PIANO TRIENNALE DELL'OFFERTA FORMATIVA - (art.1, comma 14, Legge n.107/2015) - Istituto Comprensivo di ...

 
PIANO TRIENNALE DELL'OFFERTA FORMATIVA - (art.1, comma 14, Legge n.107/2015) - Istituto Comprensivo di ...
M i n i s te r o de l l ’ I s tr u z i o ne , de l l ’ U n i ve r s i t à e d e l l a R i c e r c a
                     Istituto Comprensivo di Cellatica – Collebeato
Viale Risorgimento, 23 – 25060 Cellatica (BS) - Tel: 0302770188- 0302774730 - Fax: 0302525792
                    C. F. 98156970174 – Codice meccanografico BSIC88800R
              PEC : bsic88800r@pec.istruzione.it - Mail : bsic88800r@istruzione.it
                          Sito web: http://www.iccellaticacollebeato.gov.it

                      PIANO TRIENNALE

      DELL’OFFERTA FORMATIVA

           (art.1, comma 14, Legge n.107/2015)

           anni scolastici 2016/17 – 2017/18 – 2018/2019

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INDICE

Premessa del Dirigente Scolastico …………………………………………………………….                            Pag.   4

Atto di Indirizzo …………………………………………………………………………………..                                   pag.   5

I Comuni di Cellatica e Collebeato …………………………………………………………….                           pag.   8

Fisionomia e organizzazione dell’Istituto ……………………………………………………..                      pag.   10

Scuola e Territorio ………………………………………………………………………………                                    pag.   12

Linee guida ………………………………………………………………………………………                                         pag.   14

Progettazione educativo didattica……………………………………………………………..                            pag.   17

Valutazione degli apprendimenti ……………………………………………………………..                             pag.   18

Certificazione delle competenze ……………………………………………………………..                             pag.   20

Piano annuale dell’Inclusività …………………………………………………………………                              pag.   23

Alunni con Bisogni Educativi Speciali: situazione attuale …………………………………               pag.   35

Organigramma di Istituto ……………………………………………………………………..                                 pag.   37

Piano Operativo Nazionale …………………………………………………………………..                                 pag.   40

Piano Nazionale Scuola Digitale – Animatore Digitale ……………………………………                   pag.   40

Criteri formazione classi ……………………………………………………………………..                                pag.   44

Inserimento alunni in classi già formate ……………………………………………………                         pag.   45

Calendario scolastico ………………………………………………………………………..                                   pag.   46

Patto di corresponsabilità ……………………………………………………………………                                 pag.   47

Piano triennale formazione-aggiornamento del Personale……………………………….                   pag.   49

Progetti ………………………………………………………………………………………..                                          pag.   50

Scheda riassuntiva progetti …………………………………………………………………                                 pag.   58

Rapporto di Autovalutazione: esiti …………………………………..............................        pag.   61

Piano di miglioramento .........…………………………………......................................   pag.   62

Organico Potenziato ……………………………………………....................................             pag.   64

Riferimenti Normativi……………………………………………………..........................                   pag.   67

Allegato 1 SCHEDE PROGETTI CONDIVISI                                                  .

Allegato 2 AMBITI PER LA VALUTAZIONE FINALE SCUOLA

DELL’INFANZIA

Allegato 3 VALUTAZIONE QUADRIMESTRALE – INDICATORI PER

AREE SCUOLA PRIMARIA

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Allegato 4 CRITERI MISURAZIONE VERIFICHE – INDICATORI

VALUTAZIONE COMPORTAMENTO          SCUOLA

SECONDARIA

Allegato 5 CURRICOLO DI ISTITUTO

Allegato 6 REGOLAMENTI

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PREMESSA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

Costituitosi nel settembre 2010, l’Istituto     Comprensivo di Cellatica e Collebeato
ha tra i suoi punti di forza, oltre agli esiti scolastici degli alunni nel presente e nel
loro percorso di istruzione superiore, la stabilità del personale docente.
Quest’ultima caratteristica ha consentito, negli anni, la costruzione di un progetto
educativo sempre più condiviso e in linea con gli stimoli che provengono
dall’esterno.
L’obiettivo cardine che il Collegio dei Docenti si era prefissato al momento della
sua costituzione, era quello di “fare scuola” nella sua accezione più stretta, di
non seguire superficialmente le mode educative del momento e di non
abbandonare mai la strada che porta al graduale sviluppo del sapere critico negli
alunni. Il percorso che avevamo progettato doveva suscitare le curiosità e
valorizzare il potenziale talento di tutti.
Nel corso del tempo è cambiata, con le varie riforme, anche la legislazione
scolastica, sono aumentate, inoltre, le richieste dell’utenza e moltiplicate a
dismisura le proposte formative provenienti dal territorio. I docenti hanno saputo
far fronte a questo nuovo scenario, integrando la loro formazione con
aggiornamento costante, adeguando l’azione didattica e le varie metodologie al
contesto socioculturale degli alunni e del territorio e verificando in itinere la
corrispondenza tra quanto programmato e quanto realizzato.
È stato un lavoro silenzioso e intenso, che ha dato i suoi frutti: la costruzione di
un curricolo scolastico unico e verticale, che accoglie bambini di tre anni e li
accompagna fino ai quattordici, orientandoli verso l’istruzione superiore. Un
curricolo che permette agli alunni di conseguire gradualmente gli obiettivi di
apprendimento e le competenze chiave e specifiche delle varie discipline in un
processo educativo che porta all’acquisizione globale di valori che rendono
l’alunno partecipe della società in cui vive.
Ciò non vuol dire, però, che tutto si fermi qui, bisogna impegnarsi ancora e
migliorare il più possibile ma con la consapevolezza che sino ad oggi è stato
fatto un buon lavoro: il successo formativo degli alunni (l’Invalsi lo conferma) è lo
stimolo quotidiano che anima ancora il lavoro di tutti noi.

Cellatica, ottobre 2016
Il Dirigente Scolastico
(Prof. Giovanni Barile)
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M i n i s te r o de l l ’ I s tr u z i o ne , de l l ’ U n i ve r s i t à e d e l l a R i c e r c a
                             Istituto Comprensivo di Cellatica – Collebeato
        Viale Risorgimento, 23 – 25060 Cellatica (BS) - Tel: 0302770188- 0302774730 - Fax: 0302525792
                            C. F. 98156970174 – Codice meccanografico BSIC88800R
                      PEC : bsic88800r@pec.istruzione.it - Mail : bsic88800r@istruzione.it
                                  Sito web: http://www.iccellaticacollebeato.gov.it

Prot. 3383/A19a                                                                                    Cellatica, 12.09.2015

                                                                                                  Al Collegio dei Docenti
                                                                                                          Al Personale Ata
                                                                                                    Al Consiglio di Istituto
                                                                                                                   Al sito web
ATTO DI INDIRIZZO PER LA DEFINIZIONE E LA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO TRIENNALE
                                  DELL’OFFERTA FORMATIVA 2016/2019

                                          IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Visto l’art. 3, comma 4, del DPR 275/99, come modificato dall’art. 1, comma 14, della Legge
107/2015,

                                                      DEFINISCE

i seguenti indirizzi generali per le attività della scuola sulla base dei quali il collegio dei docenti
elaborerà il Piano dell’Offerta Formativa relativo al triennio 2016/2017 – 2018/2019:

l’attività dell’Istituto Comprensivo si sostanzia nel Piano dell’Offerta Formativa che la scuola
elabora per il triennio 2016-2019 al fine di indicare, in coerenza con gli obiettivi di miglioramento
individuati nel RAV, le attività, le strategie, le risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi
generali previsti dalle Indicazioni Nazionali e degli obiettivi prioritari fissati dalla Legge 107/2015.
Attraverso il suo Piano dell’Offerta Formativa, la scuola garantisce l’esercizio del diritto degli
alunni al successo formativo e alla migliore realizzazione di sé in relazione alle caratteristiche
individuali, secondo principi di equità e di pari opportunità.
All’interno di un processo di apprendimento che copre l’intero arco della vita, l’offerta formativa,
inserendosi in una significativa fase della crescita degli alunni, come quella che va dall’infanzia
alla preadolescenza, ricca di trasformazioni e carica di problematicità, apporta il proprio
contributo alla costruzione ed al sereno sviluppo della loro preparazione culturale di base,
costruendo la padronanza degli alfabeti di base, dei linguaggi, dei sistemi simbolici, ampliando il
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bagaglio di esperienze, conoscenze, abilità e competenze che consentano agli alunni di stare
al passo con il progresso culturale, tecnologico e scientifico preparandosi ad affrontare con gli
strumenti necessari gli studi superiori in tutti i settori e le richieste del mondo sociale e del lavoro.

Per rispondere a queste finalità il POF della scuola dovrà comprendere:
   - analisi dei bisogni del territorio
   - descrizione dell’utenza dell’istituto
   - azioni della scuola in risposta ai bisogni individuati
   - descrizione degli obiettivi generali elaborati in un’ottica di un unico curricolo verticale
   - descrizione degli obiettivi specifici di apprendimento articolati in conoscenze, abilità e
       competenze

Insieme agli obiettivi di apprendimento propri di ciascuna disciplina, l’attività didattica,
compatibilmente con le risorse assegnate, dovrà perseguire:
    - il potenziamento linguistico
    - il potenziamento umanistico socio economico e per la legalità
    - il potenziamento scientifico
    - il potenziamento artistico e musicale
    - il potenziamento laboratoriale
    - il potenziamento motorio
Dovranno inoltre essere previste:
    - attività di valorizzazione delle eccellenze
    - attività di supporto psicologico alle problematiche dell’adolescenza
    - attività di formazione continua del personale
La programmazione didattica di tutte le classi dovrà fare riferimento:
    - a percorsi di recupero integrati nell’attività curricolare
    - ad attività di sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali
    - a piani individualizzati per alunni con DSA e altri disturbi o ritardi nell’apprendimento
    - alla programmazione di attività extrascolastiche coerenti con la programmazione didattica
      della classe, che tengano conto delle necessità scaturite dall’analisi dei bisogni formativi e
      delle richieste esplicitate dalle famiglie.

Sul versante metodologico-organizzativo, la didattica dovrà ricercare processi di insegnamento-
apprendimento efficaci nell’ottica della personalizzazione, fondati non solo sulla lezione frontale,
ma sull’apprendimento cooperativo, sulla didattica per problemi, sul lavoro di ricerca nel piccolo
gruppo, sulla didattica laboratoriale.
Sarà altresì necessario sfruttare tutte le potenzialità offerte dal territorio prevedendo
l’organizzazione di attività aperte su di esso.
Accanto alla formazione culturale, il Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto Comprensivo
organizzerà le proprie attività in funzione di un’altra irrinunciabile finalità: l’educazione ad una
cittadinanza attiva, consapevole, responsabile, democratica, che stimoli negli alunni – tenendo
conto delle varie età - il rispetto di se stessi e degli altri, la conoscenza critica e approfondita
della realtà socio-politica contemporanea, il rispetto dell’ambiente e il senso di appartenenza alla
comunità.
Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa indicherà, inoltre, il piano di formazione del personale
docente e ATA, il fabbisogno di risorse professionali (docenti ed ATA), strumentali, materiali ed
infrastrutturali, prevedendo quindi una stretta sinergia con i servizi generali e amministrativi, per i
quali il dirigente scolastico, ai sensi dell'art. 25 comma 5 del D. Lgs. n. 165/2001, fornisce al
DSGA le direttive di massima che costituiscono linee di guida, di condotta e di orientamento
preventivo sullo svolgimento delle specifiche attività previste dai servizi.
Le Funzioni Strumentali individuate dal Collegio Docenti, i Collaboratori del Dirigente Scolastico, i
Coordinatori di Classe, i Responsabili di Laboratorio, i Responsabili dei progetti di ampliamento
                                                    6
dell’offerta formativa costituiranno i nodi di raccordo tra l'ambito gestionale e l'ambito didattico, al
fine di garantire la piena attuazione del Piano.
Il presente Atto, rivolto al Collegio dei Docenti, è acquisito agli atti della scuola, reso noto agli altri
Organi collegiali competenti e pubblicato sul sito web della scuola.

                                                                IL DIRIGENTE SCOLASTICO

                                                                  (Prof. Giovanni Barile)

                                                     7
I COMUNI

CELLATICA

Se è vero che la visione diretta dei monumenti e dei paesaggi è di inestimabile ausilio alla
comprensione della storia, è altrettanto certo che la conoscenza delle vicende storiche del nostro
paese è indispensabile per rendersi ragione della particolarità della vita dei nostri padri, per
addentrarsi nel vivo del nostro paesaggio e per intenderne i monumenti.
Un luogo è là dove una persona si pone in relazione responsabile con i suoi simili e dove prende
coscienza dello spazio in cui vive, di ciò che l’accomuna agli altri, delle modalità di convivenza e
della storia da cui emerge l’identità sociale cui fare riferimento.
A Cellatica, quando gli anziani di oggi erano giovani, i punti di riferimento relativi al territorio e alla
vita civile erano molto evidenti e contribuivano a creare un’identità ben precisa per chi abitava.
Sono ormai pochi, per motivi anagrafici, i “testimoni di una cultura e di un modo di vivere che
dall’Unità d’Italia alla fine degli anni ’50 non ha subito grossi cambiamenti. Dagli anni Sessanta in
poi qualcosa è mutato, anche se, rispetto ad altri paesi la situazione di Cellatica si può
considerare migliore. E’ comunque cambiata la gente ed il suo modo di vivere la comunità: i
rapporti tra le persone, le feste non hanno più il sapore di un tempo. Non si vede più l’esplosione
primaverile della fioritura dei mandorli, dei ciliegi, degli alberi di pesco e di pero, e quella
autunnale, non meno incantevole, delle foglie variopinte e dei frutti tardivi, che ammantavano le
colline di un trionfo di colori. Sono ormai pochi coloro che si dedicano alla viticoltura e molti terreni
sono stati urbanizzati.
L’ambiente appare sempre più un bene di consumo e non un bene da tutelare.
Molti oggi non riescono più a sentirsi comunità ed a vivere il proprio paese come un luogo del
cuore, lo abitano, ma non lo sentono, non lo riconoscono più.
Cellatica, una bomboniera, l’ha definita qualcuno con affetto, ma il legame ancestrale con il luogo
in molti non c’è. D’altro canto chi non vi è nato e cresciuto fatica a riconoscerlo suo, come invece
succede a chi vi ha da secoli le proprie radici.
Una prima curiosità è senz’altro sull’origine del nome. E’ certo e documentato che Cellatica fu
sede di insediamenti Romani fin dal secondo secolo dopo Cristo.
E’ opportuno che i giovani conoscano le vicende storiche che riguardano la loro piccola comunità,
cui si devono sentire orgogliosi di appartenere, nonostante errori e omissioni dei padri, perché
proprio da lì si deve partire per migliorare e guardare avanti.

Paolo Cingia

                                                     8
COLLEBEATO

PROFILO TERRITORIALE
Collebeato è un paese situato alla periferia nord di Brescia, a sud della Val Trompia. L’abitato è
lambito ad est dal fiume Mella e circondato dall’arco collinare comprendente a sud i “monti”
Picastello (373m) e Ratto (360m) e a nord-ovest il “monte” Peso (485 m). La superficie
complessiva è di 5,30 Kmq, per oltre due terzi collinare.

INQUADRAMENTO DEMOGRAFICO
Il numero di residenti nel Comune, alla data del 01/01/2016, è pari a 4.622, dato che si mantiene
pressoché costante da circa 10 anni. La popolazione residente con età superiore ai 65 anni
rappresenta il 25,1%, quella in età 15-64 il 62,4%,mentre la fascia 0-14 rappresenta il 12,2%. Gli
stranieri residenti sono 201, pari al 4,3% della popolazione e provengono per lo più dall’ est
europeo (Ucraina, Albania e Romania) e dal sud est asiatico (Sri Lanka).

LA COMUNITA’
Numerose associazioni si impegnano nei diversi ambiti e contribuiscono a rendere la comunità
viva e coesa. Ci sono gruppi i cui volontari si occupano di attività a carattere sociale: Acli, Arci,
Avis-Aido, Spi Cgli, Cisl, Auser, Caritas, Gruppo Missionario, GAS (Gruppo Acquisto Solidale),
Associazione Insieme; altri di sport: Polisportiva, Gruppo Bocciofili, Gruppo Arcieri, altri di
ambiente e tempo libero: Pro loco, Alpini, Gruppo Ecologico, CAM (Club Amici della Musica), Age
(Associazione Genitori), Flor da Cobiat, Geuc (Gruppo Escursionistico Fratelli Uberti Collebeato –
sottosezione del CAI di Brescia), Associazione Chiara Luce, Lions Club, Associazione Carabinieri,
ANUU e Federcaccia . Inoltre, fra i vari organismi costituiti dall’Amministrazione Comunale per
favorire la partecipazione, ci sono: i Tavoli della Pace, delle Pari Opportunità, delle Politiche
Sociali e delle Politiche Giovanili comprendenti rappresentanti di varie associazioni ed il
Coordinamento Genitori, con il quale vengono concordati progetti rivolti a genitori e ragazzi su vari
temi quali la legalità, la memoria storica, la cittadinanza attiva e la conoscenza e il rispetto
dell’ambiente.
La festa principale dell’anno è la “Festa delle Pesche” che si svolge tradizionalmente nella terza
settimana di luglio. Giunta nel 2016 alla 32ma edizione viene organizzata dalla Pro loco in
collaborazione con l’Amministrazione Comunale e varie associazioni, con il coinvolgimento di
numerosissimi volontari (oltre 170 nelle ultime edizioni, più altri 150 figuranti per la sfilata per le vie
del paese, organizzata a partire dal 2011).

IL PLIS DELLE COLLINE
Il Comune di Collebeato è stato il promotore del Parco di Interesse Sovracomunale (PLIS) delle
Colline di Brescia nel 1995, al quale hanno successivamente aderito anche i Comuni di Brescia,
Cellatica, Bovezzo, Rezzato e Rodengo Saiano ed ha creato, attraverso il recente ampliamento
del PLIS stesso alla fascia lungo il Mella, un sistema verde di connessione tra la collina, l’abitato e
la pianura.

UN PROGETTO SPECIALE
Dal 2014 il Comune ha aderito al progetto SRAR (Servizio Richiedenti Asilo e Rifugiati), promosso
dal Ministero dell’Interno in collaborazione con l’Anci e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite
per i rifugiati. A Collebeato sono presenti 11 rifugiati, seguiti dall’Associazione ADL Zavidovici,
nell’ambito di un progetto che prevede misure di accompagnamento, assistenza, alfabetizzazione
e percorsi individuali di integrazione.

Antonio Trebeschi

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FISIONOMIA E ORGANIZZAZIONE DELL’ISTITUTO
L’Istituto Comprensivo è composto da sei plessi ubicati nei Comuni viciniori di Cellatica e di
Collebeato. Il contesto socio economico è uniformemente medio alto. L'incidenza di studenti con
cittadinanza non italiana è molto bassa.
Gli Enti Locali e le agenzie educative del territorio offrono numerose proposte culturali attraverso
servizi ai giovani ed al cittadino.
Gli edifici scolastici, distribuiti su due Comuni, presentano caratteristiche differenti ma, in linea di
massima, sono rispondenti alle esigenze dell'Istituto.
L’organico, costituito da docenti di età media, è stabile e garantisce continuità didattica e
progettuale.

                                     SCUOLA DELL’INFANZIA

  Comune            Denominazione            Orario         N. sezioni    N. ins.     N. al.
CELLATICA              SCUOLA            8.00 – 16.00
                    DELL’INFANZIA
                    ARCOBALENO           Pre-scuola              5           12        105
                                         dalle 7.50
Via
Pietroboni,10
030/2771564
COLLEBEATO            SCUOLA             8.00 – 16.00
                    DELL’INFANZIA
                      ROVETTA            Pre-scuola              5           12         80
                                         dalle 7.45
Via Bulloni,5
030/2511108

                                        SCUOLA PRIMARIA

   Comune          Denominazione             Orario         N. classi     N. ins.     N. al.
                                         Tempo scuola
 CELLATICA             SCUOLA           8.30 – 16.00
                      PRIMARIA           6 giorni da
                     L. DA VINCI           lun. a sab.
                                           con 3 rientri
Via                                        pomeridiani          10          24        201
Risorgimento                             5 giorni da
n. 31                                      lun. a ven.
030/2772363                                con 5 rientri
                                           pomeridiani

COLLEBEATO SCUOLA                       8.30 – 16.00
                                                   10
PRIMARIA               6 giorni da
                  MARTIRI DI              lun. a sab.
                  P.ZZA LOGGIA            con 3 rientri
Via Caduti in                             pomeridiani
guerra n. 17                             5 giorni da           10          23        216
030/2511203                               lun. a ven.
                                          con 5 rientri
                                          pomeridiani

Per entrambe le scuole sono attivi servizi offerti a gestione comunale: prescuola – pedibus
– mensa (12.30 – 14.00)

                            SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

   Comune           Denominazione              Orario            N.          N.         N.
                                                               classi       ins.      alunni
 CELLATICA              SCUOLA              8.00 – 13.00
                    SECONDARIA DI
                     PRIMO GRADO
                       E.MATTEI
Viale                                                             9          22         165
Risorgimento,23
030/2770188
030/2774730

COLLEBEATO              SCUOLA              8.00 –13.00
                    SECONDARIA DI
                     PRIMO GRADO
                       I.SILONE
Via S.Vito,1                                                      8          21         154
030/2511280

                       SERVIZI AGGIUNTIVI
In risposta ai bisogni dell’utenza rilevati sul nostro territorio, sono in funzione a cura
dell’Amministrazione Comunale, nelle scuole Primarie di Cellatica e Collebeato i seguenti servizi
aggiuntivi:
Pedibus Il servizio gratuito si avvale della collaborazione di accompagnatori volontari. Sono a
disposizione varie 4 linee di percorso diversamente distribuite sul territorio con circa 4 fermate
intermedie. Attivo ogni mattina per l’andata, gli alunni si raggruppano nei punti di ritrovo segnalati
con appositi cartelli. Il ritorno è previsto alle ore 16,00 nelle giornate del Lunedì – Mercoledì –
Venerdi per la scuola di Cellatica, mentre viene effettuato alle ore 12,30 nei giorni di Martedì -
Giovedì – Sabato per tutte le scuole primarie.
                                                   11
Prescuola Il servizio a pagamento è attivo con personale selezionato dall’Amministrazione
Comunale ogni giorno scolastico dalle 7,45 alle 8,35.
Mensa/dopomensa Il servizio è offerto dal lunedì al venerdi dalle 12,30 alle 14,00. Il personale
addetto alla refezione è dipendente della ditta selezionata dall’Amministrazione Comunale. Il
personale di sorveglianza è costituito dai docenti della scuola Primaria e da personale fornito dalla
cooperativa che collabora con l’Amministrazione Comunale. Il servizio è sottoposto alla vigilanza
della Commissione Mensa formata da docenti e genitori eletta annualmente.
Sportello genitori: Lo sportello vuole essere un servizio a disposizione dei genitori per sostenerli
in caso di problemi legati alle dinamiche familiari e alla consapevolezza dei comportamenti
educativi anche in rapporto alle richieste scolastiche. E’ affidato ad esperti in ambito psicologo ed
educativo e vi si accede tramite appuntamento.

Nella scuola secondaria di Primo grado è attivato lo SPORTELLO DI ASCOLTO PER
PREADOLESCENTI. Offre sostegno a ragazzi e famiglie per affrontare problemi relazionali legati
al mondo della scuola e alle dinamiche familiari. E’ affidato ad uno psicologo che riceve su
appuntamento.
L’Amministrazione Comunale di Collebeato organizza il CAG( Centro di Aggregazione Giovanile)
per i bambini della scuola primaria e secondaria di primo grado. Le attività s i svolgono tutti i giorni,
dalle 16,00 alle 18,00 presso i locali del Comune adiacenti alla biblioteca. Le educatrici si
incaricano di prelevare da scuola alle 16,00 i bambini iscritti al al corso. Al GAG i bambini
eseguono i compiti e si dedicano ad attività di laboratorio creativo-manuale. I giorni di frequenza
sono scelti dalle famiglie. Durante alcuni periodi particolari dell'anno (Natale, Carnevale,
Pasqua...) vengono organizzate attività di gioco o di laboratorio a cui possono partecipare anche
altri bambini non iscritti regolarmente all'attività.
L’istituto Comprensivo mette a disposizione i locali della scuola dell’infanzia di Collebeato per il
GREST estivo dedicato ai bambini dai 3 ai 6 anni.

SCUOLA E TERRITORIO
L’istituto Comprensivo integra la propria azione educativa collaborando da anni con:
     Organizzazioni ed esperti delle comunità locali nell’ambito dei progetti di educazione
         ambientale
     Biblioteche comunali
     Accademie musicali dei Comuni e della città di Brescia
     Parrocchie ed Oratori
     Associazione e Comitato genitori
     Cooperative con fini educativi
     Protezione Civile
     AVIS
     Polizia Postale e Carabinieri
     Associazione Alpini
     ANPI
                                                   12
 Associazioni Sportive
    ASSL di Brescia

*Allegato n. 1: schede progetti condivisi

                                            13
LINEE GUIDA
Idea di scuola come comunità educativa. Il nostro istituto fa propria la definizione di scuola
come “comunità”, che apprende dall’esperienza, che riflette, che si misura con le nuove sfide con
un’identità pedagogica che si sviluppa nel tempo in una ricerca continua di miglioramento.
Essa mette al centro le persone, non i ruoli; non trascura i risultati, ma presta una grande
attenzione alla qualità dei percorsi; promuove il successo personale non attraverso la
competizione ma coltivando attività di tipo cooperativo e lo persegue grazie all’individualizzazione
ed alla flessibilità organizzativa.

Idea di apprendimento costruttivo. Le attività educative e didattiche delle scuole sono
finalizzate allo sviluppo sociale (autonomia, convivenza democratica, rispetto delle regole e delle
leggi, solidarietà, rispetto del bene comune e compimento del proprio dovere), al consolidamento
dell’identità personale (sicurezza, fiducia, autostima, autonomia, senso di appartenenza, capacità
di autovalutazione, capacità di dirigere le proprie azioni, autocontrollo, perseveranza) e alla
promozione dello sviluppo intellettivo (abilità e competenze). I metodi didattici scelti tendono a
garantire all’alunno un ruolo attivo che consiste non solo nella semplice memorizzazione delle
informazioni ma anche nella loro rielaborazione.

Rispetto dell’unità psico-fisica del bambino/ragazzo. I docenti intendono prestare particolare
attenzione a tutte le dimensioni dello sviluppo, stimolando le intelligenze e la crescita armonica ed
equilibrata della persona.

Cura del contesto di apprendimento. Un buon contesto favorisce la ricerca e lo scambio dei
punti di vista. Le nostre scuole offrono opportunità di confronto, dialogo, discussione, una varietà
di rapporti e di canali comunicativi, diversificazione delle procedure, dei percorsi formativi e delle
tecnologie didattiche. Anche la cura degli spazi fisici contribuisce a stimolare gli apprendimenti,
perché offre sollecitazioni di natura diversa: culturale, sociale e tecnico-operativa.

Tempi distesi di apprendimento. Gli alunni hanno bisogno di tempi distesi per pensare, per
ricercare, per approfondire, per riformulare. Hanno bisogno di tempi protetti, rispettosi dei ritmi di
ciascuno. I tempi distesi consentono di usare tecnologie più ricche, compiere esperienze, agire,
manipolare, esplorare, pensare, progettare, uscire nel territorio, costruire in maniera “attiva” il
proprio sapere.

Varietà di mediatori metodologici. Essa è volta a valorizzare le diverse intelligenze nel rispetto
degli stili di apprendimento di ciascuno.

Rilevanza del gruppo. Si favoriscono relazioni sociali forti all’interno del gruppo per educare alla
collaborazione, al senso di responsabilità in vista di un fine comune.

CURRICOLO DI ISTITUTO
Il curricolo di Istituto, elaborato dal Collegio Docenti, è il complesso organizzato delle esperienze
di apprendimento progettate e realizzate dalle nostre scuole perché gli alunni raggiungano il
successo formativo. Esso garantisce la continuità educativa in progressione verticale dai 3 ai 14
anni. Cura l’ambiente di apprendimento ed ha al centro la persona nelle sue dimensioni affettivo-
                                                  14
relazionale, cognitiva e metacognitiva. Il curricolo è finalizzato alla maturazione delle competenze
disciplinari, trasversali, di cittadinanza in chiave europea.

LA SCUOLA DELL’INFANZIA
Il curricolo elaborato assume la struttura di un progetto che parte dal bambino, portatore di una
sua storia personale fatta di relazioni, di esperienze pregresse, curiosità e conoscenze spesso
ancora “ingenue”, per collocarlo al centro del progetto e delle attenzioni educative di tutta
l’organizzazione. Esso ha come sfondo educativo la ricerca dell’equilibrio tra l’evoluzione e i
cambiamenti pensati per l’alunno e gli aspetti di stabilità relativi alla sua età, nella considerazione
che il suo processo evolutivo si evolve anche se gli esiti del processo non possono essere definiti
in modo rigido. È un curricolo che si evolve insieme con i soggetti protagonisti del processo
educativo e si modula per “campi di esperienza” i quali, più che spazi di separazione tra le attività
proposte, costituiscono delle organizzazioni mentali dell’insegnante nella predisposizione delle
esperienze di apprendimento.

IDENTITÀ – CONOSCENZA DI SÈ – AUTONOMIA PERSONALE, intesa come capacità di
riconoscersi e a sentirsi riconosciuti come persona unica e irripetibile e di poter sperimentare
diversi ruoli e diverse forme di identità: figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di
un territorio, appartenente a una comunità.

IDENTITÀ – RELAZIONI, intesa come capacità di costruire relazioni positive con le persone
significative, gestire correttamente i conflitti, rispettare le regole di convivenza a scuola. Capacità
di rispondere ad alcune richieste da parte dell'altro (cooperare – collaborare – aiutare).

APPROCCIO AL SISTEMA SIMBOLICO LINGUISTICO, inteso come capacità di ascoltare e
comprendere informazioni, narrazioni, immagini e vissuti; inteso come curiosità per la lingua scritta
che si sviluppa attraverso la capacità dei bambini/e di costruire e dare significato a simboli
condivisi, di distinguere la lingua scritta da altre forme grafiche; di riflettere sulle parole utilizzate
nel contesto.

APPROCCIO AL SISTEMA SIMBOLICO COMUNICATIVO NON VERBALE, inteso come
capacità di interagire con l'altro per esprimere bisogni, emozioni, pensieri, domande, esperienze
vissute, conoscenze acquisite, scegliendo linguaggi comunicati che meglio gli corrispondono.

APPROCCIO AL SISTEMA SIMBOLICO SCIENTIFICO, inteso come capacità di approccio ai
fenomeni naturali e alla realtà che li circonda, per darne una spiegazione condivisa e non
individuale, ragionevole e non affrettata basata sull'osservazione, sull'esperienza, sulle
conoscenze ne sull’organizzazione del pensiero in modo logico.

APPROCCIO AL SISTEMA SIMBOLICO LOGICO - TEMPORALE E SPAZIALE, inteso come
capacità di effettuare semplici operazioni mentali riferite al confronto, alla classificazione e alla
seriazione. Capacità di organizzare schemi mentali consapevoli per orientarsi nello spazio e nel
tempo vissuto (sequenze temporali – script – percorsi – mappe).

RELIGIONE CATTOLICA, intesa come capacità di sviluppare un positivo senso di sé e
sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e
religiose. Capacità di manifestare la propria interiorità, l'immaginazione e le emozioni, alla luce
                                                    15
dell'esperienza religiosa vissuta e resa visibile dai segni del corpo. Intesa anche come capacità di
sviluppare un positivo senso di sé per sperimentare relazioni significative e serene con gli altri,
anche appartenenti a culture diverse.

LA SCUOLA DEL PRIMO CICLO:
PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Il primo ciclo di istruzione ha come finalità “l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità
fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base nella prospettiva del pieno sviluppo
della persona” (cfr. Indicazioni Nazionali).
Due sono i compiti specifici di questo ciclo:

ALFABETIZZAZIONE CULTURALE DI BASE che include, nella scuola primaria, l’acquisizione
delle abilità strumentali (leggere, scrivere e far di conto) attraverso i contenuti e i linguaggi delle
varie discipline e, nella scuola secondaria di primo grado, l’approfondimento delle discipline e
l’organizzazione delle conoscenze in chiave trasversale per la comprensione di problemi
complessi. In entrambi i gradi scolastici l’orizzonte di riferimento è il quadro delle competenze–
chiave secondo la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio di Dicembre 2006 –
2006/962/CE -:
COMUNICAZIONE NELLA MADRELINGUA
COMUNICAZIONE NELLA LINGUA STRANIERA
COMPETENZA MATEMATICA E COMPETENZA DI BASE IN SCIENZE E TECNOLOGIA
COMPETENZA DIGITALE
IMPARARE A IMPARARE
COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE
SPIRITO DI INIZIATIVA E IMPRENDITORIALITA’
CONSAPEVOLEZZA E ESPRESSIONE CULTURALE

ESERCIZIO DELLA CITTADINANZA ATTIVA che consente, attraverso esperienze motivanti e
significative, di apprendere la capacità di avere cura di se stessi, degli altri, dell’ambiente
attraverso la cooperazione e praticando la solidarietà. Stimola inoltre il dialogo tra le diverse
identità e valorizza le radici culturali di ogni studente.

                                                  16
PROGETTAZIONE EDUCATIVO DIDATTICA
La progettazione educativa didattica ha carattere collegiale e coinvolge diversi organi e strutture.
A livello di plesso vengono pianificati progetti trasversali comuni per tutte o più classi, per
intersezione nella scuola dell’infanzia; sono previste inoltre progettazioni per modulo nella primaria
e consigli di classe nella scuola secondaria di primo grado.
Gli incontri periodici sono calendarizzati ad inizio anno dal Collegio dei Docenti. Prevedono la
programmazione a livello di team:
     Intersezione/sezione scuola dell’Infanzia
     Gruppo docente e ambiti disciplinari nella scuola Primaria
     Docenti di classe e Dipartimenti disciplinari nella scuola Secondaria di primo grado

STRUMENTI
Documenti essenziali per la progettazione di tutti gli ordini di scuola sono le Indicazioni Nazionali
del 2012, le Competenze chiave di cittadinanza Europee del 2006 e il Curricolo di Istituto1. I
docenti hanno elaborato modelli di progettazione comuni nei vari ordini di scuola:
- Modello per l’impianto organizzativo di plesso;
- Modello per la programmazione educativa di Plesso, di Team e di Consiglio di classe.

Il percorso di apprendimento viene descritto nella progettazione disciplinare dei singoli docenti.
Nel format vengono specificati:
    - Competenza/e da promuovere;
    - Obiettivi di apprendimento desunti dal curricolo;
    - Il percorso articolato nelle varie fasi di apprendimento dell’alunno distinguendo tra
        quanto predispone l’insegnante e quanto fa l’alunno;
    - Sussidi, strumenti, organizzazione, tempi necessari;
    - Controllo degli apprendimenti (modalità e tipologia di prove di accertamento delle
       conoscenze/abilità/competenze);

PIANO DIDATTICO-EDUCATIVO DEL CONSIGLIO DI CLASSE (scuola secondaria di primo
grado).
Stabilisce le finalità educative, la descrizione sintetica degli obiettivi di ciascuna disciplina e di
quelli educativi–socioaffettivi e di metodo generali e specifici per la classe, gli obiettivi cognitivi e i
contenuti trasversali, le fasi e l’organizzazione dell’attività didattica concordate e adottate dai
docenti della classe.

PIANO DI LAVORO DISCIPLINARE (scuola secondaria di primo grado)
Delinea l’analisi generale della classe, individua obiettivi e contenuti, stabilisce i metodi e le
strategie del percorso con i mezzi e gli strumenti necessari e specifica i criteri da adottare per la
valutazione.

1
    Allegato n.5: Curricolo d’Istituto.
                                                    17
EPISODI DI APPRENDIMENTO SITUATO
Il nostro istituto si sta dotando anche di un modello di progettazione didattica educativa condivisa
denominato EAS (episodio di apprendimento situato). Il modello descrive e declina il percorso di
apprendimento dell’alunno pensato per il conseguimento delle competenze. Il documento
contiene:
     - La competenza chiave coinvolta
     - La competenza trasversale e disciplinare
     - Il compito dell’alunno
     - Le varie fasi dell’esperienza
     - La modalità di valutazione
     - Le dimensioni di competenza da valutare
     - La declinazione dei diversi livelli di competenza raggiunti.

VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI
La valutazione degli apprendimenti è espressione dell’autonomia professionale propria della
funzione docente, nella sua dimensione sia individuale sia collegiale, e dell’autonomia didattica
delle istituzioni scolastiche.
Ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico
complessivo degli alunni. Concorre al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo
formativo. La valutazione fa parte integrante di una corretta relazione educativa con l’alunno.
Il Collegio dei Docenti decide i tempi e le modalità di comunicazione della valutazione,
monitorando il processo di apprendimento in vari momenti dell’anno scolastico.
La valutazione ha valore formativo e si propone di verificare:
- il progresso nell’acquisizione di abilità e conoscenze;
- conoscere le lacune e le difficoltà individuali per reindirizzare il percorso e ridefinire le strategie
didattiche;
- promuovere la conoscenza di sé e delle proprie capacità in un’ottica autovalutativa,
- motivare all’impegno.
Nella valutazione vengono prese in considerazione intenzionalmente, consapevolmente e
collegialmente più dimensioni dell’apprendere, dando rilievo oltre che alla dimensione cognitiva
anche a quella metacognitiva, motivazionale – affettivo – relazionale.
Il fine ultimo del processo di apprendimento è la formazione di un alunno “competente”, che
sappia utilizzare abilità e conoscenze acquisite, in contesti nuovi sia scolastici sia reali.

VALUTAZIONE E VERIFICA nella scuola dell’infanzia
Nella scuola dell’infanzia la valutazione assume una preminente funzione formativa di
accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo; con
essa vengono individuati traguardi di sviluppo delle competenze, che rappresentano punti di
riferimento posti al termine dei più significativi snodi del percorso curricolare.
Lo strumento operativo che consente agli insegnanti di svolgere questo tipo di lavoro è
l'OSSERVAZIONE. Si valutano le abilità, le capacità e le competenze all'interno delle funzioni
motoria, emotiva, affettiva, sociale, percettiva, logica e comunicativa, utilizzando osservazioni,

                                                   18
griglie, diario, colloqui con la famiglia, audio-videoregistrazione, produzioni grafico-pittoriche-
manipolative.

VALUTAZIONE E VERIFICA nella scuola primaria
L’osservazione quotidiana degli alunni mentre svolgono le attività proposte è il primo strumento di
conoscenza delle modalità e dei livelli di apprendimento.
Attraverso conversazioni, esercitazioni individuali, interrogazioni, lavori di gruppo o di coppia,
uscite didattiche, viaggi di istruzione, attività pratiche, ludiche e sportive gli insegnanti ricavano gli
elementi per verificare il livello di acquisizione di obiettivi, conoscenze ed abilità.
La rilevazione degli apprendimenti avviene poi attraverso prove di verifica strutturate, semi
strutturate, aperte.
Per verificare il grado di competenza la scuola può proporre la realizzazione di compiti esperti in
cui gli alunni in situazioni nuove e vicine alla realtà mettano in gioco conoscenze, abilità cognitive,
abilità pratiche, capacità, attitudini, motivazioni, responsabilità personali e sociali. La valutazione
collegiale alla fine di ogni quadrimestre permette una più accurata conoscenza degli alunni,
facilitando interventi mirati.

VALUTAZIONE E VERIFICA nella scuola secondaria di primo grado
Le valutazioni: iniziale (diagnostica), in itinere (formativa) e finale (sommativa) sono di
competenza esclusiva dei docenti del Consiglio di Classe.
Ad esse si perviene attraverso le verifiche, vale a dire con il confronto metodico, mediante
indicatori, tra gli obiettivi programmati e la situazione di fatto dell’apprendimento di ciascun allievo.
Nella fase di verifica gli obiettivi disciplinari a breve termine fungono da riferimento per gli
indicatori di profitto.
Tali obiettivi sono:
     Comunicati agli allievi
     Adattati in itinere secondo le risultanze della valutazione formativa
     Applicati in modo sistematico (per produrre rappresentazioni attendibili)
     Applicati in modo frequente (per minimizzare l’incidenza dei fattori casuali nelle procedure
       di verifica).

MODALITÀ

In itinere: osservazione del contributo personale dell’alunno, della sua specificità operativa,
dell’impegno e della costanza nell’esecuzione dei compiti.
Scritta:
- test con risposta singola, vero/falso, a scelta multipla, a completamento, con individuazione di
relazioni di tipo causale o temporale, con interpretazione di fonti e documenti di vario genere,
carte, tabelle di dati, grafici, alberi logici.
- con costruzione di mappe o alberi logici.
- con trattazione di uno o più argomenti.
- elaborazione di testi, riassunti, relazioni, traduzioni …
- con esercizi e/o problemi.
Grafica/Pratica:
- con sviluppo di elaborati secondo precise indicazioni.
- con esecuzione di prestazioni secondo specifiche procedure.
                                                    19
Orale:
- con domande a risposta singola.
- con trattazione di uno o più argomenti.
- con interpretazione di fonti e documenti di vario genere, carte, tabelle di dati, grafici, alberi logici.
- con risoluzione di problemi o svolgimento di esercizi.
La misurazione della verifica tiene conto dei seguenti elementi:
         livello di partenza
         competenze raggiunte
         evoluzione del processo di apprendimento
         metodo di lavoro

STRUMENTI VALUTATIVI

Scuola dell’infanzia2:
     - Griglie di osservazione delle competenze (tre - quattro anni)
     - Rubriche di valutazione per aree (cinque anni)

Scuola primaria3:
   - Rubriche di valutazione delle competenze disciplinari e sociali;
   - Prove MT
   - Modello della certificazione delle competenze (al termine della classe quinta).

Scuola secondaria di primo grado4:
   - Tabelle di corrispondenza tra i voti numerici, le percentuali e i giudizi relativi alle prestazioni
      misurate nelle prove di verifica scritte;
   - Tabelle di fasce di livello cognitivo e descrittori degli apprendimenti;
   - Rubrica valutativa del comportamento;
   - Modello della certificazione delle competenze (conclusione primo ciclo di istruzione).

CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA

Il nostro Istituto Comprensivo ha aderito all’adozione di un modello unico di certificazione
nazionale delle competenze, al termine della scuola primaria e secondaria di primo grado.
Questo documento non è sostitutivo delle attuali modalità di valutazione e attestazione giuridica
dei risultati scolastici (ammissione alla classe successiva, rilascio di un titolo di studio finale, ecc.),
ma accompagna ed integra tali strumenti normativi, accentuando il carattere informativo e
descrittivo del quadro delle competenze acquisite dagli allievi, ancorate a precisi indicatori dei
risultati di apprendimento attesi.

2
  Allegato n.2: rubriche di valutazione per aree Scuola dell’infanzia.
3
  Allegato n.3: valutazione quadrimestrale – indicatori per aree Scuola Primaria.
4
  Allegato n.4: criteri di misurazione delle verifiche – indicatori valutazione comportamento.
                                                                 20
La certificazione si riferisce a conoscenze, abilità e competenze, in sintonia con i dispositivi
previsti a livello di Unione Europea per le "competenze chiave per l'apprendimento permanente"
(2006) e per le qualificazioni (EQF, 2008) recepite nell'ordinamento giuridico italiano.

RAPPORTI SCUOLA - FAMIGLIA
Le famiglie degli studenti sono riferimento fondamentale e indispensabile per il conseguimento
degli obiettivi formativi. Solo attraverso il confronto attivo e la condivisione delle strategie
educative è possibile realizzare appieno il percorso formativo degli alunni.
A tale scopo l’Istituto propone numerose occasioni di incontro sia individuali che collegiali tra
scuola e famiglia.

SCUOLA DELL’INFANZIA
   Tre Consigli di intersezione ( Novembre Gennaio Aprile ) con i rappresentanti dei genitori eletti
      nelle varie sezioni e calendarizzati ad inizio anno scolastico;
   Assemblee:
        Ottobre
        Gennaio: incontro annuale con il dirigente per la presentazione dell’offerta
         formativa
        Maggio per i nuovi iscritti di 3 anni
        Open Day (Maggio);
   colloqui individuali (settembre e dicembre per i piccoli; marzo per i mezzani giugno per i
   grandi);
   feste.

SCUOLA PRIMARIA
    N.4 Incontri di Interclasse Docenti- Genitori rappresentanti eletti in ciascuna sezione per le
     verifiche bimestrali ( Novembre – Gennaio – Marzo – Maggio );
    n.2 Assemblee per l’informazione sull’andamento delle attività (Ottobre – Febbraio);
    n.1 incontro annuale con il dirigente per la presentazione dell’offerta formativa ai genitori
     delle future classi prime;
    colloqui individuali (Novembre- Aprile - Giugno);
    feste.

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
    N.3 Consigli di classe Docenti – Genitori rappresentanti eletti in ciascuna sezione di classe
     (Novembre – Marzo – Maggio);
    n.3 assemblee;
                                                  21
 colloqui generali (Dicembre - Aprile);
 colloqui individuali (ogni docente incontra i genitori che lo richiedono 2 volte al mese in
  periodi stabiliti ad inizio anno);
 open day;
 commemorazioni;
 collebeatiadi.

                                              22
PIANO ANNUALE PER L’INCLUSIONE (PAI)

SINTESI NORMATIVA
Riferimenti:
PASSAGGIO DA INTEGRAZIONE
     LEGGE L. 517/77
        L. 104/92
AD INCLUSIONE
     L. 170 del 8 ott. 2010
     DM n. 5669 12 lug. 2011
     Linee guida allegate al DM n. 5669
     DIRETTIVA – 27 dic. 2012
Strumenti d’intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per
l’Inclusione Scolastica
     CIRCOLARE MINISTERIALE n. 8 - 6 marzo 2013
Indicazioni operative riguardanti la Direttiva del 27/12/2012

INTEGRAZIONE E INCLUSIONE

Ogni alunno è portatore di una propria identità e cultura, di esperienze affettive, emotive e
cognitive. Nel contesto scolastico egli entra in contatto con coetanei e adulti,
sperimentando diversità di genere, di carattere, di stili di vita, mettendo a confronto le proprie
potenzialità (abilità) e incapacità (disabilità) con quelle altrui.
Nella valorizzazione delle differenze l’individualizzazione è questione riguardante tutti gli
alunni, non solo gli alunni in difficoltà, come possibilità di sviluppo delle potenzialità individuali.
All’interno di questa cornice di riferimento, la scuola è chiamata a rispondere in modo
puntuale e non approssimativo ai bisogni peculiari di quegli alunni la cui specificità richiede
attenzioni particolari.
Gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) vivono una situazione particolare che li ostacola
nell’apprendimento e, talvolta, nella partecipazione alla vita sociale. Tali difficoltà possono essere
globali e pervasive, specifiche, settoriali, gravi, severe, permanenti o transitorie. In questi
casi i normali bisogni educativi che tutti gli alunni hanno (bisogno di sviluppare competenze,
bisogno di appartenenza, di identità, di valorizzazione, di accettazione) si arricchiscono di
qualcosa di particolare. Pertanto il bisogno educativo diviene “speciale”. La scuola si occupa
anche di questa tipologia di alunni, con l’obiettivo generale di garantire alle fasce di alunni più
fragili una didattica individualizzata o personalizzata. Le forme di personalizzazione vanno da
semplici interventi di recupero, sostegno e integrazione degli apprendimenti, fino alla
costruzione di una Programmazione Educativa Personalizzata (PEI) o un Piano Didattico
Personalizzato (PDP).
L’integrazione è un processo basato principalmente su strategie per portare l’alunno disabile a
essere quanto più possibile simile agli altri. Alla base di tale prospettiva rimane un’interpretazione
della disabilità come problema di una minoranza, a cui occorre dare opportunità uguali (o quanto
meno il più possibile analoghe) a quelle degli altri alunni. La qualità di vita scolastica del soggetto
disabile viene dunque valutata in base alla sua capacità di colmare il varco che lo separa dagli
alunni normali.

L’inclusione, invece, si basa sul riconoscimento della rilevanza della piena partecipazione
alla vita scolastica da parte di tutti i soggetti.

             INTEGRAZIONE                                      INCLUSIONE
         Riguarda il singolo alunno                        Riguarda tutti gli alunni
 Interviene prima sul soggetto e poi sul         Interviene prima sul contesto e poi sul
                 contesto                                        soggetto
                                                  23
Incrementa una risposta speciale             Trasforma la risposta speciale in normalità

Nella prospettiva I.C.F(International Classification of Functioning), che propone un approccio
biopsico -sociale, la disabilità va vista come esito di un rapporto non positivo tra l'individuo e il
mondo. La nuova didattica inclusiva deve quindi andare nella direzione di una riduzione della
disabilità, in particolare lavorando alla modificazione del contesto nel quale il soggetto disabile è
inserito .L'accessibilità, non solo fisica, è la condizione per la piena partecipazione di tutti
gli alunni al processo di apprendimento. Solo se si personalizza l'organizzazione e l'azione
educativa e didattica per tutti gli alunni, non si operano discriminazioni a danno degli alunni in
situazione di handicap, degli alunni in situazione di svantaggio socioculturale, degli alunni
particolarmente dotati e di tutti i singoli alunni, comunque sempre l'uno diverso dall'altro.

Nell’area dei BES sono comprese tre grandi sottocategorie:

1. la disabilità, certificata ai sensi dell’art. 3, commi 1 o 3 (gravità) della Legge 104/92, che dà
titolo all’attribuzione dell’insegnante di sostegno;
2. i disturbi evolutivi specifici (secondo la Direttiva, tali disturbi se non vengono o possono non
venir certificate ai sensi della legge 104/92, non dando diritto all’insegnante di sostegno): i DSA
(con diagnosi ai sensi dell’art. 3 della Legge170/2010) e gli altri quadri diagnostici quali i deficit del
linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e dell’iperattività, e
il funzionamento intellettivo limite che viene considerato un caso di confine fra la disabilità e il
disturbo specifico;
3. lo svantaggio socio-economico, linguistico, culturale: la Direttiva dispone che
l’individuazione di tali tipologie di BES deve essere assunta da Consigli di classe sulla base di
considerazioni di carattere psicopedagogico e, in particolare, la circolare n.8 del 6 marzo 2013,
sulla base di elementi oggettivi(come ad es. una segnalazione degli operatori dei servizi sociali),
ovvero di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche.

Il P.A.I. diventa in questo modo lo strumento per una progettazione dell’offerta formativa
in senso inclusivo. Rappresenta la consapevolezza da parte dell’intera comunità educante della
centralità edella trasversalità dei processi inclusivi, secondo il concetto di equità= non la scuola di
tutti, ma una scuola che sia per tutti e per ciascuno .

L’attuale normativa per la scuola prevede come strumento programmatorio la formulazione del
Piano Annuale per l’Inclusività, che dev’essere predisposto dal Gruppo di Lavoro per
l’Inclusione (GLI)e approvato dal Collegio dei Docenti. In sostanza, esso deve annualmente
individuare gli aspetti di forza e di debolezza delle attività inclusive svolte dalla scuola e quindi
predisporre un piano delle risorse da offrire e richiedere a soggetti pubblici e del privato sociale,
per impostare, in vista dell’anno scolastico successivo, una migliore accoglienza degli alunni che
richiedono particolare attenzione e di quelli con diversi Bisogni Educativi Speciali. Il documento
dev’essere parte integrante del Piano dell’Offerta Formativa(POF),del quale è quindi la premessa
.Per questo, nei mesi scorsi, la Circolare Ministeriale 8/13 ha previsto che il PAI debba essere
approvato annualmente entro giugno. Il documento citato è importante perché approfondisce nel
modo seguente il significato di programmazione didattica del PAI. Vi si scrive infatti che
quest’ultimo «non va inteso come un ulteriore adempimento burocratico, bensì come uno
strumento che possa contribuire ad accrescere la consapevolezza dell’intera comunità educante
sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi in relazione alla qualità dei “risultati”
educativi, per creare un contesto educante dove realizzare concretamente la scuola “per tutti e
per                                                                                     ciascuno”».
La Nota Ministeriale precisa altresì che il PAI non è un piano «per i soli alunni con Bisogni

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