Cinquant'anni di sacerdozio - L'Osservatore Romano il Settimanale - L'Osservatore Romano
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L’Osservatore
il Settimanale
Romano
Città del Vaticano, giovedì 19-26 dicembre 2019
anno LXXII, numero 51-52 (4.024)
Cinquant’anni
di sacerdozioil Settimanale L’Osservatore Romano
giovedì 19-26 dicembre 2019
#editoriale 2
Una storia
di amicizia
lunga
duemila anni
G
iunto quasi alla fine del discorso su padre Mi- sco riporta oggi le parole di Fiorito che a sua
guel Ángel Fiorito il Papa si è commosso ri- volta riportava le parole di Hugo Rahner, raf-
cordando come da superiore provinciale ascol- finato teologo gesuita che ha riflettuto (anche)
tò il «rendiconto di coscienza» — proprio dei sull’essenza della Chiesa. In questo processo il
gesuiti — del suo vecchio padre spirituale in Papa ci inserisce Newman, così come, nel cor-
un rovesciamento solo apparente perché “il so del suo discorso, è rientrato un altro gigan-
maestro resta sempre discepolo” altrimenti non te della teologia come Sant’Agostino e un al-
è un vero maestro. La commozione di France- tro gesuita poco noto, Claude Judde fatto co-
sco ha colpito tutti gli oltre duecento invitati noscere a Bergoglio sempre da Fiorito che par-
alla festa per i cinquant’anni di sacerdozio or- lava poco e molto poco di sé, ma faceva ascol-
ganizzata da «La Civiltà Cattolica» presso la tare ai suoi discepoli la voce dei grandi (santi,
Curia generalizia dei gesuiti. Più di un’ora il teologi, poeti, artisti...) che lo avevano prece-
Papa ha avvinto l’uditorio con la lettura del duto.
suo testo, un vero e proprio saggio su cosa
Si appalesa così una rete, che si sviluppa nel
vuole dire “essere maestri” (che pubblichiamo
tempo e nello spazio ma anche oltre, attraver-
integralmente nel paginone centrale), ricco di
so quella “intelligenza mistica” che è animata
tanti spunti non solo storici e biografici ma
dallo Spirito Santo. Questa rete è la Chiesa,
anche squisitamente teologici.
composta da persone che hanno conosciuto
Tra i diversi temi affrontati dal Pontefice su Cristo e lo hanno fatto conoscere ad altre per-
uno in particolare si è soffermato, quello della sone e dalle sponde del lago di Tiberiade que-
“metastoria della spiritualità”. «Esiste una me- sta rete come un’onda è giunta fino ai nostri
tastoria — ha detto Bergoglio citando Fiorito — giorni. Una rete di persone che non parlano L’OSSERVATORE ROMANO
che non si scopre a volte direttamente nei do- tanto di sé, ma riportano le parole di chi li ha
cumenti, ma si basa sull’identità di una intelli- preceduti e tutti insieme fanno ascoltare l’uni- Unicuique suum Non praevalebunt
genza mistica ed è dovuta all’azione continua ca voce dell’unico Maestro.
di uno stesso Spirito Santo, invisibilmente pre- Edizione settimanale in lingua italiana
sente nella sua Chiesa visibile, e che è la ragio- C’è una lettera di prima del 200 d.C. del ve-
Città del Vaticano
ne ultima, ma trascendente, di questa omoge- scovo Ireneo di Lione all’amico Fiorino in cui ornet@ossrom.va
neità spirituale” che si dà tra cristiani diversi gli ricorda Policarpo, loro antico maestro a www.osservatoreromano.va
di epoche differenti. Fiorito fa sua la prospet- Smirne, quel Policarpo che aveva avuto come ANDREA MONDA
tiva da cui un santo che ho canonizzato di re- maestro Giovanni, l’apostolo amato da Gesù. D irettore
cente, John Henry Newman, contemplava la Da Fiorino a ritroso attraverso Ireneo, Policar- GIANLUCA BICCINI
Chiesa: “La Chiesa cattolica non perde mai po e Giovanni fino a Gesù, e questo vale an- Coordinatore
ciò che ha posseduto una volta [...]. Piuttosto che nel senso contrario: da Fiorino in avanti PIERO DI D OMENICANTONIO
Progetto grafico
che passare da una fase a un’altra della vita, fino a noi, che abbiamo ricevuto la fede da al-
essa si porta dietro la sua giovinezza e la sua tri maestri e amici che ci hanno guidato e ac- Redazione
maturità nella propria vecchiaia. La Chiesa compagnato nella vita. Di questo si tratta, di via del Pellegrino, 00120 Città del Vaticano
di ANDREA MONDA fax +39 06 6988 3675
non ha cambiato ciò che possedeva, ma lo ha una rete, in fondo, di persone chiamate a di-
accumulato e, a seconda della circostanza, ventare amici. Servizio fotografico
estrae dal suo tesoro cose nuove o cose anti- Come Jorge Mario e Miguel Ángel, il quale telefono 06 6988 4797
photo@ossrom.va
fax 06 6988 4998
www.photo.va
che”. Viene alla mente la bella frase di Gustav era dotato ha ricordato il Papa, tra le altre vir-
Mahler: “La tradizione è la garanzia del futuro tù, del dono delle lacrime e negli ultimi anni
TIPO GRAFIA VATICANA EDITRICE
L’OSSERVATORE ROMANO
e non la custodia delle ceneri”». “parlava” per lo più nelle e con le lacrime. Le
Abbonamenti
La lezione del Papa su cosa vuol dire “esse- stesse lacrime che si sono “sentite” ieri nelle Italia, Vaticano: € 58,00 (6 mesi € 29,00).
re maestri” qui si allarga e si approfondisce parole di Francesco che ricordava il suo vec- telefono 06 6989 9480
fax 06 6988 5164
per toccare il tema di cosa è la Chiesa. France- chio amico e maestro. info@ossrom.vail Settimanale L’Osservatore Romano
giovedì 19-26 dicembre 2019
#pace 3
La pace e la stabilità internazionale «sono da violenze prive di ogni pietà, segnano 2. La pace, cammino di ascolto
incompatibili con qualsiasi tentativo a lungo il corpo e l’anima dell’umanità.
di costruire sulla paura della reciproca Ogni guerra, in realtà, si rivela un fratri- basato sulla memoria
distruzione o su una minaccia cidio che distrugge lo stesso progetto di sulla solidarietà e sulla fraternità
di annientamento totale». Lo scrive fratellanza, inscritto nella vocazione del-
Gli Hibakusha, i sopravvissuti ai bom-
il Papa nel messaggio per la 53a giornata la famiglia umana.
bardamenti atomici di Hiroshima e Na-
mondiale della pace, che si celebra La guerra, lo sappiamo, comincia gasaki, sono tra quelli che oggi manten-
il 1° gennaio, sul tema «La pace come spesso con l’insofferenza per la diversità gono viva la fiamma della coscienza col-
cammino di speranza: dialogo, dell’altro, che fomenta il desiderio di lettiva, testimoniando alle generazioni
riconciliazione e conversione ecologica». possesso e la volontà di dominio. Nasce successive l’orrore di ciò che accadde
Di seguito il testo del documento papale nel cuore dell’uomo dall’egoismo e dalla nell’agosto del 1945 e le sofferenze indi-
presentato giovedì 12 dicembre superbia, dall’odio che induce a distrug- cibili che ne sono seguite fino ad oggi.
nella Sala stampa della Santa Sede. gere, a rinchiudere l’altro in un’immagi- La loro testimonianza risveglia e conser-
ne negativa, ad escluderlo e cancellarlo. va in questo modo la memoria delle vit-
La guerra si nutre di perversione delle time, affinché la coscienza umana diven-
relazioni, di ambizioni egemoniche, di ti sempre più forte di fronte ad ogni vo-
abusi di potere, di paura dell’altro e del- lontà di dominio e di distruzione: «Non
la differenza vista come ostacolo; e nello possiamo permettere che le attuali e le
stesso tempo alimenta tutto questo. nuove generazioni perdano la memoria
Risulta paradossale, come ho avuto di quanto accaduto, quella memoria che
modo di notare durante il recente viag- è garanzia e stimolo per costruire un fu-
gio in Giappone, che «il nostro mondo turo più giusto e fraterno».4
vive la dicotomia perversa di voler di- Come loro molti, in ogni parte del
fendere e garantire la stabilità e la pace mondo, offrono alle future generazioni il
sulla base di una falsa sicurezza suppor- servizio imprescindibile della memoria,
tata da una mentalità di paura e sfidu- che va custodita non solo per non com-
cia, che finisce per avvelenare le relazio- mettere di nuovo gli stessi errori o per-
ni tra i popoli e impedire ogni possibile ché non vengano riproposti gli schemi
dialogo. La pace e la stabilità interna- illusori del passato, ma anche perché es-
zionale sono incompatibili con qualsiasi sa, frutto dell’esperienza, costituisca la
tentativo di costruire sulla paura della radice e suggerisca la traccia per le pre-
1. La pace, cammino di speranza reciproca distruzione o su una minaccia senti e le future scelte di pace.
di fronte agli ostacoli e alle prove di annientamento totale; sono possibili Ancor più, la memoria è l’orizzonte
solo a partire da un’etica globale di soli- della speranza: molte volte nel buio del-
Nel messaggio La pace è un bene prezioso, oggetto darietà e cooperazione al servizio di un le guerre e dei conflitti, il ricordo anche
della nostra speranza, al quale aspira futuro modellato dall’interdipendenza e di un piccolo gesto di solidarietà ricevu-
per la Giornata tutta l’umanità. Sperare nella pace è un dalla corresponsabilità nell’intera fami- ta può ispirare scelte coraggiose e persi-
atteggiamento umano che contiene una glia umana di oggi e di domani».2 no eroiche, può rimettere in moto nuove
mondiale tensione esistenziale, per cui anche un
Ogni situazione di minaccia alimenta energie e riaccendere nuova speranza nei
presente talvolta faticoso «può essere
del 2020 vissuto e accettato se conduce verso una la sfiducia e il ripiegamento sulla pro- singoli e nelle comunità.
meta e se di questa meta noi possiamo pria condizione. Sfiducia e paura au- Aprire e tracciare un cammino di pace
il Pontefice ricorda essere sicuri, se questa meta è così gran- mentano la fragilità dei rapporti e il ri- è una sfida, tanto più complessa in
de da giustificare la fatica del cammi- schio di violenza, in un circolo vizioso quanto gli interessi in gioco, nei rappor-
che la guerra no».1 In questo modo, la speranza è la che non potrà mai condurre a una rela- ti tra persone, comunità e nazioni, sono
zione di pace. In questo senso, anche la molteplici e contradditori. Occorre, in-
comincia virtù che ci mette in cammino, ci dà le
ali per andare avanti, perfino quando gli dissuasione nucleare non può che creare nanzitutto, fare appello alla coscienza
una sicurezza illusoria.
con l’insofferenza ostacoli sembrano insormontabili. morale e alla volontà personale e politi-
ca. La pace, in effetti, si attinge nel pro-
La nostra comunità umana porta, nel- Perciò, non possiamo pretendere di
verso l’altro la memoria e nella carne, i segni delle mantenere la stabilità nel mondo attra- fondo del cuore umano e la volontà po-
guerre e dei conflitti che si sono succe- verso la paura dell’annientamento, in un litica va sempre rinvigorita, per aprire
duti, con crescente capacità distruttiva, e equilibrio quanto mai instabile, sospeso nuovi processi che riconcilino e unisca-
che non cessano di colpire specialmente sull’orlo del baratro nucleare e chiuso no persone e comunità.
i più poveri e i più deboli. Anche intere all’interno dei muri dell’indifferenza, do- Il mondo non ha bisogno di parole
nazioni stentano a liberarsi dalle catene ve si prendono decisioni socio-economi- vuote, ma di testimoni convinti, di arti-
dello sfruttamento e della corruzione, che che aprono la strada ai drammi del- giani della pace aperti al dialogo senza
che alimentano odi e violenze. Ancora lo scarto dell’uomo e del creato, invece esclusioni né manipolazioni. Infatti, non
oggi, a tanti uomini e donne, a bambini di custodirci gli uni gli altri. Come, allo- si può giungere veramente alla pace se
e anziani, sono negate la dignità, l’inte- ra, costruire un cammino di pace e di ri- non quando vi sia un convinto dialogo
grità fisica, la libertà, compresa quella conoscimento reciproco? Come rompere di uomini e donne che cercano la verità
religiosa, la solidarietà comunitaria, la la logica morbosa della minaccia e della al di là delle ideologie e delle opinioni
diverse. La pace è «un edifi-
cio da costruirsi continua-
mente»,5 un cammino che
Per spezzare la logica
facciamo insieme cercando
sempre il bene comune e
impegnandoci a mantenere
la parola data e a rispettare
il diritto. Nell’ascolto reci-
della paura e della minaccia
proco possono crescere an-
che la conoscenza e la stima
dell’altro, fino al punto di
riconoscere nel nemico il
volto di un fratello.
Il processo di pace è
quindi un impegno che du-
speranza nel futuro. Tante vittime inno- paura? Come spezzare la dinamica di ra nel tempo. È un lavoro paziente di ri-
centi si trovano a portare su di sé diffidenza attualmente prevalente? cerca della verità e della giustizia, che
lo strazio dell’umiliazione e dell’esclu- onora la memoria delle vittime e che
sione, del lutto e dell’ingiustizia, se non Dobbiamo perseguire una reale fratel- apre, passo dopo passo, a una speranza
addirittura i traumi derivanti dall’accani- lanza, basata sulla comune origine da comune, più forte della vendetta. In uno
mento sistematico contro il loro popolo Dio ed esercitata nel dialogo e nella fi- Stato di diritto, la democrazia può esse-
e i loro cari. ducia reciproca. Il desiderio di pace è re un paradigma significativo di questo
profondamente inscritto nel cuore processo, se è basata sulla giustizia e
Le terribili prove dei conflitti civili e dell’uomo e non dobbiamo rassegnarci a sull’impegno a salvaguardare i diritti di
di quelli internazionali, aggravate spesso nulla che sia meno di questo. ciascuno, specie se debole o emarginato,il Settimanale L’Osservatore Romano
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#pace 4
nella continua ricerca della verità.6 Si mento delle transazioni fondate sullo Si tratta prima di tutto di credere nel-
tratta di una costruzione sociale e di scambio, non solo sui trasferimenti delle la possibilità della pace, di credere che
un’elaborazione in divenire, in cui cia- strutture assistenziali di natura pubblica, l’altro ha il nostro stesso bisogno di pa-
scuno porta responsabilmente il proprio ma soprattutto sulla progressiva apertu- ce. In questo, ci può ispirare l’amore di
contributo, a tutti i livelli della colletti- ra, in contesto mondiale, a forme di atti- Dio per ciascuno di noi, amore liberan-
vità locale, nazionale e mondiale. vità economica caratterizzate da quote te, illimitato, gratuito, instancabile.
Come sottolineava San Paolo VI, «la di gratuità e comunione» (n. 39). La paura è spesso fonte di conflitto. È
duplice aspirazione all’uguaglianza e al- importante, quindi, andare oltre i nostri
la partecipazione è diretta a promuovere timori umani, riconoscendoci figli biso-
un tipo di società democratica […]. Ciò 4. La pace, cammino gnosi, davanti a Colui che ci ama e ci
sottintende l’importanza dell’educazione attende, come il Padre del figlio prodigo
alla vita associata, dove, oltre l’informa- di conversione ecologica (cfr. Lc 15, 11-24). La cultura dell’incon-
zione sui diritti di ciascuno, sia messo in «Se una cattiva comprensione dei no- tro tra fratelli e sorelle rompe con la cul-
luce il loro necessario correlativo: il rico- stri principi ci ha portato a volte a giu- tura della minaccia. Rende ogni incon-
noscimento dei doveri nei confronti de- stificare l’abuso della natura o il domi- tro una possibilità e un dono dell’amore
gli altri. Il significato e la pratica del nio dispotico dell’essere umano sul crea- generoso di Dio. Ci guida ad oltrepassa-
dovere sono condizionati dal dominio di to, o le guerre, l’ingiustizia e la violenza, re i limiti dei nostri orizzonti ristretti,
sé, come pure l’accettazione delle re- come credenti possiamo riconoscere che per puntare sempre a vivere la fraternità
sponsabilità e dei limiti posti all’eserci- in tal modo siamo stati infedeli al tesoro universale, come figli dell’unico Padre
zio della libertà dell’individuo o del celeste.
di sapienza che avremmo dovuto custo-
gruppo».7
dire».8 Per i discepoli di Cristo, questo cam-
Al contrario, la frattura tra i membri mino è sostenuto anche dal sacramento
Di fronte alle conseguenze della no-
di una società, l’aumento delle disugua- della Riconciliazione, donato dal Signo-
stra ostilità verso gli altri, del mancato
glianze sociali e il rifiuto di usare gli re per la remissione dei peccati dei bat-
rispetto della casa comune e dello sfrut-
strumenti per uno sviluppo umano inte- tezzati. Questo sacramento della Chiesa,
tamento abusivo delle risorse naturali —
grale mettono in pericolo il persegui- che rinnova le persone e le comunità,
viste come strumenti utili unicamente
mento del bene comune. Invece il lavo- chiama a tenere lo sguardo rivolto a Ge-
per il profitto di oggi, senza rispetto per
ro paziente basato sulla forza della paro- sù, che ha riconciliato «tutte le cose,
le comunità locali, per il bene comune e
la e della verità può risvegliare nelle per- avendo pacificato con il sangue della
sone la capacità di compassione e di so- per la natura — abbiamo bisogno di una
conversione ecologica. sua croce sia le cose che stanno sulla
lidarietà creativa. terra, sia quelle che stanno nei cieli»
Nella nostra esperienza cristiana, noi Il recente Sinodo sull’Amazzonia ci
spinge a rivolgere, in modo rinnovato, (Col 1, 20); e chiede di deporre ogni vio-
facciamo costantemente memoria di Cri- lenza nei pensieri, nelle parole e nelle
sto, che ha donato la sua vita per la no- l’appello per una relazione pacifica tra
le comunità e la terra, tra il presente e la opere, sia verso il prossimo sia verso il
stra riconciliazione (cfr. Rm 5, 6-11). La creato.
Chiesa partecipa pienamente alla ricerca memoria, tra le esperienze e le speranze.
Questo cammino di riconciliazione è La grazia di Dio Padre si dà come
di un ordine giusto, continuando a ser-
anche ascolto e contemplazione del amore senza condizioni. Ricevuto il suo
vire il bene comune e a nutrire la spe-
mondo che ci è stato donato da Dio af- perdono, in Cristo, possiamo metterci in
ranza della pace, attraverso la trasmissio-
finché ne facessimo la nostra casa comu- cammino per offrirlo agli uomini e alle
ne dei valori cristiani, l’insegnamento
ne. Infatti, le risorse naturali, le numero- donne del nostro tempo. Giorno dopo
morale e le opere sociali e di educazio-
ne. se forme di vita e la Terra stessa ci sono giorno, lo Spirito Santo ci suggerisce at-
affidate per essere “coltivate e custodite” teggiamenti e parole affinché diventiamo
(cfr. Gen 2, 15) anche per le generazioni artigiani di giustizia e di pace.
future, con la partecipazione responsabi- Che il Dio della pace ci benedica e
3. La pace, cammino di riconciliazione le e operosa di ognuno. Inoltre, abbia- venga in nostro aiuto.
nella comunione fraterna mo bisogno di un cambiamento nelle Che Maria, Madre del Principe della
convinzioni e nello sguardo, che ci apra pace e Madre di tutti i popoli della ter-
La Bibbia, in modo particolare me-
maggiormente all’incontro con l’altro e ra, ci accompagni e ci sostenga nel cam-
diante la parola dei profeti, richiama le
all’accoglienza del dono del creato, che mino di riconciliazione, passo dopo pas-
coscienze e i popoli all’alleanza di Dio
con l’umanità. Si tratta di abbandonare riflette la bellezza e la sapienza del suo so.
il desiderio di dominare gli altri e impa- Artefice. E che ogni persona, venendo in que-
rare a guardarci a vicenda come persone, Da qui scaturiscono, in particolare, sto mondo, possa conoscere un’esistenza
come figli di Dio, come fratelli. L’altro motivazioni profonde e un nuovo modo di pace e sviluppare pienamente la pro-
non va mai rinchiuso in ciò che ha po- di abitare la casa comune, di essere pre- messa d’amore e di vita che porta in sé.
tuto dire o fare, ma va considerato per senti gli uni agli altri con le proprie di-
la promessa che porta in sé. Solo sce- versità, di celebrare e rispettare la vita ri- Dal Vaticano, 8 dicembre 2019
gliendo la via del rispetto si potrà rom- cevuta e condivisa, di preoccuparci di
pere la spirale della vendetta e intra- condizioni e modelli di società che favo-
prendere il cammino della speranza. riscano la fioritura e la permanenza del-
Ci guida il brano del Vangelo che ri- la vita nel futuro, di sviluppare il bene
porta il seguente colloquio tra Pietro e comune dell’intera famiglia umana.
1 BENEDETTO XVI, Lett. enc. Spe salvi
Gesù: «“Signore, se il mio fratello com- La conversione ecologica alla quale
mette colpe contro di me, quante volte facciamo appello ci conduce quindi a un (30 novembre 2007), 1.
dovrò perdonargli? Fino a sette volte?”. nuovo sguardo sulla vita, considerando 2 Discorso sulle armi nucleari, Nagasa-
E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a la generosità del Creatore che ci ha do- ki, Parco «Atomic Bomb Hypocenter»,
sette volte, ma fino a settanta volte set- nato la Terra e che ci richiama alla 24 novembre 2019.
te”» (Mt 18, 21-22). Questo cammino di gioiosa sobrietà della condivisione. Tale 3 Cfr. Omelia a Lampedusa, 8 luglio
riconciliazione ci chiama a trovare nel conversione va intesa in maniera integra- 2013.
profondo del nostro cuore la forza del le, come una trasformazione delle rela- 4 Discorso sulla Pace, Hiroshima, Me-
perdono e la capacità di riconoscerci co- zioni che intratteniamo con le nostre so-
me fratelli e sorelle. Imparare a vivere relle e i nostri fratelli, con gli altri esseri moriale della Pace, 24 novembre 2019.
5 Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past.
nel perdono accresce la nostra capacità viventi, con il creato nella sua ricchissi-
di diventare donne e uomini di pace. ma varietà, con il Creatore che è origine Gaudium et spes, 78.
Quello che è vero della pace in ambi- di ogni vita. Per il cristiano, essa richie- 6 Cfr. BENEDETTO XVI, Discorso ai di-
to sociale, è vero anche in quello politi- de di «lasciar emergere tutte le conse- rigenti delle Associazioni Cristiane Lavora-
co ed economico, poiché la questione guenze dell’incontro con Gesù nelle re- tori Italiani, 27 gennaio 2006.
della pace permea tutte le dimensioni lazioni con il mondo».9 7 Lett. ap. Octogesima adveniens (14
della vita comunitaria: non vi sarà mai maggio 1971), 24.
vera pace se non saremo capaci di co- 8 Lett. enc. Laudato si’ (24 maggio
struire un più giusto sistema economico.
5. Si ottiene tanto quanto si spera10 2015), 200.
Come scriveva Benedetto XVI, dieci anni
9 Ibid., 217.
fa, nella Lettera Enciclica Caritas in veri- Il cammino della riconciliazione ri-
tate: «La vittoria del sottosviluppo ri- chiede pazienza e fiducia. Non si ottiene 10 Cfr. S. GIOVANNI DELLA CRO CE,
chiede di agire non solo sul migliora- la pace se non la si spera. Notte Oscura, II, 21, 8il Settimanale L’Osservatore Romano
giovedì 19-26 dicembre 2019
#causedeisanti 5
«La santità permea e
accompagna sempre la vita
della Chiesa pellegrina
nel tempo, spesso in modo
nascosto e quasi
impercettibile». Lo ha
ricordato Papa Francesco
rivolgendosi ai membri,
agli officiali, ai consultori
e ai postulatori
della Congregazione
delle cause dei santi,
ricevuti in udienza
nella mattina di giovedì
12 dicembre, nella Sala
Clementina, in occasione
del cinquantesimo
anniversario
della istituzione
del dicastero da parte
di Paolo VI.
C
ari fratelli e sorelle, non sono degli esseri umani irraggiungibili,
sono lieto di incontrarmi con la grande fami- ma sono vicini a noi e ci possono sostenere nel
glia della Congregazione delle Cause dei San- cammino della vita. Infatti, «sono persone che
ti, che svolge il suo lavoro al servizio della hanno sperimentato la fatica quotidiana
Chiesa universale in ordine al riconoscimento dell’esistenza con i suoi successi e i suoi falli-
della santità di coloro che hanno fedelmente menti, trovando nel Signore la forza di rialzar-
seguito Cristo. Saluto con affetto il Cardinale si sempre e proseguire il cammino» (Angelus, 1
Angelo Becciu, Prefetto, e lo ringrazio per le novembre 2019). Ed è importante misurare la
sue parole. Saluto i Cardinali e i Vescovi nostra coerenza evangelica con diverse tipolo-
Membri del Dicastero; il Segretario Mons. gie di santità, poiché «ogni santo è una mis-
Marcello Bartolucci, il Sottosegretario, gli Of- sione; è un progetto del Padre per riflettere e
ficiali, i Consultori e i Postulatori. incarnare, in un momento determinato della
È un’occasione significativa quella che moti- storia, un aspetto del Vangelo» (Esort. ap.
va il nostro incontro odierno: la Congregazio- Gaudete et exsultate, 19).
ne delle Cause dei Santi compie quest’anno La testimonianza dei Beati e dei Santi ci il-
mezzo secolo di vita. Infatti, l’8 maggio 1969 lumina, ci attrae e ci mette anche in discussio-
San Paolo VI decise di sostituire la Congrega- ne, perché è “parola di Dio” incarnata nella
zione dei Sacri Riti con due Dicasteri: la Con- storia e vicina a noi. La santità permea e ac-
gregazione delle Cause dei Santi e la Congre- compagna sempre la vita della Chiesa pellegri-
gazione per il Culto Divino. Con tale decisio- na nel tempo, spesso in modo nascosto e quasi
ne egli permetteva di dedicare adeguate risorse impercettibile. Pertanto, dobbiamo imparare a
di persone e di lavoro a due grandi aree chia- «vedere la santità nel popolo di Dio paziente:
Udienza
alla Congregazione
nel cinquantesimo
Imparare a vedere
anniversario
di attività la santità della porta accanto
ramente distinte, per meglio corrispondere sia nei genitori che crescono con tanto amore i lo-
alle richieste sempre più numerose delle Chie- ro figli, negli uomini e nelle donne che lavora-
se particolari, sia alla sensibilità conciliare. no per portare il pane a casa, nei malati, nelle
In questo mezzo secolo di attività, la vostra religiose anziane che continuano a sorridere.
Congregazione ha vagliato un gran numero di [...] Questa è tante volte la santità “della porta
profili biografici e spirituali di uomini e di accanto”, di quelli che vivono vicino a noi
donne, per presentarli quali modelli e guide di e sono un riflesso della presenza di Dio»
vita cristiana. Le moltissime beatificazioni e (ibid., 7).
canonizzazioni, che si sono celebrate in questi
ultimi decenni, stanno a significare che i Santi CONTINUA A PAGINA 6il Settimanale L’Osservatore Romano
giovedì 19-26 dicembre 2019
#causedeisanti 6
CONTINUAZIONE DALLA PAGINA 5 venire. Il Regolamento e la prassi del Dicaste-
ro, come pure la vigilanza dei Superiori favori-
Il vostro Dicastero è chiamato a verificare le scano un rapporto di assoluta indipendenza
varie modalità della santità eroica, quella che tra gli estensori dei singoli voti e chi forma o
risplende più visibile come quella più nascosta coordina i Congressi peculiari. Si tratta di te-
e meno appariscente, ma altrettanto straordi- nere sempre presenti le finalità specifiche delle
naria. La santità è la vera luce della Chiesa: Cause, che sono la gloria di Dio e il bene spi-
come tale, essa va messa sul candelabro perché rituale della Chiesa, e sono strettamente legate
possa illuminare e guidare il cammino verso alla ricerca della verità e della perfezione evan-
Dio di tutto il popolo redento. Si tratta di una gelica.
verifica quotidianamente compiuta dal vostro Da parte loro, i Postulatori siano sempre
Dicastero, che fin dall’antichità è stata svolta più consapevoli che la loro funzione richiede
con scrupolosità e accuratezza nella ricerca in- un atteggiamento di servizio alla verità e di
vestigativa, con serietà e perizia nello studio cooperazione con la Santa Sede. Essi non si
Promulgazione delle fonti processuali e documentali, con
Varese (Italia) il 5 febbraio
lascino guidare da visioni materiali e da inte- 1957;
di decreti obiettività e rigore nell’esame e in ogni grado ressi economici, non ricerchino la loro afferma-
di giudizio, relativo al martirio, all’eroicità del- — le virtù eroiche del servo
zione personale e soprattutto fuggano tutto di Dio Americo Monteiro
L’11 dicembre, Papa le virtù, all’offerta della vita e al miracolo. Si ciò che è in contraddizione con il significato de Aguiar, sacerdote
Francesco ha ricevuto in tratta di criteri fondamentali, che sono richiesti del lavoro ecclesiale che svolgono. Non venga diocesano; nato a Salvador
udienza l’Eminentissimo dalla gravità della materia trattata, dalla legi- mai meno nei Postulatori la consapevolezza de Galegos (Portogallo) il
cardinale Angelo Becciu, slazione e dalle giuste attese del popolo di che le Cause di beatificazione e canonizzazio- 23 ottobre 1887 e morto il 16
prefetto della Dio, che si affida all’intercessione dei Santi e ne sono realtà di carattere spirituale; non solo luglio 1956 a Porto
Congregazione delle cause si ispira al loro esempio di vita. processuale, spirituale. Pertanto vanno trattate (Portogallo);
dei santi.
Seguendo questa via, il lavoro della Congre- con spiccata sensibilità evangelica e rigore mo- — le virtù eroiche del servo
Durante l’udienza, il
Pontefice ha autorizzato la
gazione consente di sgombrare il campo da rale. Anzi, una volta, con il Cardinale Amato, di Dio Giulio Facibeni,
medesima Congregazione a ogni ambiguità e dubbio, conseguendo una abbiamo parlato della necessità del miracolo. sacerdote diocesano; nato il
promulgare i decreti piena certezza nella proclamazione della santi- Ci vuole un miracolo perché è proprio il dito 28 luglio 1884 a Galeata
riguardanti: tà. Non posso quindi che esortare ognuno di di Dio lì. Senza un intervento del Signore (Italia) e morto il 2 giugno
voi a proseguire sulla strada tracciata e percor- chiaro, noi non possiamo andare avanti nelle 1958 a Firenze (Italia);
— il miracolo, attribuito sa per circa quattro secoli dalla Congregazione cause di canonizzazione. — le virtù eroiche del servo
all’intercessione della dei Sacri Riti, e continuata negli ultimi cin- Cari fratelli e sorelle, vi ringrazio per il so- di Dio Gregorio Tommaso
venerabile serva di Dio quant’anni dalla Congregazione delle Cause Suárez Fernández, sacerdote
lerte servizio che rendete a tutta la Chiesa.
Maria Luigia del Santissimo dei Santi. Incoraggio in questo i Superiori, i professo dell’ordine di
Sacramento (al secolo: Mediante la vostra opera, voi vi ponete al
Cardinali, i Vescovi Membri del Dicastero, e Sant’Agostino; nato il 30
Maria Velotti), fondatrice fianco specialmente dei Vescovi per sostenere
tutti gli Officiali. marzo 1915 a La Cortina
delle suore Francescane il loro impegno nel diffondere la consapevo- (Spagna) e morto il 23
adoratrici della santa Croce; I Consultori, in ambito storico, teologico e lezza che la santità è l’esigenza più profonda aprile 1949 a Salamanca
nata il 16 novembre 1826 a medico, sono chiamati ad adempiere con piena di ogni battezzato, l’anima della Chiesa e (Spagna);
Soccavo (Italia) e morta il 3 libertà di coscienza il proprio lavoro, studian- l’aspetto prioritario della sua missione. Affido
settembre 1886 a Casoria do attentamente i casi loro affidati e formulan- il vostro lavoro quotidiano alla materna inter- — le virtù eroiche della serva
(Italia); di Dio Maria degli Angeli
do i relativi giudizi con matura riflessione, in cessione di Maria, Regina dei Santi, e, mentre di Santa Teresa (al secolo:
— il martirio dei servi di modo imparziale e senza tener conto di condi- vi chiedo di pregare per me, di cuore vi impar- Dináh Amorim), religiosa
Dio Angelo Marina Álvarez zionamenti, da qualunque parte essi possano to la Benedizione Apostolica. professa dell’istituto delle
e 19 compagni, dell’ordine Figlie di Maria religiose
dei Frati Predicatori; uccisi, delle Scuole Pie; nata l’8
in odio alla fede, durante la agosto 1917 a Claudio
guerra civile spagnola, nel (Brasile) e morta il 1°
1936 (Spagna); settembre 1988 a Rio de
— il martirio dei servi di
Dio Giovanni Aguilar Donis
e 4 compagni, dell’ordine
Una lunga storia di servizio Janeiro (Brasile).
dei Frati Predicatori, e del
servo di Dio Fruttuoso
Pérez Márquez, fedele laico Nell’ultimo mezzo secolo sono stati proclamati aggiunto, «una diaconia che si inserisce nel
del Terz’Ordine di San complessivamente 2203 beati e 1479 santi, ai cuore della Chiesa, la quale loda e serve Dio
Domenico; uccisi, in odio quali vanno aggiunti sei dottori della Chiesa, soprattutto con la santità dei suoi figli».
alla fede, durante la guerra ovvero le sante Teresa d’Avila, Caterina da Il porporato ha infine collegato la celebra-
civile spagnola, nel 1936 Siena, Teresa del Bambino Gesù e Ildegarda
zione del cinquantesimo anniversario d’istitu-
(Spagna); di Bingen, e i santi Giovanni d’Avila e Grego-
zione del dicastero con l’analoga ricorrenza
— il martirio della serva di rio di Narek. Numeri che — ha fatto notare il
cardinale Angelo Becciu rivolgendo un saluto che coinvolge Jorge Mario Bergoglio, il quale,
Dio Isabella Sánchez il 13 dicembre di cinquanta anni fa, riceveva
Romero (in religione: al Pontefice — mostrano come, rispetto ai se-
Ascensión de San José), coli passati, le beatificazioni e le canonizzazio- l’ordinazione sacerdotale: «l’inizio — ha detto
monaca professa dell’ordine ni siano in aumento progressivo. Esse poggia- — di una lunga storia di dedizione, servizio e
di San Domenico; uccisa, in no le basi, ha sottolineato il prefetto della amore per la Chiesa per la quale noi lodiamo
odio alla fede, durante la Congregazione delle cause dei santi, su un e ringraziamo il Signore».
guerra civile spagnola, il 17 «meticoloso e scrupoloso lavoro di accerta-
febbraio 1937 a Huéscar mento e verifica della santità conseguita con
(Spagna). l’effusione del sangue per la fede tramite il
— le virtù eroiche del martirio, oppure con la pratica eroica delle vir-
venerabile servo di Dio tù cristiane o con l’offerta della propria vita
Vincenzo Maria Morelli, per amore di Cristo».
dell’ordine dei Chierici
L’attività della Congregazione — istituita da
regolari Teatini, arcivescovo
di Otranto; nato a Lecce Papa Paolo VI, che nel 1969 divise la Sacra
(Italia) il 25 aprile 1741 e congregazione dei riti in due congregazioni,
morto a Sternatia (Italia) il quella per il Culto divino e quella, appunto,
22 agosto 1812; delle Cause dei santi — pur essendo «relativa-
mente giovane», ha detto il cardinale Becciu,
— le virtù eroiche del servo
eredita «una storia antica e insigne che cer-
di Dio Carlo Angelo
Sonzini, sacerdote chiamo di rendere ogni giorno viva, palpitante
diocesano, fondatore della di amore al Vangelo e alla Chiesa, e di devo-
congregazione delle suore zione al successore di Pietro». L’impegno co-
Ancelle di San Giuseppe; stante è quello di «presentare con efficacia le
nato il 24 giugno 1878 a straordinarie figure di credenti che hanno te-
Malnate (Italia) e morto a stimoniato concretamente il Vangelo». È, hail Settimanale L’Osservatore Romano
giovedì 19-26 dicembre 2019
#Guadalupe 7
Donna, madre
meticcia
Nel pomeriggio di giovedì 12 dicembre, nella E non solo con Juan Dieguito, ma con il po-
basilica Vaticana, Papa Francesco ha presieduto polo. Si è meticciata per essere Madre di tutti,
la celebrazione eucaristica in occasione della festa si è meticciata con l’umanità. Perché? Perché
liturgica della beata Vergine Maria ha “meticciato” Dio. Ed questo è il grande mi-
di Guadalupe. Di seguito pubblichiamo una stero: Maria Madre “meticcia” Dio, vero Dio e
nostra traduzione dallo spagnolo dell’omelia vero uomo, nel suo Figlio.
pronunciata a braccio dal Pontefice. Quando ci vengono a dire che bisognava di-
chiararla tale, o fare quest’altro dogma, non
perdiamoci in chiacchiere: Maria è donna, è
L
a celebrazione di oggi, i testi biblici che abbia- Nostra Signora, Maria è Madre di suo Figlio e
mo ascoltato, e l’immagine di Nostra Signora della Santa Madre Chiesa gerarchica e Maria è
di Guadalupe che ci ricorda il Nican mopohua, meticcia, donna dei nostri popoli, ma che ha
mi suggeriscono tre aggettivi per lei: signora- meticciato Dio.
donna, madre e meticcia. Che ci parli come ha parlato a Juan Diego
Maria è donna. È donna, è signora, come da questi tre titoli: con tenerezza, con calore
dice il Nican mapohua. Donna con la signoria femminile e con vicinanza di meticciato. Così
di donna. Si presenta come donna, e si presen- sia.
ta con un messaggio di un altro ancora, ossia
è donna, signora e discepola. A sant’Ignazio
piaceva chiamarla Nostra Signora. Ed è così
semplice, non pretende altro: è donna, disce-
pola.
La pietà cristiana nel corso dei tempi ha Festa di popoli
sempre cercato di lodarla con nuovi titoli: era-
no titoli filiali, titoli dell’amore del popolo di
Dio, ma che non toccavano in nulla questo es- La prima inculturazione del Vangelo nelle Americhe l’ha compiuta la Madonna stessa
sere donna-discepola. apparendo con i tratti somatici di una meticcia, la “Morenita”, all’indio Juan Diego, il 9
San Bernardo ci diceva che quando parlia- dicembre 1531. Da allora la Vergine di Guadalupe è la persona più cara ai popoli latino-
americani. Ogni anno, nella festa a lei dedicata, i fedeli si riuniscono per ringraziarla e
mo di Maria non bastano mai la lode, i titoli
invocarla. Lo stesso avviene anche in Vaticano, dove si ritrova la comunità latinoamericana
di lode, ma non toccano per nulla questo suo
residente a Roma. A presiedere la concelebrazione eucaristica, nella basilica di San Pietro,
umile discepolato. Discepola. giovedì pomeriggio, 12 dicembre, è stato Papa Francesco. Circondato da donne, uomini,
Fedele al suo Maestro, che è suo Figlio, ragazze, ragazzi, religiose, religiosi, sacerdoti, vescovi originari dei Paesi del nuovo
l’unico Redentore, non ha mai voluto prende- continente, il Pontefice ha celebrato alla Confessione, sotto lo sguardo della Vergine di
re per sé qualcosa di suo Figlio. Non si è mai Guadalupe, la cui immagine era stata collocata di fianco all’altare.
presentata come co-redentrice. No, discepola. Fedeli in abiti tradizionali o con i mantelli e gli stendardi delle confraternite mariane e
E c’è un Santo Padre che dice in giro che è semplici devoti della Vergine hanno partecipato al rito. Anche i canti — eseguiti dalla
più degno il discepolato della maternità. Que- schola della Cappella Sistina e dal coro del Pontificio collegio Pio Latino Americano —
stioni di teologi, ma discepola. Non ha mai sono stati tratti dal repertorio caro alla devozione popolare, come il tradizionale La
Guadalupana. Intenzioni di preghiera sono state elevate per la Chiesa, il Papa, il collegio
rubato per sé nulla di suo Figlio, lo ha servito
episcopale, i senzatetto, gli affamati, i ciechi, le vergini consacrate, i governanti, i provati, i
perché è madre, dà la vita nella pienezza dei
defunti. Al momento della consacrazione sono saliti all’altare i cardinali Marc Ouellet e
tempi a questo Figlio nato da una donna.
Leonardo Sandri e gli arcivescovi Edgar Peña Parra, José Octavio Ruiz Arenas e Ilson
Maria è Madre nostra, è Madre dei nostri Montanari. Tra i partecipanti, dieci porporati e trentacinque presuli. Al termine della
popoli, è Madre di tutti noi, è Madre della celebrazione, il cardinale Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi e presidente
Chiesa, ma è anche immagine della Chiesa. Ed della Pontificia commissione per l’America latina, ha rivolto un breve saluto al Papa.
è Madre del nostro cuore, della nostra anima. Rappresentando i sentimenti dei popoli latinoamericani, lo ha ringraziato «a nome di
C’è un Santo Padre che dice che ciò che si di- tutta la Chiesa per la sua paternità universale come Successore di Pietro sulla cattedra di
ce di Maria si può dire, a suo modo, della Roma». Il porporato ha ricordato i cinquant’anni di sacerdozio del Pontefice «vissuti con
Messa Chiesa, e, a suo modo, dell’anima nostra. Per- maggiore intensità negli anni del ministero petrino. La nostra gratitudine — ha proseguito
ché la Chiesa è femminile e la nostra anima ha — si eleva verso il Padre celeste attraverso il cuore orante di Maria Santissima, ma questa
del Pontefice questa capacità di ricevere da Dio la grazia e, gratitudine si estende anche a lei, Santo Padre, per il suo modo di esercitare il sacerdozio,
in un certo senso, i Padri la vedevano come in spirito di umiltà e misericordia, in spirito di riforma e santità dando priorità e grande
per la festa femminile. Non possiamo pensare la Chiesa affetto ai più bisognosi di carità e speranza, e specialmente ai poveri». Il prefetto ha poi
sottolineato come nei «ventitré anni di servizio come sacerdote gesuita» e nei «ventisette
mariana senza questo principio mariano che si estende.
anni di ministero episcopale» si «sommano un’abbondanza impressionante di benedizioni
Quando ricerchiamo il ruolo della donna e grazie a beneficio del popolo di Dio nel nostro tempo».
nella Chiesa, possiamo seguire la via della fun- «Il suo sacerdozio — ha detto rivolgendosi al Pontefice — è un dono per lei e un regalo
zionalità, perché la donna ha funzioni da com- per tutti. Che lo Spirito Santo continui a ispirarla con le attenzioni premurose di vita
piere nella Chiesa. Ma ciò ci lascia a metà nuova, tanto comuni in lei, come dice la canzone spagnola appena ascoltata: “Che
cammino. attenzioni Signore hai avuto per me!” E che attenzioni ha avuto Dio con noi con il suo
La donna nella Chiesa va oltre, con questo sacerdozio!». Da qui l’esortazione rivolta a Francesco: «continui a formarci per discernere
principio mariano, che “maternalizza” la Chie- quelle attenzioni del Signore nella nostra vita». Infine, il porporato ha concluso offrendo
sa, e la trasforma nella Santa Madre Chiesa. al Papa i «ferventi voti di feconda e gioiosa continuazione del suo servizio petrino in
questo giubileo d’oro sacerdotale. Continui a essere per noi — gli ha chiesto — Padre,
Maria donna, Maria madre, senza altro tito-
pastore e amico e ci benedica».
lo essenziale. Gli altri titoli — pensiamo alle li- Da parte sua il Pontefice ha ricordato la festa mariana del 12 dicembre con un tweet
tanie lauretane — sono titoli di figli innamorati sull’account spagnolo di @Pontifex: «Che la Vergine di Guadalupe vi parli come parlò a
cantati alla Madre, ma non toccano l’essenzia- Juan Diego: con tenerezza, con premura materna e con vicinanza». (nicola gori)
lità dell’essere di Maria: donna e madre.
E il terzo aggettivo, che le direi guardando-
la: si è voluta meticcia per noi, si è meticciata.il Settimanale L’Osservatore Romano
giovedì 19-26 dicembre 2019
#comunitàfilippina 8
«Continuate ad essere “contrabbandieri”
della fede»: è la consegna che il Papa ha affidato
alla comunità filippina residente a Roma, dopo
la benedizione solenne al termine della messa
celebrata nel pomeriggio del 15 dicembre,
“Domenica della gioia” nella basilica Vaticana.
Pubblichiamo l’omelia pronunciata dal Pontefice.
C
ari fratelli e sorelle,
celebriamo oggi la terza Domenica di Avven-
to. Nella prima Lettura il profeta Isaia invita
tutta la terra a rallegrarsi per la venuta del Si-
gnore, che porta la salvezza al suo popolo.
Egli viene ad aprire gli occhi ai ciechi e gli
orecchi ai sordi, a curare gli zoppi e i muti
(cfr. 35, 5-6). La salvezza è offerta a tutti, ma il
Signore manifesta una tenerezza speciale per i
più vulnerabili, i più fragili, i più poveri del
suo popolo.
Dalle parole del Salmo Responsoriale ap-
prendiamo che ci sono altri vulnerabili che
meritano uno sguardo d’amore speciale da
parte di Dio: sono gli oppressi, gli affamati, i
prigionieri, i forestieri, gli orfani e le vedove
(cfr. Sal 145, 7-9). Sono gli abitanti delle peri-
ferie esistenziali di ieri e di oggi.
In Gesù Cristo l’amore salvifico di Dio si fa
tangibile: «I ciechi riacquistano la vista, gli bang-Gabi (Messa della notte). Durante nove
giorni i fedeli filippini si ritrovano all’alba nel-
zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i
le loro parrocchie per una speciale celebrazio-
sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è
ne eucaristica. Negli ultimi decenni, grazie ai
annunciato il Vangelo» (Mt 11, 5). Questi sono migranti filippini, tale devozione ha superato i
i segni che accompagnano la realizzazione del confini nazionali ed è approdata in tanti altri
Regno di Dio. Non squilli di tromba o trionfi Paesi. Da anni si celebra Simbang-Gabi anche
militari, non giudizi e condanne dei peccatori, nella diocesi di Roma, e oggi la celebriamo in-
ma liberazione dal male e annuncio di miseri- sieme qui, nella Basilica di San Pietro.
cordia e di pace. Attraverso questa celebrazione ci vogliamo
Anche quest’anno ci apprestiamo a celebrare preparare al Natale secondo lo spirito della
il mistero dell’Incarnazione, dell’Emmanuele, Parola di Dio che abbiamo ascoltato, rimanen-
il “Dio con noi” che opera prodigi a favore del do costanti fino alla venuta definitiva del Si-
suo popolo, in particolare dei più piccoli e fra- gnore, come ci raccomanda l’apostolo Giaco-
gili. Tali prodigi sono i “segni” della presenza mo (cfr. Gc 5, 7). Ci vogliamo impegnare a
del suo Regno. E siccome gli abitanti delle pe- manifestare l’amore e la tenerezza di Dio verso
riferie esistenziali continuano ad essere ancora tutti, specialmente verso gli ultimi. Siamo
molti, dobbiamo chiedere al Signore di rinno- chiamati ad essere fermento in una società che
vare il miracolo del Natale ogni anno, offren- spesso non riesce più a gustare la bellezza di
do noi stessi come strumenti del suo amore Dio e a sperimentare la grazia della sua pre-
misericordioso verso gli ultimi. senza.
E voi, cari fratelli e sorelle, che avete lascia-
to la vostra terra alla ricerca di un futuro mi-
gliore, avete una missione speciale. La vostra
Celebrazione
Contrabbandieri
fede sia “lievito” nelle comunità parrocchiali
alle quali appartenete oggi. Vi incoraggio a
moltiplicare le opportunità di incontro per presieduta
condividere la vostra ricchezza culturale e spi-
rituale, lasciandovi nello stesso tempo arricchi- da Francesco
della fede
re dalle esperienze altrui. Siamo tutti invitati a
costruire assieme quella comunione nella di- nella «Domenica
versità che costituisce un tratto distintivo del
Regno di Dio, inaugurato da Gesù Cristo, Fi-
della gioia»
glio di Dio fatto uomo. Siamo tutti chiamati a
praticare assieme la carità verso gli abitanti
delle periferie esistenziali, mettendo a servizio
Per prepararci adeguatamente a questa nuo- i nostri doni diversi, così da rinnovare i segni
va effusione di grazia, la Chiesa ci offre il tem- della presenza del Regno. Siamo tutti chiamati
po di Avvento, nel quale siamo chiamati a ri- ad annunciare assieme il Vangelo, la Buona
svegliare nei cuori l’attesa e a intensificare la Novella di salvezza, in tutte le lingue, così da
nostra preghiera. A questo scopo, nella ric- raggiungere più persone possibile.
chezza delle diverse tradizioni, le Chiese parti- Il Santo Bambino che ci apprestiamo ad
colari hanno introdotto una varietà di pratiche adorare, avvolto in povere fasce e adagiato in
devozionali. una mangiatoia, vi benedica e vi dia la forza
Nelle Filippine, da secoli, esiste una novena per portare avanti con gioia la vostra testimo-
in preparazione al Santo Natale chiamata Sim- nianza.il Settimanale L’Osservatore Romano
giovedì 19-26 dicembre 2019
#lavoratorianziani 9
Una risorsa
e una ricchezza
non un peso
da scartare E veniamo così al secondo aspetto: la vec- «Le persone anziane,
chiaia come stagione del dialogo. Il futuro di un sul piano sociale, non
popolo suppone necessariamente un dialogo e vanno considerate come
un incontro tra anziani e giovani per la costru- un peso, ma per quello che
C
ari fratelli e sorelle, zione di una società più giusta, più bella, più sono veramente, cioè
Sono lieto di incontrarvi in occasione del 70° solidale, più cristiana. I giovani sono la forza una risorsa
anniversario di fondazione della vostra “Asso- del cammino di un popolo e gli anziani rinvi- e una ricchezza»: lo ha
ciazione Nazionale Lavoratori Anziani”. Vi sa- goriscono questa forza con la memoria e la ribadito il Papa durante
luto tutti, ad iniziare dal Presidente, che rin- saggezza. La vecchiaia è un tempo di grazia, l’udienza all’Associazione
grazio per la sua introduzione. Vorrei ripren- nel quale il Signore ci rinnova la sua chiamata: nazionale dei lavoratori
dere soprattutto la sottolineatura che ha fatto ci chiama a preservare e tramandare la fede, ci anziani (Anla), onlus
sull’anzianità come stagione del dono e anche chiama a pregare, specialmente a intercedere; italiana ricevuta
come stagione del dialogo. ci chiama ad essere accanto a quanti sono nel a mezzogiorno di lunedì 16
bisogno. Gli anziani, i nonni hanno una capa- nella Sala Clementina.
Le persone anziane, sul piano sociale, non
cità unica e speciale di cogliere le situazioni
vanno considerate come un peso, ma per quel-
più problematiche. E quando pregano per
lo che sono veramente, cioè una risorsa e una
queste situazioni, la loro preghiera è forte, è
ricchezza. Sono la memoria di un popolo! Lo potente! Ai nonni, che hanno ricevuto la bene-
dimostra il loro apporto alle attività di volon- dizione di vedere i figli dei figli (cfr Sal 128,
tariato, occasioni preziose per vivere la dimen- 6), è affidato un compito grande: trasmettere
sione della gratuità. Gli anziani in buone con- l’esperienza della vita, la storia di una fami-
dizioni di salute possono offrire qualche ora glia, di una comunità, di un popolo.
del loro tempo per occuparsi di persone che
hanno bisogno, arricchendo così anche sé stes- Considerando e vivendo la vecchiaia come
si. Il volontariato è un’esperienza che fa bene la stagione del dono e la stagione del dialogo,
sia a chi la riceve sia a chi la fa. Infatti, l’im- si contrasterà lo stereotipo tradizionale dell’an-
pegno a favore degli altri è in grado di contra- ziano: malato, invalido, dipendente, isolato,
assediato da paure, lasciato da parte, con una
stare la percezione di solitudine, migliora le
identità debole per la perdita di un ruolo so-
prestazioni cognitive e incrementa il benessere
ciale. In pari tempo, si eviterà di focalizzare
mentale. In altre parole, impegnarsi nel volon-
l’attenzione generale prevalentemente sui costi
tariato promuove quello che viene definito “in-
e i rischi, dando più evidenza alle risorse e alle
vecchiamento attivo”, contribuendo a migliora-
potenzialità degli anziani. Purtroppo, tante
re la qualità della vita una volta che vengano a
volte si scartano i giovani, perché non hanno
mancare dimensioni importanti della propria
lavoro, e si scartano gli anziani con la pretesa
identità, come il ruolo di genitori o quello di mantenere un sistema economico “equilibra-
professionale con il pensionamento. to”, al centro del quale non vi è la persona
In questi ultimi anni abbiamo assistito ad umana, ma il denaro. E questo non va. Il futu-
una espansione dell’impegno degli anziani nel ro — e questo non è esagerato — sarà nel dialo-
volontariato e nell’associazionismo, in quanto go fra giovani e anziani. Se i nonni non dialo-
terreno ottimale di realizzazione di un’anziani- gano con i nipoti, non ci sarà futuro. Siamo
tà attiva e protagonista nella costruzione di tutti chiamati a contrastare questa velenosa
una comunità solidale. I 70 anni della vostra cultura dello scarto. Siamo chiamati a costrui-
Associazione sono la dimostrazione di come re con tenacia una società diversa, più acco-
Udienza gli anziani sono in grado di auto-organizzarsi gliente, più umana, più inclusiva, che non ha
e di partecipare. La sfida maggiore che, per i bisogno di scartare chi è debole nel corpo e
a un’Associazione prossimi anni, si presenterà alla società è pro- nella mente, anzi, una società che misura il
muovere con efficacia sempre maggiore le ri- proprio “passo” proprio su queste persone.
italiana sorse umane di cui sono portatori gli anziani Cari amici, vi ringrazio per quanto fate nel
all’interno della comunità. Si tratta di attivare,
della terza età sul territorio, reti di solidarietà che abbiano
campo della promozione delle persone anzia-
ne. Siate ovunque presenza gioiosa e saggia.
come riferimento gli anziani in quanto soggetti Domani la Chiesa comincia a pregare nella
attivi protagonisti e non solo oggetto di inter- preparazione al Natale invocando la saggezza,
venti di tipo assistenziale. Sarà dunque impor- il giorno della sapienza, invocando la saggez-
tante che gli anziani vengano considerati por- za. C’è bisogno della sapienza e dell’esperien-
tatori non solo di bisogni, ma anche di nuove za degli anziani, per costruire un mondo più
istanze, o come mi capita spesso di dire — rie- rispettoso dei diritti di tutti. Continuate con
cheggiando la Bibbia — di “sogni” (cfr Gl 3, 1) coraggio a portare nei diversi ambienti in cui
— che gli anziani siano dei sognatori — sogni operate la vostra preziosa testimonianza. Da
però carichi di memoria, non vuoti, vani, come parte mia, vi accompagno con la preghiera, e
quelli di certe pubblicità; i sogni degli anziani invoco su di voi e sui vostri propositi e proget-
sono impregnati di memoria, e quindi fonda- ti di bene la benedizione del Signore. E, mi
mentali per il cammino dei giovani, perché so- raccomando, parlate con i giovani, ma non per
no le radici. Dagli anziani viene quella linfa bastonarli, no: per sentirli, e poi seminare
che fa crescere l’albero, fa fiorire, dà nuovi qualcosa. Questo dialogo è il futuro! E non
frutti. dimenticatevi di pregare per me. Grazie!il Settimanale L’Osservatore Romano
giovedì 19-26 dicembre 2019
#7giorniconilpapa 10
La risposta alla sfida posta dalle migrazioni
contemporanee si può riassumere in quattro verbi:
”
accogliere, proteggere, promuovere e integrare.
Se li mettiamo in pratica, contribuiamo a costruire
la città di Dio e dell’uomo. #InternationalMigrantsDay
@Pontifex, 18 dicembre
GIOVEDÌ 12 ne delle lettere con cui è stato accreditato
presso la Santa Sede.
Ricevuta in udienza Sua Altezza Reale la
Principessa Khétévane Bagration de Moukhra-
ni, nuovo ambasciatore di Georgia, in occasio-
ne della presentazione delle lettere con cui è SABATO 14
stata accreditata presso la Santa Sede.
«Collaborare direttamente con i pastori nel
servizio alla gente, al popolo di Dio, nelle par-
rocchie, negli oratori, con i poveri, nelle carce-
VENERDÌ 13 ri» è il «punto originante e qualificante»
dell’esperienza delle ausiliarie e delle collabo-
«Siamo tutti chiamati a costruire un “villag-
ratrici apostoliche di alcune diocesi dell’Italia
gio globale dell’educazione”, dove chi lo abita
settentrionale, incontrate nella Sala Clementi-
genera una rete di relazioni umane, le quali
na. Nella stessa mattina ricevuto in udienza, Scambio di auguri natalizi
sono la migliore medicina contro ogni forma
nel Palazzo apostolico vaticano, Duško Mar- con l’Acr
di discriminazione e di isolamento». È l’auspi-
Agli artisti del concerto ković, primo ministro di Montenegro.
cio espresso dal Pontefice nel saluto rivolto
di Natale in Vaticano
agli artisti e agli organizzatori del concerto di
D OMENICA 15
Rinnovando una tradizione natalizia inau-
gurata durante il pontificato di Paolo VI, Papa
Francesco ha benedetto al termine dell’Ange-
lus di mezzogiorno della terza domenica di
Avvento, le statuine dei bambinelli portate in Due atteggiamenti
piazza San Pietro dai ragazzini del Centro dei cristiani tiepidi —
oratori romani (foto in basso). In precedenza, «mettere Dio all’angolo e
commentando il Vangelo proposto dalla litur- lavarsene le mani» — sono
gia nella “Domenica della gioia”, il Pontefice pericolosi: perché «è come
aveva esortato i numerosi fedeli presenti a non sfidare Dio». Se il Signore
lasciarsi «distrarre dalle cose esteriori» e a fare mettesse noi all’angolo
invece «spazio nel cuore a Colui che è già ve- «non entreremmo mai
nuto e vuole venire ancora a guarire le nostre in Paradiso» e guai se poi
malattie e a darci la sua gioia». «se ne lavasse le mani,
con noi». Francesco,
nell’omelia della messa
del mattino di lunedì 16
LUNEDÌ 16 a Casa Santa Marta,
«Nel giorno di Natale raccoglietevi in pre- ha riletto così il Vangelo
ghiera e, con lo stesso stupore dei pastori, di Matteo proposto
guardate a Gesù Bambino»: è il «compito da dalla liturgia: quello
fare a casa» che Papa Francesco ha assegnato sul dialogo tra Gesù
Natale in Vaticano, ricevuti in udienza a mez- ai ragazzi dell’Azione cattolica italiana ricevuti e i capi dei sacerdoti, che
zogiorno nella Sala Clementina. L’appunta- nella Sala del Concistoro, per il tradizionale gli chiedono con quale
mento musicale si è poi svolto sabato 14 scambio degli auguri natalizi. autorità insegni nel tempio.
nell’Aula Paolo VI, promosso dalla Congrega-
zione per l’educazione cattolica. All’inizio
dell’incontro il cardinale prefetto Giuseppe
Versaldi ha salutato il Papa a nome dei presen-
ti ricordando che la ventisettesima edizione è
dedicata alla regione Panamazzonica e che il
ricavato sarà devoluto a due iniziative solidali:
un progetto di riforestazione sostenuto dalla
Discorso ad ausiliarie
e cooperatrici apostoliche
fondazione Scholas Occurrentes; e un centro
per minori a rischio, per preservare la presenza
indigena, promosso dalla fondazione salesiana
Missioni Don Bosco Valdocco onlus.
«Far conoscere al mondo la gioia della mi-
sericordia attraverso la diversità dei vostri cari-
smi: con persone in situazioni di precarietà,
con i migranti, i malati, i carcerati, le persone
con disabilità, le famiglie ferite». È il compito
affidato dal Pontefice ai membri di associazio-
ni, congregazioni e movimenti ecclesiali fran-
cesi dedicati alla misericordia, ricevuti nella
Sala del Concistoro (foto sopra). Nella stessa
mattina Francesco aveva anche accolto in
udienza Sua Eccellenza il signor Alberto Me-
dardo Barranco Chavarría, nuovo ambasciato-
re del Messico, in occasione della presentazio-Puoi anche leggere