Scuola e dintorni 2 - LICEO PETILIA
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Scuola e dintorni
Giornale del Liceo Scientifico, Linguistico e delle Scienze Umane - Petilia Policastro, Cotronei e Mesoraca
Dirigente Scolastica Antonella Parisi Anno Scolastico 2020-2021 Responsabile Giovanni Ierardi
2Scuola e dintorni
Giornale del Liceo Scientifico, Linguistico e delle Scienze Umane - Petilia Policastro, Cotronei e Mesoraca
Dirigente Scolastica Antonella Parisi Responsabile Giovanni Ierardi Anno Scolastico 2020-2021 2
in questo numero
Prima pagina Centenario di Leonardo Sciascia 13/14
GUARDANDO IL MIO OMAGGIO
OLTRE LA PANDEMIA A LEONARDO SCIASCIA
di Antonella Parisi di Luigi M. Lombardi Satriani
3 Centenario di Leonardo Sciascia 15/16
LA SHOAH IL GIORNO DELLA CIVETTA
È UN EVENTO UNICO di Giovanni Ierardi
A cura della II A (Liceo Scientifico di Petilia) IO FACEVO IL BANDITORE
di Silvestro Pulerà
LA LIBERTÀ A UN PASSO
di Caterina Corea SPERANZA E IMPEGNO
di Elena Bertonelli
DA FOSSOLI A PRAGA, CHISSÀ DOVE È ARRIVATA
PER NON DIMENTICARE “LA LINEA DELLA PALMA”?
di Giusy Marrazzo e Vanessa Liberto di Francesca della Ratta-Rinaldi
4/5 Centenario di Leonardo Sciascia 17/18
CIÒ CHE È SUCCESSO IL MIO AMICO NANÀ
di Melo Freni
NON SI RIPETA MAI PIÙ
A cura della V D (Liceo Scientifico di Cotronei)
PREMESSA AL VOLUME DI
MELO FRENI Il senso delle cose
RIFLETTERE E RICORDARE di Leonardo Sciascia
A cura della III B (Liceo Economico Sociale) LETTERA DELLA MOGLIE DI
SCIASCIA A MELO FRENI
6 19
SUPERIAMO L’ARTE DELLA
PREGIUDIZI E STEREOTIPI TRADUZIONE
di Alessia Lechiara di Isabella Fazio e Maria Proietto
7 20/21
MARISA RODANO I liceali petilini insieme al
COMPIE 100 ANNI Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro
La Dirigente Antonella Parisi a Marisa Rodano UN ALBERO PER IL FUTURO
“AUGURI DI BUON 100° COMPLEANNO!”
di Luigi Concio
Marisa Rodano scrive alla Dirigente Antonella Parisi
“VI ABBRACCIO TUTTI”
8/9 22/23/24
Centesimo anniversario di Marisa Rodano: Come un fiore in un deserto
penso quando venne al nostro Liceo
IL FALSO PESSIMISMO
CENTO ANNI DI CONQUISTE DI LEOPARDI
di Mario Bonofiglio di Angela Marazzita
10 25/26
VIOLENZA DI GENERE: LA MERCE IN FORMA
PREVENZIONE E CORAGGIO! VIVENTE TRANSITORIA
di Elvira Tripodi e Martina Pace di Annamaria Rivera
11/12 Centenario di Leonardo Sciascia 27/28
LEONARDO SCIASCIA: MASCHERE E MASCHERINE
UN FOTOGRAFO “ATIPICO” di Luigi M. Lombardi Satriani
di Giulia Nero
In copertina Leonardo Sciascia
In terza di copertina Lavori di liceali sulla Giornata della Memoria
In retrocopertina La senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz
Stampato il 19 febbraio 2021 nella Tipografia DUE L di Mesoraca (KR)Scuola e dintorni Prima pagina
GUARDANDO OLTRE LA PANDEMIA
di Antonella Parisi (Dirigente Scolastica)
“Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un alcuni aspetti valoriali che sono al centro del benessere della
po’…” famiglia e della società.
La nostra vita è un insieme di ricordi ed emozioni “L’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non
che ci permettono di individuare momenti va… si esce poco la sera, compreso quando è festa e c’è chi ha
felici e spensierati, vissuti armoniosamente, e messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra”.
Antonella
Parisi
momenti di tristezza, ansia, paura, incertezza. L’anno 2020 è stato un anno particolare, pieno di eventi di
Le canzoni sono sempre parte integrante di portata mondiale: Il Regno Unito esce dall’Unione Europea; gli
questo processo di ricordi e L’anno che verrà di Lucio Dalla USA attaccano l’Iran, uccidendo Soleimani (generale iraniano)
è una canzone, che, pur avendo qualche riferimento all’epoca con il rischio di una terza guerra mondiale; l’imponente incendio
nella quale è stata scritta, è ancora attualissima e, in alcuni in Australia; la morte di importantissime figure del mondo dello
punti, profetica. L’amicizia, le relazioni sociali, nel testo sport e della politica; il primo lockdown per l’Italia, numero
del cantautore bolognese, sono intese come valore primario dei contagi e dei morti che cresce incessantemente, sanità al
della società, elemento fondamentale… “e siccome sei molto collasso; le immagini drammatiche dei furgoni dell’esercito in
lontano, più forte ti scriverò. Da quando sei partito c’è una
grossa novità”… Anche in quel caso la distanza fisica richiedeva
una comunicazione più energica e la sofferenza per la partenza
dell’amico era compensata da una rassegnazione interiore.
Oggi la pandemia da Covid-19 ci ha portato a vivere una
condizione inedita, sia sul piano personale che nei rapporti
sociali; abbiamo modificato drasticamente pensieri, emozioni
e relazioni in ambito professionale, familiare e sociale,
come se ci trovassimo in una dimensione del tutto alterata
della libertà personale. Ciascuno di noi è stato chiamato
rapidamente a modificare abitudini e a costruire nuove abilità
e nuovi automatismi per adattarsi ad una mutata situazione
sociale. La distanza fisica è diventata distanziamento sociale.
Comportamenti che prima erano consueti, sono diventati
dannosi e vanno evitati per il rischio di essere contagiati o di
essere portatori del contagio.
Tuttavia, un effetto positivo della pandemia che stiamo vivendo
è quello di averci aperto gli occhi su ciò che veramente è
essenziale e indispensabile e ci ha fatto riscoprire il valore delle
piccole cose, dei piccoli gesti che riempiono il cuore. Poco
spesso ci soffermiamo a pensare quanto sia importante e vitale Il cantautore Lucio Dalla (1943-2012)
la realtà che ci circonda, troppo in fretta ci dimentichiamo di fila nel centro di Bergamo per trasportare le bare, le immagini
di Papa Francesco, solo in una Piazza San Pietro deserta, per
la benedizione urbi et orbi, o del Presidente Mattarella solo
all’Altare della Patria a rendere omaggio alle vittime di guerra
e del Covid, il rientro di Silvia Aisha Romano; il Black Lives
Matter; la grave esplosione a Beirut.
Anche per me personalmente è stato un anno particolare
visto che, dal 1° settembre 2020, ho assunto l’incarico di
Dirigente Scolastico, un nuovo ruolo, giunto in un momento
particolarmente complesso ed incerto in ordine al possibile
futuro sviluppo della pandemia Covid-19.
Ho dovuto raccogliere la sfida di guidare una comunità scolastica
e istituzionale in un momento “epocale” anche per la scuola.
Tutti noi, il 24 settembre 2020, al suono della prima campanella,
eravamo consapevoli che sarebbe stato un anno scolastico
diverso, sicuramente il più difficile dal dopoguerra ad oggi. E
la scuola, pilastro della società, è stata pronta ad agire secondo
l’urgenza che la situazione imponeva, contemperando i principi
di precauzione, di proporzionalità e di doverosità dell’azione.
Anche in questo caso l’emergenza Covid-19 ha ricordato
a tutti la “centralità della scuola”, ed ha evidenziato che il
Il filosofo Seneca (4 a.C. - 65 d. C.) Sistema d’Istruzione deve essere una priorità, per cui qualsiasi2 Scuola e dintorni
risorsa si investa sulla scuola non sarà mai una perdita, ma un è uno spiraglio di luce e di speranza per la lotta contro questo
investimento sicuro per l’oggi e per il futuro. “Non ci siamo mai terribile virus e, in questi primi giorni dell’anno, il piano
accorti così tanto dell’importanza della Scuola come da quando vaccinale è già partito in tutte le Nazioni del mondo.
siamo stati costretti dall’emergenza sanitaria a chiuderla” - dice E poi il 2021 dovrebbe essere l’anno del Recovery Plan, degli
Massimo Recalcati in un suo recente articolo su la Repubblica interventi nel settore economico messo in ginocchio dalla
in cui parla della nuova generazione Covid. Afferma: “Insegnare pandemia, delle progettualità decisive per il futuro del Paese,
davanti ad uno schermo significa non rivoluzione green, innovazione,
indietreggiare di fronte alla necessità di digitalizzazione, investimenti in
trovare un nuovo adattamento imposto ricerca e formazione.
dalle avversità del reale, testimoniando Il mio auspicio è che i nostri
che la formazione non avviene mai governanti puntino alla realizzazione
sotto la garanzia dell’ideale, ma sempre di nuove infrastrutture per una mobilità
controvento, con quello che c’è e non sostenibile, alla centralità della salute,
con quello che dovrebbe essere e non mediante il potenziamento del Servizi
c’è”. Ho avuto modo di sperimentare, Sanitari territoriali, all’attenzione
l’anno scorso come docente, e all’inclusione e alla coesione
quest’anno come dirigente scolastico, territoriale.
che la DAD, nata nell’emergenza, oggi Che questo 2021 possa davvero far
ribattezzata Didattica digitale integrata risvegliare l’uomo, possa scuotere gli
(DDI), può diventare un’opportunità animi, possa cambiare un mondo, in
per scoprire validi processi di cui ciascuno di noi, nel suo piccolo, è
insegnamento-apprendimento e, pur chiamato ad adoperarsi, impegnandosi
nella consapevolezza che nulla può in prima persona.
sostituire appieno ciò che avviene, E, nonostante tutto il grigio dell’anno
Testa di Giano bifronte
in presenza, in una classe, anche precedente, si esalti la voglia alla
con la DDI si è comunque potuto dar vita a un “ambiente di vita, al sogno, al continuare ad esser presenti a se stessi e per
apprendimento” nuovo e stimolante. gli altri (vedi amico mio / come diventa importante / che in
Ed ancora il testo di Lucio Dalla parla da sé e scatta così un questo istante ci sia anch’io) contro ogni paura, debolezza
tempismo incredibile con la situazione che stiamo vivendo: i e indifferenza altrui, in cui si integra un’importante lezione
sacchi di sabbia vicino alla finestra rappresentano la paura, la che viene catturata un attimo prima della fine dell’anno ormai
quale, però, non riesce ad uccidere l’immortale speranza che, con vecchio, inteso come un momento di rivoluzione personale:
l’arrivo del nuovo anno, tutto possa cambiare “Ma la televisione accettare il mondo per quel che è, ma non subirlo, bensì
ha detto che il nuovo anno / porterà una trasformazione”, cercando di farlo ruotare in un moto più armonioso e giocoso
in quello che è un miscuglio di illusioni e bisogno di affetto, (L’anno che sta arrivando tra un anno passerà / io mi sto
di abbracci, di calore familiare, di amore e di sicurezza, non preparando, è questa la novità).
solo durante le ricorrenze (sarà tre volte Natale e festa tutto il Il domani non si attende ma si prepara, ma il domani può
giorno), ma per tutto l’anno, e che sia fruibile per tutti, a partire attrarre e può far paura. Bob Marley diceva “Non aver paura
dai più sfortunati. del domani, perché in fondo oggi è il giorno che ti faceva paura
L’anno nuovo è arrivato anche per noi e si spera di cancellare ieri”.
i ricordi dolorosi e amari Sospeso fra due impulsi
delle perdite subite, di ugualmente irrazionali
un’esistenza sofferta ma, – la paura e la speranza
per tanti altri, ricompensata – l’uomo deve affrontare
dall’enorme dono della una sorta di scommessa
vita. pascaliana: e, anche se
E Gennaio diventa il la paura è talvolta più
mese della speranza. persuasiva, deve scegliere
Per gli antichi romani comunque la speranza.
il mese di gennaio era È quello che diceva il
il simbolo di un nuovo filosofo Seneca all’amico
inizio, significativamente Lucilio poco meno di
incarnato nel dio Giano: Infermieri, medici e operatori sociosanitari ricevono i primi vaccini allo Spallanzani duemila anni fa:“Nulla
divinità con una doppia sembra più certo di quel
faccia, capace di guardare contemporaneamente al passato e al che ci fa paura; ma è molto più vero che le cose temute
futuro, padre del creato e custode della città in tempo di guerra. svaniscono e quelle attese ci ingannano. Osserva bene paura
È da lui, e dal suo affascinante mito, che nasce il nome che e speranza, e ogni volta che sarai nell’incertezza, fatti un
utilizziamo ancora oggi per il primo mese dell’anno. favore: abbi fiducia in ciò che ti fa sentire meglio. Anche se
Periodo di passaggio e mutamento, speranza per il futuro il timore dovesse avere più argomenti, tu, comunque, scegli la
profondamente radicata nel passato: il mese di gennaio è sempre speranza”.
stato, da un certo punto della storia in poi, carico di significati
simbolici e sentimenti ancestrali che accompagnavano * Estratto dal numero 3 del mese di gennaio di
l’avvicendarsi delle stagioni e degli anni. “Diccica: Fatti sull’orlo del precipizio” giornale a cura della Proloco Siberene.
Con il mese di gennaio è arrivato il vaccino anti Covid-19 cheScuola e dintorni 3
Il valore della memoria
LA SHOAH È UN EVENTO UNICO
A cura della II A (Liceo Scientifico di Petilia)
Il 27 Gennaio il Liceo Scientifico “Raffaele storia; non accettare questa “normalità” che
Lombardi Satriani” ha partecipato a una tanti, allora accettarono. Si potrà obiettare
diretta di “Sale Scuola Viaggi” dedicata che la storia dell’umanità è una catena
alla commemorazione della giornata della ininterrotta di sangue, dolore, orrore, terrore; Caterina Corea
Memoria. che popoli sterminano altri popoli da quando
La diretta ha consentito a tutti noi di fare esiste l’uomo; e per restare ai nostri tempi: i LA LIBERTÀ A UN PASSO
una visita, seppure virtuale, nel campo di crimini staliniani, quelli della Cina di Mao; di Caterina Corea
Fossoli, un campo di concentramento, oggi e poi Srebrenica, i macellai alla Slobodan Classe II A
in possesso del comune di Carpi, in provincia Milosevic, Ratko Mladic, Radovan Karadzic;
Ecco...
di Modena. La cosa che ci ha maggiormente i massacri di Pol Pot in Cambogia; quelli
colpito è che per molti anni Fossoli è stato in Ruanda, gli stermini ignorati in Africa; L’ultimo fiore è spuntato
dimenticato, forse perché è stato un luogo di Aleppo … Tutto vero, tutto giusto. dentro al dolore, alla penombra,
transito, dove si sono incrociati tanti diversi La Shoah, però, è un evento unico. Non si dentro ad un recinto che non lascerà mai.
destini e tante storie di deportati. Ma è stato vuole stabilire una gerarchia del dolore, una Il suo colore giallo
comunque un luogo del terrore, un’anticamera classifica dell’orrore più orrore di un altro. Il mi trasmette serenità, pace,
dell’inferno. Lo stesso Primo Levi, scrittore fatto è che mai, nella storia dell’umanità si felicità.
italiano testimone della Shoah, è passato nel è progettato con freddezza e determinazione,
Ecco...
Campo di Fossoli, come testimonia questo lo sterminio di un popolo in quanto tale.
suo componimento: Il tramonto di Fossoli Io Mai si è pianificata questa eliminazione, Una farfalla bianca,
so cosa vuol dire tornare / Attraverso il filo studiando e cercando le formule dei gas più che vola sui fili spinati,
spinato / Ho visto il sole scendere e morire “efficaci”, progettando i ghetti nelle città libera.
/ Ho sentito lacerarmi la carne/ Le parole occupate, costruendo i lager, predisponendo Alzo lo sguardo al grigio,
del vecchio poeta / “Possono i soli cadere e la complessa rete dei trasporti. Un orrore ma io io lo vedo blu,
tornare / A noi, quando la breve luce è spenta fatto sistema; è questa la differenza. perché, sì, mi hanno tolto tutto, ma non
/ Una notte infinita è da dormire” (7 febbraio Su questo e su tanto altro, abbiamo riflettuto,
la libertà di immaginare e sognare.
1946). perché, il valore della Memoria non venga
A questo serve il Giorno della Memoria: è un meno anche e soprattutto tra noi giovani, che Sognare la libertà.
riconoscere, non dimenticare questa terribile siamo il futuro dell’umanità. Riavere la libertà.
DA FOSSOLI A PRAGA, PER NON DIMENTICARE
di Giusy Marrazzo e Vanessa Liberto (IV A Liceo Scientifico di Petilia)
Lo scorso Mercoledì 27 Gennaio, riportò il campo all’assetto originale per creare un luogo di
in occasione della Giornata della accoglienza. E i volontari furono i primi a prendersi cura del
Memoria, abbiamo partecipato posto.
all’iniziativa organizzata In seguito, siamo stati in collegamento da Praga e abbiamo
dall’agenzia “Sale Scuola visto la sinagoga Pinkas e il Museo di Teresin. Il primo è uno
Giusy Vanessa
Viaggi” e dalla Fondazione dei luoghi più famosi della città di Praga e oggi rappresenta
Marrazzo Liberto
Fossoli, che ci ha dato la un monumento: al suo interno, sono presenti sulle pareti 80
possibilità di visitare virtualmente il campo di Fossoli e tutti mila nomi di ebrei cechi e moravi periti durante il nazismo,
i luoghi dove si sono verificati gli eventi più terribili che la divisi per famiglie e scritti in ordine alfabetico. Invece, nel
storia abbia mai conosciuto. Museo di Teresin, vi sono rappresentati alcuni disegni di
Fossoli ha una funzione nazionale e una storia europea. In bambini, che un professore nascose dentro una valigia.
questo campo passarono oltre cinquemila È stata un’esperienza interessante
prigionieri, tra cui Primo Levi e molti e molto utile, volta a trasmettere,
oppositori politici. Il campo era così ricordare e raccogliere quei piccoli
diviso: a sinistra vi erano le baracche frammenti di storia che non devono
degli ebrei ed erano precisamente otto; a essere assolutamente dimenticati. Le
destra vi erano gli oppositori politici. Il vicende susseguitesi nel ventesimo
comando veniva gestito da un tedesco e secolo sono state atroci e molto difficili,
da un italiano. Si trattava di un campo di ma è necessario commemorare le
transito successivamente abbandonato; vittime ed è un dovere conoscere la
solo nel 1996 nacque la Fondazione storia che ci precede, per far sì che gli
Fossoli, ossia quando il Comune Un disegno del Museo di Teresin errori commessi non vengano ripetuti.4 Scuola e dintorni
Il Giorno del Ricordo
CIÒ CHE È SUCCESSO NON SI RIPETA MAI PIÙ
A cura della V D (Liceo Scientifico di Cotronei)
Il Giorno del Ricordo, il 10 nell’ultima fase della Seconda
febbraio, è stato istituito al fine di Guerra mondiale e nell’immediato
conservare e rinnovare la memoria dopoguerra”.
della tragedia di tutte le vittime Dobbiamo partire parlando della
delle foibe. Proprio per questo
gli alunni delle classi III, IV e V
del Liceo Scientifico “Raffaele
Lombardi Satriani” di Cotronei
“ Fummo condotti in sei, legati
insieme con un unico filo di ferro, oltre
a quello che ci teneva avvinte le mani
dietro la schiena, in direzione di Arsia.
situazione italiana alla fine della
Prima Guerra Mondiale. Con i
trattati di Parigi del 1919 l’Italia
ricevette i territori austriaci
hanno ritenuto necessario riflettere Indossavamo i soli pantaloni e ai piedi della Venezia Giulia, dell’Istria
e far riflettere sull’avvenimento avevamo solo le calze. Un chilometro di e della Dalmazia e, negli anni a
terribile, taciuto per circa 60 anni, cammino e ci fermammo ai piedi di una seguire, avvenne un processo di
che è il massacro delle foibe. collinetta dove, mediante un filo di ferro, italianizzazione di questi luoghi.
Cosa si intende per “foibe”? Questo ci fu appeso alle mani legate un masso Dal 1922 con l’avvento del
termine ha duplice significato:
1) al singolare, di “buca naturale
tipica dell’Italia del nord-est”; 2)
“
di almeno 20 kg. Fummo sospinti verso
l’orlo di una foiba, la cui gola si apriva
Fascismo in Italia questo processo
di italianizzazione si intensificò
violentemente, attraverso una serie
paurosamente nera.
al plurale, invece, di “fosse comuni di costrizioni ed imposizioni, ad
per l’occultamento dei cadaveri iniziare dall’imposizione della
delle vittime di rappresaglie (Testimonianza di un sopravvissuto) lingua italiana e la cancellazione
militari e di assassini politici, con di tutte le tradizioni slave che
particolare riferimento agli eccidi avevano caratterizzato la società
compiuti dai partigiani iugoslavi in di quei luoghi fino a quegli
Istria, Dalmazia e Venezia Giulia anni. Ciò indurì gli animi dei
RIFLETTERE E RICORDARE
A cura della III B (Liceo Economico Sociale di Mesoraca)
I ragazzi del Liceo “Raffaele Lombardi Satriani” hanno Le vittime furono più di diecimila. Furono uccisi non
commemorato la “Giornata del Ricordo” con una diretta solo fascisti e avversari politici, ma anche e soprattutto
Live da Trieste e dal Carso, i luoghi che hanno visto civili, donne, bambini, persone anziane e tutti coloro che si
consumarsi l’eccidio delle foibe. La diretta è stata opposero alla violenza dei partigiani titini. Le zone colpite
organizzata dall’associazione Sale Scuola Viaggi, che ha furono quelle della Venezia-Giulia e dell’Istria, in cui ad
raccolto testimonianze, filmati e racconti per ricostruire oggi sono state trovate più di 1700 foibe.
una delle pagine più buie della storia italiana, per ricordare I soldati di Tito facevano irruzione di notte nelle abitazioni
le migliaia di innocenti giuliani ed istriani, barbaramente dei civili, caricando sui camion decine di persone alla
trucidati dai partigiani jugoslavi di Tito, tra il 1943 e il volta. Le vittime venivano poi legate l’una all’altra con
1947. Una pagina dolorosa e drammatica, avvolta per lungo corde, fil di ferro, filo spinato e poi disposte sull’orlo del
tempo nell’oblio e nel silenzio. Infatti, solo dopo la caduta precipizio. I primi, poi, venivano fucilati trascinando con
del muro di Berlino e l’autoestinzione del comunismo sé anche tutti gli altri, che spesso morivano dopo ore di
sovietico, nel 1989, qualche debole spiraglio si è aperto agonia. Talvolta, prima della morte le vittime venivano
per riportare a galla, poco alla volta, la verità sulla tragedia torturate e seviziate. Nelle fosse carsiche sono state trovate
delle terre orientali italiane. donne stuprate, uomini evirati, cadaveri decapitati…
Il 3 novembre 1991, il Presidente della Repubblica La foiba di Basovizza, alle porte di Trieste, è divenuta
Francesco Cossiga si recava in pellegrinaggio alla foiba di l’emblema dello sterminio. Non è una cavità naturale, ma
Basovizza e, in ginocchio, chiedeva perdono per un silenzio un pozzo di una miniera di carbone abbandonata, con una
durato 50 anni. Tuttavia, bisognerà attendere l’anno 2004 fenditura di 226 metri, in cui trovarono la morte migliaia di
per l’approvazione della “legge Menia”, con la quale fu persone. Ben 500 metri cubi di cadaveri, successivamente
istituita una vera e propria “Giornata del Ricordo”. Così, ricoperti di munizioni e detriti, rendono l’idea dell’orrore
a partire dal 2005, ogni 10 febbraio in Italia si celebra “Il che si è consumato in questo luogo. Un orrore che non può
Giorno del Ricordo” dedicato alla commemorazione dei e non deve essere dimenticato.
massacri delle foibe e dell’esodo di migliaia di italiani Rinaldo Sidoli ha scritto che “dimenticare e cancellare le
dall’Istria, dalla Dalmazia e dalla Venezia Giulia. foibe è come seppellire la nostra storia” e che “un PaeseScuola e dintorni 5
sopravvissuti alle violenze dei nazi-fascisti, che decisero di
allearsi con il maresciallo Josip Broz detto Tito che guidava
i soldati comunisti Iugoslavi. Dopo l’armistizio del 1943 il
maresciallo Tito assunse grande potere nelle zone italiane ed
è proprio qui che arrestò centinaia di persone innocenti e le
costrinse a rinunciare alla loro italianità. Coloro i quali non
si sottomisero al suo regime furono costretti a scappare nella
stessa Italia, che per molto tempo li trattò come dei profughi,
oppure vennero gettati nelle foibe e morirono di una morte
lenta e terribile.
Furono circa 250 mila gli italiani costretti a scappare e
trai 4 mila e i 6 mila i morti. Soltanto dal 2004-5 la verità
è stata rivelata. Perché ci sono voluti 60 anni per ricordare
dignitosamente questo dramma italiano? Il problema
Il Presidente Sergio Mattarella con la Sen. Avv. Maria Elisabetta Alberti
Casellati, Presidente del Senato della Repubblica, e l’On. Roberto Fico,
Presidente della Camera dei Deputati, in occasione della Celebrazione del
Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo Giuliano-Dalmata
della memoria collettiva divenne problema politico, che
per convenienza venne taciuto! E nel momento in cui la
verità venne a galla, iniziò a dilagare il negazionismo e il
riduzionismo delle foibe! Ecco, caro lettore, cosa vogliamo
evitare. Il 10 febbraio, anzi, tutti i giorni della nostra vita sono
utili per ricordare e dire basta… Dire basta al negazionismo
e alla strumentalizzazione politica dei morti. Ricordare di
difendere la nostra democrazia e i diritti umani. La tragedia
delle foibe è una cicatrice che ci porteremo per sempre
addosso. Ed è per questo che dobbiamo sempre ricordare. Per
Foibe di Aurora Ruberto far sì che ciò che è successo non si ripeta mai più.
senza memoria è un Paese senza identità”. Ma è nostro
dovere ricordare anche affinché simili atrocità non abbiano
più a ripetersi.
FOIBA DI BASOVIZZA
E Primo Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere O tu che ignaro passi
è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le per questo Carso forte ma buono,
coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: fermati ! Sosta su questa grande tomba!
anche le nostre” (Se questo è un uomo). E’ un calvario con il vertice
Abbiamo voluto fare “nostra” la lezione di questi grandi sprofondato nelle viscere della terra.
scrittori e dare il nostro contributo per abbattere la coltre Qui, nella primavera del 1945,
di silenzio che per troppo tempo ha avvolto un capitolo fu consumato un orrendo Olocausto.
tragico della storia della nostra nazione. Perché, laddove A guerra finita!
l’odio e l’orrore hanno la meglio sull’umanità, è sempre Nell’abisso fummo precipitati a centinaia,
giusto fermarsi a riflettere e a ricordare. crivellati dal piombo e straziati dalle rocce.
Nessuno ci potrà mai contare!
Avidità di conquista, odio e vendetta
congiurarono e infierirono contro di noi.
Essere italiani era la nostra colpa.
A gettarci nel baratro
furono torme di invasori,
calati nella nostra terra sotto l’influsso
di una malefica stella vermiglia.
Per viltà gli uomini
non ci hanno reso giustizia.
Ce l’ha resa Dio accogliendo i nostri spiriti,
purificati da tanto martirio.
O tu che, ora non più ignaro, scenderai
da questo Carso,
ricorda, e racconta la nostra tragedia
Andrea nipote di Esuli | 18/04/2010
La Foiba di Basovizza, monumento nazionale6 Scuola e dintorni
Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nelle scienze
SUPERIAMO PREGIUDIZI E STEREOTIPI
di Alessia Lechiara (V A Liceo delle Scienze Umane)
L’11 febbraio, in occasione della “Giornata fallimenti. Grazie ai loro
nazionale delle donne e delle ragazze nelle esempi, sempre più donne
scienze”, gli studenti delle classi quarte e quinte si appassionano oggi
del nostro Istituto hanno aderito all’evento alla scienza e chissà, un
online promosso dall’Assessorato Regionale domani, potranno regalarci
Alessia all’Istruzione in collaborazione con l’Università il risultato e il frutto delle
Lechiara
della Calabria, con l’Ufficio Orientamento e il loro intelligenze brillanti,
Centro di Women’s Studies “Milly Villa”. che potrebbero dar vita a
Ospite d’onore è stata Gabriella Greison, fisica, scrittrice, importanti scoperte.
drammaturga e attrice teatrale italiana. È stato presentato e Attraverso l’incontro, è
commentato uno dei suoi libri più celebri, intitolato Sei donne stato, dunque, possibile
che hanno cambiato il mondo. Le sei storie raccolte nel testo tracciare la storia delle
sono quelle di Marie Curie, Lise Meitner, Emmy Noether, donne nella società e nella
Rosalind Franklin, Hedy Lamarr, Mileva Marić. Sei scienziate cultura scientifica: una
che possono apparire sconosciute a molti, ma che in realtà storia di emarginazione fino
hanno operato negli anni cruciali del Novecento, caratterizzati alla fine dell’Ottocento e in
da guerre terribili, ma allo stesso tempo da progressi scientifici gran parte ancora fino alla
molto importanti. Le sei “eroine” presentate dall’autrice sono prima metà del Novecento.
molto diverse fra loro, accomunate però dall’amore e dalla Ancora oggi,è un luogo
passione per la scienza, dalla curiosità che le ha spinte in un comune consolidato quello
cammino lungo e tortuoso, di cui possono andare fiere, come secondo cui le ragazze
nel caso della chimica polacca che non poteva frequentare siano più inclini allo studio
l’università, della fisica ebrea odiata dai nazisti o ancora della delle materie umanistiche,
matematica tedesca che nessuno amava e stimava, della teorica “credenza” sostanziata
serba messa in ombra dal marito, della cristallografa inglese alla forse dal fatto che, per
quale “rubarono” le scoperte. Le sei donne presentate all’interno secoli, le sole donne
del libro non sono tuttavia le sole donne che si sono affermate nel che potevano accedere
mondo della scienza, ma rappresentano sicuramente sei esempi all’istruzione erano quelle
da emulare, con la loro volontà, il loro interesse, il loro coraggio, rinchiuse nei conventi,
in un mondo ancora del tutto ostile, un mondo che è ancora centri notoriamente legati
Gabriella Greison
molto maschilista nelle sue pretese e nelle sue richieste. Sono alla diffusione della cultura
indubbiamente protagoniste di storie uniche, che non sempre si umanistica. È altrettanto
concludono con un lieto fine o in modo allegro, e questo proprio risaputo, infatti, come, nella maggior parte dei casi, le donne
perché sono storie autentiche, racconti veri, di successi e di messe nelle condizioni di approcciarsi agli studi scientifici
fossero quelle che avevano un padre, un fratello o un
marito scienziato, disposto a condividere le proprie
conoscenze. È, ad esempio, il caso dell’alessandrina
Ipazia (figura celebrata più volte nel nostro Istituto),
figlia del matematico e filosofo Teone, che, grazie alla
sua brillante intelligenza, divenne capo di una scuola
neoplatonica, per poi essere crudelmente uccisa.
Va comunque sottolineato come, ancora oggi, a distanza
di secoli, si registrino pesanti disparità di trattamento
tra donne e uomini nel mondo della ricerca: si pensi
che, nelle università, le ricercatrici sono ormai più
della metà rispetto ai propri colleghi uomini, ma che,
passando al livello successivo, le donne sono meno del
30%. Stando così le cose, il percorso da fare appare
ancora molto lungo: la lotta per la parità non è ancora
del tutto finita! Le uniche strade che permetteranno
a noi donne di superare pregiudizi e stereotipi sono
quelle della costanza, dell’amore per il sapere e della
curiosità: solo così, finalmente, potremo raggiungere i
nostri obiettivi e dare il nostro importante contributo al
mondo della conoscenza, superando steccati e barriere
Illustrazione della Giornata innalzate nei secoli.Scuola e dintorni 7
21 gennaio 1921 - 21 gennaio 2021
MARISA RODANO COMPIE 100 ANNI
La Dirigente Antonella Parisi a Marisa Rodano Marisa Rodano scrive alla Dirigente Antonella Parisi
“AUGURI DI BUON 100° COMPLEANNO!” “VI ABBRACCIO TUTTI”
Gentilissima on. Marisa Rodano, provo una grandissima Cara e gentile Dirigente Parisi,
emozione mentre scrivo. Ringrazio vivamente il professore accolgo con vero piacere gli
Giovanni Ierardi e il Suo amato figlio Giaime per avermi auguri formulati da Lei e
dato questa straordinaria opportunità che mi riempie il cuore dalla Sua scuola per il mio
di gioia e anche di un pizzico di orgoglio. Si, perché mi sento centesimo compleanno. Auguri
Antonella onorata e ritengo di essere una privilegiata rivolgendomi ad tanto più graditi perché mi
Parisi
una Donna la cui biografia potrebbe riempire gli annali della riportano col cuore e con la Marisa Rodano
storia del nostro Paese, un esempio per l’universo femminile intero per le memoria alle due esperienze -
affermazioni della parità e non solo. Una Donna che ha combattuto le più ricche di stimoli e suggestioni -, coordinate dal
grandi e importanti battaglie per l’Italia e lo ha fatto con discrezione e autorità, prof. Giovanni Ierardi, che ho avuto la fortuna
con coraggio e dignità, senza remore alcune. Ciò che mi colpisce di Lei, al di (e la gioia) di vivere presso il Liceo “Raffaele
là dei tantissimi ruoli politici e sociali che ha ricoperto, è il fatto di essere stata Lombardi Satriani” di Petilia Policastro. Gioia
sempre dalla parte delle donne e aver incarnato un modello di equilibrio fra dicevo: nella mia lunga vita di militante ho
vita privata e vita pubblica. Mi ha colpito una volta una Sua intervista in cui sempre creduto che i giovani - le ragazze e
raccontava la sua spinta originaria ad entrare a far parte della lotta contro il i ragazzi - fossero la linfa potenziale della
Fascismo, insieme ad altre donne: vale a dire “la voglia di esserci, di affermare buona politica, soprattutto quando hanno la
nei fatti l’eguaglianza coi maschi, perché non volevate vivere come le vostre ventura di incontrare buoni maestri. I vivaci
madri, spesso frustrate e infelici”. Ma Lei è stata principalmente una moglie dibattiti con gli allievi hanno ribadito questa
che ha amato profondamente suo marito, e madre di cinque figli che sono mia convinzione: il loro entusiasmo genuino,
stati il Suo dono più prezioso. Una combattente, una donna, moglie, madre la loro curiosità per le complesse vicende della
di animo gentile e nobile e di grande umanità. Quale migliore esempio di propria regione, dell’Italia e del mondo, la
vita da offrire ai miei studenti del Liceo “Raffaele Lombardi Satriani” di loro stessa garbata cortesia umana mi hanno
Petilia Policastro che oggi mi onoro di dirigere? Educare alla legalità e alla profondamente segnato e sono ben vivi nel
cittadinanza attiva è da sempre una priorità del nostro istituto per favorire mio ricordo. I due quaderni che condensarono
la riflessione degli studenti sulla necessità dell’azione di contrasto ad ogni quegli incontri ne sono un fedele documento
forma di violenza e di criminalità organizzata, promuovere la riaffermazione e una felice conferma. Di tutto questo - di
dei valori irrinunciabili della Libertà, consentire questi ricordi, di queste
l’acquisizione di una nozione più profonda ed estesa emozioni- non posso non
dei diritti di cittadinanza. L’azione educativa non essere grata al Suo Liceo,
deve essere fine a se stessa, ma deve essere rivolta ai Presidi che L’hanno
anche ad altri aspetti della vita sociale, per migliorare preceduta, ai Docenti,
le opportunità di successo nella società civile, a tutti ai Suoi splendidi
gli studenti, creando sinergia con la classe dirigente allievi e all’intero
e politica, per la realizzazione di una scuola più personale dell’Istituto.
sicura ed efficiente, di una scuola che si apra A Lei rinnovo la mia
all’esterno e si trasformi in osservatorio e servizio gratitudine per il
facendo leva sulle risorse umane, intellettuali e caloroso pensiero e il
ambientali. Il futuro si prepara nel presente e i nostri mio apprezzamento più
giovani studenti, se opportunamente educati oggi, vivo per il Suo impegno
saranno la linfa potenziale della buona politica nella costruzione di una
e della classe dirigente illuminata del domani. È società più avanzata
questa la vera scommessa per fare uscire il nostro e nella formazione
territorio calabrese così difficile e martoriato dalla democratica delle
sindrome del sottosviluppo e della rassegnazione. nuove generazioni, di
Con questo auspicio, e nel bellissimo ricordo delle particolare importanza
Sue due Pregiatissime Visite a Petilia Policastro, in un momento così
ricche di stimoli e suggestioni per tutta la comunità drammatico e in una
petilina, Le rivolgo, i miei personali e, a nome di realtà così complessa
tutti gli studenti, docenti e personale scolastico del e difficile come quella
Liceo Raffaele Lombardi Satriani, i più affettuosi della Calabria.
Mimosa, acquerello di Elena Bertonelli
Auguri di Buon 100° Compleanno! Cordiali Saluti (Cosarte Spazio Creativo di Simona Gloriani –
Con commozione e
e buona Vita! Garbatella, Roma) affetto vi abbraccio tutti.8 Scuola e dintorni
Centesimo anniversario di Marisa Rodano: penso quando venne al nostro Liceo
CENTO ANNI DI CONQUISTE
di Mario Bonofiglio
soffermava su alcune vicende cruciali della storia del ’900.
Mario Bonofiglio Ha studiato al Liceo Scientifico
Io non ho vissuto quella prima esperienza: la nostra classe
“Raffaele Lombardi Satriani” di Petilia Policastro,
avrebbe partecipato all’incontro successivo nel 2011.
è laureando in Ingegneria Civile all’Università
Marisa Rodano, moglie di Franco Rodano, uno “tra i
della Calabria, componente dell’Orchestra di fiati
pensatori politici italiani più robusti e originali”, ha
della Scuola civica di musica “Leonardo Vinci” di
partecipato alla Resistenza ed è stata tra le fondatrici
Roccabernarda, dove è consigliere comunale.
dell’Udi (Unione Donne Italiane) di cui è stata dirigente
Sinceri auguri, signora Rodano! Ogni volta che io penso e presidente nazionale. Prima donna nella storia italiana
alla storia e al ruolo delle donne nel nostro Paese, penso a venire eletta alla carica di vicepresidente della Camera
all’onorevole Marisa Rodano, che è amica del nostro dei Deputati, Marisa Rodano è una figura determinante
Liceo, che la stima profondamente. Desidero aprire la nel quadro della politica italiana e per lo sviluppo della
mia riflessione richiamando alla memoria gli atti di democrazia. Fascino, forza di attrazione, storia, idee,
discriminazione e violenza che ancora oggi, in molti amicizia, onore: si capisce facilmente che è bastato questo
luoghi, le donne patiscono. per stimolare un secondo
Indubbiamente nel corso coinvolgimento, ancora più
degli anni le donne hanno ampio del primo.
acquisito una serie di diritti: Ricorreva il 150° anniversario
oggi sono più istruite, più dell’Unità d’Italia quando
acculturate, più presenti nella la nostra scuola volle
sfera pubblica. Tante sono mostrarci da così vicino la
titolari di piccole imprese storia delle donne del nostro
commerciali e agricole e Paese: la coincidenza con
affrontano con coraggio quell’anniversario contribuì
le difficoltà del mercato. a elevare il prestigio del
Da un altro lato, però, il percorso formativo dal punto
nostro sistema sociale è di vista storico. La prima
ancora caratterizzato da una fase dell’iniziativa è stata
divisione dei ruoli in base al Marisa Rodano riceve una targa del Liceo
l’accoglienza: una bellissima
sesso. Allora è possibile una serata, con noi ragazzi spinti
totale emancipazione delle donne? Io credo di sì. Ci credo dalla curiosità e guidati dalla consapevolezza di avere
perché ho un’idea di società che tenga conto del fatto che la un’opportunità unica, che il Liceo ci offriva. La storia
donna ha una sua specificità, e le differenze rappresentano dell’emancipazione femminile coincide con la storia della
un valore. vita di questa donna, che ne è stata largamente protagonista.
Se oggi posso scrivere quello che penso e dare voce alle E c’era anche il suo nuovo libro, Memorie di una che c’era.
mie idee, lo devo alla mia scuola ed ai
miei insegnanti. Per quanto riguarda
“Cittadinanza e Costituzione”, il nostro
Liceo ha sempre promosso itinerari
formativi che hanno saputo colmare
efficacemente tutti i vuoti che durante un
percorso possono crearsi.
Tra questi momenti si collocano, in
maniera particolarmente significativa
i due incontri con l’onorevole Marisa
Rodano, coordinati dal nostro professore
di storia e filosofia Giovanni Ierardi, e
che hanno profondamente coinvolto ed
entusiasmato gli studenti. Gli incontri
poggiavano sulla lettura di due suoi libri:
del mutare dei tempi” nel 2009 e Memorie
di una che c’era. Una storia dell’Udi nel
2011.
Come mi hanno raccontato alcuni miei
ex-compagni più grandi che hanno avuto
la fortuna di partecipare a quell’incontro, Libri di Marisa Rodano approfonditi dai liceali di Petilia
del mutare dei tempi colpì tutti perché siScuola e dintorni 9
I liceali eseguono l’Inno di Mameli al secondo incontro Marisa Rodano tra (da sin.) il prof. Giovanni Ierardi, il preside Franco
con Marisa Rodano Gentile e il sindaco Dionigi Fera
Una storia dell’Udi, che ha fatto da base al secondo incontro. Quella giornata è stata dunque un importante momento
Nella Biblioteca Comunale quel giorno c’erano studenti e di studio e di riflessione sul tema dell’educazione alla
cittadini e anche il sindaco e l’amministrazione comunale. cittadinanza. Ricordo con quanta semplicità e con quanta
Una giornata speciale, rimasta viva nella nostra memoria: chiarezza Marisa Rodano rispondeva alle questioni e alle
capimmo che eravamo di fronte ad una protagonista della domande che noi studenti avevamo preparato. Del suo
storia del nostro paese, e questa storia veniva esplorata in libro mi colpì e mi stimolò in maniera particolare questo
maniera nuova, diversa da quella tradizionale: intrecciata passaggio: “La verità è che sono spinta a tentare questa
con essa la storia delle conquiste delle donne che ci veniva narrazione perché mi dispiace che vada dispersa la memoria
raccontata in tutti gli aspetti e in tutte le difficoltà da una di una parte importante della storia italiana e, anche, della
protagonista, una persona che l’aveva fatta e l’aveva vissuta mia vita”. La giornata si è svolta grazie alla passione
direttamente passo dopo passo. e alla dedizione dei nostri insegnanti e del dirigente del
Cosa colpiva di più di questa grande donna? Dico la nostro Liceo anche grazie all’impegno di tutti gli studenti:
generosità con cui rispondeva alle domande che le abbiamo quelli che hanno pensato all’accoglienza, quelli che hanno
posto. Ognuno di noi, infatti, ha avuto la possibilità di preparato e fatto le domande, quelli che hanno suonato.
fare delle domande, che riguardavano la storia dell’Udi Io, come tutti gli altri studenti, avevo partecipato alla
e la donna nella società moderna e spaziavano dal ruolo lettura e all’approfondimento del libro, alla sottolineatura
delle donne nelle istituzioni alle differenze nell’azione di dei temi, alla preparazione delle domande. Quel giorno
governo tra uomo e donna e al valore delle cosiddette quote ero tra i suonatori. Abbiamo eseguito l’Inno di Mameli
rosa. Temi di attualità relativi a elementi della convivenza in apertura e in chiusura della manifestazione. Facendo
civile, necessari a ridurre la distanza che divide molti parte di una comunità con una lunga tradizione bandistica,
giovani dalle istituzioni, e quindi il grande tema dello Roccabernarda, io e alcuni miei compagni strumentisti
spazio che i giovani devono avere… E chi può farsi carico abbiamo vissuto quella straordinaria esperienza anche
di questo impegno se non la scuola? attraverso questo impegno particolare. Dirò di più: l’idea
si rivelò feconda, dato che riscuotemmo
un grande successo e questo ci avrebbe
portato a suonare in tutti gli incontri che da
lì in poi il Liceo continuò a promuovere.
All’onorevole Marisa Rodano, donna di
grandi valori, protagonista della storia
e figura leggendaria delle istituzioni,
rivolgo il mio augurio sincero per i suoi
cento anni. Il suo compleanno coincide
anche con i cento anni della fondazione
del PCI. Ricordo con simpatia quando,
rispondendo alla domanda di una nostra
compagna, ci disse che considera “una
fortunata coincidenza” questo fatto.
“Fortunata coincidenza”, perché considero
la storia del PCI una storia di pensatori
e dirigenti dal profondo senso delle
istituzioni e di tante donne e uomini con i
valori nobili di libertà ed uguaglianza: su
questi valori penso che abbiamo l’obbligo
I due quaderni relativi agli incontri di Marisa Rodano al Liceo di Petilia di continuare a puntare.10 Scuola e dintorni
La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne al Liceo Raffaele Lombardi Satriani
VIOLENZA DI GENERE: PREVENZIONE E CORAGGIO!
di Elvira Tripodi e Martina Pace (V C Liceo Linguistico)
In occasione del 25 novembre, sfaccettature. In particolare, la dott.ssa Schipani ci ha mostrato
una data che ha un’estrema quanto sia alto il tasso di violenza tra gli adolescenti, spiegando
importanza, poiché ricorre la come riconoscerla e quali strumenti preventivi usare. Monito
Giornata internazionale contro della relatrice è stato quello secondo cui noi donne dovremmo
Elvira Martina la violenza sulle donne, la nostra accorgerci del pericolo a cui potremmo andare incontro prima
Tripodi Pace
scuola ci ha permesso di assistere che esso si concretizzi. Si è soffermata sulla violenza “da
virtualmente ad un incontro che si è tenuto sulla piattaforma appuntamento” tra adolescenti, ha sottolineato come il partner
Microsoft Teams. Dopo il saluto della Dirigente Scolastica, crei situazioni in cui impone il suo pensiero, non lasciando spazio
prof.ssa Antonella Parisi, che ha sottolineato come auspicio di al confronto, nemmeno in quelle situazioni che potrebbero
tutti sia quello di non dover più parlare di violenza di genere, benissimo risolversi con un chiarimento. È da ciò che nasce
la videoconferenza ha visto il susseguirsi di interventi da parte la violenza psicologica. L’intervento di Maria Esposito ha
di tre esperti (mediati dall’organizzatore dell’evento, prof. invece messo in evidenza la sfera emotiva del bambino in un
Francesco Grano): Giusy rapporto di coppia connotato
Schipani, assistente sociale dalla violenza: nonostante
esperta in criminologia, si trovi in una situazione
mediatore familiare penale, “privilegiata”, poiché
penale minorile e scolastico, non riceve direttamente
il cui contributo si è basato maltrattamenti fisici, il
su quella che è la violenza minore è pervaso dalla
di genere in adolescenza; tristezza e da un senso di
Maria Esposito, psicologa impotenza di fronte agli
e psicodiagnosta, nonché abusi perpetrati sulla madre.
docente presso l’Università Cosa fare davanti ad una
telematica Pegaso, che si è violenza? La via maestra è
concentrata su quelle che caratterizzata da due parole:
sono le conseguenze a livello prevenzione e coraggio. È
psicologico della violenza proprio sulla prevenzione che
sulle donne e sui figli minori; si è incentrato l’intervento di
Gianluca Lumare, presidente Gianluca Lumare, membro
dell’associazione “Educando delle Forze dell’Ordine,
Peter Pan”, specializzato in che si è soffermato sui
materia di violenza di genere, comportamenti da tenere nei
che ha invece incentrato casi di violenza, offrendo
la propria trattazione sul Il Liceo contro la violenza sulle donne importanti riferimenti
(Biblioteca di Petilia, 27 febbraio 2014)
codice rosso, evidenziando alla legislazione vigente e
i riferimenti normativi indicazioni sugli strumenti
che tutelano le donne e telematici di supporto per chi
i soggetti che subiscono subisce violenza. Alla luce
violenza. Quest’ultima è di quanto emerso in questa
una gravissima forma di giornata di riflessione,
discriminazione legata l’invito per tutti è quello di
ad una cultura sessista, essere vigili, attenti, non
che svilisce la donna, ne dando per scontati i risultati
oggettivizza il corpo e ne raggiunti nel campo del
limita l’individualità e la contrasto alla violenza di
rispettabilità. È emerso che, genere. Sarebbe, infatti,
in ogni parte del mondo, una sconfitta cocente
migliaia di donne vivono doverci accorgere un giorno
violenze domestiche, offese, di aver fatto dei passi
abusi sul posto di lavoro e indietro! Il nostro monito
aggressioni da sconosciuti. è dunque quello di stare
Dalle minacce e dagli attacchi in guardia, dal momento
verbali alle aggressioni che la posta in gioco sono
fisiche, dallo stalking allo i diritti inviolabili, sanciti
stupro, la violenza sulle Panchina rossa per dire stop alla violenza contro le donne, inaugurata il 25 dalla nostra meravigliosa
donne ha migliaia di forme e novembre 2020 dalla Commissione Comunale Pari Opportunità di Mesoraca Costituzione.Scuola e dintorni Centenario della nascita di Leonardo Sciascia (Racalmuto, 8 gennaio 1921) 11
LEONARDO SCIASCIA: UN FOTOGRAFO “ATIPICO”
di Giulia Nero (V C Liceo Linguistico)
“Non c’è fotografia che nel giro di pochi anni scrittura e, non a caso, i giochi da lui preferiti consistevano
non diventi bella: per quel che si cristallizza di in materiale di cancelleria. Un curioso fatto che sembrò
nostalgia, di rimpianto, di sentimento personale preannunciare il suo brillante futuro nel mondo letterario fu il
o collettivo. E insomma: perché è un ricordo”. ritrovamento di un vecchio quadernetto, che riportava la scritta
È ironico pensare come, ad oggi, a distanza di “Autore: Leonardo Sciascia” sulla prima pagina. Il giovane
Giulia Nero
cento anni dalla sua nascita nel paesino siciliano Leonardo era anche un accanitissimo lettore e divorava
di Racalmuto, Leonardo Sciascia possa essere così ben definito avidamente qualsiasi libro riuscisse a reperire. Adolescente,
da queste sue stesse parole. Perché le fotografie non sono altro si trasferì con la famiglia a Caltanissetta, dove si diplomò
che attimi, immagini sottratte, prove inconfutabili dei segni presso l’Istituto Magistrale che lo abilitò all’insegnamento
lasciati dal tempo sulle cose, sulle persone e dalle persone nella scuola elementare. Contemporaneamente al lavoro
stesse. Ogni individuo lascia lungo il percorso delle tracce di maestro, iniziò a scrivere per il “Corriere della Sera”,
di sé e del suo passaggio, sotto forme differenti. Lo ha fatto prima di una lunga serie di collaborazioni con riviste quali
anche Leonardo Sciascia, non con la macchina fotografica, ma “Letteratura”, “La Sicilia”, “Il Ponte”, “la Stampa” e “L’Ora”.
attraverso la penna, la testa, le idee, le parole e le azioni. Egli Sempre in questi anni, si avvicinò alla politica. In particolare,
stesso è diventato un ricordo. E non è un ricordo appannato, ma appoggiò e sostenne il Partito comunista, spinto da un forte
vivido. Uno di quei ricordi che hanno influenzato la Storia. Col ideale antifascista maturato già durante l’adolescenza. Venne
tempo ha acquisito un valore sempre più grande e prezioso. anche eletto consigliere comunale a Palermo, carica alla quale
Spinto dall’esigenza di un impegno verso la realtà sociale del rinunciò dopo due anni. Tuttavia non abbandonò così il mondo
suo tempo e dall’amore per la storia - come faceva nelle sue della politica, in quanto venne successivamente eletto come
opere - Sciascia ha finito per assumere il valore che egli dava deputato al Parlamento italiano. Qui si distinse per il suo
a quest’ultima. Un esempio del passato che è sempre valido e profondo interessamento in merito al caso dell’Onorevole
riproponibile nel presente.Per comprendere appieno la persona Aldo Moro, al quale dedicò un’opera, intitolata L’affaire Moro.
dietro al “personaggio”, è bene delineare anche le origini e gli Dopo una vita tanto piena, si spense a Palermo nel 1989 a causa
episodi salienti della sua vita. di una malattia incurabile.
Leonardo Sciascia era il primo di tre fratelli e la sua era una Leggendo le sue opere e conoscendo la sua storia politica
famiglia di umili origini. Il padre lavorava nelle miniere di e ideologica, si può delineare il profilo di un uomo libero e
zolfo e la madre proveniva da una famiglia di artigiani. Fin anticonformista, un combattente estremamente legato ai propri
da piccolissimo iniziava a manifestare la sua passione per la princìpi e alla giustizia, che in più occasioni ha dimostrato di
Leonardo Sciascia alla macchina da scrivere12 Centenario della nascita di Leonardo Sciascia (Racalmuto, 8 gennaio 1921) Scuola e dintorni
voler difendere. Giudice imparziale e razionale del suo tempo,
ha sottoposto a un accurato processo di analisi e critica la
società del Novecento, ponendo l’accento sulla losca gestione
delle dinamiche legate al potere che governava le sue terre
(e che tutt’ora persiste). In molte sue opere, principalmente
nei romanzi gialli Il giorno della civetta, A ciascuno il suo,
Todo modo, Porte aperte, Il contesto, egli parla di mafia,
analizzandola anche da un punto di vista antropologico.
Sciascia riesce così a dimostrare come essa agisca conficcando
i suoi artigli sempre più in profondità, sfruttando l’omertà
dei cittadini e delle istituzioni. Sentimento, quest’ultimo,
generato, nel primo caso, dalla paura, e, nel secondo, dalla
corruzione e dall’ottica del guadagno. A questo punto ci viene Aldo Moro
mostrato un organismo che si estende senza troppe difficoltà in nulla nel suo sistema, nei suoi principi, che necessariamente la
ogni direzione, proprio come i tentacoli di una piovra, e che si porti a non poter combattere la mafia, a imporle una convivenza
muove quasi alla luce del sole sotto “le facce di ciechi, senza con la mafia. Ha anzi tra le mani lo strumento che la tirannia
sguardo”, per citare le parole dello stesso Sciascia. non ha: il diritto, la legge uguale per tutti, la bilancia della
Attorno alla figura di quest’uomo dalla penna razionale e giustizia. Se al simbolo della bilancia si sostituisse quello
impertinente, si è venuto a creare un singolare spettacolo di delle manette come alcuni fanatici dell’antimafia in cuor
luci ed ombre. Egli è stato, infatti, elogiato in moltissime loro desiderano, saremmo perduti irrimediabilmente, come
occasioni e da moltissime bocche sapienti. Tuttavia c’è stato un nemmeno il fascismo c’è riuscito”.
Il Corriere della Sera con l’articolo di Leonardo Sciascia intitolato: “I professionisti dell’antimafia”
momento, in particolare, in cui si è trovato a dover affrontare un Resta il fatto che, dopo la pubblicazione dell’articolo, la
colpo durissimo da parte della critica. Ciò avvenne in seguito sua influenza in ambito politico subì un grave danno, ma,
alla pubblicazione sul “Corriere della Sera” dell’articolo “I nonostante questo, il suo impegno nella lotta contro la mafia
professionisti dell’antimafia”. In tale articolo l’autore criticava non venne mai meno. Ad oggi, nonostante egli non ci sia
l’eccessivo esibizionismo più da ormai trentadue
e autocelebrazione da anni, la sue lotte e il suo
parte di figure istituzionali pensiero continuano a vivere
dell’antimafia che attraverso coloro i quali ne
sembravano utilizzare i hanno fatto un vero e proprio
loro meriti, in questa aspra strumento utile nel presente.
battaglia, per fare carriera. A tal proposito è stata,
L’intento di Sciascia era infatti, fondata a Milano, nel
quello di esortare i diretti 1993, l’associazione “Amici
interessati a non perdere di di Leonardo Sciascia”, che
vista il loro vero obiettivo. mira alla rivalutazione e
Il motivo di tale necessità di riabilitazione meritocratica
critica scaturiva dal suo essere di quest’uomo dalle mille
contrario a qualsiasi metodo sfaccettature, attraverso la
o atteggiamento autoritari, creazione di riviste, collane
temendo profondamente che e numerosi altri progetti,
questi potessero ristabilirsi che possano incrementare
in Italia. La sua replica alle la curiosità attorno alla
critiche fu: “Ma la democrazia sua figura, stimolandone la
non è impotente a combattere Paolo Borsellino e Leonardo Sciascia, in occasione conviviale il 25 gennaio lettura.
la mafia. O meglio: non c’è 1988, riconciliati dopo la polemica sui “professionisti dell’antimafia”Puoi anche leggere