Cult Il mensile culturale RSI Luglio e agosto 2017
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Un’estate Settant’anni Intervista
da gatti e non sentirli a Francesco
cult
Piemontesi
Il mensile culturale RSI
Luglio e agosto 2017Un’estate da gatti Sandra Sain SGUARDI DUETTO
Produttrice Rete Due
4 22
Settant’anni Intervista a
e non sentirli Francesco Piemontesi
Luglio e agosto. Sono arrivati i mesi estivi, quelli in cui sentire-
mo parlare di canicola, di Caronti e altri implacabili portatori di ONAIR RENDEZ-VOUS
calura, ai quali magari farà compagnia anche un acquazzone
violento e quelle che da qualche anno vengono chiamate, con un 10 27
senso del tragico fuori luogo, bombe d’acqua. Come sempre ci La radio elogia L’agenda
sarà per tutti noi lo spazio per un po’ di vacanza: che sia un viag- la follia di luglio e agosto
gio, un fine settimana al lago o in montagna, l’ambizione è di
riuscire a scovare un momento per stendersi (su una sdraio, un
divano, un prato…) e guardare in su, oziosamente… ricordandoci 12 NOTA BENE
che già gli antichi avevano alta considerazione dell’otium. Cuffie stereofoniche
Lo scorso giugno è stata ospite di Poestate, nella serata targata e classici in 3D: 30
Rete Due, la poetessa Vivian Lamarque. In un brillante scambio si parte! Recensioni
con Maria Grazia Rabiolo ha guidato il pubblico alla scoperta,
o riscoperta, del suo universo poetico, senza trascurare i gatti…
già, perché ai felini Vivian Lamarque ha dedicato la folgorante, 14 31
acuta e dolcissima raccolta poetica Poesie per un gatto. La radio: un mezzo Proposte Club
A partire dall’antico Egitto in cui erano rappresentazioni del che ancora oggi
divino, i gatti hanno sempre riscosso grande considerazione, intrattiene ed educa
amore e rispetto. Giorgio Manganelli, col suo umorismo raffina-
to e controtempo, scriveva così “Dico talvolta: ‘Ciao, gatto!’,
e poi mi vergogno di avergli dato del tu”. Ennio Flaiano invece 18
guardava il suo compagno acciambellato e arrivava a dire che Identità.
“Il mio gatto fa quello che io vorrei fare, ma con meno letteratu- Dal 14 al 25 agosto
ra”. C’è anche un Premio Nobel per la Letteratura nel club dei al Lucerne Festival
gattofili: Doris Lessing nel 1967 diede alle stampe Particularly cats, con Rete Due
tradotto per Feltrinelli come Gatti molto speciali. “Se un pesce
è la personificazione, l’essenza stessa del movimento dell’acqua,
allora il gatto è diagramma e modello della leggerezza dell’aria”. 20
Personificazione della libertà e dell’indipendenza, dell’eleganza, Un treno rosso
della pulizia, di un’intelligenza sorniona e, non da ultimo, vero verso la Rivoluzione
re e maestro dell’otium, ci guarda socchiudendo un occhio dalla
sua postazione assolata, scaldandosi le ossa e stiracchiandosi
languidamente.
Ecco allora che a tutti noi auguro una vera estate da gatti: con
le orecchie tese a cogliere quel che ci accade intorno, pronti
a reagire ma, allo stesso tempo, debitamente rilassati e, perché no,
con chi ci ama che ci fa le coccole. Ci ritroviamo a settembre!
In copertina: l’estate da gatti che auguriamo al pubblico è quella
che comprende soavi momenti di ozio, riposo e cura di sè.
ACCENTOSettant’anni
e non sentirli
Marco Zucchi
Fabio Fumagalli, critico cinematografico, pena reduce, magari, da un incontro con
al Festival dal 1954 l’amico fraterno Luis Buñuel.
Nel 1977, quando iniziai a seleziona-
“È con il passare del tempo che mi re pellicole nella Commissione Artistica e
sono accorto di quanto abbia vissuto in pa- discutere di strategie in quella Esecutiva, il
Quattro meno di Venezia, ma due in più rallelo con il nostro Festival. Forse, il mio Festival si svolgeva ormai in una Piazza de-
rapporto assiduo con il cinema non sareb- stinata a divenire diversamente mitica. Una
di Berlino. E la stessa età di Cannes. Il Locarno be mai esistito senza la fortuna di conoscere collaborazione successivamente a stretto
Festival si appresta a spegnere 70 candeline quella che è stata l’anima della manifesta- contatto con tre Presidenti illuminati, Lu-
zione tra il 1953 e il 1965: Vinicio Beretta, ciano Giudici, Raimondo Rezzonico e infi-
e la RSI naturalmente coprirà l’evento massic- una delle tante personalità che il nostro ne Giuseppe Buffi. E altrettanti Direttori:
Paese non ha apprezzato quand’era giun- nel 1977 con un Jean-Pierre Brossard, che
ciamente. Diamo spazio qui alle testimonianze to momento, qualcuno che ha finalmente tendiamo a dimenticare, per continuare
di un po’ di frequentatori di lungo corso: spalancato il Festival di Locarno al riconosci- con i dieci anni di David Streiff e i nove di
mento internazionale riscuotendo in cam- Marco Müller, conclusi nell’edizione quasi
il più noto degli ex-direttori, il veterano della bio l’ostracismo più meschino da parte del emblematica del 2000. Per il ragazzino af-
critica ticinese, alcuni festivalieri R(T)SI di ieri maccartismo locale ancora latente. Il Festi- facciato alla finestra del Grand Hotel, un
val si svolgeva nel parco del Grand Hotel e lungo cammino che mai avrebbe immagi-
e di oggi. Un’aneddotica che va dall’incontro Vinicio aveva a disposizione una postazio- nato avere la fortuna di percorrere.”
con Buñuel, al gomito-a-gomito con Tarantino, ne meravigliosa: con le finestre degli uffici
che davano sul fronte dell’albergo, rivolte Marco Müller, direttore del Festival
al film proiettato al contrario… verso lo schermo, alle spalle del prato che dal 1992 al 2000
fungeva da platea. Poco più che adolescen-
te, confesso di ricordare, più che i titoli dei “Spettatori come domanda sempre
film che sfilavano sullo schermo, la straor- rinnovata; mai risposta acquisita, scontata.
dinaria atmosfera conviviale che regnava in Scommettere sui nuovi gruppi di spettato-
quei momenti nel gruppetto degli invitati. ri da catturare, questa ci sembrava la sfida
L’eccitazione contagiosa del Direttore, ap- più importante. Suscitare un’operazione
5
SGUARDI 4attiva da parte di nuovi spettatori (giova- poi aggiungendo sezioni e contraddizioni rimentare il nuovo senza per questo spet- puntamento locarnese. Ho iniziato a fre-
ni?), dentro il ritrovamento di straordina- (Concorso Cineasti del presente, Settima- tacolarizzarlo, immergerci nell’originalità quentare gli schermi locarnesi negli anni
rie situazioni condivise - come la Piazza na della Critica, Concorso Video), per far ri- senza coprirci le spalle con l’idea (senza ’60, da studente liceale, quando la piazza
Grande. Quello che ha funzionato è stato nascere a ogni edizione le avventure dell’oc- proteggerci con l’ideologia). Non tutti i era ancora nei sogni dell’architetto Vacchi-
l’incastro di opere solo di rado apparenta- chio, le parabole della visione planetaria. tentativi di rinnovamento dovevano essere ni, ho partecipato alla mitica “occupazio-
bili, di dinamiche potenzialmente intera- Abbiamo lavorato con passione: dopo votati alla sconfitta: non è stata una palin- ne” del ’68, ho conosciuto tutti i direttori
genti e di esperienze irrimediabilmente co- le prime edizioni “di assestamento” e di genesi, bensì la progressiva messa a punto da Vinicio Beretta in poi, e dagli anni ’70
municanti. E ciò non tanto per patrimoni valorizzazione di quanto era stato portato di uno spazio autonomo (effimero forse, l’ho seguito come giornalista. Impossibile
ideali, esigenze culturali comuni a autori avanti dai direttori precedenti, abbiamo ma autonomo sul serio), momento di rot- ricordare rutti i film visti, i registi e gli at-
e produttori, quanto per una capacità dei potuto regalarci (dal 1995 in poi) anni tura di equilibri cristallizzati dal conformi- tori incontrati, le interminabili discussioni
singoli film di generare fratture, squilibri di esplorazione a tutto campo, ma senza smo e dall’interesse, dal disinteresse e dal nel parco del Grand Hotel. Ma non posso
rivelatori. Per questo abbiamo provato a velleitarie fughe in avanti. Riflessivi per- vizio di abitudine. Punto di rottura di con- dimenticare un’immagine, molto molto ci-
mescolare le carte anche sulla Piazza Gran- ché cercavamo di guardare tanto allo stile suetudini, punto di partenza per la cono- nematografica: le stelle cadenti nel cielo so-
de, riportando su quell’enorme schermo quanto al negozio, sperando di non per- scenza e l’approfondimento, la visione e la pra la Piazza Grande durante la proiezione
(che avevamo voluto raddoppiare di di- dere lucidità (passione e lucidità, termini discussione dei bradisismi, sommovimenti di La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani.
mensione nel 1992) la parte viva del cine- difficili quanto pochi altri da coniugare). e fermenti che, ancora, a intervalli irrego- Era il 10 agosto (del 1982 ndr).”
ma americano (l’“expanded cinema” che Questo è coinciso con un’epoca in cui, for- lari, riuscivano a investire i diversi modi di
continua dentro ai film di genere), per se- tunatamente, buona parte del “pubblico” fare cinema, a Ovest Sud Est e Nord.” Federico Jolli, critico cinematografico,
durre con “double bills” dalla schizofrenia cominciava a stancarsi di un cinema fatto membro del CDA, al Festival dal 1969
pianificata (un esempio per tutti: il primo di macchine inutilmente complicate e in- Mariano Morace, critico cinematografico,
Speed, con le star hollywoodiane sul palco, gombranti. Allora come oggi (che sono ora al Festival dal 1967 “Il primo Festival che ho seguito
seguito da un nuovo Kiarostami, con la tornate in primo piano), vale, sopra tutte come giornalista è stato quello del 1969,
presenza dello stellare cineasta). esse, la forza di un gesto estetico, l’evidenza “Io e il Festival abbiamo la stessa età, grazie all’invito di Nicola Franzoni, il
Nella convinzione che il Festival do- di una poetica. Dovevamo, dunque, in quei anche se il Festival, come le belle signore giornalista della radio che allora seguiva
vesse essere una cosa viva, che cresceva pro- nostri particolarissimi ultimi anni locar- non più giovani, bara sulla data di nasci- l’evento. Erano gli anni Bianconi-Buache
prio perché ogni anno non era più uguale nesi, provare a decidere a quali luoghi del ta dimenticando gli anni luganesi. Siamo e la particolarità è che il Festival si teneva
a quello dell’anno precedente - dapprima cinema andava data massima visibilità. Af- dunque coetanei, e devo dire che faccio nel mese di ottobre. L’idea era quella di ra-
cambiando il modello di retrospettiva, frontare rischi e tentare strade inedite, spe- fatica a immaginare una estate senza l’ap- dicare di più la manifestazione nel mondo
7
SGUARDI 6giovanile, anche perché la città in quel mo- proiezione vennero invertite le bobine, ma del Grand Hotel, e mi intimorisce con la cia un po’ strana. Si siede a una poltronci-
mento non reagiva alla manifestazione in nessuno se ne accorse salvo l’autore. In quel sua voce roca e severa. Non oso chiederle, na da me. “L’ho già visto”... Eh sì che l’ho
maniera adeguata. Bisogna ricordare che a momento si scatenò un temporale che fece come si farebbe oggi, di cantarmi “Le tou- già visto! Finisce il film... “Mi scusi signor
Locarno c’era la Magistrale e si era reduci interrompere la proiezione. Venne ripresa rbillon de la vie”. Tarantino, sono un giornalista, posso farle
dalla famosa occupazione dell’Aula 20. Lo al Rex nella versione giusta.” Di notte il grande albergo ospita i ti- due domande in attesa di vedere mercole-
Speciale Festival, come si chiamava la mez- ratardi, Daniel Schmid che ama suonare il dì Pulp Fiction in piazza”? Mi guarda stra-
zora radiofonica, era l’unico programma Cristina Trezzini, produttrice RSI, piano a coda, Ingrid Caven che canta, Wim no. Tiro fuori il mio notes (non c’erano gli
fisso che riportasse notizie e cronache della al Festival dal 1968 Wenders che si lascia intervistare dopo la smarthpone allora). Lui vede che il notes è
rassegna. Interventi, commenti, interviste proiezione in Piazza di Il cielo sopra Berlino. della Ferrari (sì, la marca di auto). Mi guar-
che seguivano il Radiogiornale delle 12.30. Fine Anni Sessanta ricordi “ginna- E poi… quasi trent’anni da produttrice, da e ok, risponde. “Signor Tarantino... pos-
La televisione seguiva con i servizi del Re- siali” con indigestioni di Godard, Tanner, centinaia di interviste, con volti che si con- so chiederle un autografo”? “Si ma a una
gionale. Goretta, Straub, scoprire la Nouvelle Va- fondono nella memoria: Susan Sarandon, condizione: mi dai il notes, mi piace”. Mi fa
Nel ’71 l’architetto Vacchini, al quale gue e la cinematografia dell’est, cinque film Isabelle Huppert, Claudia Cardinale, Jim firma e dedica (To Alessandro - Mr. Brown)
si deve l’idea e la realizzazione del grande al giorno. Proiezioni nel nuovissimo Rex, Jarmusch, Ken Loach… ma ce ne è uno, che, strappa la pagina, strappa quelle coi miei
schermo, sosteneva che il suo intento non sdraiati sotto lo schermo, in mezzo a coltri prorompente, sovrasta tutti: quello di Har- appunti che mi consegna. Se ne va col no-
era tanto quello di portare il Festival in di fumo. Inizio Anni Settanta da spetta- ry Belafonte. Un grande artista, un instan- tes.
Piazza Grande, ma di portarlo a Locarno, trice: Andrej Rublëv di Tarkovskij in Piazza cabile attivista e un uomo dolcissimo.
cioè di coinvolgere l’intera città. Fu un’idea seduta (per più di tre ore) su una panchina
felice, che però non si realizzò immediata- di legno in prima fila. Nessun altro film mi Alessandro Bertoglio, giornalista RSI,
mente, perché il rapporto del Festival con sembrerà mai più potente come quello: un al Festival dal 1993
la città rimaneva pur sempre distaccato e pittore di icone e la costruzione di un’enor-
un po’ distante. Oggi invece il Festival in un me campana, immagini in bianco e nero Agosto 1994. Il giovane cronista al
certo senso ha cambiato pelle ed è riuscito a (ma quante gradazioni di grigio riesce a far suo secondo Festival, la domenica mattina Fotografie pagina 5: La prima edizione nel 1948 -
far cambiare pelle anche a Locarno. L’aned- esistere un maestro russo?). Anni Ottanta ore 9 al Kursaal, si prepara a (ri)vedere Ar- © Locarno Festival. Pagina 6: Fabio Fumagalli.
doto che mi rimane sempre presente è una da redattrice - l’incontro con uno dei miei tisti e Modelle, con Jerry Lewis e Dean Mar- Marco Müller - Archivio RSI. Pagina 7: Mariano
Morace. Federico Jolli - Archivio RSI. Pagina 8:
proiezione in Piazza di inizio anni ’80 di un miti in carne ed ossa: Jeanne Moreau (Jules tin. Arrivo presto, sala praticamente vuota. Cristina Trezzini. Alessandro Bertoglio - Archivio
film italiano in concorso, di cui non dirò né et Jim di Truffaut visto e rivisto innumere- Dopo pochi minuti entra uno altissimo, RSI. Pagina 9: Piazza Grande - © Locarno
titolo né autore. Accadde che in cabina di voli volte). Siede minuta in una poltrona dinoccolato, camicia improponibile, fac- Festival / Massimo Pedrazzini.
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SGUARDI 8Rete Due / Elogio della Follia
dal 25 giugno al 6 agosto, ogni domenica alle 15.35
rsi.ch/elogiodellafollia
La radio elogia
la follia
Maria Grazia Rabiolo
Nel 2016 l’anniversario era di quelli che non potevano passare
inosservati: i 500 anni dalla pubblicazione della prima edizione
di quel capolavoro della letteratura mondiale che è l’Orlando
furioso di Ludovico Ariosto. Rete Due, in collaborazione con
l’Istituto di studi italiani dell’USI, ha colto l’occasione e ha co-
struito un intero ciclo di incontri pubblici sulla follia in lette-
ratura e in musica. Follia descritta, follia vissuta e follia descrit-
ta e vissuta insieme. Capitava l’anno scorso. Quest’estate, una
dopo l’altra, vengono proposte le singole serate. Si inizia con
Erasmo da Rotterdam, l’autore dell’Elogio della Follia, illustrato
da Carlo Ossola: premessa fondamentale al vero protagonista Erasmo da Rotterdam (Rotterdam, 1466/1469 - Basilea, 12 luglio 1536)
della serie, Ludovico Ariosto che con il suo poema l’Orlando
furioso è stato al centro dell’incontro della studiosa Lina Bolzoni.
Dopo l’Ariosto, necessariamente, ecco il malinconico e tormen-
tato Torquato Tasso, analizzato da Giacomo Jori. Subito dopo,
con un salto di secoli, Dino Campana, il poeta di Marradi
morto in manicomio nel 1932, autore dei Canti Orfici, uno dei
capisaldi della poesia del Novecento, presentato da Gianni
Turchetta. E per finire due autrici indimenticabili, anche se per
motivi diversi, Amelia Rosselli, raccontata da Antonella Anedda,
e Alda Merini, restituita attraverso le parole di Fabio Pusterla.
Chiude il ciclo l’intervento di Carlo Piccardi che con un cambio
di prospettiva affronta il tema della follia nel mondo della
musica, della musica operistica in particolare.
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ONAIR 10Rete Due
da lunedì 17 luglio a domenica 27 agosto
Colpo di scena alle ore 13.30
Domenica in scena alle ore 17.35
rsi.ch/retedue/radiodrammi
Cuffie stereofoniche
e classici in 3D:
si parte!
Francesca Giorzi
produttrice Prosa
L’estate dei classici permetterà l’ascolto o il riascolto di auto-
ri fondamentali per lo sviluppo della cultura svizzera di lingua
italiana: Piero Bianconi, Plinio Martini e Alberto Nessi.
La gioia più grande sarà di coloro che ancora non conoscono
Albero genealogico, Requiem per zia Domenica e Cara Fonsì dedicato
ad Alfonsina Storni, perché avranno modo di fare una piace- Il tecnico del suono Angelo Sanvido durante le registrazioni in 3D
vole scoperta.
Requiem per zia Domenica fu adattato nel 2005 dall’amico e pro-
fondo conoscitore di Plinio Martini, Ugo Fasolis. L’opera appa-
re particolarmente interessante all’ascolto dato che la troupe Inselmini eseguita per l’occasione, a Locarno, dal “suo” Coro
della RSI si è recata in quell’anno sui luoghi dello svolgimento Bavona. Nel 2009, i 25 anni dalla morte di Piero Bianconi,
della storia, in Vallemaggia, coinvolgendo più di duecento furono occasione per registrare una versione integrale dell’Albe-
persone appartenenti alla comunità locale per le scene corali ro genealogico, opera ristampata in quell’anno con la cura di
in cucina, a scuola, in chiesa e durante la processione. Renato Martinoni da Armando Dadò. Il regista Claudio Laiso
12 puntate come i capitoli di una storia semplice, popolare, e il tecnico del suono Angelo Sanvido arricchirono la lettura
dai toni sinceri e spesso vigorosi. Zia Domenica, interpretata di Diego Gaffuri con le voci di tutti i protagonisti dell’opera
da una delicata Flavia Soleri, affronta la morte in modo molto sostenuti dagli ambienti registrati in Verzasca con la testa
sereno, lasciandola sempre solo in sottofondo; il tema è filo binaurale che i nostri ascoltatori hanno nel frattempo imparato
conduttore di una profonda riflessione sulla vita, che permette a conoscere. La cascata di Foroglio e le campane di Mergoscia
all’autore di affrontare temi di centrale interesse quali la reli- arriveranno alle orecchie degli ascoltatori che utilizzeranno
gione, la politica, l’amore. La colonna sonora, curata da Diego delle semplici cuffie stereofoniche nella loro realtà tridimensio-
Fasolis, che assieme a Duilio Galfetti ha eseguito il tema nale: effetto coinvolgente, che potete sentire sia in diretta che
di Zia Domenica (ispirata al Requiem di Camille Saint-Saëns) sul sito retedue/radiodrammi nel quale le produzioni saranno
si avvale, per le sigle, della composizione originale di Alfio ascoltabili per un anno.
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ONAIR 12Rete Due / Finestra aperta Tra i grandi privilegi della radio c’è dunque anche quello di
da lunedì 31 luglio a venerdì 25 agosto alle ore 17.40 raccontare il mondo, la cui immensa bellezza è veicolata (anche)
rsi.ch/attualitaculturale attraverso la cultura. Ecco dunque che per chi ci ascolterà ad
agosto abbiamo preparato quattro miniserie affidate ad altret-
La radio:
tante voci conosciute ed apprezzate: Marco Rossari ci porterà
in viaggio negli Stati Uniti dei folksinger, dal 31 luglio al 4
di agosto; Mattia Mantovani, dal 7 all’11, ci farà scoprire
un mezzo che
la Svizzera di Strindberg; Luca Scarlini ripercorrerà l’avventura
di Monteverdi e delle sue cantatrici dal 14 al 18 e Massimo
Gezzi ci racconterà l’attualità attraverso la letteratura, dal 21
ancora oggi al 25. Una settimana per ciascuno, in diretta, in Finestra aperta:
dal lunedì al venerdì alle 17.40 circa.
intrattiene ed
educa
Moira Bubola
Sono ormai tramontati gli anni in cui la radio era l’unico
strumento mediante il quale la popolazione poteva aumentare
il proprio bagaglio di conoscenze. Eppure, grazie anche alla
risorsa del podcast, è intatto il piacere di studiare e apprendere,
di ascoltare le avventure altrui, di scoprire gli ambiti più dispa-
rati in cui l’attività umana si sviluppa e si realizza.
Questa sorprendente vitalità della radio non sfugge nemmeno
agli scrittori: l’ultimo romanzo di Ian McEwan si intitola
Nel guscio e racconta il mondo dal punto di vista di un feto,
un bambino che non ha ancora deciso se venire al mondo o no.
A frenare la spinta vitale di questo Amleto prenatale ci sono
le tante atrocità che sua madre commette (in combutta con
uno spregevole cognato). Ma dall’altra parte c’è il mondo
intero di cui innamorarsi, il mondo che arriva al nostro stra-
ordinario personaggio grazie alla radio! Ascoltando, attraverso Johan August
il pancione, molte trasmissioni che lo incuriosiscono, lo in- Strindberg
(Stoccolma,
formano e lo stupiscono, il bambino non ancora nato riesce 22 gennaio 1849 -
a immaginare l’universo che lo sta aspettando e decide di Stoccolma,
lasciare il suo guscio. 14 maggio 1912)
15
ONAIR 14Estate e vacanza non fanno per forza rima con mete esotiche. Come questa splendida foto della Valle Verzasca ben
ci ricorda, nelle prossime settimane potremo andare alla scoperta, o riscoperta, di quei luoghi della nostra regione che
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sanno regalare bellezza, avventura e frescura (elemento tutt’altro che secondario sotto la canicola). © iStockphoto
16Rete Due / Shéhérazade le dedicato ai Berliner Philharmoniker e a Sir Simon Rattle,
da lunedì 14 a venerdì 25 agosto alle ore 9.30 che quest’anno parteciperà per l’ultima volta al Festival in veste
rsi.ch/retedue di direttore principale dei Berliner - carica che dal prossimo
anno sarà rivestita da Kirill Petrenko. La Lucerne Festival
Identità.
Orchestra, quel capolavoro creato da Haefliger e da Claudio
Abbado nel 2003, sarà protagonista di quattro concerti con tre
diversi programmi, sotto la guida di Riccardo Chailly, colui
Dal 14 al 25 agosto
che dallo scorso anno ha preso il posto di Abbado.
Come ogni anno il Club di Rete Due prenderà parte a un con-
certo del Lucerne Sommer-Festival, e quest’estate la scelta è caduta
al Lucerne Festival sulla sera del 2 settembre, in cui sarà proposta l’integrale dei
Concerti per pianoforte e orchestra di Sergej Prokof’ev, nell’interpre-
tazione di Behzod Abduraimov, Daniil Trifonov e Sergej Redkin,
con Rete Due affiancati dalla Mariinskij Orchestra diretta da Valerij Gergiev.
Roberto Corrent
Il Lucerne Festival è indubbiamente uno degli appuntamenti
musicali più prestigiosi al mondo: più di 100 concerti in quattro
settimane in una delle sale acusticamente più perfette che si
possano desiderare, la Sala Bianca del KKL (Kultur- und
Kongresszentrum Luzern), realizzata da Jean Nouvel e aperta
al pubblico nel 1998. Proprio quell’anno assumeva il ruolo di
Intendant (direttore artistico) di quelle che erano fino ad allora
denominate IMF-Internationale Musikfestwochen Luzern Michael
Haefliger, che le trasformò in Lucerne Festival estendendo
i due precedenti appuntamenti (Pasqua ed estate) a tre, con
il battesimo del Piano-Festival, che si tiene durante l’ultima setti-
mana di novembre e che ho cominciato a seguire per Rete Due
proprio nel 1999. Da allora, anno dopo anno, ho raccolto
interviste con i più importanti solisti che vi hanno preso parte,
da Pollini a Kissin, da Andsnes a Trifonov e diffondendole Foto © Priska Ketterer
dapprima nel Bis di Paganini, e poi in Sabato Pian Piano.
Identità sarà il tema del Festival che quest’estate dal 14 al 25
agosto Rete Due esplorerà - per l’ottavo anno consecutivo - in
diretta ogni mattina dagli studi dell’SRF di Lucerna, con
recensioni dei concerti, interviste ai protagonisti e uno specia-
19
ONAIR 18Rete Due / Colpo di scena
da lunedì 28 agosto a venerdì 1. settembre alle ore 13.30
rsi.ch/colpo-di-scena
Un treno rosso
verso la Rivoluzione
Guido Piccoli
autore e regista
Che piaccia o no è stato uno dei Grandi della storia. Eppure,
fino a pochi mesi prima di cambiare il mondo, viveva quasi
in miseria con la fedele moglie Nadežda sulla Spiegelgasse nel L’arrivo di Lenin alla “Stazione Finlandia” di San Pietroburgo il 13 aprile del 1917
quartiere di Niederdorf a Zurigo. In un modesto appartamento
a cinquanta metri dal Cabaret Voltaire, la culla del dadaismo,
dove tutte le notti si discuteva, si cantava e si recitavano poesie,
proprio mentre Lui, Vladimir Ilic Ulianov detto Lenin, per
tirare avanti era costretto a tradurre noiosissimi libri su deri-
vate e integrali e simili bagattelle.
Mentre nella sua lontana Russia scoppiava la rivoluzione,
lui viveva la Svizzera, dove aveva già trascorso quasi cinque an-
ni d’esilio, come una vera prigione. Tutti i paesi che la circon-
davano, allora nel pieno della prima guerra mondiale, gli erano del mondo, perché fu anche grazie a quel viaggio (e forse anche
carcerieri: la Germania, in quanto nazione nemica di quella a quei soldi) che Lenin fece quella rivoluzione che, tra l’altro,
che era comunque la sua patria, e i suoi alleati europei, compre- portò alla firma della pace con la Germania, anche se non riuscì
se la Francia e l’Italia, perché temevano a ragione i suoi propo- a salvarla dalla sconfitta.
siti rivoluzionari. Un frammento di storia abbastanza controverso e comunque
Fu al termine del rigido inverno del 1917 che al Kaiser Gugliel- poco noto e indagato, da molti quasi rimosso. E a ragione
mo II venne un’idea a dir poco singolare, se non sensazionale, perché, di fatto, fu un esempio e un tributo del pragmatismo,
per mettere ancora più in difficoltà il nemico del fronte orien- di una politica basata più su scelte concrete che su principi
tale, la Russia: quella di offrire a Lenin una montagna di marchi universali o etici. D’altronde, che avrebbe dovuto fare Lenin?
per finanziare la sua rivoluzione e soprattutto un treno blinda- Continuare a vegetare a Zurigo, immalinconirsi o al massi-
to che lo trasportasse da Zurigo fino al Baltico e da lì, attraverso mo continuare, tra una traduzione e l’altra, a scrivere di rivolu-
la Svezia e la Finlandia (non coinvolte nel conflitto) fino a zione, standosene lontano, senza mai viverla? Anche perché,
Pietroburgo. E Lenin, pur consapevole di tutti i rischi dell’offer- diciamocela tutta, rigido com’era, nei fiumi d’alcol e fumi
ta, accettò. Il treno rosso racconta questo frammento della storia di tabacco, oltre che di poesie del Cabaret Voltaire, proprio
contemporanea, così importante se non decisivo per le sorti non ce lo riusciamo ad immaginare.
21
ONAIR 20Intervista a cura
di Giuseppe Clericetti
Francesco Piemontesi
Mozart e Schubert,
grandi amori di una
carriera sfolgorante
“Una combinazione di tecnica superlativa e straordinario gusto” ha scritto
qualche anno fa la Neue Zürcher Zeitung a proposito di Francesco Piemon-
tesi. Mai giudizio critico è stato più azzeccato, visto il debordante talento In occasione di un recente concerto zart e Schubert per esempio. Di Mozart
dell’artista ticinese che dopo gli studi con Nora Doallo, Arie Vardi, Cécile
luganese di Francesco Piemontesi, ab- sto proseguendo a Londra e Amsterdam
Ousset e il perfezionamento con tre autorevoli didatti dell’universo pianisti-
co (Alfred Brendel, Murray Perahia e Alexis Weissenberg) è emerso alla biamo incontrato l’eccellente artista il ciclo completo delle Sonate e Variazio-
ribalta con alcune formidabili affermazioni: la vittoria nel 2007 al Concorso e l’abbiamo stimolato su cinque argo- ni, che terminerò a dicembre; e l’anno
Reine Elisabeth di Bruxelles e ai BBC Music Awards di Londra. menti di carattere generale, che toccano prossimo inizierò alla Schubertiade in
Attuale direttore artistico delle Settimane Musicali di Ascona, Piemontesi la sua rapida e impressionante carriera Austria e alla Wigmore Hall di Londra il
ha pubblicato diversi dischi, l’ultimo dei quali registrato all’Auditorio Stelio
Molo della RSI, dedicato ai Préludes di Debussy (2015).
internazionale di pianista e direttore ciclo comprendente le opere pianistiche
artistico. degli ultimi 6 anni di attività di Schu-
bert: otto Sonate, la Fantasia Wanderer, gli
Impromptus, i Moments musicaux. Mi piace
Il repertorio: i cavalli di battaglia, particolarmente la musica del Novecento
scoperte, preferenze. e quella contemporanea; sono molto ami-
co di Unsuk Chin, bravissima compositri-
Il repertorio pianistico è impressionante: ce coreana, e suonerò prossimamente il
la sola opera pianistica di Liszt significa suo Concerto per pianoforte; ho suonato
più di 100 dischi… All’inizio della mia car- molte composizioni di Olivier Messiaen.
riera ho cercato di suonare un po’ di tut- All’interno del grande repertorio vi sono
to, in diversi generi, partendo da William poi brani che mi interessano particolar-
Byrd, attraverso Bach, fino alla musica mente, come le ultime Sonate di Beetho-
contemporanea. Con alcuni autori ho un ven, quella in sol maggiore di Schubert,
rapporto quotidiano e importante: Mo- Kreisleriana di Schumann, i due Concerti di
23
DUETTO 22Brahms, i Préludes di Debussy, oppure la Beethoven ci arriva in poco tempo e con tà particolari che non si possono ottenere che può essere concepito in un determi-
Sinfonia Turangalîla di Messiaen: la scelta è una vita tutt’altro che facile, con le attività con gli strumenti moderni. D’altra parte, nato stile, può suscitare emozioni forti,
davvero imbarazzante! di direttore, di pianista, con la malattia e come dicevo, la potenza sonora, anche per ma rimane sempre dotato di una cornice
le sfortune personali; è fantastico vedere il fatto di suonare con un’orchestra con e di un contesto; da questo punto di vista
come ogni volta egli si mette in discussio- strumenti moderni, è data dai pianofor- ho avuto la fortuna di lavorare sull’arco
Beethoven e la sua eredità. ne e trova nuove soluzioni, altre vie non ti attuali. Io cerco di fare una sintesi tra di tanti anni su questi aspetti con Bren-
ancora intraprese. A questo proposito è l’uso di uno strumento moderno, e la co- del. Dal punto di vista più analitico, ho
interessante consultare gli appunti di Be- noscenza dei trattati (ad esempio C.P.E. lavorato con Murray Perahia, con il qua-
ethoven, recentemente pubblicati, con le Bach o Quantz), e dello stile esecutivo. le ho un ottimo rapporto, soprattutto
prime versioni e gli schizzi, dove capiamo Importante è per me anche la conoscenza nell’ambito dell’analisi schenkeriana, un
che egli cambiava molto, lavorava tantis- di molti direttori specialisti con i quali ho metodo di analizzare la musica ideato dal
simo, perché era raramente soddisfatto: suonato, penso a Ton Koopman, Roger musicologo austriaco Heinrich Schenker
questa verve critica l’ha spinto verso l’ec- Norrington, Andrea Marcon, Giovanni che per vari motivi non è molto in auge in
cellenza, verso risultati che affascinano gli Antonini, che mi hanno indirizzato su Europa, ma diffusissimo negli Stati Uniti;
interpreti e il pubblico. alcune questioni di prassi esecutiva. C’è Perahia fu allievo di un allievo di Schen-
poi chi non è interessato a immergersi in ker, Felix Salzer. Grazie a lui ho imparato
questo mondo, perché sostiene che noi a utilizzare questo metodo molto mu-
La prassi esecutiva: viviamo in un’altra epoca, e c’è invece chi sicale perché legato al fatto di concepire
consapevolezza e scelte. assume posizioni quasi poliziesche, soste-
nendo che dobbiamo suonare nelle stesse
La questione della prassi esecutiva è mol- sale, con gli stessi strumenti, vestirsi allo
Beethoven è uno dei personaggi, se non il to complessa e ampia: il compromesso stesso modo dei compositori del passato:
personaggio fondamentale della nostra mi sembra una buona cosa. La mia scelta, la mia posizione non è così estrema.
storia della musica, un uomo che, con quella del pianoforte moderno, è soprat-
l’eredità di Mozart sulle spalle o sulla testa tutto dovuta alle dimensioni delle nostre
(perché essa pesava parecchio, ci si rendeva grandi sale da concerto. Una sala come I musicisti che l’hanno segnato.
conto del grande livello del salisburghese, l’Auditorio Stelio Molo della RSI potreb-
soprattutto dei suoi ultimi brani), riuscì be ancora essere adeguata a uno strumen- Ho avuto la fortuna di incontrare gran-
con il Secondo Concerto per pianoforte (in to storico, ma se penso a settimana scor- dissimi maestri, fin dall’inizio della mia
realtà il primo composto) a intraprende- sa, quando ho suonato con l’Orchestra carriera: il primo proprio qui a Lugano,
re un cammino laddove Mozart l’aveva di Pittsburgh in una sala da 4'000 posti, Alexis Weissenberg: a quel tempo egli non
interrotto a causa della morte: e, brano oppure ad altre sale, in America, che con- si esibiva più in pubblico, ma durante uno
dopo brano, sonata dopo sonata, quartet- tengono 7'000 e oltre posti a sedere, allo- dei miei incontri si mise a suonare il Pre-
to dopo quartetto, ogni volta Beethoven ra o si deve amplificare lo strumento, in ludio in do diesis minore di Rachmaninov. lunghe linee, di considerare un brano at-
si supera. Ciò è impressionante: conosco maniera però innaturale, oppure si deve Il suo suono era quasi “metallico”, mol- traverso i vari elementi presenti. Inoltre vi
pochissimi compositori nei quali si possa usare il “mostro bianco e nero”, che non to personale, e ne rimasi completamen- sono le influenze dovute alle registrazioni
costatare un’evoluzione che segue di pari costituisce certo l’ideale per Mozart o Bee- te folgorato. Ho poi lavorato per diversi discografiche: la mia “sacra triade” è costi-
passo quella della vita: le prime Sonate thoven, perché le sonorità degli strumen- anni, e lavoro tutt’ora con Alfred Brendel, tuita da Wilhelm Kempff, Edwin Fischer
sono ancora legate al Classicismo vienne- ti originali sono davvero molto belle: ho il musicista che mi ha segnato maggior- e Samson François: i Concerti di Bach con
se, quello di Haydn, mentre nelle ultime avuto modo, a Salisburgo e in altre città, mente, sia dal punto di vista culturale che Fischer non sono sicuramente un modello
Sonate, per esempio la Hammerklavier di suonare strumenti magnifici. Il piano- musicale e pianistico: Brendel considera il di prassi esecutiva, ma in essi troviamo un
oppure l’op. 111, si arriva a dimensioni co- forte Broadwood di Bonn, ad esempio, ap- brano musicale come un’entità a sé stante, senso impressionante della sonorità e del-
smiche. Pensiamoci, è bellissimo, perché partenuto a Beethoven, dotato di sonori- con le sue regole. Un po’ come un quadro, la spiritualità; penso anche alle registra-
25
DUETTO 24zioni degli anni Cinquanta della Decca,
con Kempff, le Années de pèlerinage di Liszt
e gli ultimi brani di Brahms; e alle integrali
francese, si sono perse. I musicisti d’un
tempo, che citavo prima, erano completa-
mente diversi tra loro, sembravano prove-
7/8. Gio 6.7 Sa 8.7
di Chopin e di Debussy con François, che
costituiscono le influenze per me più im-
portanti: ogni settimana ascolto alcune
nire da galassie differenti: questo elemen-
to si è perso nell’attuale globalizzazione.
Un altro aspetto che mi disturba molto
2017 Lugano Piazza della Riforma
Estival Jazz
Lugano, Piazza della Riforma
Estival Jazz
dalle ore 20.45 dalle ore 20.45
di queste registrazioni, e non v’è mai fine è che tutto viene sempre di più deciso da in diretta su Rete Due in diretta su Rete Due
nel percorso che ci porta a capire sempre poche aziende di pubbliche relazioni, che File Under Zawinul Jimmy Dludlu
Sa 1.7
maggiori aspetti del fenomeno musicale. tentano di far confondere Hollywood con
dalle ore 23.00 dalle 23.00
l’ambiente musicale. Presentare un artista
in diretta su Rete Tre in diretta su Rete Tre
mezzo nudo sulla copertina di un cd può Emir Kusturica Vinicio Capossela
Mendrisio, Piazzale alla Valle
Globalizzazione musicale: funzionare in altri ambiti; l’aspetto este- & No Smoking Orchestra l’Orchestra di Piazza Vittorio
positiva per scambi e contatti - riore può essere determinante per il lancio Estival Jazz
negativa per standardizzazione di un film, ma il fatto di suonare e condi- dalle ore 20.45 La Mambanegra
e appiattimento? videre alcuni brani musicali con un pub- in diretta su Rete Tre
blico comporta altri valori: non migliori o
Judith Emeline
& Feels Good Big Band
Ve 14.7
Ve 7.7
peggiori, ma diversi. Il fatto di suonare un
brano, di mettersi al servizio della musica Notte New Trolls ore 20.30
Castello Montebello, Bellinzona
e, per il pubblico, di mettersi all’ascolto, ri- Lugano, Piazza della Riforma
Nubiyan Twist
mane l’elemento più importante: se poi la Montebello Festival
copertina del disco è sfavillante, dev’essere Estival Jazz Francesco Piemontesi, piano
un elemento secondario. Cerco di lottare dalle ore 20.45 Esther Hoppe, violino
Lu 3.7
in diretta su Rete Due Bruno Giuranna, viola
contro questa evoluzione dell’industria
Hildegard Lernt Fliegen Nadège Rochat, cello
musicale, come pianista e anche come di- Orchestra della Svizzera Musiche di Robert Schumann
rettore artistico, alle Settimane Musicali ore 20.30 italiana e Franz Liszt
di Ascona: fortunatamente non sono solo Auditorio Stelio Molo, Lugano Direttore Markus Poschner
a combattere, vi sono molti colleghi che In diretta su Rete Due
Concerto dei Solisti del CSI Mike Stern / Serata CORSI
hanno imboccato questa strada. Randy Brecker Band
Orchestra della Svizzera
italiana feat. Lenny White
Direttore & Teymur Phell
Il mondo musicale è effettivamente molto
standardizzato: lo si capisce dal modo di
suonare delle orchestre, spesso identico
Alexander Vedernikov
Solisti
Daniel Tengberg, violoncello
dalle ore 24.30
in diretta su Rete Tre Ve 14.7
Lu 31.7
Charles Crabtree, corno Bombino
in Giappone, in Europa e a volte anche Anton Jablokov, violino Special guest Vieux
in America. È un vero peccato; certo, gli Ekaterina Valiulina, violino Farka Touré
scambi sono diventati molto facili, e per ore 21.00
Musiche di Šostakovič, Festival della Valle d’Itria -
uno studente giapponese è semplice re- Martina Franca, Italia
Richard Strauss, Mendelssohn
carsi in Europa, e poi magari suonare in
e Prokof’ev
America, e ricordiamoci che 50 anni fa ciò Entrata libera Antonio Vivaldi
era impossibile: ed è una bellissima op- Orlando Furioso RV 728
I Barocchisti
portunità per il mondo musicale. D’altra
Direttore Diego Fasolis
parte le vere scuole nazionali, quella russa
piuttosto che quella americana o quella Immagini © Benjamin Ealovega
27
DUETTO RENDEZ-VOUS 26Sa 15.7 Ma 1.8 Do 13.8 Me 16.8 Sa 19.8 da Gio
24.8
ore 15.00 ore 21.00 ore 20.45 ore 20.45 ore 20.00
Castelgrande, Bellinzona Festival della Valle d’Itria - Centro Eventi, Cadempino Chiesa Parrocchiale, Parco di Orselina
Martina Franca, Italia Riva San Vitale
a Do
Festival Territori Ceresio Estate LocarnoFolk 2017
Ascolto pubblico di Fabula Antonio Vivaldi Concerti Estivi OSI Musica nel Mendrisiotto Duo Yolaine Delamaire -
racconti radiofonici sulla Le quattro Stagioni Programma come sabato 12.8 Concerti Estivi OSI Janick Marti
27.8
Valle Mesolcina I Barocchisti Programma come sabato 12.8 Nâtah (Bretagne)
Direttore Diego Fasolis
In onda dal lunedì al venerdì, Duilio Galfetti, violino In diretta su Rete Due
Lu 14.8
alle 7.05 su Rete Due dalle ore 22.00 Arzo
Gio 17.8
territori.ch rsi.ch/retedue
Festival Internazionale
Sa 12.8
ore 21.00 di Narrazione di Arzo
Villa Cagnola, Gazzada (VA) ore 20.45
da Ve Sa 19 e
Chiesa della Madonna festivaldinarrazione.ch
ore 20.00 Musica in Villa Cagnola di Ponte, Brissago
Chiesa Parrocchiale, Santa Concerti Estivi OSI
28.7 Do 20.8
Maria in Calanca Programma come sabato 12.8 Concerti Estivi OSI
Programma come sabato 12.8
FestiVal Calanca Demenga
a Do Sa 26 e
Concerti Estivi OSI In collaborazione con
Ma 15.8
Orchestra della Svizzera Municipio di Brissago
italiana
13.8 Do 27.8
Direttore Philippe Bach
Solisti ore 20.45
Ve 18.8
Patrick Demenga, violoncello Chiesa Parrocchiale, Giubiasco
laRotonda del Locarno Thomas Demenga, violoncello 16.30-21.00
Festival Musiche di Vivaldi, Dvořák Concerti Estivi OSI Parco delle Gole della Breggia
e Schoeck Programma come sabato 12.8 ore 20.00
laRotonda del Locarno Parco di Orselina La Via Lattea 14
Festival In diretta su Rete Due In collaborazione con Il cammino di Orfeo
Animazione a cura Municipio di Giubiasco LocarnoFolk 2017 pellegrinaggio ecologico-
di Rete Tre Mischa McPherson Trio musicale da Monteverdi
con concerti live Talisk (Scozia) ai nostri giorni
(Charlie Roe, Vadvuc,
Grand Mother’s Funck, In diretta su Rete Due In collaborazione con
Joe Colombo e altri) dalle ore 22.00 il Teatro del Tempo
+ Dj Set rsi.ch/retedue teatrodeltempo.ch
In diretta su Rete Tre
dalle 18.00 alle 21.00 con
il programma PardOn
29
RENDEZ-VOUS 28club
Sabato 14 e domenica 15
ottobre 2017
Abbiamo ancora alcuni
posti disponibili per la
Torino
degli scrittori
Il buio tra le Memoria de Sotto le stelle
montagne los Sentidos Marco Zucchi
Wolfgang Laib Sabato 14 ottobre partenza
alle ore 7.30. Arrivo a Torino e
L’artista tedesco
Silvio Huonder Vicente Amigo
visita alla Biblioteca Reale, alle
prefazione di Fabio Pusterla, Sony 2017
In estate le nuove proposte 16.00 passeggiata Barocco To-
e le sue sorprendenti
traduzione e cura di Gabriella
nelle sale latitano, in compenso rinese visitando le opere degli
de’ Grandi, Armando Dadò Claudio Farinone
prende piede un’abitudine che architetti Guarini e Juvarra, alla
opere da scoprire
Editore
molti appassionati di cinema 18.30 incontro esclusivo al Cir-
Tempo d’estate, tempo di
adorano, quella di guardare i colo dei lettori con la scrittrice
al Museo d’arte della
Francesca Rigotti percorsi estivi a sette note; tra
film sotto le stelle. Se l’incontra- e docente Margherita Oggero.
questi, il ritorno di Aranjuez,
stata regina di questa modalità Alle 20.00 raffinata cena in una
Svizzera italiana
Se il secolo XVIII era stato trasmissione dedicata al mon-
resta ovviamente Piazza Gran- suggestiva sala del Circolo dei
rischiarato dai lumi della ragio- do della chitarra, in onda il mar-
de (quest’anno due proiezioni lettori.
ne, i primi decenni del succes- tedì alle 16.00, in Reteduecin-
prefestival il 30 e 31 luglio, poi
sivo, l’800, sono immersi nei que. Seguendone le tematiche, Wolfgang Laib nasce nel 1950 a Metzingen, nel Sud della Domenica 15 ottobre
il Festival dal 2 al 12 agosto),
tempi cupi della restaurazione cogliamo l’occasione per sug- Germania, dove ha base il suo primo studio, il secondo è Passeggiata nella Torino degli
in Ticino da parecchi anni sono
dell’ordine sconvolto dalla gerirvi l’ascolto del pregevole in India, paese che lo colpì in occasione di un viaggio con scrittori con Giacomo Jori pro-
attive due arene estive a dir
Rivoluzione Francese e poi da nuovo disco di Vicente Amigo, i genitori quando era adolescente, il terzo si trova invece fessore di letteratura italiana
poco suggestive. Dal 28 giu-
Napoleone. È questa l’epoca tra gli astri più splendenti del a New York. Dopo la laurea in medicina, nel 1974, abbrac- all’ISI-USI e alle 13.30 partenza
gno al 27 luglio in riva al lago di
in cui è ambientato l’avvincente panorama chitarristico odierno cia definitivamente l’attività artistica valorizzando e facen- in bus verso Agliè, la città di
Lugano, dal 10 agosto al 3 set-
romanzo storico-criminale di legato alla musica flamenca. do dialogare le tradizioni di Oriente e Occidente. Guido Gozzano, dove visitere-
tembre tra le mura del Castel-
Silvio Huonder. Virtuoso inarrivabile, capace di mo il Castello Reale (sito
grande di Bellinzona. La La La mostra realizzata al MASI in stretta collaborazione con
In un mulino di Bonaduz vicino mescolare abilmente il suo dell’Unesco).
Land e Amarcord, Spider-man: l’artista intende ripercorrere il percorso creativo di Laib
a Coira vengono trovati morti linguaggio con quello di musi-
Homecoming e The Salesman proponendo installazioni, sculture e disegni. La sua opera Prezzo per persona in camera
ammazzati un mugnaio e due cisti provenienti da altri paesi,
sono solo alcuni dei titoli, a si caratterizza per l’utilizzo di materiali naturali: polline, doppia CHF 320.- per soci Club
serve incinte: ecco il delitto, è da molti designato come
testimonianza di una grande riso, lacca, cera, latte. La semplicità espressa nelle forme Rete Due (350.- per i non soci)
investigato dal barone e giudi- l’ideale continuatore dell’opera
varietà di proposte, veramente e nei colori testimonia la sua ricerca dell’essenzialità: ogni
ce istruttore Johann Heinrich di Paco De Lucia, al quale de- La quota comprende viaggio in
per tutti i gusti. La chicca da aspetto della sua opera, in apparenza modesta, cela in
von Mont, il quale, seguendo dica idealmente la sua ultima bus granturismo / 1 notte in
scoprire: il nepalese White Sun. realtà una grande profondità di pensiero. Le sue opere
i principi di una criminologia uscita, dal titolo Memoria de hotel**** con colazione a buffet /
Programma completo su sono infatti caratterizzate da un’impronta filosofica e spiri-
agli albori, osserva gli indizi, los Sentidos. Il lavoro coinvol- conferenza con Margherita
open-air-kino.ch. tuale nella quale prevalgono il profondo rapporto con la
li fa trascrivere con cura, si sfor- ge voci e strumentisti tra i Oggero al Circolo dei lettori / 1
Foto © Emanuel Ammon natura e una dimensione temporale lenta, dilatata, favore-
za di interpretarli, interroga e più rappresentativi di questo cena con vini inclusi al Circolo
vole alla contemplazione e all’introspezione. Alla base del
ascolta con acribia testimoni affascinante microcosmo. dei lettori / visite, ingresso e
pensiero dell’artista vi è un’idea di equilibrio e armonia
e sospetti. Il tutto per dissolve- Il risultato è dirompente: auten- incontri come da programma
che regola il mondo e l’opera dell’uomo.
re il buio, l’oscurità, il vuoto ne- ticità, virtuosismo strumentale
Supplementi (per persona)
ro dei fatti di quell’estate gri- inarrivabile, originalità. Giovedì 14 settembre alle ore 18.30 il Club Rete Due
camera singola CHF 55.00
gionese del 1821. offre a soci e simpatizzanti una visita guidata.
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Iscrizioni Fosca Vezzoli T. +41 91 805 56 60 dal 1.8 50%, dal 1.9 75%, dal
oppure clubretedue@rsi.ch 22.9 100%
31
NOTA BENE 30Frequenze di Rete Due Fm Bellinzonese 93.5 Biasca e Riviera 90.0 97.9 93.5 Blenio 90.0
Bregaglia 97.9 99.6 96.1 Calanca 90.2 Leventina 90.0 93.6 96.0 Locarnese 97.8 93.5 92.9 Luganese 91.5 94.0 91.0
Malcantone 97.6 91.5 Mendrisiotto 98.8 Mesolcina 90.9 91.8 92.6 Maggia-Onsernone 97.8 93.9 91.6
Rivera-Taverne 97.3 92.8 Val Poschiavo 94.5 100.9 Verzasca 92.3 92.7 Galleria Mappo-Morettina 93.5
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