CHIMICA E INNOVAZIONE - La "chimica circolare", l'industria chimica è più verde - Arpae Emilia-Romagna
←
→
Trascrizione del contenuto della pagina
Se il tuo browser non visualizza correttamente la pagina, ti preghiamo di leggere il contenuto della pagina quaggiù
CHIMICA E INNOVAZIONE
La “chimica circolare”,
l’industria chimica è più verde
A
40 anni dall’incidente di il problema dei microframmenti di
Seveso l’industria chimica plastica dispersi nell’ambiente.
ha dimostrato di saper
cambiare, attraverso il rinnovamento L’eredità pesante della chimica del
di prodotti e processi. Il reimpiego passato è tangibile in molti siti
di molti sottoprodotti è in atto da italiani, alcuni dei quali ancora
tempo ed è un esempio di “chimica produttivi, che richiedono un
circolare” ed “economia circolare”. grande impegno alle aziende e alle
Il programma volontario Responsible istituzioni per la pianificazione, la
Care dell’industria chimica realizzazione e il controllo delle
mondiale a favore di sicurezza, bonifiche.
salute e ambiente è un’importante Nel servizio l’evoluzione delle
esperienza positiva. bonifiche e del controllo, realizzata
Ma ancora oggi la parola “chimico” anche attraverso un rinnovato
ha in generale un senso negativo, rapporto tra aziende, territorio
mentre “chemical free”, senza e istituzioni, oltre ad alcune
chimica, pare sia una qualità esperienze di Ispra e delle Agenzie
richiestissima. ambientali nel quadrilatero della
Eppure tutto è chimica e per chimica (Marghera, Mantova,
cambiare questa percezione devono Ferrara, Ravenna), in Puglia
cambiare la chimica, i chimici e il (Manfredonia e Brindisi), in
modo di comunicare. E non basta Toscana, in Piemonte.
aver ridotto l’inquinamento da
processo: oggi è necessario ridurre Dalle microalghe, dai nanomateriali
drasticamente l’inquinamento da e dai nuovi solventi sono attese le
prodotto, come dimostra ad esempio innovazioni più significative. (DR)ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2016
DALLA CHIMICA DI BASE ALLA
CHIMICA FINE E SPECIALISTICA
QUANDO SI PARLA DI INDUSTRIA CHIMICA SI FA RIFERIMENTO A CHIMICA DI BASE E FIBRE,
CHIMICA FINE E SPECIALISTICA, INDUSTRIA DEI PRODOTTI AL CONSUMO; QUESTI SETTORI
CHIMICA E INNOVAZIONE
COMPRENDONO LA TRASFORMAZIONE DELLE MATERIE PRIME, ORGANICHE E INORGANICHE,
IN PRODOTTI DESTINATI A SUCCESSIVI PROCESSI DI PRODUZIONE O AL MERCATO.
L’
industria chimica è costituita
dalla chimica di base e fibre, Chimica per il consumo Chimica di base e fibre
Profumi
dalla chimica fine e specialistica e 16,2% e cosmetici 8,4% 42,3%
dall’industria dei prodotti per il consumo. Detergenti Organici di base 12,8%
La percentuale di fatturato dei diversi per la casa 7,8%
settori dell’industria chimica italiana
Inorganici di base 3,8%
per il 2013 è riportato in figura 1
Agrofarmaci 1,7%
(1, 2), i cui prodotti vanno all’industria
manifatturiera, all’industria farmaceutica Intermedi e principi attivi
farmaceutici 8,1% Plastica e gomme sintetiche 14,6%
e petrolifera, all’agraria, all’alimentazione,
ai servizi, all’edilizia e al sistema sanitario. FIG. 1
La chimica di base parte dalla INDUSTRIA Chimica fine e specialistica Fibre chimiche 2,4%
trasformazione delle materie prime nei CHIMICA IN ITALIA 41,5% Fertilizzanti 3,2%
mattoni dell’industria chimica. Le materie Coloranti e pigmenti 1,5%
Gas tecnici 4,0%
prime organiche dell’industria chimica Produzione chimica in Altri prodotti di chimica
fine e specialità 21,5%
sono: petrolio, gas naturale, carbone, scisti Italia per settore; quote Vernici, adesivi
% in valore di fatturato e inchiostri 10,2%
bituminosi e sostanze naturali. (dati Federchimica, 2013).
Le materie prime inorganiche sono:
NaCl, CaCO3, S (adesso lo zolfo viene
in gran parte dal petrolio e dal carbone), propilene, n-buteni, butadiene, isobutene, prodotti escono dalla chimica (figura 2).
Ca3PO4, aria e minerali diversi. A partire isoprene, toluene, xileni, naftalene, La chimica fine(3) è la produzione di
da queste materie prime si ottengono pseudocumene e mesitilene. intermedi, materie prime, principi attivi,
circa una ventina di prodotti chimici I mattoni inorganici sono: Cl2, NaOH, additivi, ausiliari, coadiuvanti tecnologici,
di base (i mattoni della chimica), dai H2SO4, HNO3 , NH3, Na2CO3, Ca(OH)2. enzimi e catalizzatori per diverse
quali derivano circa l’85% dei prodotti La chimica di base è la produzione dei industrie chimiche di trasformazione
chimici commerciali, su questi è possibile mattoni a partire dalle materie prime, la (chimica specialistica).
costruire circa 300 intermedi, che a loro produzione di gomme, plastiche e fibre, la I principi attivi sono sostanze che
volta portano sul mercato a circa 30.000 produzione di fertilizzanti, di gas tecnici, nobilitano il prodotto finale impartendogli
prodotti. e sostanze inorganiche, fra i quali anche specifiche caratteristiche che rimangono
I mattoni organici della chimica preparati coloranti e pigmenti. inalterate in tutti i passaggi successivi.
da queste materie prime sono: Dalla chimica di base si passa alla Gli additivi sono aggiunti ai prodotti per
H2, CO+H2 (gas di sintesi), etilene, chimica fine e alla chimica specialistica i cui migliorarne le proprietà, o introdurne
38ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2016
di nuove e/o conservarle nel tempo,
rimanendo inalterate nelle trasformazioni MATERIE
CHIMICA
successive. Gli ausiliari sono sostanze PETROLIO PRIME INTERMEDI
FINE
aggiunte ai prodotti per facilitarne e DI BASE
migliorarne la lavorabilità nei diversi
processi di trasformazione, mentre i
coadiuvanti tecnologici sono utilizzati PLASTICA
dall’industria alimentare svolgono GOMME SPECIALITÀ
una funzione particolare nelle fasi di FIBRE
produzione e non esplicano nessuna FIG. 2
azione sul prodotto finito. INDUSTRIA
La chimica fine si differenzia dalla CHIMICA IN ITALIA
chimica specialistica per il fatto che i suoi INDUSTRIA
prodotti non sono immessi direttamente Struttura MANIFATTURIERA
sul mercato o vanno a industrie industria chimica.
esterne alla chimica, ma sono utilizzati
essenzialmente da industrie chimiche. linea di demarcazione. In particolare L’Italia è ricca di aziende di formulazione
La chimica fine si differenzia, inoltre, dalla fanno parte della chimica fine anche e queste sono quelle più attive e
chimica di base per il maggiore valore le industrie produttrici dei principi dinamiche; mentre quelle italiane sono
aggiunto dei suoi prodotti, per il minore attivi e degli intermedi farmaceutici, le di medie dimensioni (poche) e di piccole
volume di produzione, per l’estrema industrie biotecnologiche, le aziende dimensioni, le aziende straniere sono di
differenziazione, per le sintesi realizzate, che producono materie prime e prodotti grosse dimensioni e sono anche quelle
in gran parte, in impianti discontinui, attivati per la cosmetica. che si producono gli ingredienti da sole.
polivalenti, a bassa temperatura a causa
dell’instabilità termica dei reagenti e/o La chimica specialistica (4) è la chimica Il saldo commerciale export/import della
dei prodotti e si differenzia anche per che è collocata a valle della chimica fine chimica di base e fibre è fortemente
la maggiore complessità delle molecole e che offre i suoi prodotti al consumatore negativo, mentre quello della chimica
prodotte. Inoltre, per la chimica fine finale e/o a molti settori industriali esterni fine e specialistica e della chimica per il
le materie prime vengono in maniera alla chimica, prodotti che sono costituiti consumo è positivo e il 65% delle aziende
significativa, oltre che dal petrolio e da formulati, ossia da una miscela di chimiche italiane operano nel campo
dal gas naturale, anche da biomasse. Le ingredienti che in genere sono comprati della chimica specialistica.
industrie di questo settore sono piccole da altre aziende e sono utilizzati con I prodotti della specialistica vanno, oltre
e medie italiane, mentre le grandi sono operazioni fisiche di miscelazione e che al consumatore, a diversi settori
tutte le più importanti industrie straniere anche con qualche trattamento chimico. industriali, ai servizi, al sistema sanitario
del settore, le quali sono in gran parte I formulati sono costituiti da uno o più e all’edilizia. I prodotti specialistici sono
orientate a vendere i loro prodotti, più che principi attivi che caratterizzano il tipo i seguenti: adesivi, sigillanti, pitture,
a produrli in Italia. di prodotto, da diversi additivi (che vernici, inchiostri, cosmetici, profumi,
Le imprese operanti in questo settore possono arrivare fino a una decina e detergenti per uso domestico e per
associate a Federchimica sono circa 200, che consentono di raggiungere il livello l’industria, disinfettanti, biocidi, prodotti
di cui circa il 90% è collocato al nord e prestazionale richiesto, migliorano le sensibili per fotografia, prodotti per la
il 75% in Lombardia. La maggior parte caratteristiche intrinseche dei principi salute animale, agrofarmaci, lubrificanti,
delle piccole aziende sono specializzate attivi e impartiscono nuove proprietà), prodotti chimici per il settore alimentare,
in un solo settore, mentre le medie e le da coadiuvanti (che allungano la vita del coloranti ceramici e abrasivi.
grandi in più settori della chimica fine, prodotto), da coformulanti o eccipienti e Ci sono altri settori nella chimica
ma anche nella base e nella specialistica. cariche. specialistica come i farmaci da banco,
Per ogni settore specifico (detergenti, le specialità medicinali, i biomedicali
Una delle caratteristiche della chimica insetticidi ecc.) il tipo di principio attivo e diagnostici, i prodotti chimici per
fine è quella di sviluppare i propri utilizzato e il tipo e il numero di additivi l’elettronica, i compositi polimerici e gli
prodotti insieme alle aziende utilizzatrici variano a seconda della tipologia d’uso del impermeabilizzanti per l’edilizia.
e per questo le aziende produttrici prodotto, del tipo di azienda, che di questa
sono collocate vicino a queste aziende. scelta fa un punto di forza, e anche del
Ferruccio Trifirò
I prodotti della chimica fine possono paese dove sono utilizzati i prodotti (per
essere classificati in prodotti a specifica, le diverse legislazioni locali sulla tossicità Presidente Accademia delle Scienze
cioè secondo le specifiche commerciali delle sostanze chimiche contenute). dell’Istituto di Bologna
(purezza, colore, profilo di impurezze
ecc.) e mentre altri vengono venduti a RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
performance, cioè devono soddisfare alcuni
requisiti “comportamentali”, quindi
1. Federchimica, www.federchimica.it/docs/default-source/pubblicazioni/chimica-
venduti sulla base delle caratteristiche che in-cifre-2015.pdf?sfvrsn=6
essi conferiscono o della loro funzione.
2. Federchimica, www.federchimica.it/docs/default-source/assemblea-2016/
Sono prodotti a specifica i principi attivi pubblicazioni/l-39-industria-chimica-in-italia-2015-2016.pdf?sfvrsn=2
e gli intermedi, mentre una gran parte
3. Ferruccio Trifirò, La chimica e l’industria, 2011, giugno, 100.
degli additivi, degli ausiliari e dei
conservanti sono a comportamento, anche 4. Ferruccio Trifirò, La chimica e l’industria, 2011, ottobre, 98.
se alle volte è difficile avere una chiara
39ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2016
UN IMPEGNO CONTINUO
PER LA SOSTENIBILITÀ
L’INDUSTRIA CHIMICA HA GIÀ DA ANNI INTRAPRESO UN CAMMINO VIRTUOSO PER IL
RINNOVAMENTO DI PRODOTTI E PROCESSI. IL REIMPIEGO DI MOLTI SOTTOPRODOTTI, GIÀ
IN ATTO DA TEMPO, È UN ESEMPIO DI ECONOMIA CIRCOLARE. DALLE MICROALGHE, DAI
NANOMATERIALI E DAI NUOVI SOLVENTI LE INNOVAZIONI PIÙ SIGNIFICATIVE.
CHIMICA E INNOVAZIONE
L
a chimica in Italia può vantare
una prestigiosa storia che ha
contraddistinto e accompagnato
lo sviluppo del paese attraverso società
dal nome prestigioso: Carlo Erba,
Montecatini, Montedison, Rumianca ecc. Imprese a PMI
Il panorama del settore è in continua capitale estero
evoluzione per rispondere con prontezza 38%
alle sollecitazione dei mercati. 38 %
Il fatturato ammonta a 52 miliardi di
euro – attestandosi al terzo posto europeo
dopo Germania e Francia – generato
da 2.800 imprese circa che occupano
Gruppi
109.000 addetti. La ripartizione (figura
FIG. 1 medio grandi
1) è bilanciata tra imprese medio-grandi
LA CHIMICA IN ITALIA
(24%), imprese a capitale estero (38%),
Pmi (38%)1. L’export è tra i più elevati
24%
in Europa, secondo sola alla Spagna, con Distribuzione imprese
chimiche italiane nel 2014.
una crescita nell’ultimo anno del 4%.
L’industria chimica italiana è molto
vivace ed è il comparto con la più alta
quota di imprese innovative, un 71%,
contro una media del 45-46% del settore
manifatturiero. Gli investimenti in ricerca
e sviluppo ammontano a 480 milioni
di euro (dato 20141) e coprono sia la
chimica più tradizionale, ma soprattutto
la chimica da fonti rinnovabili. FIG. 2
L’industria chimica si confronta sempre CHIMICA E RECUPERO
più con i concetti di sostenibilità e di SOTTOPRODOTTI
rispetto ambientale. Il settore ha già da
anni intrapreso un cammino virtuoso per Prodotti da glicerolo
il rinnovamento di prodotti e processi, ottenuto da trans
esterificazione dei lipidi
stimolata non solo da regolamentazioni per produzione Fame
internazionali con i suoi recepimenti (Fatty Acid Methyl Esters).
nazionali, ma assai spesso anche da
scelte di responsabilità autonome. In con l’ambiente circostante e dall’altro si declina in catene produttive nelle
Italia l’azione più nota è l’iniziativa qualità e prestazioni dei prodotti. quali il sottoprodotto o lo scarto di
Responsible Care arrivata già al 21° anno Entrambi questi ambiti sono oggetto una lavorazione diventano la materia
di attuazione. di continua innovazione sia per quanto prima di un processo a valle per tendere
attiene il mantenimento delle posizioni virtuosamente allo zero-waste.
commerciali acquisite, sia per quanto Un esempio (figura 2) è il reimpiego
Sostenibilità ambientale, economia riguarda la penetrazione e acquisizione di del glicerolo che si libera dalla
circolare e prestazione dei prodotti nuovi mercati in ottica export. transesterificazione dei lipidi di origine
Come si può discutere l’innovazione vegetale con metanolo per produrre
L’industria chimica si confronta con nell’industria chimica, che copre il biodiesel Fame (Fatty Acids Methyl
due capisaldi per quanto riguarda moltissimi settori merceologici? Esters)2.
l’eco-sostenibilità: da una parte gli Un concetto basilare, seppur non Una valutazione quantitativa del “rifiuto”
aspetti di ambiente, salute e sicurezza specifico del campo chimico, è l’economia da minimizzare – quello che si potrebbe
che interagiscono più direttamente circolare, che nell’industria chimica passare a un’altra lavorazione – è data
40ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2016
dal fattore E di Sheldon3 che si esprime che in maniera indiretta nel produrre i
come massa di sottoprodotti per massa co-reagenti, anche se la reazione (CO2 +
Innovazione e sostenibilità dalle
di prodotto utile. Questo numero assume co-reagente) è esotermica. Per esempio, microalghe e dai nanomateriali
valori che crescono passando dal settore bisogna spendere molta energia per
petrolchimico, dove vale acido formico -> è positiva quando ci rivolgiamo alla
di 25 (figura 3). Gli sforzi si indirizzano formaldeide -> metanolo; globalmente energie rinnovabili, quali eolico, solare,
quindi alla riduzione di ciò che aggrava il bilancio energetico è sfavorevole idrico, marino ecc., oppure quando si
la produzione principale, sostituendo anche se le reazioni di riduzione abbia a disposizione dell’energia in eccesso
sempre più le reazioni stechiometriche sono esotermiche. Pertanto l’energia prodotta da un processo integrabile.
con reazioni catalitiche. necessaria dev’essere disponibile in modo L’esempio paradigmatico è la fotosintesi
Un secondo caposaldo è l’efficienza “gratuito” per non avere un bilancio clorofilliana, che è alla base di un
energetica: cercare di ottimizzare i di CO2 negativo quando si esamini la continuo e crescente interesse per le
processi in modo da minimizzare l’uso trasformazione in termini di Life Cycle tecnologie basate sulla fissazione della
dell’energia. Similmente al fattore E, Analysis. CO2 mediante microalghe5.
si può definire un indice di efficienza
energetica “e” (energia spesa/massa
FOTO: ARCH. ANSELL
prodotto). Questo approccio ottiene due
risultati, entrambi rilevanti: da una parte
si abbatte il costo di produzione vero
e proprio, dall’altro si riduce l’impatto
ambientale, poiché energia spesa significa
emissione in atmosfera di gas clima-
alteranti, essenzialmente CO2.
Un’area di innovazione di grande rilievo
è la diversificazione delle materie prime che
può apportare notevoli benefici:
- sostituzione di composti tradizionali
con altri a minor impatto e/o tossicità:
dalla sostituzione del fosgene con la
CO2, ormai datata, ai nuovi inibitori di
corrosione, ai chelanti e ai surfattanti di
nuova generazione
- minor costi di produzione quando la
Kg (sottoprodotto) / Kg (prodotto)
nuova materia prima sia più disponibile o
sia uno scarto di una qualche lavorazione
precedente, come nel caso già citato del
reimpiego del glicerolo (figura 2) 25–100
- impiego di fonti rinnovabili che non
incidano sulla catena alimentare e non
precludano l’uso della terra e dell’acqua
5–50
per usi più nobili; un esempio è la canna FIG. 3
comune (Arundo donax) utilizzata per CHIMICA E RECUPERO
la produzione di etanolo di seconda SOTTOPRODOTTI
generazione (tecnologia Pro.E.Sa di
Mossi & Ghisolfi), impiegato nel settore Fattore E di Sheldon < 0.1
0.1–5
della trazione come biocarburante, ma (massa di sottoprodotti /
che potrebbe fornire materie prime per massa di prodotto utile) Petrolchimica Chimica di base Chimica fine Farmaceurica
altre produzioni in vari settori chimici. Raffinazione
- impiego della CO2, che in senso lato
appartiene anche alla categoria dell’uso di
materie di scarto.
L’impiego del biossido di carbonio
necessita di alcuni approfondimenti per
l’importante ruolo nel deterioramento
ambientale4. Rintrodurre la CO2 nel
ciclo produttivo comporta un recupero FIG. 4
di atomi di carbonio e ne evita ulteriori CHIMICA
accumuli nell’atmosfera. Due sono le vie E MICROALGHE
possibili: la via chimica o la via biologica;
in entrambi i casi è necessario spendere Esempi di sistemi di
energia, il che può avvenire sia in coltivazione di microalghe
maniera diretta nel condurre la reazione, in ponds o fotobioreattori.
41ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2016
Le microalghe sono molto versatili
quanto alle condizioni operative e di
crescita; sono molto più produttive
per unità di suolo occupato rispetto ad
altre coltivazioni che possano portare al
medesimo prodotto (per esempio l’olio
di palma rispetto all’olio di alga per la
produzione di biodiesel). Le tecnologie
a microalghe sono già usate per la
produzione di nutraceutici, integratori
alimentari quali Pufa (Poly Unsaturated
Fatty Acids), Omega 3, e produzioni di
CHIMICA E INNOVAZIONE
nicchia tipo beta-caroteni.
Per incrementarne l’attrattività
economica, si possono apportare
significativi miglioramenti lungo l’intera
catena di produzione, partendo dalla
selezione dei ceppi algali, la conduzione
della reazione in fotobioreattori a disegno
avanzato (figura 4), piuttosto che in open
pond, per terminare con la sezione di
estrazione e purificazione del prodotto.
L’estrazione dalle alghe di taluni prodotti
(Omega 3) sostituisce l’estrazione da
materia prima di origine ittica, con
riduzione di costi e miglioramento
della purezza, evitando inoltre il
depauperamento della fauna ittica stessa. SOLVENTE
Si può riprodurre artificialmente la Preferibile Impiegabile Sconsigliato
fotosintesi? Una risposta in questo CO2 supercritica Cicloesano Pentano
senso viene da DNV-GL, ente di
Liquidi Ionici (ILs) Eptano Esano
certificazione internazionale, che ha
proposto un’interessante combinazione Acqua Toluene Etere diisopropilico
di riduzione elettrochimica della CO2 Acetone Metilcicloesano Etere dietilico
e energia solare, catturata tramite Etanolo Isoottano Diclorometano
pannelli fotovoltaici, per produrre
acido formico6. La tecnologia, ancora 2-Propanolo Acetonitrile Dicloroetano
embrionale, dimostra la possibilità di 1-Propanolo 2-Me-THF Cloroformio
ottenere interessanti risultati attraverso TAB. 1 Etilacetato THF Piridina
l’integrazione creativa di energia gratuita CHIMICA Isopropilacetato Xileni Diossano
e materie prime di basso valore, operando E AMBIENTE
in condizioni blande. Metanolo DMSO Dimetossietano
Linee guida per la 1-Butanolo Acido acetico Benzene
Un altro grande settore di innovazione è scelta di un solvente più Glicole etilenico Tetracloruro
quello dei nanomateriali, la cui “nascita” compatibile con criteri di Alcole tert-butilico
sostenibilità. Metiletilchetone di carbonio
si fa risalire alle idee di R. Feynman
nel 1959. È un settore da anni in
{
continuo sviluppo che offre notevoli ✓ Gas naturale
opportunità, poiché le proprietà delle ✓ Biomasse
Materie prime alternative
particelle nanometriche7 possono essere ✓ CO2
radicalmente diverse dal materiale ✓ Sottoprodotti
in bulk. I settori in cui i nanosistemi
{
✓ Sostituzione reagenti pericolosi
hanno trovato applicazione sono ✓ Sostituzione sistemi stechiometrici
sensori di gas, catalizzatori, celle a Innovazione tecnologica con sistemi catalitici
combustibile, dispositivi biomedicali ✓ Nuovi concetti catalitici
✓ Riduzione numero stadi
ecc. In Europa sussiste un certo timore
{
per la sicurezza intrinseca di questi ✓ Intensificazione di processo
materiali8. In accordo con Federchimica, ✓ Efficienza energetica
Innovazione processo
è opportuno che l’Italia “continui ad ✓ Condizioni operative più blande
affrontare con vigore lo sviluppo dei FIG. 5
✓ Nuovi solventi
nanomateriali, senza la definizione di
{
CHIMICA ✓ Nanomateriali
normative specifiche che vadano bloccare E INNOVAZIONE ✓ Biomateriali
l’evoluzione di questo settore”1, in Nuovi prodotti ✓ Maggiori prestazioni
grado di migliorare notevolmente la Linee di innovazione per ✓ Minore tossicità
competitività dell’industria e la qualità il settore chimico.
42ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2016
della vita. Infatti, se attualmente il multidisciplinari, oltre alla capacità Energy Mediterranean Conference REM
settore elettronico gioca la parte del di trasferire innovazioni da un settore 2016, Ravenna, 9-10 marzo 2016.
leone, si ipotizza una grande crescita all’altro (cross fertilization). 3 R.A. Sheldon, “Atom efficiency and
nel settore medicale e farmaceutico: la Ancor più importante appare oggi la catalysis in organic synthesis”, Pure and
“nanomedicina” è considerata un passo capacità di gestire l’integrazione, di cui un Applied Chemistry, 72 1233-1246 (2000).
epocale che rivoluzionerà gli strumenti elemento di rilievo è l’economia circolare 4 V. Havran, M. P. Dudukovic, C. S. Lo,
diagnostici e i sistemi di cura9. citata all’inizio. “Conversion of Methane and Carbon
In realtà si devono considerare altri Dioxide to Higher Value Products”, Ind.
livelli d’integrazione, non squisitamente Eng. Chem. Res., 2011, 50, 7089–7100.
I nuovi solventi chimici, ma che con l’industria chimica
hanno a che fare. La transizione
5 S. Judd, L. J.P. van den Broeke, M.
Shurair, Y. Kuti, H. Znad, “Algal
Un aspetto importante per le reazioni energetica verso un’economia a zero remediation of CO2 and nutrient
chimiche è il mezzo di reazione: in carbonio è forse l’aspetto più impattante; discharges: A review”, Water Res., 87
quest’ottica molto si è fatto proponendo si dovrebbe allora analizzare quale sia (2015) 356-366.
linee guida per una scelta sempre meno e quale possa essere il contributo della 6 DNV-GL; Carbon Dioxide Utilization,
invasiva per l’ambiente; un esempio è chimica italiana al settore energetico, Research and Innovation, Position Paper
riportato in tabella 110. considerando la riduzione di gas clima 07-2011.
Un’ interessante categoria di solventi alteranti, di uso di materie prime 7 Particelle le cui dimensioni esterne sono
è quella dei liquidi ionici (ILs), sali alternative, di riciclo di rifiuti, di recupero comprese tra1 e 100 nm. cf. R. Psaro, M.
organici liquidi sotto 100°C a bassissima di siti contaminati. Guidotti, M. Sgobba, “Nanosystems”,
tensione di vapore. Le combinazioni di Tutto ciò rende la parola innovazione in Encyclopedia of Life Support Systems
cationi e anioni sono enormi per cui si connaturata allo spirito della chimica e (EOLSS), Eolss Publishers, Oxford, 2008,
può immaginare di disegnare le proprietà della sua industria. Per celebrare e capire pp. 256-307.
degli ILs per obiettivi specifici. quanto l’innovazione sia il motore primo 8 Assessing Nanoparticle Risks to Human
Studi recenti stanno aprendo nuovi campi del settore, si deve comprendere che “la Health, Ed. G. Ramachandran, Elsevier,
di applicazione quali la separazione di gas chimica è cambiamento: cambia se stessa e Amsterdam, 2016.
acidi e l’impiego di ILs come lubrificanti. fa cambiare gli altri… e ha la capacità di 9 Nanomedicine 2020, Contribution of
Risulta molto importante, anche in giocare d’anticipo”12. Nanomedicine to Horizon 2020, White
questo settore, ridurre il costo del Paper to the Horizon 2020 Framework
solvente mediante l’uso di materie prime Stefano Rossini Programme for Research and Innovation.
di basso costo, poiché uno dei principali 10 K.Ghandi, “A Review of Ionic Liquids,
Presidente Fast, Federazione associazioni
ostacoli all’uso esteso degli ILs è stato, ed Their Limits and Applications”, Green and
scientifiche e tecniche
è tuttora, il costo elevato. Un approccio Sustainable Chemistry, 2014, 4, 44-53.
interessante è quello di sintetizzarli da 11 C.Chiappe, A.Marra, A.Mele, “Synthesis
zuccheri naturali a buon mercato11. NOTE and applications of ionic liquids derived
L’uso di nuovi solventi si inserisce in 1 Federchimica, L’industria chimica in Italia. from natural sugars”, Top.Curr.Chem.
un approccio più ampio di conduzione Rapporto 2014-2015. (2010), 295, 177-195.
dei processi produttivi in condizioni più 2 M. Aresta, Renewable carbon (CO and
2
12 Adattato da C.Puccioni, Congresso
blande. Se l’evidenza più immediata è biomass) utilisation for the transition from the annuale Federchimnica 2016; fonte Il Sole
il minor costo operativo e la riduzione linear to a circular C-economy, Renewable 24 Ore, 22/3/2016.
dei consumi energetici, le condizioni
comportano anche benefici sulla sicurezza
nel lavoro, un indice su cui il settore
chimico si è impegnato molto e in cui da
lungo tempo si stanno ottenendo risultati
di estremo rilievo. Gli infortuni sul
lavoro nel settore chimico1 (9.4 numero
di infortuni per milione di ore lavorate)
sono inferiori alla mediana del settore
manifatturiero (18.7).
La complessità dell’industria chimica,
trasversale a molti settori manifatturieri
in cui gioca un ruolo di key enabler, è
riflessa nella vastità delle tematiche
di R&D. La figura 5 riassume in
forma schematica le principali linee di
innovazione, delle quali si è discusso in
questa breve sintesi.
Ciascuna delle tematiche richiederebbe
molto più spazio di quanto sia stato
qui dedicato. Si possono comunque
identificare alcune linee portanti quali
la trasversalità degli approcci, che
necessitano di approcci e competenze
43ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2016
LA CHIMICA CIRCOLARE
DAL PASSATO AL FUTURO
LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE HA COSTRETTO I CHIMICI A IMPEGNARSI NELLA CHIMICA
CIRCOLARE PER IL RIUSO DEGLI SCARTI DEI PROCESSI, PROPRIO A CAUSA DEI DANNI E DEI DISAGI
AMBIENTALI CHE ALCUNE SOSTANZE DI SCARTO GENERAVANO. L’ECONOMIA CIRCOLARE È
POSSIBILE SE SI ACCETTA CHE NON È POSSIBILE UN PROCESSO “ZERO RIFIUTI” O “ZERO ENERGIA”.
CHIMICA E INNOVAZIONE
I
n qualsiasi processo o reazione Act del 1863, che imponeva alle fabbriche
FOTO: ARCH. NUTLEY HISTORICAL SOCIETY
chimica, al fianco delle materie di soda di evitare le emissioni inquinanti.
utili, si formano sempre altre Dapprima gli imprenditori furono
sostanze gassose, liquide e solide che costretti a raccogliere l’acido cloridrico
rappresentano residui o scorie o rifiuti in acqua entro dei barili, fino a quando
e che devono essere messi “da qualche Weldon (1873) inventò un processo per
parte”. All’inizio della rivoluzione trasformare l’acido cloridrico in cloro, la
chimica questi rifiuti venivano scaricati nuova merce che cominciò la sua marcia
nell’aria, nelle acque o sul suolo; se trionfale (e controversa) nell’industria.
si trattava di sostanze puzzolenti o L’acido cloridrico diventava così “materia
dannose la loro immissione nell’ambiente seconda” per un altro ciclo produttivo.
provocava la protesta delle popolazioni L’inquinamento dovuto ai fanghi di
e delle autorità. Da qui l’interesse per solfuro di calcio fu risolto da Claus
cercare di evitare i danni ricavando dai (1882) con un processo in grado di usarli
rifiuti qualcosa di utile. come “materia seconda” per un ciclo
Uno dei primi esempi si è avuto all’alba che, mediante ossidazione, consentiva di
dell’industria chimica. Nelle fabbriche recuperare anidride solforosa da usare
che producevano acido solforico per per la produzione di acido solforico, una
reazione dello zolfo e del costoso salnitro delle materie prime dello stesso processo
nelle camere di piombo, gran parte degli Leblanc.
ossidi di azoto che si liberavano nella Comunque i due processi arrivarono
reazione andavano perduti nell’aria, con tardi perché nel frattempo Solvay (1864)
effetti inquinanti. Gay-Lussac (1827) aveva inventato un altro processo che
propose di recuperare in una torre i gas produceva il carbonato di sodio con un
nitrosi per rimetterli in ciclo, rendendo rifiuto costituito da cloruro di calcio, che forniva varie frazioni di interesse
molto più “economico” (anche in termini ingombrante e scomodo da smaltire, ma commerciale; i liquidi più volatili sono
di soldi) il processo. meno dannoso dei rifiuti del processo stati impiegati come solventi per la
Leblanc, e per il quale fu trovato un gomma (1818) e come sostanze adatte ad
impiego nello spargimento sulle strade essere trasformate in coloranti sintetici
Le “materie seconde”, processi per ritardare la formazione del ghiaccio (1856), esplosivi (1863), medicinali.
messi a punto già nell’Ottocento dalla neve. La frazione dell’olio di creosoto si è
rivelata utile per impermeabilizzare il
L’acido solforico era necessario per La distillazione secca del carbone fossile legno (1838) e in particolare le traversine
produrre la soda artificiale, l’agente ha messo a disposizione delle città il ferroviarie (1849); la frazione residua
lavante che sostituiva la soda ricavata gas illuminante (1801) e quindi la luce conteneva molecole aromatiche utili per
dalle ceneri delle piante e delle alghe. artificiale. Prima di essere immesso sintesi organiche e, alla fine, si prestava
Leblanc (1793) aveva messo a punto nelle reti di distribuzione il gas veniva per rendere meno polverose le strade.
un processo che cominciava con il lavato per eliminare l’ammoniaca, un
trattamento del sale con acido solforico contaminante corrosivo difficile da
e liberazione di acido cloridrico, per smaltire fino a quando si è scoperto
decenni scaricato nell’atmosfera con che, trattandola con acido solforico, Chimica circolare anche
danni alla salute e alle coltivazioni. se ne poteva ricavare un utile concime dall’industria agroalimentare
Il solfato di sodio veniva poi trattato con artificiale azotato (1870).
calce e carbone; insieme al carbonato I vapori che si formavano insieme al Anche molti rifiuti o scarti dell’industria
di sodio si formava un fango di solfuro gas illuminante venivano condensati in agroalimentare sono stati trasformati in
di calcio che era lasciato in discariche acqua e formavano un residuo catramoso, merci utili mediante processi chimici.
all’aria aperta da cui si liberava idrogeno dapprima buttato via e inquinante. Si possono ricordare la produzione di
solforato puzzolente e nocivo. È diventato una materia seconda concimi fosfatici per trattamento con
Le proteste popolari hanno costretto il quando è stato inventato un processo acido solforico delle ossa che residuano
Parlamento britannico a emanare l’Alkali di distillazione del catrame (1785) nei macelli (1840) o l’estrazione delle
44ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2016
all’incenerimento dei supporti solidi e alla
FOTO: PAUL RAPHAELSON
successiva rifusione e separazione dei vari
elementi presenti con raffinate tecniche
chimiche di frazionamento.
I progressi dell’economia circolare
dipendono dallo sviluppo di una chimica
analitica dei rifiuti, un capitolo forse poco
attraente, ma di certo molto promettente;
del resto gli stessi processi di recupero di
materie utili dai rifiuti hanno contribuito
al progresso di molte conoscenze
chimiche.
La rifiutologia, una nuova disciplina?
L’economia circolare permette di
essenze dalle bucce di agrumi residue Dal 1870 l’olio è stato estratto dalle sanse diminuire sprechi (di materia e di denaro)
della produzione di acido citrico. dapprima col solfuro di carbonio, poi e di evitare danni ambientali, ma sotto
Il melasso, il residuo dell’estrazione dello con il meno pericoloso esano; l’olio di due vincoli. Il primo è che qualsiasi passo
zucchero dalle barbabietole, contiene sansa, impiegato originariamente per la avanti verso la chiusura di qualche ciclo
ancora circa il 15 % dello zucchero produzione di sapone, è stato ottenuto produttivo non porta a “zero rifiuti”,
iniziale della barbabietola ed è stato anche di qualità adatta all’uso alimentare. perché anche i processi virtuosi generano
originariamente buttato via o usato Se si pensa che della biomassa vegetale e scorie, pur differenti dai rifiuti trattati;
come mangime. Steffen negli Stati Uniti animale prodotta dall’agricoltura e dalla il secondo vincolo è che qualsiasi azione
(1883) e Battistoni in Italia (1906) hanno zootecnica, dell’ordine di alcuni miliardi di economia circolare è resa possibile
scoperto che lo zucchero può essere di tonnellate all’anno nel mondo, circa dall’impiego di energia che a sua volta
estratto diluendo il melasso con acqua due terzi sono costituiti da residui che si ottiene generando scorie e rifiuti.
e aggiungendo alla soluzione idrato di al più ritornano nel terreno, si vede che Purtroppo la natura non dà niente gratis.
calcio o di bario; si formano i rispettivi siamo di fronte a grandissime quantità di Siamo di fronte a un capitolo della
“saccarati” che sono poi filtrati, sospesi materia organica trasformabile in merci chimica che ha lontane radici ed è
in acqua, decomposti con anidride utili con tecniche microbiologiche e destinato a continua espansione e
carbonica; dalla filtrazione dei carbonati chimiche, in parte già note e abbandonate innovazione; una volta per ridere dissi
insolubili si ottiene una soluzione di per la concorrenza dei processi che che un capitolo della mia disciplina, la
zucchero. producono le stesse merci partendo dal merceologia, avrebbe dovuto occuparsi di
petrolio. … “rifiutologia”, ma forse non scherzavo
Un altro esempio di “chimica circolare” è neanche tanto.
offerto dal recupero di olio dalle sanse, il Più difficile il recupero di materie
residuo che si forma dopo la spremitura utili presenti in piccole quantità in
Giorgio Nebbia
dell’olio dalle olive e che contiene ancora rifiuti complessi, come quelli delle
circa il 10-15 % dell’olio originale. In un apparecchiature elettroniche, contenenti Professore emerito di Merceologia
primo tempo le sanse venivano buttate oro, platino, metalli delle terre rare, Università di Bari
via, bruciate o disperse nel terreno. cobalto eccetera. In generale si procede
45ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2016
“CHIMICO” È UNA PAROLACCIA,
MA “CHEMICAL FREE” NON ESISTE
LA PAROLA “CHIMICO” HA IN GENERALE UN SENSO NEGATIVO ED È UNA PAROLACCIA.
“CHIMICO” È PROIBITO, MENTRE “CHEMICAL FREE”, SENZA CHIMICA, PARE SIA UNA QUALITÀ
RICHIESTISSIMA. EPPURE TUTTO È CHIMICA. PER CAMBIARE QUESTA PERCEZIONE DEVONO
CAMBIARE LA CHIMICA, I CHIMICI E IL MODO DI COMUNICARE.
CHIMICA E INNOVAZIONE
T
utti noi sappiamo che la
parolaccia è culturalmente e a
volte eticamente scorretta, ma
di fatto è ipocritamente usatissima. La
chimica ha un preciso rapporto con
le parolacce, nel senso che il termine
chimico è praticamente l’unico aggettivo
che riguardi una disciplina scientifica
che sia usato in senso negativo: fisico,
matematico non hanno una connotazione
negativa; biologico è perfino sinonimo
di cosa intrinsecamente buona; chimico
ha un senso negativo ed è, di fatti, una
parolaccia. E come tutte le parolacce,
chimico è proibito, formalmente, ma
di fatto è usatissimo. Senza la chimica
non si cantano messe, ma chemical free,
senza chimica, pare sia una qualità
richiestissima, nel cibo, nell’arredamento,
nell’edilizia e in moltissimi altri casi.
Nature si è potuta permettere un articolo
ironico sul chemical free: un elenco
aggiornato di materiali “senza chimica”
che era una pagina bianca: ovviamente!
Il chemical free non solo non esiste, ma
non può esistere. Ma questa è una magra https://ilblogdellasci.wordpress.com/
consolazione; per la comunità chimica
italiana e per tutte le comunità chimiche evincere dai dati Istat del censimento Alcuni dati singoli possiamo estrapolarli
del mondo; ironizzare sul termine 2011, l’ultimo disponibile. In Italia ci da altre fonti: i docenti universitari dei
chemical free non risolve il problema, al sono poco meno di 6 milioni di laureati, settori chimici non superano le 1000-
massimo appaga l’ autostima del lettore di cui 4.3 impegnati in attività lavorative; 1500 unità, mentre i chimici docenti di
chimico; è chiaro che occorra fare di più. di questi si può stimare dai dati correnti scuola media superiore, se applichiamo
Ma come? sulle lauree, sempre di fonte Istat, che la regola del 2%, non sono più di 5-6000;
Forse la soluzione del problema passa non più del 1.5-2% sia chimico (al infine gli iscritti agli ordini sono meno di
per una diversa organizzazione dei massimo 3-4% se consideriamo chimico- 10.000: queste stime sono in sostanziale
chimici, attraverso diversi rapporti fra farmaceutico insieme), quindi stiamo accordo con le precedenti e ci aiutano a
i componenti della comunità chimica parlando spannometricamente di 100.000 capire una serie di conseguenze di questa
e fra questa comunità e il resto della persone; non ho invece stime per i situazione.
popolazione, diversi da quelli che diplomati (mi si scusi la approssimazione
esistono attualmente. Il nostro paese è ma cerco solo un ordine di grandezza). Chi è il principale attore istituzionale
un buon esempio di come le cose stiano Come sono inseriti nel mondo del della comunicazione “chimica”?
in quei paesi che giocano un ruolo lavoro? Almalaurea che ha condotto L’industria, e quindi in Italia
nella produzione chimica mondiale, una inchiesta di questo tipo (anche se Federchimica; non a caso i documenti
produzione che si sta comunque vecchia di 10 anni ormai) concludeva che più importanti o numerosi sul tema sono
esternalizzando, spostando in quelli che il grosso dei chimici lavora nell’industria scritti da Federchimica che è fortemente
una volta erano paesi emergenti. chimica e nell’industria in genere, oltre il presente sul fronte comunicativo del
70%, mentre solo il 10% svolge un ruolo grande pubblico, che possiede una ottima
Quanti sono i chimici italiani? Non di consulente o attività professionale e pagina web e che sfrutta i media e la rete
mi è riuscito di trovare una statistica un altro 10% lavora nell’istruzione o nel con abilità professionale, con comunicati
specifica e ufficiale, ma una stima si può resto del terziario. e ricerche anche interessanti, ma pur
46ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2016
questo problema: il riconoscimento
Cambiare la chimica, comune del ruolo centrale della chimica,
cambiare modo di comunicare che, come la matematica, “è serva e
padrona di tutte le scienze”; questo fa si
La questione principale però è che non c’è che nelle mille occasioni in cui la chimica
un attore “indipendente” e nel contempo interagisce con il mondo e la società, se
autorevole che possa entrare in gioco sui nessuno ne prende le difese o ne spiega in
problemi quotidiani di un uso sempre dettaglio il ruolo effettivo, qualcun altro
più importante e perfino invasivo della entri, e spesso a gamba tesa, sul tema.
chimica; nell’epoca dell’Antropocene, Si potrebbe essere tentati di rompere
del buco dell’ozono, del global warming, i contatti con il sistema produttivo,
dell’inquinamento oceanico da plastica e chiudersi nella torre d’avorio, ma sarebbe
in un paese in cui la storia della chimica sbagliatissimo. Al contrario, i chimici
industriale ha fatto (e continua a fare) devono porsi sempre più il problema
vittime per 10.000 chilometri quadrati di di cambiare il sistema produttivo
territorio irrecuperabile o difficilmente dell’Antropocene, mettendo a punto
recuperabile (il 3% del totale!) – con prodotti e processi che facciano il bene
intere città come Brescia inquinate generale dell’intera umanità e non solo
irreversibilmente – colpisce che di fatto il bene dell’industria: chemistry is for all,
il grosso della comunicazione chimica sia come ha scritto Philip Ball, a proposito
“fai da te”. del nome da attribuire a uno dei 4
sempre di parte, condizionati dagli
Di fatto tutti parlano di chimica, spesso elementi aggiunti di recente al sistema
interessi produttivi e di profitto.
senza averne la competenza, ma avendone periodico.
la necessità e gli attori istituzionali non Non si può lasciare il discorso
L’industria chimica italiana sconta
ne reggono il passo: i giornali, le TV, dell’economia circolare, della sostenibilità,
anche uno storico problema, quello della
le grandi associazioni ambientaliste, della riciclabilità all’industria come
dimensione media relativamente bassa;
le associazioni dei consumatori sono tale; l’industria ricicla quando e come
ciò stimola da una parte la penetrazione
certamente attori di riguardo, ma solo le fa comodo, qua si tratta di cambiare
di capitale estero, ma produce anche
raramente un chimico gioca un ruolo completamente modo di produrre
contraddizioni significative. L’anno scorso
significativo al loro interno, mentre di riconoscendo prima di tutto i limiti
si è ventilato ripetutamente l’abbandono
fatto e spesso parlano di chimica molti fisici del pianeta e i chimici sono già in
della chimica da parte di Eni, e quindi
non-chimici che a volte fanno errori prima fila; ma per farlo devono anche
la vendita del principale attore chimico
grossolani, non solo nei titoli dei giornali prendere la comunicazione nelle proprie
italiano, Versalis. Anzi la svendita se
(il nitrogeno al posto dell’azoto ci ha mani. Se “la chimica è per tutti”, la sua
si pensa che la stima non superava il
sinceramente stufato!). comunicazione deve essere autorevole e
miliardo di euro, una cifra che assimilava
indipendente.
Versalis al valore del Milan (il club
calcistico), di cui nel medesimo momento Ma perché anche i non-chimici si
si discutevano le sorti, e questo in presenza cimentano a parlare di chimica? Questo Claudio Della Volpe
di investimenti storici per cifre nettamente avviene perchè di fatto la chimica è
Professore associato di Chimica fisica
superiori e di un ruolo strategico scienza centrale e la comunicazione applicata, Università di Trento
nell’industria italiana complessiva. ha “orrore del vuoto”; come ha scritto
Pietro Greco in occasione dell’anno
In ordine di decrescente importanza internazionale (2011) i chimici hanno
esistono poi altri attori comunicativi: questo elemento di forza, ma anche
gli Ordini professionali, sia territoriali
che sotto la forma del Cnc (Consiglio
nazionale dei chimici), che possiedono
una rivista e una pagina web, e la Società
chimica italiana, che si è recentemente
associata alla pubblicistica degli Ordini
per motivi principalmente economici,
ma anche per una genuina voglia di
fare unione e forza. Ne è conseguita
una distribuzione congiunta delle due
storiche riviste Il chimico italiano e La
chimica e l’industria che raggiungono
così direttamente i circa 13.000 iscritti
complessivi. Ci sono poi una serie
numerosa di pagine web, piccole riviste,
ormai principalmente non cartacee,
associazioni culturali che ambiscono a
un ruolo nazionale (ricordo fra le altre
Chimicare) e il blog della Sci, che mi onoro
di coordinare (ma il cui nome sembra
non piaccia a tutti). www.chimicare.org
47ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2016
NON PIÙ SPORCA E CATTIVA,
LA CHIMICA DOPO SEVESO
A 40 ANNI DALL’INCIDENTE DI SEVESO L’INDUSTRIA CHIMICA HA DIMOSTRATO DI SAPER
CAMBIARE. MA NON BASTA AVER RIDOTTO L’INQUINAMENTO DA PROCESSO. OGGI È
NECESSARIO RIDURRE DRASTICAMENTE L’INQUINAMENTO DA PRODOTTO, COME DIMOSTRA AD
ESEMPIO IL PROBLEMA DEI MICROFRAMMENTI DI PLASTICA DISPERSI NELL’AMBIENTE.
CHIMICA E INNOVAZIONE
A
lle 12:37 del 10 luglio 1976,
FOTO: ARCH. ARPAE
quarant’anni fa, cambiò
definitivamente l’immagine della
chimica. Intesa come industria, ma anche
un po’ come scienza. Era di sabato. E un
guasto al reattore A101 delle Industrie
chimiche Meda Società Azionaria
(Icmesa) sprigionò al confine tra i comuni
di Meda e di Seveso, in Lombardia, una
nube di tetraclorodibenzodiossina (tcdd),
nota semplicemente come diossina. La
sostanza era, tecnicamente, un defoliante.
Ma, con il nome di Agent Orange,
l’esercito americano l’aveva utilizzata a
partire dal 1961 e fino all’anno prima, il
1975, in Vietnam come arma chimica.
Si sapeva che la diossina provoca diverse
malattie, dall’irritazione della pelle
alle malformazioni nei neonati (dal
1997 la tcdd è classificata anche come
1
cancerogeno). Ma i dirigenti dell’Icmesa
per una settimana tennero nascosta la
prima che potessero nascere. Ma fu Care, per esempio, le emissioni di gas
notizia, che si diffuse solo quando gli
Seveso – con migliaia di capi di bestiame serra dell’industria chimica sono crollate
effetti sulla pelle dei residenti nelle zone
abbattuti e migliaia di persone costrette dalle 29,9 milioni di tonnellate di CO2
esposte la resero evidente.
a lasciare le loro case chissà per quanto equivalenti del 1990 alle 11,2 del 2013:
– che guastò definitivamente l’immagine una diminuzione del 62,5%.
La chimica aveva accompagnato lo
dell’industria chimica. Quando poi, otto Certo, tutte le emissioni italiane sono
sviluppo tecnologico in Europa fin
anni dopo, nel 1984 a Bhopal in India diminuite (da 521 a 437 milioni di
dalla seconda parte del XIX secolo,
una nube di cianuro (di isocianato di CO2 equivalenti), ma l’incidenza sul
conferendogli quell’aura di innovazione
metile, per la precisione) fuoriuscì dagli totale dell’industria chimica si è più che
desiderabile che molti chiamavano
impianti della Union Carbide e uccise dimezzato: dal 5,7% al 2,6%. Questa
progresso. Chi non ricorda Gino
oltre cinquemila persone, si toccò il drastica diminuzione non è dovuta solo
Bramieri, alla fine degli anni 50, mentre,
fondo. e non è dovuta tanto alla diminuzione
con volto ridente appunto, avvisa le
e/o al cambiamento della produzione.
massaie dell’arrivo di una nuova plastica
dura e tutta italiana (il polipropilene L’industria chimica, scrisse Rossana L’Indice di emissione specifico misura le
isotattico): “Inconfondibile, leggera Rossanda, è irriformabile. emissioni a parità di prodotto. Ebbene,
resistente. Ma signora guardi ben che sia Non era vero. Anche l’industria chimica nell’industria chimica italiana questo
fatta di Moplen”? – con l’aiuto decisivo della scienza indice segnala una diminuzione del
La prima ferita a questa immagine chimica – può raggiungere standard di 55,7%: il che significa che l’industria
di gioioso progresso guadagnatasi sostenibilità. Basta volerlo. E per volerlo chimica ha imparato come si risparmia
della chimica venne nel 1963, quando c’è bisogno di una rivoluzione culturale. energia e come si utilizzano fonti meno
l’americana Rachel Carson pubblicò The Una rivoluzione che è, in parte, avvenuta. inquinanti (è passata dal petrolio al
Silent Spring: la primavera resa silenziosa Anche grazie a quella “legge Seveso” che metano come fonte energetica).
dall’uso di composti chimici nei campi fu emanata all’indomani dell’incidente Un successo addirittura maggiore è
che uccidevano nel guscio gli uccelli dell’Icmesa per ridurre il “rischio stato ottenuto anche in altre settori: le
chimico”. Tanto che oggi l’industria emissioni di anidride solforosa (SO2), per
chimica italiana può dimostrare, numeri esempio, sono diminuite del 98,6% nel
alla mano, che inquinare di meno si può. 2014 rispetto al 1989.
1 "Manta" utilizzata per il monitoraggio
Secondo i dati resi noti da Federchimica Ma anche negli ultimi anni la tendenza
della presenza di microplastiche in mare. con il XXI rapporto annuale Responsible è al ribasso: l’Indice delle emissioni
48ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2016
due anni le emissioni specifiche sono problema. Anzi, un problema in aumento.
leggermente aumentate (del 2 o 3%). Recenti ricerche hanno dimostrato che,
Infine i rifiuti solidi: al netto di quelli rilasciata nell’ambiente, la plastica tende
provenienti dai siti di bonifica per a ridursi in microframmenti che entrano
lo smaltimento, i rifiuti prodotti nella catena alimentare, accumulandosi
dall’industria chimica stanno lentamente in diversi tessuti di pesci e di altri animali
diminuendo: da 1,05 milioni di tonnellate marini e possono risalire fino all’uomo.
nel 2012 a 0,98 milioni nel 2014. Non basta che l’industria della plastica
Ma il dato interessante è che il 56,7% sia mono inquinante durante il processo
di questi rifiuti vengono recuperati e di produzione. Occorre produrre meno
riutilizzati. plastica e/o nuovi materiali che abbiano
Tutti questi numeri vengono da un impatto decisamente minore sugli
Federchimica e sono il consuntivo ecosistemi. Insomma, non basta il motto
autocertificato di un impegno reale. della chimica verde “fare sempre di più con
L’industria chimica italiana ha dimostrato sempre meno”. Occorre cambiare ottica:
che non era affatto irriformabile. “fare di meno o comunque in modo tale da
E che coloro che, all’indomani di Seveso, generare un minore impatto sull’ambiente”.
dicevano si può fare produzione senza Questa è la nuova frontiera. E non
specifiche, per esempio, segnala una necessariamente inquinare non erano dei abbiamo certo bisogna di una nuova
diminuzione delle emissioni di anidride visionari. Seveso per diventarne consapevoli.
solforosa del 27,9% nel 2014 rispetto a
soli due anni prima, il 2012. Non tutto il problema dell’impatto Pietro Greco
Allo stesso modo sono diminuite del chimico sull’ambiente, tuttavia, è risolto.
90,9% le emissioni di ossidi di azoto Dopo aver risolto abbastanza il problema Giornalista e scrittore
(NOx), sempre nel 2014 rispetto al 1989. dell’inquinamento da processo, ciò che
Con un Indice di emissioni specifiche resta da fare, probabilmente, è ridurre NOTE
calato del 20% rispetto al 2012. Anche l’inquinamento da prodotto. Pietro Greco, laureato in chimica, collabora
l’inquinamento delle acque causato In altri termini, l’industria chimica deve con numerose testate ed è tra i conduttori
dall’industria chimica è diminuito. iniziare a produrre beni con un impatto di Radio3 Scienza. Collabora con numerose
La domanda chimica di ossigeno minore sull’ambiente. università nel settore della comunicazione
generata dagli scarichi delle industrie Facciamo un esempio. L’industria delle della scienza e dello sviluppo sostenibile. È
socio fondatore della Città della Scienza e
chimiche è diminuita del 77,4% rispetto materie plastiche, per esempio, ha
membro del Consiglio scientifico di Ispra.
al 1989; e le emissioni di azoto del 71,9%. diminuito certamente le sue emissioni
In questi due ultimi casi, però, sembra si inquinanti. Ma la plastica dispersa Articolo pubblicato su Micron online, la rivista
sia arrivati a un plateau. Anzi, negli ultimi nell’ambiente continua a essere un di Arpa Umbria.
40 ANNI DOPO SEVESO SU MICRON E AmbienteInforma
In occasione del 40° anniversario Gli articoli su AmbienteInforma
dell’incidente all’Icmesa di Seveso sia n.6, 30 giugno 2016
Micron – la rivista di Arpa Umbria –
sia AmbienteInforma, newsletter del 40 anni dall’incidente Icmesa in Lombardia, l’evoluzione delle
Sistema nazionale a rete di protezione direttive Seveso e delle autorizzazioni ambientali
dell’ambiente (Snpa), hanno dedicato
ampio spazio al tema del dopo Seveso, Quarant’anni di “Seveso” in Piemonte
dalla normativa sugli impianti a rischio di
incidenti rilevanti (RIR) alla distribuzione Seveso III.O e Seveso-Query, nuovi applicativi per mappare il
degli impianti nelle singole regioni, in relazione alle diverse rischio industriale
soglie di rischio.
Rischio industriale, modificata la legge dell’Emilia-Romagna
Micron online
Seveso, tra misteri della Repubblica e confessioni tardive Stabilimenti a rischio di incidente rilevante in Toscana
di Walter Ganapini, direttore generale Arpa Umbria
Fra ritardi e silenzi, solo una partigiana friulana, medico e In Campania sono 72 le aziende a rischio di incidente rilevante
ambientalista si intestardì per capire cosa fosse accaduto
a Seveso e cosa occorresse fare per limitare i rischi per Tutti i numeri di AmbienteInforma sono disponibili online.
le popolazioni. Il ricordo di chi ha vissuto da vicino quella Il notiziario si può ricevere per email previa iscrizione
esperienza e la battaglia di verità proseguita, in sostanziale attraverso il banner presente sui siti delle Agenzie ambientali e
solitudine, da Laura Conti. di Ispra
Seveso, quando la chimica è diventata cattiva
di Fabio Mariottini, direttore responsabile di Micron
È il primo disastro ecologico di imponenti dimensioni nel
nostro paese. Una vicenda che ha reso evidente, in maniera
inequivocabile, la sperequazione dei rapporti tra industria
e territorio, sottolineando quali fossero le basi sulle quali
poggiava la nostra crescita. Quella di Seveso è ancora oggi,
innanzitutto, una storia di ordinaria ingiustizia.
49Puoi anche leggere