ASSEMBLEA ORDINARIA 27 febbraio 2018 - ore 15.30 - Confindustria Venezia Giulia

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ASSEMBLEA ORDINARIA 27 febbraio 2018 - ore 15.30 - Confindustria Venezia Giulia
ASSEMBLEA
              ORDINARIA

27 febbraio 2018 – ore 15.30
ASSEMBLEA ORDINARIA 27 febbraio 2018 - ore 15.30 - Confindustria Venezia Giulia
Cari colleghi,

Vi porgo il benvenuto alla quinta Assemblea del Consorzio Energia
Confindustria e la mia seconda come Presidente.

Desidero proseguire con la consuetudine di tracciare – nella prima parte della
relazione – un quadro dell’andamento economico dei combustibili per meglio
comprendere il mercato e le strategie in atto in tema di fonti energetiche.
Nella seconda parte, invece, svilupperemo alcune considerazioni sul nostro
Consorzio e sulle attività di contrattazione svolte a favore delle imprese.

   1. Il mercato internazionale dell’energia
Andamento dei prezzi del petrolio nel 2017

Nel corso del 2017 il prezzo del petrolio ha avuto un andamento con rialzi e
ribassi. Nella prima parte dell’anno il prezzo del greggio aveva superato i 50
dollari al barile, mentre nella seduta di borsa del mese di maggio il Brent e Wti
erano stati quotati rispettivamente a 49,34 e 46,43 dollari al barile.

        Figura 1. Andamento annuale del prezzo del greggio (2016/17) (Fonte: Argus media)

A fine dicembre il prezzo del greggio era finalmente risalito, superando i 60
dollari al barile.
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Quali le cause che sono intervenute nel 2017 sul prezzo del petrolio?

Le cause più ricorrenti si possono ricercare negli accordi tra i produttori di
petrolio che nel corso dell’anno devono cercare di adeguare la loro produzione
alla crescita della domanda senza mai eccedere la richiesta dei paesi
consumatori.
Così a fine maggio l’annuncio degli accordi tra Opec (Organization of the
Petroleum Exporting Countries), Sauditi e Russi di prorogare la politica dei tagli
da 6 a 9 mesi, sino a marzo 2018, aveva fatto aumentare leggermente il prezzo
del Brent a 51,82 dollari al barile.
Quando però nel mercato del petrolio si ha un trend ribassista, non servono né
i proclami dell’Opec di nuovi tagli alla produzione, né la comunicazione della
Energy Information Administration di una riduzione delle scorte Usa, e
nemmeno la tempesta tropicale Cindy che puntava verso Texas e Louisiana,
fulcro dell’industria petrolifera americana, per mutare repentinamente le sorti
del prezzo del barile che in giugno ha continuato ad andare a picco.
Infatti, a fine giugno il greggio era entrato tecnicamente in «bear market»
(mercato al ribasso); il Brent aveva perso oltre il 3%, scendendo sotto i 45
dollari, ed il Wti aveva toccato un minimo di 42,13 dollari.
Nel secondo semestre del 2017 il prezzo del petrolio è risalito pian piano grazie
a una scarsità «eccezionale» di produzione di greggio, complici i problemi
produttivi nel Mare del Nord e l’aggravarsi della crisi in Venezuela; la situazione
nel Paese sudamericano è una delle maggiori incognite per quest’anno
considerando il suo enorme indebitamento e il deterioramento delle sue
infrastrutture petrolifere.

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Previsioni del prezzo del greggio nel 2018
L’avvio del 2018 ha visto i prezzi del petrolio salire sopra i 65 dollari al barile,
fatto che non accadeva da più di 4 anni.

                             Quali le cause di tale aumento?

Le motivazioni di un avvio dell’anno rialzista possono essere diverse: dai
disordini in Iran, legati a questioni interne, che hanno già fatto 23 vittime e
decine di feriti tra la popolazione, con centinaia di manifestanti già agli arresti,
alla crisi in Libia, aggravata dall’esplosione dell’oleodotto della Waha Oil che
ha di molto ridotto la produzione di greggio.

Oltre alle motivazioni politiche, questo nuovo trend rialzista del mercato può
essere attribuito all’aumento della domanda di petrolio e al calo globale
delle scorte petrolifere che nell’area Ocse, si sono già ridotte parecchio;
scendendo per tre trimestri di fila, le scorte sono scese in media di 600 mila
barili giorno. L’aumento della domanda di petrolio è anche strettamente legato
all’andamento del prodotto interno lordo dei Paesi più ricchi e di quelli
emergenti.
Secondo il Fondo monetario internazionale, quest’anno la crescita mondiale
dovrebbe attestarsi attorno al 3,7%, appena l’1% in più rispetto al 2017;
crescita minima, ma sufficiente, a dare il via ad un circolo virtuoso tale che
anche il prezzo del petrolio torni a crescere.

 Figura 2. Greggio e tasso di cambio $/€, andamento annuale dei prezzi spot e a termine. Media aritmetica
                                         (Fonte Thomson-Reuters)

                                                                                                            4
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Come limitare la salita del prezzo del petrolio?
Per evitare una drammatica salita del prezzo del barile, quindi, bisognerà
trovare e sviluppare nuovi giacimenti di petrolio, anche per compensare il
declino produttivo di quelli vecchi. A dare una mano alla produzione mondiale
di idrocarburi ci sarebbero lo shale oil e altre risorse non convenzionali, ma il
loro contributo non sarà sufficiente perché rappresentano non più del 6-7%
dell’offerta globale; i pozzi dello shale oil, nonostante il vantaggio di entrare in
funzione in tempi brevi, hanno l’inconveniente di esaurirsi rapidamente.

                                        “Exit strategy”

Il problema che si pongono i maggiori produttori di petrolio come la Russia è
relativo alla “Exit strategy”, ovvero, ad un ritorno alla normalità nella
produzione di petrolio.

        Figura 3. Produzione di petrolio nei primi tre Paesi produttori (Fonte: AEEGSI-dati AIE)

Chiaramente è necessario guidare il passaggio da una produzione di petrolio
concordata ad una produzione governata esclusivamente dal mercato
mediante una “transizione morbida”. Il riversamento improvviso sul mercato di
enormi quantità di petrolio comporterebbe un crollo del suo prezzo con
conseguenze «drammatiche» sull’economia in generale, in quanto la volatilità

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dei prezzi finirebbe col danneggiare non solo i produttori ma anche i
consumatori.

                                 Domanda di Greggio

Il problema oggi non è tanto il picco della produzione di petrolio, bensì quando
la sua domanda smetterà di crescere, anche ipotizzando una diffusione
impetuosa di energie rinnovabili, auto elettriche e batterie a supporto della rete.

                                   Energie rinnovabili

Negli ultimi due anni il peso delle energie rinnovabili sul fabbisogno mondiale
si è incrementato percentualmente rispetto alle altre fonti energetiche, come
riportato dall'ultimo report dell'International Energy Agency: l'energia
prodotta dai pannelli solari è aumentata enormemente, grazie soprattutto agli
investimenti effettuati da nazioni "emergenti" come India e Cina, nel mentre la
diminuzione dei costi per la realizzazione dei pannelli solari e delle pale eoliche
ha permesso un notevole tasso di crescita.
Nei prossimi cinque anni si prevede un aumento considerevole dell'energia
prodotta dai pannelli solari a discapito di fonti energetiche tradizionali come il
carbone; solo nel 2017 il numero dei pannelli solari installati sono cresciuti del
50% rispetto all'anno precedente.

                Figura 4. Capacità di crescita dell’energia rinnovabile (Fonte: AIE)

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Per il 2022, la Cina ha varato un piano per aumentare considerevolmente la
sua produzione di energia da fotovoltaico, perché vorrebbe diventare il leader
mondiale nelle energie rinnovabili, anche per diminuire l'inquinamento
atmosferico; l'obiettivo è di produrre, entro il 2020, il 40% delle energie
alternative di tutto il mondo.

Gli Stati Uniti restano il secondo produttore al mondo di energie rinnovabili,
ma l'uscita dal Trattato di Parigi e la nuova riforma fiscale potrebbero bloccare
la spinta che l'amministrazione Obama aveva dato all'economia green.

Nell'Unione Europea, la previsione di crescita per il prossimo quinquennio
potrebbe essere inferiore al 40% rispetto al periodo precedente. Le cause,
secondo l'International Energy Agency, sono addebitabili a una incertezza
politica nell’eurozona. Dopo il 2020, a dare una mano, potrebbe essere la
Direttiva Energie Rinnovabili (Renewable energy directive o REDII) per il
periodo 2020-2030 che punterà su energie rinnovabili, efficienza energetica e
meccanismo di controllo, la cosiddetta governance dell’Unione energetica.

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2. IL MERCATO ENERGETICO IN ITALIA

Borsa dell’energia Italiana (IPEX)
Nel 2017 il PUN (prezzo di acquisto dell’energia elettrica) sul mercato del
Giorno Prima è salito a 53,95 €/MWh, tornando a crescere di 11,17 €/MWh
rispetto al minimo storico del 2016 e riallineandosi ai valori del biennio 2014-
2015. La crescita del PUN riflette un contesto caratterizzato dall’ascesa delle
quotazioni delle principali commodities, tra cui in particolare quella del gas, e
dalla ripresa dei volumi scambiati sui livelli più alti dell’ultimo quinquennio. Tale
dinamica rialzista ha caratterizzato indistintamente tutti i mesi dell’anno: nel
primo bimestre col protrarsi delle tensioni sul mercato francese, e ad agosto,
in corrispondenza degli eccezionali livelli di domanda legati alle elevate
temperature.

                 Figura 5. PUN - Prezzo unico nazionale 2005-2017(Fonte: GME)

Le previsioni del PUN nel 2018, dopo un gennaio a 49,00 €/MWh e un
febbraio a 50,23 €/MWh, vedono un andamento dei prezzi di acquisto irregolari
nel corso dell’anno, con un trend crescente nel secondo semestre fino a
toccare, in dicembre, i 55 €/MWh.

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Figura 6. Andamento delle Previsioni del PUN medio mensile nel 2018

                    Costo degli incentivi da fonte rinnovabile
Nel 2016 è stata incentivata una quantità di energia elettrica che si è attestata
intorno ai 66 TWh (65 nel 2015).
Complessivamente, per l’anno 2016 si stima che, a consuntivo, i costi derivanti
dall’incentivazione delle fonti rinnovabili (componente tariffaria A3) siano stati
pari a circa 13,6 miliardi di euro, mentre nel 2017 potranno subire una leggera
riduzione.

    Figura 7. Costo degli strumenti di incentivazione (Fonte: Elaborazione AEEGSI su dati del GSE)

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Mercato del gas

Nel 2017 i consumi di gas naturale in Italia, confermano la progressiva ripresa
rispetto al valore minimo raggiunto nel 2014, permanendo tuttavia ancora su
livelli inferiori a nove anni fa, quando iniziarono ad arretrare.
Diffusa la crescita nei tre principali settori, tra i quali spicca quello termoelettrico
con consumi ai massimi degli ultimi sei anni, sostenuti sia dalla ripresa della
domanda di energia elettrica che dal concomitante calo della produzione da
impianti a fonte rinnovabile, in particolare idraulica.
Positiva la performance anche del settore industriale i cui consumi salgono
sui livelli del 2008; più contenuta la ripresa del settore civile.
Sul lato offerta, le importazioni di gas naturale si confermano come la
principale fonte di approvvigionamento (81% del totale), portandosi poco sotto
i 70 miliardi di mc. Per contro, la produzione nazionale di gas scende ai minimi
storici.
In ripresa, invece, sul livello massimo le erogazioni dai sistemi di stoccaggio,
mentre si riducono le iniezioni.

           Figura 8. Andamenti delle immissioni gas nella 2008-2017 (Fonte: dati Snam Rete Gas)

Per quanto riguarda i prezzi, la quotazione del gas naturale al Punto di
Scambio Virtuale inverte il trend ribassista degli ultimi anni, salendo a 21,11

                                                                                                  10
c€/Smc e segnando un apprezzamento di 4,35 c€/Smc dal livello minimo
dell’anno precedente (+26%).

                                       PSV 2017 [c€/Smc]
                27,50

                25,50
                23,50
       c€/Smc

                21,50
                19,50
                17,50
                 15,50

            Figura 9. Andamento del prezzo del gas al PSV-Punto di scambio virtuale [2017]

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Novità Normative

                             Energivori: nuove regole
Con delibera dell’ARERA (nuova denominazione dell’Autorità Garante per
l’energia, gas, acqua e rifiuti), a decorrere dal 1 gennaio 2018 le agevolazioni
per gli energivori sono riconosciute sotto forma di riduzione, direttamente in
fattura, delle aliquote degli oneri connessi al sostegno delle rinnovabili,
ovvero della nuova componente Asos della quale vi parlerò più avanti.

Un’altra importante novità è rappresentata dall’abbassamento della soglia
di consumo da 2,4 a 1 GWh/anno per cui l’impresa, avente codice ateco ed
indice di intensità elettrica idonei, può accedere alle agevolazioni.

A tal proposito, il Consorzio sarà a disposizione delle aziende per verificare
l’eventuale appartenenza ad una classe di energivorità secondo le nuove
regole 2018.

                    SEN - Strategia Energetica Nazionale
Nel 2017 l’aggiornamento della Strategia Energetica Nazionale adegua la
posizione dell’Italia a quella europea al 2030 e rilancia, per il nostro paese,
sfidanti obiettivi di decarbonizzazione, cercando anche di dettare le linee
guida per le politiche necessarie al loro raggiungimento.

                 Figura 10. Abbandono del carbone nel settore elettrico al 2025
                                                                                  12
Gran parte dell’attenzione e degli sforzi sono dedicati al settore elettrico,
riaprendo il dibattito su quale sia l’effettivo livello di rinnovabili non
programmabili sostenibile dal sistema, quali gli investimenti aggiuntivi
necessari e soprattutto quali gli strumenti essenziali per favorire la crescita
prevista.

                     Figura 11. Investimenti previsti dalla SEN nel 2030

La domanda elettrica viene coperta da una quota progressivamente crescente
di rinnovabili, dalle tecnologie convenzionali a gas includendo il completo
phase-out del carbone entro il 2025, e da un import netto dai paesi esteri in
riduzione per effetto delle strategie energetiche dei paesi interconnessi, in
particolare dei piani di dismissione del parco nucleare francese.

                     Figura 12. Riduzione della dipendenza energetica
                                                                             13
Progetto pilota per il Mercato dei servizi di dispacciamento - MSD

Vi voglio ricordare che Terna, per dare seguito ai progetti pilota dello scorso
anno, ha avviato, tra i mesi di gennaio, febbraio e marzo, tre nuove aste
dedicate    alle   UVAC      (unità   virtuali   abilitate   di   consumo)     per
l’approvvigionamento a termine di risorse di dispacciamento. Per le aziende
partecipanti, disposte a modulare il carico al ribasso quando chiamate da
Terna, sarà previsto un corrispettivo fisso e un corrispettivo variabile.

Il corrispettivo fisso previsto di 30.000 €/MW all’anno va riparametrato sui mesi
previsti dall’asta stessa, mentre per il corrispettivo variabile, il cap massimo di
offerta è 400 €/MWh, riconosciuti solo nel caso si venga effettivamente
chiamati da TERNA.

Per partecipare all’asta presso ogni impianto di consumo è richiesto che sia
installata una Unità Periferica di Monitoraggio Carico(UPMC) che sia in grado
di rilevare e inviare in tempo reale ad un centro remoto presso Terna le misure
del consumo totale di stabilimento. Il costo è a carico dell’azienda partecipante.

                                                                                 14
3. LE NOSTRE ATTIVITA’

Nel 2018 il Consorzio è passato da 83 a 91 soci, di cui 50 ordinari e 41
aggregati, per un consumo complessivo annuo di energia elettrica pari a 440
milioni di kWh e 22 milioni di Smc di gas.

Diamo il benvenuto alle Società: Azienda Sanitaria Universitaria Integrata
Trieste, Mipot SpA, Nidec Sole Motor Corporation Srl, Spin SpA, Simulware
Srl, Is Copy Srl, Scame Srl, Salit Srl, TPS Srl e Demus Lab Srl.

CONTRATTI ENERGIA E GAS

                                               Energia

Per    il    biennio   2018/2019,           nell’ottica      dell’aggregazione         regionale   di
Confindustria, è stata creata una sinergia di contratti e di fornitura con il
Consorzio Friuli Energia, in modo tale da ampliare il volume di consumi a
migliori condizioni economiche. Da sottolineare che il Consorzio ha seguito
comunque la medesima politica di diversificazione di forme d’acquisto attuata
negli ultimi tre anni, che si è rivelata essere la più vantaggiosa. Considerando
solo il nostro Consorzio, sono stati sottoscritti quattro contratti con i seguenti
fornitori:

             FORNITORE                      CONSUMO ANNUO                           N. AZIENDE
                                                [GWh]
 AXPO ITALIA SpA                                       291                              12
 ENEL ENERGIA SpA                                      99                               62
 AMGA ENERGIA SpA                                      2,5                              1
 EDISON SpA                                            34                               1
                       Tabella 1. Contratti sottoscritti per il biennio 2018/2019

   AXPO ITALIA SpA - per un gruppo di 12 aziende con un volume annuo di
    291 GWh, il contratto “gestione a portafoglio” prevede acquisti a bande di

                                                                                                   15
potenza costante in momenti diversi, mentre la parte rimanente ed
    eventuali eccedenze vengono regolate sul mercato a PUN;

   ENEL ENERGIA SpA - per un gruppo di 62 aziende con un consumo annuo
    di 99 GWh, il contratto ha visto gli acquisti per il 2018 divisi in due fasi;

   AMGA ENERGIA SpA - prezzo fisso per conto di un’azienda con 2,5 GWh;

   EDISON SpA – prezzo fisso per un’azienda e 34 GWh.

Inoltre, Axpo Italia Spa ha sottoscritto 1 contratto particolare con un’azienda
della pubblica amministrazione.

Per il 2018 attualmente è già stato fissato il prezzo per più del 75% dei volumi
ed i prezzi legati ai singoli contratti li abbiamo comunicati dettagliatamente a
ciascuna azienda.

                                      Prezzi fissi                              Prezzi fissi + variabili

               2009       2010      2011       2012      2013       2014      2015       2016       2017

Prezzi Medi
  Pesati       71,00     68,38     68,07      75,57     73,70      64,79      52,89      46,57     44,89
 [€/MWh]
              Tabella 2. Confronto dei prezzi medi dell’energia elettrica dal 2009 al 2017

Come si evince dalla Tabella 2, il costo della componente energia del 2016-17
risulta il più basso degli ultimi 8 anni e di quasi 10 €/MWh inferiore rispetto a
quello del PUN di baseload (53,95 €/MWh), confermando come la strategia di
acquisto del Consorzio sia stata molto efficace, in quanto il nostro prezzo risulta
influenzato dai profili di prelievo delle aziende che si discostano da un consumo
costante durante l’arco dell’anno.
Il prezzo medio pesato della componente energia per il 2017 è risultato essere
pari a 44,89 €/MWh, rispetto ai 46,57 €/MWh del 2016, con una riduzione del
3,61%.

                                                                                                           16
Confronto Prezzi CEC Vs PUN [2009-2017]
       80

       70

       60

       50

       40

       30

       20

       10
         2008       2009      2010        2011       2012       2013   2014    2015     2016       2017

                                     Prezzi medi pesati CEC [€/MWh]     PUN [€/MWh]

                Figura 13. Confronto tra i prezzi medi del consorzio con il PUN (anni 2009-2017)

                                              Bolletta Elettrica
Dal 1 gennaio 2018 l’ARERA ha ridefinito la struttura tariffaria degli oneri
generali di sistema per le utenze non domestiche del settore elettrico.
In particolare, tutti gli oneri generali che erano in vigore fino al 31/12/2017 sono
stati inglobati in 2 sole componenti:

    Asos - oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili e alla
       cogenerazione;
    Arim - rimanenti oneri generali (componenti A2, A3, A4, A5, As, MCT, UC4
       e UC7);

entrambe con struttura trinomia (aliquote c€/POD, c€/kW impegnato, c€/kWh
prelevato). Restano separate le componenti perequative UC3 e UC6.
Da sottolineare che con tale riforma il 75% del peso della Asos grava sulla
componente applicata all’energia prelevata dalla rete pubblica.

Andando ad esaminare la composizione della bolletta elettrica di un’azienda
non energivora, come si evince dai seguenti grafici, in un anno la medesima
ha visto aumentare i Corrispettivi di vendita del 23%, le Imposte del 6%, mentre
sono diminuiti il Dispacciamento (-24%) ed il Trasporto - Oneri rimanenti del
18%.

                                                                                                          17
Composizione bolletta elettrica (I° trimestre 2018)
                                             Imposte
                       Dispacciamento          4%
                             8%

                                                            Corrispettivi
                                                              energia
                            Asos - Rinnovabili e                44%
                              cogenerazione
                                    37%

                                                                            Trasporto e
                                                                               Arim
                                                                                7%

          Figura 14. Composizione bolletta elettrica per utente non energivoro (anno 2018)

          Figura 15. Composizione bolletta elettrica per utente non energivoro (anno 2017)

Da rilevare che nel 2018 il gettito della componente AE (a copertura delle
agevolazioni per le imprese energivore), con parte della componente A3, è
stato sostituito dal gettito della maggiorazione della componente Asos (a
sostegno delle energie rinnovabili ed alla cogenerazione), applicato agli utenti
non energivori. Quest’ultima nuova componente, che complessivamente pesa
per l’84,8% sugli oneri generali, ricopre il 37% del costo dell’intera bolletta.
A differenza dell’anno 2017, si può constatare che per il 2018 la componente
Corrispettivi Energia rappresenta l’elemento preponderante nella fattura

                                                                                             18
elettrica. Quindi, andando a confrontare il I trimestre 2017 ed il I trimestre 2018,
risulta un aumento complessivo in bolletta pari all’1,55%.

                                               Gas

Per quanto riguarda i contratti di fornitura del gas, il Consorzio ha assistito 38
aziende contrattando, per l’anno termico 2017-2018, 22 milioni di metri cubi
per 78 punti di riconsegna con il fornitore Edison.
A luglio sono state chiuse tutte le posizioni delle aziende con il contratto,
coincidente sia con l’anno termico sia con l’anno solare, ad un prezzo medio
di 18,47 c€/Smc.

             Anno
                    2012/13 2013/14 2014/15 2015/16 2016/17 2017/18
            termico
             Prezzi
           Medi Gas 31,05    30,43   26,67   25,24   16,04   18,47
           [c€/Smc]
                  Tabella 3. Confronto dei prezzi medi del gas dal 2012 al 2017

Osservando l’andamento del prezzo del gas al PSV (Figura 16) nell’arco del
2017, possiamo notare che abbiamo chiuso i contratti per l’Anno Termico
2017/18 nel miglior momento dell’anno.

          Figura 16. Andamento del prezzo del gas al PSV-Punto di scambio virtuale [2017]

                                                                                            19
Infatti, come è possibile vedere nei grafici seguenti, il prezzo medio al PSV
(20,85 c€/Smc) è nettamente superiore a quanto contrattato dal Consorzio, con
un delta pari a 2,38 c€/Smc.

                                         PSV 2017/18
                                                                      PSV       prezzo CEC

                       20
              c€/Smc

                       10

         Figura 17. Confronto dei prezzi del Gas al PSV con il prezzo fisso del CEC 2017-18

                                         Altre attività

Il Consorzio già da alcuni anni affianca all’attività di contrattazione un’azione a
più ampio raggio, propositiva e divulgativa a favore delle imprese aderenti sui
temi legati all’energia e al suo utilizzo razionale e supporta le aziende con
particolare attenzione alle problematiche più attuali.
L’attività degli uffici si è articolata con un’assistenza costante alle aziende con
verifica delle forniture e delle fatturazioni, di confronto e analisi dei contratti
delle forniture delle aziende non ancora consorziate, aumenti di potenza,
recuperi di accise e problematiche connesse, controllo aziende energivore e
corretta applicazione componente AE.

Voglio ricordarVi alcune tra le iniziative promosse dal Consorzio nel corso di
quest’anno.
Innanzitutto, in vista del progetto confindustriale di aggregazione regionale
volto a semplificare le strutture del territorio e che ci coinvolge in prima persona
in quanto l’iter partirà proprio dai Consorzi Energia e dai Consorzi di
Formazione, come già anticipato abbiamo avviato la collaborazione con il
Consorzio Friuli Energia per la definizione di un unico pacchetto di acquisto
                                                                                              20
dell’energia elettrica tra i due consorzi: con l’ampliamento del gruppo di acquisti
ci siamo posti l’obiettivo di ottenere condizioni vantaggiose e servizi più
efficienti per tutti i nostri consorziati.

In collaborazione con la Sezione merceologica Energia di Confindustria
Venezia Giulia, abbiamo proseguito il percorso sugli approfondimenti di
tematiche legate all’efficienza energetica attraverso una serie di eventi tecnico-
informativi per sensibilizzare le aziende verso un utilizzo più consapevole e
razionale dell’energia, eliminando sprechi ed ottimizzando i consumi mediante
interventi di risparmio energetico.
A questo proposito menziono brevemente l’organizzazione di due importanti
iniziative: la prima, con l’ausilio di esperti di ENEA e di tecnici del settore, ha
toccato il tema delle Diagnosi Energetiche e delle nuove linee guida sui Titoli
di Efficienza Energetica (3 maggio 2017); la seconda, invece, voluta dai tre
Consorzi Energia del Friuli Venezia Giulia e con l’intervento di esperti di
Confindustria, ha dato spazio alle testimonianza aziendali sulle Tecnologie per
l’efficienza energetica (25 settembre 2017).
Tra le attività, sempre in collaborazione con la Sezione Energia, è stato avviato
un tavolo tecnico per valutare la possibilità di creare un gruppo di acquisti
congiunti per supportare le aziende nei processi di ammodernamento degli
impianti. A seguito di un’attenta analisi, tra le diverse difficoltà riscontrate per
l’individuazione di soluzioni comuni a tutte le aziende, è emerso un possibile
acquisto congiunto di lampade led per l’illuminazione degli uffici, per esempio
attraverso una convenzione tra Confindustria ed alcuni fornitori qualificati. Tale
iniziativa verrà comunque approfondita nelle prossime riunioni della Sezione.

Fra le attività svolte devo ancora ricordare il pre-audit energetico, il servizio
che il Consorzio Energia Confindustria ha attivato nel 2014 per offrire alle
aziende una prima valutazione degli interventi immediatamente applicabili per
il miglioramento delle prestazioni energetiche dell’azienda. Per i consorziati
ordinari tale servizio è gratuito. Attraverso l’analisi delle bollette e dei

                                                                                  21
macchinari installati, il pre-audit si pone l’obiettivo di fornire all’azienda una
stima del potenziale risparmio, stabilendo le priorità di azione e le aree più
idonee all’implementazione di progetti di efficienza energetica.

Sempre nel campo dell’efficienza energetica, vi ricordo il nostro Sportello
Consulenza Efficienza Energetica, avviato con la collaborazione della
Struttura Centrale Energy Management di Hera SpA, per valutare la possibilità
di ottenere contributi economici (Certificati Bianchi) per la realizzazione di
interventi di risparmio energetico. Lo sportello è rivolto non solo alle grandi
imprese/energivore ma anche alle PMI che, pur non essendo soggette
all’obbligo della diagnosi energetica, potrebbero decidere di realizzarla a livello
volontario usufruendo del contributo regionale.

Nell’anno in corso proseguirà l’attività promozionale al fine di far conoscere a
nuove aziende i servizi offerti dal Consorzio, poiché l’obiettivo è quello di
essere un punto di riferimento per tutti i soggetti interessati ad entrare nel
mercato libero dell’energia elettrica, soprattutto nell’ottica dell’eliminazione del
servizio di Maggior Tutela prevista dal 1° luglio 2019.

Per il resto siamo aperti a qualunque suggerimento da parte dei consorziati al
fine di migliorare le nostre attività. Non esitate dunque a contattarci qualora vi
siano degli interessi particolari che il Consorzio potrebbe sviluppare per le
proprie aziende.

Ringrazio i colleghi del Consiglio Direttivo, del Comitato Tecnico Scientifico e
del Collegio dei Revisori per la collaborazione ed il sostegno che mi hanno
garantito e la struttura del Consorzio Energia Confindustria per il lavoro svolto.

Grazie a tutti per l’attenzione.
Il Presidente
Alessio Lilli

Trieste, 27 febbraio 2018

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