Testimoni della vocazione - Il neosacerdote Stefano Trevisan Ermanno Allegri prete da 50 anni - Diözese Bozen-Brixen

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Testimoni della vocazione - Il neosacerdote Stefano Trevisan Ermanno Allegri prete da 50 anni - Diözese Bozen-Brixen
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 Mensile della Diocesi di Bolzano-Bressanone   Anno 56, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020

Testimoni
della vocazione
 Il neosacerdote          Ermanno Allegri             Un anno senza
 Stefano Trevisan         prete da 50 anni            don Willi Fusaro
Testimoni della vocazione - Il neosacerdote Stefano Trevisan Ermanno Allegri prete da 50 anni - Diözese Bozen-Brixen
vocazione

Ermanno, prete da 50 anni
In questi giorni don Ermanno Allegri, 76 anni, ha festeggiato i 50 di sacerdozio. Ordinato presbitero diocesano a Bressanone
il 29 giugno 1970, tre anni dopo è partito per la missione in Brasile. Da Fortaleza la testimonianza della sua vocazione.

D   on Ermanno, qual è l’idea di chie-
    sa che ha accompagnato i suoi 50
anni di sacerdozio?
                                               visite ad alcune belle esperienze pasto-
                                               rali e corsi di studio ci hanno aiutato
                                                                                              E la situazione oggi è cambiata?
                                                                                              Anche oggi non é tutto tranquillo dentro
                                               a svestirci, col tempo, delle visioni oc-      la chiesa e nel mio/nostro lavoro, anzi.
Quello che penso e vivo oggi come chie-        cidentali per aprirsi allo spirito nuovo       Esistono ancora ampi settori delle nostre
sa é passato per un processo radicale e        del Concilio e dell’America Latina. Cosí       chiese che, troppo spesso, arrivano a le-
abbastanza sofferto. Dalla chiesa con-         abbiamo cercato di assumere le soffe-          gittimare regimi fortemente repressivi e
cepita come Cristianitá che orienta (e         renze umane per fare un cammino di             genocidi in favore del capitale nazionale
lega) le persone e la societá a moralitá e     umanizzazione solidale con la gente a          e internazionale. Mi chiedo spesso: “Ma
comportamenti come segno dell’appar-           partire dalla comprensione della real-         perché questi gruppi e movimenti ‘spiri-
tenenza alla propria chiesa, sono passa-       tá e illuminati dallo Spirito. Lo stesso       tualisti’ hanno bisogno di tanti cadaveri
to al período dell’entusiamo del Conci-        Spirito che conduceva Gesú nelle strade        per capire quello che dovrebbe essere ov-
lio Vaticano II (1962-65) che apriva la        della Palestina.                               vio? Il Vangelo non li aiuta a distinguere
chiesa al mondo, alla storia, all’umani-                                                      il faraone d’Egitto da Gesú Cristo?”
tá. Un tempo bello e di speranza che,          Sono state molte le difficoltà incontra-       Ed é dentro a questa realtá che la com-
negli anni della teologia nel Seminario        te nel tempo?                                  prensione di chiesa mi ha portato a rico-
per l’America Latina a Verona, mi ha in-       Certo, perché non si passa da un model-        noscermi bene nella pratica e nelle paro-
vogliato a prestare attenzione alle per-       lo di chiesa di secoli allo spirito nuovo      le di Papa Francesco, che propone una
sone e alle culture di quel continente         del Vaticano II. E qui devo ricordare i        chiesa in uscita, una chiesa ospedale di
detto cristiano, ma pieno di ingiustizie       quasi 30 anni di Giovanni Paolo II che,        campagna, una chiesa povera a servizio
e disuguaglianze assurde. In quella real-      per la sua dura esperienza nella Polonia       dei poveri. In questi nuovi spazi mi trovo
tá, peró, lo Spirito aveva fatto sbocciare     sotto il regime sovietico, ha sempre fat-      a lavorare con molti cristiani di fatto che
un tempo nuovo con la presenza della           to molta fatica a percepire in profonditá      non sono ingabbiati nelle strutture delle
chiesa in mezzo ai poveri e agli esclusi       lo Spírito presente nella chiesa dell’A-       chiese ufficiali. Raniero la Valle, alcune
e mi ha portato all’ordinazione sacer-         merica Latina. Ma la fiducia e il cam-         settimane fa, ha lanciato una luce mera-
dotale nel 1970. Nel 1974 con don Lino         mino nella chiesa di quel continente           vigliosa: La chiesa oggi é tutta l’umanitá.
(mio fratello), don Augusto e alcuni           sono continuati. Un momento forte per          Cosí rinasce nel profondo dell’anima una
mesi dopo, con Emilia, una laica di Ro-        riprendere animo fu il discorso di Bene-       forza gioiosa nell’ ascoltare papa France-
veré della Luna, Gottfried e Anna, una         detto XVI nell’apertura della V Confe-         sco che nei suoi appelli si dirige a tutti
coppia di Salorno e don Pierluigi, siamo       renza dell’Episcopato latino-americano         quelli che amano l’umanitá e la nostra
arrivati in Brasile cercando di ascoltare,     nel 2007, in Brasile, in cui affermó che       Terra, casa comune, diventando sale, luce
studiare e trasferire nella nostra pratica     la pratica pastorale e la teologia iniziate    e fermento. Vedo che stiamo vivendo un
pastorale quello che la chiesa del Bra-        dovevano continuare perché erano luce          tempo in cui non possiamo essere tiepidi.
sile si proponeva. Documenti, incontri,        per la chiesa nel mondo.                       É un tempo di accettare i rischi: stiamo
                                                                                              attenti, lasciamo lavorare lo Spirito. Oggi
                                                                                              credo a questa chiesa perché la vedo umi-
                                                                                              le, a fianco di quanti sono vessati dai po-
                                                                                              tenti, dai padroni del denaro, dai signori
                                                                                              delle armi e delle guerre, dei mezzi di co-
                                                                                              municazione. Ma, lo credo fermamente,
                                                                                              non sono loro i padroni della storia e del
                                                                                              futuro. Voglio vivere una chiesa che guar-
                                                                                              da all’umanitá e ‘la sente’ con la Sapienza
                                                                                              del Padre di Gesú.

                                                                                              Cosa conserva tra i ricordi più belli dei
                                                                                              suoi 50 anni da sacerdote?
                                                                                              In tutto questo periodo ho sempre sen-
                                                                                              tito una grande gioia quando vedevo le
                                                                                              persone crescere, assumere come adulti
                                                                                              la loro fede e la loro azione nella comuni-
Don Allegri tra la sua comunità in Brasile                                                    tá cristiana e nella societá per seminare

2    Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020
Testimoni della vocazione - Il neosacerdote Stefano Trevisan Ermanno Allegri prete da 50 anni - Diözese Bozen-Brixen
vocazione

altruismo e rispetto alle persone. Tutte            lenza maschilista, i milioni di migranti e
le persone. É bello vedere germogliare i            rifugiati, i tre milioni, ogni anno, di vitti-
segni del Regno, che fanno la societá piú           me del traffico umano (prostituzione, tra-
giusta, solidaria e di pace in cui le per-          pianto di organi, lavoro schiavo), i senza
sone lavorano la sua propria coscienza e            terra, senza casa, senza lavoro... Per sco-
scoprono la dignitá di figli e figlie di Dio.       prirli, peró, bisogna convertirsi per non
Cosí diventa concreta la scelta dei poveri          guardare questa realtá come ‘normalitá’,
che é stata la scelta radicale della chiesa di      perché ‘é sempre stato cosí’. Ma é bello
questo continente perché é stata la scelta          vedere che di fronte ai nuovi volti dei
de Gesú Cristo.                                     poveri lo Spirito di Vita suscita dentro e
                                                    fuori le chiese persone e gruppi che assu-
Perchè ha scelto la strada della missione?          mono queste sofferenze. Siamo o no una
Mi ha sempre entusiasmato l’idea della              chiesa missionaria che fermenta e illu-
Missione. Mi pareva un campo in cui si              mina la vita inventando ‘Nuovi Cammi-
poteva vivere con piú concretezza il fatto          ni di Evangelizzazione’ come ci propone
di essere discepoli di Cristo in un cam-            il Sinodo dell’Amazzonia? E nuovi, vuol
mino insieme agli esclusi. Qui in Brasile           dire... ‘nuovi’.                                     Un giovane Ermanno Allegri con il missionario
le zone rurali di per sé giá sono aree di                                                                altoatesino Luis Lintner, ucciso nel 2002 in Brasile
esclusione, cosí pure le periferie urbane           Cosa si sente di consigliare a un giovane
                                                    sacerdote di oggi?
dove lavoriamo attualmente. E nel corso                                                                  È ancora profondo il suo legame con la
di questi 46 anni i poveri sono apparsi             Molti devono ricordare don Francesco                 Chiesa di Bolzano-Bressanone?
con volti nuovi, piú espliciti e piú crudi:         Daz, un ‘uomo umano’. Un giorno mi
é questo il campo della chiesa. Questa              ha detto una frase che poi don Fernan-               Sempre, quando vengo in Italia, faccio
scelta é chiara se consideriamo le quattro          do Pavanello, rettore del Seminario per              una visita al nostro vescovo: da monsi-
Conferenze dell’Episcopato Latino-ame-              l’America Latina, mi ha ripetuto quasi               gnor Gargitter, Enrico Forer, Guglielmo
ricano (da Medellin, 1968, a Aparecida,             con le stesse parole: “Se vuoi farti prete           Egger, Carlo Golser e Ivo Muser. Sempre
2007) che hanno insistito sulla necessitá           devi essere innamorato di Gesú Cristo e              mi sono sentito accolto e compreso nel-
di scoprire i nuovi volti dei poveri, pro-          dei poveri”. Essere innamorati vuol dire             le mie preoccupazioni e fatiche. Con gli
dotti dal dio-mercato come materiale di             fare esperienza viva, forte, ‘carnale’ direi,        amici soprattutto laici mi fa piacere ri-
scarto: sono le vittime della fame e della          della persona concreta e storica di Gesú e           spondere agli inviti per parlare de Brasile.
miseria, i prigionieri comuni e i torturati         dei poveri, nel contatto personale e nella           Noto che c’é un interesse profondo per
polítici, le vittime della discriminazione          condivisione delle sofferenze e dei rischi.          conoscere le situazioni e le attivitá della
come gli indígeni, i settori LGBT, chi abi-         Diceva un nostro vescovo-profeta, Dom                chiesa in Brasile. Anche questa rivista ha
ta nelle ‘favelas’, chi vive nelle strade, le       Pedro Casaldaliga: “Fuori dei poveri non             sempre aperto le sue pagine per pubblica-
donne vittime dei preconcetti e della vio-          c’é salvezza”.                                       re interviste e articoli.

L’attività multiforme di don Ermanno: alla presentazione di un reportage con due giornalisti della TV Cidades a Brasília e ad accogliere 236 medici
cubani arrivati a Fortaleza

   Una vita tra gli esclusi del Brasile

   Ordinato sacerdote 50 anni fa a                  12 anni nell’interno della Bahia, poi a              fondato due Agenzie di notizie, una
   Bressanone, don Ermanno Alle-                    Goiânia come Segretario nazionale del-               locale e una internazionale, con lo
   gri, nativo del Veronese, è stato per            la Commissione pastorale della Terra.                scopo di portare nel grande circuito
   tre anni cooperatore a Salorno e                 Dal 1991 è a Fortaleza, dove in succes-              della comunicazione internazionale
   dal 1974 è missionario in Brasile:               sione ha guidato tre parrocchie e ha                 le notizie degli esclusi.

                                                                                                                  Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020   3
Testimoni della vocazione - Il neosacerdote Stefano Trevisan Ermanno Allegri prete da 50 anni - Diözese Bozen-Brixen
vocazione

                                 Così è cambiata la mia vita
                                 Da maestro di sci in val Badia a missionario comboniano: il 28 giugno Stefano Trevisan, 36 anni, è stato
                                 ordinato sacerdote a Bressanone, dopo 10 anni di formazione. Così racconta la sua storia e la scoperta
                                 fatta in Sud Sudan, dove a fine anno vuole tornare.
                                 di Stefano Trevisan

D    a ragazzo mi piaceva molto sciare
     e gareggiavo nello Sci Club del mio
paese, San Vigilio di Marebbe. Una vol-
ta maggiorenne ho fatto l’esame per
diventare maestro di sci e grazie agli
allenamenti con mio zio sono riuscito
a superarlo. È stata una gioia grande
e quel lavoro mi piaceva. Gli anni del-
la mia gioventù li ho passati nel mio
paese in val Badia, unica eccezione le
scuole medie fatte in collegio nell’abba-
zia di Novacella, vicino a Bressanone.
Dopo le scuole superiori a Brunico e a
Bolzano mi sono iscritto all’università
a Bologna, ma dopo un anno sono tor-
nato a casa perché ho visto che non era
la mia strada. In estate ho fatto alcuni
lavori saltuari come grafico, muratore,
bagnino, segretario, lavorando in un
pastifico; varie attività che mi hanno
fatto crescere e maturare.

Volontario in Africa
Avevo un lavoro, amici, soldi, diverti-
mento, tutto quello che mi serviva per
vivere bene ma nonostante ciò mi sen-
tivo inquieto e non del tutto realizza-                Il momento-simbolo dell’ordinazione: il vescovo impone le mani sul capo di Stefano
to. Attraverso la televisione e i giornali
vedevo e sentivo di tante persone che
                                                       Un incontro speciale                               mava alla vita missionaria. Così l’an-
erano costrette a vivere in condizioni                 Oltre a incontrare le persone, in Sud              no dopo sono entrato nel Postulato a
veramente difficili, di povertà e degra-               Sudan ho incontrato una Persona in                 Padova dove sono rimasto due anni a
do, situazioni al limite dell’umanità.                 particolare, che mi ha chiamato e                  studiare filosofia. Finito il Postulato
È così che ho deciso di fare un’espe-                  amato. Gesù si è reso presente quan-               sono andato in Portogallo per il no-
rienza di volontariato in Africa. Ho                   do meno me lo aspettavo. È stato un                viziato, dove sono rimasto altri due
contattato il Centro missionario della                 incontro che ha fatto cambiare dire-               anni ma questa volta senza studiare.
diocesi di Bolzano-Bressanone e l’al-                  zione alla mia vita e una volta tor-               Il tempo in noviziato è servito per ap-
lora vicedirettrice, Paola Vismara, mi                 nato a casa ho detto ai miei genitori              profondire la vita di preghiera, la sto-
ha dato la possibilità di andare in Sud                che volevo diventare missionario!                  ria del nostro fondatore, san Daniele
Sudan, a Lomin, al confine con l’U-                    Quell’inverno ho ancora fatto il mae-              Comboni e il carisma dell’Istituto. È
ganda dove lavorava un missionario                     stro di sci e una volta al mese andavo             stata una sfida grande anche perché
comboniano di Rio di Pusteria, fratel                  a Padova dai Missionari Comboniani                 durante questo tempo non sono mai
Erich Fischnaller. Sono stato tre mesi                 dove per un anno ho fatto il percorso              tornato a casa e anche i contatti con
in missione, accolto veramente molto                   GIM (Giovani Impegno Missionario).                 l’esterno erano limitati. Terminato
bene e ho potuto sperimentare un po’                   È un cammino di sensibilizzazione ai               il noviziato ho emesso la mia prima
cosa significhi vivere con i più pove-                 temi della missione, della vocazione e             professione religiosa nella famiglia
ri. È stata un’esperienza davvero ar-                  dell’impegno a favore degli ultimi. Ho             comboniana il 24 maggio 2014 e
ricchente tanto che mi sono chiesto:                   usato questo tempo per approfondire                sono stato destinato allo Scolastica-
“Perché non diventare missionario                      l’esperienza fatta in Africa e per riflet-         to di Napoli per gli studi di teologia.
anch’io? ”.                                            tere se veramente il Signore mi chia-              Anni di vita a Napoli in una comuni-

4   Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020
Testimoni della vocazione - Il neosacerdote Stefano Trevisan Ermanno Allegri prete da 50 anni - Diözese Bozen-Brixen
vocazione

tà molto internazionale, con 18 per-
sone da 14 Paesi diversi. È veramente
una ricchezza conoscere tante cultu-
re e modi di pensare diversi, ma non
è sempre facile vivere insieme. È un
impegno grande: quello che ci unisce
è la comune vocazione missionaria e
il desiderio di continuare l’opera del
nostro fondatore.

Il lavoro vicino a Napoli
Oltre ad andare all’università, il fine
settimana ho svolto il mio lavoro pa-
storale a Castel Volturno, piccola città
a circa mezz’ora di macchina da Na-
poli. È conosciuta per essere la città in
Europa con la più alta percentuale di
stranieri, soprattutto dalla Nigeria e       Il giovane Stefano durante il suo viaggio in Africa. Ora vi torna da missionario
dal Ghana. È qui dove ormai da circa
20 anni i Missionari Comboniani ge-
stiscono una parrocchia per gli immi-
grati. C’è una piccola comunità polac-
ca ma la maggior parte sono africani e
oltre alle varie attività come l’oratorio,
il catechismo, il coro, alla domenica
celebriamo la messa in inglese. Sono
tante le persone che vengono e alcuni
nostri parrocchiani, da molto tempo
in Italia, hanno figli già maggiorenni,
le seconde generazioni. È soprattutto
con loro che cerchiamo di portare
avanti un lavoro di approfondimento
e sensibilizzazione su quei temi che li
toccano più da vicino come figli d’im-
migrati africani che non sono mai
stati in Africa ma che dall’altra parte
non possono fare a meno di accettare
le proprie radici.                           Ordinazione ai tempi del virus: Stefano e la sua famiglia in duomo a Bressanone

  L’augurio del vescovo impegno PER e CON le persone

   Nel rito di ordinazione del padre         esse stesse protagoniste della loro                  la pace e la cura del pianeta Ter-
   comboniano Stefano Trevisan,              vita, capaci di impegnarsi per i loro                ra come nostra casa comune.” La
   domenica 28 giugno nel duomo              diritti e la loro dignità. La vicinanza              certezza è che anche in Sud Sudan
   di Bressanone, il vescovo Ivo Mu-         alle persone, in particolare ai poveri,              Stefano sarà sempre accompagna-
   ser ha ricordato due frasi di san         dovrà essere sempre una fonte impor-                 to dalla vicinanza e dalla preghie-
   Daniele Comboni, il pioniere dei          tante del tuo servizio missionario.”                 ra di genitori e parenti – perché la
   missionari: “Tutte le opere di Dio        Monsignor Muser ha poi ricordato a                   famiglia è la culla della vocazione
   nascono ai piedi della croce“ e           padre Stefano che Comboni era un                     – ma anche dei suoi formatori, de-
   “Salvare l’Africa con l’Africa“. Da       missionario con passione, convinto                   gli amici e della comunità sacer-
   qui l’augurio del vescovo al nuovo        che l’annuncio del Vangelo deve ab-                  dotale. “Per questo – ha concluso
   missionario: “Di fare sempre tut-         bracciare tutta la persona: “Ti auguro               il vescovo – nel cammino che ora
   to non solo per le persone ma con         che anche la tua opera missionaria sia               inizia siamo sicuri che non sarai
   le persone, in modo che diventino         segnata dall’impegno per la giustizia,               mai solo.”

                                                                                                            Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020   5
Testimoni della vocazione - Il neosacerdote Stefano Trevisan Ermanno Allegri prete da 50 anni - Diözese Bozen-Brixen
vocazione

Il paradiso comincia qui
È passato un anno dall’addio a don Willi Fusaro, spentosi il 17 luglio 2019, a 53 anni, dopo lunga malattia.
Ordinato sacerdote nel 1991, fu cooperatore a Bolzano: a Regina Pacis fino al 1995, poi nel Centro Pastorale
Corpus Domini, dove sabato 18 si celebra la ricorrenza. Il ricordo del fratello.
di Claudio Fusaro

“  Non c’è amore più grande di questo:
   dare la vita per i propri amici”. San
Giovanni apostolo ci aiuta a capire il
                                                                                                           vita umana è sacra! Questo ha sempre
                                                                                                           a che fare con il grande mistero di Dio
                                                                                                           stesso. Grazie per questa lezione: l’esse-
segreto della vita: dare!                                                                                  re è molto più importante del dire e del
Il 17 luglio 2020 ricorre il primo anni-                                                                   fare! ”
versario della salita al Cielo di don Wil-
li Fusaro. La lezione che dall’alto della                                                                  Le parole del suo parroco
sua carrozzella ci ha dato è la pienezza                                                                   Anche il suo parroco, don Gigi Carfa-
di vita, la sua grandezza: vivere diventa                                                                  gnini, ci ha aiutato, durante l’omelia,
eccezionale quando si accetta la pro-                                                                      a scoprire il tesoro della vita di Willi.
pria condizione (vocazione). Questo è                                                                      Ascoltiamo le sue parole: “Il disegno
possibile solo se si è in compagnia di                                                                     della vita lo comprendiamo solo nella ri-
una Presenza capace di vera compa-                                                                         surrezione. Non abbiamo tutto in mano.
gnia. Ognuno di noi sa, se nell’istante,                                                                   La sofferenza mette in crisi questo con-
risponde a ciò che Dio gli chiede, tra-                                                                    cetto, inesorabilmente. Ma la sofferenza
mite il lavoro, l’accudire i figli, stirare,                                                               offerta è una grande forma di preghiera.
accompagnare una persona anziana,                                                                          Don Willi si è sempre fidato dell’amo-
fino ad essere impegnato in politica. A               È trascorso il primo anno senza don Willi            re di Dio. Era innamorato del Signore e
me, Willi, insegna a cercare la pienezza                                                                   si lasciava plasmare dall’amore di Dio.
della vita senza tregua, senza preoccu-               del tuo esempio. Grazie della tua fede               Salito al Cielo lo stesso giorno di monsi-
parsi se si sta bene o male. Ad esempio,              incrollabile, per il tuo sorriso, per la tua         gnor Gargitter (vescovo dal 1952-1986).
quando lo si aiutava nelle azioni più                 grinta, per la tua voglia di vivere. Mai,            Ora, possiamo essere certi che il Signo-
semplici del quotidiano, era assicurata               in tutta la mia vita, dimenticherò la                re gli dica: Vieni, servo buono e fedele;
la risata e il clima gioviale.                        tua risposta alla domanda: Willi, come               prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
                                                      stai? Bene, era la sua risposta piena di             Sabato 18 luglio alle ore 18 lo ri-
Il grazie del vescovo                                 affetto, piena di vita piena di pazienza             cordiamo, nella sua chiesa, durante
Meglio di tutti l’ha descritto il suo ca-             e piena di speranza. Adesso carissimo                la messa prefestiva nella chiesa del
rissimo amico e pastore, monsignor                    don Willi vorrei farti per l’ultima vol-             Corpus Domini, in via Gutenberg 1 a
Ivo Muser, che ci ha davvero spiazza-                 ta questa domanda: Come stai? Nella                  Bolzano. Abbiamo invitato il vescovo
ti il giorno del suo funerale per aver-               fede, nella speranza pasquale, sento la              Ivo Muser, il neovescovo di Treviso Mi-
lo raccontato nel profondo. Sentiamo                  sua risposta: Benissimo, ce l’ho fatta               chele Tomasi, il vicario Eugen Runggal-
le sue parole all’inizio della celebra-               sono a Casa per sempre e vi attendo!                 dier. Affidiamoci alla sua intercessione,
zione: “Con il cuore pieno di lutto, ma               - Caro don Willi grazie della tua amici-             come Ivo Muser ci ha sollecitato a fare,
anche pieno di speranza, mi rivolgo                   zia personale, per la tua preghiera per le           affidandogli le nostre preoccupazioni
a te (Willi), perché ti credo vivo, anzi              nuove vocazioni, grazie perchè tu ci hai             e, come diceva sempre Willi: uniti nel-
vivissimo. Carissimo don Willi, grazie                lasciato una grandissima lezione: La                 la preghiera!

Una passeggiata tra sacerdoti (con vescovo e vicario generale)                   Don Willi mentre celebra la santa messa

6    Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020
Testimoni della vocazione - Il neosacerdote Stefano Trevisan Ermanno Allegri prete da 50 anni - Diözese Bozen-Brixen
in diocesi

Covid: fondi CEI, domande entro settembre

2   00 milioni di euro per contribuire
    a far fronte alle conseguenze sani-
tarie, economiche e sociali provocate
                                           Istituzioni ecclesiastiche e associazioni
                                           in Alto Adige, a iniziare dalle parrocchie,
                                           possono chiedere di accedere al contri-
                                                                                            corona@bz-bx.net. Un gruppo di lavoro
                                                                                            istituito presso la Curia vescovile a Bol-
                                                                                            zano esaminerà le domande e approverà
dal Covid-19: è l’aiuto straordinario      buto per le misure che hanno adottato            l’assegnazione dei contributi.
deciso dalla Conferenza episcopale         nel periodo da marzo a luglio 2020 vol-          Dal 13 luglio 2020 tutto il materiale sui
italiana. Le risorse saranno impiega-      te a superare la crisi o ammortizzare            contributi CEI (informazioni generali,
te sul territorio dalle singole diocesi,   le perdite economiche. La domanda va             criteri, modulo per la richiesta) è dispo-
e alla diocesi di Bolzano-Bressanone è     compliata nel rispetto dei criteri fissati       nibile online sul sito della Diocesi al link
stato assegnato un contributo di circa     e corredata da un’adeguata documenta-            www.bz-bx.net/it/corona-cei.
un milione di euro. In base alle indi-     zione comprovante le spese sostenute.            Per ogni chiarimento ci si può ri-
cazioni della CEI, i fondi saranno as-     La domanda va presentata entro il 30             volgere a verwaltung.amministra-
segnati a istituzioni ecclesiastiche che   settembre 2020 via mail all’indirizzo            zione@bz-bx.net
sostengono persone singole e famiglie,
a istituzioni e associazioni che hanno
svolto servizi speciali durante la crisi
da Covid-19, a istituzioni ecclesiasti-
che in situazioni di difficoltà causate
dalla pandemia. Tra i destinatari dei
contributi figurano anche le parroc-
chie, che in questi mesi di emergen-
za hanno continuato ad aiutare senza
poter contare sulle normali entrate.
L’erogazione impegna a un utilizzo di
tali risorse entro il 31 dicembre 2020;
una rendicontazione dovrà essere in-
viata alla Segreteria generale della Cei
entro febbraio 2021.                       Anche nelle parrocchie le ripercussioni delle misure anti-Covid

Torna la Domenica di san Cristoforo
C   on il motto “Diamo mobilità ai
    missionari“, il 26 luglio la Dio-
cesi di Bolzano-Bressanone celebra
                                           nelle missioni, il Centro missionario
                                           diocesano chiede alle parrocchie la
                                           loro partecipazione attiva. Lo scorso
                                                                                                      Weltweit miteinander Kirche sein
                                                                                              MISSIO – AMT FÜR assieme
                                                                                                        Essere WELTKIRCHLICHE
                                                                                                                       ChiesaAUFGABEN
                                                                                              CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO

                                                                                                          DIOZESE BOZEN-BRIXEN
                                                                                                                              nel mondo

                                                                                                          DIOCESI BOLZANO-BRESSANONE
                                                                                                          DIOZEJA BULSAN-PERSENON

la Domenica di San Cristoforo 2020.        anno, in occasione della Domenica
In considerazione dell’emergenza           di San Cristoforo, sono stati raccol-
sanitaria per il Covid-19, Missio e        ti in Diocesi circa 253.500 euro, che
il KMB (il movimento cattolico ma-         hanno permesso di acquistare 20 au-
schile) suggeriscono di celebrare la       tomobili, 9 motociclette, 10 biciclet-
Santa Messa all’aperto. In alcune          te e un’ambulanza da destinare alle
parrocchie è possibile anche inseri-       missioni.
re, al termine della celebrazione, la      Causa contagi da coronavirus, che
benedizione dei veicoli. In questo         rendono ancora difficili gli sposta-
caso i fedeli possono rimanere nelle       menti internazionali, non si svolgerà
loro vetture e da lì partecipare alla      invece quest’anno il tradizionale in-              21.07.2019
funzione religiosa. Quale segno di         contro dei missionari diocesani che
ringraziamento per le offerte che
saranno raccolte nel corso della Do-
                                           solitamente a luglio fanno ritorno
                                           in Alto Adige dai vari continenti per              CHRISTOPHORUS
                                                                                              Sonntag Domenica Domënia
menica di San Cristoforo, il KMB           trascorrere un periodo di vacanza.
                                                                                              Mission braucht Fahrzeuge | Diamo mobilità ai missionari
distribuirà chicchi di caffè e il volan-   L’incontro, organizzato dall’Ufficio
tino di San Cristoforo. Per poter fi-      missionario diocesano, avrebbe do-               Il manifesto dell’edizione                                          2020         della
nanziare un buon numero di veicoli         vuto svolgersi a Brunico.                        Domenica di San Cristoforo

                                                                                                                                   Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020      7
Testimoni della vocazione - Il neosacerdote Stefano Trevisan Ermanno Allegri prete da 50 anni - Diözese Bozen-Brixen
in vacanza

Sentieri per lo spirito
Nell’estate post-emergenza si torna alle escursioni nella montagna altoatesina, alla ricerca
di sentieri spirituali e di meditazione. Sono infatti molto richiesti gli itinerari di fede nella natura.
La Diocesi ha aggiornato il vademecum.

E   ntrati nella fase 2 e nella fase 3
    della crisi da Covid-19, quella
degli allentamenti, molte persone
hanno ripreso l’attività all’aperto per
tornare a gustare la bellezza del ter-
ritorio altoatesino in piena sicurezza
e lontano da assembramenti. Tra le
scelte privilegiate si registrano i cam-
mini della fede rivolti a vacanzieri-e-
scursionisti alla ricerca di itinera-
ri e pause di meditazione. Il giusto
contrappeso a una vita quotidiana
stressante e soprattutto segnata da
mesi di pandemia e limitazioni. Una
risposta alla richiesta di attività fisica
unita ad approfondimento spiritua-
le lo fornisce l’edizione aggiornata
dell‘opuscolo “I sentieri spirituali
in Alto Adige”. La guida realizzata
dalla Commissione diocesana per
la pastorale del turismo può essere
messa a disposizione nelle chiese,                     Il Museo dedicato a papa Luciani a Canale d’Agordo, meta di molti altoatesini
nelle aziende di soggiorno e negli uf-
fici turistici. Il vademecum è un in-
vito a cogliere il tempo libero come                   torio. Qualche esempio iniziando                     timo, il Sentiero dei sacramenti a
momento di approfondimento spiri-                      dalla parte occidentale della provin-                Grissiano di Tesimo, la Via Crucis e
tuale, sia per gli altoatesini sia per i               cia: in val Venosta sono frequenta-                  il Sentiero dei pellegrini da passo Pa-
turisti, ed offre una serie di itinera-                ti il Sentiero delle ore da Müstair a                lade a Madonna di Senale.
ri verso luoghi sacri e meditativi di                  Montemaria, il Sentiero del rosario a
montagna in Alto Adige.                                Corces (Silandro) e il Sentiero della                Bolzano e val d‘Isarco
                                                       meditazione a Naturno. Nell’area del                 Non mancano percorsi spirituali e
Val Venosta e Meranese                                 Meranese si possono citare il Sen-                   destinazioni interessanti anche nella
Nella diocesi di Bolzano-Bressanone                    tiero di meditazione della “Madonna                  zona di Bolzano e nelle aree circo-
le offerte di una camminata contem-                    dei sette dolori” a Rifiano, il Sentiero             stanti il capoluogo, dove si segnalano
plativa sono sparse sull’intero terri-                 spirituale di Sant’Elena in val d’Ul-                ad esempio la Via Crucis sul Virgolo,
                                                                                                            la Via Crucis da Laives al santuario
                                                                                                            della Madonna di Pietralba, il Sen-
                                                                                                            tiero della pace a Caldaro, il Sentiero
                                                                                                            spirituale a San Valentino in val Sa-
                                                                                                            rentino. Molto popolari anche gli iti-
                                                                                                            nerari in val d’Isarco: la Via Crucis
                                                                                                            che porta al monastero di Sabiona,
                                                                                                            il Sentiero della domenica a Veltur-
                                                                                                            no, il Sentiero dei Santi d’Europa da
                                                                                                            Bressanone a San Cirillo, il Sentiero
                                                                                                            spirituale per Santa Maria di Trens.

                                                                                                            Pusteria e Ladinia
                                                                                                            Sulle Dolomiti (ossia nelle valli la-
Sono sempre di più gli escursionisti che scelgono i sentieri per lo spirito in Alto Adige                   dine, in Pusteria e valle Aurina)

8    Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020
Testimoni della vocazione - Il neosacerdote Stefano Trevisan Ermanno Allegri prete da 50 anni - Diözese Bozen-Brixen
in vacanza

gli escursionisti “spirituali“ hanno
l’imbarazzo della scelta tra la Via
del dialogo a Ortisei, la Via Crucis
in Vallunga a Selva di val Gardena, il
Sentiero spirituale Memento Vivere a
La Valle, il Sentiero spirituale a San-
ta Croce in val Badia, il Sentiero del-
la meditazione Nicola di Flüe a San
Cassiano, il Sentiero di meditazione
a San Pietro in Monte (Dobbiaco), il
Sentiero di San Francesco a Campo
Tures e la Via Crucis per la chiesa di
Santo Spirito a Casere. A questi si ag-
giunge il Sentiero della meditazione
tra i boschi di Rodengo, inaugurato
due anni fa e che ripercorre le tap-
pe della creazione. Insomma, tanti
percorsi nella natura alla scoperta di
piccoli edifici carichi di storia ma so-
prattutto di spiritualità, pensati per
un turismo lento, green e sostenibile.       Tante le mete per le escursioni ma anche per la meditazione nelle valli altoatesine
Infine, restando in tema e guardando
al vicino Bellunese, va segnalato che        seo Albino Luciani a Canale d’A-                     del museo dedicato al pontefice dei
dopo i mesi di chiusura legati all’e-        gordo, il paese natale di papa Gio-                  33 giorni sono nuovamente accessi-
mergenza coronavirus, il 1° luglio ha        vanni Paolo I, molto visitato in questi              bili tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30
riaperto al pubblico il Musal-Mu-            anni anche dagli altoatesini. Le sale                e dalle 15.30 alle 18.30. A pochi passi
                                                                                                  dal museo, inoltre, è possibile visi-
                                                                                                  tare la casa natale di Albino Lucia-
   La Messa bilingue                                                                              ni e anche l’antica Casa delle Regole
                                                                                                  di Canale d’Agordo. La direzione del
   Con l’arrivo dell’estate e l’auspicata    L’opuscolo di 20 pagine contiene tut-                museo raccomanda la prenotazione
   ripresa del turismo in Alto Adige, la     te le preghiere, risposte e acclama-                 delle visite allo 0437 1948001 oppure
   Diocesi ricorda alle parrocchie che       zioni che i fedeli pronunciano du-                   via mail a info@fondazionepapalu-
   si trovano nelle zone turistiche, ma      rante la celebrazione e facilita così                ciani.com
   anche a tutte le altre, che è disponi-    la partecipazione anche dei turisti                  Il vademecum aggiornato sui sentieri
   bile il sussidio bilingue “S. Messa-Hl.   alle celebrazioni bilingui e alle euca-              spirituali in Alto Adige può essere ri-
   Messe”, che può essere ordinato           ristie monolingui che non vengono                    chiesto all’Ufficio pastorale diocesa-
   presso l’Ufficio pastorale a Bolzano.     celebrate nella propria madrelingua.                 no, previa prenotazione telefonica al
                                                                                                  numero 0471 306210.

   Vacanza gratis per chi non può permettersela

   Sono oltre 2700 le notti di vacanza       può permettersela, ecco giornate gra-               Nonostante la crisi del turismo, que-
   gratuita che quest’estate l’Associa-      tuite al mare, in montagna, immersi                 ste residenze hanno voluto tendere
   zione Ospitalità Religiosa Italiana,      nella natura o nelle città d’arte. Tra le           una mano a chi necessita di un perio-
   con il patrocinio dell’Ufficio per        residenze che partecipano all’inizia-               do lontano dai problemi quotidiani a
   la pastorale del turismo della CEI,       tiva Ospitalità Misericordiosa 2020                 cui è costretto per motivi economici
   mette a disposizione in tutta Italia      per offrire quest’estate una vacanza                o sociali. E per garantire la giusta
   per i meno abbienti, grazie alla di-      gratuita a persone in difficoltà ci sono            trasparenza, sono le parrocchie e le
   sponibilità di decine di residenze        anche due strutture in Alto Adige: la               Caritas ad avanzare le richieste per i
   religiose e no-profit. L’iniziativa de-   pensione della Suore salvatoriane a                 loro assistiti. Un segno di accoglien-
   nominata Ospitalità Misericordio-         Merano-Maia Alta e la Casa per fe-                  za e ospitalità che è la caratteristica
   sa cade in un momento nel quale           rie Europa a Dobbiaco.                              di queste strutture extra-alberghie-
   anche l’idea di vacanza è stravolta       L’elenco completo delle adesioni è di-              re, in cui il clima che si respira, oltre
   dagli eventi legati al coronavirus.       sponibile online sul portale www.ospi-              alla purezza dei luoghi, riporta ad un
   E allora, per chi una vacanza non         talitareligiosa.it                                  caldo abbraccio familiare.

                                                                                                           Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020   9
Testimoni della vocazione - Il neosacerdote Stefano Trevisan Ermanno Allegri prete da 50 anni - Diözese Bozen-Brixen
verso la GMMR

                                 Farsi prossimo per servire
                                 Prosegue il commento del messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale del migrante e
                                 del rifugiato attraverso altre due coppie di verbi vissute sul territorio. Primo esempio: l’Ambulatorio
                                 Mobile di Volontarius.
                                 di Paola Vismara

M     a da dove viene l’espressione “farsi
      prossimo”? Ha radici nel vangelo di
Luca (10,25-37) nella risposta che Gesù
dà al dottore di Legge mosaica che lo
mette alla prova con la domanda: “Chi
è il mio prossimo?” Dopo aver raccon-
tato la parabola del Buon Samaritano,
Gesù gli consiglia di fare proprio come
quell’abitante di Samaria. È lui che si è
fatto PROSSIMO, cioè VICINO a quel
poveraccio bastonato, derubato e lasciato
ferito e sanguinante. Gli era andato tanto
vicino da raccoglierlo da terra per met-              Alessandro Scrinzi e l’Ambulatorio mobile gestito da Volontarius e Croce Bianca
terlo sul suo asino e proseguire con lui              (Fotografia di PianoB - Asia De Lorenzi)
fino alla prima locanda. In ogni epoca
storica ci sono i poveracci lasciati mezzi            cate secondo le stagioni. Pochi possono             sere prevenute se ci fosse un alloggio, i
morti dai briganti di turno. Cambiano i               immaginare la dura vita di chi non ha               medici volontari sono stati attivi anche
bastoni, si trasformano in armi sempre                una casa. La dottoressa Martina Fel-                nel periodo delle restrizioni da Covid-19.
più sofisticate, crisi finanziarie che de-            der conferma che tante patologie sareb-             Prima erano coadiuvati anche da infer-
stabilizzano l’economia di interi Paesi,              bero evitabili se i “pazienti” abitassero in        mieri, che sperano di tornare presto ad
nazismi/fascismi/razzismi/apartheid,                  una casa alloggio. È da sfatare l’idea che          essere attivi. Lo conferma Alessandro
terroristi nostrani o islamici, schiavisti            tutti i senzatetto vogliano davvero vivere          Scrinzi, OSS coordinatore del servizio
del passato e trafficanti di uomini e di              per strada. Lei e gli altri medici (alcuni          Ambulatorio mobile: insieme condivido-
organi. Anche il buon samaritano capace               in pensione come lei) rilevano che l’età            no l’obiettivo di migliorarlo sempre più.
oggi di “farsi prossimo per servire” cam-             media delle persone visitate e curate è             Perché se in termini tecnici è “di primo
bia volto, ma continua ad accorgersi di               32 anni: sono italiani e immigrati a cui è          livello”, evangelicamente resta di livello
chi sta per strada, curare le sue piaghe e            precluso il lavoro, la progettualità di vita,       esemplare: “Va e fa’ anche tu così!” Paro-
malattie, coinvolgere altri per raggiunge-            una normale vita di famiglia. Nella so-             la di Gesù.
re lo scopo comune. Questo buon sama-                 cietà organizzata spesso la legge si ritorce
ritano odierno può essere un modello:                 contro la persona. Non hai un numero di              Paola Vismara è referente diocesana del
                                                                                                           settore pastorale della salute e del lutto
“Va’ e anche tu fa’ così!”                            codice? non puoi accedere ai servizi sani-
                                                      tari. Vivi per strada e non hai la Tessera
Ambulatorio, farmacia, centro salute                  Sanitaria? Non sei registrato come STP
Così come? Lo scopriamo nel servizio                  (Straniero Temporaneamente Presente)                   Ambulatorio
nato a novembre 2017 in seno a Volon-                 o come ENI (Europeo Non Iscritto)? Al-                 mobile nel 2019
tarius Onlus e oggi gestito con Croce                 lora… “non esisti”! A meno che un buon
Bianca: l’Ambulatorio mobile, com-                    samaritano non ti aiuti ad accedere al                 Persone assistite: 667
pletato dalla Farmacia solidale e dal                 Servizio Sanitario Nazionale e a curarti               Interventi in totale: 900
centro Lemayr salute a Bolzano. Dopo                  con qualche farmaco. E qui arriva la rete              Medici volontari: 7
aver utilizzato fino al 2018 un automezzo             dei buoni samaritani odierni: privati e                Infermieri volontari/altri operato-
specifico (offerto in comodato gratuito               farmacisti che offrono quantità di me-                 ri sanitari: 7
dall’Associazione Armut und Gesundheit                dicinali alla Farmacia Solidale, sempre                Degenze al centro Lemayr salute:
di Mainz), ora utilizza un camper attrez-             gestita da Volontarius. Perciò quando                  43 (1220 giorni di presenza totali)
zato e adattato, consentendo a 7 medici               occorre, viene dato il farmaco adatto, op-             ht t ps : / / g r uppovolont a r iu s . it /
volontari di offrire un servizio sanitario            pure il medico volontario prescrive la ri-             projects/#salute
di primo livello alle persone senza fissa             cetta e il farmaco viene acquistato grazie             Contatti:
dimora a Bolzano. Non solo: si monitora               alle donazioni in denaro.                              Alessandro.Scrinzi@volontarius.it
e registra chi ha bisogno di cure e l’insor-          A parte una certa frustrazione per dover               Tel. 335 143 8707
gere di patologie permanenti o diversifi-             tamponare situazioni che potrebbero es-

10   Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020
verso la GMMR

Ascoltare per riconciliarsi
Tra gli specialisti dell’ascolto non ci sono solo psicologi, psicoterapeuti, psicanalisti, psichiatri. A Bolzano c’è il Centro
di ascolto della Caritas diocesana, che a ottobre celebra i 30 anni. Un operatore ci guida alla scoperta del servizio.

I l Centro d’Ascolto nasce nel 1990:
  una sala nella vecchia sede di Cari-
tas/Odar in via Renon 1. Poche prete-
se ma tanta buona volontà: si offriva
una bevanda calda a chi entrava, la-
sciando per poche ore la difficile vita
per strada. Oltre a tazze e bicchieri, si
porgevano orecchio e cuore capaci di
ascolto e di accoglienza. È Mariano
Buccella a ricordare questi inizi, anche
se non vissuti in prima persona. Da
dicembre 2015 lavora - con immensa
passione e competenza - al Centro d’A-
scolto, nella sede attuale della Caritas
in via Cassa di Risparmio 1 a Bolzano.
Educatore sociale, con altri colleghi              Tutti sono benvenuti al Centro di ascolto della Caritas a Bolzano
costruisce progettualità e vie d’uscita
per/con chi attraversa periodi difficili           do da “antenna” che percepisce disagi                zione. Noi prendiamo contatto con i
e quasi impossibili da risolvere, se af-           e bisogni, serve agli organi di gover-               colleghi di altri uffici Caritas oppure
frontati da soli.                                  no, oltre che alla chiesa locale, perché             con enti e associazioni specifiche, non-
                                                   rileva e sottolinea le vulnerabilità cre-            ché sempre più anche con altre realtà
Ascoltare: è così difficile ma così im-            scenti, stimola la prevenzione di pro-               del territorio come le parrocchie. Solo
portante! Voi del Centro d’ascolto Ca-             blematiche destinate ad ingigantirsi,                così si riesce a risolvere le situazioni
ritas siete “gli specialisti” dell’ascolto         come nel caso del servizio di ‘bassa                 più difficili, in toto o in parte. Nella
ormai da 30 anni! Come si è evoluto il             soglia’ (B7) per tossicodipendenti a                 vita si può perdere all’improvviso
servizio?                                          Bolzano, frutto del Centro d’ascolto.                casa, lavoro, salute, familiari; anche
Sono cambiate molte cose, oltre alle               Perché il monitoraggio serve anche e                 una situazione economica normale
persone anche gli indirizzi: da via Re-            soprattutto a leggere i bisogni e a coin-            può diventare disastrosa, con terribili
non 1 a via Renon 31 (sede di La Sosta,            volgere la comunità.                                 conseguenze.
oggi Conte Forni), poi in via Cassa di
Risparmio. Ora abbiamo una sala d’at-              Ascoltare il grido: questa è l’azione di             Il silenzio purtroppo può essere
tesa (dove non manca il “Benvenuto”                Dio nei confronti del Suo popolo op-                 drammatico e inquietante. Per la vo-
scritto in molte lingue, anche arabo!),            presso in Egitto. Chi sono le persone                stra esperienza, quando si deve avere
la sala d’ascolto e l’ampio ufficio. Già           che gridano la loro disperazione nel                 paura del silenzio di chi è vulnerabi-
questo dice come l’approccio di calda              Centro d’ascolto Caritas?                            le?
accoglienza è rimasto. Non si ascol-               Non solo i poveri, ma persone che                    Certo, si deve aver paura del troppo
ta una persona in ufficio (intuisco il             definiremmo normalissime. Molti si                   silenzio! Come ho detto, per una giu-
motivo: telefoni e tastiere potrebbero             trovano loro malgrado a sostenere in                 stificabile ‘vergogna’, molti tardano
disturbare il colloquio). L’accompa-               un periodo della propria vita difficoltà             nel chiedere aiuto e così un problema
gnamento è “uno a uno”, si affianca la             di vario genere: economiche, lavorati-               che - se preso in tempo - è facilmen-
persona che chiede aiuto, ma non ci                ve, relazionali. Spesso dicono all’inizio            te risolvibile, diventa gigantesco e col
si sostituisce ad essa, si promuove la             del colloquio: “Io mi vergogno, non sa-              tempo assomiglia a una matassa im-
sua autonomia e responsabilità. È un               rei mai venuto qui …” Questo signi-                  possibile da districare. Perciò chi co-
lavoro di rete dove le competenze dei              fica che tutti siamo potenzialmente                  nosce qualcuno in difficoltà deve con-
vari uffici si completano e spesso sono            fragili, anche se abbiamo competenze                 vincerlo al più presto a chiedere aiuto
la chiave di soluzione. Ma il centro d’a-          e professionalità, esperienze positive               al Centro d’ascolto, così da prevenire
scolto non è solo un servizio alla sin-            e di successo. Devo riconoscere che ci               il peggioramento della situazione. Ab-
gola persona, diventa un importante                vuole coraggio per raccontare i propri               biamo avuto casi in cui la situazione
monitoraggio della società che vive sul            problemi a perfetti sconosciuti, anche               era degenerata proprio per il ritardo
territorio e un importante strumento               se per missione e lavoro sono lì per
a servizio della comunità. Funzionan-              ascoltare e cercare insieme una solu-                                          continua a pag. 12 >

                                                                                                                 Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020   11
verso la GMMR                                                                                                                  da leggere

                                                                            Animali e etica
nell’affrontare all’inizio il problema.
Al contrario, chi è venuto in tempo
ha spesso trovato la soluzione grazie a
interventi mirati e tempestivi (aggiun-                                     Il rapporto con gi animali e il nostro stile di vita: nel libro
go io: il fattore ‘tempo’ è decisivo, non                                   “Etica animale. Una prospettiva cristiana” il teologo Martin
solo in caso di malattie e di incidenti                                     Maria Lintner rilancia i temi della Laudato si’.
stradali!)                                                                  di Maria Teresa Pontara Pederiva

Il Papa ha accennato al lockdown:

                                                L
“Nel 2020 per settimane il silenzio                 ’infanzia trascorsa
ha regnato nelle nostre strade”. Il Co-             in un maso sudti-
vid-19 ha impedito l’incontro con le            rolese - a contatto con
persone, ma il Centro d’ascolto non si          ogni sorta di animali
è fermato…                                      domestici, cani, gatti,
È vero, non abbiamo più potuto in-              mucche, pecore, capre,
contrare fisicamente chi aveva biso-            conigli, polli … - a due
gno, ma lo abbiamo fatto in modali-             passi dal Santuario
tà diverse, al telefono soprattutto e,          della Madonna di Pie-
quando possibile, con videochiamate.            tralba è l’esperienza da
All’inizio è stato molto difficile anche        cui prende le mosse
per noi, perché nell’ascolto dal vivo i         padre Martin Maria
gesti ci dicono molto, le espressioni           Lintner, religioso dei
del volto, le lacrime, la compostezza o         Servi di Maria, docen-
l’agitazione… insomma, osserviamo               te di teologia morale
quel “linguaggio del corpo” che rac-            a Bressanone e Inn-
conta tanto, pur senza parole. Abbia-           sbruck. Nella traduzio-
mo dovuto re-imparare l’ascolto puro,           ne di Queriniana, per
quello dell’orecchio, e dunque anche            la collana di Teologia
trovare le parole giuste da dire, al mo-        contemporanea, arri-
mento opportuno. Abbiamo continua-              va sugli scaffali ”Etica                              Padre Lintner, docente di teologia morale
to il nostro servizio per restare vicino        animale” (304 pagine),
a chi è nel bisogno: ed è fortissimo            un testo che raccoglie le riflessioni nate     rienza di essere interpellati dal dovere
il bisogno di ascolto! La solitudine è          da un interesse di studio per il diploma       è un elemento essenziale dell’auto-espe-
pesante, ma può essere in parte lenita          alla Facoltà cattolica dell’Università di      rienza e dell’auto-osservazione umana».
da chi può e vuole ascoltare, anche al          Vienna. È nella capitale austriaca che il      Sarà allora la “responsabilità” la chiave
telefono. Abbiamo cercato di costru-            religioso ha potuto far tesoro delle con-      di lettura del rapporto uomo/creato.
ire una relazione positiva a distanza,          versazioni con l’etologo Kurt Kotrschal,       Tutti gli esseri viventi sono “oggetti mo-
che incoraggia a proseguire insieme,            ma nel libro si dà spazio anche alle pa-       rali” - destinatari di obbligo morale e
nella speranza di trovare una soluzio-          role di studiosi come Albert Schweitzer,       inclusi nella comunità morale - e ogni
ne, alleviando così la disperazione che         Peter Singer (il filosofo che ha fondato       essere umano ha il dovere di rendere
serpeggia in molte vite, oggi ancor più         nel 2006 a Oxford il “Centre for Animal        conto delle sue azioni nei loro confronti.
di prima della pandemia.                        Ethics” sviluppando una propria visione        Di conseguenza il concetto di “dignità
                         Paola Vismara         del rapporto con gli animali), Tom Re-         animale” e l’imperativo categorico di
                                                gan, Martha Nussbaum, Richard David            “etica animale”: agisci in modo da non
                                                Precht, Ursula Wolf, Anne Siegetsleit-         utilizzare mai gli animali semplicemen-
     2mila incontri l’anno                      ner, Leonie Bossert...                         te come mezzi per soddisfare i tuoi in-
                                                Nell’Anno speciale dedicato alla Lauda-        teressi.
     Nel 2019 il Centro ha accol-               to si’ è significativa la sua piena appro-     La responsabilità su cui fa leva padre
     to e seguito 774 persone (607              vazione dell’enciclica di papa Francesco       Lintner si rivela l’unica arma per com-
     uomini; 167 donne). Incontri               pubblicata nel maggio 2015, un docu-           battere la distruzione del pianeta anche
     totali: 2024 (la stessa perso-             mento che colma il ritardo della Chiesa        per quanto riguarda la biodiversità ani-
     na viene incontrata più volte).            cattolica su questi temi. È in quest’otti-     male. Degno di nota, infine, il tono del
     CONTATTI: Centro d’ascolto                 ca che Lintner colloca il suo lavoro: «In      discorso che non “invade” mai il campo
     Caritas diocesana, tel. 0471               questo libro - scrive - non si intende dare    scientifico, ma lo valorizza.
     304 308, mail cda@caritas.bz.it.           una fondazione dell’esigenza morale che        Maria Teresa Pontara Pederiva, inse-
     Apertura al pubblico lunedì, mer-          chiede ad ogni essere umano di agire in        gnante in Trentino, scrittrice e giornali-
     coledì e venerdì dalle 9 alle 11.          modo moralmente buono e giusto. Si             sta freelance (la recensione è pubblicata
                                                darà invece per presupposto che l’espe-        anche da Vita Trentina e La Stampa)

12    Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020
caritas

Marta&Maria, Casa di ascolto e servizio
È   stata inaugurata in stile sobrio
    (come si addice non solo a causa
delle restrizioni sanitarie) la nuova sede
della Caritas diocesana a Merano. Non
sarà solamente un insieme di uffici,
ma innanzitutto una “casa”. Un luogo
di ascolto e accoglienza, dove vivono
e lavorano persone. Vi trovano spazio
Moca (consulenza migranti), i servizi
Hospice, Consulenza debitori, Assisten-
za domiciliare (con Integra e Mosaic) e
Caritas&Comunità. Nei piani superiori
dieci piccoli alloggi ospiteranno perso-
ne con difficoltà abitative. La struttura è
dedicata a Marta e Maria, le due sorelle
che accolsero Gesù a casa loro, due di-       Ultimata la nuova sede della Caritas diocesana a Merano
mensioni essenziali della Caritas e della
comunità cristiana: l’ascolto e il servi-     posto della comunità, essa porta la co-           Maria sono un tutt’uno”, ha detto il ve-
zio (simboleggiate, all’inaugurazione,        munità a mettersi al servizio delle per-          scovo Ivo Muser nella cerimonia di be-
da sedia e grembiule). Sono dimensioni        sone. Così anche in casa Marta&Maria.             nedizione della casa. “L’ascolto e l’azione,
che possono entrare in conflitto. Fra di      Un tempo il luogo dove sorge la nuova             la riflessione e l’impegno, la preghiera
esse non va solo trovato un equilibrio,       sede era “fuori le mura”. Oggi si trova in        e il lavoro non sono atteggiamenti tra
ma vanno integrate l’una nell’altra.          posizione centrale. In ogni epoca c’è sta-        loro in contrapposizione. Solo insieme
Non c’è servizio senza ascolto e non c’è      ta la tendenza a mettere i poveri “fuori          possono essere espressione della carità
vero ascolto senza servizio. La Caritas       le mura”, invece è bene che le persone in         cristiana, di quell’amore che Dio cerca
è soprattutto quell’attività pastorale che    difficoltà restino al centro della comu-          e serve nell’uomo. Dio nell’uomo e l’uo-
accompagna la comunità a farsi carico         nità cittadina. Una comunità che emar-            mo in Dio, questo è il programma che
delle proprie responsabilità. La Caritas      gina produce quella che papa Francesco            auguro alla nuova sede della Caritas a
non si mette al servizio delle persone al     definisce “cultura dello scarto”. “Marta e        Merano”.pv

 Diözese Bozen-Brixen
 Diocesi Bolzano-Bressanone
                                                  La fame non fa ferie
                                                  P
 Diozeja Balsan-Porsenù

                                                       arte il 16 luglio la nuova edizione      all’acqua potabile. La situazione è resa

 La                                                    della campagna di sensibilizza-
                                                  zione e raccolta fondi della Caritas
                                                                                                più drammatica dai miliardi di cavallette
                                                                                                che hanno invaso molte zone dell’Africa

 fame                                             diocesana “La fame non fa ferie”.
                                                  Le restrizioni legate al coronavirus
                                                                                                distruggendo gran parte delle pianta-
                                                                                                gioni e i pascoli per gli animali. Grazie

 non fa                                           hanno portato e stanno portando
                                                  alla fame milioni di famiglie. In Afri-
                                                                                                soprattutto alla campagna “La fame non
                                                                                                fa ferie”, lo scorso anno la Caritas altoa-

 ferie
                                                  ca, nonostante i numeri mostrino              tesina ha potuto sostenere molti progetti
                                                  uno sviluppo della pandemia meno              in nove Paesi africani e quest’anno farà lo
                                                  grave che in altre parti del mondo,           stesso. Su invito del vescovo Ivo Muser,
                                                  una situazione alimentare già grave           le parrocchie altoatesine parteciperanno
                                                  sta però degenerando in emergenza             alla campagna nella giornata di venerdì
                                                  fame in molti stati. Migliaia di perso-       31 luglio (oltre che con varie altre inizia-
                                                  ne che si erano garantite un sosten-          tive) suonando le campane delle chiese
                                                  tamento con piccole attività, a causa         alle tre del pomeriggio più a lungo e più
 La sopravvivenza                                 dei blocchi sono ora senza reddito e          intensamente del solito per risvegliare,
 di tante persone                                 non sanno più come sfamare le loro            nell’ora della morte di Cristo, le coscien-
 dipende anche da noi
                                                  famiglie. I bambini sono i più colpi-         ze di tutti e invitare la popolazione a par-
 www.caritas.bz.it | info: 0471 304 339
                                                  ti: a causa della chiusura delle scuole       tecipare alla lotta contro la fame.
                                                  non hanno nemmeno più l’unico pa-             Fabio Molon, settore Mondialità
Il manifesto della campagna Caritas 2020          sto nutriente giornaliero e l’accesso         della Caritas diocesana

                                                                                                        Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020   13
psicologia&spiritualità

                                  Insicuri, quindi più umani
                                  La scossa del coronavirus ci fa prendere atto della nostra precarietà, ci ha resi coscienti di essere interdipendenti
                                  fra noi e con tutte le forme di vita. L’insicurezza come porta di ingresso alla comprensione della nuova umanità.
                                  di Dario Fridel

S   pecie nel nostro mondo occiden-
    tale stiamo assistendo al crollo
di tante illusorie certezze. Molte
                                                      nelle trappole di una
                                                      mente ingannevole. Il
                                                      vivere interrogandosi e
le abbiamo coltivate nel nome di una                  cercando… senza mai
concezione riduttiva di progresso di-                 adagiarsi entro degli
menticando purtroppo che esso do-                     schemi sarebbe quindi
vrebbe – se è tale – esserlo per tutti                il vero vivere: è un af-
e riguardare tutto l’uomo, quindi an-                 fidarsi allo Spirito. La
che la sua dimensione spirituale. Mol-                scienza stessa del resto
te altre convinzioni, specie se legate a              sta abbandonando una
tradizioni considerate religiose, sono                visuale    meccanicisti-
diventate atteggiamenti di vita e le ab-              ca sulla vita, ci educa
biamo spesso sostenute come se fos-                   al dubbio, alla ricerca,
sero dettate direttamente da Dio. Per                 alla compassione ri-
questo J.S.Spong (Vita eterna, Ed.Ga-                 cordandoci che l’inter-
brielli) afferma: “La religione nel pas-              dipendenza è alla base
sato era una ricerca di sicurezza, ma                 delle relazioni esistenti
la sicurezza è qualche cosa che io non                nell’Universo.
considero più una virtù. Devo cercare
di accettare l’insicurezza come uno dei               I cambiamenti religiosi
tratti essenziali della nostra umanità e              Il grande filosofo Nor-
sforzarmi di aiutare la gente a capire                berto Bobbio, come
che essa non è più un difetto, ma la                  uomo di ragione e
porta di ingresso alla comprensione                   non di fede, sapeva di
della nuova umanità”.                                 essere immerso nel
                                                      mistero: significa ca-
Un nuovo modo di essere                               pacità di interrogarci,
Il coronavirus ci ha impegnati a dan-                 voglia costante di ri-
zare con la morte, a prendere atto della              cerca, meraviglia e ri-
nostra precarietà; ci ha resi coscienti               conoscenza, passione.
di essere profondamente interdipen-                   La verità quindi non è
denti fra noi e con tutte le forme di                 più un possesso, non
vita. L’insicurezza, l’incertezza, il biso-           la si incontra in ambiti separati; ma               non è segno di ortodossia; è un segno
gno di riorganizzarci sembravano così                 nel bel mezzo dell’umano, del cono-                 dell’essere spiritualmente morti, Il
essere il preludio di un nuovo modo                   sciuto, del mondano. L’uomo che                     compito della religione non è di tra-
di essere: più prudente, più rallentato,              veramente cerca, vive una specie                    sformarci in buoni credenti; è quello
orientato alla cura, attento agli ultimi,             di tensione mistica: sa collegare                   di approfondire ciò che è personale
riappacificato con la Terra e con le                  ciò che è gramo e insignificante con il             dentro di noi, di abbracciare la poten-
energie cosmiche. Certo la tentazione                 tutto, con ciò che è permanente; non                za della vita, di estendere la nostra co-
di far prevalete il calcolo, la competiti-            conosce distinzioni fra atei, credenti,             scienza in modo che possiamo vedere
vità, la riuscita individuale, il giudizio,           agnostici. Apprezza la confluenza di                cose che gli occhi normalmente non
le ragioni della mente rispetto alle ra-              religioni e umanesimi. Si sente così                vedono. È quello di cercare una uma-
gioni del cuore è ancora grossa. Inve-                aiutato a relativizzare, a scendere in              nità che non è governata dal bisogno
ce di riflettere su noi stessi tendiamo               profondità, ad attingere alle miniere               di sicurezza, ma che si esprime nella
quindi a proiettare sugli altri. E così ci            della misericordia e scoprire il cielo              capacità di donarci”. È la legge dell’in-
sfugge la nostra nobiltà interiore. Giu-              come nucleo della terra. Johan Shel-                carnazione: la scoperta del divino nel
stamente Galimberti ci ricorda quan-                  by Spong riferendosi ai cambiamenti                 cuore dell’umano.
to sia importante imparare a porci                    religiosi che questo modo di interro-
domande, a risalire magari a quelle                   garsi implica afferma: “il credere con                Don Dario Fridel ha insegnato religione, psico-
                                                                                                            logia della religione e psicologia pastorale
più essenziali, proprio per non cadere                il cervello umano a concetti obsoleti

14   Il Segno, Numero 7 – Luglio/Agosto 2020
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