Si impara tanto dagli altri ma bisogna seguire la propria strada, perché se il canto è il linguaggio dell'anima allora ogni persona deve dire ...
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0 5|2 0 maggio INTERVISTA ESCLUSIVA A ERMONELA JAHO Si impara tanto dagli altri ma bisogna seguire la propria strada, perché se il canto è il linguaggio dell’anima allora ogni persona deve dire attraverso il canto la sua storia. IN QUESTO NUMERO INTERVISTE ESCLUSIVE A ERMONELA JAHO, GIANLUCA MARGHERI, MATTEO MACCHIONI E PAOLO GAVAZZENI
SOMMARIOMAGGIO2020 Musica e Teatro L’OPERA NELLE SCUOLE: EDUCARE ALLA CULTURA PER CRESCERE PG 8 LA REGIA MODERNA: AMATA O ODIATA? PG 10 Cultura IL NOVECENTO PG 18 JEAN SIBELIUS: NON SOLO SINFONIE PG 20 Emotional ALL’ALBA VINCEREMO! PG 32 LA MUSICOTERAPIA PUÒ SALVARCI PG 34 Storia UNA REGINA ALL’OPERA PG 42 Attualità INASPETTATO DEBUTTO ALL’ARENA DI VERONA: MUCCINO REGISTA DI CAVALLERIA RUSTICANA E PAGLIACCI PG 48 STREAMING SÌ, STREAMING NO. È QUESTO IL PROBLEMA? PG 50 A TU PER TU MADAMA BUTTERFLY PG 52 In questo numero INTERVISTE ESCLUSIVE A ERMONELA JAHO [PG 12], MATTEO MACCHIONI [PG 24] , GIANLUCA MARGHERI [PG 36] E PAOLO GAVAZZENI [PG 44] OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 3
PICCOLENEWS Concorsi lirici del 2020 – scadenze di Maggio Qui di seguito riportiamo le iscrizioni in scadenza a Maggio per vari concorsi. 20° Premio Lirico Internazionale Umberto Giordano (Foggia). Scadenza 12 Maggio. VI Concorso Lirico Internazionale di Portofino per cantanti lirici (Portofino - Genova). Scadenza 14 Maggio. VIII Concorso canto lirico internazionale Jole De Maria per cantanti lirici (Tivoli - Roma). Scadenza 15 Maggio. XXVII Concorso Internazionale di Canto Lirico Riccardo Zandonai per cantanti lirici (Riva del Garda - Trento). Scadenza 21 Maggio. *A causa dell’emergenza COVID-19, si consiglia di controllare eventuali variazioni nei bandi dei concorsi. L’assassinio di Mozart, ovvero il fenomeno Amadeus Una delle leggende più famose nel mondo della musica è quella legata alla morte di Mozart. Come raccontato in uno dei nostri articoli in un precedente numero, Puškin con la sua opera “Mozart e Salieri” raccontò al pubblico del tentativo di assassinio tramite avvelenamento del secondo nei confronti del primo. Leggenda poi ripetuta e resa famosa grazie alle trasposizioni teatrali e cinematografiche seguenti. In nome della verità storica è stato realizzato un documentario intitolato “L’assassinio di Mozart, ovvero il fenomeno Amadeus”. Una serie di monologhi, interpretati dall’attrice Guia Jelo, intervallati da spezzoni video sulle città di Vienna e di Salisburgo, per raccontare la vita e la morte del famoso compositore. Ad accompagnare la visione, le musiche del Maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara. Il documentario, la cui uscita è stata posticipata in seguito all’emergenza sanitaria attuale, verrà presentato al pubblico il prossimo autunno a Bruxelles, in concomitanza di un concerto del celebre soprano Sumi Jo. 4 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
Lena Yokoyama per Cremona Prima dalla cima del Torrazzo, la torre campanaria situata vicino al duomo, poi dal tetto dell’ospedale Maggiore, la musicista Lena Yokoyama ha incantato con il suo violino gli abitanti, i medici ed i pazienti della città di Cremona, da settimane in lotta contro il coronavirus. La violinista, nata in Giappone, si è trasferita a Cremona nel 2006, dove si è diplomata in violino col massimo dei voti e la lode presso l’Istituto Musicale Pareggiato “Claudio Monteverdi”. Nel 2012 ha fondato il Trio Kanon, insieme al pianista Diego Maccagnola ed al violoncellista Alessandro Copia. Le esibizioni, realizzate in collaborazione con l’associazione Pro Cremona, sono state anche un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle raccolte di fondi a favore delle unità ospedaliere della zona. One World: Together at Home Si è svolto il 18 aprile il mega concerto benefico per la lotta al coronavirus. Organizzato da Lady Gaga, con il supporto dell’Oms, ha visto la partecipazione di decine di artisti, tutti collegati in live dalle proprie case. Paul McCartney, Elton John, Stevie Wonder, Andrea Bocelli, Billie Eilish, Chris Martin, Joe Armstrong, Eddie Vedder, John Legend, Alanis Morissette solo per nominarne alcuni. Con un’audience di centinaia di milioni di persone collegate da tutto il globo, questo concerto è solo l’ultimo di una lunga serie di iniziative, musicali e non, volte ad aiutare e sostenere le battaglie veramente importanti. La lotta alla fame, alle calamità naturali, per la salute ed il benessere di noi tutti e del nostro pianeta. We are the world We are the children We are the ones who make a brighter day, so let’s start giving [We Are the World - Michael Jackson e Lionel Richie] OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 5
Pubblicità OPERALIFEMAGAZINE Firenze 1903 ha deciso di dedicare una stilografica al genio musicale di Giuseppe Verdi e al capolavoro musicale di tutti i tempi, la “Messa da Requiem” scritta in omaggio al grande scrittore e patriota italiano Alessandro Manzoni. • La Stilografica – gioiello “Giuseppe Verdi” realizzata dalle Officine Stipula è in pregiata ebanite nera striata di viola. • Una gemma di ametista cabochon a forma ovale è stata incastonata sulla parte terminale del fermaglio, realizzato con la tecnica orafa della microfusione, quasi a simboleggiare una lacrima in segno di lutto per la perdita di Alessandro Manzoni. • La fascia del cappuccio è un capolavoro dell’oreficeria fiorentina, modellata a mano, riproduce le battute iniziali del “Requiem aeternam”. • Le prime battute sono contrassegnate con precisione e in rilievo in argento microfuso dorato. • Nel corpo della stilografica è stata incisa la firma di Giuseppe Verdi. • I particolari metallici sono in argento 925/1000 microfuso. • Il sistema di caricamento è a pistone fisso. • Il pennino è in oro 14K Stiflex. • La tiratura è limitata a 150 esemplari numerati. FIRENZE 1903 Vallecchi 1903 Srl - Via del Ponte all’Asse 7 - 50144 Firenze (FI) Tel: (+39) 055 0467325 - Email: info@firenze1903.it 6 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
L’opera nelle scuole: educare alla cultura per crescere “Oggi abbiamo conosciuto Aida e Radames!” Racconta così Matteo, quarta elementare, tornato a casa dopo una piacevole mattina trascorsa a teatro. Sì, avete letto bene: a teatro! Moltissime sono, infatti, le scuole che decidono di aderire a svariati progetti di avvicinamento dei bambini, dall’infanzia sino alle scuole medie, al mondo della musica e dell’opera. Sale da concerto, auditorium e teatri quali l’Opera di Roma, la Scala, il San Carlo, i teatri del circuito lombardo aprono le proprie porte per avvicinare e coinvolgere i giovani all’arte della Danza e della Musica e offrire loro nuove opportunità per conoscere la grande tradizione del Teatro Musicale, nostro patrimonio culturale da valorizzare e tramandare. Migliaia di ragazzi partecipano alle proposte didattico-educative del teatro: incontri, laboratori, spettacoli, attività formativa. Con approcci mirati, in base alle fasce di età, gli studenti di ogni ordine e grado possono scoprire i segreti della vita quotidiana di un grande teatro e le diverse creatività artistiche e tecniche che si esprimono e si realizzano negli allestimenti: le prove d’orchestra, le prove di scena, il canto, la regia, le scene, le luci, i costumi, fino allo spettacolo finale. 8 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
Particolare è la proposta che il Maggio Musicale Fiorentino dagli 0 ai 30 anni, garantisce proposte di qualità e ha promosso insieme all’Associazione Venti Lucenti, coerenti con le esigenze delle diverse fasce d’età. una compagnia costituita da professionisti del teatro, Con questo progetto, l’opera entra nelle scuole di ogni la cui mission consiste nella promozione della cultura ordine e grado, coinvolgendo bambini fin dalla più musicale e della lirica come asse portante dell’attività piccola età, insegnando loro a cantare arie, comprendere sul territorio nazionale. L’originalità dell’approccio i testi e partecipare attivamente, elaborando strategie della compagnia è che per imparare ad amare la lirica didattiche e teatrali divertenti, ma soprattutto adatte bisogna…farla! Centinaia di bambini sul palco che ognuna al proprio pubblico di riferimento. Imparare a cantano, recitano e ballano, mentre l’orchestra suona cantare alcune arie e costruire piccoli oggetti di scena e cantanti professionisti interagiscono con loro; scene, con cui intervenire dal proprio posto in platea, sono costumi, luci in un crescendo di coinvolgimento emotivo alcune delle attività di Opera Domani che trasformano i che lascia il segno e che aiuta a comprendere quanto la piccoli spettatori in coprotagonisti di uno spettacolo di musica sia vitale. opera lirica di elevata qualità artistica. È a tutti gli effetti Nello specifico, la collaborazione con il Teatro del Maggio un’opera partecipata perché il pubblico è coinvolto sia prevede la rappresentazione della riduzione di un’opera prima che durante lo spettacolo. di cartellone della stagione messa in scena con un coro In conclusione, utilizzando le parole del Prof. Carlo costituito dai bambini delle scuole primarie e secondarie Delfrati, possiamo dire che grazie al peculiare linguaggio del Comune di Firenze, selezionati tramite operatori dell’opera lirica, così diverso da quello che pratichiamo teatrali di Venti Lucenti, affiancati da cantanti solisti quotidianamente, e all’universalità del linguaggio professionisti e dalla prestigiosa Orchestra del Maggio musicale, tutti possiamo accedere ad una comprensione Musicale Fiorentino. libera e unificata di questa forma d’arte. Annullare le Ecco quindi, per citare alcune opere, che Carmen è distanze, le incomprensioni, per scoprire che la diversità diventata La Donna di Siviglia, e il Barbiere di Siviglia è è un bene prezioso in ognuno di noi, che ci unisce e ci diventato Tutti mi chiamano! arricchisce. Il progetto negli anni si è ampliato ed è cresciuto, fino Come dice il Maestro Riccardo Muti: nulla ha più forte ad arrivare a coinvolgere ogni anno 900 bambini in potere aggregatore del canto. palcoscenico, 6000 in platea e 12000 spettatori ogni E allora: cantiamo tutti insieme! anno! Un simile progetto, ma con un target ancora più vasto, Alessandro Bugno è promosso dall’Associazione Opera Education/Opera Domani, piattaforma italiana che dal 1996 promuove la passione per l’opera lirica nel giovane pubblico come strumento per una formazione più completa. Il progetto, nato dall’intuizione educativa e artistica di Barbara Minghetti, è ideato e realizzato da AsLiCo, Associazione Lirica e Concertistica Italiana. Opera Education coltiva il naturale entusiasmo dei giovani per la musica sinfonica e per l’opera lirica, producendo con professionisti emergenti, spettacoli adattati per la sua speciale audience e, grazie ai sei format dedicati OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 9
La regia moderna: amata o odiata? 10 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
Bentrovati fedeli lettori di OperaLife, oggi ci troviamo ad affrontare scène, alternando nelle programmazioni teatrali regie tradizionali uno dei temi più contorti e discussi del mondo del teatro: le e regie moderne, permettendo al pubblico una grande varietà. regie moderne. Registi e direttori artistici si trovano spesso alle Accanto ai grandi allestimenti tradizionali, abbiamo visto prese con l’ardua scelta di quale spettacolo rappresentare sul affiancarsi, con il passare degli anni, anche quelle moderne in tutte palcoscenico, ma forse non è questa la parte più difficile. Oltre le forme possibili. Le discussioni non sono mai mancate, tuttavia: a decidere cosa inserire nel cartellone teatrale della stagione, per ogni regista che tenta l’impresa e riesce ad affascinare si deve anche definire quale tipo di allestimento teatrale possa critica e spettatori, ce ne sono tanti altri che rischiano di ricevere essere il più apprezzato, andando incontro alle aspettative e alle stroncature, terminando in clamorosi flop. esigenze del pubblico. In fin dei conti, probabilmente, le regie moderne ci insegnano Si deve, quindi, pianificare se mettere in scena una una grande lezione, che si manifesta nel gusto del rischio. Ogni rappresentazione delle opere nelle modalità tradizionali oppure volta che un regista decide di portare nei teatri una rivisitazione riviste in chiave moderna, sapendo che questa decisione sarà di un successo classico e ormai consolidato, ci dimostra quanto sicuramente vittima di aspre critiche. effettivamente la regia e l’allestimento scenico sia importante. Le regie tradizionali godono sicuramente della tutela del Abituati spesso al solo ascolto dell’opera, non sempre compositore, che spesso segna per filo e per segno cosa si accompagnata dalla visione della scena, a volte ci dimentichiamo aspetta dalla messa in scena teatrale. Nei manoscritti possiamo, di quanto le melodie che tanto amiamo siano connesse a infatti, trovare spesso le indicazioni non solo per la cura in ogni personaggi profondi e articolati, inseriti a loro volta in scenografie singolo dettaglio della scenografia ma anche le descrizioni degli complesse. Andando a teatro, fisico o virtuale che sia, e studiando spostamenti e delle azioni sceniche dei cantanti. dettagliatamente la scena, ci rendiamo conto di quanto sia Oltre alle indicazioni sceniche esplicite, poi, lo spartito musicale multiforme il melodramma, quel meraviglioso capolavoro, diventa spesso un vero e proprio “copione di regia”, attraverso riassunto di mondi artistici differenti. sonorità che suggeriscono in modo più o meno implicito gli Inoltre, le regie in chiave moderna permettono di rinnovare accadimenti che devono svolgersi sul palco, siano essi azioni dei costantemente i valori che le opere trasmettono, raccontandoci personaggi, modificazioni della scena o utilizzo di oggetti. storie che non sono solo del passato, ma che ci coinvolgono in L’arduo compito della regia moderna è quello di considerare tutte ogni giorno della nostra vita. Forse, caro lettore, è anche grazie a queste informazioni, rispettando la dettagliata pianificazione quella Traviata in chiave moderna che hai visto e non ti è piaciuta, di compositore e librettista e a esse aggiungere anche una se l’altro giorno ti sei sentito un po’ come Violetta; o, ancora, è nuova lettura dell’opera. Il regista si trova, a questo punto, a a causa di quelle Nozze di Figaro minimaliste, che tanto hai rappresentare un prodotto nuovo, un mix di una composizione già criticato, se affrontando il tuo capo a lavoro ti sei sentito un po’ apprezzata e acclamata e un nuovo progetto artistico originale e come Figaro. ancora ignoto al pubblico. Insomma, in fin dei conti, i gusti sono gusti e non si può Se già è un procedimento complesso a parole, nei fatti diventa assolutamente generalizzare le messe in scena teatrali in poche ancora più complicato, divenendo un vero e proprio rompicapo righe: la prossima volta che andate a teatro, però, provate a per chi cura l’allestimento nella sua interezza sul palco scenico. mettervi nei panni del regista, provate a capire il messaggio che vi A complicare le cose vi è di solito un libretto dettagliato, che vuole trasmettere e i valori di una composizione antica che vuole nomina elementi e oggetti incompatibili con la nuova resa scenica portare alla luce. A volte, per mantenere viva l’opera è necessario partorita dall’estro creativo del regista. apportare qualche cambiamento, trovare nuovi piani di lettura e Qual è allora il risultato? Non vi è una risposta univoca: nella nuove prospettive, anche se vuol dire sacrificare qualcosa. La maggior parte dei casi il pubblico si schiera in due fazioni. cosa essenziale, cari aspiranti registi, è consegnare al pubblico La prima preferisce le regie tradizionali, che mantengono in modo chiaro le idee del compositore, onorando un capolavoro e collocazione temporale, allestimento scenico e costumi della mostrando una fresca artisticità. prima rappresentazione, seguendo le indicazioni originali della partitura. La seconda parte di pubblico, spesso in minoranza, Samuele Peruzzi difende il lavoro del regista, sottolineandone l’originalità. Queste persone, spesso “sacrificano” il disegno originale del compositore, apprezzando il tentativo di trovare una nuova chiave di lettura della composizione musicale. Il panorama odierno riesce a comprendere entrambe le mise en OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 11
OperaLife incontra Ermonela Jaho 12 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
INTERVISTA ESCLUSIVA A ERMONELA JAHO Si impara tanto dagli altri ma bisogna seguire la propria strada, perché se il canto è il linguaggio dell’anima allora ogni persona deve dire attraverso il canto la sua storia. 1. Come ti sei avvicinata alla musica e allo studio del canto? Il mio repertorio è veramente molto vasto, da Monteverdi a Puccini etc... Puccini è diretto e in qualche maniera mi sono trovata La musica è ossigeno per la nostra anima, ce ne rendiamo conto abbastanza libera nell’esprimermi. Le eroine di Puccini sono e ne diventiamo coscienti durante il tragitto della nostra vita. allo stesso tempo così vulnerabili e forti che in qualche maniera Da bambina molto timida, l’unica cosa dove trovavo rifugio era risuonano con me. il canto. Questo i miei genitori lo avevano percepito e mi hanno iscritta come membro del festival per i bambini, il corrispondente del vostro zecchino d’oro. Così all’età di 5-6 anni mi sono trovata 4. Hai cantato nei più grandi teatri del mondo, quale ti ha sul palcoscenico. Poi è venuto il momento di proseguire gli studi lasciato un ricordo particolare? della scuola media e all’università ho pregato i miei genitori di continuare professionalmente lo studio del canto e parallelamente Ogni teatro ha una sua magia. Ogni volta che salgo sul anche quello delle altre materie indispensabili per il bagaglio palcoscenico mi viene in mente quel momento in Albania, quando culturale del mio futuro. Ma il vero studio del canto è arrivato sognavo di cantare nei teatri in giro per il mondo ed ogni volta quando sono andata per la prima volta a vedere dal vivo un’opera è vivere quel sogno che cresce con me come artista ed essere con mio fratello, avevo 14 anni. Quella sera era in scena la Traviata. umano. Il palcoscenico per un artista è un posto sacro. Poi per Ebbene, dopo le prime battute dell’Ouverture è stato come un me ogni recita la considero come fosse la mia ultima perché del amore a primo ascolto e alla fine dissi a mio fratello, con l’impulso domani non si sa mai e penso che bisogna vivere appieno quel e passione che ci caratterizza: “Non morirò se non canterò almeno momento, sentirti sull’altare del tuo sogno. una volta quest’opera” ... da allora il ruolo di Violetta l’ho cantato circa 300 volte ed è ancora nel mio repertorio dopo 26 anni di carriera. Tutto è possibile se ci credi e lotti per arrivare dove il tuo 5. Quale compositore ti piacerebbe eseguire perché senti più cuore, la testa e l’anima vogliono. vicino a te per sensibilità e caratteristiche? 2. Cosa è stato importante per te durante questo percorso? Come sopra accennato, uno è Puccini ma non solo. Ho scoperto nel tempo che, in ogni epoca, i compositori e librettisti hanno Durante questo percorso, dove grazie a Dio sto ancora collaborato così strettamente per esprimere i sentimenti umani camminando, è stata molto importante la volontà e il lavoro che a noi esecutori bisogna dare il tempo di entrare in profondità, immenso per migliorare sempre. Quando si inizia non si può per capire e trovare quello che risuona con noi. La musica è arrivata piacere a tutti e poi tutti daranno una loro opinione su di te, fino ai giorni nostri perché ci dice qualcosa, sono i sentimenti giudicandoti, ma mai gettare la spugna, perché se veramente è umani enfatizzati nella musica. quello che libera la tua anima, si lavora con grande diligenza e E tocca a noi tirarli fuori attraverso la nostra sensibilità, come un sacrifici per diventare così in gamba e migliorare a tal punto che ponte che va dall’artista al pubblico. Se ci dirà a noi come artisti nessuno ti potrà più ignorare. qualcosa di profondo, senz’altro lo dirà anche al pubblico. Questo ho sentito quando ho cantato Monteverdi, Bach, Haendel, Mozart, Bellini, Donizetti, Verdi, i compositori francesi, etc. etc. … 3. Nel tuo repertorio ci sono molte opere di Puccini e tante recite pucciniane, come è il rapporto con questo autore? 6. Quale ruolo senti maggiormente tuo e ti è più caro? OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 13
I ruoli di grande emotività. Non ne ho uno solo... Scopri ruoli nuovi e ti innamori, oppure in ruoli cantati centinaia di volte scopri sensazioni che non hai potuto vedere prima. Noi cambiamo sempre, l’esperienza umana ci arricchisce e diventiamo più coscienti di certi valori della vita, così succede anche nella musica... per esempio ripetendo Violetta o Madama Butterfly, i ruoli che ho cantato di più, ho trovato delle sfumature che non avevo mai visto prima. 7. Come si svolge la tua giornata tipo e come affronti la preparazione? La mia giornata è molto piena: mi sveglio abbastanza presto e faccio attività fisica, che è una componente molto importante per la tecnica di un cantante, per il benessere e la salute; mi prendo cura della famiglia e poi mi concentro sullo studio del ruolo che devo cantare sia tecnicamente che musicalmente. La preparazione è diventata la mia vita, il ritmo del lavoro è così intenso che oramai ho trovato un mio modo di imparare ruoli nuovi in una settimana. Quando ci si prepara ci vuole dedizione e concentrazione, il focus totale fa sì che quello che studi rimanga per evitare la confusione. 8. In merito alle tue origini albanesi, come viene incentivata/ divulgata l’opera e la musica classica in Albania? Esistono scuole che fin dall’inizio sensibilizzano i bambini alla pratica e all’ascolto della musica? Quando io ero piccola la musica era parte delle materie che si studiavano, ma a livello generale come per esempio leggere le note e melodie brevi dai classici. Parlo di una scuola normale, statale, dove io ho studiato, mentre c’erano scuole dove lo studio molto più approfondito della musica aveva un suo peso extra, era aggiunto alle materie normali e riguardava soprattutto gli strumenti. L’Opera arrivava dopo, verso i 14 anni d’età. In quel periodo ho fatto l’audizione per entrare al liceo artistico, dove ricordo di aver cantato l’aria di Oscar tratta da “Un Ballo in maschera”. L’Albania è un Paese piccolo ma di grandissima storia e uno dei suoi valori è sempre stata la cultura, mantenendo quella che era la nostra tradizione ma avendo sete di conoscere le culture fuori dai nostri confini, effetto che veniva anche dalla chiusura totale... per capire quanto viene incentivata l’Opera, basta tenere il conto di tutti gli artisti illustri venuti fuori dall’Albania, che si trovano ad oggi nelle scene ed orchestre più importanti del mondo. La cultura è lo spirito di un Paese. 14 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
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mio meglio sempre. Ogni volta la considero come se fosse l’ultima 9. Ci sono delle cose che non possono mancare mai prima di e la vivo e mi do in scena senza risparmiarmi emotivamente e uno spettacolo? vocalmente. Nulla durerà per sempre ma ogni volta vorrei viverla come un sogno toccandolo con le mie mani. Il mio spartito. 10. Sei considerata una grandissima artista, capace di 14. Cosa consiglieresti ai giovani che vogliono avvicinarsi al coinvolgere emotivamente il pubblico; c’è un segreto per mondo dell’opera? comunicare in modo così dirompente? Non esistono ricette ma una cosa Ho sempre avuto empatia con le persone e questo senza rendermi conto ha arricchito il mio cuore, la mia anima e la mia vita, posso dirla: se l’Opera è una diventando un archivio umano che mi ha aiutato sul palcoscenico necessità della tua anima solo il ed è stata la mia carta vincente. Attraverso la voce, con grande lavoro diligente, la dedizione totale onestà, ho cantato la mia anima con tutti i suoi colori gioiosi e tristi e quella verità ha parlato al pubblico. Il canto per me è una e l’essere veri ed onesti con se stessi vera terapia e attraverso il canto ho canalizzato i miei sentimenti sono gli ingredienti giusti per e sono stata vera. Il pubblico non lo puoi ingannare, perché capirà subito la tua onestà o la tua falsità. Penso che sia in questa arrivare e rimanere. maniera che ho potuto risuonare con loro. 15. C’è un grande o una grande voce a cui ti ispiri come modello artistico? 11. Qual è la lezione più grande che la musica ti ha insegnato? Quando ho iniziato, Maria Callas come voce che tocca l’anima e tecnicamente Mariella Devia. Col tempo ho imparato che dovevo La musica mi ha insegnato a non arrendermi mai e a migliorare seguire il mio percorso per trasmettere la mia esperienza e non me stessa costantemente. In questo percorso di miglioramenti, ho quella degli altri. Si impara tanto dagli altri ma bisogna seguire la imparato ad esprimermi, a collaborare con gli altri, a raggiungere propria strada, perché se il canto è il linguaggio dell’anima allora una perfetta sintonia nella vita, un’armonia perfetta come nella ogni persona deve dire attraverso il canto la sua storia. musica. 16. Parlaci dei tuoi prossimi impegni. 12. Se avessi la possibilità di incontrare la te che è ancora agli inizi della carriera, cosa ti diresti? Come sopra vivo ogni recita come fosse l’ultima della mia vita e dato agli ultimi eventi che il mondo sta passando, i Quello che ho fatto fino adesso. Ogni grande sogno richiede teatri potrebbero essere gli ultimi a tornare alla normalità... grande lavoro, sofferenza, ma mai dubitare di quella voce interiore. Comunque il mio programma copre un arco di 5 anni di lavoro... Se il tuo sogno è grande ti chiederà altrettanti grandi sacrifici Dovevo debuttare Adriana Lecouvreur e Traviata che sono state e su questo verrai testato nel percorso della vita. Mi direi però cancellate, in maggio a Madrid il debutto di Iris-Mascagni, Bohème di perdonarmi di più se certe cose hanno impiegato più tempo a Parigi, Butterfly al ROH Londra, Bohème a Munchen, Les Contes per essere assimilate, perché ognuno ha un proprio tempo per d’Hoffmann a Londra e Barcellona, Les dialogues di Carmelites - arrivare. Munchen per il 2020, più altri impegni nei prossimi anni come il ritorno al Met, Vienna etc etc. 13. Dopo i tuoi innumerevoli successi, cosa ti aspetti ancora dalla tua carriera e dalla tua vita? Ringraziamo di cuore Ermonela Jaho per la sua disponibilità e le auguriamo il meglio per i suoi prossimi progetti. La vita mi ha insegnato a non avere nessuna aspettativa da nessuno tranne che da me stessa, nell’essere vera e nel fare il Edoardo Manzardo OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 17
Il Novecento Il passaggio dall’Ottocento al Novecento crea differenze politiche e sociali ed è chiaro che un contesto diverso porti anche l’Arte ad esplorare nuove strade. Dal punto di vista musicale, molti compositori abbandonano il lirismo, andando alla ricerca di partiture sperimentali, dove si comincia a entrare in contatto con la poliritmia, la distonia, ritmi swing, presi in prestito dal Jazz, così accade per alcune personalità di questo periodo, come: Khachaturian, Stravinsky, Berg, Schönberg, Gershwin e molti altri. Lo splendore ha lasciato campo alla nebbia, provocata dalle polveri alzate dalla guerra. Il mondo è sfatto, è stato distrutto, distrutto come il poema del Diddi, invaso da “Scarpe chiodate e cingoli di carro”. Ormai niente più potrà essere lineare, no, non sarà più possibile perdersi nel sogno del teatro. Stridono i fucili e così stridono anche le note. Regna il caos sulla terra e regnerà anche sulla partitura, fatta di caos, composta da un’armonia che nasconde dolore e violenza. S’innalza una nota di jazz: una speranza finalmente, una lieta melodia che s’insinua nella notte, la quale non pare vedere il giorno. Sì, una luce luccica ed è di buon auspicio. Il mondo è ridotto a brandelli, ma sarà ricostruito e sarà più nuovo e più bello, sfavillerà, uccidendo l’ombra. È il caso di accettare il cambiamento dei tempi, guardare al passato per costruire il futuro. Ascolto note sperimentali, modulazioni originali, fraseggi coraggiosi. Ascolto frammenti, che tassello dopo tassello s’uniranno, per consolidarsi insieme e per rinascere. Stefano Duranti Poccetti 18 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
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Jean Sibelius: non solo sinfonie di Valérie Morisi 20 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
Sibelius: considerato il più importante compositore dalla terra dei mille laghi, nonché il più famoso, Jean Sibelius è conosciuto e apprezzato in particolare per le sue sette sinfonie e per i poemi sinfonici, tra cui il grande omaggio alla nazione Finlandia e le composizioni ispirate al poema finlandese Kalevala (ad esempio Kullervo, la Lemminkäinen Suite e Tapiola). Nato l’8 dicembre del 1865 a Hämeenlinna, nel sud della Finlandia, Jean Sibelius (in origine Johan Christian Julius Sibelius) dopo la prematura perdita del padre Christian Gustaf Sibelius a soli tre anni e la conseguente rovina finanziaria della famiglia, crebbe tra la casa della nonna materna Katarina Borg e quella della nonna paterna Katarina Fredrika Sibelius, e fin dalla tenera età entrambe le famiglie mostrarono al giovane Sibelius le meraviglie del mondo della musica. Il seme piantato agli inizi della sua primavera germogliò presto: se la zia Julia fu la prima a dargli lezioni di piano, alla scuola secondaria si affiancarono le lezioni private di violino e poi all’università di legge di Helsinki il conservatorio. Eccellente studente di violino, la composizione divenne gradualmente il suo tratto distintivo, tanto da valergli una borsa di studio prima per Berlino e poi Vienna. Tra i numerosi viaggi di Sibelius non mancò l’Italia, che visitò ben cinque volte nell’arco della propria vita, viaggi durante i quali si dedicò sia alla sua Seconda Sinfonia che al poema sinfonico Tapiola. L’Italia a sua volta ricambia l’attenzione che il compositore dimostrò per il nostro Paese, con un intero festival musicale a lui dedicato che si svolge nel Golfo del Tigullio (in Liguria) dal 2015. Libri su libri sono stati scritti sulla storia musicale di questo genio, ma al momento mi limiterò ad osservare un aspetto meno noto della sua produzione, ovvero la sua unica opera lirica compiuta, Jungfrun i tornet (“La fanciulla nella torre”, originariamente scritta in svedese), e il precedente tentativo, abbandonato, intitolato Veneen luominen (“La costruzione della barca”, scritta in finlandese). Veneen luominen era basata sui runi ottavo e sedicesimo del Kalevala (i runi sono i canti che compongono questo poema) e la trama dell’opera sarebbe ruotata attorno a Väino/Wäino (che riprende la figura del personaggio principale del Kalevala, Väinämöinen) il quale si innamora di Kuutar (la fanciulla della luna) scorgendola al tramonto. Essa promette di sposarlo se egli sarà in grado di creare una barca dai pezzi di un fuso usando la magia del canto. Nella seconda scena Väino si cimenta nell’impresa ma fallisce, non conoscendo tutte le parole necessarie per compiere questo prodigio. Si reca perciò, nella terza scena, a Tuonela, il regno dei morti, per acquisire la conoscenza che gli manca, ed è Tuonetar, la signora dell’oltretomba, a rivelargli le parole magiche di cui ha bisogno. Infine, nell’ultima scena, Väino salpa a bordo della barca magicamente costruita, cantando il suo amore per Kuutar, che nel crepuscolo si rivela, portando così all’unione dei due. L’overture per questa opera, del 1893, è divenuta in seguito Il cigno di Tuonela, parte della famosa Lemminkäinen Suite. Sibelius mostrò la bozza del poeta Juhana Heikki Erkko per il libretto prima al drammaturgo Kaarlo Bergbom, ma non ebbe fortuna e decise quindi di rivolgersi al poeta Paavo Cajander l’anno seguente, dopo aver apportato varie modifiche alla sua creazione: nel secondo atto Väino discute con i paesani, e nel terzo atto l’eroe incontra la figlia della Morte nell’al di là. La fa innamorare di sé ed ella lo salva dagli spiriti dell’oltretomba. Nell’atto finale Väino si dichiara a Luonnotar (non Kuutar), la quale però si rivela così fredda che l’eroe decide di rinunciare al suo sogno e di vivere solo. Più fortunata di Veneen luominen, l’opera lirica Jungfrun i tornet vide la luce nel 1896. Commissionata per un evento di beneficenza dell’orchestra filarmonica di Helsinki, l’opera è composta di un solo atto di breve durata (si tratta di soli 35 minuti circa), il cui libretto è stato realizzato da Rafael Herzberg (scrittore finlandese di lingua svedese). Jungfrun i tornet debuttò il 7 novembre del 1896 a Helsinki, ma dopo appena due rappresentazioni Sibelius cominciò a rifiutarsi di riproporla, dichiarando di voler rivedere l’opera, sebbene alla fine questa supposta revisione non avvenne mai. La trama rimase pertanto la seguente: un balivo vede una bella fanciulla raccogliere fiori in un prato e invaghitosene tenta di sedurla con le proprie ricchezze. Il tentativo fallisce, ma l’uomo non si rassegna e la rapisce. Nella seconda scena la fanciulla lamenta il suo fato mentre nella terza si aggiunge il coro che biasima la ragazza, supponendo che ella abbia ceduto alle lusinghe dell’oro. Nella quarta scena l’amato della fanciulla piange il suo amore perduto, ma nella quinta scena la scorge prigioniera in una torre: la realtà della situazione viene spiegata e i due innamorati si ripromettono fedeltà. Nella sesta scena l’innamorato e il balivo discutono per la fanciulla e si sfidano a duello, finché, nella scena successiva, non appare la castellana che li interrompe e una volta scoperto quanto accaduto fa arrestare il balivo. Infine, nell’ottava scena, la fanciulla liberata festeggia assieme al suo fidanzato ed essi ringraziano la castellana per il suo intervento. Sibelius è una porta straordinaria per la cultura finlandese, voce di un periodo romantico di riscoperta e formazione identitaria nazionale, e le sue composizioni con gli infiniti richiami al folklore e l’amore per la natura che nell’immaginario da sempre contraddistingue la Finlandia sono un viaggio fantastico, nel tempo e nello spazio, sulla strada tracciata dalle note sullo spartito e nel cuore di chi vi presta orecchio: è tempo per noi di percorrere anche questi sentieri meno conosciuti. OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 21
Non abbiate fretta, c’è un tempo per ogni cosa: uno per nascere, uno per crescere, uno per amare e uno per costruire insieme una famiglia. Concedetevi il tempo, aspirate alla saggezza interiore, alla conoscenza del vostro valore e vedrete che, quando sarete pronte, l’amore vero sarà lì ad aspettarvi. Madama Butterfly Continua a pagina 52 22 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
Illustrazione di Giorgia The Luca • Profilo Instagram @giorgiatheluca OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 23
Cari amici di OperaLife, siamo 4. Nel 2017 hai cantato al Teatro alla Scala di Milano ne “La entusiasti di intervistare Matteo gazza ladra” di Rossini, magistralmente diretta da Riccardo Chailly per la regia di Gabriele Salvatores. Emozioni e ricordi di Macchioni, giovane tenore di Sassuolo, quella esperienza? innamoratosi prima del pianoforte e poi del canto lirico, Matteo Macchioni, Mi sono trovato benissimo alla Scala. Lavorare con il Maestro dopo la partecipazione ad Amici Chailly e Gabriele Salvatores è stato un grande privilegio. Spero di di Maria De Filippi, nel 2009 (fu il ritornare a cantarci nuovamente in futuro. primo tenore a partecipare al talent), 5. A meno di imprevisti dovuti all’emergenza sanitaria di queste ha continuato con la carriera teatrale settimane, ti appresti a calcare il palco dell’Opera Nazionale raggiungendo ottimi risultati in campo gallese, a Cardiff. Quale altro palcoscenico sogni di calcare e nazionale e internazionale. Lo spirito perché? giovane di OperaLife si trova in linea Parlando di Inghilterra, certamente sarebbe bello poter portare la con lo spirito fresco e intraprendente mia voce anche al Londra, al Covent Garden. Ci sono tanti luoghi di Matteo, che incontriamo in una dove ancora non ho cantato e spero di poterlo fare in futuro. piacevole chiacchierata. 6. Nel 2010 hai partecipato alla trasmissione “Amici”, 1. Partiamo dall’inizio: come nasce il tuo amore per la musica e posizionandoti come quarto classificato in Finale, ma poi per l’opera? La tua famiglia ti è stata d’appoggio in questa l’aspetto curioso è che sei stato il primo tenore nella storia del scelta? programma. Come ricordi quell’esperienza? Pensi sia stata poi il tuo trampolino di lancio? La passione per la musica è nata fin da piccolissimo. A sei anni ho iniziato subito a studiare pianoforte, prima privatamente, poi mi Bisogna fare una opportuna premessa: quando partecipai ad Amici sono iscritto all’Istituto Peri di Reggio Emilia. Non provengo da una ero un pianista con in tasca un diploma accademico di secondo famiglia di musicisti professionisti, ma amanti della musica. Devo livello. Non ero un cantante formato e non sapevo ancora quale dire che ho avuto sempre il massimo incoraggiamento e supporto. fosse la mia strada artisticamente parlando. In quell’esperienza Gran parte di quello che sono è merito loro, di mia madre e di mio mi notò Daniel Oren e mi fece debuttare a Salerno ancora da padre. studente. Dopo sono venuti anni di gavetta, studio, audizioni e tanto impegno. Non è partito tutto immediatamente. 2. Tra i tuoi personaggi troviamo Don Ottavio dal Don Giovanni, Basilio dalle Nozze di Figaro e tanti, tantissimi Don Ramiro dalla 7. Abbiamo parlato molto della tua professione, ma come Cenerentola e Conte di Almaviva dal Barbiere di Siviglia: c’è tra impieghi il tuo tempo libero, hai qualche passione/interesse questi un personaggio che ami in modo particolare e che ritieni particolare? essere più vicino alla tua sensibilità e personalità? Ho un milione di passioni e poco tempo per coltivarle. Correre, fare Mi diverte sempre molto cantare Almaviva, ma non ne ho uno snorkeling, escursioni e passeggiate in montagna, amo molto il preferito. A questi personaggi si aggiunge anche Ferrando, che mi cinema, mi diverto a scrivere e comporre. Sono una persona con sta dando tante soddisfazioni. molti interessi. 3. Mozart e Rossini, due compositori assoluti, che hanno 8. Un tuo difetto e un tuo pregio che ritieni essere un tuo punto plasmato con la loro musica il mondo dell’opera. Quale tra i due di forza anche per la tua carriera? preferisci e perché? Un difetto è l’essere a volte troppo perfezionista, un pregio è Amo l’estrema eleganza della musica di Mozart, come amo la sicuramente la tenacia. Bisogna avere una corazza dura per perenne primavera fiorita (musicalmente parlando) di Rossini. camminare nel mondo dello spettacolo. Anche qui non posso sbilanciarmi in una preferenza. 24 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
OperaLife incontra Matteo Macchioni OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 25
9. Moltissime le opere e i concerti in giro per l’Europa: il tempo di tornare a casa ed occorre già preparare un’altra valigia. Come vivi questo mestiere nella tua quotidianità? Ci sono piccole e grandi rinunce o sacrifici, se ce ne sono, che hai dovuto affrontare o devi affrontare tuttora? Questo è il tasto dolente. Io amo casa mia, amo la campagna, amo il silenzio e, ti sembrerà una contraddizione, se c’è un aspetto che mal digerisco del mio lavoro è il costante viaggiare, lo svegliarsi a volte senza sapere dove ti trovi. Quando lavoro ho imparato a vivere la mia quotidianità cercando di fare quello che mi piace, ho compreso il grande valore del silenzio fra una performance ed un’altra. Quando posso cerco di non fare mai trasferte molto lunghe da solo. 10. Hai amici e conoscenti che non sono mai entrati in contatto con il mondo dell’opera, ma che grazie a te hanno scoperto questo nuovo mondo? Se sì, come sei riuscito a catturare la loro attenzione? Io ho sempre fatto musica per il piacere di farla. Quando riesci a divertirti e a godere di quello che fai, per empatia, arrivi a coinvolgere anche altre persone. 11. A tal proposito, un argomento che ci sta molto a cuore sono proprio i giovani e il teatro. Quale messaggio daresti a quei ragazzi che si stanno avvicinando al mondo dell’opera? Perché venire a teatro? In teatro si possono provare emozioni vivide e forti, si può piangere, si può sorridere. Vale la pena entrarci! 12. Abbiamo trascorso e stiamo trascorrendo giorni impegnativi per l’emergenza sanitaria, isolati dal mondo fisico ma connessi grazie alla rete web a 360 gradi. Molti sono i teatri che hanno reso disponibili in streaming nelle loro piattaforme bellissime opere di stagioni passate. Credi che anche questo possa far parte di una riscoperta della musica, del piacere all’ascolto e possa portare al grande pubblico l’opera italiana? Il sangue che scorre nelle vene dei teatri sono gli artisti in carne ed ossa. Mandare registrazioni in streaming può aiutare certamente a mantenere un filo conduttore con il pubblico da parte dei teatri, ma la speranza mia e credo di tutti gli artisti è quella di poter tornare presto a cantare “fisicamente” per il pubblico. Non è un momento semplice, ma restare positivi e razionali è la cosa più importante. 26 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
13. Quali saranno i tuoi prossimi impegni, salvo imprevisti degli ultimi tempi? Se Dio vorrà a maggio parto per l’Inghilterra dove mi aspettano due recite di Barbiere di Siviglia che poi riprenderò in autunno ed eseguirò in tour fino a novembre. Insieme a questa produzione farò diversi concerti che sono stati tutti posticipati alla seconda parte 2020, vista questa emergenza sanitaria. Ho tanto lavoro in programma, ma tutto dipende da quando le autorità decideranno di riaprire la circolazione italiana e internazionale. Ringraziamo moltissimo Matteo Macchioni per la sua positività, spontaneità e disponibilità. Gli auguriamo il meglio per i prossimi impegni e lo ringraziamo per questa intervista! A presto Matteo! Alessandro Bugno OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 27
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GRA Alberto Di Benedetto • Alda Potenza • Angelo Crisafulli • Angelo Pio Cannizzo • Anita Massidda • Anna Pavanello Anna Serio • Antonella D’angelo • Antonio Messina • Barbara La Russa • Chiara Ficano • Chiara Terzo Clio Recinelli • Cristina Colombo• Davide Corvaia • Davide Sciacchitano • Elenia Rinaldi • Elisa Di Giovanni Eva Boddi • Federica D’Amuri • Francesca Colacci • Francesca Rio • Francesco Scrimenti • Gianfranco Incandela Gioacchino Calabrese • Giorgia Cau • Giovanna Tocco • Giulia Podagrosi • Grazia Longo • Ilaria Bazzoni 30 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
AZIE Ilaria Faggi • Ilenia Lo Iacono • Laura Schirò • Luisa Santini • Manuel Maggiulli • Marcella Liberace Marco Buono • Maria Sinatra • Mario Birtone • Martina Nisi • Martina Turiani • Maurizio Contarino Mauro Toia • Meghi Dede • Miriam Seidita • Nicolò Dalvecchio • Paolo Malign • Rachele Ciancia Roberto Scardetta • Rosario Realmonte • Rossella Negri • Sabrina Ponziglione • Salvatore Messina Tanina Colantoni • Valentina Bichi • Veruska Caprarese • Vittoria Paolucci OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 31
All’alba Sto scrivendo questo articolo-memorie con un miscuglio di emozioni. Faccio veramente fatica a distinguerle. Massimiliano Mazza (io a sinistra) , il Presidente di Rve Davide Burei (centro) e mio papà Luca Mazza La prima è sicuramente il fatto che sentirmi chiamare (a destra) a fine lavori con la tenda. Alla mattina avevo appreso della scomparsa di mio zio “eroe” mi dà terribilmente fastidio. Gli eroi sono altri, noi siamo persone umane, semplici cittadini che scelgono di mettersi a disposizione per un aiuto; con questo spirito c’eravamo prima e ci saremo anche dopo questa emergenza. Ci saremo sempre, tutti. Come volontario di Protezione Civile presso RVE- Reparto Volo Emergenze, sono stato formato e addestrato anche “sul campo” su come affrontare un’emergenza: la frana, l’acqua, il fango, le macerie, la neve, etc. … qui però non c’è niente di tutto questo. Stavolta il nemico è invisibile e potenzialmente non Io e il collega Antonino “Tony” Giannilivigni al Coc (centro operativo comunale) di Garda risparmia nessuno. Il suo nome è SARS COV 2, responsabile della malattia e dell’emergenza chiamate Covid19. Partiamo dall’inizio: con la prima attivazione anche la mia associazione ha messo a disposizione le nostre tende, che abbiamo montato, nei primi giorni dell’emergenza, da adibire a pre-triage fuori dagli ospedali; un’altra struttura l’abbiamo, invece, montata per il pre-ricovero di persone risultate positive al Covid 19. In associazione ci eravamo da tempo interessati di sanificazione, e in questa emergenza abbiamo anche sperimentato un possibile intervento sui treni, oltre che a mantenere sanificate le tende stesse. Con RVE stiamo dando supporto ad un’altra Interno tenda allestita squadra di Protezione civile per la gestione del loro COC (Centro Operativo Comunale) attivo a Garda. Usciamo su attivazione, in piccoli gruppi e sempre facendo attenzione a tutte le regole previste. Ho perso anche mio zio durante questa emergenza, non per il coronavirus comunque. Ero in servizio, stavo allestendo proprio quella tenda da pre-ricovero. Avevo preso servizio all’incirca da un’ora. Ricevo quella notizia. Ho provato una sensazione di vuoto, come se lo stomaco fosse sparito improvvisamente. Esco dalla tenda, a pochi metri da me c’è il pronto soccorso. Il Comandante mi chiede se voglio tornare a casa. Guardo tutta quella gente che va a fare Spostamenti a distanza di sicurezza il tampone… i loro sguardi spenti; l’ennesimo paziente positivo che deve essere ricoverato, caricato in ambulanza per il trasferimento. Non c’è tempo per piangere i morti… mi rimetto a lavorare. Sabato, vigilia di Pasqua, rientrando dal servizio sul Lago di Garda passo a controllare una delle nostre tende pneumatiche di un ospedale (gonfiaggio, tensione delle corde, etc.). Entro per prendere la nostra pompa per il gonfiaggio; scambio due parole con il personale medico… dal pronto soccorso stavano andando a prendere un bambino positivo che doveva essere ricoverato. Il pensiero va subito a lui e alla famiglia. Poi subentra nuovamente la Posizionamento del telone trasparente sul pavimento della tenda consapevolezza che il virus colpisce tutti. Pasqua… ancora in servizio a Garda. Ero fuori dalla sala operativa comunale. A mezzogiorno suona l’inno d’Italia, 32 OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020
vinceremo! “Il Silenzio” e “rinascerò rinascerai”. Guardavo il lungolago deserto, da pelle d’oca vedere una desolazione del genere e l’acqua piatta. Mi sento chiamare, dal controllo radio Personale sulla barca incaricato di fare “ponte” via radio per le comunicazioni tra terra e gli aerei in fase di attracco fanno sapere che i piloti di RVE stanno rientrando, erano in sorvolo con i loro ultraleggeri, su ordinanza del Prefetto, a supporto delle Forze dell’Ordine. Era infatti ora di pausa –pranzo; di solito ci arrangiamo con dei panini ma anche la gentilezza delle persone può stupire! Da una pizzeria del posto ci vengono offerte 20 pizze appena sfornate solo per noi, farcite con qualsiasi cosa possibile ed immaginabile. Inutile dire che sono durate pochi minuti. E in tutto questo, ora, non faccio più caso alla mascherina, ai segni e al fastidio. Quando torni a casa da qualsiasi servizio vorresti dimenticare tutto e uscire con la fidanzata o andare a bere Disegno appeso fuori da un ospedale di cui abbiamo sanificato le tende una birra al bar con gli amici. Ma non si può. Difatti arrivi e l’ordine delle azioni è: lavatrice, doccia, cena, preparare l’altra divisa per domani mattina. Accendi la TV, il Nessun Dorma ovunque, chissà che qualcuno non vada ad approfondire che cos’è veramente e si appassioni all’Opera; poi bollettino di guerra trasmesso dal TG e immagini di paesi e città vuote e di qualche “trasgressore”. Chiami il cugino volontario in ambulanza, a fine turno, per sfogarci a vicenda, e ti chiedi “ma chi me l’ha fatto fare?”. Quella sera arrivò un messaggio con scritto “grazie per quello che fate” e poi un video di 700 bambini che cantano il Nessun Dorma. Interno tenda prima della sanificazione con macchinari e letti da sanificare Impossibile trattenere le lacrime. In Arena lo ascoltavo in arcovolo prima di rientrare in scena. Il sentimento prevalente era l’orgoglio: orgoglioso di essere italiano, orgoglioso di essere veronese (Adami e Simoni erano Veronesi). Poi quello tsunami di applausi, che travolge tutto e copre l’orchestra (non riesco a spiegarmi come l’Arena possa reggere). A casa, normalmente, è la scena del balcone nel “Romeo e Giulietta”. Ma in questo caso, è la risposta ad un’altra domanda: “perché ho scelto di fare il volontario?”. Mi ha dato una carica indescrivibile, ha rinnovato l’entusiasmo di aiutare. Aveva un sapore diverso Tenda ultimata fuori dal pronto soccorso quel “grazie per quello che fate”, era qualcosa tipo “mi manchi”. Io non sono Rambo e non sto facendo tutto da solo, il singolo non arriva a niente. Tra tutti ci si integra, ognuno con le proprie competenze; anche per la comunicazione abbiamo una volontaria-responsabile che aiuta a raccontare di noi. Sono quindi parte di un gruppo, e nel mio piccolo, aiuto facendo ciò che mi viene chiesto. Porto con orgoglio il mio nome sulla divisa, ma il successo di una missione lo porta a casa tutta la squadra insieme. E a ben pensare la squadra, in questa emergenza, è composta da 60 milioni di persone… il suo nome è Italia. Logo di Rve All’alba vinceremo! Volontario Massimiliano Mazza OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 33
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La musicoterapia in questi casi è sicuramente di supporto psico-emotivo, in quanto i benefici attraverso il supporto terapeutico del canale musicale sono molteplici come ad esempio la riduzione può salvarci degli stati ansiosi, maggiore serenità mentale, positività nell’affrontare le situazioni e maggiore consapevolezza di se stessi. Abbiamo deciso di fare un’intervista speciale, presentandovi 3. Come si può fare Musicoterapia in questo un argomento diverso dal solito, ma non distante dal periodo, date le restrizioni? meraviglioso mondo musicale e artistico che ci caratterizza. Si sa, questa situazione di isolamento, quarantena prolungata Sicuramente fare Musicoterapia in questo periodo è e disagi di varia natura provocati da questa pandemia, impossibile poiché è il contatto diretto con la persona la base mettono a dura prova la nostra mente e la nostra anima, fondamentale per istaurare una buona e vera relazione di cura. poiché privati delle cose più belle al mondo: la libertà, gli affetti, la socializzazione. 4. Quali consigli ti senti di dare ai nostri lettori Tutto ciò ci ha fatto trarre una conclusione: è il momento di per essere autonomi nell’utilizzo della musica per parlare di Musicoterapia e dei benefici che quest’ultima può trarre benefici? portarci in questo duro momento. Abbiamo deciso di intervistare Paolo Padalino, Musicista, Il mio consiglio è di utilizzare la musica non solo come Musicologo, Musicoterapeuta, Direttore d’orchestra, ascolto fine a se stesso, ma come mezzo di auto espressione Direttore scientifico e Coordinatore didattico e titolare della per regolare l’equilibrio e l’armonia del nostro benessere cattedra di Musicoterapia presso il Centro Studi e Ricerche psicofisico. in Musicoterapia “Notevoli Note” di Agrigento, Professore di Musicoterapia presso il Centro Studi di Musicoterapia Alto 5. Cosa ne pensi di com’è stata e viene utilizzata la Vicentino di Thiene (VI). musica nelle interazioni sociali come, flashmob e le varie iniziative proposte sul web? Il Centro Studi e Ricerche in Musicoterapia “Notevoli Note” di Agrigento nasce nel 2018 ad opera dei due fondatori Prof. Credo che la musica attraverso queste iniziative riesca a Paolo Padalino e la Prof.ssa Giuseppina Sciacca. Si occupa dimostrare il potere, l’immediatezza e le emozioni che di formazione specialistica in Musicoterapia, interventi la musica può suscitare in ognuno di noi, riuscendo, in un di musicoterapia individuali e di gruppo, realizzazione e periodo difficile come questo, ad annullare le distanze supporto di progetti di musicoterapia presso istituzioni ed a creare una grande unione universale. pubbliche e private, ricerca scientifica. È la realtà più importante e autorevole per quanto concerne la Musicoterapia in Sicilia. Siamo grati a Paolo Padalino per averci gentilmente concesso quest’intervista, nella speranza che le sue illuminanti e 1. La musica può contribuire al benessere psico- confortevoli parole possano essere fonte di luce e coraggio in fisico di tutti noi che stiamo attraversando questo un momento di buio e paura. Siamo speranzosi in un futuro più periodo? roseo e felice possibile, dove la Musica e l’Arte possano essere veicolo di serenità ed emozioni positive. Certo, poiché la musica interviene in aree importanti presenti in ogni individuo come l’area sensoriale, relazionale ed emozionale. Miriam Bissanti 2. Come, secondo te, la Musicoterapia può intervenire a supporto dei vari tipi di conseguenze che possono scaturire da questa situazione di emergenza che stiamo vivendo? In questa situazione di emergenza sono diversi i tipi di conseguenze che possono scaturire quali l’ansia, lo stress, la paura e la depressione. La funzione della Musicoterapia OPERALIFEMAGAZINE Maggio 2020 35
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