Via Veneto, Harry's Bar. Pietro Lepore ai microfoni RAI: "Prima si riapre e meglio è"

Pagina creata da Maria Giovannini
 
CONTINUA A LEGGERE
Via Veneto, Harry's Bar. Pietro Lepore ai microfoni RAI: "Prima si riapre e meglio è"
Via Veneto, Harry’s Bar.
Pietro Lepore ai microfoni
RAI: “Prima si riapre e
meglio è”

“La fase 2 è tutta un punto interrogativo e prima che si
riprenderà il ritmo normale penso che ci vorrà più di qualche
anno”. A dirlo durante il TG RAI di ieri è Pietro Lepore
General Manager dell’Harry’s Bar di via Vittorio Veneto.

Parliamo di uno dei locali più famosi al mondo che ha visto
passare tutti i volti più noti del Jet Set italiano ed
internazionale rigorosamente immortalati dal re dei paparazzi
Rino Barillari al quale l’Harry’s ha dedicato un museo dove
sono esposti gli storici scatti e gli apparecchi fotografici,
usati in tutti questi anni, che hanno fatto la storia del
Via Veneto, Harry's Bar. Pietro Lepore ai microfoni RAI: "Prima si riapre e meglio è"
fotogiornalismo.

Lepore è stato molto chiaro: “Prima si riapre e meglio è”
anche se nel prossimo biennio si dovrà convivere con questa
emergenza. “Naturalmente non è che posso riaprire domani
mattina con tutti i miei dipendenti – ha detto il General
Manager – perché se le regole sono che i tavoli devono stare
ogni 2 metri questo significa che fuori dal locale io metto 25
persone e all’interno ne metto 15. E questo significa un terzo
della forza lavorativa”.

Il locale della “Dolce Vita” per antonomasia si prepara quindi
a riaprire, non appena sarà dato il via libera governativo e
tornare ad essere, tra celebrità e fascino, il cuore glamour
di Roma.
Via Veneto, Harry's Bar. Pietro Lepore ai microfoni RAI: "Prima si riapre e meglio è"
Covid-19 e PMI: trasformiamo
i problemi in opportunità

di Alessandro Maria D’Amati*

Il 95% delle imprese italiane è identificato come “PMI”,
ovvero le piccole e medie imprese. La maggior parte degli
analisti afferma che le PMI sono il potere dell’economia reale
italiana, mentre una certa parte degli analisti sostiene che
esse fanno parte della resistenza italiana al cambiamento
della strategia di sviluppo.

In termini di flessibilità e velocità nei processi
decisionali, le PMI possono rispondere in modo efficiente alla
domanda del mercato, anche in grandi cambiamenti ambientali
come quelli causati dalla pandemia di COVID-19. Nella PMI
Via Veneto, Harry's Bar. Pietro Lepore ai microfoni RAI: "Prima si riapre e meglio è"
italiana c’è una costante ricerca del “bene dell’azienda”, una
condivisione di un sistema di valori tra collaboratori.
L’imprenditore di una PMI ha un facile controllo del business
e del team, promuovendo una sorta di “imprenditoria diffusa”
attraverso il coinvolgimento di qualsiasi dipendente a
qualsiasi livello lavorativo.

Le PMI italiane registrano anche alcuni punti di debolezza. In
generale, le PMI italiane sono povere di manager e povere di
una corretta gestione in termini di piani strategici e
questioni finanziarie. Una PMI può essere affetta da un
deficit di informazioni scientifiche e multidisciplinari, dal
momento che sta abbastanza da sola: essere al di fuori di
qualsiasi rete limita il potere contrattuale delle PMI. Le PMI
tendono a concentrarsi su un numero limitato di combinazioni
prodotto-mercato, rifiutando di riesaminare o reinventare la
società, se necessario.

Una delle questioni specifiche delle PMI italiane è la
transizione imprenditoriale. I vecchi imprenditori (insieme a
un certo numero di vecchi collaboratori in pensione ancora
all’interno dell’azienda) sono riluttanti a costruire il
futuro senza di loro. Di conseguenza, la PMI italiana può
consolidare caratteristiche stagnanti, più familiari con il
passato e meno orientate verso il futuro.

L’esperienza COVID-19 può essere un incentivo per le PMI
italiane nel rilanciarsi e ringiovanirsi, ove necessario. La
quarantena ha costretto le aziende ad abbracciare lo smart
working, se non ancora fatto, a massimizzare il digitale e
organizzare i meeting virtuali. Potrebbe essere il momento di
uno spillover, nel tempo di COVID-19!

La via della possibile innovazione è diventata aperta per
quelle PMI che ne hanno bisogno. Cogliamo l’occasione,
trasformando i problemi in opportunità.
Via Veneto, Harry's Bar. Pietro Lepore ai microfoni RAI: "Prima si riapre e meglio è"
COVID-19 : A POSSIBLE “SPILLOVER”
FOR     SMALL/MEDIUM      ITALIAN
ENTERPRICES
The 95% of Italian enterprises is identified as “PMI”, that is
Small to Medium-sized Enterprises “SME”. The most of analysts
state that SMEs are the power of Italian real economy, while a
certain part of analysts argues that SMEs are part of the
Italian resistance to change development strategy.

In terms of flexibility and velocity in decision making
processes, SME can respond efficiently to market demand, even
in big environmental changes like those caused by COVID-19
pandemic. In the Italian SME, there is a constant pursuit of
the “good of company”, a sharing of a value system between
collaborators. The entrepreneur of a SME has a easy control of
the business and of the team, promoting a sort of “widespread
entrepreneurship” by means of involving any employee at any
job level.

The Italian SMEs do record also some points of weakness.
Generally, Italian SME are poor of managers and poor of a
right management in terms of strategic plans and financial
issues. A SME may be affected by a deficit in scientific and
multidisciplinary information, since standing pretty alone:
being outside any network limits the contractual power of SME.
The SMEs tend to concentrate onto a limited number of product-
market combinations, refusing to re-asses or re-invent the
company whether necessary.

One of the specific issues of Italian SME is the
entrepreneurship transition. The old entrepreneurs (together
with a certain amount of old retired collaborators still into
the company) are reluctant to construct the future without
them. As consequence, the Italian SME may consolidate stagnant
characteristics, more familiar with the past and less oriented
Via Veneto, Harry's Bar. Pietro Lepore ai microfoni RAI: "Prima si riapre e meglio è"
to the future.

COVID-19 experience can be a booster for Italian SMEs to
relaunch and to rejuvenate themselves, where needed. The
quarantine has forced companies to embrace the smart working,
if not yet did, to maximize the digital, and to arrange the
virtual meetings. It could be time for a spillover, in
COVID-19 time!

The route of possible innovation became open for those SMEs
that need it. Let’s take the chance, transforming troubles
into opportunities.

*Resp. Comunicazione Europa Verde Albano Laziale

Rocca di Papa, ispezioni al
San Raffaele. La Vicesindaco
emana Ordinanza specifica
Via Veneto, Harry's Bar. Pietro Lepore ai microfoni RAI: "Prima si riapre e meglio è"
ROCCA DI PAPA (RM) – La Vicesindaco di Rocca di Papa Veronica
Cimino ha informato la Cittadinanza che, visti i verbali
ricevuti ieri, relativi ai sopralluoghi effettuati in questi
giorni presso il San Raffaele di Rocca di Papa da parte degli
ispettori dell’ASL RM6 e dei Carabinieri del NAS di Roma, ha
emesso l’Ordinanza n. 48, con la quale ha ordinato al San
Raffaele S.p.A. di dare immediata esecuzione alle prescrizioni
sanitarie fornite dall’ASL RM 6 per l’adeguamento della
struttura a tutela di pazienti e operatori sanitari, a seguito
del rapido aumento dei casi di Covid-19 riscontrati. Inoltre,
la Vicesindaco ha ordinato alla società di attenersi anche
alle indicazioni fornite per la gestione dei rifiuti, in
relazione all’infezione di trasmissione del Covid-19.

“Le prescrizioni sono state inviate dall’ASL in data
17/04/2020 al rappresentante legale della società San Raffaele
S.p.A., ma stando a quanto riportato dai verbali dei
sopralluoghi, risulta che ancora non sono state attuate –
dichiara la Vicesindaco – Dai verbali emerge invece, con
tragica chiarezza, l’estrema gravità della situazione
Via Veneto, Harry's Bar. Pietro Lepore ai microfoni RAI: "Prima si riapre e meglio è"
emergenziale in atto presso la struttura. In particolare, la
mancata separazione tra degenti Covid e no-Covid, l’assenza di
percorsi emergenziali, il mancato controllo del confinamento
dei pazienti e l’assenza di personale medico e infermieristico
in numero adeguato e sufficiente all’assistenza dei numerosi
pazienti ospitati.”

“Una situazione del genere riveste carattere di grave
eccezionalità e urgente necessità di tutela della salute
pubblica, soprattutto considerata la rapida evoluzione
dell’epidemia e l’esigenza di contenere la diffusione del
contagio, che ormai presenta dati impressionanti all’interno
della struttura San Raffaele Rocca di Papa.”

“Per questo, come massima autorità sanitaria locale, dopo aver
chiesto il commissariamento sanitario della struttura, ho
ritenuto doveroso emettere l’Ordinanza di ieri. Dobbiamo
difendere la dignità, la salute, la vita delle persone, che
siano queste pazienti, operatori sanitari o cittadini . Stiamo
utilizzando ogni strumento che un’Amministrazione Comunale può
attivare, lavorando strenuamente anche per consentire agli
organi competenti di fare chiarezza sulle eventuali
responsabilità in merito a quanto sta accadendo dentro al San
Raffaele, fornendo ogni tipo di documentazione e supporto si
ritenga necessario.”

“Ringrazio quegli operatori sanitari del San Raffaele che
nonostante la situazione così critica vivono i difficili turni
e fanno il massimo per prendersi cura dei pazienti – conclude
Cimino – Sono vicina a quegli operatori che hanno contratto il
virus e mi auguro che possano guarire presto. Per tutti loro
chiedo ancora di riequilibrare il personale a tutela dei
diritti dei lavoratori e dei pazienti degenti nella
struttura.”
Via Veneto, Harry's Bar. Pietro Lepore ai microfoni RAI: "Prima si riapre e meglio è"
Rocca di Papa, casa di cura
San Raffaele. La direzione
sanitaria contesta quanto
emerso dal sopralluogo della
ASL e dei NAS e scrive a
tutti

ROCCA DI PAPA (RM) – La   direzione sanitaria della casa di cura
San Raffaele di Rocca      di Papa contesta quanto emerso dal
sopralluogo effettuato    ieri dagli Ispettori della Asl Rm6 e
dai carabinieri del NAS   di Roma.

 Rocca di Papa, pazienti da soli e senza operatori sanitari
Via Veneto, Harry's Bar. Pietro Lepore ai microfoni RAI: "Prima si riapre e meglio è"
alla clinica San Raffaele: ecco l’esito del blitz ASL e NAS

Rocca di Papa, pazienti da soli e senza operatori sanitari
alla clinica San Raffaele: ecco l’esito del blitz ASL e NAS
Il Dott. Domenico Damiano Tassone Direttore Sanitario della
struttura ha inviato una Pec – indirizzata
ai vertici della ASL Rm6, all’assessore regionale alla Sanità,
alla sindaca di Rocca di Papa, al Dirigente del Commissariato
di Polizia di Frascati, al Comando Carabinieri del NAS di
Roma, alla Procura della Repubblica di Velletri, al Prefetto
di Roma, alla Protezione Civile e infine alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri – dove fa presente che:

     In   riferimento   alla   non   presenza   di   personale
     infermieristico ed assistenziale programmato per il
     turno di notte del 20/04/2020, sì chiarisce che le
     presenze del personale in turno in tale data constano di
     7 infermieri e 2 me-dici di guardia (come da estrazione
     informatizzata -allegato 1 ).
     In riferimento alla apodittica affermazione contenuta
     nel Verbale Prot. 5752 del 20 aprile 2020 a firma del Dr
     Cangiano “Dato il numero di pazienti, soprattutto quelli
     COVID-19+ che di fatto trasformano la strut-tura in una
     RSA COV/D-19+ di tipo estensivo [ .. .]”, si contesta
     tale assunto e sì chiarisce che la scrivente Direzione
     Sanitaria ha quotidianamente richiesto il trasferimento
     dei casi positivi lvi ricoverati in quanto tale RSA, per
     sua natura e conformemente all’autorizzazione sanitaria
     rilasciata non possiede i requisiti strutturali ed
     organizzativi che consentano la permanenza di pazienti
     ad alto rischio infettivo per COVID-19.
     Al riguardo si ricorda che, come da normativa regionale
     riguardante i requisiti organizzativi delle RSA, non è
     previsto un organico medico h24, ma solo attività medica
     garantita dai Medici di Medicina Generale del Servizio
     Sanitario Regionale i quali, peraltro, sin dal primo
caso positivo, non si sono più recati presso la nostra
     RSA, pur avendo la responsabilità medica prevista dalla
     normativa regionale vigente.
     E’ altrettanto inesatta la dichiarazione che, presso la
     nostra struttura, sia prevista la presenza di un solo
     medico di guardia. Come risulta dalla rilevazìone
     informatizzata delle presenze della notte del
     20/04/2020, infatti, sono previsti 2 medici di guardia
     in servizio (e nello specifico il Dott. Lucci Mauro e
     Dott.ssa Vita Silvia).
     In riferimento all’affermazione della Vicesindaca di
     Rocca di Papa, che riferiva la presenza in struttura di
     sole 5 unità per l’assistenza, si risponde allegando le
     timbrature delle presenze del 19/04/2020 del personale
     della Casa di Cura, già comunicate allo stesso Dott.
     Cangiano, che rilevano 65 unità totali, di cui 44
     Operatori Sanitari.
     Infine, in risposta alla richiesta di documentazione del
     Dott. Cangiano, pervenuta in
     data odierna, si trasmette in allegato quanto richiesto,
     relativamente al personale in
     servizio e in carico alla Struttura e il dettaglio
     numerico dei pazienti
     tuttora ricoverati suddivisi per reparto e per pazienti
     COVID-19 positivi e COVID-19
     negativi.

Alla luce di tutto quanto sopra esposto ed allegato si chiede
che codesta Asl RM6 ne dia atto e modifichi, in via formale,
le conclusioni dei predetti verbali, mediante apposite note da
inviare a tutti i destinatari delle medesime. Si chiede
altresì al Vice Sindaco di Rocca di Papa di dare atto, in via
formale, di quanto sopra esposto ed allegato, quale
adempimento di cui all’Ordinanza n. 48 del 20 aprile 2020 in
parte qua, avendo con separata comunicazione via pec odierna
già adempiuto alle disposizioni di cui al punto 2 della stessa
relativa alla gestione dei rifiuti ai fini dell’esimente di
cui ai punti 3 e 4 della precitata Ordinanza, anticipata via
Facebook e notificata in data odierna alle ore 14,50, mediante
apposite note da inviare a tutti i destinatari della medesima.
Con salvezza di ogni nostro diritto eccezione e ragione.

Rocca di             Papa, pazienti da
soli   e              senza  operatori
sanitari             alla clinica San
Raffaele:             ecco l’esito del
blitz ASL            e NAS

ROCCA DI PAPA (RM) – Pazienti abbandonati alla casa di cura
San Raffaele di Rocca di Papa. Questo quanto emerso durante il
sopralluogo effettuato ieri dai carabinieri del NAS di Roma
insieme ai tecnici ispettori della ASL RM6.
Su 70 ricoverati solo 20 sono risultati adeguatamente
assistiti nell’espletamento delle pulizie quotidiane mentre
gli altri 50 sono rimasti privi di idonea igiene e assistenza.
Inoltre, i militari e gli ispettori ASL hanno appurato, dalla
visione del foglio turni consegnato nel corso del sopralluogo,
che durante la giornata del 20 aprile non è risultato coperto
il turno di notte da nessun infermiere e da nessun operatore
socio sanitario.

Una struttura, quella della San Raffaele di Rocca di Papa che
dato il numero dei pazienti, soprattutto quelli Covid-19+, che
di fatto hanno trasformato la struttura in una RSA Covid-19+
di tipo estensivo il personale trovato in servizio ieri non è
stato reputato sufficiente a garantire un’assistenza adeguata
a pazienti che hanno subito, nel corso della degenza una
trasformazione delle condizioni cliniche con aggravamento
delle stesse a causa del contagio Covid-19.

Veronica Cimino, vice sindaco reggete di Rocca di Papa ha
ordinato al legale rappresentante della San Raffaele SpA di
procedere a dare immediata esecuzione, entro e non oltre il
termine perentorio di 24 ore, alle prescrizioni sanitarie dei
tecnici della Asl Rm6 già trasmèsse via pec. Prescrizioni che
potrebbero riguardare la immediata e necessaria separazione
dei pazienti Covid-19 dal resto dei ricoverati e l’attivazione
di tutte le disposizioni di contenimento necessarie.

Museo Archeologico Nazionale
di Napoli, ecco le novità per
il      post                             lockdown:
l’intervista al                          direttore
Paolo Giulierini

L’emergenza Covid-19 ha cambiato la vita di tutti noi e di
conseguenza non abbiamo più potuto godere delle bellezze
custodite all’interno dei poli museali di tutto il Paese,
dalle esposizioni permanenti alle exhibit temporanee, ma
ricordiamo che i musei sono sempre vivi anche se vuoti di
fruitori, in attesa del ritorno alla normalità, nel frattempo,
grazie al web, possiamo programmare quale museo andare e
fruire da vicino.
L’Osservatore d’Italia ha intervistato il Direttore del Museo
Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini su cosa ci
attende dopo il lockdown.

Quando ci sarà la riapertura del Museo le mostre temporanee –
tra queste Lascaux 3.0 e le altre exhibition, interrotte l’8
marzo con il D.P.C.M.- i fruitori le potranno vedere ancora
quando ci sarà la riapertura?. Oppure non ci saranno più?
Alla riapertura del MANN, stiamo pensando di garantire la
proroga delle mostra temporanee che avevamo in programma prima
del lockdown: si tratta di “ Thalassa, meraviglie sommerse dal
Mediterraneo”, “Capire il cambiamento climatico” e “Lascaux
3.0”. Sono esposizioni diverse: dall’archeologia alla
didattica, dalla conoscenza della preistoria all’attualità,
una gamma differenziata di proposte per un pubblico curioso,
composto da addetti ai lavori e non solo.
Naturalmente, restiamo in attesa delle disposizioni
governative per la fase 2, nell’ottica di una programmazione
più precisa degli eventi.

“Lascaux 3.0” era visitata?
La mostra “Lascaux 3.0” ha riscosso un grande successo di
pubblico e critica. In oltre un mese di programmazione, prima
della chiusura, i visitatori hanno raggiunto, all’incirca le
60mila unità. Ci auguriamo, con l’eventuale proroga, di
coinvolgere quel pubblico che non ha ancora potuto fruire
dell’esposizione.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli si sta preparando
per altre exhibition? Riaprirà nella cosiddetta Fase 2? Come
sarà il Museo “ai Tempi del post coronavirus”?
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, alla ripresa della
normale attività espositiva secondo quanto definito dal
Governo, presenterà al pubblico, in primis, il riallestimento
delle sale degli affreschi: saranno fruibili nuove opere,
portate alla luce dai nostri depositi, e sarà rinnovato anche
l’apparato grafico.
Per quanto riguarda le esposizioni temporanee, al via “Gli
Etruschi e il MANN”, un percorso da non perdere per conoscere
non soltanto la ricchezza storica e culturale dell’Etruria
campana, ma anche l’interesse di quel collezionismo che
caratterizzò l’Italia tra Ottocento e Novecento. Qualsiasi
percorso di visita, nelle collezioni permanenti e nelle mostre
temporanee, sarà sempre adeguato agli standard di sicurezza
indicati dal Governo e dalle istituzioni competenti: questo
nelle sale, ma non escludiamo di abbinare, alla fruizione in
loco, il ricorso alle tecnologie digitali per valorizzare il
nostro patrimonio.

Ci sono mostre che state preparando? (dell’importanza di
“Canova e l’Antico”)
Ogni mostra ha, naturalmente, un suo unico ed originale
fattore di interesse, per cui è difficile paragonarla ad
esperienze pregresse. Sicuramente l’esposizione sui Gladiatori
sarà un grande evento che, slittato giocoforza al gennaio
2021, avrà un’anticipazione sul web entro l’estate. Questo per
anticipare i contenuti, il percorso scientifico ed i criteri
di allestimento dell’exhibit.

Una notevole quantità di “luoghi d’interesse culturale” di
tutto il Bel Paese hanno partecipato alle innumerevoli
iniziative tra queste: #l’Italiachiamò e #iorestoacasa. Anche
il MANN ha partecipato alle iniziative di eventi culturali con
video, percorsi virtuali all’interno del Museo dando anche la
possibilità di vedere particolari che normalmente in una
visita non è possibile scoprire.
Siamo sempre stati molto attivi sui social, ma il lockdown ha
amplificato, naturalmente, il ricorso alla comunicazione
digitale: la piattaforma Google Arts&culture, che mette in
rete 750 capolavori del MANN e presenta diversi percorsi
tematici, i documentari MANNstories realizzati nell’ambito del
progetto Obvia, il ciclo “Antico Presente” di Lucio
Fiorentino, sono stati soltanto alcune delle nostre proposte
social, accolte, peraltro, con grande entusiasmo. Sul web,
anche tante anticipazioni delle mostre “Gli Etruschi e il
MANN”, “I Gladiatori” e “Sing Sing. Il corpo di Pompei”.

Fin quando non si avrà la possibilità di fruire da vicino dei
tesori custoditi all’interno del Museo, uno dei luoghi simbolo
del capoluogo campano, quali saranno le prossime iniziative
virtuali?
Il passaggio successivo, nella divulgazione online, sarà la
messa in rete di alcuni eventi che abbiamo presentato al MANN:
“Gli Incontri di Archeologia”, ad esempio, così come alcuni
appuntamenti della rassegna “Fuoriclassico”. Nell’ambito della
rete EXTRA MANN, saranno anche valorizzati i contenuti video
inerenti al Cartastorie ed alle prime scoperte archeologiche
nei siti del vesuviano.

Il Museo Archeologico è parte integrante della città di Napoli
e dell’Italia (ha registrato solo con la mostra “Canova e
l’Antico” ben 60.000 utenti solo nei primi 15 giorni di
programmazione) i visitatori abituali che partecipavano a
tutti i Vostri eventi (mostra, eventi ecc) qualcuno di loro Vi
ha manifestato affetto? Vi contattano per sapere delle
prossime exhibit future?
Sui social ed anche tramite e-mail, riceviamo diverse
manifestazioni di affetto e vicinanze da parte dei nostri
utenti: il desiderio di stabilire un contatto, anche solo per
sapere una data di programmazione o un’ipotesi sulla possibile
riapertura, è emblematico di quanto l’arte faccia parte della
vita di ciascuno di noi. Il digitale aiuta a colmare le
distanze.

Centri                ippici                lanciano
l’appello   al    presidente
Zingaretti: “Consentiteci di
aprire per far tornare alla
vita i nostri cavalli e i
nostri ragazzi”

Chiedono un immediato intervento da parte delle istituzioni
per riaprire i centri ippici, i responsabili delle strutture
del territorio.

In una lettera aperta al Presidente della Regione Lazio
Zingaretti il referente SEF Equitazione Diversamente Abili
Lazio Roberto Tartaglia e il referente Gimkana Lazio Nicola
Simeone – SEF-ITALIA Sport e Formazione – lanciano un appello:
“Permettete ai centri ippici la riapertura regolamentata sotto
la responsabilità dei gestori, in modo da contribuire al una
maggiore sicurezza sanitaria. L’equitazione non è un
passatempo per ricchi, è lavoro, è fonte di mantenimento per
migliaia di figure professionali che, a vario titolo e
mansione, ruotano attorno alla cura, mantenimento, gestione,
produzione e distribuzione di alimenti e accessori per il
cavallo.

I cavalli non si possono chiudere dall’oggi al domani con un
lucchetto ai cancelli, non si ripongono negli armadi, non si
spengono con la leva di un interruttore. L’equitazione è una
attività che si pratica all’aperto, o comunque in strutture
coperte di estesa volumetria. È improbabile che si creino
situazioni di concentrazione virale come nei luoghi chiusi,
tuttavia negozi e studi professionali di certi settori stanno
avendo l’autorizzazione alla riapertura (e ben venga la
restituzione del proprio lavoro alle persone) ma non viene
presa in considerazione un’attività di lavoratori
costantemente all’aria aperta”, scrivono Tartaglia e Simeone
in una lettera aperta. L’equitazione è salute, è la pratica
regolare di un’attività motoria all’aria aperta suggellata dal
legame affettivo con un animale. Riassume quanto da sempre
consigliato dai medici per un sano stile di vita; un valido
aiuto per avanzare negli anni anche con meno patologie
debilitanti. A darne conferma anche i benefici terapeutici di
ippoterapia e pet-therapy. Da non trascurare che la noia e
depressione di questo interminabile periodo di reclusione
eleva i livelli di stress, il quale porta alla riduzione delle
difese immunitarie. L’equitazione può aiutare bambini e
ragazzi al reinserimento sociale. Con quanta difficoltà le
famiglie stanno fronteggiando il contenimento dei più giovani;
una carica di esuberanza e voglia di muoversi compressa al
chiuso di piccoli spazi da intere settimane. In questa
emergenza sanitaria non stanno soffrendo solo le persone ma
anche gli animali, in particolar modo il comparto equestre è
in grossissime difficoltà in quanto i nostri amati cavalli
hanno la necessità di essere alimentati almeno 3 volte al
giorno e moltissimi centri ippici non riescono a sostenere lo
sforzo economico in quanto oramai chiusi da settimane.

“A sostegno dei Centri Ippici chiediamo interventi economici a
favore delle ASD/SSD/Aziende Agricole/Società che scuderizzano
cavalli, pertanto è nostra intenzione avanzare alcune
richieste precise ed improrogabili, rispondenti alle necessità
del comporto equestre. Le misure economiche devono essere
“urgenti e indifferibili” e vanno contabilizzate in ragione di
situazioni oggettive ed ufficiali riscontrabili nei database
dell’anagrafe equina (BDN) di ciascun Centro Ippico. In caso
contrario molti centri non saranno in grado di sostenere il
mantenimento dei cavalli e la mancata tutela del loro
benessere rischia di diventare una brutta medaglia appuntata
sulla bandiera del nostro Paese. Purtroppo le altre misure,
che tengono conto dello slittamento di tasse e contributi
previdenziali, non sono sufficienti ai bisogni dei Centri
Ippici in quanto le spese per il mantenimento dei cavalli/pony
rappresentano l’80% dei costi e non sono differibili. Inoltre,
è possibile praticare l’equitazione nel rispetto delle norme
di protezione individuale: chi si occupa della pulizia, cura,
movimento (da terra o a sella) del cavallo può farlo con
mascherina e guanti; – considerata l’estensione delle
strutture del maneggio è possibile mantenere le distanze di
sicurezza tra persone, e di gran lunga ben superiore al metro
indicato nelle direttive; – in base alle dimensioni del
centro, la presenza contemporanea di più utenti può essere
distribuita in campi e impianti diversi (campi da lavoro,
pista, tondino, paddock), inclusa quella degli eventuali
accompagnatori dei minori. – la permanenza presso la struttura
può essere disciplinata in termini di tempo sufficienti a
provvedere al movimento del cavallo, permettendo così a tutti
i proprietari e frequentatori abituali di svolgere l’attività
a turni. Oltre alla riapertura regolamentata è fondamentale
riconoscere un contributo forfettario per ogni Centro Ippico
minimo di 1.500€/mese per almeno tre mesi, rinnovabili, per il
persistere dell’emergenza fino a quando l’attività di tutti i
Centri Ippici possa riprendere la normalità”. Questo quanto
scrivono nella nota Roberto Tartaglia e Nicola Simeone. La Sef
Italia – Scuola Equestre di Formazione, ha dislocato sul
territorio del Lazio 15 centri affiliati, 25 tecnici, e quasi
i 500 tesserati – allievi.

Rocca di Papa, la sindaca
chiede il commissariamento
della   San   Raffaele:   la
Procura indaga per omicidio
colposo e i vertici della
clinica lanciano accuse alla
Regione
ROCCA DI PAPA (RM) – La sindaca di Rocca di Papa scrive al
ministro della Sanità, all’assessore regionale alla Sanità e
al direttore della ASL Rm6 per chiedere il commissariamento
della casa di cura San Raffaele.

Una decisione, quella di Veronica Cimino maturata dopo che la
stessa ha avuto modo di interfacciarsi con gli ispettori,
definiti come “perplessi” dalla Sindaca, successivamente al
sopralluogo effettuato nella RSA.

Cimino: Un commissariamento necessario
La prima cittadina denuncia il fatto che alla San Raffaele
“non c’e’ più personale per assistere i pazienti”. In pratica
nella RSA sono rimasti solo 5 infermieri e 5 operatori socio
sanitari ad assistere i 72 ricoverati rispetto ai 46 operatori
che c’erano prima che scoppiasse l’emergenza Covid-19.
Sulla vicenda si indaga per omicidio
colposo
Sulla vicenda che riguarda i 5 morti e i 138 contagiati della
RSA di Rocca di Papa la Procura di Velletri ha aperto un
fascicolo e tra le ipotesi di reato che si stanno configurando
c’e’ anche l’omicidio colposo.

Trivelli: “La Regione, dopo l’accaduto,
ha chiesto di poter ricoverare altri
pazienti all’interno della struttura”
“Il San Raffaele di Rocca di Papa “aveva chiesto fin
dall’inizio dell’epidemia la possibilità di fare tamponi”,
“anche a proprie spese”, possibilità “ripetutamente negata
dall’assessorato alla Sanità del Lazio”.

Carlo Trivelli, presidente del Gruppo San Raffaele, replica
così all’assessore alla Sanità della Regione Lazio che ieri,
nel consueto aggiornamento coronavirus, ha spiegato che il
sindaco della cittadina in zona rossa ha chiesto di valutare
il commissariamento della Residenza sanitaria assistenziale.

“Trovo singolare – dice Trivelli – l’atteggiamento
dell’assessore alla Sanità D’Amato e del governatore
Zingaretti. Sembra l’ennesima punizione al San Raffaele perché
si è permesso di chiedere i tamponi in anticipo. Zingaretti
dovrebbe forse valutare la possibilità di commissariare
l’assessorato alla Sanità invece dell’ospedale di Rocca di
Papa.

All’interno della stessa Asl – osserva Trivelli – non esiste
una struttura che non sia diventata covid: peccato però che
delle altre case di cura non ne sia stata commissariata
nessuna fino a oggi nel Lazio, nemmeno dove si registrano
decine di morti”.
“La struttura di Rocca di Papa – prosegue ancora il presidente
Trivelli – aveva chiesto fin dall’inizio dell’epidemia la
possibilità di fare tamponi anche autonomamente e a proprie
spese a tutela del proprio personale e dei propri malati. Una
possibilità negata ripetutamente dall’assessore D’Amato,
perfino dopo la circolare del ministero della Sanità che lo
obbligava e le ulteriori sollecitazioni dalla San Raffaele e
dalla Confindustria. Peraltro – ricorda Trivelli – solo
venerdì scorso, dopo l’accaduto, la Regione Lazio ha chiesto
di poter ricoverare altri pazienti all’interno della stessa
struttura. Forse il San Raffaele deve pagare l’ennesimo
dispetto perché ha rotto il muro del silenzio?”.

Maltempo, tornano le piogge e
si abbassano le temperature

Arriva il maltempo e calano le temperature. Le previsioni
meteo per la nuova settimana vedono il ritorno delle piogge
con maltempo diffuso da Nord a Sud e temperature massime in
sensibile calo. Tutta colpa di una bassa pressione sul Tirreno
che richiamerà aria fredda da nord, non mancheranno temporali
e neve in montagna.

Lazio
“Il Centro Funzionale Regionale rende noto che il Dipartimento
della Protezione Civile ha emesso oggi il documento
“Previsione Sinottica e QPF” che riporta una previsione di
precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio, su tutto
il territorio regionale, con quantitativi cumulati da deboli a
moderati. Il Centro Funzionale Regionale ha effettuato la
valutazione dei Livelli di Allerta/Criticità e pertanto
inoltrato un bollettino con allerta gialla per criticità
idrogeologica con validità dalle prime ore di domani, lunedì
20 aprile e per le successive 24-36 ore su Bacini costieri
nord, Bacino Medio Tevere, Appennino di Rieti, Bacini di Roma,
Aniene, Bacini Costieri Sud e Bacino del Liri. La Sala
Operativa Permanente della Regione Lazio ha diramato
l’allertamento del Sistema di Protezione Civile Regionale e
invitato tutte le strutture ad adottare tutti gli adempimenti
di competenza. Si ricorda, infine, che per ogni emergenza la
popolazione potrà fare riferimento alle strutture comunali di
Protezione civile alle quali la Sala Operativa Regionale
garantirà costante supporto”.

Quando Conte diceva lo Stato
c’e’. Associazione Vittime di
Violenza Io No: “E’ ora che
lo Stato ci sia veramente”

La Presidente dell’associazione “Vittime di Violenza Io No”
Marina Brasiello, ha scritto al Presidente del Consiglio, per
denunciare la mancata risoluzione delle problematiche
riguardanti la violenza in ambito famigliare, il bonus spesa
per le famiglie in difficoltà e, soprattutto, la totale
assenza di controllo igienico e psicologico nelle case
famiglia. “La violenza non si è mai fermata, – scrive
Brasiello – anzi in questo periodo i riflettori si sono spenti
su di essa, ma noi continuiamo a ricevere continuamente
richieste di aiuto perché, caro Presidente i carnefici non
vanno in vacanza, anzi chiusi in casa la situazione si
aggrava, quindi , noi abbiamo adottato un sistema di codice
SOS che per ovvie ragioni non posso spiegare, ma le chiedo di
non dimenticare che donne e soprattutto i bambini quando ci
sono situazioni di violenze non possono essere dimenticati.”

Brasiello entra poi nel merito del Bonus Spesa che il Governo
ha stanziato per le famiglie che in questo momento si trovano
in difficoltà: “Seppur ringraziando per la sua gentile
collaborazione – prosegue – abbiamo riscontrato alcune lacune,
le faccio un’ esempio: nelle tabelle comunali viene riportato
che per un nucleo familiare di 2 persone la cifra spettante è
euro 300 ad aumentare per il nucleo famigliare una Tantum,
quanto riportato non corrisponde a quanto viene erogato perché
per una famiglia composta da 2 persone vengono erogati 125
euro di cui 100 euro per acquisto di generi alimentari e 25
euro per medicinali da banco ( qui le porto all’attenzione una
cosa fondamentale, perché non possono essere acquistati
farmaci salvavita ma solo farmaci da banco? Abbiamo inoltre,
riscontrato una totale assenza di controllo verso case di
accoglienza per minori, per donne maltrattate con minori e per
papà separati. Chiediamo a lei gentilmente chi controlla
queste strutture? Questo a nostro avviso può scatenare una
pandemia come già accaduto nelle case di riposo in quanto sono
prive di ogni tutela e la situazione non è sotto controllo.
Psicologicamente chi supporta questi bambini che ad oggi non
posso uscire e privati anche di ogni contatto con le loro
famiglie? Siamo certi che vengono supportati? Vi sono
psicologi e psicoterapeuti che spiegano a questi bambini
quello che sta’ accadendo fuori? In questo momento di assenza
di denaro e soprattutto di lavoro, molte donne, famiglie e
papà, nonostante il piccolo aiuto ricevuto dal Governo, come
dovranno pagare le bollette Presidente? Forse con i 600 euro
che avete concesso ai liberi professionisti? ” Brasiello ha
poi concluso la lettera al Presidente Conte con queste parole
” La voglio lasciare con una sua frase “LO STATO C’E'” bene
Presidente è ora che lo Stato ci sia veramente”
Il   quadro   più                                 ammirato
dell’ottocento

Il   secolo   XIX   si   distinse   anche   per   i   sensibilissimi
perfezionamenti nell’arte tipografica: la evoluzione fu tale
che di tutto si potevano realizzare ormai riproduzioni e copie
in numero quasi infinito, anche a colori, e fu dunque una
enorme conquista per la umanità che si vide destinataria di
infinite informazioni prima di allora impensabili, un
contributo dunque notevole all’elevamento culturale di tutti.

Anche Louis Léopold Robert (1794-1835) giovane artista
svizzero educato a Parigi, nei primi anni del 1800 riuscì a
realizzare il sogno del viaggio in Italia e a Roma e Napoli in
particolare, che da secoli erano le mete abituali di gran
parte degli artisti europei, e non solamente degli artisti.
Questo artista è quello che ebbe dalla sorte una destinazione
veramente unica, tale da contribuire alla sua perenne memoria
nei libri di storia. Masnadieri e grassatori sono stati una
calamità in tutta Europa, da sempre, dove più dove meno. In
Ciociaria, al confine tra Regno di Napoli e Stato della
Chiesa, al di qua dei Monti Ausoni ed Aurunci principalmente
cioè    sulle     montagne      di fronte a Terracina e
specificatamente    a Sonnino la celebrata, era il regno
consolidato e quasi inespugnabile di         bande di questi
assaltatori di diligenze e di ricchi latifondisti e che qui
si chiamavano ‘briganti’, parola, pare, proveniente dal
francese che in quei frangenti della storia e cioè fine 1700 e
inizi 1800 occupavano tutto il regno e man forte davano alla
lotta contro questi ladroni:       tale zona di confine era
particolarmente favorevole alla incolumità dei briganti in
quanto neutrale cioè porto franco, dove nessuna delle due
autorità (borbonici e papalini) poteva entrare. Il 1825 era
anno giubilare e la Chiesa si aspettava          migliaia di
pellegrini. Di conseguenza queste bande di nullafacenti armati
e feroci che al confine potevano assaltare o derubare quasi
impunemente,   rappresentavano una grossa preoccupazione:
iniziò, per anni, perciò una feroce e spietata persecuzione
contro i briganti, anche con la collaborazione dei Francesi
prima e dei Borboni dopo. E il nostro giovane artista Louis
Léopold Robert arrivò a Roma nel pieno della rappresaglia
contro i ‘briganti’, nel 1818. Quindi ne sente parlare in
giro,   alle Terme di Diocleziano erano stati asserragliati
tutti gli abitanti di Sonnino qui deportati dalla gendarmeria
papale per   evitare che fornissero aiuto ai malviventi. E
l’artista cominciò a provar curiosità verso questa umanità di
cui le donne chiuse nelle Terme di Diocleziano parlavano
invece con entusiasmo ed amore!

E iniziò dunque da parte dell’artista, con la cassetta dei
colori   sulle spalle, la visita    dei luoghi di origine, a
piedi o a cavallo, da Roma verso Sonnino. E così per la prima
volta   si vedono sulla tela questi personaggi fuori del
comune. Naturalmente le raffigurazioni dei briganti con quei
cappelli a cono, le cioce ai piedi,     le cappe addosso, il
panciotto colorato, il fucile in braccio, il petto tappezzato
di orologi e monete e spilli derubati a qualche malcapitato,
dopo la sorpresa iniziale e lo stupore iniziarono ad essere
apprezzati dai cultori d’arte prima di tutto di Parigi dove le
opere venivano inviate dall’artista ai Salon della città e
dopo.. dovunque!    Era stata aperta una nuova pagina nella
Storia dell’Arte. Altri giovani pittori iniziarono il loro
viaggio a Sonnino e paesi vicini alla ricerca dei briganti. E
Louis L. Robert a poco a poco iniziò ad ampliare la gamma dei
suoi soggetti al mondo circostante e in particolare alla città
di Sezze la quale nei primi quindici anni dell’800 era
divenuta la meta di rifugiati, a seguito delle presenze
napoleoniche,     da Boville, Isola, da Ceprano, Frosinone,
Veroli… e per il nostro artista fu un ulteriore motivo di
ispirazione la visione di quei derelitti in quegli abiti
sgargianti di colori che da Suso, così si chiamava e chiama la
valle dove si erano assembrati in migliaia, che si recavano
nelle paludi circostanti    o nelle campagne per i lavori dei
campi. E anche questi personaggi nelle loro vestiture così
particolari mai apparsi sulla scena artistica, risvegliarono
grandissimo interesse ed ammirazione. Fu unque Louis L.Robert
che ha fatto conoscere per primo i briganti e il costume
ciociaro, che diverranno il soggetto certamente più ritratto
dagli artisti europei. Una delle sue opere è intitolata i
‘Mietitori delle Paludi Pontine’ fu presentata alla fine
degli anni ’20 dell’800 nel Salon di Parigi: successo enorme,
il quadro fu acquistato dal Re della Francia e da allora si
ammira al Louvre: ebbene quest’opera così tanto ammirata che
 per tutto il secolo è stata replicata e copiata e imitata
infinite volte,    riprodotta e   diffusa a mezzo dei nuovi
procedimenti tecnologici tanto da divenire letteralmente
l’opera più diffusa e più conosciuta di tutto il secolo in
Europa.
Puoi anche leggere