IN QUARESIMA L'AMORE DI DIO INCONTRA L'AMORE DELL'UOMO E NE DISCHIUDE IL COMPIMENTO - Pweb
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Numero IV informatore parrocchiale Marzo 2019
IN QUARESIMA L’AMORE DI DIO INCONTRA L’AMORE
DELL’UOMO E NE DISCHIUDE IL COMPIMENTO
La fede viva, che ha sedimentato una dall’uso del viola e del morello) e lo chiama a
tradizione cristiana, ci consegna la quaresima conversione per un amore ancora più grande,
come tempo di conversione. Anche i segni sfolgorante, che si compirà nella Pasqua e nel
liturgici dicono la necessità di una profonda tempo successivo (caratterizzato dall’utilizzo dei
conversione. Il colore rosso, colore del sangue, paramenti bianchi o alternativamente color oro).
per l’ebreo sede della vita, indica l’amore umano,
Dunque, se l’avvento è tempo di attesa,
mosso dalla più nobili intenzioni di realizzazione
di preparazione all’accoglienza, la quaresima è
di sé e degli altri; per il cristiano, il sangue è anche
soprattutto tempo di conversione del proprio
e soprattutto quello di Cristo versato sulla croce,
cammino perché incroci quello di Dio
dei martiri che ne hanno seguito l’esempio,
introducendo la pienezza dell’incontro. La
riaffermando che, pur essendo la vita un dono
conversione, in greco espressa dalla Parola
enorme, in alcune circostanze è possibile, a volte
metanoia, è di più del cambiamento di qualche
è necessario, riconsegnarla per amore… Il colore
atteggiamento esteriore: ha a che fare con
azzurro o blu significa l’amore di Dio, forse,
il nous, con la mentalità attraverso la quale si
perché è il colore del cielo, che nella tradizione
guarda il mondo. Si tratta di deporre il nostro
religiosa, sin dall’antichità, è stato letto come la
sguardo e i nostri schemi per assumere lo
dimora di Dio: diverse religioni hanno posto segni
sguardo di Dio e la “logica” della Buona notizia,
della loro fede in cima ai monti (santuari, templi,
del Vangelo. Affinché il cammino possa iniziare
croci…) perché simbolicamente
ed arrivare a compimento, la tradizione ci
rappresentassero il desiderio di “avvicinarsi a
consegna degli strumenti efficaci: la Memoria, la
Dio”, alla sua casa. In quaresima il blu e il rosso si
Preghiera, il Digiuno e Penitenza.
uniscono: l’amore di Dio incontra l’amore
dell’uomo e i paramenti liturgici lo narrano con La Memoria: un essere umano senza
l’utilizzo del viola (in rito romano) e del morello memoria è un uomo o una donna senza storia
(in rito ambrosiano). Dio si china dolcemente nella quale collocarsi, senza gigante sulle cui
verso l’uomo (compiendo il desiderio dell’attesa, spalle collocarsi per guardare lontano… Una delle
non per nulla anche l’avvento è caratterizzato difficoltà delle malattie neurodegenerative, forse
la più significativa, è che il paziente che ne èaffetto diventa progressivamente incapace di sulla realtà, non i “dittatori” cui affidiamo
fare sintesi, di coordinare le informazioni che ciecamente le scelte della nostra vita e neanche
partono dal cervello e così, tra le altre cose, vive gli occhiali attraverso i quali osservare la realtà
costantemente e solo il presente, senza essere in che ci circonda; gli affidiamo i nostri dolori; ci
grado di fondarlo nella memoria del passato e affidiamo nella nostra fragilità e debolezza e
nella speranza del futuro; quando questo chiediamo forza e perdono. La memoria ci apre
degrado assume proporzioni ampie impedisce la alla condivisione intima dello sguardo di Dio, alla
possibilità di relazioni che non comunione profonda con Lui.
siano immediatamente volte a svolgere i bisogni
La preghiera, affidamento della realtà
istintivi e immediati legati alla sopravvivenza e
come la percepiamo con i nostri sensi per
agli impulsi.
chiedere in dono di partecipare all’intimità dello
La custodia della Memoria è sguardo di Dio su di noi e sulla storia, riceve in
fondamentale nel cammino di fede ebraico- dono il digiuno e la penitenza.
cristiano-musulmano: “Shema Israel” (=ricorda
Il digiuno è l’espressione della scelta
Israele); “non dimenticare che eri schiavo in
matura che, pur avendo tante possibilità, non le
Egitto e il Signore ti ha liberato” (cfr Dt 24);
accaparra tutte per sé ma si educa ad un sano
“Quando sarai nella terra della Promessa, non
distacco.
dimenticare il cammino che il Signore tuo Dio ti
ha fatto percorrere, come non ti si sono gonfiati i I cibi per il cristiano sono tutti mondi (cfr.
piedi, non ti si è logorato addosso il mantello…” At 10, 9-16), a differenza dell’ebreo e del
(cft Dt 8); “Fate questo in memoria di me…” (Lc musulmano che non mangiano alcuni alimenti
22, 19); “Quando saranno accadute queste cose, perché li ritengono impuri. Tuttavia, quando il
Pietro ricorda e conforta i tuoi fratelli…” (cfr Lc 22, credente cerca un’intimità con Dio, e quindi
32). Senza memoria non posso apprezzare i doni desidera metterlo al centro nella preghiera e
ricevuti, la gratuità dell’amore che mi ha nella condivisione fraterna, rinuncia a ciò che non
conservato in vita… se perdo la memoria resto è essenziale (anche se ciò a cui rinuncia è cosa
solo e posso contare solo su me stesso e sulle buona e non cattiva) per ricordarsi che “Non di
cose che possiedo. È emblematico il passaggio: solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che
quanto è buono Dio che ci ha donato la terra viene da Dio”. Così, il digiuno (dal cibo e da alcuni
promessa; quanto è bella la terra che Dio ci ha atteggiamenti) diventa uno strumento per
donato; quanto è bella la terra. In questo dedicare più tempo al Signore e ai fratelli e per
passaggio, la Terra, che era speciale non tanto metterci in sintonia con chi è meno fortunato di
per le sue ricchezze, ma come segno dell’amore noi.
gratuito di Dio, si sostituisce a Dio diventando La quaresima di quest’anno è particolarmente
l’oggetto di adorazione che rinchiude nell’oblio il significativa per la nostra comunità pastorale,
donatore. Da strumento di comunione diventa perché la Parrocchia di Sant’Anna festeggia il 60°
idolo che impedisce la relazione libera con Dio. anniversario di fondazione. Di conseguenza,
La memoria da sola non basta. Essa apre abbiamo scelto che tutti gli incontri, compresi gli
alla conservazione della relazione vera, esercizi spirituali, vengano svolti in Sant’Anna;
alla preghiera nella quale riconosciamo e sarà bello constatare che anche i parrocchiani di
lodiamo Dio per i suoi doni; gli chiediamo di Mater Amabilis, custodendo e accrescendo il
comprendere la storia nella quale viviamo, di cammino di comunione e di fraternità, saranno
aiutarci a far sì che le paure siano solo un presenti a questi incontri.
campanello di allarme per destare l’attenzione Don Renato Fantoni
2IN ASCOLTO DELLA PAROLA
DIO MIO, DIO MIO PERCHE’?
Pregare in un’ora di angoscia mortale
Il Salmo 22: per chi? Anche per noi? “Eppure Tu sei il Santo che siedi in trono tra
Anche perché lo sentiamo e cantiamo le lodi di Israele. A Te gridarono i nostri padri
in Quaresima il Salmo 22(o 21) è uno dei più e Tu li hai salvati, in Te confidarono e non
noti, richiamato pure nei Vangeli della rimasero delusi”: allusione a episodi come la
passione di Gesù. Come al solito ci liberazione dalla minaccia di sterminio in
chiediamo: chi parla in questo Salmo, che Egitto e ad altri simili. Dall’altra la sua fede
rileggeremo seguendo l’ultima versione della si basa anche sulla sua vicenda personale:
CEI. È evidente: parla un ebreo di prima di “Sei proprio Tu che mi hai tratto dal grembo,
Cristo, terribilmente angosciato, eppure mi hai affidato al seno mia madre; al mio
mirabilmente fermo nella fede del suo nascere a Te fui consegnato; dal grembo di
popolo e sua personale. mia madre sei Tu il mio Dio”. Bellissime
immagini sia per connettere l’azione del
L’angoscia abbonda, descritta anche
Creatore con quella della mamma e del papà,
con immagini poetiche e vivaci. L’orante è
sia e più ancora per dire che Tu mi hai fatto
circondato da nemici beffardi, che come
da padre fin dalla nascita! E adesso?
bestie feroci lo stanno sbranando e
spogliando di tutto: “Si fanno beffe di me “Arido come un coccio è il mio vigore,
quelli che mi vedono, storcono le labbra, la mia lingua si è incollata al palato, su
scuotono il capo...Spalancano contro di me le polvere di morte (TU, proprio Tu) mi hai
loro fauci, come leone che sbrana e deposto”! Incredibile e umanissimo lo sfogo;
ruggisce...Un branco di cani mi circonda, una ma Dio non rifiuta la nostra sincerità, anche
banda di malfattori mi accerchia, hanno se al limite della bestemmia (così è anche nel
scavato le mie mani e i miei piedi...si dividono libro di Giobbe). Sincera e granitica però,
le mie vesti e sulla mia tunica gettano la almeno nel salmista, rimane anche la sua
sorte”, ossia a loro interessa di più la mia fede. Anche in...”me”? La so alimentare con i
roba che me. Per di più essi lo sfidano sulla ricordi della storia del popolo di Dio e della
fede: “Si rivolga al Signore, Lui lo liberi, lo mia personale? Comunque, è evidente
porti in salvo, se davvero lo ama!” quanta ricchezza umana e spirituale emerge
da Salmi come questo. Davvero c’è dietro
Una fede forte e delusa
un’ispirazione a dir poco misteriosa: celeste
Certo il salmista aveva e mantiene la
e incarnata, pane per la vita e per la
fede in Dio. Già nel grido iniziale essa si
preghiera di tutti.
intravvede, perché, pur in quel tipo di
angoscia, egli grida “Mio Dio, mio Dio” e poi Una finale a sorpresa
ritorna con altre frasi: Non stare lontano da Si dice che i Salmi finiscono in gloria.
me...Mia forza vieni presto in mio aiuto; È vero per tanti di questi, ma qui troviamo
libera dalla spada la mia vita, dalle zampe del qualcosa di straordinario. Innanzitutto: in
cane l’unico mio bene”. Tale fede si basa da parecchi Salmi dove si parla di nemici feroci
una parte sulla storia del suo popolo: si aggiungono invettive e maledizioni contro
4di loro, in questo invece nulla di simile. E ciò discendenza...annunceranno tutti la sua
sorprende. Dopo un rapido accenno (v. 22) a giustizia, al popolo che nascerà diranno: Ecco
una risposta salvifica da parte di quel Dio l’opera del Signore!” Vita dunque anche
paterno-materno-deludente (“Tu mi hai dopo la morte, vita personale di quel Servo e
risposto”), incontriamo solo un ampio inno di di molti altri dopo e con lui. Qui una nota:
ringraziamento e di lode, che coinvolge sia dopo una delle prime persecuzioni da parte
l’orante sia molti altri: “Annuncerò il tuo di loro connazionali ebrei, i primi cristiani di
nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo Gerusalemme si espressero con una
all’assemblea. Lodate il Signore voi suoi preghiera dello stesso spirito del Salmo 22
fedeli, gli dia gloria tutta la discendenza di (Atti 4, 23-30). Sulla scia degli evangelisti.
Giacobbe, lo tema tutta la discendenza di
La rilettura del Salmo 22 nei Vangeli.
Israele”, quindi innanzitutto il popolo ebraico
Viene facile il confronto con la
ma non solo, perché anche cristiani e
vicenda di passione e di vita nuova del
musulmani si richiamano ai patriarchi ebrei e
Signore Gesù, date le numerose somiglianze,
al loro Dio pur sotto nomi diversi.
non solo quelle rilevate esplicitamente in
Motivo della lode è che quel Dio “non Matteo e Marco (“Dio mio, Dio
ha disprezzato né disdegnato l’afflizione del mio...perché?” di Gesù sulla croce, e di
povero (nonostante i suoi sfoghi quasi Giovanni circa la divisione delle vesti) ma
blasfemi) e il suo grido di aiuto”. E con quel anche le altre che abbiamo notato. Si può
povero anche altri “poveri mangeranno e dire che evangelisti e prime chiese cristiane
saranno saziati”, allusione all’usanza di hanno visto nel salmista ebreo originario una
coinvolgere parenti e poveri a un banchetto immagine in anteprima di quell’ebreo di
rituale e sacrificale di ringraziamento (in Nazaret, Signore anche della morte come il
greco: eucaristia) nel tempio di suo Dio paterno-materno-deludente ma
Gerusalemme o altrove; anzi “tutti quanti lo affidabile nonostante tutto.
cercano loderanno il Signore” gridando, e
Ma mi ci posso vedere anch’io?
magari sollevando un calice: “viva il vostro
Anche tu. E possiamo pregare insieme,
cuore per sempre”.
insieme soprattutto a Gesù e alla sua Chiesa,
Ulteriori allargamenti nella stessa quel mirabile Salmo antico ma sempre
finale: “Ricorderanno e torneranno al Signore nuovo. Una speranza e un sogno: quando
tutti i confini della terra, davanti a Lui si potremo pregare così anche con tutto il
prostreranno tutte le famiglie dei popolo ebraico?... Per ora, dopo un lungo
popoli...anzi tutti quanti dormono sotto terra disinteresse e disprezzo, registriamo un
discesi nella polvere (dunque anche i notevole interesse di vari Ebrei per il loro
morti?!), perché il regno è del Signore”, non Gesù. E da parte cristiana un nuovo dialogo
della morte né dei re pur feroci di questo con loro. Quale futuro ne uscirà? Intanto,
mondo. anche col Salmo 22, preghiamo anche per
loro.
Ovviamente “anch’io – dice il salmista
Don Giovanni Giavini
- vivrò per lui e lo servirà la mia
5VITA DELLA COMUNITÀ
LA NOSTRA ESPERIENZA DI TESTIMONI AL CORSO PREMATRIMONIALE
sembrano libri con le pagine bianche. Spesso
anche le nostre mani si cercano, sorridiamo.
Le riflessioni che propongono don
Ambrogio e don Renato sono sempre perle di
saggezza e, contemporaneamente, una
sorpresa che alimenta l'attenzione, mentre gli
interventi di Marco (testimone storico) e di
Roberto trovano sempre considerazioni
interessanti.
L’attenzione diventa coinvolgimento
quando anche le coppie più riservate si aprono
Siamo Grazia e Pasquale, coniugi da 23 e il tutto porta a discussioni dove condividere
anni. Era un po' di tempo che pensavamo a timori, esperienze e aspettative.
come essere utili in Parrocchia, come
partecipare e impegnarsi insieme. Così è Tra i piacevoli ritorni, quando a fine
iniziata nel settembre 2015 la nostra corso un partecipante disse che era venuto per
testimonianza di sposi ai corsi prematrimoniali. dovere e invece si era arricchito di cose che
Un impegno di otto incontri, ripetuti a gennaio non immaginava, o anche quando raccontano
e settembre, su argomenti diversi: che aspettano con piacere il mercoledì
dall'accoglienza ai figli, dalla famiglia a come sacrificando le partite di champions league, o
Cristo è nella nostra vita e nel nostro ancora che il ritorno a casa apre una
matrimonio. discussione che dura fino all'incontro
successivo.
Abbiamo vissuto i dubbi iniziali su cosa
dire, come dirlo finché abbiamo deciso di Per noi è anche un'occasione di
portare la nostra esperienza di sposi con i confronto che ravviva l'unione. Nel tornare a
dubbi, gli errori, le emozioni e le grazie. Brevi casa, sottobraccio, iniziamo a discutere di cosa
storie di vita quotidiana fatta di avremmo potuto dire meglio per raccontare di
sperimentazione di amore e di fede. un legame di amore di chi ha voluto Cristo
come testimone dì nozze.
In sala don Ernesto coppie di età
differenti. In tanti convivono. Alcuni sono Grazia e Pasquale
emozionati, li vedi prendersi per mano quasi a
sostenersi reciprocamente. Nel vederli
6VITA ECCLESIALE
TORNIAMO AMICI? Paolo VI e gli artisti
"Ritorniamo ad essere amici?" Questa è la inducendoli ad una riflessione tra arte e fede,
domanda che Paolo VI nel 1964 rivolse ad una ribadendo che l'arte è sempre contemporanea
moltitudine di artisti in uno storico incontro da perché espressione del suo tempo ed inserita
lui voluto nella Cappella Sistina. Questo è stato in un determinato periodo storico e che non è
anche il titolo di un convegno che si è tenuto il chiusa nei luoghi di culto, ma è sempre aperta
1° febbraio scorso al Museo Diocesano alla vita. L'arte nei secoli ha contribuito alla
organizzato da "GASC" (Galleria d'Arte Sacra comprensione di concetti difficili e complessi
dei Contemporanei) e alla presenza di esperti rendendo visibile un mondo invisibile. Può
per evidenziare l'approccio dell'allora Papa nei continuare a farlo e a trasmettere bellezza, la
confronti dell'arte del '900 e gli effetti a lungo bellezza di cui il mondo ha bisogno, perché
termine scaturiti dalle sue azioni e dalle attira lo sguardo, apre il cuore, invita a cogliere
risposte degli artisti al suo appello. un pensiero che vada oltre la tela o il marmo e
punti più in alto.
La libertà di espressione che gli artisti
rivendicarono nell'800 con la loro voglia di
autonomia e di provocazione e portata avanti
per esprimere anche ansie, paure, tensioni
sociali, innovazioni, è ancora attuale perché
l'artista vive nel mondo, crea secondo il proprio
sentire, anche se a volte è soggetto a leggi di
mercato o di società. Del resto, chi fu più
autonomo e provocatorio del Michelangelo
della Cappella Sistina con le sue nudità?
Felice Carena - Deposizione
Per secoli la Chiesa è stata la grande
committente dell'arte che ha prodotto
capolavori immensi. Dal paleocristiano in poi la
Chiesa ha sempre avuto attenzione per l'arte,
come del resto tutte le culture religiose, e se
ne è molto servita per spiegare la catechesi ed
i suoi concetti e per sviluppare il senso del
sacro ed il sentimento religioso.
Poi però il rapporto si interruppe: l'arte sacra si
limitò a vecchi schemi ripetitivi, mentre il Sala Musei Vaticani arte contemporanea
mondo artistico prendeva altre strade, diverse, Già da Arcivescovo di Milano, Paolo VI
innovative e laiche già dal primo Ottocento. propugnò la costruzione di nuove chiese con
Paolo VI, colto ed amante dell'arte fin da forme, stili e materiali moderni nella
giovane, decise di riavviare il dialogo, consapevolezza dell'importanza che anche
avvicinando gli artisti in modo amichevole,
7l'architettura riveste come inclusione e della Chiesa? Forse no, ma nell'atto di creare è
coesione sociale (anche la prima pietra di insito un non so che di trascendente e diversi
Sant'Anna fu posta dal Card. Montini). artisti indipendenti hanno intrapreso una
Grazie a lui nacque la Galleria di Arte Sacra dei ricerca personale del sacro. Come la musica
Contemporanei a Villa Clerici (GASC), sulla anche l'arte avvicina a Dio.
quale sarebbe interessante ritornare, e, da
Papa, si batté per creare in Vaticano la sezione
di arte moderna e contemporanea, che riuscì
ad inaugurare nei primi anni Settanta,
nonostante le ostilità e le reticenze,
imponendo come sua collezione personale una
serie di opere di famosi artisti. Uomo di grande
apertura in questo senso, Paolo VI impresse
dunque una svolta alla ricerca artistica del
sacro in chiave moderna, dando impulso a
qualcosa che già si era mosso con Giovanni
XXIII e la sua storica amicizia, per esempio, con
Manzù.
Una collezione, quella del Vaticano, aperta al
futuro e presente nel mondo, come le opere
presenti alla Galleria di Villa Clerici o quelle
della Collezione conservata a Concesio, paese
natale di Paolo VI. Certo non tutte le opere
prodotte in questo secolo, siano esse
pittoriche, scultoree o architettoniche
contemporanee sono riuscite positivamente,
ma lo sviluppo di un linguaggio legato al sacro
Floriano Bodini - Paolo VI -
deve continuare.
Museo Diocesano Milano
Paolo VI disse agli artisti: "Noi abbiamo bisogno
di voi". Provocatoriamente possiamo
domandarci: l'arte contemporanea ha bisogno Graziella Colombo
8ARTE CULTURA E SOCIETÀ
La Vergine delle rocce del Borghetto Apologia della Storia. The Historian’s Craft
di Francesco Melzi
ICA Milano, Istituto Contemporaneo per le Arti
In occasione delle celebrazioni per il presenta la mostra che inaugura questa nuova
Cinquecentenario di Leonardo da Vinci, la sede. La mostra si struttura come un racconto
Fondazione Orsoline di San Carlo rende per la sugli accadimenti geo-politici e sociali che
prima volta accessibile al pubblico La Vergine hanno interessato alcuni territori nella storia
delle Rocce del Borghetto (1517-1520, recente, raccogliendo le opere di dodici artisti
tempera e olio su tela, 198 x 122 cm), opera di differenti per età e provenienza geografica. Il
Francesco Melzi, allievo prediletto di Leonardo percorso si sviluppa come un susseguirsi di
da Vinci. La tela, copia fedele del dipinto luoghi, tempi e atmosfere differenti. Le opere
conservato al Louvre, sarà eccezionalmente ricercano nel presente i segni dei mutamenti in
visibile grazie a speciali visite guidate nella atto, delle tensioni verso il futuro, a partire
Chiesa di San Michele del Dosso, dove è dalla comprensione del passato.
attualmente custodita, all’interno del convento ICA Milano, il primo Istituto Contemporaneo
della Congregazione Orsoline di San Carlo a per le Arti al di fuori del mondo anglosassone,
Milano. intende rappresentare per la città uno spazio
L’opera, copia di alta qualità formale della no profit dinamico, sempre propositivo: un
celebre Sacra Conversazione leonardesca, è luogo dove ritrovarsi per raccontare e parlare
fedele all’originale nelle dimensioni, ma è di arte. ICA nasce da un grande sogno: la
realizzata su tela rettangolare e non su tavola costituzione di un ecosistema ideale per le arti
centinata. e la cultura contemporanee, in cui gli artisti
possano trovare uno spazio libero d’azione in
Dove: Chiesa di San Michele sul Dosso, via grado di mettere in scena le principali urgenze
Lanzone 53, Milano della ricerca attuale.
Info: 02/72010563
Quando: 30/1/2019 – 31/12/2019 Dove: ICA Milano – Istituto Contemporaneo
Orario: 16,30-17,30 da lunedì a venerdì; 10- per le Arti, via Orobia 26, Milano
11,30; 15-17,30 sabato; Info: 375/5324806; Sito: www.icamilano.it
15-17,30 domenica Quando: 25/1/2019 – 15/3/2019
Ingresso: Visite guidate, prenotazione Orario: 12-20 da giovedì a domenica. Lunedì,
obbligatoria sul sito www.verginedellerocce- martedì e mercoledì chiuso
mi.it Ingresso: libero
9Una vita da scienziata. I volti del progetto Broken Nature: Design Takes on Human
#100 Esperte Survival
La XXII Esposizione Internazionale della
Triennale di Milano ha annunciato le
Partecipazioni Internazionali che
accompagnano la mostra tematica "Broken
Gli scatti fotografici di Gerald Bruneau Nature", un'indagine approfondita sui legami
raccontano l'eccellenza delle scienziate che uniscono gli uomini all’ambiente naturale,
italiane, volti e competenze di alcune scienziate legami che nel corso degli anni sono stati
del progetto #100esperte, nato per valorizzare profondamente compromessi, se non
l’expertise femminile in settori percepiti ancora completamente distrutti. Le esposizioni sono
come dominio maschile. La mostra è incentrata curate da alcune delle principali istituzioni e
sulle STEM (Science, Technology, Engineering università del mondo, e da Paesi come il
and Mathematics). Numerose ricerche sulla Senegal, lo Sri Lanka, l’Australia e il Camerun,
presenza femminile nell’informazione solo per nominarne alcuni. Tra le nazioni
dimostrano che le donne sono raramente coinvolte c’è anche la più estesa di tutte: quella
interpellate dai media in qualità di esperte. delle Piante. La Nazione della Piante è
Per contribuire alla costruzione di una società un’esposizione immersiva a cura di Stefano
paritetica nel 2016 è nato il progetto “100 Mancuso, tra le massime autorità mondiali nel
donne contro gli stereotipi” da un’idea campo della neurobiologia vegetale. L’assunto
dell’Osservatorio di Pavia e dell’Associazione di base da cui parte il neurobiologo Mancuso è
Gi.U.Li.A. in collaborazione con Fondazione che uno dei modi per evitare un futuro
Bracco e con il supporto della Rappresentanza catastrofico per l’umanità, è guardare alle
in Italia della Commissione Europea. piante in un modo nuovo, usarle non solo per
Fondazione Bracco propone oggi con questa quello che hanno da offrirci, ma per quello che
mostra una narrazione complementare, con possono insegnarci.
l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico al Oltre ai progetti la mostra comprende una
volto femminile della ricerca e allo stesso selezione di circa 120 progetti di design e di
tempo a rappresentare la scienza come architettura degli ultimi trent’anni.
bellezza, accessibilità, divertimento.
Dove: La Triennale, viale E. Alemagna 6, Milano
Dove: CDI, via Saint Bon 20, Milano Info: 02/724341; Sito: www.brokennature.org
Info: 02/483171 Quando: 1/3/2019 – 1/9/2019
Sito: www.cdi.it; www.fondazionebracco.com Orario: 10,30-20,30. Lunedì chiuso
Quando: 16/1/2019 – 30/6/2019 Ingresso: 18 euro; ridotto 14 euro
Orario: 7-19; sabato 7-18. Domenica chiuso
Ingresso: libero Manuela Vaccarone
10LEONARDO A MILANO
meno precisi e delineati, creando un'atmosfera
suggestiva.
Ma secondo una interpretazione dal carattere
profondo, il dipinto va oltre la
rappresentazione in sé, l'abilità pittorica, la
bellissima luce crepuscolare, le applicazioni
scientifiche. Figlio del suo tempo,
considerando i suoi scritti e le sue elaborazioni,
Leonardo, qui, come altrove, introduce un
tema di teologia. La grotta, che ricorda quella
della Natività, diventa uno spazio mistico,
Vergine delle rocce - Leonardo da Vinci 1483-
attraversato da una luce che è anche
1486 – Museo del Louvre
soprannaturale, nel quale la Vergine è essa
stessa la "caverna" che ha accolto la Vita. Gesù
Ancora Leonardo. È il suo anno. L'idea del
Bambino, in atteggiamento benedicente, ha
grande genio che la " pittura è scienza e
sopra la testa un bellissimo gioco di mani, mani
legittima figlia di natura" si traduce nella
come solo Leonardo sapeva fare, e quella di
"Vergine delle Rocce" in una rappresentazione
Maria è aperta: Lei ha accolto quel Figlio e ora,
in cui sono evidenti gli studi scientifici su
conscia del proprio ruolo materno, sembra
geometria, geologia e natura. L' opera, datata
volerlo proteggere. San Giovannino, con le
1483-86, è del primo e lungo periodo milanese
mani giunte e lo sguardo rivolto a Gesù, è
di Leonardo, anche se poi portata in Francia e
indicato dall'Angelo come il precursore di
custodita in seguito al Louvre, divenuto museo.
Cristo: quello sarà il suo ruolo.
Il dipinto rappresenta l'incontro di San
Le piante fiorite e
Giovanni Battista bambino con il piccolo Gesù
l'acqua presenti
alla presenza della Vergine e dell'Angelo in una
simboleggiano la
grande grotta scavata nella montagna con
vita e la rinascita.
rocce possenti intorno e sullo sfondo. Una
In questo modo
sorta di architettura naturale, nella quale le
l'opera, legata
figure, meravigliose, creano un netto triangolo
quasi per certo alla
il cui vertice è il capo di Maria e gli sguardi e gli
devozione
atteggiamenti formano un movimento
mariana, può
circolare. Le rocce e la caverna, che molto
essere
probabilmente rimandano ad un paesaggio
interpretata come
lombardo, pur nella penombra, sono definite
una meditazione
in base agli studi di geologia e le piante
complessa sul
rigogliose rivelano studi di botanica. La luce,
mistero dell'Incarnazione. Attraverso la natura,
che entra dalle aperture, compenetra le figure
Leonardo elabora una visione religiosa nella
con il paesaggio grazie alla tecnica dello
convinzione che l'arte sia un tramite per
"sfumato" che Leonardo elaborò osservando e
comprendere la Verità e i suoi misteri. Così
decifrando i fenomeni naturali. Più ci si
come è un tramite anche la bellezza che ha un
allontana, infatti, e più i contorni risultano
legame con Dio ed il creato, lo stesso legame
11che ha l'artista che nel creare agisce ad Milano nella Chiesa di San Francesco Grande,
immagine stessa di Dio. sia stata vista da molti e molti abbia colpito.
Nella versione della National Gallery di Londra, La "Vergine delle Rocce" è stata infatti
realizzata tra il 1503 ed il 1506 durante il ispirazione per vari artisti e spesso riprodotta
secondo soggiorno a Milano di Leonardo, si dagli allievi di Leonardo. A Milano una versione
ritrovano gli stessi elementi, le figure ed il è nella chiesa di Santa Giustina ad Affori,
paesaggio, ma con delle differenze, anche un'altra è alla Pinacoteca del Castello
perché l'opera fu forse realizzata con dei Sforzesco, un'altra ancora, sempre visitabile, è
collaboratori. C'é meno finezza nelle figure, le custodita nella chiesa del convento delle
rocce sono più dure e grezze, e la luce sfumata Orsoline di via Lanzone ed è opera di Francesco
e calda del crepuscolo è diventata fredda. Melzi, il pupillo di Leonardo.
Viene però introdotta la scoperta dell'aria C'è tutto un anno per godere delle opere e del
come elemento atmosferico da studiare genio leonardesco grazie alle iniziative ed
scientificamente. Aria che tutto pervade, alle mostre che presto si apriranno.
unisce e che tinge d'azzurro la visione in Allora sarà una gioia per gli occhi, per la mente
lontananza, tanto è vero che le rocce dello e per il cuore.
sfondo appaiono di tale colore. È probabile che Graziella Colombo
questa seconda versione, presente a lungo a
LEONARDO: “OMO SANZA LETTERE”
Così si definiva lo stesso Leonardo, non nel (conservati rispettivamente nella Biblioteca
senso di essere analfabeta, ma per la Vaticana e nella Biblioteca Reale di Torino).
consapevolezza di non avere la conoscenza A Milano presso la Biblioteca Ambrosiana si
diretta della cultura e lingua latina che avevano trova il Codice Atlantico (1119 fogli di appunti,
così fortemente caratterizzato l’Umanesimo e annotazioni, disegni, spiegazioni (composti tra
il Rinascimento italiano nel XV e XVI secolo. il 1478 e il 1511) e presso il Castello Sforzesco
Di Leonardo scrittore così parla Francesco il Codice Trivulziano (62 fogli scritti tra il 1487
Flora, importante critico letterario e italianista e il 1490).
del ‘900: “La prima prosa grande d’Italia (più
ancora di Boccaccio e dello stesso Dante) è da Diceva Leonardo: “La parola non conta nulla
trovarsi negli scritti di Leonardo, la prosa più senza l’esperienza e farsi vanto dell’esperienza
alta del primo Rinascimento, sebbene del tutto letteraria significa vantarsi di cose non proprie,
aliena dal modello umanistico e liberamente ma create da altri”.
esemplata sul comune discorso”. E nel ‘Trattato della pittura’ scrive: “Il filo
‘Discorso’, cioè linguaggio nella parlata conduttore (della pittura) è l’esercizio della
comune del volgare ‘fiorentino’, che ritroviamo ‘filosofia del vedere, cioè il saper cogliere la
non solo negli 8000 fogli di appunti e nelle rivelazione della Natura tramite l’osservazione
16000 pagine (con molte decine di migliaia di penetrante……Dal disegno che tratta della
disegni) contenuti nei manoscritti disseminati figurazione dei corpi deriva la scienza che si
nei vari musei di Parigi, Londra, Madrid, estende in ombra e lume, o vuol dire chiaro e
Milano, Torino, Roma, ma anche nel Trattato scuro, la qual scienza è di gran discorso”.
della Pittura e quello sul Volo degli uccelli
12Caratteristica poi, è la sua grafia svolta da Un giorno decisero di andare a chiedere
destra a sinistra: è una scrittura speculare che consiglio ai loro genitori che abitavano
può essere letta facilmente solo ponendo il dall’altra parte del deserto.
foglio davanti allo specchio. Corsero per molti giorni e molte notti e
Questa apparente difficoltà di lettura non finalmente arrivarono al nido della vecchia
scalfisce minimamente l’importanza della sua madre.
prosa meticolosa, concisa, realistica, ‘Madre’ –dissero- ‘siamo venuti a chiederti
sostanziale, tanto da anticipare l’altrettanto come possiamo fare a covare le uova. Ogni
importante prosa scientifica successiva di volta che proviamo si rompono’.
Galileo, che definirà lo stile letterario dello La madre li ascoltò, poi rispose: ‘Ci vuole un
scienziato-filosofo. altro calore’.
‘E quale’? domandarono gli struzzi.
Molto si è scritto su Leonardo scienziato, ‘Il calore del cuore. Voi dovete guardare le
matematico, inventore, architetto, pittore, vostre uova con amore, pensando alla creatura
scenografo, ingegnere; meno conosciuto, che ci dorme dentro; lo sguardo e la pazienza lo
invece, è come autore di favole, disseminate risveglieranno’.
nei suoi vari manoscritti, di cui qui riportiamo Gli struzzi ripartirono e quando la femmina
un esempio, che ci mette in luce un aspetto ebbe deposto un altro uovo, si misero a
meno immediato della sua personalità: una guardarlo con amore, senza perderlo mai di
sensibilità affettuosa, capace di cogliere gli vista.
aspetti meno evidenti della natura e della vita. Passarono così molti giorni; quando ormai
IL CALORE DEL CUORE erano allo stremo delle forze, l’uovo cominciò a
cigolare, s’incrinò, si ruppe e una piccola testa
Due giovani struzzi erano disperati. di struzzo fece capolino dal guscio
Ogni volta che si mettevano a covare le uova, il
peso del loro corpo le rompeva.
PROPOSTE DI LETTURA
Marco Balzano, RESTO QUI - ed. Einaudi amene e sconcertanti che questo
E’ una storia vera del paese di Curon in Val di capovolgimento comporta.
Resia, sommerso dall’acqua per ordine del E il personaggio principale è nientemeno la
potere politico dell’epoca, e delle vicende di regina Elisabetta II.
una famiglia che comunque non vuole
abbandonare la sua terra. Ed è una lettura Gaetano Piccolo, LEGGERSI DENTRO, ed.
accattivante di questo autore che vinse il Paoline
Premio Campiello nel 2015. Per chi in tempo di quaresima vuole una lettura
che sproni alla riflessione, queste riflessioni
Alan Bennet, LA SOVRANA LETTRICE, ed. sulla scia del vangelo di Marco aiutano a
Adelphi mettere a fuoco in modo concreto nella nostra
L’autore che è anche un uomo di teatro, dipana contemporaneità e quotidianità la nostra fede
con fine humour inglese una storia basata su e la nostra vita.
un paradosso, che contrappone la cultura al Teresa Ciccolini
potere, mettendo in rilievo le ripercussioni
13CHIESA E STATO IN ITALIA
La Redenzione si opera in un’incarnazione papalini a un rapido ripiegamento su Roma,
in cui Dio non segue la propria logica, dove però Pio IX aveva ordinato la cessazione
né una logica di puri spiriti, di ogni resistenza. Di qui il famoso passaggio
ma una logica di uomini attraverso Porta Pia. Il breve conflitto era
Yves Congar comunque costato 69 morti (di cui 49 italiani)
Quando finì il potere temporale del papa e 63 feriti (14 italiani).
L’effimera Repubblica Romana, Lo Stato Pontificio, nato 1.400 anni prima con
la donazione di Sutri al papa da parte del
longobardo Liutprando, era estinto.
Rottura fra Italia e Vaticano e dissensi nel
mondo cattolico
La reazione di Pio IX (che ovviamente nessuno
aveva preteso di rimuovere dal trono) fu
drastica e immediata: scomunica maggiore per
i sovrani d’Italia, il governo e tutti coloro che
avessero attivamente contribuito all’evento;
Porta Pia inoltre sospensione del Concilio Vaticano da
poco iniziato. Il papa si dichiarò ufficialmente
avventurosamente costituita da Mazzini e prigioniero nell’area che oggi chiamiamo Città
subito abbattuta dai Francesi (protettori del del Vaticano. Del 1871 è l’enciclica Ubi nos.
papa) nel 1849, era stata un significativo Va detto comunque che, fin dagli anni
segnale dei cambiamenti ideologici e politici
che fermentavano nell’Italia risorgimentale.
Non sorprese dunque più di tanto che il 20
settembre 1870 Roma venisse occupata dagli
Italiani, profittando della gravissima crisi in cui
Napoleone III si era venuto a trovare a causa
della guerra contro la Prussia.
Papa Pio IX aveva respinto ogni tentativo Sessanta, non tutti, in Italia, avevano condiviso
diplomatico per evitare lo scontro armato la posizione politica del papa. Qualche
(probabilmente perché, ancora una volta esempio: il vescovo di Cremona monsignor
sperava, con l’aiuto francese, di poterlo Novasconi (poi Senatore del Regno) era stato
effettivamente evitare). Di fatto le pressioni favorevole a incontrare Vittorio Emanuele II
politiche interne sul governo di Roma erano per discutere il problema di Roma. Quanto al
state decisive. E Napoleone III, che aveva domenicano monsignor Barbieri, vescovo di
dislocato a Roma una forza di poco più che Nicastro, decise di cantare un Te Deum per la
3.000 uomini a protezione del Papa, non era Breccia di Porta Pia e di celebrare ogni anno un
stato in grado di fare di più. pontificale in occasione della Festa dello
Statuto. Era comunque abbastanza diffuso tra i
Il generale Raffaele Cadorna, con più di 50.000 cattolici un sentimento (più o meno
uomini, aveva invaso il Lazio, costringendo i apertamente manifestato) favorevole allacessazione del potere temporale per Tutto ciò contribuì a un sensibile
instaurare un rapporto qualitativamente peggioramento dei rapporti fra cattolici e
nuovo con lo Stato italiano. Significativo anche partiti della Sinistra storica anticlericale
l’appello al Papa firmato nel 1862 da 8.943 (socialisti, massoni, positivisti, mazziniani). La
cattolici, che lo pregavano di rinunciare distanza dal mondo cattolico crebbe, ma
spontaneamente al potere temporale, non sfumò pure la concezione cavouriana libera
solo facilitando la soluzione della “questione chiesa in libero stato.
romana”, ma pure per quel ritorno alla Chiesa
primitiva che molti auspicavano. Nel Veneto il Risveglio
prete bellunese don Angelo Volpe era stato Fu necessario l’avvento di Leone XIII nel 1878
biasimato dai superiori per aver manifestato per veder muoversi qualcosa di positivo nelle
idee analoghe, ma molti confratelli avevano sterili polemiche ideologiche. Il Non expedit
rifiutato di sottoscrivere l’approvazione della venne formalmente mantenuto, ma si fece
condanna (firmata invece da altri a malincuore strada l’entrata dei cattolici nella politica
per obbedienza o per timore di ritorsioni). È attiva. Con la comparsa dei Cattolici liberali e
pur vero, da quanto risulta, che non dell’enciclica Rerum Novarum, del 1901 si aprì
mancarono molti dichiaratesi indifferenti o la via per inserire attivamente i cattolici nel
disposti ad adattarsi. tessuto politico del Paese: cosa che si compì
pienamente nel 1919 (dopo la tragedia della
Il Vaticano rifiuta risarcimenti e Guarentigie –
Prima Guerra Mondiale) con don Luigi Sturzo e
Il «Non expedit»
il suo Partito Popolare.
A sottolineare la frattura insanabile nei
Nel frattempo, il papato era però tornato alla
confronti dello Stato italiano, il papa rifiutò
pure un consistente risarcimento disposto
unilateralmente in suo favore, così come
ignorò la Legge delle Guarentigie (1871):
l’impegno a non interferire nell’esercizio della
missione propria della Chiesa, che il
Parlamento italiano aveva votato in
applicazione del fondamentale principio
liberale Libera Chiesa in Libero Stato. È pur vero
che l’Italia non riconosceva alcuna
don Sturzo
extraterritorialità alla Chiesa, nemmeno per la
Basilica di San Pietro in Roma,
ribalta della politica internazionale con
compromettendo di fatto l’impegno al rispetto
Benedetto XV, che durante la guerra si era
delle attività pastorali e liturgiche.
battuto
Nel 1874 uscì il Non expedit: un decreto papale
(inutilmente, anche a causa degli interventi
che vietava la partecipazione dei cattolici
politici italiani) per giungere a una pace di
italiani alla vita politica del Regno. Fu certo un
compromesso che troncasse quella che il papa
atto politicamente sbagliato, che tolse al Paese
aveva denominato “inutile strage”. Sul piano
l’apporto di una maggioranza dei cittadini alla
prettamente ecclesiale toccò appunto a
costruzione e all’esercizio del nuovo Stato
Benedetto XV l’abolizione formale del Non
nazionale. E oltretutto ritardò dannosamente
expedit.
la coagulazione di un partito cattolico.
15Allarme della Chiesa per le cose d’Italia Venti di conciliazione fra Stato e Chiesa
Il disordine che agitava la vita italiana dopo il Nel 1922 l’elezione di papa Ratti (Pio XI) ebbe
1918 – e particolarmente l’affermazione della presto conseguenze politiche clamorose coi
sinistra più estrema - allarmava naturalmente Patti del Laterano del 1929, passati alla Storia
anche la Chiesa. Aleggiava lo spettro della come «Conciliazione» fra Stato e Chiesa: un
Rivoluzione sovietica. Perciò anche gli ambienti esempio successivamente imitato in vari Paesi
vaticani salutarono l’avvento del fascismo con d’Europa.
ottimismo (nonostante le continue
manifestazioni di violenza e di comune
delinquenza che l’avevano preceduto).
Di fatto emergeva la
profonda
trasformazione che la
Chiesa aveva subito
durante i secoli: in
primis la transizione
delle gerarchie La religione cattolica venne dichiarata religione
ecclesiastiche ai ceti ufficiale nello Stato (gli altri culti avrebbero
Trotzkij
più alti della società. avuto carattere di “culti ammessi”).
Pur con luminose eccezioni, l’alto clero era L’insegnamento della religione cattolica
irrimediabilmente conservatore. Si era così divenne obbligatorio nelle scuole del Regno e
puntualmente ritrovato a guardare con affidato a persone approvate dalle autorità
aprioristica diffidenza (quando non con aperta ecclesiastiche. Nelle forze armate fu
ostilità) ogni idea, ogni movimento politico che confermato l’Ordinariato Militare introdotto
auspicasse una revisione profonda degli assetti quattro anni prima con legge dello Stato. Al
economici, sociali e politici. Tutto ciò aveva Vaticano fu inoltre corrisposto un indennizzo
fortemente influenzato anche il pensiero per la perdita degli antichi beni e territori (che
filosofico e politico europeo, a partire dal tuttavia la Chiesa non riscosse mai) e i luoghi di
Settecento dei “lumi” fino alle varie forme di culto vennero dichiarati extraterritoriali. I Patti
liberalismo dell’Ottocento, per non dire del riscossero un ampio consenso, pur con qualche
“Socialismo scientifico”: l’anticlericalismo critica da parte di chi non apprezzava il nuovo
compariva puntualmente, benché parallelismo fra Stato e Chiesa. Mussolini li
diversamente declinato di volta in volta. In considerò comunque decisivi per superare la
Italia era pur sempre comparso don Vincenzo storica divisione fra Chiesa e Stato, pur
Gioberti, sostenitore di una conversione dovendo accettare il sensibile annacquamento
politica di stampo liberale affidata però alla che ne derivava per i fondamenti dello Stato
guida del Papa. Benché apprezzato anche nelle Laico.
alte sfere del Regno di Sardegna, Gioberti non
È pur vero che il
aveva però avuto pratica influenza sul
parallelo
Risorgimento (e, nelle alterne fortune della sua
scioglimento
vita politica, aveva conosciuto anche il carcere
degli Scout e di
e l’esilio).
ogni altra
organizzazione
Squadristi in azione
16giovanile mise subito allo scoperto l’immutata tedeschi avevano già scomunicato nel 1931
natura totalitaria del fascismo. Cosa che balzò (due anni prima che Hitler arrivasse al potere).
anche più evidente nel 1931 con la
soppressione dell’Azione Cattolica, preceduta Oggi un clima diverso
da violenze di tipo squadrista. A quel punto Pio Gli orrori della Seconda guerra mondiale, e il
XI passò letteralmente alla controffensiva con ripristino della democrazia in Italia, hanno
l’’enciclica Non abbiamo bisogno, nella quale si avuto effetti clamorosi anche sul rapporto
leggevano queste letterali parole: «[il fascismo Chiesa-Stato. Il sistema di valori ha subìto (e
è] una vera e propria statolatria pagana, non subisce) evoluzioni e crisi anche di grande
meno in contrasto con i diritti naturali della portata, che la Chiesa mostra di saper gestire
famiglia che con i diritti soprannaturali della con un equilibrio raramente esibito in passato.
Chiesa» Mutamenti come l’introduzione del divorzio e
dell’aborto, le attuali discussioni su ogni
aspetto della vita personale e collettiva stanno
scuotendo anche la Chiesa; la costringono a
ripensare dalla radice regole di vita che
apparivano acquisite. Il rinnovo del Concordato
avvenuto nel 1984 (noto come Accordo di Villa
Madama) ha conservato le linee generali del
1929, introducendo però alcune modifiche di
grande importanza, tutte rivolte al rispetto
della libertà del cittadino. Ricordiamo: il
riconoscimento del pluralismo confessionale in
Etiopia
un contesto di assoluta parità giuridica,
l’abolizione dell’obbligo di frequentazione
La crisi fu superata solo dopo il ripristino
dell’insegnamento della religione a scuola,
dell’Associazione soppressa. Vennero gli anni
l’abolizione del nulla osta vescovile per
in cui, Pio XI e Pio XII si ritrovarono a gestire
l’assunzione di un ecclesiastico da parte dello
situazioni scabrose estremamente delicate.
Stato; la totale responsabilità del Papato per la
Ricordiamo gli entusiasmi per la campagna
nomina dei vescovi. A questo riguardo va detto
d’Etiopia e per l’intervento in quella di Spagna.
che, dopo l’avvenuto richiamo dei Patti
Nel primo caso una concezione missionaria
Lateranensi nella Costituzione era
distorta (e forse un’informazione insufficiente
assolutamente necessario introdurre
sugli avvenimenti) condusse a esaltare una
espressamente un criterio pluralistico nei
guerra di conquista spietata, condotta anche
con armi chimiche proibite dalle convenzioni rapporti fra Chiesa e Stato.
internazionali. Quanto alla Spagna, Se poi sia accettabile un regime concordatario
l’anticomunismo fece velo alla realtà, nel rapporto Chiesa/Stato è cosa che interpella
ignorando la barbarie amica e bollando quella le nostre coscienze.
comunista.
Uno sguardo a ritroso nel tempo
Una prudenza forse non completamente
giustificata impedì poi al Vaticano di È possibile ricollegare la storia della Chiesa che
denunciare l’ignominia delle leggi razziali e è in Italia al bimillenario cammino della Chiesa,
quella del nazionalsocialismo, che i vescovi da Costantino I e Teodosio I
17in poi? In entrambi i casi la Chiesa inizia un uomini e alle donne del mondo le vie della
cammino e deve trovare Bibbia: l’avventura
una propria via: della vita prendeva
necessariamente in luce diretta dalla
continuità col presente, Parola. E
ma nuova e originale. l’Incarnazione
restava per tutti la
I due imperatori avevano
chiave di volta
agganciato alla Chiesa
della salvezza. E
Teodosio I degli Apostoli il destino di
intanto la
un impero ormai
Controriforma aveva beneficamente frustato
condannato: cercavano nuova linfa, nuove
la Chiesa, l’aveva filtrata e trascinata a rivestirsi
idee. Pio IX invece si adattava al nuovo corso
di Cristo.
per pura necessità politica. Camminava con la
testa rivolta all’indietro. Ma in entrambi i casi Col tempo, come c’era da aspettarsi, il potere
occorreva superare il passato e scoprire le di mammona aveva ricominciato a imbrattare
nuove strade della missione. Gli editti imperiali
del 313 e del 380 erano stati preziosi per
traghettare la Chiesa nel futuro. Il non expedit
aveva invece tentato (invano) di inchiodare la
Chiesa sul proprio passato. Poi la realtà aveva
sconnesso piani e strutture. Lo Spirito aveva
parlato un linguaggio inedito, incrociando le vie
della Chiesa con quelle dello scettro. In
entrambi i Teodosio I
casi la Chiesa camminava la Croce. I Santi gettavano luce, i potenti
per vie tortuose, cercavano di spegnerla. Così le strade della
Voltaire
inevitabilmente speranza avevano conosciuto altri profeti, che
dolorose, ma avevano parlato il linguaggio della Ragione,
progressivamente quello delle passioni, quello della scienza e
punteggiate da tracce di della Rivoluzione. La Chiesa aveva imparato
santità che operavano molto (anche se in ritardo), e soprattutto
come fari. Quella stessa aveva riscoperto la vitalità del Vangelo. Era
Chiesa uscita dalle catacombe avrebbe via via venuto un uomo che assommava la saggezza
regnato per sopravvivere, ma col tempo del contadino e la sapienza del Vangelo. Era
avrebbe assorbito il veleno del potere e della apparso il Concilio Vaticano II, che aveva
ricchezza, I grandi santi del Medio Evo e del saputo fondere i filoni di saggezza maturati nel
Rinascimento l’avrebbero sostenuta ma non mondo. E aveva ricondotto tutti, anche la
cambiata. Poi, la Riforma aveva scardinato la nostra Chiesa d’Italia, a cercare la Verità per
comunità dei fedeli mostrando il tradimento viverla.
dei chierici (ma, col tempo, assorbendo a sua Riccardo Nassigh
volta i mali del potere, col quale era stata
costretta a convivere per sopravvivere). In
compenso aveva finalmente riaperto agli
18CALENDARIO MARZO
20 febbraio h 21.00 (in Sant’Anna): sesto incontro del corso fidanzati.
5 marzo h. 21.00 (in Mater Amabilis): corso biblico
10 marzo h 18.30 (in Sant’Anna): Eucaristia presieduta da S. Ecc. Mons. Giovanni Giudici
15 marzo h 20.45: Via Crucis Cittadina (quartiere Comasina) guidata da S. Ecc. Mons. Mario
Delpini
16 marzo h 16.00 (ritrovo in Mater Amabilis): Via crucis per le vie del quartiere
17 marzo h 18.00 (in Mater Amabilis): Il cammino di Pietro (catechesi degli adulti)
19 marzo h. 21.00 (in Mater Amabilis): corso biblico
22 marzo h 20.45 (in Sant’Anna): primo incontro quaresimale: Una comunità che vive della
parola di Dio, incontro predicato da Mons. Elio Burlon
29 marzo h 20.45 (in Sant’Anna): secondo incontro quaresimale: Una comunità in “uscita”,
incontro predicato da don Massimiliano Terraneo
31 marzo ritrovo h. 9.30 (in Sant’Anna): domenica insieme bambini e famiglie di quarta
elementare (ritiro Prima Confessione)
1, 2 e 3 aprile h. 20.45 (in Sant’Anna): Esercizi spirituali quaresimali presieduti da don Mario
Antonelli (vicario episcopale)
2 aprile h. 21.00 (in Mater Amabilis): corso biblico
12 aprile h 20.45 (in Sant’Anna): terzo incontro quaresimale: Una comunità che condivide,
incontro predicato da suor Paola Vizzotto
14 aprile h 18.00 (in Mater Amabilis): Il cammino di Pietro (catechesi degli adulti)
ANAGRAFE PARROCCHIALE
RINATI A VITA NUOVA Conti Maurizio anni 80
Gervasi Piero anni 97
Bruni Emanuele Marco Giovanni
Oggiano Rita anni 70
Collura Giulia
Pini Giamberto Vito anni 77
Preda Giovanna anni 83
NELLA CASA DEL PADRE
Rosati Giulia anni 90
Bacilieri Franco anni 80 Salvatico Attilio anni 88
Bassetti Vitaliano anni 90 Savio Regina Margherita anni 88
Casarotti Gino anni 87 Smania Sandra anni 80
Torielli Andrea anni 59
19COMUNITA’ PASTORALE MATER AMABILIS E SANT’ANNA
PARROCCHIA MATER AMABILIS PARROCCHIA SANT’ANNA MATRONA
Via Gaetano Previati, 8 – 20149 Milano Via Francesco Albani, 56 -20148 Milano
Tel.024692669 Tel. 0239268267
ORARIO SS. MESSE E LITURGIA
Festivo: 09.30 - 11.30 - 18.30 Festivo: 10.00 - 11.30 – 18,00 (vespri) - 18.30
Feriale: 08.10 (lodi) - 08.30 - 18.30 Feriale: 08.15 (lodi) - 08.30 – 18,15 (vespri) -
18,30
UFFICIO PARROCCHIALE
Da lunedì a venerdì: 09.30 – 11.30 Da lunedì a venerdì: 09.30 – 11.30
Da lunedì a venerdì 15.30 – 18.30 Da lunedì a venerdì 16.00 – 18.00
e-mail: materamabilis@chiesadimilano.it e-mail: parrocchiasantannamatrona@gmail.com
segreterie.parrocchiali@gmail.com segreterie.parrocchiali@gmail.com
sito web: www.pweb.org/materamabilis sito web: www.santannamatrona.it
CENTRO DI ASCOLTO
Martedì e giovedì 09.30 – 11.30 Lunedì 16.00 – 18.00
ORATORIO (Sede in via Previati, 8)
Lunedì – domenica 15,30 – 18,30
DOPOSCUOLA (Medie)
Lunedì, martedì e giovedì 15,00 - 16,30 Mercoledì e venerdì 15,00 – 16,30
SACERDOTI DELLA COMUNITA’ PASTORALE
MATER AMABILIS E SANT’ANNA
don RENATO FANTONI, Parroco e Responsabile don PAOLO POLI, Collaboratore parrocchiale, Resp.
Comunità Pastorale, (Residente in Mater Amabilis) Regionale Scout, (Residente in Mater Amabilis)
tel. +39 02 4692669 cell. +39 3382913299 tel. +39 02 4692669 cell. +39 347 7699130
e-mail: fantoni.renato@gmail.com e-mail: donpaolopoli@libero.it
don AMBROGIO GIUDICI, Collaboratore don GIOVANNI GIAVINI, Collaboratore
parrocchiale, (Residente in Sant’Anna Matrona) parrocchiale, (Residente in Mater Amabilis)
tel. +39 02 39268267 cell. +39 3335230408 tel. +39 0248014225 cell. +39 335 5438971
e-mail: parrocchiasantannamatrona@gmail.com e-mail: giavinigiovanni@libero.itPuoi anche leggere