L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI UN ENTE POCO PARCO - PARCO NAZIONALE APPENNINO LUCANO, VAL D'AGRI-LAGONEGRESE - Legambiente
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PARCO NAZIONALE APPENNINO LUCANO, VAL D'AGRI-LAGONEGRESE L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI UN ENTE POCO PARCO 17 MAGGIO 2018
Dossier a cura di: LEGAMBIENTE Indice Premessa: Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano-Val d'Agri-Lagonegrese: una storia (tormen- tata) lunga 27 anni tra petrolio, brutta politica e cattiva gestione pg. 2 1) La governance del primo decennio: un Parco poco parco e senza regole pg. 4 a) Il direttore illegittimo b) Le assunzioni ad hoc c) Il direttore tiene famiglia d) se manchi ti licenzio 2) Le scelte strategiche e culturali dell’Ente parco: la contiguità con ENI e le mancate ricadute sul territorio pg. 7 a) Il Parco e l'ENI: buoni vicini b) Progetti per chi? c) Un parco lontano dalle persone e vicino agli interessi dei potenti 3) Verso il futuro: un Parco per chi e per cosa? pg 11 BOX 1 Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese: origini e mission pg 15 Le origini - Ruolo e mission - Come opera BOX 2 Natura e territorio nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese pg 17 La geologia - La fauna - La flora BOX 3 L’attività estrattiva e il territorio pg 20 Fonti: Corte dei Conti-Procura reg. presso la Sezione giurisdizionale per la Regione Basilicata- Atto di citazione-dic 2017 Ente Pnal PIANO PERFORMANCE - Triennio 2017-2019 – annualità 2017 – Cleup – “Petrolio e biodiversità in Val d’Agri. Linee guida per la valutazione di impatto ambientale di attività petroli- fere onshore” – Alberto Diantini - maggio 2016 Legambiente Onlus – dossier ‘Il futuro oltre il petrolio’ – aprile 2016 Ente Pnal - Rendiconto generale dell’esercizio 2016 Legambiente Onlus – dossier ‘La forza della natura, aree protette, reti e comunità per conservare la biodiversità e promuovere l’economia circolare’ –– nov. 2015 Corte dei Conti-Determinazione e relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Ente Pnal 2013 (adunanza giugno 2015) Ente Pnal - Documento preliminare di inquadramento territoriale propedeutico alla redazione del Piano e del Rego- lamento del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese- dicembre 2010 1
Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano - Val d'Agri – Lagonegrese: una storia (tormentata) lunga 27 anni tra petrolio, brutta politica e cattiva gestione Diciassette anni è durato l’iter per alle ragioni della tutela della biodiversità e di l’istituzione, avvenuta alla fine del 2007, del un futuro sostenibile, ha prevalso la ragion Parco nazionale dell'Appennino Lucano Val di Stato e il portafoglio dei petrolieri che d’Agri-Lagonegrese (PNAL). Ovvero da quan- continuano, ancora oggi, a sfruttare le risor- do, nel 1991, la legge quadro sulle aree pro- se della Val d’Agri in conseguenza degli ac- tette n. 394 ha individuato questo territorio cordi tra Stato, Regione ed ENI del 1998 che della Basilicata interna come area parco. a nostro avviso va messo in discussione oggi Cerniera naturalistica di collegamento tra il più di ieri. Cilento ed il Pollino, elemento fondamentale A prescindere dal risultato di questa opera- per valorizzare un vasto ambito territoriale zione in termini industriali, lo sfruttamento del Mezzogiorno, nel rispetto del principio della risorsa petrolifera ha comportato il pa- della conservazione della biodiversità e gamento di un pesante dazio ambientale, sia nell'ottica di una strategia di sistema per le in termini di riduzione della superficie pro- aree protette dell’Appennino1. tetta2 sia per il ritardo causato all’istituzione Da allora, e ancor di più a distanza di oltre del parco (16 anni), ma anche per la negativa dieci anni dalla sua istituzione, molto è cam- influenza che esso ha generato sulla gover- biato nella percezione della realtà del Parco nance del Parco che, fin dall'inizio, ha agito da parte delle comunità locali ma anche nel come se gestisse un campo petrolifero anzi- senso, nella prospettiva di funzione che ché un’area protetta. l’Ente parco, in quanto strumento istituzio- Di qui l’esigenza fortemente avvertita da Le- nale per la gestione di un’area vasta, può gambiente – da sempre convinta svolgere in quel territorio. dell’essenziale importanza strategica del Se nei primi anni novanta la sua istituzione Parco per lo sviluppo di quel territorio della era soprattutto un elemento di forte valoriz- Basilicata interna – di provare a rispondere a zazione di un territorio alla ricerca di una quesiti fondamentali che i cittadini e le cate- connotazione specifica nell’ambito di model- gorie produttive dell’area da sempre, ma an- li di sviluppo endogeni e sostenibili, oggi il cora di più oggi, si pongono: perché un Par- Parco ha innanzitutto il compito di difendere co, per chi e per che cosa? strenuamente le reali eccellenze peculiari Sarebbe per noi fin troppo semplice rispon- dell’area: agricole e culturali, oltre che ov- dere affermando che solo attraverso un Par- viamente ambientali e naturalistiche, dalla co “vero” si possono difendere e valorizzare deriva petrolifera. efficacemente le rilevanti risorse ambientali, Naturalmente, inutile nasconderlo, in questo paesaggistiche e produttive su cui ancorare i contesto il Parco assume un ruolo rilevante processi di sviluppo e di crescita della com- in relazione alla scelta politica di far convive- petitività dell’intera realtà socio-economica re l'area protetta con un'attività intensiva di locale, tanto più nell’ottica del ruolo di cer- estrazione petrolifera. Parco e petrolio sono niera del PNAL nel sistema delle aree protet- incompatibili ma devono convivere per te dell’Appennino meridionale. scelta politica. Ma questa risposta è forse poco convincente Così hanno deciso gli amministratori locali per una popolazione ormai del tutto disillu- ed i governanti nazionali, nel momento in cui sa, che va smarrendo qualsiasi orgoglio di 2
identità territoriale e che rischia di accon- zione Mattei ma li sappiano portare, piutto- tentarsi di avere un “parco al petrolio” non sto, sul terreno della prospettiva locale dello avendo mai visto agire un “parco vero” che sviluppo sostenibile. tutela la biodiversità e la natura e investe Il Parco, insomma, come contesto proget- nello sviluppo sostenibile locale. tuale e caratterizzante di ampio respiro, che Ciononostante siamo convinti, oggi più che sappia supplire a quella lacuna in termini di mai, che il Parco nazionale possa rappresen- pianificazione dello sviluppo, causa prima tare una delle più importanti iniziative, di va- del rischio di dispersione delle pur ingenti lenza non soltanto locale, per modernizzare risorse economiche rivenienti dall’attività ed innovare le politiche di governo e svilup- estrattiva e non solo. po del territorio. Una avanguardia culturale Il Parco come strumento ed opportunità da capace di promuovere uno sviluppo effettivo utilizzare al meglio, creando le condizioni e duraturo attraverso la difesa dell’ambiente idonee perché possa effettivamente espri- naturale ed il recupero ed il mantenimento mere le potenzialità in esso contenute e dell’identità e della forte vocazione rurale e produrre i benefici che tanti auspicano. turistica di quell'area. Un formidabile moltiplicatore di opportuni- Dire ciò non vuole sottintendere che pen- tà, strumenti, risorse finanziarie che non de- siamo al Parco come panacea dei tanti e seri prime, ma anzi valorizza, favorisce, incorag- problemi in termini di sviluppo che affliggo- gia e rilancia saperi, tradizioni, abilità, com- no il territorio, ma solo ribadire con forza ed petenze, tecnologie, professionalità, servizi, estrema convinzione che il Parco deve rap- aggiungendo nuovo valore e maggiori bene- presentare un’opportunità straordinaria per fici economici alla presenza dell’uomo con la questo territorio. Ma per diventare realmen- sua operosità. te una opportunità per il territorio, è neces- 1. I tre Parchi nazionali (PNAL, Cilento e Pollino) sario un atto di coraggio a favore del Parco. messi insieme, possono essere considerati idealmente un Occorre una scelta decisa, una svolta politica unico sistema e insieme costituiscono il territorio protetto chiara e netta a favore di un Parco “vero” più grande d’Europa. che deve avere come missione la costruzio- 2. Si è infatti passati da una prima proposta di peri- ne di un modello preciso di sviluppo locale, metrazione pari ad un’estensione di circa 160.000 ettari agli incentrato sulla sostenibilità delle scelte e attuali 70.000 effettivi. A proposito di sfruttamento petroli- fero è anche utile ricordare che la Commissione Europea sulla conservazione della natura, perché solo nel novembre 2002 avviò una procedura d’infrazione in re- una forte azione di tutela garantisce uno svi- lazione alle attività petrolifere che si svolgevano all’interno luppo vero e solido. Dopo tanti anni di atte- di alcuni siti Bioitaly della Basilicata, su cui proprio la Le- gambiente aveva presentato un esposto-denuncia. L’Eni sa, durante i quali abbiamo visto consumarsi decise di riubicare 4 pozzi, originariamente previsti aspettative e false opportunità attorno all’interno del sito Bioitaly denominato Serra di Calvello, all’illusione dello sviluppo a base di pozzi pe- ritenendo opportuno evitare altre attività petrolifere in quell’area e preferendo il loro spostamento su postazioni troliferi, non è più il tempo di soluzioni am- esterne. Purtroppo però ad immediato ridosso dello stesso bigue: il Parco può e deve rappresentare la SIC. Legambiente riteneva allora che la Giunta regionale, vera compensazione ambientale per un pieno e totale rispetto delle normative comunitarie, a cui la Commissione europea richiama il nostro Paese, non all’esperienza petrolifera per questi territori, doveva autorizzare l’ENI a proseguire le proprie attività in in vista di un superamento del fossile ed un aree di elevato valore ambientale e non doveva consentire approdo alla contemporaneità energetica lo spostamento dei 4 pozzi in aree che sarebbero poi state inserite nel perimetro del Parco o limitrofe ad esso. Ad oggi anche per quest’area, straordinariamente i pozzi ricadenti nel perimetro del Parco Nazionale ricca del petrolio del futuro: l’acqua. dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese sono 14, ubi- Per il futuro del Parco ci aspettiamo scelte cati in 7 aree pozzo, i pozzi che ricadono in aree SIC e ZPS sono 13, distribuiti su 7 postazioni, a dimostrazione del fat- coraggiose. Scelte che sappiano andare oltre to che quelle indicazioni di principio sono state ampiamen- i rapporti di buon vicinato con ENI e Fonda- te disattese. 3
1 La governance del primo decennio: un Parco poco parco e senza regole a) Il direttore illegittimo tutti questi anni ha preferito non nominare Il 19 giugno 2018 i vertici del Parco Naziona- un Direttore legittimo, ma pagare un diri- le dell'Appennino Lucano-Val d'Agri- gente amministrativo come se fosse un Di- Lagonegrese compariranno davanti alla Cor- rettore. te dei Conti per rispondere in merito alle Le indagini della Guardia di Finanza eviden- contestazioni del procuratore regionale Luigi ziano anche che lo stesso Fogliano avrebbe Cirillo che ipotizza un danno erariale per ol- indebitamente ricevuto la liquidazione di fe- tre 150mila euro. Al centro della vicenda c'è rie non godute oltre che rimborsi per vitto e la nomina a Direttore del PNAL nel 2009 di alloggio in attività di missione senza alcuna Vincenzo Fogliano (incarico ricoperto fino al autorizzazione o autocertificazione. Inoltre, il 31 luglio 2017 e poi proseguito come facente Direttore "illegittimo", avrebbe stipulato con funzione). l'Ente Parco un contratto di concessione in La Guardia di Finanza e la Procura Generale comodato gratuito della sua auto privata an- della Corte dei Conti ipotizzano che tale ch'esso illegittimo. Infine secondo gli inqui- nomina fosse "illegittima". renti sia il Presidente che il Direttore avreb- In sostanza Fogliano, secondo la ricostruzio- bero utilizzato indebitamente le due auto- ne della Corte dei Conti, non poteva svolgere vetture di servizio per gli spostamenti da ca- la funzione di Direttore poiché non era iscrit- sa alla sede di lavoro e viceversa. to all’Albo degli idonei all’esercizio Di chi sono le colpe? Chi avrebbe dovuto vi- dell’attività di direttore di Parco. Albo istitui- gilare e controllare? to presso il Ministero dell’Ambiente e al qua- A nostro avviso la risposta è molto semplice: le si accede mediante procedura concorsuale in primis il Consiglio direttivo del Parco e chi per titoli. lo ha presieduto, ma anche i revisori dei con- Inoltre Fogliano non ha mai ottenuto la no- ti che non hanno mai segnalato nulla e il Mi- mina a Direttore del PNAL con decreto del nistero dell’Ambiente che doveva vigilare Ministero dell’Ambiente, come prevede la ma, a conti fatti, non ha mai notato nulla di normativa vigente. Fogliano in sostanza vie- strano nonostante in più occasioni anche noi ne incaricato, e varie volte prorogato dal abbiamo segnalato comportamenti inade- Consiglio Direttivo del PNAL, come dirigente guati da parte dell’Ente parco. amministrativo, ma ha ricevuto un compen- so come Direttore Generale. Insomma, Fo- b) Le assunzioni ad hoc gliano non ha i titoli per essere Direttore del L'Ente Parco in questi anni si è anche "distin- Parco ma riceve un trattamento economico to" per una gestione delle assunzioni e dei come se lo fosse. concorsi quantomeno sospetta. La differenza e, quindi il danno all'erario, In sostanza ci sono diversi casi documentati ammonterebbe a oltre 100mila euro corri- di assunzioni a tempo determinato per moti- spondenti a compensi, premi e indennità in- vi di urgenza e carenza di organico presso cassate a questo punto in modo "illegittimo" l'Ente Parco, di personale che poi è stato ce- da Fogliano. Uno stratagemma definito dal duto “in comando” ad altri Enti (Regione Ba- pm illegittimo e dannoso. L’Ente Parco in 4
silicata, Arpab) anche dopo poche settima- poi dimessasi dall'incarico dopo il rinvio a ne. giudizio. Infine, il vincitore dell'avviso pub- Sulla questione, malgrado alcune interroga- blico è il nipote del Direttore Fogliano ma, a zioni in consiglio regionale, non sono perve- parte questo aspetto, pare evidente agli in- nuti a oggi elementi di chiarimento, sia da quirenti che l'oggetto dell'avviso pubblico parte dell'Ente Parco che da parte degli enti (conferimento di un incarico di supporto presso cui il personale è stato comandato, tecnico al Responsabile Unico del Procedi- che motivino l'adozione di tali procedure. La mento) fosse caratterizzato da troppi ele- sensazione è quella di un utilizzo palesemen- menti di vaghezza e genericità in quanto non te strumentale dell'Ente Parco che finisce specificato chi il vincitore dovesse supporta- per essere una sorta di area di scambio fun- re e sulla base di quali motivi di urgenza. zionale a logiche di gestione clientelare. Il Cosi come nipote del Direttore Fogliano (fra- Parco viene utilizzato come ufficio di collo- tello minore del nipote di cui sopra) è il socio camento a disposizione della politica per po- di maggioranza (95%) della società En3, affi- ter assumere personale per altri enti pubblici dataria di incarichi di decine di migliaia di dove, probabilmente, è difficile fare assun- euro, tra i quali la redazione dei piano plu- zioni ad hoc. riennale economico e sociale per € 78.031,20, assegnata con det. nr. c) Il direttore tiene famiglia 4449/2016, a seguito di procedura negozia- Un altro caso giudiziario è quello che coin- ta, previa pubblicazione del bando di gara. volge il comune di Gallicchio (uno dei comu- ni del Parco). La Procura della Repubblica di d) Se manchi ti licenzio Lagonegro all'inizio del 2016 ha rinviato a Un altro esempio di gestione personalistica giudizio tre amministratori dell'epoca di quel delle vicende del PNAL si evidenzia con la comune (sindaco, vice-sindaco e un assesso- delibera del 19 gennaio 2018 con la quale il re), l'ex-responsabile dell'area tecnica del Presidente facente funzioni dichiara decadu- comune di Gallicchio e due componenti di ta Susanna D'Antoni membro del Consiglio una commissione giudicatrice che nell'ago- Direttivo del Parco su designazione dell'Isti- sto 2015 ha affidato tramite avviso pubblico tuto Superiore per la Protezione e la Ricerca di selezione un incarico tecnico presso quel Ambientale (ISPRA). La motivazione addotta comune. Il vincitore della selezione è stato consisteva nella mancata partecipazione, anch'esso rinviato a giudizio così come tutti senza giustificato motivo, della D'Antoni ad gli altri con l'accusa di concorso in abuso alcune sedute del Consiglio Direttivo. Tutta- d’ufficio, falso e turbativa d’asta. Secondo gli via non è competenza del Parco la decaden- inquirenti non sarebbe riscontrabile il visto za di un componente del Consiglio Direttivo di regolarità contabile per un incarico tecni- che è nominato dal Ministero dell'Ambiente. co, peraltro, di un importo pari a 90mila eu- Peraltro il componente espulso aveva invia- ro, per una presenza presso gli uffici comu- to, come dovuto, i giustificativi delle sue as- nali di 1 giorno a settimana per 2 anni. Il senze allo stesso Ministero e pertanto il Par- processo di primo grado è iniziato il 15 di- co al massimo avrebbe potuto segnalare al cembre 2017. Ministero le assenze, verificando se esiste- Ma cosa c'entra il PNAL con tutto questo? vano le giustificazioni, e poi chiedere la re- Ebbene, all'epoca del bando di selezione il voca e la nuova nomina. Invece il PNAL si è responsabile dell'area tecnica del comune di arrogato il diritto di espulsione commetten- Gallicchio nonché Presidente della Commis- do di fatto un abuso. A dimostrazione di ciò sione giudicatrice è una dipendente del Par- il 1 febbraio 2018 la Divisione II del Ministe- co dell’Appennino Lucano, assegnata per un ro dell’Ambiente, nell’ambito delle preroga- periodo transitorio al Comune di Gallicchio, 5
tive di attività di vigilanza ha annullato la de- un’area di rilevanza essenziale per l’intera liberazione di decadenza. Regione. Ce n'è quanto basta, al di là delle sentenze Basterebbero questi episodi per dimostrare giudiziarie, per poter affermare che la necessità di resettare l’intera governance l’opinione pubblica e gli operatori del terri- dell’Ente Parco e l’approccio dei suoi inter- torio meritino sicuramente molta più traspa- preti verso le istituzioni, l’ambiente e il terri- renza, competenza e affidabilità. torio, ripristinando condizioni di legittimità Non è più possibile accettare una gestione trasparenza, indispensabili ad un rapporto così affaristicamente novecentesca e così empatico con le popolazioni locali. poco efficace di un Ente così strategico per Ma purtroppo gli orrori non finiscono qui. 6
2 Le scelte strategiche e culturali dell’Ente parco: la contiguità con ENI e le mancate ricadute sul territorio In Italia le aree protette, in molti casi, hanno dell’identità e della forte vocazione rurale e saputo legare in maniera feconda la conser- turistica di quei territori. vazione della natura allo sviluppo sostenibi- Uno strumento efficace per la gestione del le, ed hanno promosso concretamente la territorio perchè in grado di cogliere le ten- green economy conquistando consenso dif- sioni diffuse in maniera crescente nella no- fuso in territori di pregio, coinvolgendo nella stra società, volte sempre più a privilegiare scommessa i più capaci amministratori, agri- aspetti della qualità della vita da sempre coltori, pescatori, operatori del turismo e presenti in quelle aree, ma che sono stati sa- quanti hanno voluto affrontare la sfida della crificati in nome di modelli di sviluppo eso- modernità, contribuendo ad invertire la rot- geni, più o meno alla moda, più o meno spe- ta in territori altrimenti segnati da marginali- culativi, troppo spesso improvvisati ed ap- tà e spopolamento. Nei Parchi risiede un ca- prossimativi. pitale naturale di straordinaria importanza Il Parco come strumento ed opportunità da su cui puntare per creare lavoro qualificato e utilizzare al meglio, creando le condizioni per valorizzare i territori, per garantire occu- idonee perché possa effettivamente espri- pazione e favorire buone pratiche di soste- mere le potenzialità in esso contenute e nibilità e sostegno alle produzioni di eccel- produrre i benefici che tanti auspicano. Un lenza nel settore agro-silvo-pastorale, nell’ formidabile moltiplicatore di opportunità, orizzonte della riduzione del consumo di strumenti, risorse finanziarie che non depri- suolo, della gestione forestale sostenibile e me, ma anzi valorizza, favorisce, incoraggia e dello sviluppo del biologico come modello rilancia saperi, tradizioni, abilità, competen- agricolo. ze, tecnologie, professionalità, servizi, ag- È anche e soprattutto nei Parchi che si deve giungendo nuovo valore e maggiori benefici operare per avviare seriamente una politica economici alla presenza dell’uomo con la sua di valorizzazione delle eccellenze in termini operosità. di benessere ed economia circolare, in grado di mettere a sistema le migliori esperienze a) Il Parco e l'ENI: buoni vicini per trasformare le aree protette in volani Tuttavia, l’Ente Parco dell’Appennino luca- dell’economia, in elementi cardine dello svi- no non ha dimostrato alcuna capacità ad in- luppo del Paese che affronta ancora il perdu- terpretare il suo ruolo in questo senso. Ap- rare della crisi. piattito in un approccio di ‘buon vicinato’ Nella idea originaria di Legambiente il Parco con ENI, non ha saputo essere il motore di dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegre- alcun cambiamento, né il soggetto trainante se doveva rappresentare uno strumento e verso una rivoluzione del paradigma petrolio una scelta culturale capace di promuovere che, con le promesse fallite di uno sviluppo effettivo e duraturo, perché un’occupazione insoddisfacente – in termini endogeno, attraverso la difesa dell’ambiente numerici e qualitativi, vede tutt’ora la Basili- naturale ed il recupero ed il mantenimento 7
cata alla mercé delle grandi compagnie pe- suo finanziatore, che prospetta trolifere. l’ampliamento dell’attività con la realizza- - zione di altre 3 linee di produzione, venendo Emblematica è stata la vicenda del bando di meno alla propria mission anche in termini gara del Progetto Security (2016) attraverso etici e facendo sorgere dubbi sulla esatta in- il quale l’Ente Parco nazionale terpretazione della funzione degli Enti Parco: dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegre- soggetti destinati a servire i territori e a fa- se ha stanziato 3,5 milioni di euro – gentil- vorire un’evoluzione culturale in termini di mente concesse da ENI- per la prevenzione sostenibilità ambientale delle comunità loca- di eventuali danni al territorio attraverso la li. ricognizione visiva delle condotte che colle- Legambiente, alla luce di ciò, ha formal- gano i pozzi petroliferi e che attraversano il mente sollecitato le prerogative di vigilanza territorio del Parco. e controllo del Ministero dell’Ambiente a L'appalto, aggiudicato alla società ORA srl di riguardo. Potenza, prevede anche una irreale "verifica dello stato conservativo e corretto funzio- b) Progetti per chi? namento" di condotte di fatto non visibili... Anche il progetto di Telemonitoraggio Am- perché sotterranee. bientale finanziato dall'Ente Parco con lo Peraltro, non spetta al Parco occuparsi della scopo di studiare ed implementare metodo- sicurezza delle tubazioni e, soprattutto, da logie scientifiche per il monitoraggio integra- un Ente Parco – istituzionalmente predispo- to dello stato di salute della copertura fore- sto alla tutela e alla salvaguardia del territo- stale e vegetazionale ricadente nell’area rio e della biodiversità - i cittadini si aspetta- Parco, non sembra rispondere agli obiettivi no posizioni e azioni opposte, in grado di ve- che ne hanno determinato l'adozione, per- dere oltre il petrolio, dando gambe e testa ché di fatto l'acquisizione di dati climatici ri- ad una Val d’Agri in difficoltà di fronte ad in- mane fine a se stessa non implementando teressi nazionali così sovrastanti. L’Ente Par- concretamente un sistema di supporto alle co nazionale dell’Appenino Lucano Val d’Agri decisioni. Lagonegrese, invece, subisce passivamente le azioni dell’Eni, venendo meno agli impegni Sensibilità ambientale e corretta percezione presi nei confronti della comunità lucana. del ruolo sono mancate completamente Impegno, ribadiamo, di tutela e salvaguar- all’Ente Parco che, ragionando come seg- dia: non serve dunque impiegare 3,5 milioni mento dell’indotto ENI, non è riuscito a far- di euro, spalmati o meno su sei anni, per ga- si garante della compensazione ambientale rantire la sicurezza e il monitoraggio tecnico e diventare il motore di un territorio che, dell’infrastruttura presente che, se pur im- invece, dovrebbe assumere la tutela e la va- portante, spetta alla compagnia petrolifera lorizzazione delle sue risorse naturali come ed agli organi istituzionalmente preposti alla paradigmi strategici di riferimento, oltre ad vigilanza ed al controllo del territorio. avviare una fitta interlocuzione a proposito Stessa ambigua posizione per la questione di un piano di moratoria e di riconversione delle nuove richieste di ricerca petrolifera. Il dell’attività estrattiva con Eni e la popolazio- Parco in questo caso avrebbe dovuto cercare ne locale. di frenare, limitare e, se possibile, impedire D’altra parte l’Ente non ha dimostrato alcu- ogni attività industriale impattante, come na capacità di attivare l’effetto moltiplicato- l’industria petrolifera, sul suo territorio. re per le risorse ad esso destinate, attraver- Continuiamo a chiederci inoltre che garanzie so la partecipazione a progettazioni nazionali di terzietà e trasparenza può assicurare un o europee, così come di instaurare un rap- soggetto che deve autorizzare attività di un 8
porto con la popolazione locale, in funzione to valore (grifone, cicogna nera) e ambienti di percorsi condivisi e partecipati. forestali di grande pregio come l'habitat “Fo- reste di Quercus ilex (Leccio)”. Area peraltro La strategia attivata nel corso del 2016, in sottoposta a stringenti misure di protezione vista della partecipazione al Bando regionale rientrando nella Zona 1 del Parco, ad elevato per l’attuazione del Programma Leader, ne interesse naturalistico e paesaggistico con è stata la plastica rappresentazione: solo 2 inesistente o limitato grado di antropizzazio- dei 29 Comuni del Parco hanno aderito ne, e ricadendo nella IBA (Important Bird all’iniziativa, il cui esito ha finito per eviden- Area) Val d’Agri e nella ZSC (Zona Speciale di ziare l’inadeguatezza progettuale del parte- Conservazione) Murgia San Lorenzo. nariato messo in campo, essendo risultato il progetto addirittura non ammissibile. c) Un parco lontano dalle persone e vi- In tal senso, il momento di cesura simbolico cino agli interessi dei potenti e definitivo tra l’Ente e la popolazione locale, Tuttavia, queste fin qui citate sono solo al- assetata di suggestioni da tradurre in risulta- cune delle evidenze di una gestione che, nel ti concreti, invece che di maldestre pratiche corso degli anni di attività dell’Ente Parco, si affaristiche, è il progetto di ‘ripristino am- è andata sempre più estraniando dal territo- bientale’ del 2015 previsto presso le Murge rio e dalla sua popolazione. di Sant’Oronzo, in territorio di Gallicchio. Le prime anomalie furono segnalate già in Trascurando due progetti finanziati da Gal fase di selezione delle ‘guide del parco’ Akiris per la navigabilità e la valorizzazione (primo ricorso promosso da un ammesso, dell’area circostante il lago del Pertusillo, peraltro), seguite da numerosissime assun- l’Ente ha optato per una ‘grande opera’, zioni urgenti a tempo determinato, e incari- un’iniziativa dal valore complessivo di oltre chi ‘creativi’, di cui abbiamo già trattato, che un milione di euro, spacciato come piano di hanno sempre più allontanato l’Istituzione valorizzazione turistica e divenuto uno dalla sua mission e dall’area di competenza, scempio annunciato, con interventi invasivi fino a determinarne la conformazione in un per nulla conformi alla prassi in materia di elitario comitato d’affari che, nel corso del interventi di sentieristica e fruizione turistica 2017, è riuscito addirittura a ‘dimenticare’ in aree protette. una sia pur minima voce di bilancio da desti- Il progetto infatti prevedeva la realizzazione nare all’educazione ambientale, esempio ex novo di un "sentiero" di oltre 3 metri di plastico della percezione che gli interpreti larghezza, decine di metri di cordoli in ce- principali hanno della funzione di un Ente mento armato, profilati in acciaio, sedute in Parco Nazionale. conglomerato cementizio, casserature ed Da una parte, dunque, l’Ente non è riuscito a armature metalliche, tutti interventi che so- svolgere il ruolo di promotore di un moder- no stati autorizzati e cantierizzati, prima che no modello di sviluppo, dall’altra ha riaffer- ci fosse il sequestro preventivo dal Gip del mato pratiche di gestione del potere che si Tribunale di Lagonegro con decreto del 9 sperava fossero estinte. settembre 2016, in seguito alle osservazioni Peraltro tutto ciò avviene mentre si stenta a tecniche del Corpo Forestale dello Stato e dare gambe a tutte le azioni di pianificazio- alla denuncia di Legambiente. ne (Piano del Parco e Regolamento, Piano Interventi autorizzati e lavori non monitorati Pluriennale Economico e Sociale) per le in un’area ad elevato valore conservazioni- quali sono già stati spesi centinaia di mi- stico che ospita nelle sue inaccessibili rocce gliaia di euro. la nidificazione del Capovaccaio (Neophron Anche in termini di trasparenza c’è ancora percnopterus), specie quasi del tutto estinta molto da fare se si considera per esempio in Italia e altre specie avifaunistiche di eleva- che di tutti gli atti di determina e di affida- 9
mento degli incarichi vengono pubblicati so- suoi interpreti verso i concetti di tutela, am- lo i frontespizi. biente, territorio e sviluppo sostenibile. Trasparenza, competenza e affidabilità do- Anche commissariando nuovamente l’Ente, vrebbero caratterizzare la gestione di un En- a partire dal suo direttore illegittimo, con te così strategico per un’area di rilevanza es- l’obiettivo di ripristinare condizioni di legali- senziale per l’intera Regione. tà, legittimità istituzionale e per riaffermare Trasparenza, competenza e affidabilità po- il primato delle competenze e del merito, trebbero favorire un riavvicinamento elementi essenziali per immaginare di recu- dell’Ente al territorio e alle popolazioni loca- perare un rapporto positivo con le popola- li. zioni locali, presupposto cruciale per imma- E’ indispensabile pertanto resettare l’intera ginare percorsi di sviluppo territoriale parte- governance dell’Ente Parco e l’approccio dei cipati, condivisi e duraturi. 10
3 Verso il futuro: un Parco per chi e per cosa? Lo ribadiamo fino alla noia. Secondo noi il territorio sceglie invece come partner prin- Parco nazionale dell'Appennino Lucano Val cipale l’ENI e come “braccio armato” la Fon- d’Agri-Lagonegrese deve essere il contesto dazione Mattei per promuovere progetti e progettuale ed istituzionale in grado di fun- l’immagine della Val d’Agri fuori dai confini gere da garante e promotore di una nuova regionali. stagione di pianificazione dello sviluppo lo- Un Ente Parco gestito e diretto in questo cale che, sfruttando le risorse economiche modo non è quello che noi abbiamo chiesto esistenti, sappia mettere in campo progetti e invocato 20 anni fa, anzi si può dire che il di conservazione e tutela in grado di contra- Parco lo si sta ancora aspettando: un Parco stare la deriva petrolifera del territorio. diverso che si riconnetta al territorio ed alle Il continuo spopolamento, soprattutto delle comunità locali, le quali dovranno affrontare generazioni in età lavorativa di fascia medio- la sfida fondamentale della sostenibilità per i alta, indica non solo la carenza di opportuni- prossimi 20/25 anni, rispondendo efficace- tà congiunturali, ma anche la scarsa attratti- mente alle politiche di conservazione della vità complessiva del territorio in termini di natura, agli effetti dei cambiamenti climatici investimenti e nascita di nuove attività. rispetto alla perdita di biodiversità. Un Parco La presenza dell’attività estrattiva, infatti, ha che sia in grado di agevolare lo sviluppo di progressivamente influenzato le dinamiche esperienze di green economy fondate sull'u- del tessuto sociale nel suo approccio al so di fonti energetiche rinnovabili in grado di mondo del lavoro e al concetto di qualità contribuire a far uscire il nostro Paese dalla della vita, ritardando le ambizioni di un terri- dipendenza rispetto alle fonti fossili e al pe- torio agricolo di qualità, di area dalle carat- trolio. teristiche ambientali di valore assoluto, di Ed invece, in un contesto nazionale ed inter- consolidamento dei processi di sviluppo en- nazionale (in particolare dopo la COP 21) che dogeni e sostenibili. Le produzioni agricole punta alla progressiva riduzione dell’utilizzo certificate, per esempio, sono tornate alle del fossile e la messa a valore delle risorse quantità di 15 anni fa. naturali (acqua, aria e servizi ecosistemici in Pertanto bisogna ripartire dai luoghi, dalla particolare) e della cultura rurale, l’Ente Par- loro messa a valore, dalla loro messa in sicu- co non può non provare a scongiurare la rezza e manutenzione, dal loro potenziale di tentazione di una Val d’Agri quale polo ener- fruibilità. getico del passato, destinato ad estinguersi, L’Ente parco è al momento incapace di svol- piuttosto che provare a dare dignità alla sua gere il suo ruolo a favore della tutela della naturale vocazione agricola e rurale, con una natura e di promuovere politiche di sviluppo prospettiva di sviluppo “contemporanea’”, sostenibili e degne di questo nome. coerente e sostenibile, non solo in termini Dobbiamo prendere atto che l’Ente parco ambientali: di essere, cioè, il simbolico labo- promuove progetti e attività che vanno con- ratorio della transizione dal fossile alle ener- tro la stessa natura che dovrebbe difendere. gie pulite. Un Ente parco che ha nella sua missione La Val d’Agri sarebbe il laboratorio naturale l’obiettivo di frenare la petrolizzazione del per praticare una transizione energetica e 11
creare una oil free zone, è questa la sfida di un’ospitalità di qualità, spesso affidata futuro che il Parco Nazionale avrebbe dovu- all’iniziativa spontanea dei singoli, che riesce to svolgere il ruolo di promotore del cam- a restituire e a riaffermare una sorta di mo- biamento e che non ha mai svolto. dello unico, senza pensare di travestirsi con Puntare alla creazione di occupazione in gli abiti degli altri. ambito locale e alla valorizzazione di risorse Ma bisognerebbe stimolare progettualità e locali incentivando attività produttive soste- protagonismi dal basso, promuovendo nuovi nibili sotto il profilo ambientale ed economi- modelli di mobilità che accompagnino la cre- co-sociale e servizi per la popolazione e scita dei nuovi turismi, mettendo a sistema l’inclusione sociale. un modello virtuoso di gestione di flussi turi- Questa sarebbe l’ulteriore sfida che dovreb- stici interessati ai siti naturalistici e culturali be intraprendere un Ente parco adeguato al- dell’area. la sua funzione e che purtroppo è quanto di più lontano dalla attuale pratica quotidiana. Ma per provare a fare tutto ciò serve sensi- Non potrebbe fare tutto da solo, questo ci è bilità e competenze del tutto assenti chiaro, ma quale soggetto se non un Parco nell’attuale declinazione di Ente Parco, frut- Nazionale dovrebbe farsi motore e collante to della lottizzazione partitica e della prati- di un processo di sviluppo che, coinvolgendo ca amministrativa illegittima. il territorio ed i suoi interpreti economici e sociali, indicasse una rotta, una traiettoria, Per rilanciare il Parco, è urgente creare un complessa certo, ma anche entusiasmante e rapporto empatico con il territorio, presup- possibile. posto essenziale per contribuire a recupera- Sarebbe indispensabile, tuttavia, un quadro re una percezione diffusa delle reali poten- coerente delle politiche ambientali territo- zialità del territorio, favorendone al contem- riali per garantire la concreta realizzazione di po l’innalzamento della qualità complessiva interventi e attività rispondenti alle necessi- dell’area: qualità ambientale e agroalimen- tà della conservazione e valorizzazione della tare, servizi diffusi e di prossimità, reti di biodiversità degli ambiti naturali. comunicazione, mobilità, ricerca e innova- L’attuazione di misure per la valorizzazione zione. delle risorse naturali e della biodiversità, ri- E’ perciò fondamentale mettere in campo chiede un approccio integrato che consideri una vera innovazione, in grado di apportare in maniera unitaria la complessità delle ri- un reale progresso sociale ed economico del sorse (naturali, paesaggistiche e culturali) territorio; pensare a favorire lo sviluppo di presenti sul territorio e che sia in grado di una mobilità nuova, pubblica e privata, delle coniugare efficacemente tutela e sviluppo reti digitali, delle fonti energetiche rinnova- sociale ed economico. bili, verso un modello di ‘democrazia’ ener- Tra queste l’agricoltura è l’attività principale getica e di salvaguardia del paesaggio - in- che regola lo scambio tra uomo e ambiente, sieme con lo sviluppo di nuove attività affe- a partire dalla produzione di cibo, oltre a renti all’economia circolare. rappresentare un importante contributo alla E ovviamente, essenziale promuovere boni- stabilità idrogeologica e alla valorizzazione fiche, riconversioni, riqualificazioni: è possi- del territorio, della biodiversità e del pae- bile anche in aree come la Val d’Agri che saggio. ospita attività industriali altamente inqui- Ed ancora il turismo che tiene e cresce nanti. Non è una chimera, si può fare e lo quando l’offerta si libera dei modelli stan- dimostrano i casi eccellenti fuori confine. Il dard internazionali (il format del villaggio tu- più eclatante è quello della Ruhr. Come? Ri- ristico, per capirsi, in passato pure persegui- sanando i corsi d’acqua e rendendo i nostri to), per far leva sulla ricettività diffusa, su laghi e fiumi balneabili, trasformando in ver- 12
de pubblico le aree industriali abbandonate, nostri territori; abitate da “residenti minori”, migliorando i servizi (chilometri di piste ci- solitamente escluse da programmi e progetti clabili, strutture sportive, musei, teatri, scuo- compiuti, dove la vita sembra scorrere in le, università), facendo nascere piccole im- modo rassegnato, perché inesauribilmente prese e valorizzando la vecchia architettura diminuiscono i numeri e le opportunità; luo- industriale. ghi dove però si possono e si devono speri- Occorre passare dal concetto di salvaguardia mentare nuovi percorsi, nuove attività e a quello di promozione del paesaggio: con- nuove regole dello stare insieme. Ma è pro- cetti completamente ignorati dagli ammini- prio da queste che bisogna ripartire che sti- stratori di questo Ente parco. molare un nuovo umanesimo, vero surplus E invece saper riconoscere la profonda mo- possibile dell’offerta locale, che sappia recu- dernità e le starordinarie potenzialità dei no- perare il senso di appartenenza al proprio stri territori sarebbe la vera scommessa su territorio e, credendoci, la voglia di investirci cui investire, nell’ottica di accrescere la qua- le migliori energie. lità della vita di cui godono le popolazioni lo- È però necessario saper dedicare tempo e cali: una serie di infrastrutturazioni socio- risorse a questi temi, a queste piccole co- formative e tecnico-produttive - con pochi e munità che contribuiscono a conservare ben definiti assi di intervento generali, da identità e a produrre cultura del vivere sano, declinare secondo le esigenze specifiche in ma che aspirano a nuovi modelli sostenibili, termini di cultura e tradizio- a pari opportunità con il resto del mondo. ne/ambiente/turismo sostenibile. Chi dovrebbe occuparsi di decifrare interessi Negli ultimi anni si è andata diffondendo e e vocazioni di questa sensibilità? Chi potreb- consolidando una nuova visione delle politi- be, in tal senso, migliorare la cultura che di sviluppo delle aree interne che indivi- dell’accoglienza e dell’ospitalità? duano nella biodiversità culturale del territo- Anche e soprattutto il Parco, certamente rio il vero motore dell’innovazione, puntan- non da solo, ma è legittimo attendersi una do anzitutto sulle risorse umane ed in parti- tensione in questo senso, piuttosto che colare giovani. Favorire la permanenza attiva nell’esatto contrario dell’auspicabile. delle fasce giovanili garantirebbe, oltre che un limite allo spopolamento, una garanzia di Passaggio ineludibile rimane, in questo mo- maggior dinamismo socioeconomico, indi- mento, quello delle nomine di un Direttore e spensabile per attivare cicli economici vir- di un Presidente improntate alla competen- tuosi. za, autorevolezza e qualità. Qualità della vita e bellezza per rendere un territorio una realtà di qualità in termini as- Sulle vicende del Direttore uscente (ma fa- soluti e, in questa prospettiva, paradigmi cente funzione) è stato già detto. C'è da ag- imprescindibili dell’azione di un Ente Parco. giungere che, in attesa della sentenza della Di qui la necessità di fare sistema tra tutti gli Corte dei Conti del giugno 2018, la coda del- attori territoriali del cambiamento al fine di la vicenda potrebbe essere avvelenata. affermare il diritto ad accedere ed a imple- Infatti il 29 gennaio 2018 il Consiglio Diretti- mentare un modello di sviluppo alternativo vo del Parco ha nominato la terna di nomi da perché autoctono, intrinseco, endogeno. sottoporre al Ministero dell'Ambiente per Le nostre comunità rurali, al contempo, sono l'incarico a Direttore. Tale terna è stata fragili ed isolate, ma ancora unici contenitori estratta dall'elenco degli ammessi in seguito di valori e stili di vita competitivi ed attuali; al bando del luglio 2017 per l'individuazione, punti nodali territoriali di grande importan- appunto dei tre nominativi. La normativa za, infrastrutture sociali e relazionali, che prevede il requisito dell'iscrizione all'albo dei connotano e rappresentano l’immagine dei Direttori di parco per avere quell'incarico. 13
Nella terna nominata il 29 gennaio c'è l'ar- infatti, l’ing. Totaro non ha avuto la capacità chitetto Fogliano, ma l'elenco degli iscritti di elaborare una prospettiva adeguata alla all'albo dei Direttori è stato pubblicato solo a funzione dell’Ente e alla sua incisività rispet- metà febbraio. E anche lì c'è Fogliano, il qua- to al territorio, rimanendo impantanato nel- le, pertanto, il 29 gennaio non possedeva i le pastoie del sottobosco delle lobbies re- requisiti per essere inserito nella terna per- gionali. ché non era iscritto ancora all'albo dei diret- E in ottica prospettica le indicazioni non so- tori. Iscrizione, peraltro, conseguita grazie al no confortanti, perché il rischio concreto è lungo periodo in cui è stato illegittimamente che alla Presidenza venga nominato un bu- in carica come Direttore. Ma non finisce qui. rocrate quale frutto marcio della mediazione Infatti, in seguito ad una nota del Ministero di interessi di parte che nulla hanno a che dell'Ambiente del 16 aprile 2018, l'Ente Par- vedere con quelli del Parco. co annulla il bando del luglio 2017 e in data Sarebbe indispensabile invece indirizzarsi 18 aprile 2018 pubblica un nuovo bando per verso il cambiamento e scegliere una perso- l'individuazione della rosa di 3 nomi: a que- nalità di indiscussa competenza, ma anche di sto punto anche Fogliano avrà i requisiti. A tale autorevolezza da scongiurare qualsiasi meno che non intervenga a giugno la Corte dubbio di prossimità e/o affinità con le mul- dei Conti. tinazionali presenti sul territorio, tanto più considerando della scadenza, fissata per Sulla nuova Presidenza, dopo un decennio l’ottobre 2019, della concessione Val d’Agri e caratterizzato dalla presenza dell’ing. Totaro, del suo prospettato rinnovo. prima come commissario e poi come Presi- Ma soprattutto qualcuno in grado di rendere dente, ci si trova al momento in mezzo a un il Parco dell’Appennino Lucano Val d’Agri e guado. Lagonegrese lo strumento per promuovere Dopo il primo decennio di rodaggio ci sen- la forza e l’identità di quei territori, recupe- tiamo tutto sommato di bocciare la scelta di rando il rapporto di fiducia con le popolazio- optare non per uno specialista, ma solo per ni e costruendo scenari di sviluppo attorno al un volenteroso operatore lucano. Dopo un grande patrimonio naturalistico, paesaggisti- primo periodo di affannoso ambientamento, co e culturale custodito in quei luoghi. 14
Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese: origini e mission Le origini Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val istituzione. Nel 2007, dopo anni di battaglie, d’Agri Lagonegrese, il ventiquattresimo Par- ricorsi e rinvii, il parco è stato istituito con la co Nazionale italiano, l’ultimo in ordine di firma del decreto istitutivo da parte del Pre- tempo, rappresenta un importantissimo tas- sidente della Repubblica (DPR 8 Dicembre sello nello schema di conservazione e tutela 2007). del patrimonio ambientale italiano ed euro- La sua istituzione si propone di tutelare circa peo. 70.000 ettari, ricomprendenti 29 piccoli Co- Questa parte di Appennino, tra ’estremità muni della Basilicata sudoccidentale: Abrio- occidentale della Basilicata e la Campania, la, Anzi, Armento, Brienza, Calvello, Carbone, confina con altre due grandi aree protette: il Castelsaraceno, Gallicchio, Grumento Nova, Parco Nazionale del Cilento e il Parco Nazio- Lagonegro, Laurenzana, Lauria, Marsico nale del Pollino. Più precisamente, il Parco Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Monte- mette in comunicazione le altre due aree murro, Nemoli, Paterno, Pignola, Rivello, San protette come una sorta di corridoio natura- Chirico Raparo, San Martino d’Agri, Sarconi, le che assume una rilevanza essenziale per la Sasso di Castalda, Satriano di Lucania, Spino- conservazione della biodiversità del Sud Ita- so, Tito, Tramutola, Viggiano; e una popola- lia. Questi tre Parchi, messi insieme, possono zione residente complessiva di circa 90.000 essere considerati idealmente un unico si- abitanti. Nei confini del Parco si trovano 12 stema e insieme costituiscono il territorio aree SIC (Siti importanza Comunitaria), 2 protetto più grande d’Europa. aree ZPS (Zone di Protezione Speciale) e par- La storia di questo Parco ha inizio molti anni te di un’area IBA (Important Bird Area). fa. A far data dall’11 luglio 2012 dopo oltre Già negli anni ‘60, infatti, si cominciarono a quattro anni di gestione commissariale, con formulare ipotesi circa la realizzazione di decreto ministeriale del Ministero un’area protetta nella Valle dell’Agri. I tenta- dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e tivi e le proposte circa la sua istituzione sono del Mare n. GAB/DEC/2012 0000131, è stato stati reiterati nel tempo, ma hanno trovato nominato Presidente dell’Ente l’ing. Dome- una concreta realizzazione solamente nel nico Totaro. Dal 25 agosto 2017 è il vicepre- 1991 quando la legge quadro sulle aree pro- sidente Triunfo a svolgere le funzioni di rap- tette ne ha sancito ufficialmente la futura presentante legale dell’Ente Parco. Ruolo e mission L’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Luca- culiarità naturalistiche, culturali e religiose. no Val d’Agri Lagonegrese nasce per offrire Il cambiamento del ruolo svolto dalle aree un’occasione di sviluppo sostenibile e dura- protette in Italia si deve soprattutto alla leg- turo alle popolazioni locali, in armonia alla ge 394/91 (Legge Quadro sulle Aree Protet- vocazione del territorio, ricco di preziose pe- te); in virtù di questa legge, le aree protette 15
in Italia perseguono importanti finalità di materia di sviluppo socio - economico, al fine conservazione e valorizzazione del “capitale di creare occasioni di sviluppo per la colletti- natura” e sono orientate alla ricerca e vità, attraverso erogazione di contributi, fi- all’educazione ambientale, al turismo soste- nanziamenti alla produzione, alle attività nibile, alle attività ricreative ed alla valoriz- economiche. zazione delle tradizioni e delle tipicità locali. Sotto altro aspetto, l'Ente promuove le atti- In particolare, ai sensi della suddetta Legge, vità di educazione ambientale, di formazione l’Ente Parco ha il compito di perseguire: e di ricerca scientifica, anche interdisciplina- a) la conservazione di specie animali o vege- re, nonché di attività ricreative compatibili tali, di associazioni vegetali o forestali, di attraverso iniziative quali manifestazioni, singolarità geologiche, di formazioni paleon- mostre, convegni, contributi, protocolli con tologiche, di comunità biologiche, di biotopi, altri Enti, che esportino anche sul piano in- di valori scenici e panoramici, di pro cessi na- ternazionale le conoscenze, le culture, i pro- turali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di dotti, le attività e le tradizioni dell'Area Par- equilibri ecologici; co. b) l’applicazione di metodi di gestione o di Tra tali attività un ruolo fondamentale è ri- restauro ambientale idonei a realizzare vestito dalla promozione di attività legate un'integrazione tra uomo e ambiente natu- all’educazione ambientale, rivolta principal- rale, anche mediante la salvaguardia dei va- mente al mondo della scuola, per accrescere lori antropologici, archeologici, storici e ar- le competenze di cittadinanza attiva verso chitettonici e delle attività agro-silvo- attitudini positive e la consapevolezza, spe- pastorali e tradizionali; cie nelle giovani generazioni, dell'importanza c) la promozione di attività di educazione, di della conservazione e della corretta gestione formazione e di ricerca scientifica, anche in- delle risorse naturali e ambientali. terdisciplinare, nonché di attività ricreative Grande rilievo viene, altresì, attribuito alla compatibili; ricerca scientifica e al continuo monitoraggio d) la difesa e la ricostituzione degli equilibri di flora, fauna e dell’ambiente anche grazie idraulici e idrogeologici. al supporto tecnico – operativo di associa- Finalità specifica dell’Ente Parco è senza zioni e del Coordinamento Territoriale Cara- dubbio la conservazione e la valorizzazione binieri per l’Ambiente. della natura, della biodiversità e dello svi- L'importanza delle aree protette, pertanto, luppo sostenibile. va oltre la “quantità” del territorio protetto L'Ente ha il compito di svolgere un'importan- includendo, altresì, la varietà delle relazioni te azione di monitoraggio del territorio del messe in atto dalle comunità che vivono in Parco, finalizzata all'assetto dello stesso sia queste aree, relazioni che costituiscono non dal punto di vista amministrativo (autorizza- solo la chiave di lettura del paesaggio e degli zioni, nulla osta, concessioni etc’) che mate- insediamenti, ma divengono uno degli stru- riale (assetto idrogeologico e territoriale in menti fondamentali di mantenimento e tute- genere); oltre ad una serie di iniziative in la degli “equilibri naturali” in atto. Come opera Tutte le attività, per quanto già definite in quali il piano del parco, nonché riferimento alla disciplina vigente e al gover- all’organizzazione interna del lavoro costitui- no dell’Ente, ai suoi strumenti di attuazione ta dai servizi tecnici-amministrativi e 16
dall’ufficio di direzione, devono essere sor- b) di efficienza tecnica e di efficienza com- rette da una azione di indirizzo politico- portamentale; amministrativo esercitata dagli organi c) di funzionalità ed economicità di gestione; dell’Ente, nonché da un’azione coordinatri- d) di equità; ce, attuativa ed esecutiva esercitata dal Di- e) di professionalità, di flessibilità, e di re- rettore. Gli “Organi di governo” dell’Ente sponsabilizzazione del personale; Parco sono il Presidente, il Consiglio Diretti- f) di separazione delle competenze tra orga- vo e la Giunta esecutiva. ni burocratici ed organi politici nel quadro di Competono al Consiglio Direttivo le attività un’armonica collaborazione tesa al raggiun- di programmazione e indirizzo, nonché la gimento degli obiettivi individuati dai secon- verifica dei risultati della gestione ammini- di, nel rispetto delle finalità della Legge n. strativa. 394/91 e s.m.i. L’efficacia interna o gestio- Spetta agli uffici la realizzazione dei pro- nale rappresenta il grado di realizzazione grammi e dei progetti mediante l’esercizio degli obiettivi predeterminati, ovvero il rap- della gestione finanziaria, tecnica ed ammi- porto tra obiettivi e risultati. L’efficacia nistrativa, con assunzione della responsabili- esterna o sociale è la capacità di soddisfaci- tà dei procedimenti e dei risultati ammini- mento dei bisogni del territorio. Per efficien- strativi. za si intende il rapporto tra risorse impiegate L’ordinamento delle Aree, dei Servizi e degli e attività espletate. L’efficienza gestionale o Uffici si uniforma ai seguenti principi e crite- comportamentale si consegue attenendosi ri: nella gestione di un servizio ad un criterio di a) di efficacia interna ed esterna; minimizzazione dei costi. Natura e territorio nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese La geologia La morfologia della valle è caratterizzata da L’assetto dell’Appennino, organizzato in una corona di rilievi che borda un fondovalle blocchi separati da faglie e fratture, testimo- pressoché pianeggiante. I terreni più antichi nia proprio il travagliato passato geologico di si originarono svariati milioni di anni fa sul questi terreni, e sottolinea la loro dipenden- fondo di un oceano primordiale (Tetide) e le za genetica dai cicli di compressione e di- rocce che ne derivarono (calcari) furono poi stensione delle grandi zolle africana ed eu- deformate e fratturate da potenti spinte tet- ropea. toniche, che le compressero e sollevarono Ciò è accaduto anche nella Val d’Agri: fino a formare la dorsale che costituisce un’ampia corona di rilievi costituisce la me- l’Appennino Lucano. Questa originaria spinta moria della storia tettonica dell’area, mentre fu seguita da fenomeni di distensione che il fondovalle pianeggiante, e i depositi allu- portarono alla rimobilitazione delle masse vionali che lo occupano, sono il segno precedentemente sollevate: si originarono dell’erosione e dei processi alluvionali che si ampie depressioni, che furono pian piano instaurarono successivamente. occupate dai detriti provenienti dallo sman- Gli eventi dell’ultimo milione di anni hanno tellamento erosionale dei rilievi circostanti. reso ulteriormente vario il paesaggio, so- 17
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