PIANO TRIENNALE DELL'OFFERTA FORMATIVA 2016/2019 - Liceo Melchiorre Gioia

 
PIANO TRIENNALE
 DELL’OFFERTA
  FORMATIVA
    2016/2019
INDICE SINTETICO

I. IDENTITÀ

II. INDIRIZZI DI STUDIO e QUADRI ORARIO

III. MACROAREE DI PROGETTO

        A. INCLUSIONE e RECUPERO

        B. DIFFERENZIAZIONE e AMPLIAMENTO

        C. “AMBIENTE” DI APPRENDIMENTO

        D. ORIENTAMENTO e ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

        E. MEDIAZIONE DIDATTICA e VERIFICA-VALUTAZIONE

        F. FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO

        G. VALUTAZIONE DI SISTEMA

IV. PIANO DI MIGLIORAMENTO, ASSETTI ORGANIZZATIVI, GESTIONE
    RISORSE
INDICE ANALITICO
I. IDENTITÀ
          storia della scuola
          contesto socio-culturale e caratteristiche dell'utenza
          valori di riferimento e finalità educative
          profilo formativo e risultati attesi
          orientamento strategico:
          LICEO PER L’EUROPA, SCUOLA IN DIGITALE, CENTRALITA’ DELLO STUDENTE, ORIENTAMENTO

II. INDIRIZZI DI STUDIO e QUADRI ORARIO

III. MACROAREE DI PROGETTO
    A. INCLUSIONE e RECUPERO (sito: GIOIA PER TUTTI)
      A1. Disabilità
      A2. DSA, svantaggio psicosanitario, BES
      A3. Stranieri
      A4. Pari opportunità e prevenzione violenza di genere
      A5. Benessere: accoglienza prime, educazione alla salute, sport, alimentazione
      A6. Centro Ascolto
      A7. Recupero
      A8. Recupero in peer-education: Snoopy

    B. DIFFERENZIAZIONE e AMPLIAMENTO (sito: GIOIA PER CIASCUNO)
      B1. Flessibilità didattica
      B2. Opzionalità e convenzioni
      B3. Eccellenze
      B4. Certificazioni Lingue europee e Informatica
      B5. Turismo scolastico: viaggi, stages linguistici, scambi
      B6. Mobilità studentesca all'estero
      B7. Cittadinanza attiva
      B8. Volontariato: emergenza e ambiti SVEP
      B9. Centro Sportivo Scolastico
      B10. Attività facoltative pomeridiane

    C. “AMBIENTE” DI APPRENDIMENTO (sito: cfr specifici spazi)
          Sedi, spazi, strumentazioni, servizi
      C1. REGOLE, frequenza e comportamento
      C2. Colloqui e coinvolgimento FAMIGLIE
      C3. PARTECIPAZIONE studentesca: rappresentanze, assemblee e miniassemblee
      C4. Giornale studentesco L'ACUTO
      C5. Radio studentesca GioiaWEB-RADIO
      C6. Musica per CORO E ORCHESTRA
      C7. CREATIVITÀ studentesca in RETE territoriale: GIRATIME
      C8. Protagonismo studentesco: bibliotecari, gruppo di lettura, cineforum…
C9. Animazione culturale: eventi al CAFFÈ LETTERARIO
     C10. EVENTI SPECIALI: Notte classici, Settimana Scienza, Festival Teatrale Lingue straniere
     C11. CULTURA e TERRITORIO: teatro, cinema, musica, arte, conferenze, …
     C12. SITO istituzionale
     C13. Strumenti social (canale YT, pagina FB)
     C14. BIBLIOTECA-MEDIATECA
     C15. CENTRO DOCUMENTAZIONE DIDATTICA
     C16. Pubblicazione collane: QUADERNI DEL GIOIA e BUONE PRATICHE
     C17. RETI di scuole

   D. ORIENTAMENTO (sito: GIOIAORIENTA)
     D1.   Orientamento in INGRESSO: Scuola Aperta, Ragazzi in aula
     D2.   Orientamento in USCITA e rapporti con università
     D3.   ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO
     D4.   Risultati a distanza

   E. MEDIAZIONE DIDATTICA E VERIFICA-VALUTAZIONE (sito:
                                                                                        DIDATTICA)
     E1. PROGRAMMAZIONE
            - collegiale dei Consigli di classe (trasversalità formative)
            - disciplinare dei dipartimenti (competenze fondanti e prove di verifica di
               livello)
     E2. METODOLOGIA, in particolare INNOVAZIONE tramite tecnologia DIGITALE
     E3. RICERCA, DOCUMENTAZIONE, PRODUZIONE LIBRI DI TESTO DIGITALI
     E4. VALUTAZIONE dell'apprendimento: criteri trasversali e disciplinari
     E5. RISULTATI scolastici / allineamento esiti INVALSI
     E6. CONTINUITÀ tra ordini di scuola

   F. FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO                                (sito: in DIDATTICA)
     F1. Prospettiva triennale
     F2. Elementi permanenti
     F3. Elementi specifici annuali

   G. VALUTAZIONE SISTEMA (sito: VALUTAZIONE di SISTEMA)
     G1. Valutazione INTERNA: questionari utenza e relazione finale docenti
     G2. Rapporto di AutoValutazione (RAV)
     G3. Valutazioni ESTERNE

IV. PIANO DI MIGLIORAMENTO,
   ASSETTI ORGANIZZATIVI, GESTIONE RISORSE
PREMESSA (2015-16)

«Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è il documento fondamentale costitutivo dell’identità
culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare,
extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole Scuole adottano nell’ambito della loro
autonomia» (ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. n. 275/1999 e dell’art. 14 della Legge di Riforma n.
107/2015).

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) non è solo il documento attraverso il quale
l’istituzione dichiara all’esterno la propria identità ma, avvalendosi delle scelte progettuali degli
anni precedenti, deve consolidare le azioni ritenute positive e avviare, sulla base degli elementi di
miglioramento individuati dal RAV (Rapporto Autovalutazione Istituto), quelle attività volte alla
promozione e alla valorizzazione delle risorse umane, per garantire il successo formativo di tutti
gli studenti.

La presente stesura (gennaio 2016) del primo piano triennale (2016-2019) rappresenta il tentativo di
traghettare la consueta dichiarazione d'intenti contenuta nel POF annuale verso l'adempimento di
quanto richiesto alle scuole dall'Amministrazione nel corrente anno scolastico, a partire dalla fase
estiva della compilazione del RAV 2015.
Pertanto il documento risulta ibrido: da una parte intende già dotarsi, avvalendosi dell'impianto e
del lessico del RAV, di una struttura organica di pianificazione di tutto quanto si muove nella
attuale scuola reale (cfr indice analitico), anche a costo di enunciare al momento i soli titoli delle
attività; dall'altra non rinuncia ancora a ereditare quanto si è andato accumulando nel POF della
scuola, sì in relazione alla progettazione annuale ma anche ad adempimenti legislativi in corso
d'opera e ad adeguamento di trasparenza. Ne deriva la necessità di una revisione globale in tempi
più distesi, finalizzata a correzione di inevitabili refusi, completamento di alcune parti, snellimento
generale, uniformità di stesura, leggibilità da parte dell'utenza.
Quanto attiene gli assetti organizzativi e la gestione delle risorse richiede poi la risoluzione da
parte dell'Amministrazione di nodi strutturali tuttora estremamente problematici, relativi
all'incrocio tra esigenze reali della scuola e disponibilità delle risorse materiali e professionali,
tanto più complesso quanto determinato da contingenze esterne e non prevedibili a priori.
PREMESSA (2016-17)

La presente stesura (ottobre 2016) non modifica il contenuto del PTOF, ma ne migliora
l’ORGANICITA’ complessiva: una più diffusa assimilazione dell’impianto e del lessico del RAV ha
consentito un’accurata declinazione dell’indice (rappresentazione organica della complessa
articolazione di tutto quanto si muove nella attuale scuola reale), con il vantaggio immediatamente
operativo di configurare con maggiore trasparenza l’assetto-standard dell’Istituto.
Si è infatti ritenuto che tale fosse la priorità operativa, indotta anche da contingenze: non può
infatti che partire dalla condivisione collegiale dell’articolazione del PTOF la configurazione
dell’organigramma della scuola e delle diffuse collaborazioni che ad esso fanno capo, il che
dovrebbe trovare corollario nell’individuazione di elementi qualitativi di premialità.

La prospettiva, indicata nella precedente premessa 2015-16, di snellimento generale, funzionale a
incremento di leggibilità da parte dell’utenza, ha avuto corso in modo indiretto: invece di ridurre il
PTOF, che ci piace mantenere nella sua complessità ed estensione, abbiamo provveduto a dotarci
di nuovo sito istituzionale, certamente pensato – nella sua impareggiabile immediatezza di
fruizione digitale - anche per un’utenza estesa, ma comunque coerente all’organicità del PTOF,
che inevitabilmente ne ha suggerito la struttura complessiva.

I primi passi nella direzione dell’adempimento di quanto promesso nel piano di miglioramento, e
in particolare gli snodi di estrema complessità della didattica ordinaria (incremento di uniformità
tra CdC, rilancio delle competenze trasversali, ricerca condivisa delle competenze fondanti
disciplinari) trovano per ora riflesso solo nell’articolazione dell’indice (cfr III E): ne seguirà
declinazione se la nostra scuola, nelle non facili condizioni di contesto generale, avrà saputo
diffondere pratiche didattiche condivise che davvero provino ad affrontare tali complessità. Dalle
dichiarazioni di intenti preferiamo astenerci, fino a quando la ricerca – avviata - di più efficaci
strumenti di programmazione/valutazione (in fieri e pertanto condivisi solo in rete interna) non
avrà prodotto diffusi e tangibili risultati.
I.
                              IDENTITÀ

denominazione            Liceo Ginnasio “Melchiorre Gioia”

Istituzione              11 febbraio 1860 con denominazione “Regio Liceo”

indirizzi di studio      classico / linguistico / linguistico internazionale /scientifico

Ubicazione               Piacenza - Viale Risorgimento 1, con adiacenti succursali
                         tel. 0523306209
                         fax: 0523332233
                         http://www.liceogioia.it
                         e-mail: liceogioia@liceogioia.it

operatori
   - Dirigente scolastico: Maurizio Sartini
   - Direttore amministrativo: 15/16 Concetta Cerasti- 16/17 Lucia Magistrali
   - Personale: 150 Docenti e 34 ATA di cui 11 assistenti amministrativi, 2 assistenti tecnici e 21
       collaboratori scolastici

organi della partecipazione
   - Collegio dei Docenti e sue articolazioni
   - Comitato degli studenti, in relazione con Consulta Provinciale degli Studenti
   - Comitato dei genitori
   - Consiglio d’Istituto
STORIA DELLA SCUOLA: sempre tradizione, sempre innovazione
Il Liceo Ginnasio Statale “Melchiorre Gioia” di Piacenza entra di diritto nel novero dei licei
pluricentenari d’Italia. Nacque come “Regio Liceo” nel 1860 dal preesistente “Collegio Piacentino”
istituito dai Gesuiti alla fine del ‘500 presso la Chiesa di S. Pietro, poi secolarizzato da Ferdinando
Borbone nel 1768, quindi parificato alle scuole secondarie degli Stati Parmensi vigente la riforma di
Maria Luigia (1831). La Scuola era finanziata dal Comune di Piacenza con il concorso dei Comuni
della provincia. Vi erano ammessi i ragazzi che, dopo gli studi primari, “per volontà ed attitudine
volevano indirizzarsi alle scienze, al sacerdozio e all’esercizio delle facoltà”. Comprendeva il Ginnasio
(diviso in cinque classi, tre di grammatica latina e due di belle lettere) e il Liceo (un corso triennale
filosofico da cui si accedeva alle Facoltà universitarie). Dal 1836 al 1848 l’insegnamento fu affidato
ancora alla Compagnia di Gesù. Pur attraverso varie vicende e riforme legate ai sovvertimenti
politici successivi, la Scuola di S. Pietro mantenne la sua vitalità fino al decreto del 1860 del
Governatore della Regia Provincia dell’Emilia e all’applicazione della legge Casati: da allora il
Regio Liceo di Piacenza condivise le sorti degli altri Licei governativi. L’intestazione a Melchiorre
Gioja, celebre economista e pensatore piacentino che alla fine del Settecento fu tra i primi e più
autorevoli sostenitori dell’unità nazionale italiana, è attestata per la prima volta nel 1866.

                                     Melchiorre Gioja nasce a Piacenza nel 1767 dove studia dapprima nella Scuola di
                                     San Pietro, quindi nel Collegio Alberoni.
                                     Nel 1796 vince il concorso bandito dalla Società di Pubblica Istruzione di Milano sul
                                     tema "Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità d’Italia", con una
                                     dissertazione in cui sostiene la tesi di un'Italia libera, repubblicana, retta da istituzioni
                                     democratiche, indivisibile per i suoi vincoli geografici, linguistici, storici e culturali.
                                     Fu giornalista, storiografo, quindi economista.
                                     Morì a Milano nel 1829. Nel 1860 gli venne intitolato il Liceo Regio di Piacenza.

Nella nuova situazione, il Liceo si trovò da un lato a non essere più la sola scuola secondaria della
provincia (è del 1860 la creazione dell’Istituto Tecnico, poi intitolato a Gian Domenico Romagnosi),
dall’altro a collocarsi al vertice del sistema scolastico locale, per la chiusura delle facoltà
universitarie in precedenza attive in città. Questo stato di cose si consolidò con la successiva
riforma di Gentile, che ampliava lo spettro dei corsi liceali (nascevano anche a Piacenza lo
scientifico e il “femminile”, poi Istituto Magistrale), stabilendo al centro di essi la cardinalità di
quello classico; e non si sarebbe sostanzialmente modificato fino agli ultimi decenni del Novecento,
allorché il “Gioia” iniziò a diversificare la sua proposta formativa mentre, per altro verso, la città
tornava ad essere polo universitario via via più dinamico.
In questo primo secolo della sua storia, entro un contesto socioculturale sostanzialmente stabile il
Liceo si caratterizzò come:
-   uno dei centri di auto-organizzazione del ceto intellettuale locale, specie di spiriti risorgimentali e laici
    (come attesta la storia della sua biblioteca, di rilevante interesse) e, correlativamente, di riproduzione di
    quel ceto stesso e dei suoi codici etico-culturali
-   una delle sedi deputate alla formazione di un pubblico colto della letteratura, delle arti, delle scienze nel
    loro sviluppo così locale come nazionale
-   luogo di formazione propedeutica all’esercizio delle professioni liberali (la giurisprudenza e la medicina
    tra tutte), a garantirne l’ereditarietà sociale per lo più, ma anche ad integrarvi prudentemente nuovi
    quadri, di diversa e più modesta estrazione.
Questo ruolo si è arricchito e modificato nel corso degli ultimi decenni. Nella radicale
trasformazione della società italiana e, con ritmi più lenti, della comunità locale, il Liceo ha per un
verso presidiato i valori della tradizione di contro all’accresciuta difficoltà di trasmetterli alle
generazioni più giovani, e ha per altro verso cercato di interpretare la diversa domanda di formarsi
e acculturarsi che da queste ultime emergeva. È del 1982 l’avvio di un fortunato corso linguistico,
che inaugurava a Piacenza la stagione delle sperimentazioni e che non avrebbe solo modificato la
composizione sociale dell’utenza, ma introdotto altresì stimoli culturali, capacità progettuali,
prospettive didattiche e metodologiche assai innovative nel corpo docente. Ne sono
manifestazione le successive modifiche al curricolo classico ordinamentale, con l’estensione a tutti i
cinque anni degli insegnamenti di storia dell’arte e lingua straniera. L’espansione degli
insegnamenti scientifici secondo quanto previsto dal Piano Nazionale Informatico, mentre
corrispondeva ai solleciti di una rivoluzione tecnologica in atto, recuperava una vocazione secolare
dell’Istituto, testimoniata dai prestigiosi gabinetti di scienze e di fisica ereditati dal Collegio San
Pietro e rimasta attiva fino alla riforma Gentile, per essere poi rinverdita negli anni ’60 e ’70 dai
Corsi Pilota di fisica e di biologia. La “mutazione antropologica” intervenuta nelle generazioni
successive al ’68 avrebbe visto il “Gioia” farsi laboratorio di nuove esperienze volte al benessere e
alla partecipazione studentesca dapprima nell’ambito del “Progetto Giovani ‘93” e poi, con altre 15
scuole della penisola, nel programma nazionale di “Scuola orientata allo Studente”. La
moltiplicazione dei contatti con le autorità scolastiche centrali ha portato infine, nel ‘97,
all’inserimento del Liceo, con altri 21 del territorio nazionale, in quel “Progetto Autonomia” che più
di ogni altro ne ha aggiornato i lineamenti: non solo per l’introduzione di un terzo corso liceale,
quello scientifico, per il sensibile aumento delle iscrizioni e per il variare, tra gli studenti, di
interessi culturali, stili cognitivi, modalità di aggregazione che ne sono conseguiti, ma soprattutto
per la diversa fisionomia dei curricoli (tetto orario a 30/31 ore settimanali, insegnamenti in
compresenza, nuove discipline quali Linguaggi non verbali e multimediali o Laboratorio di
chimica e di fisica, “quota locale del curricolo” autonomamente definita dall’Istituto con l’inserimento
nel triennio di insegnamenti opzionali) e per il capillare riassetto delle modalità organizzative e
didattiche dell’intero servizio. Un’esperienza simile ha reso il Liceo interlocutore naturale
dell’IRRE emiliano-romagnolo, così come dell’Università piacentina e degli Enti Locali, per tutte le
esperienze “di frontiera” vissute dalla scuola o ad essa proposte.
Oggi il territorio piacentino ha nel “Gioia” una delle presenze culturali più sensibili e dinamiche
del suo panorama. In quella che resta una delle province più scolarizzate d’Italia, il ruolo del Liceo
non è solo quello di disimpegnare un segmento per quanto ampio ed esigente della domanda di
formazione, ma anche quello di trainare - per cooperazione e per concorrenza - l’intero sistema
scolastico secondario verso obiettivi di qualità e di efficienza. Alle funzioni tradizionali di aggancio
al passato e di riproduzione del presente si è aggiunta una più matura attenzione al futuro
personale, professionale e sociale dei giovani in un contesto di estrema mobilità e incertezza.

CONTESTO SOCIO-CULTURALE E CARATTERISTICHE DELL'UTENZA
Il territorio di Piacenza è uno dei più importanti poli terziari e dei servizi a livello nazionale,
mentre il settore manifatturiero presenta le sue eccellenze, in particolare, nella filiera agro-
alimentare, nella meccanica avanzata (industria di precisione e meccatronica) e nell'industria dei
materiali da costruzione.
Il clima umido senza bruschi sbalzi di temperatura ed i grandi boschi solcati da torrenti formano
da sempre l'ambiente ideale per l'allevamento, in particolare di suini.
Fin dall'antichità, inoltre, il Piacentino è terra di vini: la Val Tidone, la Val Trebbia, la Val Nure e la
Val d'Arda hanno tutte una spiccata vocazione per la coltivazione di vigneti.
Un altro prodotto agricolo estremamente importante per l'economia piacentina è il pomodoro da
industria. I risultati produttivi raggiunti sono di grande eccellenza, rendendo quella del pomodoro
la più redditizia tra le grandi colture tradizionali del territorio. L'attività di trasformazione del
pomodoro ha radici storiche molto forti nel territorio piacentino, ma attualmente solo pochi
stabilimenti sono ubicati nella provincia, mentre circa metà del pomodoro piacentino viene
lavorato da imprese operanti nelle province limitrofe.
Anche la filiera del latte costituisce un punto di forza dell'agricoltura locale, specie in pianura.
Rimane poi significativa, pure in un contesto generale di abbandono, la presenza dell'attività di
allevamento in montagna e nelle aree svantaggiate. Il latte piacentino trasformato dalle imprese
locali è destinato principalmente alla produzione di Grana Padano di elevata qualità.
Un altro settore significativo per l'economia provinciale è la robotica industriale, con la presenza di
un importante polo di ricerca e costruzione. La specializzazione nella meccatronica è data dalla
presenza di numerose aziende produttrici di macchine utensili, che presentano in genere una
significativa struttura dimensionale e sono spesso leader di mercato (nello specifico settore in
oggetto, le imprese piacentine rappresentano circa il 16% di tutte quelle attive in Italia).
La posizione geografica di Piacenza ha, peraltro, accresciuto progressivamente la rilevanza di un
settore strategico come quello logistico: oggi la città e il suo territorio svolgono, infatti, una
funzione di cerniera tra il sistema metropolitano milanese e centro-padano e quello ad
industrializzazione molecolare dell'Emilia. Il territorio piacentino vanta, in particolare, una diffusa
cultura ed esperienza nel settore dei trasporti, con la presenza di numerose imprese specializzate
nel trasporto terrestre, nella movimentazione merci e nel magazzinaggio. Questa vocazione
territoriale ha indotto la Regione a localizzare a Piacenza l'Istituto sui Trasporti e la Logistica,
punto di riferimento per la programmazione regionale in materia.
Il tessuto produttivo locale gode della stretta collaborazione con le due Università che hanno
deciso di insediarsi in città (Università Cattolica del Sacro Cuore e Politecnico di Milano), le quali
sono impegnate in programmi e progetti finalizzati a consolidare l'ingente patrimonio tecnologico
e produttivo disponibile in loco. Da tali sinergie ha avuto origine la specializzazione dell'economia
locale in settori ad alto contenuto di conoscenza: oltre alla meccanica avanzata, si stanno
notevolmente sviluppando la filiera delle energie rinnovabili ed il comparto dell'alta tecnologia
informatica e telematica.
Il settore dei servizi alle imprese è, infine, particolarmente diffuso sul territorio provinciale e
registra significativi tassi di crescita: oltre agli sportelli bancari, sono presenti qualificate società di
consulenza (anche in ambito tecnologico) in grado di assistere le imprese in tutte le fasi della loro
attività.

                                       TOTALE
     DOMICILIO                                                                                   Piacenza
                                                                         1,259    ,172
                              F             M           Tot
                                                                      5,667
città Piacenza               32,46        18,66        51,12                                     provincia
                                                                                                 Piacenza
provincia Piacenza           29,88        11,91        41,79                                     provincia
                                                                                                 Lodi
provincia Lodi               3,55          2,12        5,67
                                                                                                  provincia
                                                                    41,786
provincia Pavia              0,97          0,29        1,26                                51,116 Pavia
                                                                                                 altre
altre province               0,17          0,00        0,17

TOTALE                       67,03        32,97       100,00

Il bacino di utenza è costituito al 51,12% dalla città di Piacenza e al 41,79% dai comuni della
provincia, con prevalenza di quelli maggiormente vicini alla città.
Una parte percentualmente ridotta (il 5,67%) ma numericamente consistente in termini assoluti (99
studenti), proviene dalla provincia di Lodi, da quei comuni che raggiungono con più facilità la
città di Piacenza grazie al trasporto pubblico (Casalpusterlengo, Codogno, Guardamiglio) o che
sono nell’immediato confine con Piacenza (San Rocco al Porto).
Residuale (1,26% pari a 22 studenti) è la provenienza dalla provincia di Pavia grazie alla
disponibilità del collegamento ferroviario con Piacenza. La provenienza dalla città è più alta nel
liceo classico e, in misura più ridotta, nel liceo scientifico. Per quest’ultimo (diffuso anche in
provincia) si accentua la provenienza dal lodigiano, il che testimonia un incremento di attrattività
sul territorio.

VALORI DI RIFERIMENTO E FINALITÀ EDUCATIVE
Per un paradosso che sta scritto nell’etimo stesso della parola, la scuola è il tempo libero nella vita di
un giovane, anzi nella vita di un essere umano. Paradosso solo apparente: è ben facile rendersi
conto di come nell’età “scolare” si sia liberi da preoccupazioni materiali, la necessità di lavorare per
mantenersi, ad esempio, e si sia liberi di dedicarsi alla costruzione di sé, di coltivarsi in ciò che è
più congeniale, di dare forma al proprio progetto di esistenza.
Quello che vale per ogni giovane studente, e per ogni persona che, a qualunque età, affranchi un
po’ di tempo dalla tirannia del bisogno o del profitto per dedicarlo alla propria crescita spirituale,
vale in modo eminente per un ragazzo o una ragazza di Liceo, che hanno scelto una prospettiva di
scolarità lunga. Questa scelta, non finalizzata ad un rapido ingresso nel mondo del lavoro, consente
un più libero esercizio della mente e del cuore, a contatto con quanto di meglio mente e cuore
d’essere umano abbiano concepito dalle origini della nostra civiltà. Sopravvive davvero, in questo
tipo di esperienza, qualcosa della classica scholé, la condizione di libertà dal lavoro che l’uomo
antico - una ben ristretta scelta d’uomini, in verità - poteva investire nell’azione politica,
nell’impresa atletica o militare, nello studio della natura, nella ricerca della bellezza: in tutto ciò
che, in definitiva, avrebbe potuto sottrarlo per sempre al dominio della necessità, cioè alla morte,
nel ricordo e nella devozione dei posteri.
Certo quel mondo non è da rimpiangere, così come il nostro non è da celebrare acriticamente: in
esso, del resto, i liceali di oggi non saranno propriamente delle comparse. Anche nel mondo del
lavoro potranno avere maggiori strumenti di controllo sulle sue dinamiche, non ne saranno
risucchiati o espulsi tanto facilmente, meglio sopravvivranno alle ricorrenti catastrofi tecnologiche,
sapranno se necessario inventarselo o equilibrarlo con una ricca vita interiore. Saranno
fecondamente “inattuali”, così come inattuale e feconda è la sfida che la “dimensione liceale”
rappresenta nello scenario storico di oggi.
Una simile sfida comporta per noi il riconoscimento e la difesa dei seguenti valori:
         - la gratuità del sapere, in quanto non immediatamente finalizzato alla soddisfazione di
             un bisogno o al raggiungimento di un utile: donde la centralità dell’educazione alla
             bellezza, all’astrazione, alla complessità di tutto ciò che esiste, all’autonoma dignità
             della ricerca;
         - la libertà dell’individuo, intesa come processo incessante di emancipazione dai
             condizionamenti materiali e spirituali, e come capacità della più ampia
             autodeterminazione;
         - l’accettazione di sé, l’autostima, la cura di sé come di un bene primario, che merita di
             essere coltivato, migliorato, valorizzato;
         - la coscienza morale come coraggio di concepire e abbracciare idee forti, cioè di uscire da
             sé e spendersi per qualcosa di utile al bene di tutti e alla comune libertà;
         - l’unitarietà del sapere inteso come sistema di conoscenze e di strategie aperte ad una
             inesauribile attualizzazione;
         - l’accettazione dell’altro nella sua diversità.
PROFILO FORMATIVO E RISULTATI ATTESI
PROFILO EDUCATIVO, CULTURALE E PROFESSIONALE DELLO STUDENTE
LICEALE
“I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una
comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo,
progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze,
abilita e competenze sia adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all’inserimento
nella vita sociale e nel mondo del lavoro, sia coerenti con le capacità e le scelte personali”.
            [art. 2 comma 2 del regolamento recante “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei…”]

Per raggiungere questi risultati occorre il concorso e la piena valorizzazione di tutti gli aspetti del
lavoro scolastico:
   - lo studio delle discipline in una prospettiva sistematica, storica e critica
   - la pratica dei metodi di indagine propri dei diversi ambiti disciplinari
   - l’esercizio di lettura, analisi, traduzione di testi letterari, filosofici, storici, scientifici,
       saggistici e di interpretazione di opere d’arte
   - l’uso costante del laboratorio per l’insegnamento delle discipline scientifiche
   - la pratica dell’argomentazione e del confronto
   - la cura di una modalità espositiva scritta e orale corretta, pertinente, efficace e personale
   - l‘uso degli strumenti multimediali a supporto dello studio e della ricerca.
RISULTATI DI APPRENDIMENTO DI TUTTI I PERCORSI LICEALI
1. Area metodologica
    - aver acquisito un metodo di studio autonomo e flessibile, che consenta di condurre ricerche
       e approfondimenti personali e di continuare in modo efficace i successivi studi superiori,
       naturale prosecuzione dei percorsi liceali, e di potersi aggiornare lungo l’intero arco della
       propria vita
    - essere consapevoli della diversità dei metodi utilizzati dai vari ambiti disciplinari ed essere
       in grado di valutare i criteri di affidabilità dei risultati in essi raggiunti
    - saper compiere le necessarie interconnessioni tra i metodi e i contenuti delle singole
       discipline

2. Area logico-argomentativa
    - saper sostenere una propria tesi e saper ascoltare e valutare criticamente le argomentazioni
       altrui
    - acquisire l’abitudine a ragionare con rigore logico, ad identificare i problemi e a
       individuare possibili soluzioni
    - essere in grado di leggere e interpretare criticamente i contenuti delle diverse forme di
       comunicazione

3. Area linguistica e comunicativa
    - padroneggiare pienamente la lingua italiana e in particolare:
        dominare la scrittura in tutti i suoi aspetti, da quelli elementari (ortografia e morfologia)
           a quelli più avanzati (sintassi complessa, precisione e ricchezza del lessico, anche
           letterario e specialistico), modulando tali competenze a seconda dei diversi contesti e
           scopi comunicativi
        saper leggere e comprendere testi complessi di diversa natura, cogliendo le implicazioni
           e le sfumature di significato proprie di ciascuno di essi, in rapporto con la tipologia e il
           relativo contesto storico e culturale
        curare l’esposizione orale e saperla adeguare ai diversi contesti
    - aver acquisito, in una lingua straniera moderna, strutture, modalità e competenze
       comunicative corrispondenti almeno al Livello B2 del Quadro Comune Europeo di
Riferimento
   -   saper riconoscere i molteplici rapporti e stabilire raffronti tra la lingua italiana e altre lingue
       moderne e antiche
   -   saper utilizzare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per studiare, fare
       ricerca, comunicare

4. Area storico umanistica
    - conoscere i presupposti culturali e la natura delle istituzioni politiche, giuridiche, sociali ed
       economiche, con riferimento particolare all’Italia e all’Europa, e comprendere i diritti e i
       doveri che caratterizzano l’essere cittadini
    - conoscere, con riferimento agli avvenimenti, ai contesti geografici e ai personaggi più
       importanti, la storia d’Italia inserita nel contesto europeo e internazionale, dall’antichità
       sino ai giorni nostri
    - utilizzare metodi (prospettiva spaziale, relazioni uomo-ambiente, sintesi regionale),
       concetti (territorio, regione, localizzazione, scala, diffusione spaziale, mobilita, relazione,
       senso del luogo...) e strumenti (carte geografiche, sistemi informativi geografici, immagini,
       dati statistici, fonti soggettive) della geografia per la lettura dei processi storici e per
       l’analisi della società contemporanea.
    - conoscere gli aspetti fondamentali della cultura e della tradizione letteraria, artistica,
       filosofica, religiosa italiana ed europea attraverso lo studio delle opere, degli autori e delle
       correnti di pensiero più significativi e acquisire gli strumenti necessari per confrontarli con
       altre tradizioni e culture
    - essere consapevoli del significato culturale del patrimonio archeologico, architettonico e
       artistico italiano, della sua importanza come fondamentale risorsa economica, della
       necessità di preservarlo attraverso gli strumenti della tutela e della conservazione
    - collocare il pensiero scientifico, la storia delle sue scoperte e lo sviluppo delle invenzioni
       tecnologiche nell’ambito più vasto della storia delle idee
    - saper fruire delle espressioni creative delle arti e dei mezzi espressivi, compresi lo
       spettacolo, la musica, le arti visive
    - conoscere gli elementi essenziali e distintivi della cultura e della civiltà dei paesi di cui si
       studiano le lingue

5. Area scientifica, matematica e tecnologica
    - comprendere il linguaggio formale specifico della matematica, saper utilizzare le procedure
       tipiche del pensiero matematico, conoscere i contenuti fondamentali delle teorie che sono
       alla base della descrizione matematica della realtà
    - possedere i contenuti fondamentali delle scienze fisiche e delle scienze naturali (chimica,
       biologia, scienze della terra, astronomia), padroneggiandone le procedure e i metodi di
       indagine propri, anche per potersi orientare nel campo delle scienze applicate
    - essere in grado di utilizzare criticamente strumenti informatici e telematici nelle attività di
       studio e di approfondimento; comprendere la valenza metodologica dell’informatica nella
       formalizzazione e modellizzazione dei processi complessi e nell’individuazione di
       procedimenti risolutivi

PROFILO IN USCITA DAL “GIOIA”
Lo studente liceale del “Gioia” al termine della sua esperienza scolastica, dovrebbe dunque
possedere:
       1. buone capacità logiche, ovvero:
               1.1. capacità di analisi per cui sia in grado
                       - di cogliere e denominare gli elementi costitutivi di una realtà complessa
(un testo letterario, un articolo di fondo, un’opera pittorica, una struttura
                   politica, un fenomeno naturale, un ambiente geofisico ….)
               -   individuare analogie e differenze in realtà esaminate con gli stessi
                   parametri
       1.2. capacità di astrazione e di sintesi per cui sappia
               - cogliere i concetti chiave di un testo di qualsiasi tipo
               - cogliere la struttura di una realtà (sociale, politica, scientifica,
                    culturale, …) e saperla rappresentare
               - ricostruire nelle linee essenziali un testo
               - individuare in situazioni e ambiti diversi elementi comuni
               - riconoscere in situazioni ed ambiti non esperiti nozioni e concetti appresi
               - trasferire da un ambito del sapere e della vita ad un altro concetti e
                    modelli
               - definire realtà astratte
2. capacità critica per cui sia in grado di
        - riconoscere varie ottiche interpretative della realtà
        - esprimere un giudizio personale e motivato su ciò che conosce
        - armonizzare l’educazione razionale con la sfera degli affetti per esprimere in
             modo più partecipato interessi, progetti, investimenti
3. capacità di comunicare per cui possa
        - intervenire in ogni situazione comunicativa in modo adeguato, cioè con
             attenzione al destinatario e al contesto, con aderenza all’argomento, motivando
             le proprie opinioni
        - decodificare i testi espressi nei linguaggi e negli ambiti del sapere a lui noti
        - usare in modo appropriato ed efficace i codici appresi (linguistici e non)
        - strutturare il discorso orale e scritto in modo chiaro, corretto e coerente,
             rispettando l’argomento e usando un lessico specifico appropriato
4. capacità di storicizzare per cui sia in grado di
        - collocare personaggi, fatti e fenomeni culturali, sociali e politici nel tempo e
             nello spazio
        - contestualizzare gli “eventi” e i “prodotti” culturali
        - individuare e descrivere genesi, dinamiche e sviluppi di un processo culturale
        - ricercare cause e conseguenze di fatti e fenomeni
        - confrontando realtà diverse, cogliere gli elementi di continuità e di novità
        - riconoscere nella cultura del presente i segni della cultura del passato
        - ipotizzare, motivandole culturalmente, le linee di tendenza della società attuale
5. metodo di lavoro, ovvero la capacità di fare ricerca individuale e/o con altri, quindi:
        - porsi problemi, individuare gli aspetti problematici di una realtà
        - raccogliere dati
        - formulare ipotesi motivate
        - leggere e selezionare i dati secondo criteri funzionali alla ricerca
        - giungere a tesi coerenti
        - rispettare le procedure tipiche di ogni fase di lavoro
        - utilizzare proficuamente il tempo e le risorse a disposizione
6. bagaglio culturale adeguato al proprio curriculum di studi
        - organico
        - fondato sullo statuto epistemologico delle discipline e aggiornato in ogni ambito
             disciplinare
        - aperto a temi e problemi di attualità e a discipline non curricolari
        - improntato ad una dimensione europea
Lo studente liceale del “Gioia” inoltre dovrebbe essere diventato, al termine degli studi liceali, una
persona
      -   responsabile e consapevole dei propri doveri
      -   precisa nell’adempimento dei propri compiti
      -   disponibile
               ad accettare correzioni e a mettersi in discussione
               ad affrontare nuove situazioni
               a confrontarsi
               a collaborare
      -   rispettosa
                degli altri e delle loro idee
                della diversità in ogni forma, situazione, accezione
                degli impegni e delle scadenze
      -   attenta e aperta
                alle esigenze degli altri
                ai fermenti di novità
                ai valori di ogni tempo e di ogni persona
                alla pluralità delle culture umane
                alla pacifica convivenza nella prospettiva del reciproco arricchimento e del
                   superamento di ogni ottica razzista
      -   autonoma, ovvero
               indipendente nel lavoro
               in grado di trovare soluzioni nelle situazioni problematiche culturali ed
                 esistenziali.
Gli alunni in uscita dal Liceo “Gioia” dovrebbero quindi aver acquisito la conoscenza di un
patrimonio di civiltà e tradizione, sintesi di memoria storica e visione critica del presente. Questa
dimensione formativa viene garantita dalle varie aree disciplinari, tutte con pari importanza e
dignità, che offrono strumenti e conoscenze per la comprensione e l’interpretazione della realtà nei
suoi aspetti molteplici, così da determinare la consapevolezza che una vera cultura non nasce solo
dalla conoscenza delle auctoritates, ma anche da un approccio ad esse non dogmatico e critico.

ORIENTAMENTO STRATEGICO
Il Liceo “M. Gioia” di Piacenza ritiene di dover dare adeguato rilievo, nella sua offerta formativa,
ad alcune opzioni prioritarie di sviluppo, che corrispondono ad altrettante vocazioni costruite in
anni recenti dalla Scuola.
   1. DIMENSIONE INTERNAZIONALE: UN LICEO PER L'EUROPA
       Tradizionalmente perseguita con la valorizzazione delle lingue e culture straniere si
       realizza attraverso:
           - conoscenza ravvicinata delle istituzioni e delle problematiche dell'Unione Europea
           - scambio e diretta collaborazione con scuole dei paesi europei
           - organizzazione dell'orario settimanale delle lezioni su cinque giorni secondo il
               modello europeo (lunedì/venerdì) in tutte le classi
           - specifici accordi con il Governo tedesco ed il Governo francese che portano al
               termine degli studi nell'indirizzo linguistico alla doppia valenza del titolo di studio
               (il titolo di studio italiano viene formalmente riconosciuto in Germania e Francia)
           - grande potenziamento della lingua inglese come lingua veicolare, quindi non solo
studiata, ma utilizzata in altre discipline
     -   certificazione internazionale della lingua inglese EDEXCEL IGCSE. In data 4
         maggio 2012 il Liceo Gioia è diventato ufficialmente sede riconosciuta per esami
         internazionali Edexcel IGCSE, in qualità di International Academic Centre per il
         rilascio tale certificazione, riconosciuta in ambito universitario sia in Italia che
         all’estero: gli studenti, al termine di un percorso triennale di formazione linguistica,
         a richiesta, potranno sostenere gli esami per ottenere le certificazioni: IGCSE Biology,
         IGCSE Science Double Award (Physics and Chemistry), IGCSE History e IGCSE
         Geography
     -   certificazione internazionale della lingua francese come sede per l’esame DELF
         (Diplome Elémentaire de Langue Française) di francese
     -   a partire dall’anno 2015 il Liceo Gioia è stato riconosciuto dall’ Instituto Cervantes
         di Milano come sede d’esame per la certificazione della lingua spagnola DELE
         (Diploma de Español como Lengua Extranjera), titolo ufficiale che accredita il livello di
         competenza e il dominio della lingua spagnola e viene conferito dal Ministero
         spagnolo di Educazione, Cultura e Sport. Si organizza la sessione d’esame del mese
         di maggio di ogni anno sia per gli allievi interni, che per quelli di altri istituti
         scolastici e per tutti i candidati esterni che desiderino acquisire la certificazione
         linguistica. L’esame accredita le competenze linguistiche per i seguenti livelli
         stabiliti dal Quadro Comune di Riferimento Europeo delle Lingue: A1, A2, B1,
         A2/B1 escolar (novità maggio 2015), B2, C1, C2. A partire da gennaio di ogni anno
         si organizzano corsi intensivi di preparazione ai vari livelli per un numero
         complessivo di 20 ore, tenuti sia da docenti di ruolo dell’Istituto accreditati come
         esaminatori DELE che da docenti esperti madrelingua.
     -   CLIL: sulla base della “Riforma Gelmini”, al triennio del Liceo Linguistico e al quinto
         anno del Liceo Classico e del liceo Scientifico una disciplina deve essere insegnata in
         lingua straniera secondo la metodologia CLIL (Content and Language Integrated
         Learning). Il Liceo “M. Gioia” adempie a tale obbligo legislativo articolando
         un'offerta formativa tesa al potenziamento delle competenze nelle quattro principali
         lingue europee: francese, inglese, spagnolo e tedesco.

2. SCUOLA IN DIGITALE
     -    utilizzo della comunicazione informatica nei rapporti con le famiglie, che arricchisce
          quella tradizionale (registro elettronico che consente un costante monitoraggio delle
          assenze, valutazioni e attività di classe)
      - impiego di tecnologie informatiche avanzate nella didattica
      - studio e utilizzo dei linguaggi multimediali con produzione diretta da parte degli
          studenti.
  Il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) ha l’obiettivo di modificare gli ambienti di
  apprendimento per rendere l’offerta formativa di ogni istituto coerente con i cambiamenti
  della società della conoscenza e con le esigenze e gli stili cognitivi delle nuove generazioni.
  Il D.M. 851 del 27 ottobre 2015, in attuazione dell’art.1, comma 56 della legge n. 107/2015,
  ne ha previsto l’attuazione al fine di:
  - migliorare le competenze digitali degli studenti anche attraverso un uso consapevole
      delle stesse
  - implementare le dotazioni tecnologiche della scuola al fine di migliorare gli strumenti
      didattici e laboratoriali ivi presenti
  - favorire la formazione dei docenti sull’uso delle nuove tecnologie ai fini
      dell’innovazione didattica
  - individuare un animatore digitale
  - partecipare a bandi nazionali ed europei per finanziare le suddette iniziative.
  Il progetto tende a favorire il processo di digitalizzazione della didattica e prevede
l’introduzione della figura dell’Animatore Digitale. L’espletamento di tale funzione
  consisterà nelle seguenti mansioni:
  - stimolare la formazione interna alla scuola negli ambiti del PNSD, attraverso
       l'organizzazione di laboratori formativi, favorendo l'animazione e la partecipazione di
       tutta la comunità scolastica alle attività formative
  - favorire la partecipazione e stimolare il protagonismo degli studenti
       nell'organizzazione di workshop e altre attività, anche strutturate, sui tempi del PNSD,
       anche attraverso momenti formativi aperti alle famiglie e agli altri attori del territorio
  - individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili da diffondere all'interno
       degli ambienti della scuola:
        uso di particolari strumenti per la didattica di cui la scuola si è dotata
        pratica di una metodologia comune
        informazioni su innovazioni esistenti in altre scuole
        laboratorio di coding per tutti gli studenti.

  La pianificazione attuativa di tale premessa è il PIANO PNSD-intervento triennale
  (cfr ALLEGATO in appendice finale), che costituisce parte integrante del presente
  PTOF.
  Per la sperimentazione metodologico-didattica fondata sulla centralità della
  tecnologia digitale, cfr III E2: E-SCHOOL - SIAMO PRONTI PER IL FUTURO
3. CENTRALITÀ DELLO STUDENTE
     -   attenzione allo studente come persona con l’attivazione di servizi specificamente
         dedicati
     -   Centro Ascolto e Educazione alla Salute
     -   attività di supporto allo studio (tutoring disciplinare, progetto Snoopy, attività di
         recupero)
     -   attività di approfondimento (Settimana della Flessibilità, Assemblee e
         Miniassemblee di istituto, attività aggiuntiva pomeridiana)
     -   possibilità per il singolo studente di arricchimento del proprio percorso scolastico
         (attività integrative a scelta)
     -   riconoscimento valorizzazione delle esperienze formative extrascolastiche
         individuali, anche grazie alle convenzioni sottoscritte con Conservatorio Musicale,
         CONI e SVEP

4. ORIENTAMENTO POST-LICEALE
     -   informazione specifica riservata alle classi quinte e contatti diretti con Università
         italiane e straniere
-   organizzazione di stage lavorativi nel quarto anno (cfr alternanza scuola-lavoro)
    -   convenzioni con Enti pubblici e privati per attività di lavoro durante il periodo
        estivo
    -   corsi preparatori ai test di ingresso ai corsi universitari a numero programmato

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO:                                    (cfr. progettazione d’ambito)
La legge 13 luglio 2015, n. 107, recante “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione
e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, ha inserito organicamente questa
strategia didattica nell’offerta formativa di tutti gli indirizzi di studio della scuola
secondaria di secondo grado come parte integrante dei percorsi di istruzione. La legge n.
107/2015 stabilisce un monte ore obbligatorio per attivare le esperienze di alternanza che
coinvolgeranno, a partire dalle classi terze, tutti gli studenti del secondo ciclo di istruzione
per almeno 200 ore nei licei, da inserire nel Piano triennale dell’offerta formativa.
Sulla base del progetto, messo a punto dalla scuola in collaborazione con i soggetti ospitanti,
l’inserimento degli studenti nei contesti operativi può essere organizzato, tutto o in parte,
nell’ambito dell’orario annuale dei piani di studio oppure nei periodi di sospensione delle
attività didattiche come sviluppo di attività finalizzate al raggiungimento degli obiettivi
formativi previsti nel progetto educativo personalizzato.
Il periodo in contesti lavorativi nella struttura prescelta è preceduto da un periodo di
preparazione in aula, con la partecipazione di esperti esterni e successivamente
accompagnato da momenti di raccordo in aula tra i percorsi disciplinari e l’attività
formativa esterna; si conclude con la valutazione congiunta dell’attività svolta dallo
studente da parte del tutor interno e dal tutor esterno.
La certificazione delle competenze sviluppate attraverso la metodologia dell’alternanza
può essere acquisita negli scrutini intermedi e finali degli anni scolastici compresi nel
secondo biennio e nell’ultimo anno del corso di studi.
Sulla base della suddetta certificazione, il Consiglio di classe procede:
    a. alla valutazione degli esiti delle attività di alternanza e della loro ricaduta sugli
        apprendimenti disciplinari e sul voto di condotta; le proposte di voto dei docenti del
        Consiglio di classe tengono esplicitamente conto dei suddetti esiti;
    b. all’attribuzione dei crediti ai sensi del D.M. 20 novembre 2000, n. 429, in coerenza
        con i risultati di apprendimento in termini di competenze acquisite coerenti con
        l’indirizzo di studi frequentato.
A conclusione del percorso triennale di alternanza, l’istituzione scolastica attesta le
competenze acquisite dallo studente, all’interno del certificato rilasciato ai sensi
dell’articolo 11 del D.P.R. 89 del 2010 per i licei.
II.

INDIRIZZI DI STUDIO
         e
  QUADRI ORARIO
INDIRIZZO CLASSICO

    «Il percorso del liceo classico è indirizzato allo studio della civiltà classica e della cultura
    umanistica. Favorisce una formazione letteraria, storica e filosofica idonea a comprenderne il ruolo
    nello sviluppo della civiltà e della tradizione occidentali e nel mondo contemporaneo sotto un profilo
    simbolico, antropologico e di confronto di valori. Favorisce l’acquisizione dei metodi propri degli
    studi classici e umanistici, all’interno di un quadro culturale che, riservando attenzione anche alle
    scienze matematiche, fisiche e naturali, consente di cogliere le intersezioni fra i saperi e di elaborare
    una visione critica della realtà. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le
    abilità e a maturare le competenze a ciò necessarie»
                                                                       [Art. 5 comma 1, D.I. n. 211 del 7/10/2010]

                       Discipline                               I        II         III         IV          V
    Lingua e letteratura italiana                               4         4          4           4           4
    Lingua e cultura latina                                     5         5          4           4           4
    Lingua e cultura greca                                      4         4          3           3           3
    Lingua e cultura inglese                                    3         3          3           3           3
    Storia                                                      -         -          3           3           3
    Storia e Geografia                                          3         3          -           -           -
    Filosofia                                                   -         -          3           3           3
    Matematica                                                  3         3          2           2           2
    Fisica                                                      -         -          2           2           2
    Scienze naturali                                            -         2          2           2           2
    Storia dell’arte                                            2         -          2           2           2
    Scienze motorie e sportive                                  2         2          2           2           2
    Religione                                                   1         1          1           1           1
    Totale ore                                                 27        27         31          31          31

CLASSICO BASE E NEW MEDIA
In questo corso di studi l’area artistico-espressiva viene potenziata con l’introduzione della
disciplina Storia dell’arte nel primo anno, non prevista nei quadri orari della Riforma Gelmini. Inoltre
il curricolo è arricchito da approfondimenti nelle discipline letterarie ed antichistiche supportati da
laboratori finalizzati all'acquisizione di competenze in ambito tecnologico ed informatico.
Il nuovo Liceo Classico NEW MEDIA propone i suoi contenuti sempre attuali e altamente
formativi, riflettendo nel contempo sulla loro trasmissione nell’epoca delle nuove tecnologie.
Gli studenti sono nativi digitali e hanno una familiarità istintiva con la comunicazione che avviene
attraverso nuovi canali: nel New Media sviluppano consapevolezza di questi mezzi e li applicano
su vasta scala alle discipline che da sempre identificano il Liceo classico, fino alla possibilità di
accedere alle certificazioni riconosciute anche dal mondo del lavoro: ECDL, Latino, IELTS.
Gli insegnanti curricolari si avvalgono di esperti esterni per una quota oraria significativa di
almeno 25 ore annue.

CLASSICO con CERTIFICAZIONE IGCSE EDEXCEL
Alle discipline curricolari si aggiungono 2 ore settimanali di Storia/Geografia in inglese,
insegnamento impartito su 4 anni (240 ore) da docenti madrelingua in preparazione alla
certificazione History Edexcel e/o Geography Edexcel di 4° anno. L’orario scolastico è di 29 ore
settimanali al biennio, 32 al terzo e quarto anno (1 ora di compresenza Storia/Storia in inglese), 31 al
quinto anno.
RISULTATI DI APPRENDIMENTO DEL LICEO CLASSICO
Gli studenti del liceo classico, a conclusione del percorso di studio, oltre a raggiungere i risultati di
apprendimento comuni (vedere Sezione 1 - Risultati di apprendimento di tutti i percorsi liceali),
dovranno:
    - aver raggiunto una conoscenza approfondita delle linee di sviluppo della nostra civiltà nei
       suoi diversi aspetti (linguistico, letterario, artistico, storico, istituzionale, filosofico,
       scientifico), anche attraverso lo studio diretto di opere, documenti ed autori significativi, ed
       essere in grado di riconoscere il valore della tradizione come possibilità di comprensione
       critica del presente
    - avere acquisito la conoscenza delle lingue classiche necessaria per la comprensione dei testi
       greci e latini, attraverso lo studio organico delle loro strutture linguistiche (morfosintattiche,
       lessicali, semantiche) e degli strumenti necessari alla loro analisi stilistica e retorica, anche
       al fine di raggiungere una più piena padronanza della lingua italiana in relazione al suo
       sviluppo storico
    - aver maturato, tanto nella pratica della traduzione quanto nello studio della filosofia e delle
       discipline scientifiche, una buona capacita di argomentare, di interpretare testi complessi e
       di risolvere diverse tipologie di problemi anche distanti dalle discipline specificamente
       studiate
    - saper riflettere criticamente sulle forme del sapere e sulle reciproche relazioni e saper
       collocare il pensiero scientifico anche all’interno di una dimensione umanistica.
INDIRIZZO SCIENTIFICO
    «Il percorso del liceo scientifico è indirizzato allo studio del nesso tra cultura scientifica e tradizione
    umanistica. Favorisce l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri della matematica, della
    fisica e delle scienze naturali. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le
    abilità e a maturare le competenze necessarie per seguire lo sviluppo della ricerca scientifica e
    tecnologica e per individuare le interazioni tra le diverse forme del sapere, assicurando la
    padronanza dei linguaggi, delle tecniche e delle metodologie relative, anche attraverso la pratica
    laboratoriale»
                                                                        [Art. 5 comma 1, D.I. n. 211 del 7/10/2010]

                       Discipline                                I        II         III         IV          V
    Lingua e letteratura italiana                                4         4          4           4           4
    Lingua e cultura latina                                      3         3          3           2           2
    Lingua e cultura inglese                                     3         3          3           3           3
    Storia e Geografia                                           3         3          -           -           -
    Storia                                                       -         -          2           2           2
    Filosofia                                                    -         -          3           3           3
    Matematica                                                   5         5          4           4           4
    Fisica                                                       –         2          3           3           4
    Laboratorio di fisica                                        2         -          -           -           -
    Scienze naturali                                             2         2          3           4           3
    Laboratorio di chimica                                       -         2          -           -           -
    Disegno e storia dell’arte                                   2         –          2           2           2
    Scienze motorie e sportive                                   2         2          2           2           2
    Religione                                                    1         1          1           1           1
    Totale ore                                                  27        27         30          30          30

SCIENTIFICO BASE
In questo corso di studi l’area scientifica viene potenziata con il ricorso ad una metodologia
sperimentale e l’introduzione della disciplina Laboratorio di chimica nel biennio non prevista nei
quadri orari della Riforma Gelmini, e l'aggiunta di 1 ora di Scienze naturali al quarto anno e 1 ora di
Fisica al quinto anno.

SCIENTIFICO con CERTIFICAZIONE IGCSE EDEXCEL
Alle discipline curricolari si aggiungono 2 ore settimanali di Scienze in inglese, insegnamento
impartito su 4 anni (240 ore) da docenti madrelingua in preparazione alla certificazione Science
Double Award (Biology & Physics/Chemistry) Edexcel di 4° anno. L’orario scolastico è di 29 ore
settimanali al biennio, 32 al terzo e quarto anno, 30 ore al quinto anno.

SCIENTIFICO E-SCHOOL
In questo corso di studi viene seguita la metodologia didattica Flipped-Classroom e le attività
didattiche sono interamente digitali. Tutti gli studenti devono essere dotati dello stesso device
digitale su cui sono caricati tutti i testi scolastici in formato digitale. Per ulteriori spiegazioni
vedere il paragrafo E-SCHOOL - SIAMO PRONTI PER IL FUTURO? in III E2
RISULTATI DI APPRENDIMENTO DEL LICEO SCIENTIFICO
Gli studenti del liceo scientifico, a conclusione del percorso di studio, oltre a raggiungere i risultati
di apprendimento comuni (vedere Sezione 1 - Risultati di apprendimento di tutti i percorsi liceali),
dovranno:
    - aver acquisito una formazione culturale equilibrata nei due versanti linguistico-storico-
       filosofico e scientifico; comprendere i nodi fondamentali dello sviluppo del pensiero, anche
       in dimensione storica, e i nessi tra i metodi di conoscenza propri della matematica e delle
       scienze sperimentali e quelli propri dell’indagine di tipo umanistico
    - saper cogliere i rapporti tra il pensiero scientifico e la riflessione filosofica
    - comprendere le strutture portanti dei procedimenti argomentativi e dimostrativi della
       matematica, anche attraverso la padronanza del linguaggio logico-formale, e usarle in
       particolare nell’individuare e risolvere problemi di varia natura
    - saper utilizzare strumenti di calcolo e di rappresentazione per la modellizzazione e la
       risoluzione di problemi
    - aver raggiunto una conoscenza sicura dei contenuti fondamentali delle scienze fisiche e
       naturali (chimica, biologia, scienze della terra, biotecnologia) e, anche attraverso l’uso
       sistematico del laboratorio, una padronanza dei linguaggi specifici e dei metodi di indagine
       propri delle scienze sperimentali
    - essere consapevoli delle ragioni che hanno prodotto lo sviluppo scientifico e tecnologico
       nel tempo, in relazione ai bisogni e alle domande di conoscenza dei diversi contesti, con
       attenzione critica alle dimensioni tecnico-applicative ed etiche delle conquiste scientifiche,
       in particolare quelle più recenti
    - saper cogliere la potenzialità delle applicazioni dei risultati scientifici nella vita quotidiana.
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