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In ontagna In questo numero
La Rivista del CAI Perugia
Anno II
numero 8 - 2022
Periodico trimestrale
del Club Alpino Italiano
03 EDITORIALE
Sezione di Perugia
Autorizzazione Tribunale
04 DEBORAH SALANI: IL CAI CHE VORREI
di Perugia n. 6/2020 del Intervista alla neo Presidente della Sezione
Registro Stampa
del 17/09/2020 07 SULLE VIE FERRATE DELLE DOLOMITI
Direttore responsabile Undici nostri soci in azione sui luoghi della Grande Guerra
Gabriele Valentini
(gabrvalentini@gmail.com)
11 UNA BELLA SETTIMANA IN VAL DI FASSA
Redazione Tante escursioni di ogni livello per un gruppo in piena forma
Francesco Brozzetti
Fausto Luzi
Ugo Manfredini 14 NASCE LA SCUOLA INTERREGIONALE
Alessandro Menghini Marco Piselli è stato nominato direttore
Marcello Ragni
Hanno collaborato 16 UN PROGETTO SCIENTIFICO IN ISLANDA
a questo numero Tra i protagonisti il nostro istruttore speleo nazionale Felice La Rocca
Rodolfo Cangi
Giorgio Furin
Felice La Rocca 20 IL FENOMENO DELLE PANCHINE GIGANTI
Leonardo Majorana Anche a Perugia, nei pressi di Colle Umberto I, se ne trova una
Vincenzo Ricci
Direzione, Redazione 22 LUNGO LA VIA DEI PASTORI
e Amministrazione Un lupo, una volpe e un orso...
Via della Gabbia 9
06123 Perugia
Tel.: 075.5730334 23 QUELLA SALITA SUL MONTE ARARAT
Orari di apertura: Breve resoconto di una spedizione del CAI Perugia di 10 anni fa
martedì e venerdì
dalle ore 18,30 alle ore 20,00
posta@caiperugia.it 28 SAN BENEDETTO DEI CONDOTTI
Una scoperta camminando per le vie della nostra città
Progetto grafico
ed impaginazione
Francesco Brozzetti 31 VITA ASSOCIATIVA
Stampa:
Xerox Global Document
Outsourcing
P.zza Italia, 2
06121 Perugia 1a di copertina: 4a di copertina:
Esplorazione delle grotte in Islanda In azione sulle ferrate della Val di
Chiuso in tipografia Fassa
il 30 settembre 2022
2Editoriale
Gabriele VALENTINI
Con questo ottavo numero termina gli ormai numerosissimi “gruppi ormai tradizione un’intervista alla
il secondo anno della rivista che whatsapp” che quasi sempre sono nuova presidente Deborah Salani
esce in un periodo molto impor- animati e gestiti dagli stessi soci con la quale abbiamo discusso
tante per la sezione. Infatti, ottobre CAI. degli argomenti più importanti del
e novembre sono i mesi nei quali Naturalmente non abbiamo nien- momento e delle prospettive della
viene messa a punto gran parte te contro questi gruppi (anche sezione per il prossimo triennio.
dell’attività per il 2023. chi scrive ne fa parte) che spesso Estate è tempo di vacanze e per
L’anno che sta finendo è stato fanno itinerari davvero interessanti molti perugini questo significa
quello della ripresa dopo il Covid e che possono “costruire” le loro Trentino. Leonardo Majorana e
e, pur con qualche lacuna, è stato escursioni con più agilità e rapidità, Rodolfo Cangi rispettivamente ci
ben coperto da tutti i gruppi con liberi dalle pastoie burocratiche che raccontano delle impegnative fer-
un’attività intensa e varia. E non era caratterizzano il CAI, però sarebbe rate affrontate sulle Dolomiti e di un
facile se ripensiamo alle condizioni bello che sul lato dell’escursioni- bel trekking in Val di Fassa.
in cui ci trovavamo al momento del smo la sezione di Perugia potesse L’istruttore nazionale di speleolo-
“varo” del calendario, vale a dire offrire almeno la stessa quantità e, gia Felice La Rocca, invece, è stato
il novembre 2021. Adesso, incro- soprattutto, qualità, che offrono protagonista con il gruppo La Venta
ciando le dita, la situazione sembra altre sezioni dell’Umbria. di un’interessante esperienza in
quasi normalizzata dal punto di A questo punto occorre introdurre Islanda dove ha monitorato fra
vista sanitario mentre l’incertezza anche un altro tema collegato, l’altro i tubi lavici formatisi dalle
regna sul fronte economico. quello dei conduttori. Uno dei recenti eruzioni vulcaniche: bello il
Comunque la sezione si sta im- motivi che hanno portato a que- suo racconto con eccezionali foto
pegnando per allestire un’annata sta carenza di uscite domenicali è a corredo.
ricca di appuntamenti per i soci: dovuto alla mancanza di persone In un altro articolo c’è anche quella
nel mese di settembre si è tenuta disponibili. Chi organizza il martedì che definiremmo una sorpresa,
una riunione con i referenti dei o il giovedì (e neppure lì abbon- infatti nei pressi di Colle Umberto
principali gruppi, nella quale sono dano, basta guardare i nomi sulle è stata recentemente installata
state indicate, fra le altre cose, le locandine: sono quasi sempre gli una panchina gigante tipo quelle
linee guida. stessi che ricorrono) difficilmente che abbiamo visto in molte zone
Quello che auspichiamo è che ci ha tempo e voglia di spendersi pure delle Alpi. Crediamo che varrebbe
siano tante proposte da valutare, nei festivi. Anche perché bisogna la pena farci un salto per vederla
soprattutto per quanto riguarda le tener conto che ogni escursione da vicino.
uscite domenicali di escursionismo deve prevedere almeno una se non Un nostro socio, anche lui istrutto-
che hanno avuto nel 2022 un po’ due ricognizioni che prendono altro re nazionale ma di escursionismo,
troppe pause. Infatti, se i gruppi tempo e denaro. Marco Piselli è diventato direttore
seniores (nelle due versioni del Sarebbe interessante che qualcuno della neonata scuola interregionale
martedì e del giovedì) non hanno dei soci più esperti ma soprattutto di escursionismo Umbria-Marche.
perso un colpo nella programma- i più giovani che sono usciti dai In un’intervista ci spiega quali sono
zione, recuperando anche le uscite recenti corsi di escursionismo avan- le funzioni della scuola e i suoi
rinviate per maltempo, non è stato zato cominciassero a dare il loro obiettivi.
così per i festivi. contributo alla sezione in questo Come “amarcord” invece Leonardo
E in effetti parecchi soci lo hanno campo. Non si chiede molto: una o Majorana descrive le fasi salienti di
fatto presente: chi lavora non può due uscite all’anno possono essere uno dei trekking più evocativi fatti
certo prendere un giorno di ferie sufficienti per far sì che il carico di in passato dal CAI Perugia: la scalata
per camminare durante la settima- impegno sia più equamente sud- del mitico Monte Ararat.
na, se non in casi eccezionali e se diviso e che si possa offrire ai soci E non poteva mancare anche in
manca un’escursione alla domenica una maggiore possibilità di scelta. questo numero il tradizionale ar-
(o magari anche al sabato, perché Oltre che fare esperienza pratica di ticolo di Francesco Brozzetti sulle
no?) rimangono delusi e spesso si quello che si è appreso in teoria. bellezze del Perugino: stavolta
appoggiano ad altre sezioni CAI Passiamo ora agli argomenti che scrive della chiesa di San Benedetto
oppure scelgono di confluire ne- troverete in questo numero. Come dei Condotti.
3Deborah Salani
“Ecco il mio programma”
Intervista alla neopresidente della nostra sezione che ha appena iniziato il mandato
Gabriele VALENTINI
Da tre mesi è la nuova presidente del per il nostro statuto, è eletto dal to, nei casi in cui non è avvenuto,
CAI Perugia: Deborah Salani è stata Consiglio, questa “incoronazione ha dato problemi. Poi ho avuto la
eletta dal Direttivo dopo essere stata popolare” fa piacere. fortuna di trovare, tra gli eletti, Eu-
la candidata più votata nelle elezioni genia Franzoni che ha le capacità e
del 17 giugno e condurrà la sezione Alla vigilia delle elezioni pensavi le competenze per svolgere il ruolo.
per il prossimo triennio. di arrivare a questa carica? di tesoriere. Quando lei si è offerta
Socia dal 2013, Deborah è arrivata No, pensavo di essere rieletta e con- di occupare questa “casella” allora
alla massima carica dopo aver oc- tinuare nel mio ruolo di tesoriere al ho pensato che poteva davvero
cupato nel precedente mandato gli quale ero, per così dire, affezionata. essere il mio turno. Dico la verità,
incarichi di segretaria e di tesoriere. Questo perché è un impegno che se non ci fosse stata Eugenia a
Con lei vogliamo tracciare il punto ben conoscevo per la mia attività prendere il mio posto sarei rimasta
della situazione e delle prospettive lavorativa, ma soprattutto perché dove ero e avrei, anche se a malin-
della nostra sezione che, lo ricordia- negli ultimi due anni ho dato un cuore, rifiutato la carica perché mi
mo, è la seconda per importanza del notevole contributo alla sua nuova piaceva troppo quel lavoro e volevo
Centro-Sud Italia. impostazione che era richiesta dai portarlo avanti.
tempi e dalle leggi. Un lavoro impe-
Prima di tutto, complimenti De- gnativo e forse poco appariscente E adesso…
borah. Ti aspettavi questo risul- ma che è determinante per il buon Adesso voglio mettermi alla prova
tato alle elezioni? funzionamento della sezione e che su qualcosa che non avrei mai pen-
Assolutamente, certo pensavo di mi ha dato anche soddisfazioni. sato di fare. Quello che garantisco,
avere un buon numero di con- per ora, è il massimo impegno e una
sensi anche per la mia attività nel Poi che è successo? buona dose di entusiasmo. Sono
triennio, ma di essere la più votata Quando ci siamo riuniti prima del anche contenta che Angelo Pecetti
proprio no. Certo che comunque Direttivo ho pensato che la persona sia rimasto come vicepresidente.
questo risultato è importante, più votata dovrebbe sempre fare il Lui è nel CAI da una vita e conosce
perché se è vero che il presidente, presidente anche perché in passa- tutto l’ambiente, non solo perugi-
4no, e soprattutto conosce quelle Questo non deve accadere e quan- Il progetto di fare diverse inter-
sottili dinamiche anche personali do esamineremo le nuove proposte sezionali, proposto dal Regionale,
che la sottoscritta, che è qui da solo per il 2023 a novembre ne terremo ha avuto poca fortuna.
9 anni, non può conoscere in pro- conto.
E’ stato calato dall’alto e invece
fondità e questo in molte occasioni
questo dovrebbe essere qualcosa
sarà utile. Bisognerebbe anche convincere
che viene dal basso. Io credo in
i vari ASE, AE etc a essere più
queste iniziative e spero che si
Ora si tratta di lavorare. propositivi.
facciano, però so bene che ci sono
Credo che sia importante dare Questo è sicuro, anche perché anche delle criticità da superare.
continuità a quello che fatto il devono mantenere il titolo. Ma
precedente Direttivo di cui do un io pensavo anche di coinvolgere Alcuni soci hanno chiesto come
giudizio positivo, anche se due anni chi esce dai corsi di escursionismo mai non si fa più la cosiddetta
di Covid hanno impedito ogni tipo avanzato. Bisogna fare in modo Settimana verde, cosa rispondi?
di progettualità, facendo spesso che siano inseriti subito nell’attività
E’ un discorso complesso, cerco di
vivere alla giornata. E’ molto utile sezionale e che, dopo aver ricevuto,
riassumere. Così com’era concepita
anche che ci sia stato un parziale diano anche un contributo al CAI
fino a qualche anno fa, secondo
ricambio (4 su 9, ndr) perché queste Perugia e non facciano solo piccoli
me, non è più proponibile. Oggi
persone possono portare nuove gruppetti whatsapp, sicuramente
le esigenze sono diverse e poco
idee e iniziative. Sarà importante leciti per carità, ma anche un po’
compatibili con quello che una
che nel Consiglio ognuno abbia un esclusivi. Però ho anche altre idee
volta era chiamato “spirito del CAI”,
suo ruolo e non sia una semplice in proposito.
dobbiamo prenderne atto. Credo
pedina che venga alle riunioni solo
sia più giusto sostituirla con mol-
per votare e che quindi possa dare Quali?
teplici uscite in montagna di una
un suo contributo al buon funzio-
Coinvolgere di più il Gruppo Senio- settimana, come sono state fatte
namento della sezione.
res, il più numeroso della sezione. anche quest’anno (Aspromonte,
So bene che già organizza una Como, Moena, Piemonte, etc.) e che
Parliamo di cosa bolle in pentola
quarantina di giovedì, però sarebbe più rispondono alle richieste dei
nei prossimi mesi.
bello che una volta al mese alcuni di nostri soci. Inoltre proponiamo così
Il primo obiettivo che mi pongo è loro proponessero qualcosa anche un’offerta variegata sia per tipolo-
una sempre maggiore integrazione per chi lavora ed è libero solo nel gia che per date e quindi ognuno
del Gruppo Speleo nella nostra weekend. può trovare quello che meglio gli si
sezione. Non penso di poter cancel- Il patrimonio di conoscenze di addice, piuttosto che una settimana
lare anni di problemi in un attimo questo gruppo, che ben conosco, fissa, tutti insieme in un albergo.
ma credo che sia anche giunto il è immenso sia dal punto di vista
momento di mettere una pietra organizzativo, sia della conoscenza Invece sulla proposta di organiz-
sopra al passato e cominciare una del territorio che da quello cultu- zare una giornata ecologica?
nuova stagione. Da questo punto rale.
Già quest’anno si è visto qualcosa, Sicuramente è qualcosa che manca
di vista l’arrivo nel Direttivo, e in un
ruolo importante, della loro presi- e ne sono felice, però vorrei che al nostro CAI. Spero proprio che
dente Eugenia Franzoni mi fa ben facessero un po’ di più. sia possibile metterla in calendario
sperare. Poi dobbiamo affrontare i
vari problemi della sezione.
Un problema che si è verificato
negli ultimi anni è la carenza di
proposte per le escursioni dome-
nicali.
Sì, l’ho notato anch’io: consideran-
do tutta l’annata abbiamo meno
escursioni di sezioni più piccole
e questo non è bello. Studieremo
come fare e soprattutto come or-
ganizzarle meglio. In alcuni casi si
è anche verificato che l’assenza di
un solo proponente abbia porta-
to all’annullamento e che alcune
escursioni rinviate per maltempo
non siano state più recuperate.
5nel 2023. Penso che la situazione all’anno sia i Martedì CAI che il di un costo inferiore a quello di un
sulle nostre montagne non sia in Gruppo Seniores possano utilizzarla normale cinema.
generale disastrosa però in alcune per una salsicciata. Stesso discorso
località, come a Monte Malbe ad per le attività dell’Alpinismo Giova- Novità sulla Biblioteca sezionale?
esempio, bisognerebbe intervenire. nile che potrebbe sfruttarla come
Abbiamo contattato il Sistema
E’ una proposta della quale terremo base anche con pernottamenti.
biblioteche che ci darà un aiuto
conto anche per vedere qual è la
per catalogare il tutto elettronica-
risposta effettiva dei soci. Riprenderanno le proiezioni di
mente.
Quarta Parete?
Bisognerà anche “ripulire” il mate-
Capitolo Casetta Ciccaia, che ci
Ci stiamo lavorando proprio in riale per vedere quello che può an-
puoi dire?
questi giorni: siamo in contatto cora interessare e potremmo anche
Il progetto di fattibilità per una con il Postmodernissimo e anche raggiungere un accordo affinché i
ristrutturazione parziale, che il con Trento per stabilire le pellicole libri più antichi o interessanti, pur
Direttivo ha approvato qualche e le date. Il problema dei costi, che rimanendo di proprietà del CAI, sia-
mese fa, sta andando avanti grazie hanno pesato negli anni scorsi, no dati alle biblioteche in modo che
all’entusiasmo del nostro “rifugi- non è indifferente e per questo tutti possano consultarli, visto che
sta” Giacomo e anche grazie alla sarà chiesto, a chi assisterà, una qui non è possibile farlo se non in
collaborazione finanziaria della Co- quota di partecipazione, non più condizioni precarie e di fatto sono
munanza che rimane pur sempre la volontaria - anche per non ritrovarci inutilizzati.
proprietaria dello stabile. Insisterò con monetine da 5 e 10 centesimi
affinché i Gruppi la usino di più e come purtroppo è successo - ma Per ultimo, ma non perché sia
spero che almeno un paio di volte un vero e proprio biglietto sia pure meno importante, la nuova sede
dei Conservoni.
Finalmente, dopo lunghe peripezie,
a metà ottobre dovrebbero conse-
gnarci le chiavi.
Credo che sia un evento importante
per la nostra sezione, non solo per-
ché dà una soluzione al problema
del Gruppo Speleo che era sfrattato
da via Settevalli, ma anche perché
in questa maniera possiamo avere
un luogo dove poterci aggregare.
Parliamoci chiaro, i nostri soci,
ad eccezione dei pochissimi che
ancora abitano in centro, non ne
vogliono sapere di venire in sede:
la trovano scomoda, lontana dai
parcheggi e così via.
Speriamo, con questo edificio a
Monte Pacciano, di risolvere al-
meno in parte il problema, anche
per le riunioni dei gruppi, quelle
organizzative dei trekking o per i
corsi di escursionismo per esempio.
Riconosco che non è la soluzione
ottimale ma è già meglio di via della
Gabbia che comunque rimarrà, lo
ribadisco, la nostra sede ufficiale
anche per lo svolgimento di ogni
attività burocratica.
A questo proposito vorrei informa-
re che tra non molto sarà - final-
mente - operativo il POS e quindi
non sarà più necessario pagare in
contanti le iscrizioni, le assicurazioni
e ogni altra transazione.
Naturalmente sul sito daremo tutte
le informazioni riguardo all’argo-
mento.
6Sulle vie ferrate delle Dolomiti
Nei luoghi della Grande Guerra ricordando Leandro Fagiolini
Leonardo MAJORANA
La via ferrata che sale alla To-
fana di Rozes è intitolata alla
memoria della M.O. al Valor
Militare Giovanni Lipella, morto
nel 1918 in combattimento. La
ferrata è considerata di media
difficoltà con alcuni passaggi più
impegnativi nella parte finale, ma
la difficoltà principale consiste
nella sua lunghezza complessiva.
In genere s’inizia il percorso di
avvicinamento dal Rifugio Di-
bona (2053 m). La via è divisa in
due sezioni, la prima più lunga,
nella quale si guadagna poco in
altitudine in quanto la risalita
della galleria del Castelletto e dei
successivi gradoni attrezzati viene
parzialmente compensata dal
percorso digradante delle cenge.
Questa parte termina presso le
Tre Dita (2700 m), dove si trova con formaggio fuso. una via ferrata; Giorgio ricorda che
un bivio dal quale si può scendere C’è stato un momento toccante Leandro fu precursore dell’uso del
per sentiero al Rifugio Giussani quando Giorgio, con grande te- GPS e scrisse anche un manuale
oppure si può continuare per la nerezza e emozione, ha voluto sull’argomento, e la descrizione di
seconda sezione, più breve ma più ricordare il socio Leandro, suo tutti i percorsi effettuati dal gruppo
impegnativa, con alcuni passaggi caro amico, animatore del gruppo è tuttora consultabile al sito https://
verticali, dove si risalgono 300 I Corridori, il quale nel settembre www.icorridori.org/.
metri di quota. Qui termina la fer- 2013 pernottò in questo rifugio e il I due organizzatori, Carlo e Marco,
rata. Ora occorre rimontare altri giorno appresso improvvisamente viste le previsioni meteo aggiorna-
200 metri di dislivello lungo la via ci lasciò, dopo aver completato te, decidono per il giorno dopo di
normale se si vuol raggiungere
la croce di vetta (3225 m). [Breve
sintesi tratta da ferrate365.it]
18 agosto – l’arrivo
Da Perugia muovono 11 soci CAI.
L’eccellente rifugio Dibona è como-
damente raggiungibile col proprio
mezzo. Arriviamo nel pomeriggio.
Temporali consistenti durante il
viaggio, però in serata il tempo si
rasserena. Tuttavia le previsioni me-
teo per il giorno dopo, nel quale è
prevista la ferrata Lipella, non sono
affatto incoraggianti. Siamo allog-
giati nella foresteria esterna, in due
camerate. Cena molto buona dove
è stata molto apprezzata la polenta
7fare un percorso meno impegna- e a raggiungere l’imbocco della gal- corso, veramente impressionante,
tivo e più breve, il Kaiserjäger e leria. Sta piovendo. Indosso il casco si aprono cavità, baraccamenti,
la galleria del Lagazuoi. La ferrata con la torcia frontale e mi affretto imbocchi di altri tunnel crollati,
Lipella verrà rimandata al giorno assieme a Maria, Franca e altri in fino a una baracca a due piani con
successivo. Decisione che si rivelerà discesa, ma per la galleria ci voglio- alcune finestre (sicuramente rico-
molto saggia! no almeno dieci minuti e ora sta struita) incastrata in piena parete
piovendo forte. Procediamo in or- alla quale si può accedere, e qui
19 agosto – Kaiserjäger, galleria dine sparso. All’imbocco del tunnel molti di noi si fanno fotografare
del Lagazuoi, cengia Martini (noto anche come Galleria di Mina), affacciati a salutare e Marco dice
Durante la notte al rifugio sentiamo ci raduniamo, chi già all’interno, “Eccoci arrivati all’albergo di stase-
intenso lo scroscio della pioggia. La aspettando gli ultimi. Accendo la ra!“ La cengia termina e si ritorna
mattina alle 7 il cielo è nuvoloso torcia e iniziamo la discesa. La gal- indietro. Il tempo volge al bello e
ma non piove più, temporali sono leria, lunga quasi un chilometro, fu fa bene sperare per il giorno dopo.
previsti nelle ore centrali, per cui scavata dai soldati italiani dall’im- In mezz’ora scendiamo per sentiero
viene confermato da parte degli or- bocco dalla Cengia Martini fino alla al passo Falzarego e al parcheggio.
ganizzatori il progetto di percorrere sommità per minare le postazioni Abbiamo completato il giro e siamo
il sentiero attrezzato Kaiserjäger austriache. Oggi il percorso, molto tutti molto soddisfatti. Sostiamo a
che dal passo del Lagazuoi sale al umido e buio, è attrezzato con fune un bar dove i più consumano birre,
Lagazuoi stesso e scendere poi per metallica, è assai ripido. Scendiamo battuta di Michele “Gesù ti vede se
la galleria; se il meteo lo consentirà i numerosi gradini, sostenuti da ne ordini una piccola!”
potremo poi esplorare anche la tronchetti di legno, su sassetti e pie- Ora scendiamo con le auto a Livi-
cengia Martini. trame bagnato, tenendoci al cavo, nallongo, dove prendiamo alloggio
Dal parcheggio al passo si percorre attenti a non scivolare, seguendo per due notti in albergo. Nel pome-
un sentiero che risale sui vasti coni le innumerevoli curve a spirale del riggio, ahimè, ricomincia a piovere.
detritici causati dallo scoppio delle tunnel. Ogni tanto delle feritoie Quando io e Maria, assieme a Fran-
mine fino all’inizio del Kaiserjäger. laterali aperte sulla parete rischia- ca, Michele e Roberto usciamo più
Questo è un sentiero che rappre- rano l’ambiente. La discesa mette tardi per cercare un market piove
sentava la via di comunicazione a dura prova le ginocchia, anche a dirotto! Alle 19 ci ritroviamo tutti
tra il fondovalle e le postazioni perché spesso bisogna procedere insieme per la cena. Siamo a mezza
austriache in quota. Oggi il sen- un poco incurvati. Per arrivare in pensione e la proposta dei piatti
tiero è stato risistemato e messo fondo impieghiamo forse poco esprime molto la tipicità locale,
in sicurezza, costituisce quindi di meno di un’ora. Il tunnel termina su esempio di primi piatti tra cui sce-
fatto un sentiero attrezzato. Per un terrazzo riparato dal quale si può gliere: spaghetti aglio e olio, tortel-
percorrerlo con la dovuta sicurez- facilmente accedere alla Cengia lini in brodo, penne all’arrabbiata!
za tutti i componenti del gruppo Martini. Dovrebbe essere circa la Secondi di carne non infami e per
indossano imbraco, casco e set da mezza. Non piove più, anzi, il cielo fortuna Francesco, il più giovane
ferrata con dissipatore. Il percorso si sta rischiarando, per cui Marco e della compagnia, vegetariano, rie-
non presenta difficoltà tecniche ma Carlo propongono senz’altro la visi- sce a farsi fare un’omelette.
in alcuni tratti è comunque molto ta della cengia. Dopo cinque minuti Il meteo per domani è incerto!
esposto ed è bene essere assicurati di riposo ci rimettiamo imbraco e kit Speravamo in un tempo più stabile
al cavo di sicurezza. Percorrendo da ferrata perché la cengia, in alcuni ma non è così, meglio di oggi, que-
un sistema di cenge si raggiunge tratti franata anche per le mine che sto sì, ma rimane comunque una
un ponte sospeso lungo almeno vennero adoperate dagli austriaci, copertura nuvolosa con una bassa
10 metri e quindi per un’ultima è in alcuni tratti molto esposta e probabilità di pioggia. Si proverà a
cengia si raggiunge la cresta e la attrezzata con cavo. Lungo il per- fare la famigerata via ferrata Lipel-
cima del Piccolo Lagazuoi a 2778
m. Il gruppo è affiatato e procede
bene. I due organizzatori Marco e
Carlo procedono in testa e in fondo
rispettivamente. Intorno alle 10.30
siamo tutti intorno alla croce di
vetta. Vasto il panorama tutto in-
torno sul Sass de Stria, Fanes e più
indietro fino alla Marmolada. Chi
già conosce questi luoghi illustra e
indica le cime più importanti, ma il
cielo è tutto coperto e scure nuvole
temporalesche si stanno avvici-
nando. Scendiamo velocemente al
vicino rifugio Lagazuoi, ma Giorgio,
Marco, Carlo ci invitano a muoverci
8la. Otteniamo dall’albergo di farci sionante. Finalmente, dopo ormai
preparare la colazione alle 6. quasi cinque ore dalla partenza,
arriviamo al termine di questo pri-
20 agosto – Via ferrata Lipella alla mo tratto, dove una larga cengia ci
Tofana di Rozes consente di fermarci e sostare un
Dall’albergo al rifugio Dibona ci poco, aspettando di riunire tutto il
vogliono 40 minuti di auto, così alle gruppo. Non piove più. Siamo alla
7.40 siamo di nuovo al parcheggio via di fuga vicino alle Tre Dita, a
e iniziamo a camminare. Tempo co- quota 2700, abbiamo completato
perto ma non sembra voler piovere. circa 2/3 della ferrata. Sono quasi le
Il sentiero che conduce all’attacco una, ne approfittiamo per mangiare
della Lipella sale traversando sotto qualcosa e per decidere. Alcuni
la grande parete sud della Tofana di noi vorrebbero continuare per
di Rozes, quindi piega a destra ed l’ultimo tratto di ferrata, che risale
entra alto sulla Val Travenanzes per altri 300 metri di dislivello. Altri
fino all’imbocco della galleria del come me, Giorgio, Sandro, vorreb-
Castelletto. Ci troviamo a circa bero ormai scendere per il sentiero
2470 metri di quota. Qui indossia- fino al rifugio Giussani. I direttori
mo casco con torcia, imbraco e set di escursione, Marco e Carlo, fatta
da ferrata. La galleria è un budello una valutazione, visto che non sono
elicoidale lungo 500 metri costru- previsti temporali ma al più deboli
ito dagli italiani nel 1916 a colpi piogge, viste anche le buone con-
di mina e di perforatrici. https:// dizioni dei partecipanti, decidono di
www.frontedolomitico.it/Luoghi/ dividerci in due gruppi: Francesco,
tofane/23_galleria.html. Luigi, Roberto, Michele, guidati da
All’uscita un breve tratto non at- Marco continueranno la ferrata;
trezzato conduce all’attacco della Giorgio, Sandro, Leonardo, Maria, giorno, faremo una ferrata più
ferrata, sono passate circa due ore Franca, guidati da Carlo scende- breve, la Fusetti al Sass de Stria e
dalla partenza. C’è vento forte e ranno verso le Tre Dita e il rifugio poi rientro a Perugia.
fastidioso, alcuni di noi si coprono Giussani. Mi tolgo con soddisfazio-
meglio. Ci sono tratti di traverso ne l’imbraco, che non servirà più. 21 agosto – Via ferrata Fusetti al
in leggera salita, non troppo im- Iniziamo a scendere. Interessanti Sass de Stria
pegnativi, che conducono a cenge queste Tre Dita che sono tre piccole Questa domenica il tempo è splen-
spettacolari dove però si perde torri scavate dai militari a controllo dido. Carichiamo tutti i bagagli in
quota. Alcuni tratti di cengia non delle vallate sottostanti. In neanche auto e alle 8.30 siamo già all’inizio
sono attrezzati. Bisogna attra- un’ora di sentiero lungo ghiaioni del sentiero che porta a questa
versare due profonde e lunghe raggiungiamo il rifugio Giussani, ferrata realizzata nel 2018, che
spaccature, dove dall’alto gocciola dove sostiamo con una bevanda
acqua in modo consistente, e lì ci si calda. Messaggi WhatsApp arrivano
bagna per forza. Poi inizia a piovere dall’altro gruppo: avevano comple-
leggermente. Sento le gocce pic- tato la ferrata, che nell’ultimo tratto
chiettarmi sul casco. Continuiamo presenta tratti verticali più difficili,
perché tornare indietro ormai non e si erano fermati a 100 metri sotto
conviene, più avanti sappiamo la cima, nuvole insistenti e la ripresa
che c’è una possibile via di fuga della pioggia li avevano consigliati
alle Tre Dita. La pioggia aumenta di non continuare e di iniziare la
di intensità, in breve la roccia e il discesa per la via normale, che
cavo metallico sono bagnati. Mar- nei primi tratti è molto scomoda
co procede in testa e dà consigli su ghiaioni ripidi. Noi torniamo
a Maria che è subito dietro, poi ci al rifugio Dibona dove arriviamo
sono io, in fondo chiudono Carlo, per le 16. Il tempo si è rimesso e
con Giorgio e Sandro. Siamo abba- ci sistemiamo al sole. Torniamo in
stanza sparpagliati. Nel procedere albergo. Il gruppo che aveva con-
ora inevitabilmente si va più piano. tinuato tornerà giù al parcheggio
I tratti di arrampicata non sono verso le 18, sicuramente più stanchi
più piacevoli, con la sensazione di noi. La cena viene quindi spostata
dei guanti e delle dita sul cavo alle 19.30 per dar modo a questi di
bagnato e con le punte delle scar- fare almeno una doccia! A cena si
pe in aderenza su piccoli appoggi intrecciano i commenti e i racconti
umidi, non bisogna scivolare. Lo di questa bella avventura. Siamo
spettacolo della parete è impres- tutti soddisfatti. Domani ultimo
9ricalca la salita disperata che un metri. C’è un discreto affollamento Salutiamo i nuovi e vecchi amici di
drappello di soldati Italiani tentò perché qui si può salire anche per questa intensa tre giorni.
per conquistare la cima durante la comoda via normale che noi Ancora complimenti agli organiz-
il conflitto della Grande Guerra. seguiremo per scendere. zatori, i quali hanno saputo modi-
(https://lagazuoi.it/IT/percorso13- Molte famiglie con ragazzi, qual- ficare i programmi adattandoli a un
Via-Ferrata-Sottotenente-Fusetti). cuno ha portato anche il cane che, meteo non favorevole e ci hanno
Il primo tratto è abbastanza facile, nei tratti più ripidi e con scale, è fornito interessanti informazioni
quasi un sentiero attrezzato, dove stato accomodato nello zaino! Via, storiche su vicende della Grande
si potrebbe salire anche in piace- bisogna tornare! Scendiamo veloci Guerra, stimolando la curiosità e
vole arrampicata senza assicurarsi. e alle 13 siamo già al parcheggio. l’interesse di tutti.
L’ultimo pezzo è più difficile ed
esposto con tratti verticali. Si esce
sulla cresta di questa strategica
In ricordo di Leandro
montagna, tutta scavata da trincee, Come ogni volta che passo per Cortina, sono andato a trovare Leandro
dove è stato realizzato un percorso al cimitero dove riposa dal 14/09/2013 in seguito ad un problema
quasi obbligato che seguendo cardiaco dopo essere arrivato in cima alla Tofana di Mezzo (3244
stretti camminamenti, trincee, con m) mediante le impegnative ferrate Olivieri (Punta Anna) ed Aglio.
l’aiuto di scalette di ferro e di legno, Come ho già fatto con i par-
porta alla cima rocciosa a 2477 tecipanti, desidero cogliere
l’occasione dell’uscita sopra
descritta per ricordare que-
sta importante figura del
Cai di Perugia a tutti i soci.
Leandro è stato un precursore
nell’ambiente escursionistico
per l’uso del Gps e soprattut-
to per la creazione nell’an-
no 2002 di un sito ancora
funzionante “icorridori.org”
dove ha descritto in modo
magistrale le escursioni fat-
te (allegando le tracce Gps,
etc.) in modo da facilitare al
massimo la loro ripetizione.
Invito tutti i soci a consultare
questo sito dove troveranno
numerose escursioni interes-
santi e questo sarà pure un
modo per ricordare ancora il
nostro compagno Leandro.
Giorgio Furin
10Un’intensa settimana in Val di Fassa
Escursioni e ferrate a raffica per un gruppo che non si è mai fermato
Rodolfo CANGI - Foto di Vincenzo RICCI
Si parte sconosciuti e si
ritorna amici
Una volta, perché ciò accadesse,
erano necessari eventi tragici (ri-
cordiamo Enrico V ed il celebre mo-
nologo “noi pochi, noi felici pochi,
noi banda di fratelli...” alla vigilia
della battaglia di Azincourt), oggi,
per nostra immensa fortuna, basta
una serie di escursioni in montagna.
Ed è quello che ci è successo nella
bella settimana passata a Moena
dal 28 agosto al 4 settembre.
Prima di tutto due parole sull’ho-
tel scelto dal nostro Vincenzo (su
cui, nel prosieguo, avrò da dire
qualcosina), pensavo non fosse
più possibile alloggiare e mangia-
re, nella splendida cornice delle
Dolomiti, in modo assolutamente
dignitoso senza doversi svenare, prima per la stessa settimana del programma ma, d’altra parte, siamo
invece ci siamo riusciti. Una tipica prossimo anno. andati a camminare...
gestione famigliare in una location Alcuni, tra cui chi scrive, sono stati Come dicevo, la sera del primo
non nuovissima quindi niente lussi alloggiati al quarto piano (non giorno, erano pochi i visi conosciuti
ma di quello che ci serviva non è c’è ascensore), facendo un conto ma durante la settimana si sono
mancato nulla al punto che, viste approssimativo in otto giorni do- strette conoscenze che ci permet-
le richieste già arrivate per il 2023, vremmo aver fatto il dislivello di teranno di organizzare belle cose
ci siamo decisi a prenotare quanto una escursione che non era nel nei monti di casa nostra.
11tre gruppi, uno dal Passo San Pel-
legrino ha toccato il rifugio Fuciade
e la Furcia Rossa, mentre l’altro dal
Passo Costalunga ha girato intorno
alla Roda di Vael per il rifugio Pao-
lina, il Vael ed il Passo Vaiolon (una
vista impressionante nell’avvicinarsi
a quest’ultimo con due “pettate”
che a qualcuno hanno fatto dire “io
lassù non ci vengo...”).
Il terzo si è tolto la voglia di ferrate
affrontando la Santner e portandola
a termine con grande soddisfa-
zione.
Veniamo al terzo giorno in cui sem-
brava essere praticamente certa la
pioggia (che poi ha preferito andare
altrove), quindi doveva essere “un
giro intorno a Moena” per far ripo-
sare le gambe a metà settimana.
Infatti la camminata è stata di soli
24 chilometri lungo l’Avisio. Un
piccolo gruppo si era nel frattempo
staccato per andare a percorrere
Il meteo? Ci ha fatto passare quasi Camminata, questa, un po’ diversa una parte del Viel del Pan.
tutti i giorni temendo un acquazzo- da quelle consuete in cui ti trovi la Il giovedì, visto che il giorno prima
ne nel pomeriggio, quindi con una salita davanti, la discesa dietro e non avevamo praticamente fatto
certa, prudente, fretta di rientrare e la vetta che si avvicina pian piano, nulla, (piedi e ginocchia non erano
invece siamo rimasti sempre asciut- camminare in cresta ti fa sentire il d’accordo) siamo andati a Passo
ti (o quasi). vuoto da entrambi i lati e, spesso, Sella in auto per salire alla Forcella
Una sintetica cronaca della setti- pare di volare. Demetz (tra il Sassolungo e le Cin-
mana. Devo dire che, quest’anno, facendo que Dita, in effetti c’è una comoda
Il primo giorno la nostra guida ci tante escursioni intorno alla Regina cabinovia ma se non soffro non mi
ha fatto salire in cabinovia al rifugio delle Dolomiti la squadravo con diverto). L’ambiente è veramente
Buffaure da cui abbiamo cavalcato occhi diversi dal solito cercando grandioso, le pareti di roccia sem-
creste e vette sul sentiero Lino Pe- sempre un punto preciso (vi lascio brano schiacciarti da tutte le parti
deriva fino al Passo San Niccolò per immaginare quale) e ricordando e si respira un’aria diversa: pietra,
scendere al rifugio Contrin che si dove, in altre ascensioni, ero pas- roccia e sassi.
trova praticamente sotto la parete sato. Sulla sinistra del Rifugio Demetz
sud della Marmolada. Il secondo giorno ci siamo divisi in è stata recentemente aperta una
via ferrata che si snoda su placche
e strette creste affilate, con un
ponticello sospeso nel vuoto che
a diversi ha fatto venire l’acquolina
alla bocca.
Dalla Forcella siamo scesi al Rifugio
Vicenza e poi ancora più in basso
per prendere il sentiero che gira in-
torno al Sassolungo fino al Comici.
Attraverso la Città dei Sassi (come
sempre un vero giardino roccioso)
siamo tornati al Passo Sella.
Bella cavalcata ma che ci è pesata
meno delle altre, nonostante il
muro iniziale, forse perché sapeva-
mo che in hotel ci aspettava la cena
tirolese, non infierisco e vi lascio
immaginare quali possono essere
state le diverse portate.
Il quinto giorno, venerdì, due di-
verse mete: il Piz Boè e il Lago di
12Antermoia.
Andiamo per ordine perché qui ci
vuole qualche dettaglio.
La prima parte dal Pordoi e sale al
rifugio Maria (anche qui c’è una
comoda e panoramica funivia ma
siamo venuti a camminare…), ap-
pena ci si è aperta la visuale sul Piz
Boè le nuvole che avevamo bucato
salendo si sono aperte e, ammetto,
mi sono quasi commosso. Ma ce
lo meritiamo un mondo così bello
noi che cerchiamo in tutti i modi di
distruggerlo?
La capanna Fassa, su quel cucuz-
zolo, è unica. Il sentiero che sale ci
fa scoprire panorami mozzafiato
(termine questo ultimamente usato
in eccesso, ma quando ci vuole ci
vuole), l’altopiano delle Mesules
sembra un deserto sospeso a Peter (il padrone dell’hotel) aveva Chiudo con un pensiero a tutti
mezz’aria e non ci si rende conto predisposto tutto per rifocillarli gli amici con cui ho camminato
della sua estesione fino a quando ugualmente. Vantaggi della gestio- in questi giorni, con cui mi sono
non ti ci trovi, tra quella pietra ne familiare… ritrovato a tavola a parlare del più
potresti perderti ed a me è venuta Siamo giunti all’ultimo giorno e e del meno e che mi hanno accom-
in mente una frase di Milarepa non ci siamo dimenticati di quella pagnato nella ferrata che ha chiuso
(religioso e poeta tibetano): “Nelle nuova ferrata alla Forcella Demetz, la settimana.
aride pietraie sui monti potrai tro- un gruppo di 4 persone è quindi Grazie a tutti.
vare uno strano mercato, vi puoi tornato al Passo Sella e un altro si
barattare le angosce della vita con è beato nella valle del Vaiolet.
una beatitudine senza confini”. Non Simpatica la ferrata, da non sot-
è quello che cerchiamo di fare ogni tovalutare per difficoltà ed espo-
volta che andiamo in montagna? sizione ma ben attrezzata e di
Torniamo alla geografia, dalla ca- grande soddisfazione. Chi l’ha fatta
panna Fassa siamo scesi al rifugio si è invogliato della materia e si è
Boè chi per il panino sottratto in al- ripromesso di continuare.
bergo e chi per un piatto del rifugio Con questo la settimana è conclusa
con l’obbligatoria birra. ma avevo rimandato ad ora due
Il ritorno al Rifugio Maria è pratica- parole su Vincenzo.
mente in pianura, alcuni insaziabili Lasciamo da parte cose come la
sono scesi a piedi e pochi hanno capacità organizzativa e la forma
cercato di risparmiare le ginocchia fisica (anche se secondo me si
prendendo la funivia. dopa), quello che lascia stupefatti è
Piccola nota, dietro al rifugio c’è un la conoscenza e la memoria del ter-
minuscolo recinto con un grasso ritorio (ma tanto l’aspetto a patollo,
maiale, ci siamo domandati come prima o poi gli farò una domanda a
lo abbiano portato lassù e sotto cui non saprà rispondere).
che forma se ne andrà. Vabbè non La mattina di domenica, dopo la
sono affari nostri. pioggia notturna, l’aria era cristal-
Non ci siamo però dimenticati del lina e le vette intorno a Moena si
secondo gruppo del venerdì che sono tinte del colore rosa che noi
ha affrontato il Catinaccio: sentiero conosciamo. E’ dura salire in auto e
delle Scalette con facile ferratina, riprendere la strada di casa, sarebbe
Passo di Lausa, Lago Antermoia, stato meglio farlo in una mattinata
Passo Antermoia, Passo Principe e… nuvolosa e buia, poi, quando sbuchi
Un po’ troppo per arrivare in ora- nella Pianura Padana ti viene voglia
rio alla discesa in cabinovia quindi di tornare indietro (tanto sono in
Ciampedie e discesa a Vigo di Fassa pensione…).
a piedi con l’oscurità che saliva dalla Le Dolomiti comunque restano lì e
valle. I nostri eroi si sono seduti a noi saremo pronti al prossimo ap-
tavola ben oltre l’orario ma il bravo puntamento, Vincenzo sei avvisato.
13Scuola interregionale
Marco Piselli è il direttore
Gabriele VALENTINI
Il 3 settembre 2022 in quel di Colfio- Matteo Grazzi, Giacomo Orologio,
rito ha iniziato ufficialmente la sua Andrea Savino e Michele Sbaragli.
attività la nuova Scuola interregio- Poi quest’anno abbiamo proseguito
nale Umbria-Marche di escursioni- l’attività organizzando un corso
smo e cicloescursionismo e il nostro di specializzazione in ambiente
socio Marco Piselli in quella sede è innevato”.
stato nominato direttore.
Nel frattempo, però, le cose an-
Prima di tutto, Marco, i compli- davano avanti?
menti miei e di tutti i soci del “Sì, sia pure lentamente. I presiden-
CAI Perugia. Ci puoi raccontare te regionali di Umbria e Marche
un po’ la storia di questa nuova hanno lavorato in sintonia per
istituzione? l’accorpamento che permettesse
“Una storia molto lunga e anche di far nascere questa scuola e alla
un po’ complessa. Bisogna tornare fine, il 2 settembre 2021 è arrivato
al 2019 quando era ancora Fabiola il tanto atteso nulla osta del CAI
Fiorucci presidente regionale. Il Centrale con la CCE che riconosceva
nostro Comitato regionale chiese la scuola”.
alla CCE (Commissione centrale
escursionismo) il nulla osta per E perché è passato un anno esatto
l’istituzione di una scuola regionale prima che si concretizzasse?
di escursionismo. Però la domanda “Era stato deciso, per il primo trien-
Chi è Marco Piselli non ebbe risposta da Milano. Ci nio, di formare un Consiglio diret-
informammo e sapemmo che, in tivo di nove membri, cinque delle
Marco Piselli è nato a Perugia il quel periodo, il CAI centrale vole- Marche e quattro dell’Umbria e di
9 gennaio 1961 ed è socio della va rivedere tutto il sistema degli affidare la presidenza alle Marche.
nostra sezione dal 2000. E’ en- OTTO (Organo tecnico territoriale Però loro hanno avuto qualche pro-
trato nel CAI Perugia dopo aver operativo) e in questa riforma la fi- blema nella nomina delle persone
conosciuto Vincenzo Gaggioli losofia era quella di accorpare il più e questo ha fatto dilatare i tempi.
nella pratica dell’escursionismo e possibile, soprattutto nelle regioni Ci sono state discussioni anche per
Francesco Porzi nell’ambito del- del Centro-Sud dove la consistenza la scelta del presidente e a questo
lo sci da fondo ed escursionistico numerica dei soci era più modesta punto hanno chiesto a noi umbri
che lo hanno convinto a iscri- rispetto al Nord. Quindi le possi- di prendere la carica. Ho accolto
versi. Nel 2002 ha frequentato il bilità che l’Umbria avesse una sua l’invito e adesso sono il direttore
Corso di escursionismo avanzato scuola erano praticamente nulle”. della scuola”.
e nel 2006/7 il Corso per accom-
pagnatori AE. Nel 2017 ha invece E inoltre i tempi si dilatavano… Chi sono i quattro componenti
superato brillantemente l’ultimo “Esatto, però noi eravamo pronti dell’Umbria?
gradino diventando ANE, cioè e quindi abbiamo deciso, come “Oltre a me c’è un altro ANE, vale
accompagnatore nazionale di OTTO escursionismo, di varare un a dire Sergio Bocchini di Spoleto
escursionismo, unico nella no- corso ASE-AE che, nonostante la e due AE, Katiuscia Dormi di Terni
stra sezione. Non ha neppure pandemia, abbiamo portato avanti e Carlo Falcinelli, anche lui di Pe-
trascurato la sua passione per e concluso a cavallo tra il 2020 e il rugia”.
la bicicletta che data dai primi 2021. Corso che, vorrei sottolineare,
anni ’80, soprattutto per quanto ha avuto un notevole successo tan- Come mai due perugini, perché
riguarda la MTB. Anche in questo to che hanno partecipato, oltre ai siamo la sezione più numerosa?
campo ha conseguito, in ambito soci umbri, anche quelli di Marche “No, non funziona così. In realtà il
CAI, il titolo di accompagnatore e Lazio. E che ci ha permesso di Comitato regionale ha mandato
di cicloescursionismo (AC). ‘titolare’ ben sei dei nostri, vale a un invito a tutti i CAI dell’Umbria
dire Rodolfo Cangi, Roberto Chiesa, per segnalare persone titolate che
14potessero essere inserite nella qua- escursionismo ed escursionismo mune in tutta Italia. Secondo alcune
terna. In realtà, poi, solo Spoleto e avanzato che riscuotono sempre statistiche solo 3-4 persone su 20
Terni hanno segnalato i loro rappre- un grande successo. che generalmente compongono un
sentanti e così di comune accordo “Sicuramente sono il fiore all’oc- corso poi rimangono attive nella se-
abbiamo scelto Carlo come quarto chiello del CAI ma anche quello che zione e danno un loro contributo”.
componente anche in virtù della lo distingue dalle altre associazioni
sua esperienza”. che portano la gente in montagna. L’ideale sarebbe che alcuni di
Qui si privilegia la formazione: le questi poi frequentassero i corsi
Abbiamo spesso parlato dell’OT- persone devono sapere quello che per accompagnatore…
TO, ci puoi spiegare cos’è e cosa stanno facendo in un ambiente “Cosa che in effetti avviene e qui
fa? spesso difficile. Inoltre questi corsi a Perugia ne abbiamo un buon
“Il suo compito è quello di impo- servono anche, più prosaicamente, numero adesso.
stare le attività di formazione e a portare qualche soldo nelle casse Certo, noi speriamo che se ne ag-
aggiornamento per i titolati e i qua- della sezione”. giungano altri perché sarebbe im-
lificati. Ricordo che queste figure portante per organizzare ogni tipo
devono effettuare tutta una serie Tu hai diretto diversi corsi: per- di escursione con più competenza
di aggiornamenti - alcuni facoltativi ché, in molti casi, chi li ha svolti e sicurezza. L’esperienza è impor-
altri obbligatori - e presentare a poi lascia la sezione e anche il tante ma può non essere sufficiente
fine anno una relazione delle pro- CAI? Qual è il tuo parere sulla in determinati contesti”.
prie attività. In caso di inattività si questione?
può anche arrivare, dopo un certo “E’ un argomento complesso anche Per concludere, ora che la scuola
periodo di tempo, a decadere dal perché il gruppo è spesso composi- è pienamente operativa, quali
titolo. Le scuole sono, dunque, il to. Ci sono persone che già da anni sono i programmi per i prossimi
suo braccio operativo. A sua volta frequentano la sezione e magari mesi?
l’OTTO dipende dall’OTCO – Orga- vogliono affinare le loro conoscen- “Entro la fine dell’anno faremo un
no tecnico centrale operativo – che ze, ma ci sono altri che si iscrivono corso di aggiornamento per le fer-
a sua volta deriva dalla CCE (Com- al CAI solo per fare i corsi e altri rate e nel 2023 metteremo in can-
missione centrale escursionismo). ancora che li frequentano per poi tiere un corso per ASE e anche uno
Insomma, la burocrazia non manca andare in montagna per conto loro per ASE-C vale a dire per accom-
neppure al CAI”. ma più in sicurezza. Ci siamo spesso pagnatori di cicloescursionismo.
posti la domanda ma non c’è una Naturalmente i programmi saranno
Tra i vari compiti, il più noto risposta soddisfacente. Abbiamo differenziati anche se alcune ‘mate-
è l’organizzazione dei corsi di anche visto che è un problema co- rie’ saranno in comune”.
Ponte del Marchetto - Foto M. Ragni
15Nei tubi lavici in Islanda
Felice LA ROCCA
Il nostro istruttore nazionale di E’ proprio la curiosità e la sete di oltre al sottoscritto, è impegnata
speleologia Felice La Rocca ha par- conoscenza verso mondi nuovi che anche in Islanda, aderendo a un
tecipato con La Venta a questa im- mi ha spinto in Islanda, quella terra progetto scientifico in collabora-
portante spedizione con attrezzature che molti sognano, nonostante che zione con l’istituto meteorologico
d’avanguardia. parole ostili come Fagradalsfjall, locale (Veðurstofa) che si occupa
Vatnajokull, Kviarjokull, Vir- del monitoraggio del rischio vul-
La speleologia che conosciamo nar- kisjokull possano intimorire, ma canico, e con alcuni ricercatori del
ra di carsismo, di fiumi sotterranei, allo stesso tempo attrarre e incu- Museo di Storia Naturale di Rey-
talvolta di grotte di gesso, ma sfo- riosire. kjavik e dell’Università dell’Islanda.
gliando l’atlante della conoscenza L’associazione Geografica La Venta, Il progetto Hraun (una parola che
troviamo anche i mulini glaciali e i alla quale aderiscono alcuni soci del significa lava in islandese) vuole
tubi lavici. Gruppo Speleologico CAI Perugia studiare e documentare nuovi
16tubi lavici formatisi in seguito alla
recente eruzione del vulcano Fagra-
dasfjall. E’ importante ricordare che:
“Nella notte tra il 19 e 20 marzo
2021, dopo circa 800 anni di riposo
ha inizio l’eruzione del vulcano
Fagradalsfjall, un antico vulcano
situato in Islanda nella penisola di
Reykjanes (regione di Suðurland).”
“L’origine di tale evento può essere
fatto risalire a gennaio 2020, quan-
do un rapido sollevamento e un’in-
tensa attività sismica sono iniziati
in una montagna nelle vicinanze
(monte Þorbjörn).
Per il comitato consultivo scientifi-
co della Protezione civile islandese
è stato subito chiaro che il corso
degli eventi era insolito, rispetto
17all’attività di fondo nell’area negli da tutto il mondo che hanno potuto 324 immagini termiche, coprendo
ultimi decenni. A marzo è quindi seguire l’eruzione in diretta grazie 5 diverse aree, incluso un grande
iniziata una eruzione effusiva lungo anche a diverse webcam installate portale da cui si è generata l’ultima
fratture che nel corso di sei mesi di in prossimità del vulcano”. colata attiva nel mese di settembre.
attività si stima abbia prodotto circa Le esplorazioni dell’Associazione All’interno degli imbocchi e dei
150 milioni di metri cubi di lava, La Venta sono iniziate nell’ottobre collassi al momento delle riprese
diventando la più lunga eruzione del 2021 con le prime indagini che sono state misurate temperature
del paese verificatasi negli ultimi hanno portato alla mappature e intorno ai 200 gradi Celsius, mentre
50 anni. Tale evento ha avuto mol- individuazioni dei canali lavici e all’interno dei tubi le temperature
to clamore soprattutto grazie alle dei possibili lavatubes utilizzando risultavano certamente di molto
spettacolari esplosioni improvvise un drone equipaggiato con una superiori.
con fontane di lava alte fino a 500 camera termica. Nel corso dei nu- Essendo lo spessore delle colate
metri, attirando migliaia di turisti merosi sorvoli sono state acquisite talvolta di alcune decine di metri
è risultato evidente che sarebbero
occorsi ancora alcuni mesi prima
che le grotte potessero risultare
esplorabili da tecnologie innova-
tive (collision tolerant drones) o
da speleologi equipaggiati con
attrezzature di protezione. Sulla
scorta di ciò la seconda spedizio-
ne composta da nove persone è
partita a maggio di quest’anno,
equipaggiata di quanto necessario
(sistemi filtranti APVR, rilevatori
gas e collision drone). Sono stati
effettuati campionamenti, misure di
temperature (in alcuni casi intorno
ai 200°), posizionamenti con GPS,
rilievi 3d con laser scanner portatile,
droni sia in esterno che all’interno.
La parte video documentaristica
è stata curata da diversi soggetti
quali il regista danese Lars insieme
al suo cameramen Caspar e un
ragazzo appositamente ingaggiato
da Flyability (la società produttrice
dei droni) e Ouster (l’azienda che
18produce il lidar montato sul dro- glaciale di contatto segnalata da
ne) oltre che dai provetti fotografi guide italiane che operano in Islan-
dell’associazione La Venta. da. L’area di interesse è quella del
L’aspetto della documentazione è ghiacciaio Vatnajokull, qui abbiamo
di fondamentale importanza per incontrato la troupe di Vice UK
poter dare risalto alle indagini e (una emittente statunitense) che ci
supportare i report da presentare. ha fatto interviste e ha seguito le
Una terza spedizione partirà a ot- nostre attività per la realizzazione
tobre prossimo, in misura ridotta di un documentario sulle nuove
e con l’obiettivo di raccogliere le tecnologie per lo studio dei cam-
informazioni che i datalogger posi- biamenti climatici che uscirà verso
zionati nella cavità hanno acquisito. la fine di giugno.
Sempre nel corso della spedizione Le attività hanno riguardato il rilievo
di maggio scorso gli ultimi giorni di una grotta di contatto che abbia-
sono stati spesi per la ricerca e mo realizzato con i droni e sempre
la documentazione di una grotta con lo scanner portatile.
Le foto a corredo
sono dell’autore
dell’articolo e di
La Venta
19Anche a Perugia la panchina gigante
Il singolare manufatto si trova nella zona di Colle Umberto
Gabriele VALENTINI
Il fenomeno delle panchine giganti
(Big Bench in inglese) è iniziato
in Italia nel 2009, da un’idea del
designer americano Chris Bangle
e nel giro di pochi anni si è diffuso
in maniera impressionante in tutto
il paese. Dapprima ha riguardato la
zona delle Langhe, poi il Piemonte
e infine gran parte del Nord Italia
ma con alcune “puntate” al Centro
e al Sud.
Quello che abbiamo scoperto nei
giorni scorsi è che ce n’è una an-
che vicino a Perugia, sulle colline
attorno a Colle Umberto, cioè in
un luogo dove non te l’aspetteresti
anche se, appunto, le prime sorsero
proprio tra le colline piemontesi.
La “dritta” c’è arrivata dagli Amici
del Tezio, un gruppo che quelle
zone le conosce a menadito ed
è vicino al nostro CAI, tanto che
in alcune occasioni dà una mano
nell’organizzazione degli Amici di
Manlio.
La cosa ha sorpreso anche il nostro
grafico e fotografo Francesco Broz-
zetti, profondo conoscitore di quel
territorio, che non si capacitava
20di come un simile “monumento” condo gli ultimi conteggi - in tanti Sistemata su una piazzola in mezzo
potesse essere sfuggito al suo blog e anche su Facebook i “puristi” a un uliveto digradante non si vede
obiettivo. si scagliano contro questa violazio- neppure dalla strada nonostante
Così siamo andati alla ricerca della ne delle bellezze naturali, parlano di sia dipinta di giallo e blu (sarà un
panchina gigante avendo come trasformazione della montagna in riferimento all’Ucraina?).
unica indicazione “vicino alla vini- parco giochi, chiedono il loro stop Solo imboccando il giusto sentiero
cola…”. Pensavamo che non fosse e demolizione. la si può individuare e comunque,
difficile scorgerla, per via delle Ebbene, la nostra impressione, visto al di là di tutto, può fornire un’e-
dimensioni, invece giunti da quelle che era la prima volta che ne ve- sperienza singolare.
parti non riuscivamo a trovarla. Solo devamo una da vicino, non è stata Da provare almeno una volta, se-
l’indicazione di un abitante della così negativa. condo noi.
zona ci ha permesso di azzeccare il
giusto sentiero e, infine, di poterla
scoprire, in mezzo a un uliveto a
gradoni.
Strana sensazione fanno queste
panchine: da lontano non danno
l’idea della loro grandezza ma
quando si arriva al loro cospetto
ci si rende conto delle dimensioni
veramente innaturali. E come dice il
loro ideatore, ci fanno sembrare dei
bambini. Comunque è stato diver-
tente salirvi sopra, con due barilotti
come gradini, e anche ammirare il
panorama sulla valle.
Insomma una vera sorpresa pro-
prio alle porte di Perugia e che,
pensiamo, non molti dei nostri soci
avessero conoscenza.
Ora sappiamo che l’argomento è
molto “sensibile” per gli appassio-
nati di montagna.
Ogni volta che ne viene segnalata
una - dovrebbero essere poco
meno di 300 in Italia, almeno se-
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