SCAMBI INTRACOMUNITARI DI BENI - ODCEC Torino
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SLIDE 1
17 FEBBRAIO
2017
SCAMBI INTRACOMUNITARI DI BENI
(normativa D.L. 331/1993 artt. 38, 39, 41, 46, 47, L. 228/2012)
Tra gli obiettivi essenziali del Trattato di Roma, sottoscritto nel 1957, vi era la
costituzione di un mercato comune, di un’unione doganale e di politiche
comuni con la liberta’ di circolazione delle merci.
In tema di imposte sui consumi, scopo delle politiche comunitarie è quello di
addivenire ad un’uniformità di trattamento delle operazioni tra soggetti di Stati
membri diversi come se fossero compiute tra soggetti del medesimo Stato: tale
sistema prende il nome di tassazione nel Paese di origine.
Un tale metodo richiede un’armonizzazione tra gli ordinamenti degli Stati in
tema di imposte sui consumi e, non da meno, gli scambi di flussi informativi tra
le Amministrazioni.SLIDE 2
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Nell’attesa che si realizzino le condizioni per il passaggio al sistema definitivo
della tassazione nel luogo di origine, è stato introdotto il regime transitorio
degli scambi intracomunitari a decorrere dal 1°gennaio 1993, recependo la
direttiva 91/680/CEE del 16/12/1991.
Nell’ordinamento interno, le principali disposizioni in materia sono contenute
nel D.L. 30/08/1993 n°331, convertito dalla Legge 29/10/1993, n°427.
Per quanto attiene agli scambi dei beni,Il principio transitorio si basa sui
seguenti principi cardine:
a) Tassazione delle cessione dei beni tra operatori economici nei diversi
Stati (business to business, B2B) nel paese di destinazione;
b) Tassazione delle cessioni di beni verso privati consumatori (business to
consumer, B2C) nel paese di origineSLIDE 3
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Nel contesto sommariamente descritto, tra soggetti passivi d’imposta il
principio di tassazione nel Paese di destinazione prevede:
• la non imponibilità delle operazioni di cessione intracomunitarie;
•l’imponibilità delle operazioni di acquisto intracomunitario con le stesse
regole previste per le operazioni interne.
REQUISITI DELLE OPERAZIONI INTRACOMUNITARIE
In linea generale, affinché si possa parlare di scambio comunitario ai fini Iva, il
D.l. 331/1993 richiede che si realizzino i seguenti presupposti:
•Presupposto soggettivo: entrambe le parti devono avere la qualifica di
soggetti passivi d’imposta, essere residenti in diversi Stati della UE ed a tal fine
devono risultare iscritti nell’archivio informatico dei soggetti autorizzati a
compiere operazioni intracomunitarie (Vat Information Exchange System –
Vies);SLIDE 4
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•Presupposto oggettivo:l’operazione deve avere ad oggetto il trasferimento
della proprietà, a titolo oneroso, di beni mobili o di altro diritto reale di
godimento;
•Presupposto territoriale: deve esserci il trasferimento fisico del bene dal
territorio di uno Stato al territorio di un altro Stato, all’interno dell’UE.
ISCRIZIONE NELL’ELENCO VIES (presupposto soggettivo) - ante Decreto
Semplificazioni D.lgs 175/2014
L’archivio Vies, previsto dal D.L. 78/2010 del 31/05/2010 conv. con L. 122/2010
del 30/07/2010, ha finalità antifrode volte a garantire uno stretto monitoraggio
dei contribuenti che effettuano operazioni intracomunitarie e l’affidabilità dei
dati relativi alle controparti attraverso una preventiva autorizzazione da parte
dell’Agenzia delle Entrate per poter operare.
Con alcuni provvedimenti di prassi – provvedimenti n°188376, 188381 del
29/12/2010 e C.M. 39/2011 sono stati definiti i soggetti interessati
all’iscrizione, i criteri di valutazione e le attività di controllo.SLIDE 5
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Circa l’ambito soggettivo, a far data dal 31/05/2010 all’art. 35 del D.P.R.
633/1972 è previsto che tutti i soggetti che intraprendono l’esercizio di
un’impresa, arte o professione nel territorio dello Stato o vi istituiscono una
stabile organizzazione devono manifestare la volontà di porre in essere
operazioni intracomunitarie. Anche i soggetti non residenti che presentano la
dichiarazione per l’identificazione diretta ai fini Iva (mod ANR/3) ai sensi
dell’art. 35-ter del decreto Iva, possono esprimere la volontà di porre in essere
operazioni intracomunitarie.
Relativamente alla richiesta di iscrizione si possono prospettare due casi:
•Richiesta effettuata in sede di inizio attività ai fini Iva compilando il campo
“Operazioni Intracomunitarie” del quadro I dei modelli AA7/10 (soggetti
diverse dalla persone fisiche e AA9/12 (persone fisiche);
•Richiesta effettuata da parte di soggetti già in attività manifestando la volontà
di porre in essere operazioni intracomunitarie esclusivamente on line
attraverso i canali Fisconline/Entratel, anche avvalendosi di un intermediario.
Non è più possibile presentare istanza ad un Ufficio dell’A.E., direttam,ente, con
raccomandata o pec.SLIDE 6
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•Con comunicato stampa n. 37 del 26.03.2014 l’Agenzia delle Entrate ha
previsto una nuova modalita’ di iscrizione al Vies da parte dei soggetti già in
possesso di partita Iva. La modalita’ è utilizzabile solo dai soggetti abilitati a
Fisconline/Entratel.
In ogni caso è possibile comunicare la volontà di essere esclusi dal Vies in
quanto non più intenzionati ad effettuare operazioni intracomunitarie.SLIDE 7
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CONTROLLI EFFETTUATI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE ante Decreto
Semplificazioni D.lgs 175/2014 ( vedi slide n° 10)
•A seguito della ricezione dell’istanza, entro i 30 gg. successivi, gli uffici
territorialmente competenti effettuano un’analisi propedeutica all’inserimento
della posizione nell’archivio: si valutano gli elementi di rischio richiamati dai
provvedimenti;
•Per 30 gg. dalla presentazione dell’istanza, il contribuente si astiene
dall’effettuare operazioni intracomunitarie in modo tale che venga espletata la
1° fase da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Dal 31° gg., e non avendo
ricevuto diniego, il contribuente può compiere scambi intracomunitari;
•Qualora emergessero elementi di rischio, viene emesso un provvedimento di
rifiuto all’inserimento nel Vies;
•Entro i 6 mesi dall’inserimento nell’archivio Vies, gli uffici effettuano controlli
successivi nei confronti dei soggetti autorizzati su aspetti che possono ritenere
la realizzazione di operazioni irregolari;SLIDE 8
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•Trascorso il periodo di 6 mesi, la posizione si ritiene consolidata, restando
comunque monitorata.
MANCATA ISCRIZIONE AL VIES
La mancata iscrizione al Vies da parte di uno dei soggetti coinvolti in
un’operazione intracomunitaria implica che:
•L’operazione va considerata come operazione interna;
•L’Iva va applicata nello Stato del cedente.
In merito al trattamento delle operazioni UE effettuate in difetto di iscrizione
Vies l’Agenzia delle Entrate ne dà chiarimenti in due documenti : C.M.
39/E/2011 e R.M. 42/E/2012 dove sostiene rispettivamente:
a)Il regime Iva delle cessioni poste in essere da un soggetto passivo in assenza
di regolare iscrizione Vies devono ritenersi assoggettate ad imposizione in ItaliaSLIDE 9
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in quanto operazioni interne e non intracomunitarie e l’operatore non può
essere considerato soggetto passivo Iva ai fini dell’effettuazione dell’operazione
UE.
In particolare, i conseguenti riflessi di una cessione effettuata da un operatore
italiano non incluso nel Vies e trattata come operazione intraUE rendono
applicabile la sanzione dell’art. 6 D.lgs: n°471/1997 (dal 90% al 180%
dell’imposta con un minimo di Euro 500,00)
•b) l’acquisto effettuato da un operatore italiano non iscritto nel Vies presso un
operatore comunitario non può essere configurato come operazione intra e
l’imposta non è dovuta in Italia bensì nel paese membro. Quindi non
risulterebbe applicabile il reverse charge art. 46/47 D.L. 331/1993 tuttavia,
qualora l’imposta sia stata assolta, ancorché irregolarmente, dal cessionario o
committente la sanzione amministrativa varia da euro 250,00 ad euro
10.000,00 in capo al cedente/prestatore, con solidarietà all’acquirente, in
assenza di intento fraudolento (fermo restando il diritto alla detrazione
dell’Iva).SLIDE 10
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In data 09.02.2017 la Corte di Giustizia Europea in relazione alla causa C-21/16
ha affermato che le cessioni intracomunitarie continuano ad essere detassate,
quindi non imponibili ai fini Iva, laddove l’acquirente pur essendo titolare di un
numero di identificazione non sia iscritto al Vies. Tale conclusione vale a patto
che siano soddisfatte le condizioni sostanziali dell’operazione e che non sussista
una frode.SLIDE 11
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ISCRIZIONE AL VIES CON EFFETTO IMMEDIATO
D.Lgs. 175/2014- Provvedimento A.E. 159941/2014 – Circolare 31 del
30.12.2014 – Comunicato A.E. 09.01.2015 – art 35 DPR 633/72
Il Decreto Semplificazioni ha modificato l’art. 35 del D.P.R. 633/1972
disponendo che l’inclusione nel Vies ha effetto immediato e non è quindi più
necessario attendere il 31°giorno successivo all’attribuzione della partita Iva o
della presentazione dell’istanza.
Contestualmente, co. 7-bis, si introduce la presunzione che un soggetto passivo
non intenda più effettuare operazioni intracomunitarie qualora non abbia
presentato alcun elenco per 4 trimestri consecutivi successivi all’inserimento
nel Vies con apposita comunicazione al contribuente.(da raccordare con la
soppressione dal 01.01.2017, dl 193/2016, dei modd intra acquisti/servizi)
Inoltre vengono abrogati i commi 7-ter e 15 quater rispettivamente riguardo il
provvedimento di diniego dell’autorizzazione ed i criteri di inclusione nel Vies.
Viene, altresì, integrato il comma 15-bis disponendo che gli Uffici verificano che
i dati forniti dai soggetti, per la loro identificazione ai fini Iva, siano corretti ed
in caso contrario verrà emanato un provvedimento di cessazione dellaSLIDE 12
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partita Iva e l’esclusione della stessa dal Vies.
Il citato Provvedimento chiarisce le modalità operative di inclusione nella banca
dati che si possono così riassumere:
•modalità di esprimere l’intenzione di effettuare operazioni intracomunitarie:
in sede di inizio attività; per i soggetti già titolari di partita Iva attraverso i
servizi telematici e la modalità di retrocedere da tale opzione; (Provv.159941/2014
1.2-1.3-1.4 e Circ 31 del 30.12.2014)
•i soggetti passivi che hanno presentato istanza nei 30 giorni precedenti il
provvedimento in oggetto (15.11.2014) senza ricevere diniego, sono inclusi nel
Vies;
•nei confronti dei soggetti passivi si effettuano controlli formali di regolare
presentazione degli elenchi con attenzione al caso in cui non si presenteranno
gli elenchi per 4 trimestri consecutivi successivi all’inclusione nel Vies e dal
momento di entrata in vigore (13.12.2014) del Decreto 175/2014(automatica
cancellazione con comunicazione all’interessato);SLIDE 13
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•l’eslcusione dalla banca dati è effettuata a cura della Direzione provinciale
competente in ragione del domicilio fiscale del contribuente, previo invio di
una comunicazione con effetto dal 60°giorno successivo alla data della
comunicazione.
•Chiarita anche la questione delle violazioni commesse in passato: secondo
l’A.E. è applicabile il principio del favor rei secondo il quale non è più
sanzionabile chi avesse realizzato in passato operazioni intraUe prima che
fossero trascorsi i 30 gg. entro i quali si sarebbe potuto emettere un
provvedimento di diniego.
•L’Agenzia delle Entrate con comunicato del 09.01.2015 fa osservare che
nessuna somma è dovuta per accedere alla banca dati e né per ottenere la
pubblicazione del numero di Partita Iva.SLIDE 14
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ACQUISTO A TITOLO ONEROSO
Per aversi operazione intracomunitaria il trasferimento deve prevedere la
pattuizione di un corrispettivo, venendo così meno le operazioni a titolo
gratuito. La Direttiva Comunitaria prevede la costituzione in capo all’acquirente
del diritto di proprietà o di altro diritto reale che gli consenta di poter disporre
di un bene mobile materiale.
MOVIMENTAZIONE DA UNO STATO MEMBRO ALL’ALTRO
La norma richiede che il bene venga fisicamente trasportato o spedito da uno
Stato Comunitario all’altro. Il trasporto o la spedizione possono avvenire anche
ad opera di un vettore per conto dei contraenti.SLIDE 15
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CESSIONI INTRACOMUNITARIE
Per le cessioni intracomunitarie valgono le norme di cui all’art. 41 del D.L.
331/1993. In particolare si definiscono “cessioni non imponibili” in Italia:
• Le cessioni a titolo oneroso di beni trasportati o spediti in altro Stato
membro, dal cedente o dall’acquirente o da terizi per loro conto, nei
confronti di:
1. cessionari soggetti passivi d’imposta in possesso di un codice di
identificazione comunitario;
2. enti, associazioni ed altre organizzazioni indicate al co 4 dell’art 4, D.P.R.
633/1972, non soggetti passivi d’imposta;
3. soggetti che, esonerati dall’applicazione dell’Iva sugli acquisti
intracomunitari, hanno optato per l’applicazione della stessa e quindi:
enti, associazioni e altre organizzazioni non soggetti passivi d’imposta;SLIDE 16
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CESSIONI INTRACOMUNITARIE
Produttori agricoli in regime speciale o di esonero art. 34, D.P.R. 633/1972;
Soggetti passivi d’imposta che fanno esclusivamente operazioni esenti.
• le cessioni di beni in base a cataloghi, per corrispondenza e simili, di beni
spediti o trasportati dal cedente nel territorio di un altro Stato membro nei
confronti di non soggetti passivi d’imposta sugli acquisti intracomunitari e
che non abbiano optato per l’applicazione dell’Iva nei modi ordinari. La
disciplina non è applicabile ai beni soggetti ad accisa, ai mezzi di trasporto
nuovi ed ai beni da installare e/o montare nello Stato membro da parte del
fornitore o per suo conto. Ai fini Iva tali operazioni sono non imponibili se
nell’anno solare precedente ed in quello in corso l’ammontare delle vendite
effettuate nello Stato membro superi il limite di euro 100.000,00 o
l’eventuale minore limite stabilito dallo Stato di destinazione. Al ricorrere di
tali condizioni, la transazione è soggetta ad imposta nello Stato UE di
destinazione mentre al di sotto della soglia l’imposta è dovuta nello Stato di
origine, in Italia, salvo opzione per applicazione della tassazione nello Stato
di destinazione.SLIDE 17
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CESSIONI INTRACOMUNITARIE
Soglia per l'applicazione del regime speciale per vendita a distanza
(Gennaio 2016) Fonte: sito istituzionale Commissione Europea
www.ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/vat/traders/vat_community/index_en.htm .
• Belgium €35 000
• Bulgaria BGN 70 000 €35 791
• Croatia HRK 270 000 €35 621
• Czech Republic CZK 1 140 000 €41 583
• Denmark DKK 280 000 €37 498
• Germany €100 000
• Estonia €35 000
• Ireland €35 000
• Greece €35 000
• Spain €35 000
• France €35 000
• Italy €35 000
• Cyprus €35 000
• Latvia €35 000
• Lithuania €35 000SLIDE 18
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CESSIONI INTRACOMUNITARIE
Soglia per l'applicazione del regime speciale per vendita a distanza
(Gennaio 2016) Fonte: sito istituzionale Commissione Europea
www.ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/vat/traders/vat_community/index_en.htm .
• Luxembourg €100 000
• Hungary €35 000
• Malta €35 000
• Netherlands €100 000
• Austria €35 000
• Poland PLN 160 000 €39 822
• Portugal €35 000
• Romania RON 118 000 €26 700
• Slovenia €35 000
• Slovakia €35 000
• Finland €35 000
• Sweden SEK 320 000 €34 366
• United Kingdom GBP 70 00 €97 656SLIDE 19
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CESSIONI INTRACOMUNITARIE
• le cessioni di beni, con spedizione o trasporto in altro Stato membro per
essere installati, montati o assiemati da parte del fornitore (es. cedente
italiano) o per suo conto.
• Le cessioni di prodotti soggetti ad accisa se il trasporto o spedizione sia
effettuato tra depositi Iva e ci sia un documento di accompagnamento
conforme alle disposizioni UE.
Va, inoltre, rilevato che il co. 2 dell’art. 41 D.L. 331/1993 individua ulteriori
fattispecie assimilabili alle cessioni non imponibili, nella fattispecie:
• le cessioni di mezzi di trasporto nuovi, anche se il soggetto non è soggetto
passivo d’imposta;
• l’invio di beni in altro Stato membro ad eccezione delle seguenti ipotesi:
Operazioni di perfezionamento o di perizia;
Utilizzo temporaneo per l’esecuzione di prestazioni;
Regime di temporanea importazioneSLIDE 20
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CESSIONI INTRACOMUNITARIE
Specularmente a quanto detto, non sono considerate cessioni intracomunitarie
gli invii di beni in altro Stato Ue:
per l’esecuzione di operazioni di perfezionamento o ad oggetto di perizie o
di manipolazioni usuali se i beni sono successivamente trasportati o spediti
al committente (modifica introdotta dalla L.115/2015-novità dal
18/08/2015);[in modo speculare anche dal lato degli acquisti intracomunitari]
per essere temporaneamente utilizzati per determinati servizi;
per regime di temporanea importazione
Non costituiscono, altresì, cessioni intracomunitarie ai sensi del co. 2 bis, art.
41, D.L. 331/1993
Le cessioni di gas mediante sistema di gas naturale, le cessioni di energia
elettrica;
Le cessioni di beni effettuate da soggetti che applicano il regime in
franchigia, ora regime forfetario.SLIDE 21
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CESSIONI NON INTRACOMUNITARIE
La cessione gratuita di un bene fra operatori comunitari non costituisce
un’operazione intracomunitaria in quanto viene meno uno dei presupposti
richiesti dalla norma: l’onerosità.
Trattasi, quindi, di un’operazione interna trovando applicazione le ordinarie
norme contenute nel D.P.R. 633/1972.SLIDE 22
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PROVA DELLA CESSIONE COMUNITARIA
Come sottolineato nelle slides precedenti, secondo quanto previsto dall’art. 41
del D.L. 331/1993, uno dei requisiti essenziali affinché si realizzi una
cessione intracomunitaria è il trasporto o la spedizione dei beni in altro
Stato membro a favore dell’acquirente comunitario, direttamente dal
cedente o dall’acquirente, o da terzi per loro conto. La problematica è
emersa nel caso di vendita dei beni con la clausola franco fabbrica –
trasporto o spedizione a cura dell’acquirente – nel qual caso il cedente deve
documentare l’uscita delle merci dallo Stato per poter fruire del regime di
non imponibilità. Innanzitutto, la norma nel disciplinare la fattispecie delle
cessioni intracomunitarie non prevede alcuna particolare forma per
dimostrare il verificarsi delle condizioni: l’unica formalità si intravede
nell’art. 50, co. 1, del D.L. 331/1993, che richiede il preventivo ottenimento
del numero di identificazione ai fini Iva attribuito al cessionario dallo Stato
membro di appartenenza.SLIDE 23
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PROVA DELLA CESSIONE COMUNITARIA
La questione è stata oggetto di diversi chiarimenti da parte dell’Agenzia delle
Entrate ed in particolare:
• Nella R.M. 345/E del 28.11.2007, sottolineando che affinché si realizzi una
cessione intracomunitaria è necessario l’invio dei beni in un altro Stato
membro, ha specificato che l’operatore italiano è tenuto a conservare:
• quale documentazione fiscale: i) fattura emessa ai sensi art. 41, D.L.
331/1993 con anche il n° di identificazione attribuito all’operatore
comunitario nel proprio Stato, ii) elenco Intra in relazione alla cessione.
• quale documentazione non fiscale: i) documento di trasporto
internazionale (Cmr) firmato dal trasportatore per presa in carico della
merce, nonché dal cessionario per ricevuta, ii) quietanza di pagamento
della merce.SLIDE 24
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PROVA DELLA CESSIONE COMUNITARIA
L’Agenzia ricorda che anche le scritture contabili, le lettere per ciascun affare
possono concorrere alla dimostrazione del corretto svolgimento
dell’operazione.
Nella R.M. 477/e del 15.12.2008 l’Agenzia delle Entrate ha affrontato il caso
della cessione IntraUE con clausola franco fabbrica sostenendo che la prova
può essere fornita “con qualsiasi altro documento idoneo a dimostrare che
le merci sono state inviate in altro Stato membro”.
Recentemente l’Agenzia delle Entrate è tornata ancora una volta sulla
questione, con la R.M. 19/E del 25.3.2013, fornendo interessanti punti in
relazione alla possibilità di fornire la prova anche con mezzi alternativi. In
particolare ricorda che la cessione intraUE si realizza quando è: i) effettuata
a titolo oneroso, ii) comporta il trasferimento del diritto di proprietà o altro
diritto reale sui beni mobili, iii) sia cedente sia cessionario sonoSLIDE 25
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PROVA DELLA CESSIONE COMUNITARIA
operatori economici (iscrizione al Vies), iv) effettiva movimentazione dei beni
dall’Italia ad un altro Stato membro, indipendentemente dalle modalità del
trasporto a cura del cedente, del cessionario o da terzi per loro conto.
Viene chiarito che costituiscono mezzi di prova equivalente al Cmr anche un
insieme di documenti da cui si possano ricavare le medesime informazioni
presenti nello stesso Cmr con le firme dei soggetti coinvolti: tra questi
risultano ammissibili anche l’utilizzo di informazioni, tratte dal sistema
informatico del vettore, da cui risulta che la merce ha lasciato il territorio
dello Stato, raggiungendo un altro Stato membro.SLIDE 26
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PROVA DELLA CESSIONE COMUNITARIA
Un’ulteriore chiarimento è avvenuto con la risoluzione 71/E del 24/07/2014
sulla prova del trasferimento del bene, nella fattispecie a cura
dell’acquirente. Oggetto del commento riguarda il caso della cessione di
un’imbarcazione e la prova della fuoriuscita del bene, nel caso in cui non è
possibile esibire il documento di trasporto, può avvenire con l’esibizione:
• fattura di vendita dell’imbarcazione;
• documentazione bancaria con traccia delle somme riscosse;
• contratti tra le parti;
• documentazione commerciale circa il passaggio di proprietà;
• documentazione relativa alla cancellazione dell’imbarcazione dal registro
italiano ed iscrizione nel registro di altro paese Ue;
• elenco intra;SLIDE 27
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PROVA DELLA CESSIONE COMUNITARIA
• Inoltre, occorre fornire una dichiarazione del cessionario che attesti di aver
condotto l’imbarcazione nel porto Ue di destinazione;
• adottare un comportamento diligente in relazione all’operazione posta in
essere.SLIDE 28
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Esemplare per il Mittente-Exemplaire de l'expediteur-Copy for sender
Mittente (nome, domicilio, paese) Lettera di vettura internazionale Questo trasporto è sottoposto,
1 Expediteur (nom, adresse, pays) Lettre de voiture internacionale nonostante tutte le clausole contrarie,
Sender (name, addresse, country) International consignment note alla Convenzione del Trasp. Stradale
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
CMR
Ce transport est soumis à la This carriage is subject to the
Convention relative au contrat Convention on the Contract for the
de transport International de Inter. Carriage of goods by road.
marchandises par route.
Destinatario (nome, domicilio, paese) Trasportatore (nome, domicilio, paese)
2 Destinataire (nom, adresse, pays) 16 Transporteur (nom, adresse, pays)
Consignee (name, address, country) Carrier (name, address, country)
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
Luogo di presa in consegna delle merci Trasportatore successivo (nome, domicilio, paese)
3 Lieu pour la livraison de la marchandise 17 Transporteurs succesives (nom, address, pays)
Place of delivery of the goods Successive carriers (name, address, country)
Luogo di destinazione delle merci Riserve ed osservazioni del corriere
4 Lieu de la prise en charge de la marchandise 18 Réserves ed observations du transporteur
Place of taking over the goods Carrer's reservations and observations
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
Documenti allegati
Documents annexille
Documents attachedSLIDE 29
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Contrassegni e numeri Numero dei colli Descrizione delle merci
Tipo di imballaggio
6 Marques et numéros 7 Nombre des colls 9 Nature de la marchandise
8 Mode d'emballage
Marks and number Number of packages Nature of the goods
Method of packing
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
Classe Cifre F
Lettere
Class Number
LetterSLIDE 30
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Numero statistico Peso Lordo Kg. Volume m3
10 N° statistique 11 Poids brut Kg. 12 Cubage m3
N° statistic Gross Weight Kg. Volume in m3
XXXXXXXXXXXXXXXXXXSLIDE 31
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Istruzioni del mittente Convenzioni particolari
13 Instructions de l'expediteur 19 Conventions particulières
Sender's instructions Special agreement
Pagare per: Venditore Valuta Destinatario
20 To be paid by: Senders Currancy Consignee
Prezzo del trasporto:
Carriage charges:
Descuentos:
Deductions:
Tipo di pagamento Contante:
14 Presentactions d'affranchasement Supplementi:
Instructions as to payment carriage Supplem. charges:
Porto franco Spese accessorie:
Porto non franco Other charges:
TOTAL
Stabilito in: XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX il 15 Rimborso / Remboursement / Cash on delivery
XXXXXXXXX
21 Estabé à le
Established in onSLIDE 32
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Established in XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX on
Ricevuta della Merce / Marcharndises recues /
22
23 XXXXXXXXX 24 Goods received
Luogo il
Lieu le
Place on
Firma e Timbro del Mittente Firma e Timbro del Trasportatore Firma e Timbro del Destinatario
Signature et timbre de l'expéditeur Signature et timbre du transporteur Signature et timbre du destinataire
Signature and stamp of the sender Signature and stamp of the carrier Signature and stamp of the consigneeSLIDE 33
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ACQUISTI INTRACOMUNITARI
La norma di riferimento è l’art. 38, D.L. 331/1993, che dispone l’applicazione
dell’Iva sugli acquisti intracomunitari di beni effettuati da imprese,
professionisti o comunque da enti od associazioni soggetti passivi
d’imposta in Italia.
Specularmente alle cessioni, gli acquisti intraUE sono tali se soddisfano i
seguenti requisiti:
onerosità dell’operazione avente ad oggetto un bene mobile materiale;
Acquisizione della proprietà o di altro diritto reale sul bene;
Movimentazione fisica del bene tra 2 Stati diversi della Ue;
Intervenire tra soggetti passivi Iva nel proprio Paese.SLIDE 34
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2017
ACQUISTI INTRACOMUNITARI
Il co. 3, del D.L. 331/1993, tratta delle operazioni assimilate agli acquisti
intracomunitari soggiacendo alla relativa disciplina, pur mancando di uno
dei requisiti:
Introduzione in italia di beni provenienti da altro Stato membro da parte o
per conto di un soggetto passivo d’imposta (ad esempio per stoccaggio), la
disposizione si applica anche nel caso di destinazione nel territorio dello
Stato di beni relativi alla propria impresa esercitata in altro Stato membro;
Gli acquisti di beni effettuati da parte di enti, associazioni ed altre
organizzazioni che non abbiano per oggetto esclusivo o principale
l’esercizio di attività commerciale che non siano soggetti passivi d’imposta,
dai produttori agricoli (art. 34, D.P.R. 633/1972) o da soggetti che
effettuano solo operazioni esenti: per tali soggetti è necessario che nel
corso dell’anno solare precedente, e nell’anno in corso, sia superato il limite
di acquisti intracomunitari di Euro 10.000,00;SLIDE 35
17 FEBBRAIO
2017
ACQUISTI INTRACOMUNITARI
Introduzione nel territorio dello Stato, da parte dei soggetti di cui al punto
precedente, di beni dagli stessi in precedenza importati in altro Stato membro;
l’acquisto a titolo oneroso di mezzi di trasporto nuovi, trasportati o spediti da
altro Stato membro, anche se il cedente non è soggetto passivo d’imposta ed
anche se non è effettuato nell’esercizio di imprese, arti o professioni;
Per i beni soggetti ad accisa la Legge comunitaria 2008 ha inserito all’art. 38 il co. 4
bis per definire tali beni per i quali l’Iva è sempre dovuta.
OPERAZIONI ESCLUSE DAGLI ACQUISTI INTRACOMUNITARI
Sono escluse dall’ambito della disciplina sugli acquisti intracomunitari, le operazioni
elencate all’art.38, co. 5, del D.L. 331/1993, ed in particolare:
beni introdotti in Italia per subire una lavorazione o per essere sottoposti ad
una perizia, a condizione che i beni siano successivamente trasportati o spediti
al committente, soggetto passivo d’imposta, nello Stato membro di
appartenenza; (modifica introdotta dalla L.115/2015-novità dal 18/08/2015);[in
modo speculare anche dal lato delle cessioni intracomunitarie]SLIDE 36
17 FEBBRAIO
2017
ACQUISTI INTRACOMUNITARI
beni introdotti in Italia per essere ceduti a seguito della loro installazione e
montaggio ad opera del fornitore o per suo conto;.
beni temporaneamente introdotti in Italia ed utilizzati per eseguire una
prestazioni di servizi;
acquisto di beni, diversi dai mezzi di trasporto nuovi e da quelli soggetti ad
accisa, effettuati da associazioni, altri organizzazioni non soggetti passivi
d’imposta, dai soggetti per i quali l’imposta è totalmente indetraibile, dai
soggetti in regime agricolo che non abbiano optato per l’applicazione
dell’imposta che nell’anno solare precedente e nel corso dell’anno hanno
effettuato acquisti intracomunitari non superiori ad Euro 10.000,00;
Introduzione di gas mediante sistemi di gas naturale ed energia elettrica;SLIDE 37
17 FEBBRAIO
2017
ACQUISTI INTRACOMUNITARI
acquisti di beni presso piccole imprese che nel loro Paese sono esonerate
dall’imposta.
MEZZI DI TRASPORTO: cenni
Nell’ambito della disciplina degli scambi comunitari, particolare attenzione
deve essere posta alle compravendite aventi ad oggetto i mezzi di trasporto
destinati al trasporto di persone o cose definiti all’art. 38, co. 4, D.L.
331/1993.
Alle operazioni aventi ad oggetto mezzi di trasporto nuovi si applica la
tassazione nel Paese di destinazione, indipendentemente dalla soggettività
passiva o meno ad Iva dei soggetti.SLIDE 38
17 FEBBRAIO
2017
MEZZI DI TRASPORTO NUOVI: cenni
cedente acquirente tassazione
Stato di
Privato comunitario Privato italiano destinazione:trattasi di
un’operazione
Soggetto iva intracomunitaria, versare
comunitario l’Iva con mod F24,
presentazione copia
all’Ufficio competente e
successivamente
immatricolare il veicolo
(art.53 co. 3, .L. 331/1993)SLIDE 39
17 FEBBRAIO
2017
MEZZI DI TRASPORTO NUOVI: cenni
cedente acquirente tassazione
Stato di
destinazione:operazione
Privato comunitario intracomunitaria,
Soggetto iva Soggetto Iva italiano integrazione della fattura,
annotazione nel registro
comunitario fatture emesse e acquisti,
mod.intrastat(soppressione
dal 01.01.2017 - dl
193/2016. mod acq/prest
serv. E per la parte statistica?
E per il mod
Intra12?),comunicazione dati
al Dipartimento dei trasporti
terrestri (L.311/2004), e mod
F24 versamenti con elementi
identificativi D.L. 262/2006SLIDE 40
17 FEBBRAIO
2017
MEZZI DI TRASPORTO USATI: cenni
Specularmente, i mezzi di trasporto usati sono tali quando abbiano percorso
più di km. 6.000, e sono passati più di 6 mesi dalla prima immatricolazione;
navigato più di ore 100 o volato più di ore 40 e sono passati più di 3 mesi
dalla prima immatricolazione.
A differenza di quanto avviene per i mezzi di trasporto nuovi, i mezzi usati
soggiacciono alla disciplina vigente nello Stato UE del cedente o
possono costituire acquisti intracomunitari, qualora posti in essere
da un soggetto Iva, con eventuale applicazione del regime del
margine.SLIDE 41
17 FEBBRAIO
2017
MEZZI DI TRASPORTO USATI: cenni
ESEMPI
• ACQUIRENTE NAZIONALE SOGGETTO IVA-CEDENTE COMUNITARIO
SOGGETTO IVA
Trattasi di acquisto IntraUE pertanto la fattura va integrata con aliquota ed
imposta e la stessa va poi annotata nel registro fatture emesse e nel
registro Acquisti – mod intra(soppressione dal 01.01.2017 dl 193/2016)
• ACQUIRENTE NAZIONALE SOGGETTO IVA-CEDENTE COMUNITARIO
SOGGETTO IVA (applicazione regime del margine)
In tal caso l’operazione viene assogettata ad imposta nello Stato di origine,
l’operazione non costituisce un acquisto intracomunitario, annotazione
della fattura ai fini delle imposte dirette e presentazione mod intra ai soli
fini statistici.(soppressione mod intra acq/servizi dal 01.01.2017 dl
193/2016. Quale sorte per la parte statistica? E per il mod intra 12?)SLIDE 42
17 FEBBRAIO
2017
MEZZI DI TRASPORTO USATI: cenni
ESEMPI
• ACQUIRENTE NAZIONALE SOGGETTO IVA-CEDENTE COMUNITARIO PRIVATO
Trattasi di un’operazione fuori campo Iva per il venir meno della condizione
soggettiva
• ACQUIRENTE NAZIONALE SOGGETTO PRIVATO-CEDENTE COMUNITARIO
SOGGETTO IVA
Trattasi di un’operazione interna allo Stato UE e pertanto sarà assoggettata ad
Iva straniera del paese di provenienzaSLIDE 43
17 FEBBRAIO
2017
ADEMPIMENTI
A decorrere dal 2013, la Legge Finanziaria 2013 – L.24.12.2012 n°228 –
recependo le disposizioni contenute nella Direttiva n°2010/45/UE in
materia di fatturazione ha apportato alcune variazioni al D.L. 331/1993 del
30.08.1993 contenente la disciplina delle operazioni intracomunitarie,
riguardanti:
• il momento di effettuazione delle operazioni - art. 39
• la fatturazione delle operazioni – art.46
• la registrazione delle operazioni – art. 47SLIDE 44
17 FEBBRAIO
2017
MOMENTO DI EFFETTUAZIONE DELLE OPERAZIONI INTRA UE art. 39
operazione Momento di Incasso-pagamento Emissione anticipata
effettuazione acconti fattura
Acquisto/ Cessione Inizio del trasporto/ Rileva l’importo
di beni dal 1.1.2013 spedizione al Non incide fatturato, alla data
cessionario o a terzi della fattura
per suo conto
Acquisto di beni al Consegna al Data di ricezione
31.12.2012 cessionario/arrivo Incide della fattura
luogo destinazione
dei beni
Cessione di beni al Disciplinato da art. 6 Incide Data di emissione
31.12.2012 D.P.R. 633/1972 della fatturaSLIDE 45
17 FEBBRAIO
2017
MOMENTO DI EMISSIONE-REGISTRAZIONE DELLE OPERAZIONI INTRA UE artt.46/47
Operazione dal 1.1.2013 Termine di integrazione o emissione Termine di registrazione
fattura
Acquisto di beni con ricezione fattura Entro il gg 15 del mese successivo a Entro il gg 15 del mese successivo a
quello di ricezione della fattura – art. quello di ricezione della fattura e con
46 co 1 D.L. 331/1993 riferimento al mese precedente art.
47 co 1 D.L.331/1993
Acquisto di beni senza ricezione Entro il gg 15 del terzo mese Entro il gg 15 del terzo mese
fattura successivo a quello di effettuazione successivo a quello di effettuazione
dell’operazione – art. 46 co 5 D.L. dell’operazione e con riferimento al
331/1993 mese precedente art. 47 co 1
D.L.331/1993
Cessione di beni Entro il gg 15 del mese successivo a Entro il termine di emissione, con
quello di effettuazione riferimento al mese di effettuazione
dell’operazione – art. 46 co 2 D.L. dell’operazione – art. 47 co 4 D.L.
331/1993 331/1993ESEMPI
SLIDE 46 SCHEMA ADEMPIMENTI OPERAZIONI INTRA
17 FEBBRAIO
2017
CESSIONI INTRACOMUNITARIE ACQUISTI INTACOMUNITARI
RICHIESTA ALLA CONTROPARTE DEL NUMERO COMUNICAZIONE AL CEDENTE COMUNITARIO
IDENTIFICATIVO UE DEL NUMERO IDENTIFICATIVO UE
EMISSIONE DELLA FATTURA “operazione non INTEGRAZIONE FATTURA RICEVUTA DAL CEDENTE
imponibile ai sensi dell’art.41, D.L. 331/1993 e succ COMUNITARIO “integrazione ai sensi
mod”
dell’art.46,D.L. 331/1993”- prot reg iva
REGISTRAZIONE DELLA FATTURA
acq…./prot reg iva vendite….. (L’integrazione
MODELLI INTRASTAT 1-BIS MESILE/TRIM
può avvenire anche direttamente sulla fattura
INDICAZIONE DATI IN DICHIARAZIONE ANNUALE stessa, oppure su un foglio a parte da allegare
unitamente alla fattura: imponibile ed imposta
ovvero in luogo dell’ammontare dell’imposta
si indica il titolo di non imponibilità o di
esenzione)
REGISTRAZIONE DELLA FATTURA NEI REGISTRI IVA
MODELLI INTRASTAT 2-BIS mensile/trim (ai sensi
dell’art. 4, comma 4, lett. b), DL n. 193/2016, è
venuto meno, dal 01.01.2017 l’obbligo di
presentazione dei modd. Intra relativi agli
acquisti / prestazioni di servizi ricevute da
soggetti stabiliti in un altro Stato UE. Quale
sorte per la parte statistica? E per il mod
Intra12?)
INDICAZIONE DEI DATI IN DICHIARAZIONE IVASLIDE 47
17 FEBBRAIO
2017
ESEMPI
Cessione intracomunitaria di beni : pagamento acconto il 3 marzo 2016, merce
spedita il 5 marzo 2016, arrivo a destinazione il 10 marzo 2016:
l’effettuazione dell’operazione si ha al 5 marzo 2016, fatturazione entro il
15 aprile 2016 ed il documento deve essere registrato entro lo stesso 15
aprile 2016 ma con riferimento al mese di marzo (mese di effettuazione
dell’operazione), elenco intrastat marzo/ 1° trim.
Acquisti intracomunitari di beni : il trasporto della merce iniziato a fine maggio
2016, ricevimento della fattura in data 7 giugno 2016, integrazione della
fattura nel registro delle fatture emesse entro il 15 luglio 2016 con
liquidazione dell’imposta a debito relativa al mese di giugno/2° trimestre,
elenco intrastat giugno/2° trimestre (obbligo venuto meno dal
01.01.2017-dl193/2016. Quale sorte per la parte statistica? E per il mod
Intra12?). La medesima fattura integrata deve essere registrata nel registro
acquisti, ai fini della detrazione, entro il termine di decadenza biennale –
anche se operativamente l’imposta a credito confluirà nella medesima
liquidazione dell’imposta a debito.SLIDE 48
17 FEBBRAIO
2017
ESEMPI
MANCATO RICEVIMENTO DELLA FATTURA ESTERA : riprendendo l’esempio
precedente se non riceve la fattura entro fine luglio si deve effettuare
autofattura entro il 15 agosto 2016, registrarla entro il 15 /8/2016 nel
registro delle fatture emesse fermo restando di far confluire l’imposta a
debito nella liquidazione del mese di luglio 2016/3° trim., la medesima
autofattura dovrà essere registrata nel registro acquisti.SLIDE 49
17 FEBBRAIO
2017
ANNOTAZIONI DA RIPORTARE IN FATTURA
Ai sensi del nuovo co. 6 bis dell’art. 21 del D.P.R. 633/1972, per le operazioni
che non comportano un addebito dell’Iva diventa obbligatorio riportare in
fattura, in luogo dell’imposta, una specifica annotazione con l’eventuale
indicazione della relativa norma nazionale o comunitaria. In particolare per
a) le cessioni di beni effettuate nei confronti di operatori UE va riportata
l’annotazione “inversione contabile”;
b) Le cessioni di beni effettuate nei confronti di operatori extraUE, va riportata
l’indicazione “operazione non soggetta”.
NOTE DI VARIAZIONE
Il D.L. 331/1993 nulla dispone relativamente al comportamento da tenere
relativamente alle variazioni in aumento o in diminuzione delle operazioni
intracomunitarie e, secondo quanto prevede l’art. 56 D.L. 331/1993,SLIDE 50
17 FEBBRAIO
2017
vengono applicate le disposizioni del D.P.R. 633/1972 alle variazioni
dell’imponibile delle operazioni intracomunitarie.
Pertanto, in caso di variazioni in aumento i contribuenti sono obbligati a tutti gli
adempimenti previsti in materia d’Iva mentre per le variazione in
diminuzione si ha la facoltà di procedere all’apposita variazione, con
corrispondenti rettifiche degli elenchi Intrastat.(soppressione modd intra
acquisti/prestazioni di servizi ricevuti dal 01.01.2017 - dl 193/2016)
DICHIARAZIONE IVA ANNUALE – COMUNICAZIONE DATI IVA: CENNI PER RIPORTO
DEI VALORI
Nella dichiarazione Iva annuale,compatibilmente con le variazioni che l’Agenzia
delle Entrate apporta ai modelli, i dati confluiscono nel seguente modo:
• Cessioni di beni rigo VE 30 col. 1 e 3;
• Acquisti di beni esposti in maniera dettagliata nel VF 26 col 1 e 2 e VJSLIDE 51
17 FEBBRAIO
2017
al fine della liquidazione dell’imposta a seguito dell’integrazione della fattura
ricevuta.
Particolare attenzione è da porre nei casi di versamenti con F24 previsto per
coloro che effettuano il commercio di autovetture avvenuto con gli Stati UE
e prima cessione interna. I prospetti da compilare riguardano:
• il quadro VH sez. 2 “versamenti immatricolazione auto Ue” e nei vari righi
verranno indicati gli importi dell’ F24 immatricolazione auto UE in
riferimento all’imposta dovuta in occasione della prima cessione interna, a
seconda della periodicità di liquidazione;
• il quadro VL per riportare i versamenti e nella fattispecie
a) VL 24 (mod Iva 2017) in cui riportare i versamenti eseguiti nell’anno per
l’immatricolazione di veicoli con futura cessione, da indicare anche in VL 29
campo 1 (ammontare totale versamenti);SLIDE 52
17 FEBBRAIO
2017
b) VL 29 campo 2(mod Iva 2017) in cui riportare i versamenti, compresi nel campo
1, effettuati nell’anno precedente relativamente a cessioni avvenute
nell’anno di redazione della dichiarazione.
In presenza di tali versamenti, nel quadro VH sez 2 andrà riportato l’importo
derivante dalla liquidazione periodica tenendo conto dell’imposta versata
con il mod F24 immatricolazione auto UE.SLIDE 53
17 FEBBRAIO
2017
Nella comunicazione dati Iva
• le cessioni intracomunitarie di beni vanno incluse nel rigo CD1 campo 4, il
cui importo è già compreso nel rigo CD1 campo 1;
• gli acquisti intracomunitari di beni vanno inclusi nel rigo CD2 campo 4, il cui
importo è già ricompreso nel rigo CD2 campo 1 e la relativa imposta nel
rigo CD4 e CD5.SLIDE 54
17 FEBBRAIO
2017
LE OPERAZIONI TRIANGOLARI
Sovente si riscontra il caso di operatori commerciali che effettuino operazioni di
compravendita senza addivenire materialmente in possesso dei beni in
quanto è previsto l’invio dei beni al proprio cliente, destinatario finale. I
soggetti coinvolti sono:
• primo cedente: vende i beni al 1° acquirente e li consegna ad un altro
soggetto (2° acquirente), su indicazione del 1° acquirente;
• primo acquirente- secondo cedente: è colui che acquista i beni dal primo
cedente, vendendoli al 2° acquirente ma con consegna diretta effettuata
dal primo cedente.
• secondo acquirente: è colui che acquista i beni dal primo acquirente ma
che li riceve materialmente dal primo cedenteSLIDE 55
17 FEBBRAIO
2017
LE OPERAZIONI TRIANGOLARI
Si definisce:
• triangolazione comunitaria l’operazione in cui intervengono soggetti
domicialiti o residenti in Stati Ue diversi;
• triangolazione comunitaria nazionale nel caso in cui due soggetti sono
domiciliati/residenti nello stesso Stato;SLIDE 56
17 FEBBRAIO
2017
LE OPERAZIONI TRIANGOLARI
ESEMPLIFICAZIONE
Triangolazione comunitaria:UE1 vende ad ITA1 che vende a UE2 con consegna diretta da UE1 ad UE2
UE1 ITA1
CONSEGNA 1) ACQUISTO SENZA APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA DELLO STATO UE1
DIRETTA ED ITA1 LA INTEGRA SENZA IVA CON LA DICITURA “ART. 40 co. 2,
D.L. 331/1993. MOD INTRAST DEGLI ACQUISTI CON L’INDICAZIONE
DI OPERAZIONE TRINGOLARE CON RUOLO DI ACQUIRENTE-CEDEN
TE. (SOPPRESSIONE DEI MODD. INTRA ACQUISTI / SERVIZI
RICEVUTI - DL 193/2016 A DECORRE DAL 01.01.2017. Quale
sorte per la parte statistica? E per il mod Intra 12?)
2) FATTURA NON IMPONIBILE ART. 41, D.L. 331/1993, LA CESSIONE
DA ITA1 AD UE2 CON SOGGETTO UE2 RESPONSABILE DEL PAGA
UE2 MENTO DELL’IMPOSTA, IN SUA SOSTITUZIONE. MOD INTRASTAT
-RUOLO CEDENTE-ACQUIRENTE.SLIDE 57
17 FEBBRAIO
2017
LE OPERAZIONI TRIANGOLARI
ESEMPLIFICAZIONE
Triangolazione comunitaria:ITA1 vende ad UE1 che vende a UE2 con consegna diretta da ITA1 ad UE2
ITA1 UE1
CONSEGNA
DIRETTA
ITA 1 EMETTE UNA FATTURA NON IMPONIBILE ART. 41 co 1 l. a),
D.L. 331/1993 NEI CONFRONTI DI UE1 E MOD INTRASTAT DELLE
CESSIONI INTRACOMUNITARIE.
UE2SLIDE 58
17 FEBBRAIO
2017
LE OPERAZIONI TRIANGOLARI
ESEMPLIFICAZIONE
Triangolazione comunitaria:UE1 vende ad UE2 che vende a ITA1 con consegna diretta da UE1 ad ITA1
UE1 UE2
CONSEGNA
DIRETTA
ITA 1 EFFETTUA UN ACQUISTO INTRACOMUNITARIO IMPONIBILE IN ITALIA AI SENSI
ART.
DELL’ART. 38 co 7, D.L. 331/1993, ITA1 INTEGRA LA FATTURA CON DOPPIA
REGISTRA-
ZIONE AI SENSI DELL’ART. 44 co. 2 E MOD INTRASTAT DEGLI ACQUISTI.
SOPPRESSIONE, A DECORRERE DAL 01.01.2017, DEI MODD. INTRA ACQUISTI /
SERVIZI RICEVUTI - DL 193/2016. Quale sorte per la parte statistica? E per il mod
Intra12?
ITA1SLIDE 59
17 FEBBRAIO
2017
LE OPERAZIONI TRIANGOLARI
ESEMPLIFICAZIONE
Triang. comunitaria nazionale:UE1 vende ad ITA1 che vende a UE2 con consegna diretta da UE1 ad
UE2 UE1 ED UE2 STESSO STATO MEMBRO
UE1 ITA1
CONSEGNA 1) LA FATTURA DI ACQUISTO CHE RICEVE DA UE1 NON COSTITUISCE
DIRETTA UN ACQUISTO INTRA ESSENDO UN’OPERAZIONE NON RILEVANTE
IN ITALIA AI SENSI DELL’ART. 7BIS, D.P.R. 633/1972
2) LA CESSIONE DA ITA1 AD UE2 NON COSTITUISCE UNO SCAMBIO
INTRA ED E’ UN’OPERAZIONE AI SENSI DELL’ART. 7 BIS, D.P.R.
633/1972. NO MOD INTRASTAT.
UE2SLIDE 60
17 FEBBRAIO
2017
LE OPERAZIONI TRIANGOLARI
ESEMPLIFICAZIONE
Triang. comunitaria nazionale:ITA1 vende ad ITA2 che vende a UE1 con consegna diretta da ITA1 ad
UE1
ITA1 ITA2
CONSEGNA 1) LA FATTURA EMESSA DA ITA1 E’ NON IMPONIBILE ART. 58, CO 1
DIRETTA D.L. 331/1993
2) LA FATTURA DI ACQUISTO DI ITA2 E’ NON IMPONIBILE ART.58
CO. 1, D.L. 331/1993 MENTRE LA FATTURA DI CESSIONE VERSO
UE1 COSTITUISCE UN’OPERAZIONE INTRA NON IMPONIBILE ART.
41 co 1 l. a), D.L. 331/1993. MOD INTRA CESSIONI
INTRACOMUNITARIE
UE1SLIDE 61
17 FEBBRAIO
2017
DISPOSIZIONI PARTICOLARI CON RIFERIMENTO AI REGIMI CONTABILI
CONTRIBUENTE MINIMO ART. 1, CO. 100 L. 244/2007 E ART. 27 CO. 1e 2, D.L. 98/2011
Nel caso di acquisto intracomunitario, il contribuente minimo deve:
• integrare la fattura con indicazione dell’aliquota e dell’imposta;
• versare l’imposta entro il 16 del mese successivo a quello di effettuazione
dell’operazione, utilizzando il codice del mese di riferimento;
• presentare l’elenco intrastat con cadenza trimestrale (soppressione, a
decorrere dal 01,01,2017, dei modd. Intra acquisti/ servizi ricevuti - DL
193/2016.Quale sorte per la parte statistica? E per il mod Intra12?);
• non può esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva;
• essendo l’operazione soggetta ad Iva non è dovuta l’imposta di bollo.SLIDE 62
17 FEBBRAIO
2017
DISPOSIZIONI PARTICOLARI CON RIFERIMENTO AI REGIMI CONTABILI
Nel caso di cessione intracomunitaria, l’operazione posta in essere non è
considerata intracomunitaria, come dispone l.art. 41, co. 2 bis, D.L.
331/1993 bensì cessioni interne senza rivalsa dell’Iva. Sulle fatture
superiori ad Euro 77,47 dovrà essere applicata la marca da bollo di Euro
2,00. L’elenco Intrastat non va compilato. Necessita riportare sul
documento la dicitura “ l’operazione non costituisce cessione
intracomunitaria ai sensi dell’art. 41, co. 2 bis, D.L. 331/1993”SLIDE 63
17 FEBBRAIO
2017
DISPOSIZIONI PARTICOLARI CON RIFERIMENTO AI REGIMI CONTABILI
NUOVO REGIME FORFETARIO 2015 L. 190/2014 art.1 co da 54 AD 89; L. 208/2015 art. 1
co. da 111 a 113
Le cessioni di beni intracomunitari sono assimilate alle cessioni interne ed il
cedente nazionale indicherà in fattura che trattasi di operazione soggetta al
regime forfetario e pertanto non costituisce cessione intracomunitaria, ai
sensi dell’art. 41 co 2 bis del D.L. 331/1993.
Relativamente agli acquisti di beni intracomunitari l’art. 58 della l. 190/2014
alla lettera c) dispone che agli acquisti di beni intracomunitari si applica
l’art. 38 co. 5 lettera c) del D.L. 331/1993SLIDE 64
17 FEBBRAIO
2017
DISPOSIZIONI PARTICOLARI CON RIFERIMENTO AI REGIMI CONTABILI
ENTI NON COMMERCIALI
Una particolare disciplina è prevista per gli enti non commerciali che si
contraddistinguono dal fatto che non hanno quale oggetto esclusivo e
principale lo svolgimento di un’attività commerciale. La fattiscpecie si
riferisce al fatto che sono esclusi da Iva gli acquisti intracomunitari di beni
effettuati dagli enti non commerciali non qualificabili come soggetti passivi
d’imposta nel territorio dello Stato ai sensi dell’art. 38, co.5, lett. c, D.L.
331/1993 e più precisamente:
• detti acquisti non abbiano superato Euro 10.000,00 nell’anno solare
precedente e nell’anno in corso;SLIDE 65
17 FEBBRAIO
2017
DISPOSIZIONI PARTICOLARI CON RIFERIMENTO AI REGIMI CONTABILI
ENTI NON COMMERCIALI
• non sia stata esercitata opzione ai sensi dell’art. 38, co. 6, del D.L. 331/1993
per l’applicazione dell’Iva nel territorio dello Stato interno;
• gli enti si comportano come se fossero privati con pagamento dell’imposta
nel paese di origine.
• al superamento della soglia, devono pagare l’imposta in Italia.
• per beni diversi dai mezzi di trasporto e da quelli soggetti ad accisa.
Tale detassazione si applica anche ai soggetti passivi per i quali l’imposta sia
totalmente indetraibile ai sensi dell’art. 19, co. 2, del D.P.R. 633/1972 ed ai
produttori agricoli di cui all’art. 34, D.P.R. 633/1972, purchè non abbiano
optato per il regime ordinario.SLIDE 66
17 FEBBRAIO
2017
DISPOSIZIONI PARTICOLARI CON RIFERIMENTO AI REGIMI CONTABILI
ENTI NON COMMERCIALI
Qualora l’ente svolgesse anche attività di tipo commerciale, saranno tenuti ad
applicare l’imposta su ogni acquisto intracomunitario sia inerente all’attività
commerciale sia all’attività istituzionale, anche se sotto al limite.Puoi anche leggere