UN PAESE DI CENERE Le responsabilità italiane nella devastante corsa al carbone in Turchia - BankTrack
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Scritto da Dino Buonaiuto Foto: Dino Buonaiuto Editing: Luca Manes, Antonio Tricarico Prodotto da Re:Common www.recommon.org - info@recommon.org Grafica: Carlo Dojmi di Delupis Aprile 2019 Stampato su carta ecologica da Tipolitografia 5M - via Giuseppe Cei 20, Roma
Yeşilbağcılar Un ragazzino porta a spasso il proprio cane nella Yeşilbağcılar nuova, all’ombra dei fumi dei camini del vicino impianto di Yatağan.
Prefazione
Il 21esimo secolo è le insormontabili difficoltà di natura Le nostre società sono indissolubil-
culturale e macroeconomica: si fa fa- mente legate allo sfruttamento dei
cominciato all’insegna tica a coinvolgere l’opinione pubblica e combustibili fossili. Dai trasporti, alla
di una sfida a dir poco a sensibilizzare i cittadini sulle temati- produzione di energia elettrica, fino
epocale per l’essere che ambientali, sulle scelte quotidiane all’importanza del barile di petrolio
dei singoli e sulla consapevolezza del- inteso come unità di misura, si ha la
umano: la minaccia la gravità della situazione. E se è vero sensazione di non potervici rinunciare
incombente dei che si ha l’impressione che spesso ci con tanta semplicità, nonostante le
cambiamenti climatici si renda conto delle dimensioni di un alternative ci siano, e non da oggi, e
problema soltanto di fronte a eventi che oggi fonti di energia come carbo-
e le emergenze ambientali eccezionali o al fatto compiuto, che ne e petrolio sarebbero da considera-
di molti territori. tutto sommato si tende a sottovalutare re obsolete, appartenenti a un secolo
determinati fenomeni circoscrivendo- industriale ormai superato. E nono-
Da diversi anni, la comunità li in una sommaria normalità, è pur stante le alternative come il solare,
scientifica non fa sconti in quanto vero che la percezione del rischio e la l’idrogeno, il plastic-free siano poten-
ad allarmi lanciati, nella necessità necessità di modificare i nostri stili di zialmente solide realtà su cui varreb-
di prendere misure immediate più vita vengono di fatto annichilite da quel be la pena scommettere. Manca, di
per arginare la catastrofe che per sistema capitalista ed energivoro in base, uno sforzo concreto principal-
porvi rimedio. Gli effetti collaterali cui abbiamo scelto di vivere, che offre mente politico, oltre che culturale.
del surriscaldamento globale nel limitatissime possibilità di un cambia-
frattempo continuano a mostrare la mento tanto radicale quanto repentino. Il principale campo di battaglia su
propria virulenza latente, lasciando cui si gioca la partita contro i cam-
presagire una repentina escalation In effetti, a dare una rapida occhia- biamenti climatici è legato proprio
verso quello che in molti considerano ta alle agende politiche in materia all’approvvigionamento e alla diver-
“il punto di non ritorno”. energetico-ambientale dei vari go- sificazione energetica. Gli allarmi
verni si comprende subito che c’è un della comunità scientifica si orien-
Il dibattito intorno a un fenomeno problema di priorità, dove più che tano soprattutto verso la limitazione
tanto vasto si è presto ritrovato vitti- programmare transizioni a lungo dell’aumento delle temperature, da
ma di una polarizzazione che di certo termine, definire investimenti sulle tenere ben al di sotto dei 2 gradi cen-
non giova al pragmatismo necessario, tecnologie rinnovabili, incentivare una tigradi (possibilmente 1,5 gradi) in più
oltrepassando i limiti da un estremo serie di processi culturali a favore rispetto al periodo pre-industriale.
all’altro, tra chi continua a negare la di un maggiore rispetto ambientale, A tal fine, l’emissione antropica di
drammaticità della situazione e chi pare che la tendenza sia la volontà di gas serra richiederebbe l’obiettivo di
invece propone già un allarmistico accaparrarsi quello che c’è il prima “emissioni zero” a partire da un pe-
“piano di adattamento” a un pianeta possibile, di “raschiare il fondo del riodo compreso tra il 2030 e il 2050. È
che diventerà ben presto invivibile, barile” prima che la diversificazione quanto stabilisce l’Accordo di Parigi,
secondo gli standard attuali. Di mezzo, diventi inevitabile. negoziato durante la XXI Conferenza4 Un Paese di cenere
Tra i paesi che non
hanno ratificato
l’accordo di Parigi,
la maggior parte non
supera lo 0,50% delle
emissioni; fa eccezione
la Russia, con un
sontuoso 7,53%, l’Iran
con l’1,30%, la Turchia
con l’1,24%.
delle Parti dell’UNFCCC (Convenzione
Quadro delle Nazioni Unite sui cam-
biamenti climatici) e concordato all’u-
nanimità dai 196 paesi partecipanti,
il 12 dicembre 2015. L’Accordo è stato
salutato come una “svolta storica” per
l’obiettivo di ridurre il riscaldamento invece è avvenuta soltanto per 184 Yatağan
globale, ma dalla firma alla ratifica paesi, che insieme rappresentano più Le ciminiere dell’impianto di Yatağan, il più
sono saltati fuori non pochi problemi dell’88% delle emissioni globali di gas grande e il più inquinante dei tre impianti pre-
senti nell’area di Muğla (dettaglio).
di carattere geopolitico, economico o serra. Tra questi compaiono anche
di interessi contrapposti tra le parti, la Cina, che detiene il primato delle
che stanno rendendo il percorso pres- emissioni (20,09%), gli Stati Uniti
soché intricato e di difficile gestione. (17,89%) - ma con la minaccia della
Il tutto a discapito dell’orologio del revoca da parte dell’amministrazione
mondo che continua a ticchettare, tra Trump, e l’India (4,10%). Tra i paesi
i fumi dei camini gravidi di CO2, SO2 che non hanno ratificato l’accordo, la
e NOx, PM2,5 e PM10 che continuano a maggior parte non supera lo 0,50%
infestare l’ambiente e a intrappolare delle emissioni; fa eccezione la Rus-
i raggi solari tra l’atmosfera e la su- sia, con un sontuoso 7,53%, l’Iran con
perficie terrestre. l’1,30%, la Turchia con l’1,24%.
Al febbraio 2019, sono 194 i paesi che
hanno firmato l’accordo. La ratificaIndipendenza energetica
e dipendenza dal carbone
Negli ultimi tempi, le sud, sul Mediterraneo); ma soprattut- fino a qualche anno fa, l’andamento
to, nel breve termine, sta assicurando economico turco e l’impatto demogra-
ambizioni in materia priorità massima alla tanto decantata fico di un paese sempre più giovane,
energetica a cui sembrano “lignite nazionale”, le cui riserve ac- lasciava presagire un’impennata della
aspirare numerosi governi certate sono stimate intorno ai 15,6 domanda energetica. L’approvvigio-
miliardi di tonnellate. namento è garantito per circa il 35%
nazionali pare siano legate In generale, il consumo energetico dal gas naturale, il 30% dal petrolio e
più al perseguimento di pro capite in Turchia rimane ancora per il 30% dal carbone. Ma gas e pe-
una totale indipendenza piuttosto basso rispetto alla media trolio in particolare caratterizzano la
europea (1,7 tonnellate di petrolio dipendenza turca dalle importazioni:
energetica. equivalente, contro le 3,2 dell’UE); rispettivamente, il gas è per il 99%
Il principale obiettivo è spesso quello
di smarcarsi dalle importazioni e
dalla conseguente dipendenza da
paesi esteri, investendo in mega
progetti infrastrutturali e prospettive
a lungo termine che poco hanno
a cuore le dinamiche ambientali.
Spuntano, nelle programmazioni
di governo, chilometrici gasdotti
e centrali nucleari, e c’è chi punta
tutto sulle risorse fossili presenti sul
proprio territorio.
La Turchia in qualche modo ha fatto
all-in di tutte le possibili opzioni: ha
concesso alla società TAP di trancia-
re orizzontalmente l’Anatolia con il
gasdotto TANAP, garantendosi una
buona quantità di metri cubi di gas
dall’Azerbaigian e divincolandosi in
parte dalla tenaglia russa; progetta
la costruzione di almeno tre reattori Grafico. Impianti a carbone pianificati per nazione. Fonte: Coalexit.org.
nucleari (due sul Mar Nero e uno a6 Un Paese di cenere
Turgut
Nel giro di appena un mese,
quest'area è passata dall'essere
un rigoglioso uliveto, a terreno
sacrificato all'espansione della
miniera che fornisce la centrale di
Yatağan. Lo smottamento è piuttosto
recente, provocato dall'esplosione
di dinamite. L'avanzamento
della miniera di lignite minaccia
il vicino villaggio di Turgut, che
secondo i piani del governo sarà
completamente ingoiato dall'invaso.
importato, il petrolio per l’89%, per il governo turco vorrebbe perseguire centrali, con una portata di 7.000 MW.
una percentuale totale di dipendenza in maniera autarchica, aumentando Con questa tendenza, la Turchia si è
da import - considerando tutte le fonti la produzione elettrica locale con la portata al quarto posto dei paesi che
di energia - pari a circa l’80%.1 costruzione di nuove centrali a car- maggiormente investono nel carbone,
bone, in linea con la “Visione 2023” dietro soltanto a Cina, India e Viet-
È in questo contesto che è stata pro- promossa da Ankara che vorrebbe il nam. Le energie rinnovabili nel paese
grammata l’agenda energetica turca completamento di determinati obiet- restano inesorabilmente al palo, con
degli ultimi anni. Il 2012 fu addirittura tivi energetici “nazionali” in vista un misero 7% di cui una percentua-
inaugurato dal ministro dell’energia dell’imminente centenario della Re- le risibile per il solare. Mentre si fa
come “l’anno del carbone”, una data pubblica turca. sempre più concreta l’ipotesi di in-
cruciale e definitiva protesa al rag- stallare tre centrali nucleari.
giungimento della tanto agognata in- Attualmente, sul territorio turco sono
dipendenza. Una corsa al carbone che presenti 26 centrali a carbone. La
loro capacità produttiva alla fine del
2015 era di circa 15.200 MW, ma in
1 https://euracoal.eu/info/country-profiles/
turkey/ programma vi è la costruzione di altreLa lignite nazionale
La storia d’amore tra la «È una questione di tendenza, in
Turchia», specifica Özlem Katısöz
Turchia e il carbone è dell’associazione ambientalista TEMA,
cominciata circa 70 anni fa, raggiunta in sede nell’area di Osman-
quando venne inaugurato gazi a Istanbul. «Pochi anni fa, la fon-
te fossile di maggior profilo era il gas
il primo impianto sulle naturale; in seguito alle complicanze
sponde del Mar Nero, nei geopolitiche legate al gas - è acclara-
pressi di Zonguldak. to che una delle cause dell’attuale cri-
si economica sia dovuta alle importa-
Turgut
zioni di metano - si è fatta retromarcia Un dettaglio della miniera di Yatağan-Eskihisar
L’area ospita un cospicuo bacino di sul carbone, con lo sfruttamento delle alle prime luci del mattino, con l'attività di
antracite, ma è l’unico a disposizione miniere locali affiancato da un discre- estrazione della lignite in corso.
di Ankara. Ciò che abbonda nel resto to incremento delle importazioni».
della Turchia, specie nelle aree sud-
occidentali e centrali, è la lignite, su
cui si stanno basando le prossime de- «Per quanto riguarda la discusso “blood coal” colombiano,
la cui estrazione è caratterizzata da
cadi da un punto di vista energetico. nostra lignite», continua metodologie poco ortodosse, con si-
Özlem, «c’è un problema stematiche violazioni di diritti umani
La lignite, infatti, è fortemente sussi-
diata, estratta e gestita da alcune so-
di fondo: è di una qualità delle comunità locali che hanno an-
cietà statali e da diverse società pri- che presenta le peggiori che visto il coinvolgimento di gruppi
paramilitari per sedare ogni forma
vate che giovano di speciali benefici. Il caratteristiche. È molto di dissenso. Vi è inoltre il sospetto
più importante giacimento si trova ad umida e ha un potere di importazioni illegali dalla regione
Afşin-Elbistan, nei pressi della città di
Maras, con riserve stimate intorno ai
calorifico piuttosto Ucraina del Donbass3. Gas e carbone
7 miliardi di tonnellate. C’è poi quello basso». in Turchia sono più che mai intercon-
nessi: l’aumento dei prezzi del gas nel
di Soma, che assurse alle cronache
2019 potrebbe portare ad un incre-
nel 2014 per il tragico incidente dove Non solo carbone nazionale, in effetti: mento delle importazioni di carbone.
persero la vita circa 300 minatori, nel 2018 sono arrivate dall’estero ben
vittime principalmente dell’avvelena- 31,5 Mt (milioni di tonnellate), gran «Per quanto riguarda la nostra li-
mento da monossido di carbonio. Altri parte dovuti ai rapporti bilaterali con gnite», continua Özlem, «c’è un pro-
siti di estrazione si trovano a Bursa, l’Unione Europea2, ma di questi una blema di fondo: è di una qualità che
Çanakkale, Konya, nella provincia di buona fetta (18,2 Mt) proveniente dal presenta le peggiori caratteristiche. È
Muğla, con gli impianti di Yeniköy, Ke-
merköy e Yatağan. 2 http://www.hurriyetdailynews.com/updating- 3 https://jamestown.org/program/russias-
customs-union-with-eu-is-priority-turkish- hybrid-strategy-in-the-sea-of-azov-divide-and-
finance-minister-141557 antagonize-part-two/8 Un Paese di cenere
molto umida e ha un potere calorifico
piuttosto basso». Si stima infatti che
soltanto il 5,1% delle riserve di lignite
presenti in Turchia possegga un po-
tere calorifico di 3.000 kcal/kg (12.500
kJ/kg). «Da queste parti gira una bat-
tuta su questo aspetto: in quasi tutti i
casi, i bacini di estrazione si trovano a
ridosso di importanti coltivazioni agri-
cole; nell’Anatolia centrale, la miniera
di lignite interseca un’enorme colti-
vazione di meli di una qualità molto
pregiata. Si dice che se bruciassimo le
mele al posto del carbone, probabil-
mente avremmo un più elevato potere
calorifico».
Battute a parte, la qualità della lignite
turca rende complicata pure la ricer-
ca di investitori: «Per mesi abbiamo
Bağdamları L'impianto di Yeniköy dal vicino villaggio di Bağdamları, nell'area di Muğla
appreso dai tg che il nostro ministro
dell’energia era in visita in vari paesi,
soprattutto in Cina, nella speranza di
promuovere la nostra fonte di energia una spinta non di poco conto da parte materia ambientale tali da dispensare
locale», prosegue Özlem, non celando del governo centrale di Ankara: le Va- le società da controlli e sanzioni, così
un pizzico di sarcasmo, «ma i risultati lutazioni di Impatto Ambientale (VIA) da rendere la Turchia un “paradiso
non sono stati dei migliori. È in tale vengono sistematicamente disatte- del carbone”. «Ma tutto questo non è
contesto che si sono messi in moto se; la EÜAŞ, la più grande società di bastato per la ricerca di un investitore
gli ingranaggi dell’amministrazione energia turca controllata dal ministe- straniero», conclude Özlem, «nono-
turca, nel tentativo di aumentare gli ro dell’energia, intercede nella rac- stante l’investimento fosse in sostan-
incentivi e presentare agli ipotetici colta dei permessi dai vari ministeri za servito su un piatto d’argento».
investitori proposte più attraenti, in coinvolti, come quello dell’ambiente o
qualche modo mitigando gli ostacoli dell’agricoltura, a favore di permessi
di natura burocratica che si con- e concessioni necessari alle società
trapponevano ai possibili accordi». carbonifere private; gli impianti go-
Dall’anno del carbone in poi, centrali dono di speciali garanzie finanziarie e
e miniere hanno nel concreto ottenuto di particolari deroghe ed esenzioni inFinanziamenti e privatizzazioni Il ruolo di Unicredit L’alternativa però non è tardata Da un rapporto La somma erogata per Limak è ad arrivare: dal 2013 è in corso un servita principalmente all’acquisto di processo di privatizzazione dell’in- commissionato da alcuni impianti, mentre per Yildirim tero settore carbonifero turco. Gli Re:Common, 350.org e il finanziamento era destinato a impianti vengono man mano ceduti Climate Action Network progetti legati a infrastrutture a società private, che a quanto pare portuali, di cui in generale la Turchia orbitano nell’entourage del go- (CAN) riguardo ai si sta dotando per soddisfare le verno. Le privatizzazioni vengono finanziatori delle società esigenze di importazione. favorite sia dalla EÜAŞ, affiliata al carbonifere turche, ministero dell’Energia, sia da una Il ruolo di UniCredit consolida l’e- pioggia di finanziamenti arrivata emerge che UniCredit ha sposizione del gruppo bancario nel da vari istituti bancari. Se infatti si foraggiato direttamente settore del carbone in Turchia dopo i può parlare del 2012 come “l’anno la società Limak con un primi investimenti, attraverso la sus- del carbone”, bisognerebbe parlare sidiaria turca Yapı Kredi erogati dal del 2013 come “l’anno dei finanzia- prestito di 135 milioni di socio nel paese Koç Financial Ser- menti”, l’annata in cui le 13 società dollari, mentre 49 milioni vices A.S. Con questo sistema sono carbonifere presenti in Turchia sono andati alla Yildirim. arrivati importanti prestiti che hanno sono state ricoperte da prestiti e che nel periodo compreso tra il 2013 e il 2018 hanno ricevuto un Grafico. Principali finanziatori delle società carbonifere turche in milioni di dollari, dal 2013 al totale di 9,2 miliardi di dollari. settembre 2018. Fonte: Thomson EIKON e Bloomberg. Le principali coperture finanziarie arrivano da istituti bancari turchi (in ordine di oneri maggiori: Ga- ranti Bank, Türkiye Halk Bankası, Ziraat Bank, İşbank, Koç Finan- cial Services, Türkiye İş Bankası e VakıfBank), ma non mancano incentivi da parte di enti stranieri. A piazzarsi al primo posto come principale finanziatore straniero del carbone turco è l’italiana Uni- Credit, seguita da ING Group (Paesi Bassi), Sberbank (Russia), Kuwait Finance House (Kuwait) e DZ Bank (Germania).
10 Un Paese di cenere
garantito il buon fine di alcune priva-
tizzazioni nel 2014. Nello specifico,
la fetta più cospicua è rappresentata Il consorzio
dai 417 milioni finiti alla Limak e 417
milioni garantiti alla IC İçtaş; a queste Limak-IC İçtaş
somme si aggiungono altri 29 milio-
ni sempre a favore della Limak, per La Limak e la IC İçtaş sono gli impianti di raffreddamento
prestiti seguenti alla privatizzazione, presenti come consorzio e dove vengono rilasciate le
più 157 milioni per la Konya Seker e nel sud-ovest dell’Anatolia, acque di scarto. Un impatto,
altre cifre irrisorie per la Kolin. In to- più precisamente nei quello delle due centrali, di
tale dunque l’impegno della UniCredit distretti di Milas e Muğla. non poco conto, a partire dal
nel business del carbone turco è di patrimonio storico-ambientale
1.204 milioni di dollari; l’orientamento Il 23 dicembre 2014, le due che incarna la regione: siamo
maggiore della somma complessiva società hanno ufficialmente nell’antica Caria, un tempo cro-
si è indirizzato verso le società Limak completato l’acquisto dei due cevia di culture che visse i suoi
e IC İçtaş, con un totale di 998 milioni impianti a carbone presenti fasti tra l’undicesimo e il sesto
di dollari, circa un miliardo nel giro di nell’area, quello di Yeniköy secolo avanti Cristo e i cui primi
5 anni. e di Kemerköy; il primo, più insediamenti si perdono nella
longevo, costruito tra il 1986- notte dei tempi. La ricchezza
1987, composto da due unità e storica di questo angolo di Tur-
una produzione di 420 Mwe; il chia si manifesta negli oltre
secondo risalente al 1994-1995, trenta siti archeologici portati
che presenta tre unità e una alla luce, ma gli stessi scavi
produzione di 630 MWe. I due utili all’espansione della mi-
impianti distano poco più di 15 niera lasciano presagire che il
chilometri l’uno dall’altro, sfamati sottosuolo nasconda parecchio
da una enorme voragine che in di più. A completare il quadro
qualche modo li congiunge. È la di una regione “fortunata” ci si
miniera di Milas-Sekköy, visibile mette la geografia, baciata dal
dalle immagini satellitari come miglior clima del bacino del
un’inquietante macchia bianca. Mare Nostrum, terre fertili e
una costellazione di insenature
Inoltre, l’impianto di Kemerköy è e di baie da non soffrire compe-
stato costruito direttamente sulla tizione alcuna.
costa del Mar Mediterraneo, da
dove viene prelevata l’acqua perÖren Il camino della centrale di Kemerköy svetta sulla strada per Ören, frequentata località balneare turca.
L’area di Muğla
Tra turismo e vita rurale
Bodrum è una località
balneare il cui nome è
rimbalzato parecchio su
depliant e brochure delle
agenzie di viaggio negli
ultimi dieci anni.
Un chiaro segnale di quando un luogo
di mare diventa destinazione di mas-
sa, appetibile anche per il più pigro
dei vacanzieri. La costa sud della
Turchia ha difatti vissuto un periodo
d’oro dal 2000 a oggi, con numeri del
settore turistico costantemente in au-
mento - escludendo la brusca frenata
del 2016, anno del “golpe turco” e de-
gli attentati terroristici. Sono aree che
condividono l’Egeo con le isole della
Grecia, nel cuore del Mediterraneo
più mite e rigoglioso; il suo riconosci-
mento come meta attraente era pres-
soché inevitabile. Dalle frastagliate Suçıkan
Haluk, Burhan e Sibel, tre residenti dell’area di
baie che caratterizzano il lungomare, Bastano infatti poche decine di chi- Suçıkan, costretti a convivere con l’impianto di
poi, dirigendosi nell’entroterra, è lometri e lasciarsi alle spalle hotel Yeniköy.
tutto un profluvio di uliveti e colline, di lusso e villette a strapiombo sul
terra rossa e natura, in cui l’occhio mare. La strada a due corsie che col-
del viaggiatore più attento non potrà lega Bodrum all’omonimo aeroporto questo territorio in quanto a ricchezza
fare a meno di cogliere analogie con prosegue dritta verso i distretti di ambientale; è qui dunque che decisi
le regioni italiane che giacciono sul Milas e Muğla, dove è tutto un sus- di investire per gli anni della mia pen-
medesimo parallelo, dal Cilento alla seguirsi di terreni agricoli e villaggi sione». Haluk ci invita sul suo terraz-
Valle d’Itria. Una combinazione di che a fatica superano i 3mila abitanti. zino di legno, il cui parapetto affaccia
tutto rispetto, condita da una discreta «Ne ho girati tanti di luoghi simili», su un vigneto e su boschi di pino a
quiete, una scarsa antropizzazione, spiega Haluk Akbatur, chirurgo ottico perdita d’occhio; l’unico suono che
uno stile di vita lento e bucolico. di Ankara, «ma nessuno eguagliava rompe un surreale silenzio è quello diLe responsabilità italiane nella devastante corsa al carbone in Turchia 13
«Queste acque vengono trasferirsi a Suçıkan, Haluk ha messo
su tralicci di viti di diverse qualità dai
utilizzate per gli impianti quali spreme vino con sempre più
di raffreddamento della difficoltà. La vicinanza dell’impian-
centrale e a lavoro to sta pian piano rendendo sterile il
finito nelle stesse acque terreno, compromettendo tutti i tipi
di raccolto, in molti casi unica forma
vengono rilasciati gli di sostentamento per gli abitanti di
scarti di lavorazione. Ci questi distretti turchi. «È colpa delle
sono periodi in cui l’acqua piogge acide», precisa il medico, «e
è inutilizzabile, sia per soprattutto colpa delle prime piogge Çiftlikköy
La discarica abusiva alle spalle dell’impianto di
necessarie ai raccolti. Le emissioni
bere che per irrigare il dai camini dell’impianto rilasciano Yeniköy.
mio vigneto» nell’aria numerose sostanze tossiche
che poi la pioggia porta giù, inqui-
un ruscello che scorre a pochi metri nando i terreni e bruciando i primi Da quelle parti, Haluk non è il solo ad
dalla sua abitazione. Siamo a Suçıkan, germogli e le foglie». Il verde del giar- essersi ritirato a vita privata. Tra le
un’area afferente al vicino villaggio di dino di Haluk è infatti disseminato da campagne di Suçıkan di tanto in tanto
Karacahisar. Suçıkan in turco signifi- macchioline gialle, segno del proces- spuntano altre villette, altri professio-
ca “lì dove emergono le acque”, una so appena descritto. Quando gli chie- nisti scappati via dagli inquinamenti
toponomastica che lascia pochi dubbi diamo allora perché continua a vivere urbani. Burhan, dopo una breve car-
alla natura di questo luogo. Eppure lì, con un impianto a carbone a circa riera militare, è tornato nella casa
negli ultimi trent’anni l’abbondanza 10 chilometri in linea d’aria, Haluk paterna. Ha ereditato un uliveto della
delle sorgenti d’acqua che caratte- sorride, «dove potrei andare? Dopo pregiata qualità memecik, olive di
rizza la regione è stata compromessa tanti sacrifici, è qui che voglio restare. medie dimensioni che Burhan tiene in
dal vicino impianto a carbone di Ye- Da dottore cosciente so bene a cosa barattoli sottolio con fette di limone
niköy: «siete fortunati, oggi il ruscello sto andando incontro, ma è qui che ho e a cui pratica dei tagli per far sì che
scorre e in questo periodo rimane investito tutti i miei risparmi. Da qui i prendano uno stupefacente retrogu-
limpido», aggiunge Haluk con una camini non si vedono, ma si avverto- sto di agrumi. «Di queste ne crescono
malcelata malinconia. «Queste acque no. In tanti, come me, avevano fatto sempre meno, con l’inquinamento le
vengono utilizzate per gli impianti di le stesse scelte, e tanti sono scappati piante di olive memecik non fanno più
raffreddamento della centrale e a la- via. Io resto. E lotto. Abbiamo promos- i frutti di una volta», afferma sconso-
voro finito nelle stesse acque vengono so una raccolta firme per provare a lato Burhan. «Sono stato costretto a
rilasciati gli scarti di lavorazione. Ci bloccare l’avanzamento della miniera sostituire le piante di memecik con
sono periodi in cui l’acqua è inutiliz- e nel tempo libero raccolgo i dati delle quelle di gemlik [altra qualità di olive,
zabile, sia per bere che per irrigare il specie endemiche presenti nell’area. tipica dell’area di Bursa, sempre in
mio vigneto». Da quando ha deciso di In molte stanno sparendo». Turchia, ndr]. La qualità è più bassa,14 Un Paese di cenere
ma la pianta produce di più. Quando «Le verdure vengono una proposta di legge che permetteva
ero piccolo con 150 alberi arrivavamo alle compagnie private di costruire
a produrre 800 chili di olive, adesso
fuori già marce, non se impianti energetici soppiantando gli
che ne ho 400 non arrivo a 130 chi- ne ricava più nulla. Ci uliveti secolari. Nella norma, la mo-
li». Nei terreni fa fatica a crescere vuole il doppio del lavoro difica più di rilievo fu quella riguardo
qualunque cosa: «le verdure vengono per prendere la metà. alla definizione stessa di uliveto, da
fuori già marce, non se ne ricava più tenere in conto soltanto per quelli di
nulla. Ci vuole il doppio del lavoro per
Qui siamo ai limiti di dimensione superiore ai 2,5 ettari (in
prendere la metà. Qui siamo ai limiti un genocidio, ci stanno Turchia la media di un uliveto si atte-
di un genocidio, ci stanno affamando. affamando. L’interesse sta intorno a 0,1 ettari). L’opposizione
L’interesse dello Stato lo vediamo solo dello Stato lo vediamo locale non si fece attendere: una
quando arrivano gli avvisi di sfratto. petizione raccolse ben 22mila firme,
Vogliono mandarci via, questi terreni
solo quando arrivano gli e fu inviata una lettera alla Camera
sono destinati all’espansione della avvisi di sfratto. Vogliono di commercio del distretto afferente.
miniera. Ma io la terra non la vendo, mandarci via, questi «Per ora la legge è stata messa da
le cose per me restano due: o muoio terreni sono destinati parte», aggiunge con solerzia Haluk,
prima io, o chiudono prima l’impianto. «probabilmente non si aspettavano
In entrambi i casi, io da qui non mi
all’espansione della una tale reazione. Ma potrebbe essere
muovo». miniera. » una situazione temporanea. Le voci
che girano da queste parti lasciano
Nel giardino di Burhan ci vengono presagire una condanna piuttosto
offerti memecik e formaggi, accom- re casa da queste parti. E ho trovato unanime: in dieci o vent’anni qui verrà
pagnati da un ottimo cabernet prodot- la sorpresa!», sorride ironica. «Col espropriato tutto, se necessario pure
to da Haluk. Da queste parti vige un senno di poi avrei voluto non aver con la forza».
atavico senso di comunità, dove tutto compiuto questa scelta; la vita qui
è condiviso. È l’ancestrale forza della si sta rendendo sempre più difficile, A pochi chilometri dal buen retiro
Turchia rurale, l’elemento che rende bisogna lavorare duro nei campi, ma di Haluk, Burhan e Sibel, si estende
possibile la sopravvivenza di luoghi l’età comincia a farsi sentire». Haluk, tra le colline della provincia di Muğla
speciali come questi. Al banchetto si Burhan e Sibel stanno portando avan- il villaggio di Karacahisar, circa 700
unisce Sibel Bileke, che quando sente ti la loro battaglia per salvare le loro anime in tutto. L’appuntamento è
che veniamo dall’Italia si rivolge a noi terre, rivolgendosi agli organi compe- con il mukhtar (capo villaggio) Şefik
con un perfetto italiano: «negli anni tenti e coinvolgendo le comunità limi- Musluk, all’unica caffetteria del pa-
‘80 ho giocato a pallavolo nel Pescara, trofe. Nel 2014, l’anno in cui ci fu la ese. Il luogo è un tuffo in un passato
in A2. È lì che ho imparato la vostra privatizzazione degli impianti dell’a- remoto: gli infissi in un legno consun-
lingua. Dopo diversi anni sono tornata rea, vennero modificate alcune leggi to dal tempo decorato di uno sbiadito
a Istanbul, poi mi sono innamorata di per favorire le nuove società carbo- verde pastello, la stufa a legno al
questi luoghi e ho pensato di compra- nifere. In particolare, fu presentata centro della stanza, con l’ingombranteLe responsabilità italiane nella devastante corsa al carbone in Turchia 15
tubo in verticale che si fa spazio in un
buco nel soffitto, in un angolo un cu-
cinino arredato a parete di mattonelle
annerite dove vengono sfornati a ripe-
tizione i çay nel consueto bicchierino
a forma di tulipano. Prendiamo posto
a un tavolo in un angolo, mentre tutto
intorno ci piombano all’unisono occhi
incuriositi dall’improvvisa visita; ma
è tutto un concerto di “benvenuti” e
sorrisi benevoli.
Karacahisar ha perduto la propria
spensieratezza da quando è entra-
ta nel mirino dell’espansione della
miniera: il villaggio non sarà diretta-
mente intaccato, ma in base ai piani
del governo ben presto si ritrovereb-
be il cratere a ridosso. Da quando
è giunta la notizia, Şefik si adopera
nel suo ruolo di “prescelto”, a fare miniera sembra inesorabile; il cratere Karacahisar
da mediatore tra le volontà dei suoi necessita di una continua orizzontali- Un gruppo di abitanti di Karacahisar all’esterno
della caffetteria del villaggio.
concittadini e i rapporti con le figure tà: «la lignite si trova a una profondità
amministrative “superiori”. La sua che va dai 40 agli 80 metri, è come un
vita è diventata una frenetica spola disco nero che si trova sotto i nostri pagna attraverso una fitta boscaglia,
tra incontri ufficiali e tavoli di discus- piedi, dispiegato su un’area enorme», una zona che segna il confine con
sione, nella speranza di scongiurare continua Şefik. Çiftlikköy. A un certo punto il bosco
la drammatica eventualità. «Stiamo si apre, fa spazio a un invaso artifi-
provando a mantenere le nostre ter- Al momento la miniera si trova al ciale pieno di cumuli di una poltiglia
re, per tenere lontana la miniera, ma di là della strada principale, su cui semi-solida grigia e rossa. La pioggia
anche perché queste terre sono tutto si immette la perpendicolare che della sera precedente rende poco
ciò che abbiamo. Siamo preoccupati, porta al villaggio. E tra la strada e il comprensibile di cosa si tratta, «sono
perché stiamo monitorando la situa- centro abitato c’è di mezzo pure una le ceneri di scarto dell’impianto, que-
zione nei paesi limitrofi più prossimi modesta dorsale montuosa, «che sta è un’enorme discarica abusiva»,
al bacino, e nonostante alcuni accenni verrà completamente rasa al suolo», specifica Şefik. Siamo in effetti alle
di protesta il destino di quei villaggi chiarisce il mukhtar. Dall’altra parte spalle dell’impianto di Yeniköy; da un
appare segnato». L’avanzamento della del villaggio, invece, Şefik ci accom- lato si nota la parte alta del camino e iÇiftlikköy La discarica abusiva tra i comuni di Çiftlikköy e Karacahisar, alle spalle dell'impianto di Kemerköy.
suoi fumi che si levano liberi nell’aria. avanti), la svendita sistematica di case e decine di villaggi simili a Karacahi-
La struttura non si scorge, è nascosta di proprietà, immobili, terreni, per sar; nei volti dei contadini, dei pastori,
dall’alto perimetro bigio del fossato. cifre irrisorie che sovente non supe- degli anziani di questi luoghi traspare
rano i 5mila euro, la disintegrazione una sconfitta lunga trent’anni, da
La sorte a cui va incontro Karacahisar di equilibri sociali, stili di vita precari quando fu posata la prima pietra del
è in parte condivisa da numerosi altri ma solenni in dignità, la cancellazio- primo impianto. Prima l’inquinamento
villaggi della zona, ma in taluni casi il ne definitiva di una ruralità la cui età ha stravolto gli equilibri naturali e il
destino appare persino peggiore: se media si attesta sui 50 anni, che non connubio antropico su cui si reggeva-
Şefik e i suoi concittadini temono l’ap- ha la forza di opporsi, che è costretta no le comunità. Ora il colpo di grazia:
prossimarsi della miniera, per altri a soccombere in una desolante rasse- un immane sacrificio umano in nome
centri abitati si parla di eliminazione gnazione. della “lignite nazionale”.
totale dalle mappe geografiche, tra-
sferimenti forzati (a volte addirittura Alle miniere di Yeniköy-Kemerköy e di
per ben due volte, come vedremo più Yatağan vengono dati in pasto decineGli anni ‘80
La costruzione delle centrali e le opposizioni locali
Il “battesimo nero” dei metà di aree forestali, per l’altra metà Sin dagli anni ‘80, nei distretti di Milas
di terreni agricoli e uliveti. e Muğla non sono mancate le prote-
distretti di Milas e Muğla si ste da parte delle popolazioni locali.
è avuto nel lontano 1977, In questo vasto territorio, nume- Già ai tempi dei primi sopralluoghi
quando sono cominciati i rosi sono i paesini coinvolti dallo da parte degli addetti ai lavori per la
sfruttamento delle due miniere a costruzione degli impianti, si regi-
lavori per la costruzione cielo aperto. Nei pressi dell’invaso strarono diverse azioni non violente
della centrale di Yatağan. di Milas-Sekköy, tre villaggi (Sekköy, da parte dei cittadini, come il blocco
Hüsamlar e Ekizköy) sono stati già dei macchinari per gli scavi o di al-
L’impianto è composto da tre unità, trasferiti per far spazio alla miniera. cuni ponti per impedire il passaggio
divenute operative tra il 1982 e il 1984. Stando ai progetti di espansione, altri del personale. Molto spesso le azioni
In quegli stessi anni, nel frattempo, 21 villaggi potrebbero subire la stessa di protesta venivano supportate dai
cominciavano i primi espropri dei sorte, o comunque un simile destino: media locali o dai vari sindaci ed
terreni a Ören, sulla costa, lì dove Kultak, Alatepe, Kalem, Pınarköy, De- enti amministrativi. In alcuni casi
sarebbe poi sorto il secondo impianto reköy, Çakıralan, Yoğunoluk, Bayırköy, le opposizioni hanno attirato anche
a carbone, quello di Kemerköy: due Gürceğiz, Bağdamları, Karacaağaç, l’attenzione dei maggiori partiti di
unità divenute operative tra il 1994 e İkizköy, Kayadere, Çamköy, Karaca- governo. La protesta che più ha spin-
il 1995. Nel 1986, invece, entravano in hisar, Pınararası, Alaçam, Söğütçük, to l’area all’attenzione dell’opinione
operatività altre due unità, quelle del Kısılar, Balcılar e Çiftlikköy. Nella pubblica nazionale ha avuto luogo
terzo impianto dell’area, Yeniköy. Le zona circostante l’area della miniera nel 1993, con una marcia contro le
tre centrali vengono principalmente di Yatağan-Eskihisar, i villaggi già piogge radioattive che cadevano nella
alimentate da due miniere: quella di trasferiti ammontano a sei (Eskihi- zona di Yatağan che ha visto la par-
Yatağan-Eskihisar e quella di Milas- sar, Tınaz - trasferito ben due volte, tecipazione di 7mila persone. Nello
Sekköy, i cui invasi sono entrambi Karakuyu, Bayaka, Yeşilbağcılar stesso periodo, a Muğla, un gruppo di
cominciati nel 1979. Soltanto a - spostato una volta, ma potrebbe donne chiamato “Mamme che amano
Yatağan l’area totale della miniera - essere ritrasferito). L’espansione i propri figli” organizzava una protesta
compresa quella operativa e quella della miniera coinvolgerebbe altri annunciando che non saranno più dati
prevista dall’espansione - ricopre una 25 villaggi dell’area: Bencik, Köklük, alla luce bambini finché gli impianti
superficie di oltre 21mila ettari (quasi Turgut, Zeytin, Gökgedik, Kırık, Tur- non verranno chiusi.
come 33mila campi di calcio); l’altra gutlar, Hacıveliler, Hacıbatramlar,
miniera, quella che fornisce lignite Hisarardı, Yava, Akçaova, Salihpaşalar, Sono i primi segnali di una guerra
alle centrali di Yeniköy e Kemerköy, ha Paşapınarı, Bayır, Kafaca, Bahçeya- senza quartiere, che ben presto si tra-
invece una dimensione di oltre 23mila ka, Gökpınar, Çaybükü, Bozüyük, sformerà in petizioni, raccolta firme,
ettari (circa 36mila campi di calcio). In Bağyaka, Kapubağ, Yeşilköy, Şahinler azioni legali, spostando il campo di
entrambi i casi, la parte che sarebbe e Yeniköy. battaglia in sedi competenti nazionali
destinata all’espansione consiste per ed internazionali. Nascono, negli anni,18 Un Paese di cenere
pianto di Yatağan, pari a 422,5 milioni
di lire turche).
«Negli ultimi cinque, sei anni, sia-
mo ufficialmente entrati nell’era del
carbone in Turchia», spiega Özgür
Gürbüz, giornalista freelance e ana-
lista energetico di Istanbul. «I limiti
ambientali vengono sistematicamente
aumentati, per rimuovere tutti i possi-
bili ostacoli all’utilizzo del carbone. Le
società che hanno acquistato le cen-
trali non devono sottostare a vincoli
ambientali, e per quanto riguarda la
necessità di ammodernarli, spuntano
Yatağan Impianto in piena attività, con le emissioni dai camini e dagli impianti di raffreddamento. fuori continue deroghe. Ciò significa
che anche se un impianto inserisce un
numerose associazioni e piattafor- to di Yatağan viene ripetutamente
filtro di nuova generazione all’interno
me contro il carbone, molto spesso bloccato per accertamenti giudiziari
del camino, non è obbligato a usarlo e
sospinte da gruppi di avvocati volon- (nel giro di soli due anni, dall’inizio
le società non subiranno ispezioni dal
tari, con il sostegno di organizzazioni del 2000 alla fine del 2001, verrà
ministero. Inoltre, i danni ambientali
non governative operanti in tutto il chiuso per ben 50 volte). Ma in linea
causati dalla combustione del carbone
paese. Soprattutto dall’anno 2000 in di massima non si arriverà mai ad
non possono essere sanzionati».
poi, quando si comincia a parlare di un cambiamento concreto e decisivo.
privatizzazione degli impianti. Alcune Oggi le centrali dei distretti di Milas
«Sono sempre le stesse società a
azioni legali arrivano a compensazioni e di Muğla, come la maggior parte
vincere gli appalti», continua Özgür,
e risarcimenti, mentre si fa appello delle centrali turche, sono diventate
«e viene utilizzato sempre lo stesso
anche alla Corte Europea per i Diritti private e godono di numerosi sussidi
metodo: vengono concesse garanzie
dell’Uomo per la mancata applica- da parte del governo: esenzioni da IVA
di acquisto a lungo termine. La que-
zione di norme di natura ambientale; e dazi doganali, riduzione delle tasse,
stione sta nel fatto che quando rilasci
nel 2005 l’organismo internazionale concessione di terreni, abbuono di
permessi per così tanti impianti per la
condanna la Turchia al pagamento di interessi, garanzie di acquisto da par-
produzione di energia, devi assicurarti
mille euro per ciascun querelante (in te dello Stato di una parte di energia
che i medesimi funzionino. Per questo
questo caso dieci avvocati). elettrica prodotta (nel 2017, il 7,4%
motivo si tende sempre più a favorire
del totale per l’impianto di Yeniköy,
meccanismi a supporto del carbone, e
Proteste e azioni legali riescono a pari a circa 273 milioni di lire turche;
sempre meno alle rinnovabili o all’ef-
ottenere qualche vittoria, a ritardare l’11,1% per Kemerköy, pari a 409,5
ficienza energetica».
alcuni passaggi burocratici; l’impian- milioni di lire turche; l’11,5% per l’im-Inquinamento e impatto su ambiente e salute degli impianti di Muğla Nel novembre 2018, l’associazione CAN Europe ha pubblicato un rapporto dal titolo “The Real Costs of Coal: Muğla”, in cui vengono passati al setaccio i dati disponibili sull’impatto ambientale e la ricaduta in termini di salute pubblica dei tre impianti dell’area di Muğla. Dal 1983, anno di apertura delle cen- trali, gli impianti di Yeniköy, Kemerköy e Yatağan si sono resi responsabili delle emissioni di 9,5 milioni di ton- nellate di anidride solforosa, 890mila Stime della qualità dell’aria, impatto tossico e sulla salute degli impianti a carbone di Muğla. tonnellate di ossido di azoto, 65mila Fonte: “Rapporto “The Costs of Coal”: http://costsofcoal.caneurope.org/documents.html tonnellate di polveri sottili e 28mila chilogrammi di mercurio. Le emissio- ni di CO2 dei tre impianti si stimano (ad esempio, i limiti per SO2, NOx e giore sulla città di Milas. I livelli di intorno alle 360 milioni di tonnellate, polveri sottili per l’impianto di Yatağan NO2 sono riscontrabili invece fino a 50 mentre si calcola che in seguito all’e- risultano essere dalle 3 alle 10 volte chilometri dagli impianti. PM2,5 e NO2 spansione delle centrali potrebbero superiori rispetto a quanto consentito sono anche inquinanti di natura “tran- essere rilasciati nell’atmosfera ul- in altri paesi, inclusa la Cina e l’Unio- sfrontaliera”: approssimativamente, teriori 328 milioni di tonnellate (per ne Europea). il 53% della popolazione esposta al fare un paragone, le emissioni di CO2 particolato 2,5 e il 25% delle persone in tutta la Turchia nel 2017 sono state Le emissioni di PM2,5 delle centrali esposte al diossido di azoto rilasciato di 410 milioni di tonnellate). Secon- di Muğla coinvolgono un’area di un dagli impianti presi in esame si tro- do il rapporto, i limiti stabiliti per le raggio di circa 200 chilometri, che va vano al di fuori dei confini turchi, con emissioni dei tre impianti sono molto dalla città di Aydin fino alle coste di l’impatto maggiore subito dall’Egitto, elevati rispetto alle loro dimensioni Fethiye, con la concentrazione mag- seguito da Israele, Grecia e Palesti-
20 Un Paese di cenere
na. Il maggiore impatto per quanto
riguarda la qualità dell’aria in gene-
rale ha luogo invece sull’isola di Rodi
e sull’arcipelago del Dodecaneso,
contribuendo a una alterazione degli
standard delle isole.
L’inquinamento delle centrali di Muğla
porta pure alla sedimentazione di
metalli pesanti, ceneri e al fenomeno
delle piogge acide. La sedimentazio-
ne avviene principalmente durante
le giornate di pioggia, per cui le aree
maggiormente affette risultano esse-
re quelle in prossimità degli impianti,
o sui clivi di montagne e colline che
circondano la zona. Un fenomeno
particolarmente ignorato ma di forte
impatto ambientale è quello del rila-
scio del mercurio: degli stimati 1.100
kg/anno di mercurio proveniente dagli
impianti, circa 610 kg (o il 55%) rima- Media annuale prevista per la concentrazione di PM2,5 attribuibile alle emissioni degli
ne nell’area delle centrali. Di questa impianti di Muğla. Fonte: “Assessing the air quality, toxic and health impacts of the Mugla coal-
fired power plants” Rapporto “The Costs of Coal”: http://costsofcoal.caneurope.org/documents.
quantità, 220 kg finiscono nel Medi- html
terraneo, 150 kg nelle aree boschive e
120 kg nei terreni agricoli.
Per quanto riguarda l’impatto sulla venissero rispettati), circa 46mila
salute, secondo il modello portato ospedalizzazioni per problemi respi-
avanti dallo studio, l’inquinamento ratori e cardiovascolari, e la perdita
nella regione di Muğla ha causato di 12 milioni di giorni di lavoro. Ri-
più di 45mila morti premature (se ne sultano esposte alle emissioni di NO2
stimano altre 5.300 fino al raggiun- circa 510mila persone; 80mila per le
gimento, per i tre impianti, dei 50 concentrazioni di SO2.
anni di attività, anche se venissero
realizzati i lavori di ammodernamento
e se i limiti di legge per le emissioniL’impianto di Yatağan:
il più grande e il più inquinante
La statale D330 non strada che porta a Turgut, la nostra sprofondare di circa un centinaio di
destinazione. metri nel vuoto a strapiombo. Si ha
presenta particolari curve. l’impressione di essere appena so-
Dall’aeroporto di Milas- Ad attenderci nel centro cittadino ci pravvissuti a un terremoto catastrofi-
Bodrum recide netta le sono Tayyibe e Gulseven, sotto la pic- co. Sotto i nostri piedi, una distesa di
cola casa-museo dedicata a Osman terriccio rosso e cumuli neri, il suono
campagne fino al centro di Hamdi, tra i pionieri dell’archeologia che si leva sono delle escavatrici e dei
Yatağan. turca. Tayyibe e Gulseven sono pronte camion che come formiche laboriose
ad accompagnarci in giro, per toccare estraggono lignite in più punti. Sulla
Sul percorso si ammirano per lo più con mano gli effetti collaterali di chi nostra destra, a ridosso dello scavo,
uliveti e piane coltivate, fino ad una vive in prossimità di un impianto a si estende a mezza luna una distesa
certa altezza, quando la carreggiata carbone (con annessa miniera). L’aria di un verde rigoglioso, dove spuntano
costeggia delle imponenti rovine è pesante, gravida di sostanze nause- piante di ulivo a tracciare il perimetro
archeologiche. Si tratta del sito di abonde. Per i nostri polmoni vergini della miniera, ancora in piedi - con
Stratonikeia, uno dei più importanti è una sofferenza ad ogni respiro, le radici da fuori - a far da sentinelle
centri della Caria centrale, portato mentre le nostre host sembrano non impotenti a salvaguardia della natura.
alla luce negli stessi anni in cui, a 15 accusare problemi di sorta. Bastano Tayyibe ci indica proprio quella dire-
chilometri di distanza, si ponevano i pochi minuti per stringerci la mano, zione: da quelle parti ha un terreno
le fondamenta della centrale a che cominciamo a tossire d’istinto; di proprietà e per tenerlo in vita ha
carbone di Yatağan. Non si fa in tempo la gola pizzica, il bisogno è quello di intrapreso una estenuante battaglia
a sbirciare le colonne della porta scappare il più lontano possibile da in tribunale contro chi vede quell’uli-
d’ingresso e i gradoni dell’anfiteatro, dove ci troviamo. veto soltanto un ostacolo alla propria
che si viene prontamente distratti da avanzata. Tra i rami d’ulivo spuntano
un’enorme colonna di fumo bianco Ci mettiamo subito in macchina. La diverse persone intente ad effettuare
in lontananza. Sono le prime ore prima tappa è a ridosso dello scavo. dei sopralluoghi: sono archeologi che
del mattino, il momento in cui gli Passiamo tra alcuni paletti della se- cercano reperti, prima di dare i terre-
impianti di Muğla entrano in funzione gnaletica stradale, per imboccare una ni in pasto al mostro.
a pieno regime. Il cielo terso di una strada che - ci dicono - prima collega-
limpida giornata invernale viene va Turgut con Yatağan. «Adesso inve- (A distanza di un mese siamo tornati
squarciato dalle emissioni dei tre ce bisogna circumnavigare la miniera nella stessa zona. L’interruzione della
camini di Yatağan e dell’impianto con la nuova arteria», spiega Tayyibe. strada s’era anticipata di circa 200
di raffreddamento. Generatori di E in effetti ci troviamo presto di fronte metri, e tutta l’area verde dove un
nubi. Yatağan è imponente: più ci si a un’interruzione. Proseguiamo a pie- mese prima gli archeologi operava-
avvicina, più se ne comprendono le di e lo scenario che ci si para davanti no non esisteva più. L’avevano fatta
dimensioni. Costeggia la statale sul è sconcertante: l’asfalto a un certo saltare in aria con la dinamite. Tra i
nostro lato sinistro e fa angolo con la punto è spaccato in più punti, per poi detriti dell’esplosione spunta qualcheYatağan Immagine dell’impianto dalla statale D330 che collega l’aeroporto di Bodrum al centro di Yatağan
Le responsabilità italiane nella devastante corsa al carbone in Turchia 23
ulivo semi-coperto dalla terra rossa, migliaia. «Ne voglio fare un mosaico»,
mentre era diventato più pericoloso racconta Gulseven, «voglio che queste
avvicinarsi al cratere, col rischio di pietre continuino a vivere da qualche
crollare giù). altra parte, prima che vengano com-
pletamente distrutte. Tutta l’energia,
«Io non vendo!», tuona decisa Tayyibe, la conoscenza di queste terre è incap-
che da queste parti è diventata un po’ sulata in queste pietre. Queste ven-
il simbolo di tutte le proteste contro le gono con me». Le battaglie di Tayyibe
centrali. «Quando sono venuti qui dalla e Gulseven sono le stesse; cambia
municipalità di Muğla avevano detto soltanto l’approccio. Gulseven è una Turgut
che la miniera avrebbe dovuto tenere donna timida e sensibile, è tornata da Tayyibe e Gülseven, due residenti di Turgut,
si oppongono all’espansione della miniera di
una distanza di 87 metri dalle nostre circa 10 anni in queste terre da Istan- Yatağan.
terre; ma le esplosioni hanno un rag- bul, per assistere la madre malata.
gio d’azione ben più ampio. Non mi Poi ha deciso di restare. Cerca di evi- per poco più di 5mila euro. Si parte
dite che se fai esplodere la dinamite a tare le nostre domande, ma quando in genere con degli incontri formali,
87 metri di distanza il mio terreno non comincia a rispondere si commuove: dove si cerca di trattare la vendita; se
ne risente! Ma tutta questa distruzione «i miei antenati hanno vissuto su i proprietari non sono d’accordo, ar-
per questo carbone di pessima quali- queste terre per generazioni. Quando rivano allora le autorità competenti e
tà… ne vale la pena? Abbiamo il sole, tutto questo sarà spazzato via, perde- fissano un prezzo. O lo si accetta, o si
guardate che sole! Perché non puntare remo anche il nostro cimitero, dove va incontro all’esproprio forzato. Oggi
tutto sull’energia solare? Qui nel frat- riposano i nostri cari. Perché dobbia- Yeşilbağcılar è tranciato in due dalla
tempo stiamo morendo tutti, in città mo abbandonare tutto questo in nome miniera: da una parte le ultime abita-
non si contano i decessi per tumore, della lignite? Io non lo voglio». zioni rimaste attendono solo di essere
tumori di tutti i tipi. Per non parlare buttate giù; sulla sponda opposta del
di chi si è ammalato, di bronchite, di «Alle mie spalle», continua Gulseven, cratere, invece, è stato messo su un
asma… Io stessa ho un tumore e sof- riferendosi al cratere della miniera, anonimo reticolato di villette a due
fro d’asma, ma non resterò un giorno «prima sorgeva parte del villaggio di piani dall’improbabile colore rosa.
solo su questa terra senza oppormi a Yeşilbağcılar, per metà completamen- Sono le nuove abitazioni dei residenti
questo scempio». Il temperamento di te sparito. Rimangono solo alcune di Yeşilbağcılar, lì spostati in seguito
Tayyibe è impressionante, ha la foga di case più su, verso la montagna. Ma al trasferimento forzato.
chi è stanca di urlare, ma di chi ne ha anche lì verrà raso tutto al suolo».
tanto dentro da apparire come un vul- Yeşilbağcılar è stato tra le prime vit- Proviamo a raggiungere entrambi i
cano latente ad ogni frase pronunciata. time dell’espansione della miniera. luoghi. Per raggiungere quel che re-
Come per tutti gli altri villaggi che sta del villaggio ci sono soltanto due
Poco distante, invece, Gulseven rac- hanno avuto la malasorte di trovarsi modi: o si compiono circa tre ore di
coglie pietre con una particolare cri- a ridosso di una riserva di carbone, cammino, inerpicandosi tra i boschi,
stallizzazione. Nell’area ce ne sono a anche qui le case sono state svendute o si tenta di affrontare la viabilità di24 Un Paese di cenere
«Ma tutta questa distante il nuovo “ghetto” degli ormai cio di vite che sostiene a fatica dei
ex residenti di Yeşilbağcılar. Lo stu- grappoli d’uva anneriti e rinsecchiti.
distruzione per questo pore continua in qualsiasi direzione «La maggior parte di noi è anziana, e
carbone di pessima si guardi: da un lato spunta un mina- si sostenta con le uova e il latte che
qualità… ne vale la pena? reto mozzato, dall’altro una servitù ci garantisce il bestiame. Oltre alle
Abbiamo il sole, guardate di passaggio che si è fatta largo tra case, abbiamo perduto le nostre stal-
le abitazioni. Da questa prospettiva si le, i nostri terreni. E allora gli animali
che sole! Perché non concentra la sintesi di tutto quello che dormono con noi nelle nostre nuove
puntare tutto sull’energia significa la scellerata corsa al carbo- case, i giardini diventano la versione
solare? Qui nel frattempo ne turco, il dramma umano, l’assenza ridotta dei nostri campi».
stiamo morendo tutti, di regole, il disastro irreversibile.
Una nuova casa, però, significa nuovo
in città non si contano i Da Yeşilbağcılar vecchia ci dirigiamo mutuo. Sfrattati dalle proprie abitudi-
decessi per tumore» verso la Yeşilbağcılar nuova. Da lonta- ni, dalla loro possibilità di sopravvive-
no le villette rosa tutte a schiera sem- re anche lontano da qualsiasi schema
servizio sconnessa già preparata per brano dare una parvenza di ordine in economico dei più elementari, oggi gli
i lavori di demolizione. Nel secondo tutto quel caos. Ma avvicinandosi, si ex di Yeşilbağcılar si trovano a fare i
caso, oltre a una vettura idonea, si notano dettagli piuttosto bizzarri: gli conti con rate e bollette: «paghiamo
necessita di una discreta attenzione spazi esterni sono stati recintati con tasse più alte sulla spazzatura, e dob-
e tenuta alla guida. Il percorso è par- muretti di fortuna, lamiere arruggini- biamo sostenere il peso economico
ticolarmente impervio, ma una volta te e addirittura tappeti; dai piani infe- di una casa che forse non riusciremo
in cima il panorama apocalittico si riori di queste nuove abitazioni spun- a finire di pagare», ci raccontano.
erge a icona dell’intero affair turco tano caprette e pollame. Nei giardini Le abitazioni sono state fornite dalla
con il carbone. L’impressione è che sono state coltivate verdure di tutti i TOKI, un ente ministeriale che era
sul villaggio si sia abbattuto un fero- tipi in spazi minuscoli, mentre i pochi nato per garantire una casa per tutti,
ce bombardamento; in verità le case bambini giocano in moderni e anonimi ma negli ultimi anni, similmente a
rimaste in piedi sono state rese invi- decumani all’ombra della colonna di quanto accaduto per la privatizzazione
vibili, per prevenire il possibile ritorno fumo della centrale di Yatağan. Ap- degli impianti a carbone, è diventato
dei vecchi proprietari. Dall’alto, poi, si pare subito chiaro che si tratta di uno solo il “braccio destro” dei palazzinari
scorgono i tetti malandati delle case strenuo tentativo di sopravvivenza: gli turchi: l’ente resta statale ma concede
più basse, a far da cornice all’intero ex residenti di Yeşilbağcılar si sono ai privati, garantendo qualsiasi forma
bacino minerario. Lo sguardo si perde portati dietro non solo i propri effetti di speculazione edilizia. Ma questa è
all’orizzonte, disturbato dalla nebbia personali, ma anche il loro stile di un’altra storia.
mattutina e dalle polveri che si alzano vita, riadattandolo alla meno peggio
per i lavori, ma si riesce a distinguere alla loro nuova dimensione. «Abbiamo Il dramma di Yeşilbağcılar non è
anche l’impianto di Yatağan, tutto in- bisogno dei nostri animali», ci spiega ancora terminato. Il villaggio è tra
tento a vomitare ancora veleni, e poco un residente all’ombra di un tralic- i pochi esempi di centri abitati chePuoi anche leggere