L'EMILIA CHIAMÒ - SPECIALE ELEZIONI REGIONALI 2020 - Unibo

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L'EMILIA CHIAMÒ - SPECIALE ELEZIONI REGIONALI 2020 - Unibo
IL SONDAGGIO                         L'INTERVISTA PARALLELA                    IL FACT-CHECKING
Per chi voteranno le sardine         Le pagelle alla Regione                   Polemiche e numeri
in Emilia-Romagna                    di Bonaccini e Borgonzoni                 della campagna elettorale

                                SPECIALE ELEZIONI REGIONALI 2020
                                          ANNO 3 | 23 GENNAIO 2020

                        L'EMILIA CHIAMÒ
          Supplemento quindicinale di “InCronaca” – giornale del Master in Giornalismo di Bologna
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                            SOMMARIO

                            4     Per chi votano le sardine
                                  di Federico Gonzato
                            7     Seimila pesciolini crescono
                                  di Simone Viani
                            9     La pagella all'Emilia-Romagna

                        4
                                  di Bruno Cosentino e Francesco Mazzanti

                            12    Le armate della Lega e del Pd
                                  di Silvia Rizzetto
                            14    «Io, una sentinella per la mia terra»
                                  di Francesca Bombarda

                            16    I volti e i progetti dei candidati invisibili
                                  di Marco Santangelo

                            18    Colpo su colpo fino all'ultimo voto
                                  di Francesca Delvecchio e Francesca M. Chiamenti
                            21    Affidi, cosa resta di Bibbiano
                                  di Medea Calzana

     16   14
                            24    La via Emilia sotto i riflettori della stampa straniera
                                  di Alessandro Arena

                            26    Il rush finale

                            27    Guida al voto

                                 Direttore Responsabile: Giampiero Moscato

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                                 Edizione a cura di: Luciano Nigro
                                 Desk: Federico Gonzato ed Elisa Toma

                                 Rivista informativa: Quindici
                                 ©Copyright 2020 - Supplemento quindicinale di “InCronaca”
                                 Giornale del Master in Giornalismo dell’Università di Bologna
                                 Pubblicazione registrata al Tribunale di Bologna in data 15/12/2016
                                 numero 8446
                                 Piazzetta Morandi, 2 - 40125 Bologna
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                                 Sito Web: www.incronaca.unibo.it

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                                 In copertina: grafica di Giulia D'Argenio.

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La foto di QUINDICI

Bologna, 19 gennaio 2020. "Bentornati in mare aperto". A una settimana dalle elezioni regionali del 26 gennaio
il movimento delle sardine torna a Bologna. Quarantamila persone hanno riempito piazza VIII agosto in una
giornata di politica, musica e spettacolo. Foto di CHIARA CARAVELLI

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(FOTO)

di Federico Gonzato
Grafica di Francesca Delvecchio

      PER CHI VOTANO LE SARDINE

     A
                     lle elezioni regionali emiliano-romagnole del 26 gennaio
                     qualcuno ha detto che il loro voto favorirà il centro-sinistra.
                     Neppure la metà di loro però proviene dal Pd. Mentre una
                     buona fetta arriva invece dai cinquestelle e dai partiti più
                     a sinistra rispetto i democratici. Alle elezioni europee 2019
      molte non sono andate a votare. Alle regionali 2020, l’85% dice che
      sceglierà il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini. Ma alcune
      preferiscono Simone Benini del M5s. O addirittura il centro-destra, con
      la candidata leghista Lucia Borgonzoni che ottiene la fiducia del 3,2% di
      loro. Ecco la "fotografia" del movimento delle sardine in Emilia-Romagna
      scattata dal nostro sondaggio condotto all’interno dei gruppi Facebook
      delle varie città della Regione che hanno ospitato gli eventi delle "6.000
      sardine".

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A sinistra, ma con un occhio che       Guardando alle elezioni europee           Simone Benini del M5s ottiene il
guarda al centro. Se non al cen-       del 26 maggio 2019, a stupire è la        4,3%. Una percentuale certamen-
tro-destra. Non giovanissime, con      percentuale dell’astensione. Quasi        te bassa ma significativa. Soprat-
un lavoro a tempo indeterminato        il 7% delle sardine emiliano-ro-          tutto, se si tiene conto delle diffi-
e per la maggior parte donne. È        magnole sostiene di aver lascia-          coltà dei pentastellati.
l’identikit delle “sardine emilia-     to scheda bianca o di non essersi
no-romagnole” che emerge dai           presentato alle urne.
loro gruppi Facebook. Proprio          Sul fronte dell’orientamento ideo-
da lì, dove tutto il movimento ha      logico, il 78,5% si dice di sinistra o    Se si guarda alle
avuto origine. È qui che li abbia-
mo intervistati: senza la pretesa di
                                       centro-sinistra. Tutto prevedibile,
                                       si direbbe. Se non fosse però per         elezioni politiche
ricavarne un sondaggio dal valore
scientifico, ma per saperne di più
                                       l'11,7% di sardine che rifiuta la
                                       divisione destra-sinistra. Oppu-          del 4 marzo 2018,
sulla loro storia politica.
Gli intervistati del nostro questio-
                                       re, per il 6,7% che si definisce di
                                       centro o centro-destra. Un dato,          solo il 43,7%
nario sono 190 e per la maggior
parte tendono a sinistra. Tuttavia,
                                       quest’ultimo, che supera addirit-
                                       tura quello di coloro che si col-
                                                                                 dice di aver
il loro è un voto frammentato. Se
si guarda alle elezioni politiche
                                       locherebbero all’estrema sinistra
                                       (1,7%).
                                                                                 votato il Partito
del 4 marzo 2018, solo il 43,7%
dice di aver votato il Partito de-
                                       Una disaffezione, quella tra sardi-
                                       ne e la sinistra oltre il Pd, che si
                                                                                 democratico. Le
mocratico. Le altre sardine di si-
nistra hanno preferito +Europa o
                                       legge dai dati sulle prossime re-
                                       gionali. Infatti, se tra i 190 intervi-
                                                                                 altre sardine di
Liberi e Uguali. Il 13,7% ha scelto
di votare per il partito di Emma
                                       stati la maggioranza dei voti sono
                                       per Stefano Bonaccini (85,6%),
                                                                                 sinistra hanno
Bonino, mentre il 12,6% ha barra-      candidato del centro-sinistra, le         preferito +Europa
to il simbolo di Leu.                  liste di sinistra racimolano le bri-
Tra le sardine nostrane c’è an-        ciole. Solo il 2,1% darà il suo voto      o Liberi e Uguali
che molto Movimento 5 stelle. Il       alla ventiseienne Marta Collot di
19,5% dice di aver scelto i penta-     Potere al Popolo! (Pap), mentre
stellati in occasione delle scorse     Stefano Lugli, quarantacinquenne          Dalla parte opposta dello schie-
Politiche. Ciò che sorprende è il      candidato per L’Altra Emilia-Ro-          ramento il dato degno di nota
dato di Fratelli d’Italia. La forma-   magna, conquisterebbe appena lo           è quello della Lega. Il 3,2% del-
zione di Giorgia Meloni racimola       0,5%.                                     le sardine dice infatti che voterà
infatti un inaspettato 1,6%. Leg-      Dietro a Bonaccini, c’è però la           per la candidata salviniana Lucia
germente staccate invece Forza         sorpresa. Nonostante la candida-          Borgonzoni, la quale supererebbe
Italia e Lega, entrambe con l’1,1%.    tura tardiva, il quarantanovenne          dunque Marta Collot di Pap.

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Questo dato, come gli altri del        interessata a incasellare le sardine   giovani sono altrove, magari nelle
sondaggio, va però preso con le        e a strumentalizzare qualsiasi in-     piazze o in altri social quali In-
pinze. Non è infatti sicuro che tut-   formazione che possa denigrarle».      stagram o il neonato TikTok. La
ti i nostri intervistati siano sim-    Al di là delle diffidenze di alcune    percentuale che tuttavia spicca di
patizzanti. Infatti, nei gruppi Fa-    sardine, è interessante il numero      più è quella relativa alle manife-
cebook potrebbero essere entrati       delle risposte al nostro questiona-    stazioni delle sardine. Infatti, ben
anche dei disturbatori con il solo     rio. La maggior parte di esse pro-     il 31,9% degli intervistati sostie-
scopo di scatenare polemiche.          viene dalle zone di Parma (33,5%)      ne di non aver mai partecipato a
Sempre sul piano politico, anche       e Forlì-Cesena (18,4%). I gruppi       un evento delle sardine. Saranno
le sardine nostrane non vedono         Facebook di queste due provincie       simpatizzanti, saranno disturba-
di buon occhio il tanto discusso       sono i più attivi. Qui si condivido-   tori, questo non lo si può sapere.
“Partito delle sardine”. Il 55,3% si   no contenuti praticamente ogni         Ma chissà se andranno a votare il
dice infatti contrario alla creazio-   giorno: eventi di ritrovo, ri-condi-   prossimo 26 gennaio. «Possiamo
ne di una compagine da presentare      visioni di messaggi di altre sardi-    cambiare l'esito delle elezioni», ha
alle elezioni. Il tutto a riconferma   ne, dichiarazioni e comunicati da      detto Matteo Santori alla mani-
della linea tracciata a livello na-    parte dei leader nazionali e, ovvia-   festazione di domenica scorsa. Si
zionale dai leader del movimento:      mente, messaggi anti-Lega.             attendono sorprese.
no a compromissioni politiche,         Dopo Parma e Forlì-Cesena, il
no a qualsiasi partito ufficiale. E    maggior numero di risposte arri-
questo perché c’è diffidenza, timo-    va da Rimini (15,7%) e Ravenna
re di essere strumentalizzati. So-     (9,7%). Più indietro invece Bo-
prattutto sul Web.«Non facciamo-       logna, con il 6,5%. Un altro dato
ci mettere in scatola. Ci vogliono     interessante che emerge dal son-
catalogare, e questo fa il gioco       daggio è quello relativo al gene-      C'è un 11,7%
della Lega». Carlo commenta così
il nostro questionario nel gruppo
                                       re. Infatti, le 190 sardine intervi-
                                       state sono in maggioranza donne        di sardine
Facebook delle sardine di Rimini.
E a far sapere il suo orientamento
                                       (55,1%). Ma ad essere suggestivo
                                       è anche il dato anagrafico. Le sar-    che rifiuta la
politico non è per nulla d’accor-
do. «Non fidatevi di chi vi chiede
                                       dine dei gruppi Facebook emilia-
                                       no-romagnoli non sono giovanis-        divisione destra-
l'intenzione di voto tramite Face-
book - commenta Francesco, una
                                       sime. Il 68% si dichiara oltre i 35
                                       anni, mentre pochissimi sono gli       sinistra
sardina di Parma -, troppa gente è     “under 18” (1,1%). Come a dire: i

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La storia
      Nel giro di pochi mesi hanno mobilitato centinaia di migliaia di persone

                      Seimila pesciolini crescono

di Simone Viani
Foto di Francesca Delvecchio

Nato a Bologna per fermare l’avanzata di Salvini, il movimento delle sardi-
ne dà speranza al centrosinistra e spaventa il centrodestra. Dal crescentone a
piazza VIII agosto, ripercorriamo la loro storia

E
          ra il 2015 quando Matteo Salvini, segretario      kermesse nel capoluogo bolognese. Non in piazza,
          della Lega Nord, salutò dal palco davanti         questa volta, ma al PalaDozza. 6.000 posti di capien-
          a San Petronio le «centomila persone per          za. Appuntamento per il 14 novembre 2019, con
          bene» accorse per assistere al ritorno del        pullman lombardi pronti ad andare in soccorso alla
          centrodestra unito. Un numero impossibile         candidata governatrice. Pochi giorni prima, però, su
per la capienza del “crescentone”. La piazza misura         Facebook compare un evento, organizzato in conco-
115 metri per 60, quindi 6.900 metri quadrati.              mitanza con l’appuntamento della Lega. Come im-
Sono passati quattro anni, nei quali la Lega ha rad-        magine, dieci pesciolini l’uno accanto all’altro. Un
doppiato il proprio consenso, marciando prima ver-          unico fumetto: «Bologna non si lega!!». L’evento si
so il governo e poi conquistando la Sardegna e l’Um-        chiama “6.000 sardine”.
bria. Dopo la vittoria di Donatella Tesei, il segretario    Mattia Santori, Giulia Trappoloni, Andrea Garreffa e
leghista dichiarò: «Da domani sarò in Emilia-Roma-          Roberto Morotti sono amici dai tempi dell’universi-
gna». È la campagna elettorale permanente. In una           tà. Nessuno di loro ha mai avuto tessere di partito. È
regione da sempre bastione della sinistra ma che mai        Santori a ideare la contro- manifestazione nella piaz-
come oggi rischia di subire la legge dell’alternanza.       za Maggiore lasciata vuota dal Carroccio. Nessuna
                                                            bandiera, nessun insulto, muti come pesci. Perché
Le prime “6.000 sardine”                                    partendo dal paradosso di quelle centomila persone
In vista delle elezioni emiliano-romagnole del 26           annunciate dal leader leghista nel 2015, i manifestan-
gennaio 2020, il Carroccio inaugura la campagna             ti avrebbero dovuto stringersi come sardine. Obiet-
elettorale della candidata Lucia Borgonzoni con una         tivo 6.000 persone, numero umanamente possibile

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per riempire il crescentone ed eguagliare i posti del          della campagna elettorale permanente; revisione - poi
PalaDozza. All’appello rispondono in più di 15.000.            subito corretta a furor di piazza in abrogazione - dei
La manifestazione di Bologna del 14 novembre apre la           decreti sicurezza. Con il bagno di folla romano, le sar-
prima fase della mobilitazione. «Non ci aspettavamo            dine concludono la loro fase iniziale.
tutta questa folla, senza un euro abbiamo portato mi-          Il passo successivo coincide con il “ritorno a casa”,
gliaia di persone in piazza», esulta Santori, commen-          nell’Emilia-Romagna in piena campagna elettorale.
tando la folla del crescentone. Le prime pagine dei            Non senza problemi, con la frangia più di sinistra del
giornali vengono occupate dalle sardine, oscurando la          movimento critica nei confronti della linea “morbida”
kermesse leghista. «Quella di Salvini sembrava l’uni-          degli organizzatori bolognesi e del portavoce Santori.
ca voce in campo e da giovedì non lo è più», esclama
Giulia Trappoloni. La prima città a replicare è Mo-            Le voci del Palazzo
dena, il 18 novembre. Salvini, atteso per un comizio,          Fin dalla prima manifestazione bolognese, il movi-
ripara in un ristorante fuori dal centro storico: causa        mento delle sardine si dichiara apartitico ma non
maltempo, dice l’ufficio stampa; incapace di mantene-          antipolitico. In nessuna piazza viene mai esposta una
re il confronto, replicano gli organizzatori.                  bandiera, né rappresentanti delle istituzioni sono am-
                                                               messi sui palchi delle sardine. Il movimento cresce in
                                                               breve tempo. Da semplice reazione contro l’avanzata
                                                               della Lega in Emilia- Romagna le sardine assumono
                                                               un carattere nazionale. La creazione di Santori e dei
                                                               suoi compagni trova ovviamente il plauso del centro-
 Obiettivo 6.000 persone,                                      sinistra. I sindaci del Partito democratico, e Pizzarotti
                                                               a Parma, esprimono la loro vicinanza ai manifestanti.
numero umanamente                                              Così come Stefano Bonaccini, presidente uscente del-
                                                               la regione, rivendica il merito di non “aver messo il
possibile per riempire il                                      cappotto” su piazza Maggiore.
                                                               Diversa è invece la reazione del centrodestra. Matteo
crescentone ed eguagliare                                      Salvini, bersaglio per eccellenza delle sardine, subi-
                                                               sce una delle peggiori sconfitte mediatiche dalla crisi
i posti del PalaDozza.                                         agostana del governo gialloverde. Le sardine riescono
                                                               infatti a fare opposizione sul suo stesso campo di bat-
All’appello rispondono                                         taglia, la piazza. Non stupisce quindi che il segretario
                                                               della Lega abbia più volte mostrato la propria irrita-
in più di 15.000. La                                           zione nei confronti del movimento.
                                                               La stampa di destra parallelamente tenta in tutti i
manifestazione di Bologna                                      modi di screditare le piazze. Dapprincipio suggeren-
                                                               do una correlazione tra le sardine e il Pd, lasciando
del 14 novrembre apre                                          intendere un legame tra Santori e Romano Prodi. In
                                                               seguito, accusando il movimento di non avere propo-
la prima fase della                                            ste concrete al di fuori dei generici attacchi alla Lega e
                                                               al populismo. Accuse che Santori rigetta, sostenendo
mobilitazione                                                  che le sardine hanno sin dall’origine il solo obbiettivo
                                                               di smuovere le coscienze: «È la politica che deve tro-
                                                               vare maggiore concretezza e serietà».

Un effetto domino                                              Il ritorno in mare aperto
Seguono le altre città dell’Emilia. Reggio, Parma e            Da gennaio, Salvini mette da parte la candidata Bor-
Piacenza, prime manifestazioni senza un comizio                gonzoni e diventa protagonista in Emilia-Romagna.
parallelo di Salvini. Poi è il turno della Romagna. A          Gli ultimi sondaggi danno in discesa la Lega, distac-
Ravenna e Rimini la “sardinata” viene appositamente            cata da Bonaccini grazie al sostegno esterno delle
spostata per attendere l’arrivo del segretario leghista.       sardine. Il Carroccio rianima i toni della campagna
Scelta motivata dalla volontà di attirare «l’attenzione        elettorale, battendo a tappe forzate quanti più comuni
dei social, dei giornali e dell’Italia intera su di noi pri-   possibili giocando all'inseguimento delle sardine. Le
vandolo dell’unico elemento di cui lui (Salvini, ndr)          forze del movimento ittico sono però proiettate verso
necessita: visibilità».                                        il concerto del 19 gennaio in piazza VIII agosto, con
Non solo l’Emilia-Romagna, comunque. Più di ottan-             quasi 40mila persone presenti. Molte di più rispetto
ta città, nazionali e internazionali, vedono le proprie        alla prima "sardinata" del 14 novembre. La sfida fina-
piazze riempirsi. Fino ad arrivare al 14 dicembre, il          le è però su Bibbiano. Nella piazza centrale del paese
“Sardina Day”, che coinvolge le capitali europee. A            teatro dello scandalo sugli affidi Salvini conclude la
Roma è scelta piazza San Giovanni, tempio della si-            sua campagna elettorale. A pochi passi, le sardine ri-
nistra che pochi mesi prima ha ospitato il centrode-           spondono con una manifestazione concordata con la
stra pronto allo scontro con il Conte II. Sul palco i          cittadinanza locale. Il movimento ha però l'obiettivo
responsabili delle sardine da tutta Italia, con Santori a      di incidere sull'astensione, che cinque anni fa toccò il
elencare le richieste del movimento alla politica: equi-       63%. A prescindere da chi vincerà, infatti, Santori non
parazione della violenza verbale a quella fisica; fine         ha dubbi: «comunque vada, noi abbiamo già vinto».

                                                        Quindici 8
L'EMILIA CHIAMÒ - SPECIALE ELEZIONI REGIONALI 2020 - Unibo
L'intervista parallela
                                         Bonaccini contro Borgonzoni

            I voti dei candidati all'Emilia-Romagna
                                                      LA PAGELLA
                                                            M AT E R I E

                                        7,6                                       5,8

    di Bruno Cosentino e Francesco Mazzanti
    Grafica di Federico Gonzato

    I candidati che si giocano la presidenza rispondono su cinque temi chiave
    della campagna elettorale e danno le pagelle alla Regione: sette e mezzo il
    presidente uscente, sei meno la sfidante

                         L’Emilia-Romagna è per lei una regione sicura? Da uno a dieci che
                                          voto darebbe alla sicurezza?

     Stefano Bonaccini                                                     Lucia Borgonzoni
     «I nostri cittadini, giustamente, chiedono che                        «No, non lo è a sufficienza. Il motivo è anche
     venga fatto di più. La sicurezza è un bene co-                        abbastanza semplice: la Regione non investe
     mune e indivisibile, per cui spetta allo Stato                        quasi niente in sicurezza. Ricordo sempre,
     assicurare protezione alle persone, mentre va                         l’anno scorso Matteo Salvini, come Ministero
     respinta con forza l’idea della “privatizzazione                      dell’Interno, ha stanziato i fondi per mettere le
     della sicurezza”, di farsi giustizia da sé. Come                      telecame- re nei comuni. Quello che ha stan-
     Regione sosteniamo la riqualificazione urbana,                        ziato è pari a quello che la Regione stanzia per
     la diffusione di sistemi di video-sorveglianza, le                    tutta la sicurezza. Immagini allora cosa serve
     dotazioni alla polizia locale e le iniziative di co-                  in Regione. Si può fare molto di più».
     munità nelle città. Dal 2015 abbiamo stanziato
     oltre 5,5 milioni di euro. Liberiamo risorse da
     reinvestire in sicurezza e non in burocrazia».

                                                             Quindici 9
L'EMILIA CHIAMÒ - SPECIALE ELEZIONI REGIONALI 2020 - Unibo
Che giudizio dà all'economia?

Stefano Bonaccini                                                   Lucia Borgonzoni
«Da cinque anni siamo la regione che cresce                         «L'economia emiliano-romagnola vola grazie
di più nel Paese, non era mai accaduto prima.                       alle nostre aziende. Se ci fosse una Regione
Abbiamo il record di export pro-capite e di tas-                    amica, potrebbero vera- mente fare tanto di
so di occupazione, mentre la disoccupazione è                       più perché hanno bisogno delle infrastruttu-
scesa dal 9% di cinque anni fa al 5% di oggi. La                    re: è dagli anni Novanta che vengono promes-
cosa più importante è stata il Patto per il Lavoro                  se, ma non vengono fatte. Abbiamo bisogno
dove, insieme a enti locali, sindacati, imprese,                    di un aiuto maggiore anche per tutto l’export:
atenei e associazioni del Terzo settore, abbiamo                    le aziende sono bravissime, hanno trovato
condiviso decisioni e strategie, portando avan-                     tantissimi mercati all’estero, però la Regione
ti una politica industriale che ha mobilitato 22                    potrebbe dargli una mano. Le aziende sono
miliardi in cinque anni. Di certo, la nostra idea                   piegate dalla burocrazia e non riescono a pro-
di concertazione farebbe bene anche al resto del                    grammare quelli che sono gli investimenti.
Paese».                                                             Penso agli allargamenti di un capannone: ci
                                                                    vogliono sei mesi, un anno e mezzo, se non di
                                                                    più. Pensando alla zona del terremoto, spesso
                                                                    hanno rinunciato a prendere dei fondi perché
                                                                    era troppo complesso».
                    Che voto darebbe invece alla sanità? C’è qualcosa che cambierebbe?

Stefano Bonaccini                                                   Lucia Borgonzoni
«Siamo i primi in Italia sui Livelli essenziali                     «La nostra sanità è migliore che in altre re-
d’assistenza. In questi anni abbiamo abbattuto                      gioni. E per questo dobbiamo ringraziare i
le liste d’attesa per visite ed esami, investito in                 medici, gli infermieri, i tecnici, persone che
edilizia sanitaria, portato i servizi nei territo-                  fanno straordinari per cercare di farla funzio-
ri con le Case della Salute e pensato al futuro,                    nare. Tuttavia, ci sono dei problemi che non
deciden- do di costruire tre nuovi ospedali: a                      vengono detti da Bonaccini. Magari perché
Piacenza, Carpi e Cesena. Questo è il cuore del                     non viene detta la verità di quelli che sono i
nostro sistema sanitario regionale e la sua forza                   tempi delle liste d’attesa, o perché se lei vuole
è di essere per tutti. Nei prossimi anni vogliamo                   fare una visita o un'operazione in tempi bre-
tagliare i tempi d’attesa anche per gli interventi                  vi, deve pagare. Se ha i soldi, la fa entro una
programmati e i Pronto soccorso: vogliamo at-                       settimana. Se non ha i soldi, magari aspetta
tuare il piano varato nei mesi scorsi per renderli                  un anno e mezzo. Per cui, è ovvio che la no-
più belli, confortevoli e ridurre drasticamente le                  stra sanità è meglio di quella di altre regioni,
attese, raggiungendo gli standard più alti».                        anche del Sud, però i problemi ci sono. Am-
                                                                    metterlo sarebbe il primo passo per risolvere
                                                                    il problema. Chiudere le agende e non far al-
                                                                    lungare le liste d’attesa sono solamente piccoli
                                                                    imbrogli che mettono in ginocchio i cittadini.
                                                                    Cittadini che non devono essere numeri, ma
                                                                    devono essere persone».

                                Come giudica l’operato della Regione nel sociale?

Stefano Bonaccini                                                   Lucia Borgonzoni
«Vogliamo rendere gli asili nidi gratuiti e per                     «Sul sociale ci sono veramente tante cose da
tutti. Nessuna famiglia dovrà più rinunciare. È                     fare, soprattutto per delle fasce [di popola-
la carta d’ingresso per i più piccoli in una so-                    zione, ndr] perché noi siamo in una regione
cietà coesa e giusta. Sarebbe un passo avanti ul-                   dove ci sono cittadini, come dico sempre, di
teriore per la nostra Regione, già al primo posto                   Serie A e di Serie B, a seconda di dove vivi o
nella classifica nazionale per i servizi all’infan-                 a seconda delle difficoltà che tu hai. Per cui
zia. In un Paese dove non si fanno più figli e                      un occhio di riguardo per il sociale, per la di-
la popolazione invecchia, e dove troppe donne                       sabilità è quello che abbiamo proposto all’as-
sono costrette a scegliere tra il lavoro e la ma-                   sessorato. Al sociale do un sei, perché ci sono
ternità, il nido per tutti i bambini è un investi-                  delle associazioni che fanno veramente tanto
mento straor- dinario per i diritti dell’infanzia,                  e loro meriterebbero dieci».
per le famiglie e per il diritto delle donne alla
conciliazione».

                                                      Quindici 10
Per finire, che voto darebbe alla cultura? In cosa investirebbe di più?

Stefano Bonaccini                                                                Lucia Borgonzoni
«In soli cinque anni abbiamo triplicato i fondi                                  «Da noi in Emilia-Romagna, sulla cultura,
per la cultura, portandoli a oltre 42 milioni. Dal                               bisogna veramente investire su tutto. La Re-
cinema alla musica e agli spettacoli dal vivo, ab-                               gione è sottovalutata rispetto al potenziale
biamo stanziato risorse per far crescere i prodot-                               che ha: in altre parti d’Italia conoscono Ra-
ti cultura- li. Un impegno senza precedenti che                                  venna, qualcosa di Bologna, ma non conosco-
ha fatto sì che l’industria creativa dia oggi lavoro                             no quant’è bella Bologna veramente. Io vorrei
a 80mila persone, mentre nel 2020 ci preparia-                                   sviluppare al massimo tutto quello che riguar-
mo a vivere grandi eventi come Parma capitale                                    da il cinema e la musica. Mi piacerebbe che
italiana della cultura e il centenario della nascita                             la Regione Emilia-Romagna diventasse un
di Federico Fellini. Continueremo quindi a in-                                   hub per chi decide di girarci film o di aprire
vestire in cultura, che consideriamo l’unico vero                                la propria attività e anche per i centri di regi-
antidoto contro l’oscurantismo di chi vuole alza-                                strazione. Credo che su questo, anche con dei
re muri e barriere, facendoci tornare indietro».                                 fondi europei, si possano fare veramente delle
                                                                                 belle cose in tutte quelle aree che sono di fatto
                                                                                 dismesse oggi».

Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni al termine del confronto nella sede de il Resto del Carlino

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Le forze in campo
                In Emilia-Romagna il Carroccio ha 2.800 iscritti, i dem 32.095

                      Le armate della Lega e del Pd

  di Silvia Rizzetto

  I militanti, le sedi, i soldi e soprattutto i voti dei due partiti che si sfidano alle
  urne il 26 gennaio

                                                              Reggio Emilia, 72 a Modena, 31 a Bologna e 22 a
  Da una parte il Pd, un partito con 365.441 parteci-         Ravenna. Cifre che si aggiungono a quelle registrate
  panti alle primarie che governa oltre 200 comuni su         nelle piazze di Piacenza (9), Parma (10), Ferrara (56),
  328 in Emilia-Romagna e che a Bologna ha 73 sedi.           Forlì Cesena (22) e Rimini (17). Con i loro contributi
  Dall’altra la Lega, che cinque anni fa raccoglieva          annuali, sono proprio i consiglieri locali a finanziare
  300mila voti in meno dei democratici. Stando a que-         le sezioni regionali del partito, assieme ai sei consi-
  sti dati, lo scontro tra Pd e Lega in Emilia-Romagna        glieri regionali, agli undici deputati e cinque senatori
  sembrerebbe impari. Ma alle ultime elezioni euro-           emiliano-romagnoli.
  pee, almeno nell’urna, la situazione si è ribaltata. La     La Lega, in Emilia-Romagna come nel resto d’Italia,
  Lega ha compiuto infatti un balzo incredibile: oltre        punta molto sui social network: il partito non inve-
  mezzo milione di voti guadagnati rispetto alle Poli-        ste sugli uffici stampa. Ed è più facile contattare un
  tiche 2018, 56mila preferenze in più del Pd e primo         candidato leghista su Facebook che contattando le
  partito in Italia. E domenica, alle Regionali, la sfida     segreterie emiliana o romagnola.
  si giocherà ancora tra questi due partiti. Poiché Carl      Tra questi aspiranti consiglieri regionali c’è il bolo-
  von Clausewitz diceva che «La guerra non è che la           gnese Nicolò Malossi, 21 anni, già coordinatore pro-
  continuazione della politica con altri mezzi», abbia-       vinciale dei giovani leghisti. Per lui, «la provincia di
  mo voluto osservare da vicino le due armate alla vi-        Bologna sarà l’ago della bilancia di queste elezioni».
  gilia del voto del 26 gennaio, ben sapendo che ci sono      Secondo Malossi, il grande cavallo di battaglia le-
  altre forze in campo (i loro alleati e le sardine) che      ghista in Emilia-Romgana sarebbero i giovani. Qui,
  hanno fatto irruzione sulla scena emiliana a due mesi       il Carroccio ha creato numerose scuole locali per la
  dalle elezioni.                                             formazione degli under 30. E nell’ultimo anno il nu-
  Dal canto suo, la Lega è cresciuta molto in regione.        mero dei simpatizzanti iscritti online o ai banchetti è
  Secondo il Ministero dell’Interno, sono già 9 i comu-       salito a 2.800. Invece, i militanti tesserati che parte-
  ni in cui il Carroccio ha issato la propria bandiera.       cipano ai congressi e che possono essere scelti come
  Il tutto, mentre aumenta anche il numero dei con-           candidati sono arrivati a essere 1.800.
  siglieri comunali leghisti nelle province rosse: 12 a       L’avanzata della Lega verso la conquista della regione

                                                      Quindici 12
è supportata dall’appoggio delle province di Piacenza        La forza dei partiti, d’altronde, dipende anche dai ri-
e Parma, più vicine al centrodestra. Ma per il Car-          spettivi bilanci. In regione il più ricco è il Partito de-
roccio in l’Emilia Romagna pesano ancora i risultati         mocratico che ha chiuso il 2018 con un utile pari a
delle scorse amministrative di maggio 2019. Infatti,         12.307,17 euro, mentre il bilancio della Lega era in
Su 235 comuni al voto, in quell’occasione il centro-         disavanzo di 33.766,18 euro. I dati dimostrano la for-
sinistra ha vinto in 174 centri, mentre la destra si è       te presenza fisica del Pd nel territorio, ramificata nel-
fermata ad appena 45.                                        le sue federazioni provinciali, le quali con i rispettivi
                                                             bilanci spesso incassano più della sezione regionale.
                                                             Diversamente, la Lega in Emilia Romagna dipende da
                                                             due organi, la sezione Emilia e la sezione Romagna.
                                                             Nonostante questo enorme divario, la battaglia
                                                             Pd-Lega in Emilia Romagna è apertissima. Il podio
                                                             regionale infatti vede al primo posto la Lega, seguita
                                                             dal Partito Democratico, che può ancora contare sul
                                                             sostegno delle giunte comunali di sinistra, a capo di
                                                             due terzi del territorio emiliano-romagnolo.
                                                             Come si legge nella ricerca Allerta rossa per l’onda
                                                             verde, edita dall’Istituto Carlo Cattaneo di Bologna, la
                                                             Lega è a caccia di consensi nei comuni piccoli e mon-
                                                             tani dell’Emilia Romagna. Realtà meno dinamiche
                                                             delle grandi città rosse distribuite lungo la via Emilia.
                                                             Come spiega il politologo dell’Università di Bologna
                                                             Marco Valbruzzi, la Lega fa presa nelle aeree in cui
                                                             mancano servizi e beni per la collettività. Inoltre, la
I numeri di Pd e Lega                                        maggior parte dei comuni guidati da giunte civiche
                                                             (34 su 43) non sosterrà Bonaccini. Due fattori, questi,
                                                             che assieme alla crisi economica avrebbero gravato
                                                             sui risultati del centrosinistra alle europee.
In regione, la rete dei circoli Pd è fittissima, soprat-     Sempre Valbruzzi fa risalire alla crisi del 2008 l’inizio
tutto nella provincia di Bologna: 35 nel capoluogo e         della migrazione dei voti dal Pd alla Lega nei comuni
73 nella provincia. I 9 circoli leghisti della provincia     periferici. La «Grande recessione – sottolinea il poli-
sembrano una cifra irrisoria.                                tologo - ha portato alla luce delle diversità tra i terri-
Questi numeri non bastano però a tranquillizzare il          tori regionali che fino a quel momento erano rimaste
Pd. «I circoli risentono della mancanza di fondi, alcu-      latenti o tenute sotto controllo». I recenti comporta-
ni rischiano la chiusura», spiega Massimo Roppa, se-         menti di voto, quindi, sembrano dipendere dalle esi-
gretario del circolo “Il ponte” di Casalecchio di Reno.      genze specifiche di ciascun territorio.
E aggiunge: «I militanti sono per lo più pensionati,         Alle europee del 2019, la Lega ha raggiunto in Emi-
però stiamo coinvolgendo i pochi giovani nelle nostre        lia Romagna il 33,8%, superando il 31,2% del Parti-
attività».                                                   to Democratico. Un improvviso sorpasso, quello del
Oggi gli elettori del Pd in Emilia Romagna -coloro           Carroccio, che sempre in Emilia, alle politiche del
che sono iscritti all’albo degli elettori online o che       2018, si fermò al 19,2%. Ciò dimostra che la «regione
hanno votato alle primarie - sono 365.441. Eppure            rossa», devota da quasi un secolo ai partiti di sinistra,
dalla segreteria regionale emerge un dato che scon-          non ha più i confini delineati. Per questo, non a caso,
forta i democratici: i tesserati che versano una quota       nelle ultime settimane, Nicola Zingaretti ha proposto
annuale sono 32.095, ben 10 mila in meno rispetto al         una riorganizzazione interna del partito, «aprendolo
biennio precedente. «Molti pensano che essere iscritti       a Sardine, società civile ed ecologisti».
ad un partito sia un po’ noioso. Oggi si votano le pro-      Eppure 210 primi cittadini su 328 sostengono la ri-
messe dei politici», spiega Nadia Renaldi dagli uffici       candidatura del governatore uscente Bonaccini. Al-
della segreteria.                                            cuni di loro sono anche stati eletti in concomitanza
I circoli si popolano durante le campagne elettorali,        alle europee.
quando i candidati iniziano a frequentare i circoli con      Secondo i dati dell’Istituto Cattaneo, a maggio 2019
assiduità. E qui alcuni passano talmente tanto tempo         circa un elettore emiliano-romagnolo su quattro ha
da dimenticare la realtà fuori dalle sedi del partito. «Il   preferito un amministratore locale del Pd nonostante
problema - spiega Maria Luigia “Meri” De Martino,            avesse scelto un europarlamentare della Lega.
segretaria del circolo Pd “Pratello” di Bologna - non        Tuttavia ora non è più possibile fare previsioni elet-
è quanti circoli sostengono un candidato, ma se quel         torali attendibili: «Se si voterà come alle europee, Bo-
candidato è in grado di ottenere il consenso da parte        naccini avrà un distacco del 7% da Borgonzoni», con-
di tutti quelli che stanno fuori dai circoli».               clude Valbruzzi. Tuttavia, gli ultimi sondaggi parlano
Il Pd cerca di resistere attraverso una serie di inizia-     di un testa a testa fra i due candidati. E di due possi-
tive. Alle tradizionali feste de «L’Unità», che ancora       bili esiti. Se la competizione sarà politicizzata, allora
portano denaro alle casse del partito, si aggiunge il        prevarrà la Lega. Se invece prevarrà il piano ammi-
“La.Bo”, la scuola di formazione politica per gli under      nistrativo, allora sarà avvantaggiato il Pd. Fra pochi
25 promossa dal gruppo Pd bolognese.                         giorni sapremo quale delle due linee ha prevalso.

                                                      Quindici 13
I cinquestelle
                 L'uomo scelto dai grillini per provare a uscire dalla crisi

         «Io, una sentinella per la mia terra»

di Francesca Bombarda

Simone Benini, 49 anni, romagnolo, ex informatico e apicoltore è il candida-
to del M5s, che rischia di scomparire nello scontro tra Pd e Lega. «Il movi-
mento è forte, inciampa e si rialza» assicura. Poi tende la mano alle sardine

S
         orride sempre e stringe la mano a tutti. Pare    «Il Movimento ha una grande forza rigenerativa»,
         contento Simone Benini, candidato alla           minimizza Benini col fare tranquillo di un uomo
         presidenza per l’Emilia-Romagna, a Ferrara,      maturo che sembra più attento alle relazioni umane
         a un banchetto del Movimento 5 Stelle. Si è      che ai grandi discorsi. «I Cinque Stelle inciampano e
         pure tagliato i lunghi capelli. Porta scarpe     si rialzano, procedono nel loro cammino e mietono
sportive e un paio di jeans blu, mentre i colleghi in     soddisfazioni perché è forte il legame con i territori e
giacca e cravatta distribuiscono impettiti i volantini    con gli attivisti».
tra le spille e le bandiere del Movimento. Chi si         E Benini alla sua terra si sente molto legato. Un
avvicina parla di politica, spulcia il programma e        passato da imprenditore informatico, 49 anni, si è
osserva con curiosità l’uomo scelto da 335 grillini       trasferito da Cesenatico a Forlì, racconta, «per la-
sulla piattaforma Rousseau per portare la bandiera        voro e per amore». Alla politica è arrivato partendo
nel momento più difficile per i 5 Stelle. I sondaggi      dall’attenzione all’ambiente. «Era il 2003 – racconta
danno il Movimento tra il 7 e il 9 per cento nella        - quando trovai nella cassetta delle lettere un invito
regione che lo ha visto nascere e dove nel 2018 è         del Clan-Destino, attivissima associazione ambien-
diventato il primo partito con il 27,54%, con quasi       talista, per discutere del progetto di ampliamento
700mila voti. Poi l’ingresso al governo e il tracollo     dell’inceneritore. Così è nato il mio attivismo, vuoi
elettorale: alle Europee il M5s ha perso 400.000          per curiosità, vuoi perché stava per nascere mia fi-
elettori precipitando al 12,9% e quest’anno in tanti      glia, e questo ha aumentato la mia sensibilità nei con-
non volevano neppure presentarsi per evitare una          fronti dell’ambiente in cui viviamo». Quasi una fol-
sconfitta annunciata.                                     gorazione, quella di Benini, che da quel giorno non

                                                  Quindici 14
ha più smesso di far politica. «Nel      del governo gialloverde. «I nostri        o atti che non venivano compiuti
2013 – ricorda – sono entrato nel        provvedimenti, il Decreto Dignità,        nell’interesse dei cittadini. La no-
M5S e dal 2014 sono portavoce in         il Reddito di cittadinanza, la quota      stra presenza è fondamentale in
consiglio comunale, dove ho porta-       100, cominciano a dare frutti e ne        questa Regione».
to all’attenzione della giunta molte     andiamo fieri». E annuncia: «Pre-         Un ruolo che ora sembrano però
problematiche cercandone anche           sto avremo gli stati generali, dove       avere assunto le Sardine che il 12
le soluzioni; a volte ci siamo riusci-   decideremo che struttura politica         dicembre a Forlì hanno portato
ti, altre volte no, complice la mio-     darci e quali saranno gli orizzonti       in piazza cinquemila persone. «Io
pia della partitocrazia». Per lui, le    per il prossimo futuro».                  non c’ero, sono un portavoce del
elezioni del 26 gennaio sono «una        Benini dice che non si aspettava          Movimento 5 Stelle e quindi avrei
sfida costruttiva e un’opportunità».     la sua candidatura. Un impegno            disatteso la richiesta delle sardine
Ed è proprio sul verde pubblico e        snervante che porta ogni candidato        di essere apartitici», racconta Be-
sulla mobilità sostenibile che Be-       a macinare chilometri su chilome-         nini. Che subito abbandona la di-
nini spingerà di più in campagna         tri. Lui però non sembra stanco: al       plomatica distanza per tendere una
elettorale, convinto che l’ambiente      contrario, tra una stretta di mano e      mano elettorale: «Sono sicuro che
sia la più importante delle cinque       l’altra, si respira il suo entusiasmo,    la maggior parte delle loro richie-
stelle della sua bandiera.               il suo sentirsi pronto al di là delle     ste troverà nel Movimento 5 Stelle
Il candidato dei pentastellati pensa     poche possibilità di vittoria. «L’e-      la naturale comunanza di intenti
di convincere così molti degli elet-     lettorato ci darà fiducia per prose-      e risposte». Per le sue idee, il can-
tori delusi. Nonostante le difficoltà    guire nel cammino che stiamo per-         didato è considerato dai militanti
interne, sia nazionali che locali, lui   correndo», scommette. E con una           uno dei fedelissimi della prima ora.
è fiducioso. Né polemizza con chi        buona dose di retorica aggiunge:          Ma si dice certo della stima anche
ha sbattuto la porta come l’ex sin-      «Noi stiamo dalla parte della gente,      di tanti che non fanno parte del
daca grillina di Imola Sangiorgi         è quello il “partito” più importante,     Movimento.
(«Le auguro di trovare la propria        convincente e da noi stimato che          Sguardo fisso verso la telecamera
strada»). Ma non risparmia una           esista in questo Paese».                  e senza perdere il sorriso, Benini
stoccata alla Lega: «Ci sono partiti     La prima cosa che farebbe da pre-         batte su questo tasto: «Penso che il
in Italia che, a seconda degli umo-      sidente, promette è «portare da 2 a       mio impegno sia stato apprezzato e
ri del momento e della “di pancia”       10 milioni di euro il fondo regio-        ne sono felice, perché l’obiettivo è
degli elettori, sono passati in poco     nale per il micro-credito alle picco-     proprio quello di essere al servizio
tempo dal 5% al 37%». Per Benini,        le e micro imprese». Ma aggiunge          dei cittadini e della mia gente». In
la forza dei cinquestelle starebbe       che «in Emilia Romagna le cose da         fondo, dice Benini, il suo program-
nella concretezza. «Noi convincia-       cambiare sono tantissime, non solo        ma è una frase che accompagna
mo per la solidità dei temi – assi-      una». Benini è convinto che i pen-        gli attivisti a cinque stelle: «Sii il
cura -, per la nuova prospettiva         tastellati abbiano rappresentato in       cambiamento che vorresti vedere.
che infondiamo, per le scelte che        regione il ruolo di “sentinelle utili”,   Ecco, io nel mio piccolo cerco di
si discostano dal vecchio modo di        come recita il loro slogan sui mani-      essere esattamente questo».
fare politica». Nessun rimpianto         festi. «Abbiamo proposto, control-
per quello che hanno fatto i gril-       lato, verificato, indagato – racconta
lini dal giugno 2018, dalla nascita      - a volte anche denunciato scelte

                                                                                    «Ci sono partiti
                                                                                   in Italia che, a
                                                                                   seconda degli
                                                                                   umori del
                                                                                   momento e della
                                                                                   “pancia” degli
                                                                                   elettori, sono
                                                                                   passati in poco
                                                                                   tempo dal 5% al
                                                                                   37%»

                                                       Quindici 15
Gli outsider
        Tre rivoluzionari e un No-vax sfidano Bonaccini, Borgonzoni e Benini

     I volti e i progetti dei candidati invisibili

di Marco Santangelo

Aspiranti governatori che non hanno speranza di vincere, ma al massi-
mo di conquistare un posto in viale Aldo Moro. Dalla ventiseienne tre-
vigiana Marta Collot di Potere al Popolo fino a Battaglia del Movimento
3V, passando per i comunisti Lugli e Bergamini. Scopriamo le loro storie

M
                arta Collot è la candidata presidente     Marta Collot, trevigiana, figlia di un insegnante e di
                dell’Emilia-Romagna per Potere al         un’impiegata pubblica. Il suo obiettivo è realizzare
                popolo. Ha 26 anni ed è l’aspirante       un’ideale che l’ha sempre affascinata: la rivoluzione.
                governatrice più giovane d’Italia.        «È un processo fatto di tentativi - racconta -, battaglie
                Oltre a Stefano Bonaccini e Lucia         vinte ed errori». Influenzata dal pensiero di Fidel
Borgonzoni, che si giocano la vittoria finale,            Castro, la giovane candidata annuncia una completa
e a Simone Benini che cercherà dirisollevare i            rottura con quello che definisce «un sistema
cinquestelle, sulla scheda del 26 gennaio oltre quello    ingiusto imposto dall’alto». «L’Emilia Romagna –
di Collot ci saranno i nomi di altri tre candidati        attacca - presenta diseguaglianze sociali fortissime,
presidenti: Stefano Lugli (L’Altra Emilia Romagna),       privatizzazioni selvagge e sfruttamento brutale».
Domenico Battaglia (Movimento 3V, Vaccini                 Collot è entrata in punta di piedi in un fragile qua-
Vogliamo Verità) e Laura Bergamini per il Partito         dro elettorale, specchio del futuro politico dell’Italia.
comunista. I sondaggi li danno tra lo zero e l'1%.        Impossibile sovrastare la voce di Bonaccini e Bor-
Qualcosa in più Collot, ma lontano dalla conquista        gonzoni; difficile incassare le accuse via social di non
di un seggio. Chi sono questi sfidanti senza speranze?    essere all’altezza di una candidatura così importante;
Che cosa vogliono e che cosa propongono? «Una             impensabile vincere la presidenza. Tuttavia, Collot
lotta contro le fondamenta ingiuste e classiste su        spera di ottenere un seggio in Viale Aldo Moro. Così,
cui i cittadini costruiscono le proprie vite», spiega     affronta i suoi avversari a testa alta, come le ha inse-

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gnato la boxe di una palestra po-       L’ultimo spuntone del tridente         tutta la regione per la messa in si-
polare di Bologna.                      della sinistra emiliana è Stefa-       curezza sismica e idrogeologica.
Redenzione della classe opera-          no Lugli, classe ’74, candidato        Tra tutti questi “candidati poli-
ia, lotta per un salario minimo         de L’Altra Emilia Romagna, lista       tici” c’è anche un medico. Per la
di nove euro l’ora e resistenza         unitaria del Partito comunista ita-    precisione, un chirurgo urologo.
all’autonomia differenziata. Sono       liano e dal Partito del sud. Lugli     Come un agnello in mezzo ai lupi
queste le prime iniziative che vor-     è segretario regionale di Rifon-       Domenico Battaglia, capolista del
rebbe realizzare se il 26 gennaio i     dazione Comunista e consigliere        Movimento 3V (Vaccini Voglia-
cittadini sceglieranno il suo nome.     comunale a Finale Emilia. I suoi       mo Verità) rimette in discussio-
Nessuna esperienza politica alle        cavalli di battaglia sono una leg-     ne un tema tanto discusso come
spalle, se non con associazioni         ge contro la precarietà e le false     quello dei vaccini.
studentesche, Collot è laureata in      cooperative. «Bisogna creare oc-       «Su questo argomento va fatta
clavicembalo. E della musica ha         cupazione stabile, soprattutto per     luce, ma vogliamo la verità anche
fatto un lavoro, seppur provviso-       i giovani – spiega lui -; l’Emilia     su altri argomenti», spiega Bat-
rio. La giovane studentessa preca-      Romagna ha bruciato ogni record        taglia. E a chi gli chiede se abbia
ria, che non indossa né giacca né       di Pil, ma non ha avuto la capacità    vaccinato i propri figli lui ribatte:
camicia, senza essere rincorsa dai      di ridurre le diseguaglianze sem-      «non so quanto questa mia rispo-
giornalisti, ha promesso di essere      pre più evidenti». Lui ha deciso di    sta possa avere una ricaduta poli-
«un megafono per tutti gli sfrut-       correre da solo. È convinto che la     tica. Sono molto attento alla loro
tati».                                  sua lista possa essere «un’alterna-    privacy, per questo motivo ritengo
A condividere con lei i princìpi e      tiva alla destra becera e razzista e   che sia sufficiente fermarsi qui».
il colore politico, ma non la ban-      al Partito Democratico moderato        Battaglia non si dice contrario a
diera è Laura Bergamini, candi-         e centrista». Proprio a quest’ulti-    vaccini, ma «di certo non possono
data scelta dal Partito comunista       mo, Lugli scarica la colpa di aver     essere resi obbligatori così come,
di Marco Rizzo. I compagni della        contribuito alla crescita della        attualmente, nessun trattamento
falce e martello hanno puntato          Lega. Adora viaggiare e dell’omo-      farmacologico dovrebbe esserlo».
tutto sulla 59enne parmense. Mi-        nimo avversario Bonaccini odia         Per il medico, infatti, il termi-
litante dagli anni ’90, Bergami-        «il modo spregiudicato con cui ha      ne “No-Vax” altro non è che una
ni si inspira a Lenin: «Il potere       costruito una coalizione che scon-     banalizzazione mediatica perico-
politico ed economico – spiega          fina a destra». Adora cucinare e a     losa. E il pericolo, secondo lui, è
lei – deve spettare a chi produce       Lucia Borgonzoni dice che è «ina-      quello dividere la popolazione in
ricchezza, cioè i lavoratori». Se di-   deguata al governo della regione,      due tifoserie contrapposte. «La
ventasse presidente, i problemi da      un semplice strumento con cui          salute - insiste Battaglia - non è un
affrontare sarebbero due: «lavoro       Salvini cerca di dare una spallata     argomento da stadio e la verità la
e stato sociale». Nei confronti dei     al governo». Amante della corsa,       si ottiene con un confronto aperto
suoi sfidanti più favoriti Berga-       Lugli pensa che Simone Benini sia      tra gli specialisti». Il suo obietti-
mini si esprime senza mezze mi-         «l’agnello sacrificale di un partito   vo è anche quello di capire quali
sure: «rappresentano gli interes-       (il M5s, ndr) inaffidabile». Ispira-   siano in Emilia Romagna le con-
si di parti delle grandi imprese,       to da Antonio Gramsci e fervido        dizioni più rischiose per la salute,
pertanto non possono occuparsi          lettore di Gabriel Garcia Marquez,     così da intervenire al più presto:
degli interessi concreti delle clas-    il suo obiettivo è creare occupa-      «Voglio portare in politica l’essere
si popolari», dice. Lei sogna una       zione attraverso la riconversione      umano, focalizzare l’attenzione su
Emilia-Romagna comunista at-            ecologica dell’industria, dell’edi-    politiche incentrate sul benessere
traverso «una rivoluzione, a cui        lizia e dei trasporti. Oltre che un    e la salute». Il tutto varrà bene
sto già lavorando».                     piano di piccole opere diffuse su      uno scranno?

                                                                                          I simboli delle quattro liste “in-
 I sondaggi li                                                                            visibili” che saranno presenti
                                                                                          sulle schede elettorali il pros-
danno tra lo zero                                                                         simo 26 gennaio

e l'1%. Qualcosa
in più Collot,
ma lontano dalla
conquista di un
seggio
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Fact-checking
                       Duelli e scambi d’accusa tra la Lega e Bonaccini

             Colpo su colpo fino all’ultimo voto

di Francesca Delvecchio e Francesca Maria Chiamenti
Grafica di Francesca Delvecchio

Il film di una campagna elettorale fatta di accuse e repliche durissime,
confrontata con la realtà dei dati

«
        L’Emilia-Romagna è la pattumiera d’Italia».         si è iniziato il processo di bonifica, sono 159, ma si
        Manca poco a Natale e il leader della Lega          arriva a 528 se si aggiungono i siti già bonificati. Il
        Matteo Salvini sferra l’attacco a Stefano           numero di quelli inquinati invece, è 298.Per quanto
        Bonaccini. «Vergognati», ribatte il candidato       riguarda le strutture di gestione dei rifiuti, i dati di
        presidente del centro-sinistra emiliano-            Salvini non risultano completi.
romagnolo. È solo uno dei tanti scambi di colpi
che hanno avuto per protagonisti il leader della            Ambiente
Lega (al posto della candidata Lucia Borgonzoni) e          La polemica sull’ambiente è stata quella più agguerri-
il presidente della regione uscente. Un duello ricco        ta e ha raggiunto il suo apice sul nodo spinoso dei siti
di momenti caldi, proclami e invettive che Salvini          di gestione dei rifiuti e dei dati sulla raccolta differen-
ha cercato di politicizzare («Vinco qui e sfratto il        ziata. «Il Pd ha trasformato l’Emilia-Romagna nella
governo Conte») e Bonaccini di tenere sul piano             pattumiera d’Italia e di Roma - accusa Matteo Salvini
amministrativo («Io penso all’Emilia-Romagna»),             il 20 dicembre - ci sono 847 siti inquinati in tutta la
nel quale in poche occasioni il confronto è stato su        regione, 126 in provincia di Bologna, nove discari-
questioni concrete.                                         che attive, zero bonifiche e rifiuti da tutta Italia». La
Abbiamo esaminato i principali argomenti di scon-           risposta di Stefano Bonaccini non si fa attendere: «In
tro confrontandoli con i dati. Qual è la realtà al netto    Emilia-Romagna i siti inquinati in procedura attiva
della propaganda?                                           sono 519, non 847 come dicono Borgonzoni e Salvi-
Secondo i numeri della Regione del settembre 2018,          ni, che mescolano i numeri delle bonifiche in corso
le aree contaminate in procedura attiva, in cui cioè        con quelle chiuse».

                                                     Quindici 18
Secondo i dati della Regione del settembre 2018, le
aree contaminate in procedura attiva, in cui cioè si è                      La polemica sull’ambiente
iniziato il processo di bonifica, sono 159, ma si arriva
a 528 se si aggiungono i siti già bonificati. Il numero                     è stata quella più agguerrita
di quelli inquinati invece, è 298.Per quanto riguarda
le strutture di gestione dei rifiuti, i dati di Salvini non                 e ha raggiunto il suo apice
risultano completi.
Nella regione ci sono sette termovalorizzatori, che                         sul nodo spinoso dei siti
con l’incenerimento dei rifiuti producono energia -
l’ottavo, quello di Ravenna, è stato chiuso a dicembre                      di gestione dei rifiuti e
2019 -, quattro impianti di rifiuti industriali e tredici
discariche. A proposito di queste ultime, motivo di                         dei dati sulla raccolta
scontro tra Lega e Pd è stata l’ex discarica Razzaboni
a San Giovanni in Persiceto. Ma mentre Borgonzoni                           differenziata
denunciava l’esistenza del sito, Bonaccini ha replica-
to che è già stato bonificato. L’inaugurazione della
fine dei lavori di bonifica, in effetti, è avvenuta nel
novembre 2019. Durante gli scontri su questi temi,                          nalizzato chi abita in zone disagiate. Un anziano, ad
inoltre, è stata confiscata la discarica di Finale Emilia                   esempio, non può andare a 60 km da casa sua per
con l’accusa di abuso di ufficio, dopo che la Regione                       una visita specialistica». Salvini incalza, in uno dei
aveva stanziato un piano per ampliarla.                                     suoi comizi, affermando che «molti emiliano-roma-
«In Emilia-Romagna - continua Bonaccini - la rac-                           gnoli vanno altrove per farsi curare. Sono più quelli
colta differenziata supera il 70%. Definire pattumiera                      che escono di quelli che arrivano: sono 36mila le pre-
d’Italia una regione virtuosa che si vorrebbe addirit-                      stazioni ambulatoriali fatte fuori e circa cinque mila i
tura “conquistare” denota solo disprezzo per questa                         ricoveri». Bonaccini contesta prontamente le accuse
terra e nessuna conoscenza dei fatti e dei numeri».                         leghiste: «Siamo la Regione che accoglie più persone
                                                                            dalle altre aree del Paese per venire qui a curarsi: è la
Sanità                                                                      prima per attrattività sanitaria. […] I tempi e la pro-
Per il sistema sanitario regionale, invece, i due can-                      posta che ha fatto Borgonzoni sul Veneto noi l’appli-
didati immaginano due futuri differenti. Il grande                          chiamo già da alcuni anni, cioè quella di utilizzare la
scontro vede sanità privata contro sanità pubblica.                         domenica o le ore serali della settimana per smaltire
«Con il privato qui abbiamo un ottimo rapporto, ma                          le file». «Il governo gialloverde, di cui faceva parte
finché ci sarò io la centralità resta la sanità pubblica e                  Lucia Borgonzoni sei mesi fa - ha rincarato il presi-
i poveri saranno trattati come i ricchi» spiega Bonac-                      dente uscente - ha indicato l’Emilia-Romagna nella
cini durante il confronto televisivo, andato in onda                        classifica delle regioni benchmark». Tradotto dal lin-
nel programma di Rai3 “Cartabianca” il 19 novem-                            guaggio aziendale, significa che l’Emilia-Romagna è
bre. Borgonzoni, al contrario, punta il dito soprat-                        la regione italiana di riferimento per la qualità della
tutto sulla lunghezza delle liste d'attesa. «Abbiamo                        sanità pubblica, grazie al tipo prestazioni che riesce
segnalazioni da moltissimi cittadini - dice - ed è pe-                      ad erogare, all’efficienza e all’organizzazione.

Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni con il direttore di QN - il Resto del Carlino Michele Brambilla

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Istruzione
«Con il privato qui                                          Altro nodo cruciale del dibattito è la riforma del si-
                                                             stema scolastico. Dal palco in Piazza Maggiore, il 7
abbiamo un ottimo                                            dicembre, Bonaccini promette agli elettori «il più
                                                             grande investimento educativo fatto in questo Pa-
rapporto, ma finché ci                                       ese». Le idee del rappresentante del Pd proseguono
                                                             poi con il rilancio della proposta di abbattimento e
sarò io la centralità resta la                               azzeramento delle rette di accesso ai nidi, che risul-
                                                             tano essere pochi e sempre più costosi, motivo per
sanità pubblica e i poveri                                   cui ormai troppi genitori sono costretti a rinunciarci.
                                                             «Dobbiamo azzerare le liste d’attesa - afferma - e con-
saranno trattati come i                                      sentire di accedere liberamente a questo primo por-
                                                             tale tutta la cittadinanza, a prescindere dal proprio
ricchi» spiega Bonaccini                                     reddito».
                                                             Borgonzoni accusa il Pd di “copiare” il suo partito
                                                             (sulla gratuità dei nidi e dei parcheggi negli ospe-
I dati presentati dal Ministero della Salute nel “Rap-       dali): «È una battaglia della Lega, daremo i soldi di-
porto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero.         rettamente alle famiglie, non ai Comuni». Mentre
Dati Sdo (Schede di dimissione ospedaliera) 2017”            Bonaccini imputa alla sfidante di «non avere ancora
fotografano però una realtà opposta. I ricoveri per          avanzato una sola proposta per il governo dell’Emi-
forme acute nella Regione sono stati infatti 555.070.        lia-Romagna».
Una parte di questi, ben 78.941, ha riguardato citta-        Secondo i dati del rapporto di Cittadinanzattiva, la
dini non emiliano-romagnoli, mentre 29.951 sono              retta degli asili nido dell’Emilia-Romagna, per l’anno
i cittadini della regione che hanno scelto di curarsi        di riferimento 2019/2020, ha una media di 314 euro
lontano da casa.                                             al mese, contro i 472 euro della regione più cara che
                                                             è il Trentino Alto-Adige. Per quanto riguarda le liste
Economia                                                     d’attesa, invece, si situa al secondo posto, dopo l’Um-
Il dibattito si è acceso anche sul fronte economico.         bria, con un 33.7% di copertura, ovvero di bambini
La "locomotiva d'Italia", ormai così ribattezzata l'E-       che trovano posto negli asili.
milia-Romagna, rimane uno dei motori della produ-
zione su scala nazionale e una delle quattrogioni che
trainano il Pil del paese.
Secondo il report su occupazione e disoccupazione
relativo al 3° trimestre 2019, presentato dall’Agenzia
Regionale per il Lavoro Emilia-Romagna, il tasso di
occupazione sale al 69,9% mentre quello di disoccu-
pazione si blocca al 6,3%, registrando il valore più
basso dell’ultimo decennio. Sono dunque oltre due
milioni e 700mila gli occupati regionali, +0,2% ri-
spetto al 2018.
                                                             Salvini: «Molti emiliano-
Secondo il leader leghista Salvini, «la disoccupazione
in calo […] riguarda più la capacità degli imprendi-         romagnoli vanno altrove
tori di reggere alla crisi piuttosto che l’azione della
regione».
Bonaccini però puntualizza: «Cinque anni fa la di-
                                                             per farsi curare. Sono più
soccupazione era al 9%, oggi è al 5%. Ancora non ba-
sta, ma aver recuperato 100mila posti di lavoro credo        quelli che escono di quelli
che ci faccia dire che si sta meglio di cinque anni fa».
Lo scontro si accende poi sulle manovre contenute
nella Legge di bilancio 2020. Sugar tax, flat tax, tassa-
                                                             che arrivano»
zione sulle auto aziendali e turismo tornano a divide-
re i due schieramenti.
Lucia Borgonzoni si esprime duramente: «La stret-
ta sulla flat tax sarà un duro colpo per i lavoratori
autonomi. In Parlamento siamo pronti a presentare
un pacchetto Emilia-Romagna per contrastare le fol-
lie della sinistra delle tasse. Ancora una volta il Pd
si dimostra nemico di lavoratori, imprese e mondo
produttivo».
Bonaccini controbatte: «Il nostro primo atto sarà fir-
mare un nuovo patto per il lavoro, per passare dalla
piena alla buona occupazione e dalla crescita allo svi-
luppo sostenibile».

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