E GIOVANNI SI ALZò IN CLASSE E DISSE - Agesci Emilia-Romagna

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E GIOVANNI SI ALZò IN CLASSE E DISSE - Agesci Emilia-Romagna
Notiziario dello Scautismo Cattolico dell’Emilia Romagna

                                                                                               Anno XLIX - Aprile 2012, N. 2 - Periodico trimestrale
                                                               ... E GIOVANNI SI ALZò
OLTRE L'INDIGNAZIONE: L'IMPORTANZA DI RIMBOCCARSI LE MANICHE

                                                               IN CLASSE E DISSE...
                                                                                            SAI CHE IO SABATO HO PROMESSO
                                                                                              DI FARE DEL MIO MEGLIO?
                                                                                              POTRESTI FARLO ANCHE TU!
E GIOVANNI SI ALZò IN CLASSE E DISSE - Agesci Emilia-Romagna
indice

EDITORIALE                         SAI CHE IO SABATO HO PROMESSO DI FARE DEL MIO MEGLIO?                                          Sergio Bottiglioni                 3
VITA DI FEDE                       “PREGARE E URLARE” È COSA DA IMPARARE                                                          Don Matteo Prodi                   4
SGUARDO SUL MONDO                  UNO SCOUT FA STRADA MA STA BENE ANCHE IN PIAZZA                                                Antonio Liguori                    6
APPROFONDIMENTO                    FARE POLITICA È IMPORTANTE                                                                     Mattia Cecchini                    8
APPROFONDIMENTO                    RIBELLI MA BELLI (DENTRO)                                                                      Dario Seghi                      10
ARTE DEL CAPO                      STRATEGIE PER "SORTIRNE INSIEME"                                                               Antonio Liguori                  11
ARTE DEL CAPO                      SCELTA POLITICA… NON È SOLO FARE SERVIZIO                                                      Betti Fraracci                   12
VISTI DA VICINO                    IL BUSINESS-PLAN DEL VOLONTARIATO                                                              Fabrizio Caldi                   14
SGUARDO SUL MONDO                  DIRITTI: CARBURANTE DELLO SVILUPPO                                                             Matteo Caselli                   15
VISTI DA VICINO                    NUMB3RS? ECCO L'UTILE DEI NOSTRI BILANCI                                                       R. Bertoni, F. Cassanelli 16
SGUARDO SUL MONDO                  SERVIRE... SERVE!?                                                                             Serena Ferretti                  17
APPROFONDIMENTO                    L'ABC DELLA NONVIOLENZA                                                                        Renzo Craighero                  18
APPROFONDIMENTO                    CAPI IN LABORATORIO: GESTIRE IL CONFLITTO                                                      Giuditta Laghi                   21
SUCCEDE IN REGIONE                 LEGGE SCOUT E COSTITUZIONE                                                                     Cecilia Calandra                 22
VISTI DA VICINO                    SIETE MAI PASSATI PER LA VAL CODERA?                                                           Lucio Reggiani                   26
VISTI DA VICINO                    CAVALIERI DELLA NEVE                                                                                                            28
SGUARDO SUL MONDO                  OLTRE FRONTIERA: SCOUTS E RIVOLUZIONE                                                          Chama Dridi                      29

RUBRICA                            VIAGGIATORI DELLO SPIRITO                                                                      Fra Maurizio 30
                                   FRANCESCO D'ASSISI UN INDIGNATO?                                                               Bazzoni

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Il Galletto Notiziario dello Scautismo Cattolico dell’Emilia Romagna                 Tutti i numeri del Galletto dal 2001 ad oggi sono su:
Anno XLIX - Aprile 2012, N. 2 – Periodico trimestrale                                www.emiroagesci.it
Direzione e Redazione: Via Rainaldi, 2 – 40139 Bologna
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                                                                                     Rainaldi 2, 40139 Bologna - Autorizz. Tribunale di Bologna 31-7-63 reg. 3066,
Chiuso in redazione il 27 aprile 2012                                                c.c.p. N. 16713406 intestato al Comitato Regionale Agesci Emilia Romagna.
Direttore responsabile                                                               Informativa ai sensi dell’art. 13 del decreto legislativo 30/06/2003 n. 196
Mattia Cecchini                                                                      Desideriamo informarti che il D.Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003 (“codice in
                                                                                     materia di protezione dei dati personali”) prevede la tutela delle persone e di
Capo redattore
                                                                                     altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Secondo la normativa
Sergio Bottiglioni                                                                   indicata questo trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità
In redazione: don Gigi Bavagnoli, Fabrizio Caldi, Matteo Caselli, Serena             e trasparenza e di tutela della tua riservatezza. Ai sensi dell’art.13 del D.Lgs.
Ferretti, Elisabetta Fraracci, Anna Rosa Gueli, Paola Incerti, Antonio               n.1961/2003, pertanto ti informiamo che i dati da te forniti per il ricevimento
Liguori, Giovanna Lobello, Giuditta Lughi, Dario Seghi, Betty Tanzariello,           della rivista “Il Galletto”, saranno trattati con modalità prevalentemente elet-
Francesca Venturelli                                                                 troniche, per gestire la spedizione della rivista e per attività a ciò strumentali.
                                                                                     I tuoi dati personali verranno utilizzati esclusivamente per le finalità sopra in-
Redazione fotografi: Roberto Ballarini, Nicola Catellani, Gioia Fantozzi,            dicate e potranno essere comunicati esclusivamente a soggetti competenti
Nino Guarnaccia, Armando Magro, Francesca Majonchi, Matteo Medola                    per l’espletamento delle finalità suddette. Le categorie di soggetti incaricati al
                                                                                     trattamento dei dati sono gli addetti all’elaborazione dati, al confezionamento
Vignette e cartoons: Guido Acquaviva, Lucio Reggiani, Davide Sassatelli              e spedizione del materiale editoriale. Il conferimento dei tuoi dati è facoltativo,
                                                                                     ma necessario per poter attuare l’attività sopra individuata. In caso di un tuo
Grafica e impaginazione: Silvia Scagliarini - info@novepunti.it
                                                                                     rifiuto saremo impossibilitati a dare corso alla consegna della rivista ed ai
Stampa: S.I.C. Consorzio di Iniziative Sociali, Bologna                              relativi adempimenti connessi. I titolari del trattamento sono congiuntamente
                                                                                     i Responsabili Regionali dell’Agesci - Emilia Romagna, con sede in Bologna,
Disegno di copertina:                                                                Via Rainaldi, 2 40139. In ogni momento potrai esercitare i tuoi diritti nei con-
Keith Haring e foto di Francesca Venturelli                                          fronti del titolare del trattamento ai sensi dell’art. 7 del D.lgs. 196/2003.

                                                     2                                n·2 - 2012
E GIOVANNI SI ALZò IN CLASSE E DISSE - Agesci Emilia-Romagna
editoriale

                     “SAI CHE IO SABATO HO PROMESSO DI FARE DEL
                     MIO MEGLIO? POTRESTI FARLO ANCHE TU!”
                     di Sergio Bottiglioni

                     Questo è quello che ha detto Giovanni
                     il lunedì a scuola a un altro bambino
                     che faceva confusione e non lo lascia-
                     va stare. Giovanni era fresco di Pro-
                     messa presa nella recente “caccia” del
                     week-end appena trascorso. La cosa
                                                                    NINO GUARNACCIA

                     è stata riportata dalle maestre ai capi
                     e ha suscitato in tutti grande emozione
                     e soddisfazione per il fatto che questo
                     lupetto crede davvero in quello che ha
                     promesso.                                                        di incidere per cambiare in meglio la         Non c’è dubbio che l’indignazione rap-
                     La lezione per tutti, proposta da un                             vita delle persone.                           presenti un pre-requisito, la spinta per
                     bambino di 8 anni, è certamente che                              Nelle persone è manifesto un atteggia-        cambiare le cose e non può diventare
                     fare del "proprio meglio” non è uno                              mento di stanchezza, fastidio e rigetto       né fine, né mezzo.
                     slogan vuoto di contenuti, ma può                                per una politica orientata a perpetuare       Se un’intelligenza collettiva decide di
                     diventare il timone che orienta le no-                           se stessa e perpetrare le proprie inetti-     ragionare sul futuro allora gli scout ci
                     stre azioni nella vita di tutti i giorni. Di                     tudini e malaffari, senza incrociare mai      sono dentro per forza!
                     questi tempi ce n’è particolarmente                              i temi che sono al centro della vita dei      Il fenomeno richiede però un discerni-
                     bisogno!                                                         propri cittadini.                             mento, per fare maturare questo atteg-
                     ll 2011 è stato un anno in cui la voglia                         La grande voglia trasversale di parte-        giamento che non è solo reazione, ma
                     di cambiamento si è manifestata con                              cipazione denuncia il bisogno diffuso         che mantiene una forza propulsiva.
                     forza e sotto diversi aspetti: nei mo-                           di buona politica e la passione per la        Gli scout e i cattolici si misurano nel-
                     vimenti trans-nazionali dei cosiddetti                           ricerca del bene comune. Si vuole par-        la costruzione del cambiamento da
                     “indignati”, nell’inattesa vittoria dei                          tecipare, si vuole essere protagonisti        cittadini come tutti gli altri, forti di una
                     “sì” al referendum su acqua, nucleare                            delle decisioni che avranno poi ricadu-       sapienza che trae spunto dai propri va-
                     e giustizia, nell’affermarsi alle elezio-                        te concrete sulle vite di tutti. È quasi un   lori, siano essi scout (lasciare il mondo
                     ni amministrative di Milano e Napoli                             “riprendersi la delega”, un “commissa-        un po’ migliore di come lo abbiamo
                     di cosiddetti outsider, nelle battaglie                          riamento” di una certa classe politica,       trovato ed essere buoni cittadini), o
                     degli studenti contro la liquidazione                            vista come una “casta”, incapace e            cattolici (la carità e il senso del bene
                     della scuola pubblica e nella grande                             che sperpera denaro pubblico.                 comune come da dottrina sociale della
                     mobilitazione a tutela della dignità e                           Gli “indignati” certamente incarnano la       chiesa).
                     del rispetto dell’universo femminile.                            voglia del cambiamento. “Noi vogliamo         L’obiettivo di questo numero del Gal-
                     Oggi quest’onda non sembra essersi                               cambiare dal basso il paese, ognuno           letto è quello di indicare percorsi tesi al
                     arrestata e continuiamo ad assistere                             dalle proprie città, dalle proprie strade,    cambiamento, a partire da una rifles-
                     a manifestazioni importanti come ad                              per costruire un mondo diverso, un            sione sulla “scelta politica”, per nutrire
                     esempio quella contro l’alta velocità                            mondo migliore”, ci dicono.                   questo seme di speranza e tradurlo in
                     in Val Susa, nonché alla crescita di                             Il tema della costruzione del mondo mi-       capacità di esercitare un ruolo politico
                     consenso politico di partiti non ordi-                           gliore, agendo “dal basso”, nel proprio       diventando soggetti attivi del cambia-
                     nari come il movimento cinque stelle.                            ordinario è certamente un tema scout.         mento. Si tratta di trovare e mettere in
                     Se certamente la fiducia nelle istitu-                           La spinta al cambiamento, a comincia-         luce tracce che annunciano un bene
                     zioni e nella politica è ai minimi stori-                        re da se stessi, è parte del nostro pro-      per il quale si può decidere di impe-
                     ci, appare evidente il grande “bisogno                           cesso di autoeducazione permanente.           gnarsi.
                     di politica”, inteso come la possibilità                         “Non starò qui seduto ad aspettare!”.
SERGIO BOTTIGLIONI

                                                                                      n·2 - 2012                             3
E GIOVANNI SI ALZò IN CLASSE E DISSE - Agesci Emilia-Romagna
vita di fede

“PREGARE E URLARE”
È COSA DA IMPARARE
di Don Matteo Prodi

Una caricatura, volutamente forza-
ta, del bambino modello del cate-
chismo in una parrocchia modello
di una diocesi modello della nostra
Italia potrebbe essere questa: in
ginocchio, mani giunte, in silenzio,
dopo aver ricevuto la comunione; e
non solo in quel contesto liturgico.
Ci possiamo chiedere se sia questa
la meta educativa che il Vangelo ci
propone. La vita umana di Gesù
non è stata una vita da pio educan-
do di qualche istituto religioso.
Una lettura non superficiale della
Bibbia ci mostrerebbe, ad esem-
pio, che il verbo gridare e la parola
grido ricoprono un ruolo veramen-
te decisivo nella storia della sal-
vezza. Tutto l’Antico Testamento
oscilla tra grida dell’uomo che Dio
ascolta e uomini che gridano e do-
mandano perché il Signore non
ascolta. Il dilemma viene risolto
proprio da Gesù: lui stesso ascol-
ta il grido degli uomini e lui stesso
grida, in molti momenti decisivi
della sua esistenza; anzi, si deve
dire che l’ultima azione del naza-
reno è proprio gridare, in qualche
modo riassumendo il grido di tutti
gli uomini e portandolo fisicamen-
te, corporalmente dentro il cuore
di Dio. Dopo che Gesù ha gridato
possiamo smettere di chiederci se
Dio ci ascolta, domandandoci, in-
                                        NICOLA CATELLANI

vece, come unire il nostro grido a
quello di Gesù, per portare nel cuo-
re di Dio le angosce degli uomini,
soprattutto dei più poveri, dei più
piccoli.                                                   protesta hanno uguale dignità e        Stiamo assistendo a molte e diver-
Una vita cristiana vera deve assu-                         pari forza ideale.                     se manifestazioni di popolo: dalle
mere gli atteggiamenti umani che il                        La domanda, a questo punto, po-        piazze riempite dalla primavera
nostro Salvatore ha vissuto; il suo                        trebbe essere la seguente: per         araba, alle piazze degli indignados
gridare deve, in qualche modo,                             quali motivi il cristiano può o, me-   in Spagna a Occupy Wall Street a
entrare nella nostra vita. Certo, è                        glio, deve gridare? Che cosa deve      New York. Che cosa ne possiamo
un gridare qualificato, perché non                         essere assolutamente portato nel       pensare, a partire dalla fede? È
tutte le manifestazioni di rabbia e                        cuore di Dio?                          cristiano occupare, urlare slogan,

                                                           4                       n·2 - 2012
E GIOVANNI SI ALZò IN CLASSE E DISSE - Agesci Emilia-Romagna
vita di fede

                 rischiare la vita, sfidare le forze     sabilità significa che insieme, a
                 dell’ordine?                            cerchi che via via si allargano, dob-
                 La risposta a tali domande è molto      biamo cercare le soluzioni concre-
                 complessa, perché i fenomeni sto-       te per eliminare le ingiustizie e le     “Non c’è speranza senza speranza di giu-
                 rici sono molto complessi. Difficile,   incapacità. Ancora oggi il sistema       stizia. In un mondo di giustizie sempre più
                 cioè, dire con certezza dove stia       di convivenza più adatto a cercare       intollerabili la speranza rischia di diventare
                 tutta la verità.                        le risposte per i mali dell’uomo è la    un bene alla portata di pochi. Vogliamo dire
                 Ma possiamo dare una risposta,          democrazia: il popolo è sempre il        ‘no’ a questa “falsa” speranza , esclusiva,
                 necessariamente generica, capa-         miglior interprete delle proprie esi-
                                                                                                  fondata sulla disperazione degli esclusi. Ma
                 ce almeno di costituire un punto di     genze; può sbagliare, è vero. Ma
                                                                                                  soprattutto vogliamo esortare a costruire
                 partenza per ragionamenti futuri.       rimane il più capace di capire la
                                                                                                  la speranza vera, la speranza di tutti. È un
                 Non si può non gridare quando l’al-     sua stessa vita.
                                                                                                  compito che richiede molto impegno. Non
                 tro che mi sta davanti, l’altro che     Assumere anche con forza la re-
                                                                                                  è sufficiente indignarsi, riempire le piazze,
                 aiuta la mia vita a fiorire mi appare   sponsabilità verso l’altro: questo
                                                                                                  esibire mani pulite, un profilo morale tra-
                 disprezzato, calpestato, incapace       parte dal gridare, questo parte
                                                                                                  sparente. L’etica individuale è la base di
                 di far fiorire la sua vita, quando      dall’indignarsi. Ma poi deve diven-
                                                                                                  tutto, la premessa per non perdere la stima
                 qualcuno è privato dei suoi diritti     tare scelta concreta, una vita da
                                                                                                  di sé. Ma per fermare il mercato delle ‘false’
                 fondamentali, quando a qualcuno         proporre reale e fattibile. Per tutti.
                                                                                                  speranze bisogna trasformare la denuncia
                 è negata la possibilità e la capacità   A partire dal mio prossimo.
                                                                                                  dell’ingiustizia in impegno per costruire la
                 di inseguire la propria felicità.       Gesù, ascoltando il grido dell’uo-
                                                                                                  giustizia”. (...)
                 Non si può non gridare, in sintesi,     mo e portandolo dentro il cuore di
                 quando manca la giustizia e quan-       Dio, ci ha mostrato come le paro-
                                                                                                  “Corresponsabilità è vivere in modo gene-
                 do qualcuno è escluso dalle cure,       le prossimo, fraternità, giustizia,
                                                                                                  roso il proprio ruolo di cittadini. È sapere
                 dagli interessi degli altri. Quando     amore possono davvero entrare
                                                                                                  che le ingiustizie poggiano su complicità
                 qualcuno diventa uno scarto da eli-     nel vissuto comune, possono dav-
                                                                                                  e silenzi, ma si avvantaggiano anche degli
                 minare, da non considerare più.         vero far parte della scelta che il po-
                                                                                                  ostacoli di una legalità formale, scritta più
                 E il gridare deve far crescere la re-   polo opera per la pubblica felicità,
                                                                                                  nei codici che nelle coscienze. (...)
                 sponsabilità verso ogni uomo, ogni      per una giustizia condivisa anche a
                                                                                                  Continuità è trasformare l’indignazione
                 fratello che può ricevere aiuto nella   livello globale.
                                                                                                  passeggera in sentimento stabile, in moti-
                 ricerca della sua felicità. Respon-     Educare i bimbi del catechismo è
                                                                                                  vazione che nutre l’azione e si lascia nutri-
                 sabilità significa sapere che i doni,   davvero importante; aiutarli a ca-
                                                                                                  re dall’azione. Quanti indignati di ieri sono
                 i talenti che abbiamo nella nostra      pire che il mondo attende non solo
                                                                                                  i rassegnati, o peggio, i cinici di oggi? La
                 esistenza sono esattamente la ri-       le loro pie preghiere ma anche
                                                                                                  denuncia è certa necessaria, ma acquisi-
                 sposta da dare alle situazioni che      scelte concrete di bene lo è anco-
                                                                                                  sce pieno valore soltanto quando è seguita
                 ci spingono ad indignarci. Respon-      ra di più.
                                                                                                  da una proposta e dall’impegno a portarla
                                                                                                  avanti. (...)
                                                                                                  Condivisione è sapere che da soli non an-
                                                                                                  diamo da nessuna parte, ma nemmeno illu-
                                                                                                  derci che da qualche parte possano andare
                                                                                                  i movimenti, i gruppi, le associazioni che si
                                                                                                  affidano ciecamente alle scelte dei propri
                                                                                                  leader”.

                                                                                                  Da: LA SPERANZA NON È IN VENDITA,
                                                                                                  di Luigi Ciotti, Giunti-edizioni GruppoAbele
LUCIO REGGIANI

                                                         n·2 - 2012                        5
E GIOVANNI SI ALZò IN CLASSE E DISSE - Agesci Emilia-Romagna
ARMANDO MAGRO
                sguardo sul mondo

                UNO SCOUT FA STRADA
                MA STA BENE ANCHE IN PIAZZA
                Ovvero nei movimenti c’è bisogno di un nostro stile
                di Antonio Liguori

                Stare in mezzo alla strada, o in       litica in branca RS e in avvicina-    ritti fondamentali come la cittadi-
                mezzo alla piazza, è o dovrebbe        mento alla Partenza?                  nanza, la casa e il lavoro, questo
                essere normale, quasi costitutivo      Quest'estate sono stato letteral-     movimento si è incentrato su un
                per uno scout. Così come stare         mente folgorato dal movimento         punto semplice e preciso: so-
                in mezzo alla strada o in mez-         degli indignados, tanto da ab-        spendere per un attimo la delega
                zo alla piazza dovrebbe essere         bandonare (mea culpa) le ultime       ai nostri rappresentanti (que no
                normale e costitutivo per chi fa       settimane di servizio: trovatomi in   nos rapresentan) e riappropriarsi
                politica. Purtroppo questo attual-     piazza, a occupare una piazza,        della facoltà da parte del popolo
                mente non è molto scontato. E la       quasi per caso, ho sentito la ne-     di scegliere e decidere, speri-
                domanda che vorrei pormi è se          cessità di rimanerci, per più di un   mentando una modalità decisio-
                tra i due fenomeni, cioè tra l'ar-     mese, per andare a fondo della        nale orizzontale.
                roccarsi della maggior parte dei       conoscenza di questo fenomeno,        In questa esperienza ho ritrova-
                politici nei palazzi e l'isolarsi di   e dare il mio contributo alla causa   to una tale quantità di elemen-
                molti scout in sterrate e mulattie-    che esso portava.                     ti riconducibili allo scautismo,
                re, ci sia una relazione. Domanda      Basato su punti generali come la      e mi è sembrata una tale “roba
                che va di pari passo con un'altra      riaffermazione del valore dell'es-    da scout”, che di altri scout ho
                che Il Galletto pone questo mese:      sere umano sopra quello della         sentito fortemente l'assenza. In
                come viene trattata la scelta po-      finanza e la rivendicazione di di-    Italia il movimento non è mai de-
                                                                                                                                   NINO GUARNACCIA

                                                       6                       n·2 - 2012
E GIOVANNI SI ALZò IN CLASSE E DISSE - Agesci Emilia-Romagna
sguardo sul mondo

collato, nonostante si siano defi-      perdere tempo in discussioni fini
niti “indignati” i partecipanti alla    a se stesse e slegate dalla real-       METTERE A FUOCO LE LENTI:
gigantesca quanto sciagurata            tà. Vengono ripresi gli elementi        PRO-TAV O NO-TAV?
manifestazione di Roma del 15           tipicamente L/C del gioco, quelli       Ovvero leggere e giudicare la realtà oltre i
Ottobre. Mi chiedo, ovviamente          E/G del costruire e quelli R/S del      senzionalismi           di Antonio Liguori
parteggiando, se, con la parteci-       servire. Molte delle iniziative di
                                                                                Dei più di vent'anni di lotta contro il TAV in Val di Susa,
pazione in tutte le piazze italiane     sensibilizzazione e comunicazio-
                                                                                quello che vediamo, o quello che rischiamo di vedere,
di tanti scout, l'esito sarebbe sta-    ne somigliano alle veglie rover,        sono solo i sassi contro la polizia o le mani che li
to lo stesso.                           e puntano sempre ad esaltare la         lanciano, i volti coperti, i caschi, i passamontagna,
Cercherò di riportare qui e in          creatività.                             i manganelli e i lacrimogeni. Come se i gas di questi
breve alcuni di questi elementi         In alcuni casi, quelli a mio pare-      ultimi, i CS (vietati anche nelle guerre per la loro dan-
                                                                                nosità), ci inumidissero gli occhi.
“scout”, che definiscono anche          re meglio riusciti, si segue per le
                                                                                E così il nostro sguardo, filtrato dai media, considera
dei tratti di somiglianza o di dif-     attività un modello simile all'im-      degno di nota solo il gesto estremo, quello che fa no-
ferenza rispetto ad da altri movi-      presa.                                  tizia. Solo su quello si basano i giudizi, la giustizia o
menti passati.                          Una delle cose che mi ha colpito        l'efficacia di una protesta (o di una proposta).
Il primo elemento fondamentale          di più è stata la continua ricerca      Allora passa in secondo piano una storia bella e
                                                                                importante come questa: alla base dei comitati NO
è ovviamente il simbolo del movi-       della partecipazione di tutti, di
                                                                                TAV della Valsusa c'è un gruppo ancora più antico e
mento: la tenda. Accamparsi non         stratagemmi utili a garantire a tut-    radicato, il GVAN.
è solo la metafora della “preca-        ti di prendere parola, cosa che è       Il Gruppo Valsusino di Azione Nonviolenta nacque
rietà”, è anche portare la propria      antitetica rispetto alla politica che   addirittura negli anni '60, attorno alle figure di Achil-
vita in piazza. Un “mi piace” su        viviamo comunemente, a partire          le Croce, operaio e sindacalista, e di Don Giuseppe
                                                                                Viglongo.
facebook è davvero troppo poco.         dalle assemblee di istituto delle
                                                                                La città di Condove si rese famosa in tutto il mondo,
La piazza deve essere trattata          superiori.                              quantomeno nella parte di mondo impegnata nella
come un bene comune, quindi la          Ovviamente in tutto ciò il nodo         ricerca della pace e nella lotta nonviolenta, dopo il 24
sua occupazione è gentile. Inoltre      centrale è l'organizzazione, e si-      settembre 1970, quando Achille Croce fece approva-
vale la regola di lasciare il luogo     curamente gli scout presenti nel-       re dall’assemblea generale delle officine Moncenisio
                                                                                di Condove la mozione contro la produzione di armi.
migliore di come lo si è trovato.       le piazze, soprattutto in Spagna,
                                                                                Questa mozione impegnava l'azienda, ma soprattutto
In piazza si cerca di fare e rinsal-    si sono distinti per questa capaci-     gli operai e i sindacalisti, a rifiutare le commesse in
dare la comunità, sia quella che        tà acquisita.                           armi, in un periodo storico in cui la fine della guerra
si trova lì in quel momento sia         Nonostante tutti questi elementi        fredda e il disarmo erano ben lontani del compiersi. Il
quella non presente alla quale ci       a mio parere positivi, gli interro-     GVAN è stato attivissimo nel rifiuto delle guerre (dal
                                                                                Vietnam all'Iraq) e nella ricerca di teorie e pratiche
si rivolge. Inoltre i confini di que-   gativi e le criticità sono tanti, a
                                                                                di nonviolenza: il 7 giugno 2001 promosse il primo
sta comunità sono internazionali.       partire dal fatto che un assem-         digiuno contro l'alta velocità. Digiuno replicato anche
Si cercano connessioni con tutto        bramento di persone che stanno          nell'ultimo mese, e passato rigorosamente inosser-
il mondo per abbattere il più pos-      in piazza a parlare di politica in      vato.
sibile le frontiere, pur partendo       Italia è sostanzialmente illegale.      Tra i fondatori del GVAN c'era Albero Perino, uno dei
                                                                                NO TAV della prima ora, oggi considerato dai media
dall'azione sul proprio territorio.     Inoltre uscire da un contesto di
                                                                                il leader del movimento, e accusato talvolta da questi
Tutte le decisioni si prendono in       simili e trovarsi tra tante persone     media di essere colui che infiltra “i violenti” nel mo-
assemblea. Per l'importanza del         diverse per idee, competenze ed         vimento.
momento, come in un quadrato            esperienze rappresenta uno sfor-        Al di là di ogni ragionevole contrarietà alla sassaiola
o in un consiglio della legge, si       zo inaudito e quasi mai ripagato        come pratica di lotta, o di “resistenza” (a dire il vero
                                                                                verificatasi per mano di pochi e in pochissimi giorni
richiede la massima partecipa-          con successo e soddisfazione.
                                                                                durante questi 22 anni), resta da chiedersi se siamo
zione e la massima attenzione.          Difficoltà che ricalca quella di ge-    in grado di guardare con occhi liberi dalle tante distor-
Anche la salute e la forza fisica       stire una società complessa e in        sioni alle quali siamo sottoposti, assumendoci le pro-
sono importanti e curate. In Spa-       cambiamento come la nostra. Ma          prie responsabilità e sapendo prendere posizione.
gna durante il giorno c'era la pos-     forse è proprio questa la doman-        Se sappiamo cioè mettere a fuoco il punto giusto, es-
                                                                                sere indipendenti nei giudizi o capaci di informarci da
sibilità di fare ginnastica o yoga.     da da porsi: come ci rapportiamo,
                                                                                soli; se siamo in grado di riconoscere le ragioni di ven-
Inutile dire che è forte il richiamo    come scout e a partire dal nostro       ti, duecendo o ottantamila persone che manifestano
all'essenzialità, sia in piazza, sia    “locale”, a partire dalla vita regio-   (fra cui molti scout); se siamo in grado di non cadere
come obiettivo politico alto.           nale, a un contesto globale intri-      nella stupida trappola di valutare l'utilità o l'inutilità,
La discussione deve essere ac-          cato e drammatico, a un Paese in        la genuinità o la distruttività, la sostenibilità o la non
                                                                                sostenibilità, la mafiosità o la trasparenza di un'opera
compagnata dalla pratica, sia in        crisi economica e di identità?
                                                                                a seconda della simpatia o dell'antipatia verso tutte
termini di proposta, sia in termini                                             o una parte delle persone che la promuovono o che
di protesta (quest'ultima sempre                                                la contestano. Se siamo in grado infine di opporci a
nonviolenta). Vige un “imparare                                                 un'informazione che seleziona solo l'eclatante, con-
facendo” che cerca di evitare di                                                troparte di una politica che cerca solo di controllare
                                                                                l'opinione pubblica, creando un circolo vizioso ed
                                                                                esasperante nel quale non importano le buone ragio-
                                        n·2 - 2012                       7      ni, importa solo strillare più forte degli altri.
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approfondimento

                   "FARE POLITICA
                   È IMPORTANTE"

                                                                                                 GUIDO ACQUAVIVA
                   LA FORZA DELLE PAROLE

                   di Mattia Cecchini                     attendere ricompensa. E lavora                           questa affermazione. Allora forse
                                                          per il trionfo del bene, sapendo                         vale la pena ascoltare Francesco
                   ANTEFATTO                              che perderai la battaglia’. Per-                         Gesualdi, uno degli allievi della
                   Ormai 12 anni fa iniziava il nuovo     ché è così, al di là di ogni pes-                        scuola di Barbiana di don Milani:
                   millennio e due importanti quoti-      simismo. Dobbiamo credere alla                           “Forse è proprio dal linguaggio
                   diani pubblicarono supplementi         possibilità di cambiare le cose.                         che dobbiamo ripartire per met-
                   in cui provavano a prevedere il        Altrimenti perderemo tutti la vo-                        tere ordine nelle parole, per fare
                   futuro: come sarebbe stato, cosa       glia di vivere”.                                         chiarezza sui concetti, quantome-
                   sarebbe successo. In quelle pa-        BASTA LA PAROLA                                          no per sbarazzarsi dei luoghi co-
                   gine, però, non c’era nessun ca-       “Fare politica è importante”: oggi                       muni”. Dunque, 4 parole: “Fare
                   pitolo, nessun approfondimento         è vera questa frase? Sulla carta,                        politica è importante”. Bene, ma
                   sulla politica. Buffo, no? C’era       molti direbbero di sì. Ma nell’im-                       cosa vogliono dire quando le si
                   però una domanda –profetica -          maginario collettivo oggi la poli-                       pronunciano? Forse una risposta
                   ad uno dei padri del giornalismo       tica fa spesso rima con esempi                           è dentro di loro, dentro la forza
                   italiano (uno che di politica aveva    e vicende poco edificanti. È più                         che ognuna esprime, da scopri-
                   scritto tanto), Indro Montanelli.      facile sentir dire che è roba da                         re scavando con l’aiuto di uno
                   Gli chiesero: che lezione ha per       casta, è più comune vederla ab-                          speciale dizionario (il “Dizionario
                   il nuovo millennio? E lui: “Più che    binata a privilegi o insopportabili                      italiano ragionato”), per capire
                   una lezione ho in mente una pre-       burocrazie, ad affari di partito o a                     cosa davvero si dice quando si
                   ghiera, la stessa di sempre: ‘Si-      contrasti che paralizzano tutto in                       pronuncia una frase del genere
                   gnore, dammi la forza per cam-         un diluvio di parole, a irrinuncia-                      e cosa va fatto, di conseguenza.
                   biare quello che posso cambiare,       bili compromessi al ribasso che                          Dunque.
                   per accettare quello che non pos-      mortificano grandi slanci o ideali.                      Fare: è un verbo molto chia-
                   so cambiare; e dammi l’intelligen-     E dire che un Papa ha sostenuto                          ro, significa “agire, producendo
                   za per comprendere la differenza       che “la politica è la più alta forma                     direttamente o indirettamente
                   fra l’uno e l’altro’. E una frase di   di carità”. Sembra cioè di poter                         un effetto”. È il verbo che “desi-
                   Seneca: ‘Fai il tuo dovere senza       dire tutto il contrario di tutto su                      gna essenzialmente l’attività del
NICOLA CATELLANI

                                                          8                       n·2 - 2012
E GIOVANNI SI ALZò IN CLASSE E DISSE - Agesci Emilia-Romagna
approfondimento

soggetto”. Quindi qualcosa che
coinvolge concretamente la per-
sona (il singolo), “e come tale si
contrappone proverbialmente al
dire”, viene in mente la dichiara-
zia che assorda il dibattito politi-
co, “alla tranquilla irresponsabilità
del disimpegno”. Fare, “in quanto
espressione del movimento e
della storia si contrappone ad
essere” e ripropone una sottoli-
neatura importante in una socie-
tà dove, anche e soprattutto nel
mondo dei politici, si fa notizia più
per l’apparire che per il fare.
Politica: è il “momento centrale
                                        LUCIO REGGIANI

della socialità. Propriamente, l’ar-
te di essere cittadino e la scien-
za della cosa pubblica”. I greci
dicevano, “la tecnica o arte del
cittadino: primo compito di ogni                         ma comunque più vicina a batte-                         ossa durante i tempi difficili e per
uomo libero”. Poi con il tempo                           re un colpo in favore dell’idea che                     fare cambiamenti veri ci vogliono
è diventata la teoria e la pratica                       fare politica è importante per-                         persone che tirano”. Con un’ulti-
legislativa o di governo da parte                        ché è l’ambito dove si affron-                          ma postilla: “Compito della poli-
di rappresentanti in cui lo Stato si                     tano e si risolvono, nel bene e                         tica è governare i fenomeni non
riconosce. Di partiti non si parla.                      nel male, le maggiori questioni                         le persone”.
Torna in mente una frase famosa                          che interessano le persone per,
di don Milani: “Ho imparato che                          come dicono gli scout, lasciare
il problema degli altri è uguale al                      il mondo migliore di come lo si
mio. Sortirne insieme è la politi-                       è trovato ed essere felici di far
ca, sortirne da soli è l’avarizia”.                      felici gli altri. Uno po’ domanda-
È: come dicevamo a scuola, voce                          re, “vabbè, belle parole. A parole
del verbo essere. Ma qui è inte-                         è tutto facile, ma, detto che è im-
ressante l’impatto sulla frase: “è”                      portante, ecc., ecc., cosa si deve
importante fare politica, cioè in                        fare?”. Mi torna in mente quel che
questo momento, adesso; non                              diceva un gesuita scout: “dobbia-
domani, non fra un po’. L’“è” della                      mo essere attenti alle situazio-
frase sostiene con forza quel che                        ni di svantaggio e sofferenza, a
ne segue e ne rimarca il signifi-                        dove la felicità non può essere
cato, ma evidenzia anche quanto                          costruita. Noi (scout) non siamo
ciò che segue sia essenziale, nel                        attirati dallo star bene, ma da
senso che non se ne può fare a                           dove la società non è efficiente,
meno.                                                    siamo attenti allo stridore, indi-
Importante: rimanda a qualcosa                           gnati per ciò che non funziona”.
“che importa”, “che arreca con-                          Così come mi torna in mente
seguenze di rilievo. Quindi, che                         quando un (bravo) parlamentare
riveste particolare interesse ed è                       ad un CFA diceva: verso la po-
degno di considerazione”. È un                           litica, “c’è una sfiducia motivata,
termine usato anche per espri-                           ma se uno dice che tutto è uno
mere qualcosa di “necessario e                           schifo si uccide la politica buona”
opportuno”.                                              e poi forse non è così male navi-
Riempita così di contenuti, quella                       gare in acque tempestose come
frase assume un “sapore” un po’                          quelle di questi tempi se si pen-
                                                                                               GUIDO ACQUAVIVA

diverso, forse distante dalla quo-                       sa “che leader di processi facili
tidianità e dalla concretezza che                        e felici, di processi di speranza
l’urgenza di tanti problemi invoca,                      e cambiamento, si sono fatti le

                                                     n·2 - 2012                         9
E GIOVANNI SI ALZò IN CLASSE E DISSE - Agesci Emilia-Romagna
approfondimento

RIBELLI MA BELLI (DENTRO)
Come trasformare i capricci in slanci positivi
di Dario Seghi                             nuova intelligenza di tipo ipotetico-                  come l’hanno trovato, e che la loro
                                           deduttivo e l’abbozzo di una propria                   spinta al cambiamento abbia sem-
Siamo esseri relazionali, nasciamo         visione del mondo che si manifesta                     pre in sé un nucleo positivo.
da una relazione tra un uomo e una         con atteggiamenti di protesta a volte                  Quando questa modalità, pur conte-
donna diversi nel corpo e nel carat-       esibizionistici e talvolta oppositivi e                nendo un germe produttivo e fecon-
tere, ed anche la nostra vita psichica     provocatori.                                           do, può essere il segno di un infanti-
successiva si struttura gradualmen-        Il bisogno “di individuazione” cioè di                 lismo capriccioso e regressivo?
te attraverso le relazioni affettive.      percepirsi come essere diverso dai                     Quando la protesta e la critica è ri-
Il primo organizzatore psichico de-        genitori e dagli adulti spinge ad una                  volta solo agli altri e mai a se stessi;
rivante da tali relazioni è “il sorriso”   dimensione più o meno trasgres-                        quando essa non produce un cam-
che compare entro il terzo mese di         siva, che non va stigmatizzata me-                     biamento coerente partendo da chi
vita, e non è il sorriso della pancia      diante svalutazione e repressione                      la fa;
piena, ma quello dell’incontro con         del ragazzo, bensì letta come una                      quando rimane pretesto per non as-
“l’ambiente mamma”, che stabilisce         naturale ricerca di espressione della                  sumersi le responsabilità del voler
con il neonato un contatto positivo,       propria personalità e gestita adegua-                  essere protagonisti, nel proprio am-
caldo e accogliente mediante il sor-       tamente con un controllo relazionale                   biente e nelle piccole cose, sporcan-
ridere.                                    del comportamento dell’adolescen-                      dosi le mani nella ricerca di costruire
Dopo il sesto mese, compare il se-         te con quella chiarezza e fermezza                     quel cambiamento e quello sviluppo
condo organizzatore, segno di un           che permetta un giusto confronto,                      che le giovani generazioni hanno da
adeguato sviluppo della vita psichi-       ma anche il riconoscimento finale                      sempre generato.
ca che è “l’angoscia d’abbandono”,         delle regole del gioco in cui il geni-                 Facciamo educazione non per
quella in cui il bambino si esprime        tore o l’educatore si assumono una                     un’ideologia ma per rispondere ai
con un forte pianto a seguito di ciò       responsabilità decisionale.                            bisogni dei ragazzi e in particolare
che non riconosce come mamma e             La naturale evoluzione e sviluppo                      quello di affermarsi per essere vali-
si sente solo e abbandonato.               del giovane deve portare ad espri-                     di, liberi e autonomi. Questo merita
Il terzo organizzatore, quello che         mere quella capacità di essere se                      tutta la nostra attenzione e creativi-
ci interessa maggiormente per il           stesso con un buon spirito di “affer-                  tà, perché i semi diventino pianta e
tema in esame, compare dopo il pri-        mazione”.                                              la pianta faccia frutto e il frutto possa
mo anno di vita ed è “il NO”, come         Tale capacità di affermazione ha le                    nutrire.
espressione di quell’autonomia che         sue radici in quel bambino e ragazzo
il bambino già percepisce in poten-        che eravamo e si traduce nel giova-
za come bisogno e in cui manifesta,        ne adulto nella possibilità di mani-
anche con atteggiamenti oppositivi,        festare la speranza in un cambia-
il suo diritto ad autoaffermarsi.          mento, nella capacità di combattere
Vuole mangiare da solo anche se            contro le ingiustizie per il sogno di un
non riesce, vuole cose che ancora          mondo migliore.
non può gestire, vuole esplorare           Il non subire passivamente e avere il
là dove non gli è concesso perché          coraggio di proporre le proprie idee,
pericoloso e dopo il secondo anno          incarna quel senso di ribellione insi-
può diventare cocciutaggine, ricatto,      to nell’uomo che nel bambino e nel
opposizione.                               ragazzo favoriscono il processo di
Insomma vuole esserci, vuole espri-        separazione dal mondo degli adulti,
mersi, vuole imporsi.                      per definire meglio la propria iden-
Tale espressione è un segno impor-         tità, ed è un sano antidoto contro
tante di energia e vitalità positiva nel   l’apatia e l’indifferenza che portano
bambino che ovviamente deve esser          ad un pericoloso conformismo.
contenuta amorevolmente dai geni-          Come educatori dobbiamo favorire
                                                                                      ARMANDO MAGRO

tori, ma mai repressa o castrata.          la riflessione critica dei nostri ragaz-
Nell’adolescenza riemerge questo           zi perché crediamo che possano
atteggiamento su nuove basi: una           davvero lasciare il mondo migliore di

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arte del capo

STRATEGIE PER
"SORTIRNE INSIEME"
Suggerimenti e idee per scelte condivise
di Antonio Liguori

I movimenti Indignados e Occupy
di tutto il mondo hanno avuto tra i
tratti distintivi il modo di prendere
decisioni tramite assemblee pub-
bliche. Nel protestare per una vera
democrazia hanno cercato anche
di superare l'imbarazzo “democra-
tico” della maggioranza numerica
(50%+1) che schiaccia una mino-
ranza, per quanto ampia, creando
tensione.
Un altro tratto distintivo è stato
quello evidenziato da Naomi Klein
(famosa per il libro No Logo, che
ispirò il movimento cosiddetto No
Global): il fatto che in queste as-
                                         GUIDO ACQUAVIVA

semblee si presti attenzione all'al-
tro, a chi è accanto, non solo politi-
camente ma anche umanamente e
che ci si tratti come se si dovesse
stare insieme per tanti anni ancora.                  chiesto continuamente di interveni-     fatto che a chi dissente sia garanti-
Infine si è posta molta attenzione                    re con la gestualità del consenso       ta non solo la possibilità di motiva-
sulla partecipazione e la concen-                     (alzare le mani e muoverle come         re la propria posizione, ma anche
trazione dei presenti, ai quali viene                 nell'alleluja delle lampadine) o del    di prendere parte, all'occorrenza, a
                                                      dissenso (incrociando le braccia)       una commissione che affini la pro-
                                                      anche mentre qualcuno interviene,       posta da votare per venire incontro
                                                      per avere sempre una visione com-       alle ragioni del “no”, finché non si
                                                      plessiva della condivisione del pen-    trovi una soluzione condivisa da
                                                      siero espresso; viene chiesto inol-     tutti o quasi. Per questo motivo in
                                                      tre di non bere alcool e non usare      Spagna nelle assemblee del 15M
                                                      droghe, e vengono talvolta garan-       non si dice “votar” ma “consen-
                                                      tite dai moderatori delle pause per     suar”.
                                                      recuperare le energie. Gli applausi     Certo questo comporta inizialmen-
                                                      sono il più possibile evitati.          te una certa lentezza, tanto che
                                                      Le comunità scout hanno poco da         uno dei motti iniziali della protesta
                                                      imparare in questo senso, in parti-     fu: andiamo piano perchè vogliamo
                                                      colare le Comunità capi. Più diffici-   andare lontano.
                                                      le diventa ad esempio il momento        Ma il problema si supera una volta
                                                      delle votazioni in un'assemblea di      compreso che l'obiettivo di un'as-
                                                      zona, dove spesso si vota inconsa-      semblea non è convicere tutti del
                                                      pevolmente, o in branco, o si scade     fatto che si ha ragione, bensì tro-
                                                      in campanilismi o prese di posizio-     vare una soluzione pratica, o un
                                                      ne infantili.                           compromesso, che faccia possibil-
                                                      Un elemento degno di nota delle         mente il bene di tutti e sia rispetto-
                                                      assemblee degli Indignados è il         so delle diversità di opinioni.

                                                    n·2 - 2012                       11
arte del capo
                         LO
                            SA
SCELTA POLITICA… PEVA
NON È SOLO FARE SERVIZIO       TE
di Betti Fraracci
                                 ?
“La scelta di azione politica è impegno irrinunciabile che ci qualifica in quanto
cittadini, inseriti in un contesto sociale che richiede una partecipazione attiva e
              responsabile alla gestione del bene comune.” (Patto Associativo)
L’invito che il patto associativo                    rare il senso ampio del servizio        coscienza formata è capace di
rivolge a tutti noi capi scout è                     in un orizzonte di significati legati   autentica libertà”, e ancora “Attra-
quanto mai attuale e ci chiama                       all’azione politica.                    verso la “scelta Politica” infatti, ri-
ad essere persone attive e impe-                     La partecipazione attiva e pro-         teniamo nostro dovere impegnar-
gnate in un mondo che ha biso-                       tagonista quindi richiede innan-        ci per la collettività, mettendo al
gno di noi, ha bisogno di persone                    zitutto di essere informati e poi       servizio della stessa i nostri valori
che hanno qualcosa da dire, non                      impegnati, per allargare i nostri       e il nostro stile di vita”.
necessariamente con azioni ecla-                     orizzonti dall’interesse privatistico   Stile di vita quindi non è solo ser-
tanti o grida arrabbiate di chi si                   verso il bene collettivo. Per dire la   vizio, base importante ma non
schiera sempre ed ostinatamente                      nostra, anche nel e con il servi-       sufficiente per essere buoni cit-
contro, ma di persone che nella                      zio, dobbiamo avere qualcosa da         tadini, ma è esercizio di discer-
quotidianità testimoniano i valori                   dire, ecco perché l’azione politica     nimento, conoscenza, informa-
della cittadinanza attiva.                           richiede informazione e approfon-       zione, disponibilità al confronto,
Oggi è quanto mai emergente il                       dimento, conoscenza della storia        capacità di entrare in dialogo,
bisogno di una buona politica,                       e delle storie, della cronologia        accettazione del punto di vista
questo è senza dubbio un segna-                      dei fatti, non basta innamorarsi        dell’altro, visione complessa della
le positivo che denuncia un rinno-                   di un’idea, ma è essenziale co-         realtà, è mettersi in gioco in prima
vato interessamento della socie-                     noscere come questa idea è nata         persona senza cercare scorciato-
tà civile alla vita della comunità,                  e come e con quali azioni di di-        ie, è educare persone che sanno
una società fatta di persone che                     scernimento la si può continuare        scegliere, è vivere il proprio lavo-
vogliono partecipare rilanciando                     a sostenere.                            ro con consapevolezza, onestà,
l’impegno ad agire “dal basso”.                      È proprio il Patto Associativo an-      trasparenza, coscienza, è essere
Ed è in questo agire dal basso                       cora una volta che ci dice: “Ci im-     uomini e donne capaci di costrui-
che può trovare concretezza la                       pegniamo ad educare al discerni-        re vita con coraggio e nella ineso-
scelta politica, anche se la ten-                    mento e alla scelta, perché una         rabile quotidianità.
tazione di risolvere tutto facendo
solo servizio è molto forte. Penso
                                        GUIDO ACQUAVIVA

che sia necessario sfatare que-
sta convinzione: il fare servizio, o
meglio vivere la vita con lo stile
del servizio al prossimo, non ci
salva, non possiamo sentirci a
posto con noi stessi pensando di
essere cittadini attivi, che lasciano
il mondo un po’ migliore di come
lo hanno trovato, solo perché fac-
ciamo con coscienza e costanza
il nostro servizio.
Direi piuttosto che questa è la
base, con il servizio nel nostro
zaino siamo pronti ai blocchi di
partenza per iniziare a tracciare
percorsi che ci portano ad affer-

                                                     12                       n·2 - 2012
arte del capo

Siamo pronti a fronteggiare le avversità inedite di questo tempo con animo saldo e con spirito solidale.
Siamo pronti a percorrere nuove strade perché sia restituito un futuro umano e professionale ai giovani, in Italia e
altrove.
Siamo pronti a ricercare, proporre o appoggiare soluzioni politiche, sociali ed economiche basate sulla sobrietà, sulla
solidarietà, sulle pari opportunità, che possono essere un grande investimento in termini valoriali ed anche economici.
Crediamo nell’educazione come leva del cambiamento, che sappiamo e possiamo usare. Siamo pronti quindi ad ade-
guare la nostra proposta educativa al mutare degli eventi, progettando e proponendo azioni di coraggio ai nostri giovani,
per loro, per le loro città e le loro comunità.
Siamo pronti al libero e fruttuoso concorso con Associazioni, a promuovere patti ed alleanze con movimenti e altre
forze della società civile, per ricostruire un tessuto sociale oggi fragile e a volte compromesso.
Proprio perché ci occupiamo di educazione, non ci sentiamo interpellati da iniziative elettoralistiche. Rispettiamo quanti
si impegnano in buona fede e onestà in progetti politici degni e nobili, capaci di restituire fiducia ai cittadini e ai giovani.
E capaci di incoraggiarli a prepararsi al futuro, personale e comune, con competenza e passione. Siamo pronti, conti-
nuiamo ad essere pronti, a scommettere ancora di più sui giovani, ad allenarli a conquistare-difendere-gestire spazi di
responsabilità, ad accompagnarli nei percorsi di avvicinamento alla politica e di impegno per una cittadinanza sempre
più consapevole e attiva.
Siamo pronti , ancora una volta, ad impegnarci per realizzare i valori custoditi nella nostra Costituzione Repubblicana
e ad onorare la storia ed il nome del nostro Paese.
Per tutto questo siamo pronti!
           Tratto da: “Politica ed Economia - Da che parte stanno gli scout?” Consiglio nazionale AGESCI (ottobre 2011)
                                                                                                                               ROBERTO BALLARINI

                                            n·2 - 2012                       13
visti da vicino

IL BUSINESS-PLAN
DEL VOLONTARIATO
Ovvero un investimento più sicuro di un Bund tedesco!

di Fabrizio Caldi                        All’improvviso il vostro mercato       pensate solo ad un gruppo di una
                                         non è più il cliente o il collega ma   trentina di ragazzini, il tempo im-
Tempi duri per l’economia, si sa…        magari un gruppo di ragazzini un-      piegato da un capo viene istan-
Difficilissimo trovare investimenti      dicenni che vedete per la prima        taneamente moltiplicato per 30!
sicuri e al tempo stesso remune-         volta e che quindi dovete conqui-      Inoltre anche l’investitore stesso
rativi. Siamo in effetti in un perio-    stare al più presto. I costi di que-   stacca immediatamente dividendi
do in cui il “bar sport” è spesso        sto progetto sono quelli legati al     elevati: è la teoria dell’“Helper’s
soppiantato da altri argomenti: ci       quantitativo di tempo che si può       high” cioè del picco del benessere
ritroviamo ad essere tutti esperti       mettere a disposizione, marginali      che arriva rapido e potente dopo
di “spread”, “tassi”, “cambio euro-      sono quelli economici (a volte un      un gesto di generosità, anche
dollaro” e ad ascoltare per radio,       po’ di denaro va speso per qual-       piccolo. Rendersi utili, avvicinarsi
come per una partita di calcio,          che acquisto…). Fondamentali           agli altri, contribuire a una buona
la telecronaca dell’andamento in         sono le azioni di marketing, la        causa, crea nel corpo una scarica
tempo reale di questo benedetto          capacità di influenzare gli altri e    di endorfine che regalano allegria
differenziale con i titoli tedeschi. È   negoziare, insieme alla capacità       e buonumore e in seguito danno
semplice, però, trovare un settore       di persuadere, risolvere i conflit-    un senso di calma e pace con se
dove tutti i parametri economici         ti e trovare le soluzioni. Occorre     stessi. I generosi che aiutano gli
virano al positivo stabile: basta        lavorare insieme per un obiettivo      altri a vivere meglio, stanno me-
cambiare il sistema di riferimento       comune e occorre anche trovare         glio a loro volta perché la tensio-
e cioè passare da quello basato          soluzioni nuove. Fondamentale la       ne fisica si abbassa, il sistema
sul denaro a quello basato sul           capacità persuasiva, i più grandi      immunitario si rafforza e la pres-
tempo! Il tempo che possiamo             promotori del volontariato sono        sione del sangue si regolarizza.
mettere a disposizione di altri, di-     coloro che lo fanno, il passaparo-     Dite che è poco?!?
ventando proattivi e facendo del         la vince ogni barriera; è più forte    Identificare costi, ricavi ed inevita-
bene… Realizzare il Business             di ogni cartellone, di ogni email e    bili guadagni è un gioco semplice
Plan di un investimento in “tem-         di ogni messaggio dall’alto.           e può essere facilmente applicato
po” è piacevole e semplice ed in         Passiamo ora alla parte più in-        a molte nostre attività “no-profit”;
tutto e per tutto assomiglia ad un       teressante di ogni investimento:       potrebbe inoltre diventare una
modello economico. Alla base ci          i ricavi che sono straordinari! De-    chiave di lettura non scontata per
sta’ comunque una sfida: far ren-        dicare tempo e risorse agli altri      aiutarci in una verifica costruttiva
dere al meglio il capitale investito.    è estremamente remunerativo,           di tutti i nostri investimenti!
                                                                                                                     SERGIO BOTTIGLIONI

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sguardo sul mondo

DIRITTI: CARBURANTE DELLO SVILUPPO
Il filo d’Arianna nel dedalo dell’indignazione moderna
di Matteo Caselli                           diritti, e l’idea che per uscire dalla crisi   investimento. Gli strumenti di prote-
                                            ci sia bisogno di sviluppo a tutti i costi.    zione sociale devono quindi essere
Pippo è un giovane capo scout. Ha           In pratica, semplificando molto il pen-        annoverati tra i fattori dello sviluppo.
23 anni e tanta voglia di cambiare il       siero del sociologo politico Seymour           Citando Zygmunt Bauman: “È la per-
mondo. Pur non avendo ancora i ca-          Martin Lipset: meno diritti oggi per           cezione concreta della solidità e della
pelli bianchi, nella sua vita si è indi-    avere più sviluppo, che consentirà             solidarietà sociali che fa sì che ogni
gnato per tantissime cose (ormai ha         (forse) maggiori diritti domani. Svilup-       cittadino si senta parte di una ‘casa
perso il conto), spinto dai motivi più      po o diritti?!? Questo è un bel dilem-         comune’ a cui contribuire”. Ambiente:
bizzarri, ma tutte con un unico comu-       ma, e certamente un buon motivo per            lo sviluppo delle energie rinnovabili
ne denominatore: ribellarsi al “Po-         indignarsi, ma come?!? Innanzitutto            nel nostro Paese potrebbe creare per
tente”. Tra occupazioni scolastiche         pensando controcorrente. Ad esem-              la produzione di energia elettrica circa
ed universitarie, manifestazioni di         pio come l’economista premio Nobel,            250.000 posti di lavoro entro il 2020,
piazza e litigate in famiglia, lotta dopo   Amartya Sen, secondo cui la demo-              di cui 175.000 in Italia. Una più ampia
lotta, Pippo ha acquisito esperienza        crazia è precondizione dello sviluppo,         transizione a un modello di crescita
e ha formato sempre più il suo spirito      e non viceversa. La promozione dei             attento alla sostenibilità ambientale
critico, sviluppandolo a tal punto da       diritti diventa quindi un fattore pro-         potrebbe costituire un'opportunità più
arrivare a porsi una domanda fonda-         duttivo che contribuisce alla stabilità        consistente, coinvolgendo vari com-
mentale: indignarsi, si, ma per quale       politica e alla dinamica dell'econo-           parti industriali, nuovi servizi per la
motivo?!?                                   mia. Infatti, quanto meno una società          sostenibilità e l'agricoltura, che come
Le risposte che frullano nella testa        è democratica e rispettosa dei diritti         ricordava Benedetto XVI, ha bisogno
sono tante. Per moda, per fare colpo        umani, tanto più sono facili i cortocir-       di essere rivalutata come risorsa in-
su una compagna di corso, per non                                                          dispensabile per il futuro, per dare
lasciarsi prendere dallo sconforto                                                         risposta allo scandalo della fame e
vedendo la società cadere a pezzi,                                                         all'emergenza ambientale. Parteci-
perché l’informazione è fondamen-                                                          pazione democratica: la costruzione
talmente corrotta, perché se non lo                                                        delle democrazie moderne è un pro-
faccio io non lo fa nessuno, perché                                                        cesso di ampliamento della parteci-
certi giorni non ho proprio voglia di                                                      pazione. Non sempre però il traguar-
studiare, per lasciare il mondo un                                                         do è raggiunto una volta per tutte: il
po’ migliore di come lo si è trovato,                                                      problema si ripresenta, ad esempio
ecc.. “Un essere che si abitua a tutto.                                                    con gli immigrati, nel nostro Paese
Ecco, credo, la migliore definizione        cuiti fra i detentori del potere politico      esclusi dalla partecipazione politica
dell’uomo”, diceva Fëdor Dostoev-           e del potere economico, che possono            e dalle decisioni sul bene comune. Il
skij. E Pippo quell’uomo che si abitua      agevolmente sostenersi a vicenda a             presidente americano, Barack Oba-
a tutto, anche a subire ingiustamen-        scapito dell'efficienza complessiva.           ma, è figlio di immigrati, ma oggi è
te, non vuole proprio esserlo. Ma non       Una democrazia più solida e più co-            difficile immaginare che in Italia le
vuole nemmeno essere quell’uomo             raggiosa potrebbe invece tenere a              “seconde generazioni” potrebbero
che protesta per professione, a pre-        freno gli interessi dei “poteri forti” e       avere opportunità analoghe.
scindere dalla motivazione.                 premiare merito e imprenditorialità,           La promozione dei diritti, cioè la co-
La svolta arriva una mattina di aprile,     anziché caste e rendite di posizione,          struzione di una società più giusta,
a lezione di Sociologia. Tra i banchi,      ritrovandosi con un’economia più effi-         anziché un peso per la crescita o un
sommersa da fogli di appunti stro-          ciente e capace di crescere.                   lusso a cui dobbiamo rassegnarci a
picciati, carte di merendine e fotoco-      Per Pippo il ragionamento non fa una           rinunciare, può rappresentare un au-
pie di libri di testo, trova una pagina     piega, ma come e quando ci si indi-            tentico investimento per lo sviluppo.
strappata dal mensile Aggiornamenti         gna?!? A questa domanda Giacomo                Per questo vale la pena indignarsi,
Sociali, un editoriale del direttore Gia-   Costa non dà risposta (“guida da te            ma soprattutto impegnarsi nella vita
como Costa che titola “Italia: investire    la tua canoa”), ma indica tre ambiti           di tutti i giorni, cominciando dalle pic-
in diritti, guadagnare in sviluppo”. Il     su cui investire. Welfare: non deve            cole comunità in cui viviamo. Pippo
“Potente” di turno contro cui combat-       più essere considerato come un                 finalmente ha capito per cosa vale la
tere è la mancanza di democrazia e          consumo (da tagliare), ma come un              pena lottare.

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visti da vicino

      NUMB3RS?
      Ecco l'utile dei nostri bilanci

      di Raffaella Bertoni e Fabio Cassa-      ci dicono dove vogliamo andare
      nelli (inc. Organizzazione Regionali)    e come ci vogliamo arrivare, ben
                                               tenendo presente sia chi siamo,
      Accidentaccio anche quest’an-            sia quello in cui crediamo. I nostri
      no abbiamo dovuto “assorbirci”           bilanci sono espressione del “pro-
      la presentazione del bilancio re-        gettare” del “realizzare” di perso-
      gionale, nonché una sessione di          ne econome e laboriose, di per-
      lavoro in assemblea proprio sul          sone leali, di persone oneste, di
      bilancio. Numeri e solo numeri,          persone che hanno il senso della
      comprensibili esclusivamente agli        giustizia.
      addetti ai lavori, che ben poco          Quindi, quando li redigiamo, pen-
      hanno a che fare con il nostro           siamo a ciò, e poi non chiudiamoli
      servizio.                                in un cassetto, oppure non dedi-
      No, cari miei, così non va, dob-         chiamogli due sbrigativi minuti nel
      biamo cambiare questa “conce-            presentarli, ma partiamo da questi
      zione” che abbiamo del bilancio,         e utilizziamoli anche per spiegare      NICOLA CATELLANI

      se davvero è questa. Cerchiamo           le mete che vogliamo raggiunge-
      di vederlo in un modo diverso: è         re, e per mezzo (anche) di questi
      uno strumento del nostro proget-         poi verifichiamo se e come tali
      tare insieme, come lo specchio           mete siano state effettivamente
      delle nostre scelte condivise, del       raggiunte.                                            ti gli ambiti in cui operiamo l’idea
      nostro operare in modo traspa-           In questa ottica l’esame del bi-                      di trasparenza e correttezza nella
      rente. Scopriremo allora che le          lancio, le eventuali proposte per                     gestione del denaro ci permette
      voci ed i numeri del bilancio re-        integrarlo, la sua approvazione                       di essere cittadini onesti, rispetto-
      gionale (e non solo, anche quel-         diventano gesti coerenti e fonda-                     si del bene comune, non persone
      lo della nostra zona, del nostro         mentali del nostro essere capi in                     capaci per un pugno di euro a di-
      gruppo) hanno un’anima. Esse             Agesci, ma non solo. Anche in tut-                    menticarci di tutto e di tutti.

Cosa dicono i documenti associativi?
Statuto, art. 55:
Ciascun livello dell’Associazione (Gruppo, Zona, Regione, livello nazionale) è responsabile della propria amministrazione e
finanziariamente autonomo.

Statuto, art. 83:
Entro quattro mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, che va dal 1 ottobre al 30 settembre dell’anno successivo, gli organi
responsabili di ciascun livello associativo redigono il bilancio consuntivo dell’esercizio precedente, quello preventivo dell’eser-
cizio successivo e predispongono le eventuali variazioni al bilancio preventivo dell’esercizio in corso. […]
Per il livello di Gruppo, i bilanci devono essere illustrati anche alle famiglie, in un’ottica di trasparenza offerta, anche se non
richiesta.

Per approfondire:
Linee guida per un’economia al servizio dell’educazione, in Atti del Consiglio Generale 2011, pag. 34
(www.agesci.org/downloads/atti_cg_2011_2.pdf)

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