Il terremoto del Friuli (1976)

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Il terremoto del Friuli (1976)
un’operazione che va fatta in tempi

                            Il terremoto del Friuli (1976)
STORIE DI PASSIONE CIVILE

                                                                                                                                                                      molto brevi. Nella presente relazio-
                                                                                                                                                                      ne, come d’altronde è stata norma
                                                                                                                                                                      generale adottata anche dai mezzi di

                                                                                                                                                                                                                       EMERGENCIES
                            Il 6 maggio 1976, alle 21, una scossa del 6,4 della scala Richter colpì vaste                                                             informazione di massa, giornali, radio
                            zone del Friuli, tra le province di Udine e Pordenone; i comuni più colpiti furono                                                        e televisione, quando si citano le zone
                                                                                                                                                                      “disastrate”, “gravemente danneg-
                            Gemona, Venzone, Bordano, Artegna, Buia, Osoppo e Forgaria.                                                                               giate” e “danneggiate”, si fa sempre
                            Tenendo conto della seconda scossa distruttiva verificatasi il 15 settembre                                                               riferimento alla classificazione adottata
                            (6.1 scala Richter), in totale, i morti furono 993, e i senzatetto circa 80.000                                                           dalla Regione.

                                                                                                                                                                      I crolli degli edifici.                          29
                              !di Lorenzo Alessandrini                                                                   e del 27 aprile 1977. Qui di seguito,        Morti, feriti e senzatetto
                                                                                                                         le carte del Friuli con la delimitazione     Gli effetti delle scosse si fecero sentire

                            L
                                   a scossa principale, la sera del        L’arrivo dei                                  delle zone colpite dagli eventi sismici:     soprattutto sui vecchi edifici costruiti
                                   6 maggio, subito dopo cena, fu          soccorsi, nel                                 nella prima tavola quelle definite dal       in gran parte con murature in ciottoli
                                   preceduta da un unico segno pre-        caso del terremoto                            D.P.G.R. del 20 maggio 1976;                 arrotondati. La maggior parte dei ce-
                            monitore: una scossa più leggera, ma                                                         nella seconda quelle definite dal            dimenti delle strutture si ebbe nelle
                                                                           friulano, fu assai                            D.P.C.M. del 18 maggio 1976 e dalle          costruzioni di questo tipo; meglio si
                            sempre nettamente avvertibile, del VI
                            grado della scala Mercalli: tale preavviso     celere poiché circa                           successive integrazioni.                     comportarono gli edifici in mattoni
                            si verificò un minuto prima della scossa       18 battaglioni dell’esercito                  È abbastanza chiaro che la delimita-         mentre poche furono i collassi totali
                            disastrosa; questa arrivò alle 21 mentre       si trovavano di stanza                        zione regionale e quella statale diffe-      di quelle con ossatura in cemento
                            una parte della popolazione aveva già          nell’Italia nord orientale                    riscono in modo considerevole. Del           armato, anche se tra questi ultimi
                            abbandonato le proprie case. La massi-                                                       resto i criteri di definizione non hanno     bisogna annoverare il crollo completo
                            ma energia distruttiva si liberò nella fase                                                  potuto che essere empirici per entram-       di due grandi fabbricati d’abitazione
                            intermedia della scossa, durata circa          del sisma non sono selettivi: massimi         bi. Così è successo, in diversi casi,        multipiano a Maiano che provoca-
                            un minuto, e ciò permise lo scampo a           nella zona epicentrale, diminuiscono          che siano risultati inclusi tra i Comuni     rono molti dei 127 morti di questo
                            molti di quelli che non si erano allontanati   via via con la distanza ma interessano        colpiti località in cui i danni sono stati
                            dalle case con la prima scossa. In quel        tutta l’area colpita. Danni agli edifici si   tutto sommato limitati, mentre non lo           !L’onorevole Giuseppe Zamberletti,
                            minuto interi paesi vennero distrutti; nel-    ebbero anche a notevoli distanze e,           siano stati altri che hanno riportato        dopo aver ricoperto l’incarico di Alto
                            la zona corrispondente all’epicentro, la       ad esempio, furono danneggiate delle          ferite non trascurabili.                     Commissario del Governo in occasione
                            pianura ai piedi di Gemona, più del 40%        sottostazioni dell’ENEL a più di 100          D’altra parte una delimitazione “per-        dei terremoti del Friuli nel 1976 e
                            delle abitazioni crollò o fu danneggiata       Km di distanza. Fu quindi necessa-            fetta” ed “equa” non sembra faci-            dell’Irpinia nel 1980, è il Primo Ministro per
                            irreparabilmente. Più su, nella valle di       rio definire “amministrativamente” la         le, mentre per molti motivi questa è         il coordinamento della Protezione civile
                            Resia, nella parte inferiore del Canale        zona dove concentrare le operazioni
                            di Ferro e nella zona pedemontana a            di soccorso e di assistenza. La legge
                            Sud, andarono distrutte circa un quarto        statale n. 336 e la legge regionale n.
                            delle abitazioni. Nell’area più duramen-       15 hanno disposto la delimitazione
                            te colpita, su poco meno di 140.000            della zona terremotata: tale delimi-
                            abitanti, si ebbero un migliaio di morti       tazione geografica è stata effettuata
                            ed il doppio dei feriti. Poco meno di          con D.P.C.M. del 18 maggio 1976,
                            60.000 persone restarono senza casa            per parte statale, e con D.P.G.R. del
          28                mentre venivano a mancare contem-              20 maggio 1976, per parte regionale.
                            poraneamente tutti i servizi essenziali:       A seguito poi delle scosse di settem-
         EMERGENCIES

                            l’acqua, l’energia elettrica, i telefoni e     bre, la legge statale n. 730 ha disposto
                            le comunicazioni.                              un’ulteriore delimitazione dei Comuni
                                                                           colpiti (non già inclusi nella precedente
                            La zona colpita                                del maggio) effettuata in tre tempi
                            A differenza di quanto avviene in caso         successivi con i D.P.C.M. dell’8 set-
                            di bombardamenti bellici, gli effetti          tembre 1976, del 19 novembre 1976

                              !Nell'articolo varie immagini del terromoto avvenuto in Friuli il 6 maggio 1976 e che
                            colpì diversi antichi comuni medioevali tra cui Gemona, Osoppo, Venzone, Artegna.
                            Tratte da "La forza di Rinascare"
Il terremoto del Friuli (1976)
ma del 1945, si ebbe pure il 4% delle         numeri risulteranno invece i seguen-      zione a causa del collasso della rete          lani. Quello che apparve evidente è
                                                             vittime sul totale della popolazione; a       ti: morti 993, feriti 2607, senzatetto    telefonica, del black out completo delle       che vi era carenza di informazioni al
                                                             Forgaria, con il 62% delle case ante-         stabilizzati 52.454 su una popolazio-     linee elettriche e della mancanza asso-        punto tale da rendere inefficace qual-
                                                             riori al 1920, i morti furono più del 3%      ne interessata di 256.000 persone. I      luta di coordinamento tra le prime forze       siasi sforzo di coordinamento degli

                                                                                                                                                                                                                                                    EMERGENCIES
                                                             della popolazione. I senzatetto furono        danni superano i 1800 miliardi di lire.   intervenute. La popolazione si riversò         interventi. Le forze di soccorso nella
                                                             rispettivamente: il 58% degli abitanti a      31.000 case danneggiate. 20.000           - al buio- negli spazi aperti, e lì restò      primissima fase furono di due tipi: la
                                                             Montenars, il 53% a Osoppo, il 59% a          capi di bestiame perduti. Le industrie    in attesa dei soccorsi. La primissima          prima fu quella organizzata localmente
                                                             Forgaria. In base ad un rapporto dei          danneggiate al 50% e 6.000 operai         emergenza venne vissuta da tutti in            dai comuni e dal volontariato locale, la
                                                             Vigili del Fuoco redatto poco più di un       restano senza lavoro. Fuori uso strade,   condizione di totale isolamento, con           seconda quella inviata dall’esterno. La
                                                             mese dopo, i morti furono 976, 31 dei         ferrovie e acquedotti. Nelle prime ore    ogni famiglia convinta di aver subito          mattina del 7 maggio si recarono nella
                                                             quali erano militari che furono travolti      600.000 persone sono condannate           il peggio e senza nessuna cognizione           zona il presidente del Consiglio Moro
                                                             da crolli avvenuti in alcune caserme          alla sete.                                dell’emergenza di massa in corso.              ed il ministro dell’Interno, Cossiga, che       31
                                                             della zona. Le stesse fonti stimano i                                                   Fu difficilissimo colmare il gap venutosi      decisero di affidare urgentemente al
                                                             feriti in circa 2.000 ed i senzatetto circa   La gestione                               a creare in poche ore tra domanda e            sottosegretario alla protezione civile,
                                                             70.000 su una popolazione interes-            della prima emergenza                     offerta di interventi di soccorso. Come        Zamberletti, il ruolo di commissario
                                                             sata stimata inizialmente in 370.000          La prima emergenza fu caratterizzata      è noto, il sistema di comunicazione è          straordinario per l’emergenza. Sempre
                                                             abitanti. A situazione stabilizzata, i        da grandissime difficoltà di comunica-    essenziale per l’avvio e la messa in           la mattina del 7 maggio vennero fatte
                                                                                                                                                     moto del sistema. Ebbene, dopo la              affluire dall’esterno 10.000 persone,
              Comune. Il crollo dei due condomini,                                                                                                   scossa, i principali sistemi di trasmis-       di cui 5.000 persone provengono
              letteralmente polverizzati assieme alle                                                                                                sione finirono fuori servizio. Quello dei      dalla Divisione “Mantova”, dalla “Ju-
              60 famiglie che vi abitavano, lascerà al-                                                                                              Carabinieri a causa della rete SIP, quel-      lia”, dall’”Ariete” e dal 5^ e 4^ Corpo
              cuni dubbi sul numero complessivo dei                                                                                                  lo dell’esercito per il danno subito da        d’Armata Alpino. L’arrivo dei soccorsi,
              morti, mai precisato completamente a                                                                                                   un ponte radio e da un centro mobile,          nel caso del terremoto friulano, fu as-
              causa dello smembramento dei nuclei                                                                                                    quello della Guardia di Finanza fuori          sai celere poiché circa 18 battaglioni
              familiari determinato dall’emigrazione.                                                                                                uso nell’intera regione. Unici mezzi           dell’esercito si trovavano di stanza
              Mentre la maggior parte della popola-                                                                                                  funzionanti rimasero le radio mobili           nell’Italia nord orientale; quei militari
              zione fuggiva all’aperto sia in seguito                                                                                                di VVF, Stradale e Croce Rossa, che            e quelle caserme che avevano su-
              alla prima scossa che durante la scos-                                                                                                 funzionavano solo con i punti dove             bìto danni minori si poterono quindi
              sa principale, la rovina delle vecchie                                                                                                 si trovavano le unità mobili. Le prime         mobilitare prontamente per portare
              case negli stretti vicoli dei centri storici                                                                                           informazioni si dovevano soprattutto           soccorso alle popolazioni. I Vigili del
              causava parecchie vittime tra quanti                                                                                                   ai radioamatori e ai CB. Fortuna volle         Fuoco arrivarono in 400 unità con
              erano riusciti a lasciare in tempo le                                                                                                  che al momento della scossa, fosse             200 mezzi, poi saliti in serata a 860
              abitazioni. A Montenars, dove l’81%                                                                                                    in corso un’esercitazione radiotecnica         uomini con 470 macchine. I Carabinieri
              delle case risaliva ad epoche anteriori                                                                                                delle associazioni aderenti al CER,            arrivarono in 500, mentre la Croce
              al 1920 e l’84% a prima del 1945,                                                                                                      proprio in molti dei comuni colpiti. Fra       Rossa fu presente con 50 autolettighe.
              perirono più del 4% degli abitanti; a                                                                                                  questi operatori volontari si costituì         L’impiego delle sole Forze Armate re-
              Osoppo che aveva il 58% di abitazioni                                                                                                  spontaneamente un Centro Operativo             gistrerà una punta massima di 13.000
              anteriori al 1920 e il 64% costruite pri-                                                                                              a Majano, che a partire dal 7 maggio           uomini. Presenti anche Paesi esteri:
                                                                                                                                                     1976, fece da punto di riferimento per         Austria 134, Canada 180, Francia 71,
                !(2011) L’on. Giuseppe Zamberletti,                                                                                                  le prime operazioni.                           Germania Occidentale 897, Olanda
              attuale presidente emerito della                                                                                                       La prima informazione pervenuta al             15, Svizzera 35, USA 320.
              Commissione nazionale Grandi Rischi in                                                                                                 Ministero dell’Interno fu che non si           A dispetto dei numeri fatti affluire in una
 30           una recente foto durante la sua visita al                                                                                              aveva alcuna notizia. Poi, pian piano,         sola giornata, a mancare gravemente
                                                                                                                                                     da Spilimbergo, Majano e Gemona                nella primissima fase acuta era un
EMERGENCIES

              Museo del Terremoto di Venzone
                                                                                                                                                     cominciò ad arrivare qualche infor-            centro di riferimento unico per il coor-
                 !A sinistra, il Sindaco di Gemona                                                                                                   mazione. Le prime informazioni su              dinamento e le decisioni da prendersi
              Paolo Urbani con Giuseppe Zamberletti,                                                                                                 morti e feriti arrivarono quasi al mattino     fra i diversi livelli locali e quelli statali
              il Capo del Corpo nazionale dei Vigili                                                                                                 successivo, mentre le prime colonne            impegnati. La sterzata avvenne con
              del Fuoco Alfio Pini, e l'attuale Vice-                                                                                                venete di Vigili del Fuoco si muovevano        la nomina del Commissario Straordi-
              presidente della Regione Friuli Venezia                                                                                                verso la zona colpita.                         nario nella figura dell’On. Giuseppe
              Giulia e assessore alla Protezione                                                                                                     È proprio da Majano che venne lan-             Zamberletti. L’investitura avvenne
              civile Luca Ciriani a Gemona durante                                                                                                   ciato l’appello a tutti i sindaci a riunirsi   nella tarda serata del 7 maggio, ma
              l’inaugurazione della statua dei Vigili del                                                                                            a mezzogiorno al centro Operativo,             fu solo a partire dal 10 maggio che
              Fuoco avvenuta lo scorso anno                                                                                                          alla presenza dei parlamentari friu-           il Commissario, dopo aver valutato
Il terremoto del Friuli (1976)
a disposizione di ciascun sindaco un          Al Commissario Straordinario veniva                                                   tandoselo, il sistema posto “a valle”,
                                                                                                          ufficiale e dei militari per ogni tipo di     affidato un ruolo di “legislatore delegato”,                                          mediante la costituzione di alcuni
                                                                                                          necessità tecnico-logistica e assisten-                                                                                             organi di decentramento operativo.
                                                                                                                                                        otteneva dunque poteri fortissimi di rappresentanza
                                                                                                          ziale. L’innovazione fu di grande rilie-                                                                                            Dovette infine organizzarsi un vero e

                                                                                                                                                                                                                                                                                            EMERGENCIES
                                                                                                          vo, e costituì un modello decentrato          dell’intero Governo. Una figura ben più forte                                         proprio commissariato inteso come
                                                                                                          ripreso negli eventi successivi, a co-        di quella che più tardi sarà disegnata dalla 225                                      struttura amministrativa e di supporto
                                                                                                          minciare dall’Irpinia. Dopo la scossa, i      come il “Commissario Delegato” del Presidente                                         alle sue azioni quale responsabile delle
                                                                                                          senzatetto trovarono un primo rifugio                                                                                               operazioni. Lo fece nel migliore dei
                                                                                                          nei vagoni ferroviari, nelle tendopoli,                                                                                             modi, circondandosi, come vice, di
                                                                                                          nelle roulottes. Presso la base di Avia-      Il Commissario Straordinario, cui ve-       veva supplire all’estrema debolezza       soggetti capaci fargli superare alcuni
                                                                                                          no un ponte aereo consentì l’arrivo di        niva affidato in pratica un ruolo di “le-   dell’impianto organizzativo statale, al   vincoli tradizionali, come ad esem-
                                                                                                          40.000 tende provenienti dagli Stati          gislatore delegato”, otteneva dunque        mancato coordinamento sul campo           pio i meccanismi tipici del “doppio           33
                                                                                                          Uniti, poiché il nostro Paese non ne          poteri fortissimi di rappresentanza         e all’altrettanto assente collegamento    comando”con i militari.
                                                                                                          possedeva un numero sufficiente.              dell’intero Governo.                        tra campo d’azione e direzione strate-    E forse il ruolo più importante del
                                                                                                          Vennero organizzate 252 aree di ac-           Una figura ben più forte di quella che      gica romana. A lui toccava il compito     Commissario, in questo certamente
                                                                                                          coglienza con tende, poi ridotte a 184        più tardi sarà disegnata dalla 225          di bypassare e surrogare gran parte       in misura maggiore rispetto alla Re-
                                                                                                          tendopoli, con 216 cucine da campo.           come il “Commissario Delegato” del          degli organi previsti grossolanamente     gione autonoma del Friuli, fu quello di
                                                                                                          Altri 1000 piccoli insediamenti di tende      Presidente.                                 da una legge che non era stata seguita    collettore e interprete delle necessità
                                                                                                          furono sparsi sul territorio. Le FF.SS.       Per Zamberletti, avere un forte pote-       dal richiesto regolamento d’attuazio-     degli enti locali e dei sindaci, dei quali
                                                                                                          sistemarono 35 vagoni cuccette, 133           re non significava peraltro ritrovarsi      ne. Anche a causa di questa lacuna,       riuscì a uniformare l’approccio con le
                                                                                                          vagoni passeggeri, 292 carri deposito         un compito facile. In effetti, egli do-     egli dovette inoltre completare, inven-   conseguenze del sisma, e ad indiriz-
                                                                                                          e 16 carri cisterna.                                                                                                                zare autorevolmente i comportamenti
                                                                                                          La gestione dell’emergenza si mise                                                                                                  amministrativi conseguenti, in modo
                                                                                                          allora su un binario di maggior chia-                                                                                               da non rischiare mai di creare disparità
                                                                                                          rezza operativa e di coordinamento                                                                                                  fra terremotati di comuni diversi.
                                                                                                          generale, cominciando da subito a                                                                                                   Le difficoltà di comunicazione delle
                                                                                                          dare i suoi frutti in termini di efficacia.                                                                                         prime ore furono determinanti per
                                                                                                                                                                                                                                              comprendere i problemi di quella che
                                                                                                          Le lacune del sistema                                                                                                               oggi siamo soliti chiamare la “prima
                                                                                                          di protezione civile nel 1976 e il                                                                                                  fase”: le squadre di soccorso, a causa
                                                                                                          ruolo che ebbe del Commissario                                                                                                      dei guasti alla linea telefonica e alla
                                                                                                          Straordinario                                                                                                                       sovrapposizione delle strutture ope-
                                                                                                          Alla luce dei fatti, occorre riconoscere                                                                                            rative sulle stesse frequenze radio,
              le difficoltà e le dispersioni di risorse       due diverse sponde del Tagliamento.         che dei pochi articoli previsti dalla                                                                                               finivano per farsi guidare dalle notizie
              causate dallo scoordinamento, istituì           Inoltre nominò il Comandante della          legge 8 dicembre 1970 n. 996, quello                                                                                                televisive, finendo in paesi già presidiati
              l’articolazione organizzativa neces-            Divisione “Mantova” Gen. Mario Rossi,       riguardante la nomina del Commis-                                                                                                   e lasciandone scoperti altri; l’eser-
              saria a dirigere l’emergenza. Anche             e il Comandante nazionale dei Vigili del    sario Straordinario è forse quello che                                                                                              cito dei sindaci tentava di ottenere
              se la presenza dei militari disseminati         Fuoco Ing. Alessandro Giomi.                si è dimostrato più importante. Ma a                                                                                                udienza e concessioni immediate da
              sul territorio garantiva un’ottima forza        Istituì ad Udine il quartier generale,      poco sarebbe servita questa figura,                                                                                                 Zamberletti. Urgeva la creazione di un
              di manovra, era difficile eliminare la          istituendo nella Prefettura una grande      che in passato, sul Vajont e sul Pole-                                                                                              meccanismo di comando e controllo,
              grande confusione venutasi a creare             sala Operativa Generale, ma suddivise       sine, era stata più di supervisione per                                                                                             di decentramento delle funzioni e di
              fin dalle prime ore; infatti tutte le richie-   il territorio colpito e da assistere in 9   conto del Governo sulla zona colpita,                                                                                               ricomposizione presso la direzione
 32           ste passavano per il commissariato              Centri Operativi di Settore (C.O.S.):       più di collegamento che di decisione,                                                                                               strategica del commissario. La grande
              ospitato nella prefettura di Udine per          Cividale, Gemona, Majano, Osop-             se con un decreto legge dedicato, il                                                                                                novità, accettata inizialmente “obtorto
EMERGENCIES

              le necessarie decisioni da prender per          po, Pordenone, S. Daniele, Resiutta,        Consiglio dei Ministri non gli avesse                                                                                               collo” ma poi riconosciuta come di
              via gerarchica.                                 Tarcento, Tolmezzo. Ogni COS co-            successivamente conferito anche dei                                                                                                 stringente ed evidente praticità dai
              Zamberletti nominò quattro vice-com-            ordinava mediamente l’attività di una       poteri “speciali”, vale a dire quelli che                                                                                           militari, fu quella di affiancare a ogni
              missari, nelle persone del Coman-               decina di comuni, per una dimensione        gli avrebbero consentito di assume-                                                                                                 sindaco, che doveva predisporre un
              dante della Divisione Mantova Gen.              media di 40.000 abitanti per ciascun        re tutti i provvedimenti da lui ritenuti                                                                                            suo centro di comando unificato a livel-
              Rossi e dei due prefetti di Udine e             Centro Operativo. Infine, convinse lo       non solo necessari, ma anche solo
              Pordenone, Spaziante e Arduini, per le          stato maggiore dell’esercito a mettere      semplicemente “opportuni”. Proprio a                                                                                                  !Particolare di un’opera d’arte
                                                                                                          tale scopo il decreto Legge gli conferì                                                                                             recuperata dalle macerie del terremoto
               !La mappa che distingue i danni                                                            la facoltà di esercitare “le funzioni di                                                                                            avvenuto in Friuli nel 1976, esposta al
              ma non divide il dolore del Friuli che lavora per rinascere                                 tutti i ministeri”.                                                                                                                 Museo di Venzone
Il terremoto del Friuli (1976)
Alla fine delle operazioni di alloggia-
                                                                                                       mento urgente, le tende predisposte
                                                                                                       furono invece 18.000, distribuite su
                                                                                                       252 aree di accoglienza allestite in un

                                                                                                                                                                                                                        EMERGENCIES
                                                                                                       tempo di circa 20 giorni, mentre molte
                                                                                                       persone cominciarono pian piano a
                                                                                                       rientrare nelle case rimaste agibili.

                                                                                                       Il reinsediamento
                                                                                                       della popolazione
                                                                                                       Con il reinsediamento tocchiamo un
                                                                                                       punto di grande delicatezza nell’eco-
                                                                                                                                                              Leader mondiale                                           35
                                                                                                       nomia generale di una gestione post
                                                                                                       sisma. Il processo di reinsediamento
                                                                                                       della popolazione colpita rappresenta
                                                                                                                                                        nelle strutture pneumatiche
                                                                                                       la cosiddetta “seconda fase”, che
                                                                                                       segue la prima fase acuta di gestione
                                                                                                       del soccorso e della prima assistenza
                                                                                                       e ricovero. Questo secondo episodio
                                                                                                       organizzativo e gestionale, che deve
                                                                                                       precedere la ricostruzione e che non
                                                                                                       dovrebbe superare di norma un pe-
              lo comunale, un rappresentante delle         un’operazione che, oltre a presentare       riodo ottimale di sei mesi a partire
              strutture operative e in particolare un      un grosso impegno per la mole del           dallo sgombero delle abitazioni dan-
              ufficiale delle Forze Armate. Replicare      lavoro che deve essere svolto da per-       neggiate, si concretizza nell’attività
              a livello locale lo stesso meccanismo        sone altamente qualificate, comporta        di programmazione e realizzazione
              di coordinamento presente nel Com-           l’impiego di criteri non sempre stret-      di un numero necessario di alloggi
              missariato era per Zamberletti la via        tamente tecnici e talora largamente         alternativi, di carattere provvisorio,
              da battere. Ogni sindaco diventava un        opinabili: si tratta di determinare non     ossia rimovibili, in cui le famiglie che
              piccolo commissario nel suo comune,          solo lo stato attuale di una costruzione,   hanno perduto la propria abitazione
              e accanto a sé teneva in pratica un suo      ma anche le possibili conseguenze di        possono attendere in condizioni il più
              personale “capo di stato maggiore”.          un futuro sisma di intensità e caratte-     possibile “normali” la ricostruzione, e
              Il problema dei “censimenti” e del           ristiche ignote (si pensi che, a parte      far riavviare nel frattempo le attività
              fabbisogno di interventi                     la scossa del settembre, lo sciame          economiche e in generale la vita co-
              Uno dei problemi più spinosi tipi-           sismico ebbe in Friuli una durata di        munitaria.
              ci della prima fase di una gestione          oltre un anno).                             La ricostituzione provvisoria, nello
              emergenziale post sisma, e che si è          All’inizio di una grave vicenda sismica,    stesso luogo di origine, di un tessuto
              puntualmente presentato in tutte le          il numero dei “senzatetto” e dei biso-      comunitario simile a quello che il terre-
              vicende italiane, è quello che viene         gnosi di assistenza può coincidere          moto ha posto in pregiudizio, è il primo
              chiamato “procedimento di rilevazione        addirittura con l’intera popolazione        passo verso il recupero della normalità
              delle necessità”. Fin dalle prime ore        residente nella zona colpita, e solo        e l’avvio delle attività di ricostruzione.
              dopo la scossa, il sistema dei soccorsi      nel periodo successivo il numero va         Nell’ultimo forte terremoto che aveva
 34           ha bisogno di conoscere quale possa          via via precisandosi.                       interessato il Paese prima del Friuli,        Rendiamo realtà le vostre esigenze operative.
              essere la domanda di soccorso e as-          Il Friuli non fece eccezione alla re-       quello del Belice del 1968, la soluzione
EMERGENCIES

              sistenza dal punto di vista qualitativo      gola, tanto che se nei primi giorni si      di un rapido reinsediamento di caratte-
              e quantitativo.                              dovettero far arrivare urgentemente         re provvisorio nei luoghi colpiti era stata
              È noto che il numero dei senzatetto          40.000 tende dagli Stati Uniti è per-       accantonata, privilegiando, in modo
              da assistere dipende normalmente             ché si riteneva di dover soddisfare un      centralistico e poco condiviso con la
              dal numero di abitazioni distrutte o         fabbisogno teorico di 116.000 posti         popolazione, la difficile e laboriosa
              inagibili. Tuttavia, la determinazio-        letto, che l’Italia in quel tempo non       ricostruzione di nuovi centri distanti                                 EUROVINIL S.p.A.
              ne dell’inagibilità di un’abitazione è       poteva assolutamente raggiungere.           dal paese colpito, con conseguente
                                                                                                       sradicamento degli abitanti e il loro           Via Genova, 5   58100 Grosseto Tel 0564 487454 Fax 0564 487222
                                                                                                       avvio verso un’inevitabile emigrazione.
               !1976: l'allora Presidente del Consiglio Aldo Moro con l'assessore alla ricostruzione
                                                                                                       Uno degli insegnamenti principali che
                                                                                                                                                                           mail: info@eurovinil.it
              Salvatore Varisco e il sindaco di Gemona Ivano Benvenuti
                                                                                                                                                                           web: www.eurovinil.it
Il terremoto del Friuli (1976)
I friulani avevano lanciato ottimisticamente                                               rittura impossibile dal peggioramento         deve abbracciare e ricomprendere
              lo slogan “dalle tende alle case”, sperando                                                delle condizioni climatiche e meteoro-        anche una visione programmatica
                                                                                                         logiche. In tal caso, l’eventuale utilizzo    delle soluzioni possibili e idonee per
              di poter presto ricostruire o riparare rapidamente -
                                                                                                         di alberghi e appartamenti – in specie        la seconda fase.

                                                                                                                                                                                                     EMERGENCIES
              con una forte dose di autosufficienza -                                                    sulle coste turistiche- porrà altri pro-      In Friuli, dopo la prima sistemazio-
              le proprie abitazioni, anche se i problemi di ordine                                       blemi legati alla “scadenza naturale”         ne urgente seguita alla scossa del 6
              urbanistico ed il numero di sfollati rendeva                                               dell’alloggiamento per l’arrivo della         maggio, c’era dunque da pensare al
              di difficile attuazione questa ipotesi                                                     primavera e delle prenotazioni che            reinsediamento, poiché era di ogni
                                                                                                         interessano le strutture ricettive.           evidenza che in quelle zone la bella
              la nostra storia di territorio sismico     rattere provvisorio. Tuttavia, un ritardo       È del tutto evidente, dunque, che in          stagione non sarebbe durata a lungo,
              ci ha insegnato, è che il periodo di       che intervenga in questa sequenza di            entrambe le tipologie “stagionali” di         e presto le tende sarebbero diventate
              accadimento dei terremoti disastro-        attività, pone improvvisamente il siste-        sistemazione provvisoria, le condi-           un problema serio per i senzatetto.           37
              si condiziona fortemente le moda-          ma dei soccorsi di fronte all’obbligo di        zioni operative dell’emergenza non            I friulani avevano lanciato ottimisti-
              lità di gestione di tempi e strumenti      individuare drammatiche alternative in          concederanno mai, di norma, più di            camente lo slogan “dalle tende alle
              dell’emergenza. L’utilizzo immediato       vista dell’arrivo della stagione invernale      sei mesi di tempo per la realizzazione        case”, sperando di poter presto rico-
              delle tende durante la stagione mite       non affrontabile in tenda.                      di alloggi sostitutivi della casa resa        struire o riparare rapidamente – con
              consente un accomodamento urgente          D’altra parte, un sisma che colpisca un         inagibile dal sisma.                          una forte dose di autosufficienza- le
              delle persone, assicura un certo pe-       territorio alla fine dell’estate o addirittu-   Il limite ragionevole dei sei mesi, quan-     proprie abitazioni, anche se i problemi
              riodo di tempo ai tecnici per effettuare   ra nella brutta stagione, pone una serie        tunque risulti difficilissimo a rispettarsi   di ordine urbanistico ed il numero di
              la ricognizione dei danni, determinare     completamente diversa di problemi               in caso di macrosisma, va posto co-           sfollati rendeva di difficile attuazione
              il numero effettivo dei senzatetto e       relativi alla sistemazione alloggiativa         munque come un obiettivo fonda-               questa ipotesi. La Regione Friuli sposò
              programmare la conseguente realizza-       provvisoria, poiché il flessibile utilizzo      mentale. Ciò significa che già durante        comunque la tesi, e orgogliosamente
              zione di alloggi stabili anche se di ca-   della tenda viene limitato o reso addi-         i giorni del soccorso tecnico e della         si assunse l’onere dell’impresa di re-
                                                                                                         prima assistenza, l’attività di valutazio-    alizzare i prefabbricati provvisori per
               !Il Duomo di Gemona completamente distrutto dal terromoto                                 ne e analisi da parte dei soccorritori        sostituire le tende. Sappiamo tuttavia
                                                                                                                                                       che quando la scelta di ricostruzione
                                                                                                                                                       riguarda la riparazione o la ricostru-
                                                                                                                                                       zione delle case esistenti secondo il
                                                                                                                                                       principio del “dove era e come era”,
                                                                                                                                                       i tempi non possono essere brevi, e
                                                                                                                                                       l’attività di ricostruzione non dura mai,
                                                                                                                                                       generalmente, meno di 10-12 anni, in
                                                                                                                                                       considerazione dei problemi urbani-
                                                                                                                                                       stici, della necessità di servizi e della
                                                                                                                                                       carenza di professionalità e di ditte
                                                                                                                                                       locali disponibili. Per la fase transitoria
                                                                                                                                                       e di reinsediamento, la Regione Friuli,
                                                                                                                                                       memore dell’esperienza siciliana di
                                                                                                                                                       otto anni prima, aveva scelto di rea-
                                                                                                                                                       lizzare case provvisorie prefabbricate
                                                                                                                                                       invece delle baracche. La differenza
                                                                                                                                                       tra le due soluzioni – oggi possiamo
 36                                                                                                                                                    apprezzarlo compiutamente dopo
                                                                                                                                                       le esperienze trascorse negli ultimi
EMERGENCIES

                                                                                                                                                       decenni – è davvero enorme, quando
                                                                                                                                                       fosse per il solo fatto che un insedia-
                                                                                                                                                       mento di case prefabbricate prevede la
                                                                                                                                                       presenza delle urbanizzazioni primarie
                                                                                                                                                       con servizi a rete sotterranei e impianti
                                                                                                                                                       di depurazione. Ai giorni nostri può
                                                                                                                                                       sembrare un fatto scontato, ma qua-
                                                                                                                                                       rant’anni fa non lo era. In Friuli, questo
                                                                                                                                                       tipo di reinsediamento provvisorio
                                                                                                                                                       venne attuato -per la prima volta nella
Il terremoto del Friuli (1976)
nostra storia- senza un precedente
              che potesse far da guida. E proprio
              per questo l’ottimismo regionale ini-
              ziale fu forse eccessivo. In assenza

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          EMERGENCIES
              purtroppo di procedure accelerate
              e derogatorie che consentissero di
              bruciare i tempi, i ritardi accumulati
              dalla Regione Friuli nell’avvio delle
              operazioni di costruzione dei villaggi
              provvisori, portarono alla fine dell’esta-
              te e all’arrivo del primo freddo con
              le attività appena all’inizio. La pre-                                                                                                                                                                                                                                                                      39
              fabbricazione leggera della Regione
              Friuli, prevista in circa 9.000 alloggi,
              non era in realtà riuscita a decollare.
              Durante l’estate, soltanto le piccole
              riparazioni alle case moderatamente
              danneggiate erano stata assicurate
              con solerzia dagli alpini impegnati in
              emergenza. Giunti quasi alla fine della
              bella stagione, i prefabbricati non solo

                                                                                                                                                   Liberate i vostri strumenti più preziosi
              non erano pronti, ma erano ancora di
              là da venire. Dunque, prima ancora che
              la nuova grande scossa di settembre
              precipitasse gli eventi, l’evacuazione
              delle aree di accoglienza si rendeva
              necessaria e inevitabile già dalla fine di
              agosto, sia perché appariva temerario
              restare in tenda con l’avvicinarsi della     conda scossa, il nuovo Presidente          poteri straordinari e facoltà di operare

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        eric - Kalice
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               Kal
              brutta stagione, sia perché, in molti        del Consiglio Andreotti, in visita il 13   in deroga. Andreotti volle così dare

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Childeric
              casi, era proprio nelle aree occupate        settembre alle zone colpite, venne         un rinnovato impulso alle attività di

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        Photo : A.Child
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                A.Child
              dalle tendopoli che si doveva avviare la     contestato pesantemente dalla folla.       assistenza alle popolazioni disagiate.
              realizzazione dei prefabbricati provvi-      Alla contestazione non era estranea
              sori. E ovviamente, in quello che è uno      anche la tensione politica che andava      La seconda scossa
              scenario classico e ripetitivo dei terre-    salendo, anche per l’arrivo in zona di     La mattina del 15 settembre, la nuova
              moti italiani, di fronte alla prospettiva    gruppi extraparlamentari e comitati        scossa distruttrice sorprese il neo
              di un trasferimento fuori area causato       collettivi organizzati che fomentavano     Commissario Zamberletti già all’opera,
              dagli evidenti ritardi, già alle prime       la contestazione. Una delle principali     in mezzo a una riunione che si stava
              avvisaglie, la gente aveva manifestato       preoccupazioni per le istituzioni na-      tenendo nella Prefettura di Udine,
              la sua reticenza a trasferirsi temendo       zionali e locali, riguardava il numero     convocata per organizzare l’esodo
              lo sradicamento e l’allontanamento           degli espatriati dopo il terremoto. Il     programmato.
              definitivo. Un fenomeno psicologico          rischio di abbandono del territorio e di   Questo secondo evento si verificò al
 38           inevitabile in tutte le vicende sismiche     un’emigrazione forzata e irreversibile     culmine di una crisi sismica di almeno
              importanti del nostro Paese.                 era forte. Dal mese di maggio, infatti,    una settimana, in cui delle scosse di
EMERGENCIES

              Tra l’11 e il 12 settembre, nuove scos-      erano già oltre ventimila i passaporti     notevole entità, a più riprese, aveva-
              se avevano causato nuovi crolli, anche
              tra le case già riparate dagli alpini. Il
                                                           rilasciati dalle province di Udine e
                                                           Pordenone, mentre era ormai fuori
                                                                                                      no spaventato la popolazione, co-
                                                                                                      stringendola spesso a catapultarsi in
                                                                                                                                                 PIXA 3
              morale dei vecchi e dei nuovi terremo-
                                                                                                                                                 Lampada frontale multifunzione
                                                           controllo il numero degli emigrati in      strada e in mezzo ai campi. La nuova
              tati cominciò anch’esso a crollare, e        altre zone d’Italia. Andreotti decise      violentissima scossa, di magnitudo
                                                                                                                                                                                                               Liberate le vostre mani… grazie alle 3 modalità di trasporto garantite dalla nuova lampada
              con questo anche la fiducia nelle isti-      allora immediatamente un nuovo com-        6,1 Richter, buttò giù tutto quello che                                                                  frontale PIXA 3.
              tuzioni. Intanto il maltempo cominciava      missariamento, con un proprio DPCM         restava in piedi del Friuli, comprese le                                                                 Progettata per rispondere alle esigenze professionali, PIXA 3 si
              ad imperversare, e la scontentezza e         del 13 settembre 1976, cui fece se-        case ancora agibili e quelle appena                                                                      adatta a tutte le situazioni in ambiente con scarsa illuminazione:
              il dissenso prese piede fra gli sfollati,    guito il D.L. 18 settembre 1976 n. 648     riparate. Si doveva dunque ricomin-                                                                      lavorare e vedere da vicino, spostarsi in piena sicurezza e disporre
              tanto che due giorni prima della se-         che conferiva di nuovo a Zamberletti       ciare da zero e, peggio ancora, dopo                                                                     di una visione lontana e precisa.             www.petzl.com/PIXA

                                                                                                                                                 DINAMICHE VERTICALI - Agenzia di Petzl in Italia - C.so Lombardia 75 - 10099 San Mauro Torinese (To) - Tel: +39 011 27 32 500 - Fax: +39 011 22 41 853 - info@petzl.it
Il terremoto del Friuli (1976)
for the new hero generation

              i nuovi crolli il fabbisogno di prefabbri-   comuni ospitanti e del volontariato         presso i quali si trasferirono le comu-
              cati risultava ora raddoppiato. A quel       locale. Con l’aiuto e la collaborazio-      nità con i rispettivi Centri Operativi.
              punto, l’esodo verso il mare, che era        ne spontanea delle amministrazioni          Questi ultimi, che erano stati program-
              già nell’aria, diventava un imperativo       comunali interessate, i luoghi dove         mati e istituiti fin dal 13 settembre,

                                                                                                                                                                                                                                                           EMERGENCIES
              categorico. Da un punto di vista logi-       organizzare il ricovero vennero chia-       furono:
              stico, la distanza relativamente breve       mati “Dipartimenti Assistenziali” (D.A.),   t%JQBSUJNFOUPEJ#JCJPOF DPNVOFEJ
              e la facilità dei collegamenti permet-
              tevano il pendolarismo a chi voleva
              riavviare la propria attività, ma anche
              agli agricoltori ed agli operai, in modo
              tale da non subire del tutto l’estraneità
              dai luoghi d’origine. Inoltre l’imminenza                                                                                                                                                                                                    41
              della chiusura della stagione estiva
              avrebbe lasciato il patrimonio edilizio
              turistico completamente inutilizzato,
              e dunque nella piena disponibilità per
              un utilizzo emergenziale.
              Funzionari di prefettura vennero in-
              caricati di prendere immediatamente
              contatti con le istituzioni e con le or-
              ganizzazioni di categoria della costa
              per verificare numeri e disponibilità.
              Dall’altra parte, i sindaci dei comuni
              colpiti furono responsabilizzati per
              convincere le proprie recalcitranti citta-
              dinanze a lasciare le tende per recarsi
              in hotel o nei residence. Dopo i primi
              giorni, nonostante gli indubbi effetti
              in termini di convincimento apportati
              dalla nuova terribile scossa, i risul-
                                                                                                                                                  Se partecipi
              tati dell’iniziativa di arretramento, a
              un primo monitoraggio, si rivelavano
              ancora parziali. Qualcuno resisteva,
              nonostante lo sforzo di sindaci ormai
              del tutto convinti e collaborativi. Ma
              alla fine, a convincere davvero la gente
                                                                                                                                                 hai già vinto....
              a lasciare le tende e a trasferirsi sulla
              costa per quattro o cinque mesi – il
              tempo stimato realisticamente per
                                                                                                                                                                                                   for the new hero generation
              la costruzione dei prefabbricati- più
              ancora della scossa fu il maltempo.
              Il freddo e la pioggia, cominciando a
 40           imperversare, scoraggiarono definiti-
              vamente la resistenza della pur tenace
EMERGENCIES

              gente friulana, e l’esodo organizzato
              con la saggia e paterna collaborazio-
              ne dei sindaci, si tradusse, ora dopo
              ora, in una vera e propria fuga verso
              il mare con ogni mezzo. L’ospitalità,
              nonostante l’arrivo e la sistemazio-
              ne trafelati, venne garantita in modo
              ordinato e non casuale, grazie all’or-
              ganizzazione preventiva del personale
              del commissariato e l’assistenza dei

                                                                                                                                                       Cerbul spa, via Marconi 105, 31020 Revine Lago (TV) tel +39 0438 929214 - 55, fax +39 0438 929846
                                                                                                                                                                                 info: rescueforce@cerbul.it www.rescueforce.it
Il terremoto del Friuli (1976)
missario attivò quindi il meccanismo          I prezzi e le indennità erano modesti        La previsione di una permanenza
                                                                                                                                                          della requisizione, che venne posto in        grazie anche al piglio dei poteri com-       massima di sei mesi sulla costa o in
                                                                                                                                                          essere solo per i residence e le secon-       missariali. Poteri che si esercitava-        montagna teneva conto ovviamente
                                                                                                                                                          de case, mentre non riguardò gli hotel        no proprio sul controllo dei prezzi in       della presunta durata dei lavori di

                                                                                                                                                                                                                                                                                                   EMERGENCIES
                                                                                                                                                          né i villaggi turistici o i campeggi. Il 24   crescita: tanto che con un’ordinanza         prefabbricazione sia del primo piano
                                                                                                                                                          settembre il Commissario dispose la           del 17 settembre, su mandato del             regionale (novemila alloggi) che del
                                                                                                                                                          requisizione in uso fino al 31.3.1977         Commissario, il Prefetto di Udine - Vice     secondo piano commissariale inte-
                                                                                                                                                          (termine entro il quale avrebbe dovuto        Commissario Dr. Spaziante, bloc-             grativo (altri diecimila prefabbricati)
                                                                                                                                                          concludersi l’esodo) di tutti gli “alloggi    cò i prezzi incardinandoli ai livelli del    resosi necessario dopo la scossa
                                                                                                                                                          non abitati, arredati o non arredati,         maggio 1976, mentre, con un’altra            di settembre. Il 31 marzo 1977 fu la
                                                                                                                                                          e comunque non già occupati da                dell’8 ottobre creò una commissione          data limite imposta, e più volte ribadita
                                                                                                                                                          famiglie sfollate dei comuni sinistrati”.     di controllo dei prezzi sulla base di un     pubblicamente dal Commissario in              43
                                                                                                                                                          Quanto alla procedura di requisizione,        paniere dettagliato.                         modo da tranquillizzare gli operatori
                                                                                                                                                          i sindaci ospitanti della costa vennero       L’unità e la coesione delle comunità         del turismo, per il rientro degli sfollati.
                                                                                                                                                          responsabilizzati per la ricerca degli al-    territoriali vennero conservate trasfe-      Alcuni ritardi nelle consegne (e quindi
                                                                                                                                                          loggi e per garantire la pubblicizzazione     rendo interi paesi in una stessa località    nei rientri) derivarono qua e là dagli
                                                                                                                                                          del provvedimento, ma il Commissario          (con minime eccezioni legate a locali        aggiustamenti apportati dai sindaci
                                                                                                                                                          prese su di sé tutta la responsabilità        fenomeni di “overbooking”), compresi         alla prefabbricazione pianificata, a
                                                                                                                                                          nei confronti dei privati proprietari, che    i servizi comunali e le scuole. Se gli       causa dei rientri di emigrati che se ne
                                                                                                                                                          in massima parte erano comunque               anziani trovavano posto negli alberghi,      erano andati dopo il sisma di maggio,
                                                                                                                                                          non residenti. I quali, restii a subire       le famiglie andarono a occupare le           e che rientravano ora in regione con-
                                                                                                                                                          la requisizione, tentarono l’occupa-          case sfitte o i residence di proprietà       tando sull’assistenza commissariale e
                                                                                                                                                          zione fittizia degli appartamenti, a cui      di agenzie e turisti, dietro impegno         sull’assegnazione sicura di un alloggio:
                                                                                                                                                          il Commissario rispose modificando            del Commissario verso i proprietari          ciò che costringeva le amministrazioni
                                                                                                                                                          l’Ordinanza: si requisivano adesso            di pagare alla fine dell’emergenza           locali a correggere in corsa la pro-
                                                                                                                                                          tutti gli “alloggi anche non arredati,        sia l’affitto che i danni eventuali. Per i   grammazione delle opere. Il piano di
                                                                                                                                                          non abitati da persone residenti nel          capifamiglia che dovevano restare in         sgombero e arretramento dalle zone
              S.Cividale al Tagliamento) e Caorle,           Il primo spostamento di sfollati fu         nelle zone terremotate per la necessità          comune di ubicazione dell’alloggio e          zona, il Commissario requisì roulot-         colpite e di ospitalità nei centri balneari
              che accolsero la comunità di San               organizzato dalla Sala Operativa del        di non interrompere le attività lavorative       non già occupati da famiglie sfollate         tes in tutta Italia. I Dipartimenti Assi-    restò in vigore ufficialmente fino al
              Daniele del Friuli;                            Commissariato con mezzi civili per          o per scelta personale, furono siste-            dei comuni sinistrati”.                       stenziali dovettero prendere in carico       mese di aprile 1977; mentre venivano
              t%JQBSUJNFOUPEJ-JHOBOP4BCCJBEPSP          le persone e con mezzi militari per il      mate in 5.200 roulottes acquistate,              Dal punto di vista della resistenza alla      diversi aspetti della vita comunitaria       approntate le aree di insediamento
              che accolse i comuni di Gemona,                trasporto delle masserizie.                 requisite dalle Prefetture di tutta Italia       concessione dell’uso degli alloggi, i         lì ricostituitasi temporaneamente: da        provvisorio dei prefabbricati, fu intanto
              Osoppo con l’aggiunta di Pinzano al            Durante il pendolarismo, il problema        o ricevute in dono dal Commissario. Si           maggiori problemi si verificarono a           quello medico-sanitario (vaccinazioni,       definito un piano di recupero edilizio
              Tagliamento;                                   dei collegamenti tra la costa e l’entro-    calcola peraltro che circa 3.000 perso-          Grado, dove il sindaco dovette occu-          controlli igienici, distribuzione medici-    per le case che avevano subito danni
              t%JQBSUJNFOUPEJ+FTPMP DIFBDDPMTF         terra (gli sfollati non autonomi veniva-    ne abbiano continuato a soggiornare              pare di frequente gli alloggi in modo         nali e apertura di farmacie); a quello       minori. Ed effettivamente, l’operazione
              il C.O. di Meduno con esclusione di            no accompagnati gratuitamente ogni          in tenda nelle classiche aree sparse.            forzoso, mentre a Lignano, Caorle e           scolastico, che vide ben 3.584 alunni        di arretramento della popolazione, con
              Pinzano;                                       giorno verso i luoghi di residenza nelle    Queste situazioni furono lasciate alla           Bibione non si rese mai necessario l’in-      tornare a scuola in 196 aule apposi-         qualche strascico legato alla consegna
              t%JQBSUJNFOUPEJ(SBEP DIFBDDPMTF          zone terremotate) passò, a partire dal      cura dei C.O.S. All’interno dell’opera-          gresso con l’ausilio della forza pubbli-      tamente formate (elementari e medie          ritardata di alcuni prefabbricati, andò
              i Centri Operativi di Cividale, Tarcento       1^ ottobre e fino alla fine dell’arretra-   zione di trasferimento e sistemazione            ca. A Ravascletto, che invece è località      l’11 ottobre, la materna il 17 novembre      avanti fino all’aprile 1977. Al 1^ aprile
              e Resiutta.                                    mento, dal Commissario al Servizio          alloggiativa, non mancarono momenti              turistica invernale, si verificarono gli      per problemi di reperimento di plessi e      1977 si trovavano sul mare ancora
              t%JQBSUJNFOUPEJ3BWBTDMFUUP JTUJUV-         Trasporti della Giunta Regionale. Il        di grave difficoltà. Infatti, la disponibilità   stessi problemi di Grado. Anche qui, si       aule); a quello dell’assistenza sociale      4814 persone, un numero che può
              ito il 22 settembre, che con gli altri         trasporto di eventuali masserizie, in-      di alloggi reperiti grazie alla ricerca          scelse di sacrificare le seconde case,        e a quello dei sussidi e dei contributi      far considerare felicemente conclusa
 42           centri dell’Alta Carnia (Forni Avoltri,        vece, venne sempre assicurato dai           effettuata subito prima della scossa             mentre provvedimenti di requisizione          economici commissariali.                     l’operazione senza conseguenze per
              Forni di Sopra e Rigolato), raccolse           militari aggregati ai Centri Operativi      del 15 settembre, fu messa in crisi              non riguardarono gli alberghi, al fine        A partire dall’inizio di ottobre comin-      i comuni ospitanti e per le loro attività
EMERGENCIES

              le popolazioni della zona industriale          di riferimento. La parte più imponente      dalla foga con la quale la gente a un            di salvaguardare l’economia locale.           ciarono gradualmente i primi rientri, in     economiche.
              del Tolmezzino.                                dell’esodo ebbe una durata di circa         certo punto cominciò a riversarsi ver-           L’indennità di occupazione degli              coincidenza con la consegna dei primi        Oltre che alla gradualità delle conse-
              I Dipartimenti Assistenziali erano orga-       quindici giorni, anche se i trasferimenti   so la costa. Gli sfollati affluivano con         appartamenti fu fissata in 9.000 lire         prefabbricati previsti dall’originario       gne dei prefabbricati, ulteriori strasci-
              ni concettualmente e strutturalmente           continuarono fino alla fine di ottobre.     ogni mezzo, e le richieste di alloggio           mensili per ogni vano utile; mentre           piano regionale. I nomi degli asse-          chi nel rientro che si protrarrà in pratica
              simili ai Centri Operativi di Settore          La punta massima raggiunta di sfol-         erano sempre maggiori a fronte di                la retta alberghiera (scelta preferita        gnatari venivano comunicati dalla Sala       fino a metà maggio, furono legati
              (C.O.S.), anche se nei Dipartimenti            lati sulla costa fu di 32.340 persone.      una disponibilità ancora assai limitata.         per il ricovero gli anziani) fu fissata in    Operativa Generale ai Dipartimenti           anche all’esigenza di alcune famiglie
              erano maggiore il peso e il ruolo degli        Lignano Sabbiadoro risultò il centro        Con l’impegno del Commissario al                 lire 5.000 giornaliera. Sempre per gli        assistenziali, dopo di che la famiglia       di far terminare l’anno scolastico ai
              Enti Locali ospitanti e delle delegazioni      interessato dal maggior numero di           pagamento del dovuto, si era fatto               anziani, il “Villaggio Marzotto” di Jesolo    interessata aveva una settimana di           figli nelle località di ospitalità, e che
              di quelli terremotati che lì si trasferivano   ospiti, che arrivò a 19.370.                appello alla disponibilità dei privati, ma       fu attrezzato ad ospitarne 500 non            tempo per verificare l’agibilità dell’al-    quindi, pur avendo ricevuto l’alloggio
              provvisoriamente.                              Le circa 15.000 persone che restarono       la solidarietà tardava a venire. Il Com-         autosufficienti.                              loggio e preparare il rientro.               prefabbricato, tentavano di conser-
Il terremoto del Friuli (1976)
EMERGENCIES
                                                                                                                                                                                 IL BUSINESS
                                                                                                                                                                                 PROCESS
                                                                                                                                                                                                                            45

                                                                                                                                                         Busines
                                                                                                                                                        Managems Process
                                                                                                                                                                 ent Syste
                                                                                                                                                                           m     MANAGEMENT
                                                                                                                                                                                 SYSTEM
              vare anche l’appartamento sul mare             emergenziale e del reinsediamento del       80mila); nel 1985, invece, i senzatetto
              come “alloggio di riserva”. Altri ritardi      Friuli. In sintesi:                         ospitati nei prefabbricati erano circa
              furono legati esclusivamente a casi di         tMBDDBEJNFOUPEFMTJTNBJOVONP-         20mila, di cui alcuni erano occupanti                                                                s Proce
                                                                                                                                                                                                                      ss
              persone anziane, in particolare non            mento favorevole della stagione;            senza titolo. La ricostruzione, quindi,                                                       Businesment System
                                                                                                                                                                                             Process   Manage
                                                                                                                                                                                 Businessent System
              autosufficienti, che ebbero difficoltà         t MB DPTQJDVB QSFTFO[B NJMJUBSF        era andata avanti abbastanza velo-                                      M a na ge m
              a rientrare nei tempi previsti.                nell’area;                                  cemente, favorita dal decentramento
              Da allora in poi, la ricostruzione friu-       tMBQSFTFO[BEJCVPOFWJFEJDPNV-         delle decisioni e dal fatto che la re-
              lana, dal punto di vista legislativo e di      nicazione;                                  sponsabilità era in gran parte affidata
              indirizzo, fu caratterizzata da un forte       tJMSVPMPEJ6EJOF MBDJUUËDBQPMVPHP    ai comuni, in modo tale da favorire
              decentramento delle responsabilità a           di regione, che non fu colpita;             scelte idonee caso per caso e control-
              favore della regione e degli enti locali,      t MB QSFTFO[B TVMMB OPO MPOUBOB DP-   labili dalla popolazione, che impostò
              comuni in primis; e questa fu una              sta adriatica, di strutture turistico       la ricostruzione sulla volontà del fare
 44           novità nel campo della gestione delle          - ricettive, e conseguentemente la          “di bessoi”, da soli. Inoltre, la relativa
              ricostruzioni, visto che da qualche            disponibilità immediata di numerosi         omogeneità del territorio permise una
EMERGENCIES

              anno erano state istituite le regioni, ed      posti letto per ospitare i senzatetto       gestione migliore della pianificazione.
              il Friuli Venezia Giulia godeva anche dei
              privilegi di regione a statuto speciale.
              Se è possibile stabilire paragoni, ri-
                                                             (un’opportunità, quest’ultima, valoriz-
                                                             zata fortemente anche in occasione
                                                             dell’emergenza abruzzese del 2009).
                                                                                                         In Friuli tutte le risorse, compresi i ri-
                                                                                                         sparmi privati, furono convogliati verso
                                                                                                         la ricostruzione abitativa lasciando
                                                                                                                                                           Per affrontare la complessità
              spetto all’esperienza negativa del
              Belice, diversi furono i fattori che in-
                                                             Quanto alla ricostruzione, in cinque
                                                             anni la metà dei senzatetto ebbe già
                                                                                                         poco spazio alle opportunità di spe-
                                                                                                         culazione. Alla luce dei fatti, quella
                                                                                                                                                         delle aziende e degli Enti Pubblici
              fluenzarono positivamente la gestione          una sistemazione definitiva (39mila su      del Friuli resta dunque ancora oggi la
                                                                                                         più riuscita iniziativa di superamento
                                                                                                         dell’emergenza e di ricostruzione post
                                                                                                                                                      avendo a disposizione in ogni momento
                !"Il Friuli ringrazia e non dimentica", una frase diventata mito che i terremotati
              scrivevano sui muri delle case distrutte                                                   sisma del nostro dopoguerra.                          gli strumenti necessari
                                                                                                                                                                               www.taival.it
Il terremoto del Friuli (1976)
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