Vela O'Pen Bic, Rebecca Orsetti non lascia scampo agli avversari - Il Mascalzone

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Vela O'Pen Bic, Rebecca Orsetti non lascia scampo agli avversari - Il Mascalzone
Vela O’Pen Bic, Rebecca
Orsetti non lascia scampo
agli avversari

SAN BENEDETTO DEL TRONTO, 2018-04-11 – Si è disputata
Domenica 8 Aprile presso la sede portuale della Lega Navale
Italiana Sezione di San Benedetto del Tronto la prima tappa
Interzonale della classe velica O’Pen Bic. Presenti
all’evento circa 30 imbarcazioni di ragazzi delle categorie
Cadetti e Juniores, provenienti da circoli di Ancona,
Macerata, Rimini e San Benedetto del Tronto. Le condizioni
meteo marine si sono dimostrate piuttosto miti con venti
molto deboli e hanno reso la navigazione molto tecnica,
permettendo un’unica regata delle due in programma. L’asso
di casa, Rebecca Orsetti della Lega Navale Italiana di San
Benedetto del Tronto, non ha lasciato scampo agli avversari
aggiudicandosi il primo posto assoluto e Il primo posto in
categoria Under 13, seguita da Isa Angeletti della Lega
Navale Italiana di Ancona al secondo posto e dal terzo
Vela O'Pen Bic, Rebecca Orsetti non lascia scampo agli avversari - Il Mascalzone
classificRaot
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                                                 Under 17
                                                 il primo
                                                 gradino
                                                 del podio
                                                 spetta
                                                 ancora una
                                                 volta                      a
                                                 un’atleta
                                                 di casa:
                                                 Martina
                                                 Croce
della Lega Navale Italiana di San Benedetto del Tronto,
davanti a Matteo Morri del Club Nautico di Rimini al
secondo posto e a Maria Teresa Martini della Lega Navale di
Ancona che si è aggiudicata la terza posizione. Presenti
all’evento: il Presidente della decima Zona FIV Vincenzo
Graciotti, il Componente del Comitato X Zona FIV Daria
Rinaldelli, i Giudici di Regata Ines Nardini, Giancarlo
Mariani e Lorenzo Viandante, ai quali la Lega Navale
Italiana di San Benedetto del Tronto invia i più sentiti
ringraziamenti per la partecipazione. Un ringraziamento
speciale va inoltre allo Sponsor il Sapore della Luna:
splendido agriturismo con eccezionale cantina vitivinicola
sito nella località di Monteprandone; a Roberto Capocasa,
il quale ha donato al primo classificato di ogni categoria
un meraviglioso dipinto da lui personalmente prodotto, con
tema velico e colori vivaci; all’Associazione Pescatori
Sambenedettesi che ha gentilmente concesso la propria sede
in utilizzo alla LNI SBT per il pasto conviviale e per la
cerimonia di premiazione, svoltasi nel giardino antistante
complice il piacevolissimo meteo primaverile. La Lega
Navale Italiana di San Benedetto del Tronto ringrazia
Vela O'Pen Bic, Rebecca Orsetti non lascia scampo agli avversari - Il Mascalzone
inoltre la Presedente della Sezione Adele Mattioli,
Giuseppe D’Angelo Consigliere responsabile per la Vela e,
naturalmente, l’allenatore della squadra O’Pen Bic LNI SBT
Romolo Emiliani, nonché tutti i Soci presenti che con
impegno e passione si sono adoperati per la buona riuscita
della manifestazione.
Buon Vento!

Da Istanbul alla Gabamc, 52
fotografi raccontano il
mondo
MACERATA – Inaugurata ieri alle 18 nella galleria
dell’Accademia di Belle Arti        l’esposizione “Fuam,
photobook collection”, nata dalla collaborazione con la più
grande e prestigiosa istituzione turca.
Ogni libro fotografico è una storia, e ogni storia è un
pezzo di mondo. Sono 52 i volumi d’artista in mostra
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all’Accademia di Belle arti di Macerata. «Una mostra
importante che arriva da lontano – spiega la direttrice di
Abamc Paola Taddei -. La base di una bella collaborazione e
di futuri scambi culturali». Da Istanbul a Macerata il
passo è breve: taglio del nastro ieri pomeriggio alle 18
nella Gabamc di piazza Vittorio Veneto 7 per “Photobook
collection”, l’esposizione di lavori fotografici di artisti
emergenti internazionali nata dal dialogo con il Fuam di
Istanbul (Fotograf Uygulama ve Arastirma Merkezi), la più
grande e prestigiosa accademia turca. «Un bel compendio –
                                                 prosegue
                                                 Taddei –
                                                 occasione
                                                 di
                                                confronto
                                                anche per
                                                i nostri
                                                studenti e
                                                docenti.
                                                Siamo
                                                felici di
                                                accogliere
                                                questa
                                                mostra
                                                proprio
nell’anno in cui abbiamo istituito il triennio di
fotografia». A parlare dell’allestimento i curatori:
Antonello Tolve, docente dell’Abamc, e Tuna Uysal,
direttamente dalla Fuam di Istanbul. «Ogni photobook è una
piccola mostra a sé – spiega Tolve -. Questa esposizione è
pensata come una mostra di mostre. Inoltre è in continuo
cambiamento, perché lo spettatore può sfogliare e toccare
le raccolte. Per l’allestimento abbiamo scelto un percorso
allo stesso tempo minimale e plastico. Abbiamo realizzato
delle mensole e dei parallelepipedi bianchi e un tavolo
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nero. Un percorso pulito, ispirato nelle proporzioni a
quelle della sezione aurea». Uysal spiega che «ogni
fotografo emergente esposto qui racconta una storia dal
proprio punto di vista, con una voce diversa. Ci sono
photobook più convenzionali, altri più sperimentali». Sugli
schermi della galleria vengono riprodotti in loop anche
quattro video sui workshop e le attività della Fuam di
Istanbul.
La mostra resterà aperta fino al 20 maggio.
PhotoBook di Elçin Acun, M. Cevahir Akba?, Yusuf Can
Albayrak, Özgür Atla?an, Kür?at Bayhan, Valentino Bellini &
Eileen Quinn, Ça?da? Biber, Ayd?n Berk Bilgin, Silva
Bingaz, Dominik Bönisch, Annalisa Brambilla, Simon
Bruegner, Federico Buzzoni, Zümrüt Çavu?o?lu, Simru Hazal
Civan, Burak Dikilta?, Bekir Dindar, Sinem Di?li, Dinçer
Dökümcü, Elif Dü?ünsel, Ça?da? Erdo?an, Marko Frauchiger,
Beril Gür, Can Görkem Hal?c?o?lu, Ege Kanar, Korhan
Karaoysal, Serhat K?r, Zeynep Kayan, Volkan K?z?ltunç,
Nazl? Tuhera Moral, Asl? Narin, Torsten Schumann, Merve
Seçlin, Yusuf Murat ?en, Michail Siarek, Özlem ?im?ek,
Eleonora Strano, Serkan Taycan, Sadi Temizel, Berkay
Tezcan, Yulia Tikhomirova, Ça?lar Tozluo?lu, Selen Tu?rul,
Altay Tuz, Erdem Varol, Hannes Wiedemann, Osman Seda
Y?ld?z, Oksana Yushko, Sevinj Yusifova.
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Vito Mancuso apre Parole e
Nuvole
                   PAROLE & NUVOLE 2018

                         APERTURA
                       VITO MANCUSO
                 12 APRILE 2018 – H 21,15
           PORTO SANT’ELPIDIO – VILLA BARUCHELLO

Porto Sant’Elpidio, 2018-04-11 – Parole & Nuvole 2018,
rassegna letteraria che muove dal piacere e dalla necessità
della parola come strumento essenziale per costruire,
creare, riflettere, godere e rinnovare la realtà, apre
finalmente le danze e il dibattito su un tema controverso .
Quest’anno la discussione è all’insegna di un fil rouge,
creato in tandem con la rassegna Fermo sui Libri, che vede
protagonista provocatoria della scena la ricerca di
significato di una parola in particolare, carica di
emozione e nostalgia come un’alba da un lato e pesante come
una pietra da lapidazione dall’altro, ovvero la parola
tedesca Heimat, (piccola) patria.
Il governo tedesco ha infatti creato in questi giorni un
Ministero degli Interni potenziato che si occuperà anche di
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edilizia pubblica e di questioni sociali ed ideologiche
legate al concetto di Heimat, ovvero di patria. Come
reagirebbe l’Italia invece ad un governo che fondi un
“ministero della patria”? L’interrogativo è attuale,
brutale e provocatorio. Il concetto di Heimat è una
metafora della realtà contemporanea dove si alternano
chiusura e apertura, luci ed ombre, xenofobia e
accoglienza, nazionalismi e la volontà di creare valori
comunitari nuovi e condivisi, che non sfuggano ai
cambiamenti, ma li accompagnino fino ad un nuovo
equilibrio, come la ricerca di umanità e solidarietà, come
l’intento da parte di tutti (dai rifugiati di guerra, ai
disoccupati, dagli anziani, ai giovanissimi cervelli in
fuga) di crearsi in qualche maniera una possibilità per
vivere più umanamente e dignitosamente la propria
esistenza. Vi è un afflato di distruzione e creazione di
fondamenti, dunque, per trovare da qualche parte il luogo
da chiamare casa, la propria (piccola) patria.
Prima voce ad esprimersi sul significato più vero e
necessario della patria sarà il teologo e giornalista Vito
Mancuso, il 12 Aprile 2018, alle ore 21,15 presso Villa
Baruchello a Porto Sant’Elpidio.
Vito Mancuso è nato a Carate Brianza nel 1962 e ha dedicato
la sua giovinezza e gli anni universitari agli studi
teologici, prima presso l’Arcivescovato di Milano, dove ha
raggiunto il Baccellierato nel 1985, e poi presso la
Facoltà Teologica San Tommaso d’Aquino a Napoli, dove ha
ottenuto la Licenza nel 1988. Dopo un periodo passato come
sacerdote, ha chiesto di essere dispensato dai suoi compiti
e voti per potersi dedicare unicamente allo studio della
sola teologia.
Col raggiungimento del massimo grado accademico e di
conosenza della teologia, ovvero il Dottorato nel 1996, ha
deciso di cominciare a pubblicare per il grande pubblico i
suoi studi teologici, in libri come Hegel Teologo, e
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numerosi saggi divulgativi di tema teologico, come L’anima
e il suo destino, Io e Dio. Una guida dei perplessi, Il
caso o la speranza? Un dibattito senza diplomazia, Io Amo.
Piccola filosofia dell’amore, Il coraggio di essere liberi
e il famoso Il bisogno di pensare.
Scrive abitualmente su testate quali Avvenire, Panorama,
Corriere dela Sera e La Repubblica ed è spesso ospite in
qualità di pensatore e teologo presso programmi quali Che
Tempo che Fa di Fabio Fazio, L’infedele di Gad Lerner, Otto
e Mezzo condotto da Lilli Gruber, Quante Storie di Corrado
Augias e Di Martedì di Giovanni Floris, spesso presentando
idee non in linea con la dottrina ufficiale della chiesa,
ma che stimolano l’ascoltatore, senza dubbio, a sviluppare
la propria idea di spiritualità.
A Parole&Nuvole presenta un intervento dal titolo Il
bisogno di pensare, ispirato al suo ultimo saggio
divulgativo, che tratta proprio della necessità di
conoscere sé stessi, di pensarsi, di comprendere i propri
bisogni e quindi la propria identità e la propria capacità
di realizzarsi in seno ad una comunità. «Perché vivete?
Quale scopo date al vostro essere qui? Cosa volete da voi
stessi?» queste le domande che Vito Mancuso pone
all’ascoltatore, affinché egli sia in grado di fondare
un’esistenza piena in complementarietà con le altre, una
(piccola) patria, dalle grandi ed umane prospettive.
L’assessora alla Cultura del Comune di Porto Sant’Elpidio,
Monica Leoni, ha così salutato l’apertura di Parole&Nuvole:
” Una Rassegna sotto l’egida della Città che legge, in
collaborazione con il Comune di Fermo con un fil rouge
provocatorio, ma attualissimo. Una metafora della
contemporaneità fatta di caos ed armonia, di notte e
giorno, di aperture e chiusure, di disorientamento e
tentativi di trovare una bussola in questo bailamme. E
parlando di orientamento non si poteva non iniziare da un
filosofo nonchè teologo: Vito Mancuso. Lo possiamo definire
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un agitatore di pensiero in un’epoca in cui pensare è un
lusso.”
Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha
così definito la personalità e la caratura dell’ospite
scelto per l’appuntamento introduttivo di tutta la
rassegna: ” Un agitatore di pensiero e di desiderio così
possiamo definire Vito Mancuso. Nella sua ultima opera, Il
bisogno di pensare, il filosofo intrattiene un dialogo
serrato con il lettore sulle domande fondamentali
dell’esistenza, sul significato e sul senso del vivere, sul
desiderio, sulla differenza fra necessità di pensare e il
bisogno di pensare. E quella assonanza che Vito Mancuso
rileva fra bisogno e sogno che apre la strada all’utopia,
alla visione, all’impossibile. Vi sono dei passi nel libro
che definirei lirici come quando parla dell’avere un’Itaca
nel cuore. E afferma con accorata passione Si può vivere
senza un’Itaca? L’Itaca di Mancuso può essere assimilata
alla nostra Heimat, il luogo dove ci si sente a casa, il
luogo che si sceglie come patria o matria che sia!!!!!
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dall’UniCam
 AL VIA LA COLLABORAZIONE TRA IL SISTEMA MUSEALE DI UNICAM
         ED IL MUSEO PALEONTOLOGICO DI MONTEVARCHI
Camerino, 11 aprile 2018 – Il Sistema Museale di Unicam
risponde prontamente alla richiesta del Museo
Paleontologico di Montevarchi, che nei mesi scorsi, venuto
a conoscenza dei danni subiti dal polo museale Unicam a
causa del sisma del 2016, ha avviato una raccolta fondi a
sostegno del progetto “Un Ducato per il Ducato”. Il
responsabile scientifico del Museo delle Scienze Unicam,
dott. Alessandro Blasetti, sarà infatti nel team che si
occuperà dell’intervento di recupero dei resti di un
Mammuthus meridionalis, ovvero l’elefante che più di un
milione di anni fa popolava la nostra penisola.
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                                                 nell’autun
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                                                 2016,
                                                 quando una
                                                 superficie
ossea larga e piatta emerge dal terreno e si rivela essere,
ad uno sguardo più esperto, la sommità del cranio di un
elefante fossile: è così che le campagne di Terranuova
Bracciolini, in provincia di Arezzo, restituiscono i resti
di un Mammuthus meridionalis. Parte un lungo scavo, nella
caldissima estate del 2017, che richiede la partecipazione
di ditte specializzate: rimuovere dal terreno il fossile si
rivela assai difficile, visto che al cranio sono ancora
collegate le due lunghissime e fragili zanne.
La rimozione del cranio, la complessa imbracatura, il suo
recupero dalle balze scoscese della campagna di Terranuova
ed il trasporto verso il luogo di restauro, si rivelano
molto costosi e danno il via ad una campagna di
crowdfunding che vede impegnata l’instancabile direttrice
del Museo Paleontologico di Montevarchi, Elena Facchino, in
una serie di iniziative in giro per la Toscana. Ma ciò non
le impedisce, nei ritagli di tempo, di trovare spazio anche
per una raccolta di fondi a favore del progetto “Un Ducato
per il Ducato” del Museo delle Scienze di Camerino.
Ora l’elefante attende in un capannone che sia terminato
l’intervento di consolidamento e restauro, lento e
delicato: ed è a questo punto che il Museo di Montevarchi
chiede l’aiuto del Museo delle Scienze Unicam ed al suo
responsabile scientifico, il dott. Alessandro Blasetti,
grazie all’esperienza maturata nel corso dei decennali
scavi paleontologici di Collecurti e Cesi, nel Comune di
Serravalle di Chienti: ippopotami, elefanti, rinoceronti e
tigri dai denti sciabola, ora protetti dalle teche nel
complesso San Domenico ancora inagibile dopo la crisi
sismica dell’autunno 2016, sono testimoni di un
procedimento di restauro conservativo molto valido.
“Sulla base di questa esperienza – ha sottolineato con
soddisfazione il dott. Blasetti – siamo stati convocati per
un parere sulle modalità di esecuzione degli interventi di
consolidamento e restauro del preziosissimo fossile, perché
questo patrimonio possa essere restituito a tutti i
Valdarnesi all’interno delle sale espositive del Museo
Paleontologico di Montevarchi, per raccontare nuove storie
sulla savana italiana di un milione e mezzo di anni fa”.
La provincia di Fermo ha le
pensioni più basse delle
Marche

2018-04-11
FABIANI FRANCESCO UIL PENSIONATI STU ASCOLI E FERMO: LA
PROVINCIA DI FERMO HA LE PENSIONI PIÙ BASSE DELLE MARCHE.
55.416 (il 10%) sono le pensioni complessivamente erogate
nella provincia fermana.
L’importo medio è di 720,60 euro contro una dato regionale
di 740,89 ero, ovvero con una differenza di euro 20,29.
Il 55,70% sono pensioni di vecchiaia complessive, uomini e
donne, (53,70 Marche) con importi di €. 901,11; €. 953,12
quello delle Marche, con un delta negativo di €.53,70.
Il 66% del totale delle pensioni di vecchiaia è da lavoro
autonomo ovvero con la contribuzione minima obbligatoria
all’Inps.

Importo medio in euro per sesso

Tipologia pensione    Uomini      Donne
     Vecchiaia         1.104       684
    Invalidità          752        524
Superstiti          411        503
      Sociale           432        427
      Civile            417        442
      Totale            921        578

Indennità di accompagnamento invalidi totali over 65
Fermo: prestazioni 4.227; over 65 3.521 (83,3%)
Marche: prestazioni 51.498; over 65 43.275 (83,3%)

L’analisi della provincia fermana mostra che le donne
percepiscono una pensione di vecchiaia inferiore agli
uomini di ben 420,23 euro al mese.
Come spiegare questa differenza?
Per Fabiani “Quella Fermana è una realtà sociale e
produttiva complessa con tantissime Micro imprese operanti
nel settore calzaturiero ed affini; spesso con pochissimo
personale dipendete; tanti lavoratori autonomi e/o, a
domicilio (con versamenti sui minimali INPS) e lavoro nero
tutti fenomeni a forte presenza femminile.
Come dimenticare che fino agli anni ‘80 c’è stata una forte
mancata applicazione dei contratti nazionali di lavoro?
Nelle imprese strutturate le donne hanno sempre avuto bassi
livelli di inquadramento, spesso operavano con contratti a
temine o part time e con periodi di disoccupazione, Non si
deve neppure ignorare che spesso hanno lavorato poco a
causa di problemi familiari in una realtà con scarsi
servizi sociali che non hanno certamente aiutato
l’occupabilità femminile.
Il Subbuteo Club Samb è
stato promosso in serie C

San Benedetto del Tronto – Al quarto tentativo e dopo il
brillante terzo posto dello scorso anno i rossoblu di
capitan Paolini acquisiscono il diritto di partecipare ai
campionati nazionali del prossimo anno che si terranno nel
centro federale di San Benedetto insieme all’elite del
calcio da tavolo italiano. Il pass è stato conquistato
nello scorso weekend a Roma, dove si è svolto il campionato
di serie D girone Centro, composto da undici squadre che si
affrontavano in gare di sola andata nei due giorni di
gare. La Samb ha avuto una partenza lenta, a causa prima
di un turno di riposo iniziale e poi per un pareggio
inaspettato contro Grosseto alla prima partita. Costretti a
rincorrere per tutto il weekend la squadra ha raggiunto un
ottimo score con 8 vittorie 2 pareggi e una sola sconfitta,
con Pisa, all’ultimo minuto. I rossoblù con un ottimo
incontro contro la compagine di Firenze sono stati gli
unici a vincere con la squadra toscana, promossa
direttamente in C. A causa del pareggio nell’ultima
giornata con la Lazio, dove per lunghi tratti sembrava che
si potesse raggiungere la promozione con l’ottenimento del
primo posto grazie ai risultati sugli altri campi, la
Samb invece è stata costretta a disputare i play off
superando in semifinale Livorno e battendo nella finale per
2-1 i cugini aquilani in un incontro teso, ma con il
risultato mai in discussione. Comprensibile la gioia per la
vittoria di tutti i giocatori che saranno premiati il
prossimo 22 aprile nella cornice dei campionati nazionali
che si svolgeranno al palazzetto di San Benedetto. Ora la
squadra rivierasca ha il compito di costruire una squadra
all’altezza della categoria per il prossimo anno, con la
speranza di trovare un abbinamento sportivo con la
Sambenedettese Calcio come avvenuto per la Lazio nel calcio
da tavolo e per tante altre squadre di serie A in
discipline ludiche derivanti dal calcio, come i campionati
che si svolgono con la play station.

Subbuteo Club Samb
Per la rassegna jazz c’è il
“Fabrizio Puzielli quartet”
Venerdì 13 aprile, al GiovArti, un tributo al genere bebop
e a Charlie Parker

Monteprandone – Dopo il successo della prima serata con una
discreta presenza di pubblico, venerdì 13 aprile, si terrà
il secondo appuntamento dell’ “International Jazz Day
2018”, festival organizzato dall’associazione culturale
“Marche Jazz”, patrocinato e sostenuto dal Comune di
Monteprandone e dalla Fondazione CARISAP.
Di scena il “Fabrizio Puzielli quartet” composto dagli
artisti sambenedettesi Fabrizio Puzielli al sax, Stefano
Travaglini al basso, Paride Pignotti alla chitarra e dal
pescarese Michele Rapini alla batteria. Per l’occasione
sarà proposto un “Tributo a Charlie Parker”, leggendario
sassofonista americano e principale esponente del bebop.
                                               Dopo     il
                                               diploma
                                               presso il
                                               Conservator
                                               io       di
                                               Bologna, il
                                               sassofonist
                                               a Puzielli
                                               fonda   il
                                             “Plus Four
                                             Saxophone
Quartet”, una formazione di soli sassofoni ospite di
numerosi festival (Veneto Jazz e Spalato Jazz) che vince
alcuni concorsi internazionali (TIM 2000, World Music
Contest 2001).
Vincitore dell’audizione interna al 3° Stage internazionale
di Saxofono, inizia ad approfondire lo studio della musica
jazz nel 1995 sotto la guida di alcuni tra i migliori
musicisti del panorama jazzistico internazionale (Eddie
Henderson, Gorge Garzone, Vincent Herring, Gary Dial e Dick
Oatts).
Dal 1996 al 2002 frequenta alcuni stage internazionali di
perfezionamento e formazione musicale (Euromeet Jazz
Festival) e vince nel 2003 una borsa di studio presso la
New School University di New York. Dal 2004 collabora
stabilmente con il trio del pianista vicentino Danilo
Memoli, noto per le sue recenti incisioni con il
sassofonista americano Steve Grossman.
Il fraseggio ed il suo linguaggio ricordano lo stile di
alcuni grandi esponenti di questo genere musicale tra cui
Sonny Stitt, Charlie Parker, Dexter Gordon dai quali
costantemente trae ispirazione. La sua collaborazione con
Stefano Travaglini pianista, compositore e bassista
sambenedettese noto per la recente pubblicazione del cd
“Ellipse”, apprezzato e recensito dalle migliori firme
della critica musicale mondiale, prosegue da oltre
vent’anni.

L’appuntamento è al centro GiovArti di Centobuchi (viale De
Gasperi n. 235). Inizio concerto ore 22, ingresso gratuito.
Per       informazioni       3482938372            oppure
www.facebook.com/marchejazz.

dalla Città
Anche San Benedetto a Livorno per ricordare la tragedia
del Moby Prince
Anche quest’anno, nella ricorrenza dei 27 anni dalla
tragedia della Moby Prince in cui persero la vita 140
persone, tra cui il sambenedettese Sergio Rosetti,
l’Amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto ha
partecipato alla cerimonia che si svolge il 10 aprile di
ogni anno nella città di Livorno.

L’Amministrazione sambenedettese era rappresentata dal
Consigliere Comunale Gianni Balloni, accompagnato
dall’agente della Polizia Municipale Gianluca Massicci in
alta uniforme con il gonfalone ufficiale della Città.

Dopo la commemorazione nell’aula del Consiglio Comunale
livornese, alla presenza degli Amministratori delle
cittadine di provenienza delle vittime, dei familiari delle
stesse, fra cui Nicola Rosetti, figlio del concittadino
Sergio, del Presidente della Commissione Parlamentare
d’inchiesta che nella scorsa legislatura ha certificato i
colpevoli ritardi e le omissioni nei soccorsi, ci si è
recati in corteo nella banchina del porto: lì è stata data
lettura dei nomi delle 140 vittime e deposte corone di
fiori sulla lapide ivi posta in perenne ricordo.

Alla cerimonia hanno presenziato anche il neo senatore
Giorgio Fede ed il consigliere Tonino Capriotti         in
rappresentanza della Provincia di Ascoli Piceno.
San Benedetto del Tronto, 11-04-2018
Il piano di comparto del porto è realtà
E’ stato presentato, nel corso di una conferenza stampa in
Municipio convocata dal sindaco Pasqualino Piunti, il Piano
di comparto del porto redatto dagli uffici comunali
(Dirigente del Settore Urbanistica Germano Polidori,
Direttore del Servizio Pianificazione Gionni Tiburtini) che
ha ricevuto ieri l’approvazione definitiva da parte della
Giunta comunale.

Con questo strumento, l’Amministrazione comunale pianifica
il recupero di quell’area a nord del bacino portuale
delimitata a sud da via Dandolo (la via su cui si affaccia
il lato nord del mercato ittico all’ingrosso) e a nord da
via Pigafetta e comprendente le vie parallele Vespucci,
Polo e De Gama (circa 10mila metri quadrati).
Si tratta di un importante strumento di attuazione del
Piano regolatore del Porto, approvato dopo un lungo e
complesso iter nel 2014, che ha tra gli obiettivi quello di
aprire la zona portuale alla città pur mantendendo
prioritaria la destinazione a servizio delle attività di
pesca. Il Piano permette infatti di insediare tipologie di
attività diverse, dando precise indicazioni sulle
caratteristiche architettoniche dei tipi edilizi da
ricostruire, lasciando libertà compositiva senza però
compromettere il disegno finale dell’insediamento. Previste
diverse tipologie di attività: servizi turistici (locali
per spettacoli, locali per intrattenimento, locali per
mostre ed esposizioni) e, con un limite di 250 metri
quadrati di superficie, pubblici esercizi (bar,
tabaccherie, ristoranti, pizzerie, pub), servizi al
cittadino (uffici bancari, servizi alla nautica, uffici
pubblici e privati, uffici di rappresentanza), attività
commerciali alimentari e non alimentari. Ovviamente sarà
possibile anche insediare o mantenere attività produttive
di tipo artigianale, industriale e commerciale legate alla
pesca.
Il Piano fornisce poi precise indicazioni su come vanno
realizzati gli edifici, ad esempio sui materiali, sui
colori e sui rapporti tra vuoti e pieni, le tipologie e i
materiali da usare per le coperture e i rivestimenti delle
pareti.
Ora tocca ai privati concessionari (l’area è infatti
demaniale) darsi da fare decidendo di investire risorse ed
energie in questa zona.
San Benedetto del Tronto, 11-04-2018
Cerimonia di scoprimento della targa che intitola ai
Trabaccolari
Sabato 14 aprile, alle ore 12, si svolgerà la cerimonia di
scoprimento della targa che intitola ai Trabaccolari la
strada situata nell’area portuale che congiunge via M.
Bragadin e via D. Manin.
La targa verrà scoperta dal sindaco Pasqualino Piunti alla
presenza del consigliere con delega ai gemellaggi Mario
Ballatore e di una delegazione di cittadini di Viareggio,
facenti parte del gruppo di pronipoti sambenedettesi che
tanto si sono dati da fare negli anni per la
concretizzazione del gemellaggio ufficiale tra le due
città, legate da uno stretto vincolo di sangue. Tra loro
Tore Dj, al secolo Salvatore Romani, insieme a Pietro
Romani e Margherita Romani e all’ex sindaco versiliese
Andrea Palestini.
L’intitolazione è stata decisa dall’Amministrazione
comunale di San Benedetto con delibera di Giunta n. 160 del
12/09/2017: l’atto contiene diverse nuove denominazioni di
aree di circolazione, tutte accomunate dalla volontà di
ricordare tradizioni, fatti, personaggi della storia e
della cultura sambenedettese.
Sabato 14 aprile verrà dunque scoperta la targa in ricordo
di quei pescatori sambenedettesi che emigrarono a Viareggio
all’inizio del secolo scorso e che, con il loro lavoro,
hanno onorato le proprie origini divenendo, giorno,dopo
giorno, parte integrante della città di Viareggio.
Si svolto nel pomeriggio di lunedì 9 aprile un nuovo
confronto tra i consiglieri di maggioranza e un
componente della Giunta guidata da Pasqualino Piunti.

Lunedì è stata la volta dell’assessore Antonella Baiocchi
che ha le deleghe in materia di Pari Opportunità, Politiche
dell’integrazione e dell’Inclusione sociale, Politiche per
la Pace. Nella sua relazione, Baiocchi ha evidenziato per
ogni delega le azioni intraprese e i progetti che intende
sviluppare.
Per quanto concerne le politiche di inclusione ed
integrazione, Baiocchi ha messo in rilievo i progetti in
materia di accoglienza dei richiedenti asilo, di sostegno
linguistico, estendendo il concetto di integrazione alle
altre fasce deboli attraverso l’ideazione di iniziative
formative ed educative potenzialmente in grado di
contrastare ogni forma di intolleranza ed estremismo.
In materia di pari opportunità, sono state illustrate le
attività svolte con la cabina di regia antiviolenza e il
relativo tavolo di lavoro provinciale con la partecipazione
di attori istituzionali in grado di offrire importanti
contributi ad una strategia coordinata capace di
contrastare ogni forma di intolleranza ed estremismo e
promuovere una cultura inclusiva e in grado di favorire il
reciproco rispetto.
Sulle politiche per la pace, Baiocchi ha evidenziato tutte
le iniziative pubbliche, attuate anche insieme alle
associazioni combattentistiche e d’arma, volte a rinforzare
la memoria di persone e fatti relativi alla lotta per la
pace e tutte le attività formative ed educative
potenzialmente in grado di promuovere una cultura di
contrasto ad ogni forma di intolleranza ed estremismo.
Evidenziato anche il ciclo di conferenze mensili di
educazione psicologica ed affettiva, coronate da buona
partecipazione, dal titolo “Psiche in Comune” e il tavolo
di coordinamento per le iniziative attuate per alleviare il
disagio di coloro che sono stati ospitati in città durante
la prima fase post terremoto del 2016.
Apprezzamento per il lavoro svolto da Baiocchi è stato
espresso dai consiglieri presenti e l’assessore si è detta
naturalmente disponibile ad illustrare il suo lavoro nelle
competenti commissioni consiliari.

Le ripartizione dei fondi CIPE: briciole per San
Benedetto
Le ripartizione dei fondi CIPE per lo sviluppo e la
coesione per le infrastrutture portuali marchigiane
evidenza quanto scarsa sia nei fatti l’attenzione per il
porto sambenedettese di cui si fa vanto il consigliere
regionale Urbinati.
A fronte di 1 milione di euro per Fano, di 850mila euro per
Senigallia, addirittura 929 mila per Numana, a San
Benedetto è stata destinata la miseria di 115mila euro.
Invece    di   lanciare     accuse    senza    fondamento
all’Amministrazione comunale della sua città, il
consigliere Urbinati farebbe bene a dedicare il suo tempo
pagato dai cittadini per sostenere le istanze di una città
che chiede almeno pari dignità rispetto a quel nord delle
Marche così chiaramente privilegato dalle scelte del
governo regionale di cui Urbinati è tra i più convinti
sostenitori.
Il Consigliere comunale Mario Ballatore

dalla Regione Marche
2018-04-11
  AL VIA IL CONVEGNO “PATRIMONIO IN PERICOLO: SICUREZZA,
    PREVENZIONE E RINASCITA. RIFLESSIONI ED ESPERIENZE
                       TERRITORIALI
Il giorno 13 a Macerata e il 14 aprile a Camerino si terrà
il convegno dal titolo “Patrimonio in pericolo: sicurezza,
prevenzione e rinascita. Riflessioni ed esperienze
territoriali”. L’evento è stato promosso dal ministero dei
Beni e delle attività culturali, Università degli Studi di
Macerata e Camerino, in collaborazione con la Regione
Marche, i Comuni di Macerata, Camerino, il Cnr e Casa
Italia. Un’occasione per promuovere il dibattito e lo
scambio di buone pratiche sulla qualità della
conservazione, salvaguardia, recupero, riutilizzo e
miglioramento innovativo del patrimonio culturale. In
particolare saranno approfonditi i temi della rinascita per
la comunità, lo sviluppo territoriale, la sicurezza,
prevenzione e ricostruzione. Parteciperanno, tra gli altri,
l’On. Silvia Costa, Commissione Cultura e istruzione del
Parlamento europeo, l’assessore regionale alla Cultura,
Moreno Pieroni, l’assessore regionale alla Protezione
Civile, Angelo Sciapichetti, il sindaco di Macerata, Romano
Carancini, il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, il
segretario regionale del Mibac, Francesca Furst, il rettore
dell’Università di Macerata, Francesco Adornato, il rettore
dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari e
ricercatori ed esperti che      a   vario   titolo   si   sono
interessati all’argomento.
In allegato il programma delle due giornate: Programma
Convegno Macerata – Camerino 13 – 14 aprile 2018

PER OGNI EURO INVESTITO NELLA LEGA DEL FILO D’ORO 1,93
TORNA ALLA SOCIETA’.
17,5 MILIONI DI EURO IL VALORE ECONOMICO MEDIO ANNUO
GENERATO DALL’ATTIVITA’ DELLA “LEGA”
I risultati emersi dalla prima analisi Sroi dell’attività
della Lega del Filo d’Oro misurano in termini economici la
qualità del suo intervento per le persone sordocieche, le
loro famiglie e il territorio nel suo insieme e spiegano
come, attraverso un modello virtuoso messo a punto
dall’Associazione, ogni euro investito, rende quasi il
doppio alla società nel suo complesso con un incremento
costante che ha raggiunto circa 19 milioni di euro di
valore sociale generato nel 2016.
                                               Per    ogni
                                               euro
                                               investito,
                                               il valore
                                               del ritorno
                                               sociale
                                               annuo
                                               medio, ossi
                                               a        il
                                               cambiamento
                                               generato ne
                                               lla    vita
                                               dei
beneficiari e famiglie, dipendenti, volontari e il
territorio nel suo complesso, dalla Lega del Filo d’Oro è
quasi il doppio: 1,93 euro. In termini economici parliamo,
mediamente, con riferimento al triennio 2014-2016, di 17,5
milioni di euro annui in valore sociale creato,
registrando un incremento costante del 15% circa nei tre
anni considerati, passando da un totale di 16.629.605 euro
del 2014 a 18.854.423 euro del 2016. Sono questi i
risultati emersi per il triennio 2014-2016 dall’Indagine
“La valutazione economica degli impatti sociali della Lega
del Filo d’Oro: un’analisi SROI” sul modello operativo
dell’Associazione a cura di Clodia Vurro e Stefano Romito
in collaborazione con Vita, magazine dedicato al terzo
settore, presentata questa mattina alla Regione Marche a
cui sono intervenuti Luca Ceriscioli Presidente della
Regione, Francesco Marchesi e Rossano Bartoli, Presidente e
Segretario Generale della Lega del Filo d’Oro e Clodia
Vurro Professore associato di economia e gestione delle
imprese presso l’Università degli Studi di Milano.
L’analisi SROI, che si è concentrata sul territorio di
Osimo, sede principale dell’Associazione, vuole dare il via
ad un percorso virtuoso con l’obiettivo sì di essere più
trasparenti, ma diventare ancora più capaci di migliorare
l’efficacia dei servizi offerti. Da quest’anno la
valutazione coinvolgerà anche i Centri di Riabilitazione di
Lesmo e Molfetta e gradualmente le altre Sedi dell’Ente.
L’analisi SROI mira a quantificare il valore sociale creato
dalla Lega del Filo d’Oro sia a favore delle persone
affette da sordocecità e pluriminorazione psicosensoriale,
che beneficiano di un modello di intervento valutativo,
riabilitativo ed educativo unico e distintivo, sia rispetto
al territorio di cui l’Ente è parte integrante.L’impatto
della “Lega” sul territorio da solo vale (dato 2016, ultimo
anno dei tre presi in esame) l’88% del valore sociale
generato complessivamente che ha prodotto un valore sociale
di ben 16,5 milioni di euro, fatto in particolare
dall’occupazione creata dalla Lega del Filo d’Oro grazie al
suo peculiare modello e dall’indotto generato.
“Oggi sappiamo, per la prima volta e sulla base di una
metodologia consolidata, quello che molti di noi intuivano:
l’esser stata e l’essere sempre più, questa nostra “Lega”,
qualcosa di straordinario non solamente per i problemi che
affronta e l’utilizzo di tecniche d’intervento create ad
hoc per rispondere al bisogno specifico dell’utente e della
sua disabilità, ma anche perché è in grado di creare valore
trasformando la qualità in quantità misurata, ha
dichiarato Francesco Marchesi Presidente della Lega del
Filo d’Oro.
Dall’indagine “La valutazione economica degli impatti
sociali della Lega del Filo d’Oro: un’analisi SROI” emerge,
infatti, che gli utenti, pur essendo il fulcro
dell’intervento, non sono gli esclusivi beneficiari della
sua attività. L’analisi mostra come il territorio nella sua
interezza benefici dell’esistenza dell’Associazione sia in
termini di indotto generato, che di investimenti diretti
nell’economia locale . A questo vanno aggiunte le
persone che, in quanto parte attiva dell’erogazione dei
servizi, ne rappresentano fattore imprescindibile di
efficacia e, a loro volta, dall’Ente ottengono
un’importante fonte di crescita professionale, consentendo
l’acquisizione di competenze che difficilmente si
potrebbero sviluppare altrove.
“Da tempo avvertivamo anche l’esigenza di dare dei numeri e
qualche motivazione in più rispetto al nostro modello
organizzativo, che mette in campo molte risorse sia
pubbliche sia di privati a vantaggio di apparentemente
pochi beneficiari e dimostrare che l’Associazione nel
promuovere servizi per un numero definito di persone con
gravissime disabilità, crea occupazione e genera indotto
economico sul territorio – ha raccontato Rossano Bartoli
Segretario Generale della Lega del Filo d’Oro – Ora, i dati
emersi dall’analisi rappresentano anche un prezioso valore,
che consolida e incrementa la consapevolezza di chi presta
la propria opera all’interno della Lega del Filo
d’Oro. Questa consapevolezza ci aiuterà a crescere per
rispondere meglio ad un bisogno sempre più forte”.

Nel 2016 la Lega del Filo d’Oro ha generato un valore
sociale    di   circa   1   milione    di   euro   per   le
famiglie, derivante da genitori che riprendono il lavoro,
che si orientano autonomamente nei servizi del territorio,
che partecipano di più alla vita sociale, che riducono le
ore di counseling o di terapia familiare. Altri 1,2 milioni
di euro di valore sociale sono stati creati sul fronte del
personale e dei volontari altamente specializzati che
operano anche nelle scuole e nei servizi del territorio.
Infatti, le persone che concorrono all’erogazione dei
servizi assumono una centralità chiave. Formazione e
aggiornamento sono quindi imprescindibili per la
condivisione delle conoscenze e la ricerca di soluzioni
innovative ed efficaci per rispondere alle disabilità
complesse e sono fornite sia ai dipendenti che ai
tirocinanti e volontari. L’Associazione offre così
un’opportunità unica di acquisire, sviluppare e mettere in
campo competenze specialistiche.
Ed è proprio sul fronte occupazionale che, dall’analisi,
emerge che il modello della “Lega” prevede un rapporto tra
professionisti a contatto con l’utenza e utente molto
elevato: al Centro Diagnostico si arriva a 2,7 a uno, ben
al di sopra dello standard previsto dalle normative, scelta
che si traduce in 5,7 milioni di euro di occupazione
differenziale creata nel solo 2016. E soprattutto ci sono
i 10,8 milioni di euro di valore aggiunto sul territorio
generato in quello stesso anno dalla “Lega” (9,3 milioni di
euro è il dato medio nel triennio in esame), in pratica il
giro d’affari per le attività produttive e commerciali
della zona che l’organizzazione ha prodotto. Va segnalato
che il triennio esaminato è un momento particolare per la
Lega del Filo d’Oro, che aveva avviato la costruzione del
suo nuovo Centro Nazionale, la sfida più importante mai
affrontata: il primo lotto è stato inaugurato a dicembre
2017, mentre il cantiere del secondo lotto è appena
partito.

“Si inserisce nel pieno del dibattito del rapporto tra
pubblico e privato rappresentando il miglior esempio di
come si possa lavorare insieme per un obiettivo comune che
è una risposta di salute alla comunità e al resto del
Paese – ha detto ilpresidente della Regione, Luca
Ceriscioli – Il rapporto tra Regione e Lega del Filo
d’Oro rappresenta il meglio di come si possano mettere
insieme realtà che, senza fine di lucro, sviluppano servizi
che non erano presenti con quel livello, realizzano
strutture col contributo pubblico. E’ un connubio tra
l’ente regionale che deve sviluppare servizi per la salute
dei cittadini e persone che si mettono in moto dietro
problemi anche sperimentando strade nuove. Diventano un
elemento essenziale integrato con l’attività sanitaria
della Regione in grado di dare risposte di grande qualità,
ricchezza per il territorio”.
L’analisi SROI restituisce, infatti, un racconto
dell’efficacia di un modello di intervento sociale e ha
l’obiettivo di mostrare in modo oggettivo e quantitativo il
cambiamento che la Lega del Filo d’Oro ha generato sul
proprio territorio nello svolgimento delle attività.
Sebbene Il nuovo Centro, come mostrano i dati, ha generato
un importante indotto economico per il territorio di Osimo
per una durata di almeno 8-9 anni, il meccanismo creato
risulta virtuoso.
L’analisi SROI ha consentito di mostrare la fattibilità di
passare dall’enfasi sui costi per utenti e trattamenti al
valore creato per gli stakeholder, esplicitando ambiti di
impatto non necessariamente visibili all’esterno. In
particolare, pur rappresentando il fulcro del modello
d’intervento della Lega del Filo d’Oro e la categoria
principale di stakeholder, utenti e famiglie non sono
esclusivi beneficiari delle attività realizzate
dall’organizzazione. L’analisi ha mostrato come a
beneficiare della sua esistenza siano, infatti, anche il
territorio nella sua interezza, le persone che, in quanto
parte attiva dell’erogazione dei servizi, ne rappresentano
fattore di efficacia e allo stesso tempo è per loro
un’importante fonte di crescita professionale e
consapevolezza, consentendo l’acquisizione di competenze
che difficilmente sarebbero sviluppate altrove.
PRESENTATO IL PROGETTO “ I CAMMINI LAURETANI”
Una prima tranche di risorse per 1 milione e 100 mila euro
ma presto se ne aggiungeranno altri 2 milioni e 500 mila
destinati ai comuni del cratere sismico.
Coinvolti nel progetto, pronto nel 2019, 21 Comuni delle
aree interne per un tracciato di 150 km verso l’Umbria.
Prosegue l’azione della Regione Marche di valorizzare i
territori delle aree interne di pari passo con quelle
costiere con il preciso obiettivo di un riposizionamento
delle Marche sui mercati turistici nazionali e
internazionali. Rientra in questo ambito anche il Progetto
“ I Cammini lauretani” elaborato in collaborazione con la
CEM (Conferenza Episcopale Marchigiana) e recentemente
approvato dalla giunta regionale. Il finanziamento di 1
milione e 100 mila euro (fondi POR FESR) è una prima
tranche che coinvolge i Comuni di Serravalle del Chienti,
Visso, Muccia, Camerino, Valfornace, Caldarola,
Camporotondo di Fiastrone,    Serrapetrona, Belforte del
Chienti, San Severino Marche, Pollenza, Cessapalombo, San
Ginesio,    Treia,   Appignano,    Macerata,    Recanati,
Montecassiano, Montelupone, Loreto     che è capofila del
progetto insieme a Tolentino. Una seconda tranche, da
approvare nelle prossime settimane, prevede un
finanziamento di 2 milioni e 500 mila euro specificatamente
destinati ai comuni compresi nel cratere del sisma
2016/17.
“ La mole
                                             di risorse
                                             destinata,
                                             3 milioni e
                                             600    mila
                                             euro
                                             complessivi
                                             –        ha
                                             sottolineat
                                             o        il
                                             presidente
                                             della
Regione, Luca Ceriscioli nel corso di una conferenza
stampa – testimonia da sola quanto la Regione creda alla
realizzazione di questo progetto, facendogli compiere un
grosso passo avanti. Non solo perché racconta l’identità
delle Marche e di un territorio straordinario, non solo
perché è un segno forte di attenzione verso le aree colpite
che vogliamo lanciare anche oggi, ma perché rappresenta
anche geograficamente il verso che vogliamo prendere
nell’orientare decisioni e processi virtuosi, cioè il
collegamento concreto tra aree interne e aree costiere,
una linea ideale che lega e non divide, un’alleanza forte
che saprà sviluppare il sistema Marche e non solo i
territori attraversati dal tracciato. I Cammini conducono
anche al recupero di una dimensione profonda e intima,
secondo una velocità naturale a misura d’uomo e possono
essere anche quella via di comunicazione – infrastrutturale
ma anche in senso mediatico -che serve alle Marche per
rafforzare la loro immagine e per riconoscersi davvero come
l’Italia in una regione.”
 In particolare il progetto presentato oggi prevede
l’attuazione di due macro linee di attività: la
valorizzazione del tracciato marchigiano di 150 km e la sua
fruibilità ( interventi per lo più “infrastrutturali” che
riguardano la messa in sicurezza di alcuni tratti , come il
guado di fiumi o creazione di attraversamenti pedonali),
segnaletica e creazione aree di sosta lungo il tragitto nel
tratto marchigiano. A questi interventi, coordinati dal
Comune di Tolentino, saranno destinati 900 mila euro. Una
seconda direttrice di attività, finanziata con 200 mila
euro, per le azioni di promozione e comunicazione (eventi,
stampa materiale promozionale, implementazione sito e app .
stesura dossier e presentazione dello stesso per il
riconoscimento di Cammino d’Europa), coordinata dal Comune
di Loreto.
“Finalmente si concretizza da oggi il progetto dei Cammini
Lauretani – ha affermato l’assessore regionale al Turismo
–Cultura, Moreno Pieroni– su cui hanno lavorato insieme e
bene molti soggetti, Regione, CEM, Comuni, ANCI,
associazioni. E l’assegnazione di risorse importanti da
parte della giunta regionale è la dimostrazione della
volontà di creare un sistema di promozione turistico
–culturale che diventerà valore aggiunto per tutta la
regione. Sarà in grado di attivare misure per uno sviluppo
economico , culturale e sociale e potrà essere anche fonte
di occupazione.    Anche per questo abbiamo previsto una
tempistica stretta: 150 giorni dalla imminente stipula
degli accordi con i Comuni di Tolentino e Loreto per la
progettazione esecutiva e poi realizzazione entro il 2019.
“   La Regione Marche, dunque, intende continuare a
valorizzare e promuovere sempre di più i Cammini presenti
nella regione tra cui la via Lauretana, nel percorso da
Assisi a Loreto e il Cammino Francescano della Marca da
Assisi ad Ascoli Piceno, al momento gli unici cammini
ufficialmente inseriti nell’Atlante digitale dei Cammini
italiani www.camminiditalia.it. Un nuovo cluster turistico
“ Meditazione e spiritualità” che non si rivolge solo al
pellegrinaggio religioso ma che si inserisce fortemente
nella tendenza della vacanza esperienziale e in particolare
quella del “turismo lento e sostenibile” a contatto con la
natura e i paesaggi e le evidenze storico-architettoniche
che la nostra regione offre in quantità e di straordinaria
bellezza. E’ intervenuto anche il presidente ANCI
Marche, Maurizio Mangialardi che ha ribadito le
p9otenzialità di questo progetto di attivare ricadute
positive per l’itero territorio regionale, assicurando la
piena disponibilità dell’ANCI per la mjigliore
realizzazione.
Il tracciato marchigiano recentemente approvato, che si
allungherà verso l’Umbria fino ad Assisi, identifica il
percorso storico dell’antica Via Lauretana che venne aperta
da Roma a Loreto nel 1578. La via che si snodava con un
percorso di fondovalle perché doveva essere adatta al
passaggio delle carrozze, grazie alla sua riscoperta
qualche anno fa, è diventata un itinerario molto richiesto,
come ha sottolineato anche Simone Longhi, Direttore per la
CEM del progetto che ha anche evidenziato come siano state
attivate collaborazioni positive con le imprese creative
del territorio. Sono intervenuti anche il sindaco di
Loreto, Paolo Niccoletti e di Tolentino, Giuseppe
Pezzanesi.
Ora, con la recente approvazione, l’obiettivo è anche
quello di far compiere ai Cammini lauretani un salto di
qualità rendendo maggiormente fruibile la Via e superando
gli aspetti critici del percorso e della promozione del
cammino stesso arrivando anche al possibile riconoscimento
tra gli Itinerari culturali europei (es. Cammino di
Santiago, la Via Francigena ecc…). (ad’e)
La via Lauretana in numeri:   www.camminilauretani.eu
Lunghezza itinerario: circa 150 km
Lunghezza media delle tappe: 20km
Numero di tappe: 7 tappe per il tratto Assisi / Loreto
1^ tappa: Assisi – spello
2^ tappa: Spello – Colfiorito
3^ tappa: Colfiorito – Muccia
4^ tappa: Muccia – Belforte del Chienti
5^ tappa: Belforte del Chienti – Tolentino
6^ tappa: Tolentino – Macerata
7^ tappa: Macerata – Montecassiano – Loreto (ovest)
            Macerata – Montelupone – Loreto (est)
Georeferenziazione del tracciato
Percorribilità del tracciato in bicicletta
VOLONTARIATO E PROMOZIONE SOCIALE, RISORSE PER IL SOSTEGNO
ALLE ATTIVITA’ SOCIALI
Cesetti: “L’apporto del volontariato è fondamentale,
indispensabile nella sua azione per lo sviluppo del tessuto
sociale marchigiano”

Sono destinate ad una realtà forte e radicata nelle Marche,
come quella delle realtà associative che operano in ambito
sociale, le risorse di oltre novecento mila euro, assegnate
dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali alla
Regione per progetti proposti dalle Organizzazioni di
volontariato e dalle Associazioni di promozione sociale, in
attuazione dell’Accordo di programma Stato Regione per il
sostegno allo svolgimento di attività di interesse
generale.
Lo prevede un atto di Giunta, che ha approvato il piano
operativo e i criteri e le modalità di valutazione dei
progetti, su indicazione dell’assessore al Volontariato
Fabrizio Cesetti. “Nel predisporre i documenti, – rileva
Cesetti – frutto di una proficua attività consultiva,
propositiva e partecipata con le rappresentanze qualificate
del Terzo settore, emerge uno scenario ricco e vivace delle
associazioni marchigiane dedite al sociale nelle loro
diverse articolazioni tematiche”. Secondo i più recenti
rilevamenti dell’Osservatorio regionale Politiche sociali
della Regione, aggiornati al 27 marzo scorso, sono 1973 le
organizzazioni di volontariato articolate in cinque sezioni
tematiche del Registro regionale: socio sanitaria, tutela
animali, cultura, valorizzazione ambientale e protezione
civile. Sono poi 261 le Associazioni di promozione Sociale.
L’indice di densità risulta pari a 1,3 organizzazioni di
volontariato ogni mille abitanti. Secondo l’assessore
l’apporto del volontariato “è fondamentale, indispensabile
nella sua azione per lo sviluppo del tessuto sociale
marchigiano nella sua proficua collaborazione con le
Istituzioni per rispondere ai bisogni della comunità”. Alla
delibera seguirà un Avviso pubblico regionale per la
presentazione di proposte progettuali, da realizzare nel
periodo 2018/2019, privilegiando una logica di rete
(secondo due fasce diverse di dimensione progettuale e di
contribuzione).

Approvato il Progetto MED di SVIM a supporto della Blue
Economy, l’evento di lancio a Roma il 16-17 aprile
Aumentare l’attività transnazionale dei gruppi (cluster)
innovativi regionali per sviluppare una crescita
intelligente e sostenibile nel Mediterraneo: è il tema del
Seminario di lancio del Progetto “4HELIX+” promosso da SVIM
S.r.l. – Agenzia di sviluppo regionale della Regione
Marche, col supporto del Servizio Industria PF Economia
Ittica della Regione Marche – finanziato dal Programma
Interreg MED, che si terrà lunedì 16 e martedì 17 aprile, a
Roma, presso la sede della Regione Marche. L’evento di
lancio avrà luogo ai margini della Conferenza “MADE IN MED
– Crafting the Future Mediterranean”, organizzata dalla
presidenza del Consiglio dei ministri d’Italia, che detiene
la presidenza del Programma Interreg MED 2018, dall’Agenzia
italiana per la coesione territoriale e dalla Regione del
Sud Provenza-Alpi-Costa Azzurra di Francia (Autorità di
gestione del programma) e servirà da vetrina ai 90 progetti
in corso di attuazione.
L’iniziativa 4HELIX+ vede Sviluppo Marche s.r.l. nel ruolo
di coordinatore di un partenariato composto da nove
partner, rappresentativi delle otto regioni situate nei
sette paesi che si affacciano sul Mediterraneo (Italia,
Spagna, Portogallo, Francia, Grecia, Croazia e Albania),
tra cui figurano istituti universitari, Camere di
commercio, Agenzie di sviluppo, incubatori d’impresa.
“L’evento di lancio – dichiara l’amministratore unico
Gianluca Carrabs – sarà l’occasione per una presentazione
approfondita delle attività progettuali, oltre che per una
riflessione più ampia sulle prospettive di sviluppo dei
settori tradizionali ed emergenti, direttamente collegati
alla Blue Economy nell’area mediterranea”. I partner
illustreranno i primi risultati delle analisi dei contesti
territoriali coinvolti, con particolare riferimento ai
cluster legati all’economia del mare, nonché le opportunità
che questo progetto di cooperazione territoriale offre alle
PMI che vogliono rivoluzionare i propri processi, prodotti
o servizi e migliorare le proprie strategie competitive,
attraverso la logica della condivisione delle conoscenze e
dell’innovazione, ricorrendo allo strumento di innovation
voucher. Un ruolo chiave in questo percorso assumeranno
le industrie culturali e creative che, attraverso la
propria esperienza, nel ruolo di fornitori di servizi,
potranno innescare la creatività e l’innovazione nei
settori tradizionali. Il progetto, che si concluderà a
luglio 2020, è dotato di un budget di oltre 2 milioni di
euro, di cui circa 500 mila destinati allo schema di
voucher, per sostenere la capacità di innovazione e la
cultura creativa delle PMI mediterranee legate al settore
marino e marittimo, considerato un importante strumento per
lo sviluppo economico e la crescita occupazionale dei
territori.
Sul caso della figlia del Sig Paolo Esposto di Pievetorina
che ha dichiarato alla stampa 10 aprile “Stanotte non so
dove dormirò forse nel locale” si precisa che la signora
percepisce il Cas dal 26 ottobre 2016

Effetti    finali    degli
scontri sull’autoscontro

San Benedetto del Tronto, 2018-04-11 – 14:24:10 –
Nell’immagine odierna gli effetti degli scontri politici-
tecnici-amministrativi…

 Autoscontro in via dei Tigli: nota dell’Amministrazione
 comunale
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