PER LA SPIRITUALITÀ DELL'ACCOGLIENZA - PERIODICO MENSILE DEL MOVIMENTO "TRA NOI" - Riflessioni - Associazione Movimento Tra Noi

 
PER LA SPIRITUALITÀ DELL'ACCOGLIENZA - PERIODICO MENSILE DEL MOVIMENTO "TRA NOI" - Riflessioni - Associazione Movimento Tra Noi
PERIODICO MENSILE DEL MOVIMENTO “TRA NOI”                   Anno LXIV   1 / 2019
PER LA SPIRITUALITÀ DELL’ACCOGLIENZA

                 Riflessioni                Formazione
              Un solo popolo                Rivelazione: un faccia a faccia
PER LA SPIRITUALITÀ DELL'ACCOGLIENZA - PERIODICO MENSILE DEL MOVIMENTO "TRA NOI" - Riflessioni - Associazione Movimento Tra Noi
Periodico mensile del
                              Movimento “Tra Noi”
                                                                                                 EDITORIALE

                                                                       Aperti alla speranza
Direttore responsabile: Matilde Gana
Coordinamento redazionale:
Antonella Simonetta, Antonio Casile
Fotografie: Archivio fotografico “Tra Noi”

                                                              I
Fotocomposizione e stampa:
Mancini Edizioni s.r.l. - Roma
Cell. 335.5762727 - 335.7166301                                   l peso dell’anno passato lo abbiamo consegnato alla misericordia di Dio ed ora
Redazione centrale: Via Machiavelli, 25 - Roma
Direzione, amministrazione e redazione “Tra Noi”:                 avanziamo fiduciosi verso il Nuovo Anno. Saranno giornate luminose, ore liete
                                                                  e ombre, prove e forse dolori.
Via Monte del Gallo, 113 - 00165 Roma
Tel. 06.77200309 - 06.39387355 - Fax 06.39387446
movimentotranoi@virgilio.it
www.movimentotranoi.it                                        Li vogliamo tutti vivere come sorprese di Dio con lo stupore di figli di un Padre
Tra Noi viene inviato gratuitamente chiunque ne fac-
cia richiesta. Si sostiene grazie al contributo volonta-
                                                              buono che comunque, anche nel mistero, si manifesta come Amore.
rio dei Membri del Movimento “Tra Noi” e alla gene-
rosità dei lettori a cui stanno a cuore questa rivista e
                                                              È la nostra speranza che può darci gioia, è la nostra fede che può darci la forza di
le sue finalità.                                              superare le difficoltà nella certezza che la Carità anche dei piccoli gesti produce
             CCP n. 26933002 intestato a:
                 Associazione “Tra Noi”                       frutti di pace e serenità.
           via Machiavelli, 25 - 00185 Roma
                                                              Uscire da noi per vivere negli altri, con loro e, se necessario per loro, essendo chia-
                                                              mati ad accogliere tutti, sempre, per primi e con gioia.
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corrispondenza contattare il Tra Noi.
Raccomandiamo di comunicare tempestivamente qualun-
que cambio di indirizzo onde evitare inutili spese postali.   La novità dell’anno apre orizzonti vasti di impegno e responsabilità nella costru-
Sped. abb. post. Art. 2 Comma 20/C L. 662/96 Filiale
di Roma Aut. Tribunale di Roma n. 277 del 15 maggio 1952
                                                              zione di una società più “umana”, senza violenza e guerre, forse con il silenzio
Finito di stampare: Gennaio 2019                              operoso ed eloquente, che sappia proporre uno stile di vita che supera i conflitti e le
                                                              divergenze per prospettive di pace e serenità.
IN QUESTO NUMERO

              2 Editoriale                                    Don Plutino sottolinea l’esigenza di vivere in modo autentico la nostra missione
    		 Aperti alla speranza                                   per stabilire un nuovo linguaggio nella convivenza umana: quello dell’accoglienza
                                                              che si fa dialogo, riconciliazione, sostegno e tenerezza per tutti.
              3 Camminiamo insieme
                                                              L’esperienza di una tranoista ci mostra come nel quotidiano, vissuto nelle sempli-
    		Beati gli operatori di Pace
                                                              cità dell’ascolto e dei piccoli gesti d’amore si costruisce un popolo nuovo: quello dei
              5 Riflessioni                                   figli di Dio in una fraternità universale.
    		Un solo popolo                                         È necessario però ridestare la coscienza, ci ricorda Mario Chiaro, rendersi consa-
              6 Attualità                                     pevoli della responsabilità di un mondo nuovo, di una pace per tutti e per sempre.
    		Ridestare la coscienza                                 Sua Eccellenza Mons. Gianfranco Ravasi sottolinea l’importanza della formazione
       dell’Europa: le sue radici                             in un faccia a faccia con la propria vocazione e missione. San Luigi Orione sollecita
       cristiane                                              il coraggio della nostra fede e la grande confidenza in Dio, se vogliamo portare la
                                                              pace e la giustizia.
              8 Formazione
                                                              Le gocce di spiritualità ci presentano la primavera di Maria, donna tra le donne del
    		Rivelazione: un faccia a
                                                              Suo tempo fattasi per ogni tempo modello e madre.
       faccia
                                                              Nell’angolo dell’arte Giulia ci parla degli angeli facendoci gustare la gioia della loro
      10 Nello spirito di don Orione                          presenza vigile in mezzo a noi attraverso la bellezza trasmessa dagli artisti.
    		Il coraggio che viene                                  Nelle pagine di In diretta dal Movimento, questo numero più ampio, oltre a da-
       dalla fede                                             re conto del tradizionale omaggio floreale alla Salus Populi Romani, Vito Cutro
      11 Gocce di spiritualità                                ci dona l’esperienza del Convegno Famiglie, gli amici del Centro Santa Chiara ci
    		La primavera di Maria                                  raccontano dell’iniziativa del mercatino di Natale, poi la giornata di spiritualità in
                                                              preparazione al Santo Natale e la festa della solidarietà che questo anno è stata vis-
      15 Il racconto
                                                              suta assieme all’Associazione Gocce di fraternità con il concerto Armonie e… per
    		 Un piccolo gesto gentile
                                                              concludere la entusiasmante e preziosa Fanfara dei Carabinieri.
      16 L’angolo dell’arte                                                                                                       LA REDAZIONE
    		 Sotto l’ala degli Arcangeli
      19 In diretta dal Movimento
      19	La gioia di sentirsi
                                                               “A tut i i let ori
                   famiglia
         22 Mercatino di Natale
                                                               auguriamo che il Nuovo Anno
         22	Festa di Solidarietà
         23	L’omaggio alla Madonna
                                                               sia colmo dell’Amore
                                                               che Dio Padre nutre per noi”
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La voce del Padre

                                                                                                                 Camminiamo insieme
  “Beati                                    gli operatori
                                           di Pace” (Mt 5,9)

«M
               igliaia di volte                        colloquio e della convivenza umana e cristiana.
               abbiamo sentito                         Dobbiamo partire da presupposti veri perché la
               risuonare ai no-                        pace diventi realtà, rinnovare e vivificare i nostri
stri orecchi questa parola, pace, che                  rapporti con Dio, vera sorgente di pace e di amore,
Dio creatore ha messo nel profondo del                 perciò la pace è riconciliazione con Dio, è giusti-
cuore di ogni uomo.                                     zia. «Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del
Gesù ne fa una beatitudine: «Beati...».                   diritto e perenne sicurezza» [Is 32, 17).
Da millenni l’uomo cerca di vivere que-                     «Anche se i monti si spostassero e i colli vacil-
sta «pace» ma non sempre o quasi mai                         lassero non si allontanerebbe da te il mio af-
con i mezzi adatti a dargli la pace. Dio,                       fetto, né vacillerebbe da te la mia alleanza
nella sua bontà ha mandato il                                                di pace» (Is 54,10).
suo Figlio Unigenito a portarci                                               La pace è riconciliazione ma
la pace e ad insegnarci dove e                                                  è anche frutto dello Spirito
come dobbiamo cercarla.                                                         Santo.
Quando parliamo di pace non                                                     «È amore pace, gioia, con-
dobbiamo fermarci solo all’assenza di                                       cordia... (Gal 5, 22). Il regno di
guerre, ma dobbiamo scendere in tutti i setto-                        Dio non è questione di cibo o di be-
ri della vita sociale e comunitaria incominciando                      vanda, ma è pace, gioia dello Spirito
dalla famiglia dove vengono costruite le cellule                        Santo » (Rom 14, 17).
della società.                                                           La pace che ci offrono Dio e la
Siamo dei battezzati, dei consacrati per il bene co-                      Chiesa non è quella delle super-
mune, per la glorificazione di Dio fra gli uomini,                         potenze o dei regimi totalitari
dei serbatoi di pace, di concordia e di amore che                          perché non viene dal di dentro
dobbiamo diffondere nel mondo. Non dobbiamo e                             dell’uomo e perciò non lo trasfor-
non possiamo ‘rinunciare a questo nostro privile-      ma per inserirlo in una società di fratelli.
gio; noi dobbiamo essere a fianco del Papa instan-     Se l’umanità vuole conseguire la pace deve fare
cabilmente sempre vicini, pregare, soffrire con lui    una profonda riflessione per non lasciarsi ingan-
combattere con la parola e con le opere perché         nare dalle varie ideologie, perché la vera pace
si stabilisca un nuovo linguaggio, il linguaggio del   consiste nella conversione dell’uomo all’unico Dio:

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Camminiamo insieme

                     «Convertitevi e credete al Vangelo» ci dice il Prin-         naffiare la terra.
                     cipe della pace, cioè alla fraternità, all’amore che         Per missione siamo stati chiamati da Dio ad esse-
                     crede, che spera in un avvenire migliore.                    re operatori di pace per essere suoi figli. Vogliamo
                     Questa nuova forza è quella del Vangelo che ha la            rinunciare e permettere che il male, la violenza, la
                     capacità di scuotere il nostro torpore e farci vivere        droga, |a distruzione prendano il sopravvento?
                     come cristiani luce del mondo e sale della terra,            Coraggio ci vuole e violenza con noi stessi per usci-
                     non per illuminare le miniere di oro o di altri me-          re da una situazione che sa di droga: l’indifferenza,
                     talli, ma la coscienza dei nostri fratelli per indurli       il disinteresse, il pensare che «lo fanno gli altri».
                     al dialogo, per suscitare in essi il vero desiderio          Non abbiamo il potere di delegare altri a compiere
                     della pace.                                                  la nostra missione di discepoli di Gesù, di cristiani
                     Il mondo non si cambia soltanto a parole e la pace           e di portatori di pace e di amore: La nostra è mis-
                     non viene dai grandi cortei di parte dove in nome            sione personale.
                     della pace si seminano odio, sopraffazioni e divi-           Il nuovo anno ci trovi svegli e ben disposti a com-
                     sioni.                                                       piere con gioia la nostra missione ed è questo l’au-
                     Non siamo dei conformisti, tanto meno di quelli              gurio che vi faccio: che la nostra gioia trabocchi
                     che vogliono cambiare il mondo per i loro interes-           dai vostri cuori ed invada tutti gli ambienti e tut-
                     si, ma coloro che si sentono responsabili di tante           to illumini con quella luce che Gesù ha messo nel
                     vittime innocenti è di tanto sangue che continua-            cuore di ognuno di noi. •
                     mente, unito a quello di Abele il giusto, va ad in-                                                   d. S. P. 1983

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                    Un solo popolo
E
       ro in parrocchia verso le      tuoi nipoti ne hanno una in più”.    tu non sei italiana, tu sei una
       tredici: dovevo sostituire     Meravigliata della richiesta dico    sinta come me”. E si allontana
       una adoratrice. La grande      che non lo so, ma cercherò di        definitivamente.
chiesa era vuota e, inginocchia-      informarmi e se possibile gliela     Volevo mantenere la promessa e
ta, tentavo di raccogliermi ed        procurerò.                           tornando in ufficio chiedo ad una
adorare il Santissimo esposto.        “Me la porti domani?” chiede         collega se per caso i suoi figli, or-
Mi accorgo che furtivamente vie-      soddisfatto. “No, sicuramente        mai grandicelli, avessero una bi-
ne ad inginocchiarsi vicino a me      per domani non riuscirò ad avere     cicletta che non usano più.
un ragazzo di circa dieci anni. Mi    quanto mi chiedi” “Allora, quan-     L’avevano nella casa al mare. A
chiede “qualche soldino” e dopo       do la procuri portala qui, ma non    fine settimana si recano là e ve-
averlo ricevuto si allontana. Pas-    consegnarla a don O. perché non
                                                                           dono che aveva bisogno di alcu-
sano dieci minuti e ritorna, si in-   mi può vedere, piuttosto dalla al
                                                                           ne riparazioni: i ragazzi provve-
ginocchia e mi domanda se può         parroco”. Nuovamente si allon-
                                                                           dono a sistemarla ed il marito a
pregare con me. Provo a recitare      tana, mentre cerco di riflettere a
                                                                           verniciarla. Era diventata nuova,
insieme il Padre Nostro, ma mi        chi potermi rivolgere per ottene-
                                                                           splendente.
accorgo che non lo sapeva.            re quanto lui desidera.
                                                                           Me la porta in ufficio il lunedì: mi
Domando come mai a quell’ora è        Ma ritorna, si siede accanto e mi
in chiesa e se è andato a scuola.                                          emoziono, insieme si riescono a
                                      chiede: “Sei italiana?” Alla mia
Mi risponde affermativamente e                                             risolvere anche i piccoli desideri
                                      risposta affermativa replica: “No,
che sta aspettando la mamma                                                di uno zingarello e tutti viviamo
che deve venire a prenderlo: sono                                          l’esperienza di un amore fraterno
sinti ed abitano in un accampa-                                            disinteressato.
mento alla periferia.                                                      Consegno la bicicletta al parroco
Si allontana nuovamente e                                                  ed il piccolo amico non l’ho più
dopo poco ritorna e si siede                                                  rivisto, ma ho imparato a sen-
accanto a me. “Mi potresti re-                                                 tirmi sinta, come lui. •
galare una bicicletta? Forse i                                                                  Una tranoista

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Attualità
                    A sessant’anni dai Trattati di Roma
                    Ridestare la coscienza
                         dell’Europa:
                    le sue radici cristiane
                                                              di Mario Chiaro

            L’
                    Europa è ormai entrata co-       dio Oriente e Africa, il programma      pagate; l’Unione e leader mondiale
                    me voce imprescindibile nei      del nuovo presidente americano;         nella lotta contro il cambiamento
                    programmi politici dei par-      b) la crescita interna all’Unione di    climatico.
            titi presenti nelle 27 nazioni ade-      spinte antieuropeistiche, di nazio-
            renti (dopo l’uscita a fine marzo        nalismi, di forze xenofobe anche        Tra crisi e successi
            del Regno Unito, la Brexit) e ac-        di fronte alle massicce migrazioni;     L’Europa ha avuto per 70 anni
            cende forti dibattiti e divisioni al     c) l’atteggiamento delle elites fa-     una pace e una prosperità mai
            momento delle elezioni nelle va-         vorevoli all’Europa, che mostrano       raggiunti prima: questo fatto im-
            rie nazioni. Alla luce di molteplici     ormai poca fiducia nell’integra-        pegna i cristiani a non dimenti-
            sondaggi, appare chiaramente che         zione politica degli stati membri       care mai che l’intera costruzione
            la fiducia dei cittadini (oggi oltre     e scetticismo verso i valori della      dell’Europa è un progetto di pace.
            510 milioni) nel progetto euro-          democrazia liberale. Per ripartire      In Europa oggi preme la crisi eco-
            peo e giunto ai minimi storici. Il       non bisogna comunque dimen-             nomica, in cui i più deboli hanno
            31 gennaio 2017, poco dopo l’in-         ticare i risultati positivi raggiun-    pagato il prezzo più alto; c’è un’e-
            sediamento di Donald Trump al-           ti in questo difficile cammino di       mergenza umanitaria per l’arrivo
            la Casa Bianca, il presidente del        integrazione: l’UE e la più grande      alle frontiere di migliaia di perso-
            Consiglio europeo, Donald Tusk,          alleanza di democrazie del mon-         ne in cerca di un luogo sicuro dove
            ha dichiarato espressamente che          do; l’euro è la seconda valuta di       vivere; incombe la minaccia del
            le attuali sfide per la UE sono «le      riserva più importante nel mondo;       terrorismo, che colpisce ristoranti,
            più pericolose mai fronteggiate da       i 27 paesi membri sono il maggior       teatri, strade, instillando la paura
            quando e stato firmato il Trattato       blocco commerciale del mondo; il        e minando l’apertura e la fiducia
            di Roma». In particolare si riferiva a   divario salariale tra uomini e don-     verso l’altro.
            tre minacce: a) la nuova situazio-       ne e sceso al 16%; l’aspettativa di     Per i vescovi europei le linee per
            ne geopolitica del mondo e intor-        vita e superiore di otto anni alla      il futuro sono quelle della Dottrina
            no all’Europa (protagonismo della        media mondiale (oltre 79 anni);         sociale della Chiesa: «La sussidia-
            Cina, la politica russa verso i paesi    tutti i lavoratori hanno diritto ogni   rietà e, cioè, capire quando pren-
            vicini, terrorismo e guerre in Me-       anno a quattro settimane di ferie       dere le decisioni a livello europeo e
                                                                                             quando, invece, è più proficuo che
                                                                                             queste decisioni vengano prese nei
                                                                                             singoli paesi.
                                                                                             Sussidiarietà dunque, un principio
                                                                                             assolutamente necessario per ri-

                                                                     6
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guadagnare la fiducia dei popoli. E     il luogo di culto. In questo conte-     tà e maturazione della persona.
poi la solidarietà. Se, per esempio,    sto occorre riconsiderare il ruolo      Occorre creare imprese virtuose
non abbiamo idea su come risol-         costruttivo della religione nell’edi-   che sono «il miglior antidoto agli
vere il problema della disoccupa-       ficazione della società e l’opera di    scompensi provocati da una glo-
zione in paesi come Spagna e Ita-       favorire il dialogo, come responsa-     balizzazione senz’anima, una glo-
lia, l’Europa faticherà ad avere un     bilità basilare della politica.         balizzazione “sferica”, che, più at-
futuro. Non è più possibile, quindi,    L’Europa come ambito inclusivo          tenta al profitto che alle persone,
dire: questo e un problema che          deve quindi superare un frainten-       ha creato diffuse sacche di pover-
non mi appartiene. È un problema        dimento di fondo: inclusione non è      tà, disoccupazione, sfruttamento e
comune. Lo sviluppo dell’Europa         sinonimo di appiattimento indiffe-      di malessere sociale».
deve poggiare su una solida co-         renziato. Al contrario, si è autenti-   L’Europa come promessa di pace,
lonna sociale perché se le persone      camente inclusivi allorché si sanno     con credenti che siano operatori
non hanno un futuro, se i giovani       valorizzare le differenze, assumen-     di pace: questo non significa solo
non riescono a trovare un lavoro,       dole come patrimonio comune e           adoperarsi per evitare le tensioni,
se le famiglie faticano a costruirsi    arricchente. In questa prospettiva,     per porre fine ai conflitti che in-
un avvenire, non e possibile avere      i migranti sono una risorsa più che     sanguinano il mondo o per recare
fiducia nel progetto europeo». In       un peso. I cristiani sono chiamati      sollievo a chi soffre. Essere opera-
un mondo dove le persone sono           a meditare seriamente l’afferma-        tori di pace significa farsi promo-
più interconnesse e vicine tra loro,    zione di Gesù: Ero straniero e mi       tori di una cultura della pace. Il
ritornare a un mondo chiuso in se       avete accolto (Mt 25,35), soprat-       papa ha richiamato simbolicamen-
stesso, ritornare ai particolarismi,    tutto davanti al dramma di profu-       te i cento anni dalla battaglia di
non è possibile. La Chiesa ha per       ghi e rifugiati. Non si può pensare     Caporetto, l’apice di una guerra di
missione, soprattutto qui in Eu-        che il fenomeno migratorio sia un       logoramento: «Da quell’evento im-
ropa, quella di mettere insieme le      processo indiscriminato e senza         pariamo che se ci si trincera dietro
persone e mostrare che “è possibi-      regole, ma non si possono nem-          le proprie posizioni, si finisce per
le vivere insieme con le differenze”.   meno costruire muri d’indifferenza      soccombere. Non e dunque que-
La Chiesa, di fronte alle crisi, può    o di paura. Da parte loro, gli stes-    sto il tempo di costruire trincee,
dire che e possibile trovare vie di     si migranti hanno l’onere grave di      bensì quello di avere il coraggio di
dialogo, ma per riuscirci occorre       conoscere, rispettare e anche as-       lavorare per perseguire appieno il
essere aperti agli altri e non solo     similare cultura e tradizioni della     sogno dei padri fondatori di un’Eu-
interessati al “Il mio Paese, prima”    nazione che li accoglie.                ropa unita e concorde, comunità di
(My Country, first).                    L’Europa come spazio di solidarietà     popoli desiderosi di condividere un
Secondo il papa, persona e comu-        significa pensare una comunità in       destino di sviluppo e di pace. •
nità sono le fondamenta dell’Eu-        cui ci si sostiene a vicenda.
ropa che i cristiani possono con-       Permane dunque il dovere di edu-
tribuire a costruire. I mattoni di      care i giovani: compito comune di
tale edificio si chiamano: dialogo,     genitori, scuola e università, isti-
inclusione, solidarietà, sviluppo e     tuzioni religiose e società civile.
pace. L’Europa come luogo di dia-       L’Europa come sorgente di svilup-
logo richiama il ruolo dell’agorà       po integrale per la promozione di
antica, la piazza della polis, spazio   ogni uomo e di tutto l’uomo. Allo
di scambio economico, cuore della       sviluppo dell’uomo contribuisce il
politica, posto in cui si affacciava    lavoro, fattore essenziale di digni-

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                     Rivelazione:
FORMAZIONE

                   un faccia a faccia
                                                               di Gianfranco Ravasi
                                             Cardinale, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura

                  I
                     mmaginiamo un palco sul quale viene fatta sfi-              Del Buono che sviluppa il tema: «Non c’è nulla di più
                     lare una serie di personalità della storia culturale        sconosciuto della faccia di una persona che conosci;
                     dell’Occidente e un presentatore chiede loro una            se la guardi a lungo, diventa non so cosa, un pae-
                  definizione del “volto”. Il primo è Cicerone che in            saggio». Fermiamoci qui, in questo spettacolo forse
                  latino esclama: «Imago animi vultus», il viso è uno            un po’ stravagante che, in realtà, potrebbe essere di
                  specchio dell’anima. E aggiunge: «indices oculi», cioè         molto dilatato perché il volto è uno dei simboli mag-
                  gli occhi ne sono lo svelamento. Poco dopo, ecco               giori della nostra comunicazione.
                  Plinio ripetere: «In oculis animus habitat», e qui non         Esso è tutt’altro che una mera sequenza di piani, di
                  c’è bisogno di traduzione. E, secoli dopo, Ariosto a           forme e di organi; è un palinsesto di messaggi na-
                                        sospirare: «Se, come il viso, si         scosti ma decifrabili, tanto che Michelangelo in un
                                        mostrasse il core!». Poi è la vol-       suo sonetto, echeggiando Dante, ribadiva che l’ani-
                                        ta di Jean La Bruyère, pensatore         ma si affaccia tutta dai nostri occhi. Ed è così vero
                                        francese del Seicento: «Un bel           che, quando due innamorati che siano veramente
                                        viso è più affascinante di tutti         tali hanno esaurito tutte le loro parole, si guardano
                                         gli spettacoli». Un secolo do-          in viso e si fissano negli occhi in silenzio e quell’in-
                                         po, ecco lo scienziato e scrit-         crocio di sguardi è molto più eloquente del linguag-
                                         tore tedesco Georg Christoph            gio delle labbra.
                                         Lichtenberg a ribadire che «la          Che cosa dire, poi, del “ritratto”, cioè del volto di-
                                         più interessante superficie del         pinto, uno dei capitoli fondamentali nella storia
                                         mondo è quella del volto uma-           dell’arte, a partire dall’icona cristiana (è già san Pao-
                                          no».                                   lo a definire Cristo eikón del Padre in Colossesi 1,15),
                                                  Minaccioso è il grande         procedendo in mille raffigurazioni di santi, di re, di
                                                  francese Albert Camus          vescovi, di cavalieri e di gente comune? Non è solo
                                                  che dichiara: «Ahimè,          il sorriso enigmatico della Gioconda o quello sotti-
     Leonardo:
      “La dama
                                                  dopo una certa età             le della Dama con l’ermellino o il volto impenetra-
            con                                   ognuno è responsabi-           bile del Musico, opere tutte di Leonardo, ma anche
   l’ermellino”                                  le della sua faccia». A         la faccia “scomposta” della Donna seduta di Picasso
      Cracovia,
         Museo                                   questo punto fermiamo           o il curioso Autoritratto (un genere dalla diffusione
     Nazionale                                   la sfilata con un’ultima        sterminata) con l’aureola di Gauguin presente nella
           Paul                                 figura che entra in sce-         National Gallery di Washington, e così via.
     Gauguin:                                   na, cronologicamente             È interessante notare che nell’Antico Testamento
  “Autoritratto
  con aureola”                                  ancor più vicina a noi           “davanti a...” si esprime con lipnè-, che letteralmen-
  Washington,                                   (anche se già dimenti-           te significa “davanti al volto di...”. Panim, la “faccia”
      National
       Gallery
                                                cata), lo scrittore Oreste       di una persona, è in ebraico un vocabolo plurale
         of Art
                                                                             8
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che denota la complessità di un volto che — come

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si diceva — non è mai un mero fenomeno di pelle,
organi, carne e teschio, ma un vero e proprio segno
espressivo di comunicazione. E per questo che spes-
so nella Bibbia il viso indica l’interiorità stessa di una    Isaia nel giorno della sua visione profetica
persona come, ad esempio, avviene nel caso di Cai-
                                                              re rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace». I
no invidioso di suo fratello Abele: «Caino era molto
                                                              fedeli sono definiti come «coloro che cercano il volto
irritato e il suo volto era abbattuto» (Genesi 4,5). O
                                                              di Dio» (Salmo 24,6; 27,8-9), così come, nel giorno
come accade in positivo ad Anna, la futura madre
                                                              del peccato e del giudizio, si dice che «il Signore na-
del profeta Samuele: dopo aver sentito il sacerdote
                                                              sconde il suo volto».
Eli assicurarle che il Signore avrebbe esaudito la sua
                                                              In questo contrappunto tra il mistero del volto divino
speranza di generare un figlio, «il suo volto non fu          e la sua rivelazione e contemplazione si ripropone
più come prima» (1 Samuele 1,18).                             il nesso tra la trascendenza di Dio e la sua imma-
L’attenzione della Bibbia (come in tutte le religio-          nenza, ossia tra il suo essere differente e superiore
ni) punta, però, su una faccia misteriosa e glorio-           alle facoltà umane ma al tempo stesso il suo essere
sa, quella di Dio. Proprio perché il volto designa la         persona che opera, parla, interviene nella storia, ma-
persona stessa, è facile comprendere come “vede-              nifestandosi come salvatore. Naturalmente l’apice
re il volto” divino sia vietato all’uomo, tant’è vero         di questo incontro con l’uomo è raggiunto da Cristo
che si riteneva che non si potesse sopravvivere a             che è in sé il Figlio di Dio, «irradiazione della sua
quell’esperienza. Significativa è la reazione di Isaia        gloria e impronta della sua sostanza» (Ebrei 1,3), ma
nel giorno della sua vocazione profetica: «Ohimè!             che è anche Gesù di Nazareth con una faccia umana
Sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure              percepibile, visibile e vivente. Si riesce allora a com-
io sono [...]; eppure i miei occhi hanno visto il re, il      prendere la frase di Giovanni: «Dio nessuno l’ha mai
Signore degli eserciti!» (6,5). Anche Mosè, che pure          visto, ma proprio il Figlio unigenito, che è nel seno
dialogava con Dio come un amico parla col suo ami-            del Padre lui lo ha rivelato» (1,18). •
co («bocca a bocca io parlo con lui». Numeri 12,8),
al suo desiderio di contemplare in pienezza e sen-
za schermi la gloria del volto divino, riceve questa                                                                     Antonello
risposta netta di Dio: «Tu non potrai vedere il mio                                                                      da Messina:
volto, perché nessun uomo può vedermi e restare                                                                          “Salvator
                                                                                                                         Mundi”
vivo. [...] vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si                                                                 Londra,
può vedere» (Esodo 33,20.23).                                                                                            National
                                                                                                                         Gallery
Eppure nella Bibbia, attraverso il ricorso all’antropo-
morfismo, cioè a un modo simbolico per parlare di
Dio, del Signore noi conosciamo gli occhi che scruta-
no gli uomini, la bocca che pronuncia oracoli e mes-
saggi, le orecchie che ascoltano, persino il naso che
sbuffa nell’ira. Anzi, nel Salterio progressivamente
si delinea l’idea della possibilità di “vedere il volto
di Dio” quando si accede al tempio nella preghie-
ra (Salmi 11,7; 17,15; 42,3), così come la faccia di
Dio che risplende sul suo popolo è segno di felicità e
protezione, secondo quanto dice la bella benedizione
“sacerdotale” di Numeri 6,25-26: «Il Signore faccia
brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signo-

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PER LA SPIRITUALITÀ DELL'ACCOGLIENZA - PERIODICO MENSILE DEL MOVIMENTO "TRA NOI" - Riflessioni - Associazione Movimento Tra Noi
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                                       oraggio e fede
                                                             Il coraggio
Nello spirito di don Orione
                                       e pace grande
                                       di spirito! Nei
                              servi di Dio, e più in
                              quelli che sono Figli della
                              Divina Provvidenza, non
                                                              che viene
                                                              dalla fede
                              deve mai entrare alcuno
                              scoraggiamento, appunto
                              perché siamo Figli della
                              Divina Provvidenza.
                              Noi siamo soldati di
                              Gesù Cristo, e però non
                              dobbiamo temere, ma
                              aumentare un coraggio
                              superiore di gran lunga
                              alle forze che sentiamo,
                              perché dove finiamo noi,
                              là comincia l’azione di
                              Dio che è con noi! Sarebbe
                              sconveniente assai perdere
                              il coraggio sotto un tale
                              Padrone e Duce.
                              Confidenza in Dio!
                              Confidenza in Dio!
                              Confidenza in Dio!
                              Nulla di più caro al
                              Signore che la confidenza
                              in Lui!
                              La nostra debolezza non
                              deve sgomentarci, ma
                              dobbiamo considerarla
                              come il trionfo della gloria
                              di Gesù Cristo.

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                   La primavera

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                     di Maria
                                              Don Marco Pozza

L’annuncio dell’angelo a Dio. Oppure a Maria.             trario: l’annunciazione dell’arcangelo al Cielo. Quel
                                                          postino, venuto con un messaggio da recapitare,

P

                                                                                                                   Gocce di
      er migliaia d’annate si erano riversati addosso     rincasò con una risposta da consegnare: “Dio, Ma-
      quell’eterno dubbio, il punto-forte di Lucifero:    ria ha accettato l’invito”. Solo in-andata, potrebbe
      “Dio, dove sei?” Satana, nel frattempo, amava       anche apparire come una chiamata-senza-risposta.
dilettarsi nel maneggiare l’arnese del sospetto: “Era-    Andata e ritorno, pare ancora oggi la risposta più
vate state avvisati: un Dio così non è affidabile”. Un    folle alla domanda più invadente: “Ci stai? Ci sto!”
giorno, era mattina presto, Dio battè-un-colpo: entrò     Dopo quell’annuncio-con-risposta, fu chiaro a
in punta di piedi nella storia, quando il popolo me-
no se l’aspettava: «Ave Maria, il Signore è con te» (Lc
1,28). Con-te: eccolo dov’è andato a confinarsi Dio,
ecco la tenda dell’incontro. Una preposizione, tra
le più minute della grammatica, per fare luce sulla
posizione più irriverente della divinità: “con”, com-
plemento di compagnia, complimento di vicinanza,
mai-più-soli. «Non temere!», più che un grido è una
constatazione: che cosa temere di un Dio che chiede-
asilo nel grembo di una donna? Maria non teme più
nulla dopo quell’annuncio rocambolesco, nemmeno
ha timore d’infastidire Dio: «Come è possibile?» (Lc
1,34) Credere non è rassegnarsi, è invitarsi al dialo:
il Cielo si annuncia a Maria, lei gli annuncia che lo
invita a sedersi, per parlarne. Chiedere e ascoltare:
questa è la nostra fede. Poi non sarà tutto chiaro,
non ci sarà nulla di chiaro. Pare ovvio: Dio non parla
come l’uomo. Dio è Dio, l’uomo è l’uomo, non è Dio.
Con-Dio, però, anche le tenebre sono luce: «Eccomi,
avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,46).
L’arcangelo partì da lei. Nello stesso punto – da lei
– partì pure la vita: «Con ignota dolcezza e ignota
pena la giovinetta chiusa nell’ascolto sente stormi-
re in sè i giorni futuri» (M. Guidacci). La dipingono
come l’annunciazione dell’angelo a Maria. Forse sa-
rebbe meglio far fare una capriola a quell’afferma-
zione ormai consunta, non per questo assai noiosa.        Ludovico Carracci: “Annunciazione”.
E’ successo così, ma è successo anche l’esatto con-       Genova, Musei di Strada Nuova

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                 tutti che la chiamata di Dio non andrà più ricercata            dentro la miseria ammaestra a cercare la bellezza.
Spiritu­­alità
                 nel passato della memoria ma nel tempo futuro del-              Di più: accerta che c’è, per ognuno, una percentua-
                 la promessa: «Lo Spirito Santo scenderà su di te» (Lc           le di bellezza a disposizione. Eccola Maria: presso il
                 1,35). Che importerà, d’ora innanzi, rispondere al              lavatoio a sciacquare panni, al mercato a tirare il
                 Cielo esagerando? A Nazareth, l’annunciazione fu                prezzo, nella bottega a far quadrare i conti, a scuola
                 anche ammaestramento: solo le vite esagerate sono               a discutere del Figlio. Vita povera: la povertà di Na-
                 degne d’essere vissute.                                         zareth fu il preludio di quella di Betlemme. Nessu-
 Gocce di

                                                                                 no, nel frattempo, s’accorse. Impossibile dire quello
                                                                                 che significhi passare trent’anni nel compito d’es-
                 Trent’anni di povere giornate a Nazareth                        sere Madre di Dio, pur avendolo come Padre: «Ver-
                                                                                 gine madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che
                 Un punto di contatto, per stringere la mano al                  creatura» (D. Alighieri). Scelse di stare in verticale,
                 mondo. Era questo che andava cercando Dio. Trop-                in ginocchio: il mondo si dilettava a stare in oriz-
                 pi no s’erano scagliati dalla terra al Cielo: la terra,         zontale. Al pippistrello di Lucifero non riuscì nulla
                 nel tempo, s’era incagliata come nave in acque palu-            contro di Lei: scelse di distinguersi preoccupandosi
                 dose. Al Cielo era necessario ripartire, piedi-a-terra:         di non mettersi in mostra, che nessuna delle amiche
                 basta promesse, solamente fede alla premessa dipin-             rischiasse di sentirsi spaesata di fronte a lei. Scelse di
                 ta nell’Antica Alleanza: “Arriverà un giorno una Don-           farsi piccola: un giorno gli umani che scalano le vet-
                 na: sarà Donna come nessun’altra prima nè dopo”.                te l›invocheranno «Signora delle cime». Più in basso
                 Fu così che Nazareth – villaggio senza difesa, senza            sta, più in alto a portano.
                 importanza – si fece pista d’atterraggio dell’Eternità:         Per trent’anni ebbe grazia che a nessun’altra donna
                 il grembo di una ragazza si fece bottega perchè Dio             fu più concessa d’allora: quella di contemplare Dio
                 iniziasse la ri-creazione del suo sogno.                        nel quotidiano, di palparselo con le mani di madre, di
                 Terra vergine, feriale: terra arata con benedizioni ce-         portarlo a letto come fosse un bambino qualsiasi: era
                 lesti mai udite prima.                                          pur sempre il suo bimbo, «lo allattava più a lungo, per
                 Maria di Nazareth: storia di un Dio che fa il suo               avere un motivo di abbracciarlo» (E. De Luca). Le dis-
                 ingresso nella ferialità. Non rifugge la miseria, ma            sero “fai attenzione!”, le parlarono di spade, d’infiniti
                                                                                 contrasti, la murarono dentro segreti intrattenibili.
                                                                                 Lei si fece in quattro, fece di tutto, l’essenziale: fece
                                                                                 spazio a Dio. Per farci star dentro tutti. Nel pensiero
                                                                                 del mondo cade un’Ave.

                                                                                 L’atteggiamento - Donna sensibile, dunque sensuale

                                                                                 “Meno umanità, più divinità” erano convinti a Na-
                                                                                 zareth. Mai accettò, Maria, di spartire quella folle
                                                                                 logica: non è diminuendo la propria umanità che si
                                                                                 permette al Cielo di festeggiare. La felicità d’Iddio
                                                                                 è vedere l’umanità sbocciare nelle sue piccole cre-
                                                                                 ature: aumenta Dio, aumento anche io. E viceversa.
                                                                                 Fu la donna dei cinque sensi. Nessuno, al pari suo,
                                                                                 fece dei suoi sensi la porta d’ingresso delle divinità.
                                                                                 L’udito delicatissimo di Maria: «Ave Maria, piena di
                                                                                 grazia» (Lc 1,28). Allenatasi ad ascoltare la Parola
                 John Everett Millais: “Gesù nella casa dei genitori” (part.)    sin da quand’era bambina, le riuscì di captare la voce

                                                                                12
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                                                               con il suo tatto accese il contatto tra terra e Cielo.

                                                                                                                         Spiritu­­alità
                                                               Forte di odorato, mai nascose il segreto per braccare
                                                               Dio: “Attenzione: nessuno sospetta che la Bellezza
                                                               ami nascondersi sotto ad un pugno di stracci”. An-
                                                               nusare le traiettorie di Dio, giacchè più che il morire
                                                               la vera tragedia è il non aver vissuto affatto, vissuto
                                                               male. Rimarrà nei secoli, dunque, la donna dell’ol-

                                                                                                                          Gocce di
                                                               fatto: chi la pregherà, farà memoria di tutto quello
                                                               che Dio sogna per ciascuna creatura. Che lo amino:
                                                               per riuscire un giorno a conoscerlo. Che la smettano
                                                               di volerlo a tutti i costi conoscere per decidere se
                                                               amarlo oppure no: «Maria, da parte sua, serbava tut-
                                                               te queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19).
                                                               A Nazareth – facendo a pugni con i tempi lunghi
                                                               dell’attesa – tutti s’erano quasi convinti che il pro-
                                                               blema fosse il ritardo di Dio, la poca-voglia di mo-
                                                               strarsi all’umanità. Maria, donna dai sensi allenati,
                                                               fiutò l’alternativa: era l’uomo che si negava a sco-
                                                               prirlo, per quell’innata paura di trovarselo davanti e
                                                               dover fare i conti con l’Amore. Fu per questo che,
                                                               Madre di Lui, divenne madre di tutti, per tutti. Dei
                                                               cinque sensi non tenne paura alcuna: li accese e ne
                                                               fece il passaggio per Dio. Da sensibile divenne sen-
                                                               suale, la madre della sensibilità.
Gonzalo carrasco Espinosa:
“La vergine di Guadalupe sconfigge il demonio”
                                                               Il titolo – L’Ausiliatrice
di Dio in mezzo alle mille interferenze di quaggiù.
Ascoltare, per lei, non era sinonimo di sentire: si sen-       E’ nata per fare la guerra, anche per andare in guer-
te con l’udito, si ascolta accordando i timpani col            ra: per essere condottiera di chi in guerra andrà per
cuore. La vista di Maria: «Grandi cose ha fatto in me          difendere le gesta del Figlio suo. Per il popolo ro-
l’Onnipotente» (Lc 1,49). Trasparente nello sguardo            mano auxilia erano le truppe alleate. Termice belli-
– il peccato non ne aveva offuscato la bellezza –              co, evocativo di archibugi, spade, guerre, mattanze.
s’accorse che dentro il suo quotidiano aveva preso             Campi di battaglia. Anche la fede è una guerra da
casa Dio: non fuori dalla storia, non senza la sua sto-        combattere fino all’ultimo, sul limite, a colpi di fio-
ria, seriamente dentro il trambusto della sua storia.          retto più che di mortaio. C’è una donna nata pro-
S’accorse del passaggio di Dio, salì e divenne lei il          prio per fare questo, la guerra al male: “Beati coloro
passaggio per andare a Dio: ad Jesum per Mariam (A             che andranno in guerra con lei!” Per fare la guerra al
Gesù attraverso Maria). Il tatto è il senso che ancora         matto di Satana, per urtare la menzogna fuori dalle
più stordisce di lei: «Diede alla luce il Figlio, lo avvolse   tane, abbagliare con la luce l’oscurità. Nacque a Na-
in fasce, lo depose nella mangiatoia» (Lc 2,7). Tocca-         zareth, Maria: fu concepita altrove, migliaia di notti
re Dio, carezzarlo, stringerne la carne, adorarlo con          prima, quand’era buio pesto. Più che tardare ad ap-
gesti d’amore. Dio ha un debole per i temerari: con            parire, lasciò che la desiderassero. Poi arrivò puntua-
loro s’intenerisce, ringrazia per averlo stretto, non          le, in perfetto orario: a Nazareth, a Lepanto, a Vienna
trattenuto. Amare è abbracciare senza sequestrare.             contro la Mezzaluna, contro Napoleone.
Forte d’udito, specialista della vista, assai manuale:         Sempre così: per chi ha mira, basta un colpo solo.

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                                                          battaglia dalla parte dei figli: nelle sale d’attesa dei
Spiritu­­alità
                                                          ricoveri, davanti alle sbarre di una galera, sulla soglia
                                                          di una casa spaesata. E’ sovrana nel regno del Figlio:
                                                          come ogni sovrana nutre estrema cura del destino
                                                          dei suoi sudditi. Appartiene anche lei a Cristo: come
                                                          una coinquilina, collabora pure lei alla riuscita della
                                                          famiglia. Ha una somiglianza con la Chiesa: siccome
 Gocce di

                                                          la somiglianza è ragione di amore e l’amore è la sor-
                                                          gente dell’aiuto, la Madre non può che intervenire
                                                          a difesa di chi le assomiglia così tanto da sembrare
                                                          una sorella-gemella.
                                                          Il difficile non è mettere in pratica una decisione:
                                                          questo il Cielo lo sa bene. Difficoltoso è prendere
                                                          una decisione: stanare la speranza laddove nessuno
                                                          ha più ragioni-di-speranza. Intravedere una strada
                                                          laddove nessuna strada pare più possibile, una sto-
                                                          ria dove non ci sono più storie da narrare. Maria,
                                                          in fatto di speranza, è la concretezza-fatta-carne:
                                                          non idealità, nemmeno entusiasmo, ma un realismo
                                                          d’inimmaginabile fattura. A Nazareth, quand’era in
                                                          vita, il margine di manovra era limitato. Assunta in
                                                          Cielo – non morì, Maria – il suo potere divenne inar-
                                                          restabile. La intonano nelle litanie: «Auxilium chri-
                                                          stianorum (ora pro nobis)». E’ grido di battaglia, con-
                                                                fidenza. Alleata per poter sperare, far sperare:
                 «Auxilium christianorum» la prega                fare tutto ciò ch’è possibile perchè la speranza
                 da migliaia di stagioni il popolo fe-                diventi storia. I sogni divengano segni.
                 dele al Figlio. Maria è alleata, aiu-                    Per trent’anni visse gomito-a-gomito
                 to, compagnia di profezia. Nessun                           con Gesù, compagna di Giuseppe:
                 conflitto-d’interessi: la redenzio-                            “Con tutto quello c’era da fare,
                 ne di Gesù Cristo è stata l’api-                                 trent’anni ha tenuto Cristo a
                 ce della fantasia restauratrice                                     casa”, pensa ancora la gen-
                 di Dio. Maria, com’è di tutte le                                      te. Più che trattenerlo, s’e-
                 madri, è di aiuto al Figlio nel-                                       ra messa al suo servizio.
                 la sua avventura. S’è posta alla                                        Lui impiegò trent’anni a
                 sue calcagna, l’ha voluta Lui in                                        diventare uomo. Lei, in
                 quella posizione. Nel tempo – in                                        quel laboratorio di si-
                 virtù di quegli strani mesi che                                         lenzio, gli prestò il suo
                 un figlio passa nel grembo della                                        viso di madre per guar-
                 madre sua – s’è convinta di ri-                                          dare il mondo. Quel
                 uscire ad intercedere presso di                                            viso fu il primo libro
                 Lui: “Dì tu, Maria, una parolina                                             illustrato per il Dio-
                 a Gesù da parte mia”. Tutto così                                                bambino. •
                 semplice, così materno. E’ ma-
                                                                                                 William Hunt:
                 dre. Tutte le madri, quando c’è                                                 “Il ritrovamento
                 da combattere, sono schierate a                                           di Gesù nel Tempio” (part.)

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 Un piccolo gesto gentile

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Non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni.

U
       n giorno, quando andavo alle superiori, vidi       uno di quegli sguardi pieni di gratitudine e sorrise
       un ragazzo della mia classe che stava rien-        mentre mi disse: «Grazie».
       trando a casa dopo la scuola. Il suo nome era      Iniziò il suo discorso schiarendosi la voce: «Nel
Alberto e sembrava stesse portando tutti i suoi libri     giorno del diploma si usa ringraziare coloro che ci
a casa. Pensai: «Perché mai uno dovrebbe portarsi a       hanno aiutato a farcela in questi anni duri. I ge-
casa tutti i libri di Venerdì? Deve essere un ragazzo     nitori, gli insegnanti, gli allenatori ma più di tutti
strano». Durante il tragitto vidi un gruppo di ra-        gli amici. Sono qui per dire a tutti voi che essere
gazzini che correndo lo spinsero facendolo cadere         amico di qualcuno è il più bel regalo che voi pote-
nel fango. I suoi occhiali volarono via, li vidi cadere   te fare». Guardai il mio amico Alberto incredulo non
nell’erba un paio di metri più in là. Lui guardò in       appena cominciò a raccontare il giorno del nostro
su e vidi una terribile tristezza nei suoi occhi. Mi      incontro. Lui aveva pianificato di suicidarsi durante
commosse. Così mi incamminai verso di lui mentre          il weekend. Raccontò di come aveva pulito il suo ar-
stava cercando i suoi occhiali. Raccolsi gli occhiali     madietto a scuola, in modo che la madre non doves-
e glieli diedi. Alberto mi guardò e disse: «Grazie!»      se farlo in seguito. Ecco perché quel giorno rientrava
C’era un grosso sorriso sul suo viso, era uno di quei     a casa con tutti quei libri. Alberto mi guardò inten-
sorrisi che mostrano vera gratitudine. Lo aiutai a        samente e fece un piccolo sorriso. «Fui salvato da un
raccogliere i libri e gli chiesi dove abitava. Scoprii    amico, che mi sorrise». Udii un brusio tra la gente a
che viveva vicino a me. Parlammo per tutta la stra-       queste rivelazioni. Il ragazzo più popolare ci aveva
da e lo aiutai a portare alcuni libri. Restammo in gi-    appena raccontato il suo momento più debole. Vidi
ro tutto il week end e più lo conoscevo più Alberto       sua madre e suo padre che mi guardavano con gli
mi piaceva, così come piaceva ai miei amici.              occhi pieni di lacrime e mi sorrisero, lo stesso sorriso
Nei successivi quattro anni, io e Alberto diventam-       di Alberto. Non avevo mai compreso la profondità di
mo amici per la pelle. Una volta adolescenti comin-       quel sorriso. Fino a quel momento. •
ciammo a pensare all’Università. Alberto sarebbe
diventato medico mentre io mi sarei occupato di
scuole di atletica. Alberto era il primo della
nostra classe e io l’ho sempre preso in giro per es-
sere un secchione. Devo ammetterlo. Qualche volta
ero un po’ geloso!
Alberto doveva preparare un discorso per il diplo-
ma. Io fui molto felice di non essere al suo posto
sul podio a parlare. Leggevo nei suoi occhi un po’ di
tensione per via del discorso che doveva fare. Così
gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi: «Forza,
ragazzo te la caverai alla grande!» Mi guardò con

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                                   Sotto l’ala degli Arcangeli
L’angolo del l ’arte
                   Giulia Romano

                                      In un periodo in cui tutto è pervaso da un forte materialismo, eleviamo il nostro
                                    sguardo verso le realtà spirituali e riscopriamo l’importanza degli angeli, che vedono
                                   sempre la faccia di Dio (Mt 18,10): “Potenti esecutori dei suoi comandi” (Salmo 103,20).

                                   D
                                            al mondo biblico si ap-        San Tommaso D’ Aquino (dottore       Vi è un fondamento biblico
                                            prende la totale irrapre-      della chiesa del 13° sec.), nella    espresso per i Serafini (cap. 6°
                                            sentabilità del Divino.        sua opera più famosa “Summa          vers. 2° Isaia) e per i Cherubini
                                   Tuttavia “Ciò che è impossibile         Theologicae”, sintetizza mirabil-    (cap. 1° vers. 6° visione di Eze-
                                   all’uomo è possibile a Dio“ (Lc         mente la gerarchia angelica.         chiele). Nell’ Apocalisse i quattro
                                   18, 27), quindi le creature ange-       Nove sono i cori degli spiriti ce-   “Esseri Viventi“ presso il trono di
                                   liche sono rese visibili e, la loro     lesti, divisi in tre ordini: Sera-   Dio hanno sei ali.
                                   abituale rappresentazione, deri-        fini, Cherubini, Troni; Domina-      Comunque non sempre, nella
                                   va proprio dalla loro eccezionale       zioni, Virtù, Potestà; Principati,   tradizione iconografica angeli e
                                   visibilità.                             Arcangeli, Angeli. Il santo filo-    arcangeli hanno avuto le ali.
                                   Gli angeli, allora, diventano le        sofo ne fa un’ampia e analitica      Ma già Q. S. F. Tertulliano (scrit-
                                   ipostasi di tali visioni, per cui, se   illustrazione.                       tore romano e apologeta cristia-
                                   il Divino rimane aniconico, gli ef-     I mosaici della volta del Batti-     no nato a Cartagine 3° sec. D.C.),
                                   fetti sono iconici: immagine del-       stero di S. Giovanni Battista a      nel suo trattato “Apologeticum”
                                   la divina trascendenza presagio         Firenze (“il bel San Giovanni”       considera le ali attibuite agli an-
                                   del provvidenziale patrocinio.          citato da Dante nella Divina         geli come requisito per distin-
                                   Dal 2 ottobre del 1670 (per de-         Commedia - Inferno XIX, 16-          guerli da Cristo.
                                   cisione di Papa Clemente X) si          18) sono un fulgido esempio di       In ogni caso fondamenti bibli-
                                   celebra la memoria dei Santi An-        raffigurazione gerarchizzata di      ci e modelli espressivi ellenistici
                                   geli, quali angeli custodi. La loro     tutti e nove i cori angelici.        (messaggeri alati degli dèi, vit-
                                   esistenza è Dogma di Fede.              Ma gli Angeli hanno le ali?          torie alate ecc.) si sono fusi nel-
                                                                                                                la tarda antichità, dando luogo
                                                                                                                all’Arte Paleocristiana e, dal 4°
                                                                                                                secolo in poi, l’iconografia attri-
                                                                                                                buisce alle figure angeliche le ali.
               I cori
            angelici                                                                                            Non si può non ricordare l’appa-
         raffigurati                                                                                            rizione a San Francesco D’ Assisi
        nei mosaici                                                                                             del Serafino in forma di Cristo
                della
                                                                                                                Crocifisso in volo, che gli dona
           volta del
       Battistero di                                                                                            le stimmate sul monte Alverno
             Firenze                                                                                            mentre era in preghiera: scena
                                                                                                                tante volte ripresa dagli artisti di
                                                                                                                tutti i tempi. Portiamo l’esempio
                                                                                                                di un capolavoro assoluto: “Le
                                                                                                                Stigmate di San Francesco” di
                                                                                                                Giotto (1267-1337) 3x163 cm.),

                                                                                         16
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datato fine 13° sec., eseguito per   una novità rispetto alla tradizio-
la chiesa del convento di San        ne di derivazione bizantina che
Francesco a Pisa. È conservato al    voleva le figure ieratiche e fron-
Louvre di Parigi, dove fu portato    tali al centro dei dipinti.
durante l’occupazione napoleo-
nica.                                Gli Angeli e gli Arcangeli, mes-
La tavola cuspidata mostra, nel-     saggeri di Dio, punto di incontro
la scena principale, il santo che    di tre culture
riceve le stimmate da un Cristo      Si parla degli angeli in varie
sotto forma di un serafino alato     forme in molte religioni, ma in
e volante con le ferite che emet-    maniera particolare nelle reli-
tono raggi di luce e che vanno       gioni che hanno tradizioni scritte
a colpire le rispettive zone del     come l’ebraismo, il cristianesimo
corpo di Francesco. Il color oro     e l’islamismo.
domina la composizione, spicca       È interessante notare in tutte e
la monumentalità del Santo vi-       tre le culture un punto di sostan-
stosamente più grande rispetto       ziale identità riguardo agli ange-
a tutto l’ambiente circostante:      li. Nella loro fedeltà al Signore,
da notare l’intensità espressiva     essi hanno meritato di essere
del volto modellato dalla luce in    assegnati alla custodia del Pa-
modo estremamente realistico,        radiso e alle porte che ne danno         Giotto: “Le stigmate di San Francesco”.
                                              l’accesso. Tale compito         Parigi, Museo del Louvre
                                                                              (a fianco) Guido Reni: “San Michele Arcangelo”
                                              è già espresso nella Ge-        Roma, Chiesa di Santa Maria
                                              nesi; è il concetto della       Immacolata Concezione ai cappuccini
                                               Terra Promessa riservata
                                               esclusivamente al popo-        Gabriele, Raffaele.
                                               lo eletto ebraico; Gesù        L’etimo deriva dal greco: àr-
                                               Cristo è Colui che parla       chein= comandare e ànghelos =
                                               di un regno preparato          angelo, quindi sono a capo dei
                                               per i figli della luce, luo-   messaggeri divini che hanno una
                                                go degli angeli e aper-       missione speciale a favore degli
                                                to a tutti gli uomini. La     uomini.
                                                tradizione coranica ha        Michele significa “chi è come
                                                poi soffuso il concetto       Dio“. La chiesa lo riconosce “prin-
                                                di Paradiso in una real-      cipe delle milizie celesti“, vigila
                                                 tà sacrale riservata solo    sui figli del popolo e difensore
                                                 ai martiri e ai testimoni    degli amici di Dio; gli sono affi-
                                                 del credo mussulmano         dati i moribondi, affinché venga-
                                                 facendone un’esclusiva       no da Lui difesi presso il tribuna-
                                                 dimora per essi.             le divino e presentati in Paradiso.
                                                 I più importanti nel         Diffusissima è la devozione all’ar-
                                                  coro angelico sono i        cangelo Michele : la via Micaeli-
                                                  tre Arcangeli: Michele,     ca è l’antico e frequentatissimo

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                       itinerario di pellegrinaggio col-     gelo” di Guido Reni (1575-1642),       la sua protezione sono farmaci-
L’angolo del l ’arte

                       legante Mont-saint- Michel, in        olio su tela di seta (295x 202         sti, medici, ammalati, marinai e
                       Normandia, con S. Michele nel         cm.) datato 1635, commissiona-         sposi novelli perchè è anche l’ar-
                       Gargano. In Italia e nel Lazio la     to all’artista dal cardinale Anto-     cangelo dell’amore sponsale. Ne
                       devozione è molto viva, come te-      nio Barberini (poi Papa Innocen-       “L’Arcangelo Raffaele e Tobio-
                       stimoniano i molti luoghi di culto    zo X). Il dipinto raffigura l’angelo   lo” di Piero del Pollaiolo (1442-
                       ed opere d’arte a lui dedicati: è ,   nell’atto di schiacciare col piede     1496), olio su tela (188x 119cm.)
                       tra l’altro , patrono della polizia   la testa di Satana. L’iconografia      datato alla 2° metà del 15° sec. e
                       di stato e della brigata paraca-      dell’opera è basata sulla visione      conservato nella Galleria Sabau-
                       dutisti “Folgore“. A Roma, nella      di San Giovanni Evangelista de-        da di Torino, Raffaele è raffigu-
                       chiesa di S. Maria Immacolata         scritta nell’Apocalisse. Una pit-      rato mentre conduce a braccetto
                       Concezione dei cappuccini in via      tura argentea che raggiunge li-        Tobia. Le sue ali sono rappresen-
                       Veneto, vi è l’opera in assoluto      velli di straordinaria delicatezza     tate con estremo realismo e con
                       più riprodotta, capolavoro del        e mostra un sottile equilibrio nel     un tratto che ne esalta il morbi-
                       Barocco, emblema della Contro-        mediare la purezza del divino con      do piumaggio. Tobia è abbiglia-
                       riforma: il “San Michele Arcan-       l’oscurità del vero. Morbidi pan-      to in maniera elegante e reca in
                                                             neggi colorati avvolgono il cor-
                                                                                                    mano il pesce pescato nel Tigri.
                                                             po sinuoso dell’angelo, il braccio
                                                                                                    L’angelo ha veste rosa e mantello
       L’Arcangelo                                           destro è muscoloso e possente
                                                                                                    bruno, la pittura mostra un trat-
           Gabriele                                          nell’impugnare la spada sottile e
        raffigurato
                                                                                                    to nervoso, incisivo, increspato e
                                                             affilata. Appare la bellezza ideale
                nel                                                                                 reso tumultuoso dal chiaro scuro.
                                                             del Santo, contrapposta alla scu-
           Chiostro                                                                                 Davanti a Raffaele il cagnolino
           di Santa                                          ra brutalità del demonio, dallo
                                                                                                    citato nel passo biblico. L’arcan-
             Chiara                                          sguardo così fortemente espres-
           a Napoli                                                                                 gelo ha in mano una scatoletta
                                                             sivo, testimone della sconfitta.
                                                                                                    contenente il fiele. Scatoletta
                                                             Gabriele: è “fortezza di Dio“ l’am-
                                                                                                    che sarà poi sempre utilizzata
                                                             basciatore per eccellenza. Co-
                                                             lui che apre all’Intellectus Fidei,    come contenitore di medicinali e
                                                             arcangelo della comunicazione          che è uno degli attributi di Raf-
                                                             interiore, mostra agli uomini          faele.
                                                             ciò che i loro cuori nascondono.       Per concludere: gli arcangeli sono
              Piero                                                                                 presenze distinte da Dio e dagli
     del Pollaiolo:                                          Nel Chiostro Maiolicato di Santa
     “L’Arcangelo                                            Chiara (detto anche delle clarisse,    uomini. Gabriele si fa demiurgo
          Raffaele                                           realizzato dal grande architetto       spirituale; Raffaele si fa presenza
        e Tobiolo”                                                                                  medicinale nelle temperie della
            Torino,
                                                             Domenico Vaccaro nel 1739) a
           Galleria                                          Napoli, in uno degli affreschi (di     vita; Michele si fa difensore del-
          Sabauda                                            autore ignoto), l’arcangelo Ga-        la fede contro il demonio. Sotto
                                                             briele è dipinto con uno specchio      l’ala degli arcangeli si può, allo-
                                                             e una lanterna accesa a rappre-        ra, disegnare un universo solcato
                                                             sentare proprio la luce spirituale.    dall’arcobaleno di Pace che co-
                                                             Raffaele: è “Medicina di Dio“ che      niuga la Terra al Cielo, così che
                                                             accompagnò e aiutò Tobia (Tobia        l’umanità può elevarsi verso il
                                                             12, e San Giovanni 5,14). Sotto        Signore con “Ali di Aquila“. •

                                                                            18
1/2019                                        IN DIRETTA DAL MOVIMENTO IN DIRETTA DAL MOVIMENTO

                                                                                                                                           ta anche in Fisica con indirizzo in
MOVIMENTO IN DIRETTA DAL MOVIMENTO IN DIRETTA DAL MOVIMENTO

                                                                                                                                           Cosmologia, non ha tenuto una
                                                                                                                                           conferenza, bensì, con la sua arte
                                                                                                                                           oratoria, scorrevole ed avvin-
                                                                                                                                           cente, ha illustrato la tipologia
                                                                                                                                           di famiglia nella quale ella crede
                                                                                                                                           con semplicità, chiarezza ed una
                                                                                                                                           suadente vocalità che ha saputo
                                                                                                                                           coinvolgere chi la ascoltava.
                                                                                                                                           Ma sarà bene procedere con or-
                                                                                                                                           dine e tentare di riassumere, bre-
                                                                                                                                           vemente, i tanti concetti propo-
                                                                                                                                           sti dalla sig.ra Emilia che hanno
                                                                                                                                           stuzzicato l’appassionato – ed in
                                                                                                                                           alcuni casi anche meravigliato -
                                                                                                                                           interesse degli ascoltatori.
                                                                                                                                           Normalmente il cristiano relega
                                                                                                                                           la ‘gioia di essere’ in una dimen-
                                                                                                                                           sione spirituale, quasi sganciata
                                                                                                                                           dalla realtà. Ne consegue quello

                                                               N
                                                                                                                                           stato di irrequietezza che caratte-
                                                                        ell’ambito della forma-      Se qualcuno dei molti presenti
                                                                                                                                           rizza anche la vita dei credenti.
                                                                        zione dedicata ai Tra-       si attendeva una semplice con-        Per l’oratrice, come prima cosa, è
                                                                        noisti per l’anno 2018,      ferenza ‘cattedratica’ sul senso      importante raggiungere, in parti-
                                                               particolare rilievo va dato al con-   della famiglia e di come il lievi-    colare da parte di chi crede in un
                                                               vegno famiglie, organizzato nei       to della gioia, che dovrebbe es-      Creatore che continua ad incar-
                                                               giorni 30 novembre - 2 dicem-         sere caratteristica peculiare del     narsi anche nella propria vita,
                                                               bre scorsi nell’ambito del quale      cristiano e, quindi, anche nella      uno “stato costante di serenità”.
                                                               è stato vissuto un momento del        coppia che si unisce attraverso       Tale stato di serenità dovrebbe
                                                               tutto particolare nella giornata      il sacramento del Matrimonio,         venire automaticamente riversa-
                                                               di sabato 1 dicembre, con la rela-    debba essere il necessario sup-       to, reciprocamente, tra l’uomo e
                                                               zione tenuta dalla Prof.ssa Emilia    porto al suo sviluppo armonico,       la donna che, consapevoli di es-
                                                               Palladino, docente di “Etica del-     si è certamente ricreduto.            sere immagini di Dio, decidono
                                                               la condizione femminile e del-        In circa due ore l’oratrice, sposa,   di congiungere oltre che i loro
                                                               la famiglia” e di “Pastorale alla     madre e – nota di colore – laurea-    corpi anche i loro cammini in-
                                                               luce del metodo della Dottrina
                                                               sociale” nella Facoltà di Scienze
                                                               Sociali, presso la Pontificia Uni-
                                                               versità Gregoriana, ove, peral-
                                                               tro, ha conseguito il dottorato in
                                                               Dottrina sociale della Chiesa nel
                                                               2012, con una tesi sul contributo
                                                               dei fedeli laici al discernimento
                                                               sulla realtà contemporanea.
                                                   VIMENTO IN DIRETTA DAL MOVIMENTO IN DIRETTA DAL
                                                                                                               19
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