LETTERE DAL FRONTE COVID - Sezione Alpini Treviso
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Anno LXVII - Maggio 2021 - N. 1 - Poste Italiane Spa - Spedizione in Abb. Post. - 70% - NE/TV - Tassa Pagata - Taxe Perçue
ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI - PERIODICO DELLA SEZIONE DI TREVISO
Bollettino informativo inviato gratuitamente ai soci - In caso di mancato recapito, inviare a Treviso Cpo per la restituzione al mittente previo pagamento resi
LETTERE
DAL FRONTE
COVIDEDITORIALE
Anno LXVII
n.1 Agosto 2021
COMITATO DI REDAZIONE
Presidente
Marco Piovesan
Direttore
Sara Zanotto Un saluto a tutti,
non posso che iniziare questo editoriale con il mio più sincero
Redattori
e profondo ringraziamento per la rinnovata fiducia dimostratami
Piero Biral, Alessandra Metelka,
Enrico Borsato, Paolo Carniel, rieleggendomi come Vostro Presidente per il triennio 2021-
Isidoro Perin, Ivano Stocco, 2023. Quest’anno con il rinnovo del consiglio si applica
Renzo Toffoli, Franco Zorzan ufficialmente il nuovo regolamento sezionale, portando da 24 a
20 raggruppamenti, un rinnovamento che non deve spaventare
Hanno collaborato alla
realizzazione di questo numero:
o portare freddezza e rigidità, ma anzi, ci proietta ad una visione
Piovesan Marco, Crosato Bruno, ottimistica del futuro, consapevoli della mancanza di nuovi
Nino Forner, Franco Giacomin, “rincalzi” nelle nostre fila, ma sempre più pronti a fare più cordata
Sergio Furlanetto, Cleto Barbon, per tenerci uniti, solidi, robusti per dimostrare sempre più di la
Associazione battaglia del Solstizio
grande forza della nostra Associazione che ci lega insieme con
Autorizzazione valori che superano i confini e i campanilismi.
Trib. di TV n. 127 del 04/04/1955 Molti consiglieri finiscono il loro mandato ed altrettanti di
nuovi sono entrati. Un ringraziamento particolare agli uscenti, un
Redazione A.N.A. forte Grazie per il vostro lavoro e disponibilità. Un benvenuto ai
Via S. Pelajo, 37 | Treviso
Tel. 0422 305948
nuovi, certo che affronteranno questo incarico con spirito alpino
fax 0422 425463 e che sapranno mantenere saldi i nostri valori attraverso un sano
E-mail: fameja.alpina@gmail.com e costruttivo confronto interno e con i propri capigruppo.
www.anatreviso.it Ormai siamo nel pieno del nostro Centenario... la presentazione
ufficiale è stata fatta e prepariamoci a vivere l’avvicinamento a
Stampa
Tipografia Marca Print quelle che saranno le date più significative della nostra Sezione,
www.marcaprint.it - info@marcaprint.it della nostra storia; sul prossimo numero di fine estate avremo
azienda certificata FSC delle anticipazioni sui contenuti degli appuntamenti e qualche
C.C.P. n. 11923315 intestato alla anteprima sul libro centenario.
Sezione ANA di Treviso Il Vostro Presidente
Sped. in abb. postale
Marco Piovesan
2° quadrimestre 2021
2 Fameja Maggio
Alpina 2021SOMMARIO
Editoriale 2
Posta alpina 4
Cari Alpini miei, Dalla Sezione 6
in questo numero sono raccolti la prima parte di articoli
che ora stanno iniziando ad arrivare complice l’apertura C'è Posta per me.........................................6
post restrizioni e questa nuova normalità che ci trova tutti Addio all'ultimo reduce Galilea..................10
frenetici.
Guardiania sacrario Cima Grappa...............11
Non preoccupatevi se non trovate in questo numero
riscontro ad alcuni dei vostri articoli, usciremo con due Protezione Civile 12
numeri ravvicinati di Fameja Alpina. Ora e a ridosso della Ospedale Noale...........................................12
fine dell’estate, quindi fine agosto/inizio settembre per
essere pronti per celebrare il Centenario con tutte le sue Protezione Civile 2020................................13
manifestazioni.
La Protezione Civile agli albori...................14
Ringrazio chi mi ha chiesto in qualsiasi modo come sto in Cultura 17
questo periodo, chi comprende, chi si mette a disposizione..
allargo a tutti l’invito di essere protagonisti di Fameja Alpina, Monumento Fagarè....................................17
non solo per quanto riguarda la scrittura di articoli, ma anche
come parte viva della redazione… carta e penna ci sono per 100 anni un silenzio...................................20
tutti… Toni e Bepi..................................................21
Grazie alla mia Redazione: comprensiva, efficiente.. Villa Berti Nervesa......................................22
Quercia dove ristorarsi all’ombra, quando il sole estivo
Grande Guerra in montagna......................24
sembra bruciare troppo.
Vita di gruppo 27
Perdersi è consentito, solo se si trova poi la rotta.
Sara Anagrafe 36
Retro di copertina: alcune pagine del quaderno dove il soldato Massimiliano, una volta rientrato dalla guerra
(1915/18), scrive le sue memorie e le sue vicende dalla partenza da Bolzano alla fine della guerra, fino all'arrivo
a Feldkirchen in Carinzia, dove il nostro esercito aveva inviato le truppe per preservare la sovranità territoriale
all'Austria, presa di mira dalle fameliche truppe slave che volevano impossessarsi della bella regione austriaca.
Qui il soldato trascorre tutto il 1919 sino al suo congedo, descrivendo i rapporti con la popolazione locale.
Fameja Maggio 3
Alpina 2021Posta Alpina
LO SPRITZ
Il termine latino per indicare il ricciolo, cioè le nuvole che formano il cielo a pecorelle e son foriere di
maltempo è cirrus. Cumulus serve per descrivere quelle nuvole bianche e gonfie che assumono a volte la
forma di candide montagne in un cielo estivo. Nimbus indica invece una massa di nuvole portatrici di
pioggia.
Ed infatti stasera piove. È una pioggia autunnale leggera ma persistente che, sferzata da un vento gelido,
rimbalza sul letto di foglie morte regalando un profumo di antico. Ogni volta che alla sera esco in giardino
e mi ritrovo in una tale situazione non rientro subito in casa. Mi appoggio al muro per proteggermi o
nascondermi, non so, e con il cuore e la mente ritorno al passato. Torno sempre agli anni settanta, periodo
nel quale ho fatto il corso di ufficiale alpino ad Aosta.
Mi rivedo giovane sentinella alla porta carraia, alla polveriera o agli elicotteri... non fa differenza.
Quattro ore di guardia solo e al freddo, magari sotto la pioggia, alternate a quattro ore di sonno, con
gli scarponi sempre addosso ed il fucile e l’elmetto appoggiati alla brandina di tela rigida. Al mattino,
smontato dal servizio di guardia, mi aspettavano ore di lezione in aula oppure marcia o addestramento
al combattimento: per capirci sbalzare rasoterra zigzagando al passo del leopardo. Poi mi rivedo giovane
sottotenente pieno di paure, incapace di non sbagliare con i bravi e tolleranti coetanei, provenienti da
mezza Italia, che formavano il mio plotone della 155ma compagnia mortai da 120, Battaglione Gemona
della gloriosa Brigata Julia.
Solo a scriverlo mi si gonfia il petto. Chissà perché. Ogni cosa di quell’anno obbligatorio di servizio alla
Patria ti resta impressa dentro e la porti con te per tutta la vita. Quanti errori che potevo evitare e quante
decisioni affrettate. Ma anche che grande esperienza di vita e quanti bei ricordi. Penso con affetto ai
ragazzi che hanno condiviso con me quel periodo. Ero spesso troppo duro con loro, magari sbagliando, ma
guai a toccarmeli. Alla fine tra mugugni ed imprecazioni tutti remavamo sempre verso la stessa direzione:
ricordo la loro preparazione, le loro capacità e il loro senso di cameratismo e solidarietà. Il più forte aiuta
chi non ce la fa. Il giovane rispetta l’anziano. Nessuna distrazione. Non era facile, durante un intervento
di compagnia, con il mortaio da 120 dover sparare a 4 km di distanza per centrare l’obiettivo senza
sbagliare nessun passaggio. Avevamo solo vent’anni, una vita fa, ma credo si trattasse di un’altra Italia …
E ritorno di colpo al presente.
Continua a piovere sulle foglie e sul mondo. Appoggiato al muro resto ancora lì a pensare: oggi
prevalgono l’individualismo, la banalità e la volgarità ed è in corso una guerra subdola e devastante.
Siamo in piena pandemia dove un nuovo virus ci regala 700 morti al giorno. Allora mi chiedo: “nel 2020
a vent’anni è proprio così difficile rinunciare ad uno spritz?”
La leggera nebbiolina che sto respirando mi penetra nelle ossa e il brivido corre lungo la schiena, rientro
in casa con sottile senso di disagio nel cuore.
Paolo Targhetta
gruppo Alpini di Castelfranco Veneto
4 Fameja Maggio
Alpina 2021Posta Alpina
Libertà?
Cara Direttoressa Sara, perdonami per il mezzo la Polizia Locale. Purtroppo i negazionisti “no mask”
con cui ti scrivo: mi è ormai più facile buttar giù due non aspettano altro, inscenano il loro teatrino e
righe, anche di getto, sulla tastiera, che destreggiarmi l’argomento principe è che noi alpini limitiamo
con carta e penna senza pasticciare! la loro libertà giungendo, in un caso estremo, a
Vorrei intitolare il mio contributo “Libertà?”, paragonarci ai nazisti che deportarono gli Ebrei ed
ma prima ti racconto come ho trascorso questo lungo ai collaborazionisti che li denunciarono!!
anno “ da alpino”: su questo punto, un po’ come tutti, Ti dirò: non è facile mantenere la calma al
ho dovuto ricalibrare impegni e priorità, perché cospetto di tanta arroganza, ma ci siamo sempre
una vita associativa prima scandita da cerimonie, riusciti; tuttavia un unico individuo del genere
anniversari, raduni, intervallati da servizi, concerti riesce a mortificarti più di quanto gli altri mille ti
e ritrovi conviviali, si è riconvertita ed ha intrapreso gratifichino.
una direzione tutta indirizzata a far fronte alla E poi … resta il tarlo: se ci fosse una punta di
MMM (minuscola mortale minaccia). Vestendo ragione anche nella sua affermazione? Davvero
i benemeriti panni della Protezione Civile ANA, posso essere interpretato come un kapò di una
oppure la rossa giacca del Gruppo, ho sempre potuto nuova strisciante forma di dittatura? Proviamo a
esprimere ed appagare la mia voglia di lavorare ragionare: indosso la mascherina non certo perché
bene con i miei amici aiutando il prossimo. Il mi piace - e appena sono al sicuro (casa, auto, luogo
servizio presso il mercato di Treviso, richiestoci per isolato) la tolgo e respiro libero - ma perché il presidio
poter mantenere viva questa vivace realtà, ha visto correttamente calzato ferma il droplet e ostacola il
rispondere “Sì” a molte penne nere del Gruppo che mio essere potenziale minaccia verso il prossimo …
prima frequentavano poco la Sede, ed ora siamo una fino a prova contraria. Per spiegarsi, non protegge
compagine davvero affiatata in cui ognuno gioisce nel me, ma chi mi circonda da me. Tu negazionista
lavorare insieme! No, confesso che in questo momento (?!) dici che richiedendoti di adeguarti alla legge
non mi manca poi così tanto la “vita di prima” (ma limito la tua libertà, adducendo il motivo che non
sono certo che quando potrà riprendere la apprezzerò hai mai contaminato nessuno: ma perché la TUA
con tutto il cuore), perché ho avuto la fortuna di libertà dev’essere privilegiata a scapito di quella degli
vivere la mia alpinità senza sentirmi solo e frustrato. altri? Se puoi tu adottare comportamenti pericolosi,
Vengo ora a giustificare il titolo. Nello svolgimento io dico che lo possono tutti, con le conseguenze
del servizio d’ordine agli accessi al mercato, vedo che -forse- anche tu riesci ad immaginare. Essere
sfilare mille, duemila e più cittadini, tutti rispettosi libero in un Paese libero significa assumersi quelle
delle normative per la prevenzione dei contagi: poche responsabilità e sacrifici che sono richiesti al
molti ci salutano e ci ringraziano … purtroppo però cittadino per salvaguardare l’incolumità di tutti; le
capita talvolta - una, al massimo due nell’arco risorse di cui disponiamo sono limitate e non possono
della giornata - la persona che ostentatamente non essere sprecate per porre rimedio alle scelleratezze di
porta la mascherina, oppure pretende di accostarsi qualche imbecille egoista!
alle bancarelle pedalando sulla propria bicicletta Parlarne con te mi ha fatto bene, ne sono ora
“slalomando” fra la gente: la nostra consegna non ci fermamente convinto più che mai, e ti saluto cara
consente di imporre alcunché a chicchessia, ma solo di Sara, sperando davvero di riabbracciarci presto.
fare opera di convincimento allertando nel contempo
Carlino Opale
Fameja Maggio 5
Alpina 2021Dalla Sezione
C’È POSTA PER ME...
L’idea mi è venuta una sera testo al pc da accompagnare diretta… sento anche io
davanti al caminetto, terminata all’originale, consapevoli forse il desiderio di un forte
l’ennesima video chiamata di la- che la loro scrittura assomiglia abbraccio; sarebbe il segnale
voro, terminata di scrivere l’ul- a quella delle ricette dei dottori: che il vigliacco l’abbiamo
tima mail, risposto all’ennesimo un po’ difficile da decifrare.
distrutto..”
messaggio che ormai poco aveva Ho aspettato con gioia il po-
di affettuoso.. stanco anche lui stino, che di solito porta bollette
Mi è stata raccontata la tra-
di trasmettere sentimenti così da pagare e mi sono sentita grata
gica vicenda della perdita di un
grandi, via rete. di ricevere così tanto affetto.
compagno nei campi invernali:
Non vi nego che, anche se la Come sto io? Me lo avete
ricordo riaffiorato sistemando
mia “tenera” età dovrebbe ap- chiesto quasi tutti.
vecchie foto, vecchi libri.. Ne
passionarmi alla tecnologia e Se devo essere sincera è un
traspare tanto dolore ancora,
per quanto io la trovi da un lato sentimento nuovo,... sarà che
ricordi che riaffiorano facendo
molto utile e per certi versi in- sto diventando grande e che le
sicuramente sanguinare un po’
dispensabile, non mi piace e mi favole che mi raccontavo tem-
questa ferita mai rimarginata.
fa pensare con molta amarezza po fa non trovano riscontro
Sono grata di essere custode
che forse, a forza di essere mol- nella vita di tutti i giorni. Ci
di un ricordo che ancora pul-
to connessi dentro... ci siamo in raccontano che per ogni drago
sa, vive “..ti ho raccontato una
verità chiusi fuori. feroce c’è qualcuno che ci pro-
cosa vissuta, ed ora mi sento più
Senza chiavi. Senza campa- tegge, ma nelle favole moderne
leggero”. Felice di portare legge-
nello. Senza ormai più modo di questo non succede. Ho impara-
rezza..
entrare. to, in questo periodo di Covid,
Così, dopo queste riflessio- di distanziamento, a essere più
ni, maturate in tempo Covid, sincera con i miei sentimenti, a
ho pensato di scrivervi, una raccontarmi la favola così com’è, “E’ triste non poter fare
mail (ahimé) per fare più velo- senza molta fantasia. Ho impa- le riunioni del Gruppo,
ce, ma per regalarvi quello che rato che nonostante le tante non poter metterci attorno
per me è un momento magico: burrasche, il sole brilla sempre. ad un tavolo per parlare
carta, penna e qualche pensiero Ho imparato che sono una ra- guardandoci negli occhi.
di troppo da trasferire su car- gazza fortunata, nonostante le Sono fiero del mio Gruppo,
ta per liberare un po’ di posto burrasche, e che esservi amica è come da tradizione alpina,
nella mente. “Alpini miei, come uno dei più bei regali di sempre.
ha cercato di essere utile alla
state?” Vi lascio alcuni frammenti
Mi avete emozionato, molto. di lettere, sperando di poterle
comunità in questo difficile
Mi ha avete confermato quello esporre in una mostra o racco- periodo. Questa pandemia
che sapevo, ma che avevo tanto gliere in un libro. Continuate a resterà nella storia e mi
desiderio di leggere: che siete scrivermi, mi rendereste felice: ha insegnato che la felicità
unici. Sara Zanotto, Via Monsignor sta nelle piccole cose, nel
Mi avete regalato pezzettini Cuccarollo 35, Casoni di Mus- condividere momenti con
nascosti della vostra vita, in- solente 36065. amici, e che la libertà non
chiostro vitale e prezioso. Vi sie- ha prezzo, mi ha insegnato
te divertiti a scrivermi su qualsi- “ ...scrivo perchè è un che si può sorridere con gli
asi pezzo di carta, con qualsiasi occhi ma senza mascherina
modo per rilassare il nostro
grafia; alcuni di voi hanno avuto
animo in un momento che ci è meglio!”
la premura di scrivere anche un
impedisce la comunicazione
6 Fameja Maggio
Alpina 2021Dalla Sezione
“Così scrivendo mi sto ‘Nonno oggi c’ è il sole e persone, in modo particolare
rendendo conto che è da f inalmente posso andare gli anziani, quando andavo
tanto tempo che non scrivo fuori a giocare’. Dovremmo a consegnare la spesa oppure
più a nessuno su carta, è imparare dai bambini che i pacchi della Caritas”
bello poter rivivere questa a volte basta così poco per
emozione, anche perché lo essere sereni! “Ma è proprio nei giorni
scritto mi da l’impressione più tristi che c’è la conferma
che rimanga più di una mail “Sono fiducioso perchè di un valore aggiunto che
sintetica e frettolosa” ci sono gli alpini, che in ci contraddistingue come
questo periodo mi hanno popolo: la solidarietà! Tutti
“Come sto? Lei mi chiede! dimostrato tantissime cose e insieme, tutti uniti!
Come alpino e come uomo sono onorato di farne parte. Allora per una volta
ne sto sof f re nd o e mi Mi trasmettono fiducia, p ro v i a m o a ve d e re il
sento inquieto. Siamo in Mi fanno sempre credere bicchie re me zzo pie no
parcheggio, siamo sempre che le cose possano andare in questa catastrofe: nel
più lontani tra di noi, meglio, che con il buon bisogno, nella sofferenza,
soprattutto è molta la senso e spesso la semplicità ne i mome nti più dur i
mancanza dei rapporti tutto si possa risolvere. Se l’Italia del volontariato c’è.
umani e tutto quello che ne qualcuno ha bisogno, loro ci Sottolineando che anche negli
deriva” sono. Non perdono tempo e anni della digitalizzazione
non fanno mai per interesse un computer non potrà mai
“Dopo lo sfogo.. Sento che personale. Ma ancora più sostituire quel che l’uomo
in questo ultimo anno ho importante è che in quello da. Ripartiamo da qui e
cominciato ad apprezzare che fanno ci mettono il cerchiamo di tramandare
tante cose che prima non cuore, e non promettono il più possibile ai nostri
consideravo abbastanza. cose inverosimili perché per f igli e nipoti lo spirito
Nello stare a casa ho capito un alpino la parola data è inossidabile dell’Alpinità
che la famiglia è la cosa più sacra. Questo gli alpini mi e del volontariato perché
importante della mia vita, hanno insegnato: ‘Se hai il mondo ne ha e ne avrà
ma anche i miei compagni cuore, donalo!’” sempre più bisogno”
alpini, quanto mi mancano!”
“Grazie Sara per avermi
“Ecco cosa ci ha insegnato permesso di scrivere a mano Ringrazio, non me ne voglia-
in forma così diretta, senza te, una persona in particolare: la
questo contesto storico:
tanto meditare e correggere… signora Giovanna. Non è alpina,
dopo che tutto questo sarà ma il suo compagno di vita lo è
passato apprezzeremo di era dai tempi della Naja che
stato. Grazie Giovanna, anche
più il rivederci, il risentirci, non scrivevo una lettera a
io ho re-imparato a godere del
il riconoscersi, finalmente mano e a quel tempo era per sole, del verde, del blu del cielo..
ci stringeremo la mano, ci la morosa!” “ a parlare con gli occhi quando
guarderemo negli occhi e incontro qualcuno e lo saluto..”.
scopriremo che il sorriso è il “Quanta tristezza nel Ti abbraccio forte e sono certa
dono più bello che possiamo vedere la f ila di camion che il tuo alpino, è orgoglioso
ricevere e donare, negli occhi militari a Bergamo che di averti trasmesso così tanta
scorgeremo l’emozione di portavano via i nostri vecchi: alpinità.
Il presente che scriviamo
una lacrima e la voglia di un coloro che hanno ricostruito
oggi, sarà la memoria che legge-
futuro migliore a cui nessuno l’Italia dopo la guerra. ranno domani. Siate autentici e
rinuncia di sperare” Il sentimento che più generosi di parole e gesta buone.
mi è rimasto impresso è Il Direttore
“La mia nipotina di sette il dispiacere che ho colto Sara
anni un giorno mi ha detto: nei volti e negli occhi delle
Fameja Maggio 7
Alpina 2021Dalla Sezione
ADDIO ALL’ULTIMO ALPINO
NAUFRAGO DEL GALILEA
È andato 100 anni e da circa un mese era
rimasto vedovo: la sua precaria
avanti Onorino salute lo ha portato all’ospedale
Pietrobon, da dove non è più uscito.
Sette Sezioni presenti al fu-
classe 1921 nerale, celebrato presso la chiesa
parrocchiale di San Quirino, in
È andato avanti l’Alpino provincia di Pordenone, e sessan-
Onorino Pietrobon, l’ulti- totto gagliardetti, una rappresen-
mo alpino sopravvissuto al tanza di ufficiali e sottufficiali
naufragio del piroscafo Ga- della Brigata Julia, fra questi il
lilea. L’Alpino Pietrobon del capitano Gabriele Salomon di
battaglion Gemona era origi- Castelfranco Veneto. In chiesa il
nario di Castelfranco Veneto, Gen. Scarsini, penultimo coman-
era nato il 17 gennaio 1921. dante del battaglion Gemona, ha
A 14 anni con la famiglia letto la preghiera del naufrago
emigrò a Portogruaro per la- del Galilea, cui ha fatto seguito
vorare a mezzadria, dopo 3/4 un saluto del sig. Sindaco Giovi-
anni trasferirono a San Qui- naz e del Presidente della Sezione
rino anche là mezzadri, poco di Pordenone Merlin. Fuori della
dopo Onorino fu chiamato chiesa di fronte al monumento
alle armi e mandato sul fron- ai Caduti l’ultimo saluto con il
te Greco Albanese. Al rientro suono del silenzio.
in Patria a bordo del Piroscafo Onorino Pietrobon; altri trevigiani al-
pini erano a bordo, fra questi l’alpino Assieme a me i consiglieri Spadotto
Galilea, alle ore 23.40 della notte del e Buran ed il gagliardetto di Roncade.
28/29 marzo del 1942, nonostante la di Venegazzù naufrago Luigi Spagnol,
nave fosse completamente oscurata un marinaio del Galilea, mio vicino di cons. sez. Forner Silvio Nino
per non essere avvistata, venne ugual- casa, Giuseppe Bolletta, e poi Bersa-
mente centrata da un siluro inglese glieri, Fanti, Carabinieri, prigionieri
che ne provocò l’affondamento: del di guerra e l’equipaggio. In tutto per-
sero la vita 1050 persone. Onorino Pietrobon il giorno
battaglion Gemona, circa un miglia- del suo 100° compleanno
io, si salvarono 279 Alpini fra cui Onorino aveva da poco compiuto
Due momenti del funerale
10 Fameja Maggio
Alpina 2021Dalla Sezione
GUARDIANIA SACRARIO CIMA GRAPPA
Con la riapertura del servizio di guardiania al Sacrario di Alpini ha consentito il regolare svolgimento del servizio
Cima Grappa, Sabato 14 Febbraio il 7° Raggruppamento ha loro assegnato a cui hanno fatto eco i ringraziamenti del
effettuato il turno di sorveglianza assegnato in affiancamen- Sig. Poli del distaccamento militare e, per suo tramite, an-
to ai due militari distaccati sul Grappa del 7° Reggimento che quelli del Comandante il presidio Maggiore Arancio.
Alpini di stanza a Belluno. Un ringraziamento anche da parte mia agli amici Fava-
Nonostante la temperatura abbastanza rigida (- 9°C) ma ro Flavio e Amedeo De Marchi del Gruppo di Badoere-
allietati da uno splendido sole, e da una grande quantità Morgano, Massimiliano Favaro del Gruppo di Istrana e
di neve presente, i quattro Alpini dei Gruppi di Badoe- Giancarlo Michelon del Gruppo di Paese.
re, Istrana e Paese hanno operato per tutta la giornata per Nella foto che segue i partecipanti con i gagliardetti dei
informare le tante persone affluite sulla cima del Monte Gruppi di Badoere-Morgano, Istrana, e Paese.
Sacro alla Patria delle restrizioni anti Covid-19 in vigore che
Il Consigliere Sezionale
impedivano, nel fine settimana, il libero accesso al Sacrario
del 7° Raggruppamento
(equiparato a zona Museale e Storica).
Franco Giacomin
Nonostante la perplessità di alcuni visitatori ai vincoli
imposti dalla pandemia, la pazienza e la fermezza dei nostri
Fameja Maggio 11
Alpina 2021Protezione Civile
ALTRO OSPEDALE PER LA PC
I volontari della Protezione Civile Dopo un iniziale timore di non intensa e faticosa ma ricca di soddisfa-
dell’Associazione Nazionale Alpi- riuscire a rispettare i tempi previsti zione nel vedere che l’impegno veniva
ni del Terzo Raggruppamento sono a causa dei grossi ammaloramenti e ripagato dalla consapevolezza di aver
stati coinvolti nel mese di novembre dell’intensa sporcizia accumulata in fatto in tempi record qualcosa di uti-
2020 in una importante operazione anni di abbandono, i volontari non le in un periodo moto complesso per
nell’ambito dell’emergenza covid si sono dati per vinti e sono riusciti tutti, ma in particolare per il settore
presso la struttura ospedaliera di No- a pulire pavimenti, arredi, controsof- sanitario.
ale (VE). fitti ed infissi. Hanno provveduto a Lavorare fianco a fianco con vo-
Per 12 giorni un totale di 485 vo- rimuovere vecchi arredi, impianti e lontari da ogni parte del Veneto è
lontari provenienti da tutto il Veneto pannellature, a sistemare i serramen- stato divertente e stimolante, poiché
si sono avvicendati lavorando 10 ore ti, ripristinare ed impermeabilizzare mi ha permesso di sentire ancora di
al giorno con l’obiettivo di ripristinare le piastre delle coperture e ripulire le più la vera essenza dell’essere volon-
nel più breve tempo possibile l’impo- facciate. tari: conoscere persone che hanno
nente struttura di cinque piani più il In poco meno di due settimane di come unico scopo quello di aiutare,
tetto del Padiglione Fassina dell’O- lavoro intenso di tutti ha permesso di aiutarsi e lavorare per il bene di tutti.
spedale Calvi di Noale ormai in disuso riaprire la struttura e inserirla nella Oggi purtroppo non è facile riuscire
da 12 anni. rete dei servizi sanitari a fronte acuto a trovare persone che sono dispose a
Affiancati dai tecnici dell’ULSS3 dell’emergenza covid, permettendo sacrificarsi per il bene comune, ma la
Serenissima, i volontari accorsi ogni di ospitare circa 120 posti letto per grande famiglia della Protezione Ci-
giorno erano circa una cinquantina pazienti a bassa intensità che non ne- vile ANA, nel bene e nel male, lo è, ed
dalle sezioni di Bassano, Belluno, cessitavano di cure intensive. è bello farne parte.
Conegliano, Feltre, Padova, Treviso, L’esperienza che mi ha coinvolto
Elena Camarda
Valdobbiadene, Venezia, Verona, Vi- in prima persona per la gestione del-
cenza e Vittorio Veneto. la segreteria da campo è stata molto
12 Fameja Maggio
Alpina 2021Protezione Civile
PROTEZIONE CIVILE 2020
Non so come qualificare alle tende per i ceck point diversi volontari al taglio
il 2020 per la Protezione per i tamponi, alla conse- alberi caduti o pericolanti
Civile della nostra Sezione: gna dei buoni di sostegno sulle strade per il troppo
le parole che continuano a alle famiglie, per le scuole peso della neve, e le squadre
rimbombare nella mia men- ecc.. Abbiamo comincia- alpinistiche sono intervenu-
te sono: emergenza, pande- to in febbraio dell’anno te per lo sgombro neve dai
mia, mascherine, paura di scorso con l’invio di nostri tetti.
contagio, ospedali, tendo- Volontari Soccorritori all’a- Tutto questo, però, ha
poli, tamponi, covid 19, tur- eroporto di Bergamo per i richiesto un lavoro di sup-
nazioni di servizio, vaccini... primi controlli Anti-Covid, porto amministrativo e bu-
Questa emergenza, nuova quindi, si è continuato con rocratico che mai si era visto
non tanto nel suo genere ma il rispristino dell’ospedale prima. Con il Lockdown,
per la sua estensione planeta- di Valdobbiadene: a turno anche la nostra sede sezio-
ria, è stata difficile da affron- giornaliero tantissimi volon- nale è stata ufficialmente
tare. Soprattutto nel dover tari hanno dato il massimo chiusa; tuttavia, in realtà
scegliere i volontari sapen- per la sistemazione, pulizia e nel momento di difficile dei
do del rischio e pericolo di trasloco del materiale. Poi a primi mesi di questa emer-
contagio e nel coordinare le novembre lo stesso lavoro lo genza, si è trasformata in una
varie attività ed interventi abbiamo fatto per l’ospedale sorte di “bunker” dove no-
a volte contemporanei; la di Noale dove, lo devo dire, stri i Volontari della Squadra
nostra forza sulla logistica abbiamo fatto dei piccoli Informatica hanno lavorato
nel gestire tutte le calamità miracoli per rendere agibile ininterrottamente – tutti
naturali è stata stravolta nel la struttura, ormai abban- i giorni – da fine febbraio
metodo di lavoro e durata donata da dodici anni, a al 30 giugno 2020, nella
nel tempo. supporto alla popolazione. raccolta dei dati relativi alle
La nostra preparazione, Il grande lavoro delle varie attività in corso per in-
costruita in tante esperienze mascherine – migliaia!!! – serirli poi nel sistema gestio-
ed esercitazioni varie, unita ha comportato: il ritiro dal nale della Protezione Civile
allo spirito e forza di volon- centro logistico di Treviso, della Regione Veneto e nel
tà, tipici di noi Alpini – gli la suddivisione per i comu- nostro VolA. Aggiungo, che
Alpini non mollano mai – ni destinatari, il successivo questo lavoro invisibile con-
sono stati l’arma vincente confezionamento per nucleo tinua ancora, ogni giorno.
nel portare a termine tutti i famigliare, quindi la conse- Di quanto sopra ne sono
compiti assegnati dai nostri gna. Tutto questo è durato più che orgoglioso. La no-
superiori e dagli organi isti- per mesi portando via tem- stra Sezione ha, nei Volonta-
tuzionali. po libero alle famiglie con ri di Protezione Civile, una
Dalla sistemazione e pu- l’incombente pericolo di forza lavorativa invidiabile,
lizia dei due ospedali prima contagio. I nostri volontari preparata e capace, forma-
quello di Valdobbiadene e hanno seguito con massima ta per qualunque tipo di
poi quello di Noale a tem- attenzione tutte le direttive emergenza. Gli Alpini, per
po di record, al montag- nell’uso dei dispositivi di quanto sempre brontoloni,
gio dei capannoni avuti in protezione (DPI) per non si adattano senza reclamare
dono dall’Emirato del Qa- esser contagiati o contagiare anche alle situazioni diffici-
tar, al ritiro di centinaia di altre persone nel compiere i li, e sono sempre pronti ad
migliaia di mascherine per propri compiti assegnati. intervenire.
poi portarle alle famiglie Oltre a questa emergenza
Il Coordinatore
dei comuni convenzionati, nel mese di dicembre con
Bruno Crosato
alla guardiania con turni abbondanti nevicate nel Ca-
di sorveglianza ai mercati, dore siamo intervenuti con
Fameja Maggio 13
Alpina 2021Protezione Civile
LA PROTEZIONE CIVILE DELL’ANA DI TREVISO
DALLA PREISTORIA AI TEMPI MODERNI
Il 16 dicembre 2020 è andato avan- e gli dicono: “abbiamo visto la vostra Protezione Civile sezionale Giancarlo
ti nel Paradiso di Cantore il Gen. partecipazione all’operazione Naonis Finelli è stato il perno su cui girava
Giancarlo Finelli. a Pordenone, però a noi non risulta tutto il sistema operativo, formativo
Io, Sergio Furlanetto, sento pertan- esistere la Protezione Civile dell’ANA e relazionale, finchè dal 01 settembre
to la necessità di ripercorrere in sintesi di Treviso”. 2005 sostituisce Massimo Nadali di-
il percorso che abbiamo fatto assieme L’ANA nazionale nel frattempo, ventando egli coordinatore sezionale
nella Protezione Civile della Sezione il 21 febbraio 1995, aveva firmato il fino al 31 agosto 2008. In questi tre-
ANA di Treviso. protocollo di collaborazione con la dici anni molti sono stati gli interventi
Il 06 giugno 1993 la sezione di Tre- Regione del Veneto. Al che Zanar- in emergenza, le attività addestrative,
viso col Presidente Francesco Zanar- do chiede a Paolo Vendramin se può i corsi di formazione, provo a scrivere
do, Paolo Vendramin, Carlo Fassetta e impegnarsi per fondare la Protezione qualcosa per quello che la memoria
i gruppi alpini dei comuni di Giavera Civile sezionale, ma Paolo conferma mi aiuta.
del M.llo e Volpago del M.llo aderi- che preferisce continuare la sua at-
scono alla giornata nazionale della tività col C.I.O. a Bergamo. E’ cosi Emergenze
protezione civile con una iniziativa a che a seguito del consiglio sezionale • Dal 1996 entriamo subito nella
SS. Angeli del Montello. Dal 03 no- del 22 settembre 1995, il Presidente rotazione delle squadre sezionali
vembre 1994 a seguito dell’alluvione Francesco Zanardo, mi scrive la lettera con la disponibilità H24.
in Piemonte alcuni alpini trevigiani datata 27-09-1995 informandomi che
• Dal 28 settembre a fine ottobre
guidati da Paolo Vendramin inter- ha ricevuto il mandato dal consiglio
1997 impiego a Belfiore per il
vengono ad Asti e ad Alessandria. Lo sezionale per incaricarmi a fondare la
terremoto Umbria-Marche.
Sten. Alpino Paolo Vendramin, pre- Protezione Civile Sezionale.
maturamente andato avanti, era iscrit- Parte così un impegno senza ritor- • Il giorno 08 ottobre 1998
to al gruppo di Biadene, e faceva parte no, si unisce subito al gruppo Massi- intervento a Noale per
del C.I.O. Centro Informativo Ope- mo Nadali e a metà del 1996, in tutti l’allagamento dell’ospedale.
rativo dell’ANA con sede a Bergamo. i gruppi alpini della sezione interes- • Dal 29 aprile al 31 maggio 1999
In quegli anni, con Paolo Vendramin sati alla costituzione del gruppo di con due turni quindicinali siamo a
e l’allora segretario del consiglio sezio- protezione civile sono state fatte le Valona in Albania con la missione
nale Luigi Callegari avevamo lavorato riunioni ed è partita la raccolta delle Arcobaleno in aiuto dei profughi
alla prima modifica del regolamento adesioni dei volontari. Incomincio Kossovari che lasciavano le loro
sezionale approvato nell’ottobre del così a strutturare l’organizzazione a case sotto l’avanzare dell’esercito
1992. A Febbraio 1995 l’allora pre- livello sezionale, di raggruppamento serbo.
sidente sezionale Francesco Zanardo e di gruppo, qui si aggiunge il Gen. • Nell’anno 2000 interveniamo
si rivolge a me e a Paolo Vendramin Giancarlo Finelli che si rende dispo- per le piene del Piave, del Muson e
dicendo: “la nostra sezione non ha la nibile a farmi da spalla. Firmiamo le del Livenza.
Protezione Civile, ma non sarebbe il prime 15 convenzioni con i comuni, • Dal 29 ottobre al 25 novembre
caso che voi organizzaste la partecipa- con la provincia e con il Genio Civile. 2000 intervento in Valle D’Aosta a
zione all’operazione triveneta Naonis Il 30 ottobre 1997, a seguito del- seguito dell’alluvione,fermati dalla
a Pordenone che si terrà il 17-18-19 la mia domanda, riceviamo la lettera neve ci ritorniamo dal 24 aprile al
marzo prossimo?” dalla Presidenza del Consiglio dei 02 maggio 2001 per completare il
Fu così che acquistate in fretta 40 Ministri con l’iscrizione all’elenco lavoro.
tute arancioni siamo partiti e al ritor- nazionale delle organizzazioni di vo-
• Dal 25 al 30 ottobre 2002
no, il 26 marzo 1995, abbiamo dato lontariato e il 28 dicembre 1998 con
emergenza Livenza a Motta dove
vita alla pulizia e sistemazione delle decreto n. 369, l’iscrizione anche a
per emergenze o esercitazioni
mura di Treviso da Porta Santi Qua- quello regionale col n. TV0371.
si ritornerà più volte negli anni
ranta a Porta San Tommaso in colla- A gennaio 2002 lascio l’incarico
successivi.
borazione con l’amministrazione co- e subentra al mio posto quale coor-
munale. Succede che in sede nazionale dinatore Massimo Nadali con vice- • Intervento nel terremoto in
leggono delle nostre attività, telefona- coordinatore sempre il Gen. Gian- Molise del 16 novembre 2002.
no al Presidente Francesco Zanardo carlo Finelli. In tutte le attività della • Il 21 gennaio 2007 Bomba Day a
14 Fameja Maggio
Alpina 2021Protezione Civile
Nervesa della Battaglia
Esercitazioni Trivenete
• Il 26-27 aprile 1997 Piave “97
a Limana con manutenzione
del fiume da Ponte nelle Alpi a
Lentiai Il 18-19-20 settembre
1998 a Bassano del Grappa.
• Il 14-15-16 aprile 2000 “Feltria
2000”.
• Il 05-06-07 aprile 2002 a
Conegliano.
• Il 13-14-15 giugno 2003
triveneta sul monte Pasubio.
• Il 24-25 settembre 2005 esercitazione sezionale a Gosaldo degli Alpini”.
Valturcana in Alpago. proposta dal gruppo alpini di • Dal 04-09 maggio 2008
• Il 28-29-30 settembre 2007 Val Vedelago. operazione Brenta a Bassano del
Chiampo • Dal 01 al 03 aprile 2005 Grappa
intervento al Bosco delle Penne
Esercitazioni Mozze con base operativa a Esercitazioni dei gruppi
e attività sezionali Godega di S. Urbano e il giorno • Il 23 aprile 2005 esercitazione
• Il 12-13 aprile 1997 esercitazione dopo alcuni nostri volontari “Nube tossica” a Bavaria di
Montello con altre associazioni a partono per Roma in servizio Nervesa della Battaglia.
Nervesa della Battaglia. grandi eventi per le esequie di
• Il 22 giugno 2007 esercitazione
Papa Giovanni Paolo I°.
• A luglio 1999, dopo i contatti in notturna sul Montello a
presi inizia, come esercitazione • Ad aprile 2006 meeting di Volpago
ad operare in quota su terreno protezione civile con la creazione In tutti questi anni molte sono state
montuoso ad alta difficoltà, del parco Francesco Baracca le esercitazioni nei singoli gruppi, da
l’avventura della Protezione a Nervesa della Battaglia Ponzano a Monastier, da Nervesa a
Civile nel recupero delle opere e successivo intervento di Resana, Motta, Spresiano, Maserada,
della Grande Guerra sul Piccolo completamento lavori nei giorni Breda di Piave, Treviso e molte altre
Lagazuoi e successivamente sul 17 e 18 giugno. ancora.
Sass di Stria, avventura a cui si • Con il Gen. Giancarlo Finelli il
sono poi unite altre centinaia di 2007 è l’anno della mostra sulla Formazione
alpini e soci simpatizzanti della Protezione Civile al Portello Sile. • Il 05 gennaio 2001 esercitazione
sezione ANA di Treviso. • Il 12-13 ottobre 2007 meeting all’aeroporto di Istrana dell’unità
• Il 25 marzo 2000 prima di protezione civile a Ponte della cinofila con l’ausilio degli
esercitazione sezionale all’Abbazia Priula elicotteri dell’aviazione.
di Nervesa della Battaglia. • Il 09 febbraio e 04-05-06 aprile • Nel 2004 prende il via la
• Il 07-08 luglio 2001 esercitazione 2008 attività della squadra costituzione delle squadre
intersezionale nel Piave a Ponte di alpinistica guidata da Bruno specialistiche, alpinistica, anfibia,
Vidor. Crosato a Paderno del Grappa e a radio, informatica, geologica,
• Il 23 e 24 marzo 2002 Feltre, sanitaria in aggiunta alla cinofila e
esercitazione sezionale in • Il 03 ottobre 2008 lavori di subacquea.
Monfenera a Pederobba. sgombero materiali all’ex istituto • Il 29 febbraio 2004 prima
• Il 19-20 ottobre 2002 Turazza esercitazione della squadra
esercitazione provinciale con altre alpinistica in Val Schievenin.
Esercitazioni L’attività formativa, grazie all’impe-
associazioni a Colle Umberto.
per le Adunate Nazionali gno di Giancarlo Finelli, ha avuto un
• Il 14 marzo 2004 inizia la grande sviluppo fino alla formazione in
collaborazione con la Treviso • Nel 1998 in occasione
dell’Adunata Nazionale di Padova collaborazione con i Vigili del Fuoco,
Marathon. con il 118 dell’attuale ULSS 2, le Forze
da 100.000 metri quadri di
• Il 23-24-25 aprile 2004 discarica viene realizzato “Il Parco Armate, la Provincia, il Genio Civile, vari
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Alpina 2021Protezione Civile
Comuni; i volontari raggiungono quota
698.
Nell’estate 2008 Giancarlo Finelli
matura l’idea di lasciare l’incarico an-
che se l’età, ma soprattutto il suo spiri-
to alpino, gli avrebbero consentito di
restare al timone ancora per un anno.
Chiede al sottoscritto Sergio Furla-
netto se volevo riprendere in mano la
mia creatura dopo sette anni, ma per
gravi problemi familiari sono costret-
to a ringraziare e a declinare l’invito.
Dal 31 agosto 2008 assume quindi
l’incarico di coordinatore della Pro-
tezione Civile sezionale Bruno Cro-
sato, tutt’ora in carica. Ad aprile 2009
si trova ad affrontare il suo battesimo
del fuoco con il terremoto dell’Aquila.
Con questo cambio termina la prei-
storia della Protezione Civile sezio-
nale e inizia l’era moderna, Giancarlo
Finelli, oltre al grande impegno pro-
fuso, è stato senza dubbio l’anello di
congiunzione tra le due epoche.
Furlanetto Sergio
fondatore e primo coordinatore
della Protezione Civile Sezione
ANA Treviso
Ultimo saluto a Giancarlo Finelli
Ciao Gian Carlo,
ci siamo conosciuti poco prima dell’adunata di Treviso del 1994 e mi hai
chiesto di darti una mano per la gestione della sfilata, e con uno spaurito gruppo
di alpini, sotto la tua guida ci impegnammo per il buon funzionamento. Da
quel giorno hai cominciato a creare in sezione delle squadre di volontari e col
passare degli anni, sotto la tua guida e soprattutto con il tuo entusiasmo, siamo
diventati Protezione Civile in seno dell’Associazione Nazionale Alpini. Sei stato
Tu, dandoci insegnamenti di cosa sia il ruolo in protezione civile, sei stato un
trascinatore di valori umani, di efficienza di come comandare, di gestione nelle
emergenze sempre con il tuo sorriso volto a quelli che ne avevano bisogno. Nelle
emergenze Ti chiamavamo “Generale”, anche se non lo volevi: perché per noi
volontari eri una persona importante, di fiducia, tante volte ci hai fatto da padre,
avevi sempre la soluzione ai nostri problemi. La morte è la continuazione della
vita, parlando dei tuoi ricordi e spero che nel paradiso di Cantore ci sia riservato
un posto d’Onore e che lassù ci guidi, ci guardi sorridendo nel vedere come
sono cresciute quelle squadre “pala e pico” come le chiamavi Tu.
Ciao Generale
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Alpina 2021Cultura
Fagarè della Battaglia
UN MONUMENTO AI CADUTI DISTRUTTO
Sicuramente tutti noi alpini cono- scultorei e decorativi armonicamente marmo bianco di Carrara. Per il ba-
sciamo il Sacrario Militare di Fagarè. fusi nell’insieme architettonico. Sul samento venne impiegato un tipo di
Molti sono i nostri soci che in quel ripiano di un ampio basamento di marmo a fondo carnicino, con una
luogo hanno svolto servizio di guar- marmo, perimetrato da sei gradini, venatura giallastro-violacea, otte-
diania fino a prima della comparsa sorgeva un grandioso altare con due nendo così una gradevole varietà di
del Covid. Tuttavia, forse, non tutti are votive nella parte centrale; fra que- colori che producevano un migliore
sanno che quest’Ossario fu costrui- ste si elevava un obelisco. Nei grandi effetto di rilievo nelle sculture e nelle
to nel 1933, adiacente al più grande riquadri fra i due pilastri d’ala dell’al- decorazioni sovrastanti. Tutto il com-
monumento ai Caduti del basso Piave tare e il corpo dell’obelisco, erano plesso monumentale venne recintato
(e non solo), realizzato nel 1920 e di- scolpiti quattro bassorilievi, due per da grosse catene d’ancora provenienti
strutto durante la 2^ guerra mondiale. ogni facciata dell’altare, rappresen- dall’arsenale di Pola; le estremità dei
Riordiniamo gli eventi. Nel marzo tanti quattro date significative della segmenti di queste catene erano fissate
1919, il Comando Supremo ordinò guerra: a degli “orecchioni” di sedici spezzoni
l’erezione, nella zona di Fagarè di 24 maggio 1915. - Entrata in guer- di bocche da fuoco, dell’altezza di 1
Piave (successivamente denominata ra dell’Italia - “Verso la Giustizia, la mt e del calibro di 120 mm, posizio-
“della Battaglia”), di un obelisco in Libertà e la Gloria” (Scultore A. Mar- nate verticalmente.
memoria della lotta cruenta avvenu- chetti) Nel settembre del 1919, i blocchi
ta in quel luogo durante la Battaglia 24 ottobre 1917. - La disfatta di grezzi di marmo (superando non
del Solstizio. La progettazione e la Caporetto - “La Barbarie nemica sul poche difficoltà burocratiche poste
realizzazione del monumento fu af- Sacro Suolo della Patria” (Scultore A. in atto dal comune di Carrara per
fidata al Comando Generale del Ge- Valli) l’ottenimento dell’autorizzazione al
nio Militare. L’arma del Genio, fin 15 giugno 1918. - La Battaglia del transito dei pesanti traini attraverso
dalla fine della guerra, era impegnata Solstizio - “Di qui non si passa” (Scul- l’abitato) furono trasportati dalle cave
nell’assicurare alla popolazione, per tore A. Valli) di quella città sino al laboratorio dove
quanto possibile, un minimo di ripri- 4 novembre 1918. - Vittoria dell’I- gli scalpellini, che già avevano a dispo-
stino della vita “ex quo ante”. Infatti, talia sull’Austria-Ungheria - “Il Trion- sizione i bozzetti, iniziarono realizzare
era occupata nell’erezione di baracche fo delle Armi Italiane” (Scultore A. le parti artistiche. Terminate le opere
per sostituire le case distrutte; nella Giorgi) scultoree, nel mese di marzo dell’anno
rimozione dei bunker; nel ripristino Su una faccia dell’obelisco, al di successivo iniziarono i trasporti ferro-
dell’integrità del sistema difensivo sopra dell’altare, era scolpita la statua viari alla volta di Fagarè e la loro collo-
arginale del Piave, in più parti “tra- della “Vittoria” (Scultore A. Giorgi) cazione sul posto. A lavoro ultimato,
forato” da ricoveri e camminamenti; – Sulla faccia opposta erano scolpiti l’obelisco centrale del monumento
nel riempimento delle centinaia di “l’Aquila dei Savoia” e “il leone di San raggiungeva un’altezza di 12 mt, l’al-
chilometri di trincee e nella bonifica Marco”. Facevano corona alle are vo- tare presentava un fronte di 10,36 mt,
del terreno dai residuati bellici. tive, alla Vittoria e all’Aquila sabauda, uno spessore (o profondità) di 2,04
Pertanto, il compito di erigere il i simboli delle due Province redente: mt e 4 mt di altezza dal basamento
grande monumento a Fagarè si ag- Trento e Trieste, e delle cinque Pro- sul quale era posto. Il basamento, de-
giungeva ai gravosi incarichi che l’ar- vince liberate: Udine, Treviso, Vene- limitato dalla catena, misurava 23 mt
ma del Genio stava già svolgendo nei zia, Belluno e Vicenza. Come in altri di lunghezza e10 di larghezza.
territori dilaniati dalla guerra. Il basso monumenti similari, non potevano Per la realizzazione del monumen-
Piave ricadeva sotto la giurisdizione assolutamente mancare un paio di to e del basamento furono impiegati
del “III Ufficio Lavori”, diviso, a sua iscrizioni classiche, dettate dal Magg. 165 mc di marmo grezzo, mentre per
volta, in diverse “Direzioni di Zona”. Gen. del Genio, Vincenzo Traniello, le fondazioni (tuttora esistenti sotto
Fagarè ricadeva sotto la giurisdizio- che risentono della magniloquenza uno strato di ghiaino) furono gettati
ne della “28a Direzione di Zona”. Il linguistica del tempo: “La fede il va- 750 mc di calcestruzzo e impiegati
progetto d’insieme e nella sua parte lore ed il sacrificio dei soldati d’Italia 64 mc di mattoni. Per il trasporto da
artistica fu affidato al Tenente del Ge- fecero sacro questo luogo nei secoli”. Carrara a Fagarè vennero impiegati
nio arch. Ciro Marchetti. Mentre la Mentre l’altra: “O prodi col vostro 24 carri ferroviari. Attorno al monu-
direzione dei lavori fu assunta dal suo olocausto ammoniste che ove l’animo mento furono piantumati 500 alberi e
Comandante, il Ten. Col. Ing. Castro- sovrasti la fortuna le nazioni vittorio- arbusti di altezza variabile dai 2,50 ai
giovanni. Il bozzetto presentava uno samente risorgono”. 5 mt e oltre 300 mt. di siepe in bosso.
stile classico, a linee sobrie, con motivi Il monumento fu realizzato in Per la realizzazione dell’opera furono
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1: Progetto del monumento. di costruzione del monumento. 8: Bozzetto del bassorilievo 24 ottobre
2: Planimetria e piano d’insieme dell’area 5: Pezzi artistici sul piano di scaricamento. 1917. - La disfatta di Caporetto - “La
destinata ad ospitare il monumento. 6: Fase della posa in opera di un bassorilievo. Barbarie nemica sul Sacro Suolo
3: Bozzetto del monumento. 7: Bozzetto del bassorilievo 24 maggio della Patria” (Scultore A. Valli).
4: Fase di scarico dalla ferrovia dei 1915. - Entrata in guerra dell’Italia 9: Bozzetto del bassorilievo 15 giugno
blocchi marmorei attraverso il piano - “Verso la Giustizia, la Libertà e la 1918. - La Battaglia del Solstizio - “Di
inclinato di scorrimento sino al sito Gloria” (Scultore A. Marchetti). qui non si passa” (Scultore A. Valli).
impiegati 45 operai che lavorarono quale farli scorrere sino all’area di co- Il Sacrario di Fagarè, così come lo
per 200 giorni. Il costo complessivo struzione. Il monumento venne inau- conosciamo oggi, venne progettato
raggiunse le 550.000 £. gurato il 24 maggio 1920 alla presenza dall’architetto trevigiano e ufficiale al-
Il sito d’insediamento, oltre che per del Duca Emanuele Filiberto D’Aosta, pino nelle due guerre mondiali, Pietro
il luogo dove si svolse la cruenta bat- comandante della III Armata. Dal Del Fabro, che troviamo tra i fondato-
taglia del Solstizio, della venne scelto 1933 al 1935 fu costruito l’attuale Sa- ri della nostra Sezione di Treviso. Del
per la sua vicinanza alla statale Postu- crario Militare per accogliere le salme Fabro concepì la struttura della nuova
mia, ma, soprattutto, all’adiacenza dei Caduti della III Armata. Oggi ne opera a forma di esedra, con due cor-
con la ferrovia Treviso – Portogruaro, ospita 10.548, provenienti da ben 80 pi terminali allungati alle estremità in
così da poter realizzare uno scarico cimiteri di guerra presenti nel settore modo da “abbracciare” idealmente il
dei materiali di costruzione “in linea” controllato dall’“Invitta”, il quale, dopo preesistente monumento ai Caduti. I
e deporre facilmente i pesanti blocchi il riposizionamento seguito alla ritira- due manufatti convissero poco meno
di marmo su un piano scaricatore in ta di Caporetto, andava da Palazzon di una decina d’anni, fino a quan-
pendenza, lungo 40 metri e largo 5, sul (poco sotto Spresiano) fino al mare. do, nel 1944 , l’esercito tedesco che
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10: Bozzetto del bassorilievo 4 Savoia con il leone di San Marco 17: Il Sacrario Militare di Fagarè al
novembre 1918. - Vittoria dell’Italia inseriti tra l’obelisco e l’altare. tempo in cui era presente anche
sull’Austria-Ungheria - “Il Trionfo delle 14: Edificio di servizio per il custode. il Monumento ai Caduti.
Armi Italiane” (Scultore A. Giorgi). 15: Come appariva il monumento 18: Cartolina postale con il Sacrario
11: Bassorilievo della statua della Vittoria. al termine della costruzione. Militare e il Monumento ai Caduti.
12: Bassorilievo dell’aquila dei Savoia. 16: Una celebrazione patriottica
13: Particolare dell’aquila dei il 24 maggio 1927.
“governava” il territorio durante la Il custode del Sacrario del tempo, Cultura dell’Arma del Genio” a Roma.
Repubblica Sociale Italiana, ordinò Antonio Cita, con l’aiuto di alcune Del monumento, invece, rimane solo
lo smantellamento dell’opera monu- persone del luogo, nascose i quattro il ricordo dei più anziani che hanno
mentale. Le ragioni della distruzione bassorilievi, sottraendoli così alla di- avuto la fortuna di vederlo e le diver-
erano rappresentate dal bassorilievo struzione. se foto a margine, a perenne memoria
che raffigurava - La disfatta di Capo- Ora i bassorilievi in questione, della più importante opera monumen-
retto - “La Barbarie nemica sul Sacro purtroppo disposti in un ordine cro- tale in onore ai Caduti nel teatro d’o-
Suolo della Patria”; in quest’opera nologico completamente errato, sono perazioni della III Armata, purtroppo
risaltavano le violenze compiute dai stati collocati sulla facciata del Sacrario irrimediabilmente distrutta.
soldati austro-tedeschi sulla popola- e sono ben visibili al visitatore. Sono
Renzo Toffoli
zione civile inerme e che gli occupanti rimasti anche i bozzetti di questi quat-
trovavano offensive. tro bassorilievi e il bozzetto integrale di
Archivio fotografico Renzo Toffoli:
Della demolizione fu incaricata la tutto il monumento, oggi esposti nella
ditta Cavallin di Bassano del Grappa. sede museale dell’“Istituto storico e di
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100 ANNI, UN SILENZIO! ...
LA SERA DEL RICORDO
“Sensibilità, conoscenza, sobrietà minuti la cosa è combinata fissando granate austroungariche. Nei primi
e ... professionalità penso siano sta- anche la data, sabato 28 marzo 2020, giorni di agosto riprendono le prove
ti i fili conduttori dello spettacolo/ festa del nostro gruppo. in chiesa con l’Ottetto ANA di Ar-
meditazione di ieri sera. Fra tante Ovviamente l’iniziativa ottiene cade, col lettore Marco Mattiuzzo e
manifestazioni alle quali ho assistito l’approvazione del nostro Consiglio la tromba del maestro Renzo Gallina.
nella oramai lunga vita raramente Direttivo. Finite le feste natalizie, ar- Intanto la macchina organizzati-
mi è capitato di trovarmi coinvolto chiviata la 53^ edizione del Panevin e va del gruppo di Arcade si prepara a
intellettualmente e spiritualmente la 25^ Premiazione del Premio P.A.F. pubblicizzare degnamente l’evento,
come ieri sera appunto nella chiesa cominciano i primi incontri di lavoro creando un’accattivante locandina
di Arcade”. Credo che queste parole, per studiare il materiale che Cleto e che verrà affissa nei locali pubblici del
scritte da Giovanni Lugaresi, siano i Leonardo portano a Fiorella: il diario paese. Non si tralasciano naturalmen-
complimenti più belli che un regista, scritto nel luglio 1917 dal fante arca- te i social. Arriva il 12 settembre e la
un attore, un orchestrale, un corista o dese Luigi Pagotto classe 1885, appar- risposta della gente è da ‘Prima’. Un
chiunque calchi un palcoscenico vor- tenente al 149° Reggimento, Brigata nostro servizio d’ordine controlla che
rebbe sentirsi dire al termine di uno ‘Trapani’. Alcuni passi del diario sa- tutti indossino la mascherina e venga-
spettacolo. E questi sono i sentimenti ranno parte del testo del copione dello no osservate le normative vigenti anti
che hanno provato, di certo, tutti i spettacolo che Fiorella sta scrivendo. Covid 19. I posti predisposti sono in
presenti nella chiesa di Arcade la sera A metà febbraio del 2020 comin- breve tempo tutti occupati. Puntua-
del 12 settembre u.s. al termine dello ciano le prove in chiesa ma, come si le alle 20,30 inizia lo spettacolo che
spettacolo “100 Anni, un Silenzio!...la dice ‘l’uomo propone e Dio dispo- viene trasmesso in diretta Facebook.
sera del ricordo” messo in scena per i ne’ e alla fine dello stesso mese, a tre Calano le luci, si comincia!
90 anni della consacrazione a san Lo- settimane dallo spettacolo s’aggira lo Lo spettacolo è un intreccio fra
renzo Martire della chiesa di Arcade spettro di un nemico invisibile ma classiche canzoni nate nelle trincee e
chiamata la ‘Sposina del Piave’ per la terribile, il Covid 19. Da lì a qualche narrazione di spezzoni di lettere dal
sua bellezza architettonica. L’idea di giorno, in marzo, inizia il look down fronte: pensieri e parole pregne delle
presentare questo spettacolo nasce il e tutto si ferma! L’Italia intera è ferma ansie e delle paure di uomini/ragaz-
29 ottobre del 2019, durante la tradi- col fiato sospeso per le terribili conse- zi consci di avere il fiato della morte,
zionale cena del Comitato di “Parole guenze della pandemia in atto. Dopo sempre presente, come fedele com-
attorno al Fuoco” (P.A.F.), Giuria ed tre lunghi mesi di chiusura, pur con pagno ma anche fiduciosamente ag-
il C.D.G. del gruppo Alpini arcadese, le restrizioni sanitarie e logistiche im- grappati alla misericordia salvifica di
quando vengono proclamati i vincito- poste, la vita riprende piano piano e si Dio. ‘Tutti avevano la faccia del Cristo
ri. L’ora era tarda e fra una chiacchiera comincia a ripensare allo spettacolo. nella livida aureola dell’elmetto, tutti
e l’altra don Mario chiese a Fiorella Intanto si trovano altre testimonianze portavano l’insegna del supplizio nel-
Colomberotto, nostra lettrice al Pre- preziose ed emozionanti da aggiunge- la croce della baionetta e nelle tasche
mio, se avesse qualcosa da proporre re ai testi, infatti si è scoperto un altro il pane dell’ultima cena e nella gola il
sulla Grande Guerra, qualcosa da diario della Grande Guerra, apparte- pianto dell’ultimo addio’. Come det-
mettere in scena in chiesa per la Qua- nente all’arcadese don Cesare Baldas- to alcuni brani narrati sono tratti dai
resima. «Certo che ho qualcosa sulla so, ufficiale e ragazzo del ‘99, anche lui diari degli arcadesi Luigi Pagotto e
Grande Guerra e le sofferenze patite del 149° Reggimento Brigata Trapani. don Cesare Baldasso, i nipoti e pro-
dai soldati!...» ribatte subito Fiorella Fiorella riprende alacremente il lavoro nipoti dei quali siedono visibilmente
«ma avrò bisogno del sostengo del sospeso e con don Mario si fissa una commossi fra gli spettatori. I minuti
gruppo alpini» e...dato uno sguardo nuova data, il 12 settembre 2020. Una scorrono in un continuo sublimar-
d’intesa a Cleto, segretario del grup- data importante per la comunità arca- si musicale e narrativo che inchioda
po, scambiate due parole con Leonar- dese in quanto il 15 settembre 1930, letteralmente lo spettatore rapito nel
do Presidente del Comitato P.A.F. e, il vescovo Andrea Giacinto Longhin corpo e nello spirito. Solo alla fine
telefonato in diretta a Devi fondatore consacrava a san Lorenzo Martire quando le ultime note del Silenzio,
e corista dell’Ottetto ANA di Treviso, la nuova chiesa di Arcade, sorta sul- scaturite da una portentosa tromba,
per averne la disponibilità, in cinque le macerie di quella distrutta dalle inondando le navate si affievoliscono,
20 Fameja Maggio
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