GIORNALE ITALIANO DI MEDICINA RIABILITATIVA - Rivista di Formazione, Informazione, Aggiornamento professionale della SIMFER
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Volume 34
N. 2
GIUGNO 2020
GIORNALE ITALIANO DI MEDICINA RIABILITATIVA
Rivista di Formazione, Informazione, Aggiornamento professionale della SIMFER
Pubblicazione periodica trimestrale - Poste Italiane S.p.A. Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1 DCB/CN - ISSN 1827-1995 - Taxe Perçue
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SIMMFiR www.simmfir.itIndice EDITORIALE Fisiatri al tempo del covid-19 A cura della Redazione di MR 1 GRUPPI REGIONALI Gruppo Regionale Simfer Sardegna Mauro PIRIA, Raffaella GAETA, Silvia FRESU, Cristina SANNA, Giuseppe BERTI, Roberta PILI 5 ARTICOLO ORIGINALE Adattamento culturale e analisi psicometrica della versione italiana della scala di valutazione del dolore craniofacciale e della disabilità in pazienti con patologie croniche temporo-mandibolari Marco MONTICONE, Francesca CORONA, Emanuela DESSÌ 7 PMIC 2020 Protocollo di valutazione riabilitativa di Minima della persona con Ictus Cerebrale Versione 2020 Mariangela TARICCO, Francesca CECCHI, Anna CASSIO, Susanna LAVEZZI, Federico SCARPONI, Andrea MONTIS, Giordano GATTA, Chiara BERNUCCI, Marco FRANCESCHINI, Stefano PAOLUCCI, Stefano BARGELLESI 11
EDITORIALE
Fisiatri al tempo del COVID-19
A cura della Redazione di MR
21
febbraio 2020: primo caso chiamati a fronteggiare l’emergenza VID19 e con l’incremento esponen-
di paziente positivo per in prima linea, a gestire pazienti acu- ziale della positività al COVID19 dei
Coronavirus. Dopo pochi ti, instabili dal punto di vista respira- degenti nel nostro centro di riabilita-
giorni l’OMS ha dichiarato lo stato di torio, frequentemente con necessità zione e di moltissimi operatori. L’im-
pandemia. La rapida diffusione del di supporto respiratorio esterno. E se pegno si fa ancora più forte nel mo-
COVID-19, così è stato chiamato il è vero che tutta la Sanità italiana, da mento in cui tutti i centri di riabilita-
nuovo Coronavirus, ci ha presto co- Nord a Sud è stata coinvolta e stravol- zione monospecialistica dell’area bre-
stretto ad un drastico cambiamento ta dagli eventi, la Lombardia è risulta- sciana vengono coinvolti attivamente
delle nostre abitudini di vita e al tanto ta la regione più colpita, quella che ha dall’ATS Brescia nell’accoglimento e
odiato distanziamento sociale. Ma pagato e sta ancora pagando il prezzo nella cura dei pazienti COVID19, in-
non solo. Il virus ha avuto soprattutto più alto. La provincia del lodigiano, viati immediatamente dagli ospedali
un rapido ed importante impatto sul- da cui tutto è partito e, rapidamente, per acuti, entrando a pieno regime
la pratica della medicina e della riabi- quella di Brescia, Bergamo e del Cre- nella rete di cura COVID19. La stam-
litazione. Qualcosa di simile era già masco, si sono trovate investite con pa locale ha denominato “ospedale
successo nel 2004, con la SARS, ma tale rapidità e violenza dagli eventi da diffuso” lo sforzo collegiale dei quat-
all’epoca il nostro paese non era stato lasciare inizialmente tutti in apnea e tro centri che si mettono a disposizio-
particolarmente interessato. In Cina, sono riuscite pian piano a riemergere ne, ben rappresentando la collegialità
ad Hong Kong, Singapore, dove si era da quelle giornate colorate di nero, dello sforzo e delle risorse sanitarie
concentrata l’epidemia, alla riabilita- perdite, di grande fatica ed incertezza messe in campo. Non è superfluo ri-
zione ed ai fisiatri era stato richiesto per medici, infermieri e tutti gli ope- cordare che la provincia di Brescia è
un grande sforzo di trasformazione ratori che hanno lavorato senza sosta. tragicamente la seconda provincia
del proprio ruolo. Ed è successo an- E ci è sembrata la cosa forse più bana- lombarda ed italiana per numero di
che a noi. Solo che ci ha trovato del le ma anche più giusta da fare trasfor- contagi. L’incessante domanda di ac-
tutto impreparati a questa violenza e mare l’editoriale di questo numero, cogliere pazienti con polmonite da
velocità di contagio. I più fortunati si riportando la testimonianza di chi ha COVID19, talora ancora ventilati
sono ritrovati, oggi con domani, a do- vissuto in prima persona il cambia- meccanicamente, da parte di tutti gli
ver affrontare le proprie giornate la- mento, la fatica e anche a volte la ospedali della zona (Brescia, Chiari,
vorative utilizzando fastidiose, ma paura di quelle giornate. Una telecro- Desenzano, Crema) determina la de-
necessarie, protezioni individuali. I naca che è un doveroso ringrazia- cisione di aprire due reparti COVID -
meno fortunati, invece, a lavorare mento a chi ha saputo reagire con denominati COVID 1 e 2 - per alloca-
con l’angoscia di non potersi proteg- dedizione al COVID 19. re i degenti su livelli di intensità, nel
gere da questo invisibile nemico, per pieno rispetto dell’organizzazione del
insufficienza delle stesse. Il nostro la- Dssa Silvia Galeri- Centro di Riabilitazio- centro “Spalenza”. In totale 60 de-
voro è stato stravolto da decreti mini- ne “E. Spalenza”- Fondazione don Carlo genti COVID, e 40 degenti nell’unico
steriali e protocolli aziendali. Le seve- Gnocchi onlus- Rovato (Brescia) reparto superstite di “riabilitazione”,
re misure di controllo adottate hanno Sono passati solo due mesi, dal DPCM che rimane COVID free. Abbiamo do-
fin da subito limitato l’interazione dell’8 marzo ad oggi, 8 maggio, gior- vuto trasformarci in poche ore da
multidisciplinare, poiché l’uso dei di- no in cui scrivo questo contributo. luogo di cura riabilitativa, in cui il la-
spositivi di protezione individuale Due mesi che sembrano due anni. I voro in team, la comunicazione tra
non solo funge da barriera fisica ma primi segnali della tempesta che stava tutti i componenti e la disponibilità di
anche psicologica all’interno di una per travolgerci hanno inizio negli ul- ampi spazi terapeutici erano le strate-
terapia che si basa molto sul contatto timi giorni di febbraio in cui, in adem- gie chiave per un recupero di vita in-
umano. In poco tempo interi reparti pimento alle disposizioni regionali, dipendente, ad una modalità di lavo-
di riabilitazione sono stati chiusi a se- vengono avviate una serie di azioni ro in isolamento, sia dei pazienti, che
guito del contagio non solo dei pa- che limiteranno progressivamente gli dei luoghi; una modalità estranea a
zienti ma anche della maggior parte accessi esterni sia per i visitatori che tutti noi. “Nessuno si è tirato indie-
del personale medico ed infermieri- per le prestazioni ambulatoriali. Poi, tro” credo sia la frase che meglio rap-
stico. Molti altri riconvertiti, per acco- la tempesta si palesa definitivamente presenti le risorse che sono state mes-
gliere pazienti Covid 19 e noi fisiatri con la comparsa del primo caso CO- se in campo. Tutto il team - medici,
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psicologhe, infermieri, operatori so- che l’arma vincente messa in campo alla dimissione da guariti è stata la sensa-
cio-sanitari, fisioterapisti, logopedi- dal nostro centro sia stata proprio zione più forte”.
ste, terapiste occupazionali - ha af- l’organizzazione per livelli di intensi-
frontato l’emergenza mettendosi re- tà e per competenze trasversali dei Dott. Luigi Memelli - Riabilitazione Neu-
ciprocamente a disposizione, supe- team, che si è velocemente adattata romotoria ASST Crema - P.O. S. Marta
rando la logica delle competenze. I ad una organizzazione COVID. Il mo- Rivolta d’Adda
medici hanno indossato il camice di dello organizzativo-gestionale oriz- Lavoro presso l’ASST di Crema uno
intensivisti ed infettivologi studiando zontale e non verticale è risultato vin- dei territori che più ha sofferto con
giorno e notte e, guidati dai più esper- cente, e ciò è dimostrato dai numeri l’esplosione della epidemia di CO-
ti, hanno curato più di 160 pazienti di pazienti accolti e guariti e dalla bas- VID-19. La nostra professione di ria-
COVID, oltre ai degenti di “ordinaria sissima mortalità. Tutti abbiamo im- bilitatori è tesa, di norma, a migliora-
riabilitazione”. È stato definito un Pro- parato a gestire e a collaborare a solu- re la qualità di vita dei nostri pazienti.
getto Riabilitativo Individuale COVID, zioni organizzative che potevano va- L’emergenza portata dal virus ha
che garantisse la necessità di rappre- riare di giorno in giorno e per questa cambiato la nostra missione: abbiamo
sentare sinteticamente gli obiettivi e disponibilità sono infinitamente grata salvato vite umane. La nostra ASST è
gli interventi personalizzati, identifi- a tutte le persone con cui ho condivi- composta da 2 presidi ospedalieri, l’o-
cando le principali aree di intervento so questa esperienza umana e lavora- spedale di Crema con reparti per acu-
da monitorare. Infermieri e operatori tiva. Non ci rimane che attendere di ti, dove è presente un servizio riabili-
sociosanitari hanno sostenuto tutti i vincere la battaglia contro il CO- tativo per pazienti ambulatoriali e ri-
bisogni primari di persone deboli, fra- VID19, per poi vincere la nostra guer- coverati e quello situato preso il pre-
gili, spaventate. I fisioterapisti hanno ra: riaprire tutta la struttura per le sidio ospedaliero di Rivolta d’Adda, a
contribuito sia al programma riabili- attività di riabilitazione, sia in degen- circa 25 KM. In questo contesto i re-
tativo fisioterapico di area respirato- za che ambulatoriali. Vorrei conclu- parti sono 4 per circa 80 posti letto:
ria che di area motoria, anche coadiu- dere con alcune frasi simbolo, regi- uno di riabilitazione neuromotoria
vando il personale di assistenza nelle strate durante un’intervista a colle- gestita da fisiatri, neurologi e interni-
mobilizzazioni dei pazienti. Le logo- ghe e colleghi in occasione di questo sta; una riabilitazione cardiologica ge-
pediste hanno contribuito allo svez- contributo personale richiestomi dal stita da cardiologi, una riabilitazione
zamento dalla tracheocannula e al Giornale Italiano di Medicina Riabili- respiratoria gestita da pneumologi, e
recupero della disfagia. Le psicologhe tativa, che ringrazio per l’ospitalità e un reparto di riabilitazione delle di-
si sono occupate dell’assistenza psico- per la sensibilità al tema. pendenze gestito da internisti e psi-
logica ai degenti e soprattutto, alle “Lavorare in un reparto isolato COVID chiatri. La nostra specificità fatta di
loro famiglie. Le terapiste occupazio- non è come lavorare in un reparto “tra- attività di reparto ed ambulatoriale è
nali hanno identificato gli ausili più dizionale”, oltre ad imparare ad utilizza- stata letteralmente stravolta tra la
adatti ad una stanza di isolamento. Il re correttamente i dispositivi di protezione fine di Febbraio e gli inizi di Marzo
mandato riabilitativo del centro “Spa- individuale (DPI) per evitare di contagiarsi, dall’emergenza COVID.
lenza” è stato garantito dal flusso di bisogna saper creare un “linguaggio co- Su Crema a fine Febbraio hanno ini-
trasferimento dai reparti COVID19 al mune” tra le diverse professionalità al ziato ad arrivare pazienti provenienti
reparto riabilitazione dei pazienti ne- fine di ridurre al minimo il rischio di er- dalle zone del lodigiano e del cremo-
gativizzati all’infezione, portatori di rore che è inevitabilmente maggiore do- nese, dove ormai i rispettivi ospedali
disabilità da recuperare in degenza vendo affrontare una “patologia nuova” erano al collasso, oltre a pazienti pro-
intensiva. L’intera organizzazione del in un “setting” particolare, senza una venienti dal cremasco dove, nel frat-
centro, organizzata su livelli di inten- terapia specifica precisa e con elevato ri- tempo l’epidemia iniziava a dilagare.
sità e complessità per le degenze, con schio di complicanze sia precoci che tar- Parecchi medici e infermieri del polo
team riabilitativi fissi e specializzati dive di Crema, sono stati contagiati, man-
sul livello di intensità e sulle tipologie dando ulteriormente in crisi la strut-
di bisogni riabilitativi, è stata rivista “Il COVID19 ci ha portati alla realizzazio- tura ospedaliera.
creando team COVID multi speciali- ne dei nostri limiti, umani e professionali, Il nostro presidio riabilitativo è stato
stici e multidisciplinari, con l’intento ma ci ha anche offerto la possibilità di met- chiuso e nel giro di pochi giorni i pa-
di focalizzare e rispondere alle esigen- terci alla prova per tentare di superarli”. zienti trasferiti o dimessi. L’Ospedale
ze cliniche, assistenziali e riabilitative è stato rimodulato con uno sforzo im-
delle persone ricoverate. Sempre “Un’esperienza surreale… il senso d’im- ponente da parte di tutto il personale:
team insomma, solo che è stato tutto potenza lievemente attutito dall’unione i reparti di chirurgia sono stati accor-
inaspettatamente e drammaticamen- tra colleghi… la forza di imparare a sorri- pati; triplicati i posti di terapia inten-
te diverso. Nonostante la paura e lo dere con gli occhi, l’importanza di una siva, utilizzando anche le sale opera-
stress di fronte agli aspetti più ignoti e carezza e di una voce rassicurante”. torie; raddoppiati i reparti di medici-
controversi delle manifestazioni clini- “Non so se sono riuscita a curarli bene, ci na e triplicati quelli di pneumologia.
che dell’infezione da COVID19, si è ho messo tutta me stessa per riuscire a far- Per far fronte all’emergenza è stato
plasmato un gruppo di lavoro assai lo. Sicuramente loro sono riusciti a farmi montato un ospedale da campo sul
coeso e interattivo, proattivo verso crescere come persona. I loro “grazie” sono piazzale antistante l’ospedale. Noi fi-
soluzioni di lavoro inusuali. Ritengo stati la cosa più bella, vederli sorridere siatri siamo stati destinati a vari re-
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parti per acuti su Crema. Chi nelle per superare un momento drammati- sioterapisti, terapisti occupazionali e
OBI allargate, chi nei reparti di Medi- co. È stata dura, in alcuni momenti logopedisti hanno affiancato il perso-
cina, chi in quelli di Pneumologia. Io ho pensato di non farcela sia fisica- nale infermieristico nelle manovre
sono stato dapprima destinato ad una mente che psicologicamente. Questa assistenziali 7 giorni su 7.
delle due OBI allargate, impiegato esperienza mi ha lasciato qualche fe- Ad inizio aprile 2020 con riapertura
come medico di PS. Avevo in carico rita che certamente il tempo guarirà di un modulo assistenziale (14 letti
circa 18 pazienti tutti con insufficien- ma ha risvegliato una dimensione per un totale di 35 posti letto totali)
za respiratoria acuta in ossigeno-tera- umana inimmaginabile. abbiamo iniziato a ricoverare pazienti
pia ad alti flussi. Successivamente “Non c’è notte più buia che possa impedi- post covid (covid negativizzati) affe-
sono stato spostato in uno dei reparti re all’alba di sorgere” renti da ICU del Papa Giovanni 23° e
di Pneumologia implementati nel da altre rianimazioni (sia italiane che
giro di 48 ore dai colleghi della riabi- Dott. Guido Molinero – Riabilitazione estere), pazienti che presentano qua-
litazione respiratoria giunti da Rivolta Specialistica- Oaspedale Papa Giovanni dri neurologici centrali (sequele di le-
d’Adda con tutti i ventilatori e le cpap XXIII, Bergamo sioni ischemico/emorragiche) e neu-
disponibili, costituito da 38 letti e ge- Siamo stati immersi in una pandemia ropatie periferiche (critical illness
stito da 5 medici. Il lavoro giornaliero di proporzioni non immaginabili. Il myopathy e neuropathy e sdr di Guil-
fronteggiato è stato molto faticoso sia 1° paziente positivo è stato ricoverato lain Barré) oltre a decondizionamen-
fisicamente che psicologicamente. La presso l’ospedale Papa Giovanni di to muscolare. Riguardo alla sdr di
nuova routine, se così possiamo defi- Bergamo il 22.2.2020, dopo una set- Guillain Barré si sono osservati nel
nirla, era costituita dal giro visite, timana già 2 reparti ( 96 posti letto) periodo di marzo e aprile 14 casi
EGA arteriose mattutine e pomeridia- erano occupati da pazienti covid. Ne- quando la media annuale del nostro
ne; dal calcolo del tanto famigerato gli stessi giorni sono iniziati i corsi di ospedale è di 7- 9 casi/anno.
P/F che guidava le nostre decisioni formazione per dipendenti ( medici e In degenza è stato strutturato un per-
sulla ventilazione dei pazienti. E an- operatori) riguardanti il corretto uso corso di rieducazione neuromotoria,
cora modifiche dei parametri ventila- dei DPI e la gestione dei devices per valutazione neuropsicologica e riedu-
tori o richieste di consulenze ai colle- insufficienza respiratoria con la par- cazione respiratoria per tutti i pazien-
ghi rianimatori per eventuale intuba- tecipazione di circa 4500 persone (di- ti post Covid. Tutti pazienti con sinto-
zione dei pazienti. Si è lavorato per pendenti e volontari). Il 18.3.2020 il mi neurologici centrali sono sottoposti
8-10 ore al giorno completamente numero dei pazienti covid positivi in a controllo con RMN, se non già effet-
“bardati” con DPI senza bere e man- ospedale era 550 di cui 92 in ICU; in tuato in area acuti, mentre i pazienti
giare per evitare eventuali manovre a totale nei mesi di Febbraio, Marzo e con sintomatologia ipostenica dei 4
rischio di contaminazione. Chi riusci- aprile sono stati 1911 i pazienti rico- arti sono sottoposti a valutazione
va, evitava di fare anche i propri biso- verati in ospedale per Covid oltre al ENG-EMGrafica. La difficoltà di ge-
gni fisiologici. Ed infine ho lavorato migliaio di accessi in Pronto Soccor- stione delle richieste di ricovero riabi-
anche presso l’ospedale da campo mi- so. Lo stravolgimento dell’attività sa- litativo nel territorio bergamasco
litare con la “brigata” di colleghi Cu- nitaria ha determinato, nel caso della (1.100.00 abitanti) è amplificata dal
bani. Una volta dismesso come OBI lo Riabilitazione dell’ASST Papa Gio- fatto che in epoca Covid il 75% di letti
abbiamo riconvertito a struttura di vanni 23° la chiusura di 26 posti letto di riabilitazione specialistica codice 56
riabilitazione multidisciplinare. su 49 in seguito alla necessità di for- (394 su un totale di 528) sono stati
Quello che non scorderò mai di questa nire due medici e due infermieri ai convertiti in posti letto Covid, con ov-
esperienza sono l’ansia che saliva al reparti Covid. Nei giorni precedenti si vie importanti difficoltà nel garantire
momento della vestizione per la paura è operata una riorganizzazione un corretto percorso al paziente che
di essere contagiati ed a mia volta di dell’attività riabilitativa sia nei reparti necissita di riabilitazione; è da conside-
contagiare i miei famigliari. La difficol- per acuti che in degenza riabilitativa. rare anche la chiusura sul territorio
tà di respirare dovuta alle mascherine Sono stati trasferiti nelle terapie in- provinciale di tutti i 259 posti letto di
FP2 ed FP3 insieme al senso di costri- tensive 1 medico fisiatra, 3 fisiotera- Riabilitazione estensiva codice 60 (affe-
zione degli altri DPI. Il sibilo delle pisti, 1 terapista occupazionale e una renti a RIA SAN e RIA FAM ex art. 26).
cpap, quando l’impianto di ossigeno logopedista in aggiunta ai 12 fisiote- Per quanto riguarda i trattamenti am-
andava ben oltre la regolare portata, rapisti già in organico in area acuti; bulatoriali finora siamo l’unica Riabi-
interrotto dalle sirene del viavai delle ciò sia per supporto al personale in- litazione, sul territorio bergamasco, a
ambulanze. Il rito della telefonata fermieristico per le manovre di pro- garantire accessi per urgenze riabili-
quotidiana ai parenti, e il pensiero che nazione e prevenzione delle patolo- tative e per pazienti “neoplastici” con
molti famigliari non hanno potuto ne- gie terziarie, sia per la riabilitazione necessità riabilitative e per valutazio-
anche salutare e vedere per l’ultima neuromotoria, rieducazione respira- ne per protesi/ausili complessi.
volta i propri congiunti. toria e logopedica nei pazienti porta- Con il concorso di due enti riabilitati-
Mentre scrivo queste righe, abbiamo tori di cannula tracheostomica, con vi della città di Bergamo è stato ini-
riaperto da alcuni giorni il nostro pre- presa incarico di circa 100 pazienti al ziato un percorso di presa in carico
sidio ospedaliero riappropriandoci giorno 7 giorni su 7. In degenza riia- riabilitativa domiciliare per i pazienti
della nostra specificità di riabilitatori bilitativa, per sopperire alla mancan- post covid di tutta la provincia dopo
certi di aver dato il nostro contributo za di personale ammalato, tutti i fi- valutazione fisiatrica effettuata all’in-
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terno della nostra UO di Riabilitazio- vede la presa in carico valutativa sia lutazione pneumologica, con eventua-
ne Specialistica. Il 5.5.2020 abbiamo infermieristica, che riabilitativa da le richiesta di TC torace, valutazione
iniziato la teleriabilitazione sottofor- parte di fisioterapista esperto (con cardiologica e neurologica e presa in
ma di teleconsulto medico e riabilita- somministrazione di scale funzionali carico riabilitativa se necessario. È pre-
zione logopedica per afasia. per e post Covid – Barthel e FIM e visto come care manager uno speciali-
Il 4.5.2020 in ospedale Papa Giovanni Brief Inventory fatigue), oltre all’ese- sta infettivologo. Il progetto ha un
23° è iniziato il progetto di valutazio- cuzione di esami di laboratorio, Rx tempo di esecuzione di 90 gg cui se-
ne di follow up per tutti i 1220 pa- torace e spirometria + valutazione psi- guirà una fase di follow up, diviso per
zienti COVId dimessi; progetto che cologica. In 2° step viene effettuata va- specialità, della durata di 18 mesi.
4 Vol. 34 - N. 2 - Giornale italiano di Medicina RiabilitativaGRUPPI REGIONALI
Gruppo Regionale SIMFER
Sardegna
Mauro PIRIA, Segretario SIMFER; Raffaella GAETA, Formazione; Silvia FRESU, Attività scientifica;
Cristina SANNA, Rapporti con i giovani medici; Giuseppe BERTI, Segretario SIMMFiR; Roberta PILI, Vicesegretario SIMMFiR
L
a storia dell’attuale Gruppo va iscrizione alla Società Scientifica, maggiori esperti nazionali e anche
Regionale della Simfer Sarde- ritenendo che questo potesse essere il internazionali.
gna risale al lontano 2008 primo passo per maturare il senso di La formazione a chilometro zero è
quando il Direttivo, il cui segretario è appartenenza ad un Gruppo vivace e stata senz’altro una delle principali
al suo quarto mandato, con grande attivo. esigenze che il Gruppo ha perseguito,
pazienza e perseveranza, gettò le basi Successivamente il Gruppo ha elabo- ma non la sola; anche la coesione tra
per avviare un’organizzazione, che si rato l’organizzazione di un ciclo di colleghi è molto importante, infatti
può definire ormai consolidata. seminari, che si sono svolti nel 2010, siamo convinti che rappresenti il pri-
Le principali iniziative messe in opera invitando alla partecipazione le équipe mo passo per elaborare insieme stra-
erano tese ad obiettivi via via sempre ospedaliere o i singoli specialisti che tegie di lavoro utili, sia a migliorare
più ambiziosi. avrebbero esposto, durante l’evento, l’assistenza, che a rendere più snello
Inizialmente c’è stata l’esigenza di l’argomento specifico di riabilitazione un sistema burocratico che spesso im-
implementare la rete di conoscenze del quale si occupavano principal- pedisce a noi operatori di portare a
tra i colleghi fisiatri della Sardegna, mente. termine il percorso riabilitativo.
rete fino ad allora estremamente dis Con questo ciclo di seminari si è rag- Per questo il Gruppo Regionale è sem-
gregata ed a compartimenti stagni, tra giunto il primo obiettivo e, inoltre, si pre stato convinto di doversi rivolgere
ospedalieri e territoriali, pubblici, è iniziato a tessere la rete di contatti, anche alle istituzioni e al mondo della
convenzionati e privati puri. demolendo le barriere e la diffidenza. politica con il quale ha tentato e tenta
Quest’aspetto di disgregazione è vis- Il passo successivo, nel 2012, è stato sempre di dialogare, nella convinzione
suto come un limite della nostra so- determinante per il Battesimo del che, senza il supporto organizzativo,
cietà scientifica anche da molti soci a gruppo regionale a livello nazionale, anche il professionista più virtuoso ri-
livello nazionale e può, in una certa e cioè l’organizzazione del Corso Na- schia di disperdere le proprie compe-
misura, essere il motivo dello scarso zionale della SIMFER a Cagliari tenze non raggiungendo gli effetti te-
incremento di adesioni alla società dal titolo “RICERCA E RIABILITAZIO- rapeutici sperati.
stessa da parte dei giovani fisiatri, e NE-DALLA METOTOLOGIA AI RISUL- È anche per perseguire quest’altro
non solo, che nella maggior parte dei TATI CLINICI”. obiettivo, creazione del dialogo con il
casi sono impegnati nel settore priva- La vera svolta si è avuta nel 2013 con mondo delle istituzioni, che dal 2015,
to e non si identificano nelle temati- l’organizzazione del primo ciclo delle alle cinque Giornate di Studio si è ag-
che che più frequentemente vengono Giornate di Studio Simfer Sarde- giunto un altro appuntamento au-
affrontate dalla società, riguardanti gna, che quest’anno hanno raggiun- tunnale, in genere svolto alle Antiche
per lo più la riabilitazione ospedaliera to la loro ottava edizione. Terme di Sardara, pensato come un
e i livelli assistenziali per le disabilità Le Giornate, cinque per ogni ciclo e “LABORATORIO PER LA GE-
complesse. aperte a medici, in particolare fisiatri STIONE DELLA DISABILITÀ”.
In una fase iniziale, pertanto, risulta- soci Simfer, ai quali viene proposta Il Gruppo, oltre ad avere collaborato
va importante conoscersi per apprez- l’iscrizione sempre con un certo anti- attivamente con l’Università di Ca-
zare le specifiche competenze di cia- cipo rispetto all’iscrizione ufficiale per gliari, ha ritenuto necessario lottare
scuno e poter collaborare tra i diversi tutti e a quota agevolata, e operatoti perché la scuola di specializzazione
ambienti e settings riabilitativi. sanitari (fisioterapisti, logopedisti, in Medicina Fisica e Riabilitativa,
Ma ancor prima di tutto è stato neces- tecnici ortopedici etc.) sono cresciute chiusa nel 2012, fosse riaperta e che
sario “censire” gli specialisti anche negli anni diventando sempre più di questa riapertura rappresentasse an-
negli angoli più remoti dell’isola, rin- elevata qualità scientifica, senza per- che una nuova epoca della Fisiatria
tracciare i loro contatti e informarli dere mai attrattiva nei confronti dei in Sardegna.
sulle iniziative che il Direttivo aveva discenti. Il sogno era creare una scuola che
intenzione di intraprendere così da Ogni giornata affronta un argomen- avesse come Direttore un Professo-
stimolare la partecipazione al Gruppo to specifico di riabilitazione e i rela- re di estrazione fisiatrica pura, che
anche attraverso il rinnovo o la nuo- tori sono sempre stati scelti tra i gli specializzandi diventassero da
Vol. 34 - N. 2 - Giornale italiano di Medicina Riabilitativa 5GRUPPI REGIONALI
subito parte integrante del Gruppo tando in Sardegna per la maggior par- componenti del direttivo sono legitti-
Regionale e apportassero nuova te del tempo. mati a partecipare al tavolo tecnico in
linfa vitale alla nostra comunità Il Direttivo ha comunque intenzione questione, o ad identificare i colleghi
scientifica. di battersi ancora per rivendicare l’e- ritenuti maggiormente idonei.
Anche quest’altro obiettivo è stato in sigenza di una scuola che abbia sede Gli argomenti salienti da definire
parte raggiunto; in parte perché, pur- ufficiale a Cagliari. riguardano il recepimento del
troppo, a causa della mancanza del Il dialogo con le istituzioni è sempre P.IN.D.RIA del 2011 e la creazione del
secondo professore, la scuola di Ca- vivo, ma disseminato di ostacoli e dipartimento della riabilitazione, tap-
gliari è stata di nuovo formalmente non facile. Si ritiene di vitale impor- pa fondamentale, come si legge an-
chiusa nel 2019, anche se sopravvive tanza la creazione di un tavolo tecni- che nelle ultime linee di indirizzo na-
come rete formativa dell’Università di co regionale per la riabilitazione e che zionali per la riabilitazione del 2019,
Roma Tor Vergata e, grazie a questo vi partecipino i medici fisiatri identifi- perché si possa perfezionare l’assi-
“escamotage”, tre studenti sardi al cati dal direttivo regionale della stenza riabilitativa, seguendo l’intero
l’anno (quattro nel 2019) possono Simfer in quanto, essendo stati votati iter diagnostico terapeutico del pa-
iscriversi alla scuola in MFR, frequen- dalla maggior parte dei fisiatri sardi, i ziente che viene preso in carico.
6 Vol. 34 - N. 2 - Giornale italiano di Medicina RiabilitativaARTICOLO ORIGINALE
Adattamento culturale e analisi psicometrica
della versione italiana della scala
di valutazione del dolore craniofacciale
e della disabilità in pazienti con patologie
croniche temporo-mandibolari
Marco MONTICONE°§, Francesca CORONA°, Emanuela DESS̰
° Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa, Università degli Studi di Cagliari.
°§ SC Neuroriabilitazione, Dip. Neuroscienze e Riabilitazione, Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari.
Abstract Conclusioni. La versione cross-cul- buona affidabilità, stabilità temporale
turalmente adattata del CF-PDI ha e validità, mediante correlazioni sod-
Scopo dello studio. Adattare in lin- mostrato proprietà psicometriche sod disfacenti con misure di disabilità, del
gua italiana ed analizzare psicometri- disfacenti che replicano quelle della dolore e cognitivo-comportamentali
camente un questionario sulla disabi- versione originale e, pertanto, può [2].
lità da dolore cranio-facciale (CF-PDI) essere implementato nella valutazio- Del tutto recentemente è stato adat-
nei pazienti con disturbi tempo- ne clinica delle persone italiane affet- tato culturalmente il CF-PDI in lingua
ro-mandibolari (TMD). te da TMD. italiana, analizzandone psicometrica-
Metodi. Il CF-PDI è stato adattato se- Parole chiave: questionario sulla di- mente le sue proprietà in pazienti con
condo gli standard internazionali. Le sabilità del dolore cranio-facciale, di- TMD [3].
analisi psicometriche includevano af- sturbi temporo-mandibolari, adatta-
fidabilità (consistenza interna, alfa di
Cronbach; stabilità temporale, coeffi-
mento culturale, psicometria, valida- Lo studio
zione italiana.
ciente di correlazione intraclasse, Sono stati coinvolti pazienti ambula-
ICC), validità del costrutto mediante toriali che accedevano a due UO di
ipotesi di correlazione (correlazione Introduzione Medicina Fisica e Riabilitativa nel pe-
di Pearson) a priori tra il CFPDI e un I disturbi temporo-mandibolari (TMD), riodo compreso tra gennaio 2015 e
questionario di disabilità cervicale dovuti a problemi muscolari, articola- giugno 2017. Criteri di inclusione:
(Neck Disability Index, NDI), di in- ri o misti, rappresentano i secondi di- dolore attribuibile a TMD, dolore > 6
tensità del dolore (0-10 Numerical sturbi muscolo-scheletrici dopo la mesi, età adulta, capacità di parlare
Rating Scale, NRS), di catastrofismo lombalgia cronica e provocano dolore fluentemente l’italiano. Criteri di
(Pain Catastrophising Scale, PCS), di cranio-facciale, mal di testa e disturbi esclusione: malattie sistemiche, defi-
kinesiophobia (Tampa Scale of Kine- dell’umore [1]. Appare utile quantifi- cit mentali e psichiatrici, recenti
siophobia, TSK) e della disabilità pro- care il dolore, la disabilità e lo stato eventi acuti cerebrovascolari e cardia-
vocata da emicrania (MIDAS). funzionale dei pazienti con TMD se- ci. Sono stati inclusi 212 pazienti (177
Risultati. 212 pazienti con TMD cro- condo la visione bio-psicosociale. A femmine e 35 maschi; età media 47,7
nica hanno completato lo studio. Il tal fine, nel 2014 in Spagna è stato ± 14,2 anni). 13 pazienti presentava-
questionario è risultato internamente sviluppato il questionario sul dolore e no dolore miogenico, 56 artrosico e
coerente (α=0,95) con una stabilità la disabilità cranio-facciale (CF-PDI) 143 correlato a disturbi del disco.
temporale elevata (ICC=0,91). Come [2] in pazienti con dolore dovuto a Il CF-PDI è stato adattato in lingua
ipotizzato, i dati di validità hanno TMD. È un questionario composto da italiana seguendo gli standard della
mostrato che il CFPDI correlava forte- 21 domande a cui i pazienti rispondo- Letteratura internazionale [4].
mente con il NDI (r=0,66) e modera- no usando un punteggio variabile da In ambito psicometrico è stato valuta-
tamente con il NRS (r=0,48), la PCS 1 (nessun problema) a 4 (problema to il tempo necessario per completare
(r=0,37), la TSK (r=0,35) e la MIDAS grave). La valutazione delle sue pro- il CF-PDI. Inoltre, l’affidabilità è stata
(r=0,47). prietà psicometriche ha mostrato studiata mediante analisi di consi-
Vol. 34 - N. 2 - Giornale italiano di Medicina Riabilitativa 7ARTICOLO ORIGINALE
stenza interna (alfa di Cronbach, con dolore, catastrofismo e kinesiopho- Rocca B, Dal Farra F, Foti C. Develop-
stime comprese tra 0,70 e 0,90 consi- bia. Inoltre, si è riscontrata correla- ment of the Italian version of the neck
disability index: cross-cultural adapta-
derate accettabili) e di stabilità tem- zione moderata tra CFPDI-I e MIDAS.
tion, factor analysis, reliability, validity,
porale mediante ri-somministrazione and sensitivity to change. Spine (Phila
del CF-PDI dopo circa 7-10 giorni Conclusioni Pa 1976) 2012;37(17):E1038–E1044.
(coefficiente di correlazione intraclas- 6. Monticone M, Baiardi P, Ferrari S, Foti
se; ICC 2,1, con buona ed eccellente La versione italiana del CF-PDI ha C, Mugnai R, Pillastrini P, Rocca B, Van-
affidabilità indicata da valori di 0,70- mostrato buone proprietà psicometri- ti C. Development of the Italian version
che e il suo uso può essere suggerito of the Pain Catastrophising Scale
0,85 e >0,85, rispettivamente). Infi- (PCS-I): cross-cultural adaptation, fac-
ne, la validità di costrutto è stata stu- in ambito clinico e di ricerca dei sog-
tor analysis, reliability, validity and sen-
diata ipotizzando a priori la correla- getti con TMD. Questo nuovo stru- sitivity to change. Qual Life Res.
zione del CFPDI con una misura di mento può aiutare clinici e ricercato- 2012;21(6):1045–1050.
disabilità cervicale (Neck Disability ri italiani in termini di diagnosi e trat- 7. Monticone M, Giorgi I, Baiardi P, Bar-
tamento, favorendo approcci clinici bieri M, Rocca B, Bonezzi C. Develop-
Index, NDI) [5], una scala di valuta-
multidisciplinari basati su esercizi ment of the Italian version of the Tam-
zione numerica dell’intensità del do- pa Scale of Kinesiophobia (TSK-I):
lore (0-10, Numerical Rating Scale, specifici e terapia cognitivo-compor- cross-cultural adaptation, factor analy-
NRS), una scala di valutazione del ca- tamentale, come suggerito dal mo- sis, reliability, and validity. Spine (Phila
tastrofismo (Pain Catastrophising dello bio-psicosociale della persona Pa 1976) 2010;35(12):1241–1246.
Scale, PCS) [6], una scala di valuta- con disabilità. 8. D’Amico D, Mosconi P, Genco S, Usai S,
Prudenzano AM, Grazzi L, Leone M,
zione della kinesiofobia (Tampa Scale Puca FM, Bussone G. The Migraine Di-
of Kinesiophobia (TSK) [7] e una sca- Bibliografia sability Assessment (MIDAS) question-
la di valutazione della disabilità pro- 1. Schiffman E, Ohrbach R, Truelove E, et naire: translation and reliability of
vocata da emicrania (Migraine Disa- al. Diagnostic Criteria for Temporoman- the Italian version. Cephalalgia.
bility Assessment Score Questionnai- dibular Disorders (DC/TMD) for Clini- 2001;21(10):947–52.
cal and Research Applications: recom- 9. Silveira A, Gadotti IC, Armijo-Olivo S,
re, MIDAS) [8]. (Correlazioni di Pear- Biasotto-Gonzalez DA, Magee D. Jaw
son: rARTICOLO ORIGINALE
- Appendice -
Questionario della disabilità e del dolore cranio-facciale
Per favore, legga attentamente le istruzioni.
Questo questionario è stato creato per capire in che modo il dolore alla faccia, alla testa e alla mandibola influenzi le sue
attività quotidiane. Per cortesia, risponda a tutte le domande possibili, segnando per ognuna solo la risposta che più si
avvicina alla sua situazione. Anche se per qualche domanda esiste più di una opzione che si avvicina alla sua situazione,
segni solo quella che rappresenta meglio il suo problema.
1. Prova dolore alla faccia? 7. Prova dolore alla mandibola? 12. Ha difficoltà ad aprire la bocca?
a. Non provo dolore. a. Non provo dolore. a. Non ho difficoltà ad aprire la
b. A volte provo dolore. b. Provo dolore solo quando la bocca.
c. Provo spesso dolore. muovo. b. Ho lieve difficoltà ad aprire la
d. Provo sempre dolore. c. Anche se non la muovo, a bocca.
volte provo dolore. c. Ho difficoltà moderata ad apri-
2. La sua qualità di vita è condizio- d. Provo un dolore continuo, in- re la bocca.
nata da questo dolore? d. Ho difficoltà intensa ad aprire
dipendentemente da ciò che
a. Non è condizionata. la bocca.
faccio.
b. È condizionata solo un po’.
c. È condizionata molto. 8. Sente qualche rumore quando 13. Intensità del dolore a parlare.
d. È condizionata moltissimo. muove la mandibola? a. Non provo dolore.
a. Non sento nessun rumore. b. Provo un dolore lieve.
3. Intensità del dolore alla faccia.
b. Sento rumore solo in qualche c. Provo un dolore moderato.
a. Non provo dolore.
movimento. d. Provo un dolore forte.
b. Provo un dolore leve.
c. Sento rumore e provo anche
c. Provo un dolore moderato.
dolore nella maggior parte dei 14. Ha paura a muovere la mandibola?
d. Provo un dolore forte.
movimenti. a. Non ho paura a muovere la
4. Il suo dolore le impedisce di ave- d. Sento rumore e provo anche mandibola.
re relazioni affettuose come baci, dolore in ogni movimento. b. A volte evito di fare alcuni
abbracci, rapporti sessuali...? movimenti della mandibola,
a. Non ho nessuna difficoltà ad 9. Sente che la sua mandibola esce
perché ho paura che il mio
avere queste relazioni affet- di posto o si blocca?
problema possa peggiorare.
tuose. a. Non sento niente di strano.
c. Spesso evito di fare alcuni
b. Posso averle, ma con un dolore b. A volte sento che la mia man-
movimenti della mandibola,
lieve alla faccia e/o alla mandi- dibola esce di posto o si bloc-
perché ho paura che il mio
bola. ca.
problema possa peggiorare.
c. Posso averle, ma con un dolo- c. Sento spesso che la mia man-
d. Faccio solo i movimenti stret-
re moderato alla faccia e/o dibola esce di posto o si bloc-
tamente necessari, perché ho
alla mandibola. ca.
paura che il mio problema
d. Non le ho a causa del dolore d. Sento sempre che la mia
possa peggiorare.
grave che provo. mandibola esce di posto o si
blocca.
15. Alimentazione.
5. Prova dolore quando ride?
10. Intensità del dolore quando si a. Posso mangiare qualsiasi ali-
a. Non provo dolore.
mastica. mento.
b. Provo un dolore leve.
a. Non provo dolore. b. Non posso mangiare alcuni
c. Provo un dolore moderato.
b. Provo un dolore lieve. alimenti di consistenza dura.
d. Provo un dolore forte.
c. Provo un dolore moderato. c. Posso mangiare solo alimenti
6. Il suo dolore le impedisce di sor- d. Provo un dolore forte. morbidi.
ridere, parlare o masticare? d. Assumo solo alimenti liquidi.
a. Posso compiere queste azioni 11. Prova stanchezza alla mandibola
senza alcun problema. quando parla o mangia? 16. Con che frequenza prova dolore
b. A volte le evito per il dolore a. Non provo stanchezza. al collo?
che mi provocano. b. Provo una lieve stanchezza. a. Non provo dolore al collo.
c. Molto spesso le evito per il c. Provo una stanchezza mode- b. A volte provo dolore al collo.
dolore che mi provocano. rata. c. Spesso provo dolore al collo.
d. Le evito sempre per il dolore d. Provo una stanchezza inten- d. Provo continuamente dolore
che mi provocano. sa. al collo.
Vol. 34 - N. 2 - Giornale italiano di Medicina Riabilitativa 9ARTICOLO ORIGINALE
17. Con che frequenza prova mal di b. Se esercito una pressione lie- 21. Il dolore interferisce con la sua
testa? ve con le dita sulla faccia, mi attività lavorativa?
a. Non provo mal di testa. fa un po’ male. a. Non interferisce con la mia
b. A volte provo mal di testa. c. Se esercito una pressione lie- attività lavorativa.
c. Spesso provo mal di testa. ve con le dita sulla faccia mi fa b. A volte interferisce con la mia
d. Provo continuamente mal di molto male. attività lavorativa.
testa. d. Non posso toccarmi la faccia, c. Spesso interferisce con la mia
perché solo sfiorarla mi fa attività lavorativa.
18. Con che frequenza prova mal d. Interferisce sempre con la mia
molto male.
d’orecchi? attività lavorativa.
a. Non provo mal d’orecchi.
20. Il dolore turba il suo sonno?
b. A volte provo mal d’orecchi.
c. Spesso provo mal d’orecchi. a. Il dolore non turba il mio son-
d. Provo continuamente mal no.
d’orecchi. b. A volte il dolore non mi per-
mette di prendere sonno.
19. Cosa prova quando tocca la zona c. Spesso il dolore non mi per-
che le fa male? mette di prendere sonno.
a. Se esercito una pressione lie- d. Non posso dormire perché il
ve con le dita sulla faccia, non dolore non mi permette di ad-
mi fa male. dormentarmi.
10 Vol. 34 - N. 2 - Giornale italiano di Medicina RiabilitativaARTICOLO ORIGINALE
PMIC 2020
Protocollo di valutazione riabilitativa
di Minima della persona con
Ictus Cerebrale Versione 2020
GRUPPO DI LAVORO
Mariangela TARICCO Coordinatore (AOU S. Orsola, Bologna); Francesca CECCHI (Università di Firenze, IRCCS Fondazione
don Carlo Gnocchi, Firenze); Anna CASSIO (AUSL Piacenza); Susanna LAVEZZI (AOU Ferrara); Federico SCARPONI (USL
Umbria 2, Foligno); Andrea MONTIS (Ospedale S Martino, Oristano); Giordano GATTA (SIMFER, Ravenna); Chiara BER-
NUCCI (AUSL Romagna, Rimini); Marco FRANCESCHINI (IRCCS San Raffaele Pisana, Roma); Stefano PAOLUCCI (IRCCS
Fondazione S. Lucia, Roma); Stefano BARGELLESI (AULSS 2 Marca Trevigiana, Ospedale Ca’ Foncello, Treviso).
Introduzione dovuto essenzialmente alla minore rappresenta una sfida impegnativa
mortalità nella fase acuta, sia per l’i- non solo sul piano clinico, ma anche
Nei paesi occidentali l’ictus ed in par- ctus ischemico, passata dal 2,7% del organizzativo.
ticolare le problematiche legate alle 1990 al 4,9% del 2010, che per quel- La valutazione della persona con ictus
sue conseguenze, rappresentano sem lo emorragico, passato dal 1,0% del costituisce un momento fondamenta-
pre più una emergenza clinico-assi- 1990 a 1,9% del 2010 [1]. La mortali- le ai fini della presa in carico riabilita-
stenziale. tà globale per ictus (standardizzata tiva e della messa a punto del Proget-
Un recente rapporto del King’s Col- per età) si è ridotta del 20% nell’i- to Riabilitativo Individuale. Essa deve
lege London per la Stroke Alliance ctus ischemico e del 25% nell’ictus essere la più esaustiva possibile ed
for Europe (SAFE) ha previsto un emorragico[1]. inglobare le varie problematiche che
aumento del 34% del numero totale Un terzo circa dei sopravvissuti pre- influiscono sullo stato di salute, ma
di ictus nell’Unione Europea tra il senta una rilevante disabilità[2;3] con essere anche facilmente applicabile
2015 e il 2035, con un passaggio da necessità di uno specifico trattamento nei diversi setting e condivisibile dal
613.148 casi nel 2015 a 819.771 nel riabilitativo, spesso in regime di rico- team riabilitativo per tutta la evolu-
2035[1]. Tale previsione è legata a di- vero, nella fase acuta e post acuta. La zione del percorso.
versi fattori. Infatti, malgrado la ri- riabilitazione della persona con ictus Nel 2004 la SIMFER e l’IRCCS Fon-
duzione dell’incidenza, essenzial- è rivolta non solo alla compromissio- dazione S. Lucia costituirono un
mente legata ad un migliore ne senso-motoria, ma deve affrontare gruppo di lavoro per redigere la pri-
controllo dei fattori di rischio, si è tutte le problematiche che tale pato- ma versione del protocollo di minima
osservato un aumento della preva- logia comporta, quali dolore, depres- che potesse seguire la persona con
lenza, sia per la maggiore longevità sione, difficoltà cognitive, di comuni- ictus dalla fase acuta a quella territo-
della popolazione, che per una mi- cazione, di linguaggio, di deglutizione, riale. Nel 2008 il “Protocollo di mini-
nore mortalità nella fase acuta. I dati problematiche sfinteriche e respirato- ma per l’ictus – PMIC” [6], venne pub-
Italiani sono in linea con i dati euro- rie[4;5]. Inoltre, l’aumento dell’età del- blicato e nell’applicazione pratica si
pei. In Italia si è registrato infatti da la popolazione condiziona un bisogno rilevò sufficientemente esaustivo e
una parte un calo dell’incidenza assistenziale/riabilitativo a lungo ter- veloce nella somministrazione, con
(standardizzata per età) dell’ictus mine in relazione anche alle proble- un tempo medio di esecuzione
ischemico, da 128/100.000 casi/ matiche psicosociali nella fase di rein- 16.15±1.43 minuti [7]. Tuttavia, con il
anno del 1990 a 114/100.000/anno tegro nella comunità. passare del tempo si sono evidenzia-
nel 2013, ma non dell’ictus emorra- Gli esiti disabilitanti dopo l’ictus sono te, nei vari reparti che hanno imple-
gico, la cui incidenza invece è risul- un problema di particolare rilevanza mentato il PMIC, alcune criticità
tata stabile (53 vs 54 casi per 100.000 sanitaria e sociale. Per la Medicina Ri- nell’uso quotidiano che hanno indot-
all’anno). Dall’altra parte si eviden- abilitativa la presa in carico e il tratta- to la SIMFER a costituire, attraverso
zia un aumento della prevalenza, mento del paziente e della famiglia la sua sezione di approfondimento
Vol. 34 - N. 2 - Giornale italiano di Medicina Riabilitativa 11ARTICOLO ORIGINALE
dedicata all’ictus, un nuovo gruppo di del testo, comprensivo di Scheda di riferimento, oltre agli Item della
lavoro per migliorarlo rendendolo Valutazione e di una Appendice con- NIHSS, al MMSE già contenuto nella
più attuale e fattibile. Innanzitutto, ci tenente gli strumenti di valutazione prima versione. Sia la OCS che la MAS
si è resi conto che la presenza di 3 di- adottati e le istruzioni per la loro rimangono comunque consigliate
verse schede per ognuna delle fasi del compilazione. come eventuali strumenti di appro-
percorso di cura (fase acuta, di riabili- fondimento, in ambito clinico e di ri-
tazione ospedaliera e territoriale) non Obiettivo del PMIC 2020 cerca. Per la valutazione del dolore,
era funzionale e che di fatto solo la oltre alla scala verbale NRS, si è voluto
scheda di riabilitazione ospedaliera Il PMIC 2020 si propone di fornire ad inserire anche una scala non verbale.
veniva compilata con una certa rego- ogni fisiatra/Team Riabilitativo uno Dopo confronto collegiale si è concor-
larità. Inoltre, in linea con le innova- strumento uniforme per la valutazio- dato per l’utilizzo della “PAINAD” che
zioni proposte dalla pratica clinica e ne della persona con ictus nelle diver- è uno strumento validato e rapido ed è
dalla più recente letteratura, si rende- se fasi di malattia, da quella acuta stato utilizzando anche nello stroke.
va necessario rivedere ed aggiornare ospedaliera a quella di riabilitazione Per la valutazione delle ADL primarie
alcuni strumenti di valutazione. Un territoriale. è stato inserito il Barthel Index Modi-
esempio su tutti è dato dalla National Il protocollo dovrà permettere la rac- ficato (BIM) nella Versione a 100 pun-
Institutes of Health Stroke Scale colta di una serie di variabili clini- ti con 5 livelli discriminanti, validato
(NIHSS)[8], regolarmente oggi utiliz- co-funzionali ritenute essenziali, in su un campione di soggetti con ictus;
zata sia nei reparti per acuti sia in base all’esperienza clinica e ai dati di in Appendice viene comunque ripor-
quelli di Medicina Riabilitativa e che letteratura, a fini prognostici/valuta- tato anche il BI originale e la corri-
di fatto ha reso obsoleta la Canadian tivi finalizzati alla elaborazione del spondenza con il BIM.
Neurological Scale. Progetto Riabilitativo Individuale ed
alla sua verifica. Il protocollo costitui
Compito pertanto del nuovo gruppo
sce una base di partenza comune,
Struttura del protocollo
di lavoro è stato quello di aggiornare
il PMIC per renderlo più funzionale, semplice e riproducibile che punta a Il PMIC 2020 fa riferimento alla clas-
anche nell’ottica indicata dalla stes- facilitare la comunicazione tra centri. sificazione ICF dell’OMS[11] e alle li-
sa SAFE, là dove raccomanda che “la Nella selezione delle variabili si è te- nee guida più aggiornate[2, 12]. I campi
Commissione Europea e il Centro nuto conto dei seguenti aspetti: di valutazione sono stati organizzati
Comune di Ricerca (Joint Research – necessità di avere un sufficiente al fine di elaborare il Progetto Riabili-
Centre) dovrebbero sostenere e pro- valore informativo; tativo Individuale orientato all’outco-
muovere a livello europeo lo svilup- – necessità di mantenere un livello me[13]. Sono state quindi seguite le
po di un set di strumenti per valuta- di minima, con possibilità di som- differenti Aree di intervento: stabilità
re le necessità di prevenzione e di ministrazione in tutti i setting, da internistica, funzioni vitali di base,
cura, così come la qualità dell’assi- quello della degenza da parte del menomazioni comunicativo relazio-
stenza lungo tutto il percorso dell’i- team multiprofessionale, a quello nali e cognitivo comportamentali,
ctus”[1]. ambulatoriale dove il fisiatra può menomazioni senso motorie, mobili-
trovarsi anche da solo ad effettua- tà e trasferimenti, autonomia nelle
re tutta la valutazione; attività della vita quotidiana, adatta-
Metodologia di lavoro – possibilità di reperire effettiva- mento e reinserimento sociale.
Sul piano metodologico il gruppo di mente i dati nella maggior parte Rispetto alla precedente versione (co-
revisione ha operato attraverso riu- dei contesti; stituita da 3 schede separate), il pro-
nioni collegiali degli esperti e comu- – utilizzo di strumenti di valutazio- tocollo attuale è un unicum ed è co-
nicazioni via mail con le seguenti tap- ne possibilmente validati a livello stituito di due parti:
pe. È stata fatta dapprima una revisio- internazionale e in lingua italiana. Nella prima parte sono contenute in-
ne critica del protocollo già esistente Dopo condivisione collegiale, la prima formazioni demografiche ed anam-
discutendone limiti e criticità, seguita modifica apportata al PMIC originale, nestiche, da raccogliere necessaria-
da una condivisione degli obiettivi è stata la sostituzione della Canadian mente al momento del primo contatto
previsti per la nuova versione. Si è ef- Neurological Scale con la National In- con la persona con ictus, indipenden-
fettuata una ricognizione della lette- stitutes of Health Stroke Scale (NIHSS) temente dal setting di valutazione.
ratura nazionale e internazionale per [8]
. Molti degli strumenti della versione La seconda parte è costituita da dati
valutare la validità degli strumenti precedente risultavano ancora validi e clinici relativi all’ictus e agli interventi
utilizzati e la possibilità di inserire sono stati confermati. Sono stati poi effettuati in acuto (sede lesione, ische-
nuove modalità. Per ogni proposta esclusi dal PMIC 2020 alcuni strumen- mico, emorragico, sindromi, tromboli-
avanzata, la discussione è stata colle- ti valutativi come ad esempio la Oxford si/trombectomia patologie associate/
giale cercando di raggiungere un con- Cognitive Scale (OCS)[9] e la Modified comorbilità). Segue poi la valutazione
senso in caso di opinioni contrastanti. Ashworth Scale (MAS)[10], utilizzabili clinica, con strumenti di minima uti-
Sono state elaborate diverse bozze comunque come approfondimento lizzabili nelle diverse fasi del percorso
con proposte di modifica del PMIC del dato descrittivo già rilevato nella di cura e nei diversi setting, ripetibili
2020 condividendo la versione finale. scheda. Per quanto riguarda le funzio- ogni volta lo si ritenga necessario per il
Infine, si è proceduto alla redazione ni cognitive il PMIC 2020 farà quindi monitoraggio del paziente.
12 Vol. 34 - N. 2 - Giornale italiano di Medicina RiabilitativaARTICOLO ORIGINALE
Di seguito in sintesi ICF le aree di in- Bibliografia 7. Pratesi L, Paolucci S, Albuzza M, France-
tervento esaminate nel PMIC 2020 e schini M: Exploring the use of ‘’Proto-
1. King’s College London per la Stroke Al- collo di Minima per l’ictus - PMIC’’: pre-
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