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Acome
AMICI
n° 38 - Aprile 2019
7 ottobre 2018
La festa del Sì
Conferito a Simone Cristicchi
il riconoscimento Leo Amici
Torna in scena SENZA FILI
mimo e danza protagonisti
Stagione al Teatro Leo Amici
gran successo di pubblico
Semestrale d’informazione, arte e cultura dell’Associazione Dare promosso dalla Fondazione Leo AmiciS
Unione Stampa
Periodica Italiana
OMMARIO
Semestrale d’informazione, arte e cultura
acomeamici.it - info@acomeamici.it
Editore:
Associazione Dare
c/o Via Resistenza 1 - 47833 5 L'evento 7 ottobre 2018 - Festa del Sì
Morciano di Romagna (RN)
6 Suggerimenti per un percorso spirituale
Direttore responsabile:
Rosanna Tomassini 10 Tre momenti di preghiera
16 Riconoscimento a Simone Cristicchi
Direzione:
Anna De Persio - Annamaria Bianchini 18 Vi racconto i nostri Sì
Asia Ferri - Francesco Troilo - Luigi Scalbi
22 Festa del Sì - La raccolta
Redazione: 36 A Quarto in scena il musical Chiara di Dio
Monica Mancini
Antonella di Muoio 40 Musical Fremito d'ali
Rita Tedeschi
Sabrina Zavatta 42 Il Piccolo Paese del Natale
Carmela Cannella 49 Da Nord a Sud la Natività è musical
Liviana Pezzi
46 Sedi esterne
dall’Estero:
Ralph Flum (Amburgo) 48 Musical Accadde per strada
Sven Skinner (Lugano) 52 A grande richiesta torna SENZA FILI
Correzione bozze: Antonella Di Muoio 54 Un film per riflettere sul bullismo
Grafiche: 56 L'arte che guarisce
Alessandra Maria Antonelli 58 Come ti presento Socrate
Monica Mancini
Roberto Ferri 61 Ciao...
Coordinamento generale:
Maihri Arcangeli
Stampa:
LOGO PRESS - RIMINI
finito di stampare: aprile 2019
Autorizzazione n° 21
del 25 Settembre 2000
Tribunale di Rimini
Iscrizione al Registro degli Operatori
di Comunicazione n. 17577
Copyright © 2018 by Associazione Dare.
Riproduzione vietata. Tutti i diritti riservati.
2di Rosanna Tomassini
Scientemente la redazione ha messo in fila, in questo numero,
una serie di note, testimonianze, poesie, commenti sulla Festa
del Sì, un percorso dedicato alla riscoperta dei valori, della fede,
dell'amore verso Dio e verso il prossimo.
Un appuntamento che dovrebbe varcare i confini del Lago di Mon-
te Colombo per propagarsi negli ambiti della vita sociale e cultu-
rale di questo Paese. L'Italia è certamente il "Bel Paese" per tutte
le espressioni di bellezza che annovera, lo è anche per le tante
forme di volontariato che esprime, per il proverbiale cuore italico.
In questa nostra nazione sono presenti circa 340 mila istituzioni
non profit (tra cui l'Associazione Dare) e oltre 5 milioni e mezzo di
volontari. Sono i dati forniti dell’Istat nel suo Censimento perma-
nente, presentato il 20 dicembre 2017 e relativi all’anno 2015 (Fon-
te: Passione Noprofit). Secondo l'Istituto nazionale di Statistica il
Terzo settore è in forte espansione: rispetto al 2011 è aumentato
dell’11,6%. Dalle numerose ricerche in merito è emerso che chi fa
volontariato vive meglio. I dati Istat certificano che chi si trova
in condizioni migliori di vita decide di impegnarsi nel volontariato
più frequentemente di chi sta in condizioni meno soddisfacenti,
ma anche che chi fa volontariato migliora la propria condizione
di benessere personale. Appartenere a gruppi o associazioni con-
sente, infatti, di arricchire quella rete di relazioni e di scambi ma,
soprattutto, di fare del bene, di mettere in campo qualcosa per il
bene del prossimo in maniera concreta e non a chiacchiere.
Questa da sempre è stata l'esperienza della Dare, sin dalle sue
origini e fino ad oggi, con una attenzione particolare per i giovani
e per il loro futuro. Se la Festa del Sì nasce con scopi principalmen-
te morali essa è comunque legata all'esempio reale e continuo di
due donne come Daniela Natale e Maria Di Gregorio che hanno
trasfuso nel volontariato fattivo il loro "sì" ai valori della cristiani-
tà e al buon esempio che, in questo senso, Leo Amici aveva dato
e continua a dare.
Come a dire, predendo in prestito una ben nota canzone..."Si può
dare di più, perché è dentro di noi, si può osare di più senza essere
eroi... certo si può dare di più"...certo ...si può dire Sì.
3L’evento 7 ottobre 2018
XXXIII edizione delle Giornate di Solidarietà
FESTA
DEL SÌ
Ogni anno la Fondazione Leo Amici, in collaborazione con l’Associazione Dare, organizza eventi e iniziative in
due date significative: il 7 ottobre, giorno della nascita di Leo Amici, fondatore del Lago di Monte Colombo,
con le Giornate di Solidarietà o Festa della fratellanza dove viene assegnato il premio a lui intitolato;
il 16 aprile, giorno della sua scomparsa, con il Festival della Canzone per Leo.
Questi appuntamenti, inoltre, diventano occasione per riunire in due assemblee statutarie i soci della Dare.
Sono giornate di rinnovato impegno, di accoglienza e condivisione cui partecipano personalità del mondo
dell'arte, della cultura e dello spettacolo, rivolte alle migliaia di giovani provenienti da tutta Italia e dall'estero
coinvolti da Carlo Tedeschi nelle iniziative della Fondazione Leo Amici.
A
nche le Giornate di solidarietà del 2018 hanno vi- realtà di oggi, frutto della nostra esperienza di vita»
sto giungere al Lago di Monte Colombo nume- afferma Carlo: «Un sì da rinnovare in maniera totale e
rosi gruppi provenienti sia dalle sedi distaccate irreversibile, sincera, fino al subconscio, oltrepassando
della Fondazione Leo Amici che da diverse città italiane la barriera di tutto ciò che si è nascosto dentro di noi, per
ed estere con cui proseguono collaborazioni. offrirlo a Dio, affinché lo possa ripulire. Un “Sì” nato con
Tra gli ospiti l’étoile Liliana Cosi, l’attrice Lucia Vasini, il Daniela. Avevamo deciso insieme a tutti, infatti, di lascia-
cantautore Simone Cristicchi e Sua Eccellenza Monsi- re definitivamente ciò che di negativo apparteneva al
gnor Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta. passato, di prenderne le cose positive, tralasciando tutto
Una due giorni densa di incontri ed eventi al Teatro Leo ciò che è stato travaglio e dolore, per aprirci a orizzonti
Amici tra cui l'ultima replica dello spettacolo di Carlo Te- nuovi. Lei ha ripetuto il suo sì tutti i giorni della sua vita.
deschi Notte Gitana, dopo aver registrato sold out per Sono testimone, come voi che l’avete conosciuta, che non
tutta l'estate, il debutto del nuovo spettacolo Lo S...Va- è mai tornata indietro, non ha mai smesso di crescere, non
rietà è giovane che ha inaugurato la stagione teatrale solo umanamente ma anche e soprattutto spiritualmen-
2018/19 e l'assegnazione del Premio Leo Amici. te. Non si è mai fermata e il suo profumo si è intensificato
Tema centrale delle giornate il «SÌ», come aveva voluto sempre di più.
Daniela Natale - prematuramente scomparsa il 3 set- Non rattristatevi per me se Daniela non c’è più perché lei è
tembre scorso - insieme a suo marito Carlo Tedeschi. con me, è impastata nella mia anima e io nella sua, e tutti e
«La festa del sì è un percorso ispirato al carisma di Leo due lo siamo nella grande entità di Leo, in Dio».
Amici, all’esempio di Maria Di Gregorio, ma anche alla
5Suggerimenti
per un percorso spirituale
Ispirato al carisma del maestro Leo Amici e all’esempio di Maria Di Gregorio
CHIAVI PER COMPRENDERE IL PENSIERO DI LEO AMICI
Colui che, aprendo tutte le porte, ha unito i Ragazzi del Lago ai giovani di tutto il mondo
Frasi raccolte dal suo parlare
Il primo verbo che rispetto è la libertà1. Nella ricerca trovi il tuo io e ti conosci.
Volere è potere. L’arma più potente è l’amore2. Man mano che vai avanti, puoi iniziare a scartare
il male.
L’uomo deve corrispondere a se stesso
senza farsi condizionare dagli altri.
Quando arriverai alla certezza di Dio potrai
realizzare te stesso scartando i punti negativi e
La volontà3 è libera. valorizzando quelli positivi.
La vita è un banco di prova.
Ti sentirai utile in mezzo alla società ed ogni cosa
la svolgerai con amore.
Nell’uomo ci sono tutti i perché. Basta voler
ricercare. Ti nascerà la gioia di vivere.
La ricerca è il punto di partenza.
A quel punto, quando avrai terminato il lavoro
su te stesso, il male non ti toccherà più e potrai
Il bene4 e il male sono due materie che si possono aiutare un altro perché sarai un uomo vero.
sentire, toccare e riconoscere: la natura te lo
insegna.
Strappare il nome di Gesù dal mondo
significherebbe, per l’uomo, cadere in un abisso di
Lo vedi se sbagli. male.
Nella natura ci sono migliaia di espressioni di Dio. Gesù trionferà.
(vedi Vademecum Andiamo, vie’ con me!, I Ragazzi del Lago – Edizioni Dare)
6Aiutando il prossimo a risolvere ogni difficoltà e sostenendo ogni fragilità, Leo Amici, fondatore del
Piccolo paese fuori dal mondoa, ha percorso la strada tracciata da Gesù.
Chi lo ha seguito ha iniziato a sua volta.
Egli l’ha indicata come unica possibilità per chi voglia assumersi la responsabilità5 di un’impresa ardua
a servizio di Diob.
La strada tracciata da Gesù
ve l’ho asfaltata.
Leo Amici
Tanta è stata la fatica del maestro Leo per asfaltare quella strada!
Il percorrerla, la scelta di vivere nel bene e la crescita spirituale, lottandone gli impedimenti,
sono cosa seria.
La ricerca e la conseguente elevazione sono il punto.
Una fiamma ti si è accesa per Iddio che hai sentito.
Ma la devi alimentare con la pace6 e con l’amore.
Devi dare tutto quanto al tuo prossimo con il cuore.
Non ti devi appartare e nemmeno esiliare,
che saresti egoista7 e non saresti altruista.
Con la fedec che acquisisci non ti devi vergognà8.
Non ti devi risentire con l’offesa e la calunnia,
con la calma9 e l’umiltà10 devi tutto annullà.
Con gli insulti che ricevi ci corazzi la tua fede,
col tuo viso sorridente devi dar tanta bontà11
ed il tuo comportamento il tuo prossimo ha da notà.
Devi vivere beatamente stando in mezzo alla società.
Tutto questo quando avviene?
So' parole, non so' fatti!
Sono mete da arrivare e c’è tanto da sudare,
se si suda veramente col volere e co' la mente,
è gioioso poi dire che Iddio puoi servire.
E spero al più presto che capite tutto questo,
resto solo a guardare, aiutandovi a sfondare.
Leo Amici
a: Così poeticamente definito dal suo fondatore, è oggi sede della Fondazione Leo Amici. Le strutture, utilizzate per scopi umanitari,
sono state realizzate dal 1982 dall’Associazione Dare attraverso il volontariato dei suoi associati.
b: Tutto si rompe, tutto si frantuma, tutto si distrugge, ma nulla finisce. Se non finisce non ha creazione, se non ha creazione è eterno,
se è eterno tutto passa attraverso il tempo, tutto si unisce, si modella e si perfeziona. Se si perfeziona è voluto, se è voluto è ragionato,
se è ragionato c’è un cervello, se c’è un cervello è una potenza: Dio… Supremo. Leo Amici
c: La fede deve essere sentita, ragionata, toccata con mano. Sentita attraverso le Sue espressioni, toccata attraverso le Sue evidenze.
Se manca uno di questi tre elementi non è più certezza. Leo Amici
7INDICAZIONI PER RIFLETTERE
Lottare il maled. Agire, ma senza giudicare14 un fratello15
che ha sbagliato; l’amore non giudica,
Rinunciare al proprio comodo, a qualunque
guarisce, non lascia ombre di sciagura.
pretesa, alla supremazia.
Non deve esserci fretta nel compiere azioni nell’opera
Attingere alla gratitudine per migliorarsi.
(a servizio di Dio), serve compierle!
Senza fingere che nulla sia successo, rialzarsi dalle
Quando ci si stanca, è perché ci si muove per dovere, non
cadute.
per Dio. Nel “dovere” si formano lacune che hanno, come
Scegliere umiltà, lealtà, accettazione12, ubbidienza. conseguenza, la distanza nella comunicazione.
Ogni giorno dare il massimo di sé. Essere responsabili significa agire nella fratellanza e
insieme portare risultati al proseguimento della
Tramutandolo nella sceltae, dalla quale Quando un missionef, senza la fretta di essere i primi.
attingere la forza13, scacciare
uomo tira fuori i suoi Per arrivare a questo serve la
il dolore delle proprie
mancanze. valori, e li riconosce, diventa bontà.
un ingranaggio vivente.
Se non li tira fuori, e non li
riconosce, li soffoca.
Leo Amici
VITA QUOTIDIANA
Agire con pacatezza, senza giudicare, senza astio, ma
con la responsabilità di concludere senza lasciare traccia di
mancanza d’amore.
Affrontare situazioni con calma è attirare Dio.
Ascoltare il prossimo, anche nelle sue pretese, portandolo ad una svolta di bene.
Donare pazienza16 è contraccambiare l’amore che Dio ha per noi.
Quando sei nella benevolenza di Dio non abusare della posizione, dai il tuo massimo perché
Dio ne possa beneficiare.
Non puoi definirti buono se prima non riconosci le tue mancanze per tramutarle in fatti positivi.
Non pretendere di passare inosservato agli occhi di Dio quando affondi la scelta donata a Lui,
sprofondando la coscienzag nel tuo comodo.
Rialzarsi è riconoscere per scegliere definitivamente con fedeltà17.
Creare un nucleo di fraternità per legarsi alla catena della gara di pronto soccorsoh.
Accogliere le conseguenze della vita con accettazione, senza ribellarsi o sentirsi
abbandonati dall’essenza divina.
Non pretendere la benevolenza altrui ma, ad ogni gesto di bene ricevuto, ricambia
con la saggezza18 dell’amore, così che resti nei cuori il respiro di Dio.
Educare i bambini, colmandoli dell’amore di Gesù, abituandoli,
anche se piccoli, ad un comportamento buono, per far
affrontare loro il mondo futuro con l’innesto procurato
dai genitori.
8LEGENDA
Definizioni di Leo Amici dei componenti dell’essere umano
1 - Libero è colui che non si lascia condizionare dalla 9 - La calma è un fermo del gruppo di nervi, frenato da
società e che espone a cuore aperto tutti i suoi principi. un determinato bene acquisito.
2 - L’amore è un alone trasparente molto fine, di una 10 - L’umiltà è una prassi della fede che manifestandosi
bellezza indescrivibile, con una sensibilità molto forte. sgretola il proprio io, portando l’essere anche alla
È composto di sei colori: nero, giallo, bianco, rosso, sottomissione.
azzurro e celeste.
11 - La bontà è un rilascio di tutte le membra che
È di un bene quasi assoluto che emana radiazioni dolci emanano un certo temperamento di calore, dando al
in tutte le membra del corpo e che ha eliminato tutti i cuore pulsazioni molto calme che respinge tutti i punti
residui e che fa assaporare piaceri, soddisfazioni, gioie, negativi, rapportandolo ad offrire anche il suo desinare.
sollievo, che si può intaccare o distruggere solo con la
gelosia. 12 - L’accettazione è una fede salda che rende la
personalità umile, che risponde con un sorriso e amore
3 - La volontà è un muscolo voluto da una densità di anche davanti al falso.
volere o non volere.
13 - La forza è una tensione muscolare tenuta su
4 - Il bene è un alone di materia sprigionato dall’anima basamenti validi che molte volte l’uomo ne abusa.
che con l’aiuto della volontà elimina tutte le parti
malefiche interne, emanando esternamente un 14 - Il giudizio è un consulto intellettuale che corrisponde
profumo di dolcezza, di armonia e un accostamento di con tutti gli organi principali, con un procedimento del
fratellanza. fatto portato al vivo che potrebbe rimanere illeso.
5 - La responsabilità è una linea sentita trasmessa al 15 - La fratellanza è una fusione di persone che
cuore con un impulso intellettuale che assimila tutte si assorbiscono le sostanze della comprensione
le constatazioni che avvengono di fatto, assumendo la avvolgendosi di un denso e delicato amore.
sua personalità, ci depone tutto il suo io. 16 - La pazienza è una dolcezza dell’intimo che alimenta
6 - La pace è un coordinamento di azioni fuori posto il cuore, somministrando il volere, riesce a tenersi
che ti porta alla comprensione e ti rende socievole. normale, nell’attesa del rovescio.
7 - L’egoismo è una freddezza di coscienza portata da 17 - La fedeltà è una petola della fede, illuminata dal
un fattore di comodo che deprime la sua personalità, cuore, che si acquisisce verso qualcosa cui vuoi molto
che rifiuta anche un aiuto morale a sua madre. bene, o che ami, o qualcuno che ti porta sui veri valori.
8 - La vergogna è una insufficienza di fiducia che 18 - La saggezza è una presa di coscienza giusta,
indebolisce il proprio io influenzandolo ad un rapporto somministrata con il cuore che proietta un intelletto
d’inferiorità. limpido che immagazzina e registra tutte le esperienze,
facendolo godere di un'intelligenza molto fine.
d: Male è tutto ciò che procura male al tuo prossimo. Leo Amici g: La coscienza è l’impronta di Dio nell’anima che di conseguenza è
e: Chi ha scelto veramente non fa nessun proponimento, in quanto la scelta vera cosciente di dove viene e dove andrà. Man mano che registri nel tuo
e definitiva crea un vuoto nell’interno. Quello spazio viene riempito da una pace cervello la verità, conosci te stesso e corrispondi all’anima che già sa, e
ineffabile, e finalmente si evidenzia il proprio sé abbandonando il proprio io. tutto combacia. È per questo che arrivi a Dio. Carlo Tedeschi
Carlo Tedeschi – prosecutore dell’opera di Leo Amici h: Leo Amici affermava che quando succede qualcosa di negativo al
f: La missione è un’opera assillante che ti porta a dare, dare, dare senza stancarsi corpo, gli anticorpi comunicano tra di loro ed ecco che quel dato gruppo
mai. Mai e poi mai pretendere minimamente, benché un sorriso o un conforto per (nucleo) corre alla riparazione e aggiusta perfettamente (a maggior
se stessi. Mancheresti se dovessi chiedere aiuto a Dio o agli altri per una dovuta ragione in un pronto soccorso).
forza per proseguire, ma deve esistere una ferrea accettazione di tutte le sofferenze
morali e spirituali. Si può arrivare a questo con una fede totale di certezza. Leo Amici (Per i battezzati fare riferimento al Compendio della Chiesa Cattolica)
9L’evento 7 ottobre 2018
TRE MOMENTI DI PREGHIERA
La Parola nelle Omelie di Mons. Mario Russotto Vescovo di Caltanisetta
bolla d’aria dall’abisso del mare si librasse verso l’alto:
PERDERE E PERDERSI PER AMORE ogni morte è quella bolla d’aria del respiro di Dio che
è lo Spirito Santo, un frammento del Figlio che torna al
Vespri 6 ottobre 2018
Padre. E il Padre aspetta che ciascuno di noi, fatto Figlio,
si restituisca a Lui. Gesù, infatti, è l’unico che può stare in
Dio, perché viene da Dio ed è sceso per farci Dio in Lui e
tali da poter tornare a Dio Padre.
Il Dio abbassato
Un gioco a perdere
Un pensiero per accompagnare questa serata, che è
stata già ricca di emozioni e di incontri, una serata in cui
Il secondo spunto riguarda la Trinità, che è una realtà
abbiamo ricevuto come consegna la figura di Daniela
teologica molto complessa perché è semplicissima: in
accanto a quella di Maria, sua madre, e di queste due
aritmetica uno più uno fa due, in Dio uno più uno fa tre,
donne insieme e accanto a Leo Amici.
sempre. Ma in Dio-Trinità c’è anche un gioco d’amore
straordinario, che è il gioco a perdere, per cui ama di più
Il testo della Lettera agli Ebrei parla del Dio della pace
chi perde di più e chi pone l’altro al di sopra di sé. Ecco
che ha fatto tornare dai morti «il pastore grande delle
come funziona il gioco: Dio ha il nome più alto, quello
pecore, in virtù del sangue di una alleanza eterna»,
che ha rivelato a Mosè in Esodo 3,14: ‘eyeh asher ‘eyeh,
dunque Gesù è ritornato al Dio della pace.
“Io sono colui che sono”. Questo è il nome più alto, il
nome che nessuno può pronunciare, solo il sommo
Il testo del cantico paolino, tratto dalla Lettera ai Filippesi
sacerdote nel giorno della Purificazione, una volta
cap. 2 che abbiamo cantato in questi Vespri, parla della
l’anno, lo sussurra appena, ma in modo che quasi non lo
venuta del Deus descensus, di questo Dio che discende, di
possa sentire neanche lui perché non si può pronunciare
questo Dio abbassato, di questo Dio svuotato; svuotato
il nome di Dio. Dio viene perciò chiamato Hashem, “Il
fino a farsi nulla. Dio in Cristo si è fatto nulla offrendosi
Nome, benedetto Egli sia”, così gli Ebrei lo chiamano:
come schiavo d’amore - non “servo” ma “schiavo” d’amore
Il Nome. Al di sopra del Nome di Dio non c’è niente e
- nell’umiliazione obbediente della croce; Gesù Dio non
nessuno.
si vergogna di essere umiliato dalle sue creature, per
questo è stato poi esaltato alla destra del Padre o, come
Siccome il Figlio ha amato fino a perdere se stesso,
abbiamo sentito oggi, è ritornato al Dio della pace.
cioè fino a perdersi per amore, facendosi schiavo
nell’umiliazione obbediente della croce, il Padre quale
Vorrei, dunque, consegnarvi due spunti di riflessione, che
premio «gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni
spero suscitino in voi molti interrogativi. Il primo è che
altro nome», anche del suo che pure era invalicabile, il
ogni morte, ogni nostra morte, non è altro che il ritorno
più alto. Dio Padre ha dato al Figlio un nome, un potere
del Figlio al Padre, la restituzione del Figlio al Padre.
più alto di quello che Egli stesso aveva per cui adesso in
Gesù non è del tutto completamente con il Padre fino a
cielo, in terra e sottoterra, è nel nome di Gesù, nel nome
quando l’ultimo uomo, l’ultima donna, non tornerà alle
del Figlio, che si è salvati.
sue origini, cioè al grembo della Trinità. È come se una
10Il Padre ha amato così tanto il mondo - come leggiamo
nel capitolo 3 del vangelo di Giovanni a proposito del
FESTA DEL SÌ… ALLA VITA
dialogo di Gesù con Nicodemo - da consegnare il suo
Messa 7 ottobre 2018
Figlio, ha amato di un amore così alto fino a perdere il
Figlio. Il Figlio a sua volta ha amato di un amore a perdere
al punto da meritare un nome più alto di quello del
Luci vicine
Padre. Non solo, Gesù ha amato così tanto di un amore
a perdere da aver perso anche suo Padre, per cui «il
Festa del Sì, del Sì alla vita, la vita in Dio e con Dio per
Padre mio è Padre vostro, e quando pregate dite: Padre
sempre perché altra strada non abbiamo per essere
nostro…». Queste sono le regole del gioco d’amore che
pienamente felici, per essere pienamente fratelli. È il Sì
dobbiamo imparare dalla Trinità. Amen.
che ha pronunciato Daniela, per la quale oggi vogliamo
pregare in modo particolare e per lei offriamo questa
santa Messa; per Daniela che era una donna compiuta,
una donna completa, che aveva fatto il suo cammino
grazie a Leo Amici, grazie a sua madre Maria e poi grazie
a Carlo.
E mentre ricordiamo lei vogliamo ricordare un Sì speciale
alla vita: il Sì alla vita pronunciato da Dio che ha fatto
dono di una bimba, Luce, a Francesco e ad Eleonora e
subito ha voluto questa “luce” per sé. Oggi avrei dovuto
celebrare il battesimo di Luce e invece viviamo alla luce
del battesimo, il battesimo in Dio di questa bimba che,
con Daniela, è per noi luce vicina che brilla dal cielo e
veglia sul cammino di tutti noi.
E c’è un Sì pronunciato in maniera forte da un’altra
donna: Maria di Nazareth, è un Sì a quel Dio che l’ha
sconvolta, che ha completamente sovvertito i suoi
piani, le sue attese, i suoi sogni. Sognava, Maria, una
vita con Giuseppe, un matrimonio, una famiglia, dei
figli; sognava, Giuseppe, l’amore di Maria. Ma Dio entra
in questi sogni e li sconvolge, per cui Maria e Giuseppe
saranno sposi ma in un modo eccezionale, in un modo
completamente nuovo: saranno sposi nel dono totale di
sé senza nulla pretendere e attendere per sé, vivendo
dunque l’amore di pura perdita, di cui abbiamo parlato
ieri sera.
Il Sì di Maria è stato un Sì maturato nel dubbio, negli
interrogativi, maturato dentro cose impossibili anche da
pensare: Dio in lei si fa uomo, il Creatore si fa creatura, il
Creatore attende e chiede la misericordia della creatura
per portare a compimento il suo piano di salvezza per
tutti noi, per svelarsi definitivamente all’umanità. Tutti
noi, cari amici, abbiamo avuto bisogno della misericordia
TRINITÀ di Albrecht Dürer
11L’evento 7 ottobre 2018
di una donna per essere al mondo, per essere qui: tutti
noi dobbiamo la vita alla misericordia di una donna!
Quindi all’origine del nostro esserci c’è una donna, una
madre. Ecco perché Dio è Padre nella misura in cui è
Madre: la paternità di Dio si esprime nella maternità
della sua misericordia, della sua infinita tenerezza per
noi.
Segno di Dio nella storia
Festa del Sì, il Sì che Daniela e Carlo hanno pronunciato
tanti anni fa, hanno ripetuto ogni giorno e hanno ancora
una volta dichiarato quando Daniela è stata chiamata in
cielo dal Signore. Quel Sì permane, perché è il Sì che fa
dei due una sola cosa, una carne sola; è il Sì dell’unità,
sacramentalmente rappresentata da una coppia di
sposi. Infatti a dire chi è Dio nel mondo non è il Papa,
non sono i Vescovi e non sono i preti o le suore, ma sono
un uomo e una donna uniti in matrimonio. Se Dio è
amore, chi dice l’amore e dunque l’essenza di Dio è una
coppia, un uomo e una donna uniti in matrimonio. Loro
sono il Sì di Dio all’umanità, loro sono il dirsi di Dio nella
paterna maternità del suo sponsale amore.
Se volete sapere chi è Dio non guardate a me Vescovo,
guardate a una coppia di sposi. Se volete sapere come
ama Dio allora guardate pure me, guardate pure
noi, preti, suore, perché noi vi diciamo che Dio ama
MADONNA DEL CARDELLINO - Raffaello - 1506
perdendo l’amore per amore, ama di pura perdita.
Noi vi diciamo qual è il prezzo dell’amore, gli sposi vi
dicono chi è l’amore. Tanto è vero che Gesù sottolinea Mai soli
nel dialogo con scribi e farisei, come abbiamo ascoltato
nel vangelo: «Per questo l’uomo lascerà suo padre, sua Nessuno, quindi, è mai solo. Tutti noi siamo frutto
madre, si unirà alla sua donna e i due saranno uno»; di un amore, tutti siamo frutto di misericordia e mai
in Genesi leggiamo: «E i due saranno verso - come saremo soli. Non solo perché Dio vive in noi e ha
tensione, dunque - una carne sola». Nella Bibbia la detto Sì a noi, ma perché Dio si china su di noi, Dio si
parola “uno” in genere indica Dio: «Ascolta Israele, il inginocchia dinanzi alle creature che amano come ama
Signore è nostro Dio, il Signore è uno», perciò un uomo Lui. Pensiamo all’Onnipotente inginocchiato dinanzi a
e una donna uniti in matrimonio fondato sull’amore Maria Santissima, dinanzi a questa ragazza, con la mano
sono Dio nella storia. tesa e il cuore aperto ad accogliere il suo Sì. Nessuno è
più felice di Dio quando riceve l’elemosina del nostro Sì;
Oggi è la festa del Sì perché Dio ha detto Sì a farsi e noi nella Messa gli abbiamo chiesto l’elemosina.
rappresentare nella storia dell’umanità da un uomo e
una donna uniti nell’amore. E il Sì che viene pronunciato Prima di cantare il Gloria, noi abbiamo pregato dicendo:
da un uomo e una donna è il Sì alla vita perché è festa «Signore, pietà!» e poi: «Cristo, pietà!». In greco è Kyrie,
con Dio. eleyson, che vuol dire: «Signore, fammi l’elemosina».
12Allora Dio si inginocchia davanti a noi e anche davanti morte, nel lutto, nel dolore, nella sofferenza, abbiamo
a voi, bimbi, per chiederci l’elemosina del Sì all’amore qualcosa di nostro da offrire in quanto sacerdoti
e noi, inginocchiati davanti a Lui, gli chiediamo sull’altare dell’amore. Maria è stata sacerdote sull’altare
l’elemosina del Sì del suo amore. Nell’incontro, del Calvario perché ha offerto quella sofferenza a Dio,
nell’offerta di queste due elemosine c’è la nostra gioia, amando di pura perdita l’umanità con l’offerta del
la nostra felicità piena. Figlio. Tutti, perciò, siamo sacerdoti e, amando da Dio,
siamo uno come Dio è uno.
Ogni volta che voi dite Sì all’amore e sapete perdonare
e sapete fare il primo passo nell’amore, voi state Ci aiutino e ci illuminino affinché possiamo capire
facendo l’elemosina a Dio. Se vogliamo far diventare queste cose e viverle ogni giorno Daniela e la piccola
ricco Dio dobbiamo dire Sì all’amore: facciamogli tante Luce, che sono quelle luci vicine che si accendono nel
elemosine e saremo felicissimi, come Maria! cammino, anche difficile, di ciascuno di noi. E così sia!
Solo per amore
Un’ultima riflessione: nel testo della Lettera agli Ebrei IL CORDONE OMBELICALE FRA DIO E L’UOMO
abbiamo sentito che Gesù è stato «reso perfetto dalle
cose che ha sofferto». Questo verbo “rendere perfetti” 8 ottobre 2018
significa in greco e nel linguaggio biblico “consacrare
sacerdote”. Dunque Gesù non è nato sacerdote, non
era un sacerdote, era un laico come tutti voi, ma le La lezione di un non credente
sofferenze e la croce vissute per amore, e solo con
amore di pura perdita, lo hanno consacrato sacerdote. Nella parabola raccontata da Gesù si parla di “un uomo”.
Quando nella Bibbia un personaggio è anonimo vuol
Quindi ciascuno di noi è sacerdote quando, anche dire che quell’uomo può essere chiunque, può essere
attraverso le sofferenze, continua a resistere nell’amore ciascuno di noi. C’è un uomo in viaggio, un uomo sulla
di pura perdita. Non c’è morte che possa impedirci strada attorno al quale si snoda tutta la storia, e ci sono
di vivere questo sacerdozio, perché proprio nella degli altri personaggi.
Santa Messa celebrata da S.E. Mons. Mario Russotto, Vescovo di Caltanisetta
13L’evento 7 ottobre 2018
Innanzitutto i briganti, gente che pensa solo a se stessa Vedere e farsi prossimo
calpestando i diritti altrui, addirittura arricchendosi
alle spalle degli altri. Non è difficile trovare anche oggi La misericordia è il cordone ombelicale tra Dio e noi, è
“briganti”, cioè persone che tendono a spogliare l’altro questo legame che unisce la materna paternità di Dio a
per arricchire se stessi. noi che siamo frutto del suo amore; questo legame ha
Ci sono poi altri due personaggi molto simili, che un nome: si chiama Gesù il misericordioso. Nel vangelo
oggi potremmo definire un prete e un diacono di Luca, al capitolo 7, Gesù entra a Nain, un piccolo
permanente. Essi scendono per quella medesima villaggio, vede una donna vedova, che sta portando
strada, vedono e passano oltre dall’altra parte. Il verbo al cimitero il suo unico figlio morto, «vede e ne ha
greco è antiparelthen, cioè proprio “passare oltre dalla compassione». Gesù è il sacramento di questa materna
parte opposta”, come se, per esempio, vicino a San paternità di Dio che si esprime nella tenerezza. Poi un
Pietro vedessimo un povero, un barbone, seduto sul giorno «vide la folla come pecore senza pastore e ne
marciapiede che chiede l’elemosina e noi, andando ebbe compassione».
proprio in Basilica, passassimo dall’altra parte per
evitare di dare l’elemosina, così la coscienza è a posto Il sacerdote e il levita vedono e non provano questi
perché è lontano, è dall’altra parte. sentimenti, non hanno compassione e passano oltre
Infine c’è questo eretico, il samaritano; i samaritani, dall’altra parte. Apparentemente sono giustificati dalla
infatti, erano considerati dai Giudei eretici, fuori dal Legge, perché la Legge diceva che un sacerdote e un
mondo, tanto è vero che quando vogliono offendere levita non potevano avvicinarsi più di otto passi ad
Gesù, i farisei gli dicono: «Sei un samaritano» e Lui si un ammalato, un cieco, uno zoppo, un lebbroso, un
divertiva a stare con i samaritani perché capiva che moribondo, perché altrimenti contraevano l’impurità e
questi eretici erano migliori di tanti osservanti perché non potevano entrare nel Tempio.
avevano il cuore più puro di tutti gli altri. Ma questi due stanno scendendo da Gerusalemme
a Gerico, hanno già finito il loro turno nel Tempio e a
Gesù prende il samaritano come icona di Dio e crea loro toccherà di nuovo tutt’al più dopo un mese. Essi
scandalo. Questi, infatti, vede, ha compassione, si rappresentano perciò l’uomo in compagnia di se
avvicina, si prende cura di quell’uomo in difficoltà. stesso che cerca giustificazioni fasulle nella Legge per
E siccome si è preso cura di quell’uomo, può a sua tranquillizzare la sua coscienza.
volta ordinare al locandiere: «Prenditi cura di lui». Ma
è la sua testimonianza che diventa esempio e qualifica Il samaritano vede e ha compassione, cioè fa
il suo ordine. Anche il locandiere si prende cura di esattamente quello che fa Gesù. Prima prova questi
quest’uomo, ma lo fa per denaro, per interesse, quindi sentimenti, questo moto di materna paternità verso
non c’è gratuità nel suo agire. quell’uomo, derubato, spogliato, moribondo, ai margini
della strada e poi fa una cosa straordinaria: «si avvicinò».
Il prete e il levita vedono e passano oltre dall’altra parte; il Perde tempo con quell’uomo, dona tempo, dona la sua
samaritano vede e ha compassione, cioè vede e prova un sapienza, le sue arti di guarire: olio come balsamo, vino
sentimento di paterna maternità, perché “compassione”, per le ferite; insomma, si occupa di lui, se ne fa carico,
“misericordia” sono termini squisitamente materni. In paga di tasca sua.
ebraico “misericordia” o “compassione” si dice rahamim
e viene da rehem, che vuol dire “utero materno”, mentre Amare da Dio
rahamim indica anche il cordone ombelicale, quindi il
legame che c’è tra la madre e il frutto del suo utero, del Due sono gli elementi di novità in questa parabola:
suo ventre; una madre nei confronti del frutto del suo Gesù chiede allo scriba chi fra questi tre - il prete, il
grembo prova sentimenti di emozione, commozione, di levita e il samaritano - è stato prossimo di quell’uomo
ansia, di premura, di cura, di tenerezza. e lo scriba risponde: «Chi ha usato compassione». Gesù
14IL BUON SAMARITANO - Van Gogh
però non aveva detto che il samaritano aveva “usato L’altra novità è che il prossimo non è la persona da
compassione”, ma che aveva “avuto compassione”. In amare, non è la persona che incontriamo e della quale
ebraico ci sono due modi per dire “compassione”; il dobbiamo avere cura e compassione: prossimo sono
primo, che in italiano possiamo tradurre con “avere io quando rompo ogni indugio, abbrevio le distanze,
compassione”, è un verbo che nella Bibbia si dice solo mi faccio vicino e amo da Dio. Quindi è dell’Antico
di Dio, solo Dio “ha” compassione, perché ha questo Testamento dire: «Ama il prossimo tuo». Questa
“utero materno”; l’uomo invece “usa” compassione. parabola è una rivoluzione, Gesù sta dicendo: «Ama
da Dio facendoti prossimo, perché il prossimo sei tu,
Gesù crea scandalo perché dice che quell’eretico ama quando provi i sentimenti di Dio e amando da Dio ti fai
da Dio, ama come Dio, ha “avuto compassione”. Questo vicino, ti fai prossimo».
è scandaloso per lo scriba, il quale nella sua risposta
corregge il tiro dicendo «chi ha “usato” misericordia». Buona strada, dunque, ricordandoci che, come dice San
Ma la novità è che noi dobbiamo amare da Dio, Paolo, noi siamo dèi, ma possiamo esserlo realmente
dobbiamo amare come Dio, non abbiamo altra strada. solo se amiamo da Dio!
15L’evento 7 ottobre 2018
Riconoscimento Leo Amici
a Simone Cristicchi
«Continua a battermi il cuore»
Il riconoscimento Leo Amici viene assegnato dall'omonima fondazione ogni anno a
personaggi che si sono distinti nei valori della pace, dell'amore e della fratellanza.
A Simone Cristicchi
C'è, nel mondo, un volto di ragazzo. ma non sceglie mai la contraddizione
Osserva. Scruta. Riflette. con se stesso.
Esprime condivisione, passione, vera umanità. Oggi è qua, portato da un vento di libeccio.
Scorre il tempo Ne ha seguito il profumo.
ed in esso, nulla muta Riconoscendolo.
del suo interno. È lo stesso che avvertiva da ragazzo.
Perchè ama. Quel ragazzo,
Contro corrente. ancora oggi,
Eppure, remando, senza compromessi.
raggiunge lidi di fama e successo, Carlo Tedeschi
16Alla consegna del premio l'artista commenta: «Vi Al mio arrivo sono rimasto molto colpito dalla
ringrazio. Sono molto grato ed emozionato perché scritta Piccolo paese fuori dal mondo ma, dopo
ho conosciuto la figura di Leo Amici. Ci sono aver visto Notte Gitana, credo che dovreste
uomini straordinari che arrivano, in determinati cambiarla in Grande miracolo al centro del mondo.
momenti della storia dell’umanità, per indicare Ho vissuto una giornata meravigliosa e continua a
una strada di bene agli altri, ed è successo in tutto battermi il cuore. Ringrazio tutti gli artisti che si sono
l’arco della storia. Credo nella divinità dell’uomo, esibiti facendomi trascorrere una serata da ricordare.
nell’uomo creatore e nella scintilla divina che è Voglio concludere con un messaggio che, credo,
presente in ognuno di noi e che ci rende artefici sarebbe piaciuto a Leo Amici.
della grande creazione universale. È una bellissima poesia di Walt Whitman:
Respirare l’aria, parlare, passeggiare, afferrare qualcosa con la mano!
Essere questo incredibile Dio che io sono!
O meraviglia delle cose, anche delle più piccole particelle! O spiritualità delle cose!
Io canto il sole all’alba e nel meriggio, o come ora nel tramonto:
tremo commosso della saggezza e della bellezza della terra e di tutte le cose che crescono sulla terra.
E credo che una foglia d’erba non sia meno di un giorno di lavoro delle stelle.
E dico che la Natura è eterna, la gloria è eterna.
Lodo con voce inebriata perché non vedo un’imperfezione nell’universo,
non vedo una causa o un risultato che, alla fine, sia male.
E alla domanda che ricorre “Che cosa c’è di buono in tutto questo?”
La risposta è: che tu sei qui, che esiste la vita, che tu sei vivo.
Che il potente spettacolo continua e tu puoi contribuire con un tuo verso.
(liberamente tratta da Foglie d’erba - Canti d’addio, 1891)
SANREMO 2019: A CRISTICCHI IL PREMIO
PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE
Abbi cura di me ha emozionato l'Ariston e ottenuto
il riconoscimento intitolato a Sergio Endrigo e quello
dedicato a Giancarlo Bigazzi per la composizione
musicale. Il noto cantautore è nato a Roma il 5 febbraio
1977 ed è disegnatore, scrittore, autore e interprete di
monologhi nonché attore teatrale.
Vincitore del Festival di Sanremo 2007 con Ti regalerò
una rosa riceve numerosi premi: Premio SIAE per la
miglior canzone, il Cilindro d’Argento del Festival “Una
casa per Rino” dedicato a Rino Gaetano, il Musicultura
Festival e la Targa della Critica, premio Giorgio Gaber,
Premio Carosone , Premio della Critica di Musica e
Dischi per il Miglior album di debutto, Premio della Sala
Stampa Radio-Tv e il Premio della Critica intitolato a Mia
Martini, Premio Letterario Elsa Morante Ragazzi, Premio
Mogol, Premio Amnesty Italia.
17L’evento 7 ottobre 2018
Vi racconto
i nostri SÌ
Carlo parla ai giovani al Teatro Amici
(Tratto dalla deregistrazione dell'incontro)
...C
i sono dei sì – si ripetono lungo il
pellegrinaggio verso il Padre – che fanno
procedere dando la forza per continuare.
Il mio primo sì è stato quando ero
bambino.
Sentivo l’esigenza di andare in chiesa tutte le mattine
prima di raggiungere la scuola; lo facevo di nascosto dalla
mia famiglia. Andavo a confessarmi e confidavo spesso al
Interno di Daniela sacerdote di sentirmi chiamato dal Signore, di avere un
compito da svolgere e di udire parole precise dentro di
(per i suoi 15 anni) me: «Incontrerai un uomo e lì inizierai la tua missione».
Un’altura Passava il tempo e questo non avveniva, così ho
cominciato a preoccuparmi, ad addolorarmi, ad agitarmi
un’altura ariosa e, dal momento che non accadeva nulla, ho cominciato
un sole splendente a cercare quell'uomo nelle persone intorno a me: il
una densità di pace. mio professore di disegno, un amico regista che mi ha
Un fiore. messo per la prima volta sul palcoscenico, il sacerdote,
mio padre... ma nessuno di loro era quell’uomo. Sentivo
Un fiore sbocciato, aperto.
talmente tanto questo richiamo che a volte dovevo uscire
Il suo profumo ha incominciato ad di casa, ansioso, affannato, giravo tra le strade della mia
ampliarsi. città e mi guardavo intorno, sperando di incontrare questo
È qualcosa che resta benedetto qualcuno…
che resta senza più fine. Una volta, dopo il lavoro, sono salito sulla mia macchina e
improvvisamente ho pensato: “Ah! Ci sei, sei con me!”
Parole, Sentivo, inaspettatamente, un calore e un amore immenso
parole con constatazione di fatto. sconosciuti e, pur dovendomi fermare, temevo che se
fossi sceso dalla macchina quella presenza se ne sarebbe
7 agosto 1979 andata; come poi è successo. La percepivo solamente ma
l’anima mi guidava: è stato come vederlo scomparire in
Leo Amici mezzo alla folla. Sono scoppiato a piangere: non provavo
più quell’amore così intenso! Lo riproverò solamente
18nell’abbraccio di Leo Amici e lì ho collegato tante cose.
Non potevo sapere quel giorno che erano il calore e
l’amore di Dio che mi preannunciavano quell’incontro.
Il mio primo sì dunque è stato dato a Dio: “Sì sono
pronto, se è questo che mi chiedi, sono pronto a
incontrare quest’uomo, a riconoscerlo, a seguirne i passi
per arrivare fino a Te”.
Quando l’ho incontrato, gli ho detto: «Non so chi sei,
non so se sei tu l’uomo che sto cercando, ma lo scoprirò!
Tu per primo, comunque, mi indichi la strada di Dio che
io percorrerò fino in fondo; adesso so in che direzione
andare».
Lo stesso è accaduto a Daniela, a 14 anni. La sua
catechista Marisa, che conosceva bene Leo, le parlava
di Gesù. La cosa più grande che Daniela viveva era: "Se
io fossi vissuta ai tempi di Gesù, lo avrei seguito?" Questo
per lei era un assillo.
Aveva conosciuto Leo all'età di 7 anni. Malata di
broncopolmonite, la madre Maria voleva portarla in
ospedale. Daniela si oppose e le chiese di portarla
da Leo. Dopo 7 giorni fu guarita e riflettè: “Se Leo
contenesse tanto di quel Gesù che avresti potuto
incontrare 2000 anni fa, cosa faresti?”
Bene, dopo aver chiesto il permesso ai genitori, si
trasferì nella sua casa a Civitavecchia per servire i
pellegrini che vi giungevano da tutte le parti per
chiedergli aiuto. È stato il suo primo sì!
Altri sì da parte mia si sono susseguiti dopo aver
conosciuto Leo, in quanto non sono potuto più tornare
indietro: ormai avevo constatato che era vero, sincero,
veramente un uomo di Dio! L’uomo che cercavo e
che mi era stato preannunciato. Era talmente bello
stare con lui! Era amorevole, dolce, e ciò che si creava
intorno a lui mi richiamava l’immagine della bellezza
della trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor!
Io seguivo Leo come Pietro seguiva Gesù, finché
un giorno lui mi chiese se volessi prendere una
totale responsabilità nell'opera: il paese che si stava
realizzando. Me ne sono occupato per togliergli
qualche peso, anche se questo ha significato il
sacrificio di affrontare tante difficoltà ogni giorno.
Nel pellegrinaggio verso il Padre, infatti, ci sono mille Dall'alto: nel 1978 Daniela con Carlo e Leo Amici,
ostacoli. al centro con sua madre Maria
e in ultimo nel 1992 Daniela e Carlo sposiL’evento 7 ottobre 2018
Ad un certo punto, però, ho scoperto che –
come con tutti – il Signore voleva "abitare"
in me e non potevo, dopo averne sentito
la bellezza, dirgli di uscire anche solo per
un attimo, supplicandolo di restarci per
sempre.
Gesù ha bisogno di persone, di corpi per
potersi esprimere nella sua Chiesa e noi
possiamo essere altri Gesù, abbiamo il
dovere di esserlo altrimenti fallirebbe il
nostro compito di cattolici. Non siamo
noi che ci facciamo grandi e allarghiamo
il nostro interno (anche se ogni giorno
abbiamo il dovere di farlo), ma è Lui che si
fa piccolo. Permettiamogli di entrare e di
non uscire mai più!
Lui rimane con noi quando soffochiamo
l’orgoglio, l’astio, l’egoismo, quando non
facciamo più vivere il negativo che, al
contrario, se espresso lo farebbe scivolare
via... La grazia di Dio, dunque, dovrà
inseguirci, Dio corteggiarci e agire in altro
modo per riconquistarci e ripulirci!
Non facciamolo uscire mai, teniamolo
stretto in noi!
Un altro grande sì è stato chiesto a Daniela
per essere mia sposa e similmente a me
per essere padre: non avrei mai osato,
infatti, nemmeno pensare di far diventare
mamma Daniela. Lei era per me come un
tempio sacro dove io incontravo Dio, mi
bastava guardarla per sentirmi in paradiso,
divenuto suo marito mi sono sentito cullato
da Dio…
Il sì di questo momento è di essere suo
sposo, per sempre. Naturalmente il nostro
amore, avendo una sola origine, quella di
Dio, da Lui proviene e a Lui arriva. [...]
Carlo Tedeschi
Carlo e Daniela con il figlio Emanuele
20Dicembre 2018
Se n'è andata prima del tempo. Era la compagna
di Carlo Tedeschi. Insegnava ad alzare gli occhi al cielo
Addio a Daniela, una persona per bene
Dal Lazio è arri-
vata bambina al
Daniela Natale
Piccolo Lago di (7.8.1964 - 3.9.2018)
Montecolombo
MONTECOLOMBO
- Addio a Daniela Natale. Ho visto passare un'umanità
una persona perbene dal sorri- intera in questo posto, creden-
so coinvolgente. Se n'è andata ti e non, ed ognuno ha trovato
prima del tempo lo scorso 3 la sua risposta, l’accoglienza
settembre: lasciando il marito e l‘aiuto di Carlo (prosecuto-
Carlo Tedeschi ed il figlio re dell'opera del fondatore) e
Emanuele. A questi vanno nell’ascolto ha potuto valuta-
aggiunti le migliaia di persone re, scegliere, seguire o colla-
che negli anni sono entrate in borare ma, comunque, ricco
contatto con lei. dell'amore ricevuto, ha potuto
"Viva Daniela!" (120 pagine). proseguire il suo pellegrinag-
È il titolo del bel libro che le gio. Molti giovani qui hanno
ha dedicato Carlo. Si apre. per citare San Benedetto, sanno dal mondo scrive: "C’è un potuto realizzarsi, perché le
il volume. con una luminosa nutrire la mente. Daniela negli posto… il Piccolo paese fuori "regole" sono quelle del bene,
foto. Lei Daniela, vestita con ultimi mesi della sua vita ha dal mondo… È reale, è verità della propria coscienza ma,
un lungo vestito giallo che messo nero su bianco tantissi- vissuta quotidianamente, frutto soprattutto, quelle del rinne-
guarda lontano; alle sue spalle mi pensieri. Commoventi. Uno di pulizia incessante, prima gare il male. Tale esperienza,
una meridiana. Nella pagina si legge nella quarta di coperti- dentro di sé e poi intorno a sé. come se fosse scuola di vita,
accanto. a sinistra. un pensie- na del volume: "Mi trovate nei Senti l‘abbraccio di Dio e puoi ti mette alla prova. Non è una
ro di Carlo per lei risalente vostri occhi, quando userete realizzare i tuoi valori, quelli teoria ma è vissuta in pratica
al 1999. Recita: Strumento / l‘amore io mi specchio lì". Il dedicati a pace, amore e fratel- per poter esternare e realizzare,
voluto / collegato / suonato. libro si apre con il capitolo "La lanza. Non è una comunità ma concretizzare i propri ideali.
/ Melodioso strumento / che sua vita", firmato da Anna; a un “centro di smistamento” Chi ha voluto, lo ha realiz-
vibra nella verità / che l'intel- corredo le istantanee ne riper- (come lo denominò una volta zato grazie alle iniziative che
letto ne è diapason. / Daniela! corrono la vita. il suo fondatore) perché qui sempre hanno animato questo
/ Che sorregge e che ama, / Insieme a Carlo, erede del arrivano pellegrini che cercano luogo, mentre altri hanno
conforta / ...Daniela! / Dà luce. "mondo" del Piccolo Lago di e trovano risposte. perché Dio imparato, ascoltato, portati
/ Vuole amore... / per ricam- Montecolombo di Leo Amici, è stato generoso e ha lasciato per mano nella strada del bene
biarne a mille! Dolce, / si posa Daniela ha stimolato moltissi- segni della sua presenza, del tramite incontri di spiritualità,
in te / l‘anima mia. mi giovani ad alzare gli occhi suo amore e puoi sentirti amato spettacoli di evangelizzazione
Se il marito Carlo ha una al cielo per ritrovare dentro di da Dio, riconosciuto, e quindi e catechesi…”
penna con la magia di raccon- sé il piacere della vita. puoi ascoltarti e scegliere Che la terra le sia lieve‘.
tare storie meravigliose, che, Del Piccolo paese fuori quale sarà la tua strada…
21FESTA
DEL SÌ
La raccolta
« [...] “Festa del Sì” significa porsi di fronte alla vivesse qui e in ognuno di noi e che quella porta
propria coscienza e, quindi, di fronte a Dio. aperta da Gesù fosse spalancata per ognuno».
È Lui che ha regalato il suo abbraccio qui, per Stefano Natale
Vicepresidente della Fondazione Leo Amici
tutti. Io ho trovato in me il rispetto per non
giudicarmi, solo Dio può farlo. Trovate anche
voi, con me, questo coraggio.
Giudichiamo piuttosto il male, così saremo
liberi e più coraggiosi di ascoltare la nostra
anima per dire quel sì che Dio non vede l’ora di
conoscere, a conferma in ognuno di noi.
Ho ritrovato un amico che non vedevo da tanto
tempo e mi ha detto che non poteva non venire
dopo ciò che è successo a Daniela... come
vedete è sempre l’amore che ci muove.
Non si può distruggere l’amore.
Carlo, e con lui Daniela, ha voluto, insieme a
tutti coloro che hanno operato in questo posto
rispettando la volontà di Leo Amici, che Dio
Stefano Natale accompagna al piano Francesco Troilo
...non sarà più come prima...
Carlo, quando mi hai detto: Così lei soffia nell’anima e nel cuore:
«Daniela se ne è andata», pace, amore, invadono e straboccano.
in mezzo a quel dolore immisurabile,
in mezzo alla natura che urlava, Grazie, Daniela!
nell’anima, lampante, una cosa: Mi hai considerato.
la mia vita non sarà più come prima. È questo il mio sì,
poco, povero, non so.
Ansia, confusione, tentazioni…
non potevano più esistere in me! Ma vero, sì!
Poi, sempre tra il dolore e la natura che segna
l’evento storico, dico: Tiziano
«Signore, sarò l’uomo più buono, più paziente
e pacato di questo mondo».
22Il mio viaggio qui... Il mio sì per sempre...
Ancora prima del 7 ottobre
...l’atmosfera di questo posto è straordinaria, pervasa di ho detto il mio sì per sempre.
gioia.
L’accoglienza avuta è sicuramente opera divina e della Invoco il Signore
generosità di coloro che mi hanno ricevuto per la prima perché voglio consegnare le chiavi
volta. È una benedizione essere qui. di quel cofanetto
Tutti camminano nelle tenebre dell’incertezza ed è stato affinché possa essere sua
con ansiosa preoccupazione che ho intrapreso il mio viag-
per sempre.
gio qui. Mi è stato insegnato nel tempo che senza fede in-
ciampiamo, cadiamo, non ci possiamo rialzare, ed è quan- Le mie lacrime siano solo
do siamo soli che abbiamo più paura del buio, ma qui, in lacrime d’amore per il mio Dio.
questo remoto puntino del Tuo generoso pianeta, ho tro-
vato sollievo, ho trovato conforto, anche se straniero ed Lacrime d’amore per Maria
un faro luminoso così forte che nessuna tenebra potrà far onorata di averla conosciuta e di essere
paura a prescindere da quanto grande possa essere, né stata tanto amata da Lei.
potrà impedirmi di vivere la vita che Tu hai creato per me,
per servire nel Tuo nome, e di godere dei tuoi abbondanti Lacrime d’amore per Daniela
e meravigliosi doni. onorata di averla conosciuta e di essere
Ti ringrazio Signore per l’opportunità che mi hai offerto. stata tanto amata da Lei.
Il Lago è qualcosa di diverso da qualsiasi posto abbia mai
visitato prima d’ora. Qua entri in un clima diverso, in un Nulla sussiste se non con Te,
clima di fratellanza, d’amore ma specialmente di pace.
non voglio nulla,
Ti ringrazio Carlo...
... Oggi sono qui per dire il mio sì, un sì sincero che viene solo vivere con Te
dal profondo del mio cuore e della mia anima. Un sì che ogni giorno della mia vita.
varrà per sempre, in qualsiasi circostanza. È la mia anima che lo esige.
Sarò portatore dell’insegnamento che Dio tramanda a te
ogni giorno per tutti i giovani, quelli che stanno al lago e Tu Carlo sei lo specchio
anche quelli dispersi nel mondo... in cui riflettermi.
Non c’è felicità
Aleksey senza l’amore di Dio.
Sabrina
23SÌ
Verso l'amore...
Dedico il mio Sì, e lo voglio colorato…
Il primo colore è quello della libertà.
Mi sento alleggerito dai miei sensi di colpa,
dal passato tiepido gestito lontano dall’amor di Dio. Ora, ciò che non ho fatto,
lo rivedo come una esperienza superata, come se non mi appartenesse.
Il secondo colore è quello della gioia.
La contentezza di sentirmi vivo, rimettendo in gioco,
esplode dal petto sino ad arrivare al sorriso,
è fanciullescamente irrefrenabile.
C’è il colore della volontà.
In essa, il tempo scivola nell’intensità di assaporare,
di essere presente con un fine. Bellissimo.
C’è la pace e il suo colore.
Una quiete dolce dell’anima, quasi silenzio e armonia dei gesti
e anche il bene del corpo.
Questi e altri colori, tutti, mi affiancano a Carlo,
nell’onda di Daniela che sento presente
e mi accompagna, donandomi lucidità mentale e forza di spirito,
chiarezza negli intenti e una grande spinta nell’andare avanti,
verso l’Amore.
Ettore
Mi sono sempre sentito amato da Te tante e più bella della mia vita.
Non potrei mai considerare di vive-
Qualcuno bussa al mio cuore, spin- Nel mio piccolo, e con tutta umiltà, re senza di Te o esistere senza il tuo
ge, poi ancora di più, di più... Ti rispondo. amore, quindi ti confermo un gran-
Sei Tu, Signore mio. Mi sono sempre sentito amato da de Sì.
Tu, che mi hai donato la vita, la pos- Te, fin dall’inizio... Sì alla vita, sì alla gioia anche alle
sibilità di esistere, di ammirare le Le mancanze, gli errori, gli affanni in lotte e alle sofferenze da affrontare
tue bellezze infinite, così tante che questa corsa all’amore infinito non ogni giorno.
non so se riuscirò ad accorgermi di sono mancati, ma resta di fatto che Sì, Signore mio!
tutte. da sempre Tu sei la cosa più impor-
Stefano
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