"Si dia ampia libertà di saltare, correre, schiamazzare" - Rivista fondata da S. Giovanni Bosco nel 1877 - Il ...
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Mensile - Anno CXLIV - n. 02 - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) Art.1, comma 1 Aut. GIPA/ C / Padova - Spedizione n. 02/2020
Don Bosco
FE
BB
nel 1877
RA
IO
20
schiamazzare”
Rivista fondata da
S. Giovanni Bosco
20
di saltare, correre,
“Si dia ampia libertàLE COSE DI DON BOSCO
La caraffa
B.F.
S
ono una splendida caraffa (o Giunti alla casa, il signor
se preferite una brocca) di Clément corse dalla moglie
origine francese. Sono fatta per avvertirla. La signora,
di ceramica pregiata bianca, cerchia- donna caritatevole e pia, andò
ta d’oro e argento. Sono elegante e subito a offrirgli di pranzare
molto chic, nonostante la mia età con loro. Egli accettò e du-
più che centenaria. rante la refezione ascoltò amo-
Facevo una magnifica figura sulla to- revolmente il racconto delle sue
vaglia del tavolo da pranzo di Mada- disgrazie, la più dolorosa delle quali disse loro che era venuto un prete e
me Adele Clément a Saint-Rambert era quella di un figlio diventatole per aveva guarito il figlio! La balia abi-
d’Albon, nella Francia del Sud. un malore improvviso cieco, sordo e tava a Coinaud, villaggio distante tre
Quel giorno, il 14 ottobre 1878, nella muto. La poverina non sapeva darsi chilometri da Saint-Rambert, e dai
casa della signora entrò un prete sco- pace; aveva pregato tutti i Santi, ma calcoli fatti risultò che il momento in
nosciuto, che parlava francese e non nulla veniva a lenire la sua pena. Il cui il prete era entrato là coincideva
volle dire il proprio nome, ma alle prete le disse: «Pregate, buona signo- con quello in cui era uscito da casa
reiterate insistenze rispose: «Di qui ad ra, e sarete esaudita». Clément.
alcuni anni il mio nome sarà stampa- Io ero lì, accanto alla bottiglia di Per sette anni, quella brava famiglia
to nei libri e quei libri vi capiteranno vino e il prete mi prese in mano e cercò di indovinare chi fosse quel
tra mano. Allora saprete chi sono io». disse: «Conservate questa caraffa per prete misterioso. Un giorno, una
L’aveva condotto in casa il marito mio ricordo». Poi si alzò ed esclamò: delle persone che avevano visto il
della signora, negoziante di olio e «Una voce mi chiama e bisogna che prete guarire il bimbo e ne ricordava
carbone. Stava tornando da Chanas, io parta». E partì. benissimo la fisionomia, si recò dai
un paesino distante mezzo chilome- La signora si precipitò dal marito, coniugi Clément con un libro che
tro da Saint-Rambert, dove aveva attaccarono in fretta e gli volarono parlava di don Bosco e ne portava il
trasportato un carico di merce. Im- dietro, sicuri di raggiungerlo presto; ritratto. «È lui il prete che vi ha gua-
provvisamente aveva scorto sul ciglio ma più non lo videro e credettero che rito il figlio!» Lo riconobbero senza
della strada un prete che camminava fosse andato fuor di strada. Qual non alcun dubbio.
a fatica. Preso da compassione, il fu invece il loro stupore, quando, Ma il 14 ottobre 1878 don Bosco era
buon uomo si era fermato e gli aveva arrivati dalla balia del piccolo, questa certamente a Torino.
parlato: «Signor curato, mi ha l’aria
di essere molto stanco».
«Oh, sì, monsieur» rispose il prete. LA STORIA
«Ho fatto un lungo viaggio».
Il 10 aprile 1888 la signora Clément, guarita prodigiosamente da un’infermità
«Reverendo, io le offrirei ben volen-
per intercessione di don Bosco, spedì una relazione del fatto a don Rua. Gli di-
tieri di accomodarsi qui sopra, ma è
ceva fra l’altro: «Vivono ancora testimoni, che si possono interrogare: parecchi
proprio una carretta». sono in grado di darle informazioni». La caraffa è a Valdocco nel Museo Casa
«Oh, voi mi fate un gran piacere. Io Don Bosco.
accetto: non ne posso proprio più».
2 Febbraio 2020Mensile - Anno CXLIV - n. 02 - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) Art.1, comma 1 Aut. GIPA/ C / Padova - Spedizione n. 02/2020
Il BOLLETTINO SALESIANO
si stampa nel mondo in 66
edizioni, 31 lingue diverse
Rivista fondata da
S. Giovanni Bosco
e raggiunge 132 Nazioni.
FEBBRAIO 2020
nel 1877
FE
BB
RA
IO ANNO CXLIV Direttore Responsabile:
Bruno Ferrero
20
NUMERO 02
20
Segreteria: Fabiana Di Bello
Mensile di informazione e cultura
Redazione:
religiosa edito dalla Congregazione
Il Bollettino Salesiano
Salesiana di San Giovanni Bosco
Via Marsala, 42 - 00185 Roma
Tel./Fax 06.65612643
La copertina: Don Bosco incomincia da un prato.
e-mail: biesse@sdb.org
“Si dia ampia libertà
È uno spazio libero, senza confini tranne il cielo. Uno
di saltare, correre,
schiamazzare” spazio per la vita. Un cortile in cui i ragazzi possano web: http://biesseonline.sdb.org
Don Bosco
giocare, divertirsi, incontrarsi, lasciar esplodere le Hanno collaborato a questo
energie. (Fotografia di Cherry-Merry / Shutterstock) numero: Agenzia Ans, Eugenio
Baldina, Pierluigi Cameroni, Roberto
Desiderati, Emilia Di Massimo,
2 LE COSE DI DON BOSCO Ángel Fernández Artime, Claudia
4 IL MESSAGGIO DEL RETTOR MAGGIORE 6 Gualtieri, Carmen Laval, Cesare Lo
Monaco, Natale Maffioli, Alessandra
6 SALESIANI NEL MONDO Mastrodonato, Francesco Motto, Pino
Uganda Pellegrino, Giampietro Pettenon,
O. Pori Mecoi, Cosimo Semeraro,
10 TEMPO DELLO SPIRITO
Luigi Zonta, Fabrizio Zubani
12 STORIE DI GIOVANI Diffusione e Amministrazione:
La Don Bosco Green Alliance Tullio Orler (Roma)
14 LE CASE DI DON BOSCO Fondazione
DON BOSCO NEL MONDO ONLUS
Chieri Via Marsala, 42 - 00185 Roma
18 L’INVITATO Tel. 06.656121 - 06.65612663
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14
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26 SOGNI
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28 SGUARDO SALESIANO SUL MONDO Progetto grafico e impaginazione:
30 FMA Puntografica s.r.l. - Torino
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32 CASA MADRE n. 403 del 16.2.1949
34 COME DON BOSCO La certificazione
PEFC™ garantisce
36
18
LA LINEA D’OMBRA che la materia
prima per la
38 LA STORIA SCONOSCIUTA DI DON BOSCO
produzione della
carta deriva da
foreste gestite
40 I NOSTRI SANTI in maniera
sostenibile secondo standard rigorosi riconosciuti a
41 IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE
livello internazionale che tutelano le foreste, l’ambiente
e i lavoratori.
42 RELAX Associato alla Unione Stampa
43 LA BUONANOTTE Periodica ItalianaIL MESSAGGIO DEL RETTOR MAGGIORE
Don Ángel Fernández Artime
La forza dell’amore
Quanto è inesprimibile, unico, prima di tutto nella tua casa. Dà amore ai tuoi fi-
gli e alle tue figlie, a tua moglie o a tuo marito, al
creatore di pace e tranquillità vicino della porta accanto... Non lasciare mai che
l’Amore di Dio, se le nostre qualcuno, dopo essere venuto da te, se ne vada sen-
za sentirsi meglio e più felice. Sii l’espressione viva
piccole esperienze umane di della bontà di Dio; bontà nel tuo volto, bontà negli
amore hanno tanta forza da occhi, bontà nel tuo sorriso, bontà nel tuo caldo sa-
luto».
cambiare la vita delle persone.
I
Non c’è dubbio che si tratti di un programma sem-
plice e molto concreto. La prima lettera enciclica
l mese che incominciamo è segnato dall’inizio di papa Benedetto XVI è stata “Deus Caritas est”
della Quaresima, in preparazione alla Pasqua (Dio è Amore). Quell’amore che abbiamo ricevuto
del Signore. Dopo l’intervallo gioioso del Car- e conosciuto nel nostro incontro personale con Cri-
nevale, la Chiesa ci propone i segnali stradali sto. Papa Benedetto ci dice nella sua lettera: «(un
che ci guidano nel nostro cammino verso la Pasqua: amore) che dà alla vita un orizzonte (...). La pas-
la preghiera, il digiuno e la carità. sione di Dio per ognuno di noi si concretizza in un
In questo mio saluto, vi propongo una riflessione Amore personale e prediletto che dà senso alla no-
che ha molto a che fare con un ottimo modo di stra esistenza. Dio ama l’uomo e tutti gli uomini e
prepararsi alla Pasqua. Il modo di vivere sempre, le donne, e il suo amore è visibile nel volto di coloro
di più e meglio, amando, ma amando veramente, con cui viviamo».
come si dice in modo colloquiale, “finché fa male”. E penso a quanto l’Amore di Dio sia indescrivibile,
C’è un pensiero efficace attribuito a Santa Madre unico, creatore di pace e tranquillità, se le nostre
Teresa di Calcutta: «Diffondi amore ovunque vai, piccole esperienze umane di amore hanno tanta
forza da cambiare la vita delle persone. Un cambia-
mento che quando sgorga dall’amore è sempre per
rialzare, per elevare, per rincuorare, per animare,
per stimolare, per liberare e consolare.
Un bell’episodio realmente accaduto conferma
quanto sto dicendo.
In una facoltà universitaria di sociologia un profes-
sore chiese agli studenti della sua classe di fare una
ricerca nelle periferie della grande città dove vive-
vano, per raccogliere le storie di vita di duecento
ragazzi. Agli studenti era stato chiesto di fornire
una valutazione del futuro di ogni intervistato.
Gli studenti di sociologia diedero per tutti i ragaz-
zi esaminati la stessa infausta diagnosi: «Non ha la
minima probabilità di riuscita».
4 Febbraio 2020Venticinque anni dopo, un altro insegnante di so-
ciologia trovò per caso questo studio precedente e,
incuriosito, chiese ai suoi studenti di proseguire il
progetto iniziato molti anni prima, per vedere che
cosa era successo nella vita di quei ragazzi e ragaz-
ze, se era possibile ritrovarli.
Ad eccezione di venti di loro, che si erano trasferiti
in altre città o erano morti, gli studenti scopriro-
no che dei 180 restanti, 176 avevano raggiunto un
buon successo nella vita: erano riusciti ad avere una
vita ordinata, stabile e ragionevolmente felice.
Il professore si stupì e decise di approfondire la ri-
cerca. Fortunatamente, molti degli intervistati vi-
vevano relativamente vicino all’università e fu pos- forse un lungo discorso, rispose quest’unica parola:
sibile chiedere a ciascuno di loro come vedevano il “Amandoli!”».
viaggio della loro vita, trascorso in quei quartieri Sono sicuro che anche noi potremmo raccontare
degradati e in contesti familiari difficili che non tante storie simili. Sono numerosissime nella storia
lasciavano certo molto spazio alla speranza. educativa salesiana in tutto il mondo. È una gran-
In tutti i casi, la risposta piena di commossa grati- de verità: l’amore ha una forza che trasforma tutto.
tudine fu: «Ho avuto una maestra». L’amore guarisce e cura. L’amore dà fiducia in se
La maestra era ancora viva e il professore riuscì a stessi e dà forza. L’amore smuove i cuori e l’esisten-
rintracciarla. Era anziana, in splendida forma e con za e ha la forza di scuotere il mondo e con esso la
gli occhi vivacissimi. Il professore le chiese quale nostra vita. È bello ricordare anche quello che af-
formula magica avesse usato per «salvare quei ra- ferma don Bosco: «Chi ama sarà riamato».
gazzi e quelle ragazze dalla durezza della periferia È un peccato che spesso ci dimentichiamo di que-
e guidarli lungo il cammino di una vita onesta, or- sta energia!
dinata e stabile». Perché ci sono tanta ferocia e tanta disumanità in
Sorridendo, l’anziana donna rispose: «È stato molto questo nostro mondo?
facile: io semplicemente li ho amati». Perché viviamo così spesso nel risentimento, nella
Questa storia vera, mi richiama alla mente un fatto rivalità, nella concorrenza e non nella creazione di
analogo della vita di don Bosco. spazi di comprensione e di pace?
«Un eminente Rettore di un grande istituto gesuita Sarà che il nostro Dio ci ha lasciati imperfetti, per
portoghese era venuto a Torino per chiedere consi- cui anche se sappiamo che l’Amore può fare tutto,
glio a don Bosco» racconta don Ricaldone. «Giunto troviamo difficile vivere con Amore ogni minuto,
infatti alla sua presenza, espose al santo educatore ogni ora, ogni giorno... o ci ha semplicemente crea
i suoi quesiti circa il modo di educare gli alunni ti per l’Amore e siamo noi che perdiamo di vista
del suo Istituto. Don Bosco lo ascoltò con grande l’orizzonte e ci smarriamo nell’oscurità e nella con-
attenzione, senza interromperlo mai. Al termine fusione di troppe altre cose...?
del suo dire, il Padre Gesuita sintetizzò in una sola Auguro a tutti voi, amici e lettori del Bollettino Sa-
domanda ciò che desiderava sapere: “In che modo lesiano, di unirvi a noi e di far parte di quel grande
riuscirò a educar bene i giovani del mio collegio?” gruppo di milioni di persone che credono nella forza
E tacque. Don Bosco, al Padre che si aspettava dell’Amore, perché «dio è amore» (1Gv 4, 8).
Febbraio 2020 5SALESIANI NEL MONDO
Uganda
Giampietro Pettenon
Terra dei martiri, dove ogni
giorno fioriscono miracoli.
S
iamo arrivati in Uganda, un paese della
zona centrale dell’Africa, ricco di acqua e
di grandi laghi, tra i quali primeggia il lago
Vittoria dal quale nasce, come emissario, il
Nilo bianco.
Siamo alla fine della stagione delle piogge e la ve-
getazione è particolarmente rigogliosa. Ogni gior-
no ci regala una pioggia, a volte leggera leggera,
La casa-
famiglia dei altre volte invece un diluvio che in pochi minuti
salesiani riempie le strade sterrate di una poltiglia fangosa,
accoglie i Namugongo
rossa come la terra di questo continente, con buche
bambini
perché che sembrano piscine. La prima tappa del nostro viaggio è Namugongo,
possano Nei pochi giorni di permanenza in Uganda, ab- un quartiere periferico dell’immensa distesa urba-
crescere in
un luogo biamo visitato quattro opere salesiane, tutte molto na di Kampala, la capitale del paese. Questo luogo
protetto. belle, a servizio dei giovani poveri di quella terra. è tristemente famoso per il martirio di san Carlo
Lwanga e i compagni martiri ugandesi, arsi vivi a
metà nel diciannovesimo secolo, in odio alla fede
cristiana.
A Namugongo noi salesiani abbiamo “ereditato”
dai padri comboniani, una quindicina d’anni fa, un
orfanotrofio che tutt’ora funziona molto bene come
casa-famiglia per sessantaquattro ragazzi e giova-
ni, orfani o in difficoltà familiari. Accanto a questa
prima attività rivolta ai più svantaggiati abbiamo
costruito, proprio grazie ai benefattori di Missio-
ni Don Bosco, una scuola primaria ed ora anche
una scuola materna per i bambini e i ragazzi dell’e-
norme quartiere che rapidamente sta popolandosi
sempre di più.
Le strade del quartiere sono contorte e senza un
piano regolatore. Non c’è la fognatura pubblica, e
la corrente elettrica ogni tanto va e viene. Per fa-
6 Febbraio 2020cilitare la frequenza al nostro centro scolastico e quanta umanità in questo emigrato del Burundi
abbiamo due pulmini che al mattino e al pome- che in Uganda ha trovato lavoro dai salesiani.
riggio fanno un lungo giro, quasi fossimo in un
labirinto, andando a prelevare e poi a riconsegna- Bombo e Gulu
re vicino a casa questi ragazzini dai sei ai dodici La seconda opera che visitiamo, dirigendoci verso
anni (la scuola primaria in Uganda dura sei anni). nord, è Bombo. Qui siamo in un paese a circa qua-
Ci hanno invitati a salire in pulmino per fare il ranta chilometri da Kampala. La casa salesiana di
giro... delle consegne pomeridiane! Su un automez- Bombo è la madre di tutte le sette attuali presenze
zo che ha circa 35 posti a sedere salgono il doppio salesiane dell’Uganda. I salesiani arrivarono più di
dei bambini. Pigiati, pigiati, cominciamo a girare e trent’anni fa dal Kenia nella terra ugandese e fu-
rigirare le strade sterrate della zona. A tappe bene
conosciute da Faustino, il giovane autista di origi-
ne burundese, scarichiamo alcuni ragazzi che con
pochi passi sono già a casa loro. Faustino li conosce
tutti per nome e ricorda perfettamente dove abita-
no. I ragazzi giocano e chiacchierano lungo tut-
to il percorso, ma lui li chiama per nome quando
devono scendere. Accanto a sé ha fatto sedere un
bambino di prima elementare, piccolino, e triste
perché si è fatto male ad un piede. Effettivamen-
te giocando, Ervin ha grattato seriamente tutta la
pelle del collo del piede. Deve bruciare parecchio
quella ferita aperta, ma lui non piange. Si succhia
però il pollice, come fosse il ciuccio, per consolarsi.
Arrivati molto vicino a casa di
Ervin, Faustino parcheg-
gia il pulmino, si prende
in braccio il piccolino
e percorre i pochi
metri che lo separano
dal cancello di casa. rono invitati dal vescovo a fondare una La scuola
salesiana per
Arriva la mamma e scuola professionale nella sua dio-
loro è l’unica
Faustino, l’autista edu- cesi. Oggi a Bombo c’è un vero speranza
catore, consegna Ervin e proprio campus scolastico: la di una vita
felice e
in braccio a lei. scuola primaria è frequentata dignitosa.
Che bel gesto di da 1800 bambini, altri 500 fre-
amore paterno, quentano la secondaria e 200
il centro di formazione profes-
sionale. Il convitto scolastico
ne accoglie complessivamente
700 dei 2500 totali. Accanto
alla grande scuola ci sono an-
Febbraio 2020 7SALESIANI NEL MONDO
che la parrocchia e alcune cappelle in periferia.
Proseguiamo il cammino ed arriviamo a Gulu, la
grande città del nord Uganda, dove fa più caldo per-
ché siamo vicini al confine con il Sud Sudan e con
le praterie aride di questa parte di Africa. Anche a
Gulu abbiamo costruito una grande nuova scuola
con annesso il convitto scolastico ed una bella chie-
sa parrocchiale, in campagna a circa quindici chi-
lometri dal centro cittadino. Serviamo un territorio
molto vasto e povero. Mi ha colpito il dipinto del
presbiterio di questa chiesa perché rappresenta una
tavola imbandita con Gesù e gli apostoli (un’ultima
cena) in cui però sul tavolo insieme al pane e al vino
ci sono i prodotti locali, frutta e animali domestici,
che gruppi di giovani e adulti ugandesi portano al
Signore come offerta.
Palabek
Infine siamo arrivati alla quarta ed ultima tap-
pa della visita in Uganda: il campo profughi
di Palabek. Qui i figli di don Bosco sono arri-
vati all’inizio del 2018 abitando all’inizio nel-
le tende e nelle baracche, come i profughi del
Anche sotto il cielo ugandese, attraverso i suoi figli,
don Bosco veglia sui piccoli.
8 Febbraio 2020Sud Sudan che qui hanno trovato rifugio. che imparano un lavoro e guardano al futuro con Volontari e
Ora invece, a meno di due anni dall’arrivo, abbiamo speranza e fiducia anche dentro un campo profu- benefattori
di Missioni
già la casa della comunità salesiana, la scuola ma- ghi, ha esclamato: “Questo è un autentico miracolo. Don Bosco
terna, un grande e bellissimo centro di formazione Non cerchiamo i miracoli dove non ci sono! Qui a “vedono” i
loro piccoli.
professionale ed una chiesa in costruzione. Il pro- Palabek stiamo assistendo ogni giorno ai miracoli.
getto di consolidamento della presenza prevede di Venite a vedere, e dateci una mano affinché conti-
aprire anche la scuola superiore all’inizio del 2021. nuino a compiersi!”.
Il fondatore di questa nuova presenza salesiana è
padre Arasul, indiano di origine ma missionario Il “grazie”
in Africa da oltre trent’anni, che ora è anche il di- è negli occhi.
rettore dell’opera. Sprigiona energia ed entusiasmo
come un ragazzino!
È lui, insieme ai confratelli della comunità salesiana,
che ci accoglie e ci porta ad incontrare i ragazzi e
i giovani che frequentano il centro di formazione
professionale appena inaugurato, ma già con più
di 200 allievi nei sei settori professionali attivati:
sartoria, parrucchiera, agricoltura, elettricità,
edilizia e meccanica auto. Commoventi e bellissime
le giovani mamme, non hanno più di 16 o 18 anni,
che frequentano i corsi di formazione professionale
portandosi in laboratorio il proprio bimbo con sé,
stretto alla schiena se piccolissimo oppure seduto a
terra su una coperta se un po’ più grandicello.
Il superiore salesiano di questa parte di Africa, pa-
dre Célestin (ruandese), che ci accompagnava nella
visita all’Uganda salesiana, davanti a tanti giovani
Febbraio 2020 9TEMPO DELLO SPIRITO
Carmen Laval
Quattro virtù
per prevenire la rabbia
Viviamo in un tempo di arrabbiati. ziché spezzarsi. L’essere umano aspira
ad amare e ad essere amato».
Il rancore domina nei social, sugli schermi, Vi propongo di esercitarvi in ciascuna
nelle piazze, per la strada. Possiamo
di queste virtù un giorno alla settimana.
La temperanza
far qualcosa per ritrovare l’istintiva
gentilezza della nostra umanità?
La prima virtù di cui abbiamo biso-
L
gno per prevenire la rabbia è una virtù
che impedisce l’insorgere di ostacoli e
a scintilla che accende la no- ci permette di stare lontani dal “fiam-
stra rabbia è fuori di noi, ma mifero”. È l’eleganza dell’anima: la
il materiale che prende fuo- temperanza.
co è dentro di noi. L’incendio In latino, temperantia significa “mo-
dell’ira divampa spesso all’improvvi- derazione, misura, sobrietà” e “auto-
so e provoca di solito una catena di controllo”.
grossi guai, rotture e ferite insanabili. Consiste nell’essere “signori” di se
Esiste anche una rabbia “buona” che è stessi. Significa imporci la più vigo-
l’indignazione, l’impulso a cambiare rosa delle decisioni: nessuno può farci
le cose che non vanno. Qui riflettia- de la lucidità, cioè la capacità di vedere arrabbiare senza il nostro permesso.
mo solo sulla rabbia aggressiva, in- e capire che cosa sta accadendo. Diventando temperati, padroneggian-
sensata, quella che fa male agli altri Se dura nel tempo, la rabbia può tra- do il desiderio di avere di più, apparire
e a noi stessi. sformarsi in odio. Agisce nei rapporti di più, essere più importanti, ponendovi
Per prevenire l’esplosione è necessaria umani come la nitroglicerina. Il suo dei limiti, evitate una folla innumerevo-
la conquista di quattro virtù, cioè di uso, anche a piccole dosi, provoca le di frustrazioni che portano all’invidia
modi di agire abitudinari, che contri- sempre una deflagrazione i cui effetti e, di conseguenza, alla rabbia.
buiscono all’autocontrollo: temperan- sono difficili da controllare, soprattut- Nel giorno dedicato a coltivare la tem-
za, pazienza, indulgenza e mansuetu- to perché, come le altre emozioni, è peranza, si tratta di sentirsi felici di
dine. contagiosa. Se ti arrabbi, fai arrabbiare quello che si ha. Scegliere di rinunciare
La rabbia è “il risveglio della tigre”, gli altri. a ciò che è eccessivo o superfluo lascia
quell’animale selvaggio e sanguinario Ma, come afferma papa Francesco, intimamente soddisfatti. Le principali
che sta da qualche parte dentro di noi. «Il cuore dell’essere umano aspira a tradizioni religiose raccomandano il
L’uomo arrabbiato sembra incontrolla- cose grandi, a valori importanti, ad digiuno e l’astinenza come strumenti
bile e incapace di rispettare qualsiasi amicizie profonde, a legami che si ir- per controllare le proprie passioni e
regola o di fissare qualsiasi limite. Per- robustiscono nelle prove della vita an- quindi per salire spiritualmente.
10 Febbraio 2020La pazienza Disegni di Fano
La seconda virtù di cui abbiamo biso-
gno per prevenire la rabbia ci permet-
te di resistere alle contrarietà quan-
do si presentano. Rende sostenibile
il dolore causato dalla privazione e
dalla frustrazione. Questa virtù è la
pazienza.
In latino, pazienza significa “l’atto di
sostenere, di resistere”. Diventando
pazienti, si può tollerare la sofferen-
za e, così facendo, evitare di usare la
rabbia per cercare di alleviarla. La
pazienza è la virtù del legame. Dis-
semina le sue tracce nei gesti quoti-
diani dell’ascolto, dell’accoglienza, tando tolleranti e indulgenti, si riesce altre parole, una virtù che ci disarma.
della solidarietà, del dialogo, della a non incolpare chi ci fa soffrire e, Questa virtù è la mansuetudine.
tenerezza; ma anche nelle situazioni così facendo, si evita di usare la rab- È definita anche “la dolcezza serena
di incomprensione, di sconfitta o di bia come mezzo di vendetta. La tol- e immutabile dell’anima”. In latino
sofferenza. Pazienza significa anche leranza vissuta in profondità diventa mansuetus, significa “calmo, gentile,
saper sempre ricominciare. compassione e perdono. Se volete non tranquillo (non agitato) e addomesti-
Nel giorno dedicato a coltivare la arrabbiarvi mai con qualcuno, pensa- cato”. La dolcezza richiede quindi ne-
pazienza, si tratta di disarmare la te: «Ma questa persona sta morendo, cessariamente temperanza e pazien-
rabbia, cercando di mantenere sve- e anch’io sto morendo. Allora…?» za, poiché ha l’effetto di domare. È
glia e fredda l’intelligenza davanti Nel giorno dedicato alla coltiva- la disposizione morale che tende alla
a qualsiasi ostacolo o difficoltà. Se zione dell’indulgenza, si tratta di dolcezza, alla pazienza, al perdono.
questo sembra difficile, ricordate un essere comprensivi e premurosi nei Gesù è venuto ad insegnarci che cosa
episodio della vostra vita in cui avete confronti di chi ti infastidisce, ac- significa essere “umani” e ha det-
beneficiato della pazienza degli altri, cogliendo volentieri i suoi difetti e le to chiaramente: «Imparate da me, che
dei vostri genitori magari, sentite la sue debolezze e perdonando i suoi er- sono mite e umile di cuore, e troverete
gratitudine nei loro confronti e que- rori e le sue offese. Se questo sembra ristoro per la vostra vita».
sta gratitudine vi invogli a mostrare difficile, ricordate un episodio della Nel giorno dedicato a coltivare la
pazienza a vostra volta. vostra vita in cui avete beneficiato mansuetudine, si tratta di lasciarsi
dell’indulgenza degli altri, sappiate indebolire dalla dolcezza, di rendersi
La tolleranza come essere loro grati e usate questa veramente innocui, incapaci di ferire
La terza virtù di cui abbiamo biso- gratitudine per mostrare l’indulgen- qualcuno ricordando che un atto di
gno ci permette di uscire dalla prova za in cambio. gentilezza neutralizza quasi sempre
delle ferite (e dell’incontro con il loro la rabbia altrui. Agire per malanimo
autore) senza risentimento e deside- La mansuetudine provoca solo danni. Agire per amore
rio di vendetta. Deve permettere di La quarta virtù di cui abbiamo bi- significa essere innocui e probabil-
perdonare l’ostacolo o il suo autore. sogno per prevenire la rabbia ci im- mente portare felicità. Vale per chi
Questa virtù è la tolleranza. Diven- pedisce di attaccare chi ci ferisce; in ama come per chi è amato.
Febbraio 2020 11STORIE DI GIOVANI
Claudia Gualtieri con Macson Almeida, Segretario Esecutivo Don Bosco Green Alliance
La Don Bosco
Green Alliance
La generazione del Laudato si’ ottenere un’azione a favore dell’ambiente. Questa
rete è particolarmente rivolta a creare la prossima
La DBGA è una piattaforma generazione di cittadini interessati all’ambiente e
globale, che riunisce attualmente leader nell’assicurare un mondo che sia sicuro per
tutte le forme di vita presenti. Nel momento in cui
più di 80 istituzioni salesiane la crisi ambientale che stiamo affrontando ha ini-
presenti in 27 Paesi, per ziato a crescere in maniera esponenziale, e le mi-
nacce che il nostro pianeta sta affrontando sono di-
contribuire alle azioni, al pensiero ventate sempre più imponenti, la società ha iniziato
e alle politiche ambientali. a rendersi conto della necessità di un’azione imme-
L
diata. Abbiamo anche riconosciuto l’importanza di
focalizzare l’attenzione verso il ruolo dei giovani
a “Don Bosco Green Alliance” è un’organiz- riguardo questi problemi ambientali, poiché sarà la
zazione internazionale di giovani, apparte- loro generazione a essere maggiormente colpita dal
nenti ai vari istituti della Famiglia Salesiana, cambiamento climatico e dalle altre complicanze
che contribuisce all’azione, al pensiero e alla legate all’ambiente.
I membri politica riguardanti l’ambiente a livello globale. La Come indicato da papa Francesco: “I giovani esigo-
dell’Alleanza
partecipano a
Don Bosco Green Alliance è nata dalla necessità no un cambiamento. Si chiedono come sia possibile
varie attività di creare una rete globale di organizzazioni salesia- sostenere di star costruendo il loro futuro, senza che
dalla pulizia ne che fungesse da piattaforma attraverso la quale ci si preoccupi della crisi ambientale”. Il principale
delle città alla
piantumazione condividere idee e una generale collaborazione tra obiettivo, che pone le basi alla creazione dell’Allean
di alberi. le diverse organizzazioni salesiane, con l’intento di za, è quello di coinvolgere i giovani del mondo nel
contribuire all’azione, al pensiero e alla politica ri-
guardanti l’ambiente. Mentre continuiamo a indul-
gere in attività rovinose che stanno distruggendo la
vivibilità del nostro pianeta, sono i giovani coloro
i quali saranno sproporzionatamente influenzati ed
è il loro futuro a essere in precario equilibrio. Per
questo motivo, è diventato imperativo per i giovani
avere un futuro che sia sostenibile, e dunque devo-
no essere loro a influenzare l’azione ambientale e a
determinare le normative per proteggere la Terra.
Il 27° Capitolo Generale Salesiano, tenutosi nel
2014 a Roma, sintetizzando la via da seguire per
12 Febbraio 2020REBECCA PETZ, 24 ANNI, GERMANIA
Membro della Don Bosco Green Alliance da aprile 2019 la scarsità delle risorse e un poten-
ziale aumento di conflitto. Quando
«Non rappresento il miglior esempio di paladina del clima. I i giovani scendono in strada per le
grandi supermercati sono semplicemente più convenienti del manifestazioni note come “Fridays
negozietto di alimenti salutari – e poi dormire dieci minuti in for Future”, il loro intento non è
più mi invoglia a comprare il caffè al chiosco. Tuttavia, le mie quello di irritare gli automobilisti,
debolezze non sono un buon motivo per tacere. Il cambia- vogliono invece creare un mondo
mento climatico non è una teoria cospirativa, ma una realtà. per cui valga la pena vivere, che sia
La nostra Terra ha scarse risorse e, causa della nostra avidità, il più pacifico possibile. Secondo i diritti umani, ogni essere
le stiamo completamente sfruttando. Per esempio, Egitto, Su- umano ha il diritto di vivere dignitosamente. Questa promes-
dan ed Etiopia discutono da tempo per la diga del Nilo, ma sa può essere mantenuta solo se le condizioni esterne sono
una soluzione non c’è ancora. Come possiamo essere d’accor- giuste. Sostenere la protezione del clima è quindi una lotta
do su chi guadagna di più dall’acqua come risorsa, quando co- per la giustizia – e l’educazione ai diritti umani senza un argo-
munque già scarseggia? Le ricerche tracciano collegamenti tra mento di sostenibilità è impensabile».
salesiana facciano dei passi verso i grandi obiettivi
ambientali del mondo. Inoltre, incoraggiamo i no-
stri membri a definire il proprio impegno a favo-
re dell’ambiente e i propri obiettivi in linea con le
principali aree d’interesse prioritario: combattere
l’inquinamento, ridurre il riscaldamento globale ed
eliminare la plastica monouso. Nell’ultimo anno e
mezzo dalla nascita dell’A lleanza, i nostri membri
hanno partecipato a varie attività tra cui pulizia
delle spiagge, piantumazione di alberi, laboratori
di tecniche “green” per i giovani, eventi formativi
sull’energia solare e sullo sviluppo di competenze
solari. I giovani membri della nostra organizzazio-
ne hanno anche partecipato alle proteste sul clima
per Climate Action, alle Giornate Mondali per
l’Ambiente, alle Giornate Mondiali della Pulizia.
l’intera comunità Salesiana, ha affermato: “Ci im- L’A lleanza ha anche partecipato ad eventi inter-
pegniamo a sensibilizzare la comunità e i giovani al nazionali organizzati dalle Nazioni Unite in varie
rispetto per il creato, educando alla responsabilità città tra cui New York, Nairobi, Bonn e Madrid.
ecologica attraverso attività concrete che salvaguar- Mentre la Don Bosco Green Alliance progetta il
dino l’ambiente e il progresso sostenibile”. Dalla sua futuro e muove i suoi prossimi passi, miriamo a
fondazione nell’Aprile 2018, l’A lleanza si è espansa diventare una rete dinamica per i giovani, accom-
fino a includere 222 Istituzioni Salesiane presenti pagnati dai Salesiani e dai loro collaboratori, con
in 51 paesi. Attraverso l’A lleanza, aiutiamo i no- l’intento di proteggere l’ambiente.
stri membri a contribuire alle campagne globali ri-
Homepage: https://donboscogreen.org/
guardanti l’ambiente. Attraverso l’A lleanza, ci as-
Aderisci qui: https://donboscogreen.org/join-the-alliance/
sicuriamo che le varie organizzazioni della società
Febbraio 2020 13LE CASE DI DON BOSCO
Chieri
La comunità del San Luigi
giornalino Bimestrale “D. Bosco a Chieri” che rag-
giungeva le case di tutti e a volte gli ex-oratoriani al
fronte, per loro era un tuffo al cuore che dava respi-
ro all’animo nel non senso della guerra; la salvezza
fu sperimentata all’Oratorio: un giorno giocando
a pallone Angelo si fece male. Venne portato al
“I dieci anni più belli della mia Pronto Soccorso, appena medicato venne arrestato
e condotto in caserma perché disertore. Don Qua-
vita” ... Così don Bosco descrive rello, direttore dell’Oratorio, sapendo che il giovane
la sua felice esperienza di sarebbe stato deportato in Germania, immediata-
mente si recò alla Caserma e, non si sa come, riuscì
vita a Chieri, splendida città ad ottenere la sua liberazione che avvenne in modo
adagiata ai piedi della collina discreto e senza conseguenze. Il terzo esempio è un
atto di carità particolare: gli americani stavano en-
di Superga, caratterizzata trando in Chieri. Arrivavano da Riva presso Chieri.
dall’industria del tessile e dallo
Don Quarello, sapendo che la povera gente ormai
stremata per la fame e l’estrema povertà era andata a
spirito imprenditoriale dei suoi saccheggiare i depositi militari appena abbandonati,
36 000 abitanti.
mandò i suoi ragazzi a farli scappare e fece deviare
I
la colonna dell’esercito americano per il percorso più
lungo dando così a quelle povere persone la possibi-
salesiani arrivarono nel 1891, con un Orato- lità di scappare.
rio quotidiano. Pochi locali, un piccolo cortile Finita la Guerra aumentarono i giovani che fre-
ed un salone che veniva utilizzato nello stesso quentavano ed i parenti di Angelo non si dimen-
giorno da Chiesetta e da sala giochi. La cronaca ticarono dell’atto di carità e riconoscenti aiutarono
del tempo narra: il Direttore don Davico ed il suo i salesiani a costruire la parte nuova dell’Oratorio.
aiutante don Dadone, uniti e concordi nel lavoro e
nel sacrificio, seppero rendere il luogo attraente ai
giovanetti, il cui numero cresceva ogni giorno spa-
ventosamente. Un avverbio insolito ma che rende
l’idea della crescita vertiginosa. Un nuovo fabbrica-
to, imposto dalle necessità, permise di istituire un
convitto liceale. La Prima guerra mondiale causò
un periodo di sosta, ma dopo la vita riprese ancor
più rigogliosa di prima con il Catechismo, pietà cri-
Una vera
stiana, teatro, vita d’allegria. Nel 1927, all’Oratorio
fiumana di si affiancò lo studentato teologico salesiano e quan-
bambini, do questo fu trasferito, un aspirantato che oggi si è
giovani e
persone di trasformato in scuola media.
ogni età L’Oratorio, durante la Seconda guerra mondiale fu
partecipa alla
Via Crucis
oasi di speranza, di salvezza e di carità per i giovani.
cittadina. Tre esempi: in piena Guerra diedero alle stampe il
14 Febbraio 2020Una benedetta novena
Dal dopoguerra fino al nuovo Millennio l’Oratorio
fu sempre florido. Nei primi anni del 2000 comin-
ciò a faticare e situazioni tristi l’affaticarono ulte-
riormente, al punto da sembrare ormai smarrito.
Le presenze dei ragazzi erano diminuite notevol-
mente. Non si svolgevano più le Olimpiadi e anche
la Società Sportiva leo si era trasferita. Durante
l’estate la presenza dei bambini/ragazzi era molto
diminuita e l’oratorio estivo si limitava a propor-
re attività per sole 5 settimane a poche decine di
ragazzi. Niente più colonia in montagna e la pre-
senza domenicale alla Messa si era ridotta a una fecero attendere manifestandosi come doni inequi- Il Duomo
decina di fedelissimi. Fu la visita del Rettor Mag- vocabili. di Chieri.
Mattino
giore don Ángel Fernández Artime a incoraggiare e sera qui
e a scaldare i cuori dei salesiani e di un manipolo di Il Catebus e l’oratorio entrava a
pregare
giovani animatori. “Non vi scoraggiate, disse don Il primo dono è stata una nuova consapevolezza l’adolescente
Ángel, pregherò per voi”. Si decise di fare una no- dell’immenso patrimonio storico-spirituale legato Giovanni
vena “sui generis” alla Madonna delle Grazie: ogni al travaglio vocazionale del giovane studente-la- Bosco.
secondo lunedì del mese quello che rimaneva della voratore Giovanni Bosco. Le iniziative intraprese
Famiglia Salesiana del San Luigi, animatori, adulti per il Bicentenario della sua nascita favorirono una
e salesiani, si riuniva in Chiesa a pregare. Quella riscoperta della perla preziosa che è l’esperienza
novena si concluse il secondo lunedì di settembre di don Bosco a Chieri. Dalle poche centinaia di
del 2015, con la festa della Madonna delle Grazie. quegli anni siamo arrivati a circa 20 000 pellegri-
La fede dei giovanissimi animatori e della Famiglia ni all’anno, un numero davvero straordinario per
Salesiana toccò il cuore di Maria e i risultati non si la nostra piccola realtà. Ecco così creato il terzo
ambito pastorale dell’Opera l’accoglienza-accom-
pagnamento propositivo ai gruppi che arrivano. Le
visite e i volontari sono coordinati attraverso un sito
di prenotazioni che ormai è in funzione da 6 anni:
www.donboscochieri.info.
Il secondo dono è stato il catechismo “appassiona-
to”. Un catechismo che prevede il coinvolgimento
dei ragazzi attraverso molteplici attività, svolte in
sinergia con gli animatori dell’oratorio. Tra le tante
si è inventato il Catebus. Molti genitori erano oc-
cupati dal lavoro e non potevano portare i bambi-
ni. Ecco allora che gli animatori con l’ausilio degli
scuolabus vanno a prendere i bambini.
Il terzo dono: i salesiani cooperatori, i volontari e gli
amici di don Bosco. Dopo alcuni anni senza nuove
entrate ecco 5 promesse nel 2017 e 15 quest’anno.
Febbraio 2020 15LE CASE DI DON BOSCO
Tutti giovani mamme e papà coinvolti in infiniti programmi sviluppati in modo puntuale, la trasfor-
servizi ai ragazzi, ai pellegrini e agli ultimi. mazione in modalità internazionale con insegnanti
Il quarto dono: un meraviglioso Oratorio sem- madre lingua e alcune lezioni in parte fatte con
pre aperto, estate e inverno. In estate, quest’anno, una seconda lingua l’hanno resa ancor più appeti-
aperto per 10 settimane! I giovanissimi animatori bile. Il corpo docente, evidentemente accogliente
si sono preparati con un lungo cammino di forma- e appassionante, sereno e coeso, ha favorito l’affi-
zione. damento fiducioso dei ragazzi, tranquillizzando i
Il quinto dono: la Chiesa totalmente piena. Non ci genitori, riportando così la presenza numerica di
stavamo più nella nostra chiesa di Santa Margheri- allievi come nei tempi migliori. In altre parole la
ta e così ci siamo trasferiti nella più capiente chiesa scuola è ritornata ad essere propositiva come nel-
dei Templari dove, stretti stretti, ci stiamo quasi le migliori tradizioni salesiane. È una scuola dove
tutti. In quella Messa con i capelli bianchi siamo la musica è anche far partecipare tutti i ragazzi
meno di una decina. Il ritmo della batteria, l’accor- all’European Day of Early Music facendo suonare
do della chitarra o l’intonazione del canto non sem- e cantare ai ragazzi brani di Bach con molteplici
pre sono precisi ma ci arriveremo. I piccoli di pochi strumenti, dove lo studio del mondo animale aiuta
mesi fanno i loro discorsi e i chierichetti suonano a riconoscere le nostre radici, dove c’è chi ti aiuta
volentieri più volte la campanella. Sono anche que- a trovare un amico in ogni libro, dove l’insegnante
ti dimostra che si può conciliare l’essere architetto
insegnando e giocando in una squadra di pallavo-
lo, dove la spiegazione di educazione civica si può
concretizzare facendo l’assessore comunale, dove
la meraviglia delle meraviglie: “Il Truciolo” dà sfo-
go alla tua manualità e creatività realizzando vere
e proprie opere d’arte fatte da te in un laboratorio
da favola. Tutto questo, insieme all’accompagna-
mento spirituale, discreto e propositivo, e i gruppi
di ricerca vocazionale Samuel, hanno reso la nostra
scuola unica e bellissima ed il servizio scuolabus
con le rette contenute l’ha fatta diventare alla por-
tata di tutti.
Il settimo dono: la ripresa della dimensione spor-
La visita ste e altre piccole e umane imperfezioni che fanno tiva: 5 squadre di calcio e 2 di mini volley. Un
del Rettor
Maggiore
sentire l’aria di casa, dove il vicino di banco, o chi ottimo strumento pastorale per poter dare una
incoraggiò legge, o chi suona, ha un nome, una storia. Ci sono buona parola anche ai più lontani, ai ragazzi di al-
e scaldò i anche periodi dell’anno che non ci stiamo tutti e tro credo. Per chi legge sembra nulla a confronto
cuori dei
salesiani e di quindi abbiamo installato un tendone esterno. agli anni d’oro della leo (società calcistica che era
un manipolo presente all’Oratorio dagli inizi del ’900 al 2012)
di giovani La scuola, lo sport e una statua dove vi erano solo per il calcio 300 atleti. Nel 2015
animatori.
Il sesto dono: la Scuola che ha ritrovato il suo vigo- alcuni coraggiosi giovani allenatori sono ripartiti
re. A partire da quest’anno formeremo 3 classi di da zero e, con fatiche e pene, in cinque anni è sta-
prima media, mai successo nella storia della Casa. to rifatto il campo in erba sintetica. Si sono rifatti
Lo storico prestigio, il clima educativo sereno, i i tornei giovanili. Quest’anno per la prima volta
16 Febbraio 2020sono stati realizzati i corsi per allenatori di calcio e
pallavolo. Per adesso hanno superato di poco i 100
atleti, ma la loro fede e tenacia saranno premiate
generosamente.
L’ottavo dono è la nascita di un gruppo di giova-
nissime animatrici che si sta organizzando per un
piccolo sostegno alle giovani mamme con bimbi
molto malati. L’occasione per la nascita di questo
gruppo è stata la testimonianza di alcuni giovani
dell’oftal. Dopo questo incontro due giovani se-
dicenni hanno chiesto al direttore dell’Oratorio se
fosse possibile fare un gruppo di animatrici e ani-
matori per i malati. Sono un manipolo che come li difficoltà. La meraviglia è che hanno 13/14 anni. Un
prima esperienza è andato con l’oftal a Lourdes Il dono dell’adma non nasce come un fungo ma laboratorio,
“Il Truciolo”,
ad accompagnare i malati anziani e giovani. Questa trova le sue radici in quelle mamme e quelle nonne dà sfogo alla
esperienza è stata folgorante sia per il servizio di buone che tutti i giorni da anni dopo la Messa delle manualità
e creatività
carità sia per il cammino di fede propositivo adat- nove, si fermano a pregare per i ragazzi dell’Ora- realizzando
to a loro. Insomma le abbiamo viste ritornare da torio e della Scuola, per i salesiani e volontari, per vere proprie
opere d’arte
Lourdes gioiose e trasformate. i malati e per chi cerca lavoro. L’Opera Salesiana si fatte in un
Il nono dono: i Gex e l’adma. Il naturale andamen- è affezionata a loro che sorridono e gioiscono per i laboratorio
to delle cose fa sì che un gruppo come gli exallievi progressi fatti. È bello ed edificante constatare la da favola.
se non viene rincalzato dalle nuove leve fisiologi- loro consapevolezza di partecipare pienamente alla
camente diminuisca non per abbandono ma perché missione salesiana a Chieri.
con l’andare degli anni le forze vengono meno, la Il decimo dono l’abbiamo fatto noi. Abbiamo fatto
deambulazione più difficile e quindi la partecipa- fare da un artista una statua di Maria Ausiliatrice.
zione come presenza viene ridimensionata a nume- È bellissima ed è unica. È semplice, ma è in grado
ri di anno in anno sempre più contenuti. Accan- di affrontare qualsiasi tipo di clima. Da quest’anno
to alle iniziative promosse per il consolidamento/ infatti la processione di Maria Ausiliatrice a Chieri
mantenimento della fede indirizzate ai 30-50enni, la faremo con qualsiasi tempo, con la pioggia, la
il vero miracolo è la nascita di un grandine, la neve. La sta-
gruppetto di Giovani Exallie- tua è scolpita nel legno,
vi che con le loro votazioni ma i colori sono stati
interne si sono strutturati trattati in modo da
eleggendo il Presidente, resistere alle intem-
il segretario e l’economo. perie.
Hanno messo a punto D’altronde Maria
un regolamento per il Ausiliatrice per noi
gruppo e, coinvolgendo i c’è sempre ed è pronta ad
compagni più giovani, aiutarci in qualsiasi stagio-
stanno cercando di ne della vita, e come ha
dare continuità a detto don Bosco, “ha
fronte di probabi- fatto tutto Lei”!
Febbraio 2020 17L’INVITATO
O. Pori Mecoi
Il Regolatore
A Valdocco il 16 febbraio,
(postnoviziato), Parma (tirocinio), Torino Crocetta
(teologia), Nave (anno di diaconato).
domenica, comincerà L’obbedienza mi ha poi inviato a Milano come aiu-
il ventottesimo Capitolo Generale
to al delegato ispettoriale per la pastorale giovanile,
a Bologna come catechista della scuola secondaria
della Congregazione Salesiana. di secondo grado e animatore vocazionale ispetto-
È il principale segno dell’unità
riale per la regione Emilia-Romagna, ancora a Mi-
lano per sei anni come delegato ispettoriale per la
della Congregazione nella sua pastorale giovanile e per due anni come direttore
diversità. Ne parliamo con don
della casa “Don Bosco” (scuola professionale e li-
ceo scientifico tecnologico). Sono stato direttore a
Stefano Vanoli che è il Regolatore Lugano (Svizzera) per tre anni e a Chiari (Brescia)
del Capitolo, colui che sta nella
per due anni.
Nel mese di giugno del 2013 il Rettor Maggiore
“cabina di pilotaggio”. don Pascual Chávez mi ha chiesto di assumere il
compito di direttore della procura missionaria di
Torino. Quindi, sono stato a Torino-Valdocco dal
Puoi autopresentarti?
settembre 2013 all’agosto 2014. Sono rientrato nel-
Mi chiamo Stefano Vanoli sono nato a Varese il 1° la mia Ispettoria di origine – Ispettoria Lombardo-
marzo 1968. Sono salesiano dal 1988 e prete dal Emiliana (ile) – nella casa di Parma come catechi-
1996. Dopo una splendida infanzia e fanciullezza sta del liceo e come incaricato dell’oratorio.
vissuta nelle case delle Figlie di Maria Ausiliatri- All’inizio dell’anno educativo pastorale a Parma,
ce della mia città – scuola materna e scuola ele- nel mese di novembre del 2014, sono stato raggiun-
mentare – ho frequentato i tre anni della scuola to da una e-mail del Rettor Maggiore, don Ángel
media inferiore (oggi secondaria di primo gra- Fernández Artime, il quale mi chiedeva la dispo-
do) presso i Salesiani di Varese e, successiva- nibilità di diventare Segretario generale della Con-
mente, la scuola secondaria di secondo gregazione. Così dal 24 agosto 2015 svolgo questo
grado presso l’Istituto Tecnico Statale compito.
per Geometri “P.L. Nervi” di Varese Nel mese di aprile 2018 il Rettor Maggiore con il
conseguendo il diploma di geometra. consenso del Consiglio generale mi ha nominato
Terminata la scuola, sono entrato nel Regolatore del Capitolo generale 28.
noviziato di Pinerolo (TO) l’8 settembre Nella mia breve vita salesiana ho avuto la grazia
1987 e sono diventato salesiano al Colle di partecipare ad altri due capitoli generali: il 25°
Don Bosco nell’anno centenario della nel 2002 e il 27° nel 2014 sempre come delegato
morte di san Giovanni Bosco l’8 set- dell’Ispettoria ile e anche di svolgere il compito di
tembre 1988. Ho seguito il cammino regolatore di due capitoli ispettoriali. Tra gli inca-
formativo nelle case salesiane di Nave richi svolti, oltre a quello di direttore e di delegato
18 Febbraio 2020ispettoriale per la pastorale giovanile, sono stato Per mezzo del Capitolo generale l’intera Società,
per dodici anni consigliere ispettoriale. lasciandosi guidare dallo Spirito del Signore, cer-
ca di conoscere, in un determinato momento della
Qual è il compito del Regolatore? storia, la volontà di Dio per un miglior servizio alla
I compiti affidati al Regolatore sono indicati nei Chiesa». Questo articolo esprime molto bene l’im-
Regolamenti generali della Congregazione e ri- portanza del Capitolo generale.
guardano essenzialmente due momenti: la fase
preparatoria e la fase della celebrazione/svolgimen- Che cosa chiede il tema?
to del Capitolo generale. Diventa il punto di riferi- «Quali salesiani per i giovani di oggi?» è il titolo
mento per l’espletamento di una serie di incomben- dato al Capitolo generale 28°. Si tratta di un tema
ze giuridiche che ciascuna ispettoria deve onorare: unitario ma articolato in tre nuclei: la priorità della
raccolta dei documenti delle ispettorie, cataloga- missione salesiana tra i giovani di oggi, il profilo
zione dei contributi di singoli o gruppi di confra- del salesiano per i giovani di oggi, la missione e
telli, verifica dei partecipanti al Capitolo generale, la formazione condivisa tra salesiani e laici. Si
coordinamento della commissione preparatoria del tratta, dunque, di analizzare in profondità questi
Capitolo generale, preparazione dei vari calendari aspetti al fine di definire e ridefinire il “volto”
del Capitolo generale, preparazione degli ambienti del salesiano consacrato del 2020. Per conseguire
in cui si svolgerà il Capitolo, conduzione delle riu- questo obiettivo necessariamente partiamo dai
nioni e dell’intero Capitolo generale d’intesa con il giovani che sono il “luogo teologico” nel quale,
Presidente (Rettor Maggiore) ecc. come don Bosco, anche noi siamo chiamati da
Una responsabilità che fortunatamente può contare Dio. Don Bosco ha scoperto e risposto alla propria
sull’esperienza di chi ha già ricoperto questo ruo- vocazione stando con i giovani, impegnandosi per
lo prima di me e su altri validissimi collaboratori loro e con loro “fino all’ultimo respiro”. Pertanto,
che, fin dal giorno della mia nomina, hanno dato e se noi vogliamo ri-comprendere la nostra identità
stanno dando il loro prezioso apporto. e la nostra missione oggi, dobbiamo tornare ai
Da molti confratelli, inoltre, ho ricevuto espressio- giovani, a Dio che ci parla nei giovani.
ni di stima e riconoscenza e l’assicurazione, per me
molto importante, di un ricordo quotidiano nella
Don Stefano
loro preghiera. Vanoli con
il Rettor
Perché il Capitolo è così importante Maggiore,
chiamati
per la vita della Congregazione? ad essere
La risposta è contenuta nell’art. 146 delle no- l’anima del
Capitolo
stre Costituzioni: «Il Capitolo generale è generale.
il principale segno dell’unità della
Congregazione nella sua diversità.
È l’incontro fraterno nel quale i
salesiani compiono una riflessio-
ne comunitaria per mantenersi
fedeli al Vangelo e al carisma
del Fondatore e sensibili ai bi-
sogni dei tempi e dei luoghi.
Febbraio 2020 19L’INVITATO
Oggi, inoltre, non è pensabile comprendere o defini- nità nella quale rinnoviamo il nostro essere “segni e
re la figura del salesiano senza un diretto riferimento portatori dell’amore di Dio ai giovani”;
alla grande valorizzazione che, dal Concilio Vatica- c. qualità, ossia persone che hanno la capacità di
no II in poi, è stata data ai laici. Questa “scoperta” vivere la vocazione salesiana consacrata con gioia e
è stata accolta ufficialmente dalla Congregazione in che sanno trasmettere quella stessa gioia e felicità;
occasione del CG 24° del 1996, ma ha bisogno anco- confratelli che hanno imparato l’arte di discerne-
ra di essere approfondita. Di fatto in numerose zone re la voce dello Spirito nella vita quotidiana e che
del mondo salesiano ci sono comunione e condivi- sanno riconoscere la presenza di Dio nella vita dei
sione tra salesiani e laici come ha chiesto il CG 24°. giovani; uomini che sanno accompagnare i vissu-
Tuttavia, è necessario sviluppare le enormi potenzia- ti: l’esperienza della vita comunitaria, la preghiera,
lità che questa relazione permette e riserva ancora. l’apostolato, l’esperienza dei consigli evangelici ecc.
La missione e la formazione condivisa con i laici non
è una novità di questi ultimi anni. Fin dalle origi- Chi sono i partecipanti?
ni, già con don Bosco, era sentita, anche se non con Possiamo distinguere due ordini di partecipanti.
l’impellenza di oggi. Con gli strumenti e le espe- Un primo gruppo formato dai confratelli che han-
rienze sorte in questi ultimi decenni, si vede la ne- no un ruolo di governo a livello mondiale o ispetto-
cessità di un ulteriore approfondimento e sviluppo. riale. Si tratta del Rettor Maggiore, del Consiglio
Del resto, come scrive anche il Rettor Maggiore nel- generale e degli ispettori o superiori delle diverse
la lettera di convocazione, «solo condividendo la mis- circoscrizioni.
sione potremo dare le migliori risposte senza delude- Un secondo gruppo formato da confratelli “delega-
re gli adolescenti e i giovani di oggi e domani, che ti” dalle ispettorie.
tanto hanno bisogno di noi». Vale anche qui il detto, Infine, un terzo gruppo detto degli “invitati”: confra-
più volte ripetuto: «per educare un uomo ci vuole un telli o laici che sono chiamati a partecipare al Capi-
villaggio». Per noi questo “villaggio” è la comunità tolo generale su invito esplicito del Rettor Maggiore.
educativa pastorale: salesiani e laici insieme.
I due “poli” – missione giovanile e missione e for-
mazione condivisa con i laici – fanno emergere il
profilo del salesiano che, tra le altre cose, domanda
a. un chiaro e costante riferimento alla figura di
don Bosco che vada al di là dei soli aneddoti e che
giunga a penetrare nuovamente il senso del da mihi
animas coetera tolle, il senso del suo essere educa-
tore e pastore dei giovani per annunciare a tutti,
specialmente ai giovani, il vero volto di Dio e la
vocazione filiale di ogni uomo. Questo domanda di
imparare ancora da don Bosco non solo che “cosa”
fece, bensì “come” lo fece;
b. una formazione di qualità garantita dalla pre-
senza di équipe qualitativamente costituite, spe-
cialmente nella formazione iniziale, e dalla risposta
continua alla chiamata del Signore; aiutati e ac-
compagnati da una attraente e solida vita di comu-
20 Febbraio 2020Puoi anche leggere