Story n.2 anno 2011 - Siderweb
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Grazie/Thanks
Story Story Aprile 2011
L’edizione di Made in Steel del 2011, denominata “Steel For Life and “Planet” ne ha
suggellato il “salto” proiettandola definitivamente nel novero delle manifestazioni inter-
nazionali di spicco e ne ha sancito il successo in termini sia quantitativi sia qualitativi.
La bellezza degli stand, la loro qualità ed accoglienza, la partecipazione “proattiva
” degli espositori e l’alta affluenza di visitatori, provenienti da 46 paesi del mondo,
hanno dimostrato che esistono ancora nel nostro settore persone animate da coraggio,
visione e soprattutto passione.
“Made in Steel” ha rappresentato inoltre un importante momento di riflessione e di
coesione per l’intera filiera dell’acciaio.
Nei numerosi e partecipati incontri, convegni, dibattiti si è respirata la voglia di capire,
di analizzare, di pensare ad un modello di sviluppo per il settore acciaio che riesca a
coniugare compatibilità economica, sociale ed ambientale, senza fughe in avanti ma
con il sano realismo di chi sa che “coniugare” non significa costruire barricate partendo
da pre-giudizi.
Sappiamo bene che nel futuro, dopo LA crisi, ci attendono LE crisi.
Ma sappiamo anche che il futuro non è mai un regalo ma una conquista che si costruisce
INSIEME.
Sommario
1 - Grazie/Thanks
2 - L’inaugurazione di un successo
5 - Dalla crisi globale alla “nuova globalizzazione” delle produzioni
7 - «Competizione verso l’alto o verso il basso? Per l’Italia urge una scelta»
9 - Lo scenario globale del settore
9 - acciaio dopo la crisi
13 - L’acciaio eco-sostenibile. Obiettivo raggiungibile?
17 - Energia & Acciaio
21 - Le nuove frontiere inossidabili
25 - Clienti d’acciaio
28 - 1861-2011: 150 anni d’acciaio
30 - Made in Steel Awards 2011
31 - Photogallery
Editore: Siderweb spa - via Don Milani, 5
25020 Flero (Bs)
Tel. 030 2540006 - Fax 030 2540041
e-mail: redazione@siderweb.com
Registrazione tribunale n. 11/2004
Direttore responsabile: Stefano Ferrari
In redazione: Stefano Ferrari, Davide Lorenzini, Raffaella Mora
Responsabile pubblicità: Laura Colantonio
1L’inaugurazione di un successo
Story Story Aprile 2011
sità ci ha colti di sorpresa. Pensavamo che fosse “La cri-
si”, ma ora a due anni dal suo punto più nero ci rendia-
mo conto che è stata un evento non solo congiunturale
ma strutturale e solo chi non vuole vedere la realtà può
pensare che tutto tornerà come prima. Noi del comitato
di indirizzo di Made in Steel pensiamo che di crisi ce ne
saranno altre, anche se probabilmente non così intense.
Ne abbiamo un assaggio con quanto successo in Ma-
ghreb, nei venti di guerra della Libia e in Giappone. Il
futuro non appare quindi facile e per affrontare le pro-
blematiche occorrono strumenti nuovi, di cui uno citando
Jacques Attali, è secondo me la Resilienza, vale a dire
la capacità di adeguarsi alle problematiche e affron-
tarle con piani nuovi. Occorre quindi una veduta lunga
che vada oltre i conti economici anche nell’acciaio, la cui
parola d’ordine dovrà essere compatibilità dal punto di
vista economico, sociale e ambientale. Una visione che
si muova con passione e coraggio guardando lontano
come recita il proverbio “Se vuoi tracciare un solco dirit-
to attacca il tuo aratro ad una stella”, così come si rivol-
ge lo sguardo alle stelle l’acciaio dovrà guardar lontano
già da ora ai temi di uno sviluppo compatibile. Bisogna
recuperare il desiderio nel suo senso di volere sempre
qualcosa di nuovo e diverso anche per l’acciaio». Oggi
a rassegna conclusa non si può dire che la filosofia e la
ricetta applicate non diano i propri frutti. In sole quattro
edizioni Made in Steel ha visto superare quota 10 mila
metri quadrati di superficie espositiva, con 247 aziende
presenti e 376 rappresentate e con delegazioni uffi-
ciali provenienti da Austria, Cina e Bielorussia. Proprio
«Se vuoi tracciare un solco diritto attacca il tuo aratro ad l’internazionalizzazione è stata una delle linee portanti
una stella». Ha utilizzato uno dei suoi proverbi preferiti dell’edizione 2011, che ha visto ben 46 differenti paesi
l’ad di Made in Steel e presidente di Siderweb Emanuele del mondo presenti nei circa 13 mila e 500 visitatori
Morandi per descrivere in apertura della quarta edizio- che in tre giorni hanno attraversato i padiglioni di Brixia
ne della conference and exhibition dell’acciaio la filosofia Expo. Un vero e proprio boom che ha permesso alla
che ha portato alla nascita di Made in Steel. Una filoso- rassegna di fare un salto di qualità importante, come
fia riassunta dalle parole desiderio, passione, coraggio e riconosciuto dagli espositori delle prime ore quelli che
veduta lunga, proprio quella da utilizzare con il proprio per primi nel 2005 attaccarono il proprio aratro e che
aratro cercando di calare nel concreto del proprio lavoro ora vedono cosa il guardare alle stelle ha permesso di
di tutti i giorni i valori belli e alti ispirati dalle stelle, valori realizzare.
in grado però di rendere straordinaria anche l’operazione Nei saluti inaugurali seguiti al taglio del nastro il pre-
più comune. sidente di Federacciai Giuseppe Pasini ha invece colto
«Abbiamo chiuso la terza edizione di Made in l’occasione per tracciare il bilancio dei due anni più dif-
Steel nel marzo di due anni fa – ha detto ficili per l’acciaio mondiale e italiano, periodo intercorso
Morandi -, durante una crisi che per inten- tra un’edizione e l’altra di Made in Steel.
2Story
«Nonostante sia abituato a parlare in pubblico devo
dire che non posso negare di provare oggi una certa
emozione. Un’emozione che è dovuta, dopo un primo
giro tra gli stand, alla grande voglia di riscatto che
Story Aprile 2011
emerge dall’intera filiera dell’acciaio presente a Made
in Steel. Questa rassegna infatti non rappresenta solo
la produzione ma anche la distribuzione e tutto quanto
orbita attorno al mondo dell’acciaio. Seppur lentamente
la ripresa sembra avviata anche se con ritmi meno spe-
diti di quanto ci si auspicava. Nel 2010 la produzione
italiana ha recuperato un 30% rispetto al 2009 anche
se resta di un 16% ancora inferiore ai livelli precedenti
alla crisi. Si sono però evidenziate differenze tra pro-
dotti e prodotti ad esempio il recupero corre di più per
gli acciai speciali inox impegnati nella meccanica e per
i piani. Stentano ancora i lunghi ma sono fiducioso: se le
istituzioni riusciranno a muoversi, a partire dalle piccole
cose come lo sblocco di risorse per andare incontro alle
esigenze ad esempio di comuni e province, credo che
già nella seconda parte di questo 2011 potremmo ag-
ganciare il 2008».
Pasini ha poi riconosciuto al Governo di aver fatto mol-
to per agevolare i settori cosiddetti Energy Intensive:
un’azione legata soprattutto alle tariffe, permettendo di
ridurre la distanza dei costi italiani da quelli medi euro-
pei. Resta però ancora un deficit dovuto alla scarsa di-
versificazione delle fonti energetiche: ciò comporta «che
si inizi una discussione più seria e ponderata sul tema
del nucleare al termine dei 12 mesi di moratoria stabiliti
dal governo» proprio nel primo giorno di apertura di
Made in Steel. Pasini è poi passato ad affrontare una
delle sfide principali che la siderurgia mondiale dovrà
affrontare nei prossimi anni, quella delle emissioni.
«Anche la siderurgia ha avviato il cammino facendo la
propria parte per raggiungere gli obiettivi di riduzione fluenza della speculazione finanziaria.
delle emissioni sottoscritti nel Protocollo di Kyoto: il co- Sono fiducioso per quanto riguarda la situazione in Li-
siddetto 20+20+20 – evidenzia Pasini -. Obiettivi per bia – conclude Pasini -. Per il nord Africa credo che la
cui la siderurgia europea ha fatto molto risultando tra situazione a breve possa tornare alla normalità, in una
le più virtuose a livello globale. Tuttavia ora si sente delle zone che storicamente rappresentano uno sbocco
parlare di portare le percentuali addirittura al 40%. importante per le imprese italiane. Non penso che la
Siamo d’accordo che il rispetto ambientale sia un valore crisi attuale possa avere ripercussioni particolari a livel-
verso cui muoversi, tuttavia l’Europa non può permettersi lo energetico. Sul Giappone credo che la ricostruzione
di perdere delle quote di mercato manifatturiero dovu- ripartirà molto presto, proprio per la storia e il carat-
te ai diversi parametri produttivi presenti ad esempio tere del popolo giapponese, assorbendo gran parte
in paesi come la Cina, l’India e il Brasile. A questo si dell’acciaio asiatico, una congiuntura che potrebbe an-
aggiungono anche le problematiche dovute ai costi del- che far allentare la pressione cinese su mercati di
le materie prime, le cui dinamiche non riescono più ad esportazione più europei».
essere condizionate dalle imprese europee e che sono
spesso, troppo spesso negli ultimi anni, vittime dell’in-
3Story Story Aprile 2011
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
IMPIANTO FOTOVOLTAICO RECORD PER LA FORGIATURA MORANDINI
Investimento garantito firmato Enerqos, società italiana leader nella progettazione di impianti
fotovoltaici ad alte prestazioni.
Installare un impianto fotovoltaico programma di gestione e manu- ma di investimento ideale: oggi la
sul tetto della propria azienda è tenzione. produttività di un impianto foto-
la strada che sempre più impren- Enerqos offre infatti al proprio voltaico garantisce una redditivi-
ditori scelgono di intraprendere cliente un servizio completo: tà superiore al 10% annuo per i
per ridurre i costi energetici dei gestisce interamente la realizza- prossimi 20 anni.
propri stabilimenti, contribuendo zione dell’impianto, dalla proget- Si tratta perciò di un investimento
inoltre a ridurre lo sfruttamento tazione e approvvigionamento sicuro e remunerativo, grazie agli
delle risorse naturali e limitando dei materiali, all’installazione con incentivi statali, a condizione che
le emissioni responsabili dell’in- direzione del cantiere e collaudo, l’impianto venga mantenuto nel
quinamento atmosferico. dal supporto per l’ottenimento di tempo. Ecco perciò che diventa di
Oggi a fare notizia è l’indu- autorizzazioni e incentivi statali, fondamentale importanza affi-
stria pesante che testimonia una al piano di manutenzione venten- darsi ad un operatore che sappia
crescente sensibilità e attenzione nale. garantire la perfetta operatività
nei confronti dell’ambiente e del All’interno del proprio piano di ed efficienza dell’impianto per
territorio circostante; nello spe- Gestione e Manutenzione, Enerqos tutto il corso della sua vita utile.
cifico è la Forgiatura Morandini offre anche l’esclusiva Garanzia È per questo, in conclusione, che
di Cividate Camuno in provincia di Performance, che garantisce le la Forgiatura Morandini ha scelto
di Brescia a farsi portavoce di performance ottimali dell’impian- per il proprio impianto record di
questa nuova tendenza. Affidan- to e si attiva qualora si verifichi affidarsi ad Enerqos.
dosi ai suggerimenti di Fedabo, il mancato raggiungimento del- L’impianto per la Forgiatura Mo-
la propria società di consulenza le prestazioni previste. Tutti gli randini è realizzato con moduli in
energetica, la Forgiatura Moran- impianti realizzati sono gestiti silicio policristallino su copertura
dini ha scelto Enerqos Spa, per dall’innovativo Centro di Monito- a doppia falda per una super-
realizzare un impianto record sul raggio Fotovoltaico che control- ficie totale di circa 9.000 metri
proprio tetto: ben 1 MW di po- la in tempo reale, sotto l’occhio quadri e, a regime, produrrà più
tenza installata. esperto di professionisti Enerqos, di un milione di chilowattora l’an-
Enerqos, azienda leader nel set- l’efficienza dell’impianto, garan- no, risparmiando all’ambiente ben
tore, è infatti in grado di offrire tendo interventi di manutenzione 540 tonnellate di anidride carbo-
la migliore soluzione tecnologica in tempi rapidi in caso di guasto nica immessa nell’atmosfera.
e architettonica per ottenere un o malfunzionamento.
impianto fotovoltaico altamente Oggigiorno inoltre, chi decide di
performante. Con più di 50 MW investire in un impianto fotovol-
di impianti realizzati, a terra e su taico attua una scelta remunera-
copertura, Enerqos ha conquistato tiva per il proprio futuro. Grazie
la fiducia dei maggiori investitori al sistema incentivante statale,
internazionali e gruppi industriali. denominato Conto Energia, ogni
L’offerta Enerqos vanta, a diffe- chilowattora di energia pulita
renza di altri concorrenti che og- prodotto riceve un incentivo fisso
gigiorno si affacciano su questo per vent’anni, incentivo che va a
remunerativo mercato, un’elevata sommarsi al guadagno derivante
affidabilità finanziaria, la certez- dalla vendita della stessa ener-
za di impianti performanti, servizi gia prodotta.
ad elevato valore ag- Scegliere il fotovoltaico per la
giunto e un collaudato propria azienda è quindi la for-
4Dalla crisi globale alla “nuova
Story Story Aprile 2011
globalizzazione” delle produzioni
«Il mondo sta faticosamente uscendo dalla crisi globale, ma globali (global value chains) e il commercio internazionale
con incertezze, fragilità, rischi. L’economia italiana è anch’es- tende a mutarsi da trade-in-goods in trade-in-tasks. In un tale
sa in uscita dalla crisi, con lo stesso passo lento con cui vi era contesto le imprese “finali”, cioè quelle che mettono insieme
entrata: era quasi stagnante, nel prodotto e nella produttività, tutti gli anelli della catena per collocare il bene o il servizio sul
dalla fine degli anni ’90. Pur solo sfiorata dalla crisi finanzia- mercato finale, potrebbero avviarsi a diventare minoranza.
ria globale del 2007-08, è stata pesantemente colpita dal- Molte imprese divengono “intermedie”, nel senso che costi-
la conseguente recessione mondiale del 2008-2009, che ne tuiscono anelli intermedi della catena: si approvvigionano di
ha risospinto indietro di dieci anni il livello della produzione». input da imprese a monte e forniscono il loro output a imprese
Così Salvatore Rossi, Direttore centrale ricerca economica e a valle. Occorre chiedersi che ruolo le imprese italiane stiano
relazioni internazionali di Banca d’Italia, ha iniziato il suo in- giocando, e possano in prospettiva giocare, in questo nuovo
tervento durante l’incontro “Lo scenario globale dopo la crisi: i mondo». Un ruolo che potrebbe rivelarsi proficuo: «numerose
nuovi orizzonti dello sviluppo” che ha dato il via all’attività con- imprese italiane si sono orientate da anni a fornire input inter-
medi ad altre imprese, piuttosto che a produr-
re beni finali – ha spiegato Rossi -. In origine
poteva essere un segno di debolezza, ma ne-
gli anni più recenti le esperienze si sono diver-
sificate; sono anche emerse storie di successo.
Da uno studio recente condotto in Banca d’Ita-
lia risulta una forte eterogeneità fra le imprese
intermedie italiane, riferibile a vari tipi di com-
portamento all’interno della catena del valore
a cui ciascuna presumibilmente appartiene». In
Salvatore Rossi, Direttore centrale ricerca economica e relazioni internazionali di Banca d’Italia particolare sono identificabili quattro tipi, di nu-
vegnistica di Made in Steel. Secondo il dirigente di Bankitalia merosità grosso modo pari: «le imprese che “avanzano” nella
«la ripresa non altera il quadro di lungo periodo: dinamica catena perché sono (o divengono) sia multi task sia multi re-
insoddisfacente della produttività, soprattutto nella compo- lazionali (imprese “evolute”); quelle che avanzano solo sotto
nente “total factor”, difficoltà a competere con successo nei l’uno o l’altro dei due profili; quelle apparentemente immobili
confronti dei produttori emergenti, ridotta capacità di ricerca (“marginali”). Fra le imprese evolute e quelle marginali le dif-
e sviluppo. Imprese spesso troppo piccole e poco dinamiche ferenze in termini di dimensione, efficienza, capitale umano,
(nelle produzioni esposte alla concorrenza internazionale), o competitività internazionale sono notevoli, ancor più marcate
poco efficienti (nei settori al riparo dalla concorrenza, soprat- di quelle riscontrate fra tutte le intermedie e le finali». Quale
tutto nei servizi), tendono a generare disavanzi negli scambi sarà il ruolo di queste aziende nel futuro della globalizzazio-
con l’estero, salari reali stagnanti, domanda nazionale asfitti- ne? «In una catena globale del valore ci si può stare da loco-
ca, stasi dell’economia». Nonostante le criticità rilevate, è però motore (impresa finale, o intermedia evoluta) o da vagone di
necessario contestualizzare la posizione dell’Italia nel contesto coda (impresa intermedia marginale) – ha concluso Rossi -. Le
globale. «Le prospettive del sistema produttivo italiano vanno sorti del nostro sistema produttivo dipenderanno anche dalla
analizzate tenendo conto del fatto che, nel mondo, i termini capacità delle imprese intermedie di affrancarsi dalla domi-
del produrre e la divisione internazionale del lavoro stanno nanza di un grande committente e proporre i propri prodot-
cambiando di nuovo, secondo paradigmi che possiamo riassu- ti sul mercato globale dei beni intermedi; simmetricamente,
mere nel termine “nuova globalizzazione”: i processi produttivi dall’abilità delle nostre imprese committenti di allargare
si frammentano (unbundling) in sequenze o “catene” (value alla scala globale la platea dei potenziali fornitori
chains) di compiti, molti dei quali possono essere delocalizzati alla ricerca della combinazione organizzativa
all’estero (offshoring), sicché le catene del valore divengono ottima».
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6«Competizione verso l’alto o verso
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il basso? Per l’Italia urge una scelta»
Le caratteristiche della globalizzazione oggi ed il ruolo che secondo Pant, «garantisce un vantaggio competitivo al luogo-
l’Italia, ed il settore siderurgico, potranno svolgere nel mondo sistema, mentre quella verso il basso dà un vantaggio com-
di domani. Questi gli argomenti affrontati da Dipak R. Pant, parativo». Davanti a questo bivio che si presenta sulla strada
docente di antropologia ed economia, LIUC – Università Car- di tutte le economie moderne «l’Italia non ha ancora deciso
lo Cattaneo, durante il convegno “Lo scenario globale dopo in che competizione gareggiare. È una scelta strategica che
la crisi: i nuovi orizzonti di sviluppo” che ha animato il primo va fatta velocemente e con decisione e che può condiziona-
giorno di Made in Steel. «Facendo vita globalizzata, un po’ re il futuro a lungo termine del Paese». Rimanendo sul tema
in Italia un po’ in altri continenti – ha spiegato Pant - mi ren- dell’economia e della società italiana «nei Paesi con un’indu-
do conto che in questa fase la globalizzazione sia non solo strializzazione matura, come l’Italia, si sta verificando un forte
una massiccia internazionalizzazione, ma piuttosto una multi- invecchiamento della popolazione – ha spiegato -. Con que-
localizzazione». Al Made in China, Made in Italy, Made in sto cambiamento sociale si creano anche cambiamenti per il
Germany «si sta sostituendo il “Made in World”: non c’è nes- mercato. Quando la gente invecchia non si accontenta più del
benessere economico, ma vuole anche il wel-
lness: la bellezza, l’eleganza, il confort e una
tecnologia che sia compensativa e non esigen-
te». Per l’Italia ciò potrebbe rappresentare un
trampolino per il rilancio economico in quanto
«i consumatori cercano un mix tra l’high tech e
l’high touch e in questo secondo campo gli ita-
liani sono maestri ed hanno una lunga storia di
successi industriali».
Per ciò che concerne il comparto acciaio, infine,
Dipak R. Pant, docente di antropologia ed economia, LIUC – Università Carlo Cattaneo il suggerimento di Pant è per una strategia a
sun prodotto interamente prodotto in una nazione, ma c’è la largo respiro, che abbracci più aspetti collegati tra loro. «La
tendenza a far produrre i componenti in diverse parti del prima cosa da chiedersi – ha detto – è come orientare la bus-
globo». Si è innescata quindi una competizione «non solo tra sola delle proprie aziende? Io sono convinto che i vantaggi
le imprese ma tra i luoghi-sistema, che competono tra loro cer- comparativi siano transitori e destinati, prima o poi, ad esse-
cando di attirare investimenti e innescando una gara tra città, re superati. Quindi bisogna puntare sui vantaggi competitivi,
regioni e stati». Per riuscire a calamitare i capitali esteri «per sull’eccellenza del prodotto e sulla qualità del lavoro». In par-
ora si vedono due diverse modalità dei governi. La prima è ticolare la siderurgia italiana deve prendere una postura in
una gara “verso il basso”, nella quale i luoghi-sistema (go- tre dimensioni. La prima è essere «all’avanguardia: bisogna
verni, imprese, parti sociali eccetera) offrono agli imprenditori andare sempre più verso l’innovazione e la micro-innovazio-
regole permissive sul versante inquinamento, bassi costi della ne, riducendo l’impatto ambientale e i consumi energetici». Il
manodopera e pochi diritti della stessa. Il capofila di questo secondo punto da “coltivare” per le acciaierie italiane è una
modello è stata la Cina, che ha potuto prosperare in quanto «postura esteriore»: rispettare cioè il luogo in cui si vive e i
ha garantito volumi enormi e costi molto contenuti». Il secondo portatori d’interesse di quel luogo, puntando ad incrementare
tipo di competizione, invece, «è verso l’alto, nel quale i luo- la gradevolezza, la sicurezza e la bellezza del luogo e con-
ghi-sistemi cercano di guadagnarsi la fiducia degli investitori tribuendo a migliorare il brand del territorio. «È lì che si crea
garantendo bassa criminalità, certezza delle leggi, manodo- il capitale umano, che si creano le competenze e si riescono
pera molto qualificata, scuola di alto livello, qualità della vita, ad attirare le risorse e gli investimenti». Infine «penso sia
serietà e gradevolezza dei luoghi». Questo è ciò che stanno necessario investire sui valori e non sui volumi: non
facendo, per esempio, Singapore, Costarica, alcuni stati nor- si deve inseguire a tutti i costi il miraggio delle
deuropei e la zona di Bangalore in India e la gara verso l’alto, tonnellate, ma puntare sul valore aggiunto».
7Lo scenario globale del settore
Story Story Aprile 2011
acciaio dopo la crisi
La sfida degli “Anni 10” per il settore dell’acciaio e i suoi tegrazione e vi porto tre
sviluppi dopo la crisi, giocati attorno alla parole comu- esempi. Quello di An-
nicazione, sviluppo, Cina, materie prime, cambiamento. shan, che ha puntato ad
Sono alcuni degli elementi che hanno caratterizzato la un’integrazione orizzon-
tavola rotonda a cui hanno partecipato Giampietro Be- tale puntando sull’ac-
nedetti, presidente e a.d. di Danieli, Shen Junhua, man- quisizione di nuove tec-
ging director di Wisco e Enrique Mariano Castrodeza, nologie, sul carry-over
dell’universidade Federal de Rio de Janeiro, punzecchiati dell’effetto territoriale
e stimolati da Giuliano Noci, docente di Marketing al Po- e sulla gestione della
litecnico di Milano. massa critica. L’integra-
È stato proprio il relatore-moderatore ad aprire la car- zione può essere anche
rellata di interventi presentando dapprima una serie di verticale come nel caso
dati che evidenziavano a livello statistico alcune infor- della giapponese Nip-
mazioni note ai tecnici come l’evoluzione produttiva della pon Steel che ha invece
Cina e le prospettive di sviluppo da parte di alcuni settori puntato a fare econo-
utilizzatori, per poi affrontare alcune peculiarità e alcu- mia di scala e specia-
ni limiti del comparto siderurgico in generale come ad lizzare i propri prodotti,
esempio la scarsa attitudine alla comunicazione verso il oppure infine come nel
grande pubblico. caso di Albea l’integra-
«L’acciaio porta con sé molti valori e peculiarità che spes- zione può essere tra-
so non è in grado di veicolare agli utenti finali – ha spie- sversale, quest’ultima è
gato Noci – a cui sovente arrivano solo messaggi negativi infatti un’azienda che
come il grande impatto ambientale delle sue lavorazioni era specializzata nel
o le condizioni difficili dei lavoratori nella acciaierie. Una packaging in acciaio:
comunicazione più efficace potrebbe anche migliorare la con la crisi l’azienda ha
resa economica, ad esempio basti vedere il caso Intel, deciso attuare una spe-
che per allentare le pressioni da parte della distribuzio- cializzazione di mercato Giuliano Noci,
ne si è messa a comunicare direttamente agli utilizzatori con l’ampliamento alla docente di marketing - Politecnico di Milano
finali di personal computer per generare una maggior cosmesi e di processo
domanda del proprio prodotto. Una strategia che po- migliorando la propria lavorazione di packaging, in ag-
trebbe essere percorribile anche dall’acciaio, soprattutto giunta ad un completamento di prodotto e di materiali.
dai prodotti a grande valore aggiunto e innovazione tec- Una strada che ritego possibile anche per l’acciaio. Di
nologica. Un percorso del genere però necessita di una fronte all’acciaio si pone quindi uno sviluppo sul fronte
maggior specializzazione dei prodotti. Un altro valore di globale, industriale, tecnologico, giocato sullo sfondo del-
cui anche l’acciaio dovrebbe essere maggiormente con- la sostenibilità ambientale».
sapevole ed a cui legarsi è il proprio legame al territorio La valutazione dell’impatto che la catastrofe giappone-
e all’integrazione e interazione con esso, come il caso del se dell’11 marzo potrebbe avere sul mondo dell’acciaio.
distretto americano di Pittsburgh in cui ha permeato a tal Questo il primo tema affrontato da Giampietro Bene-
punto il tessuto sociale da far dare il nome di Steelers alla detti, che ha cercato di tracciare un affresco dell’intero
propria squadra di football. Di fronte all’acciaio si pone comparto siderurgico asiatico, non solo sulla base dei
quindi uno sviluppo sul fronte globale, industriale e tecno- suoi numeri produttivi ma del percorso intra-
logico, giocato sullo sfondo della sostenibilità ambientale. preso, passato e futuro, per raggiungere e
Un’ulteriore spinta alla crescita potrebbe arrivare dall’in- superare risultati che meno di tre anni fa
9Story Story Aprile 2011
sembravano quasi impensabili. eliminare nel minor tempo possibile.
«Il Giappone lo abbiamo visto nei dati presentati poco «Questo risultato è reso possibile come abbiamo potuto
fa – spiega il numero uno di Danieli -, rappresenta circa vedere anche noi stessi – prosegue Benedetti - grazie an-
il 6/7% del consumo mondiale, e l’industria non si è total- che agli investimenti fatti da 10 anni dal governo cinese
mente fermata. A breve mi aspetto che il rallentamento sul sistema di istruzione e che hanno portato la Cina ad
nipponico porti ad una riduzione di domanda e quindi di avere una preparazione d’eccellenza per i laureati in ma-
prezzo per le materie prime, minerale in primis, ma è una terie tecniche in un sistema ultraselettivo, capace di farle
condizione che ritengo durerà poco. La crisi attuale però raggiungere il secondo posto a livello mondiale come nu-
potrebbe avere come conseguenza diretta l’accelera- mero di brevetti e potendo contare sul 40% del totale di
zione del processo, già iniziato, di delocalizzazione del- laureati a livello mondiale. A livello di sviluppo siderurgi-
le produzioni di acciaio giapponesi in Tailandia, India e co globale quello che vediamo è una grande ricerca di
Brasile, per cui gli unici a risentirne saranno alcuni prodotti flessibilità. Soprattutto di acciaierie in grado di produr-
molto particolari con volumi di produzione tutto sommato re anche piccole quantità di acciaio a costi competitivi
contenuti e destinati a particolari nicchie dell’automotive. coprendo anche bacini contenuti, in maniera da tagliare
A livello asiatico è invece da notare l’orientamento cinese fuori dai giochi qualsiasi tipo di importazione se non in
verso gli acciai ad alto valore aggiunto e che presumibil- un bacino ridotto a soli 500 chilometri. Ed è in questo che
mente porterà la Cina ad un aumento della produzione il minimill che abbiamo sperimentato e poi esportato si
delle linee top di gamma al 95% in tre anni». è rivelato una carta vincente permettendoci di vendere
Una notizia che di fatto dimostra come il paese del dra- questa tecnologia e svilupparla anche come micromill.
gone conosca bene i propri talloni d’Achille anche A livello di opportunità per l’Italia e il suo acciaio credo
in materia siderurgica e non esiti a mettere che qualche occasione potrà arrivare da alcune deloca-
in campo investimenti tempestivi per poterli lizzazioni di prodotti da Francia e Germania, ma comun-
10livelli visti nel 2007 e 2008».
Story
que si è avviato un cammino di netta riduzione rispetto ai
Shen Junhua ha invece risposto alle domande del mode-
ratore relative soprattutto al nuovo piano quinquennale
Story
come per la compagnia Petrobras per poter
raggiungere ed estrarre l’oro nero dal maggior giaci-
Aprile 2011
mento scoperto in Brasile l’acciaio speciale e le sue pro-
prietà giocheranno un ruolo fondamentale date le condi-
per lo sviluppo in materia ambientale varato dalla Cina zioni «estreme» da superare per raggiungere il petrolio.
poche settimane fa, per poi passare alla ripresa dell’in- «Se dal punto di vista materie prime non abbiamo preoc-
cremento di specializzazione evidenziata anche da Be- cupazione – spiega il professor Castrodeza – credo che
nedetti. per l’Italia e il mondo dell’acciaio in generale la più gran-
«Il nostro sviluppo industriale in questo momento viaggia de opportunità a livello brasiliano può essere rappresen-
a ritmi serrati – spiega il rappresentante di Wisco -. Ma tata dall’estrazione del petrolio dal nuovo giacimento.
stiamo già guardando al futuro, sviluppando progetti di Un giacimento talmente ampio da poter raddoppiare la
sostenibilità ambientale come indicato nel nostro 12° pia- capacità brasiliana ma che presenta diverse problemati-
no quinquennale e di miglioramento della gamma dei che estrattive. Infatti per raggiungere il petrolio si devo-
prodotti. Tutto ciò è fatto pensando a quando il nostro no oltrepassare 5 mila metri di acqua e 4 mila metri di
mercato di base sarà saturo, al fine di sviluppare ad un denso strato di sale, il che vuol dire sviluppare degli
esempio la filiera del settore auto di cui ormai la Cina è il acciai speciali in grado di resistere a agenti corrosivi, an-
primo mercato mondiale». Una creazione di filiera di cui che del petrolio stesso, e a sollecitazioni intense. Ma non
tutti i relatori si sono detti convinti alla luce delle capacità solo: l’acciaio sarà impiegato anche per la costruzione di
organizzative dimostrate dai vertici delle aziende cinesi e piattaforme petrolifere, navi e infrastrutture, un giro di
dal Governo di Pechino in situazioni analoghe. investimenti che fa sembrare briciole persino i 200 mi-
È invece il petrolio a rappresentare l’opportunità più im- liardi di dollari di investimenti infrastrutturali stanziati per
portante per l’acciaio globale in Brasile. A confermarlo olimpiadi e mondiali di calcio».
è stato lo stesso professor Castrodeza, che ha descritto
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11Story Story
Aprile 2011
12L’acciaio eco-sostenibile.
Story Story Aprile 2011
Obiettivo raggiungibile?
Un unico prefisso, «eco», per almeno due possibili signi- re una piccola centrale termoelettrica la quale, tramite
ficati: economico ed ecologico. Che sono poi gli attributi un input termico, trasforma le fonti di calore in ener-
richiesti alle leve da manovrare per concretizzare l’au- gia elettrica, attività di cui possono avvalersi anche per
spicio «L’acciaio eco-sostenibile. Obiettivo raggiungibi- aziende di piccole dimensioni». Dall’abbinamento del
le?», titolo del convegno organizzato a cura di It Metal progetto H-Reii con la tecnologia Orc, infine, si realiz-
giovedì 24 marzo. zano «applicazioni - chiude l’Ad - adottabili anche in
La sfida che attende l’acciaio non è irrilevante: si trat- campo siderurgico: il forno elettrico è la fonte in tal sen-
ta di bilanciare consumi energetici, costi di produzione so più interessante, ma di contro, al momento, la meno
e impatto ambientale. A tal proposito, le strategie da utilizzata».
mettere in campo sono racchiuse «in un ampio ventaglio Lucio Zavanella - professore ordinario dell’Università
di possibili scelte - è intervenuto Marco Perona, profes- degli Studi di Brescia - ha posto l’accento sull’opportu-
sore ordinario dell’Università degli Studi di Brescia e co- nità di combinare «la corretta gestione dell’energia di
ordinatore di It Metal -: è possibile per esempio interve- processo e dell’energia di servizio per ottenere mag-
nire modificando le caratteristiche tecniche del processo giore competitività, tanto più in un mercato che, dopo la
produttivo nell’intento di ridurre il consumo di Mw/h per globalizzazione, richiede di produrre con marginalità
tonnellata, rendendo quindi il ciclo più efficiente, guar- come minimo accettabili a fronte di un’elevata volatilità
dando anche al costo medio dell’energia consumata». della domanda». É bene dunque «ottimizzare le appa-
É necessario pertanto un approccio integrato, che passi recchiature, i sistemi e i processi in ottica di miglioramen-
attraverso «leve strategiche - ha ripreso Perona -, tec- to dell’efficienza amministrativa», nonché «contenere i
nologiche e gestionali». consumi, trasformando i costi fissi, quelli indipendenti
Indicazioni in questo senso sono venute anche dall’inter- dal livello di produzione, in variabili».
vento di Alessandro Foresti, Amministratore delegato di A fornire una panoramica dettagliata delle destinazio-
Turboden, azienda che ha messo a punto due tipi di so- ni energetiche nella produzione siderurgica ha pensato
luzioni: «Il progetto H-Reii - ha illustrato Foresti -, ossia Uggero De Miranda (direttore R&S di Ori Martin): «Due
Heat Recovery in Energy Intensive Industries risulta par- terzi dei consumi - ha chiarito - sono assorbiti dal forno
ticolarmente adatto alla nostra città, contrassegnata da elettrico, il 13% dal laminatoio e il 10% dai servizi, os-
un’alta concentrazione di aziende energivore». Parten- sia dall’impianto ad acqua o da quelli di aspirazione di
do da audit energetici effettuati direttamente all’interno fumi». Quanto al metano, «l’80% viene incamerato dal-
delle aziende, Turboden è passata all’elaborazione di le operazioni del forno di riscaldo billette». Si potrebbe
un modello estendibile calibrato sulla mappatura delle quindi pensare, ha ripreso De Miranda, «di recuperare
potenzialità di recupero del calore, «anche attraverso calore dai fumi aspirati: un’operazione complessa, ma
la riduzione dell’anidride carbonica per la produzione sulla quale varrebbe la pena insistere». E anche Paolo
di energia, beneficiando così, al contempo, di incenti- Clerici (Tenova) ha ribadito come «il cuore dei consu-
vi». Benefici che, stando a quanto valutato sinora, «do- mi risieda appunto nel forno, ed è qui che dobbiamo
vrebbero essere calcolati - riprende Alessandro Foresti concentrarci per sviluppare tecnologie e processi che
- secondo un coefficiente di 2,4 da applicare all’attuale vadano verso l’ ecosostenibilità». L’evoluzione futura,
valore dei certificati bianchi, pari cioè a circa 15 euro dunque, tenendo anche conto che ad oggi lo sforzo di
per Mw/h, il che significa che la cifra dovrebbe essere ottimizzazione del consumo dell’energia di processo
elevata approssimativamente a 35 euro». del forno ha raggiunto un livello prossimo al limite fisico
Oltre a ciò, Turboden ha messo a punto la tecnologia ed è quindi scarsamente migliorabile, viaggia nella
Orc (Organic Rankine Cycle) «che funziona - dice an- direzione del «forno intelligente - ha ripreso
cora Foresti - grazie all’utilizzo di un fluido organico ad - in grado di procedere all’ottimizzazione
elevato peso molecolare: nella pratica, si tratta di crea- globale del consumo del forno: a oggi si
13Story Story Aprile 2011
contano 7 installazioni di questo tipo nel mondo». Il for- di business». Si potrebbero perciò «riutilizzare e rivalo-
no intelligente, in sostanza, «si colloca all’interno del ciclo rizzare materiali e sottoprodotti, conciliando così risultati
produttivo e recupera energia dagli off-gas in una per- economici, sviluppo sociale e impatto ambientale. É uti-
centuale attualmente attestata sul 35%, porzione che le ricordare che il costo dell’energia comporta ancora
tuttavia miriamo a estendere nel breve periodo al 70%, un imponente gap in termini di competitività, ed è per
dalle 22 ton/h vapore attuali tarate su un forno me- questo che la gestione delle emissioni inquinanti sancita
dio da 150 tonnellate a 43,5 ton/h». Tradotto in cifre, dalle normative dev’essere vissuta come un’opportunità,
«parliamo di 25 euro per tonnellata di vapore, l’equi- più che come un obbligo». Certo è che «i risultati rag-
valente di un valore di recupero di 3,5 milioni di euro»; giunti - ha concluso Troncarelli - devono essere comuni-
accanto al beneficio economico si collocano «i vantaggi cati all’esterno».
in termini ecologici: si ottimizzano i consumi elettrici sia Al termine della prima parte prettamente tecnica, il con-
in entrata che in recupero, abbattendo così l’anidride vegno si è articolata in una tavola rotonda - moderata
carbonica diretta e indiretta». dal giornalista de Il Sole 24 Ore Roberto Barucco -,
Del resto, è convinto Danilo Troncarelli (Accenture Ma- inaugurata dall’intervento di Ottorino Ferrata (professo-
nagement Consulting), «l’acciaio sostenibile è la colonna re associato dell’Università degli Studi di Brescia) che ha
portante di un sistema a maggiore efficienza energe- sottolineato come sia opportuno guardare a «un’indu-
tica, a patto di passare attraverso l’innovazione decli- stria integrata, puntando su un’innovazione sì di prodot-
nata in un approccio di qualità totale. I vantaggi non to, ma soprattutto di processo, concentrandosi su inter-
mancherebbero: le imprese potrebbero veder comples- venti che non mettano in discussione l’ossatura portante
sivamente incrementato l’Ebitda fino a 1 miliardo di della linea produttiva per evitare che le modifiche al
euro, conseguendo migliori risultati industriali e sistema costringano a una revisione dell’intera linea».
di borsa integrando la sostenibilità tanto L’opinione di Ferrata è stata condivisa poi da Carlo
nei processi decisionali che nelle attività Mapelli (professore ordinario del Politecnico di Milano),
14Story
sicuro che «siano due gli aspetti su cui fare innovazione:
da un lato, visto che, a differenza del resto d’Europa, il
ciclo di produzione italiano si basa perlopiù sul riciclo
del rottame, è bene concentrarsi sulla corretta gestione
Story Aprile 2011
anche «rivedere il proprio modello di comunicazione:
quello siderurgico è sempre stato un comparto chiuso,
avviluppato su se stesso, ma ora non si può non invertire
la tendenza. Bisogna imparare a confrontarsi tra ope-
dei flussi di massa in ingresso e dall’altro lato sulla tra- ratori, e d’altro canto non possiamo prescindere da uno
sformazione delle scorie in prodotto: gli scarti, una volta sguardo verso l’esterno, accettando stimoli e contributi
inertizzati, possono diventare una risorsa a livello sociale, e trovando tavoli diversi per affrontare, se necessario,
limitando anche l’impatto ambientale legato all’attività i nodi normativi». Gli esempi non mancano: come ha
di cava», tema sposato pure da Francesco Uberto, con- riferito Federico Rizza (Tenaris) l’azienda di Dalmine
sigliere delegato di Aso Siderurgica, che ha anticipato «ha costruito una centrale a ciclo combinato creando
«un impegno di Aso sulla via del recupero scorie, mentre una rete di teleriscaldamento a servizio della comunità,
in termini di sostenibilità ambientale siamo passati all’il- mettendosi, come azienda, maggiormente al riparo dal-
luminazione dei capannoni con lampade a led». Carlo le oscillazioni del prezzo dell’energia e a livello sociale
Mapelli si è espresso successivamente sul tema dell’ener- sostenendo pure la sostituzione di apparecchi obsoleti
gia nucleare, «in grado di garantire un ciclo energetico e in alcuni casi non sicuri: è certo necessaria una svolta
continuo, una buona prospettiva, per certi aspetti, ma culturale per mostrare il proprio impegno concreto nel-
affatto scevra da criticità: il nucleare pone incertezze in lo sviluppo sostenibile». E questo tenendo anche conto
termini di smaltimento delle scorie e di compatibilità con che le alternative «al trasporto su gomma - ha concluso
le peculiarità geografiche del territorio italiano, dato Rizza - sono poche: ciò nonostante, Tenaris ha cercato
che sarebbe necessario un apporto costante di acqua di dirottare parte del traffico su rotaia, sapendo che
che il Po non è sempre in grado di assicurare». non è detto che la soluzione si riveli economicamente
Secondo Andrea Mazzarano (Project Leader setto- più conveniente».
re Steel, Centro Sviluppo Materiali) innovare significa
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15Story Story
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16Energia & Acciaio
Story Story Aprile 2011
Energia e acciaio. Un binomio il cui legame sembra diven- dovrebbe prevedere una progressiva riduzione degli
tare sempre più stretto, sia per la grande voracità ener- incentivi. Riduzione dovuta anche all’abbassamento dei
getica delle produzioni costi degli impianti ed in particolare di moduli e inverter.
siderurgiche sia per Infine alla luce di una probabile progressiva difficoltà
l’impiego sempre più nella realizzazione delle centrali e nello sfruttamento dei
massiccio dell’accia- terreni agricoli potrebbero essere privilegiate le soluzioni
io comune e speciale distribuite atte a produrre energia per auto-consumo».
nella realizzazione Il professor Chiesa ha poi fatto un rapido excursus sulle
di strutture e supporti varie tipologie di impianto partendo innanzitutto dalle
per le fonti energeti- centrali termoelettriche, concentrate soprattutto nelle re-
che “classiche” e so- gioni dove è presente un consistente mercato del legno
stenibili. Un binomio come ad esempio Calabria, Lombardia e Trentino Alto
però di cui non si cono- Adige. Lo sviluppo di questa tecnologia sarebbe però
sceva l’entità neppure rallentato a causa di un aumento dell’incertezza sulle in-
con stime grossolane, centivazioni. Più critico invece il sistema dei termovaloriz-
fino alle scorse setti- zatori, bloccato anche dalle complesse procedure di re-
mane quando durante alizzazione e autorizzazione oltre alla difficile creazione
la quarta edizione di di un consenso locale e alla percentuale ancora conte-
Made in Steel Gian- nuta della raccolta differenziata. Maggiori prospettive
franco Tosini dell’uf- di crescita potrebbero invece arrivare dal biogas, che
ficio Studi Siderweb dopo la revisione della tariffa omnicomprensiva ha pre-
non ha dato un volto so maggiormente piede soprattutto per i casi di produ-
ai numeri dell’acciaio zione in contesti agricoli e da allevamenti. Al momento
energetico. però la maggiore potenza, circa il 25% del totale, è
I risultati di uno studio installata in Lombardia e le centrali funzionano preva-
articolato e complesso lentemente con il biogas da discarica. Resta comunque
sono stati presenta- il fatto che il biogas al momento rappresenti una delle
ti per la prima volta fonti con il recupero più rapido delle spese, stimato in
Gianfranco Tosini a livello mondiale nel un massimo di 5 anni. Per l’eolico, la tecnologia che si
responsabile ufficio studi Siderweb.com convegno «Energia svilupperà maggiormente nei prossimi anni passando a
& Acciaio» moderato 16 gigawatt di capacità installata rispetto al gigawatt
dal vicepresidente di Siderweb Luigi Cuzzolin, a cui oltre presente ora, si assisterà ad una riduzione dei costi di
a Tosini hanno partecipato Vittorio Chiesa (Politecnico di impianto nella seconda parte del decennio nell’ordine
Milano), l’on. Stefano Saglia, Sottosegretario allo Svilup- del 10% con un incremento soprattutto del mini e micro
po Economico, il commissario Enea Giovanni Lelli, l’ad di eolico. Mini e micro che saranno anche le parole d’ordine
Ansaldo Energia Italia Giuseppe Zampini e il presidente per l’idroelettrico, dato che per impianti più grossi si an-
di General Electric per l’Europa del sud Giuseppe Rec- drebbe ad interessare zone ad alto valore naturale con
chi. interventi invasivi come la costruzione di dighe. I piccoli
«Il potenziale delle rinnovabili in Italia – ha spiegato il impianti inoltre hanno anche il vantaggio avere iter auto-
professor Chiesa – dovrebbe raggiungere al 2020, som- rizzativi e tempi di costruzione abbastanza brevi.
mando l’attuale e l’attesa, i 20 gigawatt di solare, i 20 Complesso e non semplice il lavoro svolto dall’ufficio studi
gigawatt di eolico, i 14,5 di elettrico e i 7,6 gigawatt di Siderweb e dal suo direttore Gianfranco Tosini per
complessivi di combustione per biomasse, biogas e rifiuti. stimare l’effettivo assorbimento di acciaio dal-
Un’evoluzione su cui si innestano un contesto normativo in le installazioni energetiche previste entro il
forte evoluzione e l’attesa per il quarto conto energia che 2030.
17Story Story Aprile 2011
Un assorbimento complessivo di circa 305 milioni di ton- nari realizzato dalla International Energy Association, nel
nellate d’acciaio divise in due decenni: entro il 2020 sa- proprio outlook 2010, in cui vengono descritte tre pos-
ranno circa 121 i milioni di tonnellate in gioco suddivise sibili evoluzioni. La prima prevede i risultati basandosi
al 40,7% per tondo e vergella, al 33,9% in altri acciai sulle politiche adottate fino alla metà del 2010, la se-
al carbonio e al 25,4% per acciai speciali. Entro il 2030 conda scommettendo su una realizzazione parziale degli
saranno invece 184 i milioni di tonnellate in assorbimento impegni previsti nell’accordo di Copenaghen, e l’ultima,
con le percentuali di tondo e travi e acciai al carbonio che chiamata 450, in cui viene prevista l’attuazione degli im-
si invertiranno a fronte invece di una stabilità negli acciai pegni più pesanti previsti dall’intesa di Copenhagen. A
speciali. livello macro quindi nel primo decennio, 2010-2020, il
«Prima di addentrarci nei numeri occorre descrivere la 48,8% della nuova capacità produttiva di circa 1540,6
metodologia che ho utilizzato per questa analisi – spiega gigawatt verrà dalle rinnovabili, il 7,4% dal nucleare ed
Tosini – . Sono partito dalla stima della nuova capacità il restante 43,8% dalle fonti tradizionali. Nel decennio
produttiva da installare per ogni fonte nel prossimo ven- successivo, 2020-2030, è previsto lo sviluppo di 1358,8
tennio, data la diversità dei consumi di acciaio da fonte a gigawatt e le rinnovabili dovrebbero passare al 69,6%,
fonte. Sono poi passato ad analizzare la nuova capacità il nucleare al 16,9% e le tradizionali al 14,1%».
produttiva nelle diverse aree del globo dato che non tutti L’analisi dei dati si è poi spostata a quantificare all’inter-
i mercati sono ugualmente raggiungibili, per poi passare no del comparto rinnovabili le percentuali di sviluppo per
a quantificare i consumi di acciaio per fonte all’interno di decennio, da cui emerge che entro il 2020 i più sviluppati
ogni area geografica considerando anche le caratteristi- saranno l’eolico 45,2%, l’idroelettrico 34,9% e il fotovol-
che specifiche dei diversi impianti e infine a quantificare taico 11,2% mentre nel decennio successivo si sviluppe-
i consumi dei diversi tipi di acciaio. Per stimare ranno per il 36,7% impianti eolici, 25,7% idroelettrici e
la nuova capacità produttiva ho deciso di per il 22% fotovoltaici. Passando poi all’analisi per aree
basarmi tra i tanti studi su quello a tre sce- è da notare come sia nel campo del nucleare che delle
18Story
rinnovabili il ruolo principale verrà giocato ancora una
volta dall’Asia che avrà percentuali di sviluppo comprese
tra il 42,7% e il 48,2% nel prossimo ventennio, mentre
per l’Ue si vedrà fino al 2020 un netto incremento del-
Story Aprile 2011
nessun tipo di fonte energetica. Ritengo che le imprese
italiane per poter essere il più competitive possibile alla
luce dei dati forniti dovrebbero continuare negli investi-
menti in ricerca anche sul fronte del nucleare».
le rinnovabili, 22,8% del totale, mentre per il secondo Fornitori selezionati anche per l’acciaio grazie all’innova-
decennio nucleare e rinnovabili andranno di pari passo zione. Ne è convinto Giuseppe Zampini che ha rimarcato
tra l’11% e il 12,8%. Questo assorbimento vedrà quindi come anche una realtà presente a livello globale come
ancora una volta l’Asia come protagonista: lì infatti andrà Ansaldo Energia punti sull’eccellenza locale. «Per poter
circa il 50% delle nuove capacità energetiche e quindi essere competitivi all’estero occorre essere presenti sul
la medesima percentuale dei 305 milioni di tonnellate territorio – spiega Zampini – ma anche in questo caso i
d’acciaio suddivisi in due decenni. A livello di fonte sarà fornitori rientrano nel panel della selezione fatta a livello
l’eolico il maggior assorbitore di acciaio ma in quantità nazionale in maniera che possano consentire di non ri-
decrescente, mentre come area geografica si concentrerà scontrare problemi, come a volte capita con le realtà che
per il 45% nei paesi asiatici. Da notare è però che l’in- le istituzioni locali spesso tentano di imporre».
tero ammontare dei volumi rappresenta circa l’1% della «La globalizzazione per le multinazionali ha raggiunto il
produzione mondiale annua di acciaio». terzo stadio – ha spiegato Recchi - in cui le compagnie
Alla luce dei dati si è poi passati alla tavola rotonda in non badano solo al minor costo ma anche ai valori in
cui politici e imprenditori hanno tracciato prospettive e campo, vale a dire alla qualità delle forniture in gioco,
strategie del settore in Italia. onde evitare problematiche di immagine dovute a forni-
«Nonostante la doverosa pausa di riflessione – ha rimar- ture difettose. Si cerca il miglior rapporto qualità prezzo
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cato l’on. Saglia – data la crescente richiesta di energia ed anche in questo caso l’Italia e il suo acciaio possono
dovuta anche all’incentivo di alcune grandi città all’intro- giocare da protagonisti».
duzione delle auto elettriche, l’Italia non può escludere
19Story Story Aprile 2011
M E TA L
Controllo ingresso Dati di produzione Programmazione delle
materia prima e processo in automatico colate e tracciabilità
Gestione campionatura Identificazione e logistica Rilevazione consumi
e parco rottame dei semilavorati e finito energetici
Gestione stampi, siviere, Gestione informatizzata Informatizzazione prove
refrattari e lingottiere delle spedizioni di laboratorio
w w w . s20
tain.itLe nuove frontiere inossidabili
Story Story Aprile 2011
Per l’acciaio nessun traguardo è inossidabile, anzi. Il stiamo cercando di uscire da un periodo di forte crisi
verbo è lasciarsi alle spalle i risultati di volta in volta che, ci è stato detto, affonda le sue origini nei mecca-
raggiunti per guardare sempre a nuove sfide, maga- nismi di speculazione finanziaria». Vero, sì, «ma fino a
ri inimmaginabili o quasi sino a poco prima. Il tema è un certo punto: la speculazione ha certo condizionato
stato illustrato e sviscerato durante il convegno del 24 l’andamento dei prezzi delle materie prime amplifican-
marzo denominato «Le nuove frontiere inossidabili», cu- done la volatilità, ma non dimentichiamo che, se guar-
rato dal Centro Inox. diamo a nichel e ferro-cromo, l’uno quotato al London
Fausto Capelli, direttore del Centro Inox, ha aperto i Metal Exchange e l’altro no, osserviamo curve di picco e
lavori premettendo come l’appuntamento convegnistico di ricaduta del tutto analoghe». Passando poi al fronte
si ponesse in una sorta di ideale continuità con il prece- domanda, Pinizzotto ha ricordato che «il 65% della
dente «Stainless Steel Market Outlook». Da entrambi produzione mondiale di inox è concentrata in Asia, nel-
i dibattiti è emerso come «il mercato si stia rivelando lo specifico in Cina, paese che nel 2010 ha visto un
piuttosto effervescente, fatta eccezione per le ultime incisivo incremento della produzione di acciaio inossi-
due settimane, cristallizzate in una situazione di attesa dabile colato e che, sempre nel 2010, si è trasformato
e congelamento legata a contingenze d’attualità di ca- da importatore netto in esportatore netto, mentre in Eu-
rattere internazionale». Il mercato italiano, in particola- ropa e negli Stati Uniti la produzione registra trend sta-
re, «è caratterizzato - ha ripreso Capelli - da un vasto gnanti, quando non decrescenti». Salvatore Pinizzotto
numero di attori distribuiti sull’intera filiera, attivi quindi non ha tralasciato cenni sull’aspetto minerario del nichel
nella produzione, ma anche, e soprattutto, nella distri- e, nella fattispecie, «sui progetti greenfield, articolati
buzione». Quanto al Centro Inox, Capelli ha spiegato su fasi precise da rispettare: ricerca dei finanziamenti,
che l’organismo «è stato costituito per fungere da anel- esplorazione, identificazione delle risorse, studi di fat-
lo di congiunzione tra produttori e utilizzatori, e racco- tibilità, costruzione e avvio della nuova produzione»,
glie soci operanti nel comparto inox con l’aggiunta del un ciclo che fino a qualche tempo fa si poteva con-
Nichel Institute»; negli anni, «il Centro Inox ha promosso cludere per intero «in un periodo compreso fra 3 e 5
l’acciaio inossidabile attraverso diverse azioni, oltre a anni». Ma prendendo in considerazione «i fattori critici,
occuparsi di formazione e divulgazione a beneficio dei ossia qualità del deposito, legislazione fiscale e lega-
soci, del mercato e della collettività». le del paese ospitante, tempi per l’ottenimento delle
Fausto Capelli ha altresì fornito alcuni dati relativi alla necessarie autorizzazioni, presenza ed efficienza delle
produzione, cresciuta costantemente «tra il 1965 e il infrastrutture, atteggiamento della comunità locale o
2009, anno di stop provocato dal grande crollo a sua livelli di costo», a fronte di «depositi sempre più pove-
volta cagionato dalla crisi economica internazionale, ri», Pinizzotto ha posto l’accento sulla «dilatazione dei
cui però si contrappone la netta ripresa attuale». A li- tempi di esplorazione e di avvio della produzione, non
vello di consumo apparente pro-capite, l’Italia si collo- indipendenti da accresciuti rischi di natura politica e da
ca «al terzo posto nel mondo dopo Taiwan e Corea del un elevato costo del capitale».
Sud». Nel 2010, la ripartizione dei consumi suddivisa Gianvincenzo Salamone ha portato il suo contributo su
per settori ha assegnato la parte del leone a «chimico «Gli acciai inossidabili ferritici di nuova generazione:
e petrolchimico e alimentare, ciascuno catalizzatore di potenzialità sul mercato» dall’area Stainless Global
una fetta del 20%, seguiti da ristorazione collettiva con di ThyssenKrupp Acciai Speciali. Salamone si è detto
il 12%, da edilizia e infrastrutture con il 10% e dall’8% convinto «della necessità di sviluppo continuo dei pro-
registrato dal comparto trasporti». dotti in un mercato sempre più preoccupato dal costo
All’intervento di Fausto Capelli ha fatto seguito quello dell’acciaio, un mercato che chiede, a parità di per-
di Salvatore Pinizzotto (Xida Market Research) dedi- formance, alternative più economiche». Soluzioni
cato al tema «Materie prime e acciaio inossidabile». Il che ThyssenKrupp ha elaborato attraverso
discorso di Pinizzotto ha preso mosse dall’illustrazione procedure di innovazione di processo, di
dei «driver che segnano il passo delle materie prime: prodotto e di servizio, «lavorando con un
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