Sillabario giobertino - Liceo Classico Gioberti

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Sillabario giobertino - Liceo Classico Gioberti
Liceo classico e linguistico statale Vincenzo Gioberti di Torino

       Sillabario giobertino
Dall'Ottocento al Duemila: frammenti di vita giobertina

                                a cura degli studenti della II alfa dell'anno scolastico 2014/15
                                                           III alfa dell'anno scolastico 2015/16

            Per i 150 anni del Liceo Gioberti
Sillabario giobertino - Liceo Classico Gioberti
"La scuola deve insegnare ad analizzare e
    discutere i parametri su cui si reggono
       le nostre affermazioni passionali".
                           (Umberto Eco)
Sillabario giobertino - Liceo Classico Gioberti
Oggi non si pubblicano più sillabari

                                                                 “Gli uomini d’oggi secondo me hanno più bisogno
                                                                                    di sentimenti che di ideologie”.
                                                                                                (Goffredo Parise)

“Un giorno, sul finire degli anni Sessanta, Goffredo Parise vede nella piazza sotto casa un bambino con
in mano un sillabario. Gli si avvicina e legge: “L’erba è verde”. Sono tempi politicizzati, in cui si fa
spesso ricorso a parole “difficili”, e quella pagina limpida e colorata acquista il significato di un monito,
un richiamo all’essenzialità della vita e della poesia”. Al di là della scelta dei supporti (l’informatico sta
soppiantando il cartaceo), al di là di nuove soluzioni didattiche - e dunque di una diversa concezione
dell’insegnamento - oggi non si stampano più opere come quella menzionata nell’aneddoto
d’introduzione.

Raccontando la storia delle attività scolastiche del Regio Liceo “Vincenzo Gioberti” di Torino, negli
ultimi decenni del XIX secolo, intrecciando la vita del liceo a quella della città, della nazione grazie alle
fonti di archivio scolastico e giornalistico, così come si fa nelle pagine che seguono, è apparsa chiara la
peculiare natura di questa nostra operazione che presenta temi, gusti, imprese della comunità giobertina
ottocentesca e si costituisce come diario alla Cuore di De Amicis – non a caso ambientato in una scuola
della città di Torino negli anni Ottanta dell’Ottocento - opera dunque che sottolinea specifiche,
patriottiche passioni e solo allude a emozioni censurate, e come Sillabario ottocentesco, prontuario di
lemmi che si fa elenco di situazioni e dati eruditi, abbecedario di fonti, ovviamente senza specifica
valenza sentimentale.

Cuore è già stato scritto, per fortuna, e oggi non ha senso pubblicare Sillabari ottocenteschi, privi di
aggiornamento socio-linguistico, di vero impatto psicologico. È per questo che si è scelto di proporre le
prossime pagine (antiche e moderne, allo stesso tempo, con trascrizioni di documenti, riscritture e
fantasiose rielaborazioni) seguendo una via di mezzo, con un ordine cronologico alla Cuore, ma anche
come una vetrina di argomenti che ricordano i Sillabari del secolo XIX. Spetta al lettore mettere però in
sequenza alfabetica questi temi, sulle orme del capolavoro – non a caso incompiuto – di Parise, quei
magnifici Sillabari moderni, composti tra il 1971 ed il 1972, poi tra il 1973 ed il 1980, riuniti in volume
ed editi soltanto nel 1984.

Dalla lezione dei testi dello scrittore ligure e di quello vicentino appare oggi irrinunciabile una storia
della vita intima, dei sentimenti che un Sillabario ottocentesco non avrebbe mai potuto proporre. In
occasione dei centocinquanta anni della scuola, dagli “scartafacci” di crociana memoria ai palpiti
riportati in vita, alle emozioni a noi contemporanee: è questa la strada percorsa dagli studenti del Liceo
“Vincenzo Gioberti” di Torino in questi due anni di alacre lavoro tra il 2014 e il 2016.

                                                                                         Girolamo de Miranda

                                                                                                                  3
Sillabario giobertino - Liceo Classico Gioberti
Presentazione del progetto
Finestre storiche?
Schegge o frammenti di vita scolastica?
Diario minimo di vita liceale attraverso i secoli?

È un lavoro che viene da lontano.
Già nell'anno scolastico 2010/11, in preparazione alla mostra "Scuola di italiani" per i 150 anni
dell'Unità d'Italia, la classe IC ebbe il compito di ricercare tutte le notizie, anno per anno, dal 1867 al
1890 circa, relative al liceo Gioberti, riportate sul ‹‹Gazzettino Piemontese›› prima, su ‹‹La Stampa›› poi,
utilizzando l'archivio storico on line.
Queste notizie, opportunamente integrate con altre provenienti dai verbali dell'Archivio Storico del
liceo classico Gioberti, rappresentano il nucleo di partenza di ogni finestra storica e danno l'idea delle
attività, della formazione culturale e sportiva all'interno del liceo stesso nell'Ottocento.

Successivamente, nell'anno scolastico 2014/15 la II alfa classico riprese questo materiale, rielaborando
in prima persona le notizie tratte dal quotidiano, con una sorta di immedesimazione negli studenti
dell'epoca, anche dal punto di vista del linguaggio.
Tali rielaborazioni formano la seconda parte dei frammenti di vita scolastica e vennero in parte
utilizzate, nella primavera 2015, in due conferenze-spettacolo, il 4 marzo e il 20 aprile, sulla storia del
liceo Gioberti, in occasione delle iniziative per celebrare i 150 anni del liceo stesso.

La terza parte, dal titolo "A scuola oggi", è costituita invece dall'attualizzazione degli argomenti trattati
in precedenza, cioè si è cercato di mettere in rilievo gli interessi, le attività culturali e sportive degli
studenti nel liceo di oggi attraverso una sorta di diario "minimo" della III alfa classico dell'anno
scolastico 2015/16.
Un lungo percorso che unisce il glorioso passato del liceo con il suo vivace presente.

Il materiale utilizzato proviene dall'Archivio Storico on line de ‹‹La Stampa›› e dall'Archivio Storico del liceo Gioberti.

Hanno collaborato a questo progetto:
- gli studenti della IC classico del 2010/11 (inconsapevolmente)
- gli studenti della II alfa classico del 2014/15, divenuta III alfa nel 2015/16
- i professori Girolamo de Miranda e Claudia Prato che ha curato anche la ricerca iconografica
- il professor Scialla per il supporto letterario.
                                                                                                            Claudia Prato
Torino, aprile 2016

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Dall'Archivio storico del liceo Gioberti - verbale del Consiglio Liceale di S. Francesco da Paola
del 12 marzo 1865

Il Preside dà lettura di una circolare del R. Provveditore relativa agli esercizi militari degli alunni ai quali
si deve dare principio nel giorno 15 di marzo corrente. Propone che siano date due lezioni per
settimana come nell'anno passato, e che queste abbiano luogo il mercoledì e il sabato alle ore 4
pomeridiane, cioè immediatamente dopo la scuola, modificando a tal fine leggermente l'orario della sera
nei due giorni indicati. Il Consiglio approva

                                                                       Il segretario Bachelet

                                                                       Preside De Carolis

                                           Soldati italiani nell'ottocento

Rielaborazione di Benedetta Sabbadini

                                                                                                15 marzo 1865

Oggi pomeriggio alle 4 abbiamo preso parte alla prima lezione di esercizi militari, come ordinato dal
preside De Carolis pochi giorni fa. Abbiamo speso molta fatica soprattutto nell'esercizio di resistenza di
corsa, ma, valutando che ci è richiesto dalla patria, vi adempiamo con orgoglio. Pensando ai fermenti
politici attuali, riteniamo che sia d'obbligo istruire i giovani all'educazione militare indipendentemente
dalla fatica, data anche dal fatto che l'esercizio di leva debba essere effettuato al termine delle lezioni. Ci
conforta che la stessa sorte tocchi anche ai nostri compagni con cui condividiamo già la maggior parte
della giornata. Fortunatamente non è troppo tedioso, visto che dovremo ripresentarci ogni mercoledì e
sabato per i prossimi mesi.

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Sillabario giobertino - Liceo Classico Gioberti
A scuola oggi di Alice Argeri

                                                                                  Mercoledì 29 aprile 2015

Questo è il mio penultimo anno di liceo; io e i miei compagni siamo in fermento per quello che
succederà una volta fuori dalla protezione delle mura scolastiche e, come se non bastasse, già pieni di
incontri di orientamento.
Oggi, in particolare, sono andata ad un incontro di presentazione della carriera militare e un uomo e
una donna in divisa ci hanno parlato un po’ di questo mondo in parte sconosciuto. Ne sono rimasta
affascinata: l’ordine, la disciplina, il rigore, il senso della squadra e della collaborazione mi intrigano
molto. Inoltre, so che intraprendendo una carriera di questo tipo avrei, in qualche modo, una garanzia
per il mio futuro.
Tuttavia, ho scoperto anche che sono richieste abilità agonistiche che purtroppo io non possiedo…
Credo dunque che questa alternativa debba svanire in una bolla di sapone.

A scuola oggi di Adriano Crepaldi

                                                                                   Lunedì 25 maggio 2015

Anche oggi sono salito, come da due anni a questa parte, sul 55 per andare a scuola e come ogni
mattina occupo l’ora di viaggio ripassando le materie del giorno oppure leggendo qualche libro, ma oggi
è salito sul pullman un nuovo passeggero. Era un ufficiale vestito con la sua uniforme grigio verde e il
basco dove compariva il fregio dei bersaglieri. Lo guardo e dentro di me mi chiedo quale motivazione
lo abbia spinto ad intraprendere la carriera militare e rifletto che io, avendo già 18 anni, sarei stato, in
altro periodo, in età di chiamata alle armi. L’immagine di quel bersagliere mi ha fatto pensare
all’importanza che può avere la leva nella vita di noi giovani. Molto spesso essa viene considerata
retrograda come modello di insegnamento, preferendo altri modelli educativi basati, ad esempio, sul
volontariato; fermo restando che questi modelli sono altamente positivi per l’educazione di un giovane,
ritengo che la leva militare possa avere ancora una qualche valenza educativa, volta a responsabilizzare
l’individuo, formandolo anche per la vita quotidiana.
Sillabario giobertino - Liceo Classico Gioberti
Da Gazzetta Piemontese - 11 giugno 1867 - pag.2

Lettura.- Francesco Fasoli, domani alle 3 pom., nella sala dell'anfiteatro di chimica di fianco al liceo
Gioberti farà una lettura sul conte Ugolino.

                            Conte Ugolino e figli in prigione - stampa di Vincenzo Ferreri

Rielaborazione di Chiara Olivieri

                                                                                             Martedì 11 giugno 1867

Lettura sul conte Ugolino. - Il Regio Liceo Gioberti, dove ho il piacere e l’onore di essere allievo, si è
fatto promotore di una iniziativa per questi nostri tempi assai innovativa e lodevole.
Questa mattina percorrendo il lungo corridoio per raggiungere la mia classe sono passato davanti
all’anfiteatro di chimica, punto di riferimento dell’area scientifica di tutta la mia bella città di Torino.
All’entrata vi era un avviso e ho appreso che domani pomeriggio alle 15 Francesco Fasoli terrà una
lettura sul conte Ugolino.
Il mio pensiero si è rivolto all’istante all’anno ormai trascorso e alle meravigliose lezioni del mio
professore di Lettere. Ricordo ancora quando ci parlò, affascinandoci, con la storia del conte Ugolino
della Gherardesca, collocato da Dante nella ghiaccia di Cocito a causa del tradimento del partito
ghibellino. Rinchiuso nella torre della Muda a Pisa con i figli, li vide morire di fame uno dopo l’altro e
brancolò sui loro corpi finché “più che 'l dolor, poté 'l digiuno”. A rendere ancora più raccapricciante la
scena è l’ambiguità della frase stessa che non esplicita l’orrendo pasto. La colpa di questa terribile sorte
del conte Ugolino fu dovuta all’arcivescovo Ruggeri, che in tal modo poté liberarsi di un suo nemico
politico; questo fatto ci deve far pensare a come la Chiesa, durante il Medioevo, si sia arrogata,
falsamente, poteri che non le appartenevano, non permettendo all’Europa cattolica di avanzare
culturalmente, come succedeva in quella protestante e bloccando ogni movimento unitario in Italia.
Spero che Roma possa entrare nel nostro regno e che i poteri temporali del Papa abbiano fine.
Ritengo che sarà una conferenza molto interessante, e sicuramente mi informerò maggiormente su
come è stato trattato l’argomento.

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Sillabario giobertino - Liceo Classico Gioberti
A scuola oggi di Elisa Papaleo

                                                                                                Giovedì 30 aprile 2015
                                           L' importanza di Dante

Ore 8:15 del mattino. Come tutti gli altri giorni devo fare tre piani di scale per arrivare finalmente alla
mia classe dove vedo già il professor Scialla seduto alla cattedra con i libri aperti. Vado così a sedermi di
corsa al mio banco e cerco di prepararmi psicologicamente ad affrontare una lunga mattinata di sei ore.
I minuti passano e finalmente sentiamo la campanella che ci segnala la fine dell’ora.
Dalla letteratura passiamo al Purgatorio, seconda cantica della Divina Commedia di Dante, poeta tanto
amato dal nostro professore. Il canto che stiamo analizzando è il XXVII, dove purtroppo avviene la
triste separazione tra Dante e Virgilio.
Devo ammettere che sia io, sia gli altri miei compagni ci eravamo molto affezionati a questo
personaggio che, in qualità di guida, ha accompagnato Dante per tutto l’Inferno e per buona parte del
Purgatorio. Dante però è ancora più rattristato di noi, perché sente un vuoto, una mancanza, la
necessità di avere accanto ancora una volta la sua guida, colui che gli ha dato forza nei momenti di
difficoltà e che è sempre stato come un “porto sicuro” in cui rifugiarsi.
Sono questi i passi in cui mi colpisce la grandezza di Dante, colui che, con il suo poema, ha saputo
esprimere nella maniera più elevata l’identità culturale del suo tempo, il Medioevo. Se lo leggessimo con
più attenzione, ci renderemmo conto che Dante parla anche di noi, dell’intera umanità oltre i confini
del tempo, dei nostri inferni, purgatori e paradisi, delle nostre cadute e delle nostre risalite e ci invita a
elevarci, a crescere, ad espanderci per conoscerci.
È lui il nostro maestro di vita che, nonostante siano passati sette secoli, è sempre riuscito a far crescere i
suoi lettori dal punto di vista psicologico, morale e spirituale.

                         Dante e Virgilio, codice miniato da Priamo della Quercia - XV secolo
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Dall'Archivio storico del liceo Gioberti - verbale del collegio dei docenti del 18 marzo 1868

I professori per la prova in formazione e per propria testimonianza possono affermare che i disordini
accaduti in occasione della Festa letteraria, in onore di Cesare Balbo, furono provocati da alcuni estranei
ai Licei e quindi non credono che vi sia alcun provvedimento da prendere.

Dall'Archivio storico del liceo Gioberti - verbale del collegio dei docenti del 21 marzo 1868

I professori non discutono che gli alunni del liceo Gioberti, unitamente a quelli del liceo Cavour,
facciano una pubblica dichiarazione per protestare di essere affatto estranei ai disordini succeduti nel
giorno della Festa letteraria e di essere anzi dolenti dell'accaduto.

                                                Cesare Balbo

Rielaborazione di Cecilia Parigi

                                                                                    Sabato 21 marzo 1868

                                     Disordini alla Festa letteraria

Oggi i professori hanno concesso a noi studenti del Liceo Gioberti, unitamente agli studenti del Liceo
Cavour, di fare una protesta contro gli avvenimenti di 3 giorni fa: infatti il 18 marzo ha avuto luogo la
festa letteraria per celebrare Cesare Balbo, grande patriota con un immenso rispetto per il valore della
cristianità, e i 20 anni trascorsi dalla sua presidenza del Consiglio dei Ministri, in ricordo del suo
contributo nel ’48 alla causa risorgimentale nella prima guerra d’indipendenza. In quell’occasione sono
avvenuti dei disordini da parte di alcuni estranei ai Licei. Nessuno ha idea di chi siano i suddetti alunni,
ma il preside aveva, in quello stesso giorno, dichiarato che avrebbe preso provvedimenti. Noi siamo
molto dolenti per l’accaduto e abbiamo deciso di fare un appello ai responsabili affinché occasioni così
importanti e speciali non vengano più rovinate in questo modo.

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Sillabario giobertino - Liceo Classico Gioberti
A scuola oggi di Alessandro Del Vigna
                                                                                Giovedì 18 dicembre 2014

                                     Il valore della bandiera italiana

Oggi, passeggiando per strada, a ritorno da scuola, ho visto una bandiera italiana legata ad un balcone.
Ciò mi ha fatto riflettere sul suo valore: sarebbe ipocrita elogiarla quale elemento d’unione in quanto il
popolo italiano non è ancora riuscito a cementificarsi per ragioni storico-campanilistiche ed è rimasto
ancorato alle proprie specificità. Nonostante ciò, il tricolore deve continuare a rappresentare l’orgoglio
nazionale, lo spirito di attaccamento alla Patria, il vanto di appartenere ad una delle nazioni più illustri e
belle del mondo, creata difficoltosamente a seguito di numerose guerre di indipendenza.
Lo spirito patriottico si è perso e il tricolore è divenuto il capro espiatorio: occorrerebbe, invece,
ricordarsi del nazionalismo romantico che tanto aveva enfatizzato il valore della bandiera. Sarebbe facile
odiare la Patria per motivi legati alla situazione attuale, ma questa è figlia di politiche sbagliate, di una
classe dirigente che in prima persona, solo per un proprio tornaconto, ha dimenticato che cosa sia una
democrazia rappresentativa.
È vergognoso passare all’estero come “spaghetti, mafia e mandolino”, bisogna ripartire proprio dal
tricolore e dall’orgoglio nazionale per restituire all’Italia il posto che dovrebbe occupare di dovere, in
virtù della somma tradizione culturale.
Da Gazzetta Piemontese - 18 aprile 1868 - pag.2

Società Dante Alighieri.- Questa Società terrà domani, domenica (19), alle 10 antim., la sua solita
seduta nell'anfiteatro di chimica del Liceo Gioberti. Sono all'ordine del giorno i seguenti temi:

1. Sul Mefistofele, di Arrigo Boito, prosa dell'avvocato Camerana;
2. Le speranze, carme di F. Pugno;
3. Il pastore e le margherite, poesia-polimetro di Sineo Paolo.

L'avv. Camerana ha assistito alla rappresentazione del Mefistofele a Milano ed ha fatto, ci consta, degli
studi su quest'opera del Boito, come sull'immortale poema del Goethe; siamo quindi sicuri che il lavoro
del Camerana corrisponderà all'aspettazione di quanti dell'autore conoscono ed apprezzano l'ingegno.
L'ingresso continua ad essere libero anche ai non soci.

Rielaborazione di Cecilia Parigi

                                                                                 Domenica 19 aprile 1868

                                               Mefistofele

Oggi sono andato alla riunione della Società Dante Alighieri sul “Mefistofele” di Arrigo Boito, messo in
scena alla Scala di Milano il 5 marzo. Era un evento speciale perché si trattava di una delle rare audizioni
pubbliche a cui anche gli studenti possono partecipare. Appena ho fatto il mio ingresso, ho notato che
non conoscevo nessuno dei presenti, forse perché sono l’unico nella mia piccola classe che ama la
musica. Ad ogni modo, dopo che tutti avevano preso i propri posti, l' attenzione si è concentrata su
alcuni ragazzi in piedi che avevano assistito alla rappresentazione: ci hanno riferito che quest’ultima
aveva ricevuto molte critiche e si era rivelata un vero e proprio fiasco. Tuttavia, la maggior parte di loro
aveva apprezzato l’opera dal momento che avevano notato innumerevoli citazioni dal “Faust” di
Goethe, pubblicato nel 1808. Avevano ammesso che certamente il poema drammatico era molto più
affascinante rispetto all’opera di Boito, che non aveva saputo descrivere, bene quanto Goethe, i
conflitti interiori del protagonista e i rapporti tra i personaggi, ma, secondo il loro parere, era comunque
piacevole. Purtroppo non ho avuto la possibilità di esprimere il mio pensiero, non avendo nemmeno
letto il poema, ma ho avuto l'opportunità di riflettere sull’importanza delle interpretazioni, avendo
preso parte a una discussione di questo genere, che mi ha infuso, inoltre, il desiderio di assistere alla
rappresentazione e di leggere almeno il poema.

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A scuola oggi di Cecilia Parigi

                                                                                       Lunedì 20 aprile 2015

Una mattina come tutte le altre. Zaino da mezza tonnellata in spalla, merenda per l’ennesima volta
dimenticata, ma soprattutto auricolari nelle orecchie. Ascoltare la musica è una delle mie più grandi
passioni e sicuramente lo preferisco al sentire i continui borbottii dei miei del tipo: “Perché non molli
quell’affare e mi dai retta un secondo?”.
È una sensazione meravigliosa quando ascolto per la prima volta una canzone che mi piace o metto una
delle mie preferite, di quelle che ti rimangono nel cuore per tutta la vita: la pelle d’oca, le farfalle nello
stomaco, la mente che segue le parole del testo. È come ascoltare una poesia, anzi, forse meglio perché
ogni brano ha la sua particolare melodia che lo rende unico. La musica mi aiuta sia a estraniarmi dalla
realtà, cosa di cui ho spesso bisogno, sia a concentrarmi, e quando prendo la matita in mano e mi metto
a disegnare entrambe le cose accadono nello stesso tempo. Unisce conoscenti e sconosciuti, amici e
parenti, ma parla anche di noi e ci rende particolari: le stesse storie, le stesse idee, gli stessi sentimenti
raccontati in un lettore musicale li viviamo nella realtà. Potrei andare avanti così all’infinito, ma è partita
la leggendaria November Rain dei Guns N'Roses e voglio godermela fino in fondo. Così, mentre
m’incammino verso la fermata, mi perdo tra le note dell’assolo di chitarra.
Da Gazzetta Piemontese - 21 ottobre 1868 - pag.2

Dichiarazione.- Pregati, inseriamo la seguente dichiarazione:

« Essendo corsa voce che il chiarissimo professore di storia del Liceo Gioberti, cav. L. A. Girardi, sia
per essere surrogato da un altro professore, i sottoscritti, studenti del suddetto Liceo, si credono in
dovere di far pubblicamente noto il loro desiderio che a quell'ufficio venga di nuovo chiamato il sig.
professore Pezza, che già da tre anni supplisce il sullodato chiarissimo titolare. Il dottore Ettore Pezza,
avendo fatto profondi studi di filologia, già è noto fra gli studenti per la singolare sua facilità e
precisione nell'insegnamento delle lettere latine e greche; dacché poi venne destinato ad insegnare la
storia nel R. Liceo Cavour e poi nel Gioberti, sempre sicurissimo dei minimi particolari della storia, ne
esponeva il quadro con tale ordine e così larghe vedute da renderne ben gradito lo studio. A ciò
aggiungendosi la nobiltà del carattere, l'imparzialità negli esami e l'amore del profitto dei suoi discepoli,
questi concepirono per lui una stima ed affezione particolare, e godono farne qui pubblica
testimonianza. Quindi i sottoscritti, consapevoli di rendersi interpreti della maggior parte dei giovani
che conoscono il dottor Pezza, fanno voti perché a lui sia dato quel posto nel Liceo o qualche altro
elevato insegnamento; che la sua copiosa erudizione e dottrina e le altre doti che lo rendono egregio
non mancheranno di tornare a vantaggio ed onore della patria nostra.

I sottoscritti studenti del R. Liceo Gioberti: Mario Albenga — Luigi Carignani — Remorino Felice ---
Stratta Carlo — Mirone Eugenio».

Rielaborazione di Cecilia Parigi

                                                                                    Lunedì 21 ottobre 1868

                                 Appello per il ritorno del prof. Pezza

In questi ultimi giorni c’è stato un grande fermento in tutta la scuola: molti studenti, infatti, hanno
espresso il desiderio del ritorno del professor Ettore Pezza, come supplente del professor Girardi, dal
momento che già in anni passati lo aveva degnamente sostituito. Oggi, in particolare, gli studenti hanno
fatto sul Gazzettino piemontese un appello a questo proposito, dichiarando il loro apprezzamento sia per la
sua profonda conoscenza di studi filologici, storici, sia per il grande rispetto che gli studenti nutrono nei
suoi confronti, pensando che non esista un supplente migliore. Il preside Pietro Baricco ha preso a
cuore le loro richieste, che nascono da una grande stima verso il professore Pezza, richieste che si spera
il preside possa soddisfare.

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A scuola oggi di Gaia Tedone
                                                                                  Martedì 6 gennaio 2015
Noo! Domani, sfortunatamente, dopo due settimane di vacanza, o meglio, come dice la Dema, di
“interruzione didattica” ricomincia la scuola. Aiutoo!
Una piccola novità, però, distoglie la nostra attenzione dal pensare alla fatica che ci aspetta. Nelle prime
due ore di lezione avremo greco e conosceremo quindi il nuovo supplente. Io e i miei compagni, già da
qualche giorno, su whatsapp, stiamo scommettendo sul sesso del nuovo arrivato, quando, in realtà,
dovremmo preoccuparci maggiormente delle sue capacità e scommettere sulla sua bravura, dal
momento che il prossimo anno, alla matura, molto probabilmente, ci spetta la versione di greco...Ma
non si può vivere solo di cose serie e poi, non so bene come mai, ma quasi sempre accade che gli
studenti tendano a considerare occasioni di relax i periodi scolastici in cui i professori vengono
sostituiti da supplenti: non si studia più con “l'antica” costanza, si tende a presenziare alle lezioni in
modo un po' svagato, sapendo che per un po' di tempo gli occhi dei nostri amati professori non si
appoggeranno, indagatori, su di noi. Certo, supplente e titolare potrebbero parlarsi e le possibilità di
comunicazione, considerate le tecnologie a disposizioni, sono molteplici. Ma il senso di leggerezza che
ci ha ormai contagiato solo a sentir pronunciare la parola “supplente” ha fugato ogni nostra paura e
triste pensiero. Così, invece di ultimare la versione di greco per domani, mi intrattengo con questi
piacevoli pensieri e mi accingo a farmi abbracciare da Morfeo.
Da Gazzetta Piemontese - 30 gennaio 1869 - pag.2

Società Dante Alighieri. — Questa Società è convocata in seduta pubblica pel giorno 31 corr. gennaio
nel solito locale dell'anfiteatro di chimica presso il liceo Gioberti in via di Po. Sono all'ordine del giorno:

1. Lettura della seconda parta del lavoro del socio Garrone: II principio di equilibrio o il principio di
nazionalità?
2. Ricordi patrii. — Versi del socio Giacosa.
3. Lettura del socio Galateo: Pensieri sul principio di reazione.
4. Discussione dei lavori letti nella seduta antecedente

Rielaborazione di Adriano Crepaldi

                                                                           Addì, domenica 31 gennaio 1869

Oggi il signor professor Barbero, il nostro insegnante di latino, ci ha condotto nell’anfiteatro di chimica
della scuola per partecipare alla seduta pubblica della società Dante Alighieri. Subito dopo il saluto del
preside ai membri della società e i ringraziamenti ricevuti dal presidente della Società, la seduta è iniziata
con l’intervento del signor Garrone, il quale ha presentato il proprio lavoro sulla necessità di perseguire
il principio della nazionalità anche in Italia criticando, come mi ha detto mio padre mentre leggeva il
giornale, le parole pronunciate da alcuni parlamentari, i quali sostenevano un ritorno alla struttura
politica di un decennio fa. Un tripudio di applausi scaturì alla conclusione del discorso del signor
Garrone; successivamente prese la parola il signor Galateo che espose le proprie idee a sostegno della
corrente reazionaria, affermando che sua eccellenza il senatore Luigi Federico Menabrea (Presidente del
Consiglio dei ministri e Ministro per gli Affari Esteri) commetterebbe un gravissimo atto di disonore
verso i nostri compatrioti trentini e triestini se proponesse a sua maestà il Re una alleanza con l’Impero
austroungarico. Conclusa l’esposizione del signor Galateo, accolta con un infinito applauso, il signor
professor Barbero ci invitò ad uscire poiché la Società doveva, così ci disse, discutere di questioni
amministrative a cui noi non potevamo in nessun modo partecipare.

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A scuola oggi di Elisa Zamuner

                                                                                      Martedì 28 aprile 2015

Oggi a scuola, parlando con la professoressa della riforma La Buona Scuola, ci siamo resi conto che
molto spesso le notizie che abbiamo al riguardo non siano corrette o comunque approssimative.
Tornando a casa, ho riflettuto su questo.
 Infatti, nonostante al giorno d'oggi si possa accedere ad una grande quantità di informazioni in poco
tempo, molto spesso non c'è una separazione tra notizie vere e false. Questo, in parte è dovuto anche
alla potenza dei social: i politici, infatti, ricorrono spesso all'uso di Facebook e Twitter per comunicare
le loro idee; il format e la lunghezza previsti dall'interfaccia, non consentono però di poter dire molto
ed i loro pensieri vengono affidati a poche righe e sempre più spesso si crea un tipo di comunicazione
propagandistica, assecondata da articoli appartenenti alla loro ideologia politica che tendono a portare
ad una visione distorta della realtà. D'altra parte mancano in noi il senso critico, la voglia di spulciare le
informazioni una ad una e la capacità di contestualizzare le notizie.
Secondo me è giusto lavorare su questo, perché per essere davvero dei buoni cittadini si deve avere una
consapevolezza più forte di quello che realmente succede.
Da Gazzetta Piemontese - 7 maggio 1869 - pag.2

Circolo Filologico. — A termine degli articoli 7 e 8 dello statuto sociale, l'adunanza generale dei soci è
convocata pel giorno di domenica, 9 corrente, alle ore 2 pom., nell'Anfiteatro di chimica del liceo
Gioberti, via di Po. L'ordine del giorno porta:
1. Comunicazioni del Presidente.                3. Articoli addizionali allo statuto.
2. Esposizione finanziaria.                     4. Proposte dei soci.

Ho pensato più volte che in Firenze si dovrebbe istituire un Circolo filologico come quello di Torino. Poche sere fa, passando per via
dei Mercanti, fui invitato a visitar le sale del Circolo da un mio amico, che fu tra i primi a promuoverne l'istituzione. ... È un luogo
allegro e signorile, che presenta a volta a volta l'aspetto di una sala da ballo, di una biblioteca, di un ufficio di giornale, di un casino.
Vi sono delle stanzine geniali, dipinte a colori vivi e svariati, con quadri, specchi e tende ampie che strascicano; qua e là, sulle pareti,
iscrizioni circondate di rami di alloro; sopra una porta: Primo corso d'inglese; su un'altra: Secondo corso di tedesco; su una terza:
Primo corso di spagnuolo, e via via; in una sala una bella biblioteca; in un'altra una gran tavola coperta di giornali; in una terza
una fila di poltrone, disposte in giro come per sedervi a consiglio; poi un grazioso caffè, un vasto terrazzo, finestre spaziose, aria, fiori,
lumi. [...] "qui, pagando cinque lire al mese, uno studente, un impiegato, un commerciante possono venir a prendere tre lezioni la
settimana di francese, di tedesco, d'arabo, d'inglese, di spagnuolo, d'ungherese, di greco moderno, di russo; possono servirsi dei libri
della biblioteca; [...] Domandai chi avesse avuto la prima idea dell'istituzione. "Un giovanotto di 24 anni" mi rispose l'amico; "un
semplice applicato alla cancelleria civile del Tribunale di Torino, un certo Luigi Salesse".
                                                  (da E. De Amicis, Ricordi del 1870-1871, G. Barbera editore, Firenze 1882)

Rielaborazione di Adriano Crepaldi

                                                                                                   Addì, domenica 9 maggio 1869

Quest’oggi mio padre è tornato a casa più tardi del solito, ma non sapevo per quale motivo; appena
entrato accorro subito all’ingresso, aspetto che riponga sull’attaccapanni il cappello, come è solito fare,
e chiedo se è successo qualcosa per farlo ritardare. Mio padre si gira e, incamminandosi verso il salotto,
mi dice che era andato al Regio Ginnasio Liceo Gioberti per una adunanza del Circolo Filologico ed era
sorpreso che io non lo sapessi (in effetti subito dopo le sue parole mi sono ricordato di quando il signor
Preside, due giorni fa, è venuto nella nostra aula per comunicarci tale avvenimento); allora io
incuriosito gli chiedo di che cosa abbiano discusso in questa riunione. Mio padre, dopo essersi seduto
sulla poltrona e accesosi la pipa, mi ha detto che ha parlato il presidente del circolo, il senatore Giacinto
Cibrario, esponendo la situazione finanziaria e direzionale dell’adunanza, poi hanno preso la parola
diversi soci che hanno proposto all’assemblea l’introduzione di nuovi corsi per l’insegnamento di lingue
straniere quali il persiano antico, l’egiziano e il turco; alcuni soci erano contrari a queste proposte e
sostenevano il potenziamento dello studio di lingue più moderne e più utili quali l’inglese e il francese.
Poi sono tornato in camera mia ripensando alle parole di mio padre e a quanto sia importante il lavoro
di questo circolo perché grazie a loro tutta la comunità potrà avere enormi vantaggi nel futuro e spero
di poterne usufruire.
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A scuola oggi di Costanza Cernusco

                                                                                   Mercoledì 18 aprile 2015

Questa mattina ho finalmente dato l’esame Advanced di inglese, non senza ansia e risate sulle domande
troppo difficili con i compagni di sventura. Spero davvero di averlo passato non solo per avere una
certificazione che mi garantirà un esame in meno all’università o un passo avanti verso l’iscrizione ad
una qualunque facoltà estera, ma soprattutto per una questione personale.
Oggigiorno la lingua inglese è una lingua parlata a livello globale, ti permette di comunicare con un
cinese, così come con un olandese e via dicendo. Amo viaggiare e immergermi completamente in
culture differenti dalla mia, cose che, senza l’inglese, sarebbero estremamente più complicate.

Grazie all’inglese posso godermi la lettura di libri, la visione di film in lingua originale o la bellezza di
frasi pronunciate da personalità significative, senza le corruzioni della traduzione in italiano e posso
apprezzare anche il testo delle canzoni inglesi o americane, oltre al ritmo e alla melodia. Sicuramente
l’inglese non è l’unica lingua che vale la pena studiare, ma, nel mondo odierno, dove non esistono
praticamente più barriere, ogni lingua conosciuta in più crea una possibilità in più sia lavorativa, sia di
apertura mentale.
Da Gazzetta Piemontese - 6 febbraio 1870 - pag.1

Società delle Scuole infantili. — La Direzione della Società delle Scuole infantili, dovendo preparare
un migliaio di premi per la tombola di beneficenza, che avrà luogo negli ultimi giorni di carnovale, sotto
il patronato del Gran Bogo, annunzia che accetterà con molta riconoscenza gli oggetti che i cittadini
vorranno offrire a vantaggio della pia opera da essa amministrata.
Gli oggetti si riceveranno dal 5 al 15 del corrente mese, dalle ore 8 alle 11 antimeridiane e dalle ore 2
alle 5 pomeridiane, nell'ufficio della Direzione, via Po n. 18 (Liceo Gioberti).

                                                                                            La Direzione

Rielaborazione di Elisa Zamuner

                                                                                  Lunedì 7 febbraio 1870

Oggi io e mia madre ci siamo recate in via Po, nella segreteria del Gioberti, armate di grosse ceste zeppe
di giocattoli e vestiti usati che sarebbero stati destinati ad una tombola di beneficenza.
Infatti quando mia madre è venuta a conoscenza di questa iniziativa, tramite mio fratello, studente del
Gioberti, ha visto in essa l’occasione di liberarsi di tutte le cianfrusaglie che non fanno altro che
ingombrare la camera.
Inizialmente io e mio fratello eravamo un po’ restii a donare le nostre cose, poiché anche se da tanto
non giocavamo più con bambole e soldatini di stagno, questi rappresentavano comunque la nostra
infanzia e con essi abbiamo condiviso avventure immaginarie in lunghi pomeriggi, altrimenti noiosi.
Alla fine però, l’insistenza di mia madre sul fatto che sarebbe stato per una buona causa e la
concessione di lasciarci i nostri due preferiti, ci ha convinti e abbiamo radunato tutto quanto.
Le signore della segreteria sono state veramente contente di vedere le ceste piene ed i loro complimenti
mi hanno fatto sentire davvero orgogliosa e felice della donazione.
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A scuola oggi di Ylenia Manosperti

                                                                                 Mercoledì 3 giugno 2015

Mancano ormai pochi giorni alla fine della scuola e non faccio altro che pensare alla grande avventura
che intraprenderò quest’estate: andrò in Tanzania, a Zanzibar più precisamente, a far volontariato.
Ho dovuto lottare un po’ con i miei genitori, soprattutto con papà, ma dopo aver spiegato loro
tantissimi buoni motivi per andare, hanno ceduto. Un mio grande sogno si sta per avverare e non mi
sembra ancora vero.
Partirò il 5 luglio dall’aeroporto di Milano Malpensa per arrivare a Zanzibar. Lì alloggerò in bungalows
insieme ad altri volontari provenienti da diverse parti del mondo. Quando arriverò sarà il periodo del
Ramadan e noi volontari al mattino saremo impegnati nella costruzione di una scuola, mentre al
pomeriggio ogni volontario insegnerà inglese ad un gruppo di adulti (uomini e donne dai 18 anni in su).
Potrà inoltre capitare di dover insegnare anche la mia lingua madre, ossia l’italiano, se alcuni locali lo
richiederanno! Quando il Ramadan finirà le giornate saranno un po’ più impegnative: al mattino
insegnerò inglese a due nursery-schools, frequentate da bambini dai 4 ai 7 anni, nella prima i bimbi
indosseranno un’uniforme verde, mentre nella seconda l’uniforme sarà di colore viola; nel pomeriggio
poi proseguiremo con l’insegnamento agli adulti.

Qualche sera sarò impegnata con gli altri volontari nella preparazione delle lezioni per il giorno
seguente, ma la maggior parte delle serate saranno comunque dedicate al relax. Il venerdì è il giorno in
cui i locali vanno in moschea e non lavorano, quindi al posto di insegnare saremmo impegnati in altre
attività come Donation drops, ossia fare donazioni alle famiglie più povere, o giochi in spiaggia con i
bambini, eventi sportivi per raccogliere fondi o dipingere le pareti delle nursery schools. Il sabato e la
domenica saranno i due giorni che potrò passare con gli altri volontari per andare in giro per l’isola o
semplicemente per rilassarci e prepararci per la settimana seguente.
Il contatto con la popolazione locale sarà molto intenso ed entrerò in strettissima relazione con la
cultura di quest’isola. Penso che aiutare persone in difficoltà sarà gratificante, ma ciò che imparerò sarà
molto di più rispetto a ciò che io donerò loro.
Da Gazzetta Piemontese - 28 giugno 1871 - pag.1
Esami di licenza liceale. — Si pregano tutti i giovani che riprendono quest'anno l'esame di licenza
liceale a voler intervenire alla radunanza che si terrà giovedì prossimo alle ore 3 pom. in una sala del
liceo Gioberti per una comunicazione a loro riguardo.
                                                                                              Alcuni studenti
Da Gazzetta Piemontese - 24 agosto 1871 - pag.1
Cronaca cittadina. Bravi giovinetti — Nel solenne concorso governativo ai premi d'onore dei
giovani che compirono gli studii liceali in tutta l'Italia ottennero anche in quest'anno i primi premi tanto
nella composizione latina che nell'italiana due giovanetti torinesi. Ecco diffatti il decreto del Ministero
della istruzione pubblica:
Visto il regio decreto 22 agosto 1866 col quale è istituito il concorso ai premi d'onore dei giovani che
hanno compiuti gli studi liceali;
Viste le relazioni delle due Commissioni della Giunta superiore e il voto di essa Giunta sul concorso
dell'anno scolastico 1869-1870;
                                                   Decreta:
Nel componimento latino:
È conceduta la medaglia d'argento al sig. Negri Camillo, alunno del Regio liceo Gioberti di Torino [...]
Nel componimento italiano:
È accordata la medaglia d'argento al sig. Corradini Corrado, alunno del Regio liceo Cavour di Torino;
La menzione onorevole con medaglia di bronzo a Negri Camillo, da Torino, alunno del Regio liceo
Gioberti di Torino.
Dato a Firenze, addi 8 giugno 1871.             Per copia conforme:                     Per il Ministro
                                                Il provveditore generale                  G. Cantoni
                                                       G. Barberis

Rielaborazione di Gaia Tedone

                                      Dal diario di Camillo Negri
                                                                                         28 giugno 1871
Sono molto teso, tra pochi giorni dovrò affrontare l'esame di licenza liceale per concludere questi anni
di studio molto duri, ma anche molto importanti per la mia formazione e la mia vita. Anche se è ormai
da diversi mesi che mi ritiro nella mia stanza per studiare ed approfondire le materie d'esame, mi sono
davvero reso conto di quanto fosse vicina la data delle prove finali solo oggi, quando a scuola è passata
la comunicazione che i giovani che prenderanno quest'anno la licenza liceale sono convocati giovedì
prossimo in una sala del nostro Gioberti per una serie di informazioni. La mamma e il papà hanno
molta fiducia in me, continuano a ripetermi di mantenere la calma, dicendomi che nella vita mi troverò
di fronte a situazioni molto più difficili.
22
24 agosto 1871
Sono veramente felice ed emozionato. L'impegno di questi anni è stato premiato nel migliore dei modi:
ho ricevuto la medaglia d'argento per la composizione latina e la menzione onorevole con medaglia di
bronzo per quella italiana nel solenne concorso governativo ai premi d'onore dei giovani che
compirono gli studi liceali. La mamma non appena ha appreso la notizia ha versato qualche lacrima di
felicità e commozione, il papà invece mi ha dato una decisa stretta di mano per congratularsi. Io
difronte a questa scena sono stato fiero di me per aver dato una tale soddisfazione a genitori, che hanno
sempre lavorato e faticato affinché i loro figli potessero continuare a studiare

A scuola oggi di Alessia Grillone

                                                                                         Sabato 18 Aprile 2015
Era un pomeriggio come tanti altri passato a studiare, quando mia madre mi venne incontro con un
sorriso orgoglioso che le andava da un orecchio all’altro per annunciare alla sua puella che avevo
superato le selezioni regionali delle Olimpiadi delle civiltà classiche, a cui avevo partecipato il mese
precedente. L’effetto fu istantaneo: caduta precipitosa della mandibola e occhio da pesce lesso
(un’espressione degna di una latinista insomma!). Non appena metabolizzai la notizia e riemersi dagli
abbracci materni, iniziò a serpeggiare in me una certa ansia: “Io a Roma con brillanti cervelli da tutta
Italia??? Non sum digna! Avrò passato le selezioni regionali per un qualche oscuro mutamento della
tyche!”. Eppure sotto sotto provavo anche una certa fierezza (avrò peccato di hybris ?!) e un moto di
simpatia per il caro buon Virgilio, autore del passo da tradurre e commentare oggetto della prova;
furono proprio questi sentimenti a spingermi a cimentarmi in questa nuova avventura (allettata anche
dalla prospettiva di una gita nella capitale). E così veni, vidi, ma purtroppo non vici (e a tradirmi fu sempre
quel Virgilio!), ma nonostante questo retrogusto amaro (in fondo un po’ avevo sperato in qualche
premio, lo ammetto) è stata una bellissima esperienza che mai dimenticherò. Vale atque vale.

                        .
                                              Il Pantheon a Roma
Da Gazzetta Piemontese - 16 giugno 1872 - pag.2

Elenco dei vincitori di premio al Tiro a segno nella gara seguita il 2, 3 e 4 giugno 1872 in occasione
della festa nazionale.
                                               Bersaglio VIII.
                                         Licei ed Istituti scolastici.
                                  Maggioranza di punti ed imbroccate.
Tuninetti Stefano — Istituto professionale 1° premio
Ottolenghi Ottavio — Liceo Gioberti             2° id.
Gilodi Costantino — Istituto prof.              3° id.
Raimondo Felice — Liceo Cavour                  4° id.
Damiano Francesco — Istituto prof.              5° id.
                                                   Centro
Sbarbaro Costantino — Istituto prof.            1° premio
Ottolenghi Ottavio — Liceo Gioberti             2° id.
Sertour Adolfo —         Collegio nazionale 3° id.

Rielaborazione di Ylenia Manosperti

                                     Dal diario di Ottavio Ottolenghi

                                                                                       Martedì 4 giugno 1872

Oggi non è stata una regolare giornata di scuola: ho partecipato, infatti, alla gara di tiro a segno
comunale del mio Liceo Gioberti. L' insegnante di educazione fisica aveva già notato una mia buona
predisposizione in questa attività e mi aveva dunque convinto a partecipare a questo evento.
Il ritrovo era in palestra alle ore 8.30 e, non appena arrivato, ho subito notato la grande quantità di
allievi che partecipavano alla gara. C’erano diversi tiri a segno disposti per la palestra ed ogni
partecipante si disponeva dietro quello che preferiva. Dopo pochi tiri di prova, ecco che gli insegnanti
hanno annunciato l’inizio della competizione e i primi della fila hanno svolto il loro primo tiro. La gara
è durata all’incirca tre ore: ciascuno aveva a disposizione dieci tiri e alla fine gli insegnanti hanno fatto la
media del punteggio di ogni alunno. Eccetto il primo tiro, durante il quale probabilmente sono stato
preso da agitazione, avevo ottenuto un buon punteggio in tutti gli altri, ma non mi aspettavo
assolutamente di poter arrivare a vincere qualche premio.
Una volta tornati in palestra, gli insegnanti hanno annunciato i nomi di coloro che avevano ottenuto il
punteggio più alto, ed io, con stupore, avevo vinto il secondo premio sia per punti, sia per centro. Ero
più che felice e mentre tornavo a casa non facevo altro che pensare a quella mia vittoria.
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A scuola oggi di Lorenza Bodo
                                                                                    Venerdì 27 marzo 2015

Qui al Gioberti ci sono molte opportunità di frequentare attività sportive: sia che si tratti di imparare
una nuova attività, sia che si tratti di un confronto tra coetanei in gare amatoriali; per esempio, io ho
partecipato più volte alla gara di sci studentesca e, superando le prime selezioni, ho avuto la possibilità
di gareggiare contro altri licei torinesi.
Durante questi anni al Gioberti, la mia classe si è anche cimentata in diversi sport come il canottaggio, il
tiro con l'arco e persino l'hip-hop, il tutto a cifre modestissime. Insomma ci è data l'opportunità, non
solo di acculturarci intellettualmente, ma anche di provare tante nuove esperienze sportive in ambienti
poco competitivi, adatti a tutti i livelli di preparazione ed il cui costo non tutte le famiglie, altrimenti,
potrebbero permettersi.
Da Gazzetta Piemontese - 23 marzo 1874 - pag.2

Beneficenza. — Gli alunni del liceo Gioberti pregarono il prof. cav. Ottino di acconsentire, che il
discorso da lui pronunciato nella festa letteraria de' licei in lode di Carlo Denina fosse fatto di pubblica
ragione a loro spese. L'egregio professore accogliendo questa dimostrazione di stima ed affetto rispose
agli allievi: volere bensì far pago il loro desiderio stampando il discorso; amar meglio per altro di veder
consecrato a qualche opera di beneficenza quel tanto ch'essi fossero disposti a spendere per la stampa,
di cui egli solo si darebbe pensiero. E quei buoni giovani posero senza indugio in esecuzione l'avuto
suggerimento recando alla Società delle scuole infantili l'offerta di L. 132 20. Questo è un atto che
onora altamente il maestro e i discepoli.

Rielaborazione di Alessandro Del Vigna

                                                                                   Giovedì 18 marzo 1874

Questa sera, alcuni compagni di classe ed io abbiamo presenziato alla festa letteraria dei licei della
nostra città ed abbiamo ascoltato il discorso pronunciato da uno dei nostri professori del Regio Liceo
Gioberti, il Prof. Cav. Ottino, su Carlo Denina.
Il discorso è stato costruito con assoluta maestria ed enfasi retorica ed ha trattato di uno storico assai
innovativo per la nostra epoca: come si è evinto, Carlo Denina, autore tra gli altri de “Delle rivoluzioni
d’Italia” e “Le rivoluzioni della Germania”, pur avendo vissuto nel secolo scorso, sosteneva che il clero
dovesse collaborare con il Regno, servendosi della propria influenza per appoggiare le scelte
economiche intraprese. Egli è, dunque, in linea di continuità con Vincenzo Gioberti, politico e filosofo
deceduto un ventennio fa che, oltre a denominare il mio Liceo, tra pochi mesi conferirà il proprio nome
anche al Ginnasio, attualmente denominato Ginnasio S. Francesco da Paola. Difatti Gioberti teorizzò
un ceto cattolico liberale con la creazione di una confederazione nazionale dei vari Stati della nostra
penisola sotto la presidenza del Papa.
A seguito del discorso uno scrosciare di applausi si è diffuso in sala e, a nome della classe, ho proposto
di dare il discorso alle stampe. Le 132,20 Lire raccolte sono state poi impiegate, per volere del Prof.
Cav. Ottino che ha deciso di accollarsi le spese di stampa, a favore delle scuole infantili, mostrando
anche in questo gesto il suo grande senso di onore ed accrescendo così in noi la stima e l’affetto che
nutriamo per lui.
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A scuola oggi di Pamela Grano

                                                                                    Venerdì 3 aprile 2015

Anche oggi la professoressa di greco ci ha trattenuto oltre l'orario scolastico: nonostante le orecchie
impegnate a concentrarsi sulle buffe imprecazioni di Del Vigna, che ha perso per l'ennesima volta il suo
agognato tram, riesco a sgusciare fuori dalla classe e dalla scuola.
L'odore pungente di cibi non proprio allettanti e gli ultimi richiami annoiati dei commercianti sono ciò
che mi accoglie, appena arrivo nella piazza del mercato Santa Giulia: ma la cosa che mi colpisce più di
tutti è che, mentre cammino verso casa, vedo delle persone impegnate a raccogliere frutta e verdura che
viene buttata via dai contadini del mercato. Questa è un'immagine che mi fa pensare a quante persone
abbiano davvero bisogno di aiuto, di qualcuno che si prenda cura di loro visto che il nostro Stato non
sempre se ne occupa. In casi come questi ci si può affidare alla generosità di alcune persone: ne ho fatto
esperienza l'anno scorso in cui ho passato giornate divertenti e produttive all'associazione Terza
Settimana.
Grazie al Professor Panza, io e Valeria abbiamo potuto davvero aiutare la gente, preparando cassette di
frutta e verdura per le famiglie indigenti. Avevamo semplicemente una lista di nominativi delle varie
famiglie bisognose e tra di loro veniva divisa la merce disponibile, acquistata grazie a dei fondi messi a
disposizione da persone generose. Spesso ci capitava di lasciare anche fuori dal piccolo negozietto la
frutta avanzata, in modo che, chi ne avesse avuto bisogno, avrebbe potuto prenderla gratuitamente.
Il compenso di questa attività non stava solo nei crediti formativi, ma anche nella soddisfazione di
vedere un sorriso di ringraziamento su quei volti pieni di dignità.
Da Gazzetta Piemontese - 18 maggio 1874 - pag.1

L'educazione popolare. - Società contro l'abuso delle armi - Sono invitati tutti i soci iscritti ad
intervenire all'assemblea generale che venne quest'anno fissata pel giorno di domenica 24 corrente
maggio, nell'anfiteatro di chimica, presso il Liceo Gioberti , via Po n. 18 , alle ore 2 pomeridiane
precise. L'ordine del giorno reca :
1° Il resoconto annuale (al 30 aprile p. p.).
2° Provvedimenti per la prossima premiazione.
3° Rielezione di 5 membri dal Consiglio di direzione, testé scaduti per essere compiuto il triennio.
4° Rielezione dei due sindacatori dei conti.
I soci effettivi riceveranno per la posta una lettera spiegativa , colla scheda di votazione e l'elenco dei soci
fondatori, i quali soli possono essere dall'Assemblea nominati consiglieri. La lettera disciolta dovrà
essere presentata all'ingresso dell'anfiteatro. L'Assemblea potrà deliberare su detto ordine del giorno,
qualunque sia il numero dei soci che ad essa interverranno.
                                                                           Il Presidente del Consiglio direttivo.
                                                                                            Noli

Rielaborazione di Alessandro Del Vigna

                                                                                    Domenica 24 marzo 1874

Oggi pomeriggio mio padre, socio della Società contro l’abuso delle armi, ha presenziato ad
un’assemblea generale tenutasi presso il Regio Liceo Gioberti.
Le armi sono argomento di dibattito nella nostra società poiché negli ultimi anni sono state introdotte
nuove macchine da guerra tali da rendere i conflitti sempre più sanguinosi: grande scalpore ha destato
l’introduzione della mitragliatrice Gatling che permette un’infernale continuità di fuoco.
Altra innovazione è stata la retrocarica che ha velocizzato il processo di caricamento di moltissime armi,
come i moschetti. Tutto ciò mi spaventa molto ed in più la nostra epoca ha visto continui conflitti dalla
portata storica: dalla guerra franco-prussiana di quattro anni fa è sorto l’Impero Tedesco, mentre dopo
la presa di Roma, questa è diventata capitale del nostro Regno. Al ritorno a casa, mio padre ha
manifestato soddisfazione per la discussione tenutasi e aspetta con trepidazione il prossimo incontro.
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A scuola oggi di Adriano Crepaldi

                                                                                   Sabato, 25 ottobre 2014

Oggi a scuola abbiamo parlato, durante l’ora del professore di storia, di un fatto che è successo ieri negli
Stati Uniti d'America. A Marysville, cittadina a nord di Seattle nello stato di Washington, un alunno del
liceo cittadino ha ucciso un suo compagno e successivamente è stato arrestato dalla polizia.
Ne è nata una discussione tra noi compagni e il professore sulla libertà che i cittadini americani hanno
di comprare e tenere armi, soprattutto in luoghi poco sicuri dove non solo i liceali, ma anche i bambini
possono trovarle e usarle. Come in ogni discussione, si sono formati due gruppi: uno a favore della
possibilità di possedere delle armi in casa solo per difesa personale, l’altro totalmente contrario poiché
considera le armi pericolose.
Alla fine di questa discussione tutti noi eravamo d’accordo che il metodo americano non è più adeguato
ai nostri tempi.
Da Gazzetta Piemontese - 18 novembre 1874 - pag. 1

Conferenza pubblica. — Nell'aula di chimica del R. Liceo Gioberti, venerdì sera, 20 corrente, a ore 7
1[2, il dottor Carlo Casoni, trovandosi qui di passaggio, terrà una conferenza pubblica sul nuovo suo
trovato per dirigere gli areostati come si desidera, anche contrariamente alla direzione del vento,
tenendosi alla voluta altezza senza spreco di gaz, senza bisogno di alcuna zavorra, avendo il suo metodo
incontrato il voto favorevole dei professori P. Secchi, Palmieri, Donati, Denza, ed altri illustri
scienziati, mentre dai Governi fu preso in considerazione e sotto esame.
In detta sera l'inventore Casoni, esponendo il tipo od il modello della nuova macchina, darà la
dimostrazione e spiegherà il suo sistema in modo semplice e razionale.
L'argomento importantissimo e gli auspici lusinghieri sotto cui si presenta, ci fa certi che concorreranno
in buon numero ad assistere alla dimostrazione, non solo gli studiosi, ma tutti coloro eziandio che
s'interessano del progresso della scienza.
Alla porta d'ingresso ogni accorrente acquisterà l'opuscolo portante il tipo litografico e descrizione del
nuovo trovato, al prezzo che sarà stabilito.

                                                                Areostati

Rielaborazione di Alessandro Del Vigna

                                                                               Sabato 21 novembre 1874

Ieri sera la mia famiglia ha preso parte presso il Liceo Gioberti ad un incontro di scienza tenuto dal
Prof. Carlo Casoni. Una grande attesa ha preceduto il suo intervento in quanto ha trovato un “suo”
modo per direzionare gli aerostati, come si desidera, anche in direzione contraria al vento. Il volo e
l’indipendenza legati all’ergersi in cielo hanno sempre suscitato in me un grande sentimento di libertà.
Il suo discorso è stato estremamente semplice e razionale e la dimostrazione finale ha suggellato un
intervento semplice, ma raffinato. Sono rimasto catturato dalle sue parole in quanto il volo è anche un
tema della letteratura a me molto caro, perciò mi sono da sempre dedicato allo studio degli aerostati: i
progressi conseguiti sono incredibili, basti pensare al fatto che soltanto pochi decenni fa Pince ed
Andrews realizzarono il primo dirigibile a motore in grado di compiere delle manovre. L’argomento è
assai affascinante e la sua trattazione ha incantato il numeroso pubblico affluito che non ha esitato a
manifestare la propria soddisfazione. Spero che presto vi siano nuove scoperte in questo campo e
nuove conferenze nella mia scuola.
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