TERRI BOEMI LA TV IN CALABRIA IN NOME DEL PADRE - Domenica - Calabria.Live

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TERRI BOEMI LA TV IN CALABRIA IN NOME DEL PADRE - Domenica - Calabria.Live
N. 10 - ANNO VI
                                                  DOMENICA 6 MARZO 2022
                                             MAGAZINE SETTIMANALE DI CALABRIA.LIVE
                                              IL QUOTIDIANO DEI CALABRESI NEL MONDO
                                                   FONDATO E DIRETTO DA SANTO STRATI

 Domenica
    IL SETTIMANALE DEI CALABRESI NEL MONDO

TERRI BOEMI
LA TV IN CALABRIA
IN NOME DEL PADRE
di PINO NANO
TERRI BOEMI LA TV IN CALABRIA IN NOME DEL PADRE - Domenica - Calabria.Live
COVER STORY

                              Terri Boemi
                              Nel nome
                              del padre
                              Il ricordo                                           AURELIO MISITI
                              di una tv                              L'autostrada Taranto-Reggio
                              che fece epoca                          si può fare con soldi privati
                              di Pino Nano                                             di Francesco Rao

In questo numero
                                          L'OPINIONE
                                          Serve una delega                           Parliamo di 'nduja
                                          al Mare e Portualità                       Ma come si scrive?
Se l'uomo è forte                         di Emilio Errigo                         di Antonio Romano
la donna
è fortissima
di Giusy Staropoli Calafati                      NEXTELLING
                                                                                              Dulcis in Fiore
                                                                                              Alla riscoperta
                    UNIVERSITÀ                                                                dei dolci
                    DELLA CALABRIA                                                            sapori
                    Quella visita di                                                          della Calabria
                    quarant'anni fa                                                           a cura di
                    di Sandro Pertini                                                         Mauro Alvisi
                    di Franco                                                                 e Antonietta
                    Bartucci                                                                  Malito

                                10/2022
                                                  Supplemento settimanale del quotidiano – Roc n. 33726 - ISSN 2611-8963

   Domenica
                                                     Reg. Trib. Cz 4/2016 direttore responsabile: Santo Strati
                                                            calabria.live.news@gmail.com
                                  6 marzo 2022                 whatsapp: +39 339 4954175
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Domenica
                                            6 marzo 2022 • www.calabria.live
                                        il magazine del quotidiano dei calabresi nel mondo

U
           na nuova autostrada, joni-
           ca, con un tracciato auto-
           nomo che si affianchi alla
           "maledetta" 106, ma senza
nuove spese per lo Stato: è l'ambi-
zioso progetto che sarà presentato il
26 marzo 2022 a Roccella Jonica. Da
20 anni Aurelio Misiti – ingegnere,
docente universitario e politico, già
Presidente del Consiglio Superiore
dei Lavori Pubblici e sottosegretario
e viceministro nel Berlusconi IV e as-
sessore in Regione con Chiaravalloti
– pone molta attenzione allo sviluppo
della Calabria. In tal senso, le infra-
strutture rappresentano una priorità
alla quale non è più possibile dero-
gare. La Strada Statale 106 si pone al
centro degli studi compiuti nel tempo
dallo stesso Misiti il quale afferma:
«i tempi sono maturi per realizzare
una grande opera che deve segnare
il superamento dell’assistenzialismo
al Sud. Il Governo vuole il partena-
riato pubblico-privato e noi faremo
proprio questo. Porterò a Roccella i
rappresentanti dei privati, che con-
fermeranno la nostra linea».
    – On.le Misiti, la Calabria,
    contrariamente al passato,
    grazie ai fondi del PNRR ed
    a tutte le altre opportunità
    riconducibili ad altri fondi
    europei e nazionali, potreb-
    be ampiamente ridurre quel

                                             AURELIO MISITI
    divario strutturale che nel
    tempo è stato anche causa di
    un mancato sviluppo socio-
    economico. Parlandone con

                                              L'autostrada jonica
    Lei, dal Suo autorevole punto
    di vista, potrebbe indicarci
    qualche anticipazione sull’i-
    niziativa che intende pro-

                                               si può realizzare
    muovere a Roccella Jonica
    prossimamente?
«In questo momento, l’Europa ha
previsto per l'Italia un finanziamen-

                                              con risorse private
to che al di sopra di tutti gli altri fi-
nanziamenti per gli altri 26 membri
della Comunità Europea. L'Europa
ha scelto di superare il gap tra il Mez-
zogiorno e il resto del Paese che sta
                                                                                 di FRANCESCO RAO
                 ▶▶▶

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Domenica
                                                 6 marzo 2022 • www.calabria.live
                                             il magazine del quotidiano dei calabresi nel mondo

▶▶▶             Aurelio Misiti / Francesco Rao    nali, ma questa visione dei lotti fun-          le strade che riguardano la Sicilia,
                                                  zionali era sbagliata, ed è sbagliato           mi riferisco alla Catania-Palermo e
divenendo un handicap non solo per                continuare a praticarne il metodo.              Trapani-Castelvetrano, che sono sta-
l'Italia ma per l'intero continente.              Tant'è vero che in circa quarant’an-            ti finanziati a fondo perduto e sono le
Questo fatto però provoca qualche                 ni di investimenti per lotti funzionali         uniche grandi autostrade che vengo-
ostacolo nella nostra incapacità tesa             per la 106 si sono realizzati da 50 a 60        no finanziate dal Ministero del Teso-
ad utilizzare tutti i fondi messi a di-           km di nuova superstrada. Fatto che ho           ro e non realizzate attraverso il paga-
sposizione.                                       sempre osteggiato in quanto sosten-             mento del pedaggio degli utenti. In tal
«Per il sistema stradale si punta alla            go l’idea tesa alla realizzazione di una        senso, il pensionato di Cuneo pur non
soluzione antica dei vari lotti fun-              nuova autostrada Taranto-Reggio                 percorrendo l’arteria stradale, paga
zionali e quindi, a un certo punto                Calabria. Fatto dimostrato anche suc-           la Salerno-Reggio Calabria. Sfruttan-
le opere vengono interrotte perché                cessivamente. Nel 2007, in Calabria             do questo fatto, ritengo che sia giusto
finiscono i finanziamenti. In tal sen-            Autonomie, c'è il progetto dell'auto-           trasformare il finanziamento a fon-
so, ricordiamo che i finanziamenti                strada jonica E 90, da me firmato, in           do perduto in investimento produt-
pubblici finalizzati per risolvere i              cui è evidente l’indirizzo nuovo che io         tivo. Durante i lavori saranno svolti
problemi dei grandi assi autostradali             ho cercato di dare, certamente ricor-           pubblicamente a Roccella Jonica
meridionali sono limitati. Per affron-            rendo anche a finanziamenti privati.            spiegherò esattamente come è pos-
tare in modo organico tali circostan-             La progettazione deve essere di una             sibile realizzare tutto questo e anche
ze, offrendo una soluzione che po-                nuova Autostrada jonica, con un trac-           recuperare la parte dello Stato anche
trebbe risolvere gli annosi problemi
e i ritardi, bisognerebbe intervenire
per far sì che oltre ai fondi dello Sta-
to ci possano essere fondi dei privati.
Si consideri che il 29 luglio del 2002,
con l’accordo di programma per il si-
stema delle infrastrutture di traspor-
to, promosso dalla Regione Calabria
e divenuto poi una intesa generale
quadro tra la stessa Regione Calabria
e il Governo di allora, si era stabilito
di realizzare la Strada Statale 106 ri-
correndo anche a fondi privati. Sono
stato io a scrivere quell’intesa gene-
rale e il relativo accordo di program-
ma per il sistema delle infrastrutture
di trasporto. Ora è evidente che allora
si erano previsti fondi tutti pubblici e          ciato autonomo, senza limitarsi ad un           i fondi investiti sia in Calabria che in
si era un po’ scettici che i privati po-          puro e semplice ammodernamento                  Sicilia».
tessero intervenire con loro finan-               dell'attuale Strada Statale 106. Que-               – Per quanto riguarda l’elet-
ziamenti. Tuttavia, ci siamo messi                sta soluzione è illustrata nel suddetto             trificazione e la creazione
all'opera e in quel momento avevamo               progetto realizzabile con fondi del-                del doppio binario ferrovia-
trovato un modo per poter utilizzare              lo Stato e fondi dei privati. Dall’idea             rio, sempre sulla linea joni-
oltre ai fondi pubblici che erano già             progettuale illustrata nel 2007, nella              ca, volendo essere realisti,
stati finanziati, ma che erano pochi,             quale proponevo una soluzione per                   quali margini di possibilità
in altri termini non bastavano se non             la 106, oggi è mia intenzione esporre               potrebbero esserci per indur-
per 1/3 nel finanziamento della E 90              al Governo e al Presidente della Re-                re RFI a progettare, ottenere
ex 106, quindi era necessario trovare             gione Calabria una progettualità tesa               i finanziamenti e realizzare
finanziamenti privati che potessero               ad affrontare e superare l’annosa                   l’opera?
coprire il resto dell'investimento che            questione. Per questo motivo voglio
ammontava in tutto tra i 9 e 10 miliar-           realizzare un incontro operativo a              «Guardi, l'occasione il poter realizza-
di di euro. Questa intesa istituzionale           Roccella Jonica per illustrare quan-            re la 106 nuova, cioè l’ex E90, in un
non si è realizzata in tutto.                     to si può fare oggi per trasformare             decennio piuttosto che in 250 anni, si
«È chiaro, con la Legge Obiettivo si              il finanziamento a fondo perduto sia
sono realizzati un paio di lotti funzio-          della Salerno Reggio Calabria sia del-                          ▶▶▶

                                                                       4
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Domenica
                                                 6 marzo 2022 • www.calabria.live
                                             il magazine del quotidiano dei calabresi nel mondo

▶▶▶             Aurelio Misiti / Francesco Rao    la Calabria e rendendo le 33 Stazioni           storia del prossimo secolo ma solo
                                                  rifugi per i ciclisti e in prospettiva si       se l'Italia supera questo gap perché
rende anche possibile la elettrifica-             possono realizzare delle cose mera-             l'Italia è la palla al piede e continuerà
zione della linea jonica Taranto-Reg-             vigliose per guardare al futuro. Il fu-         ad essere come lo è stato nel secolo
gio Calabria. Ma non ricorrendo al                turo non può essere come il passato.            passato.
raddoppio nell'attuale linea jonica.              La vecchia linea jonica e la vecchia            «Noi dobbiamo avere la capacità di
Quella deve essere abbandonata. Oc-               106, ricordano 150 anni di storia del           superare questa visione assistenziale
corre realizzare la linea ferroviaria             passato. Oggi dobbiamo guardare ai              del Mezzogiorno ed essere protagoni-
parallelamente alla nuova autostra-               prossimi cento anni del futuro delle            sti proprio della unificazione econo-
da 106, evitando di pagare espropri               nuove generazioni e senza commette-             mica e intellettuale con l'Africa, per-
e quant'altro in quanto si dovrà pro-             re gli errori che in passato sono stati         ché l'Europa e l'Africa non possono
cedere alla costruzione degli stessi in           commessi, magari pensando di poter              non essere niente nel prossimo seco-
parallelo. Tenendo presente che oggi              dividere l'Italia. Adesso occorre unifi-        lo. Ritornando alla domanda, noi dob-
non c'è più necessità di elettrificare            care l’Italia. Tutto ciò, con molta fran-       biamo fare sullo Jonio un'autostrada
con i pali e portare l'energia elettrica          chezza, dovrà significare che il citta-         con le stesse caratteristiche della
dalle grandi centrali - sperando che il           dino calabrese deve sentirsi uguale             autostrada Salerno-Reggio Calabria,
                                                                                                  in più dobbiamo realizzare il doppio
                                                                                                  binario al di sopra dei 30 e più paesi
                                                                                                  che si affacciano sullo Jonio, autentici
                                                                                                  gioielli da utilizzare per il rilancio del
                                                                                                  turismo e per lo sviluppo economico
                                                                                                  delle aree interne potendo contare
                                                                                                  sul ruolo strategico assunto dalle tra-
                                                                                                  sversali, già previste dal 2002. Oggi,
                                                                                                  alcune di esse possono essere miglio-
                                                                                                  rate altre si devono fare ex novo.
                                                                                                  «Io credo che sia il momento giusto
                                                                                                  per le trasversali stradali, per l’auto-
                                                                                                  strada jonica e per le ferrovie con l'e-
                                                                                                  lettrificazione moderna ad idrogeno:
                                                                                                  possiamo realizzare in Calabria ciò
                                                                                                  che non avremmo potuto realizzare
futuro dopo la guerra ci riporti anche            al cittadino lombardo o veneto, deve            in altre regioni. In effetti, l'obietti-
al recente passato - ma noi possia-               avere gli stessi diritti ma anche gli           vo di ottenere finanziamenti privati
mo ritenere possibile elettrificare la            stessi doveri. Se i lombardi pagano le          per la realizzazione dell’autostrada
linea jonica, ossia una linea nuova,              autostrade, i calabresi alla fine lo de-        è fattibile, mentre oggettivamente le
parallela alla nuova 106 a doppio bi-             vono fare pure. È necessario che sia            ferrovie sono state finanziate diret-
nario, con l'energia elettrica prodotta           nei diritti sia nei doveri i meridionali        tamente dallo Stato. Questo bisogna
all'interno del treno attraverso l'uso            siano uguali ai settentrionali, altri-          fare per non guardare indietro ma
del combustibile idrogeno. Questa                 menti il divario non si può superare.           guardare in avanti e realizzare quel
tecnologia, già praticata in ambito               Se i Meridionali aspettano la manna             partenariato pubblico-privato che è
spaziale ci consentirà di realizzare              che viene dal cielo, non riusciranno            possibile oggi proprio perché abbia-
l'energia elettrica necessaria per                mai a superare questo gap. Il divario           mo la Salerno-Reggio Calabria che è
mettere in moto i treni sulla tratta              si supera prendendo coscienza che i             produttrice di guadagni e risparmi
Taranto-Reggio Calabria e viceversa.              meridionali possono fare nel loro ter-          per lo Stato. Avendo una visione geopo-
Quindi, niente elettrificazione come              ritorio tutto quello che fanno quando           litica proiettata a prossimi cento anni,
in passato. Le spiagge devono essere              trasmigrano al Nord oppure nelle al-            ed operando per promuovere la pace,
liberate, le ricerche archeologiche               tre regioni d'Europa. Quindi, io riten-         sarà possibile creare anche in Calabria
vanno continuate. La vecchia linea                go che si debba dare una svolta pro-            uno sviluppo più moderno». 
jonica potrà essere utilizzata dalla              prio perché l'Europa ha riconosciuto
Regione come ritiene più opportu-                 che questo è uno dei danni maggiori                (Francesco Rao è un sociologo che vive
no. Si potrebbero coprire i binari e              alla visione europea unitaria che può              a Cittanova. È presidente del Diparti-
                                                                                                     mento Calabria dell'Associazione Na-
realizzare una grande pista ciclabile,            portare a questo Continente ad es-                 zionale Sociologi)
capace di unire da una parte all'altra            sere uno dei Continenti guida della

                                                                       5
TERRI BOEMI LA TV IN CALABRIA IN NOME DEL PADRE - Domenica - Calabria.Live
Domenica
                                           6 marzo 2022 • www.calabria.live
                                       il magazine del quotidiano dei calabresi nel mondo

         OPINIONE DEL GENERALE GDF EMILIO ERRIGO / PER LE FUNZIONI AMMINISTRATIVE

N
            on si ritiene di commet-
            tere alcun errore di valu-
            tazione strategica ed eco-
            nomica, se si partecipa al
nostro caro Presidente della Regione
Calabria, on. Roberto Occhiuto, una
opinione personale finalizzata a pro-
porre al Presidente dei Calabresi nel
Mondo, di valutare favorevolmente
l'avvertita necessità, di conferire una
Delega politica, a favore della cresci-
ta economica del "Mare, della Por-
tualità, valorizzazione delle meravi-
gliose Coste della Regione Calabria" .
Attendere ancora, per quale plausi-
bile, giustificata e convincente ragio-
ne? La bella e fascinosa Regione Ca-
labria, posizionata geograficamente
al centro del Mar Mediterraneo, cir-
condata da due importanti mari na-
zionali, il Mar Tirreno e il Mare Ionio,
con circa 800 Km, di "coste pregiate",
definite dal Diritto Internazionale del
Mare, "Linee di Base normali", per
differenziarli dalle "Linee di Base
rette", oltre 30 Porti Commerciali
e Turistici, tante baie, approdi con
buoni fondali, moltissime insenature
naturali, Golfi da vivere, Rade sicu-
re, dei quali porti, uno tra questi, tra
i più importanti in Europa, ritenuto
giuridicamente idoneo per favori-
re l'ormeggio in sicurezza, a ciglio
banchina e alla fonda, di Navi Com-
merciali tra le più grandi al mondo
fino ad oggi costruite, si parla del
mega Porto Calabrese di Gioia Tauro.
                                            VALORIZZAZIONE DELLE COSTE

                                            Perchè è necessaria
Numerosi sono i porti della Cala-
bria, con elevata "Capacità Ricetti-
va", idonei e da perfezionare, per
accogliere Navi da Crociera, Navi

                                            la delega regionale
RO-RO e RO-PAX, (Porti di Vibo
Marina, Villa San Giovanni, Reg-
gio Calabria, Saline Ioniche (non
appena sarà al più presto, dragato

                                            su Mare e Portualità
e riaperto al traffico navale), Cro-
tone, Vecchio e Nuovo, Corigliano).
Si intende scrivere e attirare l'atten-
zione, con animo propositivo da Ca-
                                                                                 di EMILIO ERRIGO
                ▶▶▶

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TERRI BOEMI LA TV IN CALABRIA IN NOME DEL PADRE - Domenica - Calabria.Live
Domenica
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▶▶▶                    Mare / Emilio Errigo    si a reddito regionale e nazionale.             del Mare 2021, il Rapporto Statistico
                                               La Delega al Mare, Portualità e alle            Nazionale sul Diporto Nautico 2021,
labrese nel cuore, su alcune straor-           Coste per la Regione Calabria, signi-           le Relazioni Annuali sulle Autorità
dinaria potenzialità economiche non            fica dare il via e l'avanti tutta, agli         di Sistema Portuali 2019/2020/2021.
ancora espresse pienamente, utili              investimenti regionali, nazionali ed            La Calabria e i Calabresi, per vince-
per generare e moltiplicare in valo-           esteri, creando attrattività di attivi-         re ogni resistenza al cambiamento
re economico e conseguentemente                tà economiche ad altissimo valore               e credere che un presente e futu-
in valore occupazionale, tutte attività        aggiunto, da localizzare sia all'inter-         ro, economicamente e civilmente
marittime, portuali e turistiche co-           no della costituita "Zona Economica             migliore è possibile, hanno biso-
stiere, presenti e future, incremen-           Speciale (ZES)", (previste per atte-            gno di essere incoraggiati, soste-
tando il reddito pro capite (tra i più         nuare le conseguenze negative del-              nuti, amati e accompagnati, pas-
bassi tra i cittadini dei 27 paesi mem-        la crisi economica del Sud Italia, dal          so dopo passo, in fede e diritto.
bri dell'Unione Europea) e l'occupa-           Decreto legge 20 giugno 2017 n.91,              Così procedendo e agendo, in e per
zione specializzata, in ogni segmento          convertito con modificazione, dalla             la Calabria e i Calabresi, si potranno
di filiera dell' Economia Marittima            legge 3 agosto 2017, n.123 e istitui-           dare concreta e produttiva attuazio-
(Blue e Green Economy ) in Calabria.           te con DPCM 28 maggio 2018) che                 ne ai principi e valori costituzionali,

Senza attendere e pensare a quando e           all'interno della "nuova vasta area             dell'ambiente, per il bene, la sana
se mai arriveranno, l'alta e altissima         economica marittima della Calabria",            e lunga vita, delle presenti e future
velocità, terrestre, ferroviaria, marit-       rappresentata dalla "Zona Economi-              generazioni, degli ecosistemi terre-
tima e aerea, si segua senza indugio la        ca Esclusiva Italiana (ZEE)", la cui            stri, marittimi, portuali e costieri, a
via amministrativa della Delega am-            istituzione è stata autorizzata con             favore dell'iniziativa economica pri-
ministrativa di attribuzioni e funzioni.       legge n. 91 del 14 giugno 2021, alla cui        vata libera , rispettosa della salute e
Si ritiene che occorra costituire al più       istituzione formale ai fini della Con-          dell'ambiente, degli esseri viventi, in
presto possibile, una struttura politi-        venzione Internazionale delle Nazio-            conformità ai nuovi commi aggiunti
co-amministrativa regionale dedicata           ni Unite sul Diritto del Mare (Monte-           e modifiche, apportate agli articoli
alla valorizzazione delle risorse natu-        go Bay 10 dicembre 1982- ratificata e           9 e 41 della nostra Costituzione. 
rali presenti e strettamente intercon-         resa esecutiva in Italia, con legge 2
nesse economimente al mare, alla               dicembre 1994, n.689), in attesa del               [Emilio Errigo è nato in Calabria, già
portualità e alle coste della Regione.         Decreto del Presidente della Repub-                Commissario Straordinario di Gover-
                                                                                                  no dell'Autorità di Sistema Portuale
La Calabria, si è convinti nel ritenere,       blica di attuazione e proclamazione.               del Mare della Sicilia Orientale, Do-
che detiene molti potenziali econo-            Invito i lettori e sostenitori di Cala-            cente Universitario titolare di: "Diritto
mici nazionali, europei e internazio-          bria.Live, di consultare sul web, il IX            Internazionale e del Mare" e di "Mana-
nali, ancora non interamente mes-              Rapporto Nazionale sull'Economia                   gement delle Attività Portuali"].

                                                                    7
TERRI BOEMI LA TV IN CALABRIA IN NOME DEL PADRE - Domenica - Calabria.Live
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L
         ’uomo è forte”. Con questa        Tutti casi in cui con la parola ‘uomo’,         nelle sue gioie e nelle sue peripezie.
         espressione potremmo ben          banalmente nome comune di perso-                Finanche il Creatore avverte, dun-
         cominciare il racconto del-       na, viene indicato l’individuo di sesso         que, la priorità di dare all’uomo una
         la genesi del genere uma-         maschile della specie umana. Nessu-             compagna. Mettergli accanto un al-
no. Parafrasando una delle più belle       no, a ritroso nella storia, ha mai avuto        tro essere vivente di sesso opposto al
opere di Corrado Alvaro, dove però,        il coraggio di dire che l’uomo è forte          suo. E quindi completare la sua esi-
la forza del genio maschile è frutto       grazie alla donna che sin dalla gene-           stenza.
dell’ostinazione e della resistenza        si gli è stata posta accanto. E che la          Dio avrebbe potuto fare la donna allo
umana in generale, e non della forza       forza che esso, a tutt’oggi dispone, e          stesso modo di come aveva fatto l’uo-

Se “l'uomo
					è forte”
			 la donna
è “fortissima”
                   di GIUSY STAROPOLI CALAFATI

in quanto mezzo che consente di svol-      che da essa gli proviene, è la sola in          mo. Con lo stesso criterio e lo stesso
gere una certa azione, a un determi-       grado di modificare lo stato di quiete          mistero. Invece no. È da una costola
nato elemento, di un certo sesso.          o di moto che lo interessano, e si chia-        di lui che plasma lei. E le dà vigore, e
‘L’uomo è forte’, è un’espressione         ma amore. O meglio ancora, dicasi               le concede bellezza. Mettendola in ri-
antica e al contempo fortissima, che       più precisamente: individuo di sesso            salto sopra ogni cosa, all’interno del
sentivo ripetere spesso a mia nonna        femminile della specie umana. Che               creato. Ma l’uomo, sempre così trop-
quando ero bambina, nei racconti           sia essa sua madre o la sua amata.              po autoritario ed ossessivo nel sen-
della sua giovinezza, nei tracciati che    Dunque, l’uomo è forte, tradotto nel-           tirsi ‘il primate’ tra i viventi, di questa
faceva delle guerre                                         la pratica quotidiana          identità che Dio concede, non come
in cui l’uomo ave-                                          della sopravvivenza            grazia ma naturale dono, alla donna,
va sofferto, ma che                                         della specie, significa        arriverà a vendicarsi crudelmente di
grazie alla sua forza                                       che “la donna è for-           lei. Tanto che aver dato per ella la sua
aveva superato. Lo                                          tissima”. Secondo la           costola, diverrà un fatto talmente di-
sentii ribadire poi                                         più antica delle leg-          stante, passato e sconclusionato, che
anche a mia madre,                                          gende bibliche, Dio            della donna ne farà oggetto di bordel-
quando per esempio                                          si servì della costola         lo.
vi fu il primo sbarco                                       dell’uomo per creare           Passata la creazione, l’uomo, oramai
sulla luna. ‘L’uomo                                         la donna. Una figura           in possesso delle sue piene virtù, fi-
è forte’, disse a gran                                      emergente destinata
voce.                                                       ad accompagnarlo                                ▶▶▶

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TERRI BOEMI LA TV IN CALABRIA IN NOME DEL PADRE - Domenica - Calabria.Live
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▶▶▶           Donna / Giusy Staropoli Calafati    da loro, ho preso coscienza che la no-          domestico. Ma non aveva realizzato
                                                  stra posizione andava difesa. Che non           null’altro. I sogni erano impediti a
gura indipendente dall’opera del Cre-             era una squalifica essere nate donne,           quelle come lei.
atore, rompe e corrompe, con precise              ma una condizione che aveva tutte le            L’emancipazione femminile la consi-
sciabole comportamentali, il mondo                ragioni per metterci in discussione.            derava una frottola di quattro sposta-
in cui opera, allestendolo di contro-             Mia nonna aveva lavorato come un                te rivoluzionarie. Ella il coraggio del-
figure. E di quella creatura così bella           mulo, altro che uomini. Le mani le              la rivoluzione non l’aveva mai avuto.
e così audace, irresistibilmente attra-           aveva aperte, spaccate per la fatica            Infatti morì con i piedi scavati nella
ente, che avrebbe dovuto sotto il suo             che avevano sopportato, e davanti               terra. Con il voto dell’obbedienza a
braccio essere protetta, se ne appro-
fitta. Ne abusa e la usa. Se ne serve e
la sfrutta. La impiega e la comanda.
La costringe a soggiacere a lui, ar-
rendevolmente. La donna diventa im-
provvisamente un anello fragile della
catena, e limita la sua presenza nella
società a quel po’ di chiaranza in cui
riesce ancora a vedersi viva.
I ritratti che incorniciano le varie
epoche storiche compiute e vissu-
te dall’uomo, non mutano mai più la
condizione della donna, anzi, la con-
finano in spazi sempre troppo picco-
li, mai abbastanza ampi, e per nulla
capienti. Come in una noce. Essa di-
venta una, nessuna e centomila. Vitti-
ma di una crisi identitaria in cui, pur
rimando essa stessa l’unica figura
della famiglia in cui accresce la fede,
soggiace al volere del maschio, nel-
la misura di padre e di padrone. Un
destino alieno nelle cui membra im-
perfette le donne si scoprono mano
mano perfettissime, e oltre il quale,
rianimarsi diventa una scelta e un
atto di coraggio.
Guardando mia nonna, ho sempre
pensato che senza di lei, il nonno non
valesse nulla. Un uomo bastardo e
irregolare come tutti. Il valore di lui,
era dato dalla forza di lei. Un teorema
che conferma la precisa meccanica
della vita. Ricompone il quadro origi-
nale del Creatore.
Osservando mio padre, ho sempre
sostenuto che i suoi successi portava-
no, e per esteso, il nome di mia ma-
dre. La sua audacia, la sua profonda              alla quale non si erano mai ritratte.           Dio e all’uomo che aveva sposato.
ribellione, il senso altissimo dell’ono-          Eppure la sua bocca non aveva mai               Mia madre ha rinunciato a sentirsi
re che ella, per pudore, responsabili-            osato parlare. Controbattere. Mai               donna parecchie volte. Quando an-
tà e morale, non aveva mai tradito.               neppure un lamento. Solo e sempre               cora ragazzina mio padre la portò
Da mia nonna e da mia madre, ho ca-               muta sopportazione. Era stata una               via con lui e dovette lasciare la scuo-
pito quanto era valso essere nata don-            brava madre, mia nonna. Una perfet-
na anch’io. Ma al contempo, e sempre              ta moglie, un vero angelo del focolare                          ▶▶▶

                                                                       9
TERRI BOEMI LA TV IN CALABRIA IN NOME DEL PADRE - Domenica - Calabria.Live
Domenica
                                                 6 marzo 2022 • www.calabria.live
                                             il magazine del quotidiano dei calabresi nel mondo

▶▶▶           Donna / Giusy Staropoli Calafati

la. Che al primo anno di Segretario
d’azienda, aveva già concluso la sua
istruzione. Quando le offrirono il po-
sto come segretaria nella scuola del
paese, e mio padre rifiutò per lei.
Mia madre però, non ha mai pensato
di dover morire con i piedi nella ter-
ra come la nonna. Anzi, quella morte
così indegna, si era giurata di doverla
riscattare. E così un pizzico di quella
emancipazione farlocca, davanti alla
quale la nonna, ignorando il suo ruolo
reale, l’aveva sempre messa in guar-
dia, lei la mise in atto sul serio. Prese
la patente prestissimo, mia madre. E
soprattutto acquisì la sua autonomia.
Certo, era ancora tanta la strada da
fare, ma le donne, in Italia, a partire           Un retaggio antico ma di cui vittima è          uomo, il vero protagonista della sto-
dal 46, avevano fatto grandi passi in             fondamentalmente l’uomo che, com-               ria dell’umanità?
avanti. Da semplici individui di sesso            plessato per natura, sfoga su di essa           Sul palcoscenico c’è solo e sempre
femminile, erano diventate donne.                 le sue frustrazioni. I complessi atroci         Maria. Ella comincia ed ella finisce.
Con una identità, e una precisa per-              dell’inferiorità, di una forza sovru-           Da lei tutto parte e a lei tutto torna.
sonalità. Lavoratrici riconosciute con            mana che la donna ha ma l’uomo non              L’angelo andò da lei; Ella concepì per
i propri nomi e cognomi. Donne ap-                riesce a fronteggiare.                          opera dello Spirito Santo; a lei una
prezzate e ammirate. Contemporane-                La donna resta, infatti, il principio as-       spada trafiggerà l’anima.
amente simbolo del focolare domesti-              soluto di ogni cosa. Contro ogni ostili-        La verità è che la donna è l’unica vera
co e madrine del grande progresso.                tà, essa è il battesimo e l’iniziazione.        generatrice del mistero. La donna è
La donna esce dalla sua noce scura,               La concezione è tutta raccolta dentro           la radice. E alla radice non si fa torto.
con gradualità. Poco alla volta con-              al suo grembo. E fonda la terra e ga-           Se si maltratta la radice, l'albero muo-
quista la sua indipendenza. Senza                 rantisce la vita.                               re. E se muore l'albero nessun fiore
però, mai riuscire del tutto, a porre             Si pensi alla madre di Gesù. Davvero            farà il frutto che darà il seme per far
fine alle annose differenze di genere.            è credibile che sia il Cristo, in quanto        crescere l'albero per fare il tavolo at-
                                                                                                  torno al quale radunare chiunque. La
                                                                                                  famiglia, le grandi nazioni, i potenti
                                                                                                  del mondo, il mondo intero.
                                                                                                  E’ questione di attenzione e di sensi-
                                                                                                  bilità. Di analisi di pensiero.
                                                                                                  La donna senza l’uomo non può esi-
                                                                                                  stere. Ma laddove l’uomo è l’idea,
                                                                                                  ecco che la donna diventa progetto. E
                                                                                                  la contemplazione di entrambi dona
                                                                                                  vero compiacimento. C’è un coman-
                                                                                                  damento che Dio dona all’uomo sin
                                                                                                  dalla sua creazione. “La tua libertà”,
                                                                                                  gli dice il Signore, “finisce dove inco-
                                                                                                  mincia quella della tua donna. Va e
                                                                                                  non sbagliare”.
                                                                                                  Nessuno lo scrive mai, nessun uomo
                                                                                                  lo cita. Ma basta ricordarsi che ogni
                                                                                                  cosa ha le sue regole da rispettare.
                                                                                                  Anche la vita. Che è straordinaria-
                                                                                                  mente donna. 

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         STORIA DI COPERTINA / L'AVVENTURA TELEVISIVA DI UNA BRAVA GIORNALISTA CALABRESE

      “…Ci parlavamo senza parlare.
      Era il nostro codice segreto, il
      nostro linguaggio dei segni, si-
      mile a quello dei sordi. Eppure,
      io e te, sordi non eravamo. Taci-
      tamente, ci adeguammo a circo-
      stanze non del tutto fortuite, ma
      rispetto alle quali il tempo ci
      colse impreparati. Tu non par-
      lavi, non chiarivi. Tu come me
      evitavi lo scontro, evitavi il con-
      fronto. Fondendo e confonden-
      do rimescolavi le acque, schi-
      vavi il colpo, aggiravi l’ostacolo,
      come lo struzzo nascondevi la
      testa. Ed io ti assecondavo pur
      di mantenere teso quel filo sot-
      tile che ancora ci univa...”.

Q
              uarant'anni fa, primi
              mesi del 1982, sulle reti
              di Telespazio Calabria,
              rigorosamente in diret-
              ta e puntualmente ogni
giorno dalle 15 alle 19, dagli studi te-
levisivi di Catanzaro, che allora era-
no alloggiati in uno stabile appena
dietro l’Arcivescovado, in fondo alla
scala che portava a Via De Filippis, va

                                               TERRI BOEMI
in onda la prima puntata di Filo Di-
retto, un programma che rivoluziona
l’informazione televisiva regionale e
che vede protagonista un uomo che
prima d’allora nessuno conosceva in

                                              Nel nome del padre
Calabria. Il suo nome era Tony Boe-
mi.
Per ricordare la sua “epopea televisi-

                                                 Quella bella storia
va” perché tale fu la sua vita e la sua
esperienza in Calabria, siamo andati
allora a cercare sua figlia Terri, e le
abbiamo chiesto di aiutarci a rimet-

                                                  di Filo Diretto su
tere insieme i cocci della loro vita
in comune, storia la loro di un amo-
re profondo, un amore anche molto
sofferto, a tratti impossibile, a volte

                                                Telespazio Calabria
negato, tradito, ignorato, soppres-
so, altre volte dichiarato e plateale,
eternamente in bilico tra illusione e
realtà, tra sogno e smarrimento, tra
malinconie e paure, tra poesia e sen-                                               di PINO NANO
                ▶▶▶

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▶▶▶                 Terri Boemi / Pino Nano    1980, diventò nei fatti il personaggio                Soprattutto nei tuoi riguardi.
                                               più popolare, più amato, e più raccon-                Mai mi hai permesso di pren-
timenti inconfessabili.                        tato di questa regione, già allora così               derti sottobraccio. E in quella
       “…Dolce papà. Io ti ho amato.           povera, e così davvero assai lontana                  distanza in tanti hanno tentato
       Di un amore silenzioso sì, ma           dal mondo dello show business.                        di insinuarsi. Inutilmente. Non
       esclusivo. Anche quando hai             Ricordo che quando per la prima                       capivano quanto esclusivo fos-
       scelto di partire, andare via.          volta il suo nome, Tony Boemi, com-                   se il nostro legame”.
       Lontano da me. Hai scelto la so-        parve sugli schermi televisivi, molti
       luzione per te più indolore. Fino       in Calabria pensarono si trattasse              Lo racconta così oggi la figlia gior-
       alla fine hai inseguito un sogno        di uno scherzo. Proprio così, di uno            nalista Terri Boemi, che dopo la sua
       di libertà. E pensare che era           scherzo appositamente costruito, e              morte trova la forza e il coraggio di
       lì, vicinissimo a te. Ti sarebbe        straordinariamente “montato”, per               confessare a suo padre cose pensie-
       bastato allungare una mano e            fare pubblicità alla sua RTC, era la            ri emozioni e malinconie che in vita
       afferrarlo, quel sogno. E invece        prima televisione storica che in que-           non era mai riuscita a manifestargli
       fuggivi. Sempre. Come a voler           gli anni incominciava a trasmettere             o a trasferirgli. Ne è venuto fuori un
       rinnegare le radici. Cancellare         via etere in Calabria. Ma ci sbagliava-         libro di una forza empatica senza pa-
       i legami...”.                           mo tutti.                                       ragoni, il titolo è Nuda, per occhiello
Terri Boemi, da meravigliosa giorna-
lista quale è sempre stata, e che cono-
sce come pochi le regole impietose
del racconto, non si tira indietro ne-
anche di un millimetro, e rimettendo
mano ai suoi ricordi e al suo passato
ci ridà oggi del vecchio Tony Boemi
l’immagine forse più vera e più fiera
che si potesse riproporre di lui.
Questa è la sua storia.
Erano gli anni ’80, e immagino che i
cronisti più giovani oggi non sappia-
mo molto di quella fase così esaltante
della vita dei calabresi, ma fu davvero
una delle stagioni più vive del mondo
del giornalismo calabrese. Non solo
calabrese. Anche di quello siciliano,
di quello pugliese campano e lucano.
Ma partiamo dall’inizio, il che vuol
dire partire dalla storia personale di
Tony Boemi, e dalla sua straordinaria                  “Osservo le foto e il passato mi        “Confidenze a mio padre”, pubblicato
capacità manageriale, che nel giro di                  assale. Guardando oltre la la-          da Falco Editore, e che ci dà finalmen-
pochi anni diede corpo e vita al gran-                 stra di marmo bianca provo              te di Tony Boemi un’immagine asso-
de impero mediatico che Tony Boe-                      ad immaginare come sei. Ora.            lutamente inedita e completamente
mi, allora, chiamava semplicemente                     Trattengo le lacrime. Perché ho         lontana dal cliché a cui migliaia e mi-
Telespazio.                                            deciso di smettere. Di piangere.        gliaia di calabresi che lo hanno cono-
Quando io incominciai a lavorare per                   Non mi manchi. Come potresti?           sciuto e seguito per lunghissimi anni
lui e con lui, eravamo rigorosamente                   Non può mancare ciò che non             in televisione si erano ormai abituati.
ogni giorno in diretta, io avevo solo                  si è mai avuto. Tu eri di tutti.               “Sfoglio l’album dei ricordi.
venticinque anni, e anche mille sogni                  Certo io sono stata una privile-               Ero sempre tra le tue braccia.
nel cassetto.                                          giata. Lavoravo per te, sebbene                Quelle tue mani larghe e tozze,
Tony era un “siciliano per errore”.                    mai con te. Avrei voluto trova-                mi avvolgevano completamen-
Era nato a Catania, nel 1931, quasi per                re il coraggio di stringerti, ab-              te. Le mani, le nostre mani, così
caso, perché in Sicilia rimase pochis-                 bracciarti e dirti ti voglio bene.             simili. Dio quant’ero piccola tra
simi anni. Trascorse invece gran par-                  Ma tu, fin da piccola, mi avevi                le tue mani. E quanta amorevo-
te della sua vita in Calabria dove, nel                insegnato a non esternare i
giro di meno di dieci anni, dal 1970 al                sentimenti, ad essere sobria.                           ▶▶▶

                                                                   12 
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▶▶▶                  Terri Boemi / Pino Nano    zione da parte degli autori del pro-            numeri che gli ascolti registravano
                                                gramma. Ma semplicemente perché                 giorno dopo giorno.
        le protezione c’era nel tuo strin-      il programma non aveva degli autori.            Già allora si raccontava di un'audien-
        germi. Accadeva che tu partivi          Il programma nasceva giorno per                 ce di quasi duecentomila utenti ogni
        per qualche viaggio di lavoro.          giorno, quasi per caso, costruito sul-          giorno, dalle tre del pomeriggio alle
        Il mio mondo andava in fran-            le telefonate della povera gente, che           cinque della sera, il picco massimo
        tumi. Ero disperata. Mi sentivo         chiamava in diretta, che parlava con            si registrava tradizionalmente dalle
        come un’orfana. Così mi raggo-          Boemi come se parlasse con il pro-              16 alle 17, quando la gente rientrava a
        mitolavo nel mio malinconico            prio amico più caro e più fidato o con          casa dalla scuola o dall’ufficio.
        silenzio. Le partenze erano un          il proprio sacerdote, e in presa diretta        E quando, alle tre in punto del pome-
        distacco insopportabile. Non ci         la gente raccontava le proprie vicen-           riggio la sigla del suo programma
        dormivo dalla sera prima. Con-          de personali, i propri drammi fami-             partiva e scemava su di lui, Boemi non
        tavo i giorni che mancavano             liari, denunciava i soprusi subìti, le          faceva altro che ripetere ogni giorno il
        alla data del tuo rientro. Senza        angherie sociali vissute per anni in            suo solito ritornello di sempre.
        di te tutto era difficile, ostile,      silenzio, le negazioni le frustrazioni          “Cari amici che ogni giorno seguite
        sconosciuto”.                           e i rifiuti che hanno intrecciato e vio-        me e la mia trasmissione, sappiate
Dal 1982, ogni giorno dell’anno, sen-           lentato le storie private di intere ge-         che io so di avere dei grandi limiti, e di
za mai una sola interruzione, miglia-           nerazioni.                                      questo vi chiedo perdono. Io ho studia-
ia e migliaia di calabresi accendono
la televisione e ritrovano, ogni pome-
riggio di ogni santo giorno, Natale e
Capodanno compresi, l’immancabi-
le Tony Boemi, sempre al suo posto,
con questa sua faccia che era la ne-
gazione della televisione patinata,
con questa sua cravatta sottilissima,
dai colori sgargianti, che gli pende-
va sbilenca dal collo, dettagli di poco
conto che col passare degli anni però
hanno fatto di lui il mitico conduttore
di Filo Diretto, una trasmissione che
entrò nel cuore della gente come un
fulmine a ciel sereno, perché per la
prima volta in Calabria una piccola
televisione privata portava finalmen-
te nelle case di centinaia di migliaia
di persone i problemi piccoli e grandi          Un programma cult, diremmo oggi,                to molto poco, perché per vivere sono
di una regione e di una comunità pe-            che andrebbe recuperato, analizzato,            stato costretto a lavorare da ragazzo,
santemente oppressa dalla miseria,              archiviato secondo i canoni più tra-            ho una cultura normalissima come
piegata dall’isolamento dal resto del           dizionali della sociologia moderna,             molti di voi, ma ogni qual volta mi pre-
Paese, e vissuta da un sentimento ge-           perché affrontava e sviscerava anche            paro a fare qualcosa di nuovo mi met-
neralizzato di solitudine sociale. Già          i grandi temi sociali del momento, e            to sempre dalla parte del più debole.
allora gli analisti dell’ISTAT ci diceva-       che oggi finalmente è possibile an-             Io stesso so di essere un debole rispet-
no che la Calabria era la Regione-fa-           cora riassaporare in pillole sul web            to a tanti altri, ma ho deciso che la mia
nalino-di-coda-d’Italia.                        grazie ad un blog, Telespazioamar-              televisione deve restare al servizio di
Il Filo Diretto che Tony Boemi si era           cord.it, che un bravissimo giornalista          chi non ha voce, e so che in Calabria, in
inventato a sua immagine era una                come Nico De Luca ha sapientemente              Sicilia, in Lucania, in molte zone della
sorta di confessionale aperto, dove             costruito perché la “memoria non ci             Campania, sono tanti ancora quelli
ognuno aveva la libertà e la possibi-           lasci mai da soli, e non ci abbandoni           che non hanno mai avuto voce”.
lità di raccontare la sua storia per-           mai”.                                           Numeri da record, per una piccola
sonale. Era una trasmissione senza              Il successo di Filo Diretto fu immedia-         emittente commerciale nata dalla
censura, aperta a chiunque chiedes-             to, travolgente, “nazional-popolare”            grande genialità di un radiotecnico
se di partecipare, senza filtro alcuno,         direbbero oggi gli analisti della TV
e soprattutto senza nessuna media-              moderna, ma senza precedenti per i                               ▶▶▶

                                                                    13 
Domenica
                                             6 marzo 2022 • www.calabria.live
                                         il magazine del quotidiano dei calabresi nel mondo

▶▶▶                Terri Boemi / Pino Nano    done ombelicale che ogni giorno lo          che era diventata una vera e propria
                                              portava realmente, quasi fisicamen-         macchina da guerra, quasi infernale,
con la passione viscerale della tele-         te, nelle case di centinaia di migliaia     dove nulla era affidato al caso, e dove
visione, e che con pochissime attrez-         di persone diverse, e che in lui vede-      nei fatti, ogni santo giorno dell’anno,
zature che aveva in casa, insomma             vano il “salvatore del mondo”.              si raccontava la storia vera della gen-
il minimo indispensabile che gli ser-         Era questa la sensazione reale pal-         te del Sud.
viva per potere andare in onda, ogni          pabile sostanziale e immediata che si       Passarono i primi cinque anni, Tele-
giorno imponeva il suo faccione e il          coglieva soprattutto stando in regia,       spazio era già diventa un "caso na-
suo vangelo.                                  dietro il grande vetro che separava         zionale", e fu allora che Tony Boemi
È in questo clima generale, di lavoro         lo studio dai camerini, perché ogni         decise di sfidare sé stesso.
e di continue sperimentazioni televi-         pomeriggio in regia mentre lui era          Partirono i primi collegamenti quo-
sive, che alla fine venivano interpre-        in onda arrivavano, smistate su dieci       tidiani in diretta, cosa che allora non
tate anche come vere e proprie sfide          centralini diversi, centinaia di telefo-    faceva neanche la RAI, si aprirono le
culturali innovative e alternative ri-        nate in contemporanea.                      prime redazioni provinciali, prima
spetto alla tradizione nazionalpopo-          Per anni, ma solo trent’anni dopo, lo       Reggio Calabria, poi Cosenza, e più
lare della Calabria e della sua gente,        stesso meccanismo si è ripetuto poi         tardi Locri, Vibo Valentia e Messina,
che cresce la piccola Terri, fino a di-       con Lino Polimeni, un giornalista           e quando tutto sembrò pronto Tony
ventare grande, una donna matura,             coraggioso dissacrante avvolgente,          Boemi decise di mandare in onda,
una giornalista di successo, un’intel-        soprattutto bravo, e che nei nuovi stu-     oltre alla sua tradizionale trasmissio-
lettuale molto raffinata. Una stagione        di di Telespazio ha reinventato, certo      ne del pomeriggio Filo Diretto, anche
non sempre facile per lei, e che Terri                                                                             altre cinque
racconta nel suo diario personale con                                                                              edizioni gior-
grande delicatezza letteraria, senza                                                                               naliere      del
orpelli di nessun genere, con intelli-                                                                             TG, che con
genza, con il cuore in mano, e in ma-                                                                              tutti i limiti
niera davvero magistrale.                                                                                          professiona-
“Ero diventata adulta tra mixer, te-                                                                               li che pote-
lecamere, microfoni, monitor. Gli                                                                                  vano avere,
uomini e le donne che in quella strut-                                                                             soprattutto
tura, creata negli anni Settanta, si                                                                               inizialmente
agitavano come api operaie, erano                                                                                  lo riconosco,
per me come sorelle, fratelli. Fami-                                                                               diventarono
glia. Tuttavia, ero pur sempre la “fi-                                                                             presto,     per
glia del padrone”. Ed era complicato                                                                               tutti noi, un
farmi accettare, essere una di loro.                                                                               insostituibile
Così restavo in bilico tra due opposti.             Tony Boemi e Pippo Baudo negli anni d'oro di Telespazio         punto di rife-
Combattuta tra due anime. Figlia e di-                                                                              rimento.
pendente. Divisa”.                            a suo modo, geniale come solo lui sa        In quegli anni non c'era avvenimento,
Parlavamo prima di anni che vanno             esserlo, il Filo Diretto di Tony Boemi      o fatto di cronaca, che non passasse
dal 1982 al 1989, ma prima ancora di          con la “sua stessa gente di Calabria”.      dagli studi centrali di via XX Settem-
Filo Diretto Tony Boemi aveva “osato”         Era inevitabile, ma il successo del         bre a Catanzaro, dove Tony Boemi
condurre una trasmissione dal titolo          programma portò Tony Boemi, e la            aveva intanto costruito e realizzato
Cosa dicono i giornali oggi, trasmis-         sua televisione, alla ribalta della cro-    una delle emittenti televisive tecni-
sione seguitissima e che lo aveva             naca nazionale.                             camente più avanzate d’Italia. Tutto
costretto a stare in video dal 1978 al        Da Milano e da Roma arrivarono in           questo lo racconta bene oggi Piccola
1984. Gli americani direbbero “Sorry,         Calabria i primi grandi produttori te-      e Fragile, il saggio-analisi che il gior-
no comment”.                                  levisivi, che avevano sentito parlare       nalista Attilio Sabato, storico Diretto-
Immaginate solo per un momento a              di lui. Cercavano una verifica diretta      re di Teleuropa Network, ha scritto e
uno di quei famosi predicatori ame-           sul campo, e ad ognuno di loro bastò        coordinato qualche anno fa per con-
ricani che hanno fatto la fortuna del-        davvero molto poco per scoprire che         to del Consiglio Nazionale dell’Ordi-
la grandi TV commerciali negli Stati          alle spalle di questo “omone così gof-      ne dei Giornalisti Italiani, di cui egli
Uniti, penso al grande Fulton John            fo” e così apparentemente disincanta-       stesso era Consigliere Nazionale, e
Sheen. Bene. Bene, Tony Boemi ave-            to, c'era in effetti una televisione per-
va legato con il suo pubblico un cor-         fetta, soprattutto sul piano tecnico,                        ▶▶▶

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Domenica
                                             6 marzo 2022 • www.calabria.live
                                         il magazine del quotidiano dei calabresi nel mondo

▶▶▶                Terri Boemi / Pino Nano    le storie private di uomini e donne       vivo, ed una proprietà di linguaggio,
                                              che hanno legato il proprio nome alla     forbito elitario ed elegante assolu-
che dedica appunto un intero capi-            televisione di Boemi per sempre.          tamente inusuale per il tradizionale
tolo alla vicenda di Telespazio Cala-         Vorrei ricordare qui alcuni dei pro-      pubblico televisivo calabrese.
bria, e alla vita di Tony Boemi. Che          grammi più seguiti della rete in que-     Ma c’è dell’altro. La storia di Telespa-
ebbe il grande merito storico di aver         gli anni e con cui molti di noi sono      zio è soprattutto storia di programmi
tenuto a battesimo, primo in Italia,          cresciuti, e vado a memoria d’uomo:       e di rubriche di approfondimento che
il “No-Stop 24”, ma la sua filosofia di       Candid Camera Show di Lino Poli-          nel corso di questi ultimi 40 anni han-
vita era quella di credere che “anche         meni, nel 1997 è stata la trasmissione    no profondamente segnato la storia
di notte c’è un popolo che guarda la          più seguita di quell'anno con oltre       regionale calabrese, anche perché
televisione e che senza la televisione        500.000 contatti, La Posta di Candy       molte di queste finestre televisive
starebbe male”. Ammalati, carcerati,          Candy, di Maria Pia Talarico, Su di       avevano poi preso il posto, e a pieno
gente che soffre di insonnia, guar-           giri di Albino Talarico, Domenica-        titolo, lasciato vacante dalla RAI, che
die giurate, secondini, poliziotti in         sport di Nico De Luca, indimentica-       agli inizi degli anni 80 chiuse di fatto,
servizio, medici di guardia notturna,         bile, per undici anni dal 1993 al 2004    e per sempre, la programmazione re-
guardiani di ogni genere, insomma             ogni domenica Nico ha raccontato          gionale, una scelta che fu a giudizio
tutto un mondo che di notte continua          come nessun altro tutto il calcio cala-   di molti assolutamente “improvvida”
a vivere come se fosse giorno. Non a          brese in diretta, e poi ancora A Carte    e quasi “demenziale”.
caso il suo Filo Diretto andava in onda       Scoperte di Ennio Curcio, Antepri-        È legato anche a questo il successo
anche in ribattuta dalla mezzanotte           masport di Orlando
in poi, per soddisfare questa fascia di       Rotondaro, Scopri il
pubblico. Poi qualche anno dopo arri-         Mondo di Giagà Ru-
varono anche i primi programmi not-           bino, amabilissimo
turni della RAI, così come arrivò la          format trasmesso
prima edizione di Domenica In ,e che          senza interruzioni
nei fatti e nella impostazione genera-        dal 1980 al 1999, un
le ricalcava l’impalcatura tradiziona-        programma di gio-
le di Filo Diretto.                           chi che aveva come
Volevi una consacrazione ufficiale?           protagonisti i ragaz-
Volevi che la tua faccia diventasse fa-       zi delle mille scuole
miliare in ogni angolo della regione?         calabresi.
Ti preparavi a fare politica? Cercavi         E poi, ancora, Liti
il successo ad ogni costo? Allora non         di       Condominio,
avevi che andare da lui, e chiedere a         Pushing,        Dance
Tony Boemi di ospitarti in diretta nel        Live, La parola agli
suo salotto.                                  esperti,     Parliamo Maria Pia Talarico, una delle conduttrici del tg di Telespazio
Oggi sembra quasi un eccesso dirlo,           di..., Monitor, Osteria
ma Tony Boemi alla fine degli anni            dello Sport, Articolo 21, La Santa Mes-   naturale e scontato di programmi
‘70 aveva inventato in Calabria e co-         sa, pensate primo esperimento na-         a cui Tony Boemi teneva in maniera
struito per le sue mani callose un            zionale della messa della domenica        speciale, molti dei quali nati e cresciu-
programma che fatto poi, tanti anni           trasmessa rigorosamente in diretta        ti anche dopo la sua partenza da Ca-
dopo da Maurizio Costanzo, natural-           da una delle mille chiese di Calabria.    tanzaro, quando un giorno decise che
mente con le dovute differenze, di-           Indimenticabile anche Perfidia, clas-     era arrivato il momento di “spegnere
ventò invece il più famoso “Maurizio          sico esempio di talk show politico,       per sempre la sua immagine in TV”.
Costanzo Show”.                               (oggi approdato a la Ctv) fortemente      Erano: Eccoci, Insalata di riso, ricor-
Ma Telespazio non era soltanto Filo           graffiante, irritante, irriverente, sen-  do condotta da Anna Munafò e Marco
Diretto.                                      za rete e senza censure, condotto in      Bellavia,Voto di scambio,Vino e politi-
Telespazio Calabria era molto di più,         diretta da un grande “animale televi-     ca, Su di giri, È sempre domenica, Rag-
e molto altro ancora. Era una vera            sivo” come sa essere solo lei, Antonel-   gio di sole, Tieni il tempo, Umor candid
e propria fucina di talenti e di pro-         la Grippo, una vera leonessa del gior-    camera, Mappa dei piaceri, Karaoke
grammi, di proposte e di provocazio-          nalismo di quegli anni e tutt'oggi in     night, Garage Band, Inchiostro elettro-
ni diverse, di idee costruite apposta         prima fila, donna molto colta, dal por-   nico, Non solo sport, Masterchef, Food
per una televisione moderna, e come           tamento solenne, che per raccontare
sempre accade dietro le idee ci sono          la politica usava la graticola a fuoco                       ▶▶▶

                                                                  15 
Domenica
                                               6 marzo 2022 • www.calabria.live
                                           il magazine del quotidiano dei calabresi nel mondo

▶▶▶                  Terri Boemi / Pino Nano            di registrazione. Mi manca la       legare i fili spezzati dalla memoria
                                                        tua voce priva di inflessioni, mi   e dal tempo. Comunque ci provo lo
King, Dedicato a te, Tavola Rotonda,                    manca quel tuo modo di pro-         stesso.
Denunce, Mister Chef, Media Sma-                        nunciare il mio nome. La po-        Ricordo Terry Boemi, Rina Rao, Si-
scherati, Cuisine Art, Teatro Live, Lotta               polarità non aveva intaccato la     mona Dalla Chiesa, Maria Pia Tallari-
Continua, Sapore d'Estate, Mixer, Live                  tua semplicità: non facevi caso     co, Maurizio Bonanno, Tonino Condò,
Music, Barbecue, Agriturismo Live.                      agli sguardi curiosi, al timido     Riccardo Giacoia, Piero Pulignani,
Uno sforzo editoriale quindi, e non                     bisbiglio di chi, riconoscendoti,   Vittorio Giummo, Ciccio Ubbriaco,
solo editoriale, davvero senza prece-                   sussurrava il tuo nome. Ema-        Gabriella D’Atri, Vittore Ferrara,
denti, che impone ad ognuno di noi di                   navi carisma ed eri, tuo mal-       Mimmo Macario, Leo Ciriaco, Pao-
sottolineare che dietro ogni program-                   grado, tutto ciò che altri, molti   lo Giura, Alfonso Scalzo, Emanuela
ma si colloca il ricordo, purtroppo                     altri, avrebbero voluto essere. Io  Gemelli, Magda Boemi, Antonio Sta-
ormai sbiadito dal tempo, di giovani                    restavo qualche passo indietro.     gliano, Rino Tebala, Marcello Barillà,
professionisti, manovali e operatori                    In prima fila erano gli amici,      Betty Crispino, Davide Lamanna, Ga-
dell’informazione, che allora erano                     pochi, e i parassiti, tanti”.       briele Bianco, Cesare Scorza Rotun-
pieni di vita e di passione, impastati                                                             do, Antonio Latella, Gerardo
dalla testa ai piedi di amore folle per                                                            Gambardella, Luigi Grandi-
la televisione, ma perché la televisio-                                                            netti, Annarita Patania, Gerar-
ne, credetemi, è una vera magia. Era-                                                              do Capezzera, Dante Bilotta,
no le “braccia” di Tony Boemi. Erano                                                               Franco Gariano, Carlo Spada-
le persone a cui lui aveva affidato il                                                             fora, Tonino Umbrello, Enzo
suo giocattolo preferito, e che con la                                                             Iannì, Rosy Giannini, Stefania
propria faccia e il proprio impegno                                                                Sacco.
quotidiano, mettendo in gioco spesso                                                               E poi ancora, Raffaele Nicolò,
la loro vita privata e i loro interessi                                                            Enzo Nania, Franco Corrado,
familiari, hanno trasformato la “bot-                                                              Mico Ammendolia, Tonino Pa-
tega artigiana” del vecchio “Mastro                                                                scuzzo, Riccardo Di Nardo, Er-
Tony” in una delle televisioni com-                                                                nesto Tronca, Vittorio Celano,
merciali più moderne d’Italia.                                                                     Felice Guarna, Franco Santi-
Terri non se ne fa ancora una ragio-                                                               se, Gaetano Caliò, Vanni Bel-
ne. Per anni ha provato a negare a sé                                                              panno, Giusy Pedace, Raffaele
stessa che la scomparsa di suo padre                                                               Gaetano, Carlo Canino, Mario
non gli fosse pesata più di tanto, ma                                                              Lucente, Daniele Ravaglia, Pa-
quando poi un giorno decide di scri-                                                               trizia Alcaro, Paolo Grotteria,
vere a suo padre questa “lettera po-                                                               Tonino Trapasso, Emilio Ba-
stuma” non fa che ricordargli quanto                                                               rone, Piero Quattrone, Tonino
in realtà il lavoro in televisione e il                                                            Minicelli, Gabriella Gualtieri,
successo travolgente le abbia portato                                                              Bice Gullà, Franco Felicetta,
via in realtà e per sempre l’affetto più          Un giovanisismo Pino Nano al tg di Telespazio     Lello Nisticò, Giovanni Aloi,
intimo di suo padre.                                                                                Debora Felli, Antonella Liri-
        “Mi manchi papà. Sì, ho men-            Volete sapere chi c’era? Spero solo         tano, Maurizio Corrado, Eugenio Ca-
        tito. A me stessa. Mi manchi. E         di non dimenticare qualcuno, ma con         pellupo.
        la tua assenza è pesante come           tantissimi di loro, prima ancora che        Non è finita qui. Ricordo Alfredo Ca-
        un macigno. Di te mi manca-             io mettessi per la prima volta piede in     ferri, Nicola Madia, Vincenzo Giu-
        no quelle piccole cose, talmen-         RAI, ho avuto la fortuna il privilegio e    liano, Oldani Mesoraca, Raffaele
        te piccole da passare talvolta          l’onore di imparare i rudimenti della       Mannella, Bruno Felicetta, Davide
        inosservate. Le impercettibili          diretta televisiva. E questo mi lega a      Trapasso, Dino Turcomanni, Anto-
        sintonie. Delicate, invisibili ar-      loro, e alle loro vicende professionali,    nietta Campagna, Aldo Scozzafava,
        monie. Mi manca il tuo odore.           come nessun’altra cosa al mondo po-         Franco Donato, Aldo Scozzafava, Ivan
        Il tuo passo sempre più incerto.        trebbe fare.                                Lomanno, Piero Quattrone, Biagio
        Il tuo sguardo perennemente             Proverò a fare qualche nome. Anche          Pantusa, Giuse Barrile, Rita Gentile,
        perso ad inseguire sogni lon-           qui vado a memoria, e non in ordine         Massimo Morabito, Pino Romano,
        tani. Mi manca quell’occasio-           alfabetico, ma capirete da soli che
        nale incrociarci tra regie e sale       non è facile dopo quarant’anni ricol-                       ▶▶▶

                                                                    16 
Domenica
                                               6 marzo 2022 • www.calabria.live
                                           il magazine del quotidiano dei calabresi nel mondo

▶▶▶                  Terri Boemi / Pino Nano    pretendendo da Mario Foglietti che              portunamente situato nel corridoio
                                                le maestranze fossero tutte rigorosa-           sottostante - che segnalava l’arrivo
Roberto Piterà, Quattromani, Paki               mente calabresi. E fu sempre Mario              delle notizie. Non c’erano i gran-
Grandinetti, Giovanni Marcianò, Um-             Foglietti, con questa classe innata             di studi e gli spazi ampi e moderni
berto Conforti, Enzo Paonessa, Ste-             che aveva nel fare televisione sociale,         dell’attuale sede di via De Filippis, ma
fano Felicetta, Enzo Ciacco, Antonio            a creare per Telespazio un coordina-            quella piccola struttura piena di atti-
Bruni, Beppe Chiaravalloti, Alessan-            mento nazionale di emittenti televi-            vità febbrile mi è rimasta nel cuore,
dra Curcio, Francesco Scarfone, Gino            sive private, che permise alle reti di          così come mi sono rimasti nel cuore
Simone, Carmelo Regolo, Raffaele                Boemi di poter raccontare in diretta            l’affetto e la stima per Tony Boemi. È
Mannella, Roberto Janni Palarchio.              la prima storica visita in Calabria di          stato il mio primo “capo” e, come tutti
Ricordo con grande ammirazione                  Papa Giovanni Paolo Secondo. Un ba-             i capi che si rispettino, mi incuteva un
anche Pino Iannì, era uno degli uo-             gno di emozioni e di racconti senza             po’ di soggezione con il suo fare bur-
mini-macchina più fedeli di Tony                tempo, e senza pari.                            bero e di poche parole. Ricordo anco-
Boemi, il suo regista preferito, e che          Se io oggi non avessi lavorato tanti            ra il panico che mi assalì quando de-
oggi a distanza di 40 anni da allora è          anni alla RAI, e per la RAI, oggi direi         cise che dovevo andare in video (cosa
diventato uno straordinario direttore           senza timore di smentita che anche in           che avevo accuratamente evitato di
della fotografia per le produzioni di           quella straordinaria occasione, che             fare nei miei primi mesi di attività, li-
eccellenza di mamma RAI. Ma Pino                fu la visita di Karol Woytila in Cala-          mitandomi alla preparazione dei Tg)
Iannì, mi ricorda soprattutto le gran-
di produzioni televisive realizzate
negli anni dalle reti di Tony Boemi.
Parliamo di veri e propri docufilm
d’autore, format di grande impatto
mediatico, interamente dedicati alla
storia calabrese.
Ricordo anche con immensa malin-
conia un nome per tutti, quello di Ma-
rio Foglietti. Mario era stato per anni
un mitico regista del TG1, e per anni
aveva collaborato e lavorato a stret-
to contatto di gomito con Enzo Biagi
in giro per il mondo. Lasciata la RAI,
Mario preferì tornare nella sua città
natale, e a Catanzaro, grazie alla fidu-
cia cieca che Tony Boemi gli aveva ri-
servato, riuscì, insieme ad un grande           bria e dove noi della RAI arrivammo             e lo sguardo incoraggiante e severo
intellettuale calabrese del tempo, il           leggermente in ritardo, c’erano per             al tempo stesso di Boemi che conti-
prof. Luigi Tassoni, a realizzare una           fortuna loro, che erano arrivati prima          nuava a dirmi: “Non ci sono scuse, se
serie di “medaglioni”, che erano veri           di noi. Erano i ragazzi di Tony Boemi.          ci riesco io...”.
e propri documentari sceneggiati, su            Bravi, straordinariamente bravi, an-            Ma torniamo a Telespazio.
scrittori e artisti calabresi storica-          che allora.                                     Grazie alla cocciutaggine e agli sforzi
mente famosi.                                   In redazione c’era anche una giova-             imprenditoriali di Tony Boemi quello
Da Fortunato Seminara a Mario La-               nissima Simona Dalla Chiesa, la fi-             di Via De Filippis nel cuore della città
cava, da Andrea Cefaly a Leonida Re-            glia del Generale Carlo Alberto Dalla           vecchia di Catanzaro, era diventato il
paci. Ma la vera grande chicca cine-            Chiesa, che nella postfazione che fa            più grande studio televisivo del Sud
matografica del Gruppo Boemi fu alla            al libro di Terri ricorda il suo arrivo         Italia. Certamente, uno dei più gran-
fine il film che in maniera magistrale          in redazione e i suoi primi mesi di             di e attrezzati d’Italia. La particolarità
ricostruì e raccontò la fase più diffici-       impegno professionale con grande                dello studio centrale era dato dalla
le della vita di Cesare Pavese, accusa-         dolcezza.                                       superficie occupata, ben 2 mila metri
to di antifascismo nel 1935, arrestato          “Lavoravo nella redazione del tele-             quadri, rigorosamente insonorizzati
e condannato a tre anni di confino              giornale, in un soppalco raggiungibi-           e tecnologicamente di ultimissima
nella locride di allora, esattamente a          le da una scaletta di ferro a prova di          generazione. Quasi uno schiaffo alla
Brancaleone, e che Boemi fece gira-             inciampo, da cui salire e scendere in
re e produrre con fondi tutti suoi, ma          continuazione al suono del fax – op-                             ▶▶▶

                                                                    17 
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