Quaresima 2020 un tempo speciale - "La mia quarantena di parroco"

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Quaresima 2020 un tempo speciale - "La mia quarantena di parroco"
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 Mensile della Diocesi di Bolzano-Bressanone        Anno 56, Numero 3 – Marzo 2020

Quaresima 2020
un tempo speciale

                                    “ La mia quarantena di parroco“
                                    Coronavirus: chiuso in casa per
                                    precauzione, don Mario Gretter racconta
Quaresima 2020 un tempo speciale - "La mia quarantena di parroco"
quaresima

                                Un tempo speciale
                                Dove ci porta il cammino quaresimale, come santificare questo tempo personalmente e in famiglia, a cosa
                                rinunciare oggi nel moderno digiuno: guida alla Quaresima accompagnati dal noto biblista Gregorio Vivaldelli.
                                di Gregorio Vivaldelli

1. Perchè il cristiano intraprende il cam-
mino della Quaresima? A che cosa lo
conduce?

I  l cristiano intraprende il cammino
   della Quaresima perché è il “sentiero
liturgico” che lo conduce fino a Gerusa-
lemme, nel mezzo di una Cena durante
la quale Gesù si metterà a lavare i piedi
ai suoi discepoli. Si tratta di un cam-
mino affascinante e impegnativo, che
come cristiani siamo invitati a percorre-
re accanto al Signore Gesù. C’è un’esor-
tazione di san Paolo, rivolta al suo fedele
discepolo Timoteo, che può aiutarci a
capitalizzare al meglio la sorprendente
occasione di crescita umana e spirituale
che la Chiesa ogni anno ci offre con la                  Sempre affollatissime in tutta Italia le conferenze pubbliche di Gregorio Vivaldelli
Quaresima: «Ti ricordo di ravvivare il
dono di Dio che è in te» (Seconda lettera                il dono che Dio ci ha fatto del nostro                uomini che vivono accanto a noi e far
a Timoteo 1,6). Se dovessimo applicare                   battesimo, per quanto possa apparire                  percepire loro che non sono mai soli: «e
a noi cristiani il consiglio che Paolo dà a              paradossale, significa prendersi cura                 quasi ad ogni battito del mio cuore cresce
Timoteo, la Quaresima potrebbe diven-                    della presenza di Dio nel mondo, la pre-              la mia certezza: tu Signore non puoi aiu-
tare quel tempo prezioso che ci viene                    senza di un Dio che «ha tanto amato il                tarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere
dato per prenderci cura del dono di Dio                  mondo da dare il Figlio unigenito, perché             fino all’ultimo la tua casa in noi» (Etty
che è in noi: il nostro battesimo. A tal                 chiunque crede in lui non vada perdu-                 Hillesum).
proposito è interessante notare come,                    to, ma abbia la vita eterna» (Vangelo
più volte, Papa Francesco esorti tutti                   di Giovanni 3,16). La Quaresima è un
                                                                                                               2. La Chiesa esorta a santificare il tem-
noi a fare memoria della data del nostro                 cammino attraverso il quale ricordarci
                                                                                                               po di Quaresima. Cosa significa questo
battesimo. Il sacramento del battesimo,                  che, col sacramento del battesimo che
                                                                                                               concretamente per il singolo e per la
questo dono prezioso di Dio che è in                     abbiamo ricevuto, la Chiesa ha inserito
                                                                                                               famiglia?
noi, rischia di essere il grande dimenti-                la nostra persona nella grande schiera                C’è un testo del libro di Genesi che ci
cato nella vita del cristiano. Il battesimo              dei testimoni chiamati a far percepire                permette di riflettere sul valore del tem-
ci identifica e ci definisce (noi siamo dei              a chi ci vive accanto la sorprendente                 po, una riflessione che può essere quan-
battezzati, non abbiamo semplicemente                    bellezza dell’amore misericordioso di                 to mai opportuna e particolarmente
partecipato a un rito religioso); il batte-              Dio Padre per il mondo e per l’umani-                 fruttuosa per il singolo e per una fa-
simo ci dona la dignità e il compito di                  tà, in particolare per l’umanità debole               miglia durante il tempo di Quaresima:
essere cristiani lungo le strade del mon-                e sofferente. Intraprendere il cammino                «Allora Dio, nel settimo giorno portò a
do e della storia di oggi. Quaresima,                    della Quaresima come cristiani “ravvi-                termine il lavoro che aveva fatto e ces-
quindi, come tempo privilegiato per                      vati” permette a Dio di essere presente               sò nel settimo giorno da ogni suo lavo-
condurci alla riscoperta della dignità                   in mezzo agli uomini, dà occasione a                  ro. Dio benedisse il settimo giorno e lo
e della responsabilità del nostro essere                 Dio di abitare le gioie e le fragilità degli          consacrò, perché in esso aveva cessato da
battezzati nel Signore Gesù. Prendersi                   uomini del nostro tempo. La Quaresi-                  ogni lavoro che egli creando aveva fatto»
cura del proprio battesimo non va con-                   ma è un richiamo gioioso e urgente alla               (Genesi 2,2-3).
fuso con una sorta di “cosmesi” spiri-                   riscoperta di una grazia speciale che                 Curioso: nella società del “tempo libe-
tualeggiante della nostra vita cristiana,                abbiamo ricevuto gratuitamente. Nella                 ro”, nessuno ha più tempo! Si vive sem-
né con un tentativo di rifugiarci nei                    nostra quotidianità, essere battezzati si-            pre con il piede sull’acceleratore. Ci si
nostri spazi privati fuggendo dalle no-                  gnifica permettere a «Dio, ricco di mise-             sente sempre in ritardo rispetto alla
stre responsabilità personali, familiari,                ricordia, per il grande amore con il quale            programmazione mattutina. Nessuno
sociali ed ecclesiali. Niente di tutto que-              ci ha amato» (Lettera agli Efesini 2,4)               ha più tempo per nessuno. Non ci si
sto. Ravvivare, durante la Quaresima,                    di abitare nel cuore delle donne e degli              ferma mai. Si giunge così a sera e ci si

2   Il Segno, numero 3 – Marzo 2020
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accorge di essersi dimenticati di pren-
dersi cura della propria interiorità e del-
la propria famiglia. Purtroppo, in una
prospettiva famigliare, il primo tempo
a venire immolato sull’altare dell’effi-
cientismo è spesso quello che dovrem-
mo dedicare a noi sposi e a noi, geni-
tori e figli. Eppure, si è famiglia se ci si
dà del tempo. Nel testo di Genesi che
abbiamo riportato, viene descritta l’isti-
tuzione del settimo giorno, del «sabato»
(in ebraico: shabbat), nel quale Dio «ces-
sò» (in ebraico: shabat) ogni suo lavoro.
Dio, prima di santificare lo spazio della
propria Abitazione, della propria tenda
posta in mezzo al suo popolo (cf Nu-
meri 7,1), santifica il tempo. Lo spazio,
quindi, Dio lo santificherà dopo: prima
è più importante benedire/consacrare
il tempo. Troppo spesso, come singoli
e come famiglia, ci si limita a chiamare
un sacerdote a benedire/consacrare la
casa (vale a dire lo spazio in cui vivia-      Più vita reale, meno vita virtuale: un moderno digiuno quaresimale secondo Vivaldelli
mo), dimenticando così la responsabi-
lità “sacerdotale” che ci è stata conferita
nel battesimo: benedire/consacrare il          singoli e come famiglie del XXI secolo,            di fermarci per ascoltare noi stessi, gli
tempo che viviamo come persone che             decidiamo di non lasciarci travolgere              altri e la creazione, non abbiamo tempo
vivono nel mondo e lungo le strade             dall’incalzare frenetico dei vari impegni          nemmeno per Dio e per la sua Parola. E
dell’umanità. Come? Innanzitutto dan-          quotidiani, settimanali, mensili... abbia-         pensare che, come ricorda per ben due
doci del tempo nella nostra quotidiani-        mo bisogno dello stesso coraggio di Dio,           volte il testo di Genesi 2,2-3, anche Dio
tà. Come realizzare una tale benedizio-        per riuscire a capire che la vita del cri-         si è fermato! Quaresima, quindi, come
ne? Avendo lo stesso coraggio di Dio:          stiano non è una gara “contro il tempo”,           “tempo liturgico” privilegiato per riqua-
fermandosi! È evidente che se, come            bensì una chiamata a cogliere il soffio            lificare il nostro “tempo quotidiano” e
                                               di eternità presente in ogni attimo che            per poter vivere in pienezza il nostro
                                               ci viene donato di vivere e in ogni rela-          essere dei “consacrati” (cf Genesi 2,3) da
                                               zione interpersonale che la vita ci offre:         Dio per il bene degli altri. Il tempo è un
   La passione per Dante                       «Erano invasati dalla paura di non aver            bene troppo prezioso per permetterci
                                               tempo per tutto, e non sapevano che aver           il lusso di “perdere tempo”, «ché perder
   Nato nel 1967 a Riva del Garda,             tempo significa precisamente non aver              tempo a chi più sa più spiace» (Dante
   sposato con Emanuela, quattro               tempo per tutto» (Robert Musil). Come              Alighieri, Purgatorio III,78).
   figli, il trentino Gregorio Vi-             singoli e come famiglie del terzo millen-
   valdelli ha conseguito a Roma               nio rischiamo di vivere continuamente
                                                                                                  3. Come si può intendere, nella società
   la licenza di specializzazione in           “fuori dal tempo”, occupati cioè esclusi-
                                                                                                  di oggi, un moderno digiuno quaresi-
   Scienze bibliche e il dottorato in          vamente a riempire gli “spazi” della no-
                                                                                                  male? A che cosa possiamo rinunciare?
   Teologia biblica. Insegna Sacra             stra giornata con le nostre occupazioni:           La Quaresima è un cammino verso la
   Scrittura negli Istituti Teologici          lavoro, spesa, accompagnare i bambini              gioiosa scoperta di un Dio che spalanca
   della Diocesi di Trento e svolge            a scuola, a catechesi, al corso di ingle-          le braccia della sua misericordia e ci ac-
   un servizio di formazione bibli-            se, di danza, in palestra… Ma in questo            coglie così come siamo, con i nostri pre-
   ca intervenendo a convegni e a              modo si perde la capacità di percepire             gi e i nostri difetti, con le nostre virtù
   giornate di spiritualità. Il suo            il respiro dei giorni, vale a dire vivere          e le nostre fragilità. Il digiuno quaresi-
   amore per la Parola di Dio è                consapevolmente e in pienezza “dentro              male è la proposta che la Chiesa ci offre
   maturato nell’Associazione Via              il tempo” che ci è donato. Vivere “fuori           per dare voce al nostro profondo deside-
   Pacis. Attraverso serate pubbli-            dal tempo” significa non avere tempo di            rio di libertà dalle innumerevoli dipen-
   che e percorsi didattici di gran-           ascoltare sé stessi, la propria coscienza,         denze che appesantiscono e affliggono
   de successo, condivide il fascino           i propri desideri profondi, le proprie             la nostra vita personale e comunitaria.
   e l’attualità del viaggio di Dante          gioie e i propri dolori, il grido del po-          In tal senso, il digiuno quaresimale è
   nella Divina Commedia.                      vero e il gemito del creato (cf Lettera ai         un’efficace proposta educativa liberante.
                                               Romani 8,22). Se non abbiamo tempo                 Ovviamente, non tanto “libertà di” fare

                                                                                                                  Il Segno, numero 3 – Marzo 2020   3
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qualunque cosa ci passi per la testa («Per       essere un “fioretto” quaresimale parti-          applicato anche alla possibile dipenden-
fare ciò che si vuole bisogna nascere re o       colarmente “profumato” e necessario.             za dal gossip (pettegolezzo), vale a dire
stupidi», Seneca), quanto “libertà da” e,        Non si tratta di demonizzare il valore           dalle chiacchiere inutili, che spesso si
soprattutto, “libertà per”. La “libertà di”      del progresso tecnologico e digitale: i          rivelano indiscrete e infondate. Vivia-
infatti, esercitata senza limiti e senza         vantaggi sono evidenti a tutti. Il dram-         mo in un contesto culturale, sociale e
un responsabile controllo, può illuderci         ma emerge quando non riusciamo più               digitale nel quale è facile smarrire uno
e stordirci, fino ad arrivare a impedir-         a vivere disconnessi dalla rete, e ci illu-      stile di vita improntato alla sobrietà
ci di vivere pienamente inseriti nella           diamo di esistere solo se siamo connes-          nell’esprimere giudizi, alla riservatezza
nostra vita reale. Un moderno digiuno            si h24 (vale a dire tutto il giorno, e spes-     rispetto ad argomenti personali e deli-
quaresimale, quindi, dovrà avere il co-          so gran parte della notte) con il nostro         cati, alla prudenza nell’uso delle parole
raggio di affrontare non solo le schiavi-        computer/tablet/smartphone. In questo            sui social. La Quaresima potrebbe esse-
tù più tradizionali (alcool, tossicodipen-       caso, un moderno digiuno quaresimale             re un tempo opportuno per digiunare
denze…), ma anche le nuove forme di              potrebbe essere l’occasione preziosa per         dal chiacchiericcio, dal parlare male
dipendenza, particolarmente insidiose            verificare se ci preoccupa di più essere         degli altri, perché «questo distrugge; di-
in quanto apparentemente innocue e               “persone on-line” (connesse continua-            strugge la famiglia, distrugge la scuola,
innocenti. Per esempio, la ludopatia ov-         mente alla rete) oppure essere “persone          distrugge il posto di lavoro, distrugge il
vero la dipendenza dal gioco d’azzardo,          on-life” (connesse alla “vita”, alla “vita re-   quartiere. Dalla lingua incominciano le
sia quello online che quello con le slot         ale”: real life) cercando di utilizzare le       guerre. (…) facciamoci la domanda: io
machine: autentiche macchine mangia-             nuove tecnologie con libertà e responsa-         parlo male degli altri? Io cerco sempre di
soldi in grado di divorare i risparmi di         bilità per non essere usate e schiavizza-        sporcare gli altri? Per me è più facile ve-
una vita e, soprattutto, di distruggere          te da esse. Un tale digiuno quaresimale          dere i difetti altrui che i miei? E cerchia-
la propria vita e quella dei propri fami-        ci aiuterebbe a evitare di trasformare la        mo di correggerci almeno un po’: ci farà
gliari. Oppure, la dipendenza dalla rete,        nostra esistenza in un reality show, vale        bene a tutti» (Papa Francesco, 3 marzo
vale a dire l’incapacità di disconnetterci       a dire in un triste, avvilente e mono-           2019). Si è accennato prima a un terzo
da internet e dai social media. In parti-        tono spettacolo virtuale. Un moderno             tipo di libertà, la “libertà per”. Il digiuno
cole quest’ultima dipendenza potrebbe            digiuno quaresimale potrebbe essere              quaresimale, a qualunque dipendenza
                                                                                                  personale venga applicato, dovrebbe
                                                                                                  condurre ciascuno a questa terza for-
    Serata rinviata a maggio                                                                      ma di libertà interiore, che è la forma
                                                                                                  più matura e urgente. Digiuniamo dalle
    Gregorio Vivaldelli doveva essere nuo-       che oggi uno stile di vita a servizio            nostre dipendenze per diventare per-
    vamente a Bolzano, ospite della So-          del bene comune. La serata ha il pa-             sone in grado di fare della propria vita
    cietà Dante Alighieri, giovedì 19 mar-       trocinio della Facoltà di Scienze della          un dono per gli altri. Digiuniamo dalle
    zo nell’aula magna dell’Università. Ma       Formazione della LUB, è consigliata la           nostre dipendenze per poter aiutare chi
    dopo aver consultato le autorità com-        prenotazione con mail a societadante-            vive in difficoltà materiali e spirituali.
    petenti, l’ateneo e lo stesso Vivaldelli,    alighieribolzano@gmail.com.                      Digiuniamo dalle nostre dipendenze
    considerate le problematiche connes-                                                          per essere persone meno “social” e più
    se con l’emergenza coronavirus e vi-                                                          “socievoli”. Digiuniamo per diventare
    sto l’annunciato alto numero dei par-                                                         persone in grado di ingaggiare una lot-
    tecipanti, la “Dante” è stata costretta                                                       ta senza quartiere contro il narcisismo
    a rinviare la serata. L’appuntamento                                                          imperante osando fare un passo a lato
    con Vivaldelli a Bolzano è posticipa-                                                         per mettere al centro della nostra atten-
    to al 27 maggio, alle 20, sempre                                                              zione la gioia dell’altro. Digiuniamo per
    nell’aula magna dell’Univer-                                                                  scoprire che l’altro – nella sua diversità
    sità. Titolo significativo della serata                                                       e peculiarità– è la mia libertà. Digiu-
    è “Chi scende sale”. Il noto biblista e                                                       niamo per non rimanere soffocati dal
    dantista trentino parlerà di un nuovo                                                         nostro “io” spesso così ingombrante,
    tratto del cammino di Dante: dal ter-                                                         ma diventare promotori di un “noi” in
    zo al quinto cerchio dell’Inferno, dove                                                       grado di lavorare per il bene comune.
    incontra i golosi, gli avari e i prodighi,                                                    Chi accoglie la proposta della Chiesa
    gli iracondi e gli accidiosi, affrontan-                                                      di provare a digiunare dalle proprie di-
    do i rispettivi custodi infernali, fino                                                       pendenze è consapevole che, in questa
    ad arrivare alle imponenti mura della                                                         vita, totalmente libero non lo sarà mai;
    Città di Dite. Grazie a un linguaggio                                                         allo stesso tempo, sa che la vita umana
    semplice e coinvolgente, Vivaldelli          Gregorio Vivaldelli e Dante:                     è un viaggio verso la libertà nel quale
    farà emergere come l’esperienza di           il binomio di grande successo si                 è chiamato sempre a ripartire, perché:
    Dante sia in grado di proporre an-           ripropone il 27 maggio a Bolzano                 «libertà va cercando, ch’è sì cara» (Dante
                                                                                                  Alighieri, Purgatorio I,70).

4    Il Segno, numero 3 – Marzo 2020
Quaresima 2020 un tempo speciale - "La mia quarantena di parroco"
quaresima

Le tre dimensioni
Da chi vive nei luoghi sacri della Terrasanta, un augurio alla comunità
altoatesina per una Quaresima di concretezza liturgica ma anche esistenziale.
di Francesco Patton

I  l tempo di Quaresima in Terrasanta
   è uno dei più ricchi dal punto di vi-
sta liturgico. La celebrazione della via
crucis lungo la Via dolorosa a Gerusa-
lemme acquista un significato parti-
colare. Qualche pellegrino si lamenta
talvolta che la celebrazione è disturba-
ta, io rispondo: quella è la vera via cru-
cis. Gesù non l’ha percorsa passando
tra due ali di folla devota, è passato in
mezzo a gente che urlava, che era indif-        L’indicazione trilingue della via crucis sui muri dei vicoli di Gerusalemme
ferente, in mezzo a gente che lo insul-
tava. La via crucis disturbata è la vera
via crucis, che si conclude nell’edicola           Muser e Tisi: oltre la routine
del Santo sepolcro, e poterla fare nei
venerdì di Quaresima diventa sempre                “Custodire il creato, custodire le                 i propri desideri e l’intimità del pro-
una proclamazione forte del mistero                creature“ è il titolo del calendario               prio animo. È la provocazione di chi
della resurrezione. Auguro a tutta la              che le diocesi di Trento e di Bolza-               prova a disconnettersi almeno un po’
comunità altoatesina di vivere bene la             no-Bressanone hanno proposto per                   per tornare al profondo della coscien-
Quaresima. Va vissuta prima di tut-                la Quaresima 2020, il sussidio per la              za.“ Cosa ci serve per raggiungere
to nella giusta prospettiva, cioè come             preghiera in famiglia rivolto a par-               questo obiettivo? Così rispondono
cammino verso la Pasqua. La Quare-                 rocchie e comunità. Ogni settimana                 Muser e Tisi: “Serve frequentare il
sima ha una dimensione penitenziale,               di Quaresima è caratterizzata da                   silenzio, non come impegno religio-
ma che preparara proprio a far esplo-              un tema specifico che accompagna                   so, ma come dato di umanizzazio-
dere l’alleluja pasquale con una gioia             attraverso una riflessione o una te-               ne, camera di decompressione, dove
rinnovata. E poi è fondamentale vivere             stimonianza sempre legati appunto                  stacchiamo la connessione e diamo
il cammino quaresimale accoglien-                  alla custodia del creato e delle cre-              conto alla naturale chiamata all’in-
do le indicazioni offerte dalla liturgia           ature: il pellegrinaggio, l’ecumeni-               contro. Cristo ci dice: osa, rischia,
del Mercoledì delle ceneri, che invita a           smo, la Caritas, i migranti, anziani               renditi vulnerabile. Metti in gioco le
tenere unite la preghiera, il digiuno e            e ammalati, nuovi stili di vita. Nel               tue energie!“
l’elemosina. Bisogna cioè imparare ad              loro messaggio i vescovi Ivo Mu-
avere un rapporto con Dio diventando               ser e Lauro Tisi esprimono l’au-
capaci di metterlo prima e al di sopra             spicio “che questa Quaresima ci porti
di ogni altra cosa (il valore della pre-           oltre la routine, introduca giornate
ghiera); poi bisogna imparare a colti-             fuori dall’ordinario, ci consegni il gu-
vare la dimensione del digiuno e attra-            sto di un tempo speciale.“ I vescovi
verso questa dimensione comprendere                ricordano che viviamo dentro un
anche il digiuno di chi non sceglie di             grande paradosso: “Nell’era della
farlo, e in questo modo trasformare                connessione ventiquattr’ore su venti-
quel digiuno (che è anche una forma                quattro, delle autostrade telematiche
per imparare ad essere maggiormente                che favoriscono i contatti, gli uomini
liberi di fronte ai bisogni) in elemosi-           e le donne ci dicono che la vera emer-
na, cioè in misericordia, in capacità di           genza è la solitudine. La Quaresima,
condividere con i propri fratelli. Cre-            a modo suo, ci invita, invece, a prova-
do che il cammino quaresimale abbia                re ad abitare la solitudine, non quella
quindi una concretezza liturgica ma                amara e triste, che produce la man-
anche una concretezza esistenziale.                canza di incontro e porta ai drammi
                                                   esistenziali. Ma una solitudine buo-
 Francesco Patton frate francescano trentino,      na, che è la capacità di dialogare con             La copertina del calendario di Quaresima 2020
 è il Custode della Terrasanta a Gerusalemme

                                                                                                                       Il Segno, numero 3 – Marzo 2020   5
Quaresima 2020 un tempo speciale - "La mia quarantena di parroco"
quaresima

                                  Io rinuncio for future
                                  L’azione quaresimale 2020 “Io rinuncio” ha scelto il tema “for future”:
                                  ciascuno può contribuire a rendere il mondo migliore, impegnandosi a tutelare
                                  l’ambiente e prevenirela deriva climatica. Senza dimenticare le relazioni interpersonali.
                                  di Paolo Valente

“M        eno può essere più, volere di meno
          affina lo sguardo sull’essenziale e
sul molto che già abbiamo”, lo ha detto e
                                                     motori sono convinti che ognuno possa
                                                     contribuire a rendere il mondo migliore,
                                                     impegnandosi nella tutela dell’ambiente e
                                                                                                     resima. Secondo uno studio dell’Istituto
                                                                                                     provinciale di statistica, il 44 per cento de-
                                                                                                     gli altoatesini dai 14 agli 85 anni conosce
ripetuto il vescovo Ivo Muser durante la             della prevenzione della deriva climatica. E     l’iniziativa. Tra questi una gran parte (84
cerimonia del Mercoledì delle Ceneri cele-           c’è anche, soprattutto, il clima delle rela-    per cento) la valuta positivamente e quasi
brata nel Duomo di Bolzano. E con queste             zioni interpersonali che va tutelato e man-     uno su quattro ha partecipato ad essa nel
parole ha riassunto il significato dell’a-           tenuto integro. Per raggiungere il maggior      2019. Tre quest’ultimi, circa il 90 per cen-
zione “Io rinuncio” che per la sedicesima            numero di persone possibili è stato elabo-      to ha rinunciato del tutto o in parte agli al-
volta viene proposta e vissuta da, quest’an-         rato anche quest’anno un manifesto a for-       colici. L’azione “Io rinuncio 2020” è partita
no, 65 organizzazioni altoatesine, capofila          ma di calendario, come quello d’Avvento.        il mercoledì delle Ceneri (26 febbraio)
delle quali sono il Forum Prevenzione, la            Ogni giorno una finestrella da aprire per       e terminerà il Sabato Santo (11 aprile).
Caritas diocesana, il Katholischer Fami-             scoprire e accogliere suggerimenti e inviti     Oltre al calendario/manifesto e alle sue
lienverband, il Dipartimento provinciale             all’azione e al cambiamento. “Con il tema       proposte quotidiane, per incentivare il
Istruzione e Formazione tedesco e ladino             ‘for future’ vogliamo contribuire consape-      maggior numero possibile di persone a
e la Arbeitsgemeinschaft der Jugenddien-             volmente a mettere in discussione le no-        partecipare e dare visibilità all’azione “Io
ste. Un’edizione che si apre nel bel mezzo           stre abitudini, diventare più consapevoli       Rinuncio” vengono utilizzati canali social
della psicosi da coronavirus, in un Paese            del nostro ruolo e, se necessario, impe-        come Facebook e Instagram. In particola-
che si mette in quarantena da solo e che             gnarci per il cambiamento. Si tratta, dopo      re la youngCaritas invia durante l’azione
all’improvviso si scopre vulnerabile, ma             tutto, del nostro futuro!”, ha spiegato Peter   messaggi brevi e immagini sui social e
questa volta davvero. Un Paese che dopo              Koler, direttore del Forum Prevenzione,         via e-mail allo scopo di interrogare e fare
mesi e anni di politica della paura, vede            alla presentazione dell’azione, in piazza       riflettere chi legge. Chi volesse ricevere i
ora che la paura può anche assumere nuo-             Duomo, nella fredda mattinata del primo         messaggi via e-mail è invitato a registrar-
ve fattezze. E che possono essere perfino            giorno di Quaresima, presente anche una         si all’indirizzo forfuture@youngcaritas.
gli altri ad avere paura di noi e a riman-           rappresentanza dei giovani di “Friday’s for     bz.it inserendo come oggetto “ForFuture”.
darci a casa. “Non rimandiamo la nostra              future South Tyrol”.                            I messaggi saranno inviati ogni lunedì,
conversione: il domani non è nelle nostre                                                            mercoledì e venerdì.
mani, e spesso corriamo il rischio di veder          Quaresima attraverso i social
accendersi in noi la guerriglia intermina-           L’azione “Io rinuncio”, in Alto Adige, fa or-    Paolo Valente, giornalista e storico,
                                                                                                      è direttore della Caritas diocesana
bile del compromesso”, ha detto il vescovo.          mai parte del sentire comune della Qua-
“Non cominciamo domani o dopodoma-
ni, ma oggi! E chiediamoci davvero: con
chi devo riconciliarmi concretamente?”

Un manifesto-calendario
Non è un caso che l’azione quaresimale
2020 abbia scelto il tema “for future”. I pro-

    La lettera pastorale

    Per la Quaresima 2020 il vescovo
    Ivo Muser ha scritto una lettera pa-             tico. La lettera viene pubblicata lunedì        signor Muser che si richiama al Di-
    storale incentrata sul tema dell’im-             9 marzo, per poter essere approfondita          scorso della montagna pronunciato
    pegno solidale di ciascuno e del                 nelle parrocchie nella terza dome-              da Gesù e riportato dall’evangelista
    servizio al prossimo. La solidarietà             nica di Quaresima, il 15 marzo,                 Matteo. Il testo integrale della let-
    intesa come gesti concreti compiuti              proprio nella Giornata della solidarietà.       tera pastorale quaresimale sarà di-
    nel quotidiano, sul piano personale,             “Dai loro frutti li riconoscerete“, questo      sponibile anche online sul sito della
    sociale, economico, ecologico e poli-            il titolo della lettera pastorale di mon-       Diocesi www.bz-bx.net

6    Il Segno, numero 3 – Marzo 2020
Quaresima 2020 un tempo speciale - "La mia quarantena di parroco"
avvicendamenti

Chi parte, chi arriva
Un nuovo decano a Naturno, il segretario del vescovo part-time, un commiato in due parrocchie di Bolzano:
sono alcuni degli avvicendamenti di sacerdoti in diocesi a partire da settembre 2020.

-C  hristoph Wiesler, lascia l’incarico
   di responsabile dell’unità pastorale S.
   Giovanni in Valle Aurina, parroco di
   S. Giovanni in Valle Aurina, Lutago e
   Rio Bianco e viene nominato respon-
   sabile dell’Unità pastorale Naturno,
   parroco e decano di Naturno e inca-
   ricato parrocchiale di Tablà, Ciardes e
   Maragno/Castelbello.
- Rudolph Hilpold lascia l’incarico di
   responsabile dell’unità pastorale Na-
   turno, così come lascia anche gli inca-
   richi di parroco e decano di Naturno,       Disposta la prima tornata di avvicendamenti nella diocesi nel 2020
   parroco di Tablà, Ciardes e Maragno/
   Castelbello.                                    nominato collaboratore pastorale di S.            spirituale dell’Unione Perpetue della
- Stefan Stoll, lascia l’incarico di par-         Vigilio di Marebbe, Pieve di Marebbe,             Diocesi e quello di assistente spiritua-
   roco “in solidum” delle parrocchie S.           Rina, Antermoia, S. Martino in Badia              le dell’Unione Sacristi della Diocesi e
   Giovanni Bosco e Regina Pacis di Bol-           e Longiarù.                                       lascia parzialmente anche l’incarico
   zano, e lascia anche l’incarico per la      - Heinrich Perathoner, collaborato-                  di segretario personale del vescovo e
   pastorale in lingua tedesca nella par-          re pastorale di S. Vigilio di Marebbe,            di notaio per le ordinazioni sacre per
   rocchia Cristo Re a Bolzano e viene             Pieve di Marebbe, S. Martino in Badia             dedicarsi allo studio della liturgia a
   nominato responsabile dell’unità pa-            e Longiarù, viene nominato in aggiun-             Padova.
   storale S. Giovanni in Valle Aurina e           ta collaboratore pastorale di Antermo-         - Leschek Maria Put lascia l’incarico
   dell’Unità pastorale Alta Valle Aurina,         ia e Rina.                                        di collaboratore pastorale di Cadipie-
   parroco di S. Giovanni in Valle Auri-       - Roland Mair, parroco di Nova Po-                   tra e dal 1° marzo 2020 è sacerdote au-
   na, incaricato parrocchiale di Lutago,          nente, incaricato parrocchiale di Nova            siliare residente a Bressanone.
   Rio Bianco, Cadipietra, S. Giacomo in           Levante, Ega e S. Valentino in Campo
   Valle Aurina, S. Pietro in Valle Aurina         viene nominato in aggiunta incaricato
   e Predoi.                                       parrocchiale di Monte S. Pietro.                  Sacerdote ausiliare
- Josef Profanter lascia l’incarico di        - Heinrich Guadagnini, parroco di
   responsabile dell’unità pastorale Alta          Aldino, Trodena e Redagno, viene no-               Il sacerdote Leschek Maria Put
   Valle Aurina, così come quello di in-           minato in aggiunta incaricato parroc-              risiede dal 2009 nella nostra Dio-
   caricato parrocchiale di Cadipietra, S.         chiale di Anterivo.                                cesi e dal 1° marzo 2020 abita a
   Giacomo in Valle Aurina, S. Pietro in       - Heinrich Langes lascia l’incarico di                Bressanone. Come informa il
   Valle Aurina e Predoi e viene nomina-           parroco di Monte S. Pietro e Anterivo              vicario generale Eugen Runggal-
   to collaboratore pastorale di Lutago,           e viene nominato collaboratore pasto-              dier, Put è disponibile a colla-
   Rio Bianco, Cadipietra, S. Giacomo in           rale di Monte S. Pietro e Anterivo.                borare come sacerdote ausiliare
   Valle Aurina, S. Pietro in Valle Aurina     - Corneliu Berea, amministratore                      nelle parrocchie della Diocesi.
   e Predoi.                                      parrocchiale di Colle Isarco, incarica-             Parla tra l’altro molto bene italia-
- A nton Auer finora parroco di Selva            to parrocchiale di Brennero e Fleres                no e tedesco. Per questa attività
   dei Molini e di Lappago, lascia l’incari-      viene nominato in aggiunta incaricato               di aiuto nelle parrocchie ha dirit-
   co e viene nominato incaricato parroc-         parrocchiale di Prati, Vizze di Fuori e             to all’offerta per l’intenzione del-
   chiale di queste due parrocchie.               Vizze di Dentro.                                    la messa e al rimborso delle spe-
- K laus Sottsas parroco di S. Vigilio        - Walter Prast lascia l’incarico di par-              se di viaggio. Per concordare il
   di Marebbe e incaricato parrocchiale            roco di Prati, Vizze di Fuori e Vizze di           servizio di aiuto in parrocchia si
   di Pieve di Marebbe, S. Martino in Ba-          Dentro e viene nominato collaborato-               può contattare direttamente il sa-
   dia e Longiarù, viene nominato in ag-           re pastorale dell’unità pastorale Alta             cerdote a questi recapiti: Leschek
   giunta incaricato parrocchiale anche            Val d’Isarco.                                      Maria Put, Bressanone, +39 349
   di Antermoia e Rina.                        - Michael Horrer, segretario persona-                 8258528 (telefono cellulare) o
- Paul Campei lascia l’incarico di                le del vescovo e notaio per le ordinazio-          put.leschekmaria@gmail.com.
   parroco di Antermoia e Rina e viene             ni sacre, lascia l’incarico di assistente

                                                                                                                    Il Segno, numero 3 – Marzo 2020   7
Quaresima 2020 un tempo speciale - "La mia quarantena di parroco"
coronavirus

                                  Una Quaresima un po’ diversa
                                  Il parroco don Mario Gretter è stato costretto alla quarantena preventiva in via precauzionale a Bolzano.
                                  Non presenta alcun sintomo, ha solo avuto l’obbligo di rimanere chiuso in casa perchè ha tenuto il corso
                                  prematrimoniale a cui ha preso parte anche il giovane di Terlano risultato positivo al coronavirus. Dalla sua
                                  camera don Mario racconta la sua particolare esperienza quaresimale.
                                  di Mario Gretter

D     a qualche giorno sono in isola-
      mento in via precauzionale. Sono
entrato in contatto prolungato con il
primo paziente risultato positivo al
nCovid-19 in Alto Adige. Sto bene e
grazie a Dio non mi manca niente, a
parte la libertà di uscire. Niente a con-
fronto con quanto sono invece blocca-
ti a casa o in ospedale per malattia…
La stessa sorte è toccata, per i medesi-
mi motivi, al cappellano don Timothy.
Siamo reclusi ciascuno in camera pro-
pria per evitare un eventuale contagio
reciproco. Usciamo il minimo indi-
spensabile, con mascherina e guan-
ti monouso, per recuperare i pasti e
quanto ci occorre. Dopo lo stress logi-
stico dei primi giorni, per assicurare
le celebrazioni e per garantire quanto
ci necessiti alla vita quotidiana, per
rispondere alle tantissime chiamate,
alle mail, agli assalti dei giornalisti…,
la vita di chiusura si è trasformata gra-            Dalla sua camera il parroco don Mario Gretter racconta la sua esperienza di Quaresima in
dualmente in clausura.                               quarantena preventiva: un saluto dalla finestra della sua abitazione

                                                                            Dalla chiusura alla         provvisamente e innanzitutto pericolo
                                                                            clausura                    e possibile fonte di contagio. La mia
                                                                            Un’esperienza mil-          esperienza tra queste quattro mura è
                                                                            lenaria della Chie-         invece di gratitudine. Non per il ripo-
                                                                            sa, che porta in sé         so, come in tanti mi hanno augurato,
                                                                            una grande sapien-          ma per l’esperienza forzata del limite,
                                                                            za. La chiusura non         della finitezza, dell’illusione della no-
                                                                            è data dai quattro          stra sicumera d’onnipotenza: devo solo
                                                                            muri, nei quali si è        organizzarmi e faccio quello che vo-
                                                                            rinchiusi, ma dalla         glio… I ritmi frenetici, ormai normali,
                                                                            prospettiva, dalla          si sono improvvisamente disciolti. Il
                                                                            visione che si ha o         tempo torna nelle mani di Dio e acqui-
                                                                            non si ha del tem-          sta una nuova dimensione.
                                                                            po e dello spazio.
                                                                            Si può essere chiu-         Vicinanza da tante persone
                                                                            si anche quando ci          Una gratitudine verso Dio, che ci fa
                                                                            si muove in spazi           appunto sperimentare come la nostra
                                                                            aperti. La paura            convinzione di avere tutto in mano e
                                                                            del virus, più della        di poter gestire tutto secondo i nostri
                                                                            giustaw e razio-            piani sia un’illusione, e che al contem-
                                                                            nale precauzione,           po mi fa toccare con mano il Suo so-
                                                                            esalta la distanza          stegno nelle fragilità. Una gratitudine
L’altare casalingo allestito da don Mario nella sua camera,                 da tenere dall’al-          verso i tanti preti che con generosità
da dove celebra la messa                                                    tro, diventato im-          si sono subito messi a disposizione

8    Il Segno, numero 3 – Marzo 2020
Quaresima 2020 un tempo speciale - "La mia quarantena di parroco"
coronavirus

per le sostituzioni. Gratitudine verso i          ra. Dovendo però stare reclusi ciascuno            la celebrazione in “videoconferenza”.
molti parrocchiani, ma anche persone              nella propria camera, abbiamo deciso               Sembra una piccola cosa, ma per me è
letteralmente dall’altra parte del mon-           di celebrare in contemporanea, per un              stato importante e mi aiuta a gustare
do (Centrafrica, Argentina, America,              minimo di comunione. Per me è stata                anche tante altre situazioni, possibili-
Egitto) che hanno manifestato in tanti            la prima volta nella vita a celebrare sen-         tà, cose che diamo troppo spesso per
modi vicinanza e solidarietà. Grazie an-          za la comunione diretta del Popolo di              scontato. Come affacciarsi alla finestra
che a tutti quelli che non si sono lascia-        Dio. Un’esperienza personalmente dif-              e godere del sole o dell’umidità della
ti vincere dalla paura, ma hanno con-             ficile, dove mi sono immedesimato, pur             pioggerellina, come in questa dome-
tinuato, con le dovute cautele e giuste           con le chiare e dovute differenze, con             nica mattina, uggiosa, ma bellissima,
precauzioni, a celebrare in comunità.             coloro che perseguitati per la fede o in           almeno da questo mio punto di vista.
                                                  condizioni di carcerazione o guerra, si            Ora vi lascio perché tra poco celebria-
Messa in camera e videoconferenza                 ritrovano soli, spendo di avere in Dio             mo Messa, in maniera alternativa, al
E su quest’ultimo punto la mia espe-              e nella Chiesa celeste un sostegno, ma             tempo del coronavirus…
rienza più bella. Dal primo giorno ci             non possono condividere fisicamente
siamo organizzati, don Timothy ed io,             questa comunione. Una gioia immensa                    Don Mario Gretter è parroco del
                                                                                                         Duomo e dei Piani di Bolzano
per poter celebrare la S. Messa in came-          poter condividere già dal terzo giorno

   Il vescovo: fragili, ma uniti

   È stato un inizio di Quaresima nel             avere tutto sotto controllo, “che fa fatica        ha la responsabilità di prendere deci-
   segno del coronavirus anche in Alto            ad accettare la vulnerabilità della con-           sioni difficili per il bene comune.“ Ri-
   Adige. Nella celebrazione del Mer-             dizione umana. Stiamo sperimentando                cordiamo che in via cautelativa, nel
   coledì delle Ceneri in un duomo di             la nostra debolezza. Ma proprio questo             quadro delle precauzioni adottate
   Bolzano affollato di fedeli, il vescovo        riconoscersi fragili – secondo il vescovo          in Alto Adige per contenere la dif-
   Ivo Muser ha affrontato il tema di-            – può generare in una società civile e nel         fusione del Coronavirus, la diocesi
   rettamente: “Nel giro di pochissimo            singolo la capacità di condivisione, di at-        di Bolzano-Bressanone ha invitato a
   tempo – ha detto – sono cambiati il            tenzione verso il prossimo, di senso del           cambiare alcune modalità della cele-
   ritmo e la pianificazione della vita,          bene comune.“ Da qui il suo invito: “Evi-          brazione. Ai fedeli viene chiesto di:
   di colpo molte cose non sembrano               tiamo dunque ogni forma di distanza
   più scontate o possibili. E le persone         e di sospetto nelle relazioni sociali: che         • ricevere la comunione nel
   sono insicure e hanno paura.“ Parte            questi giorni delicati ci facciano essere             palmo delle mani e non in
   da qui la riflessione di monsignor             più solidali, più uniti, senza leggerezza             bocca
   Muser per accompagnare questi gi-              ma anche senza panico né allarmismi.“              • evitare lo scambio del segno
   orni difficili di inizio Quaresima:            Monsignor Muser ha poi rinnovato la                   della pace
   il clima di ansia provocato dal co-            vicinanza nella preghiera “alle persone            • non servirsi dell‘acqua bene-
   ronavirus è anche il risultato di un           contagiate e ai loro familiari, ma anche              detta nell‘acquasantiera della
   atteggiamento di vita che vorrebbe             ai medici, al personale sanitario e a chi             chiesa.

   Quaresima al tempo del coronavirus: la Chiesa invita a ricevere la comunione in mano e non in bocca

                                                                                                                      Il Segno, numero 3 – Marzo 2020   9
Quaresima 2020 un tempo speciale - "La mia quarantena di parroco"
religioni

                                 Custode della Terrasanta
                                 La realtà della guerra, la ricerca di pace e convivenza, la suggestione dei luoghi sacri, il valore dei pellegrinaggi:
                                 intervista al Custode di Terrasanta Francesco Patton, ospite a Bolzano dell’Istituto di scienze religiose,
                                 che racconta come si vive oggi da cristiani a Gerusalemme.
                                 di Paolo Ferrari

8   00 anni di presenza dei frati
    francescani in Terrasanta, uni-
ca presenza occidentale rimasta in
                                                      testimonianza di realismo e pazien-
                                                      za cristiana.
                                                                                                        trascina ormai da dieci anni e ogni
                                                                                                        volta che sembra arrivare a una con-
                                                                                                        clusione qualcuno interviene nel
Medio Oriente in maniera continua                     Padre Francesco, quale impressione                riattizzare il fuoco. Quando finirà,
e pacifica. È un’impegno pastorale                    forte ha riportato in questi anni di Cu-          rimarrà la tragedia e bisognerà lavo-
che non perde attualità, spiega Fran-                 stode dei luoghi santi?                           rare alla ricostruzione.
cesco Patton, 56 anni, il frate tren-                 Sono principalmente due: una lega-
tino dal 2016 Custode francescano                     ta alla complessità della realtà in cui           In che modo la presenza dei religiosi
in Terrasanta. A febbraio da Geru-                    mi trovo a vivere, l’altra legata alla            in queste terre può contrastare l’intol-
salemme è arrivato a Trento e Bol-                    realtà della Custodia stessa, con fra-            leranza e favorire invece la compren-
zano e poi è andato a Bari, invitato                  ti di 50 nazionalità diverse e quin-              sione?
al convegno CEI sulla pace nel Me-                    di una bella esperienza di fraternità             Aiuta, come nel nostro caso, per-
diterraneo alla presenza del Papa. La                 internazionale. Quello che poi mi                 chè è una presenza internazionale
Custodia, provincia dell’Ordine dei                   colpisce, dato dal compito di custo-              e testimonia come persone di na-
frati francescani, estende la sua giu-                dire i luoghi santi, è la possibilità             zionalità diverse possano convive-
risdizione oltre i confini della terra                di celebrare nel corso dell’anno gli              re e condividere la stessa vita e gli
di Gesù (oggi Israele e Palestina),                   eventi del Vangelo e della redenzio-              stessi impegni. La presenza dei re-
comprendendo anche la Giordania,                      ne non solo nel tempo ma anche nel                ligiosi aiuta sul versante educativo,
l’Egitto, Cipro, Rodi, il Libano e la Si-             luogo. Non solo l’oggi ma anche il                uno dei più importanti: quasi tutte
ria. Quella di Francesco Patton, che                  qui, che aiuta anche a comprendere                le realtà religiose presenti in Terra-
abbiamo incontrato a Bolzano, è una                   in maniera diversa la Parola di Dio.              santa hanno un forte impegno nelle
                                                                   Poi su altri versanti na-            scuole, ad esempio noi Francescani,
                                                                   turalmente mi ha colpito             il Patriarcato le Suore del Rosario, i
                                                                   vedere la sofferenza cau-            Salesiani. Pariamo di almeno 10mila
                                                                   sata dalla guerra in Siria,          giovani. Le scuole sono un luogo di
                                                                   vedere situazioni che si             formazione alla convivenza che aiu-
                                                                   trascinano da decenni e              ta a costruire una mentalità di pace.
                                                                   per le quali sembra che              Nelle scuole ci stanno provando per
                                                                   non ci siano soluzioni.              lo più i cristiani e musulmani, biso-
                                                                                                        gna però riuscire ad avere luoghi e
                                                                     In tempi se non brevi al-          occasioni in cui questa cultura della
                                                                     meno accettabili, si potrà         fraternità si estenda anche al mondo
                                                                     giungere alla pace in que-         ebraico. Il nostro sforzo deve essere
                                                                     ste terre?                         quello di non ritenere impossibile
                                                                     Speriamo tutti di sì, e            ciò che gli altri ritengono impossibi-
                                                                     io penso di sì. Il conflit-        le, di aprire canali di dialogo.
                                                                     to     israelo-palestinese
                                                                     di fatto è in una fase di          Quanto sono importanti oggi i pel-
                                                                     sospensione, per conclu-           legrinaggi in Terrasanta? E perchè?
                                                                     derlo servirà una reale            Sono importanti prima di tutto
                                                                     accettazione    reciproca          per il pellegrino, perchè fa un’e-
                                                                     e il reciproco riconosci-          sperienza di fede, di poter leggere
                                                                     mento al diritto di esiste-        il Vangelo nei luoghi in cui è stato
                                                                     re, non solo come singole          rivelato, nei luoghi in cui si conser-
                                                                     persone ma anche come              vano la memoria e la tradizione di
                                                                     popoli e forse come Stati.         ciò che Gesù ha detto e ha fatto. Il
                                                                     Per quel che riguarda la           pellegrinaggio offre al credente un
                                                                     vicina Siria, onestamen-           antidoto a tutte le forme di spiri-
Il custode di Terrasanta, padre Francesco Patton,                    te pensavo che la guerra           tualismo, di concezione mitica del
per una sera a Bolzano                                               sarebbe finita prima, si           cristianesimo. No, la Terrasanta è il

10   Il Segno, numero 3 – Marzo 2020
religioni

quinto Vangelo, come diceva Paolo
VI, e offre al credente la dimensio-
ne del poter vedere e poter toccare.
Il pellegrino che si lascia provocare
in modo personale dal messaggio
che ciascuno di quei luoghi porta,
fa un’esperienza unica.

In Terrasanta i cristiani sono circa il
2%, 170mila persone. In che modo i
pellegrinaggi possono aiutarli?
In due maniere: da un lato i cristia-
ni locali riscoprono di far parte di
una famiglia universale, la Chiesa,
e dall’altro si rendono conto di vive-
re in un luogo dove tutti i cristiani
vorrebbero venire mentre loro ma-
gari qualche volta da lì vorrebbero
scappare. Diventa un incentivo a ri-
scoprire il valore che quel luogo ha
anche per loro. È poi anche un aiu-
                                             Una veduta di Gerusalemme, grande città di religioni, di frontiera e di conflitti

                                             to concreto, perchè molti cristiani
                                                                                                   Immagino che lo stesso valga anche
                                             possono lavorare in modo dignitoso
                                                                                                   per i luoghi per così dire minori?
                                             nell’indotto dell’accoglienza ai pelle-               Certamente. Io sono molto affeziona-
                                             grini.                                                to al santuario di Tabga, il cosiddetto
                                                                                                   santuario del primato lungo la riva
                                             Cosa si prova a presiedere grandi cele-               del lago di Galilea. Quando celebro
                                             brazioni nei luoghi santi?                            penso a quel colloquio tra Gesù e Pie-
                                             È un misto di sensazioni, sicuramen-                  tro, al “mi ami? “, e penso in quel mo-
                                             te un’emozione molto forte. Quan-                     mento che le domande rivolte a Pietro
                                             do ad esempio celebro nella notte                     siano rivolte a me. O se vado in Gior-
                                             di Natale nella grotta davanti alla                   dania sul monte Nebo non riesco a
                                             mangiatoia dove Maria ha deposto il                   non pensare a Mosè che ha condotto
                                             bambino Gesù, è un’esperienza che                     il popolo eletto attraverso il deserto,
                                             mi porta a comprendere l’umiltà di                    ha intravisto la terra promessa e ha
                                             Dio. Se celebro la lavanda dei piedi                  in qualche modo dovuto rinunciare
                                             nel Cenacolo il giovedì santo, è un                   a compiere l’ultimo passo. Celebrare
                                             gesto che commuove chi lo compie.                     in questi luoghi è come entrare ogni
                                             Il poter celebrare a Pasqua dentro l’e-               volta nella macchina del tempo e sen-
L‘edicola del Santo sepolcro a Gerusalemme   dicola del Santo sepolcro è qualcosa                  tire che il Vangelo è contemporaneo
nell’omonima basilica                        di straordinario.                                     a noi e che Gesù è presente.

   Dal Vicario generale

   Periodicamente si legge di pre-           nulla che possa suggerire apparizio-                  o di un’approvazione e che possa
   sunte apparizioni mariane ad              ni, visioni o altri fenomeni straordi-                generare confusione nei creden-
   opera di Salvatore Caputa, e non          nari. Ovviamente va osservato ogni                    ti. Pertanto da parte di diaconi e
   di rado si trovano nelle chiese in        rispetto verso Salvatore Caputa, le                   sacerdoti non vengono guidate ce-
   forma stampata i relativi presun-         cui esperienze nelle cosiddette appa-                 lebrazioni né vengono messi a di-
   ti messaggi della Madre di Dio.           rizioni mariane sono tuttavia di na-                  sposizioni locali o infrastrutture
   Come sottolineano i vertici della         tura esclusivamente soggettiva. Per                   ecclesiastiche in relazione tempo-
   Diocesi di Mantova, nel caso del-         queste ragioni va evitato tutto ciò che               rale o locale alla presenza di Salva-
   le cosiddette visioni di Salvatore        possa conferire a questi accadimen-                   tore Caputa e non viene concesso
   Caputa non esiste oggettivamente          ti l’apparenza di un riconoscimento                   sostegno in alcun‘altra forma.

                                                                                                                    Il Segno, numero 3 – Marzo 2020   11
chiesa&società

Ascoltare, ascoltare, ascoltare
Ha fatto molto parlare “Giulia e il lupo”, il primo racconto italiano di un caso di abuso sessuale nella Chiesa.
Lo ha scritto la giornalista Luisa Bove, invitata a Bolzano per presentare l’edizione tedesca del libro. L’abbiamo intervistata.

L   a scrittrice e giornalista milanese Lu-
    isa Bove ha raccolto la testimonianza
di Giulia (nome di fantasia) che ha raccon-
                                                 che non si ferma un abusatore, si molti-
                                                 plicano i rischi perché spesso il carnefice
                                                 è un seriale, non si ferma a una vittima.
                                                                                                      cogliere i pericoli e di intervenire tempe-
                                                                                                      stivamente, segnalando allo Sportello il
                                                                                                      rischio. Inoltre anche i Seminari e le Con-
tato una storia di abusi sessuali e solo 35                                                           gregazioni devono attrezzarsi con perso-
anni dopo ha trovato il coraggio di conse-       Per prevenire gli abusi la diocesi di Bolza-         nale specializzato perché ci sia una mag-
gnarla alla memoria collettiva. Il lupo - dal    no ha iniziato un cammino 10 anni fa con             giore attenzione ad accogliere candidati al
nome usato da papa Francesco nei suoi            lo Sportello per il cittadino e il Servizio          sacerdozio e alla vita religiosa, non limi-
discorsi contro i preti pedofili - era un sa-    specialistico diocesano. Ci sono altri stru-         tandosi a un filtro per l’ingresso, ma con
cerdote della parrocchia frequentata dalla       menti di cui potrebbero dotarsi diocesi,             monitoraggi anche negli anni successivi.
ragazza. Il libro di Luisa Bove, il primo
                                                 parrocchie e associazioni?                           Meno vocazioni, ma più mature e “sane”.
del genere in Italia, ha rappresentato una       La diocesi di Bolzano è esemplare, la pri-
svolta. La prefazione è di p. Hans Zollner,      ma a dotarsi di certi strumenti. Oltre allo          In questa lotta agli abusi resta centrale
membro della Pontificia commissione              Sportello e al Servizio specialistico, che           la figura della vittima. In che modo può
per la tutela dei minori – istituita da papa     vanno fatti conoscere il più possibile in            essere aiutata?
Francesco per far luce sugli scandali ses-       ambito ecclesiale e nella società, molto             Ascoltandola, ascoltandola, ascoltandola.
suali e la pedofilia dentro alla Chiesa – e      andrebbe fatto a livello di prevenzione nei          E credendo ai suoi racconti. Sostenendola
l’autrice è stata invitata a Bolzano per pre-    vari ambiti educativi: scuole, oratori, cen-         nel percorso di rinascita, mettendo a di-
sentare l’edizione tedesca edita da Tyrolia.     tri sportivi, centri aggregativi… Occorre            sposizione persone e risorse economiche,
                                                 avere in questi ambienti persone prepa-              perché i cammini di guarigione, che dura-
Luisa Bove, con quali obiettivi ha scritto       rate, quasi delle “sentinelle”, in grado di          no anni, richiedono colloqui con psicologi
“Giulia e il lupo“?
Anzitutto per dare ascolto a Giulia e rac-
cogliere la sua storia di vittima di abuso
sessuale da parte di un prete. A distanza
di anni oltre trent’anni è riuscita a fare un
percorso e ha deciso di raccontarsi in un
libro, anche questo ha contribuito alla sua
rinascita. Secondo, per far conoscere al
vasto pubblico ciò che cosa succede nella
vita di una ragazza o di una donna che su-
bisce abuso, le conseguenze, le ferite (fisi-
che, psicologiche, esistenziali e spirituali).
Infine, ho scritto nella speranza che que-
sto libro possa aiutare altre donne, vitti-
me di violenza, a uscire dall’ombra, a cer-
care aiuto, a trovare il coraggio di parlare.
Perché, questo anzitutto, fa bene a loro.

Ritiene che oggi la Chiesa voglia affronta-
re con trasparenza la piaga degli abusi al
suo interno?
Credo che papa Francesco e una piccola
porzione di Chiesa abbia capito la gravità
e la vastità di questo fenomeno e intenda
affrontare con coraggio e senso di respon-
sabilità la situazione. Una parte si procla-
ma disposta a farlo, ma la maggior parte
delle Conferenze episcopali, delle Diocesi
e delle Congregazioni religiose sta facen-
do molto poco e continua a nascondere i
fatti e a proteggere chi abusa. Ogni volta       Sostenere in tutti i modi la persona nel suo percorso di rinascita è fondamentale

12   Il Segno, numero 3 – Marzo 2020
chiesa&società

o psicoterapeuti, cure e visite sanitari, atti-    e curato le sue ferite. L’appello che si può
vità corporee, assistenza legale…                  lanciare alle vittime è di non sentirsi in
                                                   colpa, di non nascondersi e di chiedere
Ai giornalisti oggi si chiede di raccontare        aiuto; l’appello al mondo è di non sottova-
anche le buone notizie. Come si riesce a           lutare il fenomeno, di vigilare e di aiutare
trasmettere una speranza, un segnale               vittime, anche orientandole ai centri loro
positivo, quando si racconta un dramma             riservati. Raccontare onestamente la sto-
come quello di Giulia?                             ria Giulia è un modo per rende giustizia a
L’aspetto positivo di Giulia è che come            lei e a tutte le vittime. Ed è un servizio alla
vittima ha trovato la forza di parlare e di        verità che noi giornalisti dovremmo sem-                                          La giornalista
farsi aiutare, così da iniziare un percorso        pre svolgere, nel rispetto dei protagonisti                                       Luisa Bove,
di rinascita che ha migliorato la sua vita         e dei lettori.                                                                    autrice del libro

   A pesca di plastica
   “I   l Respiro della Terra: la conversio-
        ne ecologica e la pastorale sociale”.
   Questo il tema del quinto seminario
                                                       nelle questioni sociali e in particolare
                                                       nel tema del lavoro. Per questo semi-
                                                       nario si è scelta la città marchigiana
   nazionale di pastorale sociale svoltosi             anche per la presenza di una significa-
   a febbraio a San Benedetto del Tronto               tiva comunità di pescatori che hanno
   con la presenza di oltre 120 delegati               dato vita a un progetto speciale e me-
   provenienti da tutte le Diocesi d’Italia.           ritorio: si chiama “A pesca di plastica”
   La Chiesa di Bolzano-Bressanone era                 e ha coinvolto l’intera flotta a strascico
   rappresentata da Johann Kiem, segre-                di San Benedetto del Tronto. Un gesto
   tario dell’Istituto diocesano De Pace               concreto con il quale i pescatori della
   Fidei. Il seminario è preparatorio della            cittadina marchigiana hanno aderito
   49a Settimana Sociale, che si terrà tra             due anni fa al progetto europeo Clean
   un anno, nel febbraio 2021, a Taran-                Sea Life e provano a mettere in pratica
   to. A cinque anni dalla pubblicazione               quanto suggerito dalla Laudato si‘. Fino
   dell’enciclica Laudato si’ è infatti im-            a gennaio 2020 avevano già recuperato
   prescindibile coinvolgere la prospet-               dal mare Adriatico ben 24 tonnellate di
   tiva della conversione ecologica e il               rifiuti, di cui più della metà in plastica,
   concetto di ecologia integrale anche                per essere smaltite in maniera idonea.

   Medicinali gratis
                                                                       A    febbraio anche in
                                                                            Alto Adige, come
                                                                       nel resto d’Italia, si è
                                                                                                     da banco, con un aumento del 13%
                                                                                                     rispetto al 2019. I farmaci (antin-
                                                                                                     fiammatori, antinfluenzali, latte in
                                                                       tenuta la Giornata di         polvere, ecc) vengono consegnati
                                                                       raccolta del farma-           direttamente agli enti assistenziali
                                                                       co promossa dalla             convenzionati con la Fondazione –
                                                                       Fondazione       Banco        tra cui Caritas di Bolzano-Bressa-
                                                                       Farmaceutico Onlus.           none, Volontarius Onlus, Centri di
                                                                       Grazie all’impegno di         Aiuto alla Vita di Bolzano e Mera-
                                                                       100 volontari, alle 19        no, Parrocchia ortodossa rumena di
                                                                       farmacie private che          Bolzano – che li distribuiranno gra-
                                                                       hanno aderito all’i-          tis alle persone in stato di povertà.
                                                                       niziativa (a Bolzano,         Queste associazioni assistono com-
                                                                       Merano, Laives, Chie-         plessivamente 9mila persone. Fra i
                                                                       nes) e alla generosità        volontari impegnati, oltre a singoli
                                                                       della popolazione, è          cittadini, anche i componenti delle
                                                                       stato possibile racco-        citate associazioni e della Comunità
                                                                       gliere 2230 farmaci           dei mormoni di Bolzano.
   Alcuni volontari impegnati nella raccolta dei farmaci

                                                                                                                  Il Segno, numero 3 – Marzo 2020   13
psicologia&spiritualità

                                  Maledire e/o benedire?
                                  È diffusa la propensione – e non solo nel dibattito politico – al giudizio sprezzante e denigrante.
                                  Come passare dalla sfiducia giudicante alla fiducia accogliente e benedicente, per prepararci alla Pasqua.
                                  di Dario Fridel

S   embra si stia allargando la tendenza
    a dir male “maledire”, piuttosto che
a dir ben “benedire”. Nel contempo - a
livelli più profondi - va maturando una
nuova sensibilità fatta di rispetto, di
stima, di accoglienza. La prima, suppo-
nendo che l’uomo sia portato al male,
dà un peso privilegiato alla morale, ma
scade frequentemente nel moralismo;
tende infatti a separare i buoni dai
cattivi. La seconda nasce dalla convin-
zione opposta che l’uomo è degno di
fiducia, proprio perché è orientato al
bene, al giusto, al bello. Per essa, non
la morale, ma la spiritualità è la vera
forza motrice dell’evoluzione e di un
progresso integrale. Il momento caoti-
co che stiamo vivendo come umanità
non va quindi vissuto ansiosamente e
come preludio alla catastrofe, ma come
preannuncio di un rimpasto promet-
tente. Gli antropologi parlano di cam-               Fiducia vuol dire anche voglia di collaborare e di sviluppare la fantasia creativa
bio di paradigma, promettente…quan-
to faticoso. La diffusa insoddisfazione              di più importante della conquista. Ci                 E nella proporzione con cui riusciamo
e paura portano infatti facilmente ad                sentiamo perciò chiamati ad assumere                  finalmente a donare fiducia, possiamo
individuare o immaginare colpevoli,                  nuove responsabilità al di là di tutte le             magari considerare noi stessi una be-
eludendo così l’autocritica. In tal modo             chiusure e della precarietà che pur ci                nedizione. A questo punto anche la be-
si alimenta il pessimismo e la necessità             condizionano. E quando subentra la fi-                nedizione di Dio smette di essere un
di ricorrere ai modelli, ai principi, alle           ducia gli orizzonti si aprono a dismisu-              gesto sacrale proteso a sconfiggere le
istituzioni e agli uomini forti.                     ra e le potenzialità creative esplodono.              forze malefiche che ci sovrastano. Di-
                                                                                                           venta esperienza della sua vicinanza,
Assumere nuove responsabilità                        La fiducia ogni giorno                                della possibilità di farci di Lui e di noi
Il cristianesimo ha in se stesso que-                Questa fiducia nasce dall’esperienza e                un’immagine nuova. L’immagine di un
ste stesse contraddizioni. Vive questa               da certe evidenze. Ad esempio la bio-                 padre/madre che vede con piacere le
svolta e la determina. Uscendo dalle                 logia e la psicologia registrano come in              sue creature orientate ad una vita gio-
tendenze dogmatiche e morali o mo-                   ogni organismo è presente una forza a                 iosa e piena. Le segue con uno sguardo
ralistiche del passato, rimette corag-               crescere e a svilupparsi, a darsi una di-             carico di fiducia e di stima, le lascia an-
giosamente sempre più al centro la                   rezione carica di senso. Essa può essere              che cadere e sbagliare perché sa che si
prospettiva del Regno: la storia quin-               favorita dalla fiducia od ostacolata dal              risolleveranno ancora più decise a far-
di come carica di promesse e l’uomo                  giudizio, ma non può essere distrutta                 cela. Non si stanca di dire bene di loro
come collaboratore di Dio. Alimenta il               senza distruggere l’organismo stesso.                 perché collaborano nella prospettiva
dialogo, la valorizzazione delle diversi-            Ognuno di noi del resto può verificare                del Regno. Prospettiva affascinante,
tà, la convinzione che sia irreversibile             anche nel quotidiano l’efficacia della                specie in questo periodo liturgico, per
il cammino dell’umanità verso la pace,               fiducia. Quando le persone si sentano                 chiunque voglia collaborare a vivere
verso nuove forme di solidarietà, ver-               riconosciute, avvertono la voglia di col-             con ottimismo il mistero della vita in
so una profonda collaborazione con le                laborare, sviluppano la fantasia creati-              attesa della Pasqua eterna.
energie positive di cui è dotata la natu-            va, scoprono i valori legati all’esigenza
ra. Siamo sempre più coscienti di esse-              di servire meglio e con più piacere la                 Don Dario Fridel ha insegnato religione, psico-
                                                                                                            logia della religione e psicologia pastorale
re interconnessi e che la cura è quin-               vita. Diventano allora una benedizione.

14   Il Segno, numero 3 – Marzo 2020
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