un “noi”» (35).
Destinatari del documento,
com’è dichiarato fin dall’inizio,
gennaio/aprile 2021 9NELLA CHIESA
sono «tutti gli uomini di buona
volontà» che abitano nel mondo
intero. Non è, pertanto, riservato
ai cattolici e neppure ai credenti,
ma a tutte le donne e a tutti gli
uomini. Infatti leggiamo: «Conse-
gno questa Enciclica sociale come zioni, famiglie e comunità, anche ingiuste. Ci sta insegnando che
un umile apporto alla riflessione quelle religiose, nel costruire una possiamo adoperare risorse eco-
affinché, di fronte a diversi modi fraternità universale in dialogo nomiche, persone e tutto quanto
attuali di eliminare o ignorare gli perseverante, in un clima sereno è necessario per farci carico – sul-
altri, siamo in grado di reagire con e, comunque, rispettoso dell’altro, l’esempio della stupenda pagina
un nuovo sogno di fraternità e di della sua dignità, dei suoi diritti evangelica del Buon samaritano
amicizia sociale che non si limiti imprescindibili. All’insegna di una (Lc 10, 29-37), riproposta da Fran-
alle parole» (6). Il Papa ha questa fratellanza qualificata dalla tene- cesco nel capitolo secondo –, dei
visione a 360°, perché sa bene di rezza (5x) e dalla gentilezza (5x). disagi di chi soffre, perché tutti gli
poter parlare a molta gente di fede Avendo costantemente presente altri, perché ogni altro è mia sorel-
che oggi non è necessariamente tra che «dialogare significa anche evi- la, è mio fratello, così come ogni
la gente di Chiesa. Con la fiducia tare le inutili discussioni» (Dichia- creatura, da fratello sole, a sorella
che tanta gente di Chiesa diventi razione di Abu Dhabi). madre terra, a sorelle allodole.
anche gente di fede. Contro la cultura dello scar- Il nuovo Francesco, come il pri-
to (5x), la cultura dell’indifferenza mo, ha ascoltato le parole del Cro-
Dalla pietra miliare (7x) e la cultura dei muri (7x), papa cefisso e le ripropone con forza,
di Abu Dhabi Francesco invita, dunque, a non affinché tutti possano ascoltarle:
pensare pensieri già pensati, ben- «Non vedete che questa casa, la ca-
Motivo ispiratore dell’enciclica, sì a sognare (19x) processi nuovi, sa comune, il nostro pianeta Terra,
più volte citato, è il Documento di capaci di generare una cultura del- è malato e sta crollando?».
Abu Dhabi 2019, sulla fratellanza l’incontro (57x), perché gli altri so- Con questo accorato appello
umana, oramai pietra miliare del no necessari. Invita a promuovere invita tutti a promuovere percorsi
dialogo interreligioso. In esso pa- una cultura del dialogo, perché ci di speranza e a generare cultura
pa Francesco e Ahmad al-Tayyeb appassiona condividere, progettare che favorisca un pensare altro, per
hanno scritto: «In nome di Dio insieme e coinvolgere tutti. avere in noi «gli stessi sentimenti
che ha creato tutti gli esseri umani di Cristo Gesù» (Fil 2, 5). Saremo
uguali nei diritti, nei doveri e nella Una fraternità allora persone libere che, alzando
dignità, e li ha chiamati a convivere cosmica il capo verso il cielo e prendendosi
come fratelli tra di loro; in nome per mano, come in una festa, po-
dei poveri, degli esiliati; in nome Il Papa gesuita ha rilanciato la tremo proclamare con gioia: Padre
della fratellanza umana; in nome follia francescana di una fraternità nostro. Ci guarderemo intorno e
della libertà, che Dio ha donato cosmica. Un manifesto programma- non incontreremo più nemici da
a tutti gli esseri umani; in nome tico per i nostri giorni caratterizzati cui difenderci o da abbattere. I no-
della giustizia e della misericordia dalla globalizzazione, che ci fa più stri occhi vedranno sempre e uni-
dichiariamo di adottare la cultura vicini, ma non ci rende fratelli. Un camente sorelle e fratelli da amare
del dialogo come via, la collabora- piano d’azione necessario per la pa- e da sostenere nelle loro fatiche e
zione comune come condotta, la ce. Un piano politico di respiro glo- necessità, secondo il modello nor-
conoscenza reciproca come meto- bale. Come un laboratorio enorme di mativo della prima comunità di
do e criterio (cf. 285). fraternità, una scuola di santità. Gerusalemme, dove «nessuno tra
La cultura (98x) del dialogo e La pandemia, nonostante i lutti, loro era bisognoso» (At 4, 34). ■
la collaborazione comune, favorita le sofferenze e le povertà che origi-
dalla conoscenza reciproca, sono na, sta dimostrando che è possibile 1 Francescano cappuccino studioso
i pilastri che possono sostenere fermare la corsa agli armamenti della Bibbia, vive nella comunità di Vie-
in ogni circostanza popoli e na- che generano solo guerre, sempre tri di Potenza.
10 gennaio/aprile 2021RADICI NEL CIELO
Come Maddalena,
di buon mattino (Salmo 18)
A l mattino
a Oriente si spalanca la tenda
G rata
per il ritorno della luce,
e il sole fa il suo ingresso rinnovo la mia fede in te,
sulla terra. certa della tua venuta
nel giorno ultimo,
E sce come sposo
il Giorno del Risorto.
dalla stanza nunziale
accendendo la speranza
nei cuori.
D
sempre
ammi di alzarmi
prima del sole,
I suoi raggi
raggiungono e fanno brillare
di attenderti con speranza
di rinnovare la mia fede in te
sostegno per camminare nel tuo amore,
di luce nuova ogni cosa: Signore.
torna la vita.
O gni mattina attendo
l’accendersi
suor Marilena Carraro tfe
delle vetrate, delle antenne
e persino delle grondaie…
fili di luce
che mi parlano di te, Signore,
vero Sole di vita.
gennaio/aprile 2021 11SPIRITUALITÀ
PER PROSEGUIRE IL CAMMINO
La forza della speranza
La speranza è una sorta di “ancora” lanciata nelle rive
dell’aldilà. Sperare non significa non vedere
ma significa vedere oltre.
di Monica Cornali1 del presente, spera in un compi- quello che ci attrae maggiormen-
mento altro, che non necessaria- te; quindi vivere come se il bene
mente corrisponde ai traguardi che desideriamo fosse già presente,
La speranza, della scienza, non necessariamente spostare l’attenzione su un oriz-
dono misterioso risponde alle nostre aspettative e zonte di bene. Tenendo infatti lo
alle nostre tempistiche. sguardo su un obiettivo, su una
I progressi della scienza, di cui La speranza stessa è un do- meta, su un valore, riusciamo a
siamo contenti, non potranno mai no misterioso, capace di guardare trovare la forza per proseguire il
esaurire la dimensione del Mistero avanti ed illuminare a ritroso il cammino, anche qualora si facesse
in cui siamo immersi. È bene ricor- nostro cammino, di trasformare più difficile.
darlo in questi tempi di angoscia. le narrazioni che facciamo sulla Viktor Frankl, psicologo e psi-
Si dice continuamente “speriamo”, nostra vita, di trasfigurare le nostre chiatra austriaco che ha vissuto
ma si tratta di vedere cosa si inten- memorie e sofferenze, di attribuire l’esperienza del lager in prima per-
de per speranza. un senso diverso al nostro cammi- sona, ci ha lasciato un prezioso
Mentre l’ottimismo si illude di no. Papa Francesco ha usato una insegnamento. Osservando i com-
orientare il futuro lungo il sentie- bella immagine: per i primi cristia- pagni di prigionia, ha potuto no-
ro delle aspirazioni, la speranza ni la speranza era una sorta di “an- tare come coloro che riuscivano a
sa riconoscere la dimensione del cora” lanciata nelle rive dell’aldilà. mantenere un piccolo obiettivo di
mistero, che dischiude dinanzi a Sperare non significa non vedere trascendenza, ad avere una proie-
noi un futuro non mai prevedibi- ma significa vedere oltre. Si tratta zione positiva verso un futuro (per
le né programmabile. Se hai una di uno sguardo più lungimirante, esempio un lavoro da ultimare, un
meta di bellezza, puoi affrontare il sospinto dal nostro desiderio di viaggio da compiere o una perso-
cammino anche quando si fa più bene, cui viene incontro una pro- na da incontrare, insomma una
impervio. Non si tratta di fuggi- messa divina. possibilità di andare oltre il me-
re da quello che stiamo vivendo, ro presente), riuscivano a resistere
quanto di andare verso la nostra Tutto è redento meglio a quella dura condizione;
destinazione, perché attirati da un mentre chi mancava di tale pro-
valore supremo, che ci aiuta a rela- C’è una frase bella e significati- spettiva veniva come risucchiato e
tivizzare tutto ciò che ci troviamo va di don Piero Balestro, sacerdote crollava.
a vivere, nel senso di metterlo in e psicoterapeuta, che ci provoca
relazione a Dio. salutarmente: «Se tutto è redento “Resilienza”,
Continuando ad esercitare le tutto vale la pena di essere vis- capacità di riprendersi,
buone pratiche sanitarie, cosa altro suto». Dunque, aggiungo, anche di ricominciare
possiamo fare, in questo tempo, nel quello che stiamo vivendo oggi.
raccoglimento del nostro cuore, se Gli sviluppi delle neuroscien- Potremmo dire che si tratta di
non confrontarci con la nostra im- ze e della Psicologia Positiva in quella che oggi viene chiamata “re-
potenza, fragilità, col limite della particolare, hanno evidenziato il silienza” che indica qualcosa di più
nostra umanità? La speranza spera potere terapeutico del vivere “come rispetto alla “resistenza”. Infatti
anche a proposito dell’incompiu- se”, che non vuol dire ignorare la si riferisce alla capacità di ripren-
tezza del passato e dell’impotenza realtà, ma spostare l’attenzione su dersi, di ricominciare il cammino.
12 gennaio/aprile 2021I latini la usavano per indicare to concorre al bene per coloro che Di Maria si è detto che è stata
la risalita su una barca dopo che amano Dio» ci ricorda san Paolo. donna “aoristica”. L’aoristo è un
si è rovesciata. A dirci, anche og- C’è stata un’altra persona che tempo verbale della lingua greca e
gi, che dopo una crisi possiamo ha fatto l’esperienza della prigionia sostanzialmente indica un tempo
riprendere il nostro viaggio, con durante la seconda guerra mondia- non definito, un tempo che si di-
delle risorse rinnovate, con nuovi le: il pastore protestante Dietrich lata e si adatta bene a intrecciare
apprendimenti e anche con quella Bonhoeffer. presente, passato e futuro; esso sta
creatività che si è attivata grazie Egli ha scritto: «Vivere partendo ad indicare un’azione già conclusa
alla crisi. dalla Resurrezione, questo signi- anche se non è ancora avvenuta,
Einstein sosteneva che il cervel- fica Pasqua». Troviamo di nuovo una sorta di contraddizione per la
lo umano dispiega il suo pieno po- l’invito a partire dalla fine che poi è nostra mente! Eppure Maria, che
tenziale solo nel momento in cui si “il fine”, cioè quello che ci aspetta, ancora doveva dare alla luce Gesù,
trova a fronteggiare dei problemi, la nostra meta. la troviamo che canta il suo Ma-
degli ostacoli. Dunque questo pen- gnificat con una gioia tale, come se
siero può intercettare proprio tut- Consapevoli della tutto fosse già compiuto.
ti, anche i fratelli e le sorelle che si vocazione celeste Ci sono anche testimonianze di
ritenessero “non credenti”: tenere altri Santi, come Teresa di Lisieux,
presente il vivere “come se”, spo- È questa a poter illuminare che diceva: «Il tempo non è che un
stare l’attenzione verso l’orizzonte e rinvigorire il nostro cammino. miraggio. Già fin d’ora Dio ci vede
di bene, verso uno scopo. L’invito è proprio di diventare con- nella gloria e gioisce della nostra
Dal punto di vista spirituale sapevoli della nostra vocazione ce- beatitudine eterna». È un pensiero
la frase «se tutto è redento, tutto leste. Non si tratta di “fuggire da” bellissimo!
val la pena di essere vissuto» ha quello che stiamo vivendo, si tratta Poi, che dire di Padre Pio, che
una portata molto forte. Ci indica piuttosto di “andare verso” la no- col suo tono sempre molto schiet-
sostanzialmente che può succedere stra destinazione, perché attirati to, ha osato dire: «Ma di cosa ti
di tutto, ma tutto rimane comun- da un valore supremo. Allora po- preoccupi? Di soffrire per pochi
que dentro lo sguardo di Dio. «Dio tremo portare semi di vita eterna anni su questa terra, se poi hai tut-
è colui che può trarre il bene anche anche quaggiù, nella nostra vita ta l’eternità per godere!»?
dal male» dice sant’Agostino. «Tut- quotidiana. Sono pensieri luminosissimi,
Che belle le parole allusive del- ma vanno accostati nella medi-
l’Apocalisse: «non ci sarà più né tazione profonda, per non venire
lutto né lamento né affanno», che fraintesi, altrimenti possono anche
è invece è proprio quello che ci tro- urtare le persone. Occorre calarli
viamo a vivere in questo periodo. dentro un contesto di consapevo-
E che hanno vissuto tutti gli lezza e maturità di fede, in cui si
uomini e le donne durante le guer- comprende che nutrire questi pen-
re, nei periodi di crisi, durante le sieri di gioia nei confronti di Dio,
catastrofi naturali, nelle malattie, non significa ignorare la realtà che
senza dimenticare tutti quei picco- stiamo vivendo, non significa manca-
li o grandi martiri quotidiani che re di rispetto a chi soffre, ma può rap-
si consumano spesso in maniera presentare un colpo d’ala per librarsi,
invisibile. protendersi verso il Bene assoluto.
Siamo invitati a sperare e a de- Vediamo di onorare il tempo che
siderare ciò che speriamo. ci è dato: pensiamo bene, pensiamo
al bene e facciamo il bene. ■
Il Risorto, fondamento
della nostra speranza.
Ambone della chiesa
di San Giuseppe - Casa Madre. 1 Psicologa clinica, formatrice, scrit-
trice (monicacornali@yahoo.it).
gennaio/aprile 2021 13PAROLA CHIAVE
IN TEMPO DI PANDEMIA
Presenza e assenza
non sono assoluti
L’essere presenti, in questo tempo, si è rivelato essere più
una qualità interna, una disposizione personale verso l’altra
persona, che una condizione determinata dalla vicinanza fisica.
di Michele Visentin1 caso della scuola che ha dovuto ri- soprattutto per chi si prende cura
conoscere che l’allievo o il docente, degli altri o svolge una professione
connessi, si siano sentiti, in alcuni a servizio delle persone. Perché la
D
a più di un anno il nostro casi, più vicini e performativi lì, presenza è il predittore più forte
modo di vivere le relazio- “a distanza”, di quanto non erano di come le persone reagiscono a
ni è stato condizionato da nella “vicinanza” della classe. chi entra in contatto con loro?
un evento inaspettato e per certi Abbiamo così imparato a non È possibile essere presenti senza
aspetti traumatico. Il distanzia- considerare apertura e chiusura, essere nello spazio fisico dell’altro,
mento sociale ci ha però permes- presenza ed assenza, vicinanza e ed è possibile essere vicini all’altro
so di entrare in contatto con ele- lontananza come degli assoluti. senza essere presenti?
menti fondativi del vivere sociale. L’essere presenti, in particolare, si La presenza ha a che fare con la
Uno di questi è “l’essere presenti” è rivelato essere più una qualità qualità della nostra vita mentale. Se
mentre ci si relaziona con un altro interna, una disposizione perso- la mente è quel processo regolativo
essere umano. nale verso l’altra persona, che una dei flussi di energia e informazioni
Il distanziamento sociale ha condizione determinata dalla vici- che caratterizzano la nostra espe-
obiettivamente limitato la “presen- nanza fisica. rienza quotidiana (Siegel, 2012)
za” e la vicinanza fisica, ma è pur la consapevolezza di questi flussi,
vero che, anche attraverso forme Essere presenti. l’abilità di mantenerli in equilibrio,
nuove di comunicazione mediate Essere ricettivi rappresenterebbero le condizioni
dalle nuove tecnologie, ha permes- necessarie alla presenza e alla salu-
so di mantenere e talvolta di raf- Che cosa significa essere pre- te della mente più in generale. Del
forzare i legami. Emblematico il senti? L’interrogativo è decisivo resto, prendersi cura della propria
vita interiore, della propria mente
e del proprio sé è pregiudiziale per
prendersi cura degli altri.
Essere presenti significa anzi-
tutto essere ricettivi ed entrare in
risonanza con gli altri. Essere ri-
cettivi è un’esperienza di libertà,
la libertà di immaginare possibilità
infinite, di aprirsi alla realtà che ci
incontra, ci resiste, ci ispira.
Molto più spesso è l’aspettativa
che abbiamo verso ciò che incon-
triamo, il nostro giudizio aprioristi-
co, la nostra chiusura, ad impedirci
l’esperienza dell’essere realmente
14 gennaio/aprile 2021PRESENZA
presenti. La nostra mente quando
non è ricettiva è reattiva, reagisce
impulsivamente agli stimoli, è go-
vernata dall’esterno e perde il suo
equilibrio. Perché questo accade?
Perché la presenza ha bisogno che
la mente garantisca un senso di si-
curezza. Possiamo perdere questo
senso di sicurezza quando percepia-
mo gli stimoli che i nostri organi di
senso raccolgono come minacciosi.
Il cervello monitora costantemente
l’ambiente esterno, lo scandaglia alla
ricerca di segnali di pericolo. A volte
ci mettiamo in uno stato di allerta
pronti a fuggire, ad aggredire o a
irrigidirci.
Quando percepiamo una sen-
sazione di pericolo non possiamo quella tecnologica, quella relativa valori, i linguaggi. Non è semplice
attivare quella che Porges (2014) ai mutamenti sociali, e quella che comprendere e soprattutto misu-
chiama il “sistema dell’impegno impatta sul ritmo di vita. rare questa accelerazione. Ciò che
sociale”. Invece di essere presenti A) L’accelerazione tecnologica. conosciamo oggi, o anche solo ciò
siamo distanti, soli e paralizzati. La Tutti possiamo constatare che i che possediamo e che ci dà una
nostra mente non è pacificata, non “processi orientati ad un fine” in relativa stabilità (un obiettivo rag-
è recettiva e quando siamo reattivi qualsiasi attività umana (comu- giunto, il lavoro, informazioni che
la presenza è bloccata. Per realizza- nicazione, trasporti, produzione) possediamo…) ha un arco tempo-
re la presenza che porta con sé fles- si siano velocizzati in maniera rale sempre più breve.
sibilità, capacità di adattamento, esponenziale. Ed è precisamente C) Accelerazione del ritmo di
stabilità, energia, abbiamo bisogno questo che Rosa definisce acce- vita. L’accelerazione tecnologica
di imparare a sintonizzarci con lerazione tecnologica: «la cresci- e i mutamenti sociali sono tal-
l’esperienza dell’altro. ta intenzionale della velocità di mente evidenti che basta osser-
processi orientati verso un fine». vare le nostre stesse vite. Ma è
Presenza e Semplificando, potremmo dire l’accelerazione del ritmo di vita
accelerazione che ci vuole meno tempo rispetto ad essersi insinuata nel presente
al passato per realizzare prodotti, della tarda modernità e ad es-
Perché facciamo fatica ad es- attività. Il problema è che non sere vissuta come estremamente
sere realmente presenti? Secondo abbiamo in questo modo liberato problematica. Impatta, infatti, sul
molti osservatori (Rosa, 2015) è del tempo per noi perché contem- modo in cui gestiamo il tempo. Ci
qualcosa che ha a che fare con la poraneamente sono aumentate a aspetteremmo che l’accelerazione
velocizzazione della vita sociale dismisura il numero delle attività tecnologica ci lasci più tempo per
che impatta nelle esistenze dei sin- che ci vedono implicati. L’acce- fare ciò che desideriamo, invece, e
goli trasformando la vita materia- lerazione tecnologica ci produce questo è paradossale, il tempo sta
le, sociale e spirituale. L’accelera- una sorta di infarto psichico. diventando una merce rarissima
zione della vita sociale sta produ- B) L’accelerazione dei mutamen- e sempre più cara. È veramente
cendo nuove forme di alienazione ti sociali. I mutamenti tecnologici paradossale, ma il nostro presente
sconosciute fino a qualche tempo sono interni alla società mentre è accompagnato da sentimenti
fa e che colorano il disagio delle esiste anche una forma di acce- soggettivi di mancanza di tempo
persone con tinte del tutto origi- lerazione che riguarda la società per sé, stress per l’accelerazione
nali. Secondo Rosa, ci sono tre ca- stessa, il modo in cui funziona della vita, il non riuscire a fare
tegorie differenti di accelerazione: e si organizza, gli stili di vita, i tutto ciò che si deve.
gennaio/aprile 2021 15PAROLA CHIAVE
La saturazione ci esaurimento dell’io». Anche se in La risonanza è quindi una for-
impedisce la presenza relazione, poiché sono saturo di ma di relazione bidirezionale, in
input sensoriali, continuamente cui il soggetto e il mondo si lascia-
Perché non mi riapproprio del esposto ad una logica di presta- no reciprocamente trasformare.
mio tempo decelerando? Come zione e competitiva, non sono mai Presuppone un interesse intrinse-
cambia il mio modo di esperire veramente presente, ma sempre co alla relazione da entrambi i poli.
il mondo in relazione al mio mo- sfasato e proiettato nell’istante Non si tratta di una relazione in
do di esperire il tempo accelerato? successivo. È una sorta di stabilità cui uno risponde all’altro come se
La velocità che contraddistingue il dinamica, per cui se mi fermo per- fosse la sua eco, ma una relazione
nostro modo di vivere il tempo, per do l’equilibrio, e mi è indifferente tra entità distinte, indipendenti,
cui tutto finisce per diventare un dove sto andando. Ciò che conta è compatte e allo stesso tempo aper-
fatto che si aggiunge a mille altri che non mi devo fermare. te per lasciarsi toccare. Per essere in
fatti della nostra vita senza tessere risonanza bisogna esporsi all’incer-
un discorso coerente, ci isola da La risonanza è la tezza, all’indisponibilità, all’impre-
noi stessi e dagli altri. Contraria- soluzione visto. Anche l’eccesso di risonanza
mente a quanto possiamo pen- potrebbe risolversi in una forma di
sare, l’isolamento è una reazione Quanta accelerazione siamo in alienazione.
all’eccesso di relazioni che siamo grado di sostenere come individui? La caratteristica più importante
vincolati a gestire. È una reazione Che impatto ha nel nostro modo di una relazione risonante riguarda
ad uno stato di saturazione. di essere presenti? Qual è l’impatto il fatto che la porzione di mondo
La saturazione ci costringe al- che la stabilizzazione dinamica, co- con la quale si entra in risonanza
l’evitamento e alla indisponibilità me la chiama Rosa, ha nel nostro (grazie a degli assi di risonanza, di-
ad un coinvolgimento profondo, modo di vivere il mondo? Utili rebbe Rosa) deve rappresentare per
significativo. Ci impedisce la pre- spunti per la riflessione sulla riso- me una fonte di valore, deve essere
senza. Non sarebbe grave se non nanza come antidoto all’incapacità ricco di significato.
fosse che il nostro senso dell’io è di essere presenti nelle relazioni li L’essere presenti, in definitiva,
fortemente legato alla qualità delle propone Rosa nel suo ultimo lavo- si esprime come disposizione alla
nostre relazioni e al nostro sentirci ro Pedagogia della risonanza. risonanza, come atteggiamento
parte di un contesto nel quale sia- La risonanza è l’unione di due positivo di fronte al mondo, a
mo in grado di integrare le nostre entità indipendenti all’interno di ritagli di mondo, dei quali ci si
singole esperienze con quelle di un insieme funzionale. Entriamo appropria lasciandosi trasforma-
una comunità più ampia. in risonanza nel momento in cui re e trasformandoli. Quando si
L’isolamento invece ci aliena da ci sintonizziamo reciprocamente stabilisce una relazione di riso-
noi stessi e dagli altri e «ciò può fino a trasformarci. Nel momento nanza la corda si tende, gli occhi
portare – sottolinea Rosa – ad un in cui due corde risuonano il suo- brillano. ■
no di ciascuna è modulato dall’in-
fluenza dell’altro. Per approfondire:
Siamo presenti/vicini all’altra D. Siegel, Mappe per la men-
persona nel momento in cui ci te. Guida alla neurobiologia inter-
sintonizziamo su di lei, veniamo personale, Raffaello Cortina, 2012
cambiati da questa presenza e que- Milano.
sto nostro essere presenti cambia H. Rosa, Accelerazione e aliena-
la persona con la quale ci sinto- zione, 2015 Torino.
nizziamo. La risonanza è un’espe- H. Rosa, Pedagogia della riso-
rienza umana fondamentale e ha nanza, Scholé, 2020 Brescia.
nell’alienazione il suo contrario. S. W. Porges, La teoria poliva-
Non è tanto la distanza, il distan- gale, 2014.
ziamento sociale a minare le basi
del legame sociale, quanto la man- 1 Docente di pedagogia ISSR - Pa-
canza di relazioni risonanti. dova.
16 gennaio/aprile 2021FINESTRA APERTA
LA VERGINE MARIA NELLA DIVINA COMMEDIA
«Figlia del tuo Figlio»
Nel ricordo del settimo centenario della morte di Dante
Alighieri (1321), rivisitiamo la sua percezione della
di Giosuè Chiaradia1 figura di Maria, accompagnate da uno studioso molto
vicino alla famiglia elisabettina.
D
i quel miracolo che è la Piazza gratuita, è lui stesso che ce lo dice pochi anni di vita – la “sua” donna,
del Duomo a Firenze – che il nel XXIII canto del Paradiso1, dove, «vestita di colore bianchissimo»:
mondo con gli occhi lucidi riferendosi a Maria, la indica con nulla da raccontare, uno sguardo
di commozione ci invidia – Dante, «il nome del bel fior ch’io sempre sorridente di saluto, che nel Dan-
nato nel 1265 a pochi passi di lì, invoco / e mane e sera». È per te diciannovenne accese un amore
vide solo quello che lui chiama «il questo che già nel 1307, all’inizio intenso quanto silenzioso e lo fece
mio bel San Giovanni», il suo bat- del poema sacro che doveva sal- diventare poeta. L’umanità le è gra-
tistero, che era comunque ancora varlo dalla disperazione dell’esilio, ta, per così poco, che per Dante fu
ben lontano dall’attuale insieme immagina che fosse stata proprio immensamente tanto.
di capolavori. Il duomo di Santa Maria ad accorgersi che lui stava Quanto a Maria, dopo quel-
Maria del Fiore, Arnolfo di Cambio naufragando nella «selva oscura» l’esordio salvifico cui sopra s’è ac-
cominciò a costruirlo nel 1296, di un’esistenza sbagliata, e ad af- cennato, a lei non si accenna più
quando Dante aveva poco più di fidare a due donne del cielo, Lu- nell’Inferno. Vi si accenna, inve-
trent’anni: e lui, condannato nel cia e Beatrice, l’incarico di salvarlo ce, in molti passi del Purgatorio,
1302 per odio politico dal governo convincendo il grande poeta latino soprattutto come protagonista di
fiorentino al rogo, e quindi alla Virgilio a guidarlo in un lungo testimonianza delle virtù opposte
forzata alternativa dell’esilio per- viaggio di meditazione attraverso ai vizi dei quali in Purgatorio si
petuo, non fece in tempo a vederlo. l’Inferno e il Purgatorio. scontano le conseguenze negative.
Però fece in tempo a ricevere dalla Alla santa martire siracusana, Per dare qualche esempio: agli
mamma – che morì quando lui Dante era molto
aveva solo sette anni – la forma- devoto da quan-
zione religiosa di base, consolidata do riteneva di
poi, anche sul piano culturale, dai essere stato da
francescani e dai domenicani nelle lei – invocata già
scuole inferiori e superiori della allora per la lu-
città, e poi dagli studi che non ab- ce e quindi per
bandonò mai per tutta la vita. la vista – guarito
da un fastidioso
Dante e il culto problema giova-
mariano nile agli occhi.
Quanto alla
Fu così che si radicò in lui il fiorentina Beatri-
culto mariano, proprio nel seco- ce Portinari, sulla
lo che questo esplodeva nell’arte, quale è impernia-
nella letteratura, nel teatro, nella ta la terza parte Dante e Beatrice si avvicinano al cielo del Sole.
Miniatura dell’artista senese Giovanni di Paolo (1399
vita dei movimenti religiosi, nella del poema sacro, ca -1482). Sono dello stesso artista tutte le immagini
pratica quotidiana, anche in quel- il Paradiso, era riprodotte in questo contributo.
la di Dante stesso: non è ipotesi stata – nei suoi
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