Le notizie più belle della classe 5

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Le notizie più belle della classe 5
Le notizie più belle
  della classe 5^

  Scuola Primaria S. Agostino
        A.S. 2016/2017
Le notizie più belle della classe 5
A CACCIA DI ROSPI - 20 Marzo 2016

Ero molto emozionato all’idea della salvaguardia dei rospi.
L’idea era di ritrovarci tutti insieme al piazzale del cimitero, prendere i
rospi, e, portandoli nei secchi fino al lago, metterli in acqua.
Alle 20.00 ci siamo trovati al piazzale e le guardie ecologiche del Campo
dei Fiori, dette GEV, di cui anche mio nonno fa parte, ci hanno spiegato
che dovevamo muoverci con cautela, senza fare rumore, così io e un
altro mio compagno, felici, siamo partiti alla ricerca dei rospi.
Dopo un po’ però, insoddisfatti siamo tornati dalle GEV, e vedendo che
alcuni compagni ne avevano presi tre, di cui due coppie, ci siamo messi
in cammino verso il lago.
                                                               Matteo B.
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Novità tra i banchi - 2

Io ho toccato soprattutto la femmina, che era nel secchio che aveva
Fabrizio.
Ad un certo punto il Matteo V. ha dato un pugno al secchio con dentro la
rospa facendolo cadere!
Eravamo preoccupati che scappasse, invece no, ripreso il secchio ci
siamo messi a ridere.
Abbiamo attraversato la strada e siamo andati in una stradina stretta, e
anche qui Francesco ci ha detto di stare attenti.
Nel sentiero alcuni di noi hanno trovato altri rospi.
Eccoci al lago!
Francesco ci ha fatto vedere come prenderli e come metterli in acqua,
l’istruttore ci ha raccontato che i rospi maschi, se non li metti abbastanza
lontano, tornano indietro.
Ecco il primo rospo in acqua, ma appena fu in acqua, Francesco, ci
interruppe e ci fece vedere che dovevamo lanciarlo in acqua.
Arrivò il mio turno… c’era un problema… erano tutti ammucchiati!
Per fortuna dopo che Francesco aveva finito di parlare i rospi si erano
spostati, così la presi in mano, perché era una femmina, e la lanciai!
Dopo averli messi tutti tornammo indietro.
Dopo esserci salutati tutti, ognuno tornò a casa propria.
Questa sera è stata FANTASTICA! Mi sono divertita moltissimo, mi sono
sentita molto bene, anzi, strabene a salvare i rospi.
È stato SUPERMITICO!
                                                             Chiara
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Novità tra i banchi - 3

Ieri sera noi di 5^ abbiamo aiutato dei rospi ad attraversare la strada.
Infatti, ogni anno, al Brinzio, dai boschi in altura scendono i rospi per
andare al lago di Brinzio dove si accoppiano e depongono uova.
Il problema è che fra i boschi e il lago c’è una strada dove i rospi
possono finire spiaccicati.
Noi dovevamo aiutarli mettendoli in secchi e portarli al lago.
Oltre ad essere preoccupato, ero anche felice
                                                            Gabriele
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Novità tra i banchi - 4

GIOCHI MATEMATICI

Martedì 14 marzo abbiamo partecipato a dei giochi matematici.
Anche se non mi piace molto la matematica, mi ero convinta di farli con
impegno.
La cosa più bella è stata che li abbiamo fatti a gruppi da tre: insieme io e
le mie compagne siamo riuscite a finire una scheda intera ed una parte di
un’altra!
Mi sono sentita felicissima quando abbiamo finito la scheda, però ero
anche un po’ spaventata: ”E se fosse stato sbagliato??!!” pensavo, ma
sotto sotto sapevo che eravamo riuscite ad eseguirla bene.
                                                            Sara
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Novità tra i banchi - 5

MARTEDÌ 14 MARZO 2017 si è celebrata la giornata mondiale della
matematica.
Noi alunni di quinta ci siamo divertiti molto a fare i giochi matematici degli
anni passati.
I giochi consistevano in domande facili o difficili e lo scopo era quello di
fare meno errori possibili.
All’inizio mi sentivo spaventato, ma poi quando la maestra ha detto che si
facevano a gruppi di tre mi sono sentito meglio.
Il giorno prima avevamo imparato il significato del “π” e come usarlo in
geometria.
Il matematico Archimede scoprì che dividendo la misura della
circonferenza per la misura del diametro di un cerchio si ottiene sempre
lo stesso numero, in tutti i cerchi del mondo.
Questo numero è 3.14…: è un numero speciale, che ha infinite cifre dopo
la virgola. (Ne ricordiamo solo le prime due).
Questo numero è indicato con la lettera P dell’alfabeto degli antichi greci,
il π.
Dal momento che 3.14 è il modo con cui gli inglesi scrivono la data del
14 marzo, si è deciso di festeggiare in questo giorno la giornata mondiale
della matematica, il “π day”.
                                                             Giacomo
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Novità tra i banchi - 6

FRANCESE

Nella settimana compresa tra il 20 e 24 febbraio abbiamo avuto un
assaggio di quello che sarà il Francese che studieremo l’anno prossimo
alle medie.
Tre gentili ragazze: Camilla Chiara e Gaia sono venute in classe e ci
hanno fatto conoscere i primi elementi della lingua francese.
Abbiamo imparato attraverso canti, giochi e disegni, l’alfabeto, i colori, gli
animali… le stagioni ed i mesi.
                                                             Ottavio

È stato interessante e divertente imparare a conoscere questa lingua che
fino a lunedì era sconosciuta, mentre già venerdì si cominciava a
conoscere meglio.
In una sola settimana grazie a tre esperte del liceo: Gaia, Camilla e
Chiara.
Queste lezioni sono come un anticipo di ciò che faremo alle medie, forse
al liceo, magari addirittura all’università.
In sintesi sono state delle lezioni magnifiche: un vantaggio per tutti.
                                                             Gabri
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Novità tra i banchi - 7

ALIMENTAZIONE

Giovedì 16 marzo abbiamo partecipato ad un evento speciale: i bambini
di terza hanno organizzato una giornata dedicata all’alimentazione.
Attraverso giochi e quiz ci hanno raccontato quello che hanno imparato
nel progetto svolto con il biologo nutrizionista.
È stata una mattinata molto bella perché abbiamo imparato a fare la
spesa, a guardare la data di scadenza dei prodotti, scegliere quello più
sano e a leggere l‘etichetta delle uova e scegliere tra quelle allevate a
terra e allevate libere “0“ (zero).
Dopo ci siamo divisi e abbiamo fatto dei giochi su tutto quello che ci
hanno spiegato.

                                       Per i miei gusti il più bello, istruttivo,
                                       divertente e coinvolgente è stato
                                       “LA SUPER SPESA“ .
                                       Consisteva nel mettere dei prodotti
                                       nel “Amerigo frigo amigo“ sui giusti
                                       ripiani per la loro conservazione.
                                                                  Patrizia
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Novità tra i banchi - 8

Era un giovedì qualunque, e io e i miei amici cominciavamo a dire…
“Che pizza, adesso bisogna fare matematica, bisogna scrivere e bisogna
stare attenti.”
Se non che, a prenderci per portarci in classe non c’era maestra Marina,
ma c’era, maestra Paola; e io ho subito pensato che “maestra Marina
fosse ammalata!?”
Poi vidi che la nostra classe era tappezzata di… AMERIGO, FRIGO
AMIGO: un frigorifero con braccia, gambe, occhi naso e bocca e un
ciuffettino di capelli arancione carota.
Allora capii tutto: era la giornata dedicata all’alimentazione e avremmo
fatto dei bellissimi lavori gestiti dalla classe terza.
                                                          Bianca
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Al via anche quest’anno il progetto del Comune di Casciago teso al
restauro delle pensiline della fermata dell’autobus dislocate sul nostro
territorio.
Ogni scuola ha adottato una delle cinque pensiline che necessitano di
restauro.
Il motivo comune a tutte le pensiline sarà una frase legata alla via in cui
si trovano.
La pensilina adottata dalla nostra scuola è quella che si trova a
Casarico….
Per essa è stata scelta la famosa frase di Alessandro Manzoni “Quel
cielo di Lombardia, così bello quando è bello, così splendido così in
pace”. ………….”
I tecnici del comune hanno, così, portato nella nostra scuola i pannelli
che compongono le pareti affidando a noi alunni di classe quinta, in
collaborazione con i ragazzi della scuola secondaria, il compito di
decorarli.
Ecco le nostre emozioni a caldo tra amicizia, gioia, ansia, senso civico e
senso del bello:

Io e miei amici ci divertiremo insieme e ci scambieremo idee e… colori!
(Luca L.)

Sono un po’ preoccupato… se venisse male, mi vergognerei.
Mi piacerebbe trovare il pennarello più adatto per rendere il progetto
visibile e luminoso. (Nicolò)
Attesa colorata - 2

Mi sono sentito felice ed estremamente contento all’idea di disegnare su
una pensilina con tutta la classe! Faremo del nostro meglio! (Luca Z.)

Quante diverse emozioni… gioia, ansia, perché tutti lo vedranno, ma
anche autostima… non vedo l’ora di iniziare e… verrà benissimo!
(Chiara)

Dovremo pensare noi a tutto ma sarà molto divertente dipingere insieme
ai miei compagni. (Patrizia)

Eravamo tutti felici all’idea che tanta gente vedrà i nostri disegni e quindi
dobbiamo fare una bella figura. (Giacomo)

Ho provato una gioia così forte che non riuscivo a contenerla. (Fede)

Sono sicuro che faremo tutti del nostro meglio per farla venire molto
colorata e bella. (Matteo T.)

Che sorpresa, che emozione, che felicità e che onore disegnare su una
pensilina! La frase fa venire in mente milioni di idee. (Sara)

Le emozioni son forti… vorrei divertirmi con tanti sorrisi attorno a me che
mi diano la giusta energia per dare il massimo. (Marta)

La notizia mi ha fatto sentire… come dire… strano, speciale, non so
descrivere l’emozione forte che provavo. Controllarmi era un’impresa!
(Mattia)

Non avevo mai avuto l’onore di mostrare un disegno fatto da me e dalla
classe. Ho tanta paura di sbagliare, sono terrorizzata e ho i brividi, ma
sono anche felice e contenta, non sono cose che succedono tutti i giorni.
(Elena)

Questa idea mi sembra piuttosto bella, perché aiuta a rendere meno
noiose le attese per il pullman, si potrà osservare il nostro lavoro e farsi
una domanda: “Chissà come hanno fatto a fare questo dei ragazzi?”
La risposta è: ” L’unione fa la forza!” (Gabriele)
Attesa colorata - 3

Sono felice e un po’ preoccupato: tutta la gente vedrà la nostra opera.
Direi proprio che ci hanno consegnato un lavoro bello, divertente,
faticoso e molto importante. Mi chiedo quale scuola realizzerà la
pensilina più bella, la nostra sarà bellissime ma mettendole tutte insieme
saranno tutte ancora più belle. (Vigo)

Quella brutta e sporca pensilina diventerà meravigliosa! (Giada)

Sono felice, penso che molta gente ammirerà la pensilina e ci farà i
complimenti. È un lavoro molto bello che piace alle persone della nostra
provincia. Voglio che il lavoro venga bene che la gente non lo rovini e lo
rispetti. (Laura)

È un po’ vergognoso come è mal ridotto quel pezzo di plastica. Noi alunni
di quinta faremo del bene e questo mi rende felice. Se uno straniero
viene qui, pensa che si trovi in un brutto posto… abbiamo una
reputazione da mantenere! (Luca S.)

È davvero sporca e rovinata con scritte che non vogliono dire niente! Ma
noi abbiamo l’occasione di personalizzarla e di abbellirla. (Kristian)

Mi sono sentita come una personcina che sarebbe riuscita a regalare un
sorriso a chiunque fosse passato di lì… (Bianca)

Una carica travolgete mi ha dato il pieno di energia per pensare a quella
trasandata pensilina dell’autobus… che diventerà una Signora Pensilina
e sarà un piacere per gli occhi guardarla. (Ottavio)

È bello decorare qualcosa di comune, sento che sarà difficile ma non
vedo l’ora. (Riccardo)

Mi piacerebbe disegnarmi sulla pensilina ma non si può altrimenti lo
farebbero tutti e non andrebbe bene. Mi piacerebbe scrivere sotto: “Se
non vi piace, non rovinatelo, per favore!“ .
È bello che possano vedere tutti il nostro lavoro. Sarebbe bello essere
famosi!. (Fabrizio)
Attesa colorata - 4

Prima….

Dopo….
Attesa colorata - 5

ALESSANDRO MANZONI

“Quel cielo di Lombardia, così bello quando è bello, così splendido
                       così in pace”. (A. Manzoni)

Questa la frase che ha ispirato la nostra decorazione.
La nostra pensilina si trova infatti nella via dedicata ad Alessandro
Manzoni, uno dei più importanti autori della letteratura italiana.
Abbiamo così imparato che Alessandro Manzoni è nato e vissuto proprio
qui vicino a noi, a Milano.
Ecco i punti salienti della sua produzione artistica:
   •   La letteratura e l’arte devono istruire e educare
   •   Dio non abbandona mai gli uomini, ma anzi li aiuta e consola nel
       cammino della vita
   •   La terra di Lombardia ha ispirato tante sue opere. Il suo
       capolavoro, “I Promessi Sposi” è ambientato in Lombardia.

La frase scelta per la pensilina è proprio tratta da “I Promessi Sposi”.
Queste le riflessioni e le emozioni che questa frase ha suscitato in noi:

…un miscuglio di colori, rosso, rosa, arancione, azzurro, giallo, e un sole
che si rispecchia sul lago mentre cala la notte con un cielo tempestato di
stelle luccicanti… (Matteo B.)

…mi stupisce come è bello il cielo: può nevicare, piovere, grandinare,
essere nuvoloso, fare tutto, è incredibile quello che può succedere
lassù… (Sara)

...penso… un tramonto che poi si trasforma in notte… buia ma bella
(Matteo T.)
Attesa colorata - 6

Di giorno il cielo sembra un cuore immenso e coccoloso… mentre di
notte è blu con tantissime lucine di mille colori che di notte svaniscono
nel nulla come fantasmi. Silenzio significa pace, tranquillità, è
rilassante. (Fabrizio)

…azzurro come un pennarello, rosso, di sera come il fuoco, blu di
notte come il lago… (Fede)

Quel cielo così limpido che al tramonto si riempie di colori… e a
mezzogiorno si scatena e riempie l’aria di calore. Il cielo. Armonioso e
fresco. Rispettoso della natura con la pioggia e le nubi possenti…
(Nicolò)

Il cielo è come un mare limpido, sereno… è bello il mondo ma
dobbiamo tenerlo pulito e senza guerre. (Luca Z.)

È un cielo che ti può trasmettere emozioni diverse… sono sempre
gioioso voltando il capo verso l’alto, penso a qualsiasi cosa… al
bene… al male… (Ottavio)

La frase mi fa ricordare tutte le volte che io e mio nonno usciamo in
giardino a guardare il cielo al tramonto, con quell’arancione imponente,
un rosso fuoco e quella luce abbagliante accompagnata da nuvole
chiare che con la luce sembrano oro luccicante. Ogni volta mi abbaglio
di splendore. (Mattia)

Una finestra sul tetto di una casa: nuvole bianche leggerissime
trasportate dal vento caldo d’estate caldo, tranquillo, rilassante…
(Marta)

Cielo limpido senza nuvole, sole caldo: la giornata perfetta… e la
nebbia del lago stupisce la gente affascinata dalla bellezza della
natura” (Luca S.)

Il cielo di Lombardia è pieno di sorprese: uccelli che davanti al rosso
tramonto diventano misteriose ma splendide ombre, le varie
composizioni delle splendide nuvole, foglie che svolazzano nel cielo.
(Vigo)

Vari tipi di azzurro e rondini che migrano. (Bianca)
Attesa colorata - 7

Nel mondo ci sono tante guerre, mentre il cielo è sempre in pace
anche con i venti ululanti, le tempeste con fulmini e grandinate, perché
il cielo ha sempre rapporti pacifici con la natura… e rimane
impassibile calmo, sopra i danni che l’uomo arreca all’ambiente…
splendido quando è bello, imponente nelle sue manifestazioni di
potenza. (Gabriele)

L’emozione che provo è di speranza, di un nuovo mondo senza
conflitti, un’emozione e un senso di felicità che vorrei contagiassero le
persone tristi. (Elena)

Alessandro Manzoni in questa breve ma intensa frase cerca di far
capire che il cielo della Lombardia è unico, la più grande meraviglia
che possiamo trovare semplicemente rivolgendo il capo verso le nostre
più grandi emozioni. (Gabriele)

Il cielo rallegra le anime e quando sono triste so che posso contare sul
cielo limpido con tutte quelle tonalità di azzurri brillanti che lo
riempiono e mi fanno tornare il sorriso. (Patrizia).

Questa frase si realizza, infatti, quando c’è una giornata lunga a scuola
si godono dei fantastici tramonti sui monti vicini col cielo rossastro,
rosa, violaceo, arancione, proprio come dice Manzoni. Per non parlare
della mattina, col cielo limpido e azzurro, spesso costellato di nuvole
candide come dei batuffoli di cotone. ...Tutto questo è splendido, se si
pensa alle guerre varie nel mondo, mentre il cielo è sempre in pace.
(Gabriele)

…piccole nubi color zucchero e uccelli che migrano. (Dania)

…limpido con nubi azzurre e rosa nel cielo…. montagne innevate
(Giacomo).

…cielo blu come le onde del mare… viola come i cristalli, azzurro, un
misto di colori che si sovrappongono. (Giada)

…nuvole morbide, uccelli neri sopra i tetti delle case. (Luca L)

….sole fitto fitto, nuvole che sembrano fatte di zucchero a velo e
panna… con tante sfumature. (Laura).
Attesa colorata - 8
Attesa colorata - 9

…E ORA AL LAVORO! DIPINGIAMO LA NOSTRA PENSILINA

Finalmente è tutto pronto: pennelli, colori, spugne, rulli…
Ci siamo ritrovati con i compagni delle medie e con le nostre insegnanti
per dipingere i pannelli della pensilina.
Ecco le nostre impressioni e i nostri ricordi di un pomeriggio da veri
artisti:

È ora di iniziare a colorare i pannelli… Emozione e paura perché se si
rovinava tutto… Ma una volta messa mano ai pennelli mi sono divertita
anche se ho sporcato di colore la mia felpa preferita e una ciocca di
capelli… (Sara)

Sono a casa per il pranzo ma è lunedì, e si deve ritornare a scuola per il
pomeriggio. Qualcuno potrebbe dire: ”Che noia!”. Ma questo pomeriggio
è diverso: si dipinge! Tra colori e spennellate anche molte risate.
Abbiamo dipinto un prato e molti fiori; io sono tra quelli che colorano il
cielo e ho il rosa. Il lavoro è lungo e ci sono tanti dettagli da finire, ma il
risultato sarà fantastico. Questa esperienza è eccezionale, perché è bello
fare qualcosa di utile ma anche creativo e divertente. (Chiara)

Eravamo in un vecchio posto sotto la scuola. Lì c’erano tutti i pannelli
della pensilina, cinque, tutti da colorare; c’era chi faceva il cielo, chi il
prato. Poi altri, sempre a turno, hanno fatto i fili d’erba e ripassato il cielo.
È stata una giornata fantastica. (Kri)

Io ero eccitata perché è la prima volta che devo dipingere una cosa che
poi vedono tutti. Io e il mio gruppo dovevamo lavorare sui dettagli.
Dipingere non era molto facile perché dovevamo stare attentissimi a non
sbagliare e a sporcarci il meno possibile… (Patrizia)

Eravamo tutti preoccupati, avevamo paura di sbagliare. Subito la
maestra ci ha detto di dare il meglio di noi stessi. E finalmente eravamo
lì… ma per fortuna niente è andato storto, eravamo anche noi tutti
colorati, e dispiaciuti perché il tempo era passato velocissimo. (Laura)
Attesa colorata - 10

Tra paura ed emozione, credo che l’idea sia divertente, perché ti
permette di sprigionare tutta la creatività che desideri… con uno scopo:
migliorare il luogo in cui abitiamo. (Mattia)

 Abbiamo cominciato un lunedì pomeriggio divisi in due gruppi: uno
doveva occuparsi della colorazione base dei pannelli, l’altro delle
sfumature e del prato. Eravamo quattro per ogni pannello; io mi
occupavo del prato con varie tonalità preparate da ragazze delle medie.
Il venerdì successivo abbiamo ripreso il lavoro; questa volta dovevo
sfumare il cielo da blu scuro ad azzurro chiaro e ho aiutato i compagni ad
abbellire il prato. (Matteo B.)

Avevo paura di sbagliare, di rovinare il disegno, il mio corpo era rigido
ma quando la prof. Gritti ci ha detto di stare tranquilli perché se si
sbagliava si poteva rimediare, mi sono rilassata. I colori di base erano
l’azzurro e il verde; gli strumenti da utilizzare, spugne e pennelli e rullo.
La seconda fase non consentiva errori ma alla fine le pensiline sono
venute davvero bene. (Elena)

Io ero a lavorare sulla pensilina in cui dovevamo dipingere il sole con
tante sfumature, sapevo di aver un bel peso sulle spalle perché se
sbagliavo rovinavo tutto… (Luca Z.)

Mi sembra che il lavoro sia venuto davvero bene. Non vedo l’ora di
sentire i commenti delle persone che lo vedranno. Ogni volta che
passerò da quella fermata dell’autobus mi ricorderò di questa bella
avventura vissuta con i miei compagni. (Giacomo)

Ero molto contenta di cominciare. Mi piace molto dipingere. Rendere la
città più colorata è più bello che scrivere cose stupide o disegni volgari…
il colore ti rende allegra e ti dà una marcia in più! (Giada)

È stato bello per il metodo sempre fruttuoso di imparare ridendo e
giocando e per il senso civico; condivideremo il nostro lavoro con tutte le
persone che passeranno e prenderanno l’autobus vicino a quella
pensilina. (Gabriele)

Ero emozionata e felice. Ho fatto dei fiorellini colorati e carinissimi per
accompagnare un cielo splendido ispirato a una frase di Alessandro
Manzoni. Ad un certo punto la prof. ha detto: ”Basta! Alzate i pennelli!”
purtroppo il nostro tempo era finito, ci siamo allontanati portando
comunque questa bella esperienza nel cuore. (Bianca)
Attesa colorata - 11

Io ero felicissimo e avevo tanta voglia di iniziare. Ho cominciato con prato e
fiori. Con noi lavoravano i ragazzi e le ragazze delle medie. Alla fine
eravamo soddisfatti e anche tutti colorati! (Luca L.)

Si usavano pennelli di varie dimensioni a seconda dello scopo. All’inizio il
risultato non mi convinceva ma da una certa distanza faceva tutto un altro
effetto. È stata una bella esperienza. Spero di riviverla. (Ottavio)

Fiori, tramonti, nuvole… tutto quello che si può trovare nella natura.
Esperienza indimenticabile! (Dania)

Il cielo all’inizio è stato fatto con un po’ di giallo, poi giallo sull’arancione, poi
rosa e bianco per l’effetto alba sfumato… È stata una giornata bellissima,
non vedo l’ora di avere un’altra occasione simile! (Fabrizio)

La pensilina da colorare era stata portata in un cortile sotto la scuola dove
solitamente è vietato andare. Il progetto consisteva nel dipingere su
pannelli di plexiglass un paesaggio tipico delle nostre parti: un bel cielo
primaverile con sotto un prato pieno di fiori colorati. Abbiamo utilizzato
spugne, pennelli, rulli. Spero di poter veder il lavoro finito, questa
esperienza mi è piaciuta molto, mi sono emozionato, mi sono sentito
addosso anche una grande responsabilità perché se avessi sbagliato
qualcosa sarebbe stato un problema. (Matteo T.)

Il giorno era arrivato… ero più agitato del solito per la pura di sbagliare
qualcosa ma dopo le rassicuranti parole della prof. Gritti mi sono messo al
lavoro con spugne e pennelli per creare uno sfondo, cielo, prato e solo
dopo i dettagli… mi sono divertito moltissimo. (Federico)

Abbiamo cominciato a “sporcare” la pensilina con le spugne. Poi abbiamo
definito la linea dell’orizzonte, il prato e il cielo mentre le ragazze delle
medie preparavano varie sfumature di colore. Con un rullo abbiamo
uniformato il colore. Mancavano i particolari ma erano il lavoro del gruppo
successivo… (Nicolò)

Io ho perfezionato la parte del prato. Ho sfumato con gradazioni di verdi
differenti, il verde smeraldo è il mio preferito; ho completato i fili d’erba con
un pennello; è stato talmente divertente… e mi è venuto bene! (Marta)
Attesa colorata - 12
CLASSE PRIMA

Entrati in classe 1^ i bambini ci hanno guardato con stupore e si
chiedevano che cosa facessimo noi lì.
Allora abbiamo chiesto se potevamo ”rubare” loro un po’ di tempo per
intervistarli e loro, tutti eccitati, hanno risposto a tutte le nostre domande.
Abbiamo chiesto:
“Di che cosa parla la vostra recita?”
Loro ci hanno risposto:
“Parla di Aladino, un elicotterino che ha il compito di riportare le vocali e
le consonanti sui libri dei bambini. Però mentre è in viaggio si verifica un
guasto al motore ed è costretto a chiamare dei meccanici perché esce
del fumo. Alla fine, grazie ai meccanici riesce a ripartire e in tutta fretta
porta le letterine sui libri di scuola”.
I bambini tutti provano tanta gioia e felicità.
L’alunno che interpreta Aladino è molto contento così come i meccanici,
le vocali, le consonanti, i bambini e la maestra.
La maestra intervistata dice:
”Dirigere un cast di bambini non è stato così facile. Però con l’impegno
abbiamo ottenuto un buon risultato. Sono molto orgogliosa! Spero che lo
spettacolo che faremo soddisfi tutti, sia grandi che piccini”.
Sarà sicuramente così!
                      Elena, Patrizia, Zanetti, Federico, Stoc, Tagliaro M.
Interviste - 2

                                Classe 1^

CLASSE SECONDA

Oggi 16 maggio abbiamo intervistato i bambini di classe seconda che
hanno interpretato “SNOW WHITE AND THE SEVEN DWAFFS”, gli
abbiamo posto delle domande.
“Di cosa parlava la storia?”
“Parlava di Biancaneve e i sette nani.”
“Perché l’avete fatta?”
“Per divertirci e per esprimerci”
”Cosa provate?”
“Alcuni tristezza, divertimento, paura…”
“Vi sono piaciuti i ruoli?”
“Sì, erano divertenti come quelli della strega. I cacciatori. Difficili come
quello della regina che doveva stare molto in scena”
Interviste - 3

“Vi siete divertiti?”
“E’ stata divertente la scena in cui Biancaneve è svenuta, è stata molto
comica”
“È stato facile?”
“Alcune cose erano facili ed altre difficili”
“Eravate spaventati?”
“No, solo alcuni erano agitati”
“Vi siete inceppati con le parole dimenticate?”
“Sì, non abbiamo detto alcune battute e saltato alcune scene perché
eravamo esaltati”
“Volete aggiungere qualcosa?”
“Sì, è stato molto bello il momento in cui siamo entrati tutti quanti in
scena perché un nostro compagno aveva paura e allora tutti noi gli
abbiamo fatto coraggio! È stato bellissimo!”.
                           Mattia, Matteo, Giada, Sara, Ottavio, Fabrizio
Interviste - 4

CLASSE TERZA

Entrati in classe terza, abbiamo chiesto agli alunni di raccontarci del loro
progetto di Educazione Alimentare, in particolare l’esperienza di cucinare
insieme a scuola.
“Cosa avete imparato?”
Gli scolari di terza hanno risposto che hanno appreso che collaborare
insieme e stare insieme porta sempre un buon risultato.
Si sono molto divertiti, hanno provato molte emozioni belle, come gioia,
felicità e collaborazione.
Hanno preparato tutti insieme, aiutati dalle insegnanti, una torta.
Hanno capito l’importanza di non sprecare il cibo e di avere
un’alimentazione sana e varia.
Tutti gli ingredienti della torta ( pane raffermo, uova fresche, latte, cacao
amaro e zucchero) erano infatti sani e genuini e la torta è piaciuta a molti
bambini.
    Giada, Giacomo, Bianca, Daniela, Marta, Chiara, Luca Z., Gabriele
Interviste - 5

CLASSE QUARTA

Entrando in classe 4a per la nostra intervista notiamo che gli alunni sono
divisi in 5 gruppi da 4, per cui chiediamo spiegazioni.
Loro ci dicono che stanno lavorando su math up, un progetto ideato da
una professoressa dell’università Bocconi.
Ogni gruppo ha un capo e un collaboratore che vigila su tutti; i ruoli si
alternano di volta in volta.
L’attività che hanno chiamato “Probabilmente ce la faremo” è iniziata i
primi di maggio e si effettua tre volte alla settimana: consiste nel fare
giochi sulla probabilità: tirare i dadi, trovare qual è la probabilità che esca
un numero pari o dispari, estrarre delle palline colorate…
Ogni bambino nel giorno del π DAY si è costruito i suoi dadi personali,
che ora servono per svolgere i giochi:
“Durante questa attività abbiamo capito il significato delle parole evento
e probabilità. Dalle nostre conoscenze, sappiamo che, lanciando i dadi,
la probabilità che esca un numero pari o dispari è del 50%; ma una
nostra compagna aveva lanciato un dado 20 volte di seguito e non è mai
uscito un numero pari. Abbiamo così capito che la probabilità non
corrisponde al verificarsi dell’evento.”
Dopo questa intervista abbiamo scoperto che per gli alunni di quarta la
matematica insegnata e svolta in questo modo è divertente e istruttiva,
perché apprendono senza annoiarsi ma giocando.
Soddisfatti, li abbiamo salutati e ringraziati e ci siamo scusati per il
disturbo.
                               Bertoni, Laura, Riki, Kristian, Nicolò, Lanc.
Interviste - 6
Diario di Bordo
PARTENZA:

È martedì mattina in casa c’è un              Sono le 6:00 e la mattina comincia
silenzio assoluto. Perché la mamma            male, la sveglia suona ed io penso che
non ci sveglia? Guardo l’ orologio: sono      ho davanti un’altra giornata, ci
le 6:17. Ora capisco tutto! Sono io che       ritroviamo tutti alla stazione di Casciago
mi sono svegliata troppo presto, sono         e dopo un breve viaggio in treno siamo
agitata; oggi si va in gita in barca a        arrivati a Laveno.
vela! Sento la sveglia, mi alzo e vedo la     Sara
mamma che ci prepara i panini.
Tutti pronti! Usciamo di casa e andiamo
in stazione dove troviamo i nostri            Quando ci siamo trovati io e i miei
compagni e le maestre che ci                  compagni abbiamo chiacchierato,
aspettano. Siamo tutti felici e su di giri.   finché non ci hanno avvisato che il
Ecco il nostro treno che ci porterà a         treno stava arrivando.
Laveno sul lago Maggiore.                     Ad un tratto abbiamo visto delle luci che
Arrivati a Laveno andiamo al “Top Vela”       spuntavano dalla foschia. Eccolo!
dove Paola ci spiega un po’ come              il treno aveva due piccoli fanali davanti,
funziona questa “scuola“ e ci presenta        era a due piani, colorato di verde.
gli istruttori.                               Aveva molte carrozze, noi ne abbiamo
Chiara                                        occupata una sola.
                                              Gabriele
Non vedevo l’ora di arrivare perché ci
aspettava una mattinata sul lago e in
                                              Eravamo tutti felici ed eccitati perché
barca a vela. Siamo arrivati verso le
                                              non capita tutti i giorni di andare in
9.45 e siamo andati subito al porto dove
                                              barca a vela
ci aspettava una signora che ci ha dato
                                              Arrivati al porto ci siamo incamminati
delle informazioni sicure per andare un
                                              verso la banchina.
barca a vela.
                                              Kristian
Poi ci ha presentato gli istruttori.
Laura
                                              Le barche erano attraccate al muretto
Martedì 2 maggio siamo partiti dalla          del porto. Erano cinque e avevano
stazione di Casciago per andare in gita       colori diversi, io ero su quella verde.
sul Lago Maggiore. Eravamo tutti felici       Anche se era una barca a vela per
ed eccitati perché non capita tutti i         uscire dal porto abbiamo usato il
giorni di andare in barca a vela.             motore.
Riki                                          Dania
Gita in barca - 2

NOZIONI, ISTRUZIONI, TERMINI SPECIFICI:

Siamo partiti utilizzando il motore,           La cosa che mi ha colpito di più è
quando      ci   eravamo   allontanati         stato come si vira.
abbastanza abbiamo issato le vele: la          Cazzare il fiocco vuol dire tirare il
vela più grande si chiama “Randa”, e           nodo che è collegato alla vela
quella più piccola che era a prua si           tirandola, che è collegato al timone
chiama “fiocco”.                               che ruota a destra e a sinistra.
Tagliaro M.                                    Dunque cazzare vuol dire tirare una
                                               vela e girare il timone per dare la
Ci hanno subito spiegato come si guida         direzione.
la barca. Serviva un timoniere (e quello       Stock
ero io); il capitano che diceva pronti e,
se tutti erano pronti, diceva via al           Quando eravamo vicini al porto Jan mio
timoniere e il timoniere virava.               ha detto di parcheggiare io non l’avevo
Zanetti                                        mai fatto prima, sono riuscito
                                               nell’impresa. Ho lasciato una spanna
Ogni bambino aveva il proprio giubbotto        dal muretto. Siamo tornati là davanti
di salvataggio. Saliti in barca l’istruttore   alla scuola di barca a vela e abbiamo
ci ha spiegato come guidarla, come             lasciato i giubbotti salvagente.
virare, cioè come girare la barca:             Fabri
bisognava lasciare di 20 cm la corda,
chiamata scotta.                               Fabio, l’istruttore, ci ha fatto vedere
Federico                                       come issare la vela e ci ha detto
                                               anche i nomi delle diverse parti della
A ogni inversione a U cambiavamo i             barca: la randa (la vela più grande), il
compiti da svolgere: guidare la barca          fiocco (quella più piccola), l’albero
con il timone, a ogni virata far girare il     maestro, il motore, il wintch, le
gancio della vela maestra per far in           cinghie (come la scotta),
modo che il boma faccia girare la vela         l’antipiccione, (un uccello di plastica
dalla parte del vento, fare la stessa          che serve a tenere lontani gli uccelli
cosa con la vela di prua                       veri), il timone, i parabordi, la prua…
Fatti due o tre volte tutti i compiti si è     Chiara
calmato il vento e ci siamo fermati in
mezzo al lago. Il nostro istruttore ne ha      Ci incamminiamo verso la scuola di
approfittato per insegnarci qualche            vela: ci dividiamo in 5 gruppi e ci danno
nodo fondamentale come: il savoia, il          i giubbotti salvagente e poi andiamo su
piano e il gassa.                              5 barche diverse. Nella barca dov’ero
L’istruttore ci ha spiegato le                 eravamo tutti tranquilli, a volte ci
precedenze. Tra una barca a motore e           passavano davanti i nostri amici, su
una barca a vela la precedenza ce l’ha         altre barche: loro facevano più chiasso
la barca a vela perché ha più problemi         di noi.
di manovra invece avendo il motore i           Sara
movimenti sono più rapidi.
Invece tra due barche a vela che vanno         Il nostro skipper ci aiutava quando
nella stessa direzione ha la precedenza        avevamo qualche difficoltà con la
chi prende il vento dopo, quindi, quella       barca, in oltre ci ha raccontato qualche
davanti deve fare delle manovre che            curiosità riguardo il lago e la barca e ci
non ostacolino la barca dietro.                ha pure insegnato a fare i nodi.
Bertoni                                        Vigo
Gita in barca - 3

POMERIGGIO:

Ci siamo molto divertiti e abbiamo fatto        Nel pomeriggio abbiamo giocato con gli
anche dei giochi. Grazie a questa gita          istruttori. Ci siamo messi per terra
abbiamo capito l’importanza della               mettendoci in due gruppi… Abbiamo
collaborazione nella barca a vela: i            giocato con un tessuto elastico,
giochi erano simili fra di loro, ma             facendolo passare attraverso i nostri
ognuno rappresentava in modo diverso            corpi e, allargando il più possibile,
lo stare bene insieme ed a organizzarsi         dovevamo stare tutti all’interno
in modo costruttivo per raggiungere gli         cambiandoci di posto.
obbiettivi comuni                               Giada
Sara
                      Nel pomeriggio abbiamo fatto dei giochi
                      molto divertenti… ad esempio abbiamo
                      provato a trovare delle soluzioni per
                      entrare tutti in un cerchio di stoffa elas
                      Chiara

NATURA E PAESAGGIO

Lì si respirava un’aria pulita, fresca e
meno inquinata. Gli istruttori ci facevano
stare sulla prua e, mentre uno di noi            Ognuno ha preso il posto assegnato
faceva il timoniere, gli altri issavano le       dall’istruttore e poi abbiamo preso il
vele, quella maestra e il fiocco.                largo con il motore.
Patrizia                                         Io guardavo incuriosito ed emozionato
                                                 tutto quello che avveniva attorno e la
Da subito affacciati sul lago eri già in un      riva che diventava sempre più piccola
ambiente pulito perché dietro di te              e lontana.
c’erano gli alberi e di fronte il lago. Ho       Giacomo
notato a riva l’acqua cristallina e, poi,
andando al centro ho notato che si
respirava un’aria… pulita senza smog,
dato che in barca si usa di più il vento
che il motore.                                   La giornata era stupenda, bellissima.
Mattia                                           Il lago era molto calmo e con poco
                                                 vento. In barca ho potuto ammirare
Eravamo circondati dalle                         Laveno vista del lago, le case
montagne: alcune rocciose e                      addossate, il verde,…che bellezza!...
ancora coperte di neve, altre verdi              il tutto incorniciato dal Monte Sasso del
e piene di alberi.                               ferro con la sua bidonvia.
Il cielo era abbastanza limpido e                Marta
splendeva il sole. Soffiava un vento
leggero che muoveva appena
l’acqua del lago.
Luca L.
Gita in barca - 4

Allontanati dal molo spegnemmo il                  Eravamo in mezzo a montagne
motore, alzammo le vele e ci facemmo               dalla punta innevata colore azzurro
spingere dal vento.                                neve ed un’acqua cristallina con
Eravamo in mezzo a un lago cristallino             qualche pesciolino. Si vedevano
di colore verde smeraldo, grazie al                case di ogni tipo, grandi, piccole,
calore e alla luce del sole, si riflettevano       rosse, gialle e azzurro, il sole, c’era
le tante piante, gli alberi e i tetti delle        anche una leggera brezza estiva e
poche casette. Si vedevano le alte                 primaverile.
montagne innevate e le colline ricoperte           Insomma era tutto bellissimo.
da tanti manti di diversi colori.                  Mi sentivo felice tra tanta bellezza.
Elena                                              Bianca

EMOZIONI:

Ci sono state tante emozioni, ma la più            …alla sera abbiamo preso il treno per il
importante è la gioia di aver imparato             rientro. Anche qui ci siamo divertiti,
cose nuove e di aver vissuto                       cantando e raccontandoci le avventure
un’esperienza fantastica!                          vissute.
Zanetti                                            Questa giornata è stata una delle più
                                                   belle che ho trascorso con le mie
                                                   insegnanti e i miei compagni di classe.
Questa gita è stata una delle più belle            Giacomo
svolte solo all’aria aperta.
Spero un giorno di ritornarci presto.
Elena                                              Quando siamo saliti sulla barca ho
                                                   chiesto di guidare per ultimo, ero
                                                   molto insicuro. Poi finito il giro dei
Siamo stati fortunati in quanto dopo tanti
                                                   miei compagni toccò a me.
giorni di pioggia, abbiamo trovato una
                                                   Inizialmente ero… tipo….”che cosa
giornata soleggiata che ci ha aiutato a
                                                   devo fare? Guidare io?...facciamo la
divertirci anche quando non eravamo in
                                                   fine del Titanic?” e invece no… è
barca. Anche il viaggio in treno è stato
                                                   andata bene, anzi molto bene e per
divertente perché io e i miei compagni
                                                   qualche strano motivo ho guidato più
abbiamo giocato a giochi che sembravano
                                                   degli altri.
perfetti per l’occasione
                                                   Ottavio
Vigo

                             Abbiamo preso il treno e siamo
                             tornati. È stata una gita bellissima,
                             piena di emozioni e divertimento.
                             Daria
Gita in barca - 5
La festa della scuola è un momento per stare tutti insieme, un momento
dove ognuno può esprimere quello che meglio ha imparato nel corso
dell’anno. Noi di classe quinta abbiamo fatto un magnifico concerto
orchestrale, eravamo tutti elegantissimi e allo stesso tempo molto agitati
perché avevamo paura di fare una brutta figura, di sbagliare delle note.
(Bianca)

Questo sabato non è come tutti gli altri. Oggi 27 maggio 2017 c’è la festa
della scuola! Ma la cosa che mi eccita di più è che oggi faremo il
concerto! (Chiara)

Ero tutta nervosa, ma poi Chiara, la nostra maestra di flauto, mi disse
“Stai tranquilla, respira, se sbagli una nota non succede niente”.
E da lì sono stata più tranquilla. (Dania)

È stata una giornata particolare, sorprendente e magnifica.
Non avevo mai fatto la presentatrice o parlato davanti a tante persone.
Quando Fabrizio mi ha passato il microfono ero molto agitata, ma dopo
aver annunciato i primi brani ho iniziato ad avere “confidenza” con il
palco. (Patrizia)

Dopo una breve prova ecco il momento… ci chiamarono per salire sul
palco… mi tremavano le gambe. (Sara)

Dalla mia tromba uscirono note su note: alcune molto belle, altre non
così perfette, ma più mi concentravo, più i suoni miglioravano. (Gabri)

Abbiamo formato un cerchio e Fabrizio è passato con l’intonatore, una
app che ti riferisce se il suono è basso, giusto o forte. Dopo esserci
riscaldati e intonati ci siamo posti sul lato destro della scuola.
Il silenzio calò e ognuno si sedette al proprio posto con il proprio
strumento. Preparati gli spartiti il concerto cominciò. (Nicolò)
Festa della scuola - 2

Credevo di non farcela. Ad un certo punto del brano “ isket Tasket” il foglio
su cui c’erano le note incominciò a svolazzare, ma per fortuna arrivò la
maestra di flauto che ce lo mise apposto in tempo e nessuno se ne
accorse. Il concerto è venuto proprio bene e tutti si sono divertiti. (Elena)

Era un po’ faticoso suonare davanti al pubblico, però, dopo tanti mesi di
allenamento e grazie anche ai maestri, ce l’abbiamo fatta!
È stato un concerto non bello, ma straordinario…. (Laura)
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Soluzioni
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