USTICA LINES Lunedì, 08 agosto 2016 - Liberty Lines
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USTICA LINES
Lunedì, 08 agosto 2016
Ustica Lines
07/08/2016 La Sberla
Giuseppe Cederna, Umberto Contarello, Emilia Guarino, Franco La Cecla,... 1
Autorità portuali
08/08/2016 Gazzetta del Sud Pagina 14
I porti e "l' abbraccio mortale" 3
08/08/2016 Giornale di Sicilia (ed. Trapani) Pagina 10
PALERMO AGRIGENTO LAVORI IN CORSO 5
Cantieristica navale
08/08/2016 Il Foglio Pagina 3
L' incrocio che cambiò il mondo 7
Trasporti marittimi
08/08/2016 Corriere della Sera Pagina 1
Erdogan mostra i muscoli Un milione in piazza per lui 11
08/08/2016 Corriere della Sera Pagina 9
Istanbul, l' adunata di Erdogan «il vincitore» 13
08/08/2016 Il Giornale Pagina 10 FRANCESCO DE PALO
Istanbul spaventa il mondo Tutti in piazza per Erdogan 15
08/08/2016 Il Mattino (ed. Circondario Nord) Pagina 9 ANTONIO GALDO
Lo scontro Calabresi e siciliani invece di cooperare si fanno reciproci... 17
08/08/2016 Il Resto del Carlino Pagina 21
Un milione con Erdogan «Sì alla pena di morte» 20
08/08/2016 La Repubblica (ed. Genova) Pagina 1 MASSIMO MINELLA
Il porto ora riparte l' ammiraglio accelera 21
08/08/2016 La Repubblica (ed. Genova) Pagina 4 MASSIMO MINELLA
Il porto torna a volare Spinelli da record "E ora la supernavi" 22
Porti
07/08/2016 Catania Today
Capo Mulini, affonda barca a motore: salvate quattro persone dalla Guardia... 24
08/08/2016 Gazzetta del Sud Pagina 17 GIUSEPPE PUGLISI
Si capovolge una barca a vela Turisti salvati da due volontari 26
08/08/2016 Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria) Pagina 7
Barca affonda, soccorse 4 persone 28
08/08/2016 Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria) Pagina 12
«La Iam non ha responsabilità» 29
08/08/2016 Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria) Pagina 12
Barca cola a picco al largo di Chianalea 30
08/08/2016 Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria) Pagina 12
San Ferdinando, una mareggiata svuota il "canalone dei veleni" 31
08/08/2016 Giornale di Sicilia Pagina 13
Canyon sottomarini, via a uno studio europeo 33
08/08/2016 Giornale di Sicilia (ed. Agrigento) Pagina 15
Tre giovani rischiano di annegare Salvati dai bagnanti a Capaci 35
08/08/2016 Giornale di Sicilia (ed. SiracusaRagusa) Pagina 12
La barca s' incaglia a Vendicari Salvati 57 migranti 36
08/08/2016 La Sicilia (ed. Caltanissetta) Pagina 19
Affonda imbarcazione: soccorsi da Guardia Costiera 4 diportisti 37
08/08/2016 La Sicilia (ed. Siracusa) Pagina 19
In barca a vela 57 migranti recuperati a Vendicari 38
07/08/2016 La Sicilia Web
Capaci 39
07/08/2016 MeridioNews
Capo Mulini, affonda un' imbarcazione a motoreQuattro persone vengono... 40
07/08/2016 Palermo Mania
Tre ragazzi rischiano di annegare a Capaci, uno rianimato a riva 41
07/08/2016 Palermo Today
Cento studenti stranieri liberano le tartarughe nella caletta di Sant'... 42
07/08/2016 Palermo Today
Cento studenti stranieri liberano le tartarughe nella caletta di Sant'... 447 agosto 2016
La Sberla
Ustica Lines
Orecchiocchio Genovese
Giuseppe Cederna, Umberto Contarello, Emilia
Guarino, Franco La Cecla, Giosuè Calaciura tra i
protagonisti del Levanzo Community Fest
Con la performance Orecchiocchio Genovese
della danzatrice Emilia Guarino comincia
lunedì 8 agosto, alle 11.00 alla Grotta del
Genovese , la nuova settimana del Levanzo
Community Fest . Accompagnata dalle
percussioni di Walter Bulgarella , Guarino si
ispirerà ai graffiti preistorici della grotta per
intrattenere il pubblico prima della visita di
Natale Castiglione alla grotta di Levanzo, uno
dei più importanti siti archeologici di tutto il
mondo, che racchiude al suo interno uno
straordinario complesso di incisioni e pitture
rupestri risalenti al Paleolitico superiore. Al
termine della performance degustazione di vini
offerti da Sallier de la Tour . L' attività del
festival proseguirà alle 17.30 alla Biblioteca
del Centro Sociale , dove si darà il via all'
iniziativa Levanzo Amico Libro , durante la
quale residenti, turisti e pubblico del festival
potranno donare un libro alla Biblioteca. A
seguire, alle 18.30 al Bar Arcobaleno , durante
un aperitivoincontro, saranno presentati i libri
Pantelleria e L' invenzione della Sicilia con gli
scrittori Giosuè Calaciura e Matteo di Gesù .
Alle 21,00, nello spazio Arena del Molo
Aliscafi, Giovanni Ania e Giosuè Calaciura
presenteranno il documentario In altro mare di
Franco La Cecla , che sarà presente all'
incontro. In altro mare è il racconto di un' epopea dei nostri giorni: quella dell' emigrazione italiana, che
continua nonostante il razzismo prevalente in Italia nei confronti dell' emigrazione in generale. È il
racconto della pesca in alto mare, un' attività eroica e pericolosa che vede una comunità di 23mila
pescatori siciliani di Terrasini vivere da cinque generazioni sul bordo dell' Atlantico e pescare nei
freddissimi e nebbiosi banchi di Saint Georges. Una storia di forti identità, di pescherecci, di capitani
coraggiosi. A seguire, alle 23.00, ancora un documentario di grande rilevanza storica e civile: La
Rivoluzione in onda di Alberto Castiglione , che ripercorre le tappe salienti della vita di Mauro Rostagno,
leader del movimento del '68 e di Lotta Continua. Raccontandone l' attività di giornalista per la piccola
televisione privata trapanese Rtc, il film offre testimonianze pregnanti dell' impegno che applicava
Rostagno nel lavoro per "non far cadere la coltre del silenzio sul nulla". Presenteranno il documentario
Laura Cappugi , Luca Casarini , Fabio Lanfranca e Carlo Simonetti . Martedì 9 agosto, mente prosegue
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
Continua > 18 agosto 2016
Pagina 14 Gazzetta del Sud
Autorità portuali
L' ing. Mollica replica alle osservazioni dei professori Fera e Limosani
I porti e "l' abbraccio mortale"
«Non è saggio legarsi a un porto come Gioia Tauro il cui disastro è annunciato»
«Leggere le considerazioni di Limosani e Fera
è preoccupante.
Messina deve uscire una volta per tutte dalla
dimensione teorica delle "straordinarie
potenzialità, che non si concretizzano mai, ,
per confrontarsi con la durissima realtà che gli
operatori del settore vivono quotidianamente».
Ancora una volta è l' ing.
Giovanni Mollica a vivacizzare il dibattito sulle
questioni infrastrutturali del nostro territorio e
sulle vicende relative alla riforma della
portualità italiana.
«Come si può parlare di "complementarietà
afferma Mollica tra i due poli della
cantieristica" quando la cantieristica, intesa
come costruzione di navi, è morta e sepolta,
distrutta dagli economicissimi cantieri cinesi e
coreani. Persino Fincantieri (da sempre
finanziata dallo Stato, con dotazioni all'
avanguardia e competenze di altissimo livello)
è costretta a ricorrere massicciamente alla
cassa integrazione (700 lavoratori a Palermo).
Per difendersi, i cantieri turchi vendono "a kg"
(non è uno scherzo): al termine della
costruzione la nave viene pesata e il prezzo
finale si ottiene moltiplicando i kg per 2,80$.
Con la materia prima che costa già oltre 1,00$
al kg.
Impossibile competere con questi numeri. Immaginiamo che speranze hanno i piccoli e mai rinnovati
cantieri messinesi. Le uniche attività cantieristiche con qualche speranza di soprav vivenza sono quelle
"minori": carenaggio, manutenzioni, piccole riparazioni. Gioia Tauro, nel disperato tentativo di salvarle l'
occupazione, punta a realizzare un bacino per navi di oltre 200 m. che solcano a centinaia il
Mediterraneo e hanno bisogno di manutenzioni in cantieri il più vicino possibile alle rotte previste. L'
equivalente di aprire un' officina per il cambio olio e gomme lungo un' autostrada molto trafficata. I
piccoli cantieri messinesi non sono in grado di ospitare navi di oltre 200220 m, non effettuano
manutenzioni delle attrezzature da decenni ed è illusorio sperare che siano in grado di attrarre i
finanziamenti di decine e decine di milioni indispensabili a diventare competi tivi. In conclusione, la
nascita di un bacino di carenaggio di grandi dimensioni a Gioia Tauro è perfettamente compatibile con i
cantieri messinesi attualmente pressoché inutilizzati in quanto si rivolge a utenti diversi. La creazione
di una "centrale di comando" unica, a Gioia Tauro, altro non farebbe che penalizzare l' attività più
debole e tecnicamente arretrata, quella di Messina. La teoria è una bella cosa, la pratica un' altra.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
Continua > 38 agosto 2016
Pagina 10 Giornale di Sicilia (ed.
Trapani)
Autorità portuali
#gdsnoiconvoi IN SICILIA
PALERMO AGRIGENTO LAVORI IN CORSO
Pubblichiamo in questa rubrica le risposte ai
problemi che i lettori pongono attraverso gli
sms inviati alla trasmissione radiotelevisiva
«Ditelo a Rgs».
OOO SANITÀ Sbloccati i fondi per la
fecondazione assistita: 3,8 milioni di euro dalla
Regione alle Asp siciliane. Contributi per
famiglie in difficoltà economica. I due centri più
importanti sorgeranno a Palermo e Catania.
OOO STRADE E TRASPORTI Ventiquattro
manutenzioni straordinarie e 8 nuove
costruzioni, per un importo totale di quasi 1,9
miliardi di euro. Sono gli interventi attualmen
te in corso dell' Anas in Sicilia. Sulla Palermo
Agrigento, la strada del cedimento a
Capodanno sul viadotto Scorciavacche, l' Anas
fa sapere che sarà attivata la sincronizzazione
su due semafori vicino a Mezzojuso.
A metà marzo controlli sul lavoro nero della
Dia sul cantiere per il rifacimento del viadotto
di contrada Targia, a Siracusa. La ditta: tutto in
regola, siamo sereni. L' assessore Foti
ribadisce: finiremo entro agosto.
La Sicilia è la regione dove nel 2015 si sono
verificati più furti di rame lungo i binari. Intanto,
sono partiti i nuovi cantieri per potenziare le
linee Palermo Catania e Palermo Messina.
OOO AMBIENTE Approvato dalla Regione un piano da 377 milioni per lavori contro il rischio
idrogeologico: costa tirrenica, ionica e licatese e sistemazione dei torrenti nel Messinese. Si attende l' ok
dal governo nazionale.
Slitta la demolizione dell' inceneritore dismesso di San Raineri, a Messina. L' autorità portuale: manca
solo la firma sull' atto di concessione delle aree alla Regione.
OOO LE CITTÀ Lavori fermi, a Gibellina il museo di arte contemporanea resta chiuso. Il sindaco Sutera:
tra i problemi il blocco del finanziamento.
Il «fossato punico» di Partanna è ter La vallata Santa Domenica destinata a diventare il parco urbano di
Ragusa. A giugno partiti i lavori. Il Comune ha elaborato un progetto per depurare l' acqua, ma anche
dei lavori specifici per rendere l' area facilmente accessibile al pubblico. Il vicesindaco Iannucci: «Fine
dei lavori a novembre».
ra di nessuno. Per più di dieci anni la Regione non ha mai provveduto alla manutenzione di un' area di
3.300 metri quadrati. La gestione per il Comune è troppo impegnativa.
Aggiudicati i lavori per la riqualificazione delle palazzine nel quartiere popolare di San Giuliano, ad
Erice.
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Continua > 58 agosto 2016
Pagina 3 Il Foglio
Cantieristica navale
Cinquant' anni fa, tra due strade di San Francisco e acido lisergico, nacque un nuovo Occidente
L' incrocio che cambiò il mondo
il venerdì di Repubblica, venerdì 5 agosto
Chiunque fosse passato, nel freddo, nebbioso
e ventoso luglio scorso all' angolo tra Haight
and Ashbury Street, avrebbe potuto osservare
uno strano gruppetto di persone alcune
giovani, altre attempate intente a osservare
dei quasi invisibili segni su un muro. Il signor
Paul Brennan, settantenne ex «figlio dei fiori»,
stava spiegando che lì, proprio lì, sorgeva la
buca delle lettere dei Grateful Dead, il famoso
gruppo rock psichedelico che abitò per l'
appunto al numero civico 710 di Ashbury.
Stiamo parlando della Summer of Love del
1967, che vide arrivare a San Francisco circa
70 mila giovani da tutti gli Stati Uniti per «una
rivoluzione» che effettivamente cambiò il
mondo o (se siete dell' altra scuola di
pensiero) irrimediabilmente distrusse i Valori
dell' Occidente, dell' Autorità Costituita, della
Religione. Peraltro e Paul indica una finestra
Janis Joplin abitava proprio lassù, Jimi
Hendrix comprò la sua chitarra in quel negozio
lì, Jerry Garcia aveva casa in Clayton Street. E
lì c' era la mensa gratuita che i Grateful Dead
avevano organizzato per i ragazzi affamati. E
in quell' appartamento lì, la polizia arrestò un'
ottantina di ragazzi, compreso il famoso ballerino russo Rudolph Nureyev, in un Lsd party. E affittare
una stanza non costava niente. Non come oggi, eh.
Solo questi maledetti techies si possono permettere di abitare qui.
Dunque, siamo all' incrocio che cambiò il mondo. Ma perché successe proprio lì? Perché a quel tempo,
spiega Paul, gli affitti erano bassissimi.
HaightAshbury è il nome di un quartiere, una ventina di isolati in tutto, di case vittoriane a due piani, in
legno, abitato da classe lavoratrice in maggioranza nera. Dice Paul: «Ricordate quanto durò la seconda
guerra mondiale? Mille giorni, più o meno. Beh, dai cantieri navali della baia di San Francisco uscirono
mille navi. Una al giorno. Acciaio, classe operaia, donne in tuta, negri emigrati dal sud dove era uso
linciarli. Gli operai neri si sistemarono qui dopo la guerra e portarono vita, musica, poesia. C' erano
decine di club di jazz allora. Era un bell' ambiente, per questo gli hippies lo scelsero».
La ragione per cui siamo qui a prendere freddo a HaightAshbury è che tra poco a Londra, il Victoria
and Albert Museum dedicherà una grande mostra evento alla rivoluzione degli anni Sessanta. Si
chiama, da un verso di una canzone dei Beatles, You Say You Want a Revolution? Records and Rebels
19661970 e sarà un viaggio, per molti versi mai tentato prima, nei «favolosi anni Sessanta» che
cambiarono il mondo. Come cominciò, che cosa ha lasciato? Il V&A Museum, paludata istituzione dell'
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
Continua > 78 agosto 2016 Pagina 3 Il Foglio
8 agosto 2016 Pagina 3 Il Foglio
8 agosto 2016
Pagina 1 Corriere della Sera
Trasporti marittimi
Turchia Il Sultano sfida l' Europa: «Sì alla pena di morte»
Erdogan mostra i muscoli Un milione in piazza per
lui
Davanti a un milione di persone, il presidente
Erdogan celebra la vittoria sul golpe.
«Abbiamo sorpreso il mondo. Ora dobbiamo
trarre il meglio da questa nostra ritrovata
unità». Trionfante, davanti a una folla rossa di
bandiere e bandane, il presidente turco Recep
Tayyip Erdogan ha celebrato ieri nella «sua»
Istanbul la vittoria della democrazia di regime
sul fallito golpe del 15 luglio scorso. E ha colto
l' occasione per lanciare l' ennesima sfida a un'
Unione Europea sempre più lontana, che da
giorni invoca il rispetto dello stato di diritto.
«Se il popolo vuole la pena di morte, i partiti
seguiranno la sua volontà assicura Erdogan
. Io l' approverei se il Parlamento votasse per
introdurla».
Parla a braccio, con la camicia sbottonata e
un' inconsueta calma, rispetto ai comizi delle
ultime tre settimane. Al suo fianco, la first lady
Emine in bianco assoluto: pantaloni, tunica e l'
immancabile velo.
Quasi tutte le donne hanno il capo coperto,
nella piazza davanti al Mar di Marmara, dove i
manifestanti tracimano ben oltre le reti di
sicurezza, riempiendo le strade adiacenti e
buona parte del quartiere portuale di Yenikapi.
Più che una manifestazione, il «Raduno per la
democrazia e i martiri» sembra un abile mix
fra un concerto rock e un' adunata
movimentista. C' è il palco a T e le luci laser, e poi milioni di bandiere e cappellini, gentilmente offerti
dagli organizzatori ai partecipanti.
Erano oltre un milione, secondo le agenzie internazionali.
Molti di più per la turca Anadolu . Gran parte venivano da fuori, scortati fino all' antica Costantinopoli
grazie a un imponente dispiegamento di traghetti e bus gratuiti. Erdogan li arringa con la maestria di un
oratore navigato: «Voi popolo della Turchia che vi siete adunati oggi provenienti da 81 province, voi
oggi siete guardati da tutto il mondo e ancora una volta io voglio ribadire che il 15 luglio questo popolo
ha difeso la propria nazione e ha salvaguardato la propria indipendenza» dice. Alle spalle, la sua
gigantografia e quella del padre fondatore della Turchia laica, Mustafa Kemal Atatürk.
Poi parte l' attacco al movimento di Gülen, presunto mandante del golpe, «un' organizzazione
terroristica».
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
Continua > 118 agosto 2016 Pagina 1 Corriere della Sera
8 agosto 2016
Pagina 9 Corriere della Sera
Trasporti marittimi
Istanbul, l' adunata di Erdogan «il vincitore»
Oltre un milione in piazza «per i martiri del golpe». Il leader sfida la Ue: «Appoggerò la
pena di morte»
«Abbiamo sorpreso il mondo. Ora dobbiamo
trarre il meglio da questa nostra ritrovata
unità». Trionfante, davanti a una folla rossa di
bandiere e bandane, il presidente turco Recep
Tayyip Erdogan ha celebrato ieri nella «sua»
Istanbul la vittoria della democrazia di regime
sul fallito golpe del 15 luglio scorso. E ha colto
l' occasione per lanciare l' ennesima sfida a un'
Unione Europea sempre più lontana, che da
giorni invoca il rispetto dello stato di diritto.
«Se il popolo vuole la pena di morte, i partiti
seguiranno la sua volontà assicura Erdogan
. Io l' approverei se il Parlamento votasse per
introdurla».
Parla a braccio, con la camicia sbottonata e
un' inconsueta calma, rispetto ai comizi delle
ultime tre settimane. Al suo fianco, la first lady
Emine in bianco assoluto: pantaloni, tunica e l'
immancabile velo.
Quasi tutte le donne hanno il capo coperto,
nella piazza davanti al Mar di Marmara, dove i
manifestanti tracimano ben oltre le reti di
sicurezza, riempiendo le strade adiacenti e
buona parte del quartiere portuale di Yenikapi.
Più che una manifestazione, il «Raduno per la
democrazia e i martiri» sembra un abile mix
fra un concerto rock e un' adunata
movimentista. C' è il palco a T e le luci laser, e
poi milioni di bandiere e cappellini,
gentilmente offerti dagli organizzatori ai partecipanti.
Erano oltre un milione, secondo le agenzie internazionali.
Molti di più per la turca Anadolu . Gran parte venivano da fuori, scortati fino all' antica Costantinopoli
grazie a un imponente dispiegamento di traghetti e bus gratuiti. Erdogan li arringa con la maestria di un
oratore navigato: «Voi popolo della Turchia che vi siete adunati oggi provenienti da 81 province, voi
oggi siete guardati da tutto il mondo e ancora una volta io voglio ribadire che il 15 luglio questo popolo
ha difeso la propria nazione e ha salvaguardato la propria indipendenza» dice. Alle spalle, la sua
gigantografia e quella del padre fondatore della Turchia laica, Mustafa Kemal Atatürk.
Poi parte l' attacco al movimento di Gülen, presunto mandante del golpe, «un' organizzazione
terroristica».
È l' apice di una mobilitazione popolare che ha riempito, fin dall' indomani del golpe, le piazze e le
strade di Istanbul e di molte altre città turche.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
Continua > 138 agosto 2016 Pagina 9 Corriere della Sera
8 agosto 2016
Pagina 10 Il Giornale
Trasporti marittimi
LA TURCHIA DEL DOPOGOLPE
Istanbul spaventa il mondo Tutti in piazza per
Erdogan
Solo bandiere nazionali nella manifestazione che è stata una prova di forza e di
consenso
Francesco De Palo Niente simboli di partito,
solo bandierine con la mezzaluna e numerosi
ritratti del sultano. L' hanno intitolato «Comizio
della democrazia e dei martiri», promosso
dalle autorità turche nel quartiere Yenikapi di
Istanbul per ricordare le vittime del tentato
golpe avvenuto nella notte del 15 luglio scorso.
Nei fatti è la mossa populista del presidente
Erdogan per legittimare ulteriormente il
proprio potere con un milione di persone in
piazza, tre per gli organizzatori (anche se le
stime dei presenti sono state inibite ai media
turchi) e piazzare così un' altra stoccata all'
ultranemico Gulen e a «chi lo protegge».
Il sultano turco, dopo le accuse agli Usa e all'
Italia (per le indagini della procura di Bologna
sugli affari di suo figlio Bilal) è arrivato in
elicottero al raduno, stringendo la mano di sua
moglie Emine, dove erano presenti anche i
familiari dei 239 «martiri» del tentativo di
golpe, oltre ai leader di due dei maggiori partiti
d' opposizione e le autorità religiose, non i
rappresentanti del partito filocurdo. I numeri
sono lo specchio fedele dell' impronta data alla
manifestazione dal governo: 2,5 milioni di
bandierine turche, 1,5 milioni di cappellini e 5
milioni di bottigliette di acqua nella sola
Istanbul, con altre agevolazioni per chi usa i
mezzi pubblici (già gratis dallo scorso 16
luglio) grazie agli oltre 250 traghetti e 70 autobus, mentre per chi si è sobbarcato i 450 chilometri di
trasferta da Ankara ecco mille autobus messi a disposizione, assieme a 13mila volontari, 15mila
poliziotti, 165 metal detector. Una parata degna dei passati regimi sudamericani.
Di pedine e di imperialismo ha parlato il leader del Movimento nazionalista (Mhp), Devlet Bahceli, che
ha accusato apertamente il predicatore Gulen, «un terrorista dalla Pennsylvania, travestito da studioso
islamico che mira a sconvolgere l' unità della Turchia». Per poi attaccare a testa bassa: «Facciamo
vedere la forza della Turchia agli Stati Uniti che stanno trovando ogni sorta di scuse per non estradare il
terrorista Gulen». Da parte sua il neoprimo ministro Binali Yildirim ha studiato dai grandi comunicatori
occidentali: per l' efficacia del raduno ecco vietate bandierine dei partiti, ammesse solo quelle turche
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
Continua > 158 agosto 2016 Pagina 10 Il Giornale
8 agosto 2016
Pagina 9 Il Mattino (ed.
Circondario Nord)
Trasporti marittimi
Pochi voli e hotel piccoli il miniturismo del Sud
Lo scontro Calabresi e siciliani invece di cooperare
si fanno reciproci dispetti
La carenza di servizi e infrastrutture nel tesoro non sfruttato
Antonio Galdo All' ingresso del Museo
Archeologico di Reggio Calabria la prima
domenica del mese si fa festa. Nel doppio
senso, perché da un lato è un giorno, appunto,
festivo, e dall' altro lato tutti i visitatori, stranieri
e residenti, entrano gratis. Nel Sud quando
dici che non si paga un biglietto, la fila all'
ingresso è garantita, se poi, come in questo
caso, si possono contemplare gratis i Bronzi di
Riace e i reperti archeologici di uno dei più
importanti musei europei sulla Magna Grecia,
allora l' annuncio del boom dei visitatori
diventa scontato. Infatti sono stati più di 6mila.
Tutti meritati, comunque, per uno spazio
appena rinnovato e riaperto in pompa magna,
alla presenza di Matteo Renzi, nella scorsa
primavera, dove finalmente si annusa una
certa voglia di lavorare per una istituzione
culturale dove le regola era «zero visite, zero
fatica». Ma quanti di questi 6mila ingressi si
traducono in un vero flusso turistico a
vantaggio del territorio della Calabria e poi,
semmai, della Sicilia? Pochi, pochissimi, e qui
torniamo al consolidato andazzo del numero
zero. Gli stranieri entusiasti, commossi per l'
emozione, nel vedere i Bronzi di Riace ci sono,
ma piuttosto che dormire a Reggio, e magari
proseguire per le Eolie, preferiscono arrivare
in autobus perfino dalla Puglia e dalla
Basilicata. Reggio Calabria, infatti, spaventa per quella tipica combinazione del turismo meridionale
sprecato con tecnica autodistruttiva: alberghi poco attraenti (e a prezzi alti), tranne rare eccezioni note
solo ai viaggiatori più informati, e territorio molto respingente, specie per una variabile non secondaria
nota come criminalità organizzata.
Restando al nostro confronto con i vincenti concorrenti spagnoli, i numeri parlano chiaro. Una coppia di
turisti stranieri per una settimana con pensione completa, tra metà luglio e fine agosto, in un albergo a
quattro stelle di Reggio Calabria paga, in media, 1.850 euro. Una coppia di napoletani, per andare in
vacanza una settimana a Palma de Maiorca o Minorca, ovvero nelle isole Baleari, nello stesso periodo,
spende 1.700 euro per un pacchetto tutto compreso che comprende volo diretto da Napoli, albergo con
pensione completa, transfert dall' aeroporto e perfino una polizza viaggio. La differenza tra le due
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
Continua > 178 agosto 2016
Pagina 9 Il Mattino (ed.
188 agosto 2016 Pagina 9 Il Mattino (ed.
8 agosto 2016
Pagina 21 Il Resto del Carlino
Trasporti marittimi
Un milione con Erdogan «Sì alla pena di morte»
Folla oceanica alla prova di forza del regime turco
ISTANBUL UN' ULTIMA manifestazione
gigante prodemocrazia marca in Turchia l'
apoteosi di tre settimane di mobilitazione
popolare, in risposta all' appello di Erdogan
dopo il tentato golpe: in presenza di quasi tutti
i dirigenti politici, il distretto di Yenikapi è stato
invaso da una marea umana, oltre un milione
di manifestanti, che agitava bandiere rosse
turche. Una fonte ha indicato all' Afp che tutto
è stato organizzato per accogliere fino a tre
milioni di manifestanti. Secondo la stampa,
sono state preparate 2,5 milioni di bandiere e
3 milioni di bottiglie d' acqua. Tutti i trasporti
metro, bus e traghetti sono stati resi gratuiti
per incoraggiare l' affluenza.
LA manifestazione organizzata dall' Akp, il
partito al potere, è iniziata alla presenza del
presidente Recep Tayyip Erdogan, arrivato
con l' aria distesa e tenendo per la mano la
moglie Emine, mentre suonava l' inno
nazionale e venivano recitati versi del Corano.
«Se il popolo vuole la pena di morte ha detto
Erdogan i partiti seguiranno la sua volontà.
La maggior parte dei paesi applica la pena di
morte». Altre manifestazioni simili si sono svolte in numerose altre località della Turchia e secondo l'
agenzia di stampa Anadolu il numero dei manifestanti raggiungerebbe i tre milioni.
«VOI popolo della Turchia che vi siete adunati provenienti da 81 province, siete guardati da tutto il
mondo ha detto Erdogan Venendo qui avete creato un quadro meraviglioso di grande gloria e di
grande unità che è la fonte della nostra forza che dà fastidio ai nostri nemici». «I traditori autori del golpe
fallito saranno punito nel modo più duro possibile», ha aggiunto minaccioso il capo delle forze armate
turche Hulusi Akar.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
208 agosto 2016
Pagina 1 La Repubblica (ed.
Genova)
Trasporti marittimi
L' ECONOMIA
Il porto ora riparte l' ammiraglio accelera
A settembre il comitato intanto Spinelli fa il
record di traffici MASSIMO MINELLA SARÀ
anche a termine, il mandato dell' ammiraglio
Giovanni Pettorino (ma quale non lo è?). Sta di
fatto che il commissario chiamato al timone del
porto di Genova sta portando a termine una
serie di sfide che attendono soluzioni da anni.
Fortuna? Non proprio. L' ammiraglio che spera
di poter tornare in autunno a occuparsi a
tempo pieno della prima direzione marittima d'
Italia (28 uffici sparsi in Liguria, 800 uomini e
donne impegnate sul territorio) anche quest'
estate non andrà in ferie.
Aveva promesso che a fine luglio avrebbe
portato in comitato la delibera sulla proroga
delle concessioni ai terminalisti. Ha chiesto
una settimana di slittamento a inizio agosto,
ma complici le ferie ha dovuto rinviare all'
inizio di settembre. La sostanza non cambia, l'
istruttoria è conclusa, con parere favorevole
alla proroga, e dopo l' approvazione del
comitato andrà al ministero per il sigillo finale. I
terminalisti potranno riprendere con gli
investimenti pianificati, nel momento in cui
avranno la certezza di continuare a operare su
quelle aree.
Nei giorni scorsi, intanto, il commissario ha
trasmesso alla Conferenza dei Servizi quattro pratiche chiave per il destino del porto, dalla nuova Torre
Piloti al punto d' ispezione frontaliera, passando per il potenziamento di Ponte Andrea Doria, funzionale
all' arrivo di navi da crociera sempre più grandi, e di Ponte Etiopia, con la banchina tagliata di un lato
per consentire l' attracco di mercantili lunghi quasi trecento metri al terminal Spinelli.
Meno male che è commissario...
ALTRI SERVIZI A PAGINA IV.
MASSIMO MINELLA
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218 agosto 2016
Pagina 4 La Repubblica (ed.
Genova)
Trasporti marittimi
Il porto torna a volare Spinelli da record "E ora la
supernavi"
L' imprenditore: "41mila container negli ultimi 10 giorni con il taglio del molo arriveranno
unità da 300 metri"
MASSIMO MINELLA SOGNA la Sardegna,
che raggiungerà fra poche ore.
Ma già prepara la sua campagna d' autunno
per assicurare al suo terminal navi sempre più
grandi. Aldo Spinelli ha appena messo a
segno il record storico con il suo "Rebora".
«Negli ultimi dieci giorni, abbiamo
movimentato 41mila teus (il teu è l' unità di
misura del container e corrisponde a un pezzo
da venti piedi n.d.r.
), un lavoro praticamente senza soluzione di
continuità spiega l' imprenditore al timone
insieme al figlio Roberto di uno dei principali
gruppi logistici italiani Un risultato che
abbiamo potuto raggiungere grazie al numero
massiccio di portuali che abbiamo chiamato in
questo periodo».
Un gioco di squadra, insomma, fra dipendenti
del terminal e soci della Culmv, pronti a
rispondere alla chiamata del terminalista in
ogni momento, mettendo in campo quella
flessibilità e quella professionalità che
consentono al porto di crescere, senza
appesantirsi troppo di costi fissi.
Spinelli, però, già inquadra il prossimo
traguardo, l' arrivo al terminal di navi sempre
più grandi. Finora, infatti, l' imprenditore ha
dovuto mettere un limite all' accesso delle portacontainer. Lo specchio acqueo del "pettine" di
Sampierdarena è ormai troppo ridotto rispetto alle dimensioni delle nuove navi mercantili. Un problema
già noto da tempo che il piano regolatore intende risolvere con la costruzione di una nuova diga
foranea, a cinquecento metri da quella attuale, per consentire alle navi di potersi muovere in assoluta
sicurezza fra i terminal del porto vecchio. Ma in attesa delle grandi opere, che attendono sempre di
conoscere la luce dopo gli annunci di Palazzo San Giorgio, si può intervenire nell' immediato con
interventi meno eclatanti, ma ugualmente efficaci. Per il terminal di Spinelli la soluzione a breve è così
rappresentata dal taglio dello spigolo, sul lato di ponente, della banchina di Ponte Etiopia.
Questo consentirà l' attracco di navi fino a 290 metri di lunghezza. Il progetto è già stato presentato ed è
finanziato da Spinelli all' interno del suo piano di investimenti. L' opera, quindi, è immediatamente
"cantierabile", ma deve ancora avere un' ultima autorizzazione, quella della Conferenza dei Servizi, in
sede referente, presso il Provveditorato delle Opere Pubbliche.
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Continua > 228 agosto 2016 Pagina 4 La Repubblica (ed.
7 agosto 2016
Catania Today
Porti
Capo Mulini, affonda barca a motore: salvate quattro
persone dalla Guardia Costiera
Cronaca Capo Mulini, affonda barca a motore:
salvate quattro persone dalla Guardia Costiera
La sala macchina, già completamente
allagata, non lasciava spazio a dubbi: da lì a
poco l' imbarcazione sarebbe andata a fondo
Redazione I più letti di oggi 1 Anziani denutriti,
stremati dal caldo e sofferenti: chiuse otto
strutture abusive Ieri l' equipaggio di un'
imbarcazione da diporto a motore di dieci
metri, composto da due uomini e due donne di
cui una di nazionalità romena, in navigazione
da Taormina a Catania, mentre si trovava al
largo di Capo Mulini a circa 1 miglio dalla
costa, ha richiesto l' intervento, via numero blu
1530, della Capitaneria di porto d i Catania,
segnalando un' emergenza a bordo: il blocco
del motore e l' impossibilità di procedere nella
navigazione. Con le condizioni del mare in
forte peggioramento, la situazione, che non
era certamente ideale, è ulteriormente
precipitata quando gli occupanti dell' unità da
diporto si sono accorti che la barca, dopo circa
10 minuti dallo stop al motore, ha cominciato
ad imbarcare acqua. La sala macchina, già
completamente allagata, non lasciava spazio a
dubbi: da lì a poco l' imbarcazione sarebbe
andata a fondo. A questo punto le chiamate
alla Sala Operativa della Capitaneriadi porto di
Catania si sono fatte concitate con grida di panico e di disperazione. Il trascorrere del tempo in attesa
del soccorso, sembrava giustamente infinito per i malcapitati che si vedevano in pericolo di vita. La
motovedetta, già partita dal porto d i Catania subito dopo la prima chiamata, era già diretta verso i
naufraghi alla massima velocità e li ha prontamente raggiunti alle ore 19.40. In effetti l' abbondante
infiltrazione di acqua nello scafo, dovuta a cause ancora da accertare, ha fatto affondare in pochi minuti
la barca, dando agli occupanti solo il tempo di mettere in acqua un gommoncino da due posti, sul quale
solo salite le due donne in attesa dei soccorsi. I militari della guardia costiera sono riusciti a individuare
il punto dell' affondamento, senza nessun ritardo, nonostante la mancanza di coordinate geografiche e
le poche indicazioni fornite dal conduttore dell' imbarcazione sul punto dell' affondamento. Per garantire
il migliore esito possibile delle operazioni di ricerca e soccorso, la sala operativa della Guardia Costiera
aveva, comunque, ordinato il fermo di una nave mercantile, la Minerva Uno, che era in transito nella
zona di mare interessata, e ne ha mantenuto la disponibilità fino al ritrovamento delle persone disperse
in acqua. I quattro naufraghi sono stati immediatamente trasbordati sulla motovedetta. Per l'
imbarcazione irrimediabilmente perduta e per i momenti di paura appena trascorsi, erano tutti molto
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Continua > 247 agosto 2016
Catania Today8 agosto 2016
Pagina 17 Gazzetta del Sud
Porti
Santa Teresa, paura per 2 diportisti bergamaschi
Si capovolge una barca a vela Turisti salvati da due
volontari
Il titolare del lido Alessandro La Rosa e il bagnino Gabriele Chisari
Giuseppe Puglisi SANTA TERESA DI RIVA
Due diportisti in difficoltà sono stati salvati
dopo che la loro barca a vela si era rovesciata
a causa del mare agitato e del forte vento. E'
accaduto ieri mattina a Santa Teresa di Riva
nella zona di Bucalo ad una cinquantina di
metri dal bagnasciuga e si deve alla vista
acuta di un bagnino del Lido Odissea se la
brutta avventura ha avuto un lieto fine. I due,
fratelli bergamaschi cinquantenni in vacanza a
S. Teresa, si erano messi in mare con una
piccola imbarcazione a vela di 4 metri con l'
intenzione di trascorrere la giornata lungo la
costa jonica, confidando nella bella giornata,
anche se le previsio nimeteo che assicuravano
l' arrivo di un forte vento di grecale.
Così ben presto si sono trovati in difficoltà. Per
due volte sono stati buttati in acqua e per due
volte sono riusciti a risalire a bordo. La terza
bordata è stata più forte, ha ceduto anche un
un ancoraggio, la barca si è capovolta ed i due
sono finiti in mare senza la possibilità di
rimettere in linea di galleggiamento il piccolo
natante. Nonostante fossero bravi nuotatori, la
forza delle onde, non consentiva loro di
raggiungere la riva. Si sono aggrappati all'
imbarcazione che era un quattro metri
antiaffondamento, ed hanno atteso i soccorsi.
Che sono subito partiti dal lido balneare di Alessandro La Rosa grazie all' allarme lanciato dal bagnino
Gabriele Chisari. I due salvatori hanno raggiunto i naufraghi e li hanno riportati a riva, mentre alcuni
bagnanti che avevano assistito alla scena dalla spiaggia, non hanno esita toa recuperare la barca e
portarla a riva. Nel frattempo sono giunti i carabinieri della stazione di Santa Teresa, ivigili urbani ed
una motovedetta della Capitaneria.
E un piccolo malore ha interessato invece sabato sera il parroco Don Agostino Giacalone, sabato sera
durante la processione a mare della Madonna di Porto Salvo. Il sacerdote si trovava sulla barca a remi
con la statua della Madonna e un gruppo di autorità tra cui il sindaco Cateno De Luca ed ha avvertito lo
stato di malessere provocato dal mare agitato: per il sacerdote, da poco nominato parroco di Porto
Salvo, era il "battesimo del mare". L' imbarcazione è stata subito fatta tornare a riva dove nel frattempo
erano giunti i sanitari del 118 che gli hanno prestato l' assistenza del caso.
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Continua > 268 agosto 2016 Pagina 17 Gazzetta del Sud
8 agosto 2016
Pagina 7 Gazzetta del Sud (ed.
Reggio Calabria)
Porti
Catania: mentre navigava al largo di Capo Mulini
Barca affonda, soccorse 4 persone
Tempestivo e decisivo l' intervento degli uomini della Capitaneria di Porto
Sabato sera movimentato a Catania dove
u o m i n i d e l l a Capitaneria d i Porto h a n n o
salvato l' equipaggio di un' imbarcazione da
diporto a motore di dieci metri, composto da
due uomini e due donne di cui una di
n a z i o n a l i t à r o m e n a , i n navigazione d a
Taormina a Catania, mentre si trovava al largo
di Capo Mulini a circa un miglio dalla costa.
I passeggeri dell' imbarcazione hanno segnato
attraverso il numero di emergenza di avere il
blocco del motore e l' impossibilità di
procedere nella navigazione. Con le condizioni
del mare in forte peggioramento, la situazione
è precipitata quando si è allagata la sala
macchina.
La motovedetta della Capitaneria d i Porto a
questo punto ha acceleratola sua corsa per
salvare i naufraghi. La copiosa infiltrazione di
acqua nello scafo, dovuta a cause ancora da
accertare, ha fatto affondare in pochi minuti la
barca, dando agli oc cupanti solo il tempo di
mettere in mare un gommoncino da due posti,
sul quale solo salite le due donne in attesa dei
soccorsi.
Sotto il coordinamento dell' ufficiale
responsabile del reparto operativo, il capitano
di fregata Salvatore Cilona, i militari della
Guardia Costiera sono riusciti a individuare il
punto dell' affondamento, nonostante la mancanza di coordinate geografiche.
All' operazioe ha preso parte anche una nave mercantile, la Minerva Uno, che era in transito nella zona
di mare 3(c.s.
)
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288 agosto 2016
Pagina 12 Gazzetta del Sud (ed.
Reggio Calabria)
Porti
«La Iam non ha responsabilità»
l L' ad Domenico Arcudi precisa come alcuni
scenari che colpevolizzano la Iam Spa siano
«frutto di tesi costruite su suggestioni
interpretative invece che su prove
scientificamente dimostrabili».
Secondo Arcudi, infatti, «per poter valutare
occorre una compiuta analisi dei fatti
contestati, in quanto, probabilmente, non si è
sufficientemente informati sulla vicenda e sulla
collaborazione tecnica fornita dall' azienda al
Comune di San Ferdinando e agli organi
preposti. Le attività di indagine hanno rivelato
che nel canale non sono transitati oli da
idrocarburi esausti. Nei primi giorni di agosto,
a seguito di sopralluoghi svolti unitamente a
Capitaneria d i Porto, Polizia Provinciale, Co
rap e Comune di San Ferdinando, è emerso
incontestabilmente che nei canali a servizio
della fognatura del le acque piovane, non
risultava alcuna traccia del passaggio di
sostanze identificate come oli da idrocarburi
esausti. È provato, invece, che il passaggio di
tali sostanze in una condotta lascia tracce
rinvenibili per un lungo periodo di tempo. Se lo
sversamento fosse stato all' interno del canale
in questione, i residui sarebbero stati
rinvenibili. È plausibile che lo sversamento
illegittimo sia avvenuto in prossimità della foce
del canale e direttamente sulla spiaggia adiacente alla battigia, senza utilizzare la rete delle acque
piovane in gestione alla Iam. La società, che si è attenuta scrupolosamente al rispetto della convenzione
con l' Asireg, non può essere accusata di inosservanza delle regole contrattuali, né le possono essere
addebitati costi non rientranti nella propria gestione».
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298 agosto 2016
Pagina 12 Gazzetta del Sud (ed.
Reggio Calabria)
Porti
Scilla
Barca cola a picco al largo di Chianalea
La causa scatenante dovrebbe essere il violento temporale
Tina Ferrera SCILLA È affondata, per cause in
corso di accertamento, un' imbarcazione di
otto metri. È accaduto nella serata di sabato al
largo del caratteristico borgo di Chianalea.
Il proprietario della barca, che non è residente
a Scilla, era rientrato nel tardo pomeriggio
dopo un' escursione alle Isole Eolie. Da una
prima ricostruzione, dopo aver ormeggiato il
natante, l' intero equipaggio è sceso a terra.
Il temporale che si è abbattuto in serata lungo
la Costa Viola sembra avere avuto un peso
decisivo per l' affondamento. Il proprietario,
quando ha deciso di tornare a bordo, giunto
sulla spiaggia ha avuto l' amara sorpresa di
vedere solo la prua dell' imbarcazione che
stava colando a picco.
Al malcapitato non è rimasto che fare denuncia
d e l l ' a c c a d u t o a l l a Capitaneria d i Porto.
Fortunatamente l' incidente non ha fatto
registrare danni a persone o ad altre
imbarcazioni. Fino a ieri sera l' imbarcazione
non era stata ancora riportata in superficie,
a n c h e s e l a Capitaneria d i Porto, g i à i n
mattinata, aveva effettuato, una prima verifica
per studiare il modo di recuperare l'
imbarcazione.
Per quanto riguarda le ipotesi relative all'
affondamento, l' indiziato numero uno rimane il
temporale abbattutosi sul litorale tirrenico. Potrebbe trattarsi di una concausa, magari abbinata a
problemi che hanno messo in discussione il galleggiamento della barca. In ogni caso, saranno le
indagini a chiarire qualsiasi dubbio e a stabilire perché l' imbarcazione è colata a picco.4.
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308 agosto 2016
Pagina 12 Gazzetta del Sud (ed.
Reggio Calabria)
Porti
Le onde hanno spazzato via il provvisorio sbarramento di sabbia
San Ferdinando, una mareggiata svuota il "canalone
dei veleni"
Risucchiata una quantità imprecisata di idrocarburi e acque reflue
Domenico Latino GIOIA TAURO Cronaca di un
altro disastro annunciato, in barba alle
segnalazioni, alle proteste degli attivisti, ai
moniti dei pescatori, ai servizi giornalistici. Un'
emergenza balzata prepotentemente agli
occhi di molti e sulle scrivanie delle Istituzioni
competenti da qualche settimana almeno,
quella degli oli e del catrame forse sversati
alla foce di un canalone di scolo, interno alla
rete di recinzione portuale; forse in qualche
tombino più a monte e poi giù di lì. Fino a ieri,
comunque, ristagnanti a due passi dalla
battigia.
Ma, la scorsa notte, il mare di San Ferdinando,
stremato da una burocrazia che a mano
amano assottigliava il filo della spada di
Damocle appesa sopra le proprie onde, ha
deciso di farla finita e, alla prima inconsueta
tempesta utile di agosto, ha spazzato via lo
sbarramento di sabbia, provvisorio per
definizione, scavalcato qualche "dolmen" e,
penetrando con forza il fosso in questione, ha
risucchiato una quantità imprecisata di
idrocarburi e acque di rifiuto.
Proprio quel canale che doveva servire alla
raccolta delle ac que piovane provenienti dalle
"collinette" della seconda zona industriale ma
che, col tempo, potrebbe esser diventato la
discarica preferita di qualche manipolo di balordi. La gente di mare più solcata dalle rughe lo aveva
previsto con largo anticipo: la natura avrebbe fatto il suo corso.
Anzi, i pescatori del posto, a inizio luglio, nel lamentarsi per alcune scelte della terna commissariale,
ben spiegavano come la melma oleosa e puzzolente andava a finire in spiaggia e in acqua ogni qual
volta il mare si alzava per lo scirocco.
Risale all' estate 2015 un' ordinanza di divieto di balneazione in quel tratto, emanata "nell' attesa che
venga prosciugato il liquame", allora "in fase di classificazione". E francamente, poi, la diga di sabbia
posta ad argine avrebbe dovuto ricordare la parabola dei tre porcellini, "delle miserie e dell'
indifferenza". È così che, a causa del maltempo, nella notte tra sabato e domenica, lo sbarramento
temporaneo insabbia, nell' attesa di una bonifica, ha ceduto inesorabilmente.
Con tutte le sostanze tossiche presenti che si sono riversate in mare. Sul posto, in mattinata sono
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Continua > 318 agosto 2016 Pagina 12 Gazzetta del Sud (ed.
8 agosto 2016
Pagina 13 Giornale di Sicilia
Porti
Canyon sottomarini, via a uno studio europeo
Ieri 13 ricercatori di 7 Paesi sono salpati dal porto su una nave spagnola. A guidare la
spedizione è un palermitano IN BREVE
I canyon del nostro golfo si estendono tra i
fiumi Oreto ed Eleuterio, nella zona dell'
Addaura e davanti al Monte Pellegrino. Lo
studio permetterà anche di verificare il rischio
di tsunami.
Alessandra Turrisi OOO Alla scoperta dei
canyon sottomarini nei golfi di Palermo e
Castellammare, a 1.500 metri di profondità.
Per conoscere i segreti che le rocce antiche un
paio di milioni di anni nascondono sul
funzionamento del nostro ecosistema, per
dimostrare i danni che pesca a strascico e
deposito incontrastato di plastiche stanno
producendo ai fondali, per verificare eventuali
rischi di frane e onde anomale. È partita ieri e
parla anche palermitano l' équipe di ricercatori
di mezzo mondo che per dieci giorni
scandaglierà con robot e strumenti all'
avanguardia i fondali della Sicilia Nord
Occidentale fino all' isola di Ustica. La nave
spagnola RV Alvariño con tredici studiosi di
sette diverse nazionalità è salpata ieri dal
porto di Palermo per dare il via alla campagna
oceanografica Island (Exploring sicilian canyon
dynamics), finanziata dall' Unione Europea con
370 mila euro nell' ambito del progetto
Eurofleet, che mira all' integrazione di diversi
gruppi di ricerca in scienze marine del Nord e del Sud Europa e vedrà la compartecipazione di istituti di
ricerca in Scienze marine appartenenti a otto diversi Paesi.
Responsabile della spedizione è Claudio Lo Iacono, palermitano doc di 43 anni, con esperienze di
lavoro in mezza Europa e oggi ricercatore scientifico del gruppo di «Seafloor and habitat mapping» del
National Oceanography Cen ter di Southampton, appartenente al governo inglese. A bordo anche due
ricercatori dell' Università di Palermo, Mauro Agate e Attilio Sulli, del dipartimento di Scienze della terra
e del mare.
«La campagna oceanografica si baserà su un approccio multidisciplinare allo studio dei canyon
sottomarini dei golfi di Palermo e Castellammare spiega Lo Iacono . I canyon sono elementi naturali
dei margini continentali capaci di incidere i fondali fino a profondità di diverse centinaia di metri, in
maniera simile ai fiumi, e che possono svilupparsi dai bassi fondali fino a duemila metri. I canyon hanno
un controllo sulla stabilità dei versanti sottomarini, rappresentando fonti di potenziali frane e tsunami.
Inoltre, sono importanti per il funzionamento del nostro ecosistema, perché sono dei regolatori del
trasporto di sedimento e materia organica, canalizzando ingenti quantità di nutrienti tra la costa e il
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Continua > 338 agosto 2016 Pagina 13 Giornale di Sicilia
8 agosto 2016
Pagina 15 Giornale di Sicilia (ed.
Agrigento)
Porti
VIGILI DEL FUOCO. Si sarebbero tuffati nonostante le onde per recuperare una bambina
trascinata dall' acqua
Tre giovani rischiano di annegare Salvati dai
bagnanti a Capaci
OOO Hanno rischiato di annegare per salvare
una bambina che, in un lido di Capaci, si era
avventurata in mare nonostante il vento e le
onde molto alte di ieri pomeriggio.
Tre ragazzi sono stati salvati dai bagnanti del
lido «Longo Beach», che hanno aiutato i due
bagnini a tirarli fuori dall' acqua. Due dei
giovani sono finiti in ospedale, uno di loro ha
dovuto essere rianimato dai medici del 118,
accorsi sul posto, assieme ai vigili del fuoco e
poi anche alla guardia costiera.
Una brutta avventura che per fortuna si è
conclusa nel modo meno tragico possibile nel
pomeriggio di ieri, quando le condizioni del
mare non erano certo delle migliori.
I tre giovani, secondo il raccon to di alcuni
bagnanti che hanno partecipato al salvataggio,
sarebbero stati portati via dalla corrente
perché il mare, in quel punto, ieri era
particolarmente agitato. Si sarebbero tuffati
non per divertimento, ma per trarre a loro volta
in salvo una bambina. La piccola è stata
recuperata da uno dei giovani, ma gli altri due
sono rimasti invece in balìa delle onde.
È a quel punto che, non vedendoli tornare e in
serie difficoltà, si sarebbero buttati in acqua i
bagnini del lido. In un istante si sono mobilitati
anche i bagnanti che stavano assistendo alla scena. Subito è stato chiamato il 118 e anche i vigili del
fuoco. Questi ultimi sono arrivati sia con personale da terra che con i sommozzatori. Poi, sul posto è
arrivata anche la guardia costiera.
Così i ragazzi sono stati recuperati dall' acqua e portati a terra e per uno di loro è stato necessario un
intervento di rianimazione.
L' allarme dei bagnanti è stato lanciato alla centrale operativa dei vigili del fuoco intorno alle 17 di ieri.
Subito si sono attivate le squadre dei sommozzatori dei pompieri, quelle di terra e di mare con i
gommoni. È intervenuta anche la capitaneria di porto di Palermo con due gommoni e un motovedetta e
del personale di terra che ha coordinato la parte finale dei soccorsi. SA. FI.
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358 agosto 2016
Pagina 12 Giornale di Sicilia (ed.
SiracusaRagusa)
Porti
O Noto
La barca s' incaglia a Vendicari Salvati 57 migranti
OOO Cinquantasette migranti sono stati
recuperati, ieri alle 7, dalla Guardia costiera
mentre si trovavano sull' isolotto di Vendicari,
dove sono arrivati a bordo di una barca a vela,
rimasta incagliata sugli scogli. Si tratta di 35
uomini, 14 donne e 8 minori non accompagnati
di nazionalità somala, irachena, iraniana,
nepalese e 5 provenienti dallo Sri Lanka. Sono
stati trasferita alla tendopoli del porto d i
Augusta. L a b a r c a è s t a t a p o r t a t a a
Marzamemi. (*CESA*)
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368 agosto 2016
Pagina 19 La Sicilia (ed.
Caltanissetta)
Porti
CAPO MULINI. Una disavventura a lieto fine
Affonda imbarcazione: soccorsi da Guardia Costiera
4 diportisti
Epilogo a lieto fine per l' equipaggio di un'
imbarcazione da diporto a motore, lunga dieci
metri, composto da due uomini e due donne,
di cui una di nazionalità romena, affondata
sabato sera al largo di Capo Mulini.
L' imbarcazione che da Taormina era diretta
a Catania mentre era a un miglio dalla costa,
con condizioni meteo marine avverse, ha
cominciato a imbarcare acqua, dopo che il
motore di bordo si era fermato. A quel punto ai
diportisti non è rimasto che lanciare la
richiesta di soccorso al numero blu 1530 della
Capitaneria di porto di Catania.
La copiosa infiltrazione di acqua nello scafo,
dovuta a cause ancora da accertare, ha fatto
affondare in pochi minuti la barca, dando agli
occupanti solo il tempo di mettere in mare un
gommone da due posti, sul quale solo salite le
due donne in attesa dei soccorsi.
La sala operativa della Capitaneria d i porto,
sotto il coordinamento del responsabile del
Reparto operativo, capitano di fregata
Salvatore Cilona, faceva uscire in mare la
motovedetta Cp 853, mentre dal porto d i
Riposto mollava gli ormeggi la Cp 888 del
locale Circomare, diretto dal tenente di
vascello Luca Provenzano. La sala operativa
della Guardia Costiera aveva, inoltre, aller tato il mercantile "Minerva Uno" in transito al largo di Capo
Mulini. Raggiunti dai due mezzi navali, i quattro naufraghi, molto provati ma in buone condizioni, sono
stati trasbordati sulla motovedetta Cp 853, che li ha trasportati nel porto d i Catania, dove sono stati
raggiunti da amici e parenti che li hanno riportati a casa.
SALVO SESSA.
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378 agosto 2016
Pagina 19 La Sicilia (ed. Siracusa)
Porti
In barca a vela 57 migranti recuperati a Vendicari
NOTO. Ancora sbarchi sulle coste siracusane.
Questa volta il viaggio della speranza per 57
migranti si è interrotto alargo di Vendicari,
dove la motovedetta della Capitaneria di porto
Cp325 è intervenuta nel tardo pomeriggio di
sabato. Ieri mattina, poi, è stato predisposto il
trasferimento verso il porto commerciale di
Augusta, dove poi gli organi competenti
proseguiranno con operazioni di rito. L'
imbarcazione con cui i 57 migranti hanno
cercato di raggiugnere l' Italia e l' Europa,
i n v e c e , è s t a t a d i r e t t a v e r s o i l porto d i
Marzamemi. Dei 57 migranti recuperati, 14
sono donne e 8 minori non accompagnati e al
momento non ci sono notizie sulla presenza, o
meno, di eventuali scafisti tra di loro. La
maggior parte arriva dalla Somalia, 33
persone in totale, mentre altri 12 arrivano dall'
Iraq, 6 dall' Iran, 6 sono cingalesi, mentre uno
dal Nepal.
Il viaggio sarebbe durato qualche giorno e,
almeno dopo le prime visite, tutti i migranti
sarebbero arrivati comunque in condizioni di
salute accettabili nonostante le tante ore
trascorse sull' imbarcazione di fortuna.
O. G.
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