Sanità: per il Mattone o per il Malato? - San Benedetto del Tronto - Sanità: per il Mattone o per il Malato? E quali infrastrutture?

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Sanità: per il Mattone o per
il Malato?
San Benedetto del Tronto – Sanità: per il Mattone o per il
Malato? E quali infrastrutture?
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Drago qui e scarico li
San Benedetto del Tronto, 2020-09-04 – Drago qui e scarico li
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Iniziano oggi i lavori di spostamento dei sedimenti
dell’imboccatura del Porto di San Benedetto
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L’irriverente.   Finalmente
possiamo dormire tranquilli,
il Tg1 ci ha informati che
Briatore è stato dimesso
dall’ospedale e va a casa
della Santanché
Firenze, 29 Agosto 2020. Erano giorni e giorni che non
riuscivamo a dormire tranquilli, con risvegli in bagni di
sudore, per la preoccupazione del ricovero al San Raffaele di
Milano di Flavio Briatore. Ma oggi seguendo il Tg1 in apertura
e dando anche un’occhiata online ad alcune prime pagine di
noti quotidiani, ci siamo tranquillizzati:     il manager del
Billionarie in Sardegna, dove ci sono stati una sessantina di
infettati per covid-19, è stato dimesso e farà la sua
quarantena a casa. Ma ci siamo preoccupati quando abbiamo
sentito (sempre le stesse fonti, inclusa quella della tv di
Stato) che sarebbe stato ospitato a casa di Daniela Santanché…
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urka, ma la nota imprenditrice rischia la vita… ma ci siamo
informati meglio ed abbiamo scoperto che Briatore non sarà
sotto lo stesso tetto della senatrice di Fratelli d’Italia, ma
avrà a disposizione un’ala indipendente della villa di tre
piani. Ah, meno male che la vita non è solo tuoni e fulmini,
ma ogni tanto si vedono pezzi di cielo sereno che si fanno
spazio tra quei nuvoloni che intristiscono e rendono
pericolosa la nostra vita in periodo di pandemia.

Oltre alle cronache quotidiane (grazie Tg1) ora attendiamo con
ansia i giornali specialistici, cosiddetti scandalistici. Loro
sì che saranno una fonte inesauribile per la nostra serenità,
con tutti i particolari del caso, le foto, le frasi “rubate” e
le interviste a quelli che in qualche modo hanno anche a che
fare con il nostro beniamino.

Ci è venuta in mente una frase “Dio li fa e poi li accoppia”.
Ma si sa, siamo irriverenti.
E comunque ora andiamo a portare la spesa al nostro vicino di
83 anni, rilasciato/scappato dalla Rsa qui vicino, e che passa
la quarantena nei 35 metri quadri di una seconda casa messa a
disposizione da chi ce l’ha ad una associazione caritatevole.

Nel frattempo, crediamo sia proprio il caso di cercare
l’ultima bolletta della luce ed avere la conferma che
attraverso essa stiamo pagando l’imposta per il possesso
dell’apparecchio tv, il cosiddetto canone… quindi ci
informiamo e vediamo un po’ come liberarci di questo
apparecchio e non continuare a dare il nostro contributo a chi
apre il Tg di Stato con queste notizie.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
URL: http://www.aduc.it
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Maurizio Boldrini: “Stefania
Monteverde     e   Francesca
D’Alessandro, questa sarebbe
stata la partita!”
MACERATA, 2020-08-28 – Riceviamo e pubblichiamo           una
riflessione estemporanea di Maurizio Boldrini

“Per quest’anno sono libero da candidatura comunale, ha
ricevuto diverse proposte ma ho dovuto rispondere no per
motivi di salute. Quindi mi diverto liberamente con qualche
riflessione estemporanea sui candidati e sulle prospettive di
questa prossima competizione.      Intanto una costatazione,
scorrendo l’elenco dei sindaci dal dopoguerra ad oggi si
noteranno parecchi nomi d’avvocati, si sa che a Macerata ci
sono più avvocati che panettieri, e non deve sembrare strano
che ci siano tanti sindaci avvocati, poiché a Macerata c’è uno
studio d’avvocatura che da decenni, da dietro le quinte, ma
non tanto, detta le sorti di questa città. A mio padre già 55
anni or sono fu detto che se voleva affrancarsi dal suo
faticosissimo lavoro alla fornace Smorlesi, avrebbe dovuto
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fare la fila da un notabile parlamentare maceratese, il nome
lo conoscono tutti, inutile farlo. Mio padre, su certe cose
impaziente come me, fece un paio di volte la fila dei
questuanti nel suo studio, dopodiché gli strappo la tessera
della DC in faccia, e per molti anni fece il muratore prima di
“riposarsi” a fare il bidello. Bisognerebbe scrivere un libro
su questo signore e prima di lui sulla sua famiglia perché non
credo ci sia in Italia una persona che per tanti anni è stata
influente e lo è ancora sulle sorti amministrative di una
città operando da dietro le quinte, come Lorenzo De’ Medici a
Firenze, ma lui non durò così tanto. Ora questa persona,
simbolo storico maceratese, da una pare ha fatto tanto del
bene a molti maceratesi, incalcolabili sono i posti di lavoro
che ha procurato, ma sì facendo ha tagliato le gambe a tanti,
tanti valenti professionisti, artisti, lavoratori che non
erano della sua “parrocchia”, un danno enorme per la città,
così relegata a una provincialità mediocre, surclassata solo
da singoli operatori che per estro e genialità personale pur
vivendo e resistendo in tale mediocrità sono riusciti a
scavalcare il “ghetto” con le loro opere, imponendosi a
livello nazionale e internazionale. Fatto sta che uno dei
candidati Sindaci 2020 è ancora un avvocato emanazione di
questo sistema secolare, maceratese tipico: però ha un volto
simpatico, un po’ troppo furbo, ma va bene, e poi il nome:
Narciso Ricotta, accoppiata più simpatica non si può, ed onore
ai genitori per il coraggio nella scelta di Narciso. L’altro
principale candidato, completamente diverso          è Sandro
Parcaroli, è ancora un pesce fuor d’acqua, sembra
disorientato, non è certo un maceratese tipico, è dell’alto
maceratese, un territorio e un indole completamente diversa
dalla città e dalla costa, passo lento e resistente, un passo
che dovrebbe uscire alla distanza, appare come persona
elegante, un po’ “fulardato”, ma non ha lo svantaggio di Della
Valle che per quando elegante-sportivo voglia sembrare,
proprio non gli riesce. E poi è artefice di una grande azienda
e saprà certo creare un gruppo all’altezza della situazione
per la gestione del Comune. Poi c’è il terzo incomodo (taccio
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gli altri perché proprio non avrei nulla da dire): Roberto
Cherubini, che venderà cara la pelle, appare come una persona
semplice nei modi e nelle cose da fare, mi pare proprio una
persona assennata, e faccio finta che non appartenga ai 5
stelle.
La questione però è che a Macerata ancora una volta pare
andare in direzione sbagliata, il santo di Macerata è quel
controverso di San Giuliano, non è San Giusto che riporta il
Giusto. Già il giusto, per questa tornata elettorale il
giusto, senza le solite influenze con febbre di potere,
sarebbe stata una onesta competizione tra due candidate, e sui
nomi non c’era un gran che da pensare: Francesca D’Alessandro
per il centro destra e Stefania Monteverde per il centro
sinistra, semplice e stop, il resto è la solita Macerata
piccola che vuol fare la grande. Ecco il perché, conosco
Francesca D’Alessandro da quando giovanissima fu allieva della
mia Scuola di Recitazione: bravissima come attrice, bravissima
come allieva, seria e precisa, poi ci perdemmo di vista, la
ritrovai moglie e madre altrettanto brava, impegnata su più
fronti, capace di tenere sotto controllo tutto, e poi la
rividi come se non fossero passati anni, la stessa vitalità e
passione di allora, buon segno di vita vissuta bene. Un
discorso a parte per Stefania Monteverde, la criticai
aspramente (troppo aspramente, e me ne sono scusato) per
diverse cose, persi il controllo quando vidi la foto di lei
col sindaco sul trenino sotto l’orologio della torre civica
(per me restaurato in maniera orrida). Però, c’è un però per
me determinante. Da 40 anni ne ho conosciuti tanti di
assessori alla cultura, e ne potrei citare di bravi, mi limito
al primo, dall’aspetto burbero e dal cuore d’oro: Calise. Però
al di là delle scelte, per me alcune decisamente contestabili,
riconosco che Stefania Monteverde tra tutti gli assessori alla
cultura è colei che ha svolto una mole di lavoro enorme,
raggiungendo risultati importantissimi specie sul fronte
musei, biblioteca, vitalità estiva della città, insomma al
tempo stesso è stata capace di fondare istituzioni durature e
i cosiddetti eventi effimeri che “fanno gioco”. Quando si è
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trattato di votare alle primarie del PD per la scelta del
candidato sindaco, con coraggio e un po’ vergognoso mi sono
presentato alla porta della sede del PD per votare Monteverde,
speravo di passare in incognito, invece mi conoscono tutti e
tutti m’hanno salutato con estrema sorpresa, in più quando
esco incontro due care amiche che anche loro vanno per votare
Monteverde, mi fanno: Maurizio ma che ci fai qui! E va bè una
volta sono entrato anche nella sede del PD, ma per una ragione
che sentivo profondamente giusta! La partita invece si
giocherà tra maschi, peccato proprio, questa era la volta
giusta delle due donne che ho nominato, sarebbe stata
semplicemente la sfida più giusta. Macerata invece “toppa”
ancora, nel segno aleatorio di una unità d’intenti, che presto
si sfalderà sotto i colpi delle prime delusioni. Spero almeno
che le due signore, in virtù dei risultati certamente buoni
che otterranno saranno onorate con incarichi importanti. E
come si dice: vinca il migliore! Adesso che mi ricordo: tra i
politici, ma come si fa a tenere da parte Mandrelli, è non
solo la persona più competente, ma studiata, con grandissima
esperienza e intelligenza, che forse la sua testa spiccherebbe
troppo dalla mediocrità circostante! Ah Macerata Macerata… Per
rendere meno provinciale Macerata occorrerebbero poche cose da
realizzare, radicali nella forma e quindi nei contenuti, ma
queste idee me le tengo per me perché ne circolano tante,
troppe in giro. E non andrà tutto bene come replicato dallo
stupido slogan: ma andrà come è possibile, nella fondata
speranza di una Macerata sempre migliore. PS -Per il Sindaco
uscente Romano Carancini: di lei è stato detto molto bene e
molto male, non se ne preoccupi, per quanto mi riguarda sento
di ringraziarla, sono un lettore di professione e a me basta
il dettaglio della sua espressione quando Macerata non fu
scelta come capitale della cultura, ricordo quel suo volto
incapace di celare il disappunto: un fanciullino al quale era
stata sottratta la marmellata, bellissimo e onesto.”
Promuovere   la  centralità
ospedaliera del Madonna del
Soccorso
San Benedetto    del   Tronto,   2020-08-23   –   Riceviamo   e
pubblichiamo

Promuovere la centralità ospedaliera del Madonna del Soccorso,
da sempre in prima linea nella gestione dei pazienti, e
riconsegnare il personale sanitario nei reparti e al pronto
soccorso oggi al di sotto delle necessità

“La voce politica massimale è quella di costruire ” a tutti i
costi ” l’ospedale nuovo, perdendo di vista questioni
funzionali e vitali per le attività dei reparti e dei servizi.
Se da una parte il Candidato Acquaroli afferma che farà
funzionare i due Ospedali (e per noi va bene) dall’altra il
Candidato Mangialardi parla di servizi territoriali da portare
avanti ( e per noi non va bene). Attualmente il Madonna del
Soccorso si ritrova con oltre 30 posti letto in meno tra
ortopedia e chirurgia; il pronto soccorso, con una carenza
medici senza precedenti ( 15 medici più il primario) sostiene
a stento l’azione assistenziale a sostegno della medicina
d’Urgenza che possiede 13 posti letto ubicata al piano -1;
due Osservazioni temporanee poste al piano-2 del pronto
soccorso di cui una con 8 posti letto ed una con 12 posti in
box barelle, per un totale di 20 letto. Questo per tamponare
la mancanza dei posti letto.

Benito Rossi

Mancano all’appello 6 medici e così procedendo non si lavora
in sicurezza, né per l’organico né per l’ubicazione delle
stanze separate e promiscue ubicate sul piano del pronto
soccorso. I medici per il pronto soccorso vanno reperiti e
quelli che ci vogliono rimanere occorre tenerli. Se poi, il
pronto soccorso, la medicina d’Urgenza e le osservazioni
temporanee covid e non covid non interessa, lo dicano
chiaramente.

A volte ci chiediamo dove stanno le forze sociali a fronte di
tutto questo. Altro che offerta territoriale! Così si sta
minando seriamente la centralità ospedaliera con il chiaro
intento di portarci ad essere ospedale di base.”

Orgoglio Civico

Presidente Benito Rossi

Referendum            numero
parlamentari.    Un    mondo
distaccato? Partecipiamo
Firenze, 22 agosto 2020. Ad un mese dal referendum che
dovrebbe ridurre il numero dei parlamentari, mentre gli
italiani sembrano distratti tra vacanze liberatorie e i
politici che sembrano    discutano fra loro solo a colpi di
slogan o di silenzio, la scadenza si avvicina e… speriamo sia
rispettata (la nostra principale preoccupazione è l’estendersi
della pandemia covid). Così come speriamo sia rispettata
l’apertura di quelle scuole che dovrebbero riaprire e
richiudere dopo meno di una settimana per “ospitare” i seggi
elettorali *.
Per chi volesse informarsi sulle ragioni del SI’ (taglio dei
parlamentari) e del NO (situazione attuale), con un po’ di
buona volontà lo può fare saltellando, per l’appunto, tra
slogan comprensibili solo agli addetti ai lavori e
argomentazioni dotte e di buon senso, per entrambi gli
schieramenti.
Noi cittadini economici (consumatori ed utenti) ci limitiamo
ad una osservazione: perché tagliare il numero dei
parlamentari?
1 – la motivazione dei promotori è di risparmiare. Chi lo dice
è lo stesso che, per esempio, quando emergono fatti come i 600
euro presi dei parlamentari gridano allo scandalo e si
prodigano con richieste e iniziative di espulsioni dei loro
colleghi e/o eletti. Notare che chi ha avuto i 600 euro è
perché la legge glielo consentiva, legge votata dagli stessi
che hanno gridato allo scandalo e che, col fumo dello sdegno,
coprono la loro incapacità di legislatore (1).
Sull’ammontare dei soldi che verrebbero risparmiati con meno
parlamentari… stiamo parlando dello “Zero virgola Zero” dei
bilanci dello Stato, somme ininfluenti per qualunque tipo di
progetto economico su cui utilizzarli in alternativa per un
bene pubblico. Sono i cosiddetti costi della democrazia che, a
parte i regimi autoritari, sono necessari per far funzionare
il nostro sistema. Si potrebbe disquisire come utilizzarli e
distribuirli meglio, ma non è questo l’argomento del
referendum.
2 – l’altra motivazione è che con meno parlamentari il sistema
democratico funzionerebbe meglio. Questo argomento è sostenuto
da promotori che si dicono interpreti del popolo e nuovo
sistema di collegamento tra lo stesso popolo e le istituzioni.
Qui ci sfugge qualcosa. Come si fa a sostenere che diminuendo
il numero dei parlamentari si migliorerebbero i rapporti degli
stessi coi loro eletti? Già oggi (ripartizione numerica che
viene contestata dal referendum) è praticamente impossibile
per un elettore interloquire con la persona che ha eletto
(tranne alcuni casi rari e per testarda volontà dell’eletto)…
perché dovrebbe esserlo un domani che il numero di elettori
per nominare un deputato dovrebbe essere maggiore?
Noi coltiviamo un intendimento in merito: un sistema
elettorale secco, all’inglese o grossomodo all’americana, dove
un collegio piccolo elegge un suo deputato che vince a
maggioranza sugli altri in gara, e questo eletto sarebbe
giocoforza costretto ad avere un rapporto continuo con gli
elettori del collegio, anche quelli che non lo hanno votato,
perché rappresenterebbe le istanze del territorio
nell’assemblea legislativa. Quindi, se una riforma in merito
si volesse fare, sarebbe proprio quella di approvare un
sistema elettorale uninominale secco (senza recuperi di resti
che farebbero eleggere chi è stato bocciato in qualche altro
collegio); riforma che potrebbe comportare anche un aumento
dei parlamentari da eleggere non certo una diminuzione.
Questo lo pensiamo proprio perché ci teniamo che elettori ed
eletti si conoscano bene, dialoghino fra di loro e che
l’eletto, nella sua autonomia decisionale        ovviamente,
rappresenti le istanze del territorio.
Il nostro intendimento c’entra poco col referendum che si
terrà fra un mese, ma c’entra molto con un modo di intendere
la rappresentanza politica, collegandola all’elettorato.
Oggi i promotori diffondo cortine di fumo facendo credere di
fare il bene del popolo. Di fatto promuovono un sistema di
rappresentanza che per il numero maggiore di elettori
necessari a nominare un rappresentante e la necessaria
ampiezza del territorio di riferimento, allontana ancora di
più eletti ed elettori. Più di quanto già siano lontani grazie
ad un sistema elettorale (quello vigente) che fa decidere a
priori ai partiti chi deve essere candidato ed eletto… che non
sarebbe male se i partiti rappresentassero il popolo… ma
qualcuno si sente di affermare che questa rappresentanza oggi
sia tale?
In sintesi questo referendum potrebbe solo peggiorare
l’attuale situazione. E’ giusto che si tenga perché c’è chi,
secondo la legge, ha chiesto che gli elettori siano chiamati
ad esprimersi. Ma sarebbe altrettanto e necessariamente giusto
che l’informazione, anche e soprattutto quella che paghiamo
con le nostre imposte, ci facesse comprendere come e perché.
Ma sembra che così non sia.

Queste sono le nostre opinioni, auspicando che ognuno cerchi
il più possibile di informarsi per partecipare e decidere a
ragion veduta. Conoscere per giudicare.

* esterniamo dubbi sulla capacità dell’Esecutivo che non ha
trovato un’alternativa ad insediare i seggi nelle scuole o
(possibile alternativa ma non considerata) a tenere le scuole
aperte pur coi seggi all’interno. Situazione che la dice lunga
sulle priorità di chi ci governa, tra rinnovo dei loro poteri
(regioni e comuni) e consultazione referendaria come impegno
elettorale.

1-   https://www.aduc.it/comunicato/600+euro+deputati+star+-
comuni+mortali_31590.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
Meloni in Città, Edward Rino
Alfonsi: “Assembramenti e
rishio    per   la    salute
pubblica”
San Benedetto    del   Tronto,   2020-08-21   –   Riceviamo   e
pubblichiamo

“Il buon senso ha minimizzato i festeggiamenti dell’edizione
2020 della Festa della Madonna della Marina a San Benedetto,
causa covid. Ieri, per motivi strumentali e fini politici, in
un momento così preoccupante per il rischio covid tornato ai
livelli d’allerta di maggio, la politica al governo della
Città ha permesso assembramenti e alzato il rischio della
salute pubblica permettendo alla Meloni d’intervenire nella
campagna elettorale spendendo soldi pubblici per le numerose
forze dell’ordine, paralizzando per un giorno la Città e
facendo scempio dei giardini pubblici della Città. Il costo in
termini economici e umani sono stati altissimi perché le tante
forze dell’ordine in mare, sulla terra ferma e nei cieli hanno
reso la campagna elettorale un costo inutile per la Città e
messo a rischio la salute pubblica. Il rischio covid è stato
sempre sottovalutato dal sindaco, a dimostrazione ci sono le
innumerevoli sollecitazioni del questore di Ascoli Piceno a
gestire la cosa pubblica con la diligenza del buon padre di
famiglia. Dal punto di vista politico è la dimostrazione che
il senso dello Stato e del valore pubblico a mio avviso sono
fortemente carenti presso questa amministrazione.”

Edward Rino Alfonsi
Ospedale di eccellenza e
dintorni,   la   replica   di
Claudio Benigni ad Alessandro
Luciani   non   si  è   fatta
attendere
San Benedetto del Tronto, 2020-08-15 – Riceviamo e
pubblichiamo la replica di Claudio Benigni ad Alessandro
Luciani
“Qualche giorno fa ho scritto un articolo con l’intento di
difendere Anna Casini dall’attacco del candidato leghista
Andrea Antonini che non pago dei disastri combinati in
Lombardia dalla sua parte politica, rimprovera la
vicepresidente per un dietro-front a suo dire ridicolo sul
fronte sanita’.
In poche parole ho spiegato al candidato leghista che non si
trattava di nessuna folgorazione sulla via di Damasco ma di un
possibile e logico ripensamento alla luce dei fatti.
Semplici ipotesi insomma che al “condizionale” potrebbero
avverarsi, visto che dopo il Covid il mondo e’ cambiato. Se
“dovessero” essere superati i paletti del Balduzzi, se
“potranno” essere utilizzati i fondi europei oggi esistenti,
se a SBT fra meno di un anno “dovesse” esserci, come mi
auguro, un sindaco di centrosinistra, avremmo una situazione
molto diversa da quella di ieri. Uno scenario differente e più
sereno col quale ragionare sulla riorganizzazione del sistema
sanitario, senza le strumentalizzazioni e i giochetti messi in
atto in questi anni da Castelli e Piunti.
E in quest’ottica, sulla scorta delle aperture importanti
fatte di recente da alcuni sindaci della vallata, potrebbe
essere rivista, perché no, anche la tanto discussa location
del nuovo nosocomio.
Che avrei detto di strano?
Nulla, cose già dette prima di me da altri dirigenti del
partito (Lucciarini e Casini in primis), ed ovviamente
condivisibili.
A questo punto ti aspetti che anche altri scendano in campo
per difendere la vicepresidente ed invece no, anzi interviene
Luciani che però si scaglia contro il sottoscritto. Ma come
dico io!? … si in passato abbiam visto Luciani allearsi con
Casapound per sbaglio, ma oggi non mi sarei mai aspettato di
trovarlo addirittura contro la Casini quasi ad avallare le
invettive del sovranista ascolano.
Se Luciani avra’ tempo e modo di leggersi le mie parole
testuali, scoprirà non solo che non ho mai archiviato il
progetto di Spinetoli che ad oggi è e tale resta anche perché
non dipende dalla mia volontà, ma che ho, anzi abbiamo parlato
solo dei mutamenti che ci sono stati e che “potrebbero” con
tutta evidenza, aprire ad una diversa rimodulazione della
sanità picena.
Sull’accusa poi che mi sarei arrogato il diritto di parlare a
nome di tutto il PD senza passare al vaglio degli organismi,
va steso un velo pietoso.
Il sottoscritto, come tutti han potuto vedere, non ha parlato
a nome di tutto il PD ma nel proprio ruolo di Segretario di
Circolo, il quale ne ha da, sempre piena autonomia.
Altresi’ non è affatto vero che il mio pensiero dovesse essere
approvato da alcuna assemblea provinciale e perché sennò altri
prima di me avrebbero dovuto farlo e perché la mia era e resta
solo un ipotesi futuribile e possibile, peraltro legata alle
scelte dei livelli gerarchici di ordine superiore.
Dopodiché conoscendo meglio di Luciani i regolamenti del
Partito, per via del ruolo che svolgo di Tesoriere
Provinciale, posso affermare senza timore di essere smentito,
di essere un iscritto del PD con libertà di pensiero e parola,
non essendo così come sono, mai stato deferito alla
Commissione di Garanzia, e nemmeno dichiarato “decaduto”.
In altre parole, se Luciani intende parlare a nome del PD deve
innanzitutto iniziare a rispettarne i regolamenti.
Diversamente e mi dispiace per Lui, temo che non ne abbia
titolo.”Il Segretario del Circolo Primo Gregori
Claudio Benigni
  Ospedale di eccellenza, Luciani: “Non può essere ridotto a un
 mero argomento pre-elettorale”

   La Festa dell’Unita’ che si è svolta il 7-8-9 agosto in via
   Zara a S. Benedetto del Tronto, al di la’ dei numeri, ha
rappresentato e una ripartenza visto che erano anni che non si
svolgeva più e l’inizio di un percorso assieme alle diverse
anime del centrosinistra che fra meno di un anno vuol tentare
di riprendersi la citta.
Una festa ben riuscita dove i partecipanti tra un panino con
braciola, un bicchiere di vino e le strofe del grande maestro
Francesco Guccini, hanno assistito a interessanti dibattiti,
interviste e presentazione di libri.
Insomma, è stato bello ritrovarsi e confrontarsi, e questo è
stato possibile grazie ai nostri volontari (iscritti e non)
che si sono prodigati senza sosta. A loro un grazie infinito.
Ed infine visto che a causa di un contrattempo non ho potuto
partecipare al confronto con gli altri partiti del cx,
profitto per esplicitare anch’io la mia idea sulla “S.
Benedetto che vorrei” .
Non mi piace parlar male degli altri ma penso di poter dire,
senza, timore di essere smentito che dopo i 5 anni di non
governo dell’amministrazione Piunti, sono tanti i bisogni.
Sui pochi polmoni verdi rimasti in città, la politica dovrebbe
dire chiaro e tondo di volerli preservare, il patrimonio
arboreo della città merita una Task Force a tutela della
bellezza, la pulizia e la cura della città dovrebbe essere il
nostro biglietto da visita, la promozione turistica un must,
l’attenzione verso gli ultimi un imperativo, ma da 5 anni a
questa parte, nulla di tutto ciò è successo …. in altre
parole: COSI’ NON SI PUO’ PIU’ANDARE AVANTI!!!
La San Benedetto che vorrei e’ una città eco- sostenibile,
solidale, innovativa e sicura, ma soprattutto più bella e
vivibile. In quest’ottica, serve rilanciare il pensiero e
l’attività amministrativa. Come?

1) I comitati ‘Fermare il consumo di suolo e rigenerare la
città’” non hanno torto.
Se San Benedetto risulta la città con il più alto tasso di
consumo di suolo, il 38%, con una densità di popolazione la
più alta di tutta la regione, con una popolazione di 21.000
famiglie e una disponibilità di quasi 27.000 abitazioni, una
qualche riflessione va fatta.
Ergo: non c’è bisogno di nuove costruzioni. Serve invero un
serio piano urbanistico che metta l’accento sulla
riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e sugli
alloggi popolari da troppi anni fermi al palo, potenziando il
verde urbano e ripensando mobilità e vivibilità.

2) Per contrastare i cambiamenti climatici, occorre si
eliminare le coperture artificiali che impediscono il deflusso
delle acque piovane, ma occorrono anche opere pubbliche
indifferibili quali un nuovo piano di regimentazione
idraulica. Certo, non è l’unica opera pubblica di cui ha
urgenza questa città. Il pensiero mi corre alla Piscina
Comunale e allo stadio F.lli Ballarin, ma in verità sono molte
di più le opere da fare. Consentitemi allora di parlare di tre
progetti che sono da sempre il mio sogno:
# Un grande evento estivo all’altezza della regina del turismo
marchigiano;
# Destinare quella zona che da piazza Giorgini va verso il
mare allo sviluppo della Movida Notturna con mercatini, spazi
per il divertimento e magari un palco permanente (ad es. una
grande conchiglia rivolta verso il mare bella per architettura
ed utile per il contenimento dell’impatto acustico) che
favorisca il commercio ed il turismo ma allo stesso tempo
risolva alla radice il problema dei residenti che intendono
riposare.
# Per PDA sogno invece una straordinaria riqualificazione di
via del Mare e del sottopasso esistente compresa
l’acquisizione al patrimonio comunale di Villa Laureati con
annessa Torre e Caserma Guelfa oltre all’eccezionale parco
circostante, da valorizzare sotto il profilo ambientale e
turistico.

Insomma… per la San Benedetto del futuro sono davvero tante le
cose che vorrei e che sogno ad occhi aperti ma nel destarmi,
mi rendo conto che la priorità dovrà essere l’ascolto dei
cittadini per comprenderne istanze ed esigenze.
Ciò tuttavia, questa città ha l’esigenza di un progetto di
lunga durata, alla stregua di quello che sta facendo la città
di Rimini. Per liberare Rimini dallo smog dando spazio ai
mezzi elettrici, per rispondere al cambiamento climatico, per
ridare impulso alle attività commerciali e per rendere la
città pedonale, ciclabile, insomma più vivibile… si sta
lavorando su un piano strategico innovativo della durata di
15-20 anni dal titolo LIBERIAMO CENTRO E IL MARE. Un progetto
di svolta che include 16 km di lungomare, 110 milioni di
finanziamenti già rastrellati, tutti i bandi regionali già
vinti sulla cura e rigenerazione della città, il
coinvolgimento di oltre 10.000 persone compreso tutti i
principali enti pubblici e istituzioni.

Perché    no?…perchè    S.Benedetto    non   potrebbe    fare
altrettanto?……… realizzando ad es. dei maxi parcheggi agli
ingressi della città, al fine di trasformare quel quadrilatero
nevralgico della citta’ in una grande area ZTL, un centro
commerciale a cielo aperto ricco di eventi, animazione e
intrattenimenti?
Una zona pedonabile e ciclabile, servita da mezzi elettrici
come bus e metropolitana di superficie (ad eccezion fatta per
residenti e lavoratori) ?

Beh si, ci vuole coraggio! E’ un sogno anche questo? Non credo
ma qualora lo fosse io credo che questa città oggi più che
mai, ha bisogno di sognare e di volare alto. Ma non lo può
certo fare con il sindaco Pasqualino Piunti il quale si
compiacque di non aver fatto del suo programma elettorale il
libro dei sogni, promettendo la manutenzione ordinaria. Ed ora
finalmente tutti sanno, dopo quasi 5 anni, che non solo ha
toppato su tutte le grandi questioni, ma che ad eccezione
della cementificazione selvaggia, nemmeno quella “la
manutenzione ordinaria della città” ha fatto!
Insomma, spero davvero che dalla Festa dell’Unità di
quest’anno possa iniziare un percorso assieme a tutte le forze
del centrosinistra che ci conduca il prossimo mese di maggio a
riprenderci la
città.
Ce lo chiedono in tanti. Dobbiamo solo volerlo e farlo.
Il Segretario del Circolo Primo Gregori
Claudio Benigni
L’Assessore Baiocchi non si
tocca!!!
San Benedetto del Tronto – Riceviamo dal Consigliere Comunale
Brunilde Crescenzi e pubblichiamo

“Senza entrare nel merito delle decisioni del Sindaco in
materia di rimodulazione della giunta che sono di sua
esclusiva competenza e nelle modalità che riterrà più
opportune, mi corre l’obbligo di dissociarmi dalle
dichiarazioni  odierne del consigliere Chiodi, mio ex
capogruppo del gruppo consiliare    di “San Benedetto
protagonista”, quando unisce in un “forzato” parallelismo
l’assessorato ai lavori pubblici e quello alle pari
opportunità; due assessorati con pesi diversi e che, a mio
avviso, non sono affatto correlati e viaggiano su due binari
differenti.

Concordo nella      assoluta necessità , inevitabilità e
inderogabilità di      potenziare l’Assessorato ai lavori
pubblici, da me sempre caldeggiato fin dall’inizio di questo
mandato amministrativo, vista l’importanza del completamento
delle opere pubbliche messe in campo da terminare in tempi
stretti, affiancato alla promozione di un settore strategico
come quello produttivo e turistico, punto di forza della
nostra economia. Sono però molto    rammaricata e prendo le
distanze da una dichiarazione che sottende a screditare il
lavoro positivo e propositivo svolto dall’assessorato alle
pari opportunità in questi 4 anni, con il quale ho sovente
collaborato in qualità di consigliere comunale, con passione
ed entusiasmo.

Ritengo che disconoscere o sminuire     il valore del lavoro
svolto finora è indice di una mentalità unidirezionale che non
contraddistingue la nostra amministrazione. Colgo l’occasione
per sostenere   il lavoro svolto dall’assessore Baiocchi in
questi anni in un     ambito cosi delicato e fragile e la
collaborazione che ci ha viste operare in sinergia          in
svariate iniziative. I risultati sono concreti e tangibili,
anche se migliorabili e perfettibili naturalmente e      hanno
visto all’attivo la nomina della cabina di regia comunale
antiviolenza, la rivoluzione del concetto di pari opportunità
includendo ogni persona in posizione di fragilità, ha fatto
entrare il Comune di San Benedetto come primo firmatario di un
protocollo antiviolenza, ha ideato infinite iniziative per
divulgare una mentalità sana e rispettosa nel contrastare la
violenza e la prevaricazione; ha promosso convegni e incontri
con prestigiosi relatori e giornalisti, ha creato una Task
Force di solidarietà di esperti per aiutare le donne e le
persone fragili della famiglia a contrastare le pesantezze del
confinamento a causa del coronavirus e altre iniziative come
quelle estive in Palazzina che hanno avuto un ottimo riscontro
in termini di presenze e di gradimento. Nel sottolineare che
l’impegno   profuso per la crescita di un assessorato che
riveste un ruolo psico educativo e sociale molto importante
  è stato sempre svolto     in onestà, correttezza e lealtà,
auspico si possa giungere ad una favorevole conclusione.”

Cons. Com. Brunilde Crescenzi
Ospedale   di   eccellenza,
Luciani: “Non può essere
ridotto a un mero argomento
pre-elettorale”

Alessandro Luciani

Spinetoli, 2020-08-14 -Riceviamo e pubblichiamo una nota del
Sindaco di Spinetoli, Alessandro Luciani, che risponde al
commento di Claudio Benigni sull’ospedale
“Personalismi inutili e anche dannosi, a poco più di un mese
dalle elezioni.

Voci, che da tempo erano silenziose, a un certo punto hanno
deciso in piena libertà (e ci mancherebbe altro che non lo
potessero fare) di arrogarsi il diritto di parlare, però, a
nome di tutto il Partito Democratico. Su un argomento vitale
per il nostro territorio: la sanità, l’ospedale di eccellenza.
E senza alcun confronto propedeutico.
Quale siano le motivazioni che hanno portato Claudio Benigni a
parlare per conto del Pd sull’ospedale, posso solo intuirle,
qualcuno semmai dovrebbe chiederle a lui.

Sta di fatto, vorrei ricordarlo, che l’ubicazione del nuovo
ospedale è stato e sarà, nel caso anche in futuro, frutto di
uno studio che coincide con disponibilità e necessità del
territorio, per una sanità che ha bisogno di eccellenza. Non
può essere ridotto a un mero argomento pre-elettorale.
Per cui, ad oggi, non è il Pd che abbandona l’idea di
l’ospedale a Spinetoli ma il segretario del Pd di Porto
D’Ascoli che fa affermazioni senza passare per un percorso
istituzionale di confronto.
Vorrei ricordare, se mai ce ne fosse bisogno, che il tema
ospedale di eccellenza è esclusivo dell’ente Regione e, per
tale, va discusso e deciso in un’assemblea.
Spetterà, dunque, al nuovo presidente (chiunque sia) di dare
un nuovo impulso alla discussione sulla Sanità nelle Marche.
Un nuovo ospedale di eccellenza è una tematica seria, per
tutti noi, a prescindere dove sarà ubicato.
Nemmeno Mangialardi si è esposto sull’argomento, in attesa
dell’esito di una più democratica assemblea post elezioni e si
auspica post-Covid. E se non lo fa il candidato governatore,
che dovrebbe rappresentare tutti, viene da sé che Benigni
parlasse per proprio conto e non a nome del partito. Ecco,
bastava precisarlo.”
(ndr: a dire il vero Benigni ha firmato la sua nota come Il
segretario del Circolo Primo Gregori”
Claudio Benigni)
  A proposito di Sanità nel Piceno
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