Granfondo Colnago 2019: LE - NEWS SUI PERCORSI! - Il Discorso

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Granfondo Colnago 2019: LE - NEWS SUI PERCORSI! - Il Discorso
Granfondo Colnago 2019: LE
NEWS SUI PERCORSI!

Col nuovo anno le tanto attese novità in merito ai percorsi
della GF Colnago, evento conclusivo del Colnago Cycling
Festival (5/6/7 aprile 2019), vengono alla luce per soddisfare
la curiosità di appassionati e new entry.

Si tratta ancora una volta, come per le precedenti edizioni,
di due percorsi spettacolari e adatti a tutte le gambe.

Il percorso MEDIO è rimasto pressoché invariato rispetto a
quello dello scorso anno: si confermano i 110 km di lunghezza,
i 1.384 m di dislivello e due importanti salite, quella di San
Michele e quella delle Coste.

Diverse novità, invece, per quanto riguarda il percorso LUNGO
della Granfondo: per la prossima edizione, questo itinerario
non solo costeggerà il Lago di Garda, ma si allungherà fino a
toccare il Lago d’Idro, con un rinnovamento che vi darà la
possibilità di esplorare una tra le località più affascinanti
del territorio della Provincia di Brescia! Novità anche per
quanto riguarda le salite che caratterizzeranno il tracciato:
a precedere la consueta salita delle Coste, ce ne saranno tre
nuove, ossia quella di Navazzo, quella di Valvestino e quella
più dolce di Preseglie. La lunghezza del percorso sarà di 145
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km, con un dislivello di 2.130 m!

In ogni caso, anche per il 2019 si tratta di due percorsi
studiati per essere equilibrati e fattibili per tutti gli
allenamenti, essendo privi di insidie: quello che è certo è
che con i loro panorami mozzafiato sono tracciati che sapranno
soddisfare anche le aspettative dei più esigenti!

In attesa di farvi pedalare fra i sinuosi e rigogliosi colli e
le splendide marmoree montagne che dominano il Lago di Garda,
ci teniamo a ricordarvi l’ULTIMO APPUNTAMENTO con l’apertura
delle iscrizioni per il Colnago Cycling Festival: il 1°
febbraio alle ore 21.00!

Per rimanere aggiornati su tutte le novità del CCF19 e per
ulteriori dettagli sui percorsi visitate il nostro sito e
seguite Colnago Cycling Festival sui social!

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Villa Manin e la grande
musica: Thom Yorke il 17
luglio 2019

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La grande musica internazionale ritorna a Villa
Manin di Passariano di Codroipo. La storica venue, fiore
all’occhiello del patrimonio artistico e culturale del Friuli
Venezia Giulia, ospiterà l’unica data nel Nordest della
parentesi italiana della tournée europea del grande Thom
Yorke.

Thom Yorke, cantautore, polistrumentista, compositore
britannico e storico frontman dei Radiohead, è uno degli
artisti più importanti e influenti del nuovo millennio,
inserito nella lista dei 100 migliori cantanti di sempre
secondo Rolling Stone. Con il progetto “Tomorrow’s Modern
Boxes”,Thom Yorke sarà protagonista a Villa Manin di Codroipo
(Udine) il prossimo 17 luglio, nell’evento organizzato da
Zenit Srl e Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del
FVG, in collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia,
PromoTurismo FVG e Città di Codroipo. I biglietti per questo
nuovo importante appuntamento dell’estate musicale in Friuli
Venezia    Giulia    saranno     in   vendita    a   partire
dalle     10.00     di    venerdì      25    gennaio      sui
Granfondo Colnago 2019: LE - NEWS SUI PERCORSI! - Il Discorso
circuiti Ticketone e Ticketmaster e prossimamente nei circuiti
esteri Oeticket e Eventim. Info e punti vendita
su www.azalea.it .

Thomas Edward Yorke, detto Thom
(Wellingborough, Northamptonshire 1968) è
un cantante e polistrumentista, nonché
voce solista del gruppo rock Radiohead.
Inserito al 66° posto nella lista dei 100
migliori cantanti di sempre secondo
Rolling Stone, suona chitarra elettrica,
acustica e pianoforte, ed oltre alla
straordinaria carriera intrapresa assieme
all’alternative rock band, ha alle spalle
un importante successo da solista, che
vede come album d’esordio “The Eraser”,
uscito nel 2006 e andato direttamente nella top 10 di USA e UK
ricevendo una nomination ai Britain’s Mercury Prize e una
nomination ai Grammy Awards nella categoria “Miglior Album di
Musica Alternativa”. Yorke riceve la sua prima chitarra come
regalo per i suoi sette anni; ai tempi della scuola conosce i
componenti dei futuri Radiohead, lavora come DJ e suona con
altre band di Exeter. Solo nel 1992, grazie ad un contratto
con la EMI, la band muta il suo nome in Radiohead, della quale
Yorke ne diventa cantante e leader. In quell’anno pubblicano
il loro primo singolo, “Creep”, che ebbe un inaspettato
successo mondiale. La loro reputazione cresce in maniera
esponenziale con le pubblicazioni del terzo e quarto album,
rispettivamente “OK Computer” (1997), riconosciuto come pietra
miliare della musica rock degli anni Novanta, e “Kid A”
(2000), in seguito ai quali la popolarità della band
britannica arriva ai massimi livelli. L’approccio sperimentale
alla musica di Thome il suo tocco di malinconia rendono presto
il suo stile inconfondibile e unico, apprezzato in tutto il
mondo. Dal 1998 Yorke intraprende alcuni progetti da solista:
partecipa infatti alla realizzazione di diverse colonne
sonore, tra le quali quelle dei film “Velvet Goldmine” e “The
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Twilight Saga: New Moon”, e collabora con i Drugstore e gli
Unkle. Tra il primo e il secondo disco solista, nel 2009 Thom
Torke fonda insieme a Flea (Red Hot Chilli Peppers), il
produttore Nigel Godrich, il batterista Joey Wronker e il
percussionista Mauro Refosco, il gruppo “Atoms For Peace”,
pubblicando nel 2013 l’album di debutto “Amok”.

Nel 2014 pubblica a sorpresa il secondo album da solista,
“Tomorrow’s Modern Boxes”, prodotto con l’aiuto di Nigel
Godrich. Tra le particolarità delle sue creazioni artistiche,
c’è da ricordare il brano “Subterranea”, composto per una
mostra a Sydney: la cosa sorprendente su di esso è la durata,
di ben 18 giorni, esattamente il periodo dell’esposizione, di
cui nessuno dei minuti è uguale all’altro.

Dopo l’uscita di “Tomorrow’s Modern Boxes” a settembre 2014,
Yorke, Godrich e Barri hanno intrapreso, per tutto il 2015, il
loro primo tour, coprendo Regno Unito, Europa e Giappone. Dopo
la ristampa di Tomorrow’s Modern Boxes nel dicembre 2017 su XL
Recordings, il trio ha debuttato negli Stati Uniti, esibendosi
nei teatri di Los Angeles e Oakland e ha preso parte al Day
For Night Festival di Houston. L’ultimo suo progetto,
“Suspiria”, uscito l’ottobre scorso, contiene 25 brani
composti per il film omonimo di Luca Guadagnino. Il singolo
“Suspirium” viene premiato come miglior brano originale alla
75esima Mostra del Cinema di Venezia e candidato alle
nomination per gli imminenti Oscar. Nei prossimi concerti Thom
Yorke eseguirà brani dalle sue opere da solista “The Eraser”,
“Tomorrow’s Modern Boxes” e “Atoms For Peace’s Amok” con il
produttore/collaboratore di lunga data Nigel Godrich e il
visual artist Tarik Barri. La combinazione di suoni di Thom e
Nigel e le straordinarie immagini di Tarik Barri hanno
generato elogi in tutto il mondo.

Tutte le foto di Simone Di Luca
Lella Costa 23 gen. Al teatro
Pasolini di Cervignano con
Lettere del cuore di Natalia
Aspesi
La rubrica “Le Lettere del Cuore” di Natalia Aspesi sono state
per trent’anni un appuntamento fisso per i lettori e le
lettrici di Repubblica: ogni venerdì, quelle due pagine
sapevano disegnare nuovi scenari attorno alle storie che gli
italiani confidavano alla celebre editorialista di costume
sulla loro vita privata, intima e relazionale.

Quella celebre rubrica diventa oggiQuestioni di cuore uno
spettacolo interpretato da Lella Costa, con il placet e la
complicità dell’autrice e amica milanese.
Mercoledì 23 gennaio (inizio ore 21) la celebre attrice sarà
la prossima ospite della stagione di prosa del Teatro Pasolini
di Cervignano curata dal CSS Teatro stabile di innovazione
del FVGper l’Associazione culturale Teatro Pasolini, una
stagione realizzata con il sostegno del Comune di Cervignano,
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli.

Lella Costa scorrerà le pagine di quella popolare rubrica per
un viaggio emblematico e spesso sagace e divertente attraverso
la vita sentimentale e intima degli italiani.
Questioni di cuore – che nasce da un’idea di Aldo Balzanelli,
e conta su due influenti collaborazioni come quella dello
stilista Antonio Marras alle scene e di Ornella Vanoni per le
musiche dello spettacolo – racconta le relazioni complesse,
le trasgressioni, le paure, i pregiudizi e i tradimenti delle
italiani e degli italiani attraverso migliaia di storie
d’amore e passione che, incredibilmente, nella sostanza, non
cambiano con il passare dei decenni e l’evoluzione del
costume.

Dalla ragazzina infatuata per un uomo tanto più grande di lei,
alla donna che ama essere picchiata, dalla signora che
s’innamora di un sacerdote, alla moglie tradita e abbandonata,
al giovane che si scopre gay, al maschio orgoglioso della sua
mascolinità. Tutti hanno impugnato la penna (più recentemente
la tastiera del pc) per scrivere a Natalia Aspesi chiedendo un
consiglio, un parere. E le risposte, argute, comprensive,
feroci della opinionista, spesso sono più gustose delle
domande.
A dare voce sul palco a questa corrispondenza, c’è un’attrice
di razza come Lella Costa, ironica e convincente alter ego
teatrale della Aspesi, in un gioco di contrappunti, tra botta
e risposta, che raggiunge tutte le sfumature, i diversi gradi
d’intensità e di intimità.

Informazioni e prevendite sono aperte a Cervignano, Teatro
Pasolini, in piazza Indipendenza 34, con i seguenti orari di
apertura: martedì, mercoledì, venerdì ore 16.00 – 18.00/
giovedì e sabato ore 10.00 – 12.00 – tel. +39 0431 370273
biglietteria@teatropasolini.it

info@teatropasolini.it – www.teatropasolini.it

LA DAMA DI PICCHE Martedì 22
gennaio al cinema Centrale,
in diretta dalla Royal Opera
di Londra!
Il   nuovo   anno   della   Royal   Opera   di   Londra   si   apre
domani martedì 22 gennaiocon LA DAMA DI PICCHE: l’opera – che
comprende alcune delle più memorabili musiche di Tchaikovsky,
con grandiosi cori, intime arie e duetti appassionati – sarà
proiettata al cinema Centrale alle ore 19.45, in diretta live
dal prestigioso palco londinese. Sul podio Antonio Pappano,
direttore musicale della Royal Opera. La prevenditadei
biglietti (intero €12, ridotto €10) è attiva online e presso
la cassa del cinema.

La Dama di Picche racconta la storia di German (Aleksandrs
Antonenko), un soldato senza soldi, ossessionato sia dal gioco
d’azzardo sia dalla bellissima Liza (Eva-Maria Westbroek).
Dopo che German prova a scoprire il trucco della carta
vincente dalla nonna di Liza, la Contessa (Felicity Palmer),
quest’ultima muore per lo spavento e l’ossessione di German si
trasforma in follia.

Mercoledì 30 gennaio in arrivo un altro grande classico, La
traviata di Giuseppe Verdi, nella splendida produzione di
Richard Eyre e con un cast d’eccellenza, che include uno dei
volti più amati della Royal Opera, Plácido Domingo!

Per      maggiori     informazioni      consultare      il
sito              www.visionario.movie,                 la
pagina facebook.com/VisionarioUdine o contattare il numero
0432/227798.
Il Teatro Nuovo Giovanni da
Udine porta i Quadri di
un’esposizione a Berlino con
gli    studenti    dell’ISIS
Malignani
L’opera, realizzata da Vassilij Kandinskij nel 1928 su musiche
di Modest Musorgskij, è stata messa in scena dal Teatro Nuovo
per la prima volta nel 2003. L’ultima ripresa dello spettacolo
sul palcoscenico friulano risale al 2018 a cura degli studenti
dell’istituto friulano.

Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine porterà a Berlino i Quadri
di un’esposizione di Vassilij Kandiskij su musiche di Modest
Musorgskij e lo farà coinvolgendo a tutto campo gli studenti
dell’ISIS Arturo Malignani. Il 24, 25 e 26 gennaio prossimi
infatti, questo spettacolo storico che il Giovanni ha Udine ha
messo in scena per la prima volta nel 2003 debutterà nella
capitale tedesca in occasione delfestival mondiale per il
centenario del Bauhaus.

L’invito a portare i Quadri nel teatro dell’Akademie der
Künste è arrivato al Teatro Nuovo da parte degli organizzatori
del festival che celebra, con una fitta serie di iniziative di
rilievo internazionale, i cento anni dall’inaugurazione della
scuola d’arte, architettura e design fondata da Walter
Gropius, di cui Kandinskij fu uno dei più autorevoli
insegnanti.

L’allestimento dell’opera sarà interamente curato da 15
studenti delle classi quarte e quinte del liceo scientifico di
scienze applicate e dell’istituto tecnico professionale ISIS
Malignani di Udine, sotto la supervisione del direttore
tecnico del Teatro Nuovo Stefano Laudato e il coordinamento
del professor Roberto Verona.

L’avventura dietro le quinte, per questi ragazzi, è in realtà
iniziata poco più di un anno fa quando, nell’ambito del
programma di Alternanza Scuola/Lavoro, avevano partecipato
alla messa in scena dei Quadri in programma al Giovanni da
Udine nel gennaio del 2018: un impegno serrato, fatto di molte
ore trascorse sul palcoscenico per imparare i fondamentali di
un mestiere affascinante, sia per quanto riguarda le
scenografie che le luci, i suoni e i movimenti di scena. Ora,
quegli stessi studenti voleranno nella capitale tedesca per
aggiungere un altro    capitolo   decisivo   a   un’esperienza
formativa unica.

“Siamo felici e orgogliosi che questo spettacolo così
significativo per la storia del nostro Teatro approdi a
Berlino – ha detto ilPresidente della Fondazione Teatro Nuovo
Giovanni da Udine Giovanni Nistri -. E lo siamo doppiamente
perché questo allestimento è il frutto di una collaborazione
proficua fra le istituzioni cittadine in nome di un comune
obiettivo: quello di aprire nuovi orizzonti professionali ai
nostri ragazzi. Ci auguriamo pertanto che questa bella
esperienza sia solo la prima di una serie di iniziative volte
ad avvicinare sempre di più i giovani all’affascinante mondo
del teatro”.

“È un piacere essere stati coinvolti dall’organizzazione di
Berlino nel centenario della fondazione del Bauhaus. Una
richiesta che i nostri studenti hanno saputo interpretare con
un approccio volenteroso nell’apprendere i mestieri del
teatro, che onora noi e la città – ha detto il Dirigente
Scolastico del Malignani di Udine Andrea Carletti – ma
soprattutto che rappresenta il teatro dei giovani per un nuovo
sentire la cittadinanza europea.”
Progetto rivoluzionario di opera d’arte totale, i Quadri di
un’esposizione di Vassilij Kandiskij su musiche di Modest
Musorgskij debuttarono a Dessau nel 1928, nel pieno
dell’esperienza culturale e artistica del Bauhaus: punti,
linee e superfici, le stesse forme geometriche che colorano le
opere del fondatore dell’arte astratta, lasciavano la
bidimensionalità della tela per diventare elementi
scenografici, dando concretezza visiva alla musica eseguita
dal vivo al pianoforte. Nel 1984 un team di scenografi e
registi docenti dell’Universität der Künste di Berlino
capeggiato da Horst Birr ricreò sulla scena lo spettacolo come
saggio degli studenti: i meravigliosi Quadri di Kandiskij
ritornarono così in vita in una versione filologica, per la
quale si recuperò lo spartito originale con le annotazioni di
scena e si utilizzarono gli stessi semplici strumenti teatrali
– stoffe, legno, lampade a incandescenza – impiegati per la
prima rappresentazione. Approdati al Giovanni da Udine nel
2003 grazie alla collaborazione avviata fra l’allora direttore
artistico musica Carlo de Incontrera      e l’Universität der
Künste, i Quadri sono stati riproposti più volte al pubblico
di ogni età in questi ultimi sedici anni, dimostrandone
l’eterna giovinezza artistica e lo straordinario valore quale
laboratorio didattico per imparare i segreti della “macchina”
teatrale.

Trio Mondrian inaugura il
Festival Cameristico 2019
Sarà il Trio Mondrian, il raffinato Ensemble israeliano
composto da Ohad Ben-Ari pianoforte, Daniel Bard violino
e Hila Karnivioloncello, a siglare l’inaugurazione del
Festival Cameristico 2019 promosso daChamber Music Trieste e
diretto da Fedra Florit, di scena dal 28 gennaio al 9
settembre 2019 con nove concerti dei più interessanti
vincitori del Premio Trio di Trieste, che si appresta a
festeggiare la sua 20^ edizione in programma dal 7 al 9
settembre.    “Passione e coerenza” saranno il leitmotiv
del cartellone Chamber 2019, che si apre dunque lunedì 28
gennaio alle 20.30 al Teatro Verdi di Trieste, Sala Ridotto,
con le armonie squadrate e coloratissime del Trio Mondrian,
geometrico nelle sue esecuzioni che al tempo stesso
risuonano eleganti e sensibili, scandite da apprezzatissimi
quadri musicali. Come l’Ensemble aveva subito dimostrato nel
2007, vincendo il Premio Trio di Trieste che ha coinvolto in
20 anni oltre 1500 artisti e 700 complessi cameristici di una
quarantina         di        Paesi        del        mondo.

Pagine dedicate alla musica per Trio saranno al centro del
concerto del Mondrian, selezionate da Ludwig van
Beethoven (Trio in sol maggiore op.1 n.2), Ernst Krenek (Trio
Phantasie op.63) e Johannes Brahms (Trio in si maggiore
op.8). Prevendite abbonamenti presso TicketPoint Trieste, tel.
040 3498276. Dettagli e aggiornamenti sul sito
www.acmtrioditrieste.it.

La Stagione 2019 dell’Associazione Chamber Music è sostenuta
dalla Regione Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura
e da Mibact, Comune di Trieste, Iniziativa Centro – Europea,
Generali, Banca Mediolanum, Itas Assicurazioni, Suono Vivo –
Padova e Zoogami.Sono nove i concerti della prima parte della
Stagione Chamber: nove serate che richiameranno a Trieste “the
best of”, i vincitori di questi 20 anni del Premio Trio di
Trieste, ensemble diventati il meglio della cameristica
internazionale: dall’Ars Trio al Mondrian, da Josef Suk
Quartet al Trio Debussy, dal Trio Gaon al Duo Lavrynenko –
Giuliei

Il pianista Ohad Ben-Ari, il violinista Daniel Bard e la
violoncellista Hila Karni creano quadri musicali sempre
affascinanti: se nel 2007 conquistavano il Premio Trio di
Trieste, oltre al Premio Speciale per la miglior
interpretazione del Trio di Brahms e lo Young Award, subito
dopo si aggiudicavano il Premio del pubblico al Bologna
Festival. Marcello Abbado, noto musicista e compositore
italiano, ha dedicato loro l’opera intitolata proprio “Trio
Mondrian”.   L’ensemble si esibisce in Europa regolarmente,
alternando ai concerti le incisioni discografiche: la prima
registrazione è datata 2008, con opere di Brahms e Dvořák. Ha
poi inciso i trii di Ravel e di Šostakovič presso la casa
discografica olandese “Challenge Records”. La maestria del
pianista Ohad Ben-Ari lo ha portato a tenere recital in tutto
il mondo. Ha suonato come solista con l’Orchestra Filarmonica
d’Israele, l’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese,
l’Orchestra dell’Opera di Monaco e con la Schlezwig-Holstein
Music Festival Orchestra, tra le altre, diretto dalla
bacchetta di Philippe Entremont, Mendi Rodan, Justus
Frantz. Il violinista israelo-canadese Daniel Bard è stato
membro del Metro String Quartet, che ha collaborato con
artisti quali Menahem Pressler, Laurence Lesser e Gilbert
Kalish. Nel 2007 è stato invitato da Tabea Zimmermann a
suonare come primo violino nella Camerata Bern. Si esibisce in
ensemble cameristici in Israele, Europa e Nord America, dal
2009 è spalla delle viole dell’Amsterdam Sinfonietta. La
violoncellista Hila Karni ha iniziato a esibirsi negli Stati
Uniti e in Europa sin da giovanissima. Ha studiato negli USA
con Bernard Greenhouse, che la descrive come “una tra i più
sensibili violoncellisti, musicalmente parlando, e tra i più
virtuosi delle nuove generazioni”. Si è poi perfezionata con
David Geringas a Lubecca e Berlino e si è esibita nei luoghi
clou della musica del nostro tempo – dalla Carnegie Hall di
New York alla Konzerthaus di Vienna, dal Concertgebouw di
Amsterdam alla Megaron Hall di Atene, al Palais des Beaux Arts
di Bruxel, alla Kolner Philarmonie, Wigmore Hall di Londra -
con musicisti quali Boris Pergamenschikow, Ralf Gothoni,
Bernard Greenhouse e Maxim Vengerov.

Nabucco al Verdi di Trieste:
come   la   vogliamo    fare
l’opera?
Il Nabucco in scena al Verdi di Trieste conduce ad un bivio:
se lo si guarda inquadrandolo nel filone degli spettacoli di
onesta tradizione, oleografici – aggettivo stra-abusato quando
all’opera ci si annoia – e “di maniera” non c’è niente che non
vada. C’è un’ambientazione più o meno storica, scene e costumi
sono come uno se li aspetta (che poi cosa ne sappiamo noi
pubblico in sala di come si vestissero i babilonesi nel
settimo secolo a.C.?!), ci sono un cast funzionale e un
direttore che sa far quadrare i conti. Insomma è il più
classico dei Nabucchi di buona provincia.

Però se si osserva la faccenda da un’altra prospettiva, cioè
quella di chi pensa che l’opera sia innanzitutto teatro, le
cose cambiano. Sì, è vero che Nabucco è un titolo
insidiosissimo, è vero che si lavora sempre con frenesia e
tempi stringatissimi, è vero che ci sono mille compromessi da
incastrare, però ci si chiede: perché? Perché non provare a
sbozzare un po’ i caratteri, emancipandoli dalla routine e
dalle secche della tradizione? Perché non esplorare più a
fondo la reciprocità dei personaggi, le loro ombre? Magari
anche a calcare un po’ la mano su quanto c’è di meschino,
violento, vile, ipocrita e, perché no, anche cringe, in
quest’opera. Insomma a smuovere le oneste e ben create
coscienze che vanno a teatro per sentire il “Va pensiero”. E
facciamolo andare, sto pensiero! Facciamolo incazzare sto
benedetto pubblico, prendiamolo a pugni nello stomaco, o
almeno proviamoci! Certo questo è un problema su larga scala e
non riguarda il solo Verdi di Trieste, però il pubblico
invecchia e non è solleticando i capricci della frangia più
reazionaria e ostile alle novità che se ne attira di nuovo.
Foto Fabio Parenzan

Ciò detto, lo spettacolo, prendendolo per quel che è, cioè il
milionesimo Nabucco sword and sandal, funziona discretamente.
Le scene di Emanuele Sinisi rimandano a un’antichità generica
che piace sempre e non scontenta mai, Danilo Rubeca che
riprende e rimonta la regia di Andrea Cigni ha diversi meriti
(uno su tutti: spazza via certi topoi del melodramma
cabalettaro) e qualche limite, ma soprattutto c’è una
direzione musicale molto buona. Christopher Franklin non è un
volto nuovo per il pubblico triestino e dà prova, ancora una
volta, di cogliere nel segno indipendentemente dal repertorio.
Tiene bene insieme palco e orchestra, cura narrazione e
sonorità, è vario, pulito e serrato il giusto. I complessi del
Verdi sono in ottima serata, così come il coro, preparato da
Francesca Tosi.
Foto Fabio Parenzan

Giovanni Meoni è un protagonista di consumato mestiere che,
pur con mezzi non troppo accattivanti, dice, accenta e sfuma;
in definitiva porta a casa un Nabucco coerente e convincente.
La Abigaille di Amarilli Nizza parte male nel primo atto, si
tira di qua nel secondo e va crescendo dal duettone in avanti.
Alla fine la sfanga anche se non entusiasma. Gran musicista e
cantante, Nicola Ulivieri non trova nella scrittura di
Zaccaria il terreno più fertile per esaltarsi: meglio i
momenti più lirici (la preghiera), un po’ meno quelli che
sollecitano gli estremi della tessitura.
Bravissima la Fenena di Aya Wakizono che è bella e sa muoversi
e cantare, così come convince l’Ismaele di Riccardo Rados: le
qualità ci sono e sono notevoli, ma vanno ancora un pelo
rifinite.

Positivo l’apporto di tutti i comprimari: Abdallo (Andrea
Schifaudo), Anna (Rinako Hara) e Il Gran Sacerdote di Belo di
Francesco Musinu.

Successo pieno.

                                               Paolo Locatelli
                                 paolo.locatelli@ildiscorso.it
                                      © Riproduzione riservata

LA MEMORIA E LA SCELTA che va
in scena alla Sala Bartoli da
martedì 22 a sabato 26 gen.
Giunge alla terza edizione “La memoria e la scelta/III – Le
Scelte”, progetto curato dalla giornalista Paola Pini che il
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha ideato e realizza
in collaborazione con il Comune di Trieste, con la Mediateca
e La Cappella Underground. Ne sono protagonisti gli allievi
dei licei di Trieste che dal 22 al 26 gennaio, in formazioni
diverse presenteranno alla Sala Bartoli emozionanti letture,
video e momenti musicali. Divengono così portatori di un
messaggio di assoluto valore: scegliere si può, per far
prevalere un atteggiamento a favore della vita. Per la prima
volta i ragazzi si esibiranno anche alla Risiera di San Sabba
– Monumento Nazionale, dopo la cerimonia del Giorno della
Memoria, domenica 27 gennaio alle 12”.
Cinque serate di spettacolo e di riflessione, cinque momenti
in cui – attraverso un emozionante collage di letture, momenti
musicali, video – gli allievi dei licei di Trieste si fanno
portatori di un messaggio fondamentale per il futuro:
scegliere si può. Anche davanti all’abisso più nero si può far
prevalere un atteggiamento a favore della vita.

È questo il senso del progetto “La memoria e la scelta/III –
Le Scelte” curato dalla giornalista Paola Pini assieme – per
la parte cinematografica – a Daniele Terzoli e Gianluca
Guerra, che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha
ideato e realizza ormai per il terzo anno, in collaborazione
con il Comune di Trieste, con il Servizio Pubblico di
Mediateca e La Cappella Underground.

Ciò che rende il progetto ancor più bello, necessario,
prezioso sta proprio nel fatto che i protagonisti sono i
ragazzi – il futuro – gli allievi dei licei “Carducci/Dante”,
“Galilei”, “Nordio”, “Oberdan”, “Petrarca” e “Prešeren” che si
alternano sul palcoscenico della Sala Bartoli, in formazioni
diverse, ogni sera, da martedì 22 a sabato 26 gennaio sempre
alle ore 21.

A coronare significativamente questa terza edizione è stato
poi l’invito da parte del Comune di Trieste a essere presenti
con un momento di letture, musica e canto tratto da “La
memoria e la scelta/III” alla Risiera di San Sabba – Monumento
Nazionale, dopo la cerimonia del Giorno della Memoria,
domenica 27 gennaio alle 12.

“La memoria e la scelta/III” si concentra nel 2019 proprio sul
sul concetto della SCELTA, indagato attraverso la memoria ed i
suoi insegnamenti. “Sarei stato carnefice o ribelle?” di Paul
Bayard è la base per esplorare alcuni personaggi emblematici,
autori di azioni di opposizione o resistenza non violenta,
capaci di far prevalere un atteggiamento a favore della vita.
L’indagine, di sera in sera, toccherà diversi episodi e
diverse pagine di memoria, riportando alla luce ricordi,
immagini, figure esemplari e inducendo la platea alla
riflessione.

Così martedì 22 gennaio, la serata verterà sulla figura e
sulla scelta di Aristides de Sousa Mendes, diplomatico
 portoghese. Dal 1939 fu a Bordeaux e assistette al limitarsi
dell’“amichevole neutralità” mantenuta rispetto al conflitto
dal suo paese, che – fu chiaro ad un certo punto – non si
sarebbe spinto fino ad abbracciare i valori umanitari e a
venire in aiuto ai sempre più numerosi rifugiati. L’amicizia
con il rabbino rifugiato Jacob Kruger lo rese sensibile alla
situazione degli ebrei, che dovevano al più presto fuggire
dalla Francia, tanto che decise – contro le leggi e le
indicazioni del dittatore Salazar – di rilasciare visti a
tutti, come se non esistessero più nazionalità, razze,
religioni. Nonostante gli fosse stata revocata la possibilità
di rilasciare visti, e a proprio rischio, proseguì anche
nell’illegalità, validandone oltre 30.000 e salvando la vita a
molte persone.

Il 23 gennaio saranno al centro delle letture i fratelli Hans
e Sophie Scholl, giovani, tedeschi eppure capaci nel 1942 –
mentre il nazismo era potentissimo, incuteva terrore e
soffocava con la morte ogni espressione di dissenso – di
operare come esponenti del movimento “La Rosa Bianca”che
resisteva e si opponeva al regime hitleriano e cercava di
risvegliare nella popolazione di Monaco l’orgoglio per il
nobile pensiero tedesco del passato (Goethe, Schiller,
Novalis) e di sconfiggere negli individui     il senso di
solitudine davanti alla minaccia, e la paura di pensare
liberamente.

Giovedì 24 gennaio ci si interrogherà invece su cosa distingua
un carnefice da un ribelle, ricostruendo la storia del
Battaglione 101: non era un’unità militare, ma un corpo di
polizia. Composto di riservisti, non giovani, quasi tutti
senza esperienza di tipo militare. Quando in Polonia dovettero
esercitare i metodi della “soluzione finale” ne furono
inizialmente sconvolti, ma poi si risolsero – all’80%-90% – ad
uccidere gli ebrei innocenti, quasi che il senso di
responsabilità individuale fosse attutito dal gruppo, dalle
direttive ufficiali… Quale gruppo, anche oggi, è immune da un
simile rischio? Perché solo pochi hanno saputo e sanno
scegliere l’umanità?

Milena Jesenská è la figura che ispirerà pensiero al pubblico
nella serata di venerdì 25 gennaio: giornalista e traduttrice
ceca, celebre per la sua amicizia con Kafka, Milena è una
donna davvero da ammirare. Coraggiosa e vibrante di un amore
per la libertà che le diede il coraggio di imporre la propria
volontà al volere del padre prima, e di opporsi poi al
fascismo e al nazismo che dilagavano in Europa, Milena fu
infine arrestata dalla Gestapo e internata a Ravensbrück. Ma
anche qui seppe lottare per la sua dignità e per la vita delle
sue compagne di prigionia.

L’ultima   serata,   quella   del   26   gennaio,   racconterà
dell’incredibile opera del pastore protestante André Trocmé e
della sua famiglia a Chambon-sur-Lignon. Dopo l’armistizio tra
la Germania e la Francia del 1940 e la sua divisione nel
territorio occupato dai nazisti da una parte, e nella
repubblica collaborazionista di Vichy dall’altra, assieme al
pastore Édouard Theis, al direttore della Scuola Statale
Roger Darcissac e agli abitanti di Chambon, i Trocmé decisero
di trasformare il villaggio in un grande rifugio per gli ebrei
braccati dai tedeschi e dalla polizia francese, mettendo in
piedi una solida rete di protezione sostenuta economicamente
da nazioni come la Svezia e la Svizzera e da gruppi religiosi
come i quaccheri americani, gruppi cattolici, organismi
ecumenici e dalla Cimade, una delle più straordinarie
organizzazioni protestanti di soccorso. Sembra ancor oggi
miracoloso che con la forza di una guida non impositiva, come
era quella di Trocmé, un intero paese fosse riuscito a opporre
un’azione non violenta e molto ingegnosa al potere ufficiale.

Ogni giorno dal 22 al 26 l’appuntamento sarà alla Sala Bartoli
alle ore 21. Il biglietto ha un prezzo davvero simbolico, soli
3 euro: per una serata che intreccia pensiero, memoria, Storia
e si esprime attraverso la sensibilità, l’intelligenza e il
talento sorprendente degli allievi dei licei di Trieste.

I biglietti per i cinque spettacoli si acquistano in
prevendita presso i punti vendita del Teatro Stabile
regionale. Si possono comperare – fino a esaurimento della
disponibilità – anche alla Biglietteria del Politeama prima
dell’inizio dello spettacolo.

Rimane invece ad ingresso libero, come l’intera manifestazione
alla Risiera di San Sabba – Museo nazionale, l’intervento dei
ragazzi di domenica 27 gennaio alle 12.

Qui di seguito il programma e gli artisti delle singole
giornate.

Martedì 22 gennaio ore 21 – “Il Console di Bordeaux”

con gli allievi del Liceo Petrarca e gli allievi del Liceo
Carducci/Dante

testi da “Sarei stato carnefice o ribelle?” di Pierre Bayard
e “La bontà insensata – Il segreto degli uomini giusti” di
Gabriele Nissim

con Ginevra de Calò, Silvia Farina, Paola Micheletti, Sara
Missio, Maddalena Rollè, Mattia Vodopivec

Katarina Spasic, Maria Celoro – voci
Dylan Salvador – chitarra

Samuele Buono – percussioni

intervento musicale “Avram Avinu”, “Morena”

Mercoledì 23 gennaio ore 21 – “La rosa bianca”

con gli allievi del Liceo Oberdan e gli allievi del Liceo
Carducci/Dante

testi da “Sarei stato carnefice o ribelle?” di Pierre Bayard
e “La Rosa Bianca” di Inge Scholl

con Erica Bussi, Samuele Calabria, Martina Galanti, Francesca
Occhiogrosso, Sara Stebel

Alice Franco, Francesca Papini – voci

Pietro Furlanetto – violino

intervento musicale “Papirosn”, “Bin ih mir a shnajderl”

Giovedì 24 gennaio ore 21 – “Il battaglione 101”

con gli allievi del Liceo Prešeren e gli allievi del Liceo
Carducci/Dante

testi da “Sarei stato carnefice o ribelle?” di Pierre Bayard e
“Uomini comuni. Polizia tedesca e «soluzione finale» in
Polonia” di Christopher R. Browning

con Emil Favento, Antje Gruden, Johana Kerschbaumer, Nives
Lakovič, Irene Solaro, Martina Sosič

Evita Bertolini, Mathias Ferluga – voci

Andrea Furlan – pianoforte
intervento musicale “Dire-gelt”, “Shlof majn kind”

Venerdì 25 gennaio ore 21 – “Milena Jesenska”

con gli allievi del Liceo Carducci/Dante

testi da “Sarei stato carnefice o ribelle?” di Pierre Bayard
e “Milena, l’amica di Kafka” diMargarete Buber-Neumann

con          Paolina             Basiaco,               Lorenzo
Calacione, Leo Cattaneo,        Francesca       Giraldi, Piero
Ocello, Ambra Rossi

Irene Morpurgo – voce

Leonardo Dante – clarinetto

intervento musicale “Uv mestechko Ljadi”, “A yiddishe mame”

Sabato 26 gennaio ore 21- “André e Magda Trocmé a Chambon-sur-
Lignon una moderna città-rifugio”

con gli allievi del Liceo Galilei e del Liceo Nordio e gli
allievi del Liceo Carducci/Dante

testi da “Sarei stato carnefice o ribelle?” di Pierre Bayard e
“Il tuo fratello ebreo deve vivere” diPhilip Hallie

con Luca Alberti, Iacopo Bertotti, Simone Valente, Alessio
Pessot, Alessia Rainis, Beatrice Seppi

Caterina Trevisan – voce

Maria Viviani – voce

Giulia Brussa – violoncello

intervento musicale “Belc, majn shtetele Belc”, “Tumbalalajke”
Domenica 27 gennaio ore 12, alla Risiera di San Sabba –
Monumento Nazionale, dopo la Cerimonia del Giorno della
Memoria

testi da “LA MEMORIA E LA SCELTA/III”

con Mattia Vodopivec, Samuele Calabria, Antje Gruden, Ambra
Rossi, Simone Valente

gruppo vocale Katarina Spasic, Maria Celoro, Evita Bertolini,
Mathias Ferluga, Irene Morpurgo, Caterina Trevisan, Maria
Viviani, Duccio Lin, Silvia Zappa, Sofia Deineka, Francesca
Acero

direzione Michele Gallas

intervento musicale “Hatikvah”, “Shalom aleichem”

Andrea Forliano

“Dal 23 gennaio ritornano al
Politeama    Rossetti    gli
Oblivion   ne   “La   Bibbia
riveduta e scorretta”
“Dal 23 gennaio ritornano al Politeama Rossetti gli Oblivion
ne “La Bibbia riveduta e scorretta” per la regia di Giorgio
Gallione. Humour, musica, intelligenza, leggerezza e tanto
talento contraddistinguono Graziana Borciani, Davide
Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli
anche in questa nuova e importante tappa della loro carriera.
Repliche fino a domenica 27 gennaio, in abbonamento al Teatro
Stabile regionale. Sabato 26 gennaio incontro pomeridiano con
il pubblico”.

«Molto metodo e tanta follia. Ecco gli Oblivion» spiega il
regista de “La Bibbia riveduta e scorretta” Giorgio Gallione.
 Con questo divertente e nuovissimo spettacolo, gli Oblivion
ritornano a Trieste e al Politeama Rossetti dove molte volte
sono stati applauditi in passato e dove il pubblico li attende
con grandissima curiosità. “La Bibbia riveduta e scorretta” va
in scena da mercoledì 23 a domenica 27 gennaio, ospite della
stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

«Cinque straordinari “filosofi assurdisti”, cinque rigorosi
fantasisti (“l’immaginazione è più importante della
conoscenza”, insegna Einstein) – spiega ancora Gallione –
cinque ricercatori teatrali che usano il Comico come esercizio
di intelligenza critica, di irriverenza; un’arma radiografica,
acuminata e gentile, per togliere polvere e noia dal
palcoscenico. Cinque instancabili contaminatori, cinque
sorridenti secchioni (per questa Bibbia “riveduta e scorretta”
hanno studiato più di tanti seminaristi e teologi…), portatori
sani di leggerezza (che non è futilità) e di rigore. Perché
per rovesciare il senso occorre prima provare a capirlo. Il
teatro degli Oblivion è polifonico, meticcio, seriamente
ridicolo, onnivoro, citazionista, ma sempre personalissimo.
Sanno usare la leggerezza (che non è futilità…) come ricerca
della precisione, della sintesi, dell’agilità, della rapidità
di pensiero e azione teatrale. Essere loro complice in questo
viaggio biblico è euforico e mai prevedibile. Significa
provare a raccontare “la storia delle storie” entrando in un
universo surreale, musicale e pittorico che, come tutti i veri
creatori/creativi, cerca di mettere ordine nel Caos. In questo
caso, da un bislacco Big Bang a un novello Jesus Christ
Superstar rapper e alieno»…

C’è da credere alle parole di un artista dell’esperienza di
Gallione riguardo all’irresistibile show “Oblivionescamente”
dissacrante.

Oltre dunque allo humour di Graziana Borciani, Davide
Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli
che il pubblico dello Stabile regionale ama da sempre, non
mancherà la dimensione musicale, ricca e declinata in modo
nuovo.

Gli Oblivion infatti si mettono alla prova per la prima volta
con un inedito musical comico: «Ci siamo trovati a discutere
che genere di Musical fare. Non trovando un accordo, abbiamo
deciso di farli tutti» scherza nelle sue note Lorenzo Scuda,
autore della partitura.

«Complice anche il fatto che con le basi musicali puoi
permetterti di avere sonorità che variano da Vivaldi ai
Rammstein, abbiamo deciso di omaggiare tutto lo scibile della
storia del Musical dagli anni 20 ad oggi. Ogni scena ha un suo
mondo musicale, un suo sound di riferimento. Citazioni e
richiami a Cole Porter, Stephen Sondheim, Lloyd-Webber, al
musical Hamilton, in un Trivial Pursuit completamente inutile
in cui dare sfoggio di tutta la propria saccenza. La
produzione dei pezzi è stata mastodontica. Ventidue canzoni
originali. Ghironde, Zampogne, Chitarre Heavy Metal, Groove
Elettronici, Orchestra Sinfonica, Orchestra Barocca con Basso
Continuo, Jazz Big Band, Campionamenti di frammenti di altri
musical. Tutto pur di non lavorare…».

E il plot? Come si addentreranno questi eccezionali artisti
nel libro più celebre della storia? Ai testi hanno Pensato
Davide Calabrese, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli ed hanno
immaginato un quadro davvero particolare.

Siamo nella    Germania di Gutenberg, intento nella scelta del
primo libro    da stampare: quand’ecco che gli si presenta il
Signore, con   un’autobiografia scolpita nella pietra da editare
e diffondere    in tutte le case. Ne nasce così il primo braccio
di ferro tra autore ed editore della storia, il primo deciso a
restare fedele alla propria opera, il secondo tutto impegnato
nel trasformare in un successo editoriale quello che lui
considera un insieme di storie scollegate e bizzarre. Nella
tipografia prendono vita le vicende più incredibili
dell’Antico e Nuovo Testamento, che Gutenberg renderà un best-
seller.

“La Bibbia riveduta e scorretta” va in scena al Politeama
Rossetti da mercoledì 23 gennaio a sabato 26 gennaio alle ore
20.30 e domenica 27 gennaio va in scena la recita pomeridiana
alle ore 16.

Sabato 26 gennaio alle ore 18 al Café Rossetti, si terrà un
incontro con gli Oblivion che approfondiranno temi del loro
spettacolo e della loro carriera conversando con Peter Brown,
direttore della British School regionale. L’ingresso sarà
libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

I biglietti per lo spettacolo si possono acquistare nei
consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo
direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni
informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.

Mercoledì 23 alle ore 18.00
al    cinema   Pierrot    –
Ponticelli VOLLA (NA)
23 gennaio ore 18.00

Cineforum Arci Movie

Cinema Pierrot – Ponticelli

L’ARCI MOVIE E L’ORCHESTRA DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO MATILDE
SERAO DI VOLLA (NA) UNITI PER FARE CULTURA SUL TERRITORIO E
PER AVVICINARE I GIOVANI AL CINEMA E ALLA MUSICA

Mercoledì 23 alle ore 18.00 al cinema Pierrot (Via de Meis –
Ponticelli) per il cineforum di Arci Movie verrà proiettato il
film “La mélodie” diretto da Rachid Sami. La proiezione sarà
preceduta dalla esibizione dell’Orchestra dell’Istituto
Comprensivo Matilde Serao di Volla.

                       Come Arci Movie – dice Roberto
                       D’Avascio, Presidente di Arci Movie –
                       lavoriamo costantemente per la creazione
                       di collaborazioni con associazioni, enti
                       e scuole che come noi lavorano sul
                       territorio come presidi di cultura e
                       legalità;  il film “La mélodie”    che
                       racconta le vicende di un insegnante e
                       di una classe che segue un corso di
                       violino in una scuola difficile della
                     periferia parigina, ci ha dato l’idea
                     di    collaborare con l’Orchestra
dell’Istituto Comprensivo Matilde Serao di Volla stimolati
anche dalla professoressa Roberta Guarracino insegnante della
scuola e membro del nostro consiglio direttivo. Questa
iniziativa rafforza la nostra idea del Cineforum del Pierrot
come un luogo di aggregazione e di iniziative culturali di
qualità”.

L’orchestra è composta da circa 40 ragazzi, allievi delle
classi seconda e terza del corso ad indirizzo musicale della
scuola secondaria di primo grado e proporrà, prima della
proiezione del film, un repertorio composto prevalentemente di
musiche tratte dalle colonne sonore di cartoni animati e film.

La mélodie, il film diretto da Rachid Hami, vede protagonista
Simon (Kad Merad), un famoso violinista quasi cinquantenne.
Simon è un uomo ormai disilluso dalla vita e sta attraversando
un periodo difficile. Seppur distinto, si ritrova privo di
ingaggi e non può fare altro che accettare l’offerta di lavoro
propostagli da Farid (Samir Guesm), nonostante si tratti di un
impiego piuttosto lontano dalle proprie ambizioni: insegnare
nella sua classe-orchestra presso una scuola media inferiore
alle porte di Parigi, frequentata da ragazzi che vivono in
condizioni socio-economiche disagiate.

I metodi d’insegnamento molto rigidi di Simon gli creano
subito grossi problemi a interagire con gli studenti, che
rispondono con un atteggiamento provocatorio e arrogante. Tra
loro spicca Arnold, un timido ragazzo di origine africana che
dimostra una forte predisposizione per il violino, affascinato
dalla sua gestualità e dai suoi suoni. Grazie al talento di
Arnold e all’incoraggiante energia del resto della classe,
Simon riscopre a poco a poco le gioie della musica. Riuscirà a
ritrovare l’energia necessaria per ottenere la fiducia degli
allievi e mantenere la promessa di portare la classe a
esibirsi al concerto finale alla Filarmonica di Parigi?
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