Annuario 2019 - CAS Ticino

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Annuario 2019 - CAS Ticino
Sezione Ticino

Annuario 2019
Annuario 2019 - CAS Ticino
1 Alessio Valsangiacomo
Annuario 2019 - CAS Ticino
Annuario 2019
                                 Editoriale - L’essenziale                                           2
Coordinamento Redazione          Settimana OG - Mai na scima                                         6
Alessandro Romelli               Elogio ad una cima comune                                           8

Grafica e impaginazione
                                 Co-Capogita                                                         9
Studiodigrafica Grizzi           OG - Scialpinismo in Canton Uri                                    10
Gordevio                         Pranzo in Cristallina                                              12

Stampa e rilegatura              Corso di scialpinismo 2019 - Impressioni                           14
Salvioni Arti Grafiche           Poncione di Braga - Giusta ricompensa per una sveglia antelucana   16
Bellinzona
                                 Gemellaggio al Tencia                                              20
Fotografie                       Cavagnöö - E ricordatevi del gatto                                 22
Copertina                        Austria Week - Settimana scialpinistica pasquale                   24
Stefano Larghi
                                 Con i Seniori nel Canton Friborgo                                  28
Annuario
Se non citate, le fotografie     Seniori in visita alla base REGA                                   30
sono dell’autore dell’articolo   Spider 2019 - Settimana al Campo Tencia                            32
                                 Gita per famiglie al Monte Bar                                     34
                                 Il 2019 della Commissione Tecnica                                  36
                                 Poncione di Maniò - Alternativa nostrana                           38
                                 Corso base di arrampicata                                          40
                                 Allalin e Alphubel - Due classici 4000                             42
                                 Settimana di non solo e arrampicata                                46
                                 Zinalrothorn - Gemma minore della corona imperiale                 48
La Sezione Ticino del            Zinalrothorn - ...e la vetta personale                             52
Club Alpino Svizzero             Ma see, vèm al Picos - Trekking nei Pirenei                        56
ringrazia per il sostegno
                                 Eventi e patrocini 2019                                            60
                                 Capanne: stagione 2019                                             64
                                 La sezione Ticino nel 2019                                         68
                                 Finanze - Conto annuale 2018                                       71
Aziende Industriali di Lugano
(AIL) SA
                                                                                                     Annuario 2019
                                                                                                         1
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La tendenza nello sport, alla ricerca dell’essenzialità, è propria dell’evoluzione di una disciplina.
                Nell’agonismo significa un continuo sviluppo tecnologico, di mezzi e materiali, volto a renderli
                più performanti e leggeri. Abbassando il dispendio energetico destinato all’utilizzo dell’attrez-
                zo sportivo. Ad esempio, uno scialpinista che si trova alleggerito di 1kg rispetto a qualche anno
                fa, riuscirà a limare il tempo di gara; utilizzando l’energia risparmiata per salire e scendere
                più velocemente. La ricerca tecnologica e i suoi risultati si sono trasferiti al settore amatoriale,
                fornendo al grande pubblico attrezzi in grado di colmare lacune tecnico/fisiche, permettendo a
                molti di avvicinarsi agli sport di montagna.

                Dall’agonista all’amatore si è trasferito anche il concetto di essenziale come ricerca della velo-
                cità. L’intento originale dello sviluppo era di far apprezzare meglio, e a più persone, quello che
                normalmente già facevano durante un’attività, utilizzando meno energie nello sforzo fisico. Gli
                appassionati potrebbero quindi dedicare l’energia in avanzo come riserva in caso di emergenza,
                per portare con sé un pezzo di pane in più da condividere con gli amici, per godersi insomma
                una giornata in montagna più serenamente. Da qualche tempo ormai anche tra gli amatori
                l’essenziale in montagna sembra però essere, come lo è tra i professionisti, una materia con-
                frontabile. Fare più dislivello in una stagione del nostro amico sui social, aver percorso nel meno
                tempo possibile il nuovo sentiero, aver scalato il maggior numero di vette famose in pochi mesi
                e così via.

                                                                                                                        1 Manuel Pellanda

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Annuario 2019 - CAS Ticino
“Addio”, disse la volpe.
		          “Ecco il mio segreto. È molto semplice:
		          non si vede bene che col cuore.
			                L’essenziale è invisibile agli occhi”.
     “L’essenziale è invisibile agli occhi”,
				                     ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.

                                                                         Annuario 2019
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Annuario 2019 - CAS Ticino
Annuario 2019 - CAS Ticino
1 Stefano Larghi
                    Ma l’essenziale è davvero questo? O dipende dai punti di vista e dalla scala di valori che voglia-
                    mo seguire? Tutti sono liberi di interpretare la montagna come preferiscono, dico solo che forse
                    non c’è unicamente il cronometro o un like in più sul social del momento. L’essenziale è vivere e
                    assaporare ciò che di veramente autentico ci offre l’accumularsi delle nostre esperienze. Soffer-
                    marsi e riconsiderare le nostre priorità, scremare tra ciò che abbiamo sperimentato, quello per
                    cui è valsa la pena spendersi e ci ha lasciato qualcosa. Risparmiare sì energia durante uno sforzo,
                    ma investirla in un sorriso in più, in un bicchiere di vino in compagnia la sera in capanna, nel
                    sostegno a un nostro compagno di avventure.

                    Questo è quello che scelgono di fare i partecipanti e i monitori alle gite e gli eventi proposti du-
                    rante l’anno, contribuendo a mantenere vive le sezioni del CAS. Nelle prossime pagine leggere-
                    mo quello che molti di noi hanno vissuto, e alcuni si sono presi l’impegno di raccontare, affinché
1 Manuel Pellanda

                    tutti ne potessimo godere una seconda volta. Storie che invitandovi a leggere sono sicuro vi
                    strapperanno un sorriso, vi accenderanno un ricordo, vi motiveranno per progetti futuri.

                                                                                                    Alessandro Romelli
                                                                                                                                              Annuario 2019
                                                                                                                                              5
Annuario 2019 - CAS Ticino
Mai na scima...
                                          CORSO SCI ALPINISMO OG
Da tanto pensavo di avventurarmi          Il primo gennaio 2019 inizia il corso. Ancora con gli acciacchi di un Capodanno
nello sci alpinismo, tuttavia tra un      impegnativo, ci troviamo tutti a La Casermetta di Ambrì (”campo base” per tutti i
impedimento e l’altro ho sempre           5 giorni del corso) e iniziamo a conoscerci meglio, in compagnia di un buon aperi-
rimandato. Andare in montagna             tivo; poi ci viene data la bella thermos OG, molto apprezzata, anche perchè avevo
è, fin da bambino, una mia grande         dimenticato a casa la mia. Ho capito subito che il corso mi sarebbe piaciuto molto.
passione. Ogni weekend, ogni mo-          L’indomani mattina presto suona la sveglia e inizio a pentirmi della malsana idea
mento libero, ho sempre cercato,          di essermi iscritto. Con una buona dose di forza di volontà mi alzo e, dopo una co-
nel limite del possibile, di passarlo     lazione rigenerante, un po’ emozionato, per la seconda volta nella mia vita, metto
tra i monti. In effetti appartengo a      le pelli sotto gli sci. Ci trasferiamo ad Airolo per fare un po’ di esercizi di soccorso
quel genere di persone che prova-         in caso di valanga. Risaliamo le piste tra uno “Spitzkehre” e l’altro, con il Nick che
no scarso interesse per andare al         spiega tecniche tutte sue, ma molto funzionali ed efficienti. Grande Nick! Al pome-
mare a rilassarsi, o meglio, a non        riggio “pelliamo” verso il lago di Ravina e in discesa la mancanza di coltre bianca si
fare nulla. Negli anni mi sono sem-       fa sentire, ma come si dice: ”Non esiste cattiva neve, ma solo cattivi sciatori!”; ecco,
pre di piu` avvicinato a sport come       questo è il mio caso. Stanchi, ma appagati ritorniamo alla base e dopo una serata
l’arrampicata e l’alpinismo, ma la        tranquilla con una buona birra in compagnia, arriva l’ora del meritato riposo.
”mamma”, come a tanti altri suc-          La solita terribile sveglia mi fa venire ancora più voglia di dormire; questa volta
cede, mi ha vietato di praticarli.        però la meta è oltre Gottardo (Realp) e lì troviamo 35 centimetri di buona polvere:
Il desiderio di fare sci alpinismo è      ”Evviva! Ci voleva proprio.” Grazie ai due tracciatori (il Passa e l’Ale) e spinti dalla
cresciuto molto nell’ultimo periodo       voglia di godersi la ”powder”, in salita si va senza fare fatica.
e allora eccomi qua, ormai 18enne,
iscritto al corso di sci alpinismo del-
la sezione OG del CAS Ticino.
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Arriviamo tutti in cima con delle facce da Stotzigen (cit. Dori e Mao), o almeno pensiamo
di esserci arrivati. Presto scopriamo di aver sbagliato percorso; nonostante ciò mi sento su-
per soddisfatto. La discesa, anche se ormai tracciata, ci fa assaporare un po’ di bella neve.
A un certo punto viene deciso di provare a montare la slitta d’emergenza, cosa non così
evidente. Tra una risata e l’altra, Igor, con una buona dose di coraggio, si propone come
finto ferito da trasportare a valle.
Dopo pochi metri ci rendiamo conto che non è poi così facile manovrarla e, dopo aver
rischiato un paio di volte di finire nel fossato, allegramente rassegnati, smontiamo la slitta.
E, ancora tra risate e qualche gioco di società, finisce anche questa spassosa giornata. Un
nuovo giorno, un’altra cima, questa volta nostrana: il Pizzo Grandinagia. Quando usciamo
dal bosco inizia a tirare un ”bel” venticello, che ci fa soffrire le pene dell’inferno con tutti
i cristalli di neve che si abbattono contro il viso. Fatto sta che arriviamo sotto la cima, ma
non in vetta, e ancora una volta con delle facce da Stotzigen. Mi consolo:”Amen, sarà per
un’altra volta, alla fine eravamo praticamente in cima.” In discesa continuiamo ad assapo-
rare la triste neve di quel momento di penuria e, per non farmi mancare niente, faccio an-
che un lungo volo; in quell’istante il morale scende sotto i piedi. La serata, però, contribui-
sce a risollevarlo; alla baita Cucurei un’ottima fondue o raclette, e divertimento a iosa, con
gare di ”centra la pera con la cerbottana” alla Guglielmo Tell (con scarsissimi risultati...).
Scendiamo a Nante con le frontali e con gli sci che fanno scintille in continuazione, quasi
fuochi d’artificio, a causa dei sassi che spuntano dalla neve. L’ultimo giorno lo passiamo
a pulire (un po’) l’ostello e poi ci impegniamo in un po’ di ricerca con il barryvox; non si
fa mai troppo esercizio! Nel mentre ha anche iniziato a nevicare e così mi rendo conto
che, nonostante mi sia sembrata un’ora, in realtà sono trascorsi 5 giorni di full immersion.
Come passa veloce il tempo quando si fa ciò che piace! In sostanza sono stati giorni fanta-
stici: sport e natura, divertimento e buona compagnia. Nonostante la maledizione ”mai na
scima”, mi dispiace moltissimo che il corso si sia già concluso! Fare pelli mi è decisamente
piaciuto e, probabilmente, diventerà una fissa. Inoltre è stata proprio interessante la serata
con Sebastiano Schneebeli, durante la quale sono state impartite nozioni e suggerimenti
riguardanti il soccorso in montagna, in particolare con i cani, e il primo soccorso. Infine, mi
sembra doveroso ringraziare i cuochi sci alpinisti Stellino e Jordy, che ci hanno viziato con
del cibo delizioso e super gustoso!
Grazie mille a tutti!
                                                                                Jacopo Soldini
                                                                                                   Annuario 2019
                                                                                                   7
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ELOGIO AD UNA CIMA COMUNE

                                                                                                                                                                 1 Nadir Caduff
            12 gennaio 2019. Dopo le prime nevicate ecco la possibilità della prima gita dell’anno nel Canton Grigioni con l’obbiettivo di raggiungere
            la cima Parpeinahorn (2602 m). Gita poco impegnativa con dislivello di circa 1000 metri e discesa su terreno facile. Vetta non troppo rino-
            mata, ma nonostante ciò alla partenza un bel gruppone di 34 persone (attivi ed OG) di diverse età con differenti capacità tecniche e fisiche.
            Partecipanti divisi in 3 gruppi. Alla guida di ciascuna frotta un aspirante GS con il compito di portare i propri seguaci sani e salvi dapprima
            alla vetta e poi di ritorno al punto di partenza. In coda ad ogni gruppo un monitore con la mansione di correggere eventuali distrazioni
            del condottiero e di fornire qualche interessante riflessione.
            Vetta raggiunta da tutti i partecipanti all’incirca in tre ore. Nel primo tratto di gita tempo abbastanza clemente con possibilità di vedere
            ancora qualche scorcio di panorama, nell’ultima parte di salita invece dominanza di grigio e bianco. Fortunatamente cima spaziosa che ha
            permesso addirittura la foto del bel gruppone tutto riunito.
            Discesa molto piacevole grazie alla neve polverosa caduta negli ultimi giorni. Dopo qualche metro di dislivello ecco di nuovo il sole e la
            possibilità di una bella visuale.
            Prima di arrivare a destinazione e poter togliere gli sci, ancora un interessante esercizio ideato dai monitori e nel quale i tre giovani capitani
            hanno avuto il compito di reagire e gestire tutti i partecipanti nella simulazione di una valanga.
            Durante tutta la gita si è potuto notare un grande impegno da parte dei tre giovani, piacere nella partecipazione da parte degli iscritti e
            una simpatica allegria.
            Al termine della gita partecipanti entusiasti e contenti di portare a casa il ricordo di una bella giornata passata in compagnia all’aria fre-
            sca. Questa la caratteristica di questa gita non fatta per raggiungere chissà che vetta, ma pensata per poter condividere la passione della
            montagna, più specificatamente dello sci alpinismo che accomuna tutti i partecipanti del gruppo.

                                                                                                                                              Serena Grassi
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1 Andrea Stella

                  CO-CAPOGITA
                  19.1.2019 ore 23.00 il sacco è pronto, la gita al Piz Pazzola è stata stabilita e i partecipanti
                  informati.
                  Prima di addormentarmi do un occhio ancora al meteo... Mannaggia è la regione che dà
                  più brutto, staremo sbagliando?
                  La notte scorre in fretta coi nottambuli che scrivono in chat per gli ultimi dettagli.
                  Ore 6.00 si parte, tappa caffè ed eccoci varcare il Lucomagno... Che spettacolo di giornata
                  ci aspetta?
                  Dopo la bella sorpresa del sole, sci ai piedi e ci apprestiamo a conquistare la cima.
                  La neve ci lascia un po’ perplessi, ma il gruppo non si scoraggia.
                  Affrontato un piccolo inaspettato passaggio a piedi il gruppo si divide, i futuri gs a passo
                  deciso si accingono ad affrontare un cima più lontana, mentre noi col resto del gruppo
                  sulla cima programmata.
                  Il bel sole e finalmente l’assenza di vento ci permettono di fare una lunga pausa per poi
                  imboccare la discesa pieni di energia.
                  Ed ecco un’altra sorpresa, polvere... Che sciata, decisamente inaspettata!
                  Con un po’ di fortuna e i consigli giusti non posso che essere soddisfatta di questa prima
                  giornata come co-capogita, esperienza da rifare!

                                                                                              Giordana Codoni

                                                                                                                     Annuario 2019
                                                                                                                     9
Noemi Indrest

                SPITZKEHR, KNIE UND
                RÖSTI DEL GOTTARDO
                       Spitzkehr, caldo, Knie, gastronomia, coltelli… descrivono in parte la gior-
                       nata di oggi. Se spinti dalla curiosità volete scoprire perché, continuate a
                       leggere.
                       Il punto d’incontro è venerdì sera a casa del Nick, in quel di Unterschächen. C’è
                       chi arriva direttamente dalla Svizzera interna, sfruttando il comodo servizio dello
                       Schächa-Express, che a riservazione sostituisce l’ultimo bus, che partirebbe alle di-
                       ciannove in punto… C’è chi, invece, arriva dopo una serata di Telemark ad Airolo
                       conclusa con una Fondue, gentilmente accompagnato da Nadir.
                       Il sabato mattina la sveglia è alle 6.00, e dopo una colazione da sciuri, si parte per
                       il Wäspen. Conosciuta lo scorso febbraio come valle gelida, quest’anno la Brunnital
                       si è rifatta il nome di valle calda e soleggiata. La salita inizia tranquilla, sul sentiero
                       battuto dal gatto, per lasciare il posto a una salita ripida e ghiacciata, dove si è po-
                       tuto allenare bene bene lo Spitzkehr con i coltelli, aiutati dallo Spitzkehr-Service,
                       generosamente offerto dal Passa… Il terreno ridiventa più pianeggiante, e la cima
                       si avvicina. Dopo l’attraversamento di una valangha, c’è da seguire la costa, poi
                       una piccola ma spettacolare cresta, ed eccoci giunti in vetta. Pic nic tranquillo al
                       sole primaverile, con sfilatino alle olive… Purtroppo, per delusione del Bötz, senza
                       cioccolato nero all’arancia. Date le strettissime dimensioni della vetta, un monitore
                       si è seduto proprio all’ombra del cartello, per lasciare generosamente il panorama

  SCIALPINISMO         ai giovani… Dopo un momento sociale sulla vetta, con gente che arrivava un po’
                       da tutte le direzioni, la nostra strada prosegue in discesa. Sognando la polvere, ci

  IN CANTON URI        ritroviamo un bel ghiaccio. Vabbé, di sicuro è meglio che il cartone. In ogni caso,
                       non mancano gli artisti del circo Knie, che si esibiscono con voli e piroette su una
                       gamba sola. Ritornati alla base, veniamo viziati dall’impeccabile ospitalità del Nick,
                       che per merenda prepara un’ottima Rösti del Gottardo (come, non la conoscete?
                       Si tratta di Rösti con polenta, cipolle, formaggio e uovo al tegamino), delle torte e
                       bibite varie. E tra ferro da stiro, cera e lima per le lamine, il tempo vola nell’attrez-
                       zatissimo garage del Nick. Anche la cena si rivela proprio buona: pasta al forno con
                       crema di zucca, piselli e speck… Deciso il programma per l’indomani, andiamo tutti
                       ad ascoltare le fantasiose storie che ha da raccontarci il cuscino.
Annuario 2019
          10
Si fa giorno in quel di Unterschächen. La quiete dell’alba è spezzata da sei impavidi scial-
pinisti che si avventurano alla via dell’Hoch Fulen. Lo stomaco di questi giovani è piacevol-
mente pieno di un’abbondante colazione della domenica degna del proprio nome, inclusa
treccia, caffè, latte fresco e yogurt fatto in casa. La prima parte della gita è la stessa di ieri,
ed ecco che anche il sole non si fa aspettare, splendente e caldo come ci si aspetterebbe
in primavera avanzata. Dopo la seconda pausetta, viene preannunciato un aumento del
passo, dato che qualcuno è diabetico… e non sopporta le salite troppo dolci! Così questo
tratto pianeggiante va via liscio in solo un’oretta. Gli ultimi duecentocinquanta metri di
dislivello sono un po’ più in piedi, allora si può riunire di nuovo il gruppo senza correre il
pericolo di dover affrontare i sintomi del diabete…
E oggi sul serio, la vetta è stretta, in proporzione alla gente: ci fan compagnia circa una
quarantina di persone del CAI Milano… ma beato chi arriva prima, e i posti più comodi e
panoramici ce li siamo accaparrati noi.
Anche oggi lo spirito di gruppo è ottimo, e rimedia alla dimenticanza della borraccia di
qualcuno, il quale dato il caldo, è comunque destinato a sognare una birretta… Al campo
base, questo sogno si avvera, completato di nuovo dai Rösti del Gottardo, torta di pane
con panna e budino. Recuperate le forze, ci dirigiamo tutti verso le nostre case. E senza
dubbio si può dire… che bel week end! Grazie Nick dell’impeccabile ospitalità e organiz-
zazione!
                                                                                                      Annuario 2019
                                                                                                      11
Quella che sembrava una sera come tutte le altre, è all’improvviso interrotta da un SMS di Stelin che mi scrive:
                            “Dai dai dai dai!!!” Improvvisamente il cuore inizia a battere più forte…sarebbe bello tornare sugli sci, ma sono
                            passati due anni dall’ultima e unica volta (dopo la nascita di Enea) e tre anni dai tempi che quasi ogni weekend
                            ero in montagna. Inizio a scrivere il messaggio: “…grazie dell’invito, ma non sono proprio in forma…lo sai la
                            notte è ancora interrotta dal Reto…” a quel punto entra in casa il papi dei due bimbi che non mi lascia finire
                            il messaggio e decide che questa volta tocca me e niente scuse. E fu subito panico! Sono mesi che non faccio
                            nessuna attività fisica, avevo pensato che il mio rientro sarebbe stato più tranquillo come ad esempio una mezza
                            giornata in pista per tornare a fare qualche curvetta sugli sci, e invece altri hanno praticamente deciso che mi
                            sarei iscritta a questa classica gita alla capanna Cristallina con pellata e ripellata…

                            E poi il “Cachi” ce la farà a casa da solo con i due pupi? È la prima volta che lo abbandonerei con i due piccoli
                            e teneri terremoti. La mia prima volta a casa da sola dopo la nascita di Enea, mentre papi era in gita, non era
                            proprio andata benissimo, primo febbrone da cavallo del bimbo e visita al pronto soccorso.

                            Nonostante ciò mi convinco, in fondo la gita la conosco a memoria e la risottata in capanna dovrebbe aiutare a
                            riprendere le forze per il finale.

                            una gita
                            ‘’comune’’
                            diventa
                            speciale!
          1 Andrea Stella

Annuario 2019
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La sera prima della gita, dopo avere terminato il rito della nanna, si lavano i biberon e si comincia a preparare
lo zaino. Questa parte è facile grazie alla lista dell’equipaggiamento, fedele compagna da quando ho iniziato
a fare pelli. Mi stupisco immediatamente di quanto sia leggero lo zaino, cosa ho dimenticato? Poi realizzo …
sono una partecipante, quindi il peso è nettamente inferiore a quello del sacco del capogita. Terminato di met-
tere le pelli agli sci subito a nanna. Il sonno è interrotto a notte fonda per via della seconda piccola cavalletta
(la prima probabilmente la conoscete) che non regge senza il pasto notturno.

Suona la sveglia, mi vesto e parto…la colazione la farò poi alla stazione di servizio di Castione.
I primi passi: grazie ad una “mügia” di bla bla durante la salita le preoccupazioni sono subito dimenticate.
Sorprendentemente non faccio fatica, probabilmente il correre giornalmente dietro a due bimbi e le flessioni
necessarie per alzarli e tenerli in braccio può essere considerato un allenamento specifico per le pelli. E senza
nemmeno accorgermi sono a pranzo in capanna.
La prova di resistenza sulla distanza (le due bocchette che portano in Val Cassinello) è invece stata superata
grazie ai saltelli notturni necessari per tranquillizzare i bimbi durante la crescita dei denti.
Ultimo ostacolo: la discesa, ma anche questa è stata allenata dal continuo schivare i giochi sparsi per casa.

Conclusione: un più che piacevole ritorno sugli sci, e un grazie agli organizzatori e il “Cachi” che mi hanno
convinta/obbligata a tornare a frequentare le gite sezionali.

                                                                                                  Giosiana Codoni
                                                                                                           Annuario 2019
                                                                                                            13
Il corso di quest’anno si è svolto nel migliore dei modi, pas-
                sando dalle belle pendici ricche di neve della val Bedretto, ai
                boschivi dintorni di Cimalmotto, per finire nella discosta Val
                da Camp nei pressi del Passo del Bernina in Val Poschiavo.
                Con un numeroso gruppo di partecipanti, tra cui alcuni an-
                che molto giovani e con i simpaticissimi monitori il corso si
                è rivelato un successo non solo per quanto riguarda i nuovi
                concetti appresi, ma anche per la compagnia!

                Come tutti gli anni il corso si è svolto su tre weekend, più una
                giornata introduttiva, durante i quali si alternava da una parte la
                teoria alla pratica e dall’altra il divertimento ai momenti di concen-
                trazione e impegno. Durante i momenti teorici si è discusso soprat-
                tutto di valanghe, dei vari potenziali pericoli, ma anche di come
                poter organizzare la propria gita in modo che il rischio di incidenti
                sia il più piccolo possibile; senza naturalmente tralasciare i com-
                portamenti da adottare nel caso in cui, nonostante le precauzioni
                prese, si venisse sorpresi da una valanga. La pratica invece è stata
                incentrata sul soccorso in valanga, tramite esercitazioni di diverso
                genere, come per esempio la ricerca con il barryvox, pala e sonda,
                l’allertamento dei soccorsi o la suddivisione dei compiti di ricerca.
                Oltre a tutto ciò non sono mancate naturalmente le escursioni, che
                ad Airolo hanno beneficiato di tanta e bella neve, mentre in Val da
                Camp verso il Piz Orsera di un tempo e di una vista magnifici. Sol-
                tanto durante il weekend a Bosco Gurin ci siamo imbattuti in con-
                dizioni meteo non ottimali con parecchio vento, molta nebbia e
                qualche fiocco di neve che hanno compromesso la buona visibilità.
                Nonostante alcune piccole disavventure e difficoltà come la perdita
                di uno sci di un partecipante nelle nevi di Airolo, le difficoltà degli
                snowboarder nelle piane, nelle quali si fermavano riuscendo ad
                uscirne solo a fatica e le conversioni difficoltose in punti critici, il
                corso, si è concluso con successo!

                                                                         Elia Sartoris

Annuario 2019
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1 Michel Jager
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LA GIUSTA RICOMPENSA
   PER UNA SVEGLIA ANTELUCANA
   Poncione di Braga - 9 marzo 2019

                                      È sabato mattina, la sveglia suona molto presto; da
                                      tempo ho impostato una canzone che mi piace tanto
                                      per avere un dolce risveglio, ma visto l’orario il primo
                                      pensiero è: “Katia perché ti alzi così presto anche il fine
                                      settimana?” Ancora addormentata, mi alzo e mi prepa-
                                      ro in modo automatico e veloce grazie ad un’abitudine
                                      acquisita da anni. Esco di casa per arrivare al solito ri-
                                      trovo a Manno alle 5.30. Tutti puntuali, si parte avendo
                                      organizzato al meglio l’utilizzo dei veicoli messi a di-
                                      sposizione; noi luganesi facciamo il viaggio in furgon-
                                      cino VW di Richard; ci tengo a farlo notare perché ho
                                      un debole per questo mezzo, un sogno nel cassetto …

Annuario 2019
          16
La meta della gita è stata cambiata negli ultimi giorni sia per le
condizioni di innevamento che per il meteo. Dal Pizzo Pesciora in
Valle Bedretto, ci spostiamo al Poncione di Braga in Val Lavizzara.
Direi un’ottima scelta sia perché si tratta di una gita nuova per me
che per le ottime condizioni trovate.
Riusciamo a portare le auto in fondo alla valle Lavizzara; partiamo
con gli sci sullo zaino da Gheiba. C’è poca neve, ma il tratto con gli
sci sulle spalle è breve. Messi gli sci ai piedi si parte con un ritmo
adatto a tutti.
Inizialmente si percorre una strada, poi si sale nel bosco e alla sua
uscita si apre un panorama magnifico. Il terreno ha accolto uno
strato di neve nuova, caduta giovedì, che sembra ancora bella. Le
temperature sono alte, si sente il caldo e durante le pause si beve
più del solito tant’è che molti di noi finiscono i liquidi ancora prima
di arrivare in cima.
I nostri capigita ci danno un ritmo costante, i passi sono regolari e
giusti per riuscire ad arrivare in cima nei tempi previsti, ma senza
correre; un ritmo che ci lascia il tempo di ascoltarci, di scambiare
due parole, di contemplare il paesaggio e che permette a tutti di
fare quasi 1700 m di dislivello per giungere in vetta.

                                                               Annuario 2019
                                                                17
Grazie per aver dato il ritmo giusto e per aver permesso ai giovani più forti di trac-
                ciare il percorso (si sono stancati un po’). Siamo stati i primi a salire e un escursio-
                nista solitario ne ha approfittato seguendoci a distanza e ripercorrendo le nostre
                tracce.
                Passiamo appena sopra la Capanna Poncione di Braga che potrebbe fungere da
                luogo di riparo per chi vuole fermarsi prima…
                Le pause sono anch’esse regolari e corte, ma importanti per bere e sgranocchiare
                qualcosa senza perdere il ritmo dei nostri passi.

                L’ultimo pezzo per arrivare in cima viene fatto a piedi. In alto soffia il vento, ci
                copriamo, depositiamo gli sci e avanziamo un passo dopo l’altro, avendo cura di
                posizionare i piedi negli scalini preparati dai giovani del gruppo che hanno svolto
                un ottimo lavoro e che sono pronti per affrontare la settimana di corso G+S sci
                escursionismo. In bocca al lupo!
                Arrivati in cima, si sente la fatica del corpo, si sente il respiro, ma si sente anche la
                gioia nel cuore. Siamo felici, raggianti, ci congratuliamo a vicenda e ci immergiamo
                nello spettacolare panorama che si gode dalla vetta. Una meraviglia, tante monta-
                gne alcune riconoscibili, altre meno, ma la gioia di poterle ammirare, di ascoltarle
                per un momento mi fa dire: “Katia, ne valeva la pena. Grazie alla vita che mi offre
                tutto questo!”
                La gita non è ancora finita, bisogna scendere. Una bella sorpresa: neve polverosa
                che ci permette di gustarci una discesa divertente e piacevole. Prima di entrare nel
                bosco facciamo una pausa pranzo e ci godiamo ancora la natura.
                Arrivati alle auto, organizziamo il rientro a casa con una sosta in un ristorante
                della valle gestito da una signora che ci accoglie e ci serve le tante sognate bibite
                rinfrescanti.
                È stato un vero piacere condividere questa gita con un bel gruppo di persone ete-
                rogeneo: giovani e giovani dentro, amici e nuovi amici.

Annuario 2019
          18
Grazie di cuore a Nadir e Alessandro per l’organizzazione e
a tutti i partecipanti per la bella giornata.
Non smetterò mai di ringraziare di avere una grande pas-
sione per la montagna, di essere nata nel posto giusto e
di essere semplicemente felice per tutto quanto ho potuto
fare finora sulle montagne ticinesi e svizzere, ma anche in
altri paesi del mondo.

                                                                                Grazie alla montagna che unisce, che crea momenti di con-
                                                                                divisione profondi e di ascolto interiore, che ci fa sentire
                                                                                vivi e connessi alla natura e che ci fa stare bene.

                                                                                                                                Katia Papa

                                                              1 Diego Romelli

                                                                                                                                               Annuario 2019
                                                                                                                                               19
GEMELLAGGIO
            AL TENCIA
            23 E 24 MARZO 2019 - PIZZO FORNO E PIZZO CAMPO TENCIA
                                                                                                                   Andrea Stella

                                     Pizzo Forno 2907.1 m
                                     “Grazie alla favorevole posizione del Pizzo Forno si gode uno stupendo panorama su tutta l’Alta
                                     Leventina, la Riviera ed un bellissimo colpo d’occhio sul vicino Pizzo Campo Tencia. Oltre alla via
                                     normale dalla Capanna Sponda si può salire un impegnativo itinerario sul versante nord della Val
                                     Piumogna.”

                                     Pizzo Campo Tencia 3071.7 m
                                     “Questa imponente montagna, la più alta interamente in territorio ticinese, presenta quattro itine-
                                     rari di salita con gli sci, tutti molto impegnativi che richiedono esperienza e padronanza della tecni-
                                     ca. A ripagare la complessità degli itinerari è una regione selvaggia e poco frequentata in inverno
                                     che regala discese di grandi soddisfazioni.”

                                     (introduzione agli itinerari tratte da “Ticino / Mesolcina / Calanca. Dalla Val Bedretto al Monte Ge-
                                     neroso”, M. Gabuzzi / G. Cavallero, Edizioni del CAS, Berna, 2011)

                                     I trafiletti introduttivi qui sopra citati lasciano già ben sperare a qualcosa di grandioso, una due
                                     giorni avventurosa e sicuramente appagante.
                                     Partiamo così, con molte aspettative, alla volta di Dalpe. Il gruppo sembra davvero eterogeneo: agli
                                     amici ticinesi si aggiunge una delegazione di Goethe dalla Svizzera Interna e un agguerrito “gruppo
                                     racchette”. Una bella minestra, penso. E in serata si accoderà un altro gruppo per il Tencia, quale
                                     affollamento!
Annuario 2019
          20
Se vi era qualche preoccupazione durante i primi attimi di salita, svaniscono subito man mano che
prendiamo quota. L’affiatamento cresce, il ritmo anche. Al Boc di Comasnè ci raggiungono Dema
e Franca che ci faranno compagnia verso il Forno. La salita è ripida, la fatica (complici le vacanze)
comincia a farsi sentire. Ma il terreno, la neve, il sole, la giornata, aiutano a vincerla.
La discesa è un semplice spettacolo, con contorno di urla goliardiche e filmati da antologia. Ma non
è finita, prima di poterci gustare la genuina accoglienza di Franca e Dema ci aspetta la ripellata. In
capanna, sembra che la chiusura stagionale non sia mai avvenuta!
Domenica, il Tencia invernale. La salita è come descritta: complessa, tecnica e selvaggia. Il primo
canale sci ai piedi, il secondo sci in spalla. Il “gruppo racchette” non molla un secondo, è attac-
cato alle caviglie. L’ultimo tratto prima della cima è un aprirsi di cime e di panorama mozzafiato.
Giungiamo in cima alla spicciolata, ticinesi, svizzeri tedeschi, racchettari. Complimenti di rito. Tè
caldo di rito. Foto di rito. E poi giù a “pata vèrta”, sollevando spruzzi di polvere. Anche il “gruppo
racchette”, sebbene perda un po’ di terreno, si diverte.
Prima del bosco una bella pausa, fa caldo, ci dissetiamo, mangiamo e aspettiamo…
...dai Lüzzi, mola mia!
Rifletto un momento. È incredibile la differenza tra la stagione estiva e l’inverno. In estate si incon-
trano decine di persone, gruppi grandi e piccoli, gente che arranca e gente che corre. In inverno
praticamente nessuno. La maggior parte della gente che quest’anno è salita dalle parti del Tencia
è praticamente tutta qua in questo momento. Ha ragione il Gabuzzi quando parla di “poco fre-
quentata”.
Finalmente ci siamo tutti, quasi freschi e riposati. Calziamo di nuovo i rispettivi attrezzi e via, ancora
una lunga scivolata nel bosco ed è fatta!
PIZ CAVAGNÖÖ
   ...E RICORDATEVI
   DEL GATTO!                                    Raccomandazione dei capigita nel promemoria,
                                                 sul gruppo whatsapp:
                                                 “Occhio che domenica entra in vigore l’ora legale!”
   Claudia “füma” Fumasoli - 1 Manuel Pellanda
                                                 Driiinnn…. driiiiiinnn...

                                                 “Ops forse ho sbagliato qualche cosa?”

                                                 dall’altro capo del telefono:
                                                 “Forse sì!!!”

                                                 “No no ... ho spostato indietro l’ora ...”

                                                 “Appunto!”

                                                 “Nooooooooo!!!”

Annuario 2019
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La giornata è iniziata nei peggiori dei modi ...
                    cosa faccio??? Li raggiungo o rimango a casa?
                    Sono in ritardissimo, mi dovranno aspettare,
                    ...cosa facciooo ???
                    Vince la voglia di stare in bella compagnia in una
                    giornata di pieno sole!
                    Jordy e Frency, carinissime, mi aspettano ad All’Ac-
                    qua. Il tempo per un caffé lampo ed un cornetto
                    (i capigita hanno organizzato la colazione a tutti i
                    partecipanti) mentre calzo gli scarponi e via...
                    Raggiungiamo il gruppo nel pendio finale e salia-
                    mo gli ultimi metri verso la vetta tutti assieme.
                    In vetta prepariamo, con l’apporto di tutti, un
                    super aperitivo con tanto di brindisi prima di
                    affrontare la discesa che, grazie alle indicazioni di
                    Stellino, ci riserva pure la polvere!! Cosa volere di
                    più? Lo stress per il mancato ritrovo all’ora stabilita
                    è stato ampiamente compensato!

                    Grazie agli organizzatori Stellino e Jordy ed ai
                    partecipanti per la bella giornata!

                    P.S.: consiglio: “Ricordate che stanotte bisogna
                    spostare avanti il gatto... perché avrà fame un’ora
                    prima!”
1 Manuel Pellanda

                                                                              Annuario 2019
                                                                              23
AUSTRIA WEEK
               LA CLASSICA SETTIMANA SCIALPINISTICA PASQUALE

                Dove parcheggiamo sto maledetto
                furgone? Nel parcheggio di Ober-
                gurgl non ci entra e la stazione
                di risalita non vuole sentirne.
                Alla fine riusciamo a “corrompe-
                re” il manutentore gestore di un
                albergo e lo lasciamo da lui per
                una settimana. Inizia così la nostra
                avventura nelle Alpi Austriache...

                La prima tappa del tour è l’Eisköge-
                le, pienamente in linea con le alte
                temperature tutt’altro che rigide.
                Il nostro guidone Gio sfoggia da
                subito la sua tenuta da spiaggia:
                occhiali e cappello da pescatore ri-
                gorosamente pink.

Annuario 2019
          24
Il gruppo si rivela da subito bello pimpante e motivato. Una volta raggiunta la
cima ci godiamo un meritato spuntino con vista mozzafiato. Tolte le pelli scen-
diamo in direzione della Langtalereck Hütte, dove ci aspetta una bella birretta
rinfrescante.
Il resto del pomeriggio lo trascorriamo tra aperitivi, pennichelle ed un dilemma
da risolvere: “A che ora si parte domani?” Da una parte Nick che si batte per una
partenza precoce, dall’altra Lele che di partire alle 5 di mattina non ne vuole
sapere. Dopo varie consultazioni e mediazioni diplomatiche la colazione è decisa
per le 6:00.
Il mattino seguente un bellissimo canyon da attraversare attenua il fastidio del
primo acido lattico accumulato. Per la felicità di tutto il gruppo, ed in particolare
del Nick, per tutta la mattinata rimaniamo all’ombra con una bella ariettina friz-
zante che ci tiene belli svegli.

                                                                                         1 Monica Frisoni - Giovanni Galli
                                                                                        Annuario 2019
                                                                                        25
Raggiunta la cima dello Schalkfogel una piacevole disce-
                sa ci porta fino alla capanna, anzi no…. per arrivare fino
                alle Martin Busch Hütte vi sono ancora 150 m di dislivello
                da fare.
                Il mattino dopo Passa e Pat si staccano dal gruppo per
                tentare la cima del Similaun, ma a causa di un canale di
                splendida polvere – intravisto su un’anticima – cambiano
                obiettivo. Il resto del gruppo intanto si gusta un buon
                caffè alla Similaun Hütte.
                Una volta ricomposto il gruppo, tutti insieme raggiun-
                giamo con picca e ramponi il Fineil Spitze. La discesa non
                si rivela però tanto bella quanto al mattino, poco male,
                a “consolarci” ci pensa il fantastico rifugio Bella Vista.
                Tra pappardelle al ragù di cervo, bagno turco e jacuzzi
                godiamo al massimo la nostra Pasqua in quota.
                Lasciato questo piccolo angolo di lusso ci mettiamo sulle
                tracce del nostro soci Ötzi. La giornata però non inizia
                nei migliori dei modi: al Gio hanno rubato il GPS. Ma
                a chi serve un GPS quando si ha un gruppo così perfor-
                mante!!
                Purtroppo, il cielo si copre un po’ nel pomeriggio e la
                vista dalla Weisskügel non è cristallina come dalle altre
                cime. La lunga discesa sul ghiacciaio però è di gran lunga
                la più bella di tutta la settimana, ampi pendii con neve
                ancora in buono stato permettono di dimenticare qualsi-
                asi dolorino e di goderci una discesa sensazionale.

Annuario 2019
          26
Il tempo non sembra dare segni di miglioramento e rin-
tanati alla Hochjock Hütte con i bollettini meteo alla
mano, valutiamo se tornare a valle la mattina seguente
o continuare fino all’ultima capanna della nostra tra-
versata. Alla fine lo spirito avventuriero prevale sulla
voglia di bagni caldi.
Il vento non ci permette di arrivare sulla cima del Flu-
ghkogel e siamo costretti a tirare dritto fino all’ultima
capanna del giro, nonostante ciò godiamo comunque
di un po’ di polvere scendendo dal Mittl Spitze.
Al riparo dal vento ci gustiamo la prelibatezza del
Gröstl. Il gioco dei numeri cinesi, insieme ad altri spun-
tini, ci intrattengono per il resto del pomeriggio.
Anche l’ultimo giorno il tempo purtroppo non ci per-
mette di salire su alcuna cima e quindi ci dirigiamo ver-
so la nostra ultima destinazione: Vent.
Bellissima settimana non solo per le montagne spetta-
colari, ma anche per la bella compagnia.

                                 Patrizio Perino Fontana

                                                             Annuario 2019
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Con i Seniori

            nel Canton Friborgo
            Una settimana di bel tempo, un albergo accogliente a Bulle, un gruppo affiatato di partecipanti e una serie di gite incantevoli: ecco, in
            estrema sintesi, quanto vissuto da una trentina di seniori del CAS, nella regione della Gruyère.
            Dal 22 al 28 giugno, seguendo un preciso programma, preparato fin nei minimi particolari dal nostro Presidente Ueli Huber, i partecipanti
            hanno avuto l’occasione di conoscere paesaggi di particolare bellezza, tipici del Canton Friborgo.
            Le varie gite, calibrate con cura in funzione delle caratteristiche dei partecipanti, suddivisi in “camosci” e “marmotte”, hanno consentito
            a tutti di raggiungere mete e traguardi di assoluto rispetto.
            Come non ricordare il “Giro dei Gastlosen” o la salita alla Kaiseregg, senza comunque dimenticare l’impegnativa ascesa al Moléson a
            quota 2002 m. Obiettivi, questi, in parte condivisi anche dal gruppo delle “marmotte”, facilitate da un uso più frequente di provvidenziali
            teleferiche o seggiovie.
            Memorabile, anche per le temperature quasi africane che l’hanno caratterizzata, la gita dell’ultimo giorno, che ha portato “camosci” e
            “marmotte” dal castello della Gruyère, lungo la Gorge de la Jogne, su fino a Charmey!
            Per concludere la parte tecnica, è interessante considerare i totali settimanali accumulati.
            “Camosci”: dislivelli in salita 2’270 m. Distanze 40,5 km.
            “Marmotte”: dislivelli in salita 1’255 m. Distanze 30,5 km.

            Non sono mancati momenti alternativi, come la trasferta in treno da Bulle a Friborgo, dove abbiamo potuto approfittare di una interes-
            sante visita guidata della città.
            Pure singolare la visita al museo Charlie Chaplin, dove si trovano fedelmente riprodotti ambienti e filmati, che ci hanno fatto rivivere le
            scene più esilaranti interpretate dall’indimenticabile artista.
            Dulcis in fundo: la serata a base di un’ottima fondue, presso una tipica fattoria nella campagna friborghese, al termine della quale Mauro
            Dignola, a nome dei partecipanti, ha dedicato a Ueli una composizione poetica, quale ringraziamento per l’ottima organizzazione dell’in-
            tero soggiorno, conclusosi felicemente e senza nessun incidente.
            Insomma, una settimana con i fiocchi, da conservare gelosamente fra i ricordi.
                                                                                                                                        Fausto Poretti
Annuario 2019
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Gastlosen

                        Schwarzsee
Kaiseregg

Moléson

            Gorge de la Jogne
                                            Annuario 2019
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Soccorso dal cielo
            Il gruppo seniori “a scuola di volo”                                                                                        di Giorgio Piona

            Sempre più escursionisti sulle montagne ticinesi. Ma al boom            Qualche anno dopo, il 27 aprile 1952, il Dr Rudolf Bucher fondò
            del trekking, disciplina praticata da 2,7 milioni di svizzeri, fa da    la Guardia aerea svizzera di soccorso, sezione della Società sviz-
            contraltare l’aumento degli incidenti in montagna. È così “suda”        zera di salvataggio. La Rega è una fondazione privata autonoma,
            anche la Rega, intervenuta più di 900 volte l’anno scorso per recu-     di utilità pubblica, senza scopo di lucro, che non riceve sussidi
            perare alpinisti, escursionisti e camminatori.                          statali. Riesce a far fronte agli ingenti costi grazie alle donazioni e
            Un manipolo di 23 soci del gruppo seniori si sono dati appun-           ai contributi dei moltissimi soci e sostenitori (3.283.000 persone,
            tamento presso l’aeroporto di Locarno - Magadino, per visitare          circa un abitante su due nel 2015) e ai rimborsi delle casse malati
            l’elibase Rega 6. Attraverso il portavoce della Rega Ticino, Gianpa-    e delle assicurazioni dopo gli interventi.
            olo Pellegrini, veniamo a sapere che i primi soccorsi con aeroplani     Le 12 basi operative e la base partner Rega 15 nella zona di Gi-
            risalgono agli anni Quaranta, e che l’idea di organizzarsi meglio       nevra sono ben dislocate sul territorio svizzero, escluso il Vallese
            maturò in seguito a un incredibile incidente del quale scrissero i      controllato da Air Zermatt, e garantiscono il soccorso in qualsiasi
            giornali più importanti del mondo. Il 19 novembre 1946 un aereo         luogo entro 15 minuti di volo. Curiosamente Rega 11 e Rega 13
            statunitense, un Dakota DC-3, decollato da Monaco di Baviera e          non esistono per due diverse ragioni. L’11 per motivi di natura
            diretto a Marsiglia, finì sul ghiacciaio del Gauli nelle alpi bernesi   tecnica ed evitare malintesi nelle comunicazioni radio fra 1 e 11
            a 3.350 metri di altitudine. Tutti i 12 occupanti fra cui 3 donne       durante un intervento, mentre il 13 è volutamente evitato a livello
            e 4 feriti sopravvissero, bivaccando per alcuni giorni nell’aereo       internazionale...
            a 15 gradi sottozero prima di essere rintracciati e tratti in salvo,    Dopo le informazioni, accompagnati da Gianpaolo Pellegrini, ci
            mediante un’operazione di soccorso alpino spettacolare e senza          siamo trasferiti nell’hangar, dove è presente un elicottero Agu-
            precedenti. L’intervento coinvolse in vari modi diverse decine di       staWestland Da Vinci. L’apparecchio collegato a un apposito trat-
            persone e mezzi. In particolare, due piccoli aerei equipaggiati a       tore, in attesa di essere spinto in brevissimo tempo all’esterno, è
            Mairingen per la prima volta di carrelli con sci, permisero ai due      pronto per il decollo (qualora l’elicottero ticinese dovesse essere
            temerari piloti di atterrare senza problemi nella neve. Con 8 voli      già in missione, verrebbe chiamato ad intervenire un elicottero di
            trasportarono a valle i 12 americani. Privato delle apparecchiature,    un’altra base Rega, ad esempio quella di Erstfeld, nel canton Uri).
            il velivolo è ancora lì, sotto la neve.

                               www.rega.ch

                                                                                                                                         1414

Annuario 2019
          30
L’equipaggio tipo è composto da un pilota, un medico e un pa-
ramedico che si occupa anche del verricello, un argano disposto
lateralmente e dotato di una fune che può raggiungere i 90 metri
e sostenere due persone (o al massimo 270 kg). Quando non è
possibile atterrare vicino al ferito, il verricellista in stretta colla-
borazione con il pilota cala e deposita delicatamente il medico al
suo fianco.
Un salvataggio da film d’azione che possiamo ricordare riguarda
un paracadutista che il 28 settembre 1980, sopra l’aeroporto di
Yverdon, rimase impigliato nella coda dell’aereo e venne libera-
to in volo. Per questa impresa i protagonisti ricevettero il premio
“Crew of the Year “a Los Angeles (USA).
Nel 2015 sono state organizzate 15.053 missioni: 11.186 con eli-
cotteri, 1.167 con aeroplani, 2.700 in altri modi. I contributi dei
tesserati ammontano a circa 88 milioni di franchi; 3.283.000 i so-
                                                                           www.azione.ch 1 Didier Ruef
stenitori; 342 i dipendenti a tempo piano; 13 il numero delle basi.
Sapere che c’è la REGA, in continuo rinnovamento, è davvero ras-
sicurante per tutti!
                                                                                                         Annuario 2019
                                                                                                         31
Domanda al Dema:
                Quanta neev a ghé sü?

                Risposta:
                Tanta!

Annuario 2019
          32
Dunque malgrado temperature record,..
...ciapum sü pala sonda e barry, che quacoi a ga rivüm a
inventaa, e in effetti la neev l’eva tanta. In düa da solit a
giügum al fottbal, em fai ricerca con ül barryvox.

I pareet da rampegaa ievan però ammo sota la neev, e visto
che un riscaldament mobil l’é mia stai acetaa dal comitato
(dümaa 5-6 rotazion e 2000L da nafta) e la neev... em ciodaa
un nuovo setor.

Per finire in bellezza,..
...una lezion d’umiltà per tücc i’esperti da neev che geva sü;
con sto cald la neev l’é trop pocia, a sa riva mia a fa un igloo,
perché al draca giò!

                                                   Nick Martinon

                          ...e ti ciapatela mia!
                          Ti ti se un pipistrell
                          e mia un SPIDER...

                                                                    Annuario 2019
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GITA FAMIGLIARE
                 QUANDO
              UN PRANZO
             IN CAPANNA     Quest’anno riproponiamo una gita famigliare. Dopo qualche riflessione sulla destinazione,
         È PARAGONABILE     decidiamo di giocarla facile:
                  AD UNA    - Meta: pranzo alla capanna Monte Bar.
              SPEDIZIONE    - Menu: lasagne (pronte per le 12.30).
              SU UN 4000!   - Itinerario: per la via normale dalla barriera
                            - Dislivello: 430 m
                            - Iscrizioni: raggiungono un massimo di 22 partecipanti ridotti a 14 il giorno della gita
                            (pensare che tutti i bimbi siano sempre sani quando lo desiderano i genitori è e rimarrà per
                            sempre solo una speranza).

                                                                       E
                                                                     A ME
                                                                      CHI
                                                                      MI
                                                                     ALZA?

Annuario 2019
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Come ogni gita necessita di una pianificazione a ritroso. Eccoci quindi alle 8.30 a Tesserete, pensare di fare carsharing tra passeggini, seggiolini, zaini, ecc. è
la seconda vana speranza della giornata.

Materiale: nulla di difficile. Il problema sono i metri cubi di spazio di carico necessario. Previsioni meteo per la giornata: ampie schiarite possibili alternate a
piogge sparse. Nulla di più scomodo. Quindi oltre al minimo indispensabile, ovvero:
- un cambio completo (nel caso il pargoletto decida di buttarsi a pancia in una pozza perché l’ha visto fare da un’anatra migratrice)
- una farmacia discretamente rifornita di cerotti
- cibo e acqua in grande quantità (normalmente per smorzare l’appetito si abusa di gallette che piacciono tanto, ma sono piene d’aria, quindi occupano
  un sacco di spazio)
Aggiungiamo anche il necessario per pioggia e “freddo”.
Tutto questo condensato nello spazio ridottissimo destinato al trasporto materiale degli zaini porta bimbo. Conclusione: per mamma e papà, niente confort
previsto. Una giacca in più in caso di brutto.... non ci starà mai!!! Per questo è comodo ingaggiare sherpa volontari (normalmente parenti o amici).

Protezione della flora e della fauna: ogni esperienza all’esterno è occasione per imparare, provare e toccare. Ecco quindi che ci ritroviamo a spiegare che i
fiori si guardano e non si strappano e di non rimanere delusi se pur gridando ad una mucca in coro un bel Muuuuu questa non necessariamente ti risponde
(anche noi spesso non abbiamo voglia di parlare con gli sconosciuti). Il procedere rimane comunque per tutto l’itinerario disordinato e chiassoso (un po’ quel
che non si dovrebbe fare per proteggere la fauna selvatica).

Motivazione del gruppo: normalmente se ai genitori piace camminare, questa passione viene trasmessa anche ai figli (almeno fintanto che non raggiungono
l’età dell’adolescenza). Ecco quindi che nel nostro caso tutti i bimbi con almeno 3 anni compiuti hanno percorso l’intero tragitto andata e ritorno sulle proprie
gambe. Ovviamente qualche intervento allo scopo di rendere più dinamica la salita è di rigore. Eccoci quindi a inventare gare podistiche, giocare a turno a
1-2-3 - salto, 1-2-...-99-100 - salto, raggiungere la panchina per fare una pausa o la prossima mucca, vedere se nella prossima canaletta dell’acqua ci sta un
piede solo oppure tutti e due. Far credere che dietro la prossima curva c’è un unicorno bianco funziona solo una volta e poi come genitore perdi tutta la
credibilità. Di pessimo gusto è anche far credere che se non si raggiunge la capanna in fretta non ci sarà più cibo.

Per tornare al concreto della gita: alle 12.29 tutti raggiungiamo la capanna. Gustate le lasagne in enorme quantità, ci avviamo per la discesa. Giunti alle auto
verso le 16.30, alle 16.35 tutti gli under 10 sono addormentati nei rispettivi seggiolini per il sano e rigenerante riposo del guerriero.

Così tutti abbiamo raggiunto il nostro 4000! Per i bimbi, in quanto una prestazione di questo tipo è paragonabile all’ascesa di un 4000 per un adulto in di-
screte condizioni fisiche e per i genitori per aver affrontato una gita di 7 ore a ritmo bimbo con il sorriso e molta, molta fantasia.

                                                                                                                                                   Nadir Caduff
il           DELLA
                  COMMISSIONE
                TECNICA
                Un anno può trascorrere più o meno in fretta. È un fatto personale. Personalmen-
                te, il 2019 è come se non fosse esistito. Ieri ho scritto il resoconto per l’annuario
                del 2018, ed ora eccomi nuovamente chino davanti allo schermo per lo stesso
                esercizio, ma un anno più vecchio.

                Ecco quindi che fermarsi un momento a ripensare cosa è stato è utile, piacevole e
                un’occasione per cogliere nuovi spunti per offrire delle attività ai nostri soci accat-
                tivanti e che soddisfino esigenze e aspettative.

                ➔ Il 2019 è stato un anno in cui abbiamo posto molta attenzione e risorse sui capigita.
                Da un lato seguendo, formando e anche motivando i numerosi nuovi capigita che nel
                corso dell’anno hanno ottenuto un diploma come monitore di gioventù e sport e quindi
                anche come capigita CAS. A loro va il nostro ringraziamento per quanto fatto finora e
                per quanto faranno in futuro. Il nostro accompagnamento non finisce sicuramente qui,
                anche nei prossimi anni saremo impegnati nell’integrarli al meglio nella grande famiglia,
                senza dimenticare anche il sostegno alle nuove leve che sicuramente non mancheranno di
                mostrare interesse verso questa formazione. Come nuova proposta per i capigita è anche
                stato introdotto un weekend a loro riservato allo scopo di trovarsi una volta all’anno a
                scopo utile-ludico-goliardico. Per esempio quest’anno si è andati alla ricerca di una nuova
                via sicura per accedere al Pizzo Campo Tencia dalla nostra capanna.
                I capigita nel corso dell’anno hanno anche potuto approfittare dell’offerte promosse dal
                CAS centrale in loro favore, ovvero la possibilità di acquistare dei capi di abbigliamento
                della marca Sportiva ad un prezzo scontato e l’accesso gratuito al portale escursionistico
                del CAS.

                ➔ Si è pensato inoltre a sviluppare un protocollo di intervento a supporto del capogita
                nel caso durante un’attività succeda un evento spiacevole (incidente, infortunio, ...). Sono
                eventi che ci si augura non accadano mai, ma con le attività proposte non sono da esclu-

                                                                                                                      1 Manuel Pellanda
                dere. Il capogita è perciò assistito prima della gita dalle guide della Sezione che sono a di-
                sposizione per dei consigli tecnici (meta, pericoli oggettivi, meteo, ...) e il giorno/i della gita
                dei membri di commissione tecnica e di comitato sono a disposizione in caso di necessità.

Annuario 2019
          36
➔ Il 2019 è stato il primo anno in cui l’utilizzo di droptour è diventato sistematico
e automatico. I problemi di aggiornamento dei dati personali con i quali ci siamo
confrontati all’inizio del suo utilizzo sembrano essere ora in gran parte risolti e
cominciamo ad apprezzare le potenzialità del programma di gestione delle gite.

➔ Accanto a tutto questo sono state proposte un centinaio di attività, con una
buona affluenza di pubblico. Il numero di annullamenti è in costante diminuzione,
il nostro impegno nella sensibilizzazione verso il proporre dei cambi di destina-
zione rispetto al rinunciare all’attività da buoni risultati. In questi casi il numero
di partecipanti che rinunciano alla gita è limitato, ciò che ci spinge a credere che
stiamo andando nella direzione giusta. E di questo non possiamo che ringraziare
tutti i capigita per l’impegno e le ore che dedicano ogni anno alla Sezione.

➔ L’autunno è anche stato in parte dedicato all’organizzazione del nuovo corso
base di escursionismo con le racchette. Disciplina finora poco proposta all’interno
della nostra Sezione ma che riscuote un successo sempre maggiore.

➔ Per aumentare il coinvolgimento dei soci della Sezione, in collaborazione con
la Commissione Comunicazione e Commissione Capanne, abbiamo introdotto una
newsletter mensile allo scopo di mettere in evidenza le novità e gli avvenimenti
più significativi del mese entrante.

➔ Non ancora finito l’anno si pensa a quello successivo (la struttura del program-
ma gite, specie per la parte estiva che è molto carica di attività, viene stabilito nel
mese di giugno dell’anno precedente). Ecco quindi pubblicato ad inizio novembre
il programma gite 2020, ma di questo parleremo l’anno prossimo.

In fondo non è poi stato un anno così corto!!!

                                                                         Nadir Caduff

                                                                                          Annuario 2019
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ALTERNATIVA
          NOSTRANA....
Annuario 2019
          38
L’obiettivo era il Gross Düssi, ma prima di partire il pro-
gramma ha fatto in tempo a cambiare una decina di vol-
te. Dato lo scarso numero di iscritti (6 in tutto), ci siamo
organizzati facilmente via WhatsApp. Abbiamo valutato
dei 4000 nei Grigioni, in Vallese e in Francia, ma alla fine
le capanne piene, la logistica complicata, e soprattutto il
meteo ci hanno convinti a valorizzare le nostre belle cime
ticinesi e a fare la cresta ovest del Poncione di Maniò!
Ci troviamo con le due auto a Manno, dove ci confonde la
presenza di così tante persone. Non dovevamo essere solo
6? Ma il malinteso è presto chiarito, gli altri sono i parteci-
panti del corso base di alpinismo.
Arrivati alla curva sul passo della Nüfenen, partiamo a pie-
di in direzione dell’attacco su facili ravanate: il sentiero
non esiste, cerchiamo di prendere la via più diretta pos-
sibile e saliamo un canalino di erba e rocce (forse evita-
bile) che ci mette già alla prova. Dopo una salita su neve,
finalmente siamo alla bocchetta. Dietro c’è un bel salto
di roccia verso il Vallese, e la cresta da qui pare solida e
compatta. Dopo una pausetta al sole, ci riorganizziamo e
partiamo all’attacco. La prima parte è effettivamente mol-
to bella, ma purtroppo dopo poco la qualità della roccia
si deteriora: ci sono molte pietre mobili, anche parecchio
grosse. Ma non demordiamo. Impieghiamo comunque
parecchio tempo, e arrivati in cima vediamo con chiarez-
za che il temporale che sembrava avvicinarsi è ormai alle
porte. Decidiamo di tentare la discesa da un canalino che
sembra promettente. Riusciamo a scenderlo tutto senza
calarci, anche se ci vuole prudenza per via dei sassi mo-
bili e dei ripidi pendii. Appena tornati sul nevaio, arriva il
temporale. Scendiamo rapidi verso la strada, valutando la
direzione un po’ a stima, ma una bella lavata e qualche sci-
volone sono inevitabili. Arriviamo comunque (più o meno)
sani e salvi alle auto e scendiamo al caseificio a festeggiare
la particolare giornata. Tutto bene fino alla sera, quando
arriva un messaggio da uno dei capigita: “Ragazzi ho una
confessione da farvi... Oggi abbiamo fatto l’anticima del
Maniò!”
Poco male, la vetta vera e propria era facilmente raggiun-
gibile da lì, ma un temporale in cresta proprio era meglio
non prenderlo. La conteremo comunque come una gita
ben riuscita!

Nicola Nesa - 1 Alessio Valsangiacomo
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