CSV FC - ASSIPROV Mercoledì, 02 gennaio 2019

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                                                         Mercoledì, 02 gennaio 2019

Prime Pagine
 02/01/2019 Prima Pagina
 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)                                                                                 1
 02/01/2019 Prima Pagina
 Il Resto del Carlino (ed. Forlì)                                                                                       2
 02/01/2019 Prima Pagina
 Il Resto del Carlino (ed. Cesena)                                                                                      3
ambiente e protezione civile
 02/01/2019 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 43
 Alla scoperta di Santa Sofia con un percorso di trekking urbano                                                        4
csv e scenario locale
 02/01/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 14                             GIAN PAOLO CASTAGNOLI
 In piazza in 5 mila ad applaudire Belli e il                                                                           5
 02/01/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 34
 Sitting volley: sfida fuori dal campo Raccolta fondi per mezzo attrezzato                                              6
 02/01/2019 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 40
 Diocesi, centinaia in marcia per la pace                                                                               8
 02/01/2019 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 40
 Immigrazione, al via un corso di alta formazione per operatori                                                         9
 02/01/2019 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 45
 Pranzo e musica per aiutare chi soffre                                                                                 10
volontariato
 02/01/2019 Avvenire Pagina 2                                                                  MAURO BERRUTO
 Marchisio, Marisa e altri «generosi»                                                                                   11
 02/01/2019 Avvenire Pagina 3
 RICOMINCIAMO DAL RISPETTO                                                                                              13
 02/01/2019 Avvenire Pagina 4                                                                      DIEGO MOTTA
 Migranti e welfare il territorio attende fatti                                                                         15
 02/01/2019 Avvenire Pagina 6
 «Più peso Italia in Ue»                                                                                                16
 02/01/2019 Avvenire Pagina 6
 «Valori condivisi per sentirsi comunità Cè sicurezza...                                                                17
 02/01/2019 Avvenire Pagina 6                                                             VINCENZO R. SPAGNOLO
 Il controcanto della maggioranza                                                                                       19
 02/01/2019 Avvenire Pagina 7
 L' eco dell' espressione adottata da Bassetti                                                                          21
 02/01/2019 Avvenire Pagina 7                                                                ANGELO PICARIELLO
 Mattarella con l' Italia «che ricuce» L' appello sfonda anche...                                                       22
 02/01/2019 Avvenire Pagina 10                                                                GIANCARLO SALEMI
 «Io, medico, tra i più deboli»                                                                                         24
 02/01/2019 Avvenire Pagina 10
 Mense vincenziane, centomila pasti in più                                                                              26
 02/01/2019 Avvenire Pagina 15
 L' Italia e la «buona politica» che valorizza il bene comune                                                           28
 02/01/2019 Avvenire Pagina 15                                                                GABRIELLA ZUCCHI
 Morto padre Rigamonti animatore missionario                                                                            31
 02/01/2019 Avvenire Pagina 16
 Geico Taikisha inserisce la prevenzione dell' Alzheimer                                                                32
 02/01/2019 Avvenire Pagina 20                                                        MAURIZIO FANTONI MINNELLA
 Ciak in periferia, il set architettonico                                                                               33
 02/01/2019 Avvenire Pagina 24                                                                DOMENICO MARINO
 Terapie per tutti basta videopoker                                                                                     36
 02/01/2019 Corriere della Sera Pagina 1                                                          MARZIO BREDA
 Il Quirinale e il bisogno di una tregua                                                                                37
 02/01/2019 Corriere della Sera Pagina 2                                                          Virginia Piccolillo
 Il boom di ascolti per Mattarella «La sicurezza è...                                                                   39
 02/01/2019 Corriere della Sera Pagina 4                                                        PAOLO FOSCHINI
 Ora il governo tolga davvero la «tassa sulla bontà»                                                                    41
 02/01/2019 Corriere della Sera Pagina 11                                                    ELEONORA LANZETTI
 A lezione nella scuola abbandonata Per studiare pianeti e costellazioni                                                42
 02/01/2019 Corriere della Sera Pagina 31
 Di molti dei 33 «eroi della Repubblica» decorati con una...                                                            44
 02/01/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 1
 Manovra, ora 161 decreti per attuarla                                                                                  45
 02/01/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 3                                                                   Marco Mobili
 Non profit, sconto sull' Ires nel decreto semplificazioni                                                              46
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02/01/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 8                                                          Lina Palmerini
Economia e sicurezza, boom sui social per il «controcanto» di...                                             48
02/01/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 16
Filantropia, Intesa in linea con i target                                                                    50
02/01/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 20                                           Pagina a cura diMarco Piazza
Interessi passivi, deducibilità da ancorare al Rol fiscale                                                   51
02/01/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 24                                                    Matteo Meneghello
La bontà che paga                                                                                            53
02/01/2019 Italia Oggi Pagina 3                                                    GIAMPIERO DI SANTO
M5S, ora tagli ai parlamentari                                                                               55
02/01/2019 La Repubblica Pagina 2                                                          CLAUDIO TITO
La svolta di Capodanno la nuova strategia del Colle sul governo gialloverde                                  58
02/01/2019 La Repubblica Pagina 2
Sicurezza, no a zone franche con cittadini soli e indifesi                                                   60
02/01/2019 La Repubblica Pagina 4                                                 MATTEO PUCCIARELLI
" Non si può tollerare tutto ma noi della Lega non siamo i cattivi"                                          61
02/01/2019 La Repubblica Pagina 26                                                      MICHELE SERRA
IL CARDINE DELLA BONTÀ                                                                                       63
02/01/2019 La Repubblica Pagina 34                                                ALESSANDRA RETICO
Tra i ricordi di Schumi un' eredità che corre a trecento all' ora                                            65
01/01/2019 Redattore Sociale
BOLOGNA - "È la pace l' anima dell' Europa.                                                                  67
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2 gennaio 2019
                 Corriere di Romagna
                  (ed. Forlì-Cesena)
                                    Prima Pagina

                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018

                                                                             1
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2 gennaio 2019
                 Il Resto del Carlino (ed.
                           Forlì)
                                     Prima Pagina

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2 gennaio 2019
                 Il Resto del Carlino (ed.
                         Cesena)
                                     Prima Pagina

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                                                                              3
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Pagina 43                        Il Resto del Carlino (ed.
                                           Forlì)
                                             ambiente e protezione civile

  Alla scoperta di Santa Sofia con un percorso di
  trekking urbano
  Il progetto di 5 giovani professionisti donato all' amministrazione

  di OSCAR BANDINI UN GRUPPO di giovani
  professionisti e studiosi ha regalato al Comune
  di Santa Sofia il progetto 'A spasso', un
  percorso di trekking urbano alla scoperta di
  Santa Sofia, realizzato da Elvira Laura
  Bandini, Andrea Batani, Lorenzo Bellini,
  Stefano Ravaioli e Stefano Tempesti. Nel
  corso dell' ultimo consiglio comunale infatti i
  cinque giovani, dai 25 ai 29 anni, hanno
  consegnato al sindaco Daniele Valbonesi l'
  elaborato che nel prossimo anno si dovrebbe
  tradurre in realtà.
  «SI TRATTA di un percorso di circa 1,5 km di
  lunghezza - precisano i curatori - da
  percorrere a piedi in circa 45 minuti. Sono 18
  punti di interesse, 9 dei quali descritti tramite
  pannelli in ferro e 9 tramite targhetta qrcode
  che rimanda al sito internet 'visitsantasofia.it'
  che avrà una sezione dedicata al progetto.
  Inoltre - aggiungono - sarà realizzata una
  mappa cartacea del percorso distribuita
  gratuitamente dal punto di partenza al centro
  viste del Parco nazionale a Palazzo Nefetti.
  Ogni pannello avrà un breve riassunto della
  storia del punto e una foto storica ante terremoto 1918.
  L' INTENTO è di creare una rete con i percorsi già esistenti (Cai, Parco fluviale e delle sculture all'
  aperto) e la finalità è di offrire al turista e al cittadino un percorso che permetta di conoscere Santa Sofia
  nei suoi luoghi più importanti e significativi, creando anche l' occasione per valorizzare e recuperare
  alcuni di essi fra cui il ponte sul Rio Pondo e quello sul Rio Sasso». L' iniziativa è stata apprezzata da
  tutti i consiglieri presenti a partire dal primo cittadino e dall' assessore al turismo Ilaria Marianini.
  «SIAMO grati a questi giovani professionisti e studiosi - hanno commentato Valbonesi e Marianini - che,
  innamorati del loro paese, hanno deciso di vivere e lavorare a Santa Sofia mettendo a disposizione
  della comunità idee e progetti. Un progetto prezioso il loro suscettibile di allargamenti alle altre realtà
  comunali e vicine sulle quali coinvolgere l' ente parco e Romagna Acque».
  Sulla stessa lunghezza d' onda gli assessori Goffredo Pini e Tommaso Anagni oltre alla capogruppo
  della minoranza Fleana Campitelli che si augurata che «il progetto prenda corpo in tempi brevi».
  Nel frattempo per suggerimenti e contatti è stato creato l' indirizzo e-mail:
  aspasso.santasofia@gmail.com.
  © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018

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2 gennaio 2019
Pagina 14                         Corriere di Romagna
                                   (ed. Forlì-Cesena)
                                                csv e scenario locale

  In piazza in 5 mila ad applaudire Belli e il
  volontariato
  Nessun problema di capienza per il limite massimo che era stato indicato a quota 8 mila
  spettatori Il sindaco elogia chi si prende cura di chi ha bisogno

  CESE NA GIAN PAOLO CASTAGNOLI Circa
  5.000 persone hanno deciso di salutare il 2018
  e dare il benvenuto al nuovo anno ritrovandosi
  in piazza del Popolo e godendosi il concerto di
  Paolo Belli e della sua Big Band. Si è rimasti
  quindi abbondantemente a quota 8.000, soglia
  massima che era stata consentita per ragioni
  di sicurezza, monitorando gli ingressi dai tre
  varchi predisposti per l'o cc asione.
  Zero problemi Una gran voglia di serenità
  senza eccessi è l'atmosfera che si è respirata
  per questa ventesima edizione del capodanno
  nel cuore della città, che ha visto ancora una
  volta generosamente impegnati i volontari d i
  Vivere il tempo. Un adeguato presidio della
  polizia municipale, degli agenti del
  Commissariato e dei carabinieri ha contribuito
  a garantire che tutto filasse via nel migliore dei
  modi. Da parte delle forze dell'ordine non è
  stato segnalato alcun problema. Sotto controllo
  anche l'uso di botti e petardi. Plauso al
  volontariato In occasione del brindisi collettivo
  di mezzanotte, ha preso la parola dal palco
  anche il sindaco, che ha rivolto al pubblico
  parole molto in linea con lo spirito di quelle
  pronunciate dal presidente della Repubblica
  nel suo discorso di fine anno trasmesso in
  televisione. Una coincidenza interessante,
  visto che ancora Paolo Lucchi non aveva avuto
  modo di ascoltare il messaggio di Sergio
  Mattarella. Anche il primo cittadino cesenate, in sintonia con il capo dello Stato, ha voluto fare un
  ringraziamento speciale al mondo del volontariato, a chi aiuta le persone con disabilità, a chi opera in
  ambito sanitario, sportivo e culturale, di chi si prende cura dei bambini e ragazzi e degli anziani. Un
  modo per evidenziare che la comunità cesenate, per fortuna, sa distinguersi ancora per questa voglia di
  fare anche per gli altri, senza chiudersi in paure e rabbie, che pure ci sono. E non è forse un caso che
  questo breve saluto, più spontaneo e meno istituzionale di altre volte, sia stato accompagnato da
  applausi più scroscianti e sentiti rispetto a quanto era avvenuto negli anni passati.

                                                                                      GIAN PAOLO CASTAGNOLI

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                                                                                                              5
CSV FC - ASSIPROV Mercoledì, 02 gennaio 2019
2 gennaio 2019
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                                   (ed. Forlì-Cesena)
                                                csv e scenario locale

  Sitting volley: sfida fuori dal campo Raccolta fondi
  per mezzo attrezzato
  Serve un pulmino munito di pedana per le trasferte: lanciata una campagna per
  raccogliere 7 mila euro

  CESENA "Tutti a bordo" per finanziare l'
  acquisto di un pulmino attrezzato per gli atleti
  e le atlete del Sitting Colley Club Cesena.
  Si chiama così il progetto lanciato per un
  nobile scopo: mettere a disposizione delle
  giocatrici disabili che praticano la pallavolo "da
  seduti" (nuovo sport paralimpico sia per chi ha
  handicap deambulatori sia per i normodotati)
  un mezzo munito di pedana laterale di
  sollevamento.
  Si punta a raccogliere 7.000 euro, attraverso
  donazioni a partire da 5 euro.
  Sport e socialità L' iniziativa è in linea con lo
  spirito del Volley Club Cesena, la cui attività
  non ha solo finalità agonistiche ma anche
  sociali. E così, nel segno dell' inclusione, già
  da tempo alle 60 squadre che coinvolgono
  quasi 1.000 giovani dai 6 ai 18 anni, il soda
  lizio sportivo ha deciso di aggiungere anche
  un team di sitting volley. I risultati si sono
  subito visti, sul piano collettivo e anche su
  quello individuale, come testimonia la
  convocazione in Nazionale di Roberta Pedretti
  e il quarto posto conquistato con la maglia
  azzurra al Mondiali disputati la scorsa estate in
  Olanda.
  Esigenza per trasferte e inviti «Dal 2015 -
  spiega l' allenatrice Monica Tartaglione -
  abbiamo deciso di aprirci al mondo della
  disabilità, perché ci siamo resi conto dell'
  importanza di dedicare tempo a chi non ha la possibilità di fare sport in piedi, inserendo nella nostra
  attività un corso di sitting volley.
  Ci alleniamo a Cesena, ma spesso siamo impegnati in lunghe trasferte per partecipare alle gare.
  Purtroppo, muoverci senza un pulmino attrezzato per il trasporto disabili rende tutto complicatissimo.
  Noi siamo dinamici, ma con il sostegno di tutti potremmo spostarci con più facilità e soprattutto con più
  sicurezza. Chiediamo dunque a tutti di contribuire ad acquistare un minibus con la pedana laterale,,
  aiutandoci a "dare gas" alle nostre trasferte».
  Il presidente Maurizio Morganti si unisce a questo appello, nella speranza di «veder girare presto il
  pulmino del Sitting volley Cesena per le strade della Romagna e non solo».

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                                                   csv e scenario locale

  Diocesi, centinaia in marcia per la pace
  Il corteo ha sfilato per le vie del centro, poi la messa in Duomo con il vescovo

  SI È SVOLTA ieri la tradizionale marcia della
  pace proposta dalla diocesi di Forlì-Bertinoro.
  Dopo essersi ritrovati alle 16.15 davanti alla
  basilica di San Mercuriale, centinaia di forlivesi
  hanno assistito alla consegna sul sagrato da
  parte del vescovo, mons. Livio Corazza, del
  messaggio di papa Francesco in occasione
  della 52ª Giornata mondiale della pace dal
  titolo 'La buona politica è al servizio della
  pace'. Il messaggio è stato consegnato al
  sindaco Davide Drei e a Michele Truppi in
  rappresentanza del prefetto. Dopo una breve
  introduzione sull' impegno dei cristiani quale
  parte attiva nella società civile il corteo, con in
  testa lo striscione e la Luce di Betlemme quale
  simbolo di pace, è partito alla volta della
  Cattedrale, attraversando piazza Saffi, via
  delle Torri e piazza Ordelaffi.
  Quindi nel duomo don Franco Appi e Luciano
  Ravaioli, già presidente Acli Forlì-Cesena,
  hanno illustrato il messaggio del Papa
  attraverso una partecipata riflessione a
  conclusione della marcia stessa. Infine alle
  17.30 mons. Corazza ha celebrato la messa
  nella solennità di Maria Madre di Dio.
  © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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  Immigrazione, al via un corso di alta formazione per
  operatori
  SONO aperte le iscrizioni al corso di alta
  formazione per operatori nel settore d e l l '
  immigrazione diretto dal prof Marco Balboni
  (tutoraggio a cura del dottor Federico Ferri).
  Verrà avviato a febbraio, su iniziativa dell'
  Università di Bologna (dipartimento di Scienze
  politiche e sociali) con il contributo del
  progetto europeo 'Shaping Fair Cities' e la
  collaborazione di Serinar. Il corso prevede 96
  ore didattiche e 250 di tirocinio.
  L' iter formativo, che si svolgerà presso il
  Campus di Forlì (via Giacomo La Torre 3 -
  viale Corridoni, 20), è rivolto a persone già
  attive nell' ambito professionale del processo
  migratorio, operatori interessati che
  appartengono alla pubblica amministrazione
  (centrale o periferica), agli enti locali, al settore
  privato, alle cooperative e alle organizzazioni
  di volontariato e non governative.
  Il bando e tutte le informazioni necessarie per
  l' iscrizione al corso sono disponibili sul sito
  www. www.unibo.it/it/didattica/corsi-di-alta-
  formazione oppure sul sito
  www.serinar.unibo.it.

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  VALLE DEL SAVIO

  Pranzo e musica per aiutare chi soffre
  CONNUBIO tra musica e solidarietà. La Pro
  Loco di Sarsina, in collaborazione con la
  Banda Città di Sarsina e la Banda S.Cecilia di
  Bagno di Romagna, aveva organizzato nei
  mesi scorsi in piazza Plauto a Sarsina un
  pranzo benefico preceduto da una conferenza
  tenuta dal dottor Gabriele Bronzetti, cardiologo
  pediatrico del Policlinico Sant' Orsola di
  Bologna. Il ricavato di quell' iniziativa, che
  ammonta a 2.900 euro, è stato devoluto
  qualche giorno fa alla 'Onlus Piccoli Grandi
  Cuori' associazione d i volontariato c h e s i
  occupa di dare sostegno alle famiglie e ai
  bambini portatori di cardiopatie congenite. La
  Pro Loco, con alcuni elementi delle due Bande
  musicali, si è recata nei reparti del S.Orsola a
  Bologna per consegnare l' assegno d e l l a
  donazione, visionare il prezioso lavoro che
  svolge l' Onlus e donare piccoli doni di Natale
  ai bimbi ricoverati. Sottolinea il presidente
  della Pro Loco, Roberto Alessandrini: «L'
  Onlus Piccoli Grandi Cuori è un' associazione
  meravigliosa. L' idea è che questa iniziativa di
  beneficenza possa diventare un appuntamento
  fisso del calendario di eventi organizzati dalla nostra Pro Loco». Molto soddisfatta anche l'
  Amministrazione di Sarsina, il sindaco Enrico Cangini e l' assessore Filippo Collinelli: «Quando si
  presentano nel nostro territorio eventi come questo la risposta del comune sarà sempre positiva. Un
  grazie alla nostra Pro Loco per averci permesso di conoscere una realtà così bella come quella dell'
  Onlus Piccoli Grandi Cuori e per aver organizzato una conferenza estremamente interessante tenuta da
  Gabriele Bronzetti luminare della medicina».

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  Senza rete

  Marchisio, Marisa e altri «generosi»
  Si è chiuso un anno di sport. Una foresta,
  come sempre, cresce silenziosa intorno a
  singoli alberi che cadono fragorosamente: un
  ragazzo ucciso in un' azione di guerriglia
  urbana, gli ululati contro i giocatori di colore, il
  tutti-contro-tutti a cadenza domenicale. Meglio
  precisare, tuttavia: così si è chiuso l' anno
  calcistico, non quello sportivo. La tendenza a
  confondere il mondo dello sport con il calcio è
  sempre dietro l' angolo, lo ha ricordato anche il
  Presidente Sergio Mattarella nel suo
  straordinario discorso alla nazione: «Il modello
  di vita dell' Italia non può essere quello degli
  ultras violenti degli stadi di calcio, estremisti
  travestiti da tifosi. Lo sport è un' altra cosa».
  Sia chiaro, io sono un grande appassionato di
  calcio. Ritengo, citando Marcelo Bielsa (un
  grandissimo allenatore di cervelli, oltre che di
  corpi), che il calcio custodisca stati emotivi che
  raggiungono livelli di intensità inaudita. «È per
  questo - sostiene Bielsa - che, in termini di
  emozioni, niente nella vita è come il calcio'.
  L' anno che inizia, dunque, porta con sé una
  rinnovata e aumentata responsabilità al mondo
  del calcio e ai suoi protagonisti: penso a tifosi,
  dirigenti, tecnici, giornalisti e cantori di questo
  meraviglioso sport. Ma quelli che davvero sono chiamati a un cambio di passo, sono gli atleti. Gente il
  cui cognome finisce sulla schiena di ragazzi di ogni ceto sociale, religione e razza, in ogni parte del
  mondo e che ha, nelle proprie mani, il potere di cambiare un paradigma. Se i calciatori decidessero di
  staccare la spina tutto, evidentemente, finirebbe. Certo non sarebbe un' operazione conveniente,
  soprattutto per chi è abituato a non guardare oltre che al proprio interesse. Lo standing, la presa di
  posizione netta, per cambiare un paradigma non è cosa da tutti e, considerato che spesso si parla di
  fuga dei cervelli, voglio segnare un caso di eccellenza nel mondo del calcio: un atleta-pensante al quale
  voglio assegnare il mio personalissimo pallone d' oro. Si tratta di Claudio Marchisio, per tanti anni
  protagonista con la Juventus, ora in forza allo Zenit San Pietroburgo. Tornato nella sua Torino per
  qualche giorno, ha voluto richiamare l' attenzione dei suoi oltre 6 milioni di followers sulla Onlus fondata
  da Marisa Amato, sopravvissuta alla tragedia di Piazza San Carlo, scrivendo: «A volte mi chiedo cosa
  significhi davvero essere generosi. Il giorno della finale di Champions League, Marisa insieme al marito
  stava passeggiando nei pressi di piazza San Carlo, quando all' improvviso una folla in preda al panico,
  in fuga dalla piazza, li ha investiti. A causa dei traumi subiti, oggi Marisa è paralizzata. Credo che da un
  gioco del destino così crudele possano nascere sentimenti di rabbia, sfiducia e frustrazione, invece
  Marisa non solo non si è arresa, ma ha deciso di fondare I sogni di Nonna Marisa Onlus con l' obiettivo

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  RICOMINCIAMO DAL RISPETTO
  Dalla prima pagina C' è, dunque, anzitutto il
  rispetto per ogni vita e per ogni realtà
  territoriale, senza del quale è inutile parlare di
  sicurezza.
  Dove comandano le mafie, ad esempio, anche
  se gli immigrati non vengono più fatti
  approdare non si può certo parlare di
  sicurezza. Dove il degrado sociale non viene
  contrastato, la scuola registra abbandoni
  precoci e il lavoro è una chimera, è inutile
  chiudere i centri accoglienza nei paraggi per
  garantire la tranquillità della popolazione.
  C' è poi il rispetto per le attese dei giovani, per
  la dignità degli anziani, per chi fa
  silenziosamente ogni giorno il proprio dovere.
  E in particolare, il rispetto per quella che il
  Presidente ha definito l'«Italia che ricuce »:
  ovvero quanti si spendono gratuitamente per i
  più sfortunati tra i nostri concittadini, spesso
  dimenticati dalle istituzioni. Qui il messaggio
  del Capo dello Stato sul Terzo Settore,
  minacciato da inasprimenti fiscali dalle
  conseguenze devastanti, non poteva essere
  più esplicito: niente «tasse sulla bontà», figlie
  di una logica punitiva e in ultima analisi
  autolesionista per le stesse finanze pubbliche.
  C' è inoltre, e non è un elemento secondario, quello che potremmo definire il rispetto per noi stessi, per
  la capacità del Paese di farcela nonostante tutti i cultori dell' autodenigrazione nazionale, contando sui
  traguardi raggiunti finora (come il Servizio sanitario nazionale che ha appena compiuto 40 anni) e sulle
  risorse di cui ancora disponiamo, nonostante le difficoltà innegabili che solo «il lavoro tenace, coerente,
  lungimirante» può affrontare.
  Ma è il fronte del rispetto per le istituzioni e per i suoi uomini quello che al Presidente premeva in
  particolar modo evidenziare, in un fine anno reso incandescente dal varo in extremis della manovra
  economica.
  Perché sarà vero che non è stato questo Governo a inaugurare la prassi di ridurre il Parlamento a mera
  sede di ratifica delle leggi, senza possibilità effettiva di discussione o di modifica, ma mai come questa
  volta si è assistito all' annullamento totale anche solo del tempo di lettura delle norme poste in
  votazione.
  Il messaggio parla di «grande compressione dell' esame parlamentare» e di «mancanza di un
  opportuno confronto con i corpi sociali», con l' invito a fare da adesso in poi, in sede di attuazione e di
  verifica dei provvedimenti assunti, quello che non si è fatto prima. È implicito l' avvertimento che il
  Quirinale svolgerà il suo compito di vigilanza senza altri sconti. Mentre è molto netta e chiara, in tempi in
  cui si parla di soldati da usare per tappare le buche stradali della Capitale, la richiesta di non 'snaturare'
  i compiti delle Forze dell' ordine e delle Forze armate.
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  Come sanare le tensioni tra italiani e stranieri I clima di tensione che il Paese non merita.
  RIPRODUZIONE RISERVATA IL PAESE

  Migranti e welfare il territorio attende fatti
  Il 2019 riuscirà a ridurre la distanza tra italiani
  e stranieri?
  Messo alle spalle un anno di rancori diffusi e
  ostilità crescenti verso i migranti, ruota intorno
  all' ideale di una comunità finalmente
  pacificata il destino sociale del nostro Paese.
  Se è vero infatti che, nel nascondimento e nel
  silenzio generale, sono cresciuti comunque gli
  esempi di integrazione e solidarietà dal basso,
  testimoniati anche dalle ultime onorificenze
  assegnate dal Quirinale agli 'eroi del
  quotidiano', non si può tacere la
  contemporanea ondata di intolleranza, se non
  di razzismo, cui si è assistito negli ultimi mesi.
  I provvedimenti del governo in materia di
  immigrazione e di welfare, dal mese di
  gennaio, sono attesi alla prova dei fatti e i
  segnali arrivati sono tutt' altro che
  incoraggianti: i cinque milioni di cittadini
  stranieri regolari aspettano risposte sul fronte
  dell' integrazione e della pari cittadinanza
  (senza le discriminazioni avvenute nei casi noti
  delle mense scolastiche e delle graduatorie
  delle case popolari) mentre il mezzo milione
  abbondante di irregolari, vittima della
  propaganda 'cattivista' del governo, sta già
  facendo i conti con il caos determinato dal decreto sicurezza nelle strutture di accoglienza. Il territorio
  sarà dunque la cartina di tornasole degli annunci (e in parte degli atti normativi) del 2018: per riaprire un
  dialogo con le realtà sociali che fanno da ponte tra centro e periferia, tra ceto medio e dimenticati della
  globalizzazione, il primo fatto concreto, atteso a giorni, sarà proprio l' abolizione tramite decreto di
  quella 'tassa sulla bontà' evocata dal presidente Mattarella, che penalizza in modo del tutto ingiustificato
  il terzo settore. Si tratterebbe solo di un mero atto di giustizia, nulla di più, in attesa di altri chiamati a
  svelenire un.

                                                                                                DIEGO MOTTA

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                                                                                                                    15
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  «Più peso Italia in Ue»
  «Bene Mattarella che ci richiama al valore
  della comunità, che difende la centralità del
  Parlamento, il volontariato e la dignità delle
  divise, che chiede più Stato al Sud, che invita
  a ridurre il debito pubblico, che vuole un' Italia
  più influente nell' Unione Europea» Antonio
  TAJANI Presidente (Fi) Parlamento Ue.

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  IL DISCORSO DI FINE ANNO

  «Valori condivisi per sentirsi comunità Cè sicurezza
  se tutti si sentono rispettati»
  Pubblichiamo integralmente qui di seguito il
  testo del discorso di fine d' anno, pronunciato
  la sera del 31 dicembre, dal presidente della
  Repubblica, Sergio Mattarella.
  Care concittadine e cari concittadini, siamo nel
  tempo dei social, in cui molti vivono connessi
  in rete e comunicano di continuo ciò che
  pensano e anche quel che fanno nella vita
  quotidiana. Tempi e abitudini cambiano ma
  questo appuntamento - nato decenni fa con il
  primo Presidente, Luigi Einaudi - non è un rito
  formale. Mi assegna il compito di rivolgere, a
  tutti voi, gli auguri per il nuovo anno: è un
  appuntamento tradizionale, sempre attuale e,
  per me, graditissimo.
  Permette di formulare, certo non un bilancio,
  ma qualche considerazione sull' anno
  trascorso. Mi consente di trasmettere quel che
  ho sentito e ricevuto in molte occasioni nel
  corso dell' anno da parte di tanti nostri
  concittadini, quasi dando in questo modo loro
  voce. E di farlo da qui, dal Quirinale, casa di
  tutti gli italiani.
  Quel che ho ascoltato esprime, soprattutto, l'
  esigenza di sentirsi e di riconoscersi come una
  comunità di vita. La vicinanza e l' affetto che
  avverto sovente, li interpreto come il bisogno di unità, raffigurata da chi rappresenta la Repubblica che è
  il nostro comune destino.
  Proprio su questo vorrei riflettere brevemente, insieme, nel momento in cui entriamo in un nuovo anno.
  Sentirsi 'comunità' significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa 'pensarsi' dentro un
  futuro comune, da costruire insieme.
  Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro
  del nostro Paese.
  Vuol dire anche essere rispettosi gli uni degli altri.
  Vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e nel battersi, come è giusto, per le proprie
  idee rifiutare l' astio, l' insulto, l' intolleranza, che creano ostilità e timore.
  So bene che alcuni diranno: questa è retorica dei buoni sentimenti, che la realtà è purtroppo un' altra;
  che vi sono tanti problemi e che bisogna pensare soprattutto alla sicurezza. Certo, la sicurezza è
  condizione di un' esistenza serena. Ma la sicurezza parte da qui: da un ambiente in cui tutti si sentano
  rispettati e rispettino le regole del vivere comune.

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  Politica e nuovo anno

  Il controcanto della maggioranza
  Dalle piste da sci messaggio all' attacco di Di
  Maio e Di Battista: «Una classe di privilegiati ci
  combatte» In vista una legge per il taglio degli
  stipendi dei parlamentari. Salvini declina a
  modo suo la sicurezza el primo capodanno del
  governo gialloverde, il tradizionale messaggio
  quirinalizio a reti unificate incassa fra i partiti
  un plauso in apparenza trasversale, ma con
  accenti e interpretazioni ben diverse.
  Fedeli alla modalità di comunicazione always
  on (sempre in connessione), i leader di Lega e
  M5s Matteo Salvini e Luigi Di Maio (con
  Alessandro Di Battista come 'spalla') replicano
  con dirette via Facebook. Una sorta di
  controcanto 'a social unificati' in cui, accanto a
  una proclamata sintonia con le parole del
  Colle, affiora tuttavia la tendenza a rivendicare
  l' azione di governo, anche su punti delicati
  rispetto ai quali il messaggio quirinalizio pone
  interrogativi vibranti.
  Così il vicepremier Di Maio, pur dicendosi
  toccato dal passaggio sulla solitudine natalizia
  della signora Anna alleviata dai Carabinieri,
  non appare scalfito dal monito del Colle a non
  tassare la bontà (dopo lo scivolone su IN res e
  non profit in manovra). E anzi rivendica «l'
  attenzione a chi è più debole, l' importanza del lavoro e della sicurezza». Temi che, assicura, «come
  governo, continueremo a portare avanti. Il nostro impegno è di non lasciare indietro nessuno e lo stiamo
  facendo con il reddito di cittadinanza e quota 100».
  Ricostituendo il duo politico Di Maio & Dibba, in un video girato in una località sciistica di Val di Fassa e
  diffuso via Facebook, il ministro del Lavoro incalza: «Vi abbiamo promesso che vi regaleremo una bella
  legge per tagliare gli stipendi a tutti i parlamentari della Repubblica ». E, con a fianco un sorridente e
  imbacuccato Di Battista, insiste: «Nel 2018 abbiamo combattuto una classe di privilegiati, che ci sta
  combattendo anche in questi giorni perché stiamo bloccando le pensioni d' oro». Proclami ai quali
  replica a stretto giro l' altro leader di maggioranza, Salvini, elencando i cavalli di battaglia del Carroccio:
  «Giusto tagliare sprechi e spese inutili, è nel contratto di governo e lo faremo. Ma per la Lega, le priorità
  degli italiani sono cose anche più concrete: avanti con taglio delle tasse, estensione della Flat Tax e
  della pace fiscale, taglio della burocrazia e revisione del codice degli appalti, cancellazione definitiva
  della legge Fornero, approvazione dell' Autonomia e finalmente una legge nuova che garantisca il diritto
  alla legittima difesa». Rispetto al messaggio del Colle invece Salvini ha già commentato a caldo, il 31
  sera, producendosi in una singolare interpretazione 'estensiva' del pensiero mattarelliano: «Il presidente
  della Repubblica non ha potuto essere così esplicito, ma limitare gli accessi in Italia riporta un po' d'

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  LA CITAZIONE

  L' eco dell' espressione adottata da Bassetti
  «È l''Italia che ricuce' e che dà fiducia».
  Salta agli occhi, in questo passaggio del
  discorso di fine d' anno del capo dello Stato, l'
  uso del verbo «ricucire». E il pensiero va
  immediatamente al cardinale Gualtiero
  Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della
  Pieve e presidente della Cei, che di quello
  stesso verbo ha fatto una sorta di bandiera,
  citandolo spesso nei suoi interventi pubblici.
  Un semplice caso o una voluta consonanza?
  Propendiamo decisamente per la seconda
  ipotesi. In altri campi (quello cinematografico,
  ad esempio) si parlerebbe di 'citazione'. Tanto
  più che il contesto in cui la frase è inserita nel
  discorso del presidente Mattarella - riferimento
  alla grande risorsa tutta italiana del
  volontariato, sottolineatura della solidarietà
  come una delle virtù del Paese - rafforza
  questa sensazione. E il tono complessivo del
  messaggio, con l' invito a riscoprirsi comunità,
  va proprio nel senso più volte auspicato dal
  presidente dei Vescovi. Il quale proprio meno
  di due mesi prima delle elezioni del 4 marzo
  scorso vedeva il futuro dell' Italia all' insegna di
  tre verbi: «Ricostruire la speranza, ricucire il
  Paese, pacificare la società». E indicava alle
  forze politiche alcune priorità - lavoro, famiglia, giovani - per la loro azione. Guarda caso gli stessi temi
  toccati lunedì sera da Mattarella. (M.Mu.
  )

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  Politica e nuovo anno

  Mattarella con l' Italia «che ricuce» L' appello sfonda
  anche sui social
  Roma Un discorso all'«Italia che ricuce», che
  considera gli altri un valore e recupera il senso
  della comunità, il tema più ricorrente quest'
  ultimo - della sua presidenza. tema, questo,
  che Sergio Mattarella ha messo al centro
  anche di questo delicato discorso di fine anno,
  all' indomani dell' approvazione in tempo limite
  della legge di Bilancio.
  Un discorso che è partito - non certo a caso -
  citando i social, i luoghi di una politica spesso
  incattivita e aggregata per rivalità.
  E che proprio nei numeri del web incontra il
  riscontro, forse, più insperato negli ascolti:
  superati i 3 milioni e mezzo di contatti su
  Twitter.
  L' ITALIA CHE RICUCE. È soprattutto un
  grazie all' Italia che costruisce, che unisce, e
  non alimenta odi e paure, che una recente
  ricerca del Censis ha portato alla luce. Un
  grazie a quell'«"Italia che ricuce" e che dà
  fiducia», dice Mattarella in sintonia con le
  parole più volte usate dal presidente della Cei,
  cardinale Gualtiero Bassetti.
  SICUREZZA COME RISPETTO.
  Ma è sulla sicurezza che batte maggiormente,
  Mattarella. Per mettere in risalto che è proprio
  un ritrovato senso della comunità l' antidoto più efficace ai rischi che si manifestano per la tranquilla
  convivenza. Battersi per le proprie idee», ma «rifiutare l' astio, l' insulto, l' intolleranza, che creano
  ostilità e timore ». E, sottolinea, non è «retorica dei buoni sentimenti». La sicurezza, insiste, non consiste
  in un difendersi dagli altri, ma si fonda proprio su questo sentirsi parte di un' unica comunità.
  MAFIA: NO A ZONE FRANCHE.
  E, a pochi giorni dall' inquietante segnale di Pesaro dell' uccisione di uno stretto congiunto di un pentito
  di 'ndrangheta, Mattarella torna su un altro tema a lui caro anche per drammatiche ragioni familiari: la
  lotta alla mafia. La vera insidia alla nostra sicurezza, ricorda, non viene da un' insidia esterno, ma dal
  male irrisolto della criminalità organizzata.
  NO TASSE SULLA BONTÀ. Poi entra nel merito di una polemica emersa a margine della sulla Manovra:
  l' odioso raddoppio dell' Ires per gli enti Non profit. «Vanno evitate "tasse sulla bontà"», avverte
  Mattarella.
  Il ripensamento venuto dal governo anche dopo le prese di posizione della Chiesa italiana per ora è
  solo un impegno.

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  IL TESTIMONE

  «Io, medico, tra i più deboli»
  Partito per l' Africa per specializzarsi, ha
  capito di dover restare per prendersi cura dei
  tanti bisogni di quella terra. Con l' attuale
  direttore dell' Organizzazione mondiale della
  sanità ha attivato un centro sanitario riducendo
  le morti per parto Da trent' anni, il dermatologo
  Morrone fa volontariato in Etiopia, dove ha
  aperto nuovi ospedali «I sorrisi di uomini,
  donne e bambini raccontano ogni giorno che
  qui c' è tanta voglia di vivere» Due rette
  parallele non s' incontrano mai. In geometria
  questo è un principio fondamentale.
  Ma che non si applica alla vita. La prova è tutta
  nell' esperienza del professor Aldo Morrone,
  sessantaquattro anni e oltre trenta spesi per
  curare i più deboli e bisognosi. Infettivologo di
  fama mondiale, da Roma, dall' Istituto San
  Gallicano, di cui è direttore scientifico, ha
  tracciato la sua retta che è arrivata fino ad
  Addis Abeba, il nuovo fiore, la capitale dell'
  Etiopia, là dove si è mossa secoli fa la civiltà
  umana. Già, l' Etiopia, un Paese in forte
  crescita, dove grandi, "violente" le definisce
  Morrone, restano le contraddizioni.
  Qui vanno di moda le grandi opere, la più
  mastodontica è la Grand Ethiopian
  Renaissance Dam, cioè la Grande Diga del Rinascimento Etiope: un ciclopico muraglione alto 175 metri
  e largo 1.800 lo sta costruendo la Salini Impregilo - che sbarrerà il Nilo Azzurro prima di entrare in
  Sudan, formando un bacino di oltre 1.500 chilometri quadrati ( cioè come mezza Valle d' Aosta).
  «Poi ci sono le zone rurali, i vil- laggi con le capanne fatte di fango e paglia, dove manca l' elettricità, l'
  acqua potabile, il riscaldamento, dove si vive come nel Medioevo», racconta Morrone. È qui che alla fine
  degli anni Ottanta il giovane medico, chiamato da un collega per la sua specializzazione in malattie
  infettive come la lebbra, fa il suo primo viaggio. «Ero stato prima in India, ma è stata l' Etiopia a
  cambiarmi la vita».
  Va al nord, nell' area del Tigrai, al confine con l' Eritrea. La guerra tra i due Paesi tra il 1998 e il 2000
  provocherà migliaia di morti e un' odissea di profughi. Ma Morrone decide che è qui che vuole operare.
  «Ma in modo organico, strutturato - racconta - perché l' aiuto temporaneo è fine a se stesso». Allora si
  mette a cercare contatti con il governo locale insieme ad un giovane biologo, Tedros Adhanom
  Ghebreyesus (destinato a diventare Ministro della Salute e oggi è il nuovo direttore dell' Organizzazione
  Mondiale della Sanità) e pochi anni dopo nasce il primo ospedale nella cittadina di Sheraro. Là dove tre
  donne su cinque morivano mentre davano alla luce i propri bambini in capanne fatiscenti. «Da tre anni
  non è più morta nessuna donna, nessun neonato», dice con un sorriso pieno di soddisfazione Morrone.

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  Mense vincenziane, centomila pasti in più
  UN' INIZIATIVA PER FAR FRONTE ALLA
  POVERTÀ SEMPRE CRESCENTE "Pane
  amore e fantasia", il progetto che riguarda 20
  strutture gestite in Italia da 11mila volontari
  Saranno 400mila l' anno i pasti offerti alle
  famiglie povere nelle 20 mense gestite
  direttamente dai volontari vincenziani.
  Centomila tra pranzi e cene in più rispetto al
  2017. E questo grazie a un finanziamento di
  500mila euro da parte del fondo bancario
  Intesa San Paolo.
  Sono oltre 11mila, oggi, i volontari dell' opera
  di San Vincenzo (diretti discendenti delle
  "Dame di carità") divisi in 860 gruppi presenti
  in 19 regioni èer far fronte alle sempre più
  numerose richieste di persone ingenti. «La
  domanda di assistenza ha superato di gran
  lunga la nostra possibilità di aiuto, per questo
  motivo - spiega Gabriella Raschi, presidente
  nazionale dei Gruppo di              Volontariato
  Vincenziano -, abbiamo lanciato "Pane, amore
  e fantasia vincenziana", un progetto pensato
  per aumentare il numero di pasti erogati su
  base annua migliorando, al tempo stesso, le
  modalità del servizio.
  Questo significa - ha proseguito la presidente -
  poter garantire cibo specifico ai neonati (omogeneizzati e pappe per svezzamento), agli anziani, spesso
  alle prese con difficoltà di masticazione oppure a persone che per motivi di salute o religiosi devono
  seguire una dieta specifica».
  Le carenze da affrontare sono diverse, a seconda delle realtà e della tipologia di utenza: «In Sicilia -
  dice Gabriella Raschi - la sottoalimentazione sta diventando un problema sociale e mettere della carne
  in tavola per molte famiglie è diventato un lusso».
  In base a un' indagine dell' Istat (dati 2017), 1 milione e 778 mila famiglie, per un totale di 5 milioni e 58
  mila persone, vivono in condizione di povertà assoluta, impossibilitate cioè a procurarsi beni e servizi di
  prima necessità (8,4% dei residenti rispetto al 7,9% del 2016). Stessa tendenza anche per la cosiddetta
  povertà relativa, condizione che riguarda 3 milioni 171 mila famiglie per un totale di 9 milioni 368 mila
  persone (15,6% del totale contro il 14% del 2016). La povertà cresce ovunque: al Nord (+0,2%), al
  Centro (+0,1%) e al Sud (+5%).
  «Sappiamo bene - continua Gabriella Raschi - che un pasto alla mensa o un pacco viveri da soli non
  risolvono il problema della povertà nel nostro Paese che, anzi, rischia di diventare strutturale con gravi
  conseguenze sociali. Quello che i nostri volontari fanno, anche tramite il servizio mensa, è mettersi in
  ascolto della persona in condizione di bisogno e collegarli ad altri servizi vincenziani (docce e
  distribuzione di indumenti, corsi di formazione e di avviamento al lavoro, consulenze pensionistiche o
  cure mediche) per garantire un' assistenza che sia davvero funzionale alle esigenze delle persone che
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  LA FESTA

  L' Italia e la «buona politica» che valorizza il bene
  comune
  L' impegno solidale per la nazione al centro
  delle riflessioni dei vescovi italiani nelle
  celebrazioni del "Te Deum" e del primo giorno
  dell' anno Il forte invito a spendersi nella
  società, via di riconciliazione L' impegno per la
  pace, il ruolo della politica, la presenza dei
  cristiani nelle istituzioni a servizio del bene
  comune. Ma anche i fatti di cronaca, le
  urgenze del Paese, l' accoglienza di chi bussa
  alle nostre porte. Sono alcuni dei temi affrontati
  dai vescovi italiani nelle celebrazioni del 31
  dicembre e di ieri, solennità di Maria
  Santissima Madre di Dio e 52ª Giornata
  mondiale della pace.
  Bagnasco: diamo volto alla giustizia «La
  Chiesa ha ricevuto dal Signore un messaggio,
  e il messaggio è la persona di Cristo, il Figlio
  di Dio» ed «è consapevole che, annunciando
  Gesù, promuove la dignità profonda di ogni
  uomo, lo riconosce al centro dell'
  organizzazione sociale, il termine di
  riferimento della legge che deve dare volto alla
  giustizia». Così li ha spiegati il cardinale
  Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e
  presidente dei vescovi europei, nel discorso
  pronunciato al Te Deumil 31 dicembre. Il
  porporato ha ricordato che «il cuore dell' umanesimo è l' essere immagine e somiglianza di Dio», che
  «la relazione definisce la persona» e che «solo la bontà e la giustizia qualificano un rapporto come
  relazione, altrimenti si entra su un piano che è solo apparentemente umano, ma che in realtà è
  disumano, non personale ma solo individuale ». Con questa consapevolezza è possibile leggere anche
  episodi di cronaca recente come «i frequenti episodi di violenza di ogni tipo, specialmente verso le
  donne e quella negli stadi» che sono sintomo di «un forte deficit antropologico, e quindi educativo, che
  tocca tutti, giovani e adulti ».
  Betori: la cosa pubblica non va demonizzata Una «duplice fedeltà al silenzio e all' annuncio deve
  guidare il modo con cui la Chiesa si pone di fronte alle vicende del mondo e intende comprenderle nella
  luce della fede». Lo ha detto il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nell' omelia di ieri
  pomeriggio nel Duomo di Santa Maria del Fiore ricordando come i Pontefici lo facciano ogni anno da
  oltre mezzo secolo nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale della pace. A propo- sito del tema di
  quest' anno, Betori ha ribadito l' invito del Papa a pensare che possa esserci una «buona politica»
  anche se «suona controcorrente in tempi in cui l' impegno politico è così spesso demonizzato,

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  CONSOLATA

  Morto padre Rigamonti animatore missionario
  Si svolgeranno oggi alle 10,30 nella parrocchia
  della Stella di Rivoli, i funerali di padre
  Giordano Rigamonti, missionario della
  Consolata dal 1959 e sacerdote da 54 anni,
  morto lo scorso 30 dicembre, Nato a Barzago
  (Lecco) nel 1938, ha speso la sua vita in luoghi
  di missione: dal 1974 a fine 1981 è in Kenya,
  prima nella diocesi di Marsabit e poi parroco a
  Nairobi. Per il resto della vita è chiamato all'
  animazione missionaria qui in Italia, grazie alla
  sua grande capacità di educare adulti e
  ragazzi all' apertura al diverso, all' attenzione
  ai piccoli e ai dimenticati del mondo.
  Nel 1965 inizia la sua attività pastorale nella
  Torino del cardinale Pellegrino, coinvolgendosi
  in iniziative con l' Abbé Pierre e la sua
  comunità di Emmaus. Due anni più tardi avvia
  l' impegno con il movimento Mani Tese, con
  cui promuove la realizzazione di un ospedale
  a Iringa ( Tanzania). Trascorsa l' esperienza in
  Kenya, nel 1982 viene richiamato a Torino e,
  da direttore del Centro animazione missionaria
  della Consolata, si fa promotore di varie
  iniziative, tra le quali una in favore degli indios
  Yanomami del Brasile. Nel 1999 Rigamonti è
  nominato segretario generale dell' evento
  giubilare «Expo Missio 2000: Tutti i popoli vedranno la tua salvezza», voluto dal Comitato centrale del
  Giubileo, dalla Congregazione per l' evangelizzazione dei popoli e dagli Istituti religiosi e missionari
  maschili e femminili. Realizzata a Roma presso l' abbazia delle Tre Fontane, è visitata da oltre 500mila
  persone.
  Dal 1996 a fine 1998 coordina la campagna nazionale a sostegno dei campesinos della Colombia
  amazzonica che resistono al narcotraffico. In questo contesto, dall' intuizione di padre Giordano nasce
  nel 1997 l' associazione «Impegnarsi serve», organizzazione di volontariato volta a sostenere progetti di
  sviluppo nel sud del mondo in stretta collaborazione coi missionari della Consolata. Destinato nel 2007
  alla casa di Rivoli - dove il beato Giuseppe Allamano fondò l' Istituto nel 1901 - in dieci anni ne ha fatto
  un luogo in cui per religiosi e laici è possibile riscoprire le origini di un carisma e di un impegno oggi
  quanto mai attuali.
  RIPRODUZIONE RISERVATA.

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  WELFARE AZIENDALE

  Geico Taikisha inserisce la prevenzione dell'
  Alzheimer
  Geico Taikisha, azienda italiana leader
  internazionale nella progettazione e
  costruzione di impianti di verniciatura auto, in
  collaborazione con la Fondazione IGEA Onlus,
  ha inserito nel welfare aziendale un nuovo
  progetto per la prevenzione ai dipendenti
  contro l' invecchiamento cerebrale e l'
  Alzheimer. Il protocollo 'Train the Brain' è stato
  ideato dal neurofisiologo Lamberto Maffei.

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2 gennaio 2019
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  Ciak in periferia, il set architettonico
  Il crescente interesse catalizzato dalle periferie
  urbane e metropolitane nel dibattito pubblico e
  in sede accademica ci porta a formulare una
  serie di considerazioni che riguardano,
  innanzitutto, il modo o i modi con cui esse
  fanno prepotentemente irruzione nell'
  immaginario collettivo.
  Soggetto assai poco presente nella
  dimensione letteraria, ha trovato, invece, nel
  cinema una efficace cassa di risonanza, non
  esente tuttavia, da ingenuità e mistificazioni.
  Dalle periferie pasoliniane del sottoproletariato
  romano a quelle di coloro che si definivano
  pasoliniani (Caligari, Camarca, Capuano,
  Grimaldi, Grieco, Minello), che talora, come
  nel caso di Grimaldi, spostavano l' azione in
  altre latitudini urbane (Palermo) pur
  conservando lo spirito originario, all' antinferno
  napoletano di Gomorra (2008) e dei suoi
  cascami televisivo- seriali, o di un' opera
  indipendente come La-bas-Educazione
  criminale (2011) di Guido Lombardi. Per non
  dire del recentissimo Dogman( 2018) di
  Matteo Garrone. Napoli o Roma, lo sfondo
  urbano è sempre lo stesso, segnato da una
  desolazione quasi metafisica, nel quale si
  muovono personaggi sospesi tra verità sociale e iperrealtà narrativa.
  Oggi le periferie si pongono al centro del dibattito critico e progettuale quasi in contrapposizione ai
  nuclei storici in un divenire che vede quest' ultimi sposare sempre di più il fenomeno della cosiddetta
  gentrification con il quale una borghesia emergente si sostituisce alle vecchie classi popolari residenti o
  alle cosiddette "classi pericolose", come ebbe a definirle lo scrittore napoletano Mastriani, generando in
  tal modo nuovi e immensi profitti. Mentre i centri storici di molte città italiane (con l' eccezione dei grandi
  centri urbani del Mediterraneo come Genova, Napoli, Palermo, etc... dove le periferie fanno
  prepotentemente irruzione nel tessuto storico degli angiporti, le strade della miseria e dell' umanità) si
  trasformano in "vetrine del lusso", suggestivi fondali dove va in scena la rappresentazione e la
  conservazione dell' antico, quasi luoghi ricreati di un immaginario parco tematico, nelle tante periferie
  grandi e piccole sorte intorno a inquietanti falansteri, simili a ricoveri per esseri umani in difficoltà o in
  pericolo piuttosto che ad abitazioni per cittadini dagli uguali diritti, si agitano speranze, conflitti, voglia di
  riscatto sociale, ma anche degrado e ma-lavita, di una specie diversa e più insidiosa rispetto a quella
  del passato. È da queste latitudini per molti ancora oscure e impraticabili che nascerebbe la volontà di
  sperimentare nuove e più umane possibilità di vita urbana laddove all' idea di periferia-ghetto, viene
  sostituendosi quella di periferia-centro.
  Secondo l' architetto genovese Renzo Piano, da anni impegnato nel recupero di interi brani di
  architetture e di città "dimenticate", è proprio in questi luoghi invisibili, di cui non si parla mai «tranne
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                                                     volontariato

  Dulcis in fundo

  Terapie per tutti basta videopoker
  Un ricco e attrezzato poliambulatorio, di alta
  qualità e senza frontiere, in un bene confiscato
  al re dei videopoker. È una gran bella storia di
  solidarietà e cittadinanza attiva quella scritta a
  Villa San Giovanni dall' associazione Smail -
  «Solidarietà medica assistenza integrata
  locale» - presieduta da Domenico Cotroneo,
  nata in seno alla consulta comunale del terzo
  settore. È un medico anche lui come i molti
  che hanno già dato la disponibilità per essere
  coinvolti nella realtà sanitaria intitolata al
  medico santo Giuseppe Moscati. «Nel suo stile
  - spiega Cotroneo - offriamo diagnostica e
  visite specialistiche a chi non può
  permetterselo, stranieri inclusi. Non è previsto
  neanche il rimborso spese». Nella struttura
  saranno attivi un neonatologo, un
  neuropsichiatra infantile, un pediatra, un
  internista nefrologo, un cardiologo, un
  ginecologo, un chirurgo urologo, uno
  psichiatra e un geriatra. Anche personale
  amministrativo e addetti alle pulizie sono
  volontari. La struttura, una vecchia sala
  biliardi, è stata ristrutturata grazie all' aiuto di
  chi ha donato ciò che ha potuto. La recente
  sistemazione della targa che ricorda la vittoria
  dello Stato sui clan grazie alla confisca è stata l' ultimo passo prima dell' entrata in funzione del
  poliambulatorio. RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                                                             DOMENICO MARINO

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                                                                                                               36
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  l' analisi

  Il Quirinale e il bisogno di una tregua
  È stato il messaggio della «maturità», perché è giunto al culmine
  del suo mandato da presidente della Repubblica. Un discorso
  nel quale forma e sostanza erano in un equilibrio tale da
  renderlo inattaccabile, nel contempo dicendo tutto quel che
  voleva dire. Il bilancio di un anno fra i più duri da quando è al
  Quirinale, che ci ha fatto sfiorare la crisi di sistema e gli ha
  imposto di uscire dall' ombra.
  Un anno, il 2018, in cui ha dovuto allargare la fisarmonica delle
  proprie prerogative per guidare la transizione verso il «governo
  del popolo», l' unico possibile dopo il 4 marzo. Una riflessione in
  cui, facendosi interprete della parte migliore del Paese («l' Italia
  che ricuce»), ha esortato tutti a rompere la spirale di rancori che
  ci rende «delusi, incattiviti e ostaggi di una sorta di sovranismo
  psichico», secondo l' ultimo rapporto del Censis.
  Non è con questo clima, ha detto Sergio Mattarella, che una
  società può stare insieme.
  Sono invece «i buoni sentimenti che la migliorano», e non
  bisogna aver timore di dimostrarli. Invito accolto con larghissimo
  consenso, legato a un boom di ascolti da chi guardava la tv l'
  altra sera. A riprova che di una tregua c' è grande bisogno.
  Messaggio «buonista», come ha sentenziato qualcuno?
  No. Diciamo piuttosto che stavolta il capo dello Stato ha fatto
  forza sul suo linguaggio levigato e mite per suggerire, con
  critiche precise ma senza l' asprezza dei moniti, la sua idea di
  come ricostruire i princìpi costituzionali resi fragili da questo
  clima. Concetti semplici, dunque. Utili alla gente comune e,
  soprattutto, agli esponenti del governo. Un esempio lo dà l'
  incipit, dedicato ai social e alla rete «in cui molti» (politici
  compresi, che ne hanno l' ossessione, ndr) «vivono connessi
  comunicando di continuo». Occhio - è il sottile retropensiero -
  perché la realtà non si esaurisce nello storytelling virtuale,
  magari corredato da campagne d' insulti. Nodo, questo, da
  appaiare alla frase in cui incita tutti a esprimersi «con parole di
  verità», il che sottintende i rischi di opinioni pubbliche
  manipolate.
  Ecco il senso dello stile einaudiano - dire tutto ciò che va detto,
  ma con garbo, senza avere un partito alle spalle com' è nel suo
  caso - al quale si è ispirato Mattarella. Diversi i punti di censura,
  che le opposizioni (Pd in primis) avrebbero di sicuro voluto più
  aspra.
  Per esempio la «grande compressione del dibattito parlamentare e la mancanza di un opportuno
  confronto» sulla legge di bilancio, motivo per lui di profondo disagio. E la «tassa sulla bontà» che il

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