Comune di Cadoneghe domenica, 02 giugno 2019

 
Comune di Cadoneghe domenica, 02 giugno 2019
Comune di Cadoneghe
  domenica, 02 giugno 2019
Comune di Cadoneghe domenica, 02 giugno 2019
Comune di Cadoneghe
                                                     domenica, 02 giugno 2019

Dicono di noi

 02/06/2019   Il Mattino di Padova Pagina 28
 Bambino senza vaccino sospeso da scuola da mesi Contestati tempi e modi                                                             3

 02/06/2019   Corriere del Veneto (ed. Padova) Pagina 8
 Coalizione civica-Pd, il bis a Cadoneghe                                                                                            4

 01/06/2019   ViaggiNews.com
 Estrazioni SuperEnalotto Lotto 10 e Lotto 1 giugno in diretta                                                                       5

 02/06/2019   Il Gazzettino (ed. Padova) Pagina 53
 Il Vescovo ordina tre nuovi sacerdoti                                                                                               9

 02/06/2019   Il Gazzettino (ed. Padova) Pagina 43
 Mairo appoggia Schiavo: «Valori condivisi tra noi»                                                                              10

 02/06/2019   Il Mattino di Padova Pagina 15
 Maschio Gaspardo sotto scacco serve il via libera di 24 banche                                                                      11

 02/06/2019   La Nuova di Venezia e Mestre Pagina 12
 Maschio Gaspardo sotto scacco serve il via libera di 24 banche                                                                  13

 02/06/2019   Corriere delle Alpi Pagina 11
 Maschio Gaspardo sotto scacco serve il via libera di 24 banche                                                                  15

 02/06/2019   La Tribuna di Treviso Pagina 17
 Maschio Gaspardo sotto scacco serve il via libera di 24 banche                                                                  17

 02/06/2019   Il Gazzettino (ed. Padova) Pagina 35
 Orgoglio gay, sfilano in settemila                                                                                              19

 02/06/2019   Il Gazzettino Pagina 10
 Pride Day In settemila in corteo a Padova                                                                                       21

 02/06/2019   Il Mattino di Padova Pagina 27
 Schiavo ora si allea con Mairo In dote il 6% di Coalizione civica                                                               22

 02/06/2019   Il Mattino di Padova Pagina 27
 Schiesaro fra la gente «Zero apparentamenti Non avremo altre liste»                                                             24

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Comune di Cadoneghe domenica, 02 giugno 2019
[ § 2 0 9 4 5 7 3 3 § ]

                          domenica 02 giugno 2019
                          Pagina 28

                                                                              Il Mattino di Padova
                                                                                          Dicono di noi

                          Cadoneghe, la denuncia di una mamma

                          Bambino senza vaccino sospeso da scuola da mesi Contestati tempi e modi

                          il caso Un solo bambino non vaccinato risulta escluso dalle scuole dell'
                          infanzia pubbliche di Cadoneghe.
                          Un unico bambino che, da un giorno all' altro, è stato costretto a non
                          rivedere più i suoi compagni e le maestre, a non completare il
                          programma di avviamento alla scuola primaria, escluso dalla festa di
                          commiato di fine anno con la consegna del diploma di passaggio alla
                          scuola dei "grandi".
                          Questo nonostante la famiglia avesse preso contatti con l' Ulss che, per
                          legge, è un requisito che consente di evitare l' esclusione dalle lezioni.
                          «La decisione di sospendere mio figlio ci è stata comunicata dalla scuola
                          per telefono il 12 marzo», racconta la mamma del bimbo di cinque anni,
                          frequentante una delle materne pubbliche. «Il termine fissato dalla
                          normativa per regolarizzare le posizioni vaccinali era il 10, ma la dirigente
                          dell' istituto comprensivo ci ha dato qualche giorno di "tolleranza" per
                          metterci in regola. Abbiamo richiesto un incontro con lei, nei giorni
                          successivi, dimostrando di aver preso contatti con l' Ulss che, però, non
                          ci aveva ancora fissato un appuntamento: la legge è chiara e comunque
                          la comunicazione dell' inottemperanza alla normativa sui vaccini ci sarebbe dovuta arrivare dall' Ulss stessa, dalla
                          quale però non abbiamo ricevuto nulla. La scuola, pertanto, non poteva sospendere mio figlio dalle lezioni». Da un
                          giorno all' altro questo bimbo non è più andato a scuola e, se nei primi giorni l' ha presa come una vacanza, poi ha
                          iniziato a chiedere di rivedere compagni e maestre. I genitori, per non turbarlo, sono rimasti sul vago, ma è indubbio
                          che l' esclusione dalla scuola abbia creato difficoltà nella gestione del bimbo che, fino al giorno prima, stava a scuola
                          dalle 8 alle 16. «Convinti di essere nel giusto, non avevamo preso alcun provvedimento» prosegue «pertanto ci siamo
                          barcamenati tra noi genitori e una baby sitter. A farmi star male è stata però la partecipazione alla manifestazione
                          "Consigliamoci", insieme al mio figlio più grande, dove si è parlato di diritti dei bambini e di inclusione. È stato lui a
                          chiedermi: "Mamma, ma perché se l' istruzione è un diritto sancito dalla Costituzione, mio fratello a scuola non ci può
                          andare?".
                          L' anno è ormai compromesso, ci tenevo però a evidenziare come la norma sia chiara, ma a variare siano le
                          interpretazioni e le decisioni prese di conseguenza. Le circolari pare abbiano più valore della legge».
                          -- Cristina Salvato.

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Comune di Cadoneghe domenica, 02 giugno 2019
[ § 2 0 9 4 5 7 3 4 § ]

                          domenica 02 giugno 2019
                          Pagina 8

                                                                Corriere del Veneto (ed. Padova)
                                                                                          Dicono di noi

                          Coalizione civica-Pd, il bis a Cadoneghe

                          PADOVA Tra una settimana, domenica 9 giugno prossimo, sapremo i
                          nomi dei nuovi sindaci di Monselice, Cadoneghe e Campodoro. E in vista
                          del ballottaggio, i candidati rimasti in corsa dopo il primo turno di sette
                          giorni fa vanno adesso a caccia di apparentamenti con quelli già usciti di
                          scena. A Monselice, divisi da 1.283 voti, la leghista Giorgia Bedin e il
                          forzista Gianni Mamprin, entrambi assessori uscenti della giunta Lunghi,
                          non hanno ancora incassato il sostegno ufficiale di nessuno degli altri
                          cinque aspiranti primi cittadini. A Cadoneghe invece, replicando il modello
                          vincente di Padova 2017, il portabandiera di Coalizione Civica, Roberto
                          Mairo, ha deciso di sostenere il sindaco uscente del Pd, Michele
                          Schiavo, che deve recuperare 972 suffragi al leghista Marco Schiesaro.
                          Intanto, sia a Monselice che a Cadoneghe, i grillini Andrea Bernardini e
                          Nicola Longo (nel rispetto delle regole del M5S) hanno già fatto sapere
                          che non prenderanno parte al ballottaggio. E a Campodoro, infine, il
                          democratico Gregorio Morelli non ha ancora ufficializzato il suo
                          appoggio al centrista Vincenzo Gottardo, finito sorprendentemente a pari
                          punti (751 voti a testa) con il leghista Gianfranco Vezzaro.
                          Domenica prossima, nei tre Comuni in questione, saranno richiamate alle
                          urne circa 30 mila persone. E il Carroccio, sfruttando l' onda salviniana, punta al bottino pieno.
                          (d.d' a.)

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Comune di Cadoneghe domenica, 02 giugno 2019
[ § 2 0 9 4 5 7 3 5 § ]

                          sabato 01 giugno 2019

                                                                                ViaggiNews.com
                                                                                         Dicono di noi

                          Estrazioni SuperEnalotto Lotto 10 e Lotto 1 giugno in diretta
                          Segui con noi le estrazioni di SuperEnalotto, Lotto e 10 e Lotto di oggi sabato 1 giugno 2019: pronti a scoprire tutte le
                          ruote e la sestina fortunata.

                          Jackpot SuperEnalotto Ultimo appuntamento settimanale con Lotto,
                          SuperEnalotto e 10 e Lotto . Il Jackpot del gioco Sisal è davvero molto
                          ambito: ha superato infatti i 150 milioni di euro e vale esattamente 161,8
                          milioni di euro , il montepremi più alto in Europa, tra i più alti al mondo.
                          Dall' inizio dell' anno, il gioco ha incassato oltre 672 milioni di euro.
                          Inoltre, il Jackpot è al terzo posto tra le cifre più alte mai vinte al
                          SuperEnalotto, avendo superato i 147,8 milioni di euro con un biglietto
                          giocato il 22 agosto 2009 a Bagnone, in Toscana, sempre più vicino alla
                          seconda posizione. Una cifra così non si vedeva da tempo: del resto, l'
                          ultimo 6 è stato estratto il 24 giugno 2018. Vuoi sapere tutto su
                          SuperEnalotto e non solo? Clicca qui VIDEO Nell' estrazione di giovedì
                          30 maggio, al Lotto tradizionale vinti oltre 50mila euro a Siderno,
                          provincia di Reggio Calabria, con una quaterna sulla ruota di Firenze.
                          Sfortunato il 10 e Lotto: le vincite maggiori sono di 20mila euro a
                          Orzinuovi (BS), Santa Flavia (PA) e Tivoli (RM). Al SuperEnalotto,
                          realizzati sei i 5 da 34.163,13 ciascuno e quattro 4 Stella che valgono
                          39.276,00 . Leggi anche - Estrazioni Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto:
                          gioca responsabile Estrazioni del SuperEnalotto, i numeri di oggi sabato 1 giugno (JOEL SAGET/AFP/Getty Images)
                          I sei numeri estratti: Numero Jolly: Numero Superstar: Estrazioni del Lotto di oggi sabato 1 giugno BARI CAGLIARI
                          FIRENZE GENOVA MILANO NAPOLI PALERMO ROMA TORINO VENEZIA NAZIONALE Estrazioni 10 e Lotto del
                          1 giugno 2019 Numeri estratti: Numero Oro Doppio Oro Quote SuperEnalotto dell' ultimo concorso del 30 maggio
                          2019 SuperEnalotto N. VINCITE CATEGORIA EURO nessuna Punti 6 - nessuna Punti 5+1 - 6 Punti 5 34.163,13 530
                          Punti 4 392,76 20.396 Punti 3 30,78 329.420 Punti 2 5,92 SuperStar N. VINCITE CATEGORIA EURO nessuna 5
                          Stella - 4 4 Stella 39.276,00 67 3 Stella 3.078,00 1.327 2 Stella 100,00 9.281 1 Stella 10,00 22.724 0 Stella 5,00 1
                          30/10/2010 177.729.043,16 Sperlonga e altre città 2 27/10/2016 163.538.707,00 Vibo Valentia 3 22/08/2009
                          147.807.299,08 Bagnone 4 09/02/2010 139.022.314,64 Parma e Pistoia 5 17/04/2018 130.195.242,12 Caltanissetta
                          6 23/10/2008 100.756.197,30 Catania 7 19/05/2012 94.836.378,29 Catania 8 25/02/2017 93.720.843,46 Mestrino 9
                          01/08/2017 77.735.412,31 Caorle 10 27/12/2010 71.895.694,42 Napoli Vuoi scoprire le maggiori vincite dell' anno?
                          Continua nella lettura Le vincite più alte al Lotto e SuperEnalotto del 2019: tutti gli aggiornamenti Vincite di gennaio
                          2019 Il Lotto si è aperto molto bene: il 2 gennaio vinti a Tufino, nel napoletano, 133.500 euro per effetto di una
                          quaterna sui numeri 1-14-20-21 della ruota di Napoli. Il 3 gennaio, invece, assegnati 90mila euro a Ruvo di Pugliaper
                          effetto di un terno secco giocato sulla ruota di Bari sui numeri 14-17-50. Il 5 gennaio, la quaterna22, 37, 56, 90
                          giocata sulla ruota di Napoli vale 122.500 euro finiti a Salerno. 8 gennaio: a Cadoneghe (PD) terno da 250mila euro
                          sulla ruota di Torino. Sabato 12 gennaio la vincita più alta al momento:una cinquina da 306mila euro per effetto di una
                          giocata sui numeri 4-25-39-48-57 sulla ruota di Firenze, indovinata a Caivano, provincia di Napoli. Il 24 gennaio quella

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Comune di Cadoneghe domenica, 02 giugno 2019
che finora è la vincita più alta del 2019: 630mila euro , grazie alla quaterna5, 50, 55, 56 realizzata a Cafasse , comune
di 3mila abitanti nella provincia di Torino. Il 31 gennaio, a Eboli realizzata una vincita pari a 124.500 euro , per effetto
di una quaterna sulla ruota Nazionale. La vincita più alta al 10 e Lotto , al momento, è stata realizzata a Pomezia :
vinti 200mila euro il 3 gennaio. Nell' estrazione del 15 gennaio, vinti 100mila euro a Potenza Picena , provincia di
Macerata. Il 22 gennaio 100mila euro sono invece andati a Genova . Altri 100mila ero sono finiti il 24 gennaio a
Moncalieri . Al SuperEnalotto, invece, nell' estrazione di martedì 15 gennaio, due giocatori hanno centrato il
5portando a casa 90mila euro ciascuno . Le vincite sono state centrate a Monfalcone, in provincia di Gorizia e a
Diamante, in provincia di Cosenza. Il Jackpot manca invece dal mese di giugno. Nell' estrazione di sabato 26
gennaio, il gioco ha regalato tre '5" da 72.932,44 euro . Straordinaria la vincita del 29 gennaio: realizzato un 5 Stella
da 638.266,00 euro a Marigliano, provincia di Napoli. Il mese di gennaio si è chiuso poi con due 5 da 87.751,69 euro
ciascuno, realizzati a Canepina (VT), con schedina 2 Pannelli e a Salerno, con schedina Quick Pick. Vincite di
febbraio 2019 L' estrazione del 3 febbraio 2019 al SuperEnalotto ha regalato tre' 5" da 73.948,14 euro . Le vincite
sono state realizzate a: Taggia, provincia di Imperia, e due in Sicilia, a Catania e Ribera, provincia di Agrigento. Il 7
febbraio, realizzati tre' 5" da 62.215,77 euro . Le vincite sono state realizzate a Chiavari, in provincia di Genova, a
Bari e a Ciampino, alle porte di Roma. Al 10 e Lotto realizzato a Milazzo , nel messinese, un 9 da 100mila euro. Il 12
febbraio, realizzatoun 'nove" Doppio Oro, con modalità di vincita Frequente e con una puntata da 3 euro, del valore di
100mila euro ad Agnosine , in provincia di Brescia. L' estrazione del 14 febbraio è stata davvero molto fortunata sia
per il SuperEnalotto che per il 10 e Lotto: nel gioco Sisal ambitissimo, realizzato un '5+1" da 581.792,09 euro , tale
vincita è stata realizzata a Pescara ; ancora più incredibile quanto accaduto al 10 e Lotto, dove a Marcianise , in
provincia di Caserta, è stata realizzata la vincita più alta di sempre al concorso, ovvero 5 milioni di euro ,
centrando10 numeri più il Doppio Oro. Il 16 febbraio invece viene realizzata una vincita da50.596 euro vinti per effetto
di una quaterna (quattro terni e sei ambi) con LottoPiù sulla ruota di Venezia: la vincita a Bellaria Igea Marina. Invece,
il 18 febbraio, vinti 62.500 euro a Parma grazie a un terno sulla ruota di Firenze. Il 21 febbraio, il SuperEnalotto
premiaBrescia, Napoli e Bovisio-Masciago (MB) con tre 5 da62.086,34 euro . Nel weekend del 23 febbraio, ricchi i
premi a SuperEnalotto e Lotto: il gioco Sisal regala tre 5 da77.448,24 euro ciascuno ; invece al gioco tradizionale
realizzata a Cordignano, nel trevigiano, una quaterna da65mila euro . Il 28 febbraio, il mese si chiude alla grande: a
Genzano di Roma,un fortunato giocatore ha centrato un '5" da 191.749,82 . Vincite di marzo 2019 La ruota di Milano
porta fortuna alla prima estrazione del mese di marzo, giorno 2, grazie all' uscita del numero 90 :realizzate vincite per
oltre 2,5 milioni di euro. Al 10 e Lotto, sempre il 2 marzo, grazie ad un '7" con Doppio Oro, un fortunato giocatore di
Arco (Trento) si è portato a casa 100mila euro . Nell' estrazione del 7 marzo, invece, al SuperEnalotto realizzati
quattro' 5" da 50.078,97 euro . Nella stessa estrazione, al 10 e Lotto vinti 100mila euro a Treviolo (BG) con un '9' Oro
su un' estrazione frequente, a fronte di una spesa di soli 3 euro. Il 9 marzo, al Lotto tradizionale, arriva una strepitosa
vincita a Mapello , provincia di Bergamo: 600mila euro grazie a una giocata da 1 euro sui numeri 8-10-16-18-24 su
Tutte, numeri puntualmente usciti sulla ruota di Napoli. Il 12 marzo, una vincita straordinaria al 10 e Lotto: a Ceglie
Messapica , in provincia di Brindisi, è stata centrata una vincita da oltre 2,7 milioni di euro , la seconda vincita più alta
dell' anno, la quarta più alta della storia del gioco. Il 14 marzo, invece, giornata senza nemmeno 5 al SuperEnalotto,
macentrati due '4 Stella" da 71.961 euro . Sempre il 14 marzo bella giornata per il 10 e Lotto, realizzati 8 premi da
100mila euro dal Nord al Sud dell' Italia: Altamura (BA), Arcola (SP), Battipaglia (SA), Bologna, Milano (tre) e
Vallecrosia (IM). Invece, il 19 marzo al SuperEnalotto sono stati centrati due 5 da 100mila euro , uno a Livorno e l'
altro tramite l' App Sisal. Il 21 marzo, 100mila euro finiscono a Messina , con il 10 e Lotto. Il 30 marzo, la stessa cifra
è stata vinta a Pollutri nel Chietino. Sempre nell' ultima estrazione del mese, al Lotto, vinti a Bressanone 62.375 euro
per effetto di una quaterna (quattro terni e sei ambi) su Tutte le Ruote. Diffuso intanto il dato del primo trimestre 2019:
giocati al SuperEnalotto 388,4 milioni di euro , che hanno finora portato a due vincite oltre il mezzo milione di euro,
vale a dire il 5+1 di Pescara e un 5 Stella da 638mila euro realizzato in provincia di Napoli a fine gennaio. Vincite di
aprile 2019 Partito molto bene il mese di aprile, con la prima estrazione di giorno 2 che premia tutti e tre i concorsi: al

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SuperEnalotto centrati quattro '5" da 51mila euro . Per quel che concerne il Lotto, vinti a Napoli 240mila euro con una
quaterna secca e appena 2 euro giocati. I numeri estratti 43-65-72-81 sulla Ruota di Napoli. Molto bene anche il 10 e
Lotto: a Palermo, realizzata una vincita da 100mila euro con un nove e una puntata da 3 euro. Nell' estrazione del 4
aprile, al SuperEnalotto centrati cinque '5" da 40mila euro mentre il Lotto premia la provincia di Reggio Emilia con
oltre 60mila euro . Sempre nel gioco del Lotto, il 9 aprile a Roma centrata una quaterna secca da 240mila euro
realizzata con una giocata di soli 2 euro sui numeri 4-15-34-38 della ruota di Firenze. L' 11 aprile è fortunatissimo per
il 10 e Lotto: a Reggio Emilia sono stati vinti 2,5 milioni di euro con un 9 Doppio Oro. A Trissino , nel vicentino, il 16
aprile, il 10 e Lotto ha regalato 100mila euro. Per il SuperEnalotto, realizzati il 18 aprile quattro 5 da oltre 50mila euro.
Il 23 aprile, vinti al 10 e Lotto 100mila euro a Prato . Quindi il 27 aprile al SuperEnalotto realizzati 5 cinque da
55.495,64 euro , mentre al 10 e Lotto vinti altri 100mila euro, in provincia di Varese. Si chiude bene il Lotto ad aprile,
con 90mila euro vinti a Gradisca d' Isonzo , in provincia di Gorizia. Al SuperEnalotto ecco arrivare tre 5 da 58.949,15
euro ciascuno. Vincite di maggio 2019 Nell' estrazione del 4 maggio, il Lotto premia Grado , in provincia di Gorizia,
con quaterna 3-25-56-89, sia sulla ruota di Bari sia su Tutte, che in tutto vale 154mila euro. Doppio colpo da 100mila
euro al 10 e Lotto a Roma. Il 7 maggio, il Lotto tradizionale premia Villafranca di Verona dove è stata centrata una
quaterna da 105mila euro sulla ruota di Palermo. Doppio colpo da 250mila euro al 10 e Lotto a Malo , in provincia di
Vicenza. Il 9 maggio una quaterna da 62.250 euro è stata centrata a Reggio Emilia . L' 11 maggio, il Lotto tradizionale
premia Napoli con 124.750 euro per effetto di una quaterna, per quanto riguarda il SuperEnalotto, vinti cinque 5 da
50.912,43 ciascuno. Il 21 maggio invece, vinti 100mila euro al 10 e Lotto a Novara, realizzati inoltre due 5 da 70mila
euro al SuperEnalotto a Milazzo , nel messinese, e a Sondalo provincia di Sondrio. Nell' estrazione di giovedì 23
maggio, al Lotto tradizionale a Caltanissetta vinti in tutto 115mila euro con la quaterna 9-29-74-90 su Genova, ma
meglio di lui ha fatto un giocatore di Montesarchio , provincia di Benevento, che ha vinto 117mila euro . Sabato 25
maggio, a Erice , nel trapanese, a fronte di una puntata di 3 euro, è stato centrato un 'dieci' Oro con un' estrazione
frequente del valore di 2,5 milioni di euro . Scopri tutte le statistiche, continua a leggere SuperEnalotto e Lotto: i
numeri ritardatari Lotto e SuperEnalotto Sguardo ai numeri ritardatari del Lotto aggiornati all' ultima estrazione e
suddivisi per ogni ruota: 37 - Bari - Assente da 80 estrazioni 80 - Cagliari - Assente da 68 estrazioni 41 - Firenze -
Assente da 132 estrazioni 52 - Genova - Assente da 62 estrazioni 85 - Milano - Assente da 82 estrazioni 69 - Napoli
- Assente da 72 estrazioni 10 - Palermo - Assente da 69 estrazioni 23 - Roma - Assente da 70 estrazioni 76 - Torino -
Assente da 87 estrazioni 52 - Venezia - Assente da 67 estrazioni 51 - Nazionale - Assente da 92 estrazioni Questigli
ambi maggiormente ritardatari al Lotto: 62 - 89 - Bari da 4118 estrazioni 28 - 55 - Cagliari da 3198 estrazioni 3 - 77 -
Firenze da 3156 estrazioni 30 - 34 - Genova da 3588 estrazioni 34 - 64 - Milano da 3143 estrazioni 11 - 23 - Napoli
da 3622 estrazioni 58 - 80 - Palermo da 4192 estrazioni 21 - 42 - Roma da 4160 estrazioni 45 - 55 - Torino da 3201
estrazioni 75 - 79 - Venezia da 3288 estrazioni 12 - 54 - Tutte le ruote da 292 estrazioni Di seguito, uno sguardo ai
numeri maggiormente ritardatari di SuperEnalotto e SuperStar, con numero di estrazioni di ritardo e data dell' ultima
estrazione: 81 estratto l' ultima volta 221 giorni fa, il 23/10/2018 24 estratto l' ultima volta 154 giorni fa, il 29/12/2018
23 estratto l' ultima volta 144 giorni fa, il 08/01/2019 39 estratto l' ultima volta 142 giorni fa, il 10/01/2019 35 estratto l'
ultima volta 135 giorni fa, il 17/01/2019 48 estratto l' ultima volta 133 giorni fa, il 19/01/2019 Per quanto riguarda il
SuperStar, il numero maggiormente ritardatario è il 56, estratto 891 giorni fa, ovvero il 17/11/2016. Numeri frequenti
SuperEnalotto e Lotto Uno sguardo ai sei numeri più frequenti in assoluto del SuperEnalotto: 85 estratto 235 volte,
ultima estrazione 16 giorni fa 90 estratto 229 volte, ultima estrazione 18 giorni fa 77 estratto 226 volte, ultima
estrazione 49 giorni fa 86 estratto 224 volte, ultima estrazione 79 giorni fa 82 estratto 223 volte, ultima estrazione 11
giorni fa 55 estratto 222 volte, ultima estrazione 32 giorni fa. Il numero SuperStar maggiormente estratto è il 49. I
numeri estratti meno frequenti sono: 60 estratto 161 volte 50 estratto 174 volte 5 estratto 174 volte 59 estratto 175
volte 23 estratto 175 volte 53 estratto 176 volte Il numero SuperStar meno estratto è il 72 La coppia di numeri più
frequenti è 6-83, insieme a 18-47 estratti 25 volte, quella di numeri consecutivi più frequenti è invece 62-63, insieme a
80-81 estratti 18 volte. Le terzine più comuni, estratte tutte 5 volte, sono 1 31 58; 1 45 48; 1 67 75; 8 16 64; 8 83 88.

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Un ultimo e interessante indicatore per le giocate al Lotto è quello dei numeri frequenti . Ve li proponiamo suddivisi in
diversi periodi temporali. Ultima 18 estrazioni: estratti 5 volte il 39 a Firenze e l' 82 a Palermo, poi estratti una serie di
numeri 4 volte: il 25 a Bari, il 54 a Cagliari, il 55 a Genova, il 77 a Milano, l' 81 a Napoli, il 29 a Roma, il 4 e il 54 a
Torino, il 3, il 32 e il 38 a Venezia. Ultime 540 estrazioni : Con 49 estrazioni c' è il 28 a Palermo, quindi a 48 il 19 a
Napoli e il 35 a Roma, poi a 46 estrazioni troviamo il 50 a Genova e il 10 a Milano, quindi a 45 estrazioni il 74 a Bari,
il 28 a Firenze e il 4 a Roma. I numeri più frequenti dal 1939 per ruota: BARI 48 estratto 380 volte CAGLIARI 80
estratto 375 volte FIRENZE 57 estratto 376 volte GENOVA 19 estratto 370 volte MILANO 82 estratto 383 volte
NAPOLI 45 estratto 399 volte PALERMO 2 estratto 376 volte ROMA 63 estratto 378 volte TORINO 81 estratto 379
volte VENEZIA 86 estratto 388 volte.

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[ § 2 0 9 4 5 7 3 6 § ]

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                                                                                             Dicono di noi

                          Diocesi

                          Il Vescovo ordina tre nuovi sacerdoti

                          in basilica Cattedrale alle 16.30, il vescovo Claudio Cipolla ordinerà tre
                          nuovi presbiteri. Sono i seminaristi don Giovanni Casalin della parrocchia
                          di Grumolo Pedemonte (Vi); don Marco Piva, della parrocchia di Bojon
                          (Ve) e don Pierclaudio Rozzarin (nella foto), della parrocchia di Cristo Re
                          in Padova, che in questi giorni stanno vivendo un momento di ritiro
                          spirituale. Don Giovanni Casalin, nato nel 1992, è originario della
                          parrocchia di Santa Maria Maddalena di Grumolo Pedemonte (Vi) ed è il
                          più giovane di quattro fratelli.
                          Dopo aver ottenuto la maturità scientifica al liceo Corradini di Thiene, nel
                          2011 entra nella comunità vocazionale di Casa Sant' Andrea e nel 2012 in
                          Seminario Maggiore. Ha prestato servizio nelle parrocchie di Sant'
                          Agostino di Albignasego, San Bonaventura di Cadoneghe e Zanè e nel
                          reparto di oncoematologia pediatrica di Padova. Don Marco Piva, classe
                          1984, è originario della parrocchia di San Nicola di Bojon (Ve). Ha
                          frequentato il liceo Einstein a Piove di Sacco. Dopo aver frequentato l'
                          Università di Padova, è stato alunno del seminario di Venezia fino al
                          2015. Nel 2017 viene accolto nel Seminario Maggiore di Padova,
                          prestando servizio nella parrocchia di Legnaro e insegnando alla scuola
                          primaria paritaria Galvan di Pontelongo. Don Pierclaudio Rozzarin, classe 1986, viene dalla parrocchia di Cristo Re in
                          Padova. Ha frequentato l' istituto tecnico commerciale Gramsci di Padova, diplomandosi nel 2005 come ragioniere
                          programmatore.
                          Nel settembre del 2003 entra in Seminario Minore. Dopo un periodo di discernimento nel 2015 riprende il Seminario
                          Maggiore. Durante gli anni del seminario don Pierclaudio ha prestato servizio nelle comunità parrocchiali di Arino di
                          Dolo e di Tencarola, nella pastorale vocazionale e nell' ospedale Madre Teresa di Schiavonia.

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[ § 2 0 9 4 5 7 3 7 § ]

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                                                                                           Dicono di noi

                          Mairo appoggia Schiavo: «Valori condivisi tra noi»

                          CADONEGHE L' assemblea pubblica di Coalizione Civica (che al primo
                          turno ha sostenuto il candidato sindaco Roberto Mairo) ha deciso di
                          apparentarsi con la coalizione di centrosinistra che sostiene il sindaco
                          uscente Michele Schiavo. Nelle schede gli elettori, al ballottaggio (tra
                          Schiavo e Schiesaro), accanto ai cinque simboli delle liste che hanno
                          sostenuto Schiavo al primo turno, troveranno anche quello di Coalizione
                          civica.
                          Durante la serata organizzata venerdì al teatro Ramin di Cadoneghe,
                          proprio in vista del ballottaggio di domenica prossima, sono emersi molti
                          punti di contatto sui valori di fondo e sui programmi che favoriranno il
                          lavoro per la comunità nella futura amministrazione comunale. L'
                          assemblea, a maggioranza dei presenti, ha valutato positivamente l'
                          opportunità, tramite la possibilità di avere due consiglieri e forse un
                          assessorato, un dialogo diretto con le forze democratiche, di portare il
                          metodo partecipativo nella futura amministrazione comunale e di
                          realizzare importanti punti del programma, come la rigenerazione dell' ex
                          Breda nella Casa delle Associazioni e della Cultura e la realizzazione di
                          iniziative socioculturali e per l' ambiente.
                          «Siamo consapevoli delle sfide che ci attendono - commenta Roberto Mairo -, non abbiamo costruito da subito un
                          percorso comune con Schiavo, tuttavia siamo riusciti in questo momento storico a realizzare insieme una proposta
                          partecipata e innovativa, basata su valori democratici condivisi. Attenzione ai bisogni e ai desideri dei cittadini in un
                          paese dialogante, con una visione partecipata, positiva, innovativa e fiduciosa per il futuro. La decisione di far parte
                          di questa coalizione è stata presa a seguito di una votazione pubblica, partecipata e condivisa, al termine della quale
                          è emersa la volontà di non perdere la nostra identità: abbiamo fatto fin qui un percorso via via sempre più bello,
                          continuiamo e continueremo ad innovare e a cambiare la cultura politica, sia fuori che dentro il Comune. Questa è la
                          nostra forza e deve rimanere la nostra missione».
                          Michele Schiavo saluta con soddisfazione questo risultato: «Sono molto contento per la scelta di Coalizione Civica
                          perché credo che condividiamo una visione comune e gli stessi valori. Da oggi lavoreremo uniti per far crescere la
                          nostra comunità con determinazione. Si stanno manifestando diverse disponibilità al dialogo - prosegue Schiavo -
                          tutte con un solo obiettivo, lo stesso che ha portato al felice apparentamento con Coalizione Civica: una rivoluzione
                          trasparente, condivisa nei valori, pacata e gentile, basata su un metodo partecipativo e inclusivo, attento
                          principalmente alla qualità della vita dei nostri concittadini».
                          L.Lev.

                                                           Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2019 ..: powered by Volo.com :..   Pagina 10
[ § 2 0 9 4 5 7 3 8 § ]

                          domenica 02 giugno 2019
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                                                                               Il Mattino di Padova
                                                                                           Dicono di noi

                          la corsa contro il tempo

                          Maschio Gaspardo sotto scacco serve il via libera di 24 banche
                          A dicembre è scaduto l' accordo sull' esposizione debitoria da 240 milioni E sul gruppo volteggiano i fondi, interessati
                          a sfilare il controllo alla famiglia

                          Roberta PaoliniPADOVA. Un salvataggio sul filo, una famiglia che crede
                          nell' azienda, un intero territorio pronto a sostenerla, 24 banche da
                          mettere d' accordo, una pletora di fondi pronti ad entrare più o meno
                          aggressivamente nel capitale. Maschio Gaspardo, media azienda
                          industriale del Nordest, storia esemplare di un territorio che dalla povertà
                          rurale è stato in grado di trasformarsi in epopea imprenditoriale è tutto
                          questo. Ma è anche la dimostrazione che la morte delle due ex Popolari
                          venete rischia di compromettere gravemente la stabilità di quella che è
                          ancora la locomotiva italiana.
                          La Maschio produce macchine agricole, ha una gamma completa che va
                          dalle mega fresatrici per i grandi appezzamenti dell' Europa Orientale fino
                          agli atomizzatori per la cura delle piante da frutto e i vigneti. Esposizione
                          internazionale solida in mercati a forte sviluppo della meccanizzazione
                          agricola, Cina, India e appunto est europeo, oltre 300 milioni di fatturato
                          (nel 2018 ha chiuso con il record storico di 336 milioni di euro), 2 mila
                          dipendenti di cui 1200 in Italia, tra Veneto, Friuli e Lombardia.
                          Nel 2015 dopo una crescita impetuosa, e un po' disordinata, molte
                          acquisizioni per ampliare lo spettro delle macchine agricole, le banche iniziano a fare pressione per l' eccessivo
                          indebitamento. I ricavi erano a 324 milioni, l' Ebitda a 31 milioni, la Pfn a 240 milioni.
                          Esposizione eccessiva per aver salvato molte aziende più piccole, consolidando l' aspetto industriale ma anche il
                          debito dei gruppi comprati. Il ceto bancario chiede una spinta manageriale, impone più o meno velatamente un
                          amministratore delegato e chiede una ristrutturazione. Egidio Maschio, fondatore insieme al fratello Giorgio del
                          piccolo miracolo industriale, colui che da una stalla aveva costruito con le sue mani la prima fresa fino a portare
                          questo gruppo in tutto il mondo, si sente di aver fallito. Il peso di questa responsabilità lo schiaccia e una mattina,
                          nella sua azienda a Cadoneghe, si toglie la vita. L' aspetto umano, personale, di questa vicenda potrebbe essere
                          taciuto, ma descrive in maniera talmente tragica l' attaccamento di un imprenditore alla sua creatura da farne un
                          tassello fondamentale della storia.
                          I figli di Egidio, Mirco e Andrea, prendono in mano l' azienda e la guidano in una ristrutturazione molto dura. In quattro
                          anni la posizione finanziaria arriva a 183 milioni di euro, i ricavi raggiungono i record, l' Ebitda è a quota 29 milioni,
                          alle banche vengono rimborsati 56 milioni di capitale e 44 milioni di interessi. Un' azienda che paga, che sta pagando.
                          Ma a fine 2018 la convenzione con il ceto bancario va rinnovata, a novembre le finanziarie regionali Friulia (già nel
                          capitale con il 14%), Veneto Sviluppo e Finest sono pronte a sostenere l' azienda con un aumento di capitale da 20
                          milioni di euro, elevabile fino a 25 milioni. Ma la conditio sine qua non è l' ok degli istituti di credito, che sono tanti,
                          alcuni piccoli, altri più grandi, le regole sul buon credito cambiano a seconda che la vigilanza sia europea o italiana.

                                                           Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2019 ..: powered by Volo.com :..   Pagina 11
L' esposizione media è di 10 milioni di euro e tra loro c' è anche Sga, la società controllata dal Tesoro che ha gli Utp
di Bpvi e Veneto Banca in liquidazione coatta amministrativa. I fondi iniziano a girare attorno ad un boccone molto
interessante, forte sul lato industriale, più fragile su quello finanziario. La crescita va sostenuta e quando corri molto a
volte la spinta rende squilibrato l' aspetto finanziario. I fondi di private debt, private equity e specializzati nel
turnaround industriale ci sono pressoché tutti. Uno di questi, Dea Capital, si muove più aggressivamente degli altri, i
suoi fondi funzionano comprando il credito delle banche e quindi iniziano a sondare la disponibilità delle banche per
acquisire quello della Maschio Gaspardo. Nel frattempo, non autorizzate, vengono divulgate informazioni finanziarie
riservate che consentono un avvicinamento ostile all' azienda con inevitabili strascichi legali. I figli di Egidio rafforzano
la presa sull' azienda acquistando la quota dello zio Giorgio e chiamano un manager come Luigi De Puppi, ex ad di
Zanussi-Electrolux, di Toro Assicurazioni e di Benetton Group. Vogliono dimostrare che l' azionista ci crede, che
vuole continuare. Non è stato finora sufficiente.
Da dicembre un gruppo che vende in tutto il mondo è senza accordo con le banche, in un regime di proroga de facto
del credito. Basta uno, uno solo, per staccare la spina. La Maschio Gaspardo potrebbe ricorrere al concordato in
continuità, è guidata da un manager di enorme esperienza e quindi ha un timoniere in grado di guidarla. Ma i figli di
Egidio vivrebbero questo come uno smacco, non se la sentono. Potrebbero affidarsi ad un cavaliere bianco, che c' è
è già alla porta pronto ad intervenire, ma significherebbe perdere presa sull' azienda. Sullo sfondo troppe banche,
nessuna che voglia o possa (almeno finora) prendersi la responsabilità di consolidare quel debito e ridare ossigeno
all' azienda.
-- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2019 ..: powered by Volo.com :..   Pagina 12
[ § 2 0 9 4 5 7 3 9 § ]

                          domenica 02 giugno 2019
                          Pagina 12

                                                                    La Nuova di Venezia e Mestre
                                                                                           Dicono di noi

                          la corsa contro il tempo

                          Maschio Gaspardo sotto scacco serve il via libera di 24 banche
                          A dicembre è scaduto l' accordo sull' esposizione debitoria da 240 milioni E sul gruppo volteggiano i fondi, interessati
                          a sfilare il controllo alla famiglia

                          Roberta PaoliniPADOVA. Un salvataggio sul filo, una famiglia che crede
                          nell' azienda, un intero territorio pronto a sostenerla, 24 banche da
                          mettere d' accordo, una pletora di fondi pronti ad entrare più o meno
                          aggressivamente nel capitale. Maschio Gaspardo, media azienda
                          industriale del Nordest, storia esemplare di un territorio che dalla povertà
                          rurale è stato in grado di trasformarsi in epopea imprenditoriale è tutto
                          questo. Ma è anche la dimostrazione che la morte delle due ex Popolari
                          venete rischia di compromettere gravemente la stabilità di quella che è
                          ancora la locomotiva italiana.
                          La Maschio produce macchine agricole, ha una gamma completa che va
                          dalle mega fresatrici per i grandi appezzamenti dell' Europa Orientale fino
                          agli atomizzatori per la cura delle piante da frutto e i vigneti. Esposizione
                          internazionale solida in mercati a forte sviluppo della meccanizzazione
                          agricola, Cina, India e appunto est europeo, oltre 300 milioni di fatturato
                          (nel 2018 ha chiuso con il record storico di 336 milioni di euro), 2 mila
                          dipendenti di cui 1200 in Italia, tra Veneto, Friuli e Lombardia.
                          Nel 2015 dopo una crescita impetuosa, e un po' disordinata, molte
                          acquisizioni per ampliare lo spettro delle macchine agricole, le banche iniziano a fare pressione per l' eccessivo
                          indebitamento. I ricavi erano a 324 milioni, l' Ebitda a 31 milioni, la Pfn a 240 milioni.
                          Esposizione eccessiva per aver salvato molte aziende più piccole, consolidando l' aspetto industriale ma anche il
                          debito dei gruppi comprati. Il ceto bancario chiede una spinta manageriale, impone più o meno velatamente un
                          amministratore delegato e chiede una ristrutturazione. Egidio Maschio, fondatore insieme al fratello Giorgio del
                          piccolo miracolo industriale, colui che da una stalla aveva costruito con le sue mani la prima fresa fino a portare
                          questo gruppo in tutto il mondo, si sente di aver fallito. Il peso di questa responsabilità lo schiaccia e una mattina,
                          nella sua azienda a Cadoneghe, si toglie la vita. L' aspetto umano, personale, di questa vicenda potrebbe essere
                          taciuto, ma descrive in maniera talmente tragica l' attaccamento di un imprenditore alla sua creatura da farne un
                          tassello fondamentale della storia.
                          I figli di Egidio, Mirco e Andrea, prendono in mano l' azienda e la guidano in una ristrutturazione molto dura. In quattro
                          anni la posizione finanziaria arriva a 183 milioni di euro, i ricavi raggiungono i record, l' Ebitda è a quota 29 milioni,
                          alle banche vengono rimborsati 56 milioni di capitale e 44 milioni di interessi. Un' azienda che paga, che sta pagando.
                          Ma a fine 2018 la convenzione con il ceto bancario va rinnovata, a novembre le finanziarie regionali Friulia (già nel
                          capitale con il 14%), Veneto Sviluppo e Finest sono pronte a sostenere l' azienda con un aumento di capitale da 20
                          milioni di euro, elevabile fino a 25 milioni. Ma la conditio sine qua non è l' ok degli istituti di credito, che sono tanti,
                          alcuni piccoli, altri più grandi, le regole sul buon credito cambiano a seconda che la vigilanza sia europea o italiana.

                                                           Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2019 ..: powered by Volo.com :..   Pagina 13
L' esposizione media è di 10 milioni di euro e tra loro c' è anche Sga, la società controllata dal Tesoro che ha gli Utp
di Bpvi e Veneto Banca in liquidazione coatta amministrativa. I fondi iniziano a girare attorno ad un boccone molto
interessante, forte sul lato industriale, più fragile su quello finanziario. La crescita va sostenuta e quando corri molto a
volte la spinta rende squilibrato l' aspetto finanziario. I fondi di private debt, private equity e specializzati nel
turnaround industriale ci sono pressoché tutti. Uno di questi, Dea Capital, si muove più aggressivamente degli altri, i
suoi fondi funzionano comprando il credito delle banche e quindi iniziano a sondare la disponibilità delle banche per
acquisire quello della Maschio Gaspardo. Nel frattempo, non autorizzate, vengono divulgate informazioni finanziarie
riservate che consentono un avvicinamento ostile all' azienda con inevitabili strascichi legali. I figli di Egidio rafforzano
la presa sull' azienda acquistando la quota dello zio Giorgio e chiamano un manager come Luigi De Puppi, ex ad di
Zanussi-Electrolux, di Toro Assicurazioni e di Benetton Group. Vogliono dimostrare che l' azionista ci crede, che
vuole continuare. Non è stato finora sufficiente.
Da dicembre un gruppo che vende in tutto il mondo è senza accordo con le banche, in un regime di proroga de facto
del credito. Basta uno, uno solo, per staccare la spina. La Maschio Gaspardo potrebbe ricorrere al concordato in
continuità, è guidata da un manager di enorme esperienza e quindi ha un timoniere in grado di guidarla. Ma i figli di
Egidio vivrebbero questo come uno smacco, non se la sentono. Potrebbero affidarsi ad un cavaliere bianco, che c' è
è già alla porta pronto ad intervenire, ma significherebbe perdere presa sull' azienda. Sullo sfondo troppe banche,
nessuna che voglia o possa (almeno finora) prendersi la responsabilità di consolidare quel debito e ridare ossigeno
all' azienda.
-- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2019 ..: powered by Volo.com :..   Pagina 14
[ § 2 0 9 4 5 7 4 0 § ]

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                                                                                 Corriere delle Alpi
                                                                                           Dicono di noi

                          la corsa contro il tempo

                          Maschio Gaspardo sotto scacco serve il via libera di 24 banche
                          A dicembre è scaduto l' accordo sull' esposizione debitoria da 240 milioni E sul gruppo volteggiano i fondi, interessati
                          a sfilare il controllo alla famiglia

                          Roberta PaoliniPADOVA. Un salvataggio sul filo, una famiglia che crede
                          nell' azienda, un intero territorio pronto a sostenerla, 24 banche da
                          mettere d' accordo, una pletora di fondi pronti ad entrare più o meno
                          aggressivamente nel capitale. Maschio Gaspardo, media azienda
                          industriale del Nordest, storia esemplare di un territorio che dalla povertà
                          rurale è stato in grado di trasformarsi in epopea imprenditoriale è tutto
                          questo. Ma è anche la dimostrazione che la morte delle due ex Popolari
                          venete rischia di compromettere gravemente la stabilità di quella che è
                          ancora la locomotiva italiana.
                          La Maschio produce macchine agricole, ha una gamma completa che va
                          dalle mega fresatrici per i grandi appezzamenti dell' Europa Orientale fino
                          agli atomizzatori per la cura delle piante da frutto e i vigneti. Esposizione
                          internazionale solida in mercati a forte sviluppo della meccanizzazione
                          agricola, Cina, India e appunto est europeo, oltre 300 milioni di fatturato
                          (nel 2018 ha chiuso con il record storico di 336 milioni di euro), 2 mila
                          dipendenti di cui 1200 in Italia, tra Veneto, Friuli e Lombardia.
                          Nel 2015 dopo una crescita impetuosa, e un po' disordinata, molte
                          acquisizioni per ampliare lo spettro delle macchine agricole, le banche iniziano a fare pressione per l' eccessivo
                          indebitamento. I ricavi erano a 324 milioni, l' Ebitda a 31 milioni, la Pfn a 240 milioni.
                          Esposizione eccessiva per aver salvato molte aziende più piccole, consolidando l' aspetto industriale ma anche il
                          debito dei gruppi comprati. Il ceto bancario chiede una spinta manageriale, impone più o meno velatamente un
                          amministratore delegato e chiede una ristrutturazione. Egidio Maschio, fondatore insieme al fratello Giorgio del
                          piccolo miracolo industriale, colui che da una stalla aveva costruito con le sue mani la prima fresa fino a portare
                          questo gruppo in tutto il mondo, si sente di aver fallito. Il peso di questa responsabilità lo schiaccia e una mattina,
                          nella sua azienda a Cadoneghe, si toglie la vita. L' aspetto umano, personale, di questa vicenda potrebbe essere
                          taciuto, ma descrive in maniera talmente tragica l' attaccamento di un imprenditore alla sua creatura da farne un
                          tassello fondamentale della storia.
                          I figli di Egidio, Mirco e Andrea, prendono in mano l' azienda e la guidano in una ristrutturazione molto dura. In quattro
                          anni la posizione finanziaria arriva a 183 milioni di euro, i ricavi raggiungono i record, l' Ebitda è a quota 29 milioni,
                          alle banche vengono rimborsati 56 milioni di capitale e 44 milioni di interessi. Un' azienda che paga, che sta pagando.
                          Ma a fine 2018 la convenzione con il ceto bancario va rinnovata, a novembre le finanziarie regionali Friulia (già nel
                          capitale con il 14%), Veneto Sviluppo e Finest sono pronte a sostenere l' azienda con un aumento di capitale da 20
                          milioni di euro, elevabile fino a 25 milioni. Ma la conditio sine qua non è l' ok degli istituti di credito, che sono tanti,
                          alcuni piccoli, altri più grandi, le regole sul buon credito cambiano a seconda che la vigilanza sia europea o italiana.

                                                           Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2019 ..: powered by Volo.com :..   Pagina 15
L' esposizione media è di 10 milioni di euro e tra loro c' è anche Sga, la società controllata dal Tesoro che ha gli Utp
di Bpvi e Veneto Banca in liquidazione coatta amministrativa. I fondi iniziano a girare attorno ad un boccone molto
interessante, forte sul lato industriale, più fragile su quello finanziario. La crescita va sostenuta e quando corri molto a
volte la spinta rende squilibrato l' aspetto finanziario. I fondi di private debt, private equity e specializzati nel
turnaround industriale ci sono pressoché tutti. Uno di questi, Dea Capital, si muove più aggressivamente degli altri, i
suoi fondi funzionano comprando il credito delle banche e quindi iniziano a sondare la disponibilità delle banche per
acquisire quello della Maschio Gaspardo. Nel frattempo, non autorizzate, vengono divulgate informazioni finanziarie
riservate che consentono un avvicinamento ostile all' azienda con inevitabili strascichi legali. I figli di Egidio rafforzano
la presa sull' azienda acquistando la quota dello zio Giorgio e chiamano un manager come Luigi De Puppi, ex ad di
Zanussi-Electrolux, di Toro Assicurazioni e di Benetton Group. Vogliono dimostrare che l' azionista ci crede, che
vuole continuare. Non è stato finora sufficiente.
Da dicembre un gruppo che vende in tutto il mondo è senza accordo con le banche, in un regime di proroga de facto
del credito. Basta uno, uno solo, per staccare la spina. La Maschio Gaspardo potrebbe ricorrere al concordato in
continuità, è guidata da un manager di enorme esperienza e quindi ha un timoniere in grado di guidarla. Ma i figli di
Egidio vivrebbero questo come uno smacco, non se la sentono. Potrebbero affidarsi ad un cavaliere bianco, che c' è
è già alla porta pronto ad intervenire, ma significherebbe perdere presa sull' azienda. Sullo sfondo troppe banche,
nessuna che voglia o possa (almeno finora) prendersi la responsabilità di consolidare quel debito e ridare ossigeno
all' azienda.
-- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2019 ..: powered by Volo.com :..   Pagina 16
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                          domenica 02 giugno 2019
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                                                                             La Tribuna di Treviso
                                                                                           Dicono di noi

                          la corsa contro il tempo

                          Maschio Gaspardo sotto scacco serve il via libera di 24 banche
                          A dicembre è scaduto l' accordo sull' esposizione debitoria da 240 milioni E sul gruppo volteggiano i fondi, interessati
                          a sfilare il controllo alla famiglia

                          Roberta PaoliniPADOVA. Un salvataggio sul filo, una famiglia che crede
                          nell' azienda, un intero territorio pronto a sostenerla, 24 banche da
                          mettere d' accordo, una pletora di fondi pronti ad entrare più o meno
                          aggressivamente nel capitale. Maschio Gaspardo, media azienda
                          industriale del Nordest, storia esemplare di un territorio che dalla povertà
                          rurale è stato in grado di trasformarsi in epopea imprenditoriale è tutto
                          questo. Ma è anche la dimostrazione che la morte delle due ex Popolari
                          venete rischia di compromettere gravemente la stabilità di quella che è
                          ancora la locomotiva italiana.
                          La Maschio produce macchine agricole, ha una gamma completa che va
                          dalle mega fresatrici per i grandi appezzamenti dell' Europa Orientale fino
                          agli atomizzatori per la cura delle piante da frutto e i vigneti. Esposizione
                          internazionale solida in mercati a forte sviluppo della meccanizzazione
                          agricola, Cina, India e appunto est europeo, oltre 300 milioni di fatturato
                          (nel 2018 ha chiuso con il record storico di 336 milioni di euro), 2 mila
                          dipendenti di cui 1200 in Italia, tra Veneto, Friuli e Lombardia.
                          Nel 2015 dopo una crescita impetuosa, e un po' disordinata, molte
                          acquisizioni per ampliare lo spettro delle macchine agricole, le banche iniziano a fare pressione per l' eccessivo
                          indebitamento. I ricavi erano a 324 milioni, l' Ebitda a 31 milioni, la Pfn a 240 milioni.
                          Esposizione eccessiva per aver salvato molte aziende più piccole, consolidando l' aspetto industriale ma anche il
                          debito dei gruppi comprati. Il ceto bancario chiede una spinta manageriale, impone più o meno velatamente un
                          amministratore delegato e chiede una ristrutturazione. Egidio Maschio, fondatore insieme al fratello Giorgio del
                          piccolo miracolo industriale, colui che da una stalla aveva costruito con le sue mani la prima fresa fino a portare
                          questo gruppo in tutto il mondo, si sente di aver fallito. Il peso di questa responsabilità lo schiaccia e una mattina,
                          nella sua azienda a Cadoneghe, si toglie la vita. L' aspetto umano, personale, di questa vicenda potrebbe essere
                          taciuto, ma descrive in maniera talmente tragica l' attaccamento di un imprenditore alla sua creatura da farne un
                          tassello fondamentale della storia.
                          I figli di Egidio, Mirco e Andrea, prendono in mano l' azienda e la guidano in una ristrutturazione molto dura. In quattro
                          anni la posizione finanziaria arriva a 183 milioni di euro, i ricavi raggiungono i record, l' Ebitda è a quota 29 milioni,
                          alle banche vengono rimborsati 56 milioni di capitale e 44 milioni di interessi. Un' azienda che paga, che sta pagando.
                          Ma a fine 2018 la convenzione con il ceto bancario va rinnovata, a novembre le finanziarie regionali Friulia (già nel
                          capitale con il 14%), Veneto Sviluppo e Finest sono pronte a sostenere l' azienda con un aumento di capitale da 20
                          milioni di euro, elevabile fino a 25 milioni. Ma la conditio sine qua non è l' ok degli istituti di credito, che sono tanti,
                          alcuni piccoli, altri più grandi, le regole sul buon credito cambiano a seconda che la vigilanza sia europea o italiana.

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L' esposizione media è di 10 milioni di euro e tra loro c' è anche Sga, la società controllata dal Tesoro che ha gli Utp
di Bpvi e Veneto Banca in liquidazione coatta amministrativa. I fondi iniziano a girare attorno ad un boccone molto
interessante, forte sul lato industriale, più fragile su quello finanziario. La crescita va sostenuta e quando corri molto a
volte la spinta rende squilibrato l' aspetto finanziario. I fondi di private debt, private equity e specializzati nel
turnaround industriale ci sono pressoché tutti. Uno di questi, Dea Capital, si muove più aggressivamente degli altri, i
suoi fondi funzionano comprando il credito delle banche e quindi iniziano a sondare la disponibilità delle banche per
acquisire quello della Maschio Gaspardo. Nel frattempo, non autorizzate, vengono divulgate informazioni finanziarie
riservate che consentono un avvicinamento ostile all' azienda con inevitabili strascichi legali. I figli di Egidio rafforzano
la presa sull' azienda acquistando la quota dello zio Giorgio e chiamano un manager come Luigi De Puppi, ex ad di
Zanussi-Electrolux, di Toro Assicurazioni e di Benetton Group. Vogliono dimostrare che l' azionista ci crede, che
vuole continuare. Non è stato finora sufficiente.
Da dicembre un gruppo che vende in tutto il mondo è senza accordo con le banche, in un regime di proroga de facto
del credito. Basta uno, uno solo, per staccare la spina. La Maschio Gaspardo potrebbe ricorrere al concordato in
continuità, è guidata da un manager di enorme esperienza e quindi ha un timoniere in grado di guidarla. Ma i figli di
Egidio vivrebbero questo come uno smacco, non se la sentono. Potrebbero affidarsi ad un cavaliere bianco, che c' è
è già alla porta pronto ad intervenire, ma significherebbe perdere presa sull' azienda. Sullo sfondo troppe banche,
nessuna che voglia o possa (almeno finora) prendersi la responsabilità di consolidare quel debito e ridare ossigeno
all' azienda.
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                                                                                          Dicono di noi

                          Orgoglio gay, sfilano in settemila
                          `La parata ieri per le vie del centro, fino al parco delle mura Bacio delle assessore Nalin, Gallani e Benciolini: «Noi ci
                          siamo» `Donne a seno nudo, uomini in gonna e una famiglia araba che scatta le foto. Il presidente di Arcigay: «È un
                          successo»

                          IL CORTEO PADOVA Ci sono donne a seno nudo, uomini in gonna e
                          anche una famiglia araba che saluta il corteo dalla propria stanza d'
                          albergo. Ieri il centro storico è stato invaso dall' orgoglio gay. In oltre
                          7mila hanno calcato in corteo le vie e le piazze del cuore della città per il
                          Pride day 2019 per rivendicare i propri diritti. Il popolo di lesbiche, gay,
                          bisessuali, transessuali e intersessuali si è radunato in Piazza
                          Insurrezione e da lì è festosamente partito in parata lungo Corso
                          Emanuele Filiberto seguendo i camioncini allestiti dalle tre realtà del
                          divertimento cittadine Flexo, Trash&Chic e Unicorn. Ad aprire il corteo
                          dietro lo striscione del Padova Pride il sindaco Sergio Giordani, gli
                          assessori Antonio Bressa, Marta Nalin, Chiara Gallani e Francesca
                          Benciolini, l' onorevole Alessandro Zan e i rappresentanti degli altri
                          comuni che hanno sostenuto l' iniziativa (Vigonovo, Jesolo, Mira, Adria,
                          Montegrotto Terme, Cadoneghe, Chioggia).
                          LA FESTA «Love is in the air» ha commentato l' assessore Gallani nella
                          foto postata su Facebook in cui viene teneramente baciata sulle guance
                          dalle colleghe Nalin e Benciolini. All' insegna del Siamo fiere, sono
                          moltissime le coppie di giovani donne che non hanno avuto paura di
                          dichiarare il proprio amore con visi pitturati da bandiere arcobaleno o ghirlande colorate in testa. C' è chi sfila a seno
                          nudo, chi lo copre con dello scotch nero o chi opta per il reggiseno. Un gruppo veste maschere di cane in pelle,
                          uomini barbuti vestiti da donna in nero con veletta, mentre alcune ragazze vestono il gessato da uomo. Ai bordi delle
                          strade non mancano gli spettatori: i turisti scattano foto all' impazzata mentre viene applaudita una famiglia araba che
                          saluta e fa foto dall' alto di un palazzo prima del Teatro Verdi.
                          La processione, dietro il primo furgone con palloncini e striscione Il tuo odio me lo ingoio, continua verso le riviere
                          Mussato e San Benedetto e via Vescovado senza alcun intoppo, merito anche delle forze dell' ordine che regolano il
                          traffico in testa e in coda al serpentone vigilato anche da una trentina di volontari. IL PUBBLICO Molti inquilini
                          increduli si affacciano alle finestre sentendo passare i manifestanti per le strette strade della città urlando slogan
                          come Meno Salvini più brillantini, L' amore arcobaleno ha i colori della laicità e Prima i diritti umani e ultimi i pregiudizi
                          religiosi. Davanti al Ventitrè e poi dai negozi di Piazza Duomo escono fuori clienti ed esercenti colpiti dalla marea
                          dove spiccano i gruppi delle associazioni Non Una di Meno, Se Non Ora Quando, Anteros, Unione degli Universitari,
                          Asu, Segreteria Italiana Studenti di Medicina, Kosmos, Arcigay Tralaltro, Partito Comunista dei Lavoratori. Così fino
                          al parco delle Mura.
                          I VIP «Siamo presenti con tanti iscritti convinti che i diritti sociali e civili sorreggano la civiltà del nostro Paese» è il
                          commento della Cgil. «L' evento è stato un successo oltre le aspettative ha dichiarato dal palco Mattia Galdiolo,

                                                          Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2019 ..: powered by Volo.com :..   Pagina 19
presidente Arcigay - abbiamo dato un segnale forte di inclusione della nostra comunità e una risposta politica ai tanti
attacchi ricevuti negli ultimi tempi».
«Non abbiate paura di quello che siete hanno testimoniato Andrea e Angelo, una coppia veronese vittima di
aggressioni omofobe siamo migliori di loro».
«Padova è una città che non vuole restare chiusa ma al passo con la trasformazione della società ha aggiunto Marta
Nalin tutti questi volti sorridenti vogliono vincere il buio che abbiamo intorno con la gioia, l' amore e la libertà che non
toglie niente a nessuno».
Paolo Braghetto.

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                                                                                            Dicono di noi

                          Pride Day In settemila in corteo a Padova

                          LA MANIFESTAZIONE PADOVA In settemila ieri pomeriggio a Padova
                          per il Pride Day 2019, la manifestazione organizzata per rivendicare i
                          diritti degli omosessuali e festeggiare l' anniversario del cinquantenario
                          dei moti di Stonewall del 1969, che segnarono ufficialmente la nascita
                          della comunità Lgbti. Il popolo di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e
                          intersessuali si è radunato in piazza Insurrezione e da lì è festosamente
                          partito in parata lungo corso Emanuele Filiberto. Ad aprire il corteo dietro
                          lo striscione del Padova Pride, il sindaco Sergio Giordani, gli assessori
                          Antonio Bressa, Marta Nalin, Chiara Gallani e Francesca Benciolini, l'
                          onorevole Alessandro Zan e i rappresentanti degli altri comuni veneti che
                          hanno sostenuto l' iniziativa (Vigonovo, Jesolo, Mira, Adria, Montegrotto
                          Terme, Cadoneghe, Chioggia).
                          «L' evento è stato un successo oltre le aspettative ha dichiarato dal palco
                          Mattia Galdiolo, presidente Arcigay Padova e portavoce di Padova Pride
                          - abbiamo dato un segnale forte di inclusione della nostra comunità e una
                          risposta politica ai tanti attacchi ricevuti negli ultimi tempi».
                          Contro il Padova Pride, circa trenta militanti di Forza Nuova hanno
                          manifestato a fianco della Basilica del Santo. Poco dopo la fine della
                          manifestazione, tre di loro sono stati aggrediti da cinque giovani in via Sarpi.
                          Spintoni e offese, ma nessun ferito. I cinque sono poi fuggiti prima dell' arrivo della polizia.
                          Sul fatto indaga la Digos. (P.B.
                          ) © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                            Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2019 ..: powered by Volo.com :..   Pagina 21
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                          domenica 02 giugno 2019
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                                                                               Il Mattino di Padova
                                                                                           Dicono di noi

                          cadoneghe verso il ballottaggio / il centrosinistra

                          Schiavo ora si allea con Mairo In dote il 6% di Coalizione civica
                          L' assemblea della lista rimasta esclusa dal Consiglio ha approvato la proposta «Abbiamo gli stessi valori di fondo»,
                          "Gentilezza e inclusività" il nuovo slogan

                          Cristina SalvatoCADONEGHE. Coalizione civica per Cadoneghe s i è
                          apparentata con Michele Schiavo: la lista di Roberto Mairo, teoricamente
                          rimasta esclusa dal Consiglio comunale dal voto, darà il suo appoggio
                          ufficiale a Schiavo nel ballottaggio che vedrà quest' ultimo sfidarsi con
                          Marco Schiesaro, garantendosi così un posto nell' assemblea consiliare,
                          e magari pure un assessorato. Vincesse Schiavo al ballottaggio di
                          domenica prossima, Mairo farebbe quindi parte della squadra di governo.
                          La decisione è stata assunta venerdì dall' assemblea di Coalizione civica,
                          riunitisi all' auditorium Ramin a discutere tutti insieme, democraticamente,
                          il dà farsi.
                          Alla fine ha prevalso la decisione di apparentarsi e di farlo con il sindaco
                          uscente Schiavo. «Sono emersi molti punti di contatto sui valori di fondo
                          e sui programmi» commenta Mairo, nell' annunciare l' apparentamento,
                          «che favoriranno il lavoro per la comunità nella futura giunta comunale.
                          Oggi è più vicino l' obiettivo di concretizzare le prospettive di sviluppo di
                          Cadoneghe come la rigenerazione urbana, le iniziative socio-culturali e l'
                          attenzione e la valorizzazione del territorio. Siamo consci delle sfide che
                          ci attendono: non abbiamo costruito da subito un percorso comune, tuttavia siamo riusciti ora a realizzare insieme
                          una proposta partecipata e innovativa, basata su valori democratici condivisi come l' attenzione ai bisogni e ai
                          desideri dei cittadini in un paese dialogante, con una visione partecipata, positiva, innovativa».
                          Mairo porta "in dote" un 6% di preferenze, che farebbero comodo al 31% cui è rimasto fermo Schiavo, rispetto al 42
                          messo a segno al primo turno da Schiesaro. «Sono molto contento per la scelta di Coalizione Civica» dichiara,
                          infatti, Schiavo, «perché credo che condividiamo una visione comune e gli stessi valori. Da oggi lavoreremo uniti per
                          far crescere la nostra comunità con determinazione. Si stanno manifestando diverse disponibilità al dialogo, tutte con
                          un solo obiettivo, lo stesso che ha portato al felice apparentamento con Coalizione Civica: una rivoluzione
                          trasparente, condivisa nei valori, pacata e gentile, basata su un metodo partecipativo e inclusivo, attento
                          principalmente alla qualità della vita dei nostri concittadini».
                          Gentilezza e inclusività sono il nuovo slogan scelto da Schiavo che, in un volantino distribuito ieri nelle case, fa un
                          "mea culpa" ammettendo nei 5 anni della sua giuntaamministrazione, «di aver prediletto il lavoro ai sorrisi e alle
                          pacche sulle spalle», dichiarandosi disposto a cambiare e ad «imparare ad essere più sorridente e inclusivo».
                          Analizzando lo scenario che l' apparentamento porta con sé, in caso di vittoria Schiavo riuscirebbe a "far fuori" la sua
                          nemica Virginia Garato e la sua La lista civica per Cadoneghe, cinque anni fa alleata, negli ultimi anni di giunta ai ferri
                          corti con lui. Mairo prenderebbe il posto della civica. Pertanto se i sostenitori di Virginia Garato volessero vederla
                          seduta in Consiglio comunale a rappresentarli, dovrebbero votare Schiesaro: in caso di sua vittoria, infatti, la

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