Atto di indirizzo per l'Università e la ricerca 2012-2014 - (di cui all'articolo 2 della legge provinciale n. 29 del 2 novembre 1993)
←
→
Trascrizione del contenuto della pagina
Se il tuo browser non visualizza correttamente la pagina, ti preghiamo di leggere il contenuto della pagina quaggiù
Atto di indirizzo per l’Università e la ricerca 2012-2014 (di cui all’articolo 2 della legge provinciale n. 29 del 2 novembre 1993)
Preambolo 3 1. Arco temporale di riferimento 3 2. Obiettivi generali 3 3. Obiettivi per il sistema territoriale 4 4. Valutazione dei risultati e quota premiale 7 4.1 Valutazione 7 4.2 Processo di valutazione 8 4.3 Modalità di verifica dei risultati raggiunti e quantificazione della quota premiale da assegnare 8 5. Programmi di sviluppo 9 6. Programma di edilizia universitaria 11 7. Risorse previste per il periodo di riferimento 11 8. Tempi e modi di erogazione dei finanziamenti 12 9. Modalità di rendicontazione delle spese 13 10. Obblighi relativi al patto di stabilità 13 10.1 Obiettivo e contenuti 13 10.2 Periodo di riferimento 14 11. Responsabilità 14 12. Disposizioni fiscali 14 Allegato 1: indicatori di valutazione 2012 15 Allegato 2: programmi di sviluppo 18 Allegato 3: programma di edilizia universitaria 55 Allegato 4: quadro delle risorse per il periodo di riferimento 56 Allegato 5: spese ricorrenti ex AdP di cui al D.Lgs 142/201 60 2
Preambolo La strategia Europa 2020 individua delle direttrici prioritarie che possono essere enucleate su tre piani distinti: una crescita intelligente, attraverso lo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione, una crescita sostenibile, orientata alla promozione di un’economia competitiva ed efficiente sotto il profilo dell’impiego delle risorse, ed infine una crescita inclusiva, attraverso la promozione di un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale. In questo scenario si muove il presente Atto di Indirizzo che in modo condiviso tra Ateneo e Provincia definisce gli obiettivi di innovazione e di consolidamento per la ricerca e l’alta formazione universitaria. L’Atto, infatti, oltre a stabilire il finanziamento base che consente all’Ateneo la continuità con il passato, individua una serie di assi prioritari di investimento che contribuiranno, in coerenza con le strategie europee, allo sviluppo della ricerca e dell’innovazione anche al fine di creare nuovi prodotti/servizi in grado di stimolare la crescita e l'occupazione per affrontare le sfide della società, di tutelare l’ambiente, di sfruttare al meglio le risorse naturali del territorio, di permettere un uso sempre più capillare delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Il sostegno di iniziative didattiche in settori di avanguardia permetterà il miglioramento del livello di istruzione della popolazione e il potenziale occupazionale anche attraverso la creazione di nuovi skill professionali ad alto potenziale di occupabilità. L’Atto vuole, inoltre, essere un importante stimolo per il consolidamento del sistema della ricerca trentino (STAR), soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra Ateneo, Fondazione Bruno Kessler (FBK), Fondazione Edmund Mach (FEM), associazione Trento RISE anche al fine di rafforzare la capacità del sistema di competere a livello nazionale e internazionale. 1. Arco temporale di riferimento Il presente atto di indirizzo ha efficacia per il triennio 2012-2014 fatti salvi i programmi inseriti all’articolo 5 (programmi di sviluppo) di durata superiore al periodo di riferimento e gli interventi previsti dal programma di edilizia universitaria di cui all’articolo 6 per i quali si tiene conto degli effetti finanziari sugli esercizi successivi a quelli qui riportati così come indicato rispettivamente nell’allegato 2 e 3. 2. Obiettivi generali L’atto di indirizzo ha lo scopo di definire in maniera condivisa tra Ateneo e Provincia gli obiettivi di innovazione e di consolidamento per la ricerca e l’alta formazione universitaria. Gli obiettivi generali concordati con l’Ateneo rispondono alle esigenze espresse dal Piano di Sviluppo Provinciale 2010-2013 e dal relativo documento di attuazione per il periodo 2012-2013. Nel Piano di Sviluppo Provinciale l’asse della conoscenza, intesa come interventi coordinati sulla formazione, la ricerca, lo sviluppo scientifico e l’innovazione tecnologica, riveste un ruolo centrale per il progresso del territorio trentino. La conoscenza è infatti motore per la crescita del capitale umano, che a sua volta permette lo sviluppo dell’economia e la crescita culturale della collettività. Con il finanziamento all’Ateneo si intende sostenerne l’evoluzione qualitativa sia nella didattica che nella ricerca, l’internazionalizzazione ed il trasferimento tecnologico. Coerentemente con quanto previsto dal suo Statuto, l’Università di Trento si darà nell’arco dei prossimi mesi, un Piano strategico pluriennale, nel quale saranno definite, per i diversi settori umanistici, giuridici, socio-economici, scientifici e tecnologici, gli obiettivi di sviluppo per i prossimi anni e le priorità di allocazione delle risorse finanziarie. Tale Piano strategico si ispirerà ad obiettivi di qualità che, in accordo a quanto previsto dai principi generali dello Statuto dell’Ateneo, comprenderanno tra l’altro: 3
a. qualità della didattica: la qualificazione dell’offerta formativa in coerenza con le potenzialità di ricerca a disposizione dell’Ateneo e dei programmati ambiti di sviluppo nonché la disponibilità a soddisfare, laddove compatibili con la propria organizzazione, i fabbisogni di formazione universitaria emergenti dal territorio; b. qualità della ricerca e trasferimento tecnologico: la promozione della ricerca in tutte le sue forme attraverso l’incremento delle risorse assegnate e la loro attribuzione con modelli incentivanti, il sostegno della formazione alla ricerca mediante la qualificazione delle scuole di dottorato e – ove possibile – la promozione e il sostegno dei rapporti tra l’Ateneo e le imprese attraverso strumenti idonei a garantire la stabilità e la permanenza delle iniziative; c. internazionalizzazione: l’ampliamento dell’apertura internazionale dell’Ateneo sia sul fronte della formazione che su quello della ricerca attraverso il sostegno ai programmi di mobilità studentesca, i corsi erogati in forma congiunta con atenei stranieri, il reclutamento internazionale di studenti e docenti nonché gli scambi di ricercatori con istituzioni estere. Gli obiettivi sopra esplicitati sono coerenti e compatibili con quanto previsto dalla normativa nazionale in tema di formazione universitaria e di ricerca così da garantire la piena partecipazione dell’Ateneo al sistema universitario italiano ed allo spazio europeo dell’Alta formazione e della ricerca. 3. Obiettivi per il sistema territoriale Oltre agli obiettivi di carattere generale sopra ricordati, l’Ateneo viene investito di obiettivi connessi al suo ruolo specifico nel sistema territoriale trentino. Tali obiettivi hanno come elemento comune la promozione di un più stabile ed organico collegamento con i diversi soggetti (scuole, fondazioni di ricerca, enti culturali, imprese, azienda sanitaria ed altri enti pubblici) che sono interessati a collaborare con l’Ateneo per lo sviluppo di particolari progetti di ricerca o sono i principali utilizzatori delle competenze e delle risorse umane sviluppate dall’Ateneo. Gli obiettivi per il sistema territoriale sono schematicamente presentati qui di seguito. a. Lo sviluppo di un sistema di istruzione e di learning society in Trentino La realizzazione in Trentino di una società che riconosce nella conoscenza e nella capacità di apprendere l’origine dell’innovazione responsabile e sostenibile, della ricchezza culturale ed economica e della coesione sociale, è un obiettivo raggiungibile e necessario per i prossimi anni nonché coerente con il programma europeo Horizon 2020. Perseguire tale obiettivo significa prima di tutto adottare un approccio unitario al sistema della conoscenza a partire dalla filiera dell’istruzione ossia dalla scuola all’università. In tale senso il sistema di istruzione della Provincia autonoma di Trento e l’Ateneo possono cooperare per: • migliorare la qualità degli apprendimenti e l’efficacia dei percorsi formativi; • promuovere la qualificazione della professionalità docente; • favorire l’adozione di sistemi e pratiche di valutazione finalizzate al miglioramento continuo e all’accountability nell’ambito dell'erogazione dei servizi agli studenti e dell'analisi trasversale della carriera degli studenti; • sviluppare le ICT per l’apprendimento, per l’erogazione di servizi agli studenti (eCampus ed eSchooling) e per la partecipazione alla società della conoscenza; • aumentare il numero dei laureati e delle alte qualificazioni nella popolazione trentina; • promuovere l’integrazione dei saperi e delle competenze nell'area matematica, scientifica e tecnologica con i saperi dell’area espressivo-comunicativa, giuridica ed economico-sociale. A tale scopo saranno rafforzate le relazioni fra i dipartimenti universitari e gli enti e le istituzioni del sistema scolastico e formativo trentino sia con azioni di sistema di lungo periodo sia attivando alcuni interventi prioritari tra cui in particolare i percorsi di formazione iniziale degli insegnanti (a partire dal Tirocinio 4
Formativo Attivo) e le attività di orientamento alla scelta universitaria e alle professioni. Sarà quindi costituito un gruppo di lavoro trasversale incaricato di produrre un documento contenente le linee di azione e le priorità condivise tra Scuola e Università, volte a realizzare gli obiettivi di innovazione e miglioramento dei percorsi formativi, coerentemente con le finalità della crescita del capitale umano e della società della conoscenza indicate sopra. b. Le azioni a sostegno dell’integrazione del sistema della ricerca trentino (STAR) Il presente Atto di Indirizzo si inserisce nelle azioni attraverso cui la Provincia valorizza il patrimonio di conoscenze generato dai soggetti che operano nel campo della ricerca e dell’innovazione, promuove forme di collaborazione e di coordinamento fra i diversi attori della ricerca e innovazione operanti sul territorio, nonché con il sistema produttivo locale. Questo presuppone che a livello territoriale le azioni di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico di soggetti pubblici e privati siano coerentemente coordinati, anche attraverso un gruppo di coordinamento in materia di ricerca e innovazione cui siano presenti, oltre all’Ateneo, anche tutti i principali attori del sistema presenti in Trentino. Il gruppo dovrebbe consentire di individuare una strategia che dia visibilità ai soggetti della ricerca trentini come un unico sistema territoriale che promuove la cooperazione scientifica e tecnologica internazionale, inclusa l’alta formazione, dovrebbe inoltre intensificare le attività di trasferimento tecnologico e di ricaduta sul territorio, promuovendo il rinnovo del tessuto imprenditoriale locale, dovrebbe definire percorsi formativi congiunti (stages, master, dottorati di ricerca, postdottorati), stringere rapporti strutturati per l’utilizzazione e lo sviluppo di infrastrutture e di piattaforme tecnologiche e promuovere il rafforzamento delle azioni di internazionalizzazione. Tra le azioni che potranno essere perseguite dall’Ateneo al fine di dare attuazione a questo obiettivo vi è anche l’introduzione della figura del professore di ricerca che opera congiuntamente per più strutture del territorio, l’attivazione di laboratori congiunti dove ricercatori e dottorandi dell’Ateneo e degli altri enti del territorio potranno lavorare congiuntamente su specifici progetti utilizzando anche strumentazioni comuni, l’attivazione di Research Intensive Clusters (RIC), basati su una solida componente scientifico/tecnologica ed in grado di generare con frequenza elevata imprese innovative capaci di commercializzare e sfruttare i risultati di ricerca, nonché la condivisione di alcuni servizi generali (ad esempio: comunicazione, approvvigionamenti, organizzazione eventi, tutela proprietà intellettuale, ecc.). b.1. L’apertura internazionale Come definito negli obiettivi di carattere generale, l’Ateneo continuerà a muoversi su un orizzonte internazionale, con sinergie precise e selezionate, e con partners di grande qualità. L’apertura internazionale si fonderà su qualità, innovazione, coordinamento, cooperazione, analisi delle potenzialità e verifica dei risultati. Nell’ambito di tali iniziative, sarà garantita una stretta collaborazione con le altre strutture di ricerca per rafforzare la visibilità internazionale del sistema trentino della ricerca e dell’alta formazione come coeso e sinergico. Di comune intesa, verranno definiti i paesi in cui prioritariamente investire, sia in termini di mercato, sia in termini di alleanze cooperative amicali (es. mobilità internazionale di studenti e ricercatori) e di reclutamento dei migliori. b.2. Sviluppo dell’area delle scienze economiche e sociali L’Ateneo proseguirà nel sostegno ad iniziative multidisciplinari legate ai temi dell’innovazione nel campo delle aree economiche e sociali nel quale far convergere le competenze (scienze economiche, sociologiche, giuridiche e psicologiche) attualmente presenti in vari dipartimenti dell’Ateneo. Tale progetto si occuperà dello studio e del disegno di forme innovative di fare azienda, di organizzare la vita associata, per ridurre le disuguaglianze sociale e di gestione sostenibile della sfera naturale così come di quella culturale. Tali attività saranno realizzate in forte sinergia con FBK che si sta muovendo verso la costituzione di un polo delle scienze economiche, statistiche e sociologiche. 5
b.3. Impegno nell’area degli studi internazionali La scuola di studi internazionali dell’Ateneo nei suoi dieci anni di attività ha saputo crearsi un nome a livello nazionale ed internazionale. Ora è necessario che la continuità con il passato sia affiancata ad un progetto per il futuro attento alla didattica di alta qualità, alla formazione dottorale, all’alta formazione continua dei funzionari del settore, alla ricerca inerente i diversi saperi nell’ambito degli studi internazionali i cui risultati possano essere oggetto anche di discussioni pubbliche rivolte alla cittadinanza trentina. Il rafforzamento della Scuola all’atto della sua trasformazione istituzionale in Centro di ateneo, prevede la disponibilità di risorse stabili per lo sviluppo dell’organico (sviluppi di carriera, rafforzamento in aree disciplinari essenziali scoperte, inserimento di giovani ricercatori), il rafforzamento del dottorato riportandolo ad una dimensione compatibile con la natura pluridisciplinare e il sostegno alla nuova laurea magistrale congiunta con la Scuola S. Anna di Pisa. Nel campo della ricerca, la Scuola si propone di rafforzare l’approccio multidisciplinare alle tematiche degli studi internazionali, affrontando anche in partnership con FBK nuovi temi di ricerca nel campo dei conflitti internazionali e degli studi storici, avviando iniziative comuni di ricerca e di reclutamento e in generale lavorando per un’integrazione dei progetti di ricerca e delle risorse. b.4. Sviluppo dell’attività sui temi dell’economia e del management dell’Innovazione e l’imprenditoria Il gruppo di ricerca presso il Dipartimento di Economia e Management (Trento Innovation and Entrepreneurship Group - TIEG) si propone di studiare i processi innovativi nei loro aspetti tecnologici, economico-competitivi, organizzativi e imprenditoriali (nascita e sviluppo delle imprese), in ambito manifatturiero dei servizi, con attenzione al valore per i cittadini e all’innovazione sociale. L’attività di ricerca sarà svolta in collaborazione con studiosi di primarie istituzioni estere e nazionali. Il TIEG selezionerà e recluterà studiosi italiani e stranieri di elevata e comprovata qualità accademica e diversa anzianità di ricerca. Il TIEG raccoglierebbe a regime studiosi che si occupano, tra l’altro, di processi innovativi, nascita di imprese innovative, valutazione delle politiche per l’innovazione, di finanziamento della ricerca applicata, i diritti di proprietà intellettuale, le reti, gli standard tecnologici, technology assessment anche nel campo dell’energia , politiche di incentivazione all’uso di nuove fonti energetiche e loro valutazione, analisi delle reti tecnologiche ed energetiche, innovazione nei servizi pubblici. In prospettiva il TIEG potrebbe cooperare con un Incubatore di imprese, con i servizi di Trasferimento Tecnologico di Ateneo, con il servizio Innovazione della PAT. Ambiti di intervento didattico sono la LM in Management dell’Innovazione, il percorso di dottorato definito ad hoc, gli interventi nei dottorati EIT e nell’Innovation Lab e nel prossimo MBA in collaborazione con TrentoRise/EIT. Il gruppo sarà il riferimento in Ateneo per il management dell’innovazione e coopererà con i dipartimenti di ambito scientifico-tecnologico, CIBIO e la rete dei soggetti attivi nel territorio (TrentoRise, FBK, FEM, Trentino Sviluppo). La costituzione di un gruppo di ricerca sui temi del Management dell’innovazione sarebbe quindi complementare alla nascita dei Laboratori aperti università-impresa- pubblica amministrazione e potrebbe servire a identificare le strategie migliori per organizzare le risorse imprenditoriali, le relazioni tra imprese e centri di ricerca extra-muros, per favorire le relazioni tra imprese al fine di accrescere la capacità di generare innovazione, di diffonderla, di utilizzarla e di estrarne valore b.5. Sviluppo nel settore dei nuovi materiali e dei micro e nano sistemi L’Ateneo ha una solida tradizione in tale settore che potrà essere potenziata perseguendo un approccio interdisciplinare e valorizzando le collaborazioni, già in parte avviate, con la Fondazione Bruno Kessler. In particolare, si aprono interessanti prospettive per lo sviluppo di diversi tipi di materiali “bio-ispirati” e 6
sistemi con applicazioni specifiche come, ad esempio, i solidi super-resistenti, super-tenaci, super-adesivi, super-idrofobi ed i sistemi elettromeccanici micro e nano. b.6. Impegno nella filiera del legno Molto è stato investito negli ultimi anni in Trentino nel comparto del legno e dei suoi derivati inteso come materiale, rinnovabile, sostenibile, altamente efficiente, di interesse strategico nel comparto costruttivo provinciale. Il suo impiego coinvolge vari settori: forestale, industriale, artigianale. Diventa quindi fondamentale il contributo dell’Ateneo nello sviluppo delle relazioni con le strutture di ricerca, nel coordinamento della ricerca stessa, nel supporto alla formazione del territorio. c. Sviluppo delle relazioni con il sistema imprenditoriale Nell’arco degli ultimi dieci anni, l’Ateneo ha investito nello sviluppo dell’area meccatronica sia sul fronte della formazione (attivazione di un corso di laurea magistrale e di un percorso di dottorato) che su quello della ricerca attraverso il progetto scientifico dell’ingegneria di sistema verticale. Significative sono state le collaborazioni stabilite in tale periodo con le imprese del territorio sui temi della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento di conoscenze. La Provincia di Trento sta finanziando sul territorio di Rovereto il “Polo della Meccatronica” , inteso come polo della formazione, dell’impresa e della ricerca applicata e avanzata. Il successo di questo progetto si fonda sulle sinergie che si realizzeranno tra impresa, scuola e università. Diventa quindi fondamentale che l’Ateneo contribuisca all’iniziativa offrendo esperienze innovative, che consentano ai giovani di studiare l’eccellenza della meccatronica in un contesto aperto, in stretto contatto con le aziende che opereranno presso lo stesso Polo o si relazioneranno con esso. d. Sviluppo delle relazioni con le strutture cliniche del territorio L’obiettivo investe lo sviluppo di significative collaborazioni scientifiche ed operative con l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari coerenti con gli ambiti di attività di ricerca svolte dall’Ateneo nell’area delle biotecnologie per la salute umana, delle tecnologie biomediche e in quella delle neuroscienze. Saranno sviluppate le attività di ricerca orientate alla diagnostica molecolare e allo sviluppo di altre tecnologie biomediche, sarà potenziato il CeRiN al fine di rendere stabili ed efficaci le attività cliniche sul territorio, si concilieranno alta formazione e ricerca al fine della formazione e dell’aggiornamento dei medici su settori di frontiera. e. Sostegno al Sistema museale trentino La rete dei musei trentini copre diversi settori di interesse e costituisce un bene prezioso per il suo ruolo culturale e per le ricadute che esso fornisce su settori importanti dell'economia come, ad esempio, quelli legati al turismo. L'Ateneo ha già stabilito una fitta rete di rapporti e collaborazioni con numerosi soggetti operanti all'interno del sistema museale trentino. Il rafforzamento di tali azioni potrà essere di reciproco vantaggio per tutti gli enti coinvolti, oltre a favorire lo sviluppo di opportunità occupazionali interessanti per giovani qualificati. 4. Valutazione dei risultati e quota premiale 4.1. Valutazione Le attività istituzionali sono realizzate dall’Ateneo in coerenza con gli obiettivi generali di indirizzo contenuti in questo atto nonché integrati con gli obiettivi dettati periodicamente attraverso le linee guida per la programmazione del sistema universitario dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). 7
Il grado di raggiungimento degli obiettivi generali che l’Ateneo è chiamato a perseguire sarà oggetto di valutazione ex post su un arco temporale triennale e determinerà l’entità della quota premiale da erogare per il periodo di riferimento. L’arco temporale di riferimento per il primo periodo di valutazione è il triennio 2012-2014. 4.2. Processo di valutazione Entro 60 giorni dall’approvazione del presente atto, come previsto dall’articolo 2 comma 2 lettera d) del Decreto Legislativo del 18 luglio 2011, n. 142, la Provincia affida tramite apposita convenzione all’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) le attività di valutazione dei risultati raggiunti dall’Ateneo per il periodo di riferimento. L’ANVUR, d’intesa con la Provincia, il MIUR e l’Ateneo, predispone entro 360 giorni dall’affidamento dell’incarico un documento contenente le modalità, gli strumenti e gli indicatori per la verifica dei risultati raggiunti rispetto agli obiettivi posti per ogni area di valutazione. Gli indicatori previsti dal documento di valutazione dovranno prioritariamente fare riferimento a quelli utilizzati per il sistema universitario italiano e in ogni caso dovranno essere coerenti con essi. Per tali indicatori si dovranno definire altresì valori di benchmark, ispirati alle performance delle migliori università italiane ed internazionali, rispetto ai quali verrà effettuata la determinazione dei risultati raggiunti dall’Ateneo nel periodo di riferimento. Pur riconoscendo l’unità del processo, in attesa dell’adozione a livello nazionale degli indicatori per la valutazione dei risultati conseguiti di cui Decreto Legislativo 27 gennaio 2012, n. 19 che dovrebbero diventare futuro riferimento per la valutazione del sistema nazionale da parte dell’ANVUR, nelle more della definizione da parte del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo del piano strategico e al fine di garantire all’Ateneo di conoscere ex ante le modalità di valutazione, per il 2012 saranno utilizzati gli indicatori riconducibili agli ambiti di intervento sopra descritti impiegati attualmente dal MIUR ai fini dell’assegnazione del Fondo per la Programmazione così come definito dal Decreto Ministeriale del 23 dicembre 2010, n. 50. Nell’allegato 1 – indicatori di valutazione 2012 sono forniti gli indicatori e la modalità di determinazione della valutazione per l’anno di riferimento. L’attività dell’ANVUR sarà limitata al biennio 2013-2014 e il risultato finale della valutazione risulterà dall’adeguata composizione dei risultati 2012 e quelli 2013-2014. 4.3. Modalità di verifica dei risultati raggiunti e quantificazione della quota premiale da assegnare Entro 60 giorni dalla conclusione del periodo di valutazione 2012-2014, l’ANVUR fornirà alla Provincia e all’Ateneo una relazione di valutazione dei risultati contenente tra l’altro i dati quantitativi relativi al livello di raggiungimento dei valori di benchmark realizzati dall’Ateneo nello svolgimento delle proprie attività rilevati attraverso gli indicatori precedentemente definiti per le singole aree di valutazione. Ai fini del calcolo della quota premiale sono attribuiti pesi alle aree di intervento che esprimono la rilevanza riconosciuta all’attività dell’Ateneo in tali specifici ambiti. Tali pesi saranno: a. qualità della didattica: peso 25%; b. qualità della ricerca e trasferimento tecnologico: peso 60%; c. internazionalizzazione: peso 15%. 8
L’entità della quota premiale complessivamente riconosciuta sarà quantifica secondo la scala di graduazione dei risultati raggiunti nel periodo 2012-2014 di seguito rappresentata: Livello di % quota premiale raggiungimento 2012-2014 del benchmark da assegnare [90%-100%] 100% [80%-89%] 90% [70%-79%] 80% [50%-69%] 70% [30%-49%] 50% [15%-29%] 30% [5%-14%] 15% [0%-4%] 0% 5. Programmi di sviluppo La Provincia ha individuato, d’intesa con l’Ateneo, i seguenti programmi di sviluppo finanziati attraverso la quota programmatica per il periodo di riferimento del presente atto: a. l’area biotecnologie per la salute umana Le direttrici di sviluppo relative a tale area sono rappresentate da: − il completamento della filiera formativa di tale area con l’attivazione del corso di laurea magistrale, naturale prosecuzione del corso di laurea triennale in Scienze e Tecnologie Biomolecolari; − il rafforzamento e il consolidamento del gruppo di ricerca con il reclutamento di personale e l’attivazione di contratti di ricerca (borse di dottorato e assegni di ricerca). − il potenziamento della dotazione infrastrutturale (laboratori e attrezzature) della struttura scientifica. In tal senso l’Ateneo procederà ad effettuare le necessarie chiamate di docenti per attivare il corso di laurea magistrale. b. l’area mind/brain sciences L’obiettivo di sviluppo da perseguire in questo ambito sarà quello di rendere competitiva a livello internazionale la struttura scientifica di riferimento. Questo risultato potrà essere raggiunto attraverso lo sviluppo degli ambiti di ricerca e quindi utilizzando gli strumenti del reclutamento e del potenziamento delle dotazioni infrastrutturali. L’area di ricerca fondamentale su cui si investirà sarà quella della neural plasticity potenziando i settori già attivi di neuroimaging funzionale e neuropsicologia/neuroriabilitazione e attivando i nuovi settori di sviluppo cognitivo, neurobiologia e apprendimento. c. l’area energetica/green technologies 9
L’obiettivo di sviluppo che si intende perseguire in tale ambito riguarda il potenziamento delle attività di ricerca e alta formazione nel settore dell’energia/green technologies, più in generale, delle tecnologie sostenibili. In particolare si intende collaborare all’attivazione in forma congiunta con la Libera Università di Bolzano del corso di laurea in Ingegneria Energetica nonché la realizzazione di un laboratorio dedicato per le attività di ricerca in questo ambito. d. il polo di ricerca fisica nello spazio e delle tecnologie associate L’obiettivo di sviluppo di lungo periodo in questo ambito riguarda la creazione, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), la Fondazione Bruno Kessler e l’Ateneo, di un polo di ricerca sulla scienza e le tecnologie di avanguardia nella fisica fondamentale nello spazio, e segnatamente della fisica astro-particellare compresa anche la fisica delle onde gravitazionali. Il primo passo verso la costruzione di tale polo è rappresentato dall’istituzione presso l’Ateneo di una sezione dell’INFN dedicata alla ricerca teorica e sperimentale nei campi della fisica astro-particellare. e. le collaborazioni con altri enti The Microsoft Research – University of Trento Centre for Computational and Systems Biology - COSBI Gli obiettivi di sviluppo per tale struttura consistono nella progettazione, realizzazione e distribuzione di strumenti concettuali e computazionali per la rappresentazione, simulazione e analisi di sistemi complessi che evolvono mediante interazione dei loro componenti. Le aree applicative su cui verranno concentrati gli sforzi nel periodo di riferimento saranno la nutrigenomica, la farmacologia e l’ecologia. f. il supporto PAT Gli obiettivi generali per tale area riguardano la realizzazione di: − attività di studio e ricerca finalizzate alla definizione degli strumenti di programmazione generale della Provincia, con particolare riferimento al Programma di Sviluppo Provinciale, nonché attività di analisi, studio e ricerca sul sistema sociale ed economico locale o su specifiche aree individuate d’intesa con l’Ateneo, anche attraverso organismi partecipati dall’Università e dalla Provincia, che possono concludersi con la redazione di appositi documenti; − forme di collaborazione su tematiche di comune interesse; − attivazione di posizioni di stage presso le strutture provinciali; − progetti e iniziative finalizzati alla tutela e alla promozione delle minoranze linguistiche definiti secondo le modalità previste all’articolo 19 comma 11 della Legge Provinciale 16 giugno 2006 n. 3; − progetti di supporto all’innovazione organizzativa nella pubblica amministrazione provinciale. Si rinvia all’allegato 2 – programmi di sviluppo, che fa parte integrante del presente atto, per la descrizione di dettaglio dei programmi di cui alle lettere a., b., c., d. ed e. sopra presentati che evidenzia il piano delle attività di durata non superiore a nove anni, i risultati attesi, le risorse stanziate, le modalità di verifica in itinere ed ex post dei risultati raggiunti. I programmi di sviluppo e i rispettivi allegati potranno essere aggiornati ed integrati contestualmente alla revisione annuale dell’atto di indirizzo entro i limiti delle risorse disponibili per la quota programmatica di finanziamento. 10
6. Programma di edilizia universitaria Il programma di edilizia universitaria si sviluppa in continuità con gli strumenti adottati nell’ambito della normativa previgente in tema di finanziamento provinciale all’Università. Esso si articola lungo due direttrici di intervento fondamentali ossia: − il completamento degli interventi edilizi programmati: nel periodo di riferimento del presente atto saranno terminati e resi totalmente funzionali: la nuova facoltà di Lettere e Filosofia, l’immobile ex- Damiano Chiesa, il II blocco del Polo scientifico collinare e l’avvio del primo lotto all’ex-Manifattura Tabacchi. A tali interventi si affiancheranno interventi minori sul patrimonio edilizio dell’Ateneo. L’avvio operativo dei lavori relativi al polo culturale/bibliotecario di via San Severino è condizionato dai tempi di conclusione dell’iter autorizzativo; − il sostegno di iniziative volte al risparmio energetico: il contesto attuale richiede una crescente attenzione all’ambiente in un’accezione sempre più ampia che ingloba il rispetto dell’ambiente e la sua salvaguardia. A tal fine, pur in assenza di uno standard unitario di certificazione, la progettazione delle nuove costruzioni dovrà avere tra gli obiettivi prioritari l’efficienza energetica. Tali iniziative potranno essere svolte anche mediante l’utilizzo di strumenti finanziari del tipo “Partenariato Pubblico Privato” (PPP). Attraverso le revisioni dell’atto di indirizzo sono garantiti i caratteri di flessibilità, prospettiva di lungo periodo e l’integrazione del programma. Il piano degli interventi con il dettaglio delle risorse finanziarie previste è fornito nell’allegato 3 – programma di edilizia universitaria che fa parte integrante del presente atto. Sono possibili rimodulazioni della spesa prevista per ciascun intervento nei singoli anni di riferimento del presente atto nonché variazioni di spesa di ciascun intervento entro i limiti del 25%. Variazioni di spesa dei singoli interventi superiori al 25% necessitano di preventiva intesa tra Rettore e Presidente. 7. Risorse previste per il periodo di riferimento Per il periodo di efficacia del presente atto di indirizzo, le risorse finanziarie previste, articolate secondo le quote di cui all’art. 2 c.2 della L.P. 29/1993, sono riportate distintamente per annualità nell’allegato 4 - quadro delle risorse che fa parte integrante di tale atto. Come indicato all’art. 2 del D.Lgs. 142/2011, le risorse annuali complessivamente previste all’Ateneo (con l’esclusione della quota destinata al programma di edilizia universitaria) non potranno essere inferiori a quelle ad esso spettanti ai sensi dell’articolo 44 della Legge 14 agosto 1982, n. 590 e alle altre università statali italiane in base ai parametri utilizzati per i medesimi periodi temporali dai competenti organi dello Stato nonché a quelle assegnate dalla previgente legislazione provinciale dalla Provincia all’Università medesima per iniziative di natura ricorrente. La Provincia riconosce che, secondo la normativa previgente in tema di finanziamento provinciale all’Università, sono da considerarsi di natura ricorrente i contributi riconosciuti per le seguenti aree di intervento: offerta formativa, internazionalizzazione, biblioteca, servizi di Ateneo e ITC, dottorati, CIBIO (quota spese di funzionamento e attività consolidate), CIMeC (quota spese di funzionamento e attività consolidate) e ricerca scientifica (ricerca di base, chiamata di visiting professor, summer school, incentivazione a ricercatori vincitori di bandi ERC, reclutamento di ricercatori a tempo determinato). L’entità di tali contributi ricorrenti e le modalità di determinazione degli stessi è riportata nell’allegato 5 – spese ricorrenti ex AdP che fa parte integrante del presente atto. La quota base potrà essere ulteriormente integrata dai costi consolidati delle attività entrate a regime a seguito della conclusione positiva dei programmi di sviluppo di cui all’articolo 5 finanziati attraverso la 11
quota programmatica. Entro la prima revisione annuale del presente atto successiva al termine dei programmi di sviluppo, la Provincia definirà d’intesa con l’Ateneo l’entità dell’incremento della quota base corrispondente al consolidamento dei costi di cui sopra. Tenuto conto della necessità che l’ateneo adotti un piano di miglioramento, coerente con il piano di miglioramento della pubblica amministrazione provinciale, a partire dall’esercizio finanziario 2013 una quota del finanziamento relativo alla quota base sarà erogata a seguito della definizione ed attuazione da parte dell’ateneo di un piano di miglioramento di durata non superiore al quinquennio che permetta di incrementare l’efficienza, la qualità dei servizi, nonché di contenere le spese di back office dell’ateneo e il conseguente trasferimento di risorse dalle spese di funzionamento e gestione agli investimenti e alla ricerca. Tale quota sarà definita, d’intesa dell’Ateneo, con apposito atto deliberato dalla Giunta Provinciale sulla base dei contenuti del predetto piano. 8. Tempi e modi di erogazione dei finanziamenti La Provincia assegna annualmente all’Università i finanziamenti a carico del proprio bilancio previa presentazione da parte dell’Ateneo del proprio bilancio di previsione nell’ambito del quale dovranno trovare separata evidenza le risorse finalizzate alla quota programmatica e all’edilizia, nonché gli effetti del piano di miglioramento. I finanziamenti sono erogati dalla Provincia all’Ateneo, compatibilmente con le proprie disponibilità di cassa, secondo le seguenti modalità: − quota base: l’importo annuale previsto sarà liquidato dalla Provincia per il 40% in rate bimestrali costanti anticipate. La quota restante sarà liquidata alla presentazione da parte dell’Ateneo di specifici fabbisogni di cassa. La quota vincolata alla predisposizione del piano di miglioramento sarà erogata subordinatamente all’approvazione del piano stesso e alla periodica verifica della sua attuazione; − quota programmatica e programma di edilizia universitaria: gli importi previsti saranno liquidati dalla Provincia alla presentazione da parte dell’Ateneo di specifici fabbisogni di cassa; − quota premiale: per il 2012 la Provincia verserà, su richiesta dell’Ateneo, il 70% dell’importo annuale di riferimento a titolo di anticipo. Per gli anni successivi (2013-2014), la Provincia provvederà, su richiesta dell’Ateneo, a versare il 50% dell’importo annuale di riferimento a titolo di anticipo. Successivamente alla presentazione della relazione di valutazione dei risultati da parte dell’ANVUR di cui all’articolo 3, la Provincia provvederà, su richiesta dell’Ateneo, all’erogazione della quota premiale complessivamente riconosciuta all’Ateneo per il periodo di valutazione al netto degli eventuali anticipi precedentemente liquidati. Nell’ipotesi che il totale degli anticipi erogati superi l’importo della quota premiale riconosciuta per il periodo di riferimento, l’importo sarà dedotto dall’assegnazione per il periodo successivo. Le predette somme sono accreditate su apposita contabilità speciale istituita ai sensi dell’articolo 9 bis della Legge Provinciale 14 settembre 1979, n. 7, come da ultimo modificato dall’articolo 1 della Legge Provinciale 23 febbraio 1998, n. 3, sulla base di quanto disposto dalla deliberazione della Giunta Provinciale n. 2153 di data 6 settembre 2002 e successive specificazioni. Le erogazione dei contributi in annualità finalizzati alla realizzazione delle opere di edilizia universitaria potranno essere disposte anche tramite Cassa del Trentino s.p.a. secondo quanto disposto dall’art. 8bis della Legge Provinciale 9 aprile 1973, n. 13 e della relativa disciplina attuativa. 12
9. Modalità di rendicontazione delle spese Entro 90 giorni dall’approvazione del proprio bilancio consuntivo l’Ateneo presenta alla Provincia la rendicontazione delle attività svolte e delle spese sostenute. Le modalità di rendicontazione delle spese sono differenziate per tipologia di quota di finanziamento secondo il seguente schema: − quota base: tale quota è destinata alle spese di funzionamento. Essa costituisce un finanziamento senza vincolo di destinazione ai costi così come esposti nella struttura di bilancio dell’Ateneo e specificatamente nella nota integrativa. Ai fini della rendicontazione farà fede il contenuto del conto economico consuntivo ed in particolare le voci “ricavi per contributi in conto esercizio da Provincia autonoma di Trento – quota base” e i costi di gestione specifici e comuni sostenuti nell’esercizio. Annualmente l’Ateneo dovrà dimostrare la realizzazione del piano di miglioramento e la conseguente ricollocazione delle risorse; − quota programmatica: per ogni programma finanziato nell’ambito di tale quota verrà presentata: • una descrizione dell’attività svolta che specifichi lo stato di attuazione dell’iniziativa e le attività previste nell’anno e fine alla fine del progetto; • un prospetto che evidenzi la corretta destinazione dei finanziamenti provinciali in relazione ai costi pieni sostenuti per le attività svolte secondo lo schema di rendicontazione in uso presso l’Ateneo, con l’indicazione dei criteri utilizzati per la relativa determinazione. La distribuzione a preventivo delle risorse tra le diverse aree di costo non è rilevante ai fini della rendicontazione. Le eventuali risorse non utilizzate risultanti dal prospetto di sintesi dovranno essere finalizzate dall’Ateneo, negli esercizi successivi, ai medesimi interventi, salvo che dallo stato di attuazione e dalla relazione di cui al punto precedente non emerga il mancato raggiungimento degli obiettivi da parte dell’Università. In tal caso la Giunta Provinciale può disporre la destinazione di tali risorse ad altre scopi nell’ambito dell’atto di indirizzo. − programma di edilizia universitaria: • una descrizione dell’attività svolta che specifichi lo stato di attuazione dell’intervento nell’anno e fino al termine dei lavori per ogni singola opera; • un prospetto che evidenzi la corretta destinazione dei finanziamenti provinciali in relazione allo stato di avanzamento delle diverse opere. Per gli obiettivi e le modalità stesse di determinazione della quota premiale essa non è soggetta ad alcun tipo di rendicontazione. Verrà inoltre fornito un prospetto che evidenzia la corretta destinazione della quota dei finanziamenti provinciali di cui all’Accordo di Programma previgente non ancora utilizzati alla data del 31/12/2011 afferenti attività in corso di realizzazione (escludendo le risorse afferenti il piano di edilizia universitaria). Tali residui ammontano ad euro 4.644.823. 10. Obblighi relativi al patto di stabilità 10.1. Obiettivo e contenuti Secondo quanto disposto dall’articolo 79, comma 3 dello Statuto speciale, la Provincia stabilisce d’intesa con l’Ateneo gli obblighi e i vincoli per l’attuazione del concorso di questa ultima al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica coerentemente con la manovra finanziaria provinciale. 13
10.2. Periodo di riferimento Nell’ambito del periodo di vigenza del presente atto, gli obblighi relativi al patto di stabilità potranno essere rivisti con frequenza annuale. 11. Responsabilità La Provincia risponde esclusivamente dei finanziamenti assegnati all’Università ed è esente da ogni responsabilità nei confronti dei terzi per fatti o situazioni derivanti dall’attuazione dei singoli interventi. L’Università è responsabile per l’attuazione degli interventi e delle attività previste dal presente atto. La Provincia autonoma di Trento può mettere a disposizione dell’Ateneo, per particolari esigenze di svolgimento dei progetti di ricerca, proprie strutture, attrezzature e personale. 12. Disposizioni fiscali Agli effetti fiscali, il presente Atto rientra tra gli atti per i quali non vi è obbligo di richiedere la registrazione in termine fisso ai sensi Tariffa, Parte II, articolo 4 e della Tabella, articolo 1 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131. Ciascuno degli Enti sottoscrittori è tenuto, per la parte di rispettiva competenza, agli adempimenti tributari conseguenti all’applicazione del presente Atto. 14
Allegato 1: indicatori di valutazione 2012 Gli indicatori da utilizzare ai fini dell’assegnazione della quota premiale sono: A – Qualità della didattica a1 - Numero medio di docenti di ruolo che appartengono a settori scientifico-disciplinari (SSD) di base e caratterizzanti per corso di laurea e di laurea magistrale attivati • Numeratore » Numero di docenti di ruolo appartenenti a SSD di base e caratterizzanti i corsi di laurea e di laurea magistrale attivati dall'Ateneo nell'a.a. 2010/2011 • Denominatore » Numero di corsi di laurea e di laurea magistrale attivati dall'Ateneo nell'a.a 2010/2011 a2 - Proporzione di studenti immatricolati ai corsi di laurea magistrale che hanno conseguito la laurea in un'altra Università in un numero di anni non superiore alla durata normale del relativo corso, aumentata di un anno • Numeratore » Numero di immatricolati ai corsi di laurea magistrale nell'Ateneo nell'a.a. 2010/2011, che hanno conseguito la laurea in un altro Ateneo in un numero di anni non superiore alla durata normale del relativo corso, aumentata di un anno • Denominatore » Numero di immatricolati totali ai corsi di laurea magistrale nell'Ateneo nell'a.a. 2010/2011 B – Qualità della ricerca e trasferimento tecnologico b1 - Proporzione di personale attivamente impegnato nella ricerca • Numeratore » Numero di professori di ruolo e di ricercatori di ruolo nell'anno 2010 nell'Ateneo che hanno avuto giudizio positivo su PRIN 2008 e 2009 e FIRB “Futuro in ricerca” 2008 e 2010 • Denominatore » Numero di professori di ruolo e di ricercatori di ruolo appartenenti all'Ateneo nell'anno 2008, 2009 e 2010 b.1.1 Proporzione tra il numero di professori e ricercatori di ruolo con giudizio positivo su PRIN e il numero di partecipanti potenziali • Numeratore » Numero di professori di ruolo e di ricercatori di ruolo che hanno avuto giudizio positivo su PRIN • Denominatore » Numero di professori di ruolo e di ricercatori di ruolo appartenenti all'Ateneo alla data di chiusura del bando b.1.2 Proporzione tra il numero di professori e ricercatori di ruolo con giudizio positivo su FIRB e il numero di partecipanti potenziali • Numeratore » Numero di professori di ruolo e di ricercatori di ruolo che hanno avuto giudizio positivo su FIRB • Denominatore » Numero di professori di ruolo e di ricercatori di ruolo partecipanti potenziali appartenenti all'Ateneo alla data di chiusura del bando 15
Il valore dell'indicatore è: b.1 = b.1.1*0,7 + b.1.2*0,3 b2 - Tasso di attrattività del corso di dottorato • Numeratore » Numero di ammessi al dottorato di ricerca attivati nell'Ateneo nell'a.a. 2010/2011 • Denominatore » Numero di partecipanti per l'ammissione a corsi di dottorato di ricerca nell'Ateneo nell'a.a. 2010/2011 C – Internazionalizzazione c1 - Valore medio tra c.1.1, c.1.2, c.1.3 c.1.1 Proporzione di iscritti che hanno partecipato a programmi di mobilità internazionale (in regime di scambio e non) • Numeratore » Numero di studenti iscritti nell'Ateneo nell'a.a. 2010/2011 che hanno partecipato a programmi di mobilità internazionale • Denominatore » Numero di studenti iscritti nell'Ateneo nell'a.a. 2010/2011 c.1.2 Proporzione di studenti stranieri iscritti a corsi di laurea magistrale • Numeratore » Numero di studenti stranieri iscritti ai corsi di laurea magistrale nell'Ateneo nell'a.a. 2010/2011 • Denominatore » Numero di studenti iscritti ai corsi di laurea magistrale nell'Ateneo nell'a.a. 2010/2011 c.1.3 Proporzione di studenti stranieri iscritti ai corsi di dottorato • Numeratore » Numero di studenti stranieri iscritti ai corsi di dottorato dell'Ateneo nell'a.a. 2010/2011 • Denominatore » Numero di studenti iscritti ai corsi di dottorato nell'Ateneo nell'a.a. 2010/2011 c2 - Entità delle risorse acquisite dall'Unione europea e da agenzie e enti, esteri e internazionali • Numeratore » Entrate di bilancio dell'Ateneo nell'anno 2010 acquisite dall'Unione Europea e da agenzie e enti, esteri e internazionali (valori espressi in migliaia di euro) • Denominatore » Entrate di bilancio complessive, al netto di quelle in conto capitale e per partite di giro, nell'anno 2010 (valori espressi in migliaia di euro) Modalità di determinazione dei risultati Per le modalità di calcolo dei risultati raggiunti dall’Ateneo si rinvia, per quanto compatibile, al D.M. 50/2010. Gli indici complessi saranno pesati con i seguenti pesi: a. qualità della didattica: peso 25%; b. qualità della ricerca e trasferimento tecnologico: peso 60%; c. internazionalizzazione: peso 15%. 16
La valutazione finale dell’Ateneo si otterrà determinando il suo posizionamento rispetto al complesso delle università statali italiane. Il grado di raggiungimento dei risultati sarà graduato secondo la seguente scala: Livello di Posizionamento dell’Ateneo raggiungimento rispetto alle università statali del risultato italiane [90%-100%] Posizione tra 1° e 3° [80%-89%] Posizione tra 4° e 6° [70%-79%] Posizione tra 7° e 10° [50%-69%] Posizione tra 11° e 14° [30%-49%] Posizione tra 15° e 18° [15%-29%] Posizione tra 19° e 21° [5%-14%] Posizione tra 22° e 25° [0%-4%] Posizione oltre la 25° 17
Allegato 2: programmi di sviluppo Allegato 2.a Biotecnologie per la salute umana 19 Allegato 2.b Mind/brain sciences 30 Allegato 2.c Energetica 37 Allegato 2.d Polo di ricerca fisica nello spazio e delle tecnologie associate 42 Allegato 2.e The Microsoft Research – University of Trento 47 Centre for Computational and System Biology (COSBI) 18
Programma di sviluppo Biotecnologie per la salute umana 2012-2014 (Allegato 2.a) 1. Aree di intervento 20 2. Piano delle attività ed eventuali deliverables 24 3. Piano finanziario 26 4. Elementi e criteri proposti per la verifica del raggiungimento dei risultati intermedi e finali 27
1. Aree di intervento Il programma di sviluppo dell’area biotecnologie per la salute umana è orientato al perseguimento di tre obiettivi di carattere generale che investono gli ambiti dell’alta formazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico. Si tratta di: 1. il completamento della “filiera” formativa comprensiva della fase di accompagnamento del laureato nel mondo del lavoro; 2. il completamento di una struttura di ricerca con forte capacità competitiva sul piano internazionale; 3. la realizzazione di condizioni per la nascita di un indotto industriale sul territorio trentino. 1.1. Alta formazione a. Completamento del corso di laurea triennale in Scienze e Tecnologie Biomolecolari Il corso di laurea triennale in Scienze e Tecnologie Biomolecolari è stato attivato nell’a.a. 2008/2009 con l’obiettivo di fornire ai laureati gli strumenti necessari a realizzare un approccio conoscitivo integrato ai sistemi biologici, con forti connotati tecnologici. Il corso è caratterizzato da una importante componente laboratoristica, che ne limita l’accesso a 75 nuovi studenti l’anno selezionati attraverso un test. Le attività programmate in questo ambito sono le seguenti: - Introduzione nel piano di studio di un insegnamento di biologia cellulare vegetale, in parallelo a quello, attualmente attivo, di biologia cellulare, il quale ultimo si limiterà quindi all’ambito delle cellule eucariote animali. Il corso sarà tenuto da un docente che abbia un profilo di studi di alto livello scientifico su temi di biologia molecolare e biochimica delle piante, meglio se con l’impiego di modelli genetici. Il docente troverà accoglienza per la sua attività di ricerca presso la Fondazione Edmund Mach (FEM), già dotata della strumentazione e dell’expertise tecnico adeguato. La scelta di un tema di biologia vegetale fondamentale permetterà di aggiungere una ulteriore interazione scientifica a quanto già in atto, regolato da una convenzione quadro, fra il progetto biotecnologie di UNITN e il Centro Ricerca e Innovazione di FEM. - Arricchimento dell’offerta con alcuni corsi a scelta, fra i quali corsi di biotecnologia vegetale più specialistici che realizzino continuità con quello suddetto. - Sviluppo della rete di enti esterni disponibili ad ospitare gli studenti per l’attività di stage. b. Avvio del corso di laurea magistrale in Biotecnologie Cellulari e Molecolari Le attività previste per tale area riguardano l’attivazione e la messa a regime del nuovo corso di laurea magistrale in Biotecnologie Cellulari e Molecolari che prenderà avvio dall’a.a. 2012/2013 con l’accesso limitato a 45 studenti. Il corso, tenuto in lingua inglese, si propone di reclutare studenti a livello nazionale e internazionale offrendo un curriculum le cui caratteristiche distintive saranno: una marcata componente laboratoristica, un notevole spazio dedicato alle scienze “quantitative” (statistica, fisica applicata, bioinformatica), un taglio convinto sullo studio di cellule e tessuti tramite tecnologie ad alta processività e sulla gestione delle informazioni a livello genomico, trascrittomico, proteomico e metabolomico, in sistemi modello e non modello. L’ambito applicativo considerato sarà primariamente quello biomedico, estendendo però, soprattutto per i livelli di analisi genomico e metabolomico, ad applicazioni in ambito di biologia vegetale, per le quali si prevede l’iniziale cooptazione di un docente di genomica vegetale, e l’attivazione di altri corsi a scelta. Sarà data agli studenti l’opportunità di esperienze presso laboratori di ricerca biotecnologica europei ed extreaeuropei, nonché la possibilità di conseguire un doppio titolo. c. Completamento del dottorato internazionale in Biomolecular Sciences La scuola internazionale di dottorato in Scienze Biomolecolari – Biomolecular Sciences, attivata nel 2009, rappresenta il momento di integrazione fra le componenti di ricerca e di alta formazione dell’intero programma dell’area biotecnologica. Nel formare giovani ricercatori nel campo biomedico e biotecnologico, essa favorisce l’integrazione dei temi di biotecnologia in senso stretto con quelli di 20
Puoi anche leggere