D ONNE CHIESA MOND O - L'Osservatore Romano

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D ONNE CHIESA MOND O - L'Osservatore Romano
DDONNE
   ONNECHIESA
        CHIESAMOND
              MONDOO
  MENSILE DELL’OSSERVATORE ROMANO      NUMERO    102 LUGLIO 2021 CITTÀ DEL VATICANO
MENSILE DELL’OSSERVATORE ROMANO     NUMERO 102    LUGLIO 2021 CITTÀ DEL VATICANO
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D ONNE CHIESA MOND O - L'Osservatore Romano
Numero 102
luglio 2021

                                                                                         LE IDEE

                                                   Autorità e profezia

                                     Q
                                                      uesto mese presentiamo donne «terremoto»: donne che
                                                      hanno provocato scosse inaspettate e messo in ballo gli
                                                      equilibri del loro tempo, a volte pagando caro il prezzo di
                                                      questo scompiglio. Ne abbiamo esempi in tutte le religio-
                                                      ni, le Scritture e il Corano ce le raccontano. Dalla Chiesa,
                                     per la quale hanno talvolta dato la vita, sono state considerate ribelli, al-
                                     cune anche eretiche.
                                        Sono donne protagoniste del loro destino, che hanno sfidato il po-
                                     tere e si sono scontrate con le gerarchie (maschili) per porre problemi
                                     rivelatesi poi profetici. Alcune sono state riabilitate solo dopo la morte.
                                     Forse il loro è stato una sorta di «martirio ecclesiale».
                                        Queste storie non sono semplicemente un altro fronte della «guerra
                                     tra i sessi». Anche se il maschilismo ha indubbiamente giocato un ruo-
D ONNE CHIESA MOND O                 lo nella loro sorte, non si tratta solo di questo. La questione di fondo è
                                     se l’autorità è aperta a riconoscere la profezia, soprattutto quando si
Mensile de L’Osservatore Romano      presenta, come fa spesso e come ha fatto nel caso di queste donne, per
                                     canali estranei ai luoghi di potere. La profezia rompe schemi e crea di-
                     Sito Web        sordine; è fondamentalmente scomoda. Non ha paura di mettere in di-
     WWW.OSSERVATOREROMANO.VA/IT/
        D ONNE-CHIESA-MOND O.HTML    scussione abitudini e strutture. Ascoltare un profeta è sempre un ri-
                                     schio, perché implica essere disposti ad abbandonare la propria zona di
                      Edizioni       comfort e convertirsi a livello personale e istituzionalmente.
                          Inglese       La profezia non si oppone alla legge: semplicemente la precede.
     WWW.OSSERVATOREROMANO.VA/EN/    Profezia e autorità non si contrappongono neanche tra loro: al contra-
        WOMEN-CHURCH-WORLD.HTML      rio. Per i cristiani sono entrambi doni dello Spirito, che a tutti chiede di
                        Spagnolo     mettersi in cammino. L’ autorità deve però imparare ad accogliere e di-
     WWW.OSSERVATOREROMANO.VA/ES/    scernere. Nell’ambito della Chiesa cattolica, deve distinguere tra la
        MUJERS-IGLESIA-MUND O.HTML   Tradizione, derivante dalla Rivelazione, e le tradizioni nate da schemi
                         Francese    culturali superabili. L’autorità non deve avere paura di abbandonare
     WWW.OSSERVATOREROMANO.VA/FR/    costumi o sicurezze e, accogliendo la novità portata da Gesù, deve rico-
         FEMMES-EGLISE-MONDE.HTML    noscere la voce del Pastore anche nei piccoli ed emarginati, portatori
                      Portoghese     spesso di un sensus fidei che è cammino di vita nuova per la Chiesa stessa.
     WWW.OSSERVATOREROMANO.VA/PT/    D all’altra parte, i profeti devono superare la tentazione della auto-refe-
        MULHER-IGREJA-MUND O.HTML    renzialità. Il dono da loro ricevuto è per la comunione e servizio del Po-
                         Tedesco     polo di Dio, e questo diventa guida nel travaglio del discernimento.
     WWW.OSSERVATOREROMANO.VA/DE/       Servono risposte profetiche alle tante domande di oggi? La questio-
          FRAUEN-KIRCHE-WELT.HTML    ne è se siamo pronti a riconoscerle, e a scoprire nelle domande poste
                         Polacco     dalle donne un orizzonte e una prospettiva per il bene di tutti.
     WWW.OSSERVATOREROMANO.VA/PL/

        KOBIETY-KOSCIOL-SWIAT.HTML                                                         MARTA RODRIGUEZ

                                                                                      D ONNE CHIESA MONDO       1
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     SOMMARIO

LE IDEE                                                NELL’ISLAM
Autorità e profezia                                    Agar, Khadija, Maria:
                      MARTA RODRIGUEZ    A PAG.    1   non arrendersi segno di fede
                                                            SHAHRZAD HOUSHMAND ZADEH        A PAG.   16
COPERTINA
Un ribelle dipinge la ribelle:                         GUERRIERE
la pulzella di Rossetti                                Giovanna d’Arco, il coraggio
        YVONNE D OHNA SCHLOBITTEN        A PAG.   5    che ribalta gli equilibri
                                                                         MARINA BENEDETTI   A PAG.   18
AGENDA
La festa di Maria Maddalena                            SAPIENTI
e la Giornata dei nonni                                La sfida di Juana de la Cruz
                      VALERIA PENDENZA   A PAG.   5             MARÍA LUISA ASPE ARMELLA    A PAG.   22

INTERVISTA                                             INTERVISTA
Il procuratore Manzini:                                Dacia Maraini: una suora
mafia e devozione distorta                             protofemminista
                  BIANCA STANCANELLI     A PAG.   6                          GLORIA SATTA   A PAG.   24

TEMA   DEL MESE                                        LAICHE
Donne con il carisma                                   Adriana Zarri, l’anticipatrice
della provocazione                                                MARIANGELA MARAVIGLIA     A PAG.   26
                      ADRIANA VALERIO    A PAG.   9
                                                       FONDATRICI
MATRIARCHE                                             Chiara Lubich, la voce
Rebecca, un piano “eversivo”                           di dentro e il Focolare
                      LAURA INVERNIZZI   A PAG.   13                        LUIGINO BRUNI   A PAG.   29

SCRITTURE                                              MADRI    DEL   CONCILIO
Myriam, vita e destino                                 Pilar Bellosillo, fedele critica
                       AMY-JILL LEVINE   A PAG.   15                       ADELA GONZÁLEZ   A PAG.   33

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                                                             D ONNE
                                                             CHIESA
                                                             MOND O
                                                        COMITATO       DI DIREZIONE

                                                               Ritanna Armeni
                                                          Francesca Bugliani Knox
                                                               Elena Buia Rutt
                                                         Yvonne Dohna Schlobitten
                                                              Chiara Giaccardi
                                                        Shahrzad Houshmand Zadeh
                                                               Amy-Jill Levine
                                                           Marta Rodríguez Díaz
LA STORIA                                                     Giorgia Salatiello
                                                                Carola Susani
Congregazioni di vita attiva:                             Rita Pinci (coordinatrice)
alle origini di una scelta
                                                               IN   REDAZIONE
                  ALESSIA LIROSI   A PAG.     36
                                                                Giulia Galeotti
                                                                 Silvia Guidi
OSSERVATORIO
                                                               Valeria Pendenza
L’America Latina, Susana
e la riforma del Celam                                    REALIZZATO       INSIEME A

                                                       Elisa Calessi, Lucia Capuzzi
                  LUCIA CAPUZZI    A PAG.     40
                                                      Laura Eduati, Romilda Ferrauto
                                                            Federica Re David

                                                                 COPERTINA
                                                                 Anna Milano
  LIBRI
                                                              IMPAGINAZIONE
                                                              Marco De Angelis
  Simonelli/ Eva                                        PUBBLICAZIONE        ON LINE
            MARINELLA PERRONI    A PAG.   4                      Marco Sinisi

                                                             ORGANIZZAZIONE
  Suchon/Della morale e...                                Piero Di Domenicantonio

                 SILVIA GUIDI   A PAG.   38
                                                                  CONTATTI
                                                                Redazione
  Sarchi/ Il dono                                  redazione.donnechiesamondo.or@spc.va
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                                                                       3     D ONNE CHIESA MOND O
D ONNE CHIESA MOND O - L'Osservatore Romano
Tiziano, «Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre»,
           particolare, ca 1550, Museo del Prado, Madrid
                                   (Wikimedia commons)

      INAPERTURA

   Raccontando Eva
    la prima donna:
   una storia di storie
           di MARINELLA PERRONI                            biblico: «Eva è una, Eva è nessuna, Eva è cento-

M
                                                           mila: un personaggio che si dispiega in molti
                    ai banale né scontato, uno             volti e in molte realtà, fino a perdersi, ma anche
                    scritto di Cristina Simonelli          ritrovarsi, nella propria immagine moltiplicata»
                    ha sempre un che di “avven-            (p. 8). Una cattività nella quale il rigido con-
                    turoso”. Per la lingua, raffi-         fronto con Maria, così accattivante per il piano
                    nata ma mai artefatta, per lo          regolatore dell’ordine simbolico maschile, ma
svolgimento rigoroso ma mai lineare, per l’ac-             così ambivalente e spesso rovinoso per lei come
cesso a fonti letterarie antiche e recenti, sapien-        per tutte le donne di sempre, l’ha ulteriormente
temente inanellate affinché l’insieme non risulti          costretta e da cui Simonelli nell’ultimo capitolo,
mai monocorde, ma sinfonico. Fonti che, dallo              un po’ come nei grandi libri di avventure fanta-
studio di quella letteratura tradizionalmente              stiche, arriva finalmente a liberarla (tra Eva e
classificata come “patristica”, Simonelli ha im-           Maria, Dio: pp. 129-156) con un coraggioso af-
parato a trattare non solo come testi scritti, ma          fondo teologico che, per «custodire Eva in Ma-
come evocazioni di personaggi e figure che in-             ria e narrare Maria con Eva» sceglie il «registro
terloquiscono tra loro e con il lettore sul grande         simbolico adatto alle strade e alle case di questo
sfondo dell’immaginario religioso e della rifles-          mondo mescolato, intriso di spiritualità ben ol-
sione teologica.                                           tre i cortili del sacro» (p. 148s).
   Questa volta, poi, Simonelli chiama in scena                Nelle quattro “stanze”, che a prima vista ri-
Eva, la prima donna di cui intende, come recita il         chiamano l’itinerario del “castello interiore”
sottotitolo, raccontare la “storia” che altro non          della mistica ma che in realtà vogliono essere,
è, però, se non una storia di storie. Perché Eva,          come in poesia, parti di una grande composizio-
                           “potente” come figura           ne, Simonelli affastella in un disordine che, co-
                           archetipica, da tempo           me sentenziò in una celebre massima Paul Clau-
                           chiede di essere final-         del, è «la delizia dell’immaginazione», le tante
                           mente liberata dallo            storie sulla “madre di tutti i viventi”. Tutte tra
                           stato di cattività in cui       loro comunicanti, le stanze non obbligano a un
                           l’hanno costretta secoli        andamento lineare e progressivo ma consentono
                           di pensiero “dottrina-          di attraversare ripetutamente soglie, di entrare e
                           rio” e di essere restitui-      uscire senza mai ritrovarsi al punto di partenza.
                           ta allo smalto policro-             Di questo piccolo, prezioso libro, è molto
                           mo di quei racconti mi-         difficile parlare: va solo letto e riletto.
                           tici delle origini che
                           fanno da incipit al Li-         Cristina Simonelli, Eva, la prima donna. Storia e
                           bro, il grande codice           storie, Il Mulino

D ONNE CHIESA MONDO      4
D ONNE CHIESA MOND O - L'Osservatore Romano
COPERTINA

              Un ribelle dipinge una ribelle
                                                 di YVONNE D OHNA SCHLOBITTEN

                               L
                                          a copertina di questo mese è “Jehane la pucelle” del britannico Dante
                                          Gabriel Rossetti (1828-1882) famoso “poeta che dipinge” della Confra-
                                          ternita dei Preraffaelliti, movimento artistico della seconda metà dell’Ot-
                               tocento. L’essenza di una ribelle cristiana è più che la rappresentazione di un’eroi-
                               na storica con la spada simbolo di coraggio accoppiata a uno sguardo visionario.
                               Rossetti, che aveva dipinto diverse versioni di Giovanna d’Arco, lotta contro la
                               morte mentre lavora a questo che è il suo ultimo quadro. È una lotta contro la sua
                               sofferenza nella forma di una femme fatale. La tensione tra il rosso e il rosa ci-
                               pria fa scorrere l’intero quadro "nel suo rinvio al futuro puro”, se ricorriamo ai li-
                               neamenti dell’estetica religiosa di Romano Guardini. Gli occhi grigi della santa
                               vengono da un vedere interiore, come se le labbra sensuali riceveressero un bacio che
                               “non può più essere fondato a partire dal mondo”. La concretezza simbolica e l’i-
                               deale sono sostituiti da opposti della forma che danno spazio a un “desiderio da
                               desiderare” per contribuire a cambiare la società.

AGENDA

1 luglio - Segretaria dei vescovi tedeschi            Ufficio nazionale pastorale della famiglia.
La teologa Beate Gilles, esperta in comunica-
zione e in problemi sociali, è segretaria gene-       22 luglio – Santa Maria Maddalena
rale della Conferenza episcopale tedesca. È la        Festa di Santa Maria Maddalena. A giugno
prima donna ad assumere l’incarico.                   del 2016 Papa Francesco stabilì che il giorno
                                                      della memoria liturgica fosse elevato a festa,
5 luglio - Formazione per la vita consacrata          al pari di quella degli Apostoli.
Corso estivo annuale di formazione per la vi-
ta consacrata promosso dall’Istituto Superio-         25 luglio - Giornata dei nonni
re di Scienze Religiose dell’Ateneo Regina            Istituita il 31 gennaio dal Papa, si celebra la
Apostolorum.                                          Giornata mondiale dei nonni. La festa cade
                                                      l’ultima domenica di luglio, in prossimità del-
11-25 luglio - Corso consulenza familiare             la ricorrenza dei santi Gioacchino e Anna, i
A La Thuile in Valle d’Aosta Corso di Alta            “nonni” di Gesù.
Formazione in consulenza familiare con spe-
cializzazione pastorale promosso dalla Cei,           a cura di Valeria Pendenza

                                                                                      5     D ONNE CHIESA MOND O
D ONNE CHIESA MOND O - L'Osservatore Romano
La devozione distorta
     per Maria
Il procuratore Marisa Manzini: la mafia usa i riti religiosi

           di BIANCA STANCANELLI                       suoi trent’anni di lavoro come pubblico mini-

C’
                                                       stero Marisa Manzini, la donna magistrato che
                     è il boss latitante che custo-    nel settembre scorso la Pontificia Accademia
                     disce nel suo bunker sotter-      Mariana Internazionale ha nominato tra gli
                     raneo il ritratto della Vergine   esperti del neonato Dipartimento di analisi e di
                     in una cornice d’oro. C’è la      studio dei fenomeni criminali e mafiosi.
                     vedova di ‘ndrangheta che            Piemontese, Manzini, che è stata anche con-
prega la Madonna di rivelarle i nomi degli as-         sulente della commissione d’inchiesta sulla ma-
sassini del marito perché i figli possano vendi-       fia del Parlamento italiano, è oggi procuratore
carlo. C’è il killer che invoca la benedizione di      aggiunto presso il tribunale di Cosenza. Donne
Maria prima di impugnare le armi.                      Chiesa Mondo le ha chiesto di parlare della pro-
   Sulla figura della Madonna si allungano “i          pria esperienza.
lacci delle mafie”, come li ha definiti papa
Francesco, soprattutto in Calabria. E in Cala-         Vuol tracciare un primo bilancio del suo lavoro nella PA-
bria, nelle trincee giudiziarie più esposte contro     MI?
la ‘ndrangheta, ha trascorso quasi per intero i        In questi primi mesi è stata messa a punto un’i-

D ONNE CHIESA MONDO     6
D ONNE CHIESA MOND O - L'Osservatore Romano
La festa della Madonna di Polsi,
                                                              santuario mariano della frazione di Polsi
                                                              nel comune di San Luca, Reggio Calabria (Ansa)
                                                              Accanto, il magistrato Marisa Manzini
                                                              (foto di cortesia)

                                                                                          INTERVISTA

dea di divulgazione, con il proposito di far co-                 una funzione importante. Spesso si è ritenuto
noscere che cosa è la mafia e, per quel che mi                   che la donna, all’interno delle famiglie di
riguarda, che cosa è la ‘ndrangheta. Abbiamo                     ‘ndrangheta, abbia un ruolo secondario, ma
lavorato su seminari, aperti a un pubblico am-                   non è così. Malgrado l’organizzazione sia ma-
pio, anche di imprenditori, perché in questo                     schilista e sia affidato ai maschi il compito di
momento storico, con le difficoltà create dalla                  compiere i delitti più efferati, la donna ha il
pandemia, la tendenza della ‘ndrangheta a in-                    ruolo decisivo di assicurare l’unità e la compat-
filtrarsi nell’economia è particolarmente perico-                tezza del nucleo familiare.
losa. Poi abbiamo cominciato a trattare la capa-
cità delle mafie di ottenere consenso, strumen-                  È noto che la ‘ndrangheta ha celebrato tradizionalmente i
talizzando i valori conosciuti da tutti i cittadini,             suoi riti e le sue riunioni nel Santuario della Madonna di
primi fra tutti i valori religiosi. Noi siamo una                Polsi, luogo che considera sacro. È ancora così?
nazione cristiana, cattolica. Conosciamo le re-                  C’è purtroppo il precedente gravissimo di don
gole della Chiesa, i suoi valori. La ‘ndrangheta                 Pino Strangio, rettore del Santuario e parroco
e le mafie in generale usano i riti, le cerimonie,               di San Luca, il comune dove si trova il Santua-
i simboli religiosi per ottenere consenso.                       rio, che venne accusato di concorso esterno in
                                                                 associazione mafiosa. Nel 2017 il vescovo di Lo-
Il 15 agosto 2020, in una lettera indirizzata nel giorno         cri ha accolto la sua richiesta di dispensa dal-
della Festa dell’Assunta all’Accademia Mariana, il Papa          l’incarico, prendendo una posizione molto net-
ha scritto che occorre “liberare la Madonna dai lacci delle      ta, e ha chiesto al nuovo rettore, don Tonino
mafie”. Come spiega l’insistenza delle associazioni crimi-       Saraco, di restituire quel luogo sacro ai fedeli.
nali sulla figura di Maria?
Mi sono soffermata molto – e non io soltanto –                   All’ostentazione pubblica si affianca l’esibizione privata
sulle ragioni della particolare predilezione della               della devozione. Nel bunker sotterraneo dove si nasconde-
‘ndrangheta per la figura della Madonna. Cre-                    va, da latitante, il boss calabrese Nicolino Grande Aracri,
do che la risposta vada cercata nella particola-                 venne trovato un dipinto, con una vistosa cornice d’oro,
rità di questa associazione criminale: la ‘ndran-                che raffigurava, appunto, la Madonna di Polsi.
gheta, rispetto alle altre mafie, è criminalità or-              Non gli venne trovata solo quell’effigie. In una
ganizzata che si fonda sui legami familiari. Al-                 perquisizione nella sua casa si scoprì anche una
l’interno della famiglia, la donna ha un ruolo                   statua della Madonna e una di San Michele Ar-
rilevante: genera le persone che andranno a                      cangelo, molti santini. In modo distorto, inac-
formare l’esercito ndranghetista, trasmette ai fi-               cettabile per chiunque conosca la religione cri-
gli i disvalori mafiosi, protegge il nucleo fami-                stiana, Grande Aracri si sente probabilmente
liare e ne garantisce l’unità.

Alla Madonna si attribuiscono compiti analoghi?                    Magistrato in Calabria, è stata nominata
Sì, io credo che vi sia da parte degli ndranghe-                     un anno fa nel Dipartimento della
tisti l’individuazione della Madre di Cristo co-
me Colei che può tutelare il nucleo della fami-                     Pontificia Accademia Mariana istituito
glia, non strettamente anagrafico, unificandolo                   per studiare i fenomeni criminali e mafiosi
e ricomponendo, anche attraverso la vendetta,
le fratture che dentro quel nucleo si creano. È

                                                                                             7     D ONNE CHIESA MOND O
D ONNE CHIESA MOND O - L'Osservatore Romano
un uomo religioso. Ripeto: per noi è inaccetta-                se ha assunto una posizione molto netta contro
bile, ma è così.                                               lo strapotere ’ndranghetista nello strumentaliz-
                                                               zare la religione. Anche dopo, però, ci sono sta-
Un po’ come i fratelli mafiosi Graviano che si facevano il     ti tentativi di condizionare le processioni: nel
segno della croce prima di sedersi a tavola anche dopo         2014, per esempio, l’inchino della Madonna da-
aver ordinato di uccidere il parroco palermitano don Pino      vanti alla casa di un boss a Oppido Mamertina,
Puglisi.                                                       comune in provincia di Reggio Calabria. In
Ricordo una donna calabrese che mi colpì, si                   quell’occasione il vescovo ha subito reagito,
chiamava Giuseppina Iacopetta. Le era stato                    impedendo di proseguire nelle processioni se
ucciso il marito e, in un’intercettazione, la sen-             queste dovevano essere l’occasione per appiat-
tii pregare la Madonna affinché aiutasse i suoi                tirsi di fronte alle richieste degli ndranghetisti.
figli a trovare gli assassini del padre perché il
sangue di quegli uomini potesse scorrere ai                    Lei ha pubblicato un libro intitolato «Fai silenzio ca par-
suoi piedi. Pregava veramente la Madonna per                   rasti assai». Parrasti: parlasti… Un arrogante invito al
questo, con convinzione.                                       silenzio rivolto da un boss, Pantaleone Mancuso, a un
                                                               magistrato. Quanto è efficace la parola contro la ‘ndran-
Da piemontese, lei ha trascorso quasi tutta la sua espe-       gheta?
rienza professionale come magistrato in Calabria. Quan-        Ero io quel magistrato. Da pubblico ministero
do si accorse della pretesa della ‘ndrangheta di usare la      in un processo, avevo appena finito di inter-
religione a fini di consenso?                                  rogare un collaboratore di giustizia quando
Ero uditore giudiziario a Torino nel 1992, l’an-               Mancuso cominciò a inveire contro di me. Le
no delle stragi mafiose. Come tutti i tirocinanti              sue frasi erano rivolte a me, ma soprattutto al
che amavano il diritto penale, mi sentii talmen-               territorio. Il boss, benché fosse al 41 bis e
te coinvolta dall’assassinio di Giovanni Falcone               parlasse in videoconferenza, voleva lanciare
e di Paolo Borsellino da voler fare un’esperien-               un messaggio preciso a chi lo ascoltava: atten-
za al Sud. Su consiglio di un collega più anzia-               zione, sono ancora io il capo. La mafia e la
no, scelsi la Calabria. Cominciai da Lamezia                   ‘ndrangheta hanno certamente paura delle pa-
Terme. E iniziando a studiare il fenomeno della                role. La loro legge è il silenzio, chi parla scar-
‘ndrangheta, leggendo le dichiarazioni dei col-                dina dall’interno le chiusure di quel mondo.
laboratori di giustizia, interrogandoli, subito
mi resi conto del modo in cui viene strumenta-                 Per la prima volta un magistrato, vittima di mafia, Ro-
lizzata la religione. Basti dire che l’inserimento             sario Livatino, è stato proclamato beato dalla Chiesa.
nella famiglia criminale avviene attraverso una                Quali emozioni, quali riflessioni le ha provocato questa
cerimonia che viene chiamata il “battesimo”.                   beatificazione?
                                                               Io sono credente; tutto quello che ho fatto nel-
Nel giugno 2014 il Papa scelse proprio la Calabria per         la mia esistenza l’ho fatto con la consapevolez-
pronunciare la sua scomunica contro i mafiosi. Quale eco       za che ci sono valori ai quali bisogna riferirsi.
ebbero quelle parole, soprattutto nell’organizzazione crimi-   Così, la beatificazione di Livatino, un magistra-
nale?                                                          to che era prima di tutto una persona di fede, è
È stato un grido che ha consentito di prendere                 stata per me una grande felicità. Per chi svolge
coscienza. Quelle parole hanno dato un grande                  la mia professione, deve rappresentare una luce
scossone alla chiesa, ai vescovi. La Cei calabre-              che ci guida.

D ONNE CHIESA MONDO         8
Ernest Normand,
                                                                          «Esther denuncia Haman»,
                                                                          1888 (Wikimedia commons)

    TEMA   DEL MESE

        Il carisma
   della provocazione
Ribelli profetiche: donne che osano e cambiano la storia

       P
                     di ADRIANA VALERIO*

                 erché la profezia inquieta chi la esercita? E perché incute timore nel-
                 le autorità costituite? Forse la risposta sta nel fatto che non è un in-
                 carico istituzionale gestito dalle autorità, ma un libero dono dello
                 Spirito rivolto a chiunque, senza discriminazioni di età, di sesso e di
                 condizione sociale, segno dei tempi messianici, come aveva annun-
                 ciato il profeta Gioele (Gl 3,1-2) e come aveva ben compreso la co-
                 munità delle origini (Atti 2, 17-18): «Negli ultimi giorni, dice il Si-
                 gnore, Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e
                 le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vo-
                 stri anziani faranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie ser-
                 ve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno». Lo
                 Spirito, dunque, dà la capacità a ognuno di profetare, cioè di par-

                                                               9    D ONNE CHIESA MOND O
EX    LIBRIS

                   Adriana Valerio     lare con libertà e osare sfidare il comune sentire in nome di una
                   Le ribelli di Dio   comprensione più profonda dei disegni di Dio.
                   Feltrinelli             Non è sempre facile individuare e accettare la voce profetica,
                                       spesso interpretata come ribellione; non lo è stato soprattutto per le
                                       donne le cui azioni e parole sono state tante volte osteggiate perché
                                       intese come illecitamente trasgressive. Eppure, la Bibbia è ricca di
                                       narrazioni di donne protagoniste del loro destino, che hanno sapu-
                                       to sfidare pregiudizi e poteri: che hanno osato trasgredire le leggi
                                       umane, come Sara e Rebecca che intervengono nella linea della di-
                                       scendenza e della promessa cambiandone il percorso; come le leva-
Angela Esposito                        trici che salvano Mosè contravvenendo ai provvedimenti ingiusti
      Le madri                         del Faraone che voleva la morte dei bambini ebrei o come Ester che
      di Israele                       aiuta il popolo a salvarsi da un sicuro sterminio sfidando i comandi
            Lev                        dell’imperatore persiano Assuero. Donne che hanno osato opporsi
                                       all’autorità maschile, come Miriam che, nei confronti di Mosè, ri-
                                       vendica il proprio ruolo profetico, o come Giuditta che con astuzia
                                       uccide il nemico Oloferne sovvertendo i suoi progetti di dominio.
                                       Oppure, donne che hanno osato piegare gli ordinamenti maschili a
                                       difesa dei propri diritti, come Tamar e Rut che hanno saputo inter-
                                       pretare la legge del levirato mettendo in sicurezza la propria iden-
                                       tità e dignità femminili. Per non parlare delle donne che Gesù in-
                                       contra e che incrinano le sue certezze, come la siro-fenicia, o che
                   M. Alessandra       pungolano la sua riflessione sulle ipocrisie sociali, come l’adultera e
                   Soleti              la prostituta.
                   Margherita              L’essere audaci, trasgressive, ribelli è un tratto che accompagna
                   Porete:             la storia delle donne e soprattutto di quelle che consapevolmente si
                   un processo         sono sentite investite di una missione profetica. E la profezia, si sa,
                   ancora aperto       non è un carisma da vivere nel privato, ma è un dono che lo Spirito
                   Il Poligrafo        elargisce per edificare, esortare o consolare la comunità (1Cor 12,28).
                                       È carisma ministeriale con una marcata dimensione pubblica e po-
                                       litica che guida il gruppo dei credenti verso il bene comune (1Cor
                                       14,4) e, allo stesso tempo, è un dono spirituale, perché discende di-
                                       rettamente dalla Ruah di Dio. Per questo nella storia del cristiane-
Adriana Valerio
                                       simo troviamo tante donne che hanno avuto la forza di parlare con
     Domenica
                                       libertà, con quella che i greci chiamavano parrhesìa, la franchezza di
   da Paradiso
                                       esprimersi anche davanti ai potenti sfidando spesso i comodi assetti
     San Paolo
                                       del potere costituito.
                                           Fu consapevole autonomia quella di Chiara d’Assisi che, nel di-
                                       fendere il privilegio della povertà, oppose a Innocenzo III la propria
                                       coscienza: «A nessun patto e mai, in eterno, desidero essere dispen-
                                       sata dalla sequela di Cristo» (Leggenda di Chiara, 14). Fu vocazio-
                                       ne pastorale quella di Domenica Narducci che, davanti al vescovo

           D ONNE CHIESA MONDO    10
di Firenze, difese agli inizi del Cinquecento il proprio ruolo di pre-     Caravaggio, «Giuditta
dicatrice, consapevole che la Chiesa ha bisogno delle donne e che          e Oloferne», 1599 circa
Dio chiama chiunque egli voglia, anche il genere femminile, a par-         Galleria nazionale d’arte
lare profeticamente in suo nome e ad annunciare la sua parola.             antica, Palazzo Barberini
   Fu difesa del proprio pensiero rivoluzionario quella che manife-        Roma
stò l’indomita Margherita Porete che non si piegò all’intimazione          (Wikimedia Commons)
dell’Inquisizione di abiurare la propria fede in una Chiesa grande
delle anime semplici che vivono direttamente un’esperienza d’amo-
re con Dio, o quella della fiera Giovanna d’Arco che rifiutò di sot-
tomettersi ai giudici per fedeltà alle voci interiori che l’avevano
spinta a liberare la Francia dal dominio inglese.
   Fu meditata autocoscienza quella di Teresa d’Avila, giudicata
“femmina inquieta, vagabonda, disubbidiente e contumace” per la
sua determinazione di donna consapevole della durezza dei tempi e
delle ingiuste limitazioni imposte al genere femminile.
   Fu appello al diritto per le donne allo studio quello della poetes-
sa Juana Inés de la Cruz, la monaca messicana costretta ad abiu-
rare davanti al tribunale dell’Inquisizione per aver chiesto l’accesso
alla conoscenza a tutti coloro che avevano talento e virtù. E l’elenco
potrebbe continuare a lungo nel segnalare quelle donne guardate
con sospetto, emarginate, censurate, esecrate perché considerate
donnicciuole ribelli, disobbedienti e persino eretiche da un’istituzione
Chiesa che spesso si è dovuta ricredere sulle proprie dure posizioni
di condanna o su semplici pregiudizi.
   È opportuno, però, richiamare alcune figure a noi più vicine,
sensibili interpreti dei segni dei tempi. Ricordiamo le accuse rivolte
a Maria Montessori per il metodo pedagogico ritenuto dannoso da
molti cattolici perché scardinava i principi immutabili della peda-
gogia dell’epoca. Maria, pur non prendendo posizioni nette contro
la gerarchia cattolica che la spinse a emigrare all’estero, rimase fer-
ma nella sua visione positiva e gioiosa dell’essere umano e nella pro-

                                                                           11   D ONNE CHIESA MOND O
Spagnoletto, «Giacobbe carpisce
                                                                                      la benedizione di Isacco
                                                                               con l’aiuto di Rebecca», 1637
                                                                                  Museo del Prado, Madrid
                                                                                A sinistra, Maria Montessori
                                                                                       (Wikimedia commons)

                             posta pedagogica finalizzata alla costruzione di una umanità fonda-
                             ta su rapporti di pace e di amore. Tre volte candidata al Nobel per
                             la Pace, soffrì molto per l’incomprensione da parte di alcuni catto-
                             lici che sconfessarono ingiustamente il suo metodo che metteva il
                             bambino al centro del suo progetto educativo all’interno di una vi-
                             sione profetica di “rinnovamento cosmico”.
                                 Non meno combattive sono state alcune donne invitate al conci-
                             lio Vaticano II in veste di uditrici. Particolarmente intraprendente è
                             stata la madre Mary Luke Tobin, presidente della Conferenza delle
                             Superiori Maggiori degli Istituti Femminili degli Stati uniti, nel
                             sollecitare i perplessi padri conciliari a istanze di cambiamenti per
                             la vita religiosa femminile, né si fece intimorire dall’ostruzionismo
 Forse, proprio la loro
                             di alcuni cardinali. Difese sempre con forza le proprie posizioni e
            spiritualità     non venne mai meno al suo impegno civile anche dopo il conclave,
                             schierandosi contro le guerre, a difesa dei diritti umani e per una
     anti-dogmatica ha
                             maggiore valorizzazione dei ministeri femminili nella Chiesa.
 spaventato le autorità          Ha anche osato molto la messicana Luz Maria Longoria, presi-
                             dente, insieme al marito José Icaza Manero, del Movimento della
           ecclesiastiche.
                             Famiglia Cristiana. Luz Maria non esitò, in presenza di attoniti ve-
   Forse, da qui deriva      scovi ed esperti, a contrapporsi alle tradizionali posizioni sulla real-
                             tà matrimoniale definendoli fuori dalla realtà e proponendo una
         una difficoltà
                             nuova immagine di famiglia poggiata sull'amore coniugale e sulla
ad accettare la libertà      responsabilità genitoriale. Dopo il concilio, continuò anche lei, in-
                             sieme al marito, ad impegnarsi in difesa dei diritti umani e ad essere
    delle donne di fede      attiva nella teologia della liberazione non poche volte in contrastato
 e a riconoscere, anche      con il clero messicano.
                                 Alla spagnola Pilar Bellosillo, presidente dell’Unione Mondiale
    se nei tempi diluiti     delle Organizzazioni Femminili Cattoliche, anche lei uditrice al Va-
   della storia, la loro     ticano II, non fu concessa la parola nonostante per due volte fosse
                             indicata come portavoce del gruppo degli uditori: non era consen-
      voce anticipatrice     tito, infatti, alle donne di parlare nell’assemblea conciliare. In segui-
        dei tempi nuovi      to, lei stessa osò sfidare Papa Paolo VI e la commissione di studio
                             sui ministeri non accettando che venissero limitate la libertà di ri-
                             cerca e di espressione delle partecipanti.
                                 Forse, proprio questa spiritualità anti-dogmatica e anti-autorita-
                             ria ha spaventato le autorità ecclesiastiche. Forse, da qui deriva una
                             difficoltà ad accettare la libertà delle donne di fede e a riconoscere,
                             anche se nei tempi diluiti della storia, la loro voce profetica, antici-
                             patrice dei tempi nuovi.

                             *Storica e teologa, docente di Storia del Cristianesimo
                             e delle Chiese all’Università Federico II di Napoli

D ONNE CHIESA MONDO   12
MATRIARCHE

Il piano “eversivo” di Rebecca
Il secondo figlio al posto del primo: l’inganno che cambiò la storia
           di LAURA INVERNIZZI*                       l’aveva incontrato al pozzo, lui le era corso in-

L’
                                                      contro e — unico — le aveva rivolto la parola,
                   uomo che aveva sposato non         l’aveva ammirata in silenzio, l’aveva adornata
                   era quello che pensava. Le pa-     di gioielli. Accettò di buon grado di partire su-
                   role, lo sguardo, i regali: sem-   bito con lui, ma tutti, suo padre, suo fratello e
                   brava tutto bello, ma ben pre-     persino sua madre si erano ben guardati dal
                   sto si rese conto che la realtà    farle sapere chi fosse veramente quell’uomo.
era un’altra. Per di più, lei era la sola a non es-      La disillusione è un’esperienza che nessuna
sersene accorta e nessuno l’aveva messa in            donna mette in preventivo.
guardia.                                                 Andò con lui, ma non divenne sua sposa: fu
   Rebecca era bellissima, spigliata e intrapren-     data in moglie a Isacco, figlio di Abramo, deci-
dente, ma in casa non le rivolgevano mai la pa-       samente meno attivo ed estroverso: l’uomo con
rola né mai le chiedevano che cosa pensasse:          cui era partita da casa era solo un servo, inviato
era una donna. Non aveva accesso – quanto l’a-        a cercare moglie per il figlio del padrone. Il ma-
vrebbe desiderato! — alla tenda del padre, dove       trimonio da sogno durò quindi meno di un
questi e suo fratello prendevano le decisioni per     viaggio. Quando si rese conto di essere stata in-
tutti. Avevano scelto anche per lei, disponendo       gannata dai suoi era troppo tardi. Lontana da
a proprio vantaggio del suo futuro e della sua        casa, in un Paese straniero, sola: l’avvenire non
vita, senza preoccuparsi dei rischi cui l’avreb-      era come l’aveva immaginato.
bero esposta e, quel che è peggio, l’avevano il-         Mai avrebbe pensato di sposare un uomo
lusa di essere lei a decidere di seguire quell’uo-    così statico! Col tempo imparò a conoscerlo nei
mo venuto da lontano che l’aveva sedotta. Non         suoi gusti, nelle sue ferite, negli argomenti ta-
le era parso vero quel giorno che le chiedessero      bù, nelle sue debolezze, nella sua totale man-
un parere prima di darla in moglie! Quando            canza di iniziativa: era un uomo di poche pre-

                                                                              13   D ONNE CHIESA MOND O
tese, un perdente, incredibilmente fatalista.        disposta ad accettare che tutto procedesse con
L’aveva amata fin dal primo istante — è vero —       patriarcale inerzia. Prese il comando, con la ri-
ma lei aveva sentito che lui stava cercando solo     solutezza di un tempo, ricorrendo alla sua co-
consolazione per il dolore della perdita di sua      noscenza del marito e a ogni mezzo per garan-
madre. Quell’amore non bastava a farle guar-         tire una possibilità a Giacobbe, disposta persi-
dare al futuro con speranza né a farla sentire       no a separarsene, per evitare che il risentimen-
donna. In seguito, Isacco sarebbe giunto persi-      to di Esaù causasse l’irreparabile. L’inganno,
no a farla sentire in colpa per la sua bellezza, a   questa volta ordito da lei, ai danni di Isacco,
negarle la dignità di moglie, nascondendola          infermo e cieco, cambiò la storia: pensando di
sotto il ruolo di sorella, come già suo padre        benedire un figlio, questi rivolse all’altro la be-
aveva fatto con sua madre. A lui che cercava in      nedizione auspicata. Nessuno fece nulla per
lei sembianze materne, d’altro canto, lei non        metterlo in guardia, avvisarlo dell’errore o trat-
riusciva a dare figli; la sua intraprendenza ben     tenerlo.
presto si disciolse nel languore. Di fronte alla         Neppure Dio.
sua sterilità, lui pregava il suo Dio.                   Il terrore lo assalì quando si rese conto di
    Dopo vent’anni, fu esaudito. La vita tornò       aver benedetto il figlio “sbagliato”, ma quello
in lei, ma la gravidanza, a lungo attesa, fu a tal
punto travagliata da lasciarla senza parole e
senza fiato, col timore di morire. Perché tutto
questo? Perché a lei? Perché vivere, se la vita            Facendo benedire dal marito Isacco
desiderata è solo sofferenza? Fu allora che Re-                 Giacobbe al posto di Esaù
becca decise di fare di testa sua: andò personal-
mente – lei, donna – a consultare il Signore.                 sovvertì la linea di successione.
    Ottenne risposta, ma il sibillino oracolo non       Ma questa era la profezia a lei affidata
alleviò il suo disagio: la sua situazione imme-
diata di dolore non fu minimamente considera-
ta, anzi, vi fu aggiunto il presagio di complica-
zioni future. Al momento del parto, si confer-
mò quanto il suo intuito femminile aveva anti-       era il figlio “giusto” nella preferenza un tempo
cipato: erano due gemelli.                           espressa da Dio: «Il maggiore servirà il mino-
    La turbolenza del loro conflitto, da lei co-     re». Rebecca non fece mai riferimento all’ulti-
nosciuta e patita fin dal grembo materno, rag-       ma parte dell’oracolo ricevuto anni prima per
giunse l’apice quando si iniziò a parlare di suc-    motivare il suo agire: tessendo le fortune della
cessione. Il rozzo Esaù non era chiaramente al-      famiglia, non agì esplicitamente per Dio, ma
l’altezza, ma era il primogenito e Isacco non        per le proprie ragioni di donna e di madre. Tale
pensava che a lui. Nel suo cuore di madre, in-       sovvertimento, però, era la profezia a lei affida-
vece, lei abbracciava entrambi i figli, sebbene      ta, cui la sua iniziativa materna diede concre-
con Giacobbe avesse un rapporto speciale. In         tezza nella storia.
lui, calmo ma scaltro, scorgeva le qualità adatte
per tutelare il benessere di tutti. Questi, però,    *Ausiliaria diocesana (Milano), biblista, docente
era il minore e le tradizioni non gli lasciavano     Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale
scampo. Rebecca allora si ribellò. Non era più       e Università Cattolica del Sacro Cuore

D ONNE CHIESA MONDO   14
Alexey Tyranov, «La madre di Mosè», 1839-42
                          Galleria statale Tretyakov, Mosca
                                     (Wikimedia commons)

      SCRITTURE

   Miriam, vita
    e destino
     All’origine del nome
le parole amarezza e ribellione
              di AMY-JILL LEVINE                              ebrei vengano affogati. Una madre ebrea depone

L
                                                              il proprio figlio in un cesto sul Nilo nella speranza
              e Scritture d’Israele menzionano cin-           che un egiziano lo salvi. La figlia del faraone vede
              que donne “profeta”: Miriam (Esodo              il bambino, deduce che è un israelita e, sfidando
              15, 20), D ebora (Giudici 4, 4), Culda          gli ordini del padre, decide di crescerlo. Allora la
              (2 Re 22, 14; 2 Cronache 34, 22), la ma-        sorella del bambino, in seguito identificata con
              dre del figlio di Isaia (Isaia 8, 3) e          Miriam, dice: «Devo andarti a chiamare una nu-
Noadia (Neemia 6, 14). Gioele 3, 1-2 ed Ezechiele 13, 17      trice tra le donne ebree, perché allatti per te il
menzionano donne che profetizzano e il Talmud,                bambino?» (Esodo 2, 7). Miriam, l’ebrea schiava,
compendio ebraico post-biblico, aggiunge Sara,                protegge suo fratello e, di riflesso, il suo popolo.
Anna, Abigail ed Ester. Il Nuovo Testamento de-                   Quando infine gli Israeliti sfuggono alla schia-
scrive diverse donne che profetizzano, tra cui An-            vitù, Mosè e gli Israeliti cantano un canto che
na (Luca 2, 36-37), le quattro figlie di Filippo (Atti        esalta la salvezza di Dio (Esodo 15, 1). Tuttavia, Eso-
21, 9) e alcune donne nella congregazione di Co-              do 15, 20-21 recita: «Allora Miriam, la profetessa,
rinto (1 Corinzi 11, 5).                                      sorella di Aronne, prese in mano un timpano: die-
    I profeti biblici trasmettono messaggi di giu-            tro a lei uscirono le donne con i timpani, forman-
stizia: offrono una visione di ciò che dovrebbe e             do cori di danze. Miriam fece loro (plurale ma-
potrebbe essere. Spesso sfidano lo status quo.                schile) cantare il ritornello: “Cantate (plurale ma-
Quando c’è resistenza, danno prova di convinzio-              schile) al Signore perché ha mirabilmente trion-
ne e coraggio.                                                fato”».
    Miriam costituisce il modello della profetessa.               Oltre alle donne, Miriam esorta a cantare an-
Sebbene le origini del suo nome siano ignote, la              che gli uomini. Per giunta, poiché donne come
tradizione ebraica ne propone due letture. Anzi-              Debora (Giudici 5), Anna (1 Samuele 2, 1-10) e Giu-
tutto potrebbe derivare dalla parola ebraica che              ditta (Giuditta 16) hanno celebrato la vittoria col
sta per “amarezza” e quindi riflettere la nascita in          canto, è probabile che Miriam abbia composto il
schiavitù di Miriam (Esodo 1, 14). Ma potrebbe an-            Cantico di Mosè originale.
che derivare dalla parola ebraica che significa “ri-              Infine, Miriam addirittura sfida Mosè. «Mi-
bellione”.                                                    riam e Aronne parlarono contro Mosè a causa del-
    Secondo Esodo 2, il faraone, signore dell’Egit-           la donna cuscita che aveva sposata» (Numeri 12, 1).
to, ordina che tutti i figli maschi nati a schiavi            In questo verso Miriam è citata prima di suo fra-

                                                                                        15    D ONNE CHIESA MOND O
A destra: Guillaume Rouillé, Ritratto di Khadija, 1553
                                                          in «Promptuarii iconum insigniorum»
                                                          (Wikimedia Commons).
                                                          A sinistra: Josef Straka, «Agar e Ismaele nel deserto»,
                                                          1888 Belvedere, Vienna

tello, il sacerdote Aronne, e per di più il verbo
ebraico tradotto con “parlarono” è al singolare
femminile. Quando la sintassi ebraica usa la for-
                                                          Non arrendersi
ma singolare femminile del verbo per un soggetto
composto misto (per esempio Genesi 33, 7) l’enfasi
è posta sulla donna.
                                                          segno di fede
    La rimostranza di Miriam non è rivolta contro
il matrimonio misto con una donna cuscita (ter-
mine che probabilmente indica l’Etiopia; l’antica
                                                          La corsa di Agar fa oggi parte
parafrasi aramaica ebraica di questo verso glossa
“cuscita” con “bella”). Piuttosto, Miriam parla a
                                                          del pellegrinaggio alla Mecca
nome di questa moglie, poiché Mosè, rimanendo
ritualmente puro visti i suoi frequenti contatti con          di SHAHRZAD HOUSHMAND ZADEH

                                                          P
il divino, non è un buon marito. Quando lei (e
Aronne) domandano «Il Signore ha forse parlato                           uò mai la ribellione da parte di una
soltanto per mezzo di Mosè? Non ha parlato an-                           donna coincidere con uno spirito profe-
che per mezzo nostro?» (Numeri 12, 2) la risposta è                      tico in quanto capace di prevedere e
«sì, ha parlato anche per mezzo vostro». Dio                             scrivere il futuro? Spesso le religioni
manda a Miriam la lebbra per aver sfidato l’auto-                        chiedono obbedienza, sottomissione e
rità di Mosè, ma gli israeliti attendono che sia          silenzio, soprattutto alle donne, ma qui parliamo di
guarita prima di proseguire il loro cammino. Il           donne unendo altre due parole: ribelli e profetiche.
profeta Michea (6, 4) afferma che Dio ha manda-               In realtà ribellarsi è la metà della fede secondo
to “Mosè, Aronne e Miriam” a guidare il popolo.           la somma formula proposta dall’islam: La ilaha il-
    Più di un millennio dopo, un’altra Miriam ha          l’Allah, non c'è alcun dio tranne Iddio. Per realizza-
protetto un bambino e, cantando, ha sfidato l’au-         re la fede prima ci si chiede il rifiuto, la negazione,
torità e celebrato la vittoria di Dio. Luca 1, 27 iden-   la battaglia contro tutto ciò che crea idoli dentro e
tifica «una vergine, promessa sposa di un uomo            fuori, per poter essere in modo autentico credenti
(…) chiamato Giuseppe». La vergine si chiamava            in un solo Dio.
Mariam, traduzione greca dell’ebraico Miriam.                 Ecco cinque figure di donne ribelli e profetiche
    Il nome ricorda quell’altra Miriam, che guidò         nella storia e tradizione islamica.
il suo popolo fuori dalla schiavitù. Ricorda anche            La prima è la madre del profeta Mosè. Il Cora-
Mariamne, la moglie asmodea di Erode il Gran-             no narra la storia di una madre mite e piena di
de, che rappresentava il governo ebraico piutto-          amore verso il proprio bambino che è destinato ad
sto che romano. Quando Mariam canta «ha guar-             essere ucciso. Lei non si lascia andare, prega, pian-
dato l’umiltà della sua serva» (in greco: doule; Luca     ge sì, ma non si sottomette. Si ribella e le viene pro-
1, 48) ricordiamo Miriam e il suo popolo, schiavi         posto di affidarsi ad un progetto in apparenza con-
in Egitto. Quando Mariam proclama «ha rove-               tro la stessa ragione! Da parte del suo Signore rice-
sciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili»       ve infatti una via di salvezza per il figlio che è con-
(Luca 1, 52) ricordiamo l’esodo. Miriam e la sua          tro la logica del mondo: «Allatta il tuo bambino e
omonima Mariam sono profetesse le cui parole e            quando temi per la sua vita gettalo nel fiume» (Co-
azioni resistono contro qualsiasi cosa impedisca          rano 28, 7). Una fede grande ed autentica porta la
agli uomini di prosperare.                                madre di Mosè a compiere un gesto estremo: accet-

D ONNE CHIESA MONDO     16
NELL’ISLAM

                                                           passi di questa donna come parte integrante del so-
                                                           lenne rito religioso (Corano 2,158) correndo sette
                                                           volte tra le due colline oggi collegate da un corri-
                                                           doio coperto, bevendo della stessa acqua ancora
                                                           oggi zampillante chiamata zam zam.
                                                                La quarta donna da menzionare è Khadija, la
                                                           ricca commerciante della Mecca che diventa la mo-
                                                           glie amata del profeta Mohammad grazie alla sua
                                                           ribellione ai costumi del tempo: è lei che chiede la
                                                           mano del giovane Mohammad. Più grande di lui
                                                           di 15 anni, separata con prole, s’innamora del suo
                                                           giovane operaio e affronta con coraggio il giudizio
ta la proposta e si fida della Voce. Vera ribelle al de-   della gente sfidando tutti. Ma la sua vera battaglia
stino della morte e dell’ingiustizia, il Corano le ri-     e ribellione autentica è quando crede e sostiene il
serva un verbo riferito ai maggiori profeti cioè           marito e il suo messaggio profetico contro i potenti
Awhayna: Noi abbiamo rivelato alla madre di Mosè           corrotti della società, in difesa degli oppressi e de-
ciò che doveva compiere» [ibidem].                         gli ultimi, mettendo il suo patrimonio a disposizio-
    Un’altra grande ribelle ricordata nel Corano è         ne di questo progetto monoteistico. Ed è così che
la moglie del Faraone, l’uomo più potente del suo          prende il titolo onorifico di Khadija al kubra: la più
tempo. Ribellarsi a lui era inconcepibile per chiun-       grande.
que, e invece una donna l’ha fatto: sua moglie. Lei             La quinta ribelle profetica, madre di sapienza,
ha tutto e può continuare a godersi la ricchezza del       fede e coraggio, non è altro che Maria. Lei inizia la
mondo, invece sceglie di remare contro, in difesa di       battaglia e la ricerca del bene e della luce già dalla
Mosè, a favore degli oppressi (Corano 66, 11-16). Da       tenera età secondo il racconto coranico (Corano 19
prendere come esempio, secondo il Corano. La sua           ,16). Nel ventunesimo capitolo che si intitola I pro-
ribellione è autentico atto religioso.                     feti, dopo la narrazione della vita di una quindicina
    La terza ribelle dai gesti profetici è Agar, ab-       di loro, ecco apparire il nome di Maria, come il fior
bandonata dal profeta Abramo. Nella sua situazio-          fiore dei profeti.
ne chiunque perde la speranza e la fede, invece                 Mihrab, dalla radice harb, si traduce “luogo della
questa meravigliosa donna non si ferma nemmeno             battaglia”. Oggi la nicchia all’interno delle mo-
davanti all’abbandono di Dio stesso, combatte              schee che ospita l’imam che guida la preghiera si
contro ogni disperazione, va oltre il limite, corre        chiama Mihrab. Il Corano per farci meditare su
per cercare acqua per il figlio Ismaele assetato, al-      quest’aspetto combattente di Maria nomina la pa-
lontanato e lasciato insieme a lei in una terra arida      rola mihrab una sola volta e quest’unica volta è rife-
e senza anima viva. Secondo il racconto della tradi-       rita a lei (Corano 3,37). Assai significativo: Maria
zione islamica, Agar si mette a correre tra le due         non è la donna sottomessa e in silenzio passivo, ma
colline di Safa e Marwa, allora disabitate, per sette      lei è la vera combattente contro ogni ignoranza, in-
volte. Riconoscendo il suo coraggio, il Dio della          giustizia, e crede oltre ogni confine e limite. La bat-
vita fa zampillare acqua sotto i piedi del suo bam-        taglia contro le tenebre è necessaria per il compi-
bino, salvandoli. I musulmani arrivati da ogni an-         mento del progetto di Dio sull’uomo, divenire es-
golo della Terra alla Mecca per compiere il rito del       seri umani illuminati e realizzati come Maria (Cora-
grande pellegrinaggio sono chiamati a imitare i            no 66,12).

                                                                                     17    D ONNE CHIESA MOND O
Paul Delaroche, «Giovanna d’Arco è interrogata
                                                               in prigione dal cardinale di Winchester», 1824,
                                                                                 Museo delle Belle Arti, Rouen
                                                                                         (Wikimedia commons)

      GUERRIERE

Il coraggio che ribalta
gli equilibri del mondo
   Jeanne d’Arc, arsa viva e poi santa, fu caso politico e religioso
           di MARINA BENEDETTI*                          condannate. Anche in questo la vicenda giudi-
                                                         ziaria di Jeanne d’Arc percorre vie insolite e

J
       eanne o Jeannette è una donna di circa di-        complesse: una santità popolare diventa eresia e
       ciannove anni quando il 30 maggio 1431            poi santità riconosciuta per ottenere infine il
       muore sul rogo nella piazza del mercato           prestigioso ed eminente titolo di patrona di
       di Rouen. Paradossalmente la ragione              Francia.
       della condanna è la sua “ricaduta” (relap-            Come è iniziata questa straordinaria avventu-
sa) nell’eretica pravità (haeretica pravitas) per aver   ra? Nel 1428 Jeanne, una “povera pastorella” se-
indossato abiti maschili, mentre si trovava rin-         dicenne, lascia il villaggio natale di Domrémy, in
chiusa in carcere. Non è un fatto del tutto chiaro.      Lorena, terra di frontiera tra il dominio anglo-
Di certo, è la sola eretica medievale condannata         borgognone e francese dove frequenti erano gli
per le vesti che portava. Non è l’unico aspetto          scontri militari, al fine di ottenere un salvacon-
inusuale di una vicenda umana, religiosa, giudi-         dotto per parlare con il Delfino di Francia. Scor-
ziaria — e anche politica — durata complessiva-          tata, a cavallo, raggiunge Chinon dove nel mar-
mente sei anni, di cui gli ultimi tre impegnati          zo 1429 è ricevuta da Carlo VII. Nel contesto po-
nella realizzazione delle sue profezie, anche sul        litico-militare della Guerra dei cent’anni che
campo di battaglia, e i tre mesi finali a difendere      contrappone le monarchie inglese e francese con
sé stessa e la propria missione davanti ai giudici.      l’occupazione dei territori continentali e le dila-
Alla fama immediata — e duratura — seguirà l’at-         cerazioni per la successione al trono dei Cape-
tivazione di nuovi processi nel 1450-1456 e, quasi       tingi, Jeanne ha un ruolo centrale. Una donna,
mezzo millennio dopo, la canonizzazione avve-            giovane, non solo raggiunge e incredibilmente
nuta nel 1920. Al contrario di un pensare comu-          parla con l’aspirante al trono, non solo comanda
ne per cui un processo inquisitoriale è unico e          un esercito vittorioso, ma diventa talmente sco-
definitivo, non è raro che una sentenza venga ro-        moda da essere prima abbandonata (dal soste-
vesciata da nuove inchieste e da un esito oppo-          gno di Carlo VII) e poi venduta (dal duca di Bor-
sto. Nel medioevo ci sono molti esempi di santi-         gogna agli inglesi). Il pragmatismo politico può
tà popolare che, dopo nuove indagini (inquisitio         utilizzare, ignorare o condannare il ruolo profe-
significa genericamente inchiesta o indagine e           tico di Jeanne. La “povera pastorella” era dive-
solo per antonomasia è ciò che oggi intendiamo           nuta un temibile chef de guerre, un problema poli-
con il termine “inquisizione”), diventano eresie         tico, un pericolo religioso per la sua volontà in-

D ONNE CHIESA MONDO     18
19   D ONNE CHIESA MOND O
flessibile e per la ribellione a tutte le regole al fi-   delle sue profezie, è una predicatrice itinerante
ne di raggiungere l’obiettivo della sua missione.         di cui non conosciamo alcuna parola in quanto i
Se la fede in una verità irrinunciabile la rende ri-      processi sono andati perduti; Margherita detta
belle, indocile e indomita, la profezia di cui era        Porete, autrice dello Specchio delle anime semplici,
depositaria la proietta in un contesto politico-          davanti ai giudici che la interrogano rifiuta di
militare e in dinamiche a lei estranee. In quanto         parlare e, disconoscendo la loro autorevolezza,
capo militare guida un esercito, ma senza mai             potremmo dire che diventa autrice anche del
uccidere un uomo; in quanto vergine (pulzella) è          proprio silenzio con cui firma la propria condan-
garante della sacralità della dinastia capetingia;        na al rogo a Parigi nel 1310. Jeanne non scrive, è
in quanto depositaria di un carisma profetico “in         analfabeta, ma detterà in termini imperiosi, ad
azione” diventa travolgente. Tale fascino pieno           esempio, la cosiddetta lettera agli inglesi rivolta
di contrasti – quasi inverosimili – crea il suo mito      anche al re d’Inghilterra. Al processo, invece,
chiaroscurale. Per uscire dall’impasse concettuale        parla. La sua voce è chiara e coraggiosa, combat-
della contraddizione tra eresia e santità va chia-        tiva e lucida, reattiva e provocatoria come rara-
rito che Jeanne non si è mai dichiarata eretica.
D’altronde, nessuno nel medioevo si è mai defi-
nito tale. Solo a partire dalla Riforma questa au-
toidentificazione assume il carattere rivendicati-          Lei stessa racconta che all’età di 13 anni
vo di una scelta religiosa.                                           sentì una voce di Dio
   Il contrasto tra due figure (eretica e santa) si
collega alla documentazione sopravvissuta. I               E’ la sola “eretica” medievale condannata
processi del 1431 la condannano per eresia, non                 per le vesti maschili che portava
per stregoneria, nonostante i giudici insistano
per condurre l’interrogatorio in quella direzio-
ne; le testimonianze sono contro Jeanne e lei –
definita “figliuola superba” per il modo in cui
reagisce e risponde: non si piega alla logica giu-        mente il filtro notarile fa cogliere in altre circo-
diziaria – si difende con parole e silenzi in un          stanze. Ma ai giudici che la interrogano interessa
confronto in cui provocazioni e consapevolezza            un’altra voce: quella che la sostiene, guida e con-
di sé fanno emergere un temperamento non                  siglia durante la sua entusiasmante cavalcata
usuale. Nel 1450-1456 i procedimenti giudiziari           profetica. Ciò che per lei è forza e fede, per i giu-
sono a favore di Jeanne: le molteplici testimo-           dici è sospetta stregoneria.
nianze di coloro che la conobbero non solo for-              Lei stessa racconta che all’età di 13 anni sentì
niscono dati biografici, ma contribuiscono a cor-         una “voce da Dio”. Era estate, si trovava nel giar-
roborare una fama di santità che già circolava            dino del padre ed era quasi mezzogiorno: la voce
quando era in vita.                                       e una luce – che raramente non apparivano insie-
   Le testimonianze di Jeanne rompono una tra-            me – giungevano dalla parte della chiesa. In quel
dizione per cui le donne, o meglio le cosiddette          momento prese la decisione di rimanere vergine.
eretiche, sono rappresentate come immagine co-            La voce – o le voci – e la verginità sono lo scudo
rale (negli scritti dei polemisti) o parlano poco,        di protezione che i giudici, insistendo a lungo,
se non affatto (nei processi inquisitoriali). Mar-        intendono demolire. La verginità la preserva
gherita detta la bella, seguace di frate Dolcino e        dall’accusa di provenienza demoniaca delle vo-

D ONNE CHIESA MONDO    20
ci: una pulzella, una giovane vergine, non può          ferirà mai il contenuto – mostrando un lucido
essere creatura malefica. Ciononostante, dalle          senso della realtà pur nel contatto con il sopran-
testimonianze processuali è chiaro il tentativo di      naturale. Poi iniziano le campagne militari. L’8
trovare elementi che rafforzino tale accusa.            maggio 1429 gli inglesi si ritirano da Orléans. È
    La tradizione e il folklore locale di un villag-    la sua vittoria più famosa dalla quale riceve l’epi-
gio offrono lo spunto per collegare riti agresti in-    teto con cui è tuttora conosciuta: Pulzella d’Orléans
torno all’“albero delle signore” o “albero delle        ossia giovane donna vergine, capo militare vin-
fate”, un maestoso faggio vicino a Domrémy su           cente. Il 17 luglio Carlo VII è incoronato a Reims:
cui le giovani e i giovani appendevano ghirlan-         la sacralità dei Capetingi si lega alle profezie di
de, a ciò che è occulto, estraneo, oscuro perché le     una donna che gli inglesi devono condannare
fate sarebbero spiriti maligni. Gli inquisitori so-     come strega per dimostrare l’origine demoniaca
stengono che abbia sentito la voce in quel luogo,       del potere regio. Ma lei si ribella a questo sche-
dove di notte avrebbe ballato e cantato intorno         ma dimostrativo rimanendo fedele a sé stessa e
all’albero, dopo aver appeso ghirlande, pronun-         alle sue voci.
ciando invocazioni, sortilegi e malefici. Eviden-           Al culmine del successo di Jeanne, il 31 luglio
te è il riferimento all’innominato sabba. Anche         1429, un’altra donna, a suo modo una profetessa
alla corte del Delfino qualcuno le chiese se pro-       in versi dal lucido acume politico, conclude il
veniva da un luogo chiamato Bois Chenu da cui           Ditié a Jehanne d’Arc: l’ultima opera di Christine
una profezia diceva sarebbe venuta di una fan-          de Pizan e primo poema su Jeanne, una sorta di
ciulla che avrebbe fatto mirabilia. Successiva-         istantanea in 500 versi dell’entusiasmo suscitato
mente, verrà accusata di possedere la mandrago-         dalla realizzazione di alcune profezie. L’appog-
la e, nonostante lo avesse negato, di portarla          gio di Dio alla corona di Francia attraverso Jean-
sempre con sé per avere fortuna.                        ne s’intreccia a profezie del passato e del presen-
    I giudici continuano a insistere sulla voce.        te: “che onore per il sesso femminile! (...) Nella
Jeanne è restia a identificarla, ma con il procede-     cristianità e nella Chiesa Jeanne riporterà con-
re degli interrogatori si trova costretta a personi-    cordia. Ella distruggerà i miscredenti [gli ingle-
ficare: è di santa Caterina e Margherita, oltre che     si] e gli eretici dalla vita ignobile, così diceva la
dell’arcangelo Michele. Sulla strada per Chinon         profezia». Nel mese successivo, con la sconfitta
                              dove voleva incon-        di Parigi inizierà il suo declino che porterà, un
                              trare il Delfino, “per    anno dopo, alla cattura e, per uno strano desti-
                              rivelazione”     della    no, all’accusa di eresia. Il 24 maggio 1431 nel ci-
                              voce aveva potuto         mitero di Saint-Ouen, in procinto di andare sul
                              trovare una spada         rogo, Jeanne abiura. È l’unico cedimento di una
                              sotterrata dietro l’al-   ribelle, di una donna sola. Viene portata in car-
                              tare della chiesa di      cere dove la attendono abiti maschili: simbolo
                              santa Caterina di         ed epilogo della sua cavalcata profetica.
                              Fierbois. Ai giudici
                              spiega che «Dio può       *Professore ordinario di Storia del cristianesimo presso
                              fare rivelazioni a chi    l’Università degli Studi di Milano, è autrice, tra l’altro,
                              preferisce». Giunta       di “Condannate al silenzio. Le eretiche medievali”,
                              dal Delfino svelerà i     Mimesis, e ha curato “Storia del cristianesimo, ii: il
                              signa – di cui non ri-    Medioevo”, Carocci.

                                                                                     21    D ONNE CHIESA MOND O
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