IN ROTTA VERSO LA LUNA - L'ALLUNAGGIO AL CINEMA TRA FANTASIA E REALTÀ DECALOGO: I "COMANDAMENTI LAICI"DIKIES LOWSKI - Sale della Comunità

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IN ROTTA VERSO LA LUNA - L'ALLUNAGGIO AL CINEMA TRA FANTASIA E REALTÀ DECALOGO: I "COMANDAMENTI LAICI"DIKIES LOWSKI - Sale della Comunità
IN ROTTA
   VERSO
   LA LUNA

L'ALLUNAGGIO AL CINEMA
TRA FANTASIA E REALTÀ

DECALOGO: I "COMANDAMENTI
LAICI" DI KIEŚLOWSKI

CANNES: INGIUSTIZIE
SOCIALI E PASSIONE CINEFILA
IN ROTTA VERSO LA LUNA - L'ALLUNAGGIO AL CINEMA TRA FANTASIA E REALTÀ DECALOGO: I "COMANDAMENTI LAICI"DIKIES LOWSKI - Sale della Comunità
Rivista trimestrale

                                                                         Prima Pagina
                                         di cultura cinematografica
                                         ANNO XXXI - N. 152
                                         APRILE / MAGGIO / GIUGNO
                                         N. 2/2019

                                                                         U
                                                                                  n viaggio cinematografico sospeso tra (false) missioni astro-
                                         Registrazione Tribunale                  nautiche, (presunte) anticipazioni storiche e (vere) conqui-
                                         di Roma n.267/87 del 8-5-1987            ste spaziali, quello intrapreso dall’uomo per esplorare, sul
                                                                         grande schermo, il cosmo. Un viaggio che, mescolando senza
                                         Direttore:                      sosta immaginazione e plausibilità scientifica, nell’avvicinarsi del
                                         Paolo Perrone                   cinquantenario dell’allunaggio (20 luglio 1969) merita di essere
                                                                         ripercorso in questo numero di Filmcronache, partendo cronolo-
                                         Coordinatore editoriale:        gicamente da Georges Méliès e da Le voyage dans la Lune per
                                         Luigi Cipriani                  approdare a First Man - Il primo uomo di Damien Chazelle. Un
                                                                         vero e proprio “sogno profetico” in rampa di lancio che, come
                                         Coordinamento digital media     evidenziano nel loro saggio Claudio Gotti e Matteo Marino, con
                                         Tiziana Vox                     2001: Odissea nello spazio, già un anno prima dello sbarco sulla
                                                                         Luna, aveva mutato rotta, oltrepassando il “satellite pallido” per
                                         Grafica e impaginazione:        puntare verso Giove, proseguendo poi verso Marte (Mission to
                                         Yattagraf Srls                  Mars), Saturno e un altro sistema solare (Interstellar).
                                                                         Tra suggestioni letterarie ed echi metafisici, l’avventura nello spazio
                                         Direzione e redazione:          ha mutato il nostro approccio alla realtà. Lo conferma proprio
                                         ANCCI                           il cinema, sottolinea nel suo intervento Francesco Crispino, che
                                         Via Nomentana, 251              facendo incontrare (e confliggere) doppi umani e post-umani,
                                         00161 Roma                      abitanti di universi paralleli, non solo tra le galassie ma anche sulla
                                         Tel. 06.440.2273                Terra, proprio in seguito a quel fatidico evento del luglio 1969 ha
                                         Fax 06.440.2280                 progressivamente eliso il confine tra animato e inanimato. Nel suo
                                         segreteria@ancci.it
                                                                         contributo saggistico, invece, Giuseppe Gariazzo, sulla scorta di
                                         www.ancci.it
                                                                         film come Gravity, El abrazo de la serpiente, Tre volti e Fahrenheit
                                         Editore:                        451, mette in fila i quattro elementi naturali (aria, acqua, terra, fuoco)
                                                                         e riflette sul cinema dell’”ignoto spazio profondo”, che esplorando la
                                         ANCCI
                                         Via Nomentana, 251              natura, oltre all’universo, è in viaggio per ritrovare l’uomo.
                                         00161 Roma                      Ma in questo numero di Filmcronache trovano spazio anche le
                                         Tel. 06.440.2273                panoramiche sul Festival di Cannes. La Palma d’oro assegnata a
                                         Fax 06.440.2280                 Parasite del sudcoreano Bong Joon Ho contrassegna l’attenzione
                                         segreteria@ancci.it             di molti film in gara alle criticità del mondo contemporaneo, in
                                         www.ancci.it                    un concorso (tornato ad alto livello) caratterizzato anche dalla
                                                                         riflessione interna al “sistema cinema”, mentre sia il Certain regard
                                         In copertina:                   che la Quinzaine des réalisateurs e la Semaine de la critique hanno
                                         First Man (2019),               offerto ricognizioni interessanti sugli “autori di domani”. La sezione
                                         regia di Damien Chazelle        “In memoria di me”, infine, dedicata a film intrisi di spiritualità e
                                                                         girati da celebri registi, ripescati da un immeritato oblio, torna al
                                                                         Decalogo di Krzysztof Kieślowski. Un’opera che, a trent’anni di
                                                                         distanza, continua a sorprendere per il suo profondo studio delle
                                                                         relazioni umane, indagate alla luce dei riferimenti biblici, e per il
                                                                         suo sguardo morale, allo stesso tempo distaccato e partecipe.
                                                                         Buona lettura.
                                                                                                                             rrone
                                                                                                                    Paolo Pe

Alice et le maire (2019) di N. Pariser
                                              SCARICA L’APP
                                              di Filmcronache
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SOMMARIO
                                                             38   AUTOFOCUS I SAGGI
                                                                  L’IGNOTO SPAZIO PROFONDO:
03   PRIMA PAGINA                                                 ALLA RICERCA DI SE STESSI
                                                                  di Giuseppe Gariazzo

06   AUTOFOCUS I SAGGI
     IN ROTTA VERSO LA LUNA:                                 50   IN MEMORIA DI ME FILM AUTORI SPIRITUALITÀ
                                                                  DECALOGO: I “COMANDAMENTI LAICI”
     HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA...                              DI KIEŚLOWSKI
     di Paolo Perrone                                             di Paolo Perrone

16   AUTOFOCUS I SAGGI
     SCI-FI, SUGGESTIONI LETTERARIE ED ECHI METAFISICI: IN
     VIAGGIO VERSO L’ASSOLUTO?
     di Claudio Gotti e Matteo Marino

                                                             60   VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA I FESTIVAL
                                                                  CANNES: INGIUSTIZIE SOCIALI E PASSIONE CINEFILA
                                                                  di Paolo Perrone

28   AUTOFOCUS I SAGGI
     COSÌ LONTANO, COSÌ VICINO: GLI ALIENI SIAMO NOI?
     di Francesco Crispino
                                                             78   VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA I FESTIVAL
                                                                  LA “DOPPIA ANIMA” DEL CERTAIN REGARD
                                                                  di Francesco Crispino

                                                             88   VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA I FESTIVAL
                                                                  QUINZAINE E SEMAINE, IL CINEMA DI DOMANI
                                                                  CHE VA IN SCENA OGGI
                                                                  di Tiziano Sossi
IN ROTTA VERSO LA LUNA - L'ALLUNAGGIO AL CINEMA TRA FANTASIA E REALTÀ DECALOGO: I "COMANDAMENTI LAICI"DIKIES LOWSKI - Sale della Comunità
AUTOFOCUS I SAGGI                                                                    AUTOFOCUS I SAGGI

IN ROTTA
VERSO LA LUNA:
HOUSTON, ABBIAMO
UN PROBLEMA...
L’allunaggio sul grande schermo, tra (false) missioni
astronautiche, (presunte) anticipazioni storiche e (vere)
conquiste spaziali. Un viaggio affascinante, quello diretto
al “satellite pallido”, che partendo da Le voyage dans la
Lune di Méliès e approdando a First Man - Il primo uomo
di Chazelle ha spesso mescolato pura immaginazione
e meticolosa plausibilità scientifica, Un vero e proprio
“sogno profetico” in rampa di lancio.
Paolo Perrone

                                                                                      First Man (2018) di D. Chazelle

6                                                    film cronache   film cronache                                 7
IN ROTTA VERSO LA LUNA - L'ALLUNAGGIO AL CINEMA TRA FANTASIA E REALTÀ DECALOGO: I "COMANDAMENTI LAICI"DIKIES LOWSKI - Sale della Comunità
AUTOFOCUS I SAGGI                                                                                                                                                              AUTOFOCUS I SAGGI

T
       utto (o quasi) ha avuto inizio nel 1897      trionfalmente a Parigi, segna non solo il vertice     le stelle e le comete, le simulazioni di nevicate   Un “sogno profetico” in rampa di lancio
       in un teatro di posa a Montreuil sous        della febbrile, inesauribile creatività artigianale   e fondali marini)”.                                 Ripercorrendo l’avventuroso viaggio cine-
       Bois. Un quadrilatero tutto di vetro,        di Méliès, ma anche, di fatto, la prima testimo-      Questa citazione (tradotta dal francese da          matografico dalla Terra alla Luna, nell’avvici-
per far entrare la luce del giorno neces-           nianza dell’attrazione esercitata dal “satellite      chi scrive) è riportata nello splendido volu-       narsi del cinquantenario dell’allunaggio (20
saria alle riprese, lungo diciassette metri,        pallido” nei confronti delle immagini in movi-        me La couleur retrouvée du Voyage dans la           luglio 1969), non si può che tornare, ancora
largo sei e alto quattro, sormontato da una         mento. In quei 14 minuti di trucchi, illusioni,       Lune, distribuito alla stampa in occasione          e sempre, a Georges Méliès e al suo film,
tettoia, anch’essa vetrata. In quell’atelier,       fantasmagorie (13 minuti e 56 secondi, per la         del Festival di Cannes 2011, quando il film di      capostipite sia in senso cronologico che arti-
costruito nella primavera di quell’anno nel         precisione: un cortometraggio per noi, un lun-        Méliès è stato presentato, durante la serata        stico di un vasto catalogo di pellicole sull’ar-
giardino della sua abitazione, provvisto di         gometraggio per gli standard dell’epoca) sono         inaugurale, nella sua versione colorata, frut-      gomento. Tutte, anche quelle di recente
grandi fondali mobili e popolato frenetica-         riproposte e rilanciate da Méliès, seppure in         to di un lungo, accurato e costoso restauro         uscita e assai più realistiche dello chef-d’oe-
mente da scenografi, falegnami, costumisti          forma di féerie fantastique, evidenti suggestio-      (400 mila euro) effettuato a partire dal 2010       uvre di Méliès, in qualche modo subordinate
e attori (come mostrato da Martin Scorsese          ni letterarie. A fare da sorgente ispiratrice non     da Lobster Films, Fondation Groupama Gan            all’archetipo del 1902. Nei quasi 120 anni
in Hugo Cabret), nel maggio 1902 Georges            è soltanto l’operetta musicata da Jacques             pour le cinéma e Fondation Technicolor pour         a seguire, in effetti, la storia del cinema ha
Méliès girava e interpretava Le voyage dans         Offenbach Le voyage dans la Lune, andata              le patrimoine du cinéma. Di Le voyage dans          continuato a dirigere la propria rotta verso la
la Lune, il primo film di fantascienza, il primo    in scena nel 1875 al Teatro della Gaîté, ma           la Lune, a inizio Novecento, esistevano e ve-       Luna, proseguendo poi verso l’intero siste-

     Le Voyage dans la lune (1902) di G. Méliès            Una donna nella luna (1929) di F. Lang                 Uomini sulla Luna (1950) di I. Pichel         RXM - Destinazione Luna (1950) di K. Neumann

blockbuster della storia del cinema. Ammi-          anche il romanzo di H.G. Wells I primi uomi-          nivano vendute sia copie in bianco e nero           ma solare, mettendo in mostra con regola-
rato, celebrato e copiato, nei mesi succes-         ni sulla Luna, pubblicato in francese qualche         che colorate a mano. Di queste ultime, però,        rità (false) missioni astronautiche, (presunte)
sivi e negli anni a venire, in mezzo mondo:         mese prima dell’inizio delle riprese del film. E,     si erano perse le tracce, fino a quando, nel        anticipazioni storiche dell’allunaggio e (vere)
Europa, America latina, Stati Uniti.                soprattutto, come scriveva lo stesso Méliès           1993, un collezionista ne donò un esempla-          conquiste spaziali. Spesso mescolando
                                                    nel 1933, “l’idea di Voyage dans la Lune mi           re alla Filmoteca de Catalunya, a Barcellona.       pura immaginazione e meticolosa plausibili-
Il “satellite pallido” e le immagini                venne da un libro di Jules Verne intitolato Dalla     Una copia ritrovata, dunque, ma in pessimo          tà scientifica, non di rado (come per Méliès)
in movimento                                        Terra alla Luna e, poi, dal suo seguito Intorno       stato, con parti mancanti per le quali, nelle       sulla scia di vibranti suggestioni letterarie.
La storia dei sei scienziati, membri del Club       alla Luna. In questo dittico gli esseri umani         operazioni di ripristino, si è dovuto ricorrere     Approdando, talvolta, a risultati lusinghieri.
degli astronomi, che a bordo di una navi-           non possono atterrare sulla Luna: ho dunque           ad una copia in bianco e nero, colorandone          È il caso, ad esempio, di Una donna nella
cella lanciata in orbita da un cannone (con         immaginato, seguendo le indicazioni di Verne          i fotogrammi esattamente come fece Méliès           Luna, girato nel 1929 da Fritz Lang e sce-
l’immagine iconica del razzo che si confic-         (cannone e razzo spaziale), di raggiungere la         cento anni prima. Grazie alle tecnologie digi-      neggiato dalla moglie Thea von Harbou. Un
ca nell’occhio della Luna ad entrare di peso        Luna, così da poter dare forma ad alcune ori-         tali, i frammenti di 13.375 immagini sono sta-      film in cui, come sostenuto da Siegfried Kra-
nell’immaginario collettivo), una volta sbarcati,   ginali e divertenti immagini incantate, fuori e       ti riassemblati e restaurati uno per uno, ac-       cauer in Cinema tedesco 1918-1933 (Mon-
incontrano i seleniti, vengono catturati, riesco-   all’interno della Luna, e a un certo numero di        compagnati da una colonna sonora compo-             dadori, 1954), “l’impresa cosmica è descrit-
no a liberarsi, finiscono nei fondali oceanici,     mostri, abitanti della Luna, aggiungendo uno          sta per l’occasione e riproiettati in omaggio al    ta con sorprendente realismo”. “Quando la
vengono ripescati da una nave e sono accolti        o due effetti artistici (le donne rappresentanti      talento sconfinato del suo originario autore.       nave spaziale esce dalla rimessa”, scrive

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IN ROTTA VERSO LA LUNA - L'ALLUNAGGIO AL CINEMA TRA FANTASIA E REALTÀ DECALOGO: I "COMANDAMENTI LAICI"DIKIES LOWSKI - Sale della Comunità
AUTOFOCUS I SAGGI                                                                                                           AUTOFOCUS I SAGGI

                                                  Lotte H. Eisner nel monumentale Fritz Lang              di Lang, spettacolarizza ulteriormente la mis-
                                                  (Mazzotta, 1978), “viene illuminata da enormi           sione spaziale grazie all’uso del Technicolor
                                                  fari i cui raggi s’incrociano nella luce sera-          e degli effetti speciali, rivelando, al pari di
                                                  le tracciando figure romboidali galleggianti            Una donna nella Luna, un consistente lavo-
                                                  nell’aria. Grazie a questa luce il razzo lunare         ro di preparazione, quasi anticipatore delle
                                                  acquista una vita propria e, pur restando del           fasi tecniche del primo vero viaggio spaziale.
                                                  tutto concreto, il processo tecnico viene tra-          Pur se avvolta in una evidente finalità didatti-
                                                  sformato in un sogno profetico”.                        co-illustrativa, la vicenda dei quattro membri
                                                  Superproduzione figlia del “gigantismo” di              dell’equipaggio diretto sulla Luna, simbolo di
                                                  Metropolis (girato appena due anni prima e              un solidarismo che travalica i confini di una
                                                  ideale preludio, con il finale poi scartato da          nazione (gli Stati Uniti) per farsi valore uni-
                                                  Lang in cui Freder e Maria salpavano per un             versale (dell’intera razza umana), non solo
                                                  altro mondo su una nave spaziale), con la               apre ad altre, successive e fortunate spa-
                                                  supervisione tecnica affidata a due esper-              ce-opera, ma per l’accuratezza della docu-
                                                  ti in missilistica, Hermann Oberth e William            mentazione scientifica su cui poggia l’intero
                                                  Ley, Una donna nella Luna, che teorizza la              progetto arriva idealmente ad accorciare il
                                                  raggiungibilità del satellite terrestre e la pre-       tempo che separa la finzione dalla realtà, la
                                                  senza di oro sul suo suolo, non può essere              messa in scena fittizia dallo storico allunag-
                                                  considerato solo un rifacimento aggiornato              gio del 1969.
                                                  di Le voyage dans la Lune di Méliès: al di là           Discorso diverso per RXM Destinazione
                                                  del sentimentalismo che permea il racconto,             Luna, diretto nello stesso anno da Kurt Neu-
                                                  con la missione lunare di sei individui nutrita         mann, che devia inverosimilmente su Mar-
                                                  sul piano individuale più da viscerali passioni         te la rotta di un razzo con a bordo quattro
                                                  terrene che da asettici protocolli astronautici,        uomini e una donna, e per Dalla Terra alla
                                                  il film di Lang è sostenuto da una ragguar-             Luna di Byron Haskin (1958), fiacca traspo-
                                                  devole preparazione scientifica. “Il lancio del         sizione del romanzo di Verne, così come fa
                                                  razzo”, scrive ancora la Eisner, “era così per-         certamente sorridere, e non solo per la vis
                                                  fetto in tutti i dettagli tecnici, come i disegni       comica che lo pervade, lo sbarco sul satellite
                                                  tuttora validi della traiettoria dalla Terra alla       terrestre da parte di Totò e Tognazzi in Totò
                                                  Luna, che i nazisti ritirarono il film dalla circo-     nella Luna (1958). Ma anche il film di Steno,
                                                  lazione”. E, aggiungono Roy Menarini e An-              pur sul versante parodistico, resta indicati-
                                                  drea Meneghelli in Fantascienza in cento film           vo, al pari degli altri due titoli citati, di quella
                                                  (Le Mani, 2000), “le scenografie dell’hangar            “febbre lunare” che contagia, all’epoca, la
                                                  e della rampa di lancio, anche laddove sono             settima arte, impegnata in quella “corsa allo
                                                  impiegati i modellini, suggeriscono grandiosi-          spazio” che, contemporaneamente e nell’im-
                                                  tà e infallibilità (…) e il valore della plausibilità   mediato futuro, stava accendendo i motori
                                                  scientifica è messo esplicitamente in rilievo           di Unione Sovietica e Stati Uniti: l’anno pre-
                                                  all’interno del film stesso, nella sequenza in          cedente, il 1957, i russi avevano lanciato in
                                                  cui il viaggio viene descritto analiticamente           orbita lo Sputnik 2 con a bordo la cagnetta
                                                  fornendo grafici, distanze, calcoli matematici,         Laika; in quello successivo, il 1959, la sonda
                                                  carte topografiche”.                                    americana Gemini invierà le prime immagini
                                                                                                          della faccia nascosta della Luna; nel 1961,
                                                  L’effetto domino della “febbre lunare”:                 invece, alla guida della capsula spaziale Vo-
                                                  la corsa allo spazio                                    stok 1, Jurij Gagarin diventerà il primo essere
                                                  Il nome di Hermann Oberth figura anche tra i            umano a orbitare intorno alla Terra.
                                                  consulenti di Uomini sulla Luna (1950): il film         Raccogliendo queste e altre suggestioni,
First Man (2018) di D. Chazelle                   di Irving Pichel, sulla scia del lungometraggio         il cinema adatta nuovamente il romanzo di

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IN ROTTA VERSO LA LUNA - L'ALLUNAGGIO AL CINEMA TRA FANTASIA E REALTÀ DECALOGO: I "COMANDAMENTI LAICI"DIKIES LOWSKI - Sale della Comunità
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    H.G. Wells I primi uomini sulla Luna (dopo una      Bucando l’atmosfera su un prodigioso
    iniziale trasposizione del 1919) e con Base         “barattolo di latta”
    Luna chiama Terra, diretto da Nathan Juran,         È in questo euforico, generale “slancio cosmi-
    nel 1964 immagina coronato dal successo il          co” che prende forma l’avventura dell’Apollo
    primo volo sulla Luna organizzato dalla Nasa.       11, la missione Nasa che il 20 luglio 1969
    Salvo scoprire, una volta che i tre astronauti      conduce Neil Armstrong e Edwin “Buzz” Aldrin
    del’equipaggio sono usciti in perlustrazione        a mettere piede per la prima volta sulla Luna,
    sulla superficie lunare, una bandiera inglese       mentre il terzo membro della spedizione e pi-
    e un manoscritto che testimoniano, già alla         lota del modulo di comando, Michael Collins,
    fine dell’800, il precedente arrivo dell’uomo,      rimane in orbita. Un’avventura spaziale, ma
    la scoperta di vita intelligente all’interno del-   prima ancora umana, che Damien Chazelle,
    le cavità lunari, l’incontro con i seleniti e con   concentrandosi sulla dimensione “privata” di
    raccapriccianti, mostruose creature.                Armstrong, ha ricostruito in First Man - Il primo
                                                        uomo (2018), anteponendo all’enfasi celebra-
                                                        tiva l’esplorazione interiore, alla “mitologia ob-
                                                        bligata” di un traguardo storico per l’umanità lo                                                                                                     First Man (2
Totò nella luna (1958) di Steno                                                                                                                                                                                           018) di D. C
                                                                                                                                                                                                                                      hazelle
                                                        scandaglio emotivo di un’impresa generata da                      First Man - Il primo uomo, come i precedenti
                                                        un doppio, incolmabile senso di perdita: per                      Whiplash e La La Land, è un film proteso al
                                                        Armstrong, la morte per cancro della figlioletta                  big dream ma attraversato dal dolore, dallo           tempo, il pedale della caducità umana: fin
                                                        di soli tre anni e il rischio concreto, in caso di                smarrimento, da un’insicurezza tutta terrena          dalla sequenza iniziale, visivamente e acu-
                                                        incidente in volo verso la Luna, di non rivedere                  “sterilizzata” dalle bianche divise dei cosmo-        sticamente tesa, lo spettatore è invitato ad
                                                        più nemmeno gli altri due bambini e la moglie                     nauti. In questo senso, il lungometraggio di          accomodarsi sul seggiolino di pilotaggio ac-
                                                        Janet; per la stessa Agenzia spaziale statuni-                    Chazelle, che copre l’arco temporale che va           canto a Neil Armstrong, dapprima collauda-
                                                        tense, i non pochi astronauti vittime di tragici                  dal 1961 al 1969 e fa scivolare il suo protago-       tore dell’aereorazzo X-15, poi al timone della
                                                        test di addestramento, come la morte dell’e-                      nista dal progetto Gemini, avviato nel 1965, ai       Gemini 8, quindi comandante dell’Apollo 11.
                                                        quipaggio formato da Grissom, White e Chaf-                       programmi Mercury e quindi Apollo, è il “ro-          Su ogni vettore, ogni missile, ogni modulo
                                                        fee, nel 1967 a Cape Canaveral, per un incen-                     vescio della medaglia” del sogno da “guerra           Chazelle amplifica rumori e sobbalzi, frastuo-
                                                        dio all’interno della capsula dell’Apollo durante                 fredda” di John Fitzgerald Kennedy, la sofferta       ni e vortici, sferragliamenti di lamiere e tra-
                                                        una simulazione propedeutica al lancio.                           rendicontazione (personale e collettiva) del          iettorie impossibili, riprodotte sullo schermo
                                                                                                                          prezzo da pagare per raggiungere l’irraggiun-         con accuratezza scientifica ed estrema ve-
                                                                                                                          gibile. Un film sul sacrificio, dunque, sulle fe-     rosimiglianza a testimoniare, ieri come oggi,
                                                                          Base Luna chia                                  rite che bruciano dentro proprio mentre fuori         che l’ingegneria è davvero l’arte di evitare il
                                                                                        ma Terra (1964)
                                                                                                          di N.H. Juran   viene dato fuoco a quel “barattolo di latta” su       fallimento. Nessun fallimento, ma dolente
                                                                                                                          cui viaggiano gli astronauti della Nasa, affin-       spaesamento, in First Man - Il primo uomo,
                                                                                                                          ché decolli in cielo, buchi l’atmosfera e pun-        con la sensazione sottopelle, per l’Armstrong
                                                                                                                          ti, come il razzo di Le voyage dans la Lune,          interpretato da Ryan Gosling, di non riuscire
                                                                                                                          verso il “satellite pallido”. Una storia pericolosa   a trovare il proprio posto nel mondo. Né sulla
                                                                                                                          e insieme coraggiosa che, come sottolineato           crosta terrestre, né sul suolo lunare.
                                                                                                                          da Chazelle, “doveva essere imperniata tra la
                                                                                                                          Luna e il lavandino della cucina di casa Arm-         “Houston, abbiamo un problema”
                                                                                                                          strong, l’immensità dello spazio contrapposta         “Un piccolo passo per un uomo, ma un gran-
                                                                                                                          ai toni della vita quotidiana”.                       de balzo per l’umanità”: la celeberrima frase
                                                                                                                          Per far risuonare le corde dell’amarezza,             pronunciata da Armstrong mentre posava
                                                                                                                          appena mitigata dall’orgoglio professionale           il piede sinistro sull’ultimo scalino del Lem,
                                                                                                                          e dallo spirito di una nazione, First Man - Il        lasciando poi la propria orma sulla polvere
                                                                                                                          primo uomo spinge a fondo l’acceleratore              lunare, evoca altre parole, meno trionfali ma
                                                                                                                          della temerarietà tecnologica e, nello stesso         anch’esse finite nei libri di storia delle missioni

    12                                                                                     film cronache                        film cronache                                                                                    13
IN ROTTA VERSO LA LUNA - L'ALLUNAGGIO AL CINEMA TRA FANTASIA E REALTÀ DECALOGO: I "COMANDAMENTI LAICI"DIKIES LOWSKI - Sale della Comunità
AUTOFOCUS I SAGGI                                                                                             AUTOFOCUS I SAGGI

Nasa e ben stampate nell’immaginario collettivo. “Hou-        Apollo 13 (1995) di R. Howard
ston, abbiamo un problema”, la frase pronunciata da
Jim Lovell e ripetuta fedelmente in Apollo 13 (1995) da
Tom Hanks, nei panni appunto del comandante della
missione decollata l’11 aprile 1970 (la terza incarica-
ta di sbarcare sulla Luna dopo quelle dell’Apollo 11
e dell’Apollo 12), conferma una volta di più il fil rouge
dell’avventura cinematografico-spaziale, che congiun-
ge in una sola dimensione problematicità e dedizione,
rischio di fallimento e incrollabile perseveranza.
Il film di Ron Howard comincia dove finisce quello di
Chazelle, ossia con le immagini dell’allunaggio di Ar-
mstrong e Aldrin mandate in onda dalla tv. E come
First Man - Il primo uomo, seppure più tradizionale nel
plot e spruzzato da retorica yankee (“non abbiamo
mai perso un americano nello spazio, non comince-
remo adesso”, tuona il direttore di volo Gene Kranz),
riproduce con dovizia di particolari l’andamento della
missione, segnata dall’esplosione del motore dei ser-
batoi dell’ossigeno, che trasforma il modulo lunare in
una trappola spaziale, ma terminata con un rocam-
bolesco rientro sulla Terra nelle acque dell’Oceano
pacifico. La consulenza degli esperti della Nasa è
ben percepibile in tutti i dialoghi scambiati fra i tre
astronauti in volo e i tecnici del controllo missione, gli
effetti speciali, che alternano computer graphic, mo-
dellini e immagini d’epoca, e il cast, molto affiatato,
fanno il resto.
L’Apollo 17, lanciato il 17 dicembre 1972, è la mis-
sione con cui si è chiuso il programma, ed Eugene
Cernan è l’ultimo astronauta ad aver calpestato il suolo
lunare. I costi elevati e lo scarso interesse da parte
dell’opinione pubblica non hanno permesso di prose-
guire l’avventura. Ma ora, dopo anni di rilanci mancati,
la Nasa accelera i piani, sostenuti dal presidente Tru-
mp, per tornare sulla Luna. E questa volta per rimaner-
ci. L’obiettivo, infatti, è di inviare nuovi cosmonauti en-
tro il 2024, magari con l’aiuto di Jeff Bezos, presidente
di Amazon e fondatore della compagnia aerospaziale
Blue Origin, che lo scorso 9 maggio ha presentato il
progetto di un veicolo che potrebbe permettere, nei
tempi auspicati dal governo Usa, di tornare a cam-
minare sul nostro satellite e allestire “colonie spaziali”
dove in futuro potrebbe vivere l’intera umanità. Fan-
tascienza? Forse. Ma il cinema, fin dalle sue origini,
questa storia l’aveva già immaginata.

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AUTOFOCUS I SAGGI                                                                             AUTOFOCUS I SAGGI

                                                  SCI-FI,
                                                  SUGGESTIONI LETTERARIE
                                                  ED ECHI METAFISICI:
                                                  IN VIAGGIO
                                                  VERSO L’ASSOLUTO?
                                                                    Un anno prima che l’uomo sbarcasse
                                                                    sulla Luna, l’astronave di 2001: Odissea
                                                                    nello spazio era già in missione verso
                                                                    Giove, salvo poi proseguire nientemeno
                                                                    che verso l’infinito; alcuni anni dopo
                                                                    un nugolo di uomini si aggira su Marte
                                                                    (Mission to Mars); pochi anni dopo ancora,
                                                                    con Interstellar il ben più remoto Saturno
                                                                    non è che una prima tappa alla volta di un
                                                                    altro sistema solare.

                                                                    Claudio Gotti e Matteo Marino

Interstellar (2014) di C. Nolan

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                                    A
                                             ll’indomani dell’allunaggio chi non ha         prima che l’uomo sbarcasse sulla Luna nel-            cadere letteralmente dentro un buco nero…
                                             pensato di spingersi oltre nell’esplo-         la realtà, l’astronave di 2001: Odissea nello         Con i viaggi nello spazio abbiamo un cor-
                                             razione dell’universo? Paolo Maffei,           spazio era già in missione verso Giove, salvo         rispettivo su più ampia scala di quello che
                                    l’astrofisico che nel 1968 aveva scoperto le            poi proseguire nientemeno che verso l’infini-         sono state e hanno significato per l’uomo le
                                     due galassie che oggi portano il suo nome,             to; un po’ di anni dopo un nugolo di uomini si        “esplorazioni” geografiche (e le migrazioni),
                                      nel 1973 pubblica un libro che si intitola,           aggira su Marte (Mission to Mars); pochi anni         con in comune il concetto di “navigazione”.
                                      appunto, Al di là della Luna, un saggio di-           dopo ancora, con Interstellar il ben più remoto       Siamo così legati a questi due concetti che
                                      vulgativo che si legge come un romanzo,               Saturno non è che una prima tappa alla volta          chiamiamo allo stesso modo l’attività per
                                       un viaggio ideale verso l’esterno del siste-         di un altro sistema solare. Pare che il cine-         eccellenza dei nostri tempi, la navigazione
                                       ma solare per descrivere i corpi celesti             ma non veda l’ora di precorrere i tempi, e può        in internet. Ma cosa ci dice nello specifico il
                                        che vi si incontrano come li vedrebbe un            farlo perché l’immaginazione non ha vincoli           viaggio interstellare? Che “dobbiamo arrivare
                                        astronauta a bordo di un veicolo spazia-            e censure, può andare subito “al di là”. Nel          molto al di là della nostra personale esisten-
                                        le. Percorsa tutta la nostra galassia, si           prefinale di Interstellar il protagonista si lascia   za, dobbiamo pensare non come individui
                                         affaccia sul buio cosmico dello spazio                                                                   ma come specie” (Interstellar). Una sorta di
                                         in cui gravitano milioni di altre galassie                                                               comunanza di ritorno: l’individuo, d’altronde,
                                          simili alla nostra o ben più mostruose,                                                                 non è sempre esistito, prevaleva la comuni-
                                          fino ai limiti del tempo e dello spazio da                                                              tà. Ma dato che lo spazio inaugura nuovi or-
                                           cui i misteriosi quasar ci inviano i loro                                                              dini di grandezza, la comunità dovrà cedere
                                           segnali radio… Oggi, rispetto a que-                                                                   il passo alla specie. Già l’astrofisico, in molti
                                            gli anni, molti concetti, teorie e termi-                                                             casi, dopo tanto misurare si trova a lasciare
                                            ni tecnici sono ormai familiari anche                                                                 ad altre generazioni la soddisfazione di tira-
                                             al grande pubblico, grazie al lavoro                                                                 re le conclusioni. Lasciamolo dire a Maffei:
                                             di tanti astrofisici, ma anche grazie                                                                “Questa collaborazione con coloro che ci
                                             ai romanzi e ai film di fantascienza,                                                                hanno preceduto e con altri scienziati che
                                              specie quella dei viaggi spaziali, che
                                               all’astrofisica si ispirano.
                                               Il cinema, viaggio ideale per eccel-
                                                lenza a braccetto con la letteratu-                                                                         Due scene di Mission to Mars (2000) di B. De Palma
                                                 ra, non può che trovare in tutto ciò
                                                 che ha a che fare con il mai visto e
                                                  ciò che comunemente non si può
                                                  vedere un terreno fertilissimo, dai
                                                  fratelli Lumière, che sguinzaglia-
                                                   rono per il mondo i loro operatori
                                                   per offrire al pubblico le lontane
                                                    meraviglie d’Egitto, ai viaggi im-
                                                    maginari di George Méliès. Il
                                                    cinema è da sempre anche un
                                                     potente mezzo di trasporto: oltre
                                                     a costruire astronavi e farcele
                                                      abitare, ci porta in altri spazi (e
                                                      spesso nello spazio profondo)
                                                      a bordo della… sala cinema-
                                                       tografica. Cinema come anti-
                                                       cipazione e spinta propulsiva
Due scene di                                            per andare dove è (ancora)
2001: Odissea nello spazio (1968)
di S. Kubrick
                                                        impossibile andare: un anno

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AUTOFOCUS I SAGGI                                                                                                                           AUTOFOCUS I SAGGI

                                    ancora non sono nati estende           dell’universo, più ci avviciniamo al momen-         rettili, le scimmie, l’uomo. Di scimmie ne ve-
                                    l’uomo nel tempo, lo rende at-         to in cui esso è nato. La meta del futuro è         diamo anche in 2001, che mette in scena
                                    tivo e operante oltre i limiti della   il passato. Sembra paradossale, ma la do-           addirittura “L’alba dell’uomo”, protagonista il
                                    sua stessa vita e unisce nella         manda sull’origine di tutto, se ci sia o meno       misterioso monolito che si para loro davanti
                                    stessa ricerca non solo astro-         un creatore, è alla base di molti film basati       innescando l’evoluzione umana per tornare
                                    nomi contemporanei di razze            sui viaggi spaziali. In Star Trek–Il film a porre   poi a comparire nei più disparati punti dello
                                    o nazioni diverse, ma anche            questa domanda non è l’uomo bensì un’en-            spazio e del tempo fin oltre l’annunciato infi-
                                    scienziati di diverse epoche”.         tità aliena chiamata V’Ger, che in realtà non è     nito: dall’alto dei suoi quattro milioni di anni
                                    Muoversi nello spazio interstel-       altro che la sonda Voyager, mandata dall’uo-        la sa davvero lunga. In Star Trek 5: L’ultima
                                    lare implica avere a che fare          mo centinaia di anni prima nello spazio, che        frontiera il fratellastro di Spok usa l’Enterprise
                                    con il tempo, non solo da un           ha preso coscienza di sé. Il creatore, in quel      per raggiungere quello che pensa essere Dio
                                    punto di vista fisico, ma anche        caso, siamo noi. Secondo Mission to Mars            ma che si rivelerà invece un alieno malvagio
                                    filosofico. Scopriamo cioè che         degli alieni avrebbero sparso sul nostro pia-       imprigionato al centro della galassia che vuo-
                                    più avanziamo nell’esplorazione        neta i semi da cui sarebbero nati gli anfibi, i     le sfruttare la nave per fuggire. Conclusione:

2001: Odissea nello spazio (1968)
di S. Kubrick
                                                                                                                                     Sopravvissuto - The Martian (2015) di R. Scott

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AUTOFOCUS I SAGGI                                                                                                                                                           AUTOFOCUS I SAGGI

Interstellar (2014) di C. Nolan

                                                                                                                                                                                   Sopravvissuto - The Martian (2015) di R. Scott

         quando cerchi le tue origini, o Dio, trovi sem-     geocentrismo ed eliocentrismo sono supe-           nella saga di Alien) o degli alleati inaspettati,   di noi come l’universo ma della cui materia
         pre qualcos’altro, e la ricerca si sposta un        rati, sarebbe interessante vedere come la          come gli esseri di altre dimensioni espres-         siamo fatti. Sospettiamo di essere alieni sulla
         po’ più in là. Non male.                            nostra idea di Dio verrebbe oltremodo illumi-      samente mostrati in Mission to Mars o solo          nostra stessa Terra e che quindi ci sia un al-
         A esergo di American Gods, il romanzo di            nata da nuovi simboli del glossario astrofisi-     nominati ma all’opera in altri film. Trovano        tro posto in cui poter realizzare tutto il nostro
         Neil Gaiman sulla battaglia tra nuovi dèi e         co, come wormhole (o ponte di Einstein-Ro-         dei modi per farsi capire da noi, per esem-         potenziale. Anche perché quello che consi-
         dèi del vecchio mondo trasportati nel nuo-          sen), energia oscura, buco bianco, orizzonte       pio, in Interstellar, tramite il tesseratto, “uno   deriamo il nostro posto potrebbe non durare.
         vo da masse povere e assetate di libertà, ci        degli eventi, teoria del tutto… E poi c’è la       spazio tridimensionale nella loro realtà pen-       Molti film, tra cui Interstellar, ci parlano di un
         sono le parole di Richard Dorson, studioso di       fede nell’uomo, nella sua resistenza, nella        ta dimensionale” (analogamente al mistero           naufragio di dimensioni inedite: “Non siamo
         folklore: “Mi sono sempre chiesto che cosa          sua capacità di adattarsi, di trovare soluzioni,   dell’Incarnazione dove Dio si fa Uomo per           destinati a salvare il mondo, ma ad abban-
         succeda agli esseri di natura divina quando         come in Sopravvissuto–The Martian, in cui          farsi capire dall’uomo), e in 2001 tramite il       donarlo. Questo mondo è una miniera, è da
         gli emigranti lasciano la terra natale”. Con l’a-   un astronauta creduto morto durante una            monolito e la stanza stile impero del finale,       un pezzo che ci sta dicendo di andarcene.
         vanzare dei viaggi spaziali e della conoscen-       violenta tempesta di sabbia viene abban-           costruita ad hoc per il naufrago spaziale così      Dobbiamo trovare una nuova casa. L’uma-
         za del cosmo, in un contesto in cui l’uomo si       donato dai colleghi su Marte dove trascor-         lontano da casa. Torna qui una dimensione           nità è nata sulla Terra ma non è destinata a
         troverebbe a viaggiare molto più e molto più        re più di un anno in spaventosa solitudine e       salvifica in comune con la visione religiosa, e     morirci”. Ma la fuga da un pianeta distrutto
         a lungo, anche Dio si sposterebbe con lui.          scarsezza di risorse, sicuro che qualcuno si       insieme una sorta di autotrascendenza: “Gli         e la colonizzazione dello spazio comportano
         Ma in che modo? Per l’uomo pagano il Sole           accorgerà di lui ed escogiterà l’impossibile       esseri dell’iperspazio non sono esseri: siamo       viaggi che arriverebbero a durare più gene-
         era una divinità. Per il cristianesimo la meta-     per salvarlo.                                      noi” (Interstellar); “Hanno inseminato la Terra.    razioni, date le distanze. L’umanità del futuro
         fora del Sole per parlare di Dio resta la più       Lo spazio poi non può prescindere dalla            Loro sono noi e noi siamo loro” (Mission to         sembra destinata a diventare extraterrestre e
         naturale e comoda, tant’è che il Natale non         probabile presenza di altre specie intelligenti    Mars). La ricerca si farebbe interiore: è come      si allontanerebbe dall’umanità eventualmen-
         ha fatto che sovrapporsi pari pari alla festa       oltre a noi (non le possiamo statisticamente       se dentro di noi ci fosse qualcosa che è più        te rimasta sulla Terra tanto quanto gli austra-
         romana del Dies Natalis Solis Invicti. Questo       escludere, vedi la famosa equazione di Dra-        grande di noi, eppure sta dentro di noi, per        lopitechi sono lontani da noi (o altri extrater-
         nel nostro piccolo mondo antico. Ma ora che         ke). Possono essere una minaccia (come             questo siamo attratti da ciò che è più grande       restri da noi).

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AUTOFOCUS I SAGGI                                                                                                                                                     AUTOFOCUS I SAGGI

Un piccolo film giapponese del 2015, The    ta dalla tecnologia del teletrasporto. Distanti      Dorothy che il ciclone ha scaraventato molto        là dove nessun uomo è mai giunto prima,
Whispering Star, parte a diaspora già av-   tra loro, si ostinano ad affidare le spedizio-       oltre l’arcobaleno. Per inciso, questo film ci      proviamo a pensare al viaggio opposto:
viata. Gli umani hanno ormai colonizzato    ni al viaggio spaziale perché le cose lonta-         ricorda che c’è una fantascienza spaziale più       avrebbe senso tornare sulla Terra? Forse sì,
moltissimi pianeti, ma si stanno comunque   ne fanno battere il cuore, e nei pacchi non          attenta alla verosimiglianza e all’attendibilità,   per la stessa tensione e curiosità che ci spin-
estinguendo in preda a un’apatia provoca-   ci sono che semplici oggetti, reperti di un          che chiede consulenza (il fisico Kip Thorne         ge oggi verso nuovi mondi: futuro e passato
                                            mondo perduto, che un’androide trasporta             trascorse due settimane a persuadere Chri-          sembrano in costante dialogo, origine e fine
                                            da un sistema solare all’altro. Di nuovo un          stopher Nolan di cestinare l’idea di un perso-      si incontrano.
                                            futuro lontanissimo che reclama un passato           naggio che viaggia più veloce della luce), al       Non è un caso che il più celebre film di fan-
                                            altrettanto lontano, tant’è che il film è in bian-   passo con le più recenti scoperte scientifi-        tascienza spaziale di tutti i tempi prenda in
                                            co e nero, l’astronave arredata in maniera           che, e una fantascienza a briglia sciolta, che      prestito il titolo da un capolavoro della lettera-
                                            vintage ed esternamente sembra la casa di            può cadere in grossolani errori (il Millennium      tura in omaggio al naufrago per antonomasia,
                                                                                                 Falcon ha fatto la rotta di Kessel in meno di
                                                                                                 12 parsec, che è un’unità di lunghezza e non
                                                                                                 di velocità!), ma può anche essere poetica,
                                                                                                 audace, stare letteralmente su un altro pia-
                                                                                                 neta. Verosimiglianza o no, una volta arrivati

                                                                                                                                                                   The Whispering Star (2015) di S. Sono

24                                                                           film cronache            film cronache                                                                                  25
AUTOFOCUS I SAGGI                                                                                                                                                                       AUTOFOCUS I SAGGI

                                                              rimane la terra dei feaci, poiché lì la descrizio-            co di una civiltà più sviluppata della nostra o     perché il viaggio del nostro spirito di avven-
                                                              ne di Omero sembra abbandonare molti dei                      anche solo di segno opposto (matriarcale?           tura e della nostra sete di conoscenza non
                                                              consueti ritegni per diventare più chiaramen-                 Secondo Robert Graves, il più grande stu-           può che essere di sola andata. Ma, come
                                                              te allusiva. Il giardino di Alcinoo, dove i frutti            dioso di mitologia greca, l’Odissea sarebbe         nota lui, questo significa anche, a un livello
                                                              più diversi maturano in continuazione, ricorda                stata scritta da una donna e ne suggerisce          più profondo, “tornare a casa”. E qui si apro-
                                                              appunto un pianeta, come la Terra, dove la                    una lettura in chiave antimisogina) che se-         no scenari filosofici e religiosi, occidentali e
                                                              suddivisione climatica dei due emisferi assi-                 guirebbe all’estinzione della nostra giunta alla    orientali, che vanno dall’iperuranio platonico
                                                              cura una perenne coesistenza delle stagioni.                  fine di un ciclo.                                   al ritorno alla casa del Padre che è amore
                                                              Anche l’architettura e l’arredamento del palaz-               Nel finale di Mission to Mars l’alieno, che mo-     infinito e passa attraverso le diverse espe-
                                                              zo di Alcinoo differiscono da quanto Omero ci                 stra amorevolmente agli astronauti le origini       rienze dell’amore che facciamo nella vita
                                                              dice sulle regge del suo tempo e sfiorano le                  della vita sulla Terra come in un film, ha tratti   (Interstellar: “Forse l’amore è una testimo-
                                                              soglie della moderna fantascienza”.                           e movenze femminili. Dei quattro astronauti,        nianza, un artefatto di un’altra dimensione. È
                                                              Seguono, come sappiamo, l’accompagno di                       uno decide di non tornare, di unirsi agli alie-     l’unica cosa che riusciamo a percepire che
                                                              Ulisse a Itaca da parte dei feaci grazie alle                 ni. Viene accolto nella loro nave e ricoperto       trascenda le dimensioni di tempo e spazio.
                                                              eccezionali qualità delle loro navi, dotate di                d’acqua fin sopra i capelli, ma non muore. Sì,      Forse di questo dovremmo fidarci anche se
                                                              una velocità non raggiungibile con i mezzi                    quell’astronave contiene acqua in abbondan-         non riusciamo a capirlo ancora”), fino all’o-
          quell’Odisseo che, viceversa, potremmo con-         abituali dell’epoca. Ulisse non ha modo di                    za, in contrapposizione all’arsura che colpisce     ceano vedico (il Brahman, la realtà trascen-
         siderare un protonauta. Non è tutto. Secondo         controllare come ciò possa avvenire poiché                    la Terra e di cui possiamo già cogliere i segni     dente, che sarebbe indivisibile dall’Atman,
         Lisa Morpurgo (Il convitato di pietra, 1978) “i      compie il viaggio immerso in un sonno pro-                    premonitori. Simbolicamente è l’acqua-grem-         cioè il Sé individuale, “come l’aria dentro la
         viaggi di Ulisse spalancano una finestra sullo       fondo (ricorda le tanto necessarie ibernazio-                 bo-natura in alternativa all’uomo-violenza (la      brocca è identica e indivisibile dall’aria fuori
         spazio dove le molte isole toccate dalla sua         ni). Forse l’Odissea nasconde un messaggio                    violenta alba dell’uomo di 2001).                   dalla brocca”, è scritto nelle Upanisad). Un
         nave diventano in realtà pianeti, tappe obbli-       in chiave: forse un’Itaca sperduta nello spa-                 “Dobbiamo tornare a casa”, incalzavano i tre        campo unificato che è infinita bontà e amo-
         gate di una peregrinazione interstellare, lidi       zio attende un Ulisse-astronauta. Le navi dei                 astronauti. “È proprio lì che andrò”, rispon-       re da cui tutti proverremmo e a cui tutti ten-
         ospitali o inospitali, proposte di un’esistenza      feaci, i feaci “trasportatori di naufraghi”: una              deva quello che aveva scelto di proseguire          deremmo, sottotesto che David Lynch ha
         ‘diversa’. Il più misterioso di tali pianeti-isole   premonizione o, perché no, il ricordo cosmi-                  il viaggio, di andare oltre. Non torna indietro     preso dalla Meditazione trascendentale e si
                                                                                                                                                                                              manifesta prepotente in Twin Pe-
                                                                                                                                                                                              aks–Il ritorno, ma che, ci accor-
                                                                                                                                                                                              giamo a posteriori, innerva tutta
Alien (1978) di R. Scott                                                                                           Star Trek 5 - L'ultima frontiera (1989) di W. Shatner                      la sua opera, dal cielo stellato di
                                                                                                                                                                                              The Elephant Man alla capacità
                                                                                                                                                                                              della spezia di “viaggiare senza
                                                                                                                                                                                              muoversi” tra i pianeti di Dune.
                                                                                                                                                                                              Viaggio spaziale e impero interio-
                                                                                                                                                                                              re sono indivisibili.
                                                                                                                                                                                              La nostra piccola ricognizione fi-
                                                                                                                                                                                              nisce qui. Ci sarebbero tanti altri
                                                                                                                                                                                              libri e film da analizzare. E tanti
                                                                                                                                                                                              altri ce ne saranno. Qualunque
                                                                                                                                                                                              astronave scegliate, buon viag-
                                                                                                                                                                                              gio. Come i viaggi fatti fin qui,
                                                                                                                                                                                              anche i prossimi saranno emo-
                                                                                                                                                                                              zionanti e inimmaginabili. Perché
                                                                                                                                                                                              ne abbiamo fatti di giganteschi
                                                                                                                                                                                              balzi da quando abbiamo messo
                                                                                                                                                                                              piede sulla Luna. E continuere-
                                                                                                                                                                                              mo ad andare oltre.

         26                                                                                    film cronache                       film cronache                                                                              27
AUTOFOCUS I SAGGI                                                                                                        AUTOFOCUS I SAGGI

COSÌ LONTANO,                                                           Il contatto con la Luna ha mutato il nostro approccio
                                                                        alla realtà. Lo suggerisce proprio il cinema, che facendo
                                                                        incontrare (e confliggere) doppi umani e post-umani,
COSÌ VICINO:                                                            creature virtuali e corporee, abitanti di universi paralleli,
                                                                        non solo tra le galassie ma anche sulla Terra, proprio

GLI ALIENI                                                              in seguito a quel fatidico evento del luglio 1969 ha
                                                                        progressivamente eliso il confine tra animato e inanimato.

SIAMO NOI?                                                              Francesco Crispino

Der Mond zeigt mir meine eigene Gestalt.
[La luna mi mostra il mio sembiante]
Franz Schubert (testo di Heirich Heine), Schwanengesang, D. 957                                              2001: Odissea nello spazio (1968) di S. Kubrick

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AUTOFOCUS I SAGGI                                                                                                                                                                     AUTOFOCUS I SAGGI

2001: Odissea nello spazio (1968) di S. Kubrick                                                                                                                                     Journey to the far Side of the Sun (1969) di R. Parrish

        A
                l di là all’aspetto celebrativo, il cinquante-   Prima della Luna (e poco dopo Kubrick):                lia Doppia immagine nello spazio). Il film non       abitano il pianeta (“Everything’s reversed”). Al
                nario dell’allunaggio rappresenta un’oc-         Doppelgänger                                           merita di essere ricordato per la sua com-           centro della narrazione c’è dunque un’espe-
                casione per provare a riflettere su ciò          A sostegno di tale percorso potrebbe imme-             piutezza formale o narrativa, ma non è privo         rienza disorientante che ha a che fare con il
        che rappresentò quell’eccezionale esperienza.            diatamente essere preso in considerazione              d’interesse per almeno un paio di ragioni. La        rispecchiamento e con la scissione identita-
        Eccezionale in quanto ineguagliabile, perché             uno dei titoli più importanti dell’intera storia del   prima è che si tratta del primo lungometrag-         ria in grado di produrre, come c’insegna non
        ha permesso all’uomo di allargare l’orizzonte            cinema, una di quelle tre-quattro opere-spar-          gio con attori reali scritto e prodotto da Gerry     solo la mitologia (il mito di Narciso) e tutta la
        del proprio sguardo come raramente gli era               tiacque di cui si può a ragione sostenere che          e Sylvia Anderson, la coppia britannica cele-        diramazione psicanalitica a esso collegata (da
        successo prima (paragonabile forse solo alla             esista un “prima” e un “dopo” la sua realiz-           bre per aver introdotto negli anni ’60 una tec-      Freud a Lacan), ma anche la storia delle arti
        scoperta del continente americano alla fine del          zazione. È però talmente complesso adottare            nica d’animazione elettronica d’avanguardia          che hanno preceduto la settima.
        XV secolo); di esperire una della macro cate-            un approccio originale su quel film-esperienza         per le riprese (la supermarionation) e per aver      Il rispecchiamento d’altronde è un fenomeno
        gorie della sua stessa esistenza (lo spazio) in          che è 2001 a Space Odissey di Stanley Ku-              poi prodotto due serie televisive destinate a        trasversale a tutte le forme d’espressione,
        maniera talmente straordinaria da rivoluzionare          brick, uscito nelle sale proprio quindici mesi         lasciare un segno profondo nell’immaginario          un’esperienza contemporaneamente este-
        il proprio pensiero intorno a esso; di arrivare a        prima del fatidico allunaggio (aprile 1968), che       anni ’70 (U.F.O. e Space 1999). La seconda           tica e psichica che peraltro appartiene alla
        guardarsi da un punto di vista impossibile (poi-         ogni riferimento rischierebbe di diventare solo        è che il tema del lungometraggio è il doppio,        stessa ontologia della fruizione cinemato-
        ché prima impensabile), atto che ha prodotto             una inessenziale ripetizione di quanto già am-         il Doppelgänger, che peraltro è anche il titolo      grafica e che diventa sempre sconvolgente
        uno shock emotivo capace d’incidere profon-              piamente espresso.                                     originale del film, cambiato dalla casa di di-       quando coincide con l’acquisizione di un
        damente sulla psiche individuale e collettiva.           È forse più interessante allora far partire il         stribuzione dopo averlo giudicato inadatto al        punto di vista nuovo dal quale potersi osser-
        Tuttavia se è vero che la riflessione può toccare        percorso da un semisconosciuto lungome-                mercato americano.                                   vare. Sia che riguardi la pratica espressiva
        vari campi e assumere diverse prospettive, mi            traggio britannico realizzato proprio in piena         L’intera vicenda ruota infatti intorno alla sco-     (si pensi, ad esempio, all’importanza che ri-
        sembra opportuno limitarla qui al modo in cui il         “febbre” prodotta dall’Odissea kubrickiana (fu         perta di un pianeta occultato dall’orbita solare     veste un dipinto come Las meninas, 1656,
        cinema abbia assunto ed espresso tale shock.             girato nell’agosto del 1968), firmato da Ro-           ma molto simile alla Terra, e del viaggio che        di Diego Velazquez nell’evoluzione delle arti
        Provando cioè a individuare le strategie retori-         bert Parrish e tenuto a lungo nei magazzini            uno dei due astronauti scelti per raggiungerlo       plastiche), sia che riguardi l’esperienza del
        che con cui ha reagito a un avvenimento che              prima di essere distribuito dalla Fox proprio a        compie verso di esso e contemporaneamente            personaggio/persona (esemplare in tal sen-
        riconfigurava due aspetti a esso consustanziali:         ridosso del primo contatto lunare con il titolo        “dentro” se stesso, perché lo porta a confron-       so appare la produzione letteraria e teatrale
        lo spazio e il punto di vista.                           di Journey to the far Side of the Sun (in Ita-         tarsi con i propri riflessi, i doppi speculari che   di Pirandello), sia che riguardi appunto l’e-

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AUTOFOCUS I SAGGI                                                                                                                                                                        AUTOFOCUS I SAGGI

sperienza spettatoriale, come ci ricordano le        distanti (2001 e Journey to the far Side of the                 di partenza, così come l’idea di base del         ducendo anche sul pianeta-specchio, ma
terrorizzate reazioni dei primi spettatori cine-     Sun / Doppelgänger). E come in entrambi sia                     doppio come riflesso (“Il mistero più grande      con esiti diametralmente opposti.
matografici di fronte all’immagine del treno in      collegato a quell’azione di attraversamento                     […] siamo noi visti da vicino. Riusciremmo        Il quadro di riferimento appare dunque molto
arrivo alla stazione di La ciotat.                   dello spazio che proprio l’allunaggio del 1969                  a riconoscerci?”). Il lungometraggio d’esor-      simile a quello di Journey to the far Side of the
                                                     tolse finalmente dall’invisibilità, spostando per               dio di Mike Cahill si apre con l’improvvisa       Sun, sebbene nel film del 2011 esso venga
Noi visti da vicino.                                 la prima volta su una dimensione collettiva l’e-                apparizione di un pianeta del tutto simile alla   immerso nel (e orientato dal) tema degli uni-
Riusciremmo a riconoscerci?                          quivalente dell’esperienza individuale del cele-                Terra, evento che si rivela decisivo nel per-     versi paralleli (e dall’improvvisa perdita del sin-
Se dunque il doppio è la manifestazione a            bre “strappo nel cielo di carta”1.                              corso esistenziale della giovanissima Rhoda.      cronismo che li caratterizza) per essere così
esso spesso collegata, è doveroso innanzi-           Se però tale legame s’inserisce in un oriz-                     Proprio mentre guida cercando di incontrarlo      inserito in un discorso umanista, al centro del
tutto ricordare le sue radici antichissime (c’è      zonte pienamente analogico, dove gli effet-                     con lo sguardo, infatti, la ragazza si schianta   quale si trova una riflessione sul senso di colpa
chi le individua nella figura del dio Ka della       ti speciali sono ancora del tutto meccanici,                    contro un’altra auto, devastando la famiglia      e sulla scelta. Mentre dal punto di vista formale
civiltà egizia), così come la sua adattabilità al    è curioso constatare come lo stesso tema                        che vi si trova all’interno. A distanza di anni   è costruito con l’adozione del punto di vista di
contesto in cui viene espresso, aspetto che          venga ripreso, più o meno direttamente, da                      il casuale incontro con John, l’unico soprav-     Rhoda e una mdp quasi sempre a ridosso dei
lo ha reso un tema spesso preso a prestito           titoli che hanno caratterizzato l’ultimo decen-                 vissuto di quel terribile incidente, la porta     personaggi che nell’ultimo terzo si arricchisce
dal cinema (basti pensare all’importanza rive-       nio, in un contesto cioè ormai digitale. Il pri-                ad affrontare un percorso d’espiazione che        di frequenti movimenti di zoom, attraverso i
stita nelle filmografie di autori della statura di   mo sintomatico esempio viene da Another                         sembra completarsi quando arriva a cedergli       quali l’enunciazione si definisce, aprendosi in
Hitchcock, Kubrick o De Palma). In tal senso         Earth (2011), che con il film dei coniugi An-                   l’ambitissimo biglietto verso il nuovo pianeta    tal modo anche alle conseguenze prodotte
è interessante verificare come costituisca il        derson condivide la medesima situazione                         che ha appena vinto. Perché raggiungere           dalle azioni. Se infatti gli zoom in avanti ven-
denominatore comune di due film produttiva-                                                                          “Terra 2”, per lei come per John, significa so-   gono utilizzati per “schiacciare” e “intrappola-
mente così vicini (furono realizzati negli stessi    1
                                                       Cfr. Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal, Nuova Antologia   prattutto ricominciare, nonostante entrambi       re” i due protagonisti nel rapporto che stanno
studios di Pinewood) ed esteticamente così           (Cromo-Tip. Ripamonti & Colombo), Roma 1904 e segg. ed.         ignorino che la stessa situazione si stia pro-    costruendo (sintomatica in tal senso è la se-

                                                                                                                                                                                          Another Earth (2011) di M. Cahill

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AUTOFOCUS I SAGGI                                                                                                                                                          AUTOFOCUS I SAGGI

quenza in cui Rhoda si emoziona mentre John                                                                                                   Saramago nel 2002 e ampiamente rimaneggiato dal re-
suona una melodia), quelli all’indietro servono                                                                                               gista canadese e dallo sceneggiatore Javier Gullón. La
invece a farne percepire la distanza, fondata                                                                                                 vicenda del protagonista Adam Bell (Jake Gyllenhall), il
sulla straniante anomalia che lo connota.                                                                                                      quale scopre di avere un sosia mentre vede un film e
Altrettanto interessante risulta Moon (2009),                                                                                                  prova a contattarlo finendo così per cambiare il destino
titolo interamente ambientato sul satellite ter-                                                                                               di entrambi, sembra simile a quella di molti romanzi ot-
restre e interpretato da un unico attore (Sam                                                                                                  tocenteschi, sebbene nelle mani di Villeneuve diventi
Rockwell) capace di ricoprire più ruoli. Se                                                                                                     un’esperienza perturbante che tenta di perlustrare le
infatti l’opera d’esordio di Duncan Jones è                                                                                                     zone d’ombra dell’inconscio attraverso una narrazione
l’ennesima variazione sul tema del doppio, qui                                                                                                  avvolgente e un’elevata consapevolezza formale.
utilizzato all’interno di un discorso sulla clona-                                                                                               Il doppio come memoria è invece al centro di Bla-
zione e sulla sua disumanità, sulle intelligenze                                                              Enemy (2012) di D. Villeneuve       de Runner 2049 (2017), sequel del film girato da
artificiali e sulla loro presunta umanità (“non                                                                                                   Ridley Scott nel 1982. Qui il protagonista agente K
siamo programmi, siamo persone”), è impor-                      Another Earth (2011) di M. Cahill                                                 (Ryan Gosling) si trova ad aver a che fare con una
tante notare come qui la location giochi un ruo-                                                                                                   serie di doppi (umani/replicanti; replicanti di prima
lo decisivo. La Luna con la sua energia (“l’ener-                                                                                                  generazione/replicanti di seconda generazione; i
gia del nostro futuro”) è infatti assunta come lo                                                                                                   gemelli nati da Rachael; l’immagine virtuale della
spazio della replicazione, il luogo dove è possi-                                                                                                   stessa Rachael) che hanno la funzione di impo-
bile riprodurre l’uomo e renderlo schiavo purché                                                                                                    stare il discorso sulla centralità del ricordo nella
se ne occulti la memoria e se ne confondano i                                                                                                       costruzione dell’Identità. E che nelle mani di Ville-
ricordi. Ma anche il posto dove lo sconvolgen-                                                                                                       neuve diventa un’articolata riflessione sulla realtà
te incontro con il proprio Doppelgänger diventa                                                                                                      della memoria e sulla memoria della realtà2.
la scintilla di una presa di coscienza o, come                                                                                                       La terza alternativa è invece al centro di Arrival
sembra suggerire il film, l’origine della coscienza.                                                                                                 (2016), dove la flagranza del doppio è più difficile
Due titoli che, se da una parte autorizzano a con-                                                                                                    da ritracciare, dal momento che viene meno sia
siderare il “fantastico” come il macro genere privi-                                                                                                  la somiglianza fisica di Enemy, sia quella espe-
legiato dal tema (d’altronde è proprio sul Doppel-                                                                                                     rienziale di Blade Runner 2049. Tuttavia quello
gänger che fonda le proprie origini, cfr. Lo studente                                                                                                  tra la linguista Louise e gli “eptapodi” alieni sbar-
di Praga di Stellan Rye, 1913), dall’altra spostano il                                                                                                  cati sulla Terra con cui si deve confrontare è un
quadro di riferimento dall’aspetto attrazionale a una                                                                                                   legame tanto sottile quanto profondo, in cui si
dimensione umanista e a considerare la Luna e la                                                                                                         manifesta l’ennesimo “rispecchiamento” del ci-
Terra come luoghi da cui fuggire. Stabilendo di fatto                                                                                                    nema di Villeneuve. Lo suggerisce prima di tutto
due differenti modalità nella sua rappresentazione                                                                                                       la disposizione dei corpi di Louise e degli alieni,
contemporanea: il doppio come riflesso e il dop-                    Arrival (2016) di D. Villeneuve                                                      che nella messinscena si trovano sempre uno
pio come (residuo della) memoria. Alle quali ne va                                                                                                        di fronte all’altro, separati da un vetro, proprio
aggiunta almeno una terza: il doppio come altro da                                                                                                        come se si trovassero di fronte a uno specchio
me. Tre alternative che si ritrovano in altrettanti titoli di                                                                                             (esattamente come nella potente immagine
uno degli autori più rappresentativi del decennio. Se                                                                                                     conclusiva di Blade Runner 2049). E in secon-
infatti tutta l’opera di Denis Villeneuve è pervasa dal                                                                                                    do luogo l’aspetto linguistico che è al centro
tema del doppio e da immagini di “rispecchiamenti”,                                                                                                        del discorso del film: dopo averla compresa
è probabilmente nella trilogia “fantastica” che esso si                                                                                                    infatti, Louise arriva a far propria, riproducen-
manifesta con maggiore evidenza.                                                                                                                           dola, la lingua aliena. Tre opere insomma che
                                                                                                                                                            declinano in maniera differente l’incontro con
Denis Villeneuve, l’incontro con il doppio
Il doppio come riflesso si configura in Enemy (2012),                                                                                         2
                                                                                                                                                 Per un approfondimento sul film, rimando al mio F. Crispino,
trasposizione cinematografica di O homem duplica-                                                                                             La magnifica ossessione: una, nessuna, centomila identità, in
do/L’uomo duplicato, romanzo pubblicato da José                                                                                               «Filmcronache», a. XXX, n. 149, gennaio-febbraio 2018.

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