Roma Scomodo n 42 ALLEGATO DIGITALE
←
→
Trascrizione del contenuto della pagina
Se il tuo browser non visualizza correttamente la pagina, ti preghiamo di leggere il contenuto della pagina quaggiù
Scomodo n°42 € 0,00 Mensile indipendente di attualità e cultura ALLEGATO DIGITALE Roma EDIZIONE LOCALE
EDITORIALE
*01
PRIMAVERA
*03
ARTE
dell' Da Testaccio a Via Nazionale, il contem-
ROMA
poraneo nelle istituzioni museali
a
LA LINEA
*27
Il labirinto della terza metropolita-
na di Roma
ASSURDO
l'
del
*39
RIFARE Il mondo dello spettacolo riparte dal
IL MOND O
Globe Theatre
MOSTRI
*51
Scomodo racconta i luoghi abbandonati di
Roma / Ex ippodromo di Tor di Valle
EDIZIONE Rom
LOCALE aEDITORIALE
di Michele Gambirasi
Arianna Preite
Negli ultimi mesi Roma ha vissuto una prima fase di riapertura,
ritornando a vivere scorci di quotidianità e socialità. Periodo
che ha portato con sé, tra i numerosi dibattiti, non pochi
conflitti e fratture in particolar modo all’interno di alcuni settori
profondamente danneggiati da precarietà e incertezza come quello
culturale, su cui oltre alle condizioni contingenti pesano anni di
politiche di mancata programmazione e invisibilità.
Per una città che si appresta ad entrare in clima
elettorale la progressiva ripresa deve significare
la rimessa in circolo di idee e visioni per produrre
un nuovo orizzonte per Roma: la proposta di un
paradigma in netta discontinuità con il passato, che
sappia raccogliere le istanze e le vertenze sorte in
quest’ultima fase per restituire una nuova idea di città.
In questa direzione si muove il racconto delle cinque
01 giornate di occupazione al Globe Theatre a Villa
Borghese. Il 14 aprile sullo slogan “A noi gli occhi
please”, e da lì per cinque giorni, gli occupanti
hanno “portato in scena” un momento di protesta
e di elaborazione per “rifare il mondo”. La protesta
e la creatività del settore culturale, con ambizioni
e rivendicazioni nazionali, deve necessariamente
assumere un carattere centrale in una città come
Roma con l’obiettivo di restituire nel prossimo futuro
una politica culturale per la città all’avanguardia e che
rimetta al centro i lavoratori e le lavoratrici del settore.
Viene raccontata anche la riapertura dei musei, in
un fotoreportage che conduce attraverso alcuni dei
luoghi più importanti dell’arte a Roma: il MACRO,
il MAXXI, la Galleria Nazionale con
la Quadriennale e altri. Una panoramica sulla scena
artistica che cerca di descrivere la ripresa
delle esposizioni nella Capitale.
Dopo le vicende degli ultimi mesi che hanno alternato
annunci di chiusure, stop forzati e liquidazioni, si
è scelto di gettare un primo sguardo sul labirintico
universo della mobilità romana nella sua declinazione
più importante e anche più attesa, la Metro C.
Scomodo n° 42E L’avvio di una riflessione rispetto al tema della mobilità
che Scomodo si propone di continuare a sviluppare
e sostenere nei mesi futuri, con l’idea di produrre un
apparato critico di informazione che sappia scendere a
fondo nelle questioni restituendone la complessità ma
rendendole al tempo stesso accessibili.
Infine, la storica rubrica “Mostri” che visita questa volta
l’Ippodromo di Tor di Valle. Una gigantesca struttura di
420.000 metri quadri oggi ferma in stato di abbandono
dopo le vicende giudiziarie quando sembrava ormai
destinata ad ospitare il nuovo stadio della A.S. Roma.
Un mese di elaborazioni e discussioni sulla città di
Roma che Scomodo ha portato avanti non solo da
un punto di vista editoriale, ma anche attraverso
la partecipazione all’IPER Festival – Festival delle
Periferie, un’occasione per tornare a discutere con
alcuni degli attori principali della vita romana di alcune
delle questioni che più stanno a cuore al progetto.
Insieme a Greenpeace, Black Lives Matter, il Forum
Diseguaglianze e Diversità e altri si è trattato di
come poter trasformare Roma in una città ecologica,
multiculturale, libera da disuguaglianze attraverso
politiche abitative e di welfare redistributive ed efficaci,
a partire soprattutto dalle periferie, territori spesso
marginalizzati ma che costituiscono anche la parte più
dinamica e popolosa della città.
Roma è una città che probabilmente, come suggerisce
02
Walter Tocci, va innanzitutto “decolonizzata”: spogliata
cioè da quei retaggi che ne impediscono lo sviluppo
e l’uscita da un’impasse paralizzante che dura da
diversi anni e sembra destinata a proseguire in eterno.
Liberata da pesi speculativi e fondiari, da rendite
divenute ormai improduttive, ma anche dal proprio
stesso immaginario di città stanca e ferma, irrigidita su
sé stessa; se si vuole far sì che veramente la retorica
della ‘crisi come opportunità’ si trasformi in un reale
momento di trasformazione, in concomitanza con
l’appuntamento elettorale, allora è oggi necessario
costruire un nuovo progetto per Roma.
Un progetto che tenga innanzitutto conto delle profonde
disuguaglianze che attraversano la città e la strutturano, uno
sguardo lucido, asciutto, consapevole del presente ma con la
capacità di farsi progetto comune e partecipato, per cambiare
sia il come della città ma anche il suo chi.
EDIZIONE Rom
LOCALE aLA PRIMAVERA DELL’ARTE A ROMA Da Testaccio a Via Nazionale, il contemporaneo nelle istituzioni museali
Scrivere a proposito
della vivace vita
artistica di Roma,che
potrebbe sembrare
un controsenso visto
il periodo che stiamo
attraversando, si è
sorprendentemente
rivelato necessario.
Questa primavera
05 le iniziative portate
avanti dalle
istituzioni museali
sono state, in molti
casi, ricche e varie,
parte di un bilancio
positivo di un
periodo che pone
le sue basi prima
dell'arrivo del Covid.
Scomodo n° 42cul
Questa risposta non era
però facilmente prevedibile
Si potrebbe cominciare
il giro dal quartiere
u
tra
perché Roma, come dice Testaccio, con il
Luca Lo Pinto, il direttore complesso del
artistico del MACRO, è Mattatoio, dove già solo
una città un po’ anarchica, l’architettura industriale
che ha un’energia elettrica, è testimone di un
ma che non si fa domare e accordo tra classicismo e
che quindi mal si sarebbe modernità. Lì, all’interno
dovuta accordare a questo di uno dei padiglioni che
periodo, fatto di chiusure e lo compongono, è stata
limitazioni. Alla base dello presente, dal 23 febbraio
spirito che caratterizza la al 16 maggio, Fotografia.
città c’è anche la ricerca Nuove produzioni 2020
di equilibrio tra una storia per la collezione Roma.
autorevole, pesante e Nella mostra la città
un presente multiforme stessa, ovvero le persone
e dinamico. Nell’ultimo che la compongono, si
periodo questa tensione, raccontava attraverso gli
per quanto riguarda l’ambito scatti di cinque fotografi
artistico, sembra aver contemporanei. Veniva 06
trovato un compromesso messa in luce, attraverso
fortunato. vari approcci visuali non
Da più di un anno ormai solo la sua coinvolgente
la scena artistica romana teatralità, evidenziata
sembra aver ritrovato una nelle foto di Alex Majoli,
vitalità preziosa, che viene ma anche il complesso
anche da una sinergia di rapporto, di cui parlava
varie istituzioni artistiche. anche Lo Pinto, che il
Molte infatti stanno presente di Roma ha con
contribuendo a costruire una la sua storia. La memoria
proposta culturale adeguata è proprio il focus delle
alla sensibilità di questo opere di Sarah Moon, che
periodo e alla necessità lavora concentrandosi
di maggiore inclusività e sull’importanza
orizzontalità. Di tutto ciò di non recidere il
ce ne si può rendere conto legame con il proprio
anche semplicemente passato, cercando
passeggiando per la città invece d’integrarlo
e visitando alcuni dei suoi consapevolmente nel
musei più importanti. tempo in cui si vive.
EDIZIONE Rom
LOCALE acul
“Roma esiste Con la sua monumenta-
u
tra
le architettura marmorea
in quanto e l’imponente scalinata
immagine che conduce all’ingres- queer, femminile e femmi-
radicata nel so, il Palazzo intimorisce nista della storia dell’arte.
profondo e dà l’impressione di star La scelta ricade su qua-
rantatre artisti di genera-
venendo inglobati in una
inconscio, in realtà rigida, che non zioni diverse, che trovano
quanto tessuto ammette contraddizioni. il loro spazio all’interno di
emotivo, Una volta all’interno della ricerche sui temi del cor-
in quando mostra, ma anche dallo po, dello spazio, della ses-
sualità. L’obiettivo è anche
stesso titolo, ci si rende
sentimento di conto invece che la sfida quello di dare una mag-
appartenenza dei curatori è stata proprio giore visibilità ad artiste
universale alla quella di mettere in luce la non più giovani che però,
comunità degli contraddizione, di disper- secondo i curatori, merita-
no di veder evidenziato in
dere senza però negare il
uomini”. peso della storia del luogo maniera più chiara il loro
in cui si è. In questo caso lavoro, poco valorizzato
Una visione simile a si sta parlando di quello dalla storia dell’arte cano-
nica. Questa valorizzazio-
ne e la presentazione di un 08
quella di Nadav Kander, che è stato il teatro, oltre
che invece definisce la che delle numerose Qua-
città di Roma come “un driennali d’arte durante il punto di vista eccentrico è
organismo vivente” e che ventennio fascista, della evidente già dalla prima
lui, attraverso le sue foto, prima esposizione interna- sala, dove sono presenti
fa respirare attraverso la zionale d’arte coloniale del le opere di Cinzia Ruggeri.
materia che la compone. 1931. La decolonizzazione
infatti, che è una delle te-
Cambiando totalmente
scenario, andando da matiche messe in luce da
Il suo Stivali
Testaccio a via Naziona- FUORI, viene trattata, oltre Italia è simbolo
le, si può vedere come il che da alcuni testi all’in- di una volontà
rapporto con il passato terno del catalogo, anche di femminilizzazio-
nella sala dedicata al col-
sia proprio uno dei punti
cardine della nuova Qua- lettivo DAAR. Oltre che il
ne della
driennale di Roma, FUO- Palazzo, la Quadriennale geografia italiana
RI, curata da Sarah Co- FUORI ha altri due ambiti e di presa in giro
sulich e Stefano Collicelli tematici: l’Incommensura- nei confronti
bile e il Desiderio. Tutti e
Cagol. Come poterebbe
non esserlo, visto il luo- tre sono trattati senza li-
del sentimento
go in cui è ospitata: Pa- mitazioni di genere e ses- nazionalista
lazzo delle Esposizioni. so e mirano a una rilettura maschilista.
EDIZIONE Rom
LOCALE aIl mantenimento metro di distanza. Dopo
del punto di vista
aver passeggiato un po’
per Villa Borghese, che
femminile, che stavolta dal 12 maggio al 25 lu-
però ragiona sulla
glio ospita la seconda
edizione di Back to Na-
creazione artistica, ture, stando davanti alla
continua con la seconda
Galleria Nazionale su
Piazzale Cervantes, ci
sala, dedicata ad Irma si troverà infatti davanti
Blank e ai suoi Radical
alle parole della filoso-
fa Maria Zambrano che
Writings, Abecedarium. recitano: “le radici de-
vono avere fiducia nei
fiori”. La direttrice della
Addentrandosi ancora di GNAM, Cristiana Collu,
più in FUORI, comincia ha voluto questo mes-
una riflessione incentra- saggio per comunicare
ta sulla decostruzione che “agli errori del pas-
dello spazio tradizionale sato dà rimedio solo l’av-
09 dell’arte, troviamo allo- venire”. Agli errori di una
ra la sala di Respiro di storia dell’arte respin-
Cloti Ricciardi e gli spec- gente e di appannaggio
chi che compongono prettamente maschile, la
l’alfabeto cosmologico direttrice sta cercando
di Nanda Vigo. Finendo di rimediare mettendo al
di visitare il primo piano centro della sua attività
della mostra, ci si troverà lo sguardo delle donne e
di fronte ai gentilissimi un’indagine costante sul
e morbidi fiori di Petrit femminismo. La mostra
Halilaj e Alvaro Urbano, che è stata presente alla
che sovrastano quella Galleria fino al 6 giugno,
che negli anni trenta era I say I a cura di Cecilia
palco della propaganda Canziani, Lara Conte e
fascista, dove ora cam- Paola Ugolini, si inseri-
peggia un messaggio di sce perfettamente all’in-
amore e uguaglianza. terno di questo progetto,
L’uso di fiori e scalinate che per certi versi si uni-
monumentali come spun- sce in coro con la Qua-
ti di riflessione si ritrova driennale FUORI.
anche a qualche chilo- Alla base c’è infatti la
Scomodo n° 42cul
volontà di affermazione
della propria soggettivi-
il museo, tra il museo e
la città, basta entrare a
u
tra
tà, di sconfinamento, di visitare Una storia per il
presentare molteplicità Futuro. Questa mostra,
di io senza volerli neces- presente fino al 29 ago-
sariamente ricondurre a sto, è stata curata da
una narrazione unitaria. Hou Hanru, direttore ar-
Spostandoci dalla Gal- tistico del MAXXI, in col-
leria più avanti verso il laborazione con il team
quartiere Flaminio tro- curatoriale e di ricerca
viamo, in via Guido Reni, del museo, in occasione
l’opera di Zaha Hadid, il dei suoi primi dieci anni
MAXXI di Roma. Abban- di attività. Al suo interno
doniamo quindi scalinate si riflette sul ruolo che ha
importanti e marmo, per nella società, attraverso
visitare un edificio che i cinque percorsi tematici
trasmette già solo dall’e- della città, della moltitu-
sterno, attraverso le sue dine, dei mondi, della re-
sinuose forme, fluidità. altà e del credo.
Si può dire infatti che il
In Una Storia per il Futuro 10
MAXXI sia un ambiente
fluido, nel senso di poli-
funzionale, multidiscipli- si riflette apertamente su
nare e che la sua sfera tutte le questioni sollevate
d’influenza si irradi an-
che oltre i confini delle dal cambiamento del ruolo
sue mura. Nel caso del del museo e il suo rapporto
museo del ventunesimo con il pubblico.
secolo, inoltre, è la piaz-
Nella mostra è presente
infatti, tra le altre cose,
za retrostante, quella
che collega le due aree
del museo, la biblioteca anche la Yellow Room
e il bar, a essere prota- dove, attraverso le voci
gonista. Luogo di aggre-
gazione per eccellenza, dei lavoratori del MAXXI,
raccoglie le istanze del si cerca di tracciare delle
quartiere e funziona da linee guida per il “museo
collante per i suoi fre-
del futuro”: cosa dovrebbe
quentatori.
Se si vuole approfondire essere e quali sono le sfide
il rapporto tra la piazza e che dovrà affrontare.
EDIZIONE Rom
LOCALE aIl mantenimento Anche Luca Lo Pinto,
il direttore artistico
del punto di vista del MACRO, si è posto
femminile, che questa domanda
fondamentale, creando
stavolta però così uno spazio aperto
ragiona sulla alla multidisciplinarietà
e polifunzionalità.
creazione artistica,
continua con la È una dichiarazione di
intenti infatti il polpo,
seconda sala, simbolo del Museo
dedicata ad Irma per L’Immaginazione
Preventiva, che
Blank e ai suoi campeggia su
Radical Writings, tutte le entrate e
all’interno del museo,
Abecedarium. suggerendo una
visione tentacolare
del mondo in cui si
11
vive, dove ogni cosa
può essere percepita
sotto un punto di
vista differente, a
seconda della cultura
e dell’arte da cui la
si guarda. Questo è
reso evidente anche
da un giro veloce
del museo, dove si
noterà che, nella
struttura, sviluppata
in altezza, è presente
una divisione in
rubriche. Queste sono
organizzate come se
il visitatore, nel salire
le scale per passare
al piano successivo,
stesse sfogliando un
magazine.
Scomodo n° 42cul
Le sezioni
sono: Solo/Multi, Il secondo u
tra
Polifonia, Aritmici, parte da uno
In-Design, Studio
Bibliografico, Musica sconfinamento
da camera, Palestra, del museo al di
Retrofuture, Appunti
per una collezione fuori delle sue
e Agorà. mura fisiche e
L’obiettivo è quello
di dar vita a un metaforiche, per
centro polifonico arrivare a un
che restituisce
l’immaginario fluido avvicinamento e
che caratterizza coinvolgimento
il tempo in cui
viviamo. maggiore del
Se ci si siede un pubblico. Il
po’ a riflettere,
dopo questo giro, fatto però che
forse frettoloso, di questi aspetti 12
alcuni dei luoghi più
significativi per l’arte si percepissero
a Roma, si noterà che, in maniera così
nonostante i diversi
approcci di questi chiara, dopo
musei, è possibile un periodo
rintracciare in tutti un
sentimento comune. come quello
È l’inclusività, che abbiamo
che si realizza in
due sensi. Il primo è vissuto, non era
orientato verso cosa è assolutamente
considerato arte
e di chi si può scontato.
considerare artista,
che quindi porta
a una riscrittura
di diverse
storie dell’arte. di Flavia P
area
EDIZIONE Rom
LOCALE a13
Scomodo n° 42cul
u
tra
14
Rom
EDIZIONE
LOCALE a15
Scomodo n° 42cul
u
tra
16
Rom
EDIZIONE
LOCALE a17
Scomodo n° 42cul
u
tra
18
Rom
EDIZIONE
LOCALE a19
Scomodo n° 42cul
u
tra
20
Rom
EDIZIONE
LOCALE a21
Scomodo n° 42cul
u
tra
22
Rom
EDIZIONE
LOCALE a23
Scomodo n° 42cul
u
tra
24
Rom
EDIZIONE
LOCALE a25
Scomodo n° 42cul
u
tra
26
tz
Rom
EDIZIONE Foto di Susanna Klape
LOCALE aLA LINEA DELL’ASSURDO Il labirinto della terza metropolitana di Roma “Ormai siamo partiti. Adesso comincia il conto alla rovescia”. Così, il 16 maggio del 2006, l’allora sindaco Walter Veltroni concludeva la cerimonia di inaugurazione del primo cantiere archeologico. Finalmente era iniziata la costruzione di quella che nel 2015 sarebbe dovuta diventare la Metro C.
at
tua
li
tà
28r a d e i r o m a n i
L’infrastruttu
Era da tanto che Tuttavia le porte della Opere Strategiche - una
si parlava della nuova metro si aprirono piattaforma di monito-
costruzione - per una parte del trac- raggio sull'attuazione del
ciato non collegata con le programma delle infra-
di una terza altre due linee - nell’au- strutture strategiche - i
linea della tunno del 2014. Solo con costi dell’opera sono lie-
metropolitana l’apertura nel maggio del vitati: nell’anno di inizio
a Roma. Il 2018 della stazione di lavori si stimava un costo
comune iniziò San Giovanni fu garan- di circa 3 miliardi 47 mi-
i primi studi tito un nodo di scambio lioni, poi è salito, sempre
sulla fattibilità con la Metro A. Ad oggi di più, fino ad arrivare -
all’inizio degli la situazione non è molto secondo una previsione
anni novanta, e cambiata. del dicembre 2020 - a 5
miliardi 832 milioni.
già nel febbraio È difficile quantificare gli In tutto ciò dall’avvio dei
29 del 1992 arrivò anni di ritardo nella re- cantieri ad oggi i lavori
una prima legge alizzazione perché non sono stati sospesi quin-
a finanziare si è mai saputo con cer- dici volte. Quarantasette
il progetto tezza quando sarebbero sono le varianti del pro-
preliminare. finiti i lavori. Le stime si getto che deviano dal
L’idea era di rincorrono, si parlava del percorso inizialmente
inaugurare 2010, poi del 2011, c’è pensato per le gallerie.
l’opera in tempo chi diceva 2022, altri as- Venticinque le persone
sicuravano 2018. Oggi il che rischiano un proces-
per il Giubileo termine di consegna del- so per truffa, corruzio-
del 2000. la penultima tratta - quel- ne e falso a seguito di
la che arriva fino a Piazza un'inchiesta svolta dalla
Venezia - è fissato per il procura di Roma sulla
2024, costruzione dell’ul- Metro C. Tra gli indagati
tima stazione esclusa. l’ex sindaco Gianni Ale-
Ad essere disattesa oltre manno, membri dell’am-
alla data di apertura c’è ministrazione comunale,
anche la stima del costo dirigenti di Roma Metro-
presunto. politane - la società che
Secondo i dati del Siste- gestisce l’appalto - e Me-
ma Informativo Legge tro C S.p.a - quella che lo
Scomodo n° 42at
ha vinto, un consorzio di
diverse imprese costrut-
Opere Strategiche - una
piattaforma di monito- tua
li
trici che si sono unite per
la costruzione della linea.
raggio sull'attuazione del
programma delle infra-
tà
strutture strategiche - i
Tuttavia le porte della costi dell’opera sono lie- Per cercare di fare
nuova metro si aprirono vitati: nell’anno di inizio chiarezza sulla
- per una parte del trac- lavori si stimava un costo
ciato non collegata con le di circa 3 miliardi 47 mi-
questione Metro
altre due linee - nell’au- lioni, poi è salito, sempre C, senza avere la
tunno del 2014. Solo con di più, fino ad arrivare - pretesa di spiegare
l’apertura nel maggio del secondo una previsione il garbuglio che
2018 della stazione di del dicembre 2020 - a 5 la caratterizza, ci
San Giovanni fu garan- miliardi 832 milioni. siamo concentrati
tito un nodo di scambio In tutto ciò dall’avvio dei su degli aspetti
con la Metro A. Ad oggi cantieri ad oggi i lavori che ne possono
la situazione non è molto sono stati sospesi quin- restituire la
cambiata. dici volte. Quarantasette
sono le varianti del pro-
complessità.
È difficile quantificare gli getto che deviano dal “La Metro C è
anni di ritardo nella re- percorso inizialmente l'infrastruttura dei 30
alizzazione perché non pensato per le gallerie. romani” dice Carlo
si è mai saputo con cer- Venticinque le persone Andrea Tortorelli,
tezza quando sarebbero che rischiano un proces- ingegnere che
finiti i lavori. Le stime si so per truffa, corruzio- scrive su “Odissea
rincorrono, si parlava del ne e falso a seguito di Quotidiana” - un
2010, poi del 2011, c’è un'inchiesta svolta dalla blog sul trasporto
chi diceva 2022, altri as- procura di Roma sulla
sicuravano 2018. Oggi il Metro C. Tra gli indagati
pubblico a Roma-
termine di consegna del- l’ex sindaco Gianni Ale- mentre spiega la
la penultima tratta - quel- manno, membri dell’am- cruciale importanza
la che arriva fino a Piazza ministrazione comunale, della linea.
Venezia - è fissato per il dirigenti di Roma Metro- I tornelli delle
2024, costruzione dell’ul- politane - la società che stazioni della metro
tima stazione esclusa. gestisce l’appalto - e Me- C nel 2019 hanno
Ad essere disattesa oltre tro C S.p.a - quella che lo registrato una media
alla data di apertura c’è ha vinto, un consorzio di di circa centomila
anche la stima del costo diverse imprese costrut-
presunto. trici che si sono unite per
passeggeri al
Secondo i dati del Siste- la costruzione della linea. giorno.
ma Informativo Legge
EDIZIONE Rom
LOCALE aCifra che a Tuttavia è notevolmente
prima vista non proprio grazie a diminuiti tuttavia
impressiona, questo numero, non in modo
dato che lo più basso proporzionale.
stesso anno la
media giornaliera rispetto alle La linea C,
della linea A è di altre linee, che che nel 2019
cinquecentomila se ne riesce a trasportava
passeggeri e a comprendere solo il 10% dei
seguire la B con l’assoluta passeggeri
quattrocentomila. essenzialità. totali delle
Quando nel metropolitane di
marzo del Roma, ha perso
2020 sono molti meno
state imposte utenti rispetto
le misure alle altre linee.
restrittive per il Come si legge
31 contenimento in uno studio
della pandemia, effettuato da
la capienza Roma Servizi
massima per la Mobilità e
sui mezzi dal Dipartimento
di trasporto Mobilità e
pubblici è stata Trasporti con la
molto limitata e, collaborazione
chiaramente, gli delle tre
accessi sono università
Scomodo n° 42at
romane, in un tra le metro, è tua
confronto con i quella che più li
dati di accesso velocemente tà
pre-pandemici sta tornando
individuati al 2 ai livelli pre-
marzo, anche pandemia:
nei giorni più al 19 maggio
duri della serve l’81%
pandemia, tra dei propri
marzo e aprile passeggeri
del 2020, gli medi, mentre
accessi alla la A è ferma
Metro C si al 58% e la
attestavano B addirittura
tra il 15% e il al 47%. Una
20% rispetto possibile
alla media; giustificazione l’ultima stazione 32
per avere un di questa si trova nella
confronto, le anomalia si borgata Finocchio
- attraversa
linee A e B può ricercare quartieri che
difficilmente nel percorso hanno meno
toccavano che compie: alternative di
il 10%, costeggiando trasporto e
stagnando la casilina si soprattutto non
tra il 5% e il spinge ben passa per zone
7%. Inoltre, oltre il GRA - turistiche.
EDIZIONERom
LOCALE at iv o Ma nc
t
ie
at
Ob
o
33
Per indagare il complesso intreccio di
cause che rendono la terza metropolitana
della capitale un’opera eternamente
incompiuta, attesa da quasi un trentennio
e aperta solo in parte, è necessario fare
un po’ di chiarezza su alcuni aspetti
gestionali dell’infrastruttura. All’inizio del
2021 la città era stata colta di sorpresa
quando la sindaca Virginia Raggi aveva
ricevuto una lettera – ripubblicata da “La
Repubblica” – in cui il liquidatore della
società Roma Metropolitane minacciava di
dare uno stop alle linee A, B e C a partire
dal primo aprile, giorno a partire dal quale
la società non sarebbe stata più in grado
di assolvere i propri compiti.
Scomodo n° 42at
Era necessario che le ve-
nissero riconosciuti sei
ammodernamento e ma-
nutenzione delle linee A e tua
li
milioni di crediti per po-
ter continuare a lavorare
B e costruzione della Me-
tro C. Di fatto RM è un’e-
tà
e ciò, unitamente ai toni manazione del Comune,
con cui la vicenda è stata una società in house che
riportata, aveva gettato svolge per esso i compiti
per un momento i roma- relativi alle infrastrutture
ni nella paura di ricevere su ferro: bandire le gare
un terribile pesce d’apri- d’appalto, studio di pro-
le. Alla fine, i crediti sono gettazione, sorveglianza
stati riconosciuti, e come sull’andamento dei la-
tutte e tutti abbiamo avu- vori. E questo controllo
to modo di notare il primo pubblico ma indiretto sul-
aprile le metropolitane la costruzione della terza
circolavano come al soli- linea ha un proprio peso
to. Riavvolgiamo i nastri, specifico, al netto della
e cerchiamo di capire chi complessità della situa-
è Roma Metropolitane e zione, sui ritardi e i costi
che ruolo svolge in que- dell’opera. Nel quadro
sta vicenda. generale della vicenda 34
Roma Metropolitane – da è necessario, infatti, in-
qui in poi RM – è una so- trodurre un altro attore:
cietà emanazione organi- Metro C S.p.a. A diffe-
ca del Comune di Roma, renza di RM questa non
che ne detiene quindi è una società in house,
l’intero capitale e ne è l’u- ma è il consorzio vincito-
nico proprietario, creata re del bando di gara affi-
nel 2004 con la delibera datario della costruzione
97/2004 del 24 maggio, della linea; un insieme
attraverso l’acquisto del- di società riunite cui è
la S.O.M – Servizi per la stato affidato il compito
mobilità dall’allora giun- esecutivo di costruzione.
ta Veltroni. I compiti più L’attuale progetto della
importanti che la società Metro C infatti è figlio di
detiene sono quelli di pro- un ordinamento legislati-
gettazione, stazione ap- vo del 2001, del secondo
paltante e alta vigilanza governo Berlusconi in cui
relativamente alle metro- Ministro delle Infrastrut-
politane di Roma: la co- ture e dei Trasporti era
struzione della linea B1, Pietro Lunardi.
EDIZIONE Rom
LOCALE aLa legge n. 443/2001, anche la possibilità
rinominata poi Legge di eventualmente
Obiettivo, aveva il subappaltare fino a tre
compito di velocizzare gradi alcuni lavori. In
la realizzazione di questo quadro quindi il
grandi infrastrutture compito fondamentale
determinanti per che rimane a Roma
la produttività del Metropolitane è quello
paese accelerando i di alta sorveglianza, di
processi burocratici controllo cioè che la
connessi alle opere linea venisse realizzata
e affidando maggiori nei tempi e nel budget
responsabilità ai privati previsti.
incaricati della loro Come racconta
realizzazione attraverso Odissea Quotidiana,
la figura, ripresa dal da questa situazione
quadro normativo emergono due
europeo, del general peccati originali di
contractor, o contraente Metro C, che ne
generale. Nel caso hanno compromesso
35 della metropolitana la conclusione nei
romana il contraente tempi inizialmente
generale è la già previsti. Da un lato,
citata Metro C S.p.a, la infatti, essendo l’opera
quale nei fatti esautora inserita nel quadro
da alcuni compiti normativo descritto
Roma Metropolitane della Legge Obiettivo,
assumendo nel quadro è stato possibile
generale dell’opera avviare i cantieri senza
non la funzione di mera che fossero pronti
esecutrice di direttive i progetti definitivi
eterodirette, elaborate ed esecutivi, ma
dal committente avendo in mano il solo
pubblico, ma ha il progetto preliminare.
compito di realizzare Ciò ha chiaramente
l’opera “con qualsiasi comportato l’apertura
mezzo”, elaborando la di innumerevoli varianti
progettazione definitiva di progetto – come
ed esecutiva dell’opera, detto quarantasette –
assumendo la direzione ogni qualvolta venisse
dei lavori e avendo riscontrata una difficoltà
Scomodo n° 42at
a procedere secondo
l’idea preliminare; caso
e non, tra tramvie
e corridoi per la tua
più famoso tra questi mobilità all’interno del li
è forse la caserma territorio capitolino. tà
rinvenuta a pochi Come si legge nella
metri di profondità delibera 148/2018
nella zona di Amba dell’Assemblea
Aradam/Ipponio, che Capitolina, che
probabilmente renderà aveva la funzione di
la futura fermata riorganizzare l’assetto
la prima stazione societario per marcare
archeologica della una discontinuità
linea C. D’altro canto, rispetto al passato –
come evidenziato anche relativamente
precedentemente, un ai rapporti con il
altro problema che ha contraente generale,
perseguitato la linea il consorzio Metro C
sin dall’inizio è relativo – e varare un nuovo
ai ruoli e le funzioni piano pluriennale di
assunte dai diversi finanziamento per la
attori in campo. Roma società in forte crisi da 36
Metropolitane ha perso alcuni anni, a Roma
molte delle proprie Metropolitane oltre alle
prerogative e compiti attività rispetto alle
originari inserita in un linee A, B e C vengono
contesto di debolezza affidate diverse opere
strutturale; non è facenti parte del
riuscita a svolgere nuovo Piano Urbano
come avrebbe dovuto Mobilità Sostenibile,
il ruolo di alta vigilanza, il PUMS. Una società
pesando sia il quadro troppo debole e
normativo che lasciava piccola per svolgere
di fatto ampia libertà al efficientemente tutti
consorzio Metro C, sia questi compiti, oggetto
essendo una società da diversi anni di
inadeguata a ricoprire crisi finanziarie, non
da sola tale ruolo. è stata in grado di
Assieme al progetto vigilare adeguatamente
della metropolitana, affinché tempistiche
infatti, le sono in capo e spese venissero
altre opere su ferro rispettate.
Rom
EDIZIONE
LOCALE aAltra problematica siste- Questi, insieme a mol-
mica che viene segnala- ti altri non qui elencati,
ta dal comitato Salviamo sono alcuni dei fattori che
la Metro C, comitato di intrecciandosi tra loro
cittadini che da anni mo- rendono la terza linea
nitora lo sviluppo dei can- metropolitana di Roma
tieri della linea e la loro una delle opere urbane a
relativa gestione, produ- più elevata complessità
cendo informazione criti- d’Italia. Un’opera finan-
ca e cercando di pungo- ziata al 70% dallo Stato,
lare l’amministrazione, è mentre la rimanente par-
la cosiddetta “modalità te è divisa tra Comune e
spezzatino” con cui si è Regione, gestita da una
proceduti. Ciò significa società terza ma ema-
fondamentalmente che nazione del Comune e
anziché procedere, nelle a sua volta eseguita da
fasi di approvazione del un consorzio. L’obietti-
progetto, ricerca di finan- vo ora, con la messa in
ziamenti e infine messa cantiere per la stazione
in cantiere, per l’intera li- di Piazza Venezia nel
37 nea si va avanti per unità 2022 e l’attivazione del
di tratta (il progetto della pozzo multifunzionale di
linea è diviso in sei tratte via Sannio, è di chiudere
diverse, denominate da entro il 2024 la tratta che
T2 a T7). Come scrivono collegherebbe San Gio-
su Facebook questo mo- vanni a Piazza Venezia.
dus operandi conduce a È stato quest’anno nomi-
diversi mali: impedisce nato un commissario per
di beneficiare di mec- l’opera e le partecipa-
canismi di economia di zioni statali potrebbero
scala che ridurrebbero i salire dal 70 al 90/95%,
costi; dilata i tempi di fi- sintomo del fatto che l’in-
nanziamento per l’opera frastruttura viene inqua-
e costringe alla ripetizio- drata sempre più come
ne dello stesso iter bu- un affare nazionale che
rocratico per ogni tratta; trascende la sola città di
richiede che i collaudi a Roma e la relativa ammi-
lavori ultimati vengano nistrazione.
ripetuti più volte su trat- A pesare sono molte
te diverse, anziché effet- questioni diverse, ma ciò
tuarne uno solo. che si può ricavare dagli
Scomodo n° 42at
elementi presentati, che
non hanno pretesa di tua
li
esaustività ma intendo-
no mostrare la comples-
tà
sità della situazione oltre
la retorica “dei cocci”, è
la necessità di un ripen-
samento del modello di
governance relativo alle
opere infrastrutturali del-
la città.
Un modello, quello
dell’appalto “in concessione”,
che ha sostanzialmente
diluito le responsabilità tra
diversi soggetti e impedito
che venisse messo in atto 38
un monitoraggio costante e
di qualità, favorendo ritardi,
sprechi e aprendo anche a
inchieste giudiziarie. Quale
modello sia il migliore è
difficile dirlo, e la sempre
maggiore presa in carico da
parte dello Stato dell’opera ne
è forse una testimonianza, ma
è sicuramente uno dei temi
cruciali su cui parti politiche e
cittadini sono tenuti a riflettere
in vista del futuro e delle di Francesco Farina
imminenti elezioni. e Michele Gambirasi
EDIZIONE Rom
LOCALE aRIFARE IL Il mondo dello spettacolo
cul
u
tra
L MONDO 40
riparte dal Globe Theatre
“Riapriamo gli stadi, ma non
teatri né live…” così canta
Willie Peyote in Mai dire
mai, brano portato in gara
dal cantautore al Festival di
Sanremo 2021.U
no dei settori più colpiti
dalle disposizioni
governative, volte ad
arginare la diffusione
dei contagi, è stato
quello dello spettacolo
e della cultura: musei,
cinema e teatri non
sono stati considerati
beni di prima necessità
e la loro attività è stata
pertanto bruscamente
interrotta.
41
I lavoratori colpiti dalle di attiviste e attivisti
restrizioni non sono appartenenti alla
rimasti in silenzio: rete di lavorat_ dello
dopo un anno di spettacolo e della
contestazioni, la cultura, insieme a
protesta è esplosa e realtà individuali. “A
l’argomento è divenuto noi gli occhi please” è
centrale nel dibattito stato lo slogan scelto
pubblico. dagli occupanti, in
A Roma il momento omaggio al celebre
decisivo per esprimere artista e direttore del
le rivendicazioni del teatro recentemente
settore e provare a scomparso Gigi
costruire insieme un Proietti, volto a porre in
discorso comune è evidenza il perdurante
stato sicuramente e sconfortante stato di
l’occupazione del abbandono nel quale si
Globe Theatre di Villa sono ritrovati gli artisti
Borghese, il 14 aprile e i lavoratori dello
2021 da parte spettacolo.
Scomodo n° 42cul
L’occupazione del Globe
Theatre non è stata
ben 419. Questo stesso
evento si è svolto nelle
u
tra
però semplicemente medesime modalità in al-
uno spazio di protesta tre grandi città italiane ed
ma soprattutto di ha rappresentato il punto
elaborazione. di arrivo di un percorso
Infatti nei cinque di protesta durato mesi.
giorni di occupazione
i manifestanti hanno In questo clima di grande
organizzato numerosi fermento che ha attraver-
tavoli di lavoro e sato non solo la capitale,
dibattito avanzando ma tutto il territorio nazio-
proposte volte ad un nale, si è inserita l’occupa-
mutamento organico di zione del Globe Theatre
tutto il settore. come momento culminan-
te di un processo iniziato
Quasi contemporanea- più di un anno fa in cui fare
mente a questa esperienza rete è diventata la parola
si è tenuta a Roma un’altra d’ordine per rendere visi-
imponente manifestazio- bili le lotte e i temi centrali.
ne del mondo della cultu- Il teatro, nei suoi cinque 42
ra: il flash mob promosso giorni di protesta, promos-
dai Bauli in Piazza il 17 sa in particolar modo da
aprile a Piazza del Popolo Autorganizzati Spettacolo
che ha avuto come prota- Roma, C.l.a.p. Camere del
gonisti più di mille artisti lavoro autonomo e preca-
e professionisti, tra attori, rio, Il Campo Innocente, del Globe Theatre. Il Glo-
musicisti e tecnici, affian- Mujeres nel Teatro, Presìdi be ha alzato il suo sipa-
cati da diversi volti noti. I Culturali Permanenti, Pro- rio ad ogni associazione,
manifestanti, vestiti di nero fessionist_ Spettacolo e collettivo o individuo che
a esprimere l’anonimato Cultura Emergenza Conti- condividesse le rivendica-
nel quale sono stati lasciati nua, e R.i.s.p. Rete Inter- zioni sostenute nella lot-
dalla classe politica, hanno sindacale Professionist_ ta, costituendo un primo,
percosso ripetutamente a Spettacolo e Cultura, ha considerevole, momento
ritmo la superficie di bauli, accolto una quantità di collettivo di realtà sociali e
usati solitamente per tra- manifestanti ragguarde- culturali romane, unite per
sportare attrezzature tec- vole, ma soprattutto varie- il raggiungimento di uno
niche, sottolineando a gran gata. “Non per noi ma per stesso obiettivo o almeno
voce la quantità di giorni tuttx, questa lotta ci riguar- di un comune orizzonte
trascorsi dalla chiusura to- da”, recita uno dei tanti per portare rivendicazio-
tale del 23 febbraio 2020, striscioni appesi ai palchi ni tra loro molto diverse.
EDIZIONE Rom
LOCALE ar e r e t e
Feapuntare
a l l a l u n a
43
Riuscire a costruire un le battaglie anche degli per cambiare davvero
orizzonte comune di altri gruppi”. A parlare le cose a 360 gradi
elaborazione discorsiva è Luisa, dirigente e puntare a quello
è stato infatti al centro dei Presidi Culturali che Luisa chiama
delle intenzioni delle Permanenti, e il noi a “un rifacimento del
diverse realtà che hanno cui si riferisce descrive mondo da zero” è stato
organizzato l’evento: “è un bacino molto più necessario abbandonare
stata una conseguenza largo del comparto dello un modello settoriale
naturale del processo spettacolo includendo avvertito ormai come
cominciato fattualmente battaglie intersezionali anacronistico per
intorno a febbraio 2021, come quelle dei riders mischiare davvero
ma in realtà dall’inizio e dei precari tra gli altri. le carte in tavola
della pandemia e delle “Abbiamo deciso di facendo convergere
prime mobilitazioni che non assestarci su una in un unico spazio
risalgono ormai a quasi visione schematica e attori e temi diversi.
un anno e mezzo fa, che categorizzante dei temi A partire da questa
si è contatto tra di noi, che non ci appartiene” prospettiva sono stati
che si assiste e ascolta - continua Luisa - così pensati molti dei tavoli
Scomodo n° 42cul
di lavoro in cui si sono
articolate le giornate
della estemporaneità
del momento solo
affinché non
fossero semplici
u
tra
di occupazione, tra quando lo si vive. spettatori ma co-
questi particolarmente Certo, ci sono molti protagonisti di
partecipato è stato incontri per prepararsi, un'esperienza
“sessismo e precarietà” avevamo immaginato collettiva. Molte realtà
dove parlare dal l’occupazione così: di e personaggi del
vivo di un problema cinque giorni, come uno mondo della cultura
endemico e trasversale spazio attraversabile, e non, infatti, hanno
ha assunto un valore inclusivo, che venisse avuto la possibilità di
importante che, come fuori come una fucina di fare capolino sul palco
anche per altri dibattiti, idee, riflessioni, intenti romano raccontando
non si è esaurito in sul nostro periodo la propria esperienza
quelle giornate di storico e la nostra come ad esempio la
aprile ma continua a condizione di lavoratori storia della nascita della
crescere attraverso un e lavoratrici. I tavoli li propria associazione
percorso che ha visto avevamo immaginati già a chi magari non la
nell’occupazione il primo come agorà pubbliche conosceva facendo così
di una serie di incontri. ma poi ci sono stati dell’occupazione un
degli assestamenti contenitore il cui scopo
Un altro elemento interni giorno per non era solamente
peculiare dell’esperienza giorno. Ad esempio ci quello di trasmettere un
del Globe Theatre siamo resi conto che messaggio e portare
che ha colpito tanti avevamo pianificato avanti le rivendicazioni
partecipanti è stata troppo, rischiavamo di di un intero settore ma
sicuramente la fluidità mettere troppa carne anche di creare una rete
e la spontaneità sul fuoco, assemblee, di contatti, di alleanze, di
dell’organizzazione che incontri in streaming che solidarietà tra lotte che
ha saputo rimodellarsi rischiavano di stancare a Roma, ma non solo,
di fronte a una platea
di circa 3.500 persone
le menti e i corpi”
racconta Luisa.
mancava
da tanto
ED 44
LOIZIO
CA NE
lasciando sempre tempo. LE
ù
aperta la porta a chi Così la capacità
R
i
om
e cosa non era stato di riorganizzarsi
p
previsto né atteso. “Si velocemente si è rivelata
a
g
può programmare fino fondamentale per
n i
a un certo punto, ci si riuscire a coinvolgere a
o ù
rende conto davvero pieno tutti i partecipanti
della complessità eC H I U S O
Alla luce dell'imponenza stati dei tentativi in
e della trasversalità passato di riunirsi
dell’esperienza, nonché ma avevano vacillato
45 della copertura mediatica perchè il nostro mondo
che ha ricevuto, Il Globe è così, intrinsecamente
Theatre occupato è variegato e abbastanza
stato insomma forse disomogeneo, dopo le
un sasso lanciato morti bianche sul lavoro
in uno stagno che di qualche anno fa
grazie alla precisione sono stati fatti dei passi
e l’angolatura del tiro avanti ma sempre per
continua a generare raggiungere un obiettivo
cerchi concentrici intorno specifico”. Oggi invece
al punto di caduta la posta in gioco è più
nell’acqua. Come ci alta e questo forse
racconta Giacomo anche “grazie” al Covid.
degli Autorganizzati La pandemia insomma
Spettacolo Roma era è stata l’occasione per
da tanto tempo che si una presa di coscienza
sentiva il bisogno di “della nostra assurda
un movimento efficace condizione e della
che rappresentasse necessità di porre un
le rivendicazioni del freno a questa specie
settore, “certo c’erano di selvaggio west in cui
Scomodo n° 42cul
ci troviamo ad operare
come professionisti” ci
sfruttarla”. C’è poi la
questione delle c.d. finte
u
tra
spiega Luisa. riaperture che in fondo
non convincono nessuno
Per questo al centro che sa come funzioni
degli interessi dei davvero il mondo del
lavoratori e delle lavoro nello spettacolo
lavoratrici dello e che sa che chi ha
spettacolo oggi ricominciato a lavorare,
non c’è più questo anche se non con i ritmi
o quell’obiettivo di prima, è comunque
imminente, ma un una minoranza
nuovo modello di privilegiata. “Forse
lavoro. Cambiare il sarebbe stato meglio
paradigma del lavoro ripartire tutti in sicurezza
tipico e atipico del al momento giusto e
settore sembra essere con tutele rinnovate
dunque l’unica strada invece che dare
per affrontare finalmente segnali contraddittori”
il problema piuttosto che ci racconta Marco,
limitarsi a tamponarlo. un tecnico che 46
“I discorsi sul reddito ha partecipato
per i periodi di inattività, all’occupazione.
malattia, pensione, “Guarda questa
diritti, tredicesima e ripartenza ,ennesima,
infortuni devono essere falsa, pochissimi
affrontati tutti insieme in teatri. Molti, come
una visione organica.” me, da febbraio 2020
Universalizzare le continuano a non
richieste e dare dignità lavorare. Non possiamo
al comparto dello andare a avanti così
spettacolo non facendolo e non pensare ad
vivere solo di precarietà avere tutto” spiega
sono dunque la base ancora. Alzare la voce
minima da cui ripartire e chiedere tutti insieme
“per ricominciare a un’interlocuzione alle
lavorare meglio di come istituzioni per capire
ci eravamo lasciati cosa e come cambiare
prima del Covid, questa ha portato dei risultati
è la possibilità che concreti sotto tanti
abbiamo e vogliamo punti di vista primo fra
EDIZIONE Rom
LOCALE atutti la convocazione e in più, secondo dell’attenzione marginale
da parte del ministro alcuni, vi è stata una che gli viene riservata.
Franceschini, che per deformazione su alcuni Per chi si è dato come
stilare la c.d. legge punti rispetto agli intenti obiettivo quello di “rifare
delega che avrebbe originari. E’ questo il il mondo”, che molti dei
dovuto racchiudere in caso dell’Alas, l’indennità cartelli all’occupazione
un’unica proposta di di disoccupazione recitavano, puntare ad
legge tutte quelle al per i lavoratori dello avere tutto o comunque
momento depositate spettacolo, concepita il più possibile vuol dire
in parlamento. “Tutti come misura di welfare non prestarsi a un gioco
si sono spesi molto dello spettacolo, che al ribasso che, nelle
per portare alla da “misura a sostegno condizioni in cui versa
politica quanta più del reddito di continuità attualmente il settore,
documentazione si è trasformata in una sarebbe disastroso.
possibile circa le cifre, sorta di assistenzialismo Rilevante nel dibattito e
le richieste e istanze del economico, ma non nella partecipazione, è
settore”- prosegue Luisa per tutti”. Secondo stata anche la presenza
- si cercava un incontro alcuni partecipanti di numerosi collettivi
che avesse come focus all'occupazione che studenteschi romani che
non solo la cultura ma abbiamo contattato hanno sostenuto la causa
47 anche il lavoro e quindi “questa modalità di con forza, mostrandosi
un contatto anche con dialogo delle istituzioni vicini ai manifestanti e
il ministro Orlando, di con noi, che prima apre bisognosi anch’essi di
fatto però il confronto le porte e poi le chiude rivendicare il valore e
si è esaurito in soli due prima di aver raggiunto la necessità della tutela
incontri, decidendo così un vero accordo, è culturale; “ragazzi di
di non andare avanti indicativa di come non 16,17,18 anni entusiasti
con le consultazioni. In si sia voluta cogliere che partecipavano e
più dalla legge delega l’opportunità di dare si mangiavano le mani
si è passati al decreto veramente una risposta perchè la mattina dopo
legge e dunque all’iter rivoluzionaria in un avrebbero perso i
parlamentare che momento storico in cui tavoli perché dovevano
ha di fatto interrotto le fragilità del comparto andare a scuola” ricorda
quel dialogo che le dello spettacolo sono Luisa ripensando alla
istituzioni avevano sotto gli occhi di tutti”. eterogeneità di quelle
promesso. Sono stati giornate.
infatti esclusi in questo L’impressione generale è
modo i sindacati di quella di un settore che Spiega Alessio del
base e i lavoratori dall’ rimane in ascolto e in Collettivo studentesco
elaborazione delle attesa ma che si dichiara del liceo Kant che
misure che li riguardano ancora insoddisfatto qualche mese fa ha
Scomodo n° 42cul
occupato il proprio
edificio reclamando Secondo lo u
tra
studente,
maggior attenzione
da parte della classe
politica nei confronti
l’occupazione
dell’istruzione e della
cultura: “l’occupazione è
un gesto estremo, dettato
è un mezzo
dalla rabbia e dall’astio
accumulati per mesi, che
di protesta
attira l’attenzione per
ricordare che noi siamo
qui, che noi esistiamo, e
apertis verbis
vedere la partecipazione
di realtà così numerose
e così differenti l’una
(con parole
dall’altra in un contesto
di occupazione,
esplicite),
contribuisce a dare
maggiore visibilità alla
protesta, la stessa 48
in grado di
visibilità che sono stati
costretti a chiedere
a gran voce gli
trasmettere
occupanti del Globe”.
Sull’eterogeneità
un messaggio
dei manifestanti si
è espresso anche
Simone, del collettivo
particolarmente
del liceo Plinio, che
ha evidenziato come
la presenza di queste
forte a chi
molteplici realtà sia
fondamentale nella
è semplice
sensibilizzazione
delle masse e nella
costruzione di una
spettatore.
nuova società che
possa partire soprattutto
dalla rivalutazione della
cultura.
EDIZIONE Rom
LOCALE a“Roma è un
caso a parte”
Se nell’ottica Il centro delle rivendica- prima cosa che mi viene
zioni dei manifestanti del in mente ma rappresen-
dei lavoratori e Globe, del Mercadante ta lo specchio dei tem-
delle lavoratrici a Napoli, dello Stabile pi, delle modalità usate
dello spettacolo a Torino, del Rendano finora”. Oltre alla cattiva
il discorso che a Cosenza etc. è, infat- gestione che interessa o
ti, lo stesso: una riforma ha interessato gran par-
li riguarda deve strutturale del settore in te degli spazi sotto am-
essere affrontato quanto “guardare solo ministrazione pubblica
necessariamente al locale, al proprio or- c’è un’altra caratteristica
su scala ticello sarebbe miope e peculiare del mondo tea-
49 nazionale poco incisivo”; tuttavia trale, ma non solo, della
è innegabile come mol- Capitale che molte volte
per arrivare a ti dei problemi endemici finisce per essere fonte
garantire un del sistema spettacolo di una precarizzazione
pacchetto di a Roma appaiano anco- particolarmente marcata.
ra in maniera ancora più Giacomo ci racconta, in-
tutele e diritti evidente. “Pensiamo ad fatti, di come la maggior
validi per tutte esempio ad una struttura parte dei teatri da presa a
e tutti, emerge come il Teatro di Roma Roma siano gestiti da as-
però nei discorsi che dovrebbe essere il sociazioni culturali. Que-
baluardo della prosecu- sta situazione è spesso
di molti una zione virtuosa dell'arte, fonte di grandi difficoltà
particolare degli eventi spettacolari nel garantire diritti e tute-
preoccupazione su Roma e di come inve- la ai lavoratori “prolifera
per il contesto ce stia sull’orlo del com- il nero, contratti paralleli
missariamento perché etc., un mondo sommer-
culturale romano non tornano i conti, per- so di cooperative che
che spesso viene ché da mesi latita la figu- aggrava i problemi di un
definito come ra di un direttore artistico” settore in cui la discon-
“caso a parte”. -ci racconta Luisa- “ è la tinuità e l’opacità sono
Scomodo n° 42cul
già all’ordine del giorno.
Al nord ci sono altri tipi
autogestiti che promuo-
vevano la cultura sul ter-
u
tra
di sovvenzioni pubbliche ritorio. Non lasciare sole
e di fondazioni che fa- queste realtà vuol dire e di incontrarsi presto di
voriscono maggiore tra- quindi evitare a un tem- nuovo” - ci racconta Gia-
sparenza”. Per invertire po che muoiano e che como - “con due giornate
la rotta in questo senso i nel vuoto lasciato dalle in piazza già in program-
lavoratori dello spettaco- istituzioni pur di soprav- ma”. Roma e Milano sono
lo hanno chiesto più vol- vivere favoriscano forme le due date nazionali im-
te una defiscalizzazione di lavoro non tutelato. maginate dagli organiz-
per le realtà associative zatori come grandi con-
che fanno cultura che Un altro punto al centro tenitori, a Nord e a Sud,
costituiscono un univer- dell’agenda del dialogo delle istanze del settore.
so variegato: piccole as- con le istituzioni comu- Abbiamo ancora tanto da
sociazioni culturali, teatri nali è poi quello degli dire e questa volta non ci
dal basso, centri sociali. spazi pubblici che Gia- fermeremo fino a quan-
como ci dice essere già do non ci ascolteranno
Sono in molti a sostene- in cantiere. E’ evidente davvero, l’attenzione
re che incoraggiare que- come le questioni da di- deve rimanere alta su un
ste realtà con dei bandi scutere siano tante sia a tema che è stato troppo
potrebbe essere parte livello nazionale che lo- spesso marginalizzato”. 50
della soluzione per ve- cale, l’occupazione del
dere rispettati i diritti dei Globe Theatre in questo
lavoratori. Parallelamen- momento ibrido di semi Il mondo della
te a questo discorso si ripartenza del comparto cultura lancia
inserisce poi quello più dello spettacolo ha rap- così un segnale
generale della poca at-
tenzione della politica per
presentato sicuramen-
te l’inizio di una risposta
chiaro: per
i finanziamenti e quindi che il settore aspettava decidere cosa e
per le possibilità di sussi- da tanto tempo. I tavoli di come cambiarlo
stenza delle realtà e dei lavoro tematici che han- le istituzioni
presidi culturali di cui so- no costituito il fulcro delle
pra: la sopravvivenza di cinque giornate di occu-
dovranno essere
queste forme associati- pazione a distanza di un pronte ad un
ve è infatti costantemen- mese continuano il loro vero dialogo con
te messa a rischio dagli percorso in forme diver- tutti i lavoratori.
eventi più vari, di cui il se, “c’è la voglia di fare
Covid costituisce solo
l’ultimo e più duro colpo r a M o tt o la di Amato
che ha spazzato via una di Annachia
e Federica
di Giovanni Pantaleoni
Tucci
buona fetta di quei luoghi
EDIZIONE Rom
LOCALE aMMOSTRI
Scomodo
racconta
51 i luoghi
abbandonati
di Roma
EIxppo
dromo
di Tor di VallePuoi anche leggere