Aggiornati i canoni per le concessioni demaniali - Messaggero Marittimo

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Aggiornati i canoni per le concessioni demaniali - Messaggero Marittimo
14 Giugno 2019 -

Aggiornati i canoni per le concessioni
demaniali

ROMA – Il direttore generale per la vigilanza sulle Autorità portuali, le
infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per le vie d’acqua
interne visto il decreto interministeriale 19 Luglio 1989, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale del 23 Dicembre 1989
considerata la necessità di procedere all’aggiornamento delle misure dei
canoni annui per l’anno 2018; decreta:

1. Le misure unitarie dei canoni annui relativi alle concessioni demaniali
marittime sono aggiornate, per l’anno 2018, applicando l’aumento dell’uno
virgola trentacinque per cento alle misure unitarie dei canoni determinati
per il 2017.
2. Le misure unitarie così aggiornate costituiscono la base di calcolo per la
determinazione del canone da applicare alle concessioni demaniali marittime
rilasciate o rinnovate a decorrere dal 1° Gennaio 2018.
3. La medesima percentuale si applica alle concessioni in vigore ancorchè
rilasciate precedentemente al 1° Gennaio 2018.
4. La misura minima di canone di euro 349,30 prevista dall’art. 9 del decreto
interministeriale 19 Luglio 1989 – è adeguata ad euro 354,01
a decorrere dal 1° Gennaio 2018.
5. Si applica la misura minima di euro 354,01 alle concessioni per le quali
la misura annua, determinata secondo i precedenti commi, dovesse
risultare inferiore al citato limite minimo.
Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione.
Roma, 5 Dicembre 2017
Il direttore generale: Coletta

Registrato alla Corte dei conti il 21 Dicembre 2017
Ufficio di controllo sugli atti del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti e del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del
mare, n. 1-4607

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Ferrero: parte sfida gelati Kinder in
Francia e altri Paesi

PARIGI – “Ferrero lancia l’offensiva nei gelati”: titola oggi il quotidiano
francese, Les Echos, precisando che i primi gelati del marchio Kinder
arriveranno sul mercato francese ad aprile.

Tra gli altri Paesi oggetto dell’operazione, Germania, Svizzera e Austria,
mentre l’operazione non riguarda l’Italia.

L’Italia non sembra essere coinvolta. “Creati da Ferrero i gelati verranno
prodotti e distribuiti da Unilever”, precisa il giornale economico della
Francia.

Da parte sua, il direttore generale di Ferrero France, Baptiste Santoul,

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parla del coronamento di un “vecchio sogno”.

“E’ un grande lancio per noi con un marchio simbolico, che totalizza il 40%
del nostro giro d’affari in Francia”: L’operazione verrà accompagnata da una
vasta campagna pubblicitaria guidata da Unilever, mentre Ferrero ha concepito
la ricetta cioccolato e nocciola e fornisce il marchio Kinder.

A produrre i gelati sarà il colosso olandese e leader mondiale del settore
(Magnum) che ne garantirà anche la commercializzazione.

Ma non finisce qui. Per il gruppo piemontese che in Francia realizza circa 1
miliardo di ricavi il 2018 sarà anche l’anno dei biscotti.

A dicembre, Ferrero ha infatti acquisito il biscottificio Delacre, marchio
centenario di origine belga noto, tra l’altro, per gli Speculoos.

“Il biscotto ci permetterà di rafforzarci sul mercato delle merendine, in cui
siamo entrati con B-ready nel 2016”, spiega Santoul a Les Echos.

La Francia è il primo mercato di Delacre, in cui realizza la metà (50 milioni
di euro) delle vendite.

Infine, per rassicurare gli adepti di Nutella, oggetto di recenti polemiche
in Francia per i supersconti operati dal supermercato Intermarché, partirà
domenica una vasta campagna pubblicitaria in tv, giornali e social network.

Oggi Les Echos propone anche un servizio a Villiers-Ecalles, in Normandia,
“il più grande stabilimento di Nutella al mondo”. Ampio spazio a Ferrero,
Nutella, e i nuovi gelati Kinder anche sul quotidiano Le Parisien.

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Fincantieri ”sarebbe” interessato agli
spazi di Azimut Benetti a Livorno

LIVORNO – Mai dire mai, suona come il più banale dei tòpoi, ma chissà…..
Sta, infatti, circolando in questi giorni la notizia secondo cui Fincantieri
(oltre 30 miliardi in portafoglio) starebbe guardando con occhi
particolarmente interessati gli spazi dell’ex cantiere Orlando di Livorno,
abbandonati nel 1995 dalla stessa azienda di Trieste e oggi in mano al

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colosso dei mega yacht Azimut Benetti, che, assumendo il ruolo del salvatore,
nel 2003 ne portò a compimento l’acquisizione.
Stando a quanto sarebbe dato sapere il gruppo ex Iri guidato da Giuseppe
Bono, dopo aver chiuso la partita con il governo francese entrando nel
capitale di Stx France mediante l’acquisizione del 50% delle quote, si
troverebbe “a corto di spazio” specialmente dopo aver messo le mani sulla
ghiottissima commessa per la costruzione di quattro navi da crociera
superlusso per conto della Msc
La smentita del magnate di Azimut, Paolo Vitelli, non si è fatta attendere,
come, del resto, già avvenuto in altre occasioni, rimane, tuttavia, il fatto
che si parla insistentemente di un incartamento in tal senso giacente da
qualche tempo in Mediobanca.

Se tali voci sono quasi certamente fondate (il quasi è puramente di prassi) è
altrettanto vero che il gruppo di Avigliana è tutt’altro che disposto a
regalare qualcosa a chicchessia né Fincantieri, che, fra l’altro già opera a
La Spezia nel settore in cui Azimut è leader, è azienda da avventurarsi in
investimenti in cui i conti non tornino o minaccino di non tornare.

Rimane, comunque, un fatto che il sito livornese per il gigante triestino
attualmente in climax positivo costituirebbe ben più di una boccata di
ossigeno.
E’difficile dire se in tale contesto un accordo o, meglio, una ragionevole
convergenza di interessi fra grandi gruppi imprenditoriali potrà essere
trovato, certo è che un ritorno, in qualunque forma, della bandiera di
Fincantieri a Livorno non potrebbe avere sulla occupazione risvolti altro chè
positivi e nei confronti delle Autorità responsabili dello sviluppo
cittadino, potrebbe rappresentare un valido contrappeso alla presenza di
Azimut Benetti che, talvolta e secondo taluni punti vista, può apparire un
tantino…. soverchiante.

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Toscana Aeroporti contro divieto
ingresso pulman nello scalo di Pisa

PISA – Toscana Aeroporti prende atto dell’ordinanza del Comune di Pisa che
istituisce il divieto di circolazione per gli autobus nella rotatoria tra Via
Ballini e Via Caduti e tra Via Pasquale Pardi e lo svincolo della Fi-Pi-Li,
disponendo che gli autobus in questione sostino presso il parcheggio
“scambiatore” della fermata intermedia del People Mover.

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«Si tratta di una decisione del tutto incomprensibile, a nostro avviso
illegittima – scrive Toscana Aeroporti in un comunicato stampa – e avente
come unico obiettivo quello di penalizzare lo scalo pisano allontanando i
passeggeri che si troverebbero costretti a subire pesanti disservizi.
Appaiono bizzarre le motivazioni secondo cui gli autobus diretti in aeroporto
creerebero problemi di traffico e inquinamento nel quartiere San Giusto / San
Marco, considerato che, come è ben noto, gli autobus oggi percorrono lo
svincolo della Fi-Pi-Li entrando direttamente in aeroporto senza transitare
per le strade dei quartieri in questione».

«Sono, invece, del tutto evidenti i gravi disservizi che tale decsione
provocherà agli oltre 450 mila passeggeri che oggi viaggiano tra Firenze e
Pisa per utilizzare l’aeroporto Galileo Galilei.
Per prima cosa non è infatti dato sapere come faranno i passeggeri a
raggiungere l’aeroporto per i primi voli del mattino o all’arrivo con gli
ultimi voli della sera, quando il People Mover non è operativo (così come non
lo sono i treni tra le due città).
In secondo luogo, con la fermata obbligata nel parcheggio scambiatore il
tragitto diventerebbe più oneroso in termini di costi (+ 25%), di tempi
(almeno un quarto d’ora, nella più benevola delle ipotesi, per scendere dagli
autobus, percorrere a piedi circa 300 m., arrivare alla fermata dello
shuttle, prendere due ascensori, attraversare i binari, acquistare i
biglietti, il tutto con i bagagli appresso) e di scomodità (doppio scarico
dei bagagli), in un ambiente privo della minima agevolazione riferibile agli
standard europei in termini di servizi aeroportuali», prosegue la nota.

«E’ evidente, nella decisione presa dall’amministrazione comunale, la totale
assenza di qualunque forma di attenzione verso le esigenze degli utenti e la
qualità dei servizi. Occorre, purtroppo, constatare come si voglia scaricare
sull’aeroporto di Pisa, che secondo le previsioni ha portato il proprio
traffico passeggeri ad oltre 5,2 milioni, gli errori commessi
dall’Amministrazione Comunale per i quali Toscana Aeroporti ha proposto
numerose soluzioni sempre rigettate».

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Italo-Ntv accetta offerta fondo Gip da
1,980 mld

ROMA – Ntv-Italo mette in soffitta la quotazione in Borsa e corre nelle
braccia del fondo Usa Global Infrastructure Partners (Gip). La società ha
accettato la nuova offerta da 1,940 miliardi ricevuta da Gip per il 100% del
capitale sociale. Inoltre è previsto che gli attuali azionisti di Italo
incassino il dividendo di 30 milioni deliberato dall’assemblea della società
e che la stessa sostenga spese relative all’interrotto processo di quotazione
fino ad un massimo di 10 milioni di euro, quindi il controvalore complessivo
dell’offerta americana è di 1,980 miliardi di euro.

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L’offerta prevede poi che la sottoscrizione del contratto di compravendita,
la cui esecuzione (closing) è condizionata dal via libera dell’Antitrust,
avvenga entro l’11 Febbraio. Gli attuali azionisti hanno poi la facoltà di
reinvestire fino ad un massimo del 25% dei proventi derivanti dalla vendita
alle stesse condizioni di acquisto da parte di Gip.

In mattinata, intanto, è convocato il Cda di Italo-Ntv che procederà al
ritiro della domanda di autorizzazione alla pubblicazione del prospetto
depositata presso Consob e di ammissione a quotazione delle azioni della
società depositata presso Borsa Italiana. In giornata il governo era sceso in
campo auspicando per Italo-Ntv uno sbarco in Borsa piuttosto che prendere la
via americana.

«La quotazione in Borsa» di Italo-Ntv «rappresenterebbe il perfetto
coronamento di una storia di successo», avevano dichiarato in una nota
congiunta il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e il ministro
dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, aggiungendo che comunque «è
molto positivo che vi sia un grande interesse da parte di potenziali
investitori su Ntv». Per i due ministri «il merito va alla capacità degli
imprenditori, del management e delle istituzioni finanziarie, a partire da
Banca Intesa, che hanno costruito una grande azienda di servizi con
investimenti molto significativi e che hanno saputo con coraggio superare
anche momenti di difficoltà». «Questa operazione – concludono – dimostra tra
l’altro il potenziale della concorrenza nella creazione di posti di lavoro e
nel miglioramento dei servizi ai clienti».

Gip è il fondo infrastrutturale più grande al mondo e gestisce circa 40
miliardi di dollari per i propri investitori. Tra gli asset che gestisce nel
settore dei trasporti ci sono l’aeroporto londinese di Gatwick; Terminal
Investment Limited ossia la divisione di Msc per la gestione globale dei
porti. Gip e’ entrata nel 2013 e oggi ne possiede il 49% in joint venture con
la famiglia Aponte, azionista di controllo di Msc; quindi l’aeroporto di
Edimburgo e dal 2015 è uno dei primi operatori ferroviari australiani.

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A Viareggio dal 18 al 21 Aprile si
terrà Yare

VIAREGGIO – Ancora più imprese e comandanti provenienti dall’estero che hanno
già confermato la loro partecipazione e una nuova e originale venue per la
prossima ottava edizione di Yare (Yachting Aftersales and Refit Experience),
in programma dal 18 al 21 Aaprile 2018.
Organizzato e promossa da Navigo, centro servizi per l’innovazione e lo

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sviluppo della nautica con il supporto del Distretto della nautica e della
portualità Toscana, Yare è considerato, dagli addetti ai lavori,
l’appuntamento imperdibile nel calendario cosmopolita dello yachting.
Per la prima volta, l’appuntamento business dedicato all’aftersales e al
refit nel settore Superyacht, si trasforma in una sorta di evento diffuso,
costruito al centro e nel cuore di uno dei più importanti distretti nautici
al mondo che ospita circa 1.400 imprese, pari al 40% delle aziende del
comparto in Toscana, hub dell’industria globale del settore superyacht.

Grazie alla disponibilità di alcuni dei più importanti cantieri nautici di
Viareggio, tutti gli appuntamenti di formazione e business si svolgeranno
all’interno negli stabilimenti e nelle officine dove normalmente, nel corso
dell’anno, si svolgono operazioni di allestimento, manutenzione e refitting
dei grandi yacht.

In occasione di Yare, la ”Painting shead” – vero e proprio gioiello
tecnologico e all’avanguardia in Italia per le operazioni di verniciatura
degli scafi – del cantiere Lusben, tra le imprese leader in Europa sui
progetti di refit & repair per yacht di lusso -, sarà trasformata
nell’Auditorium che accoglierà i 500 partecipanti al The Superyacht Captains’
Forum – organizzato dal media partner The Superyacht Group gruppo editoriale
inglese – dedicato all’esplorazione dei dati di prospettiva del mercato
superyacht (produzione) e sulle dinamiche e prospettive future del settore
refit da un punto di vista internazionale.

Sempre ospitati all’interno di Lusben, gli incontri faccia a faccia tra
comandanti e imprese del format Meet the Captain che consente a cantieri e
aziende del refit e del post vendita di agire sul mercato in base ai feedback
di chi opera con yacht e rappresenta gli armatori. All’interno di altri
grandi cantieri del distretto, sono previsti gli workshop a partecipazione
limitata su argomenti specifici di interesse per il mercato refit con i
comandanti protagonisti nel confronto con gruppi di aziende unite in tavoli
tematici. Più che mai in questa prossima edizione, Yare mantiene i suoi
innovativi e distintivi elementi di evento di distretto e di marketing
territoriale offrendo l’opportunità ai comandanti ospiti e alle imprese di
godere di un programma particolare con appuntamenti, visite e attività
leisure che coinvolgono il distretto produttivo, la città di Viareggio e
altri comuni della Toscana.

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Satelliti italiani a protezione dei
mari australiani.

MILANO – I satelliti italiani Cosmo-SkyMed contribuiranno alla protezione dei
mari australiani dagli sversamenti di petrolio: la società che ne
commercializza i dati, e-Geos (80% Telespazio e 20% Agenzia Spaziale
Italiana), si è infatti aggiudicata una gara internazionale per la fornitura
di servizi di geoinformazione all’Amsa (Australian Maritime Safety
Authority), l’autorità governativa deputata a garantire la sicurezza della
navigazione e la protezione dell’ambiente marino, nonché a coordinare le
operazioni di emergenza in mare.

La società e-Geos, in collaborazione con il partner locale Geospatial
Intelligence Pty Limited, supporterà il monitoraggio degli sversamenti di
petrolio grazie all’uso della costellazione radar Cosmo-SkyMed, in grado di
controllare continuativamente e in ogni condizione di visibilità le aree di
interesse.

Cosmo SkyMed è il primo sistema di osservazione satellitare della Terra
concepito per scopi duali, cioè civili e militari. I suoi quattro satelliti

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sono quattro “occhi” in grado di scrutare la Terra dallo spazio metro per
metro, di giorno e di notte, con ogni condizione meteo. Per aiutare a
prevedere frane e alluvioni, a coordinare i soccorsi in caso di terremoti o
incendi, a controllare dall’alto le aree di crisi.

I dati satellitari consentiranno di individuare gli sversamenti illeciti in
mare e le navi fonti di inquinamento, permettendo di indirizzare modalità e
tempistiche di intervento.

L’accordo prevede inoltre la valutazione di forme di collaborazione future
tra e-Geos e Amsa, che vedano l’impiego dei dati satellitari per ulteriori
applicazioni, come le attività di ricerca e soccorso.

Cosmo-SkyMed è l’unica costellazione radar di osservazione della Terra a uso
duale, civile e militare, oggi esistente al mondo. A 10 anni dal lancio del
primo satellite, avvenuto nel 2007, il sistema ha catturato oltre 1 milione
di scene in tutto il mondo, vigilando sulla Terra 24 ore su 24.

Finanziato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), dal Ministero della Difesa e
dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Cosmo-SkyMed
è stato realizzato dall’industria spaziale italiana, con Leonardo e le sue
joint venture Thales Alenia Space e Telespazio. I dati Cosmo-SkyMed sono
commercializzati in tutto il mondo da e-Geos.

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Ema: Milano chiede a Corte sospensione
trasferimento.

BRUXELLES – Il Comune di Milano ha presentato alla Corte di giustizia Ue la
richiesta per sospendere il trasferimento dell’Ema da Londra ad Amsterdam.

E’ stato infatti presentato, oltre al ricorso principale, anche un ulteriore
procedimento, detto sommario, motivato dall’urgenza della situazione e per
prevenire un danno grave e irreparabile a una delle parti.

E’ quanto emerge dalla Corte. I tempi di decisione della Corte in questo tipo
di procedimento sono di norma molto più rapidi di quelli per le procedure
ordinari. Secondo quanto emerge dalla lista degli atti depositati alla
Cancelleria della Corte e pubblicati sul suo sito, insieme al procedimento
principale presentato dal Comune di Milano vi è anche un procedimento
sommario.

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Questo tipo di procedura mira ad ottenere la sospensione dell’esecuzione di
un atto di un’istituzione, anch’esso oggetto di un ricorso, o qualsiasi altro
provvedimento provvisorio necessario al fine di prevenire un danno grave e
irreparabile per una delle parti.

Ora la Corte Ue dovrà valutare la fondatezza della richiesta di sospensiva di
Milano in base a due criteri: l’urgenza e il rischio di danni irreparabili. I
tempi giuridici standard richiedono infatti numerosi mesi prima di arrivare a
una sentenza, e allo stesso tempo si paventa il rischio che il diritto fatto
valere dal ricorrente sia frustato.

Se la Corte riconoscesse questi argomenti, la sospensione del trasferimento
dell’Ema da Londra a Amsterdam resterebbe quindi provvisoria in attesa della
sentenza vera e propria del ricorso principale. Nell’altro ricorso presentato
dal governo italiano in parallelo a quello del Comune di Milano non risulta
invece una richiesta simile di sospensiva.

Il sindaco di Milano, Sala. ha dichiarato: “Su Ema io non voglio mollare. Mi
pare che ogni giorno aumentano i dubbi sulla proposta olandese. Certamente,
lo dico senza rischio di smentita, non sono stati molto corretti lasciando
intendere che una soluzione transitoria sarebbe stata sufficiente” ed ha
aggiunto: “Sto sollecitando governo e presidente del Consiglio. Questo non è
il momento di lamentarci o frignare, ma di combattere. Ci credo ancora molto.
Il primo passaggio ora è la visita della Commissione del 12”..

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Delrio, il fascismo può tornare

ROMA – Il Ministro Graziano Delrio, intervistato da Repubblica, ha esternato
la sua preoccupazione in merito al riaffacciarsi di metodi fascisti: “Il
fascismo non è un fatto storico. È stata una tragedia, una vergogna. È stato
dolore e massacri anche lì dove c’è stata la colonizzazione.

È stato il disastro della guerra”, e “può tornare, non è un’ideologia
definitivamente sconfitta. Chi giustifica episodi come quello di Macerata

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spalanca le porte al ritorno del fascismo. Ma quell’idea non porta né
prosperità né ricchezza”.

Delrio ha proseguito: “Siamo alle soglie di una stagione neofascista come
toni, atteggiamenti e parole in libertà” e “non basta – dice – il Papa per
denunciare le discriminazioni e l’odio. Serve anche la voce della politica,
possibilmente di tutti i partiti”.

Secondo il ministro, il Pd ha tenuto un atteggiamento corretto: “Ha
condannato fortemente quell’atto, frutto delle idee che sono state seminate
con grande irresponsabilità nel corso degli ultimi anni. Invasioni epocali,
perdita d’identità, accuse alle politiche dell’immigrazione. Pensieri
sbagliati a cui seguono atti gravissimi. Chi semina il linguaggio dell’odio e
della divisione raccoglie gli spari di Macerata”.

“Se vogliamo affrontare seriamente il tema delle responsabilità – aggiunge –
dovremmo discutere della legge Bossi-Fini, del trattato di Dublino, degli
effetti della guerra in Libia.

Pensare che il fenomeno dell’immigrazione sia stato provocato dalla sinistra
è una follia. L’immigrazione è causata dalla fame e dalle guerre. Promettere
di cacciare 600 mila immigrati in un batter d’occhio non serve a niente.
L’organizzazione dei rimpatri si fa giorno per giorno, mese per mese”. L’Anpi
ha indetto una manifestazione sabato a Macerata, “è un’iniziativa giusta,
direi sacrosanta. Se riesco andrò anch’io”, conclude.

A Unomattina, Delrio ha parlato di immigrazione. – L’immigrazione “va
governata”, attraverso la regolazione dei flussi e combattendo gli scafisti,
ma bisogna tenere presente che non tutti gli stranieri “delinquono ma in
molti casi aiutano a pagare i contributi”. Delrio ha sottolineando come non
si debba “collegare i problemi alle categorie” e creare terrorismo perché è
diverso chi spaccia da chi magari fa la badante e le scade il permesso di
soggiorno. L’Europa su questo fronte, riconosce il ministro, “e’ stata un
fallimento”, occorre revisionare il trattato si Dublino, afferma, perché non
sono state rispettate le quote concordate. Poi è chiaro che se questo non è
successo non è che possiamo fare morire in mare queste persone.

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Per Aferpi una settimana per
presentare eventuali partner

ROMA – Nuovo incontro al Mise ieri pomeriggio, per la vertenza sullo
stabilimento Aferpi di Piombino al quale hanno preso parte il ministro
Calenda, la viceministra Teresa Bellanova, il commissario straordinario Piero
Nardi, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il sindaco di
Piombino Massimo Giuliani, il vicesindaco Stefano Ferrini e l’assessore al
Bilancio Ilvio Camberini, i rappresentanti sindacali nazionali e
territoriali.

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Il ministro ha informato sugli ulteriori passaggi del percorso avviato: in
particolare è stata inviata la diffida ad Aferpi per la convocazione
dell’assemblea degli azionisti dell’azienda entro 15 giorni. Se questa non
verrà convocata entro il termine stabilito, Calenda presenterà le istanze di
insolvenza per Cevital e l’avvio dell’amministrazione straordinaria per
Aferpi.

Dopo questi passaggi, ci sarà ancora un mese di tempo per valutare
ulteriormente l’esistenza delle condizioni e per decidere sull’insolvenza
prospettica che deriverebbe dall’incapacità dell’azienda di portare avanti le
attività industriali. Immediata invece sarebbe l’avvio dell’amministrazione
straordinaria.

Calenda ha riferito inoltre di aver ricevuto una lettera di Cevital con la
quale Rebrab dichiara l’esistenza di trattative in corso con altri soggetti
industriali. Se queste trattative fossero confermate da un accordo formale,
ci sarebbe ancora la possibilità di bloccare l’azione legale in corso, ma
tutto questo dovrebbe essere confermato entro una settimana. Per questo il
ministro si è impegnato a riconvocare una nuova riunione con le parti. entro
una settimana, dieci giorni.

Un giudizio positivo sull’azione messa in campo dal Governo è stata espressa
dal sindaco Giuliani: «La posizione del ministro Calenda è coerente con il
percorso intrapreso. L’accelerazione impressa è sicuramente inevitabile ma
allo stesso tempo è importante anche aver messo ancora una volta la proprietà
in condizioni di scegliere se intraprendere la strada dell’amministrazione
straordinaria o se tentare una trattativa con un partner. E’ una posizione
responsabile e molto condivisibile, consapevoli del fatto che così la
situazione non può più continuare».

Anche il presidente della Regione Toscana si augura che sulla vicenda di
Aferpi e la ripresa della produzione di acciaio a Piombino si arrivi presto
ad un risultato positivo.

È quanto ha detto alla fine della riunione al ministero per lo Sviluppo
economico, precisando di essere in contatto costante con il ministro e lo ha
ringraziato per il buon lavoro che sta facendo.

Se non ci saranno positive novitá di rilievo nei rapporti tra Issaad Rebrab e

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14 Giugno 2019 -

gli indiani di Jindal, il ministero invierà al Tribunale di Livorno, già
intorno alla fine di febbraio, una richiesta di dichiarare l’insolvenza
prospettica di Aferpi. Questa azione potrebbe quindi determinare la messa in
amministrazione straordinaria dell’azienda con il ritorno di un commissario
dotato di pieni poteri.

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