Quale equilibrio? - Sace Simest
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numero 2
2016
global perspectives and solutions
Quale equilibrio?
I rischi per chi esporta e investe crescono e convivono con le opportunità
A. Goldstein Mappa dei Rischi 2016 Google Frontiere
Meccanica più Emergenti Largo al Un’altra Asia
internazionale? indietro tutta? Made in Italy da esportare
Sì, grazie p. 10 p. 24 p. 35
p. 6
Il Made in Italy non si ferma maiA D U BA I
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QUALI EQUILIBRI E
QUALI OPPORTUNITÀ?
Roberta Marracino
Direttore studi, comunicazione e csr di SACE
i trend generatori di opportunità futu-
re. Non serve ragionare per categorie,
è più utile inquadrare l’evoluzione dei
modelli e delle relazioni di interscam-
bio. La “crisi” cinese, per esempio,
deve destare attenzione, non panico.
Non ridimensionerà la domanda del
gigante asiatico, creerà piuttosto una
domanda di beni diversi: più consumi
e servizi, meno tecnologie industriali.
Lo stesso vale per alcuni mercati oil-
M
driven, soprattutto in Medio Oriente,
che oggi si diversificano e cambiano
modello di crescita puntando su svi-
aterie pri- luppo urbanistico, infrastrutture e
me ai mini- consumi.
mi storici, Ne sono un esempio gli Emirati, dove
aumento inauguriamo quest’anno il nono uffi-
del debito cio della nostra Rete internazionale, a
nei mercati Dubai.
emergenti, insicurezza politica a livel- Nei mercati avanzati, nel frattempo,
lo globale: il mondo per chi esporta e si consolida la ripresa e fenomeni tra-
investe all’estero è in profondo cam- sversali – come la digitalizzazione –
biamento. fanno cadere barriere nel commercio
Violenza politica e sanzioni impon- di molteplici segmenti, beni di con-
gono di rivedere alcune destinazioni sumo e servizi in primis. Il cammino
un tempo prioritarie, e formule che dell’innovazione in quest’ambito po-
fino a qualche anno fa erano conside- trà portare più lontano di quanto si
rate vincenti dagli investitori (come possa immaginare oggi.
“Bric”) sono ora messe in discussione. Anche noi ci stiamo attrezzando per
Nuovi attori, nel frattempo, si affac- affrontare al meglio questa accresciu-
ciano sulla scena globale (o tornano ta volatilità e i repentini cambiamenti.
ad affacciarsi con nuove credenzia- Il nuovo Piano industriale del Gruppo
li): pensiamo all’apertura di mercati CDP individua infatti in SACE il presi-
come Cuba e Iran, con impatti geoe- dio unico per il supporto al Made in
conomici di grande portata e impor- Italy nel mondo. Insieme a SIMEST e
tanti opportunità all’orizzonte per le alla capogruppo garantiremo alle im-
imprese italiane. prese un unico accesso – “one door”
Questo è il quadro che fotografa la – e un’offerta finanziaria integrata per
nostra Mappa dei Rischi 2016: uno affrontare i mercati internazionali con
scenario da osservare con lenti ben solidità e sicurezza.
tarate per individuare e comprendere Buona lettura… e buon lavoro.
3EU
Irlanda
63,6 Gran Bretagna
77,4
Danimarca Svezia
100 89,5
Litu
28
Polonia
COMMERCE
23,3
Olanda Germania
Quanto è diffuso il commercio online in 65,6 67,8 Rep. Ce
Europa? In Italia ancora troppo poco,
ma è bene organizzarsi per sfruttare tutte
49,9
le potenzialità della rete
Il web ha rivoluzionato molti aspetti della
nostra vita, ed è così anche per le imprese.
Le aziende che offrono i loro prodotti
attraverso Internet crescono a un ritmo Belgio
maggiore rispetto ai concorrenti.
Tanti gli aspetti da considerare per poter 54,1 Austria
organizzarsi e vendere online: le dispo-
nibilità di magazzino, la convivenza tra
56,5
canale tradizionale e virtuale, la gestione
dei resi, la definizione di un metodo di
consegna e – non da ultimo – il delicato Slove
tema delle forme di pagamento sicuro.
Eppure basta sbirciare dietro le quinte
39,
Italia
dei colossi dell’e-commerce per capire che
le opportunità sono enormi e che il web
Francia 14,2
può aiutare le imprese a fare del mondo
il proprio mercato di riferimento per Spagna
52,6
crescere. Portogallo 30,6
23,7
Malta
Fonte: Elaborazioni MM ONE Group su dati Eurostat
50,6SACEMAG 2/2016
Finlandia Attraverso la combinazione editoriale
3
di diversi indicatori, a ogni meteo mercato
73,8 Paese viene attribuito uno
score, da un minimo di 0
Quali equilibri
e quali opportunità?
una
macchina
di Roberta Marracino
a un massimo di 100, che da export
ne misura la propensione
all’utilizzo dell’e-commerce.
9
l’opinione
6
Attribuito al Paese che L’internazionalizzazione
meglio sfrutta l’e-commerce produttiva nella
(ad oggi la Danimarca) un meccanica italiana
punteggio convenzionale
Estonia pari a 100, l’Italia ottiene
di Andrea Goldstein
30,4 un punteggio di appena 14,2.
storia di copertina
10 Quale
Lettonia
19,7
indicatori equilibrio?
utilizzati
capitani del nuovo mondo
18
uania
Jorge Paulo Lemann
8,9
A tutta birra you
have been
hacked!
16
next stop
Imprese
(% di aziende che…) 22 Ildelfascino
Google
discreto
Made in Italy
eca hanno una parte di
fatturato che deriva sidecar
9
28
dall’online
Slovacchia Faresin building
36,0 Ricevono ordini tramite Solide basi
30
reti informatiche
mediate o tramite il Avantgarde
proprio sito web Tutti in carrozza
32
Ungheria
acquistano tramite reti Fratelli Carli
29,3
informatiche mediate La ricetta perfetta
vendono tramite
se ne parla
34
Romania il proprio sito web
0 Puntare sul futuro
enia Bulgaria
3,9
Persone
,6 (% di persone che…) frontiere
Hanno fatto acquisti
online nell’ultimo anno
36 Filippine
Asia latina
Croazia
37,3 usano internet banking
38 Myanmar
Pronti a partire
40
vendono online bangladesh
beni o servizi
Grecia L’altra faccia
11,7 Cipro
14,5 5n e w s da i m e r c at i e m e r g e n t i
Cosa Accade
nel mondo
Categoria di Rischio
0—30 31—70 71—100
Rischio Basso Rischio Medio Rischio Alto
Mancato Mancato Mancato
pagamento pagamento pagamento
controparte controparte controparte
sovrana corporate bancaria
Trasferimento Esproprio Guerra
capitali e violazioni e disordini
e convertibilità contrattuali civili
Andrea Goldstein. Foto di Imagoeconomica
arabia saudita
L’internazionalizzazione 19 34 31 19 49 53
produttiva nella Secondo le dichiarazioni del Governatore
dell’Autorità generale degli investimen-
meccanica italiana:
ti, il Consiglio per gli Affari Economici e lo
Sviluppo, uno degli organismi più influenti
nella definizione delle politiche economiche
molte opportunità,
saudite, ha approvato centotrentatré racco-
mandazioni volte a migliorare la competiti-
vità del Paese. Tali misure, che dovrebbero
qualche rischio
comprendere privatizzazioni e riduzioni
dei sussidi statali, si inseriscono all’inter-
no del National Transformation Plan 2020
con cui l’Arabia Saudita mira a promuovere
la diversificazione della propria economia.
Il rovescio della medaglia
Quest’anno il Paese si posiziona 82° nella
classifica Ease of Doing Business stilata
dalla Banca Mondiale.
L’opinione di Andrea Goldstein, Managing Director Nomisma
G
corea del sud
li investimenti esteri perdita di capacità industriale dell’Italia.
delle imprese italiane Questo sentimento ha riguardato anche 14 33 23 5 28 32
nei Paesi emergen- il settore della meccanica strumentale,
ti – e in particolare in fiore all’occhiello del Made in Italy, per- Dai dati pubblicati dalla Banca Centrale
Cina – hanno a lungo ché si è temuto il venir meno dell’osmosi (Bc) emerge che a fine 2015 l’indebitamento
alimentato la retorica tra costruttore di macchine per produrre privato ha raggiunto la cifra record di 970
della delocalizzazione e della progressiva e produttore del bene finale. miliardi di dollari. L’indebitamento privato,
6l’ o p i n i o n e
in crescita da oltre trent’anni, ammonta in
media a più del 160% del reddito familiare;
il costo del servizio del debito contribuisce
a drenare risorse dai consumi, che da sei
anni crescono a tassi inferiori all’economia.
L’incremento registrato nel 2015 è stato pari
all’11,4%, di cui un 9% dato da un aumento
dei mutui ipotecari, che hanno contribuito
alla lievitazione dei prezzi immobiliari. Tutta-
via i bassi tassi di default e il ridotto livello dei
finanziamenti rispetto al valore dei beni non
sembrano suggerire una crisi finanziaria.
kenya
60 70 70 55 65 62
Dopo le misure di aiuto approvate dal
Fondo Monetario Internazionale, anche
la Banca Mondiale ha accordato al Paese
un credito di 200 milioni di dollari, con
lo specifico obiettivo di migliorare l’ero-
gazione dei servizi sanitari e il manteni-
mento delle infrastrutture stradali. Con
il nuovo programma Kenya Devolution
Support Program-for-Results la Banca Col tempo è però emersa la convinzio- trasferendo all’estero l’aggregazione ter-
Mondiale mira a promuovere lo sviluppo ne che l’internazionalizzazione attiva, ritoriale in funzione della specializza-
del Paese in cinque aree fondamentali: si- non limitata all’export, è non solo fon- zione produttiva. Questo è quanto av-
stemi di gestione delle finanze pubbliche, damentale per concorrere sui mercati venuto, per esempio, a Wujang (Suzhou,
management delle risorse umane, svilup- globali, ma spesso indispensabile per provincia dello Jiangsu), dove si trova-
po di sistemi di pianificazione, controllo garantire la continuità aziendale e sal- no tra l’altro “multinazionali tascabili”
e valutazione, educazione civica e parte- vaguardare l’occupazione in Italia. Sono nel taglio laser e nel macchinario per il
cipazione pubblica nella politica e nelle troppe le imprese che hanno fatto que- packaging.
relazioni intergovernative. sta scelta per menzionarne alcune indi- Negli ultimi tempi è però sorto un altro
vidualmente, è più semplice sintetizzare timore. Che i capitali cinesi (e non solo)
in cosa consiste, per le medie imprese stiano rapidamente comprandosi il me-
marocco italiane, esportare la propria visione in glio del Made in Italy, dai marchi del lus-
mondi nuovi e lontani. so ai produttori specializzati della mec-
Intanto bisogna portare in giro per il canica, dai (pochi) grandi gruppi alla
41 70 67 32 55 51 mondo l’alta qualità che da sempre le moltitudine d’imprese familiari, vanto
contraddistingue a livello internazio- del Quarto Capitalismo tricolore.
È entrata in funzione in Marocco Noor1, nale e fornire alla clientela un prodotto La Grande Crisi, la cui fine è forse final-
la centrale solare più grande del mondo. manifatturiero dalle elevate performan- mente arrivata anche in Italia dove si è
L’impianto, sviluppato su un’area di 24 ce e questo con l’obiettivo di consolida- dimostrata essere sicuramente più lun-
chilometri quadrati e costato 9 miliardi re la propria posizione nel panorama ga e severa che altrove, lascia veramente
di dollari, è in grado di produrre energia mondiale e mantenere il vantaggio ri- la nostra industria alla mercé di scaltri
elettrica per venti ore al giorno e sod- spetto ai concorrenti, in primis proprio investitori e manager che vengono da
disfare la domanda di oltre un milione quelli cinesi. La seconda strada maestra così lontano e così poco conoscono
di abitazioni e avrà l’effetto immediato, è creare nuovi posti di lavoro nell’osser- della nostra storia millenaria? Non è
secondo il Climate Investment Fund, di vanza della cultura italiana d’impresa, che dietro nomi come Fosun, Hony, Ha-
ridurre fino al 44% il costo dell’energia che riconosce quali principi fondamen- ier, Cic o ChemChina si celino interessi
elettrica in tutto il Nord Africa. Il Marocco tali il rispetto per la qualità del lavoro del Governo e più in generale della po-
oggi utilizza soprattutto carbone (59%), e dell’ambiente, condizione propedeu- litica cinese? Oppure, al contrario, per i
petrolio (15%) e gas naturale (14,5%) e tica all’innovazione del prodotto e dei capitali cinesi andrebbero srotolati tap-
copre il 97% del fabbisogno nazionale processi. Infine, le imprese hanno re- peti rossi, in un Paese che fatica a essere
di energia con importazioni dall’estero. plicato in parte il modello distrettuale, attrattivo per le multinazionali e in un
7l’ o p i n i o n e
e magari, un giorno, anche di uno stile L’obiettivo del governo è quello di gui-
proprio di management. Inoltre, ac- dare il Paese verso l’indipendenza ener-
Ben vengano gli cumulare tante competenze richiede getica, puntando a produrre il 42% del
crescita per linee esterne, per cui è op- fabbisogno da fonti pulite entro il 2020.
investimenti cinesi, portuno mettere in campo risorse pub-
bliche all’altezza delle ambizioni. E qui
realizzati sempre più si dà credito a chi sospetta che China regno unito
Inc. giochi una partita poco trasparente,
spesso da imprese in cui politica ed economia si confon-
dono.
private che si stanno Però una crescita più vigorosa in Eu-
1 29 23 1 9 22
ropa, e in Italia, richiede investimenti Il Ministro delle Finanze inglese George
organizzando per produttivi, condizione indispensabile Osborne ha presentato il budget fino al
per combattere disoccupazione, po- 2020. L’ostacolo da superare è stato il ral-
affrontare le sfide vertà e precarietà. Ben vengano allora lentamento previsto dell’economia, ma il
gli investimenti cinesi, realizzati sem- deficit di bilancio si chiuderà comunque con
della globalizzazione pre più spesso da imprese private che, un avanzo nel 2020 di 10 miliardi di ster-
come altrove nel mondo, si stanno or- line. Oltre a diversi tagli sono stati inclusi
ganizzando per affrontare le sfide della degli sgravi per famiglie (tassa su capital
momento in cui le imprese italiane ri- globalizzazione. Di esempi positivi ce gain dal 28 al 20%) e imprese con sede nel
schiano di perdere terreno di fronte alla ne sono del resto vari anche in Italia. Regno Unito (dal 20 al 17% entro il 2020).
rapidità di cambiamenti tecno-organiz- Fa scuola l’esperienza di Zoomlion che, Quest’ultima manovra percorre la strada
zativi profondi che, come la manifattura con l’acquisizione di Cifa, ha permesso intrapresa dall’Irlanda che ha varato una
additiva, l’Internet of Things o Big Data, all’azienda italiana di diventare junior corporate tax al 12,5% nell’ottobre del 2015.
richiedono disponibilità finanziarie che partner del gruppo numero uno al mon-
invece i cinesi hanno? do nei macchinari per l’edilizia.
Sono tutte domande legittime e la rispo- In ogni caso è fondamentale che questa romania
sta è che in medio, di solito, stat non solo manifestazione della globalizzazione si
virtus ma anche veritas. La Cina sta invec- accompagni a sforzi per guadagnarsi un
chiando rapidamente, si va esaurendo il “diritto a operare” che non è automati- 41 69 69 28 52 39
bacino di contadini ansiosi di migrare co ma passa attraverso comportamenti
verso le zone costiere e il costo del lavo- giuridicamente ed eticamente giusti, Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Na-
ro aumenta: per la crescita è necessario qualche volta anche virtuosi, che van- zionale di Statistica, il Paese ha registra-
incrementare il peso dei consumi interni no al di là del dettato della legge. È una to un deficit nella bilancia commerciale di
e dei servizi. Pechino è ben consapevo- lezione che le imprese italiane hanno 8,4 miliardi di euro nel 2015, in aumento
le che per lo sviluppo futuro è necessa- appreso e grazie alla quale riescono ad del 38%. Nello scorso anno le importazioni
rio contare su national champions che avere successo in Cina e in altri mercati sono cresciute a un ritmo doppio rispetto
competano sulla base del marchio, del- emergenti, ed è lecito aspettarsi lo stes- alle esportazioni. Le variazioni nella bilancia
la tecnologia, della rete di distribuzione so dalle multinazionali cinesi. commerciale sono da attribuirsi principal-
mente alla crescita delle importazioni nei
settori dell’alimentare (+20%) – favorite dal-
Chi è Goldstein ha portoghese, e una e “Corriere della la riduzione nella tassazione entrata in vigo-
andrea studiato alla quarantina di Sera”. La maggior re il 1° giugno 2015 –, della chimica (+7,6%) e
goldstein
Bocconi, alla articoli sul riviste parte delle dalla diminuzione del surplus commerciale
Columbia scientifiche, oltre pubblicazioni nei settori automotive ed energetico, in cui il
Andrea Goldstein è University e a un centinaio di Goldstein Paese rimane un esportatore netto.
Managing Director alla University di altri testi, riguarda economie
per Policy Research of Sussex ed è anche in giornali emergenti,
and Outreach di Adjunct Professor come “Financial sviluppo e russia
Nomisma, una all’Università Times”, “Helsingin globalizzazione.
delle principali Cattolica di Sanomat”, Attualmente
società italiane di Milano. Ha “JoonAng”, è editorialista 51 83 78 46 67 62
analisi economica. pubblicato sette “Le Monde”, associato a
In precedenza ha libri in italiano, “South China “La Stampa” e L’agenzia di rating Moody’s ha deciso di re-
lavorato all’Ocse, inglese e francese, Morning Post”, presidente della vocare il rating nazionale del Paese. La deci-
l’Unescap e la con traduzioni “La Repubblica”, Bocconi Alumni sione è stata presa in seguito al cambiamen-
Banca Mondiale. in ebraico e “Il Sole 24 Ore” Association Paris. to normativo imposto dalla Russia lo scorso
anno, che ha portato il Paese a istituire una
8m e t e o m e r c at o
propria agenzia di rating (la Analytical Credit
Rating Agency), e che comporta l’obbligo di
operare sul mercato russo tramite una socie-
tà controllata. Questa decisione del governo
russo, tuttavia, non interferisce con la pos- meccanica strumentale
sibilità di rilasciare rating su scala globale,
Una macchina
ma avrà un impatto su circa centocinquanta
aziende, il cui rating nazionale verrà ritirato.
Anche Fitch sembra considerare l’ipotesi di
da export
ritirarsi dal Paese. Tali azioni delle agenzie
americane sembrano evidenziare il rischio
di un possibile allontanamento del mercato
finanziario russo dai mercati globali.
tunisia
L’altro Made in Italy: un best seller
internazionale che piace anche
55 89 89 65 54 69 agli investitori.
S
Il Parlamento europeo ha approvato un am- Parola di SACE e SIMEST
pliamento di 35 mila tonnellate/anno della
quota di olio d’oliva che può essere importa- e si pensa al Made in Italy, 7,6% medio annuo, superando i 1.500
to esente da dazi nell’Unione Europea dalla la mente corre subito ai miliardi di euro, pari all’11,8% dell’import
Tunisia nel 2016-2017, con l’obiettivo di aiu- prodotti agroalimentari totale. Le macchine italiane nello stesso
tare l’economia tunisina in difficoltà. L’olio italiani, ambasciatori della periodo hanno tenuto il passo con una
d’oliva costituisce il principale bene agricolo nostra cultura nel mondo: crescita del 6,2% e, per il futuro, SACE
esportato dal Paese e la sua produzione dà una fama in realtà non ri- prevede una crescita dell’export del 4,8%
lavoro a un quinto della popolazione impie- specchiata dai numeri, visto che il settore all’anno fino al 2018, quando dovrebbe
gata nell’agricoltura. Per salvaguardare i rappresenta “soltanto” il 7% del nostro ex- raggiungere i 90 miliardi.
produttori europei, il Parlamento europeo ha port. Pochi sanno invece che è la meccani- Investire nell’iTale, potrebbe consentire
istituito una verifica a metà del periodo, con ca strumentale a fare la parte del leone per all’Italia di realizzare un export aggiun-
la possibilità di aggiornare il piano in caso l’Italia nel mondo, con 74 miliardi di euro tivo di 12 miliardi di euro nei prossimi
di effetti negativi, e una “clausola di traccia- di beni esportati nel 2014, un valore quasi quattro anni. SACE ha individuato e sele-
mento” che garantisca l’effettiva provenien- tre volte superiore a quello dell’agroali- zionato cinque comparti della meccanica
za diretta dell’olio dalla Tunisia. mentare e pari a un quinto dell’export del italiana, che insieme rappresentano il 35%
nostro Paese. dell’export del settore: pompe e compres-
Tante eccellenze italiane – dall’alimenta- sori, motori e turbine, macchine utensili,
venezuela re alla moda, dall’automotive all’arreda- macchinari per il packaging e macchine
mento – affondano le radici della propria per l’industria alimentare. Questi compar-
qualità in catene produttive altamente ti hanno dimostrato una notevole dina-
85 94 93 88 92 91 specializzate. I macchinari del manifattu- micità e potrebbero giocare un importan-
riero italiano sono il primo trampolino di te ruolo propulsivo come testimonial di
Il Presidente Nicolás Maduro ha annunciato lancio dei nostri beni verso i mercati esteri questa strategia di promozione.
una serie di riforme per affrontare la grave e sono a loro volta richiestissimi, oltre co- A loro, SACE e Simest offrono, in tutto
crisi economica che riguarda l’aumento del stituire un fattore di forte attrazione per gli l’arco della filiera, un’importante leva di
prezzo della benzina, la svalutazione del investitori esteri. Per questo, valorizzare di competitività da attivare nelle diverse
bolívar e la riforma del sistema di distribu- più l’intera Italian supply chain è una stra- fasi del ciclo di produzione, investimen-
zione degli alimenti. Il prezzo del combusti- tegia vincente di promozione del Made in to ed export. SACE può assicurare i cre-
bile sale a 1 bolívar/litro per la benzina a 91 Italy a tutto tondo: quello che proponia- diti dell’azienda dai rischi di mancato
ottani e a 6 bolívar/litro per quella a 95 ot- mo di chiamare Italian Tale (o iTale) è il pagamento, può trasformarli in liquidità
tani. Nonostante ciò, il prezzo della benzina grande racconto di un export italiano di attraverso servizi di factoring, può pro-
rimane il più basso al mondo. Il sistema dei qualità, sia nei prodotti a valle delle filiere, teggere gli investimenti esteri da rischi
cambi viene semplificato in due fasce, con sia nelle attività a monte. È la storia di un politici, accedere più facilmente a fonti di
una contestuale svalutazione della moneta export che nasce in filiere produttive ita- finanziamento, partecipare a bandi e gare
che passa da 6,3 a 10 bolívar per dollaro per liane e cresce nel mondo. Un percorso che internazionali con tutte le garanzie neces-
la prima fascia, mentre la seconda partirà si rafforza anche ricorrendo agli strumenti sarie. SIMEST può acquisire partecipazio-
dal prezzo attuale di 200 bolívar per dollaro assicurativo-finanziari di SACE e SIMEST ni all’estero (extra Ue), fino al 49% del ca-
e sarà libera di fluttuare. nei diversi “anelli” della catena del valore. pitale sociale, e può sostenere le imprese
Dal 2009 al 2014 l’import mondiale di anche in Italia per lo sviluppo produttivo
meccanica strumentale è cresciuto del e l’innovazione.
9s ac e m ag 2 - 2 0 1 6
Crollo dei prezzi delle materie prime,
volatilità, aumento del debito e
della violenza politica. Nella Mappa
dei Rischi di SACE, i rischi per chi
esporta e investe nel mondo crescono e
convivono con le opportunità
Quale
L
o scorso ottobre Goldman cui venivano identificati i paesi motore anni Novanta e anche l’India, sebbene in
Sachs ha chiuso il Brics’ In- della crescita globale. crescita, si trova ad affrontare lo scoglio
vestment Fund, dopo una Mentre la crisi finanziaria degli Stati Uniti delle riforme per un futuro sostenibile.
perdita dell’88% del valore si propagava nel mondo, Brasile, Russia, Soffre anche il Sudafrica, aggiuntosi al
dal picco del 2010 e disin- India e Cina ne apparivano quasi immu- club dei “magnifici 4” nel 2011, e ora si
vestimenti per circa 15 mi- ni: una forza economica che ha aperto la trova di fronte a un debito pubblico in
liardi di euro. via a un’ambiziosa agenda politica, ma aumento e alla caduta del rand, la valuta
“It’s the end of the Brics’ era”, ha titola- che i fatti hanno poi evidentemente ridi- ufficiale sudafricana.
to Bloomberg, annunciando la fine di mensionato. Ma dove sono quindi i motori della cre-
un’epoca iniziata ormai quattordici anni Oggi Brasile e Russia sono in recessione, scita oggi? Esiste una nuova formula per
fa, quando Jim O’Neill, allora economista la Cina si prepara a vivere l’anno con la orientare operatori e imprese in quest’in-
di Goldman Sachs, coniò l’acronimo con performance di crescita più bassa dagli certezza?
10storia di cope rtina
librio?
equi
VERSO UN NUOVO rispetto ai mercati avanzati. Nell’ultimo di, comunicazione e csr di SACE. «Sarà un
“OLD NORMAL” anno si è assistito a un leggero miglio- mondo meno piatto e con sensibili diffe-
ramento del rischio nei mercati avanzati renze all’interno delle singole aree geo-
Il quadro fotografato dalla nuova Mappa (indice SACE: -1 punto), contrapposto grafiche, di fatto un ritorno allo stato dei
dei Rischi SACE è proprio quello di un a un aumento sensibile nei grandi Paesi mercati pre-2007, ma con maggior com-
mondo in profondo cambiamento, se- emergenti (+4 punti), con picchi significa- plessità e volatilità che abbiamo chiama-
gnato dai prezzi bassi delle materie prime, tivi per importanti partner commerciali to “nuovo Old Normal”».
dall’aumento del debito e dall’estensione dell’Italia, quali Brasile (+10), Russia (+9) Come ritrovare la bussola?
della violenza politica: tre fattori che si ri- e, in misura minore, Turchia (+3).
percuotono soprattutto sui mercati emer- «Il 2016 sancirà la fine della rappresenta-
genti, portando, per la prima volta dopo zione degli emergenti come Eldorado»,
la crisi globale, a un aumento del divario spiega Roberta Marracino, direttore stu-
11s ac e m ag 2 - 2 0 1 6
OCCHI APERTI
SUI NUOVI FATTORI
DI RISCHIO
Informazione e conoscenza sono i fattori Nel 2015 tutte le commodity hanno per-
imprescindibili per affrontare un’era ad so valore (42 materie prime su 46 han-
alta instabilità. Soffermarsi sui nuovi trend no toccato i valori più bassi degli ultimi
dei rischi – almeno tre secondo SACE – è trent’anni): un fenomeno trasversale e
un importante fattore di orientamento, difficilmente sostenibile nel medio/lungo
per concentrarsi sulle sfide presenti e futu- termine per quei mercati emergenti forte-
re connesse ai diversi mercati. mente dipendenti dalle commodity e poco
Un fattore cruciale è senz’altro il crol- diversificati. Ne sono un esempio Algeria
lo del prezzo delle materie prime. (+12), Angola (+10) e Venezuela (+7).
L’impatto del prezzo
delle materie prime
sul rischio:
paesi più esposti Dipendenza da
materie prime
Indice
rischio
(incidenza su di credito Variazione
Paesi export totale ) SACE 2016 (vs 2015)
Algeria 100% 59 +12
Angola 99% 75 +10
Mongolia 97% 88 + 9
Venezuela 85% 91 + 7
Zambia 85% 69 - 1
12storia di cope rtina
Un altro elemento di attenzione è connesso del rialzo dei tassi della Fed e delle svalu-
all’aggravamento della posizione debitoria tazioni delle valute locali, da cui non sono
dei Paesi emergenti, dove è aumentato il de- esenti anche mercati più solidi, come Tur-
bito sia pubblico (passato dal 150% del Pil chia (+3) e Malesia (+1).
nel 2009 a circa il 195% oggi), sia corporate A questi fenomeni, si associa un’importante
(quintuplicato negli ultimi dieci anni, grazie criticità connessa alle svalutazioni nei mer-
alle condizioni favorevoli sui mercati dei cati emergenti: aumenta il rischio che i tra-
capitali internazionali). Il rimborso è diven- sferimenti finanziari denominati in valuta
tato più oneroso e a rischio di sostenibilità forte (non solo pagamenti internazionali,
a causa del calo dei prezzi delle commodity, ma anche rimpatri di capitali e dividendi)
L’impatto dell’aumento del debito
sul rischio:
paesi più
Indice
rischio
di credito Variazione
Paesi Deficit/Pil SACE 2016 (vs 2015)
esposti Mongolia
Egitto
Ghana
Zambia
120%
14%
52%
38%
88
80
71
69
+ 7
0
0
0
Brasile 31% 53 +10
150 195
%
%
da a
l’aumento del debito pubblico
dei Paesi emergenti
13s ac e m ag 2 - 2 0 1 6
subiscano restrizioni (o ritardi). In questo te scarsità di valuta forte, hanno intro- internazionale come fonte di instabilità ge-
senso la casistica nell’ultimo anno è par- dotto o inasprito misure restrittive per opolitica, non più come “semplice” evento
ticolarmente significativa. i pagamenti in valuta forte, limitandone di rischio singolo per i casi di violenza inter-
In alcuni Paesi esportatori di materie pri- l’ammontare ottenibile dagli operato- na ad alcuni Paesi.
me, come Ghana, Nigeria e Tagikistan, il ri (imprese e banche) e le possibilità di Il fenomeno della violenza politica è riu-
restringimento delle risorse finanziarie trasferire valuta all’estero. In questa fase, scito ad assumere dimensioni parastatali e
ha spinto i governi a rendere più dif- i servizi di advisory in materia di trasfe- transnazionali, come nel caso del sedicente
ficoltoso l’accesso alla valuta forte da rimento di denaro possono rivelarsi di Stato islamico (Is). Ma non solo. Crisi geo-
parte degli operatori locali adottando fondamentale importanza per orientare politiche di matrice terrorista o fondamen-
procedure documentali più onerose o le scelte di investimento, così come l’assi- talista sono presenti in Nigeria (osserviamo
allungando le tempistiche di conver- curazione contro questo specifico rischio un aumento di 6 punti del rischio), dove i
sione e trasferimento valutario. In altri offerta da SACE. miliziani di Boko Haram mantengono il
Paesi, come Argentina ed Etiopia, pur Infine, è d’obbligo confrontarsi con il fe- controllo nel Nord-Est del Paese; e ancora
non essendo noti cambiamenti normati- nomeno delle turbolenze politiche, un in Yemen (+12 punti), dove la lotta interna
vi, si è registrato nel corso dell’anno un fenomeno sotto gli occhi di tutti e torna- tra fazioni sciite e sunnite ha portato a un
allungamento dei tempi medi di cambio to nuovamente alla ribalta negli ultimi tracollo istituzionale; in Libia (+12 punti),
e trasferimento valutario. mesi. Il 2015, infatti, ha visto aumentare dove la contrapposizione tra due governi
Altri Paesi ancora, come Angola, Grecia, i teatri di scontro a livello globale e cre- ha spaccato a metà il Paese lasciando spazio
Egitto, Ucraina, a causa di una persisten- scere sempre più il ruolo del terrorismo alla crescita interna dello stesso Is.
L’impatto dei rischi
di violenza politica
esproprio e trasferimento
valutario:
paesi più esposti
Indice di rischio Variazione
Paesi politico SACE 2016 (vs 2015)
Yemen 96 +12
Libia 93 +12
Nigeria 75 + 6
Brasile 47 + 6
Siria 98 + 5
14storia di cope rtina
Sebbene gli elementi di criticità sembrino nari che si prospettano per i prossimi anni
prevalenti, vista anche la vicinanza geogra- hanno portato uscite e new entry nella lista
KEEP CALM fica del nostro Paese ad alcune delle aree più dei paesi a maggiore opportunità per l’ex-
AND EXPORT esposte a problemi di natura politica, non port stilata a tal proposito da SACE. Tra le
IN A RISKIER WORLD mancano i casi di miglioramento del con- new entry, troviamo il Cile, gli Emirati Arabi
testo operativo globale. Tra le geografie che Uniti, l’Iran e la Spagna, affiancate a geogra-
potranno offrire i benefici maggiori alle im- fie ad alto potenziale come Algeria, Kenya
prese italiane troviamo senza dubbio l’Iran o Turchia, che stanno invece affrontando
(con una media del rischio politico di 79, in squilibri temporanei.
miglioramento di 4 punti rispetto all’anno Non più un Eldorado ridotto a pochi nomi,
precedente) e il Marocco (uscito intatto dai bensì un più ampio insieme di Paesi con
tumulti della primavera araba). Inoltre in rilevanti opportunità ma anche profili di
Costa d’Avorio si è assistito al pacifico svol- rischio certamente non trascurabili, che pos-
gimento di libere elezioni che hanno confer- sono essere affrontati con successo e profit-
mato la leadership al potere, e garantiscono to e che possono valere 31 miliardi di euro
il percorso di risanamento economico-isti- di nuovo export, secondo le stime di SACE,
tuzionale in corso dal 2011, dalla fine della se affrontati con informazioni accurate, co-
presidenza di Laurent Gbagbo culminata perture specifiche e un approccio strategico.
nell’eccidio di oltre tremila ivoriani. Vi è in- «Più che ragionare per categorie, le imprese
fine il Bangladesh, un Paese in piena urba- dovranno dotarsi di un binocolo ben tara-
nizzazione, che presenta il maggiore avan- to per cogliere i mercati di opportunità»,
zamento ed è caratterizzato da un discreto spiega Roberta Marracino. «In un mondo
livello di governabilità e un atteggiamento in cui il rischio zero non esiste più, la
favorevole verso gli investitori esteri. capacità di selezionare le opportunità
Le opportunità per le imprese, dunque, non tutelandosi dai relativi rischi con stru-
mancano, ma convivono con rischi elevati. menti e coperture adeguate non è più
Gli avvenimenti occorsi nel 2015 e gli sce- un optional».
La Country Risk Map è lo strumento messo a punto dal nostro team di
economisti per identificare le diverse tipologie di rischio a cui si espone
la tua azienda nell’operare all’estero. In particolare, la mappa si basa
sull’analisi del rischio di credito affrontato da esportatori, finanziatori,
investitori, industriali e appaltatori in 196 Paesi. Per rischio di credito
si intende l’eventualità che la controparte estera (sovrana, bancaria o
corporate) non sia in grado o non sia disposta a onorare le obbligazioni
derivanti da un contratto commerciale o finanziario. A ciascun Paese è
SCOPRI LA associato un punteggio da 0 a 100 (dove 0 rappresenta il rischio minimo
COUNTRY RISK e 100 il rischio massimo) ottenuto come media semplice dei tre rischi di
credito (sovrano, bancario e corporate).
MAP 2016 Scopri su sace.it/riskmap la mappa interattiva o scarica la nuova app
per iOS e Android di SACE! Con un click avrai sempre a tua disposizione
uno strumento semplice e immediato per ottenere la valutazione in tem-
po reale dei rischi nei Paesi in cui operi e scoprirai le migliori opportunità
di export per la tua impresa.
15le imprese più esposte PER SETTORE (costo pro
Salute
Educazione
Farmaceutico 220 $
Finanziario 215 $
Industriali 155 $
Energia 132 $
Media 126 $
H Servizi pubblici 68 $
quanto costa il furto
di dati nel mondo
(valore in milioni di dollari) A
6,53
Stati Uniti
4,89
Germania 4,34 3,72
Francia
Gran Bretagna
2,75 2,6
Italia Giapponecapite) Il furto di dati sul web rappresenta ormai
una minaccia reale. E non si tratta soltanto
degli attacchi informatici ai danni di governi,
363 $
istituzioni e banche che di tanto in tanto si
300 $ guadagnano le prime pagine dei quotidiani di
tutto il mondo. L’hackeraggio spinto da interessi
finanziari ha cambiato natura: da semplici attività
illegali - come la sottrazione dei codici di
accesso delle carte di credito – a vere e proprie
organizzazioni criminali, il cui core business si
sostanzia nel pianificare degli attacchi mirati
verso altre imprese per sottrarre informazioni
riservate, brevetti e nuove tecnologie. Sempre di
più le Pmi si troveranno al centro del mirino.
Lontane dai budget che le grandi aziende possono
destinare alla sicurezza informatica, le piccole
imprese spesso tendono a giocare al ribasso negli
investimenti dedicati ai sistemi di sicurezza.
C Questa prassi le rende estremamente vulnerabili a
hacker esperti che possono facilmente individuare
falle nei loro sistemi e infiltrarsi nelle reti
aziendali arrivando a chiedere dei veri e propri
riscatti per la restituzione di dati e informazioni.
K
I
68
1,77 1,46 cause del furto di dati
Brasile
India
47% N
Attacco criminale
29%
Bug di sistema
25%
Errore umano
G
Fonte: Ponemon Institute Research Reporta tutta
s ac e m ag 2 - 2 0 1 6
birra
Jorge Paulo Lemann
è l’uomo più ricco del Brasile,
abituato a primeggiare sia
nel business che nella vita
privata: più volte campione
nazionale di tennis, ha
giocato a Wimbledon e al
Roland Garros. Oggi Jorge
Paulo Lemann è l’uomo
che sta trasformando il
settore della birra. Ma per il
businessman brasiliano non è
stata sempre vita facile...
18c a p i ta n i d e l n u ovo m o n d o
N
el business, una do- Lemann era diventata tanto appetibile da nascita
manda classica ri-
guarda la formazione:
far sì che Credit Suisse First Boston la ri-
levasse per 675 milioni di dollari (nono- di una
contano più gli studi stante la grave difficoltà causata da un’al- birra
o l’esperienza pratica? tra crisi, quella che in quell’anno colpì
Nessuna delle due, se- Asia e Russia).
condo Jorge Paulo Lemann: conta il surf. Con i partner di allora, Carlos Alberto Si-
La risposta soffia nel vento. Quello che, a cupira e Marcel Hermann Telles – più gio- 1
Copacabana, sollevò un’onda gigantesca, vani di lui di una decina d’anni – Lemann
pronta a travolgerlo. ha proseguito un cammino formidabile. macinatura
Abituato a onde di tre metri al massimo, La loro 3G Capital Partners (la sigla si rife-
durante una tempesta si trovò di fronte risce a “i tre di Garantia”) è uno dei grandi
a un muro d’acqua di dieci metri. Il ven- motori della globalizzazione, promotrice
tenne Lemann si lanciò. E ne uscì vivo. di episodi chiave nell’ambito di un pro-
«Avevo l’adrenalina al massimo», ha rac- cesso di consolidamento che ha interes- 2
contato cinque anni fa a un pubblico di sato più mercati.
studenti brasiliani; nei momenti più dif- Nel 2010, 3G ha conquistato Burger King filtraggio
ficili della sua carriera di investitore, ha con un’operazione di leveraged buyout.
proseguito, «ho ripensato a quell’onda Nel 2013, con l’investitore americano
più che a tutto ciò che ho mai imparato Warren Buffett (amico ed estimatore di
a Harvard. Quell’esperienza mi ha dato Lemann da molti anni), ha comprato il
una certa fiducia in me stesso, quando si colosso Heinz, nella più grande acquisi- 3
tratta di affrontare rischi». zione nella storia del settore alimentare,
Oggi, a 77 anni, Lemann è l’uomo più ric- fondendolo poi con Kraft Foods: ne è cottura
co del Brasile (e rientra nella Top 30 mon- nata Kraft Heinz, quinto gruppo mondia-
diale secondo “Forbes”). Ed è l’uomo che le del food & beverage, con tredici marche
– tra molti altri settori in cui opera – sta da 500 milioni di dollari o più in porta-
trasformando quello della birra, con il foglio.
gigante nato dalla fusione di AB Inbev e Niente rispetto a ciò che Lemann ha fatto 4
SABMiller. nel mercato della birra, avviandolo verso
È abituato a primeggiare, ma non solo nel un virtuale monopolio. 3G ha bruciato centrifuga
business. Più volte campione nazionale le tappe di un percorso di acquisizioni
brasiliano di tennis, ha giocato a Wim- serrato, forse il più aggressivo mai visto
bledon, al Roland Garros e due volte in dai mercati internazionali. Il birrificio
Coppa Davis: prima per il Brasile, poi per brasiliano Brahma, rilevato nel 1989, è
la Svizzera (ha entrambi i passaporti). stato la prima casella; con un’altra socie- 5
Non è stata una vita sempre facile. Le- tà brasiliana, Brahma ha formato AmBev,
mann ha perso il padre a 14 anni. A 54 poi fusa con Interbrew, Gruppo belga le fermentazione
è sopravvissuto a un infarto. Nel 1999, cui origini birrarie risalgono al 1366; è se-
il tentativo di rapimento a mano armata guita la scalata dell’americana Anheuser-
dei tre figli piccoli lo ha spinto a trasferir- Busch; infine la recentissima fusione con
si in Svizzera, che suo padre aveva lascia- SABMiller.
to negli anni Venti del Novecento. Lo stile di Lemann è distintivo, ricono- 6
Anche negli affari non tutto gli è sempre scibile. Da sempre studia con attenzione
andato liscio. Ai suoi esordi nella Serie A le pratiche vincenti degli innovatori, per stoccaggio
della finanza, nel 1971, pochi mesi dopo poi trapiantarle nel contesto in cui ope-
che Lemann aveva fondato la banca d’in- ra – che si tratti di finanza o di gestione
vestimenti Banco Garantia, il crollo del aziendale. Garantia aveva portato in
mercato che mise in ginocchio il Paese America Latina nuove tecniche di finan-
stava per spazzare via anche la sua giova- ziamento delle operazioni, rivoluzionan- 7
nissima creatura. do il mercato locale con soluzioni che
Eppure nel 1998, dopo una crescita con- anche negli Stati Uniti si stavano appena imbottigliamento
tinua, la “Goldman Sachs brasiliana” di affermando. Fu particolarmente impor-
19s ac e m ag 2 - 2 0 1 6
Lo stile di Lemann ai suoi due compagni di 3G: la ricchezza
non è mai un fine, tanto meno va sfoggia-
to: un processo di involuzione oggi
globale che l’accentramento estremo
è distintivo, ta. 3G non usa jet aziendali; dagli uffici di del mercato, per mano di Lemann, può
tutti – fondatori compresi – è bandito il solo accelerare.
riconoscibile. lusso; e i manager delle aziende control- Per le aziende italiane che vogliano
Da sempre studia con late volano abitualmente in classe econo-
mica.
trarre stimolo da questa storia di suc-
cesso, c’è molto da imparare da una
attenzione le pratiche Al centro c’è la dedizione al successo e al
lavoro: quasi ossessiva. La società è sem-
vicenda personale di dedizione, aper-
tura mentale impegno all’apprendi-
vincenti pre "alla ricerca di fanatici", per assumerli, mento continuo, visione internazio-
hanno spiegato i fondatori a Jim Collins, nale. Un po’ meno probabilmente, dal
degli innovatori, autore della prefazione di Sonho grande modello di business e strategia, che
per poi trapiantarle nel di Cristiane Correa, la storia della 3G. Le-
mann etichetta i suoi candidati ideali con
più che innovare estremizza sempli-
cemente un formato che esiste dagli
contesto in cui opera – la sigla “Psd”, dice: «Poor, Smart, Deep de-
sire to get rich».
anni Cinquanta (e forse per molti versi
è già avviato al tramonto). Per il food &
che si tratti di finanza Nella sua società d’investimenti come beverage italiano – ma anche per molti
nelle controllate, la meritocrazia è il prin- altri nostri settori trainanti – la ricerca
o di gestione aziendale cipio guida: nessun “alto papavero" può della qualità, l’attenzione ai consuma-
godersi la posizione senza faticare, ma tori e ai mercati evoluti, le interazioni
chi è competente fa carriera rapidamente. con l’economia della conoscenza pa-
tante ciò che, durante un’esperienza new- E regole molto rigide impediscono ogni gano più di una cieca ottimizzazione
yorkese in Bankers Trust, Lemann apprese nepotismo. e clonazione di pratiche e brand (sul
sui derivati, a quel tempo ancora ignoti ai Tutto bene, dunque? No. I detrattori indi- tema, si rilegga anche “SACE Mag” n.
più. cano senza difficoltà i lati oscuri di questa 1/2015).
Jorge Paulo Lemann ha sempre avuto una storia di trionfi. Nella gestione delle so- Come su quell’onda colossale di tanti
vocazione da “early adopter", pronto a im- cietà acquisite, Lemann fa seguire ai suoi anni fa a Rio, nel business Jorge Pau-
parare, raccogliere e mescolare influenze da manager una linea precisa e immutabile: lo Lemann ha sempre dimostrato co-
sperimentare senza paura. Con un parallelo riduzione implacabile, quasi meccanica, raggio e una capacità straordinaria di
suggestivo e centrato, il “Financial Times” dei costi e massimizzazione dei profitti. uscire vincitore anche da situazioni ad
lo ha accostato agli artisti del Tropicalismo Sul fronte interno, chi lavora in 3G subisce alto rischio.
come Os Mutantes, Gilberto Gil e Caetano una pressione fortissima per i risultati. Se, nel tempo, la creatività ha ceduto
Veloso, che a fine anni Sessanta combinaro- Sul mercato la dipendenza esclusiva dalle il passo a logiche più lineari e quanti-
no linguaggi locali e stranieri – dal rock alla economie di scala e da un taglio sistemati- tative, Lemann resta una fonte di ispi-
bossa nova, al bolero – in un mix eteroge- co dei costi spinge molti settori del largo razione fuori dal comune: larger than
neo ed entusiasmante, liberando la musica consumo a proporre prodotti sempre più life, come dicono gli inglesi, un perso-
brasiliana dai vincoli della tradizione (Le- uniformi, privi di personalità, plasmando naggio "a grandezza più che naturale"
mann è più prosaico, e modesto: «Siamo in negativo il gusto dei consumatori. che è impossibile non notare. Sulla ta-
degli scopiazzatori», ha detto a “Fortune”). Nel campo della birra, sono note le criti- vola da surf, sulla terra rossa, o quando
Un altro tratto caratteristico di Lemann è che degli intenditori riguardo alle marche è intento a rivoluzionare l’intero mer-
l’approccio quasi ascetico che lo accomuna americane, dal sapore blando e indistin- cato mondiale.
il re 1989 1993 1999
delle GARANTIA ACQUISTA
Cervejaria Brahma
South African Breweries
acquisisce Dreher
South African Breweries
acquisisce
birre Pilsner Urquell
20c a p i ta n i d e l n u ovo m o n d o
Jorge Paulo Lemann ha iniziato il suo percorso
nell’industria birraria nel 1989, con l’acquisto da
parte di Garantia del birrificio brasiliano Cervejaria
Brahma. Un anno dopo la cessione di Garantia,
nel 1999, Brahma – rimasta nelle mani di Lemann,
Sicumira e Telles – acquisisce la rivale Antarctica. La
fusione dà vita ad AmBev.
Nel 2004 il Gruppo belga Interbrew compra AmBev.
Nasce InBev, di cui, in base ai termini dell’accordo, i
tre brasiliani sono azionisti; elevano poi la loro quota
della nuova società, fino alla maggioranza.
Nel 2008 InBev, con un’Opa ostile, assume il
controllo della leader del mercato Usa Anheuser-
Busch, produttrice di Budweiser e Michelob.
La nuova multinazionale, Anheuser-Busch InBev
NV (AB InBev), per fatturato è la prima del settore
al mondo; controlla più di duecento marche, tra cui
Beck’s, Hoegaarden, Jupiler, Leffe e Stella Artois; le
hM A brasiliane Brahma e Antarctica; l’argentina Quilmes;
le messicane Corona e Modelo; la cinese Harbin.
BR a Nell’ottobre scorso, AB InBev avvia l’acquisizione
del n. 2 in classifica, SABMiller, che in quel momento
ha in portafoglio, tra le altre, Foster’s, Grolsch, Miller,
Peroni e Pilsner Urquell.
2002
nasce
2003
SABMiller
2005
acquisto di
2011
SABMiller acquista
2015
AB InBev avvia
SABMiller acquista Peroni Cervejaria Brahma Foster’s Group l’acquisizione
di SABMiller
21s ac e m ag 2 - 2 0 1 6
Il fascino
del Made
discreto
in Italy...
E
Intervista a Fabio Vaccarono, country director Google Italia
cco una definizione che tecnologia si può comunicare con costi li a contesti fisici nell’ambito dello stesso
potrebbe suonare lusin- vicini allo zero». A parlare è Fabio Vacca- acquisto è ormai perfettamente naturale.
ghiera: «L’Italia sarebbe un rono, country director per l’Italia di Go- Eppure, proprio un recente studio della so-
Paese perfetto per avere ogle, convinto della necessità di premere cietà simbolo dell’era digitale, vede l’Italia
successo con il digitale». sull’acceleratore della digitalizzazione per ancora indietro in Europa.
Gli ingredienti non man- il business Made in Italy.
cano e sono «la capacità del fare, con la Il Bel Paese di progressi ne ha fatti in Cosa manca dunque all’Italia?
nostra industria manifatturiera seconda quest’ambito: la banda ultralarga sta por- Manca l’ultimo tassello della catena,
in Europa solo alla Germania, e la capacità tando sempre più italiani in rete e per i con- ossia il sistema dell’offerta. Il tema cul-
attrattiva del Made in Italy, che grazie alla sumatori italiani passare da contesti digita- turale sul quale bisogna lavorare oggi è
ricerche da smartphone e tablet maggior crescita
numero significativa
di ricerche di ricerche
emirati arabi
India
Made in italy USA Europa Russia
Germania
+ 22%
“Made in Italy” cresce come chiave di ricerca (fonte GOOGLETRENDS)
22next stop
la riluttanza dell’azienda italiana rispetto
all’economia digitale. In Italia abbiamo
tante eccellenze tra le Pmi. Ma proprio
i vincoli legati a una dimensione più li-
mitata di un’azienda rispetto ai colossi
mondiali possono essere superati grazie
alle nuove opportunità offerte da Inter-
net. Non essere attivi sulla Rete rappre-
senta una minaccia crescente.
Una minaccia, ma anche uno spreco
di opportunità, a giudicare dal successo
del Made in Italy sul web…
Sì. Le ricerche che hanno a che fare con
il Made in Italy sono in crescita stabile e
sistematica nel tempo, a doppia cifra sui
dispositivi tradizionali, a tripla cifra anno
su anno su dispositivi mobili. Molti set-
tori tradizionali legati a logiche di distri-
buzione fisiche hanno già trovato oppor-
tunità inimmaginabili di riconversione
della propria filiera in senso digitale. Pen-
so alla moda, ai beni di lusso. Alcune no-
stre ricerche hanno dimostrato come gli
acquirenti di beni di lusso abbiano molte
più capacità di spesa che di tempo.
Le opportunità per i beni di consumo
sono piuttosto evidenti, ma la
situazione è diversa per i beni
intermedi e di investimento.
Certamente, ma le opportunità ci sono
anche qui. Innanzitutto occorre ricordare
che è in atto una rivoluzione, che è quel-
la del manufacturing 3.0. Il contributo
portato dall’innovazione e dall’automa-
zione al processo produttivo permetterà
di vedere eccellere quei produttori che
non avevano i volumi e la massa critica
per competere con i produttori asiatici,
ma avevano nella capacità di design i
propri punti di forza. Noi oggi abbiamo
acquirenti globali, che vengono a cercare
eccellenze anche nascoste nella filiera del
Made in Italy e che valutano attraverso le
informazioni che trovano in Rete la mo-
dernità e la capacità di queste controparti
di rispondere ai loro bisogni.
Dove può arrivare il manifatturiero
3.0?
Si sta passando da un modello di azien-
da “corporation” a un modello “a piatta-
Fabio Vaccarono.
23s ac e m ag 2 - 2 0 1 6 forma”, dove attraverso la Rete ognuno si concentra sulle cose che sa fare meglio e interagisce con altre aziende che san- no fare un altro pezzo. In questo senso, saper mettere i propri processi in Rete è particolarmente importante. I mercati di sbocco, inoltre, possono ampliarsi anche per aziende che hanno dei mercati più concentrati di quelli che operano in un contesto più strettamente consumer. Io credo che pensare che il digitale sia solo per alcuni e non per altri sia un errore. Credo che qualsiasi azienda dovrà con- frontarsi con la discontinuità portata da questa rivoluzione, che non a caso è stata definita “la terza rivoluzione industriale”, ma, d’altra parte, credo che per la capaci- tà media che hanno i nostri produttori, le opportunità siano molto superiori ai rischi. E quindi conviene partire rapida- mente e con determinazione. Come spiega le resistenze di alcune aziende? Pregiudizi da sfatare? Esiste la convinzione che per andare in Rete occorrano investimenti ingenti. Ep- pure abbiamo visto che i tre quarti delle aziende fallite negli ultimi cinque anni non avevano un proprio sito Internet; al contrario, abbiamo visto che le aziende – seppure piccole – che erano attive online avevano una capacità di esportare con una velocità anche dieci volte maggiore delle altre. Occorre creare un ecosistema di persone che professionalmente affian- chino i nostri imprenditori per aiutarli a farli sbarcare in Rete. Quali gli ostacoli da superare? Alcuni attengono alle professionalità. Se- condo uno studio condotto da Google con Unioncamere, gli imprenditori che si convincono che Internet è un’oppor- tunità importante per le proprie aziende nel 20% dei casi non trovano i talenti e le risorse adatte a trasformare le proprie aziende in senso digitale. Cosa suggerirebbe a un imprenditore che si affaccia alle sfide della Rete? Il mio primo suggerimento è di partire dalla piena comprensione del modo in cui il consumatore decide, capisce e com- 24
next stop
pra. Spesso molte aziende pensano che un proprio portale dedicato, si ha già la
diventare digitali significa vendere per possibilità di farsi le ossa, di esplorare la
forza sulla Rete. È senza dubbio un fatto Rete senza appesantire la propria struttura
auspicabile, ma non è un passaggio ob- finanziaria.
bligatorio. Oggi, con un sito fatto bene
che si fa trovare quando i consumatori Non resta che partire…
lo cercano, ma anche con la partecipa- Sì, e va fatto con molta determinazione
zione ad altre piattaforme che fanno già perché oggi ogni business è un business
e-commerce senza bisogno di sviluppare digitale.
Italy goes digital
La svolta digitale del Paese non è più rimandabile,
L
tra gap da colmare e opportunità all’orizzonte.
o sviluppo delle “smart permette ai visitatori del sito di effettua-
cities”, la diffusione della re online ordinazioni o prenotazioni dei
banda ultralarga, la valoriz- propri prodotti.
zazione delle iniziative in Eppure, mondo digitale e mondo tradi-
ricerca e sviluppo, la nasci- zionale sono ormai strettamente inter-
ta e lo sviluppo delle start- connessi e permeabili l’un l’altro, e i con-
up da accompagnare con fondi misti: fini tra le due realtà sono sfumati. è stato
sono questi gli punti strategici di politica calcolato che da qui al 2020 l’85% delle
industriale messi in campo dal governo professioni nell’Unione Europea avrà al
italiano per favorire la “svolta digitale” proprio cuore un corpus di conoscenze
del Paese, puntando sulla trasformazione digitali considerate imprescindibili. Da
dei processi produttivi delle nostre im- questa previsione la promessa di Matt
prese. Brittin, presidente business e operations
Il gap da colmare è ancora molto grande, di Google Emea: «Entro il 2017 formere-
come confermato da un’indagine Istat, mo due milioni di europei al digitale».
secondo cui sette piccole imprese italiane In Italia è già attivo il programma “Cre-
su dieci hanno un sito web, tre utilizzano scere in digitale”, realizzato in collabo-
un social media, ma nove dimostrano un razione con il Ministero del Lavoro e
livello di digitalizzazione relativamente Unioncamere. Il progetto, all’interno di
basso. Un risultato che colloca le Pmi ita- “Garanzia Giovani”, mira a offrire oppor-
liane ben al di sotto della media europea: tunità di formazione a tutti gli iscritti at-
in Italia l’87,6% delle imprese con più traverso un percorso di formazione onli-
di dieci dipendenti usano poco o molto ne, laboratori sul territorio e oltre tremila
poco le tecnologie digitali, a fronte di una tirocini nelle imprese italiane. I giovani
media europea del 78%. Considerando già formati sono 3.880 e sono già partiti i
le imprese che hanno un sito web, solo tirocini per trasferire competenze digita-
poco più di un terzo lo usa per offrire ser- li nelle imprese. Un’iniziativa che, forse,
vizi più avanzati, come quelli legati alla contribuirà a sgombrare il campo da un
tracciabilità delle ordinazioni online o luogo comune molto diffuso e cioè che
alla personalizzazione di contenuti e pro- la diffusione di Internet sia in contrap-
dotti. Inoltre, solo il 13% delle imprese posizione con ’economia “tradizionale”.
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