INCONTRO di Bonate Sotto - VEGLIA - Parrocchia Sacro Cuore Bonate Sotto
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orario delle SS. Messe in questo numero
e possibilità di Confessioni La parola del Parroco
• E non abbandonarci alla tentazione pag. 3
Lunedì..............ore 8.30 - 16.30 - 20.00 (Oratorio) • Una Chiesa di pietre vive pag. 4
Martedì............ore 8.30 - 16.30 - 20.00 (Chiesa S. Lorenzo)
La voce dell’Oratorio
Mercoledì........ore 8.30 - 16.30 - 20.00
• Animatori CRE 2019 pag. 5
Giovedì.............ore 8.30 - 16.30 - 20.00 • Bambini e genitori catechesi Prima Elementare pag. 5
• Professione di Fede pag. 6
Venerdì.............ore 8.30 - 16.30 - 20.00 • L’angolo della poesia pag. 7
Sabato.............ore 8.30 - 18.00 (prefestiva)
Confessioni dalle ore 16.00 Settore Formazione
Domenica........ore 7.00 - 9.00 - 11.00 - 18.00 • La Santità in comunità pag. 8
• Dalle ACLI pag. 9
Visita personale
(la chiesa rimane aperta ogni giorno feriale dalle 9.00 alle 11.00) Settore Famiglia-Scuola
Catechesi del parroco: il martedì ore 8.30
Lectio Divina: ogni lunedì ore 20.45 nella chiesina dell’oratorio • Famiglia-Scuola, un binomio vincente pag. 10
Confessioni: ogni sabato dalle ore 16.00 alle ore 18.00 in chiesa parrocchiale
Settore Liturgia
indirizzi e telefoni • Il sacramento della Riconciliazione pag. 12
Settore Carità e Missione
Don Federico Brozzoni - Parroco
Via S. Sebastiano, 1 tel. 035 99.10.26 • La Santa Casa di Loreto:
la casa dei giovani, delle famiglie e dei malati pag. 13
Don Francesco Sanfilippo - Dir. Oratorio • Dal Centro di Primo Ascolto
Via G. Donizetti, 2 tel. 035 52.39.44 e Coinvolgimento Caritas pag. 14
E-mail don Francesco: oratoriobonatesotto@gmail.com • Dal Gruppo Missionario pag. 16
E-mail segreteria Oratorio: segret.osg@gmail.com • Dall’UNITALSI pag. 17
Don Ettore Ronzoni Vita della Comunità
Via Ghiaie, 34 - GHIAIE DI BONATE tel. 035 61.31.19
• Mons. Valter Pala Parroco di Bonate Sotto pag. 18
www.parrocchia-sacrocuore.it • Esercizi Spirituali: 8-12 aprile pag. 18
Scuola Materna “Regina Margherita” • 14 aprile: Domenica delle Palme pag. 18
Via A. Locatelli, 1 tel. 035 99.10.68 • Il Piccolo Resto pag. 19
• 86 Vescovi in 1700 anni di storia
Farmacia Lucini tel. 035 99.10.25 della Diocesi di Bergamo pag. 20
Farmacia Dottoresse Criber tel. 035 49.42.891 • L’Apostolato della Preghiera pag. 21
Ambulanza / Croce ROSSA tel. 035 99.44.44
Notizie di storia locale
Guardia Medica tel. 035 3535
Appendice - L’Isola Brembana, Bonate Sotto,
tra l’Età Romana e l’Alto Medioevo pag. 22
COPERTINA:
Veglia Pasquale nella Notte Santa
La Parola nell’Arte
• Van Gogh e la fede pag. 24
TERMINE PER CONSEGNA ARTICOLI
Casa del Parroco entro il 10/05/2019 CPAE Consiglio per gli Affari Economici
E-mail: redazione.lincontro@gmail.com • Rendiconto economico 2018 pag. 25
IL PROSSIMO NUMERO IL 26/05/2019
Triduo Pasquale
Generosità per la parrocchia
L’INCONTRO DI BONATE SOTTO
Periodico mensile della comunità di Bonate Sotto. Reg. Trib. di BG n. 11 del
13.04.1990. Direttore Responsabile: Giovanzana Maria Luisa - Redazione: Nelle nostre famiglie
Casa Parrocchiale - Via S.Sebastiano, 1 - 24040 Bonate Sotto (BG) - Pubbl.
in. al 70% - Stampa: Tipografia dell’Isola s.n.c. - Terno d’Isola (BG).
ANNO XXX - NUMERO 4 - APRILE 2019 Celebrazioni Mariane nel mese di maggio
2 Aprile 2019LA PAROLA DEL PARROCO
E non abbandonarci
alla tentazione
L a dizione abituale “non ci indurre in
tentazione” ci infastidisce un po’. Dio
non può tentare al male. L’apostolo S.
aumentare, sia perché la verità di Dio è
spesso in attesa e sconcertante. Possono
diventare una tentazione il suo modo stes-
Giacomo scrive nella sua Lettera: “Nessu- so di farsi presente nella vita e il suo modo
no, quando è tentato, dica: sono tentato di guidare la storia. Quando si incontra Dio La tentazione morale non
da Dio; perché Dio non tenta nessuno al ci si accorge che Egli è diverso da come lo viene da Dio, ma la prova
male” (1, 13). si pensava. Il Vangelo ci ricorda che Gesù, della fede sì.
Se questa espressione è poco felice e dopo il Battesimo fu condotto dallo Spirito
probabilmente non è neppure esatta, ha nel deserto “per essere tentato dal diavo-
bisogno di ulteriore spiegazione. Gli ese- lo” (Mt 4,1). Dunque la tentazione viene dal
geti spiegano che nel linguaggio semitico diavolo, ma in un certo senso vi è coinvol-
- cioè quello della Bibbia - l’espressione to anche lo Spirito. Certo non si dice che
“entrare in tentazione” - non significa sem- lo Spirito ha tentato Gesù, però si dice che
plicemente “essere esposto alla tentazio- lo ha condotto nel luogo della tentazione.
ne”, ma “soccombervi”. La domanda del Si dice spesso che la prova affina lo spirito
Padre nostro può, allora, essere espressa e purifica la fede. È vero. Tuttavia la prova
in questo modo: “Non abbandonarci alla è anche pericolosa. Ecco perché abbiamo
tentazione”. Questa formulazione è più bisogno della potente protezione di Dio. È
consona all’avvertimento di Gesù ai di- quello che il cristiano chiede nella preghie-
scepoli nel Getzemani: “Vigilate e pregate ra del Padre nostro. Ci sono prove ecce-
per non entrare in tentazione” (Mt 26, 41). zionali come le persecuzioni, ma ci sono
È importante un’altra precisazione: nella anche quelle della quotidianità. C’è l’ansia
lingua greca (quella usata dagli Evange- per gli affari e l’attrattiva per le ricchezze e
listi) lo stesso termine ha due significati: il potere; ci sono le prove della monotonia
“tentazione” e “prova”. È chiaro che la ten- della vita e il logorio del quotidiano. Chi re-
tazione al male non può venire da Dio, ma cita il Padre nostro affida a Dio anche le
la prova sì. La tentazione morale non viene proprie paure: la paura della malattia, della
da Dio, ma la prova della fede sì. Anzitutto sofferenza, della morte…
l’incontro con Dio comporta sempre una E qui è la stessa fede ad essere messa in Arcabas, terza tentazione,
prova: sia perché è proprio quando si in- questione. chiesa di Saint Hughes de
contra Dio che il fascino del male sembra Don Federico Chartreuse
Aprile 2019 3LA PAROLA DEL PARROCO
UNA CHIESA DI PIETRE VIVE
Santo è chi semina pace attorno a sé
“Dobbiamo essere artigiani della pace, perché costruire la pace è un’arte
che richiede serenità, creatività, sensibilità e destrezza”. Papa Francesco
P arlando degli operatori di pace nell’E- de il sopravvento, il conflitto tra fratelli si
sortazione apostolica GAUDETE ET fa più aspro.
EXSULTATE papa Francesco si esprime Ecco allora che a quel punto ho deciso di
così: “Per noi è molto comune essere cau- intervenire per attenuare tutti gli “spigoli”
sa di conflitti o almeno di incomprensioni. che si frapponevano tra noi. Come dice
Per esempio, quando sento qualcosa su papa Francesco ho cercato, anche nel
qualcuno e vado da un altro e glielo dico; dubbio, ciò che porta pace.
e magari faccio una seconda versione un
Costruire una pace evangelica Se nella nostra comu-
po’ più ampia e la diffondo. E se riesco
Come dice ancora il papa: “Non è facile nità abbiamo dubbi
a fare più danno, sembra che mi procuri
più soddisfazione. Il mondo delle dicerie, costruire questa pace evangelica che non su che cosa si debba
fatto da gente che si dedica a criticare e a esclude nessuno, ma che integra anche fare, «cerchiamo ciò
distruggere, non costruisce la pace. Que- quelli che sono un po’ strani, le persone dif- che porta alla pace»
sta gente è piuttosto nemica della pace e ficili e complicate, quelli che chiedono at- (Rm 14,19)
in nessun modo beata”. tenzione, quelli che sono diversi, chi è mol-
to colpito dalla vita, chi ha altri interessi”.
Pace a questa casa! Per quanto mi riguarda, io mi porto con-
Credo non sia necessario allontanarsi tinuamente nel cuore la meravigliosa pro-
dalla nostra casa per trovare chi semina messa che Gesù ha fatto a coloro che si
zizzania. Spesso è sufficiente guardare impegnano a seminare pace ovunque:
dentro le nostre famiglie per trovare tutto “Sarete chiamati figli di Dio”.
questo.
Un detto bergamasco recita così: “Amur Una parrocchiana
de fradei, amur de cortei”. Infatti troppo
spesso incomprensioni, conflitti, risenti-
menti nascono in famiglia perché nessu-
no ha il coraggio e la voglia di farsi avanti
per dissipare questi rancori e impegnarsi
a mettere pace fra i contendenti.
A questo proposito mi ritrovo alcune vol-
te a pensare, con un po’ di dispiacere, a
quanto è successo nella mia famiglia.
Ognuno credeva di essere nella ragione
e per questo non voleva ascoltare gli al-
tri; anzi le parole più cattive, più crudeli
uscivano dalla bocca di queste persone
accecate dal risentimento.
Persone che avevano perso la serenità e
di conseguenza arrabbiate con il mondo
intero.
Specialmente quando vengono a manca-
re i genitori e l’interesse economico pren-
4 Aprile 2019LA VOCE DELL’ORATORIO
Animatori CRE 2019
Bambini e genitori catechesi Prima Elementare
Aprile 2019 5LA VOCE DELL’ORATORIO
Professione di Fede
G ruppo, divertimento, sostegno,
unione e amicizia sono solo
alcune delle parole che ci sono ve-
nute in mente sabato sera. Dopo il
forte momento che abbiamo vis-
suto davanti a tutta la Comunità,
abbiamo avuto tempo di ripensare
ai quattro anni trascorsi insieme: è
stato un percorso lungo, ma piace-
vole. Abbiamo discusso di sogni,
speranze, fede… ci siamo messi in
gioco e siamo arrivati alla fine.
Il percorso è cominciato in prima
superiore, quando avevamo “solo”
14 anni. Ci incontravamo il sabato
sera e, a volte, passavamo anche
la serata insieme. Adesso siamo
arrivati a 18, gli incontri sono sta-
ti di mercoledì, ma la nostra voglia
di andare avanti e condividere mo-
menti insieme non è cambiata: in-
fatti, è capitata qualche volta che
discutessimo l’incontro davanti a
una pizza o una buona fetta di torta!
Dobbiamo un enorme grazie ai no-
stri animatori: come anche loro ci
hanno ricordato sabato sera, con
alcuni l’amicizia va avanti non da
quattro, ma bensì da otto anni! Loro,
più di altri, sono stati testimoni del
nostro cambiamento e della nostra
crescita. Hanno saputo trovare il
meglio in noi in ogni occasione,
sono stati nostri amici e consiglieri.
6 Aprile 2019LA VOCE DELL’ORATORIO
Un altro grazie va ai Don che ci hanno accompa-
gnato: a chi ci ha sostenuto all’inizio e a chi ci ha
dato la mano per l’ultimo, grande sforzo.
Un grazie va anche a noi, che, nonostante i diver-
si interessi e le diverse amicizie siamo rimasti un
gruppo unito e solidale.
Speriamo che la nostra Professione di Fede possa
essere un incoraggiamento per gli altri: credere in
Dio e andare in chiesa o in oratorio oggi vuol dire
essere “fuori moda”, ma noi abbiamo capito che
il giudizio degli altri non conta se si è convinti e
soprattutto se fa stare bene!
Grazie a tutta la Comunità che ha partecipato alla
celebrazione di sabato sera!
I ragazzi del IV anno
L’angolo della poesia
Pasqua
Per il mondo ho pregato ieri sera
che sia una Pasqua di speranza vera
come il cinguettio degli uccelli che al mattino sono in festa, della campana mattutina
che incantati ad ascoltarli si resta. che annuncia con allegrezza
la gioia della certezza
La guerra dura da tanto tempo. del vuoto sepolcro
Signore, dacci una mano perché, Cristo è davvero risorto.
a far volare le colombe nel vento;
arrivino non in un animo soltanto Gesù mio tu lo puoi perché sei vero.
ma, in tutti i cuori umani e sappiano amare tanto. Se vuoi, attira i cuori nel tuo impero,
di tanta pace e tanto amore
La pace sia per ogni uomo sia ripieno ogni cuore.
e tu buon Dio, cammina con lui accanto,
con mano nella mano conducilo Buona Pasqua!
sul dritto sentiero dove s’ode il suono Maria Capelli
Aprile 2019 7FORMAZIONE
La Santità in comunità
Esortazione apostolica sulla chiamata alla santità
nel mondo contemporaneo
N oi siamo comunità ed in comu-
nità, anche se a volte non per-
cepiamo questa consapevolezza
della comunità si organizzano per
prendersi cura gli uni degli altri cer-
ma della fraternità, nel gruppo di
preghiera, in chiesa, ma anche nella
cando di tessere una rete di contatti propria stanza, nel bus e ovunque.
di essere parte viva ed essenziale attraverso la quale tutti i compo- Papa Francesco c’insegna che la
della stessa. nenti non si sentano soli e abban- preghiera è ciò che ci fa ben spe-
Essere comunità significa far parte donati. rare a continuare sulla strada della
di un gruppo di persone che con- A questo scopo esistono diversi santità: * “Quando senti la tentazio-
dividono non solo l’origine geo- gruppi che operano all’interno del- ne di invischiarti nella tua debolezza,
grafica, ma ideali, comportamenti, la comunità ognuno dei quali ana- alza gli occhi al Crocefisso e digli:”
interessi, abitudini. Siamo infatti lizzano ed agiscono allo scopo di Signore, io sono un poveretto, ma
noi stessi comunità in quanto no- aiutare e/o migliorare le esigenze tu puoi compiere il miracolo di ren-
nostante i cambiamenti inevitabili dei membri della comunità parten- dermi un poco migliore” (Ge, 15). *
che ci circondano, cerchiamo di do sin dai primi anni di vita fino alla La santificazione quindi è un cam-
mantenere le nostre tradizioni ed i persona matura e anziana. mino comunitario a cui siamo invi-
nostri valori in cui crediamo. Se ri- Non possiamo essere santi da soli. tati tutti a parteciparvi e a sorreg-
maniamo isolati, le insidie e le ten- La santità è di tutti noi, insieme; è la gerci a vicenda attraverso momenti
tazioni del mondo attuale egoista ci nostra meta anche se a volte ci sco- di condivisione fraterna di solida-
potrebbero fagocitare e potremmo raggiamo e pensiamo di non esser- rietà e di preghiera.
cadere facilmente in una triste so- ne all’altezza. Sicuramente con le Nella vita di comunità contano
litudine che ci separa ed allontana sole nostre forze non siamo capaci! anche i piccoli gesti come il dirsi
dalla realtà. La vita comunitaria in- Papa Francesco ci fa capire che Dio permesso, grazie, scusa, e il tutto
vece arricchisce ogni membro che non ci vuole “super eroi” ma con il trova il suo punto di convergenza
ne fa parte. dono della Grazia, possiamo essere nel prendersi cura gli uni degli altri.
* “La vita comunitaria, in famiglia, in forti e capire che la santità è anche Così la comunità è espressione del
parrocchia, nella comunità religiosa per noi. desiderio di Gesù: che “tutti siano
o in qualunque altra, è fatta di tanti Tutto questo lo possiamo scoprire una sola cosa; come tu Padre, sei in
piccoli dettagli quotidiani…”. * attraverso la preghiera che ci aiuta me e io in te” (Gv. 17,21).
Far parte di una comunità cristiana ad avvicinarci a Dio. La preghiera
ci impegna a creare e a supportare è nostro sostegno. Si può pregare * Rif. Gaudete et exultate
luoghi e spazi nei quali si possono ovunque ed in qualsiasi momento: - Papa Francesco -
condividere momenti di preghiera si prega quando ci si alza, prima di
e di riflessione insieme. I membri mangiare, prima delle riunioni, pri- Giuseppina Besana
Trentini Roberto
Amministrazioni condominiali ed immobiliari
24040 Bonate Sotto (BG) - Via Marco Polo, 2
Tel. 035 6011510 - Fax. 035 993531 - E-mail: roberto.trentini.amm@gmail.com
ANACI n. 12247 professione esercitata ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 (G.U. n 22 del 26-1-2013)
8 Aprile 2019FORMAZIONE
Dalle ACLI
La cittadinanza ai minori
di origine straniera
Trascrivo questo interessante articolo pubblicato su Famiglia Cristiana del 31 marzo 2019 dal titolo “Quel milione
di italiani di fatto, ma non di diritto”. Scritto dal Presidente delle Acli Nazionale Roberto Rossini. La tragedia
sventata da Ramy e Adam ripropone l’attualità della campagna proposta dell’associazione cattolica a sostegno
dello Ius soli.
M i sento italiano al cento per
cento. L’ultimo a pronun-
ciare questa frase è stato Moise
Kean che, per chi non seguisse il
calcio neanche quando gioca la
Nazionale, è un giovane attaccan-
te della Juventus, nato a Vercelli
da genitori immigrati dalla Costa
D’Avorio 30 anni fa.
Moise ha segnato un gol al suo
esordio in maglia azzurra in Italia
– Finlandia del 23 marzo scorso,
match valido per le qualificazioni
a Euro2020. prevede infatti che si diventi cit- necessari a un adulto immigrato
Prima di lui anche Alessandro tadini italiani per Ius sanguinis che voglia fare richiesta di citta-
Mahmoud, sollevando la palma oppure per naturalizzazione che, dinanza. Nel corso del dibattito
d’oro del festival di Sanremo, ha nel caso in cui si nasca da genitori parlamentare si è aggiunto poi il
detto di essere italianissimo, lui non italiani, è una richiesta che si principio dello Ius culturae, cioè il
nato a Milano 26 anni fa da mam- può fare solo dopo i diciott’anni. riconoscimento di cittadinanza ai
ma sarda e papà egiziano. Come Acli, insieme ad altre asso- minori di 12 anni arrivati nel nostro
Ma forse quello che più ha col- ciazioni, negli anni passati siamo territorio o nati in Italia da genito-
pito noi italiani “brava gente” è scesi in campo con la campagna ri stranieri, a patto che abbiano
stata la storia di Ramy e Adam, “L’Italia sono anch’io” per chie- compiuto in una struttura scola-
due ragazzini di 13 e 12 anni che dere la modifica di questa norma, stica del nostro Paese un ciclo di
il 20 marzo sono stati ostaggio introducendo di fatto uno Ius soli almeno 5 anni.
con una cinquantina di compa- per i nuovi nati: tutti i bambini nati Si tratta di un compromesso che
gni di scuola nel bus guidato da in Italia sono italiani, con l’unica però ha il merito di introdurre la
Oussey-nou Sy e che, con la loro regola di avere almeno uno dei necessità di un percorso di forma-
chiamata ai carabinieri, hanno due genitori residente nel nostro zione e di piena integrazione nel
sventato una possibile strage. I territorio per almeno un anno. nostro Paese. Crediamo sia giun-
loro genitori sono emigrati in Ita- Nella legge di iniziativa popolare to il momento di riaprire il dibat-
lia dopo il 2000, dunque Ramy e che abbiamo depositato alla Ca- tito, non solo sui media, ma so-
Adam sono nati in Italia, ma anco- mera il 7 marzo 2012 c’era anche prattutto in Parlamento, affinché
ra non possono definirsi ufficial- la richiesta di modificare il princi- venga riconosciuta la cittadinanza
mente cittadini italiani, anche se pio di naturalizzazione, portando a circa un milione di bambini e
già si sentono tali. a 5 (invece degli attuali 10) gli anni ragazzi, italiani di fatto ma non di
L’attuale legge, la 91 del 1992, di permanenza nel nostro Paese diritto.
Aprile 2019 9FAMIGLIA - SCUOLA
Famiglia-Scuola,
un binomio
vincente
N elle pagine riservate al Setto- con modi di fare che richiedono Una continuità didattica
re Famiglia-Scuola abbiamo collaborazione, pazienza o dispo- Ecco perché non mancano, duran-
dato ampio spazio, negli ultimi nibilità all’aiuto. te l’anno, incontri tra le insegnanti
anni, al ruolo che la famiglia rive- della scuola dell’infanzia e le inse-
ste nell’educazione del bambino. Incontrare altri adulti gnanti di scuola primaria per ga-
Abbiamo pure sottolineato l’im- Le insegnanti, la coordinatrice, il rantire il più possibile un’efficace
portanza dei nonni che, oltre ad personale ausiliario, altri papà e continuità didattico-educativa.
essere dei factotum sostituendosi mamme che possono avere carat-
ai genitori sempre più impegna- teristiche anche assai diverse da Orgogliosi della nostra Scuola
ti nel lavoro, offrono loro un van- quelle dei genitori. dell’Infanzia
taggio economico e un contribu- La Scuola Materna Regina Mar-
to culturale di prim’ordine. Infatti Un ambiente diverso gherita di Bonate Sotto rispecchia
possiamo considerare i nonni del- Frequentando la scuola dell’infan- i fondamenti appena descritti, ma
le memorie storiche e biblioteche zia i bambini hanno la possibilità nel contempo vuole dare rilievo
ambulanti. Tuttavia non spetta ai di incontrare e vivere un ambiente alla responsabilità genitoriale e
nonni sostituirsi ai genitori nel l’e- diverso rispetto alla loro casa, ap- all’ispirazione cristiana della Scuo-
ducazione dei nipoti. positamente pensato per loro. la. Per questo il Consiglio di Am-
ministrazione ha pensato di ripro-
L’importanza della Scuola d’in- Un ambiente educativo durre nel giardino della scuola una
fanzia La scuola dell’infanzia è un luogo grande immagine della famiglia di
Fatta questa doverosa premessa è in cui i bambini possono divertirsi Nazareth.
opportuno chiarire che se la fami- e svolgere attività finalizzate a fa- È stato scelto un soggetto propo-
glia è la sede primaria dell’educa- vorire lo sviluppo delle abilità mo- sto dall’artista Valentina Persico e
zione dei bambini è altrettanto fon- torie, della fantasia, del linguaggio, chiesto ad una scuola di Gerico, in
damentale definire che la Scuola del ragionamento, della compren- Palestina, di realizzare un grande
dell’infanzia è un aiuto prezioso sione dei rapporti spaziali/tempo- mosaico.
per sviluppare in modo globale ed rali/causali, della motricità fine, È un’immagine carica di significati
equilibrato la personalità dei bam- della simbolizzazione, oltre che semplici ma profondi.
bini. promuovere la socializzazione. Quest’opera richiede un impegno
A sostegno di quanto abbiamo ap- L’ambiente della scuola dell’infan- finanziario non indifferente. Per
pena detto vogliamo elencare al- zia è un luogo educativo in quanto questo motivo chiediamo il soste-
cuni dei motivi per cui è opportuno in esso il bambino si sviluppa in gno economico della nostra co-
che tutti i bambini frequentino la modo integrale ed armonico, tro- munità che certamente risponderà
Scuola dell’infanzia. va le prime risposte alla voglia di alla grande come ha sempre fatto
imparare, di stare con gli altri, di dimostrando tanta generosità.
Incontrare e conoscere altri bam- comunicare e di partecipare. La Nella pagina a fianco presentiamo
bini della stessa età, non in modo scuola dell’infanzia prepara il bam- il bozzetto del mosaico che è già in
fuggevole, ma in modo durevole. bino alla scuola primaria e fornisce fase di realizzazione.
Ciò permette di prendere coscien- i “prerequisiti” che avranno poi un
za che esistono anche gli altri, con ruolo essenziale per gli apprendi-
diritti che vanno rispettati, con dif- menti che il bambino affronterà nel
ferenze corporee e di carattere, successivo grado scolastico. Mariapia & Ivano
10 Aprile 2019Fondazione Scuola Materna
Regina Margherita
Schola magistra vitae
“Come tessere di un mosaico,
poste una accanto all’altra,
e uniche nella forma e nei colori,
noi siamo stati creati per dare vita
al magnifico progetto di Dio”
Questo ci ha dato lo spunto per realiz-
zare un grande mosaico (210x140 cm)
da collocare nella Scuola Materna
Regina Margherita di Bonate Sotto.
Esso darà valore e qualità ad un pro-
getto educativo che ha come obiettivo
la crescita, la socializzazione e lo svilup-
po della personalità dei nostri bambini.
Donando anche 1 € si può contribuire a portare a termine questo mosaico, realizzato da
GERICO MOSAIC CENTER con pietra di Gerico e tessere in pasta vitrea. Le donazioni
possono essere fatte presso la Casa Parrocchiale, la Scuola Materna e il bar dell’Oratorio.LITURGIA
Il sacramento della
Riconciliazione
L’attuale rito della Penitenza
(prima parte)
I l Concilio Vaticano II ha apportato
revisioni e adattamenti al rito del-
la Penitenza, cercando di rendere
quello del saluto di accoglienza:
“Quando il penitente si presenta per
fare la sua confessione, il sacerdo-
testi sono riportati nello stesso libro
del rituale della Penitenza, quasi
tutti dal Nuovo Testamento.
questo sempre più adeguato alle te lo accoglie con bontà e lo saluta
necessità dei penitenti e delle sin- con parole affabili e cordiali”. (n. 41) Confessione sincera e attenta del
gole condizioni di popolo e di cul- penitente dei propri peccati.
tura. Il segno di croce. Come afferma la rubrica “il sacerdo-
La forma privilegiata della confes- te aiuta, se necessario, il penitente
sione dei peccati e dell’assoluzione L’esortazione del sacerdote alla a fare una confessione integra, gli
è certamente quella individuale, che fiducia in Dio. rivolge consigli adatti e lo esorta alla
il rito prevede e raccomanda come Questa si può esprimere con alcune contrizione dei suoi peccati... Gli
ordinaria. formule riportate nello stesso testo propone quindi un esercizio peni-
del rito. La più conosciuta e adope- tenziale, e il penitente lo accetta in
Il rito della riconciliazione dei singoli rata è la seguente: soddisfazione dei suoi peccati e per
penitenti, che è quello usuale ordi- “Il Signore sia nel tuo cuore perché l’emendamento della sua vita. Il sa-
nario, prevede alcuni passi che qua- tu possa pentirti e confessare umil- cerdote procuri di adattarsi in tutto,
si universalmente vengono ignorati mente i tuoi peccati”. sia nelle parole che nei consigli, alla
o poco considerati dai confessori. “Amen”. condizione del penitente”. (n. 44)
Come si potrà notare essi costitu-
iscono un rito che ha qualcosa di Lettura della Parola di Dio. Atto di dolore.
simile a quello della celebrazione Anche se raramente si segue questa
della Santa Messa: usanza, secondo l’opportunità il sa- Assoluzione del sacerdote.
cerdote può leggere un passo della
Il saluto del celebrante. Scrittura allusivo alla situazione e al Rendimento di grazie e congedo
Il primo atto che precede anche il tema della misericordia di Dio e alla del penitente.
segno di croce dovrebbe essere volontà di riconciliazione (n. 43). I Si svolge attraverso la recita finale
di una formula da parte del sacer-
dote: “Lodiamo il Signore perché è
buono”.
Il penitente risponde: “Eterna è la
sua misericordia”.
Il sacerdote riprende: “Il Signore
ha perdonato i tuoi peccati, vai in
pace.”
La forma della confessione singo-
lare dei peccati ha l’aspetto di una
reale celebrazione e soprattutto
con una nota pastorale del 1996
l’episcopato italiano ribadisce l’im-
portanza delle sue tappe nella loro
progressione e totalità.
Eleonora
12 Aprile 2019CARITÀ E MISSIONE
La Santa Casa di Loreto:
la casa dei giovani,
delle famiglie e dei malati
Entriamo nel mese che la tradizione dedica alla nostra Madre Celeste.
Lo iniziamo guidati dalle parole che papa Francesco ha pronunciato nella sua recente visita a Loreto
L e parole dell’angelo Gabriele a
Maria: «Rallegrati, piena di gra-
zia», risuonano in modo singolare
in questo Santuario, luogo privi-
legiato per contemplare il mistero
dell’Incarnazione del Figlio di Dio.
Qui, infatti, sono custodite le mura
che, secondo la tradizione, pro-
vengono da Nazaret, dove la Ver-
gine Santa pronunciò il suo “sì”,
diventando la madre di Gesù. Da
quando quella che è denominata
la “casa di Maria” è diventata pre-
senza venerata e amata su questo
colle, la Madre di Dio non cessa di
ottenere benefici spirituali in coloro
che, con fede e devozione, vengo-
no qui a sostare in preghiera.
In quest’oasi di silenzio e di pietà, La Casa di Maria è la casa dei ma- centro dell’opera di Cristo, perché
vengono tanti, dall’Italia e da ogni lati. Qui trovano accoglienza quanti condividete e portate in maniera
parte del mondo, per attingere for- soffrono nel corpo e nello spirito, più concreta dietro a Lui la croce
za e speranza. Penso in particolare e la Madre porta a tutti la miseri- di ogni giorno. La vostra sofferenza
ai giovani, alle famiglie, ai malati. cordia del Signore di generazione può diventare una collaborazione
La Santa Casa è la casa dei gio- in generazione. La malattia ferisce decisiva per l’avvento del Regno
vani, perché qui la Vergine Maria, la famiglia e i malati devono esse- di Dio.
la giovane piena di grazia, continua re accolti dentro la famiglia. Per La Vergine Santa aiuti tutti, spe-
a parlare alle nuove generazioni, favore, non cadiamo in quella cul- cialmente i giovani, a percorrere il
accompagnando ciascuno nella ri- tura dello scarto che viene propo- cammino della pace e della frater-
cerca della propria vocazione. sta dalle molteplici colonizzazioni nità fondate sull’accoglienza e sul
La Casa di Maria è anche la casa ideologiche che oggi ci attaccano. perdono, sul rispetto dell’altro e
della famiglia. Nella delicata situa- La casa e la famiglia sono la prima sull’amore che è dono di sé. La no-
zione del mondo odierno, la famiglia cura del malato nell’amarlo, soste- stra Madre, stella luminosa di gio-
fondata sul matrimonio tra un uomo nerlo, incoraggiarlo e prendersene ia e di serenità, doni alle famiglie,
e una donna assume un’importanza cura. Ecco perché il santuario della santuari dell’amore, la benedizione
e una missione essenziali. È neces- Santa Casa è simbolo di ogni casa e la gioia della vita. Maria, sorgente
sario riscoprire il disegno tracciato accogliente e santuario degli am- di ogni consolazione, porti aiuto e
da Dio per la famiglia, per ribadir- malati. Da qui invio ad essi, tutti, conforto a quanti sono nella prova.
ne la grandezza e l’insostituibilità a ovunque nel mondo, un pensiero
servizio della vita e della società. affettuoso e dico loro: voi siete al Alfredo
Aprile 2019 13CARITÀ E MISSIONE
Dal Centro di Primo Ascolto e Coinvolgimento Caritas
Le migrazioni dei poveri
e la risposta cristiana ad essa.
Non chiamiamoli clandestini
“Essere cristiani vuol dire guardare in faccia questi nostri fratelli”
U n tema di grandissima attualità.
È sufficiente guardare il luogo
ed il tempo per leggerci ciò che po-
trebbe accadere oggi dentro le pro-
blematiche in cui ci troviamo. Come
descrivere la condizione dei pove-
ri: disoccupazione, fame, miseria
sottolineando ciò che forse oggi ci
fa più paura che “hanno una gran
voglia di vivere e di lottare”. Per
che cosa? Una vita diversa. Quale
risposta “virtuosa” della Chiesa: an-
dare incontro alle famiglie che vivo-
no in queste situazioni senza enfasi
e senza allarmismi. Per un povero è
meglio un lavoro, anche il più umi-
le, dell’elemosina. Certamente fino
a quando si trova nel bisogno, con
l’aiuto che gli è necessario per un
cammino d’insieme fino a che avrà
superato tutti gli ostacoli ed ha ca- non per augurarlo a nessuno, ma essere dovuto anche agli effetti tar-
pito che può farcela da solo. A chi nel dire che ogni giorno è un dono divi della colonizzazione, è spiegato
il compito di difendere il diritto dei quando ci sentiamo autosufficienti dalla ricerca di beni essenziali e uni-
poveri ad avere ciò che è necessa- perché riusciamo a rispondere a noi versali come la tutela della vita, la
rio per una vita dignitosa? Come stessi. Non ci stupisce, quindi oggi libertà, la sicurezza, il futuro, i diritti
praticare la fraternità tante vol- con il mescolamento di tante per- di ciascuno e di tutti.
te sbandierata descritta nella sua sone sperimentiamo dei problemi
enunciazione? che sono nuovi o meglio assumono Per capire meglio queste realtà
un connotato planetario. E pensare vicine a noi ed anche quelle lon-
Non può essere fondata sulla scel- quindi al tema dello sradicamento tane che ben conosciamo, quale
ta di povertà e sulla rinuncia a se da una parte all’altra della nazio- riflessione possiamo fare partendo
stessi, che significano abbando- ne o del globo è sempre un rischio dalle nostre identità che diventano
no fiducioso perché l’altro possa non calcolato. L’esodo di individui, sempre più fragili e instabili in una
sollevarsi e percorrere la propria famiglie e popoli che dura mesi ed società orfana di solide certezze
strada della vita. Come non pen- anni, in fuga dalla guerra, da una ma anche ricca di grandiose pro-
sare alla precarietà che può essere condizione di vita che è pericolo messe dovute alla modernità e di-
di tutti e la possiamo incontrare in stesso alla vita, in particolare per sancorata ormai da presupposti fer-
ogni momento della vita. Questo i bambini e per i piccoli e che può mi. Si potrebbe fare una profonda
14 Aprile 2019CARITÀ E MISSIONE
analisi sugli scarti della modernità samente vissuti come esperienze vederle. Si parla degli scarti o de-
per ancorarci alle radici che era- provvisorie e precarie. Tutto inizia e gli scartati dell’umanità: i rifugiati,
no rappresentate da fondamentali finisce in un tempo breve, in cui è i dannati della terra, gli stranieri, i
“luoghi”, pubblici e privati, materia- difficile identificarsi con qualcosa e profughi, gli ultimi su cui altri ultimi
li e simbolici in cui vi erano spazi, con qualcuno, stringere un legame, scatenano ansie e paure. Per non
presenze, che organizzavano la vita sposare in pianta stabile un idea- parlare degli insoddisfatti su cui al-
quotidiana. Ciò che ha influito mol- le, fare un percorso, un’esperienza tri insoddisfatti riversano le proprie
to, in maniera più profonda, è stato sociale, avere memoria, poterla tra- frustrazioni. I poveri su cui altri po-
il lavoro, la cui esperienza nella sua smettere, contare sugli eredi. veri scaricano le responsabilità di
trasformazione ha portato ad una un malessere che ha delle cause
organizzazione talvolta totalizzan- Il tempo della modernità è quello strutturali. E poi altri che si sento-
te, riducendo il sostegno reciproco in cui tutto sembra avvolto nell’in- no interpreti di una pseudocultura
e portando la comunità dall’essere certezza e nella incompiutezza. E liberalista che ha messo in com-
coesa al diventare frammentaria e di conseguenza nella paura, nella petizione la morale e l’efficienza.
isolata, e quindi debole e solitaria. chiusura pregiudiziale del nuovo e Certamente a modo loro per propa-
Come si animano le nostre comu- del diverso, nel sospetto dell’altro, ganda e fine di tornaconto. Invece
nità? Le vediamo vive, attente. Ab- in cui nostro malgrado siamo co- se governate da sagge politiche di
biamo troppo pochi segnali. Ci ac- stretti a vivere percependolo come previsione, di ospitalità e di coo-
contentiamo delle occasioni in cui minaccioso. Di fronte alla paura, as- perazione internazionale, possono
sono gli stessi bambini, ragazzi,gio- sumiamo strategie difensive inca- essere straordinarie occasioni per
vani perché coinvolti nella loro for- paci di collocare e leggere le attuali ridefinire l’identità sociale e indivi-
mazione? Infine il sistema di prote- migrazioni nel contesto dei profon- duale, per una identità più forte nel
zione dello Stato sociale, concetto di mutamenti del pianeta globale. suo essere aperta e negoziale e più
sempre più incerto ed evanescente Come non citare dei movimenti dei umile nel suo essere accogliente e
è sottoposto a continue rinegozia- capitali, delle nuove forme di co- solidale per prendere sulle spalle i
zioni. Mancano di sicurezza perfino lonialismo e di sfruttamento eco- destini del mondo.
le aggregazioni familiari e gli affetti, nomico, delle disuguaglianze chia-
sulla cui durata non c’è più nessu- mandole tradizionali e delle nuove Gli operatori del centro di
na certezza, e che vengono diffu- povertà. Non andiamo lontani per ascolto e coinvolgimento Caritas
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Aprile 2019 15CARITÀ E MISSIONE
Dal Gruppo Missionario
Gli auguri dei missionari
Pubblichiamo le lettere di augurio e di ringraziamento dei missionari che abbiamo sostenuto in questi anni.
Caro gruppo missionario
vengo a voi con la nostra più viva riconoscenza per l’aiuto che ci avete mandato per il riso dei nostri bambini.
Il Signore vi ricompensi e vi doni quanto di bene desiderate. Ora è stato eletto in nuovo presidente: si spera che
qualche cosa possa cambiare a favore dei poveri per le tante promesse che ha fatto.
Siamo già al tempo dei cicloni e forti piogge, quindi ci sono allagamenti ovunque e il caro vita aumenta ogni gior-
no. Grazie ancora a voi che nonostante la lontananza pensate a noi è per noi una vera Provvidenza: tante gocce
assieme riempiono i secchi!
Vi salutiamo assieme ai nostri bambini e vi assicuriamo la nostra preghiera. Buona Pasqua!
Con affetto e stima Suor Anselmina - Antatanarivo, Madagascar
Cari amici e benefattori desidero raggiungervi
con questo scritto per presentarvi il mio saluto
di pace e bene.
Vi comunico che mi trovo in Italia da alcuni mesi,
per una complicazione che ho avuto dopo l’in-
tervento all’occhio, in questo periodo mi trovo
a Verona. Ho saputo tramite suor Carmela che
avete inviato l’offerta in Ciad e in questo momen-
to sento il dovere di ringraziarvi per la vostra ge-
nerosità. La vostra bontà operosa è edificante e
mi porta a lodare e benedire il Signore per tutto
quello che compie in voi con lo spirito di lode
e preghiera. Chiedo al Signore di colmarvi della
sua grazia e del suo amore.
Cordialmente vi saluto nel nome del Signore ri-
sorto per noi.
Sr Imelda - Verona
Cari amici del Gruppo Missionario della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in Bonate Sotto
Grazie mille per il vostro amorevole contributo (come fate ogni anno) verso le nostra Missione!
Sono alla fine riuscita a scoprire chi è questo “donatore nascosto” e ora voglio solo esprimere la nostra gratitudine
a voi e per il vostro aiuto.
Abbiamo 120 bambini in carico provenienti da vari luoghi e la maggior parte di loro sono bambini provenienti dalle
tribù delle colline. Sono bambini vivaci e felici che studiano, hanno dai 4 ai 12 anni, tra maschi e femmine. Molto
presto questo anno scolastico finirà e ora i bambini si stanno preparando per il loro ultimo esame dell’anno. Pre-
ghiamo per tutti i nostri benefattori (che conosciamo o no) e sicuramente voi siete nelle nostre preghiere. Penso
voi abbiate avuto familiarità (la conoscevate, avevate affetto) con Sr. Elisa Cavagna e adesso che è andata alla sua
“ricompensa” celeste sono certa ci e vi stia aiutando (intercedendo da lassù) in questa missione. Possa intercedere
per ognuno di voi!
Ringraziandovi tutti ancora una volta, con amore e preghiere
Sr. Pauline - Thailandia
Ermanno
16 Aprile 2019CARITÀ E MISSIONE
Dall’UNITALSI
Il santuario della
Madonna dello Zuccarello
di Nembro
Quest’anno ci poniamo come pellegrini nella terra bergamasca per incontrare
la Vergine Maria nei santuari a lei dedicati
Isolato, in mezzo ai monti che si
ergono appena dietro Nembro, il
Santuario della Madonna dello
Zuccarello è una di quelle mete
che non puoi lasciarti sfuggire se
passi dalla Valle Seriana.
Da qui, tutta la vallata ti si apre da-
vanti agli occhi, regalando un’im-
pareggiabile vista; alle spalle, i
maestosi monti donano un senso
di protezione e di grandezza che è
difficile dimenticare nel tempo.
Su questo monte si ergeva il castello
della nobile famiglia Vitalba: per vo-
lontà di Bernardo Vitalba, nel 1347, divenne di proprietà della Fabbrice- sono stati realizzati dal nembrese
venne fondata la chiesa che rima- ria della Parrocchia di Nembro. La Giovanni Rodigari, coadiuvato da
se, fino al XIX secolo di proprietà chiesa si erge a sud est, ha un por- Vanni Rossi, nel XX secolo; sono
dei Vitalba. Solo nel 1847, la chiesa ticato aperto, composto da 5 arcate stati restaurati nel 2005.
a sesto acuto che gravano su grossi Per arrivare alla chiesa è possibi-
pilastri in muratura. Al centro della le seguire un’antica mulattiera con
facciata c’è il portico a sesto acu- quindici tribuline con i misteri del
to che funge da portone principale Rosario, a cui si aggiunge a com-
della chiesa. pletamento l’opera di Giovanni Ar-
All’interno, la chiesa ha una sola na- drizzo sui Misteri della Luce presen-
vata, con due archi a sesto acuto; te nel piazzale del Santuario.
fra le opere d’arte presenti, si ricordi L’8 agosto è festa al Santuario: pri-
la Madonna con Bambino del 1512 ma della ricorrenza, si tiene la no-
(cappella a sinistra, in corrisponden- vena di celebrazioni che, fedele alla
za degli stipiti dell’arcata), la Fuga tradizione, tiene la prima messa alle
in Egitto di Francesco Muzio (sulla 6,30. In passato, prima del turno in
sinistra dell’abside), Natività di Enea fabbrica, gli operai e operaie si re-
Salmeggia, detto il Talpino (cappel- cavano in pellegrinaggio al Santua-
la a destra, in corrispondenza degli rio, lungo la mulattiera, recitando i
stipiti dell’arcata), Madonna Addolo- misteri del Rosario: per questo, la
rata del 1533 (sull’altare maggiore). Il prima messa è così presto.
santuario ospitava la tela della Pietà
(attribuita a Giovan Battista Moroni), Alla prossima.
recentemente rubata. Gli affreschi Gianni
Aprile 2019 17VITA DELLA COMUNITÀ
Mons. Valter Pala
Parroco di Bonate Sotto
Il Vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi ha designato parroco di Bo-
nate Sotto mons. Valter Pala, che farà il suo ingresso solenne in occasione della
festa patronale della “Seconda di ottobre” (13 ottobre), festa della Madonna del
Rosario.
Mons. Valter Pala è nato il 23 novembre 1956 a Bergamo, della parrocchia di Le-
vate.
È stato ordinato sacerdote il 20 giugno 1981. Licenziato in Sacra Teologia e stu-
dente a Roma dal 1981 al 1982. Vicerettore nel Collegio San Alessandro dal 1982
al 1988; coadiutore festivo a S. Paolo d’Argon dal 1982 al 1984; a Villasola dal
1984 al 1988 e quindi vicario Parrocchiale a Villasola dal 1988 al 1992. Insegnante
e Padre Spirituale nel Seminario di Siena dal 1992 al 1998; direttore dell’Ufficio Arte
Sacra e Beni Culturali della Diocesi di Siena dal 1995 al 2010; Canonico onorario
della Cattedrale di Siena dal 1998; Prevosto di S. Maria Assunta in San Gimignano
dal 1998 al 2010; Prevosto di Sant’Alessandro della Croce (città di Bergamo) dal
2010 e rettore della Cappella Vescovile di S. Maria e S. Marco sempre dal 2010.
Attualmente risiede all’oratorio in Santa Elisabetta 4 a Bergamo, mancando il cu-
rato dal 2015.
Esercizi Spirituali: 8-12 aprile
14 aprile: Domenica delle Palme
18 Aprile 2019VITA DELLA COMUNITÀ
Un’esperienza che continua
Il Piccolo Resto
Sintesi di “Trova il centro dentro di te”
di Anselm Grün e Clemens Bittlinger (10ª puntata)
Amore
“N essuno ha un amore più grande
di questo: dare la vita per i pro-
pri amici” (Gv.15,13). Gli avvenimenti
spiacevoli, con i suoi successi e i fal-
limenti, con le virtù e i peccati. Nella
croce di Gesù ciò che maggiormente
verbo amare è sempre tradotto con il
verbo dare, non sentire o emozionar-
si, ma dare. Quasi un affare di mani,
del Venerdì Santo danno concretezza risplende non è il peccato dell’uomo, di pane, di acqua, di veste, di tem-
a queste parole che Gesù ha pronun- ma l’amore di Dio senza misura. Per- po donato, di porte varcate, di strade
ciato negli ultimi giorni della sua vita ciò il Venerdì Santo non dovrebbe es- condivise. Dare la vita, cioè tutto, per-
terrena. Insieme alla sua passione e sere vissuto solo come memoria della ché l’unica misura dell’amore è amare
morte ricordiamo e celebriamo la vita passione e morte di Gesù, ma anche senza misura.
donata, contempliamo l’amore estre- come giorno dell’amore manifestato Sperimentando allora l’amore di Dio
mo di Colui che non ha cercato di sal- nella sua pienezza. che avvolge tutta la nostra persona,
varsi, ma per noi ha messo in gioco Per questo, dall’alto della croce, Gesù possiamo comprendere la condizione
la sua vita, fino a morire sulla croce. non ha bisogno della nostra compas- che Gesù ci indica per stare dentro
Da qui, con le braccia spalancate, sione, ma vorrebbe piuttosto attirar- questo amore: “Se osserverete i miei
abbraccia ognuno di noi, con tutte le ci ad amare come Lui ci ha amati. E comandamenti…” (Gv. 15,10).
sue contraddizioni, con i pregi e i di- la misura assoluta di questo amore Che non sono solo il decalogo, ma
fetti, con le parti sane e quelle malate, è contenuta in un verbo brevissimo, prima ancora il modo di agire del Pa-
con le vicende ben vissute e quelle che spiega tutto: dare. Nel Vangelo il dre.
Passione
N ei Vangeli che narrano la sepoltu-
ra di Gesù si legge che le donne,
sue seguaci, dopo aver osservato
per ciò che avremmo voluto e non è
stato, il senso di vuoto, i rimpianti, la
sensazione di non riuscire ad andare
nel pianto, facendo ciò che è neces-
sario fare e lasciarci avvolgere dalla
sofferenza un poco alla volta, ci aiuta
come il suo corpo veniva deposto avanti, si espandono dentro di noi e ci a sopportare il dolore e ad accettare
in un sepolcro scavato nella roccia, paralizzano. Allora ci rifugiamo nelle e vivere fino in fondo il tempo del lut-
tornano indietro e cominciano a pre- cose da fare, cerchiamo di rimanere to, perché solo così si può avere con-
parare gli unguenti per l’imbalsama- occupati per non lasciarci sopraffare solazione. Le persone che invece ri-
zione del defunto. Queste donne, nel da questi sentimenti, da questo do- muovono il dolore rimangono prive di
loro immenso dolore per la perdita lore dal quale si vorrebbe fuggire. Ma consolazione e difficilmente potranno
di Gesù, si danno da fare in modo quando non lo si può fare rimangono poi comprendere quello degli altri.
da non dare troppo spazio alla di- solo due possibilità: o rimuoverlo o Scriveva Etty Hillesum dal campo di
sperazione. È bene aver qualcosa di farsene una ragione. Forse il non im- concentramento di Auschwitz: “Il do-
sensato da fare, che tenga occupata mergersi totalmente e per prima cosa lore ha sempre preteso il suo posto e
la mente, ma alla fine sono obbliga- i suoi diritti, in una forma o nell’altra.
te comunque a vivere l’inattività del Quel che conta è il modo con cui lo
sabato, durante il quale era proibito si sopporta e se si è in grado di inte-
svolgere qualsiasi lavoro. Quando si grarlo nella propria vita e, insieme, di
fa esperienza della perdita di una per- accettare ugualmente la vita”. Accet-
sona cara o si attraversano momen- tare quindi la vita, con le sue perdite e
ti di grande difficoltà e sofferenza, è le sue sofferenze, confidando sempre
come se vivessimo anche noi il Sa- in quello che Gesù ci ha detto: “Beati
bato Santo, il giorno peggiore, privo quelli che sono nel pianto, perché sa-
di consolazione e speranza, il giorno ranno consolati” (Mt 5,4).
della nostra passione. La delusione Vannalisa
Aprile 2019 19VITA DELLA COMUNITÀ
86 vescovi in 1700 anni di storia
della Diocesi di Bergamo
a cura di Liliana e Vico Roberti
A bbiamo notato che la Chie-
sa bergamasca nel corso del
1700 aveva raggiunto una ben
me di coscienza, due volte la me-
ditazione, preparando ogni sera
gli impegni per il giorno dopo,
precisa fisionomia che si esprime- mentre confessione e comunione
va in costumi ed istituzioni conso- erano fissate ogni 15 giorni e nel-
lidati e diventati ormai un “modus le festività più importanti (Zanchi
vivendi” (Zanchi G. Storia religiosa G.). Fu proprio a causa di queste
della Lombardia). Anche il nostro belle regole che il nuovo vescovo
seminario aveva preso un assetto Marco Molino fece allontanare
definitivo tanto dal lato formativo dal Seminario gli allievi poco bril-
che da quello culturale, anche per lanti nello studio e dal comporta-
merito delle cattedre aggiunte in mento non irreprensibile, convinto
quei decenni. com’era che si dovesse puntare
Si vide così crescere il numero sulla qualità dei chierici e non sul Vescovo Marco Molino
degli alunni esterni, (i forensi) che loro numero!
ben presto frequentarono lì le le- Marco Molino fu il 73º vescovo
zioni di scienze, abbandonando della nostra diocesi, anche lui Movimenti e Nuove teorie: in Fran-
le altre scuole private. Insieme veneto e di nobile famiglia, im- cia gli Enciclopedisti e i Gianse-
all’organizzazione degli studi, la parentato con generali d’armata, nisti, in Germania ed in Austria il
vita disciplinare e spirituale dei procuratori, senatori e cardinali. Febronianismo (apertamente an-
seminaristi era stata riformulata Al momento della nomina da par- tipapale) e il Giuseppinismo, che
dal Vescovo Ruzzini durante il suo te di papa Clemente XIV nel 1773, pretendeva di asservire la Chiesa
mandato con un regolamento che era Abate del monastero di Pado- allo Stato e di legiferare in materia
restò in auge fino ai primi anni del va della congregazione Benedet- religiosa, l’Illuminismo, laico, tol-
1900: ogni giorno i chierici dove- tina Cassinese, dove era entrato lerante e contrario ai privilegi Cle-
vano ascoltare la messa, recitare giovanissimo e che dichiarò di la- ricali. Inoltre in Olanda si tenne un
l’ufficio della Madonna, fare l’esa- sciare a malincuore. Persona pia, Sinodo illecito, in Polonia la Chie-
umile e molto volonterosa, dopo sa locale minacciò di staccarsi da
un solo anno di governo si am- Roma mentre in Portogallo, Fran-
malò seriamente per morire, sen- cia, Spagna, nel Regno di Napoli,
za mai essersi ripreso, già all’ini- a Malta e nel Ducato di Parma si
zio del 1777. cacciavano i Gesuiti che il Ponte-
Di quegli anni gli storici segnala- fice decise appunto di sciogliere
no lo stato di generale ribellione per evitare uno scisma e un irre-
e fermento contro la Chiesa, ser- parabile frattura con quelle mo-
peggiante in tutta l’Europa, catto- narchie. E arrivò il momento del
lica e protestante. All’elezione del vescovo Gianpaolo Dolfin. Nel
vescovo Molino aveva raggiunto suo lunghissimo episcopato ber-
picchi elevatissimi tanto che il gamasco (1777-1819) è racchiusa
Papa, per evitare guai peggiori, fu una serie di eventi unici: fu l’ultimo
costretto a sciogliere la Compa- vescovo veneto di Bergamo, l’ulti-
gnia di Gesù. Nel XVIII secolo in- mo nominato sotto il dominio della
Vescovo Gianpaolo Dolfin fatti fu un continuo susseguirsi di Serenissima, il primo vescovo del
20 Aprile 2019VITA DELLA COMUNITÀ
diciannovesimo secolo e il primo di Napoleone si spense definiti- ranee, stimolò il clero alla discipli-
dell’Età contemporanea. Nel 1781 vamente ed a Gianpaolo Dolfin, na, richiamando le regole dei suoi
Dolfin introdusse nel calendario ormai settantottenne, restavano predecessori. Durante la carestia
liturgico la festa del S. Cuore di solo pochi anni di episcopato che del 1816 si prodigò con successo
Gesù, diffondendone il culto e la furono operosi e tranquilli, anche affinché i ricchi si facessero carico
devozione in tutta la nostra Dio- perché nonostante tutto, grazie dei più poveri e nel 1819 iniziò la
cesi. Alla fine della Repubblica alla Fede del popolo e alla pre- costruzione del nuovo seminario
Serenissima, determinata dall’ar- senza nel clero di fulgidi perso- sul colle di san Giovanni. Morì se-
rivo delle truppe Napoleoniche nel naggi (mons. Marco Celio Passi, renamente a 83 anni: di lui molti
1797, il nostro Vescovo tenne con Giuseppe Benaglio e Luigi Mozzi), storici dissero che non ebbe l’ani-
il nuovo regime un atteggiamento la nostra Diocesi si era mantenu- mo adeguato per le circostanze in
giudicato dagli storici troppo ac- ta su ottimi livelli e sempre fedele cui dovette operare.
condiscendente e fu sottoposto al Papa (quindi con tutti i presup-
ad un umiliante processo all’ar- posti per una pronta ripresa dopo RIFERIMENTI:
rivo nel 1799 degli Austro-Russi. l’interludio Napoleonico). Il Dolfin don Zanchi,
Egli si mostrò poi più cauto sotto si spese per guidarla attivamente: don Lorenzo Dentella,
il restaurato regime Napoleonico. scrisse numerose lettere pastora- archivi Eco di Bergamo,
Ma nel maggio del 1814 l’astro li, riordinò e rilanciò le Vicarie fo- Fabio Pasquale.
L’Apostolato della Preghiera
Rete Mondiale di Preghiera del Papa
Intenzioni del mese di Maggio
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Madre Tua e della Chiesa, in unio-
ne al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei
peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria di Dio nostro Padre. Amen.
Intenzione del Papa per l’evangelizzazione:
Perché, mediante l’impegno dei propri membri, la Chiesa in Africa sia fermento di unità fra i popoli, segno di
speranza per questo continente.
Intenzione dei Vescovi:
Per tutte le mamme, perché come Maria, discepola esemplare, ascoltino e custodiscano nel cuore tutte le
parole del Figlio di Dio.
Per il clero:
Cuore di Gesù e Cuore Immacolato di Maria, riempite del Vostro Amore il cuore di ogni sacerdote, che diventi
canale di Grazia per tanti.
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Aprile 2019 21NOTIZIE DI STORIA LOCALE
a cura di Alberto Pendeggia
Appendice
L’Isola Brembana, Bonate Sotto,
tra l’Età Romana e l’Alto Medioevo
XIV parte
Il territorio dell’Isola Brembana
non ebbe particolari mutazioni,
dopo la caduta dell’Impero Roma-
ne da parte dei Bizantini, grandi
sconvolgimenti furono invece du-
rante la guerra greco-gotica, alla
le piccole giurisdizioni delle fami-
glie feudali come gli Ambiveri, i da
Bonate, i Brembati, i da Calusco,
no d’Occidente, nonostante le in- quale seguì l’invasione del Longo- i da Carvico, i Mapelli, i Vavassori
vasioni barbariche, ne da parte di bardi nel 568. I Longobardi si sono di Medolago, i Prezzati, i da Villa,
Odoacre, ne dai goti di Teodorico, organizzati sul territorio creando i Solza” 2.
“arimmanie e fare”. Le “arimannie” Verso il 1230 veniva ristrutturata
presso i Longobardi erano terre l’organizzazione civile del territorio
concesse dal re agli arimanni, i bergamasco, il Comune di Ber-
quali erano uomini liberi che com- gamo divise il territorio “in quat-
battevano nelle guerre, ottenendo tro grandi distretti amministrativi
come ricompensa terre e titoli ere- denominati “facte” che compren-
ditari. Le “fare” invece erano or- devano aree molto ampie” 3. Ogni
ganizzazioni di carattere sociale e distretto prendeva nome di quattro
militari, esse erano costituite dalla porte della città di Bergamo, ab-
aggregazione di gruppi omogenei biamo così: la Facta della porta di
e compatti di famiglie. Inoltre il ter- S. Alessandro - la Facta della porta
ritorio era suddiviso in distretti che di S. Andrea - la Facta di porta S.
diverse volte coincidevano con i Lorenzo - la Facta di porta S. Ste-
“pagi” romani, erano circoscrizio- fano” 4.
ni territoriali denominati “sculda- Nei Statuti di Bergamo riferibile
sci”, a capo dei quali, con autorità all’anno 1331, nella breve espe-
civile e militare, dipendeva da un rienza monarchica come Signo-
“gastaldo” funzionario della corte re di Bergamo, del re Giovanni di
regia, le loro funzioni durarono in- Boemia, “… non aveva lasciato
torno al X secolo 1. margini di autonomia ai centri, ru-
“In epoca successiva l’organiz- rali, organizzati in forme signorili o
zazione fu sostanzialmente basa- comunali” 5 per cui le circoscrizio-
ta sulle Castellanie e sulle Corti, ni comunali erano ancora quelle
complessi produttivi ed in un certo del periodo precedente, i Comuni
periodo istituzionale. Nella zona dell’Isola Brembana facevano par-
dell’Isola non abbiamo notizia di te della Facta di S. Alessandro e di
Veduta di angoli caratteristici del centro storico una Corte. Prevalsero grossomodo quella di S. Stefano.
1
Gabriele Medolago: “La Comunità civile dell’Isola Brembana - Circoscrizioni civili fra I e XXI secolo” - Tratto da “L’Insula” - Rassegna
di studi sull’Isola Brembana - Anno I N.1 - Gennaio-Dicembre 2005, pag. 10
2
Gabriele Medolago, op. cit. pag. 10.
3
Ibid.
4
Atlante Storico del Territorio Bergamasco - Geografia delle Circoscrizioni comunali e sovra comunali dalla fine del XIV - Paolo Oscar
- Oreste Belotti - Monumenta Bergomensia LXX, pag. 421.
22 Aprile 2019Puoi anche leggere