Un passo alla volta - Chiesa di Rieti

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Un passo alla volta - Chiesa di Rieti
#18
anno XXXi / 6 maggio 2016

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Soc. Coop. Massimo Rinaldi, Reg. Trib. di Rieti n. 1/91 del 16/3/1991. Direttore responsabile Carlo Cammoranesi. Sped. in a.p. – 45% – Art.2 Comma 20/b Legge 662/96 – Filiale di Rieti

                      Un passo alla volta
Un passo alla volta - Chiesa di Rieti
chiesa e scuola

                                                               il temuto maltempo ha risparmiato la Maratona di Primavera
                                                               della scuola cattolica della diocesi di Rieti. e così, a parte qualche
                            MArAtonA DI PrIMAVerA              piccola variazione di programma, si è svolta come ogni anno la
                                                               tradizionale e coloratissima “marcia” di bambini, insegnanti e
                                                               genitori alla volta del camposcuola

      sommario #18

                    » 4-5

a scuola con
le comunità orientali

                    » 6-7

indovinare cose belle
negli occhi dei ragazzi

                              Una scuola
                              che fa famiglia
                    » 8-9

inaugurato il centro
sanitario Diocesano
                              il segreto dalla Maratona di Primavera della scuola cattolica,
                              giunta alla sua ventinovesima edizione, sta in una capacità di
                              fare comunità che risulta naturalmente coinvolgente
                  » 10-11

la pace di Gesù, non

                             È
                                   stata una vera e propria    comprendere che l’amore «è la        lo assume quando viene
l’apatia                           festa della famiglia la     scuola di vita più esigente. Ma      tradotto in proposta culturale.
                                   29esima “Maratona di        anche la più necessaria, anzi la        un risultato che si consegue
                             Primavera”, che la scorsa         scuola più importante».              in primo luogo coinvolgendo
                             domenica ha visto la città          l’allegra e coloratissima          le famiglie in un’alleanza
                             ravvivata dal tradizionale e      compagnia, sfidando un po’ di        educativa con i genitori, che
                             gioioso corteo di alunni,         maltempo, ha quindi raggiun-         prova anche a ricucire il
                             genitori, insegnanti, suore e     to lo stadio di atletica cittadi-    divario tra le generazioni, la
                  » 12-13
                             amici degli istituti scolastici   no e, dopo il pranzo, i gruppi       difficoltà di dialogo tra
                             cattolici reatini. un appunta-    dei diversi istituti hanno dato      bambini e adulti.
il “soffio dello spirito”    mento aperto a tutti durante il   vita alle relative esibizioni           Durante i ringraziamenti
                             quale si è «camminato, pregato,   all’interno del Palacordoni.         per la «bellissima giornata», il
                             mangiato e giocato».                Momenti che, al di là del          vescovo ha colto l’occasione
                                Prima di mettersi “in          gioco, con la loro vitalità          per “lanciare” l’appuntamento
                             marcia” alla volta del campo-     dimostrano il positivo contri-       del prossimo anno. la trente-
                             scuola “Raul Guidobaldi”, i       buto alla società del progetto       sima marcia di primavera
                             partecipanti hanno preso          educativo delle scuole cattoli-      dovrà essere «un’edizione
                             parte alla messa celebrata in     che. Balli e costumi pensati         straordinaria», che alle cose
                  » 14-15    cattedrale dal vescovo Dome-      per invitare alla fratellanza, al    belle che in questi anni sono
                             nico. e sulla scorta del Vange-   rispetto, all’accoglienza,           state fatte vedrà aggiungersi
uscire dal limbo             lo, mons. Pompili ha invitato i   hanno confermato il significa-       una serie di novità.
della precarietà             bambini e le famiglie a           to sociale e civile che il Vange-                                D. F.

2                                                                                          Frontiera • anno XXXI n.18 • 6 maggio 2016
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                                                                               ha voluto due bambini al proprio fianco mons.
                                                                               Pompili durante la breve omelia della messa
                                                                               celebrata in cattedrale la scorsa domenica per
                                                                               la Maratona di Primavera. un momento per
                                                                               mettere in piedi un piccolo dialogo e ricordare a
                                                                               educatori e genitori il valore della preghiera e
                                                                               quello del «necessario distacco», senza il quale
                                                                               «non si cresce». il che non vuol dire che l’avvici-
                                                                               narsi all’età adulta non vada accompagnato.
                                                                               Questo è in fondo ciò che simboleggia la mara-
                                                                               tona di primavera: un «cammino da compiere
                                                                               insieme con i figli», un approccio che coniuga
                                                                               presenza e discrezione, che invita a mettersi in
                                                                               gioco e a farsi protagonisti. una presenza che
                                                                               aiuta a «farli sbocciare».

                                             Le MAgnIFIChe otto
                                             sono otto le scuole che hanno
                                             realizzato l’edizione 2016
                                             della Maratona di Primavera:
                                             istituto santa chiara “Don
                                             Giovanni Minnozzi” (santa
                                             Rufina); istituto suore di
                                             santa Filippa Mareri “emilio
                                             Maraini”; istituto “santa Rosa
                                             Venerini” (via Pietro Boschi);
                                             istituto suore clarisse aposto-
                                             liche “santa lucia”; istituto
                                             suore oblate del santissimo
                                             Bambino Gesù “Bambin
                                             Gesù”; istituto “Maria Bambi-
                                             na” (canetra); istituto suore
                                             del Divino amore; oratorio
                                             “Maria Bambina” (canetra).

Frontiera • anno XXXI n.18 • 6 maggio 2016                                                                                      3
Un passo alla volta - Chiesa di Rieti
chiesa e scuola

                                                                      La pastorale per i migranti, in collaborazione con l’Ufficio Scuola
                                                                      della diocesi di Rieti, ha promosso una significativa esperienza
                                                 migrantes            interculturale con le classi III A e III E Sociale, sez. IPSSCS
                                                                      dell’I.I.S. “Luigi di Savoia”, puntando sulla conoscenza reciproca
                                                                      attraverso la valorizzazione della tradizione cristiana

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S
       i è svolta la scorsa
       settimana un’interes-
       sante iniziativa sul tema
dell’immigrazione, che ha
visto gli studenti di due classi
dell’Istituto “Luigi di Savoia”
di Rieti collaborare con
l’Ufficio Migrantes della
Diocesi di Rieti. Il momento
formativo, concordato con il
diacono Arnaldo Proietti,
direttore dell’ufficio diocesa-
no, prevedeva la conoscenza
storica, culturale e religiosa
delle comunità greco-cattolica
ucraina e ortodossa rumena,
presenti nella nostra città.
Un’opportunità preziosa di
arricchimento personale e
professionale per tutti gli
alunni sostenuta con gioia
dall’ufficio diocesano, che si è
messo a disposizione ringra-

                                   A scuola con le comunità
ziando per essere stato scelto
come esempio di accoglienza e
integrazione, come promotore

                                   rumena e ucraina
di educazione allo sviluppo e
di inclusione sociale.
   L’alternanza scuola-lavoro
costituisce, per tutte le scuole
secondarie di secondo grado,
un’occasione per apprendere        I progetti di alternanza scuola-lavoro offrono modalità inedite
mediante esperienze didatti-
che in ambienti lavorativi
                                   per sperimentare le «ricadute sociali del Vangelo», ad esempio
privati, pubblici e di terzo       attraverso la collaborazione tra gli istituti e gli uffici diocesani. È
settore. L’idea è quella di
assicurare ai giovani una          il caso del modulo svolto dalla Migrantes diocesana con due terze
seria modalità per realizzare      classi dell’Istituto “Luigi di Savoia”
una formazione concreta
attraverso l’acquisizione di
competenze spendibili nel             Il modulo del progetto svolto   caratteristiche culturali,          anche avuto modo di svilup-
mondo del lavoro. Seguendo         con l’ufficio Migrantes,           storiche e religiose di altre       pare e consolidare le capacità
questa prospettiva, i progetti     costituito da vari incontri        comunità presenti nel nostro        di lavorare in team nel rispet-
di alternanza scuola-lavoro        avvenuti durante l’anno            territorio, la conoscenza           to delle regole condivise da
entrano nei percorsi di            scolastico, si è concluso la       teorica della storia e delle        persone provenienti da altre
istruzione come un sapere          scorso 29 aprile con la prepa-     tradizioni di altre popolazioni,    realtà, e soprattutto hanno po-
capace di accompagnare lo          razione di uova dipinte a          alla conoscenza diretta di          tuto misurarsi con le future
studente nel difficile passag-     mano, da regalare alle due         persone come padre Constan-         figure professionali previste
gio dallo studio al futuro         comunità in occasione della        tin, sacerdote della comunità       dal loro piano di studio.
mondo del lavoro, tentando         Pasqua ortodossa.                  rumena reatina.                        Una bella esperienza
anche di collegare l’offerta          Il progetto, in questo primo      Gli studenti, affiancati dagli    formativa, che sicuramente
formativa della scuola allo        anno, ha unito perfettamente       operatori, dai tutor, dal           ha avuto ricadute positive sia
sviluppo culturale, sociale ed     la conoscenza di un possibile      direttore dell’Ufficio Migran-      sugli alunni, sia sui migranti
economico del territorio.          contesto professionale alle        tes e dai professori, hanno         delle diverse comunità.

4                                                                                                 Frontiera • anno XXXI n.18 • 6 maggio 2016
Un passo alla volta - Chiesa di Rieti
“Nel Nome di Maria”
                                                                   vedrà la partecipazione degli
                                                                   alunni della Minervini-Sisti

                                                                   A
                                                                           vrà luogo domenica 8 maggio alle ore 21, presso l’Audito-
                                                                           rium dei Poveri di Rieti, l’edizione 2016 della serata di
                                                                           poesia e musica “Nel nome di Maria”. Una manifestazione
                                                                   originale e impegnativa che vede la figura di Maria unire la
                                                                   musica ai racconti, alle storie e alle testimonianze.
                                                                     Il tutto per ricordare un atto d’amore, un gesto straordinario.
                                                                   La Maria che ha ispirato l’evento era una mamma. Alle origini
                                                                   dell’iniziativa c’è la storia vera di una coppia, di una madre che
                                                                   decide di dare al mondo il proprio figlio pur sapendo di non
                                                                   poterlo crescere. Un bellissimo atto d’amore, che ha avuto la forza
                                                                   di imporsi sul destino avverso.
                                                                     Alla serata parteciperà il Musì Trio, composto da Maria Rosa-
Anche le Chiese orientali                                          ria De Rossi (voce), Sandro Sacco (flauto traverso) e Paolo
                                                                   Paniconi (pianoforte). Con loro ci saranno Virginia Tomaselli e
hanno festeggiato la Pasqua                                        gli interpreti de La bottega del teatro, con letture a cura di Enzo
                                                                   Parisi e Elia Bucci. Inoltre, quest’anno, ci sarà anche la parteci-
                                                                   pazione degli alunni della V C della scuola primaria dell’Istitu-
La decorazione delle uova sperimentata dagli                       to Comprensivo Minervini-Sisti.
studenti sotto la guida dell’Ufficio Migrantes è                     L’evento è organizzato dall’associazione culturale di promozio-
uno degli aspetti tradizionali della Pasqua per le                 ne sociale Musikologiamo con il sostegno della Confraternita di
                                                                   Misericordia di Rieti e del Gruppo Donatori di Sangue Fratres.
confessioni cristiane orientali. Seguendo un
diverso calendario, essa cade il più delle volte in
giorni diversi da quelli festeggiati dalla Chiesa di
Roma

Q
        uest’anno con il 1         momento di preghiera.
        maggio non si è               Per parte sua, la comuni-
        celebrata solo la Festa    tà ortodossa rumena ha
dei Lavoratori. Infatti è stato    celebrato i riti pasquali
il giorno in cui il mondo          nella chiesa di Santa Lucia,
ortodosso e le Chiese
greco-cattoliche hanno
                                   compresa nell’omonima
                                   parrocchia reatina, presso      Al Magistrale Reporter a Scuola
festeggiato la Pasqua. E
anche a Rieti, a più di un
                                   la quale, da qualche anno,
                                   trova ospitalità.               con la redazione di «Frontiera»
mese dalla Pasqua delle               Ma che differenze esisto-

                                                                   S
Chiese d’occidente, queste         no con la Pasqua “occidenta-           i è svolto il 29 aprile,     ultimi sviluppi della galassia
presenze orientali non             le”? Sostanzialmente                   nell’aula magna dell’Isti-   social. Un panorama in
hanno celebrato la Risurre-        nessuna, a parte il calenda-           tuto Magistrale di Rieti,    trasformazione che richiede
zione del Signore. Un              rio. La prima viene infatti     un incontro degli studenti          agli addetti del settore la
momento importante che             calcolata seguendo quello       coinvolti nel progetto Reporter     necessità di sapersi aprire alle
ha ovviamente incontrato           gregoriano, mentre quella       a Scuola con la redazione di        novità e un approccio deciso
l’attenzione della diocesi e       ortodossa dipende dal           «Frontiera».                        alla formazione permanente.
in particolare dell’Ufficio        calendario giuliano. Tecni-        Un’iniziativa che si situa          Gli studenti del progetto,
Migrantes, con il direttore        cismi a parte, il risultato è   all’interno di un percorso più      che hanno realizzato nell’at-
Arnaldo Proietti diretta-          che raramente i due giorni      ampio, teso a far maturare          tuale anno scolastico più di 40
mente coinvolto nella              coincidono. Ma fortuna          negli alunni coinvolti il valore    articoli, tutti pubblicati da
celebrazione in rito ucraino       vuole che uno degli anni in     e l’efficacia della comunica-       diverse testate di Rieti e
svolta nella chiesa reatina        cui questo accade è il          zione giornalistica, ma anche       provincia, hanno quindi
dedicata a Sant’Agnese e           prossimo: infatti sia i         la capacità di rapportarsi con      potuto riflettere sul contesto
presieduta da don Josafat.         cristiani d’occidente che       le proprie attitudini e capaci-     generale e approfondire
   Alla nutrita comunità ha        quelli d’oriente festeggeran-   tà, sviluppando competenze          particolari aspetti legati alla
portato il proprio saluto          no la prossima Pasqua il 16     riconducibili al mondo dell’in-     cura e all’organizzazione di un
anche il vescovo Domenico,         aprile 2017. Sarà l’occasione   formazione.                         sito dedicato alla divulgazione
che ha voluto condividere          per una bella celebrazione         Al centro dell’incontro i        delle notizie. Inoltre ci si è
con i fedeli un intenso            ecumenica?                      diversi aspetti dell’universo       concentrati sulle modalità da
                                                                   mediale di questi anni, dagli       considerare nella stesura di
                                                                   strumenti tradizionali agli         un articolo o di una rubrica.

Frontiera • anno XXXI n.18 • 6 maggio 2016                                                                                           5
Un passo alla volta - Chiesa di Rieti
chiesa e scuola

                                                                       Quando si vuole approfondire il rapporto tra i ragazzi e internet,
                                                                       è quasi naturale chiedere un contributo al professor Zbigniew
                                    insegnanti di religione            Formella, un salesiano che nella ricerca universitaria si occupa
                                                                       dell’approfondimento delle nuove tecnologie e del confine tra
                                                                       psicologia e pedagogia

N
         ella calda e accogliente
         sala della parrocchia di
         San Giovanni Battista
                                     Indovinare le cose belle
                                     negli occhi dei ragazzi
di Campoloniano a Rieti, il
giorno 27 aprile, si è concluso
il corso annuale di formazione
per gli insegnanti di religione
cattolica della Diocesi di Rieti
organizzato dall’Ufficio             Concluso sul tema Giovani e cyberspazio il corso di formazione
Scuola diocesano e dal
vescovo Domenico Pompili.            per insegnanti di religione
   Il corso, articolato in tre
incontri, ha visto la presenza         Al prof. Formella, invece, il   ai ragazzi che crescere signifi-       «L’Io diventa tale soltanto
di validi e apprezzati relatori      compito finale, non facile, di    ca imparare a conoscere quei        mediante un Tu», ha concluso
provenienti dal mondo univer-        trattare il delicato tema dei     valori, quelle regole e quel        la sua relazione il Prof. For-
sitario, quali il prof. Andrea       giovani e della solitudine in     sacrificio che sono le «uniche      mella: «L’importanza della
Monda, la prof.ssa Mirella           rete, ma soprattutto il ruolo     chiavi» in grado di sviluppare      relazione educativa sta nel far
Arcamone e in conclusione il         degli educatori nell’uso          un sano senso di responsabili-      maturare, e crescere ciò che
prof. Zbigniew Formella.             corretto e positivo di essa.      tà e autonomia.                     ciascuno porta dentro di sé in
   Nei primi due incontri, i           Il professore, docente di          Aiutare a crescere i nostri      modo unico e irripetibile».
docenti di religione cattolica si    Psicologia dell’educazione        ragazzi, ha proseguito Formel-         E per concludere con una
sono misurati con la pedago-         presso l’Università Salesiana     la, «significa allargare i loro     frase di don Milani: «L’educa-
gia di don Lorenzo Milani e          di Roma, ha spiegato cosa vuol    orizzonti creando le basi dello     tore deve essere per quanto può
con la sua forte esperienza          dire vivere nel cyberspazio e     sviluppo personale e di tutte       profeta, scrutare i segni dei
educativa volta a offrire a          come i nativi digitali siano      quelle potenzialità che li          tempi, indovinare negli occhi
tutti, soprattutto ai più fragili    bravissimi tecnologicamente,      renderanno adulti autonomi e        dei ragazzi le cose belle che essi
e deboli, quella conoscenza          ma spesso poco attenti alla       indipendenti».                      vedranno chiare domani e che
che rende consapevoli dei            realtà “reale” e non virtuale.       «È in questa tensione spiri-     noi vediamo solo in modo
propri diritti e della propria         Il compito degli educatori,     tuale ed etica che nasce e          confuso», compresa la tecnolo-
inviolabile dignità di persone       ha ricordato il professore, è     matura l’esperienza straordi-       gia e la rete internet.
e di cittadini.                      dunque quello di comunicare       naria della scuola».                                              S. S.

6                                                                                                  Frontiera • anno XXXI n.18 • 6 maggio 2016
Un passo alla volta - Chiesa di Rieti
Foto: Margherita Carotti

I licei reatini                                                                          Festeggiato il 30° incontro
incontrano San Francesco                                                                 degli ex alunni del Seminario

                                                                                         I
                                                                                             l 25 aprile di ogni anno, gli ex alunni che hanno frequen-
Una riscoperta tra filosofia e natura                                                        tato il Seminario vescovile di Rieti, dal 1950 al 2004, si
                                                                                             incontrano, si abbracciano e si scambiano le esperienze
                                                                    di Marta Benedetti   vissute insieme in quegli anni e quelle che hanno determina-
                                                                                         to la loro vita attuale.
                                                                                            «Quest’anno – spiegano i convenuti – la giornata molto

L
      a mattina del 3 maggio, presso l’aula magna del Liceo                              fredda ha ugualmente riscaldato i cuori dei convenuti con gli
      Classico di Rieti, circa 90 alunni appartenenti ad alcune                          abbracci e i ricordi ancora vivi dei propri compagni di scuola.
      quarte classi dei Licei reatini coinvolti nel concorso “Filoso-                    Anni che hanno determinato il curriculum di studio, di forma-
fia e Natura” (Liceo Classico, Liceo Scientifico, Liceo Artistico,                       zione professionale e religiosa. Quegli anni sono stati fonda-
Liceo Linguistico, Liceo delle Scienze Umane) hanno partecipa-                           mentali per la costruzione della nostra professionalità e della
to a un incontro formativo dedicato alla presenza del francesca-                         nostra formazione, anche nella sofferenza che il tempo di
nesimo nella territorio reatino.                                                         quell’epoca ci ha riservato senza sconti».
   L’iniziativa rientra tra quelle previste nel percorso offerto dal                        Sono stati 60 gli alunni che hanno sentito l’esigenza di
comitato organizzativo del concorso per aiutare gli studenti a                           reincontrare i propri compagni di scuola, di infanzia e di
comprendere meglio il tema da sviluppare in modo da poterlo                              gioventù. Dal 1950 al 2004 sono transitati oltre 600 alunni
declinare secondo le indicazioni del regolamento. Il convegno,                           nel Seminario Vescovile di Rieti. Oggi molti di questi non
aperto dalle parole di benvenuto del prof. Valerio Ortenzi, ha                           sono più con noi. Mons. Lorenzo Chiarinelli ha presieduto
ospitato la prof.ssa Ileana Tozzi, relatrice dell’interessante                           l’incontro, gestendo egregiamente l’assemblea e relazionan-
giornata di studio.                                                                      do approfonditamente sul tema proposto: L’Anno della Miseri-
   La prof. Tozzi ha saputo guidare per mano tutti gli intervenuti,                      cordia.
facendo loro apprezzare le ricchezze storico-culturali e ambien-                            «Quest’anno abbiamo festeggiato il 30° incontro con il nuovo
tali del nostro territorio direttamente riconducibili all’opera di                       vescovo, mons. Domenico Pompili – proseguono gli ex alunni
san Francesco e di coloro che ne hanno raccolto l’eredità spiritua-                      del Seminario – che ci ha accolto con molto calore e con grande
le e culturale.                                                                          stima. Don Domenico ci ha sorpreso con la proposta di voler
   Una figura importante, quella di san Francesco, per i sui forti                       riattivare i locali del Seminario vescovile di piazza Oberdan a
legami con la natura e con l’ambiente della terra reatina, aspetto                       Rieti. Ad oggi sono terminati i lavori di consolidamento della
ulteriormente valorizzato da una puntuale descrizione dell’evolu-                        struttura, che è quindi pronta per essere utilizzata al meglio. A
zione storica e architettonica sia dei quattro santuari francescani                      questo scopo è stato creato un gruppo che si occuperà specifica-
che del Tempio della Pace del Terminillo, dove si trova anche una                        mente di valutare quali attività potranno essere svolte nel
reliquia del santo.                                                                      Seminario e quali risorse potranno essere utilizzate per mante-
                                                                                         nere la struttura. Le idee progettuali, coordinate da mons.
                                                                                         Chiarinelli con la collaborazione di don Lorenzo Blasetti,
                                                                                         saranno valutate e concordate con il nuovo vescovo, mons.
                            L’abbonamento a                                              Domenico Pompili. Le speranze di tutti non saranno infrante se
                                                                                         terremo conto di valutare una soluzione degna del luogo e
                                                                                         inserita nel tempo, nel territorio e nell’ambiente».
                                                                                            Dopo gli scambi dei ricordi e le proposte future, mons.
                                                                                         Chiarinelli ha celebrato la santa messa. La giornata si è
                            costa meno di un caffè alla settimana
                                                                                         quindi conclusa con un momento conviviale. Gli ex alunni si
                            è sufficiente versare 35 euro                                sono salutati con l’augurio che il prossimo anno ci si possa
                            sul C.C.P. n. 11919024,                                      incontrare dentro le mura del Seminario vescovile di Rieti,
                            intestato a Coop. Massimo Rinaldi
                                                                                         «dove abbiamo lasciato la nostra infanzia e abbiamo trovato la
                                                                                         nostra vita e la nostra professionalità».
                            via della Cordonata snc, Rieti

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Un passo alla volta - Chiesa di Rieti
chiesa e comunità
                                                                         Si è svolta nel pomeriggio del 27 aprile, presso palazzo San Rufo,
                                                                         l’inaugurazione del Centro Sanitario Diocesano. Un avvio che ha
                                                                         il sapore di «una buona notizia», messa dal vescovo Domenico in
                                    pastorale della salute
                                                                         relazione con il passo di Giovanni: «Nella misura in cui siamo
                                                                         uniti a Lui come il tralcio alla vite, portiamo non solo frutto, ma
                                                                         molto frutto»

«È
             il passo più grande
             che potevamo
             compiere come           Inaugurato il Centro
                                     Sanitario Diocesano
Pastorale sanitaria. Grazie alla
diocesi, al vescovo che ci ha
creduto e ai volontari siamo
riusciti a fare qualcosa di bello
e di importante, creando una
struttura che si pone al servizio
delle persone bisognose e di         Un servizio alla salute nella struttura che fu dei Padri
quanti vivono situazioni di
fragilità».                          camilliani, da sempre in missione nella cura del dolore: è il
   Così il diacono Nazzareno
Iacopini, direttore dell’Uffi-
                                     segno di continuità sotto cui nasce il Centro Sanitario
cio diocesano per la Pastora-        Diocesano. Una proposta che allarga il campo del precedente
le della Salute, ha introdotto i
presenti all’inaugurazione del
                                     Studio Medico della Carità grazie alla presenza di tanti
nuovo Centro Sanitario               professionisti che, volontari, mettono a disposizione non solo il
Diocesano “Ero malato e mi
avete visitato” nei locali di        loro tempo, ma soprattutto la loro competenza
palazzo San Rufo, a Rieti,
svolta nel pomeriggio del 27         suo predecessore, mons. Delio       competere con quello che lo            Manto, direttore del Centro
aprile. La struttura, erede          Lucarelli. «Questi – ha spiega-     Stato deve garantire ai suoi           per la Pastorale Sanitaria del
dello Studio Medico della            to mons. Pompili – aveva            cittadini. Qui si fa la carità. E la   Vicariato di Roma. «Il nuovo
Carità finora attivo in via San      capito che di fronte alle povertà   carità consiste in qualche cosa        Centro – ha spiegato – non è
Pietro Martire, è stata ufficial-    crescenti del territorio bisogna-   che non ha altro scopo che             solo un segno di speranza, ma
mente varata con un momen-           va dare una risposta puntua-        quello di andare incontro ai           anche un segno culturale
to di preghiera presieduto dal       le».                                bisogni delle persone non              straordinario: di speranza
vescovo Domenico Pompili,              «Il Centro Sanitario Diocesa-     abbienti».                             perché ci dice, in un tempo
che ha così voluto dare seguito      no – ha precisato il vescovo –         All’inaugurazione era               difficile e di cultura “post-wel-
alla «geniale intuizione» del        non ha alcuna velleità di           presente anche don Andrea              faristica” molto radicata, che

8                                                                                                       Frontiera • anno XXXI n.18 • 6 maggio 2016
Un passo alla volta - Chiesa di Rieti
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bisogna impegnarsi per acco-
gliere, includere e sostenere le
fragilità, non però come un
peso sociale ma come un
investimento in ciò che ci rende
più uomini e che crea tessuti di
comunità e di prossimità;
culturale perché al cuore del
servizio sanitario e al cuore di
una città deve esserci proprio
l’idea di prendersi cura con
amore, paradigma e spinta
affinché le istituzioni sanitarie
siano sempre più se stesse.
L’icona del samaritano diventa
il modello per costruire la città
dell’uomo, al cui centro deve
esserci l’idea della presa in cari-

                                             Nel segno di Sant’Agostina
co delle vite, soprattutto di
quelle più fragili».
   «Questo è un luogo nel quale
si fa comunità», ha aggiunto il
sindaco di Rieti, Simone                     Ricordata all’ospedale provinciale San Camillo de Lellis la
Petrangeli. «Una comunità è
tale se ci si aiuta gli uni con gli          patrona degli infermieri
altri. Rieti, grazie a questa

                                             A
splendida iniziativa, si dota di                     nche quest’anno, il 29 aprile, gli         in onore di sant’Agostina: il suo esempio non
un presidio civile prima ancora                      infermieri di Rieti si sono ritrovati      solo è motivo di gioia, ma anche di consolazio-
che sociale. La crisi porta con sé                   nella cappella dell’Ospedale Generale      ne nei momenti di difficoltà.
tanti problemi e fra questi                  Provinciale “San Camillo de Lellis” per festeg-       L’importanza dell’attività infermieristica è
anche una certa regressione                  giare la loro patrona, sant’Agostina Pietranto-    stata sottolineata ancora di più dalla dott.ssa
culturale che genera solitudine.             ni. È stato il vescovo emerito di Viterbo, mons.   Colombo: «Dalla qualità del lavoro degli
Questo luogo può diventare una               Lorenzo Chiarinelli, a celebrare la santa          infermieri – ha detto – dipende anche la qualità
spalla per chi rischia di sentirsi           messa, insieme con il cappellano don Stefano       dell’ospedale San Camillo De Lellis».
solo».                                       e il diacono Nazzareno Iacopini, direttore            Prendendo la parola, suor Fernanda
   Per parte sua, la dott.ssa                dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale della      Falcone, della Congregazione delle Suore
Marilina Colombo, direttore                  Salute. Erano presenti anche la dott.ssa           della Carità di Santa Giovanna Antida Thou-
sanitario della Asl di Rieti, ha             Marilina Colombo, direttore sanitario              ret e consorella di sant’Agostina, ha voluto
riconosciuto che «Il Centro                  aziendale, e la dott.ssa Antonella Morgante        ricordare le motivazioni per le quali papa
rappresenta, accanto al nostro               in rappresentanza della direzione medico-          Giovanni Paolo II, ora santo, nel 2003 dichia-
servizio sanitario, un’opportu-              ospedaliera.                                       rò la Pietrantoni patrona degli infermieri
nità in più per una sanità senza                All’inizio della celebrazione eucaristica       d’Italia: «Perché ha svolto il suo servizio di
esclusioni che prevenga, che                 Chiarinelli ha spiegato il significato della       infermiera in un periodo difficile sia dal punto
sensibilizzi e che ponga al                  cerimonia e ha più volte rivolto ai fedeli         di vista religioso che sociale. Sant’Agostina
servizio dei pazienti, come valo-            presenti, in larghissima parte infermieri e        rispondeva alle villanie e alle provocazioni con
ri aggiunti, solidarietà e                   studenti, l’invito a considerare il malato come    un atteggiamento di mitezza, di serenità, di
umanità».                                    persona fragile nel corpo e nello spirito. Di      dolcezza. Soprattutto con i più ribelli manife-
   In conclusione, il diacono                qui la necessità di tenere un comportamento        stava le sue doti di pazienza, delicatezza e
Iacopini non ha mancato di                   sempre premuroso, gentile e paziente.              amabilità. La santa ripeteva spesso: “Non posso
sottolineare la sinergia del                    La vicepresidente dell’Ipasvi di Rieti,         lasciare questi malati, tanto è l’affetto che ho
nuovo centro con le altre                    Giovanna Maria Picuti, ha portato i saluti ai      per loro e ciò anche a costo della vita”. Ella
realtà della diocesi, e di                   vertici aziendali e agli infermieri, non           sapeva prendersi cura non solo del loro corpo,
riconoscere l’importante                     dimenticando tutti coloro che avrebbero volu-      ma anche delle loro anime; mentre asciugava
contributo volontario offerto                to partecipare, ma che per motivi di servizio      loro il sudore o rassettava le coperte, coglieva
alla Pastorale Sanitaria dai                 non hanno potuto. Ha quindi ringraziato            l’occasione di dire loro una buona parola.
medici e dagli infermieri, ma                mons. Chiarinelli, il vescovo Domenico             Sempre Giovanni Paolo II, il giorno della
anche da realtà associative                  Pompili e l’Ufficio Diocesano per la Pastorale     canonizzazione di sant’Agostina, si rivolse al
come l’Unitalsi e la Confra-                 della Salute per la sensibilità sempre dimo-       personale sanitario dicendo: “Alla scuola di chi
ternita di Misericordia.                     strata verso il mondo sanitario, in particolare    soffre sappiate cogliere, attraverso la condi-
                                             verso la fondamentale professione infermie-        scendenza amorevole, le ragioni profonde del
                                             ristica: «Non può esistere una sanità senza        mistero della sofferenza per poterla alleviare”».
 Il Centro Sanitario                         infermieri, viste le competenze e le funzioni         Suor Fernanda ha concluso: «Sant’Agostina
 Diocesano è aperto ogni                     svolte in favore dei pazienti e a sostegno delle   l’avete qui, in questa cappella, sempre con voi.
 mercoledì dalle 17 alle 19 e                loro famiglie». La Picuti ha altresì riaffermato   Ella vi guarda, vi protegge, vi aiuta, vi dà
 ogni sabato dalle 9 alle 11                 la volontà del collegio provinciale dell’Ipasvi    coraggio anche nei momenti di difficoltà.
                                             di proseguire nell’organizzazione della festa      Pregatela».

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Un passo alla volta - Chiesa di Rieti
chiesa e comunità

                                                                            Si è tenuta nella serata del 29 aprile, nella chiesa del convento di
                                                                            Santa Chiara, la quinta delle lectio volute dal vescovo sulle letture
                                      Le lectio in santa chiara             delle domeniche del Tempo di Pasqua. Un ciclo rivolto in modo
                                                                            particolare ai giovani come momento di comunione e
                                                                            approfondimento

P
       enultimo appuntamen-
       to, quello dello scorso
       venerdì, con la lectio
divina attraverso la quale il
vescovo Domenico ha accom-
pagnato i giovani della diocesi
lungo le tappe di un percorso
avvincente Sulle tracce del
risorto. Questa settimana la
liturgia ha proposto ai conve-
nuti nella chiesa di Santa
Chiara di sostare all’ascolto di
un altro brano tratto dal
capitolo 14 di Giovanni, che
descrive le ultime parole del
Signore prima della sua
passione e morte.
   «Colpisce – ha esordito don
Domenico – lo stato d’animo
del Maestro che, mentre
rincuora gli altri, sembra
rincuorare ancor prima se
stesso, diviso tra l’attesa del suo
ritorno al Padre e il turbamento
per l’abbandono dei suoi
amici». Ma al centro del passo
evangelico non sta tanto la
partenza di Gesù quanto il suo
ritorno, concetto dietro il
quale non si deve vedere

                                         La pace di Gesù,
soltanto la sua parusia glorio-
sa alla fine dei tempi, ma
anche la presenza di Cristo
qui e ora, «percepibile nell’espe-
rienza della fede e in particola-

                                         non l’apatia
re nell’esperienza dell’amore,
nel dono dello Spirito Santo,
nella pace».

L’amore è il cuore
del vangelo
                                         C’è stato il capitolo 14 di Giovanni al centro della lectio divina
                                         dello scorso venerdì. Un ragionamento sull’amore che mostra
Se è vero che l’amore, come
mons. Pompili non si stanca di           come il dono della pace giunga dallo «spezzarsi per l’altro», da
ripetere, è il cuore del Vange-
lo, proprio per questo bisogna
                                         un cambiamento che parte dal fondo del cuore
impegnarsi a capire quali ne
siano i presupposti secondo              l’Iscariota) oppongono all’an-     di lui”. Per Giovanni il coman-       amare. Solo questo ci sottrae
Gesù. Le reazioni contrastanti           nuncio della partenza di Cristo    damento è al singolare come la        all’uomo carnale e ci fa percepi-
degli apostoli, descritte                è, a ben guardare, un’espressio-   parola, perché è riconducibile        re la presenza di Dio. Soltanto
dall’evangelista nei versetti            ne dell’amore amicale che li       sempre e soltanto all’amore           chi ama sperimenta che la
che precedono la pericope                unisce a lui. Gesù sa bene di      fraterno. È questo amore              partenza di Gesù è il suo
della sesta domenica di                  dover offrire ai suoi una          concreto l’epifania di Dio. Non       ritorno. Come nell’esperienza
Pasqua, sembrano proporsi                risposta a questo stato di cose.   va cercato chissà dove, né può        umana, il distacco può essere la
come efficaci guide all’appro-           Solo così essi potranno conti-     essere confuso con qualcosa di        strada per ritrovare in una
fondimento. I discepoli                  nuare a camminare anche dopo       mistico che avviene all’improv-       forma più profonda quello che
sperimentano la paura di                 che egli non ci sarà più fisica-   viso. Passa per la via quotidia-      si ama».
perdere un rapporto impor-               mente». E la risposta giunge       na dell’esperienza umana
tante e ciò ispira loro atteggia-        con il comandamento del            dell’amore». In tal modo
menti che oscillano tra l’ira e          versetto 23: «“Se uno mi ama       l’amore diventa realmente la          Lo Spirito consolatore
l’insicurezza, tra la follia e la        osserverà la mia parola; il        cifra distintiva del cristiano:
depressione: «La resistenza che          Padre mio lo amerà e verremo       «La differenza tra i discepoli e il
Tommaso, Filippo e Giuda (non            da lui e faremo dimora presso      mondo sta nella capacità di           A rendere il distacco fisico dal

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signore meno traumatico              tessuto umano sempre più
                                                                          DeLLA PreghIerA
provvede «il Consolatore, lo         decomposto: «Dietro questa           in memoria di padre Mario Rosin
Spirito Santo, che il Padre          rincorsa dell’amore perfetto si

                                                                          A
manderà nel mio nome» (v. 26).       nasconde la ricerca della                    nziché premettere alla lectio un’introduzione di
il vescovo ha presentato il          felicità, ma non giova rinchiu-              carattere, per così dire, metodologico, stavolta il
Paraclito come «l’avvocato»          dersi in se stessi quanto aprirsi            vescovo Domenico ha dato avvio alla sua riflessione
incaricato di difendere dall’in-     al dono della Parola. Essa non       con un aneddoto personale. «Esattamente oggi, 25 anni fa,
credulità che inevitabilmente        censura una tensione umana           mentre stava confessando uno dei tanti giovani che ha incon-
l’assenza del Maestro determi-       così radicale come quella            trato nella sua vita, moriva padre Mario Rosin». il gesuita è
na e dalle persecuzioni che si       dell’amore».                         stato l’accompagnatore spirituale di mons. Pompili: «Padre
abbattono sulla prima comu-                                               Mario mi ha introdotto alla lettura della Parola senza farle da
nità cristiana. esso «farà                                                schermo, ma aiutandomi a sviluppare una relazione cosciente e
comprendere quello che è             UnA SAnA InQUIetUDIne                affettiva con Dio. Soprattutto mi ha insegnato che con Dio non
successo e ricorderà tutte le                                             servono intermediari e che la preghiera è la strada per incon-
parole del Maestro che, dopo la                                           trarlo a tu per tu. Per questo è necessario ritagliarsi sempre uno
Pasqua, acquisteranno un             Di qui tre spunti. il primo è        spazio di tempo oggettivo per provare a incontrarlo, sapendo
nuovo e più profondo significa-      che Gesù conosce i sentimenti        che Egli agisce in noi prima ancora che ce ne rendiamo conto e
to».                                 e le emozioni degli uomini;          che si tratta solo di capirlo e di sviluppare tutte le dinamiche
                                     anzi patisce sulla sua pelle         dell’affettività».
                                     l’amore ed è in grado di                Quindi don Domenico ha citato una delle poesie lasciate da
SPeZZArSI Per L’ALtro                interpretare lo stato d’animo        padre Mario, ritenendola particolarmente adatta a predi-
                                     dei suoi proprio a partire da        sporre all’ascolto del brano evangelico oggetto della lectio. il
                                     quello che egli stesso sta           titolo del componimento è I miei compagni di preghiera e
infine, al v. 27, il dono più        provando: «L’amore è la              ritrae il gesuita che, mentre prega, ode a distanza ravvicina-
prezioso e allo stesso tempo         condizione che ci riconduce alla     ta la musica di qualche macchina parcheggiata poco lontano
più impegnativo: «Vi lascio la       nostra umanità e ci restituisce      dal collegio leoniano di anagni. anche «Frontiera» la
pace, vi do la mia pace. Non ve      al senso della nostra fragilità      sottopone ai suoi lettori riportandola integralmente.
la do come fa il mondo». una         creaturale». a questo amore –
pace divisiva, quella di Gesù,       ed è il secondo spunto – serve       Nel silenzio / della mia preghiera / solitaria / s’infiltra /
«perché lacera il cuore e lo         un supporto che vada oltre il        vellutata di lontananza / la voce ondeggiante / d’una canzo-
costringe a spezzarsi per l’altro.   livello puramente fisico o           ne / d’amore… / Vi trema dentro / il fremito d’una passione /
Non si tratta di un augurio, ma      psicologico, che apra alla           la gioia di un abbandono / il sospiro d’un tormento. / così,
di un dono che viene dall’alto e     dimensione trascendente: è il        signore / il mio silenzio / che adora / si fa più intenso / si fa
che non modifica la realtà           ruolo dello spirito, «che ci         più immenso / Nell’eco di un mondo / che Ti cerca / senza
esterna, ma quella interiore.        aiuta a venir fuori da questa        trovarti / che ti ama / senza pensarti.
Perché può essere nascosta           prospettiva solo orizzontale.
perfino nel suo contrario, cioè      L’amore è eros, è fi lia, ma è
nelle persecuzioni, ma con la        anche agape. In concreto, non
certezza della sua vittoria».        basta la dimensione attrattiva
                                     del corpo, perché l’abitudine
                                     attenua le emozioni. E non
oLtre LA MentALItÀ                   basta neanche la semplice
“DA SIngLe”                          rielaborazione psicologica. Ci
                                     vuole anche lo Spirito, cioè una
                                     dimensione che allarga le
l’amore è dunque il tema             maglie della nostra solitudine,
decisivo e mons. Pompili lo ha       che è poi la radice della nostra
affrontato, nella meditatio,         immaturità affettiva. Un certa
anche da una prospettiva             solitudine è inevitabile, ma chi
sociologica, riflettendo sulla       crede non è mai solo». infine, il
mentalità da single oggi             terzo spunto consiste nel
imperante: «Chi è il single? È       prendere coscienza del fatto
colui che cerca ossessivamente       che la pace che cristo elargi-
di inseguire il sogno romantico      sce non deve essere scambiata
dell’amore ben oltre l’adole-        per apatia o per assenza di
scenza e si ritrova o nella          sofferenze: «La pace del mondo
solitudine più totale o nella con-   viene imposta dai vincitori ai
fusione più becera, inanellando      vinti e a chi soccombe non resta
in modo quasi bulimico espe-         che subire. Al contrario, la pace
rienze amorose una dopo              di Gesù è la possibilità di vivere
l’altra». secondo don Domeni-        in serenità nonostante i proble-
co, lo tsunami emotivo rappre-       mi che ci attanagliano. Non è
sentato dalla fragilità delle        una pace a buon mercato,
relazioni non lascia le cose         perché richiede di convivere con
come le trova e genera un            una sana inquietudine».

Frontiera • anno XXXI n.18 • 6 maggio 2016                                                                                                11
chiesa e coMuNiTà

                                                                       «Io sono la Porta. Se uno entra attraverso di me sarà salvo» è stato
                                                                       il tema svolto a Rimini e chiuso lo scorso 25 aprile dalla 39ª
                                                 MoVIMentI             convocazione nazionale dei gruppi e delle comunità del
                                                                       Rinnovamento nello spirito santo (Rns), alla quale ha partecipato
                                                                       anche un significativo gruppo della diocesi di Rieti

                                   Il “Soffio dello Spirito”
         di Leonida Carrozzoni

t
      ra i tanti gruppi giunti
      da tutta italia a Rimini
      nei giorni dal 22 al 25      in comunione con Papa Francesco, la corrente di grazia del Rns
aprile per la convocazione
nazionale del Movimento            intende essere un segno vivente e potente di giubilo e di
rinnovamento nello Spirito
Santo vi era anche quello di
                                   misericordia nelle mani dello spirito santo
Rieti, “Soffio dello Spirito”,
una parte del gruppo costitui-
to da 25 persone guidate da        giornate è stato Gesù volto            uno dei relatori, sempre         te nazionale del Rns, che ha
don emmanuele Dell’Uomo            della Misericordia del Padre e      presente a Rimini, è stato          invitato tutti i gruppi a uscire
D’Arme, fondatore a Rieti del      non poteva essere diverso           padre raniero Cantalamessa,         in quest’anno dal cenacolo di
movimento.                         nell’anno giubilare della           Predicatore della casa Pontifi-     preghiera per portare i doni
   ogni anno a Rimini giungo-      Misericordia. ogni sessione si      cia e anziano del Rns, le cui       dello spirito nelle carceri,
no migliaia di persone che nel     è aperta con la preghiera           catechesi sono grandemente          negli ospedali, nelle case di
Rinnovamento hanno trovato         comunitaria carismatica, con        attese e apprezzate da tutto il     riposo, perché «le grazie del
un modo di esprimere la loro       la quale si è invocata la           popolo del Rinnovamento. egli       Signore non sono esaurite, non
fede con gioia, senso di           discesa dello spirito santo, e si   ha detto, fra l’altro, che «in      sono esaurite le sue misericor-
fratellanza, grande amore per      è conclusa con la celebrazione      quest’epoca di anoressia            die, ma si rinnovano ogni
la chiesa e sensibilità e          eucaristica. a susseguirsi          spirituale chi non è contento       mattino».
disponibilità all’evangelizza-     nella presidenza delle celebra-     della propria vita e cerca             sebbene faticosa, anche
zione. Fin dalla sua nascita       zioni eucaristiche: il cardinale    invano soddisfazione in ciò che     quest’anno l’esperienza a
(nel 2017 saranno 50 anni)         george Pell (australia),            il mondo ci offre, dovrebbe         Rimini è stata vissuta dal
tutti i pontefici hanno ricono-    prefetto della segreteria per       cercare nella Parola di Dio         gruppo della nostra città con
sciuto in questa realtà eccle-     l’economia della santa sede; il     quell’acqua viva che toglie ogni    grande partecipazione e gioia
siale una corrente di grazia       cardinale Marc ouellet              sete e riscoprire il kerigma        per le meraviglie che il signo-
che, all’indomani del concilio     (canada), prefetto per la           fondamentale: Gesù è risorto ed     re ha compiuto durante le
Vaticano ii, ha portato nella      congregazione per i Vescovi;        è vivo ed è il Signore».            preghiere di lode e di guari-
chiesa nuova evangelizzazio-       l’arcivescovo di Bologna,              la relazione finale è stata      gione. ogni partecipante è
ne, carismi e doni dello spirito   Matteo Maria Zuppi; e il            tenuta dall’infaticabile, e         rientrato con il desiderio e la
santo.                             cardinale Crescenzio Sepe,          colmo di doni dello spirito,        volontà di poter essere presen-
   Quest’anno il tema delle        arcivescovo di Napoli.              Salvatore Martinez, presiden-       te anche il prossimo anno.

12                                                                                                Frontiera • anno XXXI n.18 • 6 maggio 2016
Valle Del TuRaNo

                                                                           CoMMeMorAtI DoPo 80 AnnI I CADUtI
IL 14 MAggIo LA VegLIA DI PenteCoSte.                                      neLLA CoStrUZIone DeLLA DIgA SUL tUrAno
IL VeSCoVo: «InSIeMe Per rItroVAre

                                                                           I
IL Segreto DeLLA noStrA MISSIone»                                              l 30 aprile si è tenuta la prima giornata in commemorazione
                                                                               dei caduti sul lavoro per la costruzione della diga del Turano.

S
      i svolgerà sabato 14 maggio alle 21, in cattedrale, la                   a ottant’anni dall’inizio dei lavori, i loro nomi sono risuonati
      Veglia diocesana di preghiera alla vigilia della Penteco-            nella valle che hanno contribuito a cambiare per renderla ciò che
      ste. a darne l’annuncio è il vescovo Domenico, che in                è oggi.
una lettera indirizzata ai fedeli introduce «l’evento che dà                  una cerimonia semplice, così come semplici furono loro, che si
origine alla Chiesa, trasformando un manipolo di uomini                    allontanarono dalle loro case per poter guadagnare e mantenere
impauriti e ripiegati su se stessi negli annunciatori coraggiosi e         le famiglie. Di certo non si aspettavano di non tornare. Non c’era
creativi del Signore Risorto».                                             la guerra, che pure scoppiò di lì a qualche anno. Ma allora lavora-
   «Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano          re alla costruzione di una diga alta 80 metri non doveva essere
tutti nello stesso luogo», si legge negli Atti degli Apostoli (2,1).       semplice. essi hanno pagato con la vita, mentre altri hanno
«È l’atto di nascita, o per meglio dire, il compleanno della               lavorato con il ricordo dei compagni che non c’erano più.
comunità cristiana! Per lungo tempo – spiega mons. Pompili –                  a noi hanno lasciato un meraviglioso lago, che, seppur nato con
questa consapevolezza è andata scemando. Al contrario, si                  l’intento di alimentare il bacino idroelettrico per fornire corren-
tratta di ripartire sempre dal Cenacolo per ritrovare il segreto           te, oggi è una perla incastonata tra le montagne. uno scorcio di
della nostra identità e della nostra missione».                            natura, anche se manipolata dall’uomo, veramente suggestivo.
   e con l’avvicinarsi della veglia, il vescovo invita «tutte le              alla cerimonia hanno partecipato i rappresentanti di vari
parrocchie, le associazioni e i gruppi a vivere l’attesa di questo         comuni della valle del Turano, consapevoli che il sacrificio di
momento fondatore mediante una novena di preghiera» che                    questi uomini ha permesso loro di amministrare un territorio
comincerà il giorno 5 maggio e si concluderà il 13 del mese.               potenzialmente ricco, anche a livello turistico.
un quotidiano esercizio spirituale da vivere seguendo lo                      una piccola commemorazione sulla diga, benedetta da padre
schema allegato alla lettera.                                              Saverio Shiju, parroco di Rocca sinibalda, ha preceduto la messa
   «Lo Spirito di Gesù – conclude il vescovo – ci aiuterà a                in ricordo e suffragio nella chiesa di Posticciola.
ritrovare le sorgenti della fede, spesso assillata dall’incredulità           un parco rinfresco, preparato dalle sapienti mani di elena,
e dalla contro-testimonianza; ci guiderà a ritrovare le ragioni            cuore e volto di Posticciola, ha concluso questa mattinata inusua-
dell’unità e ci invoglierà a prendere sul serio l’impegno di una           le. Durante il conviviale è stata consegnata dal presidente dell’as-
Chiesa che vive non per se stessa, ma per gli altri. Vieni, Santo          sociazione culturale Nuovo Turano, Marco Petrisanti, e dal
Spirito!»                                                                  vicepresidente, Claudio Cenciotti, una targa alla famiglia
                                                                           Patrizi di castel di Tora. un omaggio idealmente rivolto anche a
                                                                           tutti coloro che non sono stati presenti per l’occasione.

   aPPuNTaMeNTi

ConVegno DI greCCIo                                 LA FIgUrA DeLLA BeAtA CoLoMBA                  PASSeggIAtA eCoLogICA
si terrà il 6 e 7 maggio il XiV convegno di         Sabato 7 maggio alle ore 18, presso l’audi-    Domenica 8 maggio avrà luogo la tradi-
Greccio, promosso dal centro culturale              torium dei Poveri, si terrà un convegno        zionale escursione sul monte Tancia,
aracoeli e dalla Province romana e                  dedicato alla Beata colomba da Rieti in        organizzata da don Valerio shango, quale
abruzzese dei Frati Minori. l’edizione di           occasione del 515° anniversario della mor-     invito a una vita in armonia con la natura.
quest’anno è dedicata agli Itinerari                te. Nata nel 1467, infatti, angiolella         sarà un momento per riflettere sull’am-
francescani da Rieti a Roma.                        Guadagnoli morì il 20 maggio 1501.             biente alla luce della Laudato sì.

                                                                                                 .2718 05
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                                                                                          0 46.49 1217
                                                                                           07
    Via F.lli sebastiani, 215/217 - 02100 Rieti

Frontiera • anno XXXI n.18 • 6 maggio 2016                                                                                                  13
Editoriale

                                                                      Statistiche alla mano, i più colpiti da precarietà, disoccupazione e
                                                                      lavoro povero sono coloro che hanno tra i 25 e i 49 anni, ovvero la
                                                     lavoro           fascia che dovrebbe essere la più «produttiva» della popolazione
                                                                      attiva sul mercato del lavoro. Sarà ora di prendere sul serio la
                                                                      cosa e uscire finalmente da questa evidente contraddizione?

        di Carlo Cammoranesi

D
        alla fuga dei cervelli
        alla beffa di un lavoro
        promesso fino alla
“ciliegina” di una pensione
praticamente inesistente. Non
c’è pace per i nostri giovani.
Linea verde, sì… ma forse di
rabbia sul modello Hulk,
perché sembra difficile
ipotizzare un presente confor-
tevole e un futuro raggiante
per i figli degli anni ’80 o giù
di lì.
   La parola precario la stiamo

                                   Uscire dal limbo
declinando da anni. Uno
sconosciuto Antonio Incorva-
ia, laureato in architettura,
nell’ormai lontano 1996,

                                   della precarietà
ideava la famosa generazione
1000 euro e da dieci anni a
questa parte la giungla delle
possibilità andate in fumo è
rimasta tale, come i tentativi,
ritenuti giustamente propa-        «Le code di coloro che cercano il lavoro, che sono disoccupati, o
gandistici ed estemporanei, di
fornire una liana alle nuove
                                   che non sono mai stati occupati, continuano notevolmente»
leve. Presente plumbeo, ma         rilevava pochi giorni fa il cardinale Bagnasco. E le misure per
futuro forse più nero se si
prospetta la ricetta di una        correggere il tiro, specialmente tra i giovani, non funzionano
pensione da minimi storici.
   Cicalecci a parte, c’è anche    mondo ed estranei in casa          quelli che hanno realmente          occupabilità futura.
qualcuno che al governo ha         propria. Ed il secondo effetto è   sostenuto un colloquio con il          Solo uno sguardo sul
pensato di “raddoppiare” la        nell’esasperazione degli           centro per l’impiego di riferi-     portale del ministero: si va dal
speranza, ovvero sommare la        opposti, nel fascino degli         mento, sottoscrivendo un            maggiordomo al facchino, dal
rendita contributiva con un        estremismi. Una comunità           patto di servizio, aumentando       pizzaiolo al “manovale con
assegno sociale per tutti in       coesa, salda nei suoi principi,    quindi aspettative e “garan-        esperienza”. Tutti lavori più
modo da evitare un reddito         coltiva la moderazione e la        zie” di un futuro migliore.         che nobili, ma per i quali non
sotto la soglia della povertà.     mediazione degli interessi. In        Ma, come nella più quotata       si scorge l’esigenza di un
Fanta-previdenza? Può darsi,       caso contrario è solo un           tradizione russa con le famose      tirocinio al posto del vero
ma anche questo dà lo spunto       ammasso di egoismi fini a se       matrioske, anche qui dai            contratto, da tutti atteso.
all’opinione pubblica per          stessi, produce radicalità e       numeri più grandi si scende a          Ma guai a fare quel passo.
sciorinare il meglio del           populismi, premia gli istinti      quelli più piccoli, in un gioco     Inutile esaminare con la lente
proprio operato, con tavole di     peggiori.                          di evidente nascondimento.          d’ingrandimento il panorama
ogni forma geometrica per             In questo scenario i giovani    Secondo gli ultimi dati del         cupo che abbiamo sotto gli
disquisizioni sociologiche sui     faticano a individuare il bivio    ministero del Lavoro, le            occhi. Quel milione di giovani
giovani post-bamboccioni e         giusto e avvertono la noncu-       proposte concrete fatte agli        che si è iscritta al piano va
con il recupero di film e          ranza e il disimpegno di chi       iscritti ammontano a sole           sostenuto e accolto, non
romanzi spalmati a dovere sul      invece dovrebbe tendere loro       300mila, circa un terzo,            abbandonato alla rassegnazio-
tema d’emergenza. Uscire dal       una mano, perché, quando lo        gettando un’ombra oscura            ne. In più Garanzia giovani,
limbo della precarietà. Non è      fa, agisce in modo fallace e       sulle speranze andate in            fuori da ogni proclama o tweet
un caso che si parli a più voci    illusorio. Come nell’esperien-     frantumi degli altri 600mila        di giubilo, è un banco di prova
di un sensibile crollo delle       za di Garanzia giovani. A due      giovani.                            di quelle che saranno le nuove
evidenze, vale a dire della        anni dal varo, il programma           E cosa sarebbero queste          politiche attive e di ricolloca-
perdita della percezione del       europeo ha coinvolto in Italia     proposte concrete? Per lo più       zione promesse dal Jobs act,
reale che si pone come la cifra    quasi 900mila persone tra i 15     tirocini di dubbia valenza          finora rimaste sulla carta. I
saliente del nostro tempo.         e i 29 anni, con una spesa di      formativa, mentre i contratti       rallentamenti del processo di
Viviamo in una sorta di deriva     1,5 miliardi di euro. Eppure       di lavoro veri e propri sono        riforma rischiano davvero di
iper-individualista della socie-   un candidato su tre ha dovuto      poco più del 10 per cento. Non      condannarci a una perenne
tà, segnata dalla polverizza-      accontentarsi di una vaga          è che il piano europeo avesse       mancanza di garanzia. Tutti,
zione delle appartenenze           proposta di tirocinio, mentre      l’obiettivo di dare un lavoro       abbiamo bisogno di uscire da
civili, dalla liquefazione dei     appena uno su dieci ha trovato     stabile agli under 29, ma è         questa contraddizione, non
legami con due effetti. Da un      posto. Ma il dato si assottiglia   difficile supporre che la           solo i nostri cari under. Perché
lato le nuove solitudini:          se pensiamo che tra gli            qualità dei tirocini possa          prima o poi dovranno cresce-
legioni di connessi con tutto il   897mila giovani, sono 659mila      incidere seriamente sulla loro      re anche loro.

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isTiTuZioNi                                                               MoNs. PoMPili iN PRoViNcia

nUoVo PreFetto A rIetI: È VALter CrUDo                                    non CeDere ALLA rASSegnAZIone
                                                                          Per CogLIere nUoVe PoSSIBILItÀ

È                                                                         «P
      Valter Crudo il nuovo Prefetto di Rieti. subentra a Paolo                        ortare una presenza che è una forma di conoscen-
      giovanni grieco dopo diciassette mesi di partecipata                             za»: è questo lo spirito con cui nella tarda matti-
      reggenza da viceprefetto vicario. la scelta del Governo è                        nata del 27 aprile il vescovo Domenico ha fatto
arrivata dopo le ipotesi di accorpamento dell’ente con Viterbo. in        visita ai lavoratori della Provincia e al presidente giuseppe
qualche modo, dunque, essa rappresenta una buona notizia,                 rinaldi. «Siamo persone che vivono sullo stesso territorio e
anche letta dal punto di vista della Provincia, benché le funzioni        quindi mi pareva importante, anche se la Provincia sembra
dell’ente siano ancora da ridefinire. crudo, classe 1954, proviene        essere destinata a una forma di definitiva chiusura, che io
dalla Prefettura di Teramo, è sposato e ha due figli. laureato in         potessi avere l’opportunità di conoscere quelli che l’hanno
Giurisprudenza a la sapienza di Roma, è entrato nell’ammini-              vissuta in questi anni».
strazione dell’interno nel 1981.                                             una visita, quella di mons. Pompili, che arriva come segno
                                                                          di amicizia, ma che risuona anche come invito alla concre-
                                                                          tezza: «Le istituzioni – ha detto – cambiano, si trasformano,
                                                                          talora in meglio, talora in peggio. Nessuno di noi è così ingenuo
                                                                          da pensare che le cose possano rimanere immodificabili nei
                                                                          secoli. Anche questa Provincia fu l’effetto di una ridefinizione di
                                                                          territori e di spazi, non più di novanta anni fa. Le cose cambia-
                                                                          no, e se cambiano ci costringono anche a rimetterci in movi-
                                                                          mento».
                                                                             «È importante che ciascuno di voi, nel proprio ambito, non si
                                                                          senta un materiale di scarto rispetto a questa innovazione, ma
                                                                          qualcuno che è chiamato a ripensarsi in un contesto differen-
                                                                          te», ha esortato don Domenico. «In questo non siete soli.
                                                                          Chiunque oggi vive il mondo del lavoro sa che il rischio è anche
                                                                          più tragico. La possibilità di “perdere il posto” è dietro l’angolo.
                                                                          Nel vostro caso si tratta di vivere il lavoro in un altro contesto».
    LAVoro, Don VALerIo:                                                     un cambiamento che non è certamente esente da difficol-
    «rItroVAre IL SenSo DI UnItÀ»                                         tà: «Sul piano teorico siamo tutti d’accordo che, in un mondo in
                                                                          rapido cambiamento, c’è anche bisogno di nuovi assetti, ma la

    I
        n occasione della ricorrenza del Primo Maggio, l’ufficio          ridefinizione dei compiti e del lavoro ha certamente un suo peso
        Problemi sociali e lavoro della diocesi di Rieti ha invitato      anche nella vita quotidiana e familiare». Non solo: «Quando poi
        i lavoratori, i sindacati, i datori di lavoro e le associazioni   si arriva alla fase operativa e occorre andare al sodo, non si
    di categoria, a sentirsi uniti dalla festa del lavoro. un invito      fanno molte distinzioni e si rischia di buttare con l’acqua sporca
    esteso anche ai disoccupati, ai quali ha rivolto auguri di            anche il bambino».
    speranza, di pace e soprattutto di fiducia nel Dio che guida la          «Il bambino – ha spiegato il vescovo – nello specifico dell’isti-
    storia dell’umanità.                                                  tuzione Provincia era la prossimità al territorio, la possibilità di
       «Siamo consapevoli della difficoltà del momento», spiega don       stare accanto. Tanto più si accentra, tanto più questa vicinanza
    Valerio Shango, direttore dell’ufficio pastorale. «Nella nostra       rischia di essere una possibilità solo teorica. Da questo punto di
    città continua a crescere il numero delle persone impaurite           vista penso che bisognerà trovare forme diverse per assicurare
    dalla prospettiva di perdere o non trovare lavoro. In tanti           quello che voi garantivate».
    paiono rassegnati all’idea che nulla sia più come è stato finora:        in particolare mons. Pompili ha fatto riferimento alle tante
    dignità, diritti, salute finiscono così in secondo piano».            funzioni svolte dalla Provincia nel campo della scuola,
       «Ma proprio per questo – aggiunge il sacerdote – dobbiamo          dell’ambiente e della viabilità. ambiti rispetto ai quali il
    ricordare che il lavoro dà dignità alle donne e agli uomini. Chi      vescovo ha esortato i dipendenti dell’ente a «non vivere
    ha il lavoro lo rispetti svolgendolo sempre con diligenza, come       questo momento di passaggio come una condizione da accani-
    servizio da rendere al prossimo; chi dà il lavoro tenga sempre        mento terapeutico, quasi foste qui con la respirazione artificia-
    presente che il giusto profitto non deve mai andare a discapito       le», invitando i lavoratori a «fare il possibile per orientare e
    delle persone; chi ha perso il lavoro o lo sta cercando non           salvare il servizio al cittadino con una prospettiva vitale e non
    rinunci alla speranza e al coraggio. Puntando tutti insieme e         di rassegnazione a qualcosa che è semplicemente scomparso».
    con serietà sulla collaborazione, la solidarietà e il senso di           al termine dell’incontro, don Domenico non ha mancato di
    comunità, la precarietà di questo periodo storico verrà supera-       salutare personalmente ciascuno, per poi completare la
    ta».                                                                  visita accompagnato dal presidente Rinaldi.

Frontiera • anno XXXI n.18 • 6 maggio 2016                                                                                                 15
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