L'ECO DI DON BOSCO - missione Io sono una - Don Bosco Genova

 
L'ECO DI DON BOSCO - missione Io sono una - Don Bosco Genova
L’ECO DI DON BOSCO
         BOLLETTINO TRIMESTRALE - N. 1/2019 - Anno CII - TARIFFA REGIME LIBERO
            “Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale 70% - C/RM/27/2018”

                                                 CITTA’ DEI RAGAZZI

    Io sono una
    missione
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SOMMARIO                                                                         Luci e ombre
                                                                                               di un mondo
          Luci e ombre di un mondo che trascolora...........                         3           che trascolora
          Lettera del Direttore
                                                                                     4
                                                                                           Il disagio profondo dello stare insieme in un momento di cam-
          Don Bosco si è fatto un regalo................................                   biamento potrebbe riportare indietro l’orologio della storia o
                                                                                           rilanciare,“purificata”, la sua “novità”: la solidarietà e la pace. Il
                                                                                           vento del nazionalismo “sovranista” e “populista”, reazione alla
          Messaggio del Rettor Maggiore
          “Cari giovani, non abbiate paura...”........................               5     globalizzazione senza pilota che crea disuguaglianze, s’allarga
                                                                                           sul mondo. Se il motore dell’economia è l’utile, il profitto, il de-
                                                                                           naro, si creano disuguaglianze sempre più gravi: pochi ricchi
          Dalle parole di Papa Francesco                                                   e una massa di poveri sempre più poveri. Lo leggiamo nei dati
                                                                                           statistici del nuovo Rapporto OXAM “Bene pubblico o ricchez-
          Sprazzi di luce dall’incontro
          con i 700.000 giovani.................................................     6     za Privata” gennaio 2019. A metà del 2018 l’1% più ricco del
                                                                                           pianeta detiene il 47% della ricchezza aggregata netta. Guar-
                                                                                           dando l’Italia, nello stesso periodo, il 20% più ricco degli italiani
          Sinodo dei vescovi a Roma                                                        possedeva il 71% dell’intera ricchezza nazionale.
          La forza dell’ascolto...................................................    8    Segni sinistri di un vento “senz’anima” sorgono ad est come ad
                                                                                           ovest. Penso agli USA di Trump e ai paesi di Visegrad dell’Unione

          Festa di San Giovanni Bosco 2019.........................10
                                                                                           Europea. Il 13 gennaio è stato accoltellato Pawel Adamowicz,
                                                                                           53 anni, sindaco di Danzica durante un concerto di benefi-

          Centro Ricreativo per autistici.............................. 12
                                                                                           cenza di fronte a migliaia di persone. Quel coltello ha spento
                                                                                           la voce “umana e accogliente” che aveva aperto le porte
                                                                                           della città ai migranti in contrasto con il governo polacco.
          Festa dell’Immacolata 2018....................................13
                                                                                           Ad Occidente Trump vuole costruire un muro che separi il
                                                                                           Messico dagli Usa e combatte una guerra commerciale con

          Natale Latinos............................................................. 14
                                                                                           la Cina e con l’Europa mettendo in subbuglio l’economia
                                                                                           mondiale. A difesa dell’America first.
                                                                                           Per quanto riguarda l’Italia e l’Unione Europea, la nave Sea
                                                                                           Watch con emigranti salvati dal naufragio e bloccata davanti
          • Ritiro spirituale del MGS Liguria
          • Una giornata a Mornese........................................   15            a Siracusa ... è il simbolo dello sfaldamento della solidarietà
                                                                                           e accoglienza dell’Europa. Si gioca sulla pelle di persone di-

          Il buon cittadino Digitale.........................................16
                                                                                           sperate di migranti che, costrette a lasciare il proprio paese,
                                                                                           diventano vittime di schiavisti, del mare e della disumanità dei
                                                                                           governanti dell’Unione.
          Elezioni Europee maggio 2019............................... 17
                                                                                           La chiusura forzata del Cara di Castelnuovo di Porto alle por-
                                                                                           te di Roma ha suscitato indignazione. I migranti erano accolti

          Urban Regeneraction...............................................18
                                                                                           e integrati. Significativo il gesto di una donna del paese che
                                                                                           blocca il pullman che portava altrove (dove?) il primo grup-
                                                                                           po di migranti ... Chi era al sicuro per la protezione umanitaria
          Don Bosco accoglie il primo minorenne                                            diventa clandestino.
          orfano immigrato......................................................   19      Certo nelle attività dell’accoglienza non mancano gli sfrutta-
                                                                                           tori interessati al guadagno economico più che al benessere
                                                                                           degli immigrati. È all’opera la malavita e la mafia ... basta pen-
                                                                                           sare alla mafia nigeriana del Cara di Mineo.
                                                                                           Ma visto il calo quasi totale degli arrivi, compito del governo
                                                                                           doveva essere di governare gli accolti e non di ridurre i centri
                                                                                           funzionanti aumentando i clandestini.
                                                                                           Ma le luci brillano ancora su questo mondo sfregiato da se-
                                                                                           gni sinistri. Pensiamo ai 700.000 giovani della GMG di Panama:
                                                                                           insegnano agli adulti l’incontro tra i diversi senza escludere
                                                                                           nessuno. È la foresta che cresce, anche se fa meno rumore di
                                                        PRIMO TRIMESTRE                    una pianta che cade. Nella spiaggia di Siracusa, davanti alla
                                                   N° 1 - Gennaio-Marzo 2019               nave di immigrati bloccata, tante mani alzate quasi a voler
  L’Eco di Don Bosco - Bollettino trimestrale Opera Salesiana - Sampierdarena
Poste Italiane S.p.A. - Sped. in abb. Postale 70% - Anno CII - C/RM/27/2018                raggiungere i “sequestrati” gridano che si lascino sbarcare. È
                                                                                           l’Italia dell’accoglienza che conosciamo, è l’Europa della so-
                           Direzione e amministrazione: Istituto Don Bosco
     Via C. Rolando, 15 - 16151 Genova-Sampierdarena - Tel. 010 640 26 01                  lidarietà vittima dell’incapacità di dialogare e trovare insieme
  C.C.P. 28142164 - Autorizzazione Tribunale di Genova - n. 327 del 16-2-1955              una soluzione ... Qui si scontrano un’Europa della retrotopia e
                                                                                           l’Europa aperta al mondo, solidale e accogliente.
            Redazione: Stefano Cartechini, Silvano Audano, Matteo Sassano,
Alberto Rinaldini, Mariano Licciardi, Commissione Comunicazione dell’Opera                 Ma in tutt’Italia vivono famiglie o singoli o gruppi del terzo set-
                                                                                           tore, tante luci per cui dobbiamo sperare e impegnarci per
   Stampa: Tipolitografia Istituto Salesiano Pio XI - Roma • tipolito@donbosco.it          gli Stati Uniti d’Europa, il sogno dei padri fondatori. Portiamo
                                                                                           gioia e serenità nelle nostre realtà quotidiane, aiutiamo chi è
                                                                                           solo e abbandonato, ascoltiamo il nostro fratello. La speranza
                           ATTENZIONE                                                      ci inviti a prenderci cura del nostro prossimo senza aspettarci
Amico lettore dell’Eco di Don Bosco, stiamo aggiornando l’archivio                         una ricompensa. Più è luminosa la nostra speranza, maggiore
anagrafico.                                                                                sarà la nostra fede, più pura sarà la nostra carità.
Per facilitare il nostro lavoro, chiediamo cortesemente di inviare                                                                          Stefano Cartechini
un’email di conferma, di avvenuta ricezione della rivista a
  silvano.audano@email.it o telefonare al n. 010 64 02 616
L'ECO DI DON BOSCO - missione Io sono una - Don Bosco Genova
Lettera del                                                          E questo si nota particolarmente oggi,
                                 DIRETTORE                                               di fronte all’arrivo di migranti e rifugia­
                                                                                         ti che bussano alla nostra porta in cer­
                                                                                         ca di protezione, sicurezza e un futuro
                                                                                         migliore. È vero, il timore è legittimo,
                                                                                         anche perché manca la preparazione a

                 DON BOSCO
                                                                                         questo incontro. Lo dicevo l’anno scor­
                                                                                         so, in occasione della Giornata Mondia­
                                                                                         le del Migrante e del Rifugiato: «Non

                  si è fatto
                                                                                         è facile entrare nella cultura altrui,
                                                                                         mettersi nei panni di persone così di­

                                     un regalo
                                                                                         verse da noi, comprenderne i pensieri
                                                                                         e le esperienze. E così, spesso, rinun­
                                                                                         ciamo all’incontro con l’altro e alziamo
                                                                                         barriere per difenderci». Rinunciare a
                               Domenica     “Attraverso questi episodi biblici, il Si­   un incontro non è umano.
                             3 feb­braio,   gnore parla oggi a noi e ci chiede di        Siamo chiamati invece a superare la
                           durante i fe­    lasciare che Lui ci liberi dalle nostre      paura per aprirci all’incontro. E per fare
                           steggiamenti     paure. “Liberi dalla paura” è proprio il     questo non bastano giustificazioni ra­
                     della Festa di Don     tema scelto per questo vostro incontro.      zionali e calcoli statistici. Mosè dice al
                    Bosco, alla presen­     La paura è l’origine della schiavitù:        popolo di fronte al Mar Rosso, con un
                    za del Card. Ange­      gli israeliti preferirono diventare schia­   nemico agguerrito che lo incalza alle
lo Bagnasco, del Sindaco della città        vi per paura. È anche l’origine di ogni      spalle: «Non abbiate paura», perché il
Marco Bucci e di tante autorità civili      dittatura, perché sulla paura del popolo     Signore non abbandona il suo popolo,
e militari è stata inaugurata la Casa       cresce la violenza dei dittatori.            ma agisce misteriosamente nella storia
Don Bosco. I minori stranieri non ac­       Di fronte alle cattiverie e alle brutture    per realizzare il suo piano di salvezza.
compagnati hanno trovato casa al Don        del nostro tempo, anche noi, come il         Mosè parla così semplicemente perché
Bosco di Sampierdarena. Il progetto         popolo d’Israele, siamo tentati di ab­       si fida di Dio.
è partito tre anni fa ed è un tentati­      bandonare il nostro sogno di libertà.        L’incontro con l’altro, poi, è anche
vo di risposta all’appello che ha fatto     Proviamo legittima paura di fronte a         incontro con Cristo. Ce l’ha detto Lui
Papa Francesco e il Rettor Maggiore         situazioni che ci sembrano senza via         stesso. È Lui che bussa alla nostra por­
dei salesiani ad aprire le nostre case      d’uscita. E non bastano le parole uma­       ta affamato, assetato, forestiero, nudo,
all’accoglienza di minori che si trova­     ne di un condottiero o di un profeta         malato, carcerato, chiedendo di essere
no in Italia e non hanno nessun riferi­     a rassicurarci, quando non riusciamo a       incontrato e assistito. E se avessimo
mento familiare.                            sentire la presenza di Dio e non siamo       ancora qualche dubbio, ecco la sua pa­
Dopo lo studio del progetto, dopo la        capaci di abbandonarci alla sua Provvi­      rola chiara: «In verità io vi dico: tutto
ricerca degli educatori e la ristruttu­     denza. Così, ci chiudiamo in noi stessi,     quello che avete fatto a uno solo di
razione dei locali, siamo finalmente        nelle nostre fragili sicurezze umane,        questi miei fratelli più piccoli, l’ave-
riusciti a partire. Dietro questa casa      nel circolo delle persone amate, nella       te fatto a me» (Mt 25,40)».
ci sono tante persone che hanno con­        nostra routine rassicurante. E alla fine     Diventiamo tutti liberi dalle paure
tribuito con il volontariato gratuito       rinunciamo al viaggio verso la Terra         quando ci facciamo guidare dall’amo­
all’accoglienza di questi ragazzi, pre­     promessa per tornare alla schiavitù          re verso i ragazzi. È questo amore che
feriti da don Bosco.                        dell’Egitto.                                 ci spinge ogni giorno ad alzare il capo
Durante il meeting “Liberi dalla pau-       Questo ripiegamento su sé stessi, segno      per sconfiggere tutte le nostre paure.
ra”, svoltasi a Sacrofano, alle porte di    di sconfitta, accresce il nostro timore      Approfitto di questo scritto per rin­
Roma, Papa Francesco si è rivolto alle      verso gli “altri”, gli sconosciuti, gli      graziare le tante persone che ci hanno
comunità di accoglienza presenti nella      emarginati, i forestieri – che peraltro      aiutato a realizzare la nuova Casa Don
diocesi di Roma:                            sono i privilegiati del Signore (Mt 25) –.   Bosco.
                                                                                                            Don Maurizio Verlezza

4   l’eco di don bosco
L'ECO DI DON BOSCO - missione Io sono una - Don Bosco Genova
La Festa MGS
a Panama 2019:                                                      Messaggio del
                                                                                     RETTOR MAGGIORE

“Cari giovani,
non abbiate paura
                                                                                     ribattuto il Rettor Maggiore, prima di
                                                                                     recarsi per un’intervista, insieme con
                                                                                     la Madre Generale delle FMA, presso
di ciò che Dio vi chiede”                                                            la postazione del Bollettino Salesia­
                                                                                     no del Centro America, che stava tra­
                                                                                     smettendo in diretta sulle reti sociali
   Colore, allegria, musica,                                                                             l’intero evento.
ballo... E al tempo stesso pre­                                                                             Dopo il tempo
ghiera, testimonianze, mo­                                                                               per la cena è giun­
menti di silenzio di fronte al                                                                          to il momento più
Santissimo. La Festa del Mo­                                                                            importante        della
vimento Giovanile Salesiano                                                                             giornata: la veglia
(MGS) alla Giornata Mondiale                                                                            di adorazione euca­
della Gioventù di Panama è                                                                              ristica. Una cerimo­
stata tutto questo, e come                                                                              nia ben organizzata
al solito, ha saputo dare una                                                                           e molto riflessiva,
scossa di energia a tutti i                                                                            con canti e momenti
partecipanti.                                                                                          di silenzio che invi­
   Dopo l’ampio lavoro di ri­                                                                          tavano alla preghiera
flessione svolto al mattino                                                                            intima con Gesù, e
insieme a Don Ángel Fer­                                                                               che è stata presie­
nández Artime, Rettor Mag­                                                                             duta da don Fabio
giore dei Salesiani, e a Madre Yvonne                                                                  Attard, Consigliere
Reungoat, Madre Generale delle Figlie     Jimenez, delle FMA della Repubblica        Generale per la Pastorale Giovanile dei
di Maria Ausiliatrice (FMA), che ha       Dominicana.                                Salesiani.
riguardato molti temi – testimonianza        “Vivendo in un Paese che ha una           Durante la veglia ci sono state pre­
del Vangelo, conversione, impegno,        minoranza di cattolici, la GMG mi dà       ghiere specifiche per i giovani del
formazione dei laici, Diritti Umani,      l’occasione di crescere nella mia fede.    Venezuela e del Nicaragua, perché
accoglienza dei migranti, parità di       Stare con i giovani, ti mantiene gio-      possano sperimentare la pace nei loro
genere ... – nel pomeriggio di mer­       vane. E quando sei lontano dal pec­        Paesi.
coledì 23 i giovani si sono dedicati      cato, sei giovane” ha aggiunto Maria         Alla fine di questo momento, Madre
un momento di grande entusiasmo e         Linda, cristiana in Kuwait, alla sua       Reungoat e Don Á.F. Artime sono tor­
calore.                                   terza GMG.                                 nati sul palco per offrire la tradiziona­
   Circa 2.500 sono stati i giovani          Così, uniti dalla stessa fede e dallo   le “buona notte”.
partecipanti, provenienti da 30 Pa-       stesso amore per Don Bosco, e senza          “Sostituite la paura con la fidu-
esi. Accolti all’ingresso dell’Istituto   che le differenze linguistiche costi­      cia, lì c’è la fonte della pace e la
Tecnico Don Bosco da un gruppo di         tuissero mai un ostacolo, tra selfie,      risposta coraggiosa a Gesù” ha detto
danza folkloristica, i pellegrini hanno   abbracci, scambio di doni, canti e ap­     Madre Reungoat.
trascorso il pomeriggio animandosi        plausi ovunque, i giovani hanno tra­         E il X Successore di Don Bosco ha ag­
reciprocamente con le tradizionali di­    scorso le prime ore.                       giunto: “Dio tocca il cuore di ognu-
namiche da cortile e da palco, e con­        L’arrivo del Rettor Maggiore e di       no di noi. Non c’è nessuno di noi
dividendo insieme esperienze e consi­     Madre Reungoat ha aumentato ulte­          che non abbia una vocazione nella
derazioni.                                riormente la temperatura. “Un cuore        vita. Come disse Papa Benedetto XVI:
   “I giovani sono il presente del        felice è pieno d’amore per Gesù”           ‘Cari giovani, non abbiate paura di ciò
mondo, della Chiesa e della fami-         ha detto Madre Reungoat ad una gio­        che Dio vi chiede’. Perché di questo
glia. Il Santo Padre ci ricorda di cre-   ventù traboccante d’emozione, mentre       si tratta, di vivere la vita con tanta
dere nei giovani come forza della         le bandiere di tutti i Paesi presen­       passione, senza aver paura di ciò che
Chiesa, del mondo e della famiglia”       ti sventolavano attorno. “Basta che        Dio chiede a ciascuno di noi”.
ha manifestato suor Esther Migueline      siate giovani perché io vi ami” ha                          (ANS - Città di Panama)

                                                                                                    l’eco di don bosco      5
L'ECO DI DON BOSCO - missione Io sono una - Don Bosco Genova
Dalle parole di                                                     XXXIV GMG
                      PAPA FRANCESCO                                                     a Panama
                                                                                  22-27 GENNAIO 2019

              Sprazzi di luce dall’incontro
              CON I 700.000 GIOVANI
• “Veniamo da culture e popoli          XVI. E il Papa non perde l’occa-        volgere tutti”. Il sogno per il quale
diversi, parliamo lingue diverse,       sione per mandare, insieme con i        Gesù ha dato la vita. (all’apertura
usiamo vestiti diversi. Ognuno          giovani, un gioioso saluto al suo       della GMG)
dei nostri popoli ha vissuto sto-       predecessore. “Ci sta guardando e
rie e circostanze diverse. Quante       lo salutiamo”... “Con i vostri ge­      • I giovani bisogna guardarli con
cose ci possono differenziare. Ma       sti voi smentite e screditate tutti        gli occhi di Dio
nulla di tutto ciò ha impedito che      quei discorsi che si concentrano e si   “Questo hanno fatto i santi, questo
potessimo incontraci ed essere          impegnano nel creare divisione”, in     fanno le comunità che sanno guar­
felici di stare insieme. Questo è       un certo senso obbedendo al “padre      dare” Don Bosco non è andato a
possibile perché sappiamo che c’è       della menzogna che preferisce un        cercare i giovani in qualche posto
qualcosa che ci unisce, c’è Qualcu-     popolo diviso e litigioso”. Tuttavia    lontano o speciale; semplicemente
no che ci fa fratelli”. (all’arrivo a   “incontrarsi non significa mime­        imparò a guardare, a vedere tutto
Panama)                                 tizzarsi, Né pensare tutti la stessa    quello che accadeva attorno nella
                                        cosa o vivere tutti uguali facendo e    città e a guardarlo con gli occhi di
• “Il vero amore non annulla legit­     ripetendo le stesse cose, ascoltando    Dio e, così, fu colpito da centinaia
time differenze, ma le armonizza        la stessa musica o portando la ma­      di bambini e di giovani abbandonati
in una superiore unità”. Questa è       glia della stessa squadra di calcio”.   senza scuola, senza lavoro e senza
una citazione di Benedetto                   La cultura dell’incontro, “è un    la mano amica di una comunità.
                                             appello e un invito ad avere il    Molta gente viveva in quella stessa
                                             coraggio di mantenere vivo un      città, e molti criticavano quei giova­
                                             sogno comune capace di coin­       ni, però non sapevano guardarli con
                                                                                gli occhi di Dio. I giovani bisogna

6   l’eco di don bosco
L'ECO DI DON BOSCO - missione Io sono una - Don Bosco Genova
guardarli con gli occhi di                                                                   ai giornalisti nel viaggio di
Dio. Lui lo fece, Don Bosco,                                                                 ritorno)
seppe fare il primo passo:
abbracciare la vita come si                                                                   • Voi siete l’adesso di Dio
presenta; e, a partire da lì,                                                                 “Voi, cari giovani, non
non ebbe paura di fare il se­                                                                 siete il futuro. Ci piace
condo passo: creare con loro                                                                  dire: “Voi siete il futu­
una comunità, una famiglia                                                                    ro...” No, siete il presen­
in cui con lavoro e studio si                                                                 te! Non siete il futuro
sentissero amati. Dare loro                                                        di Dio: voi giovani siete l’adesso di
radici a cui aggrapparsi per poter ar-    ti. Vengono per fame o per guerra.       Dio! Lui vi convoca, vi chiama nel­
rivare al cielo. Per poter essere qual­   Investire dove c’è la fame, l’Europa è   le vostre comunità, vi chiama nelle
cuno nella società. Dare loro radici      capace di farlo, e questo è un modo      vostre città ad andare in cerca dei
a cui aggrapparsi per non essere ab­      per aiutare a crescere quei Paesi. Ma    nonni, degli adulti; ad alzarvi in
battuti dal primo vento che viene.        sempre c’è quell’immaginario collet­     piedi e insieme a loro prendere la
Questo ha fatto Don Bosco”. (Veglia       tivo che abbiamo nell’inconscio: l’A­    parola e realizzare il sogno con cui
con i giovani di sabato 26 gennaio)       frica va sfruttata! Questo appartiene    il Signore vi ha sognato.” (Omelia
                                          alla storia, e fa male!” (Rispondendo    della Messa di domenica 27 gennaio)
• Il problema delle migrazioni
  “... il modo di risolvere il proble­
  ma delle migrazioni è aiutare i
   Paesi da dove vengono i migran­

                                                                                                 l’eco di don bosco     7
L'ECO DI DON BOSCO - missione Io sono una - Don Bosco Genova
1. Giovani protagonisti nella Chiesa
    SINODO DEI VESCOVI                                             I giovani sono stati oggetto di studio, ma anche soggetto
                                                                   che riflette con i vescovi sul loro stesso mondo. I giovani
                       a Roma                                      sono come virgulti che crescono in un campo ove col grano
                                                                   si trovano erbacce cresciute nel tempo. Ma essi portano in
                                                                   sé una linfa – al di là del contesto in cui vivono – che è

LA FORZA
                                                                   inquietudine, desiderio di nuovi spazi … è il volto giova­
                                                                   nile della Chiesa.

DELL’ASCOLTO
                                                                   “La presenza dei giovani ha segnato una novità: attraverso di
                                                                   loro è risuonata nel Sinodo la voce di tutta una generazione.” (1)

                                                                   2. Sono ascoltati i giovani nella Chiesa?
È la prima volta che la Chiesa, nella sua più che bimil­           Dalle parole inaugurali di Papa Francesco è emerso che la
lenaria storia, celebra un sinodo dei vescovi sui giovani          parola ascolto è davvero centrale in questo Sinodo. Il Papa
con i giovani. “Con i giovani” dice l’originalità assoluta di      ha ricordando che la Chiesa è oggi in debito di ascolto.
questo Sinodo. Nei 50 giovani parla un’intera generazione.         “Ci siamo accorti – osserva don Sala – che la Chiesa fa fatica
Aiutano a vivere un’esperienza di Chiesa che scopre la sua         ad ascoltare, parla un po’ troppo e ascolta un po’ troppo poco.
dimensione giovanile. La giovinezza appartiene alla natura         Questo vuol dire che è necessaria davvero una conversione spi-
della Chiesa ... anche nei giovani parla lo Spirito Santo.         rituale, prima di tutto. E direi anche che la radice più profon-
Dio è giovane!                                                     da di questa mancanza di ascolto nei confronti dei giovani è
                                                                   probabilmente anche una mancanza di ascolto verso Dio. Noi
“Su tutti effonderò il mio Spirito; i vostri figli e le vostre
                                                                   parliamo molto di Dio, ma forse parliamo poco con Dio. E que-
figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri
                                                                   sta è una mancanza di credibilità. Quando parliamo di Dio,
anziani faranno sogni» (At 2,17; cfr. Gl 3,1). È l’esperienza
                                                                   senza aver prima parlato con Dio, non siamo molto credibili”.
che abbiamo fatto in questo Sinodo, camminando insieme e
                                                                   “L’ascolto rende possibile uno scambio di doni, in un con-
ponendoci in ascolto della voce dello Spirito. Egli ci ha stu-
                                                                   testo di empatia. Esso consente ai giovani di donare alla
pito con la ricchezza dei suoi doni, ci ha colmato del suo co-
                                                                   comunità il proprio apporto, aiutandola a cogliere sensibilità
raggio e della sua forza per portare al mondo la speranza”.
                                                                   nuove e a porsi domande inedite. Allo stesso tempo pone le
                                                                   condizioni per un annuncio del Vangelo che raggiunga vera-
In questo secondo intervento                                       mente il cuore, in modo incisivo e fecondo”. (8)
dell’Eco di Don Bosco sul Sinodo dei giovani
ci fermeremo su un aspetto che riteniamo                           Dalla pagina del Vangelo dei discepoli di Emmaus l’indica­
                                                                   zione del come deve essere l’ascolto. Gesù “li interroga e si
prioritario, l’ASCOLTO.                                            mette in paziente ascolto della loro versione dei fatti per aiu-
Raccogliamo alcune indicazioni dal documento finale del            tarli a riconoscere quanto stanno vivendo. Poi, con affetto ed
Sinodo stesso.                                                     energia, annuncia loro la Parola, conducendoli a interpretare
                                                                   alla luce delle Scritture gli eventi che hanno vissuto. Accetta

8   l’eco di don bosco
L'ECO DI DON BOSCO - missione Io sono una - Don Bosco Genova
l’invito a fermarsi presso di loro al calar della sera: entra nella
loro notte. Nell’ascolto il loro cuore si riscalda e la loro mente
si illumina, nella frazione del pane i loro occhi si aprono. Sono
loro stessi a scegliere di riprendere senza indugio il cammino
in direzione opposta, per ritornare alla comunità, condividen-
do l’esperienza dell’incontro con il Risorto”.
I giovani reclamano di essere ascoltati nella loro inquie­
tudine e ricerca del senso della vita. Sono troppe volte
delusi, sconcertati, ma nel loro cuore c’è la tensione al
bello, al bene, al vero. Come la Chiesa ascolta questa nuo­
va generazione? Riconosce il valore del loro protagonismo
come parte della sua stessa vita? Risponde il Sinodo:
“Molti giovani sperimentano come la loro voce non sia rite-           proprie scelte e possibilità, è un vero atto di amore nei loro
nuta interessante e utile in ambito sociale ed ecclesiale. In         confronti in vista della loro crescita e delle scelte che sono
vari contesti si registra una scarsa attenzione al loro grido,        chiamati a compiere.” (35)
in particolare a quello dei più poveri e sfruttati,e anche la
mancanza di adulti disponibili e capaci di ascoltare”. (7)            4. I giovani chiedono di essere accolti
Essi sono Chiesa. Hanno bisogno di incontrare adulti capaci              e rispettati nella loro originalità
di ascoltare e donare loro il valore delle radici. È un atto di       Il tempo dei giovani è quello dell’apertura al diverso
amore che li fa crescere nelle loro scelte. Nello stesso tempo        ... e l’Europa – che rischia di restare prigioniera del suo
possono aiutare la Chiesa a vivere nel presente della storia.         egoismo, chiudendosi con i suoi muri o porti chiusi agli
                                                                      emigranti – ha nei suoi giovani il futuro per una conviven­
“I giovani cattolici non sono meramente destinatari dell’a-           za pacifica, multicolore e pluriculturale.
zione pastorale, ma membra vive dell’unico corpo ecclesiale,
battezzati in cui vive e agisce lo Spirito del Signore. Essi          “I giovani sono generalmente portatori di una spontanea
contribuiscono ad arricchire ciò che la Chiesa è, e non solo          apertura nei confronti della diversità, che li rende attenti
ciò che fa. Sono il suo presente e non solo il suo futuro. I          alle tematiche della pace, dell’inclusione e del dialogo tra
giovani sono protagonisti in molte attività ecclesiali, in cui        culture e religioni. Numerose esperienze di molte parti del
offrono generosamente il proprio servizio, in particolare con         mondo testimoniano che i giovani sanno essere pionieri di
l’animazione della catechesi e della liturgia, la cura dei più        incontro e dialogo interculturale e interreligioso, nella pro-
piccoli, il volontariato verso i poveri. Anche movimenti, as-         spettiva della convivenza pacifica.” (45)
sociazioni e congregazioni religiose offrono ai giovani oppor-
tunità di impegno e corresponsabilità. Talvolta la disponibi-         5. Quale Chiesa vogliono i giovani?
lità dei giovani incontra un certo autoritarismo e sfiducia di        “I giovani chiedono che la Chiesa brilli per autenticità, esem-
adulti e pastori, che non riconoscono a sufficienza la loro           plarità, competenza, corresponsabilità e solidità culturale. A
creatività e faticano a condividere le responsabilità.” (54)          volte questa richiesta suona come una critica, ma spesso assu-
                                                                      me la forma positiva di un impegno personale per una comu-
                                                                      nità fraterna, accogliente, gioiosa e impegnata profeticamente
3. I giovani sono un dono
                                                                      a lottare contro l’ingiustizia sociale. Tra le attese dei giovani
L’ascolto rende possibile uno scambio di doni, in un conte-
                                                                      spicca in particolare il desiderio che nella Chiesa si adotti uno
sto di empatia. Esso consente ai giovani di donare alla co-
                                                                      stile di dialogo meno paternalistico e più schietto.” (57)
munità il proprio apporto, aiutandola a cogliere sensibilità
nuove e a porsi domande inedite. Allo stesso tempo pone
le condizioni per un annuncio del Vangelo che raggiunga
veramente il cuore, in modo incisivo e fecondo.” (8)
Ma rischiano di essere senza memoria storica “I giova-
ni sono proiettati verso il futuro e affrontano la vita con
energia e dinamismo. Sono però anche tentati di concen-
trarsi sulla fruizione del presente e talora tendono a dare
poca attenzione alla memoria del passato da cui pro-
vengono, in particolare dei tanti doni loro trasmessi dai
genitori, dai nonni, dal bagaglio culturale della società in
cui vivono. Aiutare i giovani a scoprire la ricchezza viva
del passato, facendone memoria e servendosene per le
L'ECO DI DON BOSCO - missione Io sono una - Don Bosco Genova
Festa di San Giovanni
Bosco 2019
Una ricorrenza che segna
l’Opera Don Bosco di Genova

  Dall’alto dei miei 85 anni, gli ul-   del 31 gennaio 2019: il pomeriggio       Una cena “giovanile e famigliare”
timi 55 passati a Sampierdarena,        del 29 arriva il primo nucleo dei        nell’Opera Don Bosco per il ben­
guardo i vari 31 gennaio vissuti.       migranti minori non accompagna-          venuto ai nostri giovani amici mi-
Quest’ultimo si presenta con una        ti … è solo l’avanguardia, il gruppo     granti.
carica del tutto eccezionale.           maggiore arriverà a giorni. Li ab-         La giornata del 31 si apre con i
  La serie di iniziative, nella luce    biamo attesi come li conoscessimo        giochi e la Santa Messa con tutti
del Padre dei giovani, inizia a metà    da sempre e abbiamo preparato            i giovani delle scuole Don Bosco:
dicembre: il 15 dicembre s’inaugu-      per loro la ”CASA DON BOSCO”,            Infanzia, scuola primaria e Media,
ra il Centro Ricreativo per autistici   seconda accoglienza. Tre anni di         Centro Professionale e genitori. La
al don Bosco, a fine gennaio la ce-     lavoro per preparare “la casa” e         grande chiesa parrocchiale era pie-
lebrazione solenne della festa del      sbrigare le complicate pratiche bu-      na. Presiedeva la concelebrazione
Santo.                                  rocratiche. Nello stesso giorno da       Mons. Nicolò Anselmi. È la prima
  Due fatti caratterizzano la festa     Roma giungeva la stampa del volu-        volta che vedo i giovani partecipa-
                                        me MIGRARE - sogno e delusione           re alla preghiera e ai canti con tan-
                                        del nostro Centro Culturale Il Tem-      to entusiasmo … commovente il si-
                                        pietto. Per i cittadini della Casa Don   lenzio di tanti piccoli per ascoltare
                                        Bosco vorremmo che l’accoglienza         e pregare.
                                        facesse sparire ogni delusione dal         Il secondo momento è quello
                                        loro cuore.                              conviviale con i nostri docenti e
                                           La prima cena dei nostri giovani      collaboratori e tanti amici e bene-
                                        ospiti migranti è consumata con          fattori. A tavola servivano giova-
                                        la Comunità Salesiana, con lo staff      ni salesiani. Inevitabile la foto di
                                        degli educatori e con un magnifi-        gruppo.
                                        co gruppo di giovani dell’Oratorio.        Domenica 3 febbraio si celebra

10   l’eco di don bosco
la FESTA nella parrocchia, questo       zogiorno i cittadini della ‘Casa Don   clima di grande famigliarità hanno
anno più calorosa perché S. E. il       Bosco’, i minori immigrati non         consumato insieme il pranzo.
cardinale Bagnasco ha insediato         accompagnati, si sono incontrati         Alla celebrazione dell’insedia-
il nuovo parroco Don Pier Dante.        con i giovani dell’Oratorio e in un    mento del nuovo parroco segue la
All’omelia il cardinale ci ha lascia-                                          benedizione dei nuovi locali della
to una breve riflessione concen-                                               “Casa Don Bosco”. Sono i locali più
trata su tre parole: Gioia, Insieme,                                           belli dell’Opera Don Bosco … ai nul-
Casa. Nel clima che il Don Bosco                                               latenenti il Buon Padre don Bosco
vive in questi giorni la parola                                                riservava le cose migliori.
“casa” la pensiamo suggerita da                                                  L’incontro conviviale con il no-
“Casa Don Bosco” per minori im-                                                stro arcivescovo, con il sindaco,
migrati non accompagnati. Nella                                                con i parroci, con le religiose e altri
casa trovi la gioia perché si sta in-                                          invitati conclude la FESTA del San-
sieme con persone che ti vogliono                                              to tanto legato a Genova e tanto
bene … la casa richiama relazioni                                              amato dai genovesi.
calde, comprensione, accoglien-                                                                      Alberto Rinaldini
za, ascolto, crescere insieme nel-
la gioia che si ancora nell’essere
amati da Dio che è Gioia. A mez-

                                                                                            l’eco di don bosco     11
Quando Enrico è nato aveva­
mo l’impressione che quella che     CENTRO RICREATIVO                                      gnasco, del Superiore dell’Italia
                                                                                           Cen­trale Don Stefano Aspettati,

                                      PER AUTISTICI
stava succedendo fosse una cosa                                                            dei nostri benefattori Ing. Ugo
più grande di noi. Ed era vero. In­                                                        Salerno e Dott.ssa Michela Rocca
tuivamo che avrebbe cambiato la                                                            per RINA, Dott. Luciano Gandini e
nostra esistenza ma non immagi­               Al Don Bosco                                 Dott.ssa Irma Belardi per ANSAL­
navamo la misura in cui l’avrebbe
fatto, pensavamo che avremmo               di Sampierdarena                                DO ENERGIA ed i più alti funzio­
                                                                                           nari di CARIGE, del Sindaco Marco
dovuto insegnargli tante cose                                                              Bucci, dell’Assessore Ilaria Cavo,
ma non supponevamo che sareb­                                                              del Questore di Genova Sergio
be stato lui ad insegnarci ciò che                                                         Bracco e soprattutto di tanti ami­
è essenziale nella vita.                                                                   ci che ci hanno scaldato il cuore...
  Ci ha fatto capire che ciò
che conta è solo l’amore, quel­                                                            Perché questo centro?
lo vero. Ha dato un senso alla                                                                 Mio figlio Enrico, pur con tutti
nostra esistenza: avevamo desi­                                                             i suoi problemi, è stato fortuna­
derato essere genitori ma ci era                                                            to perché è stato accolto dai Sa­
stato dato ben di più di quel che                                                           lesiani con un tale affetto da far
chiedevamo... Ci era stato dato                                                             diventare per lui il Don Bosco
un Angelo, una creatura asso­                                                               come una seconda casa...
lutamente innocente ed indife­                                                                 Così è nata l’idea di un Centro
sa che chiedeva solo di essere                                                              socio educativo per l’autismo
amata, nient’altro. Spesso ci                                                               con fini ludico-ricreativi affian­
siamo sentiti inadeguati di fron­                                                           cato da volontari, cooperative,
te ad un tale compito. Abbiamo                                                              istituzioni e da chiunque voglia
dovuto imparare a dimenticarci di noi         I primi sintomi si manifestano tra i    collaborare alla costruzione di una
stessi ma, grazie a lui, non è stato       18 e i 36 mesi di vita e la frequenza      realtà che permetta ai ragazzi di sen­
poi così difficile: ci siamo resi conto    del disturbo è da 4 a 5 volte maggiore     tirsi accettati, accolti ed amati non
che nulla di ciò che prima ci piaceva      nei maschi rispetto alle femmine. Il       solo dai propri cari… E Don Maurizio
aveva lo stesso sapore di un suo sor­      soggetto autistico ha enormi difficol­     ci ha creduto subito e si è prodigato
riso così a lungo atteso...                tà di comunicazione e di rapporto col      in mille modi perché avvenisse.
                                           mondo esterno, chiuso com’è nel suo          Verranno ammessi al Centro sogget­
   L’autismo è una disabilità dalle cau­   specifico mondo interiore.                 ti in condizione di disabilità con au­
se ancora sconosciute che secondo le          La caratteristica più evidente è l’i­   tismo grave in età post scolare.
ultime percentuali colpisce 1 bambi­       solamento; i bambini autistici spesso        Sono previsti laboratori di Comuni­
no su 100...                               non rispondono al loro nome, evitano       cazione, Attività ludiche relazionali,
   Tali numeri indicano una condizio­      il contatto oculare e appaiono incon­      Autonomia, Musica, Pittura...
ne di emergenza sociale che supera         sapevoli della realtà che li circonda.       Ed ora è il momento dei ringrazia­
altre malattie invalidanti quali la sin­      Sovente non hanno o hanno perdu­        menti … e quante persone devo e vo­
drome di Down, la cecità o sordità.        to la comunicazione verbale e rifiuta­     glio ricordare!
Solo da pochi anni è diventata og­         no, per timore o impossibilità, altri        Innanzitutto la Famiglia Salesiana
getto di interesse da parte dei mass       modi di comunicazione.                     per l’affettuosa accoglienza in questa
media e dell’opinione pubblica.                                                       bellissima sede di Enrico e di altri che
   In ambito scientifico le ipotesi di     Inaugurazione del Centro                   condividono con lui il loro speciale
questa malattia sono tante, ma tale          Sabato 15 dicembre 2018 ha avuto         modo di essere …
disturbo ha comunque conseguen­            luogo l’inaugurazione di un Centro ri-                               Franco Salaris
ze invalidanti tali da rendere quasi       creativo per autistici alla presenza di
sempre problematico un sufficiente         Sua Eminenza il Cardinale Angelo Ba­
livello di autonomia e di integrazione
sociale.

12   l’eco di don bosco
Festa dell’Immacolata 2018
  Come Opera Don Bosco abbiamo                 quale abbiamo assistito al rinnovo
vissuto due giorni belli, non solo             della promessa dei ministranti e al
per il clima soleggiato e tiepido,             mandato degli educatori del nostro
ma anche e soprattutto per la bel­             oratorio, e a seguire, in cortile, ab­
lezza delle iniziative che ha visto           biamo fatto un buonissimo aperiti­
coinvolte centinaia di persone.               vo di aiuto solidale per le attività
Stiamo parlando proprio della fe­             oratoriane, il Cerchio Mariano e, la
sta dell’Immacolata Concezione                grande sorpresa: l’inaugurazione
cara a noi Salesiani per un duplice           della nuova statua di Don Bosco
motivo: anzitutto perché per noi                 che è stata benedetta e posizio­
Maria ha una importanza fon­                     nata nel salone dell’oratorio. Un
damentale, secondo perché è il                   dono bello e quanto mai prezio­
compleanno dell’Oratorio! La                     so e significativo che speriamo
storia la conosciamo bene perciò                  sia da stimolo per tutti i ragazzi
non ci soffermeremo su di essa,                   che passeranno dalla nostra re­
ma cercheremo di ripercorrere in­                 altà, infine c’è stato il tessera­
sieme queste due giornate. Tutto                  mento del gruppo escursionisti
è iniziato con l’ormai consueto                   ed il consueto pranzo della co­
Immacolata Show che ha visto ci­                   munità salesiana con gli ani­
mentarsi nelle più svariate forme                  matori ed educatori.
i nostri giovani delle varie realtà                  Tante cose si sono sussegui­
sul tema pastorale dell’anno “Io                   te, e per raccontarle davvero
sono una missione #per la vita                     non basterebbe tutta la rivista,
degli altri”.                              ma per il momento ci limitiamo a dire
  Tra balletti, video, canzoni, scenet­    che don Bosco è realmente ancora
te e chi più ne ha più ne metta, la        vivo oggi, e il volto di questi ragazzi
serata è andata avanti piacevolmente       che con gioia decidono di dedicare la
anche grazie ai nostri quattro presen­     loro vita ai più piccoli ne è la prova
tatori Fabio, Andrea, Marta e Marzia.      più evidente.
Sul palco sono saliti i ragazzi dei vari     Grazie a tutti coloro che nel loro
gruppi dell’oratorio: escursionisti,       piccolo e in modo amorevole si sono
gruppi apostolici, gruppo animatori,       messi in gioco per rendere possibile
gruppo ministranti, catechismo, i vari     questa grande e meravigliosa festa ...
laboratori e persino l’oratorio dei pic­   Buon Compleanno Oratorio!!!
coli. Il giorno dopo, ovvero l’8 dicem­                            Matteo Sassano
bre tutto è iniziato con la S. Messa
delle 10:00 in Parrocchia durante la

                                                         l’eco di don bosco      13
NATALE LATINOS
                                  Dal 2005, l’anno di arrivo dei La-
                                  tinos al Don Bosco, la comunità
                                  celebra il Natale con l’imman-
                                  cabile presepio vivente. Il 23
                                  dicembre 2018, dopo la Santa
                                  Messa e il pranzo, le famiglie e
                                  bambini hanno vissuto questo
                                  bellissimo momento. Nei suoi
                                  colori ha offerto a tutti non solo
                                  il segno del Natale, ma ha fatto
                                  sentire il calore dell’amore di
                                  Dio per l’uomo.
                                  Congratulazioni, Latinos en Don
                                  Bosco, e grazie a coloro che han-
                                  no reso “vivente” il Presepio.
                                  È un modo di comunicare la vo-
                                  stra esperienza di fede anche ai
                                  nativi della cara nostra città di
                                  Genova.

benefattori
Rogialli Paolo, Monastero Visitazione, Papa Tina,
Rosso Paolo, Cabiddu Salvatore, Maccioni Paolo,
Puppo Pietro, Rizzi Roberto, Calzolari Giancarlo, Martini Pier Luigi, Flori Claudio, Mordeglia
Antonello, Novella Ottavio spa, Ighina Giovanni, Mangini Giuseppe, Lugani Ida, Zambianchi Andrea,
Piombo Dario, Vitti Paolo, Lusseti Giuseppe, Grasso Roberto Canepa Agostino, Guderzo Claudio,
De Muro Giovanni, Molinari Mauro, Marcello Fili, Calcagno Rolando, Zoratti Emanuele, Bagliani
Giuseppe, Volontieri Mauro, Albertini A., Burlando Paolo, Pelassa Giovanni, Cerbone Annunziata,
Pagani Romano, Gianello Sergio, Borioli Donatella
Ritiro spirituale
del MGS Liguria
Le tre tappe verso Natale
Il nostro “Tabor” è stato la Cittadella dell’Im­
macolata, sul monte Fasce. In un mondo che
esalta l’esteriorità e le apparenze c’è bisogno
di riscoprire il cammino verso il nostro cuore.
Nel senso biblico il cuore è luogo della nostra
totalità e l’organo della preghiera.
Prima tappa: Preghiera. Il cuore non è campo disabitato, ma terra in cui dimora una Presenza”. Il predicatore
ci ha presentato l’immagine della “Trinità misericordiosa” di suor Caritas Müller. Attraverso Gesù che ci dona la
Sua relazione con il Padre, nel nostro intimo siamo sempre in contatto con Dio per opera dello Spirito Santo.
Siamo preghiera.
Seconda tappa: “Lasciarsi amare”: l’amore di Dio non dipende da quanto siamo degni. Dio ti ama perché sei tu,
non perché hai fatto qualcosa. L’amore incondizionato di Dio si rivela nei momenti più bui, nel deserto, quando
ci sentiamo deboli. Ma proprio i nostri limiti e le nostre ferite, che spesso ci scoraggiano, sono le fessure attra­
verso cui l’amore di Dio può penetrare nel nostro cuore di pietra e scioglierlo da dentro.
L’ultima tappa, “Io sono missione”. Dopo aver scoperto in noi il dono della preghiera ed aver ricordato la nostra
dignità di figli amati dal Padre, abbiamo capito che quella di figli non è l’unica identità che condividiamo con il
Figlio, Gesù: con Lui, come Lui, siamo chiamati ed essere missione, a realizzare la volontà di Dio.
                                                                                                 Biancarosa Traffano

                                                                                 Una giornata
                                                                                   a Mornese
                                                                       Domenica 20 gennaio 2019: una giornata
                                                                       a Mornese per ragazzi e giovani alla sco­
                                                                       perta della figura di Maria Mazzarello. Una
                                                                       donna che è riuscita, in silenzio e umil­
                                                                       mente, a donare tutta se stessa a Dio e
                                                                       agli altri. La visita al Museo Missionario ci
ha aiutato a capire come il carisma di Madre Mazzarello si sia diffuso nel mondo grazie a 6 giovani donne,
di cui due avevano 17 anni … imbarcate da Genova verso un mondo a loro sconosciuto, sicure che, con la
fede e tenendo viva la loro relazione personale con Gesù, avrebbero potuto far fronte a qualsiasi situazione.
Quindi visita al collegio, destinato alle figlie di Maria Ausiliatrice da don Bosco per permettere alle suore di
vivere in comunità e accogliere ragazze emarginate. Ci portiamo nel cuore il canto “oltre quella finestra” ...
Maria Domenica, guardando dalla finestrella della Valponasca, si sentiva chiamata a portare l’amore infinito
di Gesù eucarestia, a vivere la vita come missione.
                                                                                                      Silvia Moretti

                                                                                           l’eco di don bosco   15
Il buon cittadino Digitale
promosso dal Centro Professionale di Sampierdarena
  Nasce nel 2018 un progetto ambi­          Bosco seguendo il percorso da lui
zioso: come per guidare sulle strade        tracciato ci dà una grande oppor­
pubbliche occorre una patente di gui­       tunità, quella di essere più vicini e
da, anche internet meriterebbe questo       di conoscere più a fondo i ragazzi.
gesto di civiltà.                           Tra le varie problematiche emerse
  Chiediamo luce a Samir Braho, do­         tra una chiacchierata e l’altra, una
cente dell’area professionale e tecno­      rimane sempre di più in cima alla lista,
logica presso il CFP da 10 anni.            quella di provare difficoltà a stabilire    “soggetti che usano consapevolmente
                                            un giusto rapporto con la tecnologia.       strumenti tecnologici”.
Parlaci del progetto “il Buon Citta-                                                      Da cosa nasce cosa, per cui, in siner­
                                            I motivi sono fin troppi, dall’evoluzio­
dino Digitale”, di che si tratta?                                                       gia con il nostro centro di formazione
                                            ne ultrarapida dei dispositivi e l’af­
  È un progetto formativo di educa­         fanno di stare al passo, alla potenza       professionale, è arrivata anche la pre­
zione civica, finalizzato a migliorare      spesso incontrollabile di questi mezzi,     ziosa collaborazione di Enrico Alletto
comportamenti, parole e azioni che          il rischio di dipendenza, ecc..             (Open Genova): grazie ad un’attenta
influenzano la vita online/offline dei         Naturalmente sono scattati in noi        analisi dello scenario Europeo, lui ci
ragazzi, ma ormai anche di tutti noi.       i meccanismi protettivi tipici degli        ha presentato una situazione che ri­
Dal punto di vista pratico i giovani        adulti, ma come insegnanti dovevamo         chiedeva risposta immediata. Cosi è
sono gli attori principali dell’iniziati­   fare un passo in più e rendere i giovani    stato.
va. È molto semplice: i ragazzi devono      protagonisti della loro crescita. Questo    Come vi fate conoscere?
scegliere una situazione di vita reale,     ha portato alla nascita dell’idea di cre­   Avete presentato il progetto
da cui partire per creare un elenco di      are un progetto che li aiutasse a non       al pubblico e alle autorità?
5 regole importanti, di cose da fare o      essere “oggetto della tecnologia” ma
da non fare con la tecnologia.                                                             Sì, certo. Il Buon Cittadino Digitale
                                                                                        è stato presentato in occasione del­
Come è nata l’idea che                                                                  la manifestazione Orientamenti 2018
avete messo in campo?                                                                   (fiera dei percorsi di studio). Questo è
  L’anno scorso, in collaborazione                                                      avvenuto dopo una fase di sperimen­
con l’associazione “Open Genova”,                                                       tazione presso il CNOS di Sampierdare-
siamo riusciti a dar vita ad un inno­                                                   na, da cui sono usciti i primi 5 punti
vativo progetto didattico extrascola­                                                   elaborati dai ragazzi per il contesto
stico, il cui scopo è quello di con­                                                    “Il Buon Cittadino Digitale nel mondo
trastare i modelli negativi di utilizzo                                                 del lavoro”. Successivamente è stato
della tecnologia.                                                                       attivato il sito web buoncittadinodi-
  È evidente dal titolo del progetto                                                    gitale.it, la pagina facebook @buon-
che ispirandoci al Sistema Preventivo                                                   cittadinodigitale, ma siamo anche su
di Don Bosco, il nostro obiettivo è                                                     Instagram e Youtube.
quello di preparare dei Buoni Cittadini,                                                   Da poco anche i ragazzi della scuo­
consapevoli delle proprie azioni, che                                                   la media “Maria Ausiliatrice” (Geno­
scelgono bene e in autonomia il giu­                                                    va-Marassi) hanno aderito al progetto
sto atteggiamento nell’utilizzo dell’In­                                                creando un altro pannello di 5 punti,
formation Technology e non solo.                                                        da noi condiviso sui social.
Interessante il lavoro sulla consa-                                                     Sogni nel cassetto per il futuro?
pevolezza dei ragazzi. E funziona                                                         Vorremmo che questo lavoro an­
davvero, non è la solita attività                                                       dasse avanti e venisse adottato come
che poi rimane tra le mura                                                              modello da tutti i soggetti coinvolti
della classe o semplice-                                                                nell’educazione degli adulti del futuro.
mente un buon propo-                                                                    Dobbiamo dare ai giovani la possibilità
sito?                                                                                   di costruirsi il miglior futuro possibile.
  Credo che si possa ben                                                                                                 Mariano
sperare. Insegnare al Don

16   l’eco di don bosco
Elezioni Europee
                                     maggio 2019
  La prima elezione del Par­       Un “sogno” che deve                                     smo non era del tutto morta.
lamento Europeo da parte dei
cittadini avvenne nel 1979…
                                    ancora realizzarsi                                     Così l’esercito europeo (CED)
                                                                                           fu bocciato dal Parlamento
  I cittadini europei finalmente avrebbero avuto voce         francese 1954 e comportò anche la scomparsa della Carta
nelle Istituzioni dell’Unione tramite i loro rappresentan­    costituzionale europea già progettata.
ti. Non come un parlamento nazionale, ma con un certo           Grandi passi ha fatto il cantiere Unione Europea in
potere legislativo che nel tempo ha visto allargare le sue    questi 65 anni di vita ... ma lunga è la strada ... “L’u­
prerogative. Con il Consiglio Europeo formato dai capi        nione politica” resta ancora un “sogno” la cui realizza­
Stato e di governo dei vari paesi, con la Commissione         zione sembra allontanarsi. Essa ha smarrito il senso di
che ha funzione di governo ed è composta da commissari        solidarietà, asse portante del suo “costruirsi Unione”,
indicati dagli stati.                                         come attesta il parziale fallimento nell’economia e la
  Ricordo l’ entusiasmo per quelle prime elezioni. Ero al­    sconvolgente incapacità di dare una soluzione struttu­
lora insegnante di Storia e Filosofia al Liceo Scientifico    rale comunitaria al problema del fenomeno migratorio.
Fermi. In classe affrontammo il tema all’ora di Educa­        Impigliata nel vento del nazionalismo, oggi sovranismo
zione civica ... da italiani e cittadini europei. Gli alun­   e populismo, le elezioni di maggio segneranno una svol­
ni presero seriamente lo studio dell’Unione Europea.          ta storica: i nuovi eletti dovranno affrontare in modo
Guardavamo l’Unione Europea come il “miracolo” che            strutturale e comunitario il problema dell’immigrazione,
rende impossibile altre guerre tra stati che, nella prima     dovranno trovare una direzione economica comunitaria
meta del ‘900, avevano sofferto il dramma di due guerre       più vicina ai cittadini e ai loro problemi. La nuova Europa
mondiali. Come le guerre mondiali avevano coinvolto il        nascerà dallo scontro tra due visioni: tra un‘Europa “li­
mondo, così l’Unione tra gli ex nemici offriva al mondo la    quida” quella dei sovranisti e populisti e un’Europa come
soluzione per la pace.                                        “Stati Uniti d’Europa” quella degli europeisti. Un’Europa
  Gli Stati Uniti d’Europa di Spinelli ... ecco il modello    retro-utopica e un’Europa che vuole realizzare il sogno.
del “mondo in pace”. Il sogno dei Padri fondatori nel
                                                              Conclusione
suo realizzarsi non partì tuttavia dall’Unione politica, ma
dall’Unione economica … che avrebbe portato gradual­             Con le parole di Ravasi sogniamo ancora gli Stati Uniti
mente all’unione politica. La mala bestia del nazionali­      d’Europa: “L’unione economica senza unità politica rischia
                                                              di essere una nave senza pilota. Non cerca il bene di tutti,
                                                              ma l’utile, il guadagno, l’interesse dei singoli paesi. Metto-
                                                              no a rischio la solidarietà, l’unità e la stessa democrazia.
                                                              Il rigore senza ripresa non è il rimedio. La smentita viene
                                                              dal grido di sofferenza sociale dei popoli dell’Unione”.
                                                                  Il vento che attraversa d’inverno le betulle attorno a
                                                              Birkenau e Auschwitz ci ricorda la serietà dell’impresa.
                                                                                                          Alberto Rinaldini

                                                                                                 l’eco di don bosco     17
Il C.G.S. Club Amici del Cinema ha aderito     L’idea, semplice ma originale, è stata
al progetto nazionale, finanziato dal Mini­    quella di organizzare SABATO 17 NO-
stero del Lavoro e delle Politiche Sociali,    VEMBRE 2018 un percorso “urbano”
denominato “URBAN RE-GENERACTION -             per scoprire a passo d’uomo il paesaggio
Giovani idee nelle periferie urbane”. Il       naturalistico del quartiere. Un modo per
progetto, oltre che in Liguria, si è svilup­   riprendersi simbolicamente le piazze, le
pato anche in altre 15 regioni attraverso      strade, i palazzi. Conoscere dove si vive
le organizzazioni legate al mondo sale­           significa amare, avere cura e rispetto.
siano (S.C.S., T.G.S., C.G.S.).                   Questo è stato lo spirito di URBAN
A Genova, ha avuto avvio nell’autunno             TREKKING a San Pier D’Arena: 8,3
2017, trovando spazio già da subito               Km, partendo dall’Opera Don Bosco in
in alcune delle iniziative cinematografi­      Via San Giovanni Bosco 14, con arrivo a
che che la Sala di Sampierdarena porta         Palazzo Imperiale Scassi detto “La Bel­
avanti quali il Missing Film Festival, l’A­    lezza” in Largo Gozzano per terminare,
rena Estiva Sampierdestate e la rassegna       con una visita guidata, alla vicina Chie­
Sampierdelcinema. Il tema del proget­          sa della Cella e San Martino.
to “Esperienze di cittadinanza attiva e        L’iniziativa ha visto la partecipazione di
solidale per/con le nuove generazioni”         circa 100 persone – molti di Sampierda­
ha dato anche spunto alla realizzazione        rena ma numerosi anche da altre zone
di una rassegna cinematografica che si         della città – che in questo modo hanno
è svolta nel giugno/luglio 2018 con le         dimostrato che è possibile rigenerare le
proiezioni di quattro film (Visages, Villa­    nostre periferie urbane.
ges di Agnes Varda - Nessun fuoco nes­           URBAN RE-GENERACTION ha avuto un
sun luogo di Carla Grippa e Marco Berto­         evento nazionale – nei giorni 24-25 no­
ra - Manuel di Dario Albertini - Un sogno        vembre 2018 – che ha visto confluire
chiamato Florida di Sean Baker).                a Roma una rappresentanza di ragazzi,
Con gli allievi del 3° e 4° anno del CNOS       insieme ai professori e agli educatori, da
- FAP del Don Bosco si è lavorato, in vari      ogni sede locale impegnata nel proget­
momenti, per riflettere sulla realtà delle      to. In quell’occasione gli allievi del Cfp
periferie urbane, facendo conoscere agli        – Alessio Fiore, Brian Marchese e France­
studenti la storia di Sampierdarena at­        sco Di Martino, con il professore Giuliano
traverso due incontri con Daniele Beni­        Bruzzo – hanno condiviso i risultati del­
gno, dell’Associazione La Strada dell’Arte,    le varie azioni messe in campo e hanno
e con Aldo Padovano storico e scrittore        potuto riflettere ulteriormente grazie ad
genovese per arrivare, insieme agli allie­     alcune tecniche creative di gruppo.
vi del Cfp, ad identificare un’azione che      Il progetto si è potuto realizzare grazie
li vedesse protagonisti.                       alla disponibilità dell’Opera Salesiana,
                                               del CNOS/FAP Don Bosco. Ha avuto il
                                               patrocinio del Municipio Centro-Ovest,
                                               del CIV Il Rolandone, la collaborazio­
                                               ne del CAI di Sampierdarena, del CSI -
                                               Centro Sportivo Italiano di Genova e Il
                                               Gazzettino Sampierdarenese come Media
                                               Partner locale.

18    l’eco di don bosco
Don Bosco accoglie il primo
      minorenne orfano immigrato
                              (Dalle Memorie dell’Oratorio di San Giovani Bosco)

Molti giovanetti immigrati a Torino volevano sincera­            rità di poter passare la notte in qualche angolo di questa
mente lavorare, ma trovavano difficoltà. Non avevano             casa. Ciò detto si mise a piangere; mia madre piangeva
un alloggio. Per alloggiarne almeno alcuni, che la sera          con lui, io era commosso.
non sapevano più dove ricoverarsi, avevo preparato un            – Se sapessi che tu non sei un ladro, cercherei di aggiu­
fienile, dove si poteva passare la notte sopra un po’ di         starti, ma altri mi portarono via una parte delle coperte
paglia. Ma gli uni ripetutamente portarono via le len­           e tu mi porterai via l’altra.
zuola, altri le coperte, e infine la stessa paglia fu involata   No signore. Stia tranquillo; io sono povero, ma non ho
e venduta.                                                       mai rubato niente.
                                                                 – Se vuoi, ripigliò mia madre, io l’accomoderò per que­
La prima ‘casa Don Bosco’                                        sta notte, e domani Dio provvederà.
Ora avvenne che una piovosa sera di maggio [1847], sul           – Dove?
tardi, si presentò un giovanetto sui quindici anni tutto         Qui in cucina
inzuppato dall’acqua. Egli domandava pane e ricovero.            – vi porterà via anche le pentole.
Mia madre l’accolse in cucina, l’avvicinò al fuoco e men­        Provvederò a che ciò non succeda.
tre si riscaldava e si asciugava gli abiti,                                                 Fate pure.
gli diede minestra e pane da ristorarsi.                                                    La buona donna, aiutata dal­
Nello stesso tempo lo interrogai se era                                                     l’orfanello, uscì fuori, raccolse
andato a scuola, se aveva parenti, e che                                                    alcuni pezzi di mattoni, e con
mestiere esercitava. Egli mi rispose: «Io                                                   essi fece in cucina quattro pila­
sono un povero orfano, venuto da Valle                                                       strini, sopra cui adagiò alcune
di Sesia (zona del Piemonte orientale,                                                       assi, e vi soprapose un saccone,
percorsa dal fiume Sesia, che scende                                                         preparando così il primo letto
dal versante est del Monte Rosa verso                                                        dell’Oratorio. La buona mia
la valle padana. Gli abitanti si dedicava­                                                   madre gli fece, poi, un sermon­
no all’allevamento e all’agricoltura                                                         cino sulla necessità del lavoro,
alpina, erano molto poveri, spesso                                                           della fedeltà e della religione.
costretti a migrare. Il centro abitato                                                  Infine lo invitò a recitare le preghiere.
più importante è Varallo, che dista                                                     Non le so, rispose.
circa 120 km da Torino) per cercar­                                                     Le reciterai con noi, gli disse; e così fu.
mi lavoro. Aveva meco tre franchi,                                                      Affinché poi ogni cosa fosse assicu­
i quali ho tutti consumati prima di                                                     rata, venne chiusa a chiave la cuci­
poterne altri guadagnare e adesso                                                      na né più si aprì fino al mattino.
ho più niente e sono più di                                                                               Questo fu il primo
nessuno».                                                                                                 giovane del nostro
– Sei già promosso alla s.                                                                                ospizio. A questo
comunione?                                                                                                se ne aggiunse tosto
Non sono ancora promosso.                                                                                 un altro, e poi altri,
– E la cresima?                                                                                           però per mancanza
Non l’ho ancora ricevuta.                                                                                 di sito in quell’anno
– E a confessarti?                                                                                        abbiamo dovuto li­
Ci sono andato qualche                                                                                    mitarci a due. Cor­
volta.                                                                                                    reva l’anno 1847.
– Adesso dove vuoi andare?
Non so, domando per ca­

                                                                                                       eco di don bosco        19
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