COMUNE DI RUSSI Venerdì, 05 gennaio 2018
←
→
Trascrizione del contenuto della pagina
Se il tuo browser non visualizza correttamente la pagina, ti preghiamo di leggere il contenuto della pagina quaggiù
COMUNE DI RUSSI
Venerdì, 05 gennaio 2018
Prime Pagine
05/01/2018 Prima Pagina
Corriere di Romagna (ed. Ravenna) 1
05/01/2018 Prima Pagina
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) 2
Cronaca
05/01/2018 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Pagina 9
Casa della salute di Piangipane Opposizione infuriata:... 3
04/01/2018 Ravenna Today
Elena Bucci e Marco Sgrosso in scena con "Prima della pensione" 4
05/01/2018 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 60
Jack e il fagiolo, spettacolo per bimbi 5
05/01/2018 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 50
Sanità, «Il Consiglio deve valutare» 6
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
05/01/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 11 Marco MobiliMarco Rogari
Dalla lotta alla povertà alla Xylella, i 43 fondi nella legge di 7
05/01/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 18 Paola Ficco
Sistri, formulari anche digitali 9
05/01/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 18 Angelo Di SapioDaniele Muritano
Sviluppo urbanistico, Registro fisso per i patti tra pubblico e privati 11
05/01/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 20 E.D.F.
Straordinari liberi per le elezioni 13
05/01/2018 Italia Oggi Pagina 27 MATTEO RIZZI
In Italia l' evasione fiscale ammonta a 108 miliardi 14
05/01/2018 Italia Oggi Pagina 28 FABRIZIO G. POGGIANI E SANDRO CERATO
Esportatore abituale, Iva tripla 15
05/01/2018 Italia Oggi Pagina 30 FRANCESCO CERISANO
Metropolitane, fondi per 1,4 mld 17
05/01/2018 Italia Oggi Pagina 30 SERGIO TROVATO
Si alza a 50.000 la soglia per la mediazione nelle liti sui tributi... 19
05/01/2018 Italia Oggi Pagina 31
Anche le fondazioni rientrano nel Gap dell' ente 21
05/01/2018 Italia Oggi Pagina 31 PAGINA A CURA DI MATTEO BARBERO
Bilanci consolidati nel mirino 23
05/01/2018 Italia Oggi Pagina 31
La Smat si chiama fuori 25
05/01/2018 Italia Oggi Pagina 31 FRANCESCO CERISANO
Revisori, basta tagli ai gettoni 26
05/01/2018 Italia Oggi Pagina 32 PAGINA A CURA DI ANDREA MASCOLINI
Appalti Anas triplicati nel 2017 275 gennaio 2018
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
Prima Pagina
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
15 gennaio 2018
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Prima Pagina
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
25 gennaio 2018
Pagina 9 Corriere di Romagna
(ed. RavennaImola)
Cronaca
Casa della salute di Piangipane Opposizione
infuriata: «Ignorati»
Opposizione infuriata, nel consiglio territoriale
di Piangipane, per il modo in cui l' organismo è
stato bypassato sul problema delle migliorie
necessarie per la Casa della salute locale. In
una nota firmata da Nicola Carnicella (vice
presidente), Daniele Ballardini (Raven nain
Comune), Giovanni Chirico (Lega Nord),
Umberto Grandi (Cambierà), Dino Odorico
(Lista per Ravenna), Francesco Papariello
(Forza Italia) e Caroline SagarrigaVisconti (La
Pigna), si stigmatizza il fatto che «nessuno
abbia ritenuto che fosse corretto informarne il
Consiglio territoriale» quando, l' 11 novembre
scorso, il sindaco De Pascale ha informato la
stampa che dal2 novembre era diventata
"operativa la Casa della Salute di Russi, nella
sede di Piangipane", la quale aveva trovato
"spazio in un' area riservata e messa a
disposizione dal Comune, presso il Consiglio
territoriale di Piangipane". La cittadinanza ha
poi constatato che si tratta dello stesso
corridoio del primo piano, a fondo cieco e
senza ricam bio d' aria, a lato del quale già da
tempo operavano, in altrettanti ambulatori, i tre
medici di base del territorio».
«La palese inadeguatezza_proseguono i
consiglieri a funzionare come sala d' aspetto
di tutti gli ambulatori sollevò immediatamente
sulla stampa la protesta degli utenti. Di qui, la
richiesta di chiarimenti espressa nel Consiglio
territoriale dal vice presidente Nicola Carnicella, a cui il presidente Edgardo Canducci non ha mai dato
riscontro. Parallelamente, il consigliere Umberto Grandi, presidente della commissione territoriale della
Sanità, aveva interpellato Canducci per concordare insieme la convoca zione della commissione stessa
per approfondire le problematiche».
I consiglieri affermano però di non essere stati informati dei successivo sopralluogo «con la
partecipazione dello stesso presidente Canducci, della consigliera comunale Pd Patrizia Strocchi, della
direttrice di Distretto dell' Ausl e della capo di gabinetto del sindaco, giungendo a stabilire le "migliorie"
alla situazione attuale, da realizzare entro febbraio/marzo».
L' opposizione punta il dito contro «il comportamento irrispettoso verso il Consiglio territoriale e i
cittadini che rappresenta».
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
34 gennaio 2018
Ravenna Today
Cronaca
Elena Bucci e Marco Sgrosso in scena con "Prima
della pensione"
Elena Bucci e Marco Sgrosso presentano a
teatro "Prima della pensione", l' opera dell'
autore tedesco Thomas Bernhard, rivelando
gli intricati meccanismi dell' umano, tra farsa e
tragedia. Martedì 9 gennaio (ore 20.45) al
Teatro Comunale di Russi. Con Prima della
pensione, Thomas Bernhard riesce a farci
innamorare dell' umano rivelandone l' orrore,
magia nella quale è maestro. Ci pare di
sentire, grazie alla trasformazione della
memoria in scrittura, come possano accadere,
nella vita di ognuno e nella storia, gli eventi
incomprensibili alla ragione. Nel giorno del
compleanno di Himmler, il giudice Rudolf
Holler, ex ufficiale delle SS prossimo alla
pensione, celebra la curiosa ricorrenza con un
festino segreto, una "cena d' anniversario"
allestita con cura meticolosa per lui da sua
sorella Vera, amante e musa devota, con la
partecipazione ostile ma complice dell' altra
sorella inferma Clara, vittima e al tempo
stesso carnefice dei suoi due congiunti. Tra
ambigue memorie d' infanzia e di guerra, un
raccapricciante album fotografico risfogliato
anno dopo anno, recriminazioni incrociate,
grottesche mascherate e brindisi spettrali, si
consuma un rito fuori tempo che precipita
verso un finale sospeso tra il dramma e la
tragica ironia, come tutta la commedia stessa, definita da Benjamin Heinrichs "il più complicato, il più
sinistro, il testo migliore di Bernhard". Si tratti di farsa o tragedia, non c' è possibilità di interrompere la
recita prima della penosa conclusione. Il prossimo appuntamento al Teatro Comunale di Russi sarà
martedì 30 gennaio con Enrico IV, di Luigi Pirandello nell' adattamento di Carlo Cecchi. La prevendita
dei biglietti si svolgerà negli orari di biglietteria: martedì dalle 10.00 alle 12.00, giovedì dalle 16.00 alle
19.00, sabato dalle 10.00 alle 12.00. Nei giorni di spettacolo l' apertura della biglietteria sarà effettuata
dalle 19.30 alle 20.45. I biglietti sono disponibili anche on line su www.vivaticket.it. Per informazioni
relative a spettacoli, abbonamenti e servizi di biglietteria: Teatro Comunale di Russi Via Cavour, 10 Tel.
0544/587690 |email: teatrocomunalerussi@ater.emr.it www. comune.russi.ra.it Tutti i giorni feriali
dalle 10:00 alle 12:00
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
45 gennaio 2018
Pagina 60 Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Cronaca
RUSSI
Jack e il fagiolo, spettacolo per bimbi
CONTINUA la rassegna 'Bambini a teatro' al
Comunale di via Cavour a Russi. Stasera alle
20.45 andrà in sena 'Jack e il fagiolo magico'
del gruppo La Baracca Testoni Ragazzi.
Ingresso gratuito; 0544.587641.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
55 gennaio 2018
Pagina 50 Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Cronaca
PIANGIPANE
Sanità, «Il Consiglio deve valutare»
«A novembre, il sindaco de Pascale ha
affermato che era diventata 'operativa la Casa
d e l l a S a l u t e d i Russi, n e l l a S e d e d i
Piangipane', la quale aveva trovato spazio 'in
un' area messa a disposizione dal Comune,
presso il Consiglio territoriale di Piangipane'».
L' opposizione in consiglio poi precisa: «La
Casa della Salute di Russi è attiva dal 2013 e
la dichiarazione significava che anche
Piangipane ne aveva finalmente ricevuto una
sede, sia pure nel vecchio Centro civico. Ed
era lo stesso corridoio del primo piano, a
fondo cieco e senza ricambio d' aria, a lato del
quale già da tempo operavano i tre medici di
base. L' inadeguatezza sollevò la protesta
degli utenti. Di qui, la richiesta di chiarimenti
espressa nel Consiglio territoriale dal vice
presidente Carnicella, a cui il
presidenteCanducci non ha mai dato riscontro.
Parallelamente, il consigliere Umberto Grandi,
presidente della commissione territoriale della
Sanità, a v e v a i n t e r p e l l a t o C a n d u c c i p e r
concordare insieme a lui la convocazione della
commissione allo scopo di approfondire le
problematiche del servizio». I consiglieri continuano: «Siamo però venuti a conoscenza della seguente
affermazione di Patrizia Strocchi, consigliere comunale PD e residente a Piangipane: 'Il Consiglio
Territoriale e io abbiamo segnalato subito a chi di competenza il problema della Sala d' aspetto e
chiesto un sopralluogo'».
«Ne eravamo all' oscuro e abbiamo scoperto che il sopralluogo era già avvenuto, con lo stesso
Canducci, Strocchi, l' Ausl e la capo di gabinetto del sindaco, giungendo a stabilire le 'migliorie' alla
situazione». «L' opposizione continuano i consiglieri ha i numeri perché il Consiglio territoriale si
riunisca per valutare le presunte 'migliorie' e la rispondenza della cosiddetta "sede della Casa della
Salute' ai servizi di sanità pubblica che spettano a Piangipane.
Dobbiamo tuttavia stigmatizzareil comportamento irrispettoso verso il Consiglio adottato dal suo
presidente».
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
65 gennaio 2018
Pagina 11 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Manovra. Enti ricerca, incremento da 350mila euro
Dalla lotta alla povertà alla Xylella, i 43 fondi nella
legge di bilancio
roma Dalla promozione del libro e della lettura
all' antibracconaggio ittico passando per il
trattamento accessorio dei dirigenti medici, la
conservazione degli archivi di partiti e
sindacati e la rottamazione dei carri merci.
Spaziano a tutto campo i 43 fondi in formato
sia "mega" che "mini" della legge di bilancio
per il triennio 20182020. Escluse le maxi
poste legate al rinnovo dei contratti dei
dipendenti pubblici e a l s o s t e g n o d e g l i
investimenti, la dote dei fondi di vecchia e
nuova istituzione vale nel 2018 oltre 902
milioni, che salgono a 1,8 miliardi
considerando anche i 900 milioni destinati al
rifinanziamento delle missioni internazionali di
pace.
I più pesanti sono i Fondi ad ampio impatto su
famiglie e sviluppo come quelli per il contrasto
della povertà (con una dotazione aggiuntiva di
300 milioni nel 2018, 700 nel 2019 e 783 nel
2020) e per le imprese al Sud (150 milioni
spalmati su più anni). Con una fisionomia
micro si presentano invece l' incremento del
fondo ordinario per gli enti di ricerca vigilati dal
Miur (350mila euro nel 2020) e una lunga serie
di "contenitori" di risorse da 1 milione di euro l'
anno. È il caso del rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le imprese agricole colpite dal
batterio "Xylella fastidiosa", dal Fondo per l' antibracconaggio ittico, così come quelli per l' assistenza di
bambini affetti da malattia oncologica e per il programma di ricerche nell' Artico.
Andando per settori di spesa, abbastanza lungo è l' elenco dei nuovi Fondi e di quelli rifinanziati nel
settore dell' agricoltura. Della lista, dopo i numerosi ritocchi apportati da Camera e Senato al testo
originario della manovra, fanno parte, tra gli altri, il Fondo per l' emergenza avicola (15 milioni nel 2018
e 5 nel 2019) e quello per le imprese agrumicole (2 milioni nel 2018, 4 nel 2019 e altrettanti l' anno
successivo). Per la pubblica amministrazione arriva il nuovo Fondo per l' innovazione sociale che sarà
chiamato ad alimentare studi di fattibilità per il funzionamento o il miglioramento della macchina
amministrativa (5 milioni nel 2010 e 10 l' anno nel biennio successivo). Sul fronte della scuola e dell'
università, oltre alle risorse per stabilizzazioni e assunzioni, la manovra incrementa di 5 milioni nel 2018,
10 nel 2019 e 35 milioni nel 2020 il fondo per la statizzazione degli istituti superiori musicali non statali e
delle Accademie delle belle arti non statali.
In questa sorta di competizione tra "contenitori" di risorse non poteva mancare lo sport con il Fondo
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
Continua > 75 gennaio 2018
Pagina 18 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Tracciabilità dei rifiuti. Prorogate le sanzioni ridotte per la mancata iscrizione e l' omesso
versamento
Sistri, formulari anche digitali
I commi 1134 e 1135 dell' unico articolo della
legge di Bilancio per il 2018 ridisegnano la
tracciabilità dei rifiuti. Il primo reca la ormai
consueta "proroga Sistri" d i f i n e a n n o ; i l
secondo conferisce dignità informatica al
formulario e al registro cartacei e delega il
ministero dell' Ambiente a individuare le
procedure di recupero dei contributi Sistri
dovuti e non pagati.
In ordine alla cosiddetta "proroga Sistri", il
dispositivo agisce sull' articolo 11, commi 3
bis e 9bis del decreto legge 101/2013 (legge
125/2013) e stabilisce che le sanzioni per la
non corretta operatività sul Sistri non saranno
applicabili «Fino alla data del subentro nella
g e s t i o n e d e l servizio d a p a r t e d e l
concessionario» individuato mediante gara d'
appalto gestita da Consip «e comunque non
oltre il 31 dicembre 2018». Restano, invece,
operanti e ridotte della metà le sanzioni per la
mancata iscrizione e l' omesso versamento del
contributo Sistri. Fino ad allora, si applicano i
tradizionali obblighi di tracciabilità per
formulari, registri e Mud di carta e relative
sanzioni. Per gli obbligati, si aggiunge il Sistri
fatto di chiavette Usb e black box (distribuite
per un totale di 641.746 unità), schede, chiavi di accesso e collegamenti on line sempre interrotti.
A marzo, il Tar del Lazio dovrà pronunciarsi sulla legittimità dell' aggiudicazione della gara per l'
affidamento d e l Sistri. Nonostante il Sistri attuale sia un paradosso, ad oggi, sono circa 78mila le
imprese tenute a usarlo. In origine, erano 398.160.
Il Sistri è costato tanto: i "contributi versati dagli utenti" ammontano a 187.251.865 euro.
Tanto rumore per nulla. Non basta, l' attuale concessionaria Selex Se.Ma. Spa, come anticipo dei costi
di produzione, riceverà 10 milioni di euro anche per il 2018.
Il nuovo comma 1135 aggiunge l' articolo 194bis al Dlgs 152/2006 ("Codice ambientale") per
semplificare registro e formulario e per recuperare i contributi Sistri non versati.
L' informatizzazione delle pratiche burocratiche, consente (e non obbliga) la semplice tenuta digitale di
registri e formulari.
Il ministero dell' Ambiente può emanare un decreto che predisponga il formato. Dal 1° gennaio 2018 la
quarta copia del formulario può essere trasmessa anche mediante Pec. Fatta salva questa
trasmissione, si ritiene che il decreto sia necessario e che, fino ad allora, chi sceglie il digitale non
possa ancora rinunciare alla carta. Il tutto vale anche per i soggetti non tenuti a Sistri.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
Continua > 95 gennaio 2018 Pagina 18 Il Sole 24 Ore
5 gennaio 2018
Pagina 18 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Sviluppo urbanistico, Registro fisso per i patti tra
pubblico e privati
Esenzione per le imposte ipotecarie e catastali
Imposta d i r e g i s t r o i n m i s u r a f i s s a e d
esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale
per gli atti preordinati alla trasformazione del
territorio posti in essere mediante accordi o
convenzioni tra privati ed enti pubblici, nonché
per gli atti attuativi dei primi. È quanto
riconosce la legge di Bilancio 2018, n. 205/17,
con una catena di rinvii.
L' articolo 1, comma 88, aggiunge un secondo
comma all' articolo 20 della legge 10/1977
(cosiddetta legge Bucalossi) e fa rinvio, per tali
atti, al trattamento tributario previsto dal
comma 1 dello stesso articolo 20.
L' articolo 20, comma 1, rinvia, a sua volta, per
i provvedimenti, le convenzioni e gli atti d'
obbligo previsti nella stessa legge Bucalossi
alle agevolazioni di cui all' articolo 32, comma
2, del Dpr 601/1973.
L' articolo 32, che è l' anello iniziale, dispone
che gli atti di trasferimento delle aree Peep e
Pip sono soggetti a imposta di registro in
misura fissa e sono esenti dalle imposte
ipotecaria e catastale; stesso trattamento per
gli atti di cessione a titolo gratuito di tali aree a
favore dei Comuni.
Si tratta di una neverending story. Con l'
articolo 10 del Dlgs 23/2011 erano state soppresse tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche
se previste in leggi speciali, relative agli atti di cui ai commi 1 e 2 della tariffa, parte prima, allegata al Tu
dell' imposta di registro. Il decreto sblocca Italia ha "ripristinato" l' agevolazione prevista dall' articolo 32
del Dpr 601/1973.
La legge di Stabilità 2016 ha poi chiarito che l' articolo 32 si applica indipendentemente dal titolo di
acquisizione della proprietà da parte degli enti locali (articolo 1, comma 58).
La legge 205/2017 dipana ora alcuni residui dubbi interpretativi. È necessario e sufficiente che si tratti di
accordi o convenzioni tra privati ed enti pubblici.
Due conseguenze: il limite dell' edilizia residenziale pubblica non sembra più attivo; il regime di favore
prescinde dalla natura pubblica degli immobili trasferiti. È quindi accolta l' interpretazione suggerita dal
notariato nello studio 46/2015.
L' agevolazione di cui all' articolo 32 si applica anche alle convenzioni e agli atti di cui all' articolo 40bis
della legge provinciale di Bolzano 13/1997 per i quali non siano ancora scaduti i termini di accertamento
e di riscossione o rispetto ai quali non sia stata emessa sentenza passata in giudicato.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
Continua > 115 gennaio 2018 Pagina 18 Il Sole 24 Ore
5 gennaio 2018
Pagina 20 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Enti locali. Non contano i tetti di orario contrattuali ma solo quelli stabiliti per legge
Straordinari liberi per le elezioni
Durante le consultazioni elettorali e
referendarie, gli enti locali p o s s o n o f a r
svolgere lavoro straordinario senza
computarlo nei limiti fissati dalla contrattazione
collettiva o dalla legge (massimo 250 ore).
Non possono invece derogare agli altri limiti
stabiliti dal Dlgs 66/2003, ad esempio, su
durata massima settimanale, pause o riposi
giornalieri, se non previsto da apposito
decreto del Ministero del lavoro, di concerto
c o n q u e l l o p e r l a F u n z i o n e pubblica. L o
afferma la nota n. 4137 del 27 settembre 2006,
ancora valida nel settore pubblico.
Anche lo straordinario è stato oggetto di vari
chiarimenti del ministero del Lavoro. Come
nell' interpello n. 10 del 8 febbraio 2007, che
ha chiarito che l' attività di aggiornamento e
formazione professionale può essere esclusa
dai limiti di legge o di contratto collettivo solo
se previsto dagli stessi contratti collettivi.
Così anche l' interpello n. 56 del 10 luglio 2009
ha chiarito che la sanzione amministrativa
disposta dal comma 6 dell' articolo 18bis sul
superamento dei limiti di straordinario va
applicata una sola volta, senza moltiplicare l'
importo per ciascun lavoratore interessato; ciò
sia nell' ipotesi "normale" da 1 a 5 lavoratori (da 25 a 154 euro) sia in quella aggravata da 6 o più
lavoratori o più di 50 giornate l' anno (da 154 a 1.032 euro e non è ammesso pagare in misura ridotta).
Con la nota n. 4909 del 18 ottobre 2006 il ministero ha spiegato che la norma sulle ferie va interpretata
nel senso che la contrattazione collettiva può anche ridurre il limite delle due settimane per cui è
obbligatorio il godimento infraannuale, purché tale riduzione non vanifichi la richiamata funzione dell'
istituto feriale e sia occasionata da eccezionali esigenze di servizio o, comunque, da «esigenze
aziendali serie».
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
E.D.F.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
135 gennaio 2018
Pagina 27 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
In Italia l' evasione fiscale ammonta a 108 miliardi
L' evasione fiscale in Italia ammonta a 108
miliardi di euro l' anno. La cifra emerge da un
rapporto del centro studi di Unimpresa
analizzando i dati del ministero dell' Economia
e delle Finanze per i periodo 20122014. In
media, dalle casse dello Stato vengono
sottratti ogni anno 97 miliardi di imposte e
quasi 11 miliardi di contributi previdenziali. In
particolare, è l' Iva a essere l' imposta p i ù
evasa, con 35,7 miliardi, seguita dall' Irpef con
35 miliardi.
L' evasione dell' Irap ammonta a 8,4 miliardi,
mentre l' Imu si ferma a quota 4,8 miliardi.
Un altro studio di Unimpresa, basato sui dati
della Corte dei conti e della Ragioneria
generale dello stato, analizza quante delle
imposte calcolate vengano effettivamente
recuperate dall' amministrazione finanziaria.
Negli ultimi dieci anni, dal 2007 al 2016, l'
attività di riscossione tributaria ha portato nelle
casse dello Stato 119,8 miliardi, contro uno
stock di arretrati che ammonta a 730 miliardi.
Sul totale di 850 miliardi, dunque, è stato
recuperato il 14%.
Del totale di incassi da riscossione, 85 miliardi
sono il frutto di attività ordinaria, mentre i
restanti 35 miliardi sono legati a misure ad hoc
approvate dai governi. Il record di gettito da
riscossione, infatti, è stato raggiunto nel 2016 con 19 miliardi, anno in cui è stata applicata la voluntary
disclosure, dalla quale sono stati riscossi 4 miliardi dalla regolarizzazione dei capitali illegalmente
detenuti all' estero. Al netto della voluntary e di altri interventi non strutturali che hanno generato entrate
per 8 miliardi, l' incasso si è attestato a quota 11 miliardi, in linea con il trend degli anni precedenti.
Lo studio fa emergere, inoltre, che nel magazzino delle esattorie risultano iscritti molti crediti inesigibili,
da contribuenti deceduti a poste inesistenti, ed erroneamente non cancellati. Secondo il vicepresidente
di Unimpresa, Claudio Pucci, «i dati sono la prova di un sistema fiscale sbagliato: lo Stato pretende
troppo, ha esagerato nell' alzare l' asticella del prelievo fiscale e ora si trova in bilancio poste fasulle,
denaro che non recupererà mai».
© Riproduzione riservata.
MATTEO RIZZI
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
145 gennaio 2018
Pagina 28 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
L' incrocio di chiarimenti sul regime di non imponibilità e inversione contabile
Esportatore abituale, Iva tripla
Rilevano reverse charge, split payment e rimborsi
Il fornitore dell' esportatore abituale, pur in
presenza delle dichiarazione d' intento, deve
tener conto dell' applicazione del reverse
charge quale regime prevalente rispetto a
quello di non imponibilità, con ricadute positive
per il recupero del credito Iva maturato che
potrà essere rimborsato in via prioritaria. Al
contrario, le forniture poste in essere nei
confronti di soggetti esportatori abituali ma
rientranti nel regime di split payment fruiscono
del regime di non imponibilità.
È quanto risulta dall' incrocio dei chiarimenti
forniti dall' Agenzia delle entrate in merito al
rapporto tra regime di non imponibilità
«soggettiva» di cui all' articolo 8, lett.
c), del dpr 633/72, il regime di inversione
contabile (tipicamente disciplinato nell' articolo
17, comma 6, dello stesso dpr 633/72), e
quello di split payment di cui all' articolo 17ter
del dpr 633/72.
La posizione del fornitore dell' esportatore
abituale è diventata certamente più complessa
alla luce delle modifiche intervenute in diversi
ambiti Iva, in primo luogo per quanto riguarda
la gestione delle dichiarazioni d' intento
ricevute a partire dal 1° marzo 2017, nelle
quali non è più possibile richiedere l'
applicazione del regime di non imponibilità per
un periodo temporale (tipicamente dal 1° gennaio al 31 dicembre). È infatti possibile indicare un
«plafond» fino al quale il fornitore emette fattura senza Iva, ovvero l' emissione può riguardare la singola
operazione. Ciò comporta che una volta effettuata l' operazione, ovvero l' esaurimento dell' importo
indicato, il fornitore che non riceve altre dichiarazioni d' intento deve emettere fattura con applicazione
del regime Iva ordinario, ovvero applicando la scissione dei pagamenti di cui all' articolo 17ter se la
controparte è inclusa negli elenchi pubblicati dal Ministero dell' economia e delle finanze (Mef), ovvero
se rientrante nell' ambito della Pubblica amministrazione. In relazione al rapporto tra non imponibilità e
split payment, infatti, il recente documento di prassi (circ.
27/E/2017) ha precisato che la presenza di una dichiarazione d' intento rilasciata da parte di un
soggetto rientrante tra quelli destinatari del regime di scissione dei pagamenti deve considerarsi
prevalente, con conseguente applicazione della non imponibilità Iva e «consumo» del plafond (da
monitorare anche da parte del fornitore).
Al contrario, laddove il fornitore dell' esportatore abituale ponga in essere un' operazione soggetta a
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
Continua > 155 gennaio 2018 Pagina 28 Italia Oggi
5 gennaio 2018
Pagina 30 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Il ministro delle infrastrutture Delrio ha firmato il decreto che ripartisce le risorse
Metropolitane, fondi per 1,4 mld
Finanzieranno 26 progetti. Dal Cipe già stanziati 665 mln
Ancora un' iniezione di risorse per il trasporto
pubblico locale. A beneficiarne saranno
soprattutto le linee metropolitane e urbane su
ferro nelle grandi città (Roma, Milano, Torino,
Napoli, Genova, Firenze).
Ma i fondi arriveranno anche a Padova, Rimini,
Vicenza, Bari, Salerno, Reggio Calabria,
Catania. In totale 1,4 miliardi che si
aggiungono ai 665,77 milioni già approvati dal
Cipe.
Sono 26 i progetti che potranno essere
completati grazie agli stanziamenti del decreto
firmato a inizio anno dal ministro per le
infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio.
A Roma andrà la fetta maggiore di risorse: 425
milioni per il rinnovo della Metro A e B
(interventi di manutenzione, adeguamento dell'
alimentazione elettrica, impianto idrico e
antincendio, nonché acquisto di 14 nuovi
treni).
Per Milano arrivano 396,15 milioni (che si
aggiungono ai 285,28 milioni già disponibili)
destinati al primo lotto della tratta Milano
Limbiate, all' acquisto di 50 nuovi tram, a
interventi di manutenzione della Linea M2 e ad
opere aggiuntive per la M4.
A Torino andranno 223 milioni, di cui 148,14
per la tratta CollegnoCascine Vica della Linea
metropolitana 1, che dispone già di 123,70 milioni.
Per la città di Genova sono previsti 137,38 milioni, da destinare alla fornitura di 11 treni a trazione
autonoma e alle tratte BrinCanepari e BrignoleMartinez della Metropolitana.
Alla linea tranviaria 4.1 di Firenze sono assegnati 47 milioni per la tratta LeopoldaPiagge che si
aggiungono a 119 milioni già disponibili.
Per la metropolitana di Napoli sono stati stanziati 267,82 milioni, per la prima fase della Linea 6.
Per il sistema ferroviario metropolitano di Reggio Calabria sono stati stanziati 23 milioni di euro, per la
realizzazione di tre fermate e per il miglioramento tecnologico nella tratta Reggio Calabria Centrale
Melito Porto Salvo. Infine a Catania vengono assegnati 59,5 milioni per la fornitura di 17 treni con
trazione autonoma della linea filoviaria Circumetnea. Altri 115 milioni sono stati approvati al Cipe di
dicembre per la tratta MisterbiancoBelpasso.
L' individuazione degli interventi ammissibili a finanziamento è stata effettuata tenendo conto
prioritariamente della maturità progettuale, dell' immediata cantierabilità, della percentuale di
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
Continua > 175 gennaio 2018 Pagina 30 Italia Oggi
5 gennaio 2018
Pagina 30 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Si alza a 50.000 la soglia per la mediazione nelle liti
sui tributi locali
Soglia più elevata per le controversie tributarie
soggette a reclamo e mediazione a partire dal
2018. Sale da 20 a 50 mila euro il valore delle
l i t i p e r l e q u a l i è imposta la procedura
deflattiva. Questa regola si applica anche alle
cause in cui sono parti gli enti locali.
Rientrano nella nuova soglia della mediazione
tutti gli atti ricevuti dal destinatario a partire dal
prossimo 1° gennaio, ancorché notificati prima
di questa data.
Si alza, dunque, da 20 a 50 mila euro la soglia
della mediazione per le controversie fiscali. La
procedura di reclamo e mediazione va
osservata anche per le cause in cui sono parti
gli enti locali, se il tributo in contestazione non
supera i 50 mila euro. L' Agenzia delle entrate,
con la circolare 30/2017 emanata il 22
dicembre scorso, ha chiarito che nonostante la
norma di legge faccia riferimento agli atti
notificati dal 1° gennaio 2018, conta il
momento in cui l' atto è ricevuto dal
destinatario. Per l' Agenzia, «la notifica si
considera perfezionata al momento di
ricezione dell' atto da parte del contribuente».
Va posto in rilievo che l' articolo 10 del dl
50/2017 oltre a innalzare a 50 mila euro il
limite di valore della causa per cui il ricorso
vale come reclamo in via amministrativa e il
contribuente può formulare proposte di mediazione, ha differito l' efficacia della nuova disposizione a un
momento successivo alla sua entrata in vigore. Infatti, è previsto che questo limite di valore si applica
«agli atti impugnabili notificati a decorrere dal 1° gennaio 2018».
La ratio della norma, ovviamente, è quella di deflazionare ulteriormente il contenzioso, facendo rientrare
nel preventivo riesame amministrativo il maggior numero di controversie. Va sottolineato che con
questa nuova soglia rientrano nelle procedure di reclamo e mediazione quasi tutte le liti sui tributi locali.
È noto che queste cause, per le quali era già elevato il valore fissato a 20 mila euro, normalmente hanno
una posta in palio piuttosto modesta. Pertanto dal 2018 va osservato il termine dilatorio dei 90 giorni,
prima del deposito del ricorso in commissione tributaria, nei successivi 30 giorni. Una volta notificato il
ricorso, ex lege, il termine per il deposito è sospeso per 90 giorni.
Bisogna ricordare che la Cassazione (ordinanza 18125/2015) ha affermato che per i ricorsi tributari
conta la data di spedizione, al fine di stabilire la decorrenza del termine di sospensione per reclamo e
mediazione. Del resto, la rituale costituzione in giudizio del ricorrente è «ancorata alla spedizione e non
alla ricezione del ricorso da parte del resistente». Sia in primo grado che in appello i ricorsi devono
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
Continua > 195 gennaio 2018 Pagina 30 Italia Oggi
5 gennaio 2018
Pagina 31 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Anche le fondazioni rientrano nel Gap dell' ente
Anche le fondazioni rientrano nel bilancio
consolidato.
Lo ha chiarito la Commissione Arconet (l'
organismo ministeriale che sovrintende all'
applicazione del nuovo ordinamento contabile
d e g l i enti territoriali) nella seduta del 13
dicembre scorso 2017. Adita da una
fondazione che contestava la correttezza del
suo inserimento nel Gruppo amministrazione
pubblica (Gap) di un comune e nel relativo
bilancio consolidato, la Commissione ha
confermato la correttezza dell' inclusione in
quanto «dall' esame dello statuto della
Fondazione» risulta che «il comune ha
correttamente applicato le disposizioni del
dlgs n. 118 del 2011 riguardanti l'
individuazione degli enti strumentali».
Ricordiamo, infatti, che ai sensi del principio
contabile applicato sul bilancio consolidato
(allegato 4/4 del dlgs 118) devono essere
consolidati tutti gli organismi, enti e società
controllati o partecipati, indipendentemente
dalla loro forma giuridica e dall' attività svolta.
Al di là dei casi (del tutto eccezionali) di
impossibilità di acquisire i dati di bilancio (che
il legislatore circoscrive a eventi eccezionali e
imprevedibili come alluvioni o incendi),
possono essere esclusi solo i soggetti i cui
bilanci risultano irrilevanti se comparati con quello dell' ente «capogruppo» rispetto ai tre parametri dell'
attivo, patrimonio netto e totale dei ricavi caratteristici. La relativa soglia ancora per il 2017 ossia in
funzione del bilancio che dovrà essere approvato entro il 30 settembre 2018) è fissata al 10% (5%) per
le regioni, mentre dal 2018 scenderà al 3%. Inoltre, sempre dal 2018, scatterà un meccanismo «a
franchigia» in base al quale ciascun ente potrà avvalersi della clausola di irrilevanza fino alla
saturazione della soglia, dovendo obbligatoriamente consolidare i soggetti restanti. Possono essere
escluse, in ogni caso, le società di cui l' ente detiene una partecipazione inferiore al 1% del capitale.
Sempre dal 2017, però, scatta l' obbligo di consolidare, indipendentemente dalla quota di
partecipazione detenuta, tutti gli enti e le società totalmente partecipati dalla capogruppo, le società in
house e g l i enti partecipati titolari di affidamento diretto da parte dei componenti del gruppo, a
prescindere dalla quota di partecipazione. Al di là dell' inclusione dei soggetti posseduti al 100%, ciò
comporta che nel gruppo e (soprattutto) nel perimetro devono essere inserite anche tutte le società che
rientrano nel regime dell'«in house». Inoltre, occorrerà verificare se i soggetti inclusi nel gruppo hanno
disposto affidamenti diretti ad altri soggetti partecipati, perché in tal caso anche questi ultimi andranno
necessariamente consolidati. In entrambi i casi (in house dirette e indirette) non ci saranno scappatoie
neppure per partecipazioni detenuta irrisorie. Per esempio, se un comune ha lo 0,9% della società che
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
Continua > 215 gennaio 2018 Pagina 31 Italia Oggi
5 gennaio 2018
Pagina 31 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Le sezioni riunite della Corte dei conti hanno tracciato le linee di intervento per il 2018
Bilanci consolidati nel mirino
Saranno la priorità assieme al restyling delle partecipate
Con la deliberazione n. 12/2017/Inpr, le sezioni
riunite della Corte dei conti hanno approvato il
documento relativo alla programmazione dei
controlli e delle analisi per il 2018, che
definisce le priorità sulle quali, nel nuovo anno,
si concentreranno le attenzioni della
magistratura contabile. Fra queste, spiccano le
verifiche sulle risultanze dei bilanci consolidati,
oltre che sui piani di razionalizzazione delle
partecipate e sulla loro attuazione. «L' esame
della sezione delle autonomie», si legge nel
documento, «si incentrerà soprattutto sui nuovi
controlli introdotti con la novella dell' art. 147
del Tuel ad opera del dl 174/2012, che vedono
nei controlli sugli equilibri finanziari, sugli
organismi partecipati e sulla qualità dei servizi
erogati gli strumenti operativi più idonei a
individuare i punti critici della programmazione
degli enti. Attraverso la lettura integrata di detti
c o n t r o l l i c o n l e r i s u l t a n z e d e i bilanci
consolidati, sarà possibile ottenere una visione
unitaria e complessiva della gestione, da cui
far emergere il grado di responsabilizzazione
dell' intera organizzazione dell' ente e d i
r e a l i z z a z i o n e d e g l i o b i e t t i v i d i finanza
pubblica». A loro volta, le sezioni regionali
dovranno concentrarsi «nel monitoraggio delle
principali scelte organizzative/gestionali
inerenti alle società pubbliche, tra cui la revisione straordinaria delle partecipazioni» in quanto «il
monitoraggio del grado di adempimento all' obbligo della ricognizione e dei livelli di attuazione delle
misure di razionalizzazione preannunciate, offre l' opportunità di rendere più stringenti valutazioni in
ordine alle criticità emerse dalle altre verifiche condotte sul fenomeno delle esternalizzazioni e ai loro
riflessi sugli equilibri degli enti partecipanti».
Specifici approfondimenti potranno riguardare anche i bilanci consolidati, il cui obbligo di adozione,
dopo vari rinvii, è stato esteso, a decorrere dal 30 settembre 2017, a tutti gli enti con popolazione
superiore ai 5.000 abitanti. «A tale riguardo, le sezioni regionali avranno cura di verificare gli effetti
positivi delle integrazioni al principio contabile applicato apportate dal VII correttivo, che dal 2018
considera irrilevanti i bilanci degli organismi che presentano, per tre diversi parametri (totale dell' attivo,
patrimonio netto e totale dei ricavi caratteristici), una incidenza inferiore al 3%. Analoghe verifiche
andranno assicurate con riferimento agli enti che versino in situazioni di deficitarietà strutturale o a quelli
che abbiano in corso di attuazione piani di riequilibrio finanziario pluriennale o piani di rientro».
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
Continua > 235 gennaio 2018 Pagina 31 Italia Oggi
5 gennaio 2018
Pagina 31 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Il Caso/ Accade a Torino
La Smat si chiama fuori
La Smat, il colosso che gestisce il servizio
idrico integrato p e r i comuni d e l l a C i t t à
metropolitana di Torino, si chiama fuori dal
bilancio consolidato dei suoi circa 300 soci,
anche se solo per il 2017. Con una nota
t r a s m e s s a n e i g i o r n i s c o r s i , l a società
metropolitana acque Torino (Smat) spa,
rispondendo alle «richieste pervenute da
diversi enti locali» h a comunicato a i comuni
che ne detengono le azioni di non rientrare nel
loro perimetro di consolidamento per l'
esercizio 2017. Pertanto, i bilanci consolidati
che tali municipi dovranno approvare entro il
30 settembre 2018 non includeranno le
risultanze economiche e patrimoniali di questa
società che, nel 2016, ha fatto registrare oltre
411 milioni di ricavi, un margine operativo
lordo di quasi 150 milioni e immobilizzazioni
nette per oltre 730 milioni. Alla base dell'
autoesclusione di Smat un passaggio
contenuto nell' allegato 4/4 al dlgs 118/2011,
che, limitatamente agli anni 2016 e 2017, taglia
fuori le società quotate, ovvero quelle emittenti
strumenti finanziari quotati in mercati
regolamentati. Ed è il caso della società
piemontese, che nel 2017 ha emesso un
prestito obbligazionario. La posizione di Smat
è pienamente fondata sul piano giuridico, ma
impone alcune riflessioni su uno strumento, il bilancio consolidato, che rappresenta una delle ultime
new entry nel panorama della contabilità pubblica. Esso ha imposto notevoli costi amministrativi alle
amministrazioni, con risultati in termini di capacità di rappresentare la situazione effettiva dei «gruppi
enti locali» assai modesti. In questa prospettiva, il caso Smat è esemplare: quest' ultima è stata
consolidata nel 2016, non lo sarà nel 2017 e tornerà a esserlo nel 2018, generando una incomprensibile
discontinuità nei dati esposti nei consolidati. Vicende come quella di Smat rendono del tutto aleatorio l'
impatto dell' art. 1, comma 866, della recente legge di Bilancio, che consente fino al 2020 agli enti di
utilizzare i proventi delle alienazioni patrimoniali per estinguere i propri prestiti, ma solo laddove essi
dimostrino, in relazione al consolidato dell' anno precedente, un rapporto equilibrato (superiore a 2) fra
immobilizzazioni e debiti da finanziamento. Le recenti modifiche apportate all' allegato 4/4 hanno tentato
di porre rimedio a tali paradossi, ma con risultati piuttosto modesti che rendono necessario un nuovo,
incisivo intervento da parte del legislatore.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
255 gennaio 2018
Pagina 31 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Niente proroga per la decurtazione
Revisori, basta tagli ai gettoni
Niente più obblighi di decurtazione dei
compensi spettanti ai revisori dei conti. La
manovra 2018, infatti, non ha prorogato la
disposizione contenuta nell' art. 6, comma 3,
del dl 78/2010, la quale imponeva alle
amministrazioni pubbliche una riduzione, nella
misura del 10% dell' importo risultante alla
data del 30 aprile 2010, degli emolumenti
comunque corrisposti ad «organi di indirizzo,
d i r e z i o n e e c o n t r o l l o , consigli d i
amministrazione e organi collegiali comunque
denominati ed ai titolari di incarichi di qualsiasi
tipo».
C o m e n o t o , t a l e previsione, s e c o n d o i l
consolidato orientamento della Corte dei conti,
trovava applicazione anche con riferimento ai
compensi percepiti dai componenti degli
organi di revisione economicofinanziaria.
Come ricorda il sito della Deflino&Partners,
quindi, nulla osterà più al completo
recepimento da parte degli enti locali delle
indicazioni operative fornite dall' Osservatorio
sulla finanza e la contabilità degli enti locali
con atto di orientamento n.
1 del 13 luglio scorso, col quale il ministero
dell' interno ha ritenuto opportuno fissare dei
criteri di individuazione dei limiti minimi nella
determinazione del compenso spettante ai
revisori degli enti locali; limite minimo che per ragioni di «adeguatezza, sufficienza, congruità e rispetto
del decoro della professione» va individuato nel limite massimo previsto per i revisori della fascia
demografica immediatamente inferiore a quella dell' ente di appartenenza. Per i revisori dei comuni con
meno di 500 abitanti e per quelli delle province sino a 400 mila abitanti, invece, il limite minimo non può
essere inferiore all' 80% del compenso base annuo lordo stabilito per le predette fasce di appartenenza.
In tal modo, del resto, si eviteranno anche problemi di compatibilità con il principio dell' equo compenso,
recentemente introdotto nel nostro ordinamento.
FRANCESCO CERISANO
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
265 gennaio 2018
Pagina 32 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
In generale le gare sono cresciute del 6% in numero e del 19,7% in valore sul 2016 per il
Cresme
Appalti Anas triplicati nel 2017
In gara lavori per 2,5 mld: per nuove opere solo 400 mln
Riprende il mercato dei lavori pubblici n e l
2017 dopo il crollo del 2016; triplicano in
valore i contratti messi in gara dall' Anas (2,5
m i l i a r d i ) e d i 2 , 5 v o l t e q u e l l i d e l settore
ferroviario, ma anche le altre stazioni
appaltanti hanno affidato più contratti e per
valori superiori al 2016 (oltre il 12%). È quanto,
sia pure provvisoriamente e in attesa dei dati
definitivi, si può dedurre dai primi elementi
concernenti l' andamento del 2017 per il
settore degli appalti pubblici.
Il primo dato significativo riguarda l' Anas che
in tutto l' anno scorso ha messo in gara quasi
2,5 miliardi di euro, tre volte il valore del 2016,
anno che aveva visto però diversi mesi di
blocco a causa dell' entrata in vigore del nuovo
codice dei contratti pubblici, ora a regime.
Per la società di via Mozambano le risorse
sono finite soprattutto in lavori di
manutenzione (1,5 miliardi), mentre sono stati
400 milioni gli appalti per nuove opere e 500
milioni per servizi e f o r n i t u r e d i beni. A
dicembre, in particolare, sono stati pubblicati,
fra gli altri, nuovi bandi per accordi quadro
inerenti lavori di manutenzione per corpo
stradale (220 milioni di euro), per
sistemazione dei versanti rocciosi e protezione
del corpo stradale (80 milioni), per
adeguamento delle barriere di sicurezza e posa in opera di barriere stradali (75 milioni).
A questi bandi si devono poi aggiungere i sei, sempre per accordi quadro, per servizi di ingegneria e
architettura che cumulano un totale di 136 milioni a base d' asta.
L' ottima performance di Anas non è però isolata stando ai dati diffusi da Cresme, come anticipazioni
sul dato definitivo del 2017, che hanno visto un po' tutte le stazioni appaltanti migliorare i numeri dell'
anno precedente, ancorché da considerare annus horribilis specialmente per il settore dei lavori. Ecco
quindi che in tutto le gare aumentano di oltre il 6% in numero (circa 17.800) e del 19,7% in valore
rispetto al 2016.
La parte del leone la fanno, come detto, l' Anas ma anche Rfi e quindi il settore ferroviario che,
diversamente da Anas, può contare sulle più flessibili regole dettate per i settori speciali: il comparto
ferroviario ha visto la messa in gara di quasi 6 miliardi (2,5 volte il valore del 2016) per 230 procedure,
con una spinta non indifferente anche sul lato della digitalizzazione (vedasi il sistema di qualificazione
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132017
Continua > 275 gennaio 2018 Pagina 32 Italia Oggi
Puoi anche leggere