NAUTILUS NavigAzioni tra locale e Globale - n. 1 Luglio 2021 - Fastly

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NAUTILUS NavigAzioni tra locale e Globale - n. 1 Luglio 2021 - Fastly
Nautilus. NavigAzioni tra locale e globale
          Rivista mensile di Cultura e Territorio

               NAUTILUS
NavigAzioni tra locale e Globale

                  n. 1 Luglio 2021

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NAUTILUS NavigAzioni tra locale e Globale - n. 1 Luglio 2021 - Fastly
Nautilus. NavigAzioni tra locale e globale
         Rivista mensile di Cultura e Territorio

               Direttore responsabile
                 Monica Pierulivo

                      Redazione
                    Marco Bracci
                  Benedetta Celati
                    Patrizia Lessi
                  Francesca Passeri
                  Rossano Pazzagli
                    Elena Pecchia

         Hanno collaborato a questo numero

                  Fabio Canessa
                  Roberto Cerri
                  Donato Zoppo
             Associazione Microcosmo

Illustrazione di copertina e logo di Massimo Panicucci
        Consulenza sito Internet Michele Mazzi

          Info: redazione@nautilusrivista.it

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NAUTILUS NavigAzioni tra locale e Globale - n. 1 Luglio 2021 - Fastly
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Sommario

Editoriale
Perché Nautilus

Cultura e territorio
di Rossano Pazzagli

Industriamoci! Partire dalle nostre unicità per costruire nuovi scenari
di Monica Pierulivo

RigenerAzioni urbane
di Benedetta Celati

Education Abroad: l’economia della conoscenza al servizio della Toscana “nascosta”
di Marco Bracci

Vita da ricchi
di Elena Pecchia

Social Media e Moda: non solo influencers. La cultura della moda nella società digitale
di Francesca Passeri

Binocoli e lenti di ingrandimento
di Patrizia Lessi

Locale è bello (e universale)
di Fabio Canessa

Le biblioteche civiche toscane tra pandemia e ripartenza
di Roberto Cerri

Ballando di architettura...
Un piccolo viaggio negli ultimi libri in cui si scrive di musica
di Donato Zoppo

Nautilus
NarrAzioni in fondo al mare
a cura dell’associazione Microcosmo

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Nautilus. NavigAzioni tra locale e globale
                                  Rivista mensile di Cultura e Territorio

                                                Editoriale

                                           Perché Nautilus

Non sono i nuovi continenti che occorrono alla terra, ma gli uomini nuovi – Jules Verne

Quanti significati possiamo dare alla parola             E quale significato possiamo dargli noi
Nautilus? Cosa o chi possiamo intendere? Il              all’interno della rete? Come farlo navigare
mollusco dal guscio perlaceo e avvolto in una            attraverso le maglie delle sue intricate
spirale perfetta, ultimo testimone vivente di            connessioni? Marinaio che si fa nave, braccia
un’era lontanissima della Terra? Il Nautilus             che si aprono come vele o guscio che si spinge
degli antichi greci che ha in sé la radice sia           in profondità, Nautilus racconta cosa incontra
della nave che del navigante? Il cefalopode              durante la navigazione: isole e continenti,
che Aristotele descrive capace di scivolare              marinai e balene, il mondo che si dirama da un
sulla superficie del mare usando due delle               punto preciso, Piombino e il territorio
braccia palmate come vele per assecondare il             circostante, per osservare le maree vicine e
vento? O il formidabile sottomarino del                  lontane, per confrontarsi su ciò che accade e
capitano Nemo in “Ventimila leghe sotto i                con chi lo fa accadere, spingendo lo sguardo
mari”?                                                   su ciò che sarà. Un’unica direzione, molti e
                                                         diversi compagni d’avventura.

Un nome, dunque, e molte metafore; ma                    ciò è necessario costruire un mezzo che sia in
proprio nel sottotitolo, NavigAzioni tra locale          grado di muoversi tra le onde perigliose della
e globale, si trova il senso e la filosofia di           società contemporanea, ma anche di
questa rivista.                                          immergersi nei suoi abissi per mostrare ciò che
In questo passaggio d’epoca che stiamo                   non è visibile a prima vista.
vivendo e che ha contribuito ad acuire
tendenze individualistiche, egoistiche, ed               Nautilus quindi non parla di cultura. Nautilus è
esclusive, nel contesto di una crisi profonda del        cultura: nella narrazione di ciò che accade,
modello      economico        consumistico       e       partendo dai territori locali per spingersi e
urbanocentrico, contrassegnato dal distacco tra          confrontarsi con altri luoghi, fisici o
le generazioni, dalle disuguaglianze sociali e           immateriali, si propone di raccontare le vie che
geografiche, dal degrado della politica e dal            la cultura intraprende attraverso le molteplici
crescente squilibrio tra uomo e ambiente,                vesti con le quali si manifesta, con lo scopo di
occuparsi di “cultura” nel senso più ampio               offrire una visione multidimensionale dei
possibile, senza distinzioni tra cultura “alta” e        processi e di proporre una mappa dei problemi
cultura “bassa”, senza confonderla con                   e delle opportunità del patrimonio e delle
l’evento ma intesa come processo creativo e              attività culturali,      fondamenta per la
generatore di nuovo, significa rimettere al              costruzione del futuro e per una rigenerazione
centro, in chiave umanistica, l’individuo e le           dei valori, dei luoghi e delle identità sociali,
forme collettive tramite le quali quest’ultimo           nell’orizzonte sfumato del nostro tempo.
tenta di dare senso alla propria esistenza;
significa evidenziare la necessità impellente di         Di volta in volta, si viaggerà nel tempo e nello
costruire modelli alternativi, promuovere                spazio, cercando di costruire ponti metaforici
nuove forme di economia e stili di vita, tornare         tra passato, presente e futuro, tra locale e
a prendersi cura del territorio e della società.         globale, tra centro e periferia, tra competenze
                                                         diverse, tra punti di vista plurali per offrire, in
La cultura, attraverso le sue molteplici                 ciascun numero, non una fotografia
declinazioni, è una strategia per dare senso alla        dell’esistente     bensì     un’immagine         in
vita, uno strumento e non un fine in sé; per fare
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movimento di ciò che sta accadendo, che sia            Con questo primo numero iniziamo pertanto la
foriera di nuove prospettive.                          nostra navigAzione, proponendo alcune
Un “lavoro culturale” – per citare Luciano             riflessioni a partire da esempi e da bisogni
Bianciardi – essenziale per ripartire dalla            concreti, per allargare lo sguardo e per
critica del modello dominante e intraprendere          proporre visioni e idee nell’ambito dell’ampio
nuove strade; il patrimonio culturale costituito       e problematico rapporto tra locale e globale
dai beni culturali e dal paesaggio, visto come         che caratterizza la società contemporanea.
componente strategica del più vasto                    Nautilus è il portolano di questo viaggio. Vi
patrimonio territoriale, rappresenta una risorsa       aspettiamo a bordo!
apicale e diffusa da conoscere, tutelare e
mettere a frutto.

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                                          Cultura e territorio
                                            di Rossano Pazzagli

Il legame tra cultura e territorio, spezzato dal           come conseguenza dell’incapacità del sistema
processo di sviluppo capitalistico, deve tornare           economico        dominante       di   integrare
al centro dell’attenzione. La politica sembra              organicamente le problematiche territoriali.
indietro, mentre a livello culturale c’è una               Ma       dobbiamo         considerare     anche
riconsiderazione del ruolo del territorio e della          l’inadeguatezza degli strumenti tradizionali di
dimensione      locale    nei     processi     di          misurazione della ricchezza, l’allontanamento
trasformazione economica e sociale. In Italia              crescente dei centri decisionali dai cittadini e
e all’estero si stanno affermando nuovi                    dalle comunità, la marginalizzazione, il
approcci, come l’attività della Società dei                degrado e la decontestualizzazione dei luoghi,
Territorialisti                                            dei paesaggi, degli ambienti di vita delle
(www.societadeiterritorialisti.it), mentre in              popolazioni, l’arretramento del protagonismo
alcune regioni si sono aperte esperienze di                sociale e politico dei giovani.
studio pluridisciplinare del territorio nel
tentativo di legare la ricerca alla                        L’approccio globale ha semplificato e
pianificazione. Nel suo insieme il territorio è il         marginalizzato le realtà locali. Ciò è stato un
primo bene comune, frutto dell’incontro tra                danno molto grande per un paese policentrico
natura e uomo, il contesto delle relazioni                 come l’Italia, un’area di antica civilizzazione
identitarie ed espressive di una comunità                  come il Mediterraneo, una regione incerta
consapevole e di una cittadinanza attiva.                  come la Maremma. Un tratto essenziale
                                                           dell’Italia è costituito proprio dalla presenza
Un analogo destino sembra accomunare oggi il               diffusa di un patrimonio territoriale
territorio e la cultura: il territorio dimenticato e       (ambientale, culturale, sociale): la montagna, il
la cultura tradita, annichilita e ridotta a evento         mare, le coste, le città e il reticolo dei paesi, le
o a festival, confusa col turismo, anziché                 manifatture, le zone rurali e forestali
considerata come fattore strategico di crescita            costituiscono nell’insieme lo spazio ideale per
civile ed elemento trasformativo della società.            una integrazione delle politiche culturali e
Senza una stretta connessione con la cultura e             ambientali. Anche le feste, le tradizioni e i
col patrimonio territoriale anche i due assi               modi di vita possono divenire elementi
principali delle politiche attuali, quali la               attrattivi, cosicché possiamo parlare di
transizione ecologica e la digitalizzazione,               patrimonio materiale e immateriale.
resteranno astrazioni o scatole vuote,
denominazioni formali anziché processi reali.              Collegando la storia, la cultura e la società,
                                                           emerge una gamma di luoghi, soggetti e
Riaprire e porre al centro la questione del                situazioni nelle quali si vede come sia possibile
territorio e del locale non è localismo, ma                beneficiare di uno heritage inteso come
elemento strategico sul piano teorico e pratico            patrimonio culturale e ambientale, che
per la ridefinizione del modello di sviluppo,              comprende una commistione di elementi
verso una ricomposizione dei saperi e delle                tangibili o intangibili: edifici e monumenti, siti
politiche intorno a un approccio “umanistico”,             produttivi, paesaggi tradizionali, ecosistemi,
attento alla cultura dei luoghi e in grado di              pratiche popolari e stili alimentari. Il ritorno al
contrastare i principali elementi critici della            territorio e al protagonismo locale, possono
società contemporanea, evidenti da tempo ma                essere quindi strumenti privilegiati per
che la pandemia ha reso impellenti. Tra questi,            riorientare i processi di sviluppo e/o di
il principale è il crescente distacco dei fini della       riequilibrio, sia come risposta alla crisi
crescita economica dal benessere sociale,                  strutturale del modello globale-capitalistico,
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sia come rivendicazione di un progetto locale            territoriale e che contribuisca alla sua
che rimetta in gioco le risorse, le vocazioni, le        riproduzione, passando dalla semplicità del
potenzialità di contesti che la storia recente ha        globale alla complessità del locale.
relegato a condizioni di marginalità.
                                                         Dilatare l’ottica del tempo e rimettere al centro
Perché lo sviluppo sia realmente ancorato al             il territorio e il paesaggio, ricostruendo le
territorio, è necessario che le decisioni relative       relazioni città-campagna e politica-cultura: è
all’uso delle risorse – dal riconoscimento, alla         questo il modo per tornare sulla retta via e per
tutela, alla valorizzazione - scaturiscano da            dare valore al patrimonio culturale e alle
modelli democratici di assunzione delle scelte           risorse ambientali, con la testa nell’orizzonte
di interesse della comunità di riferimento, con          grande e i piedi sempre poggiati da qualche
un ruolo centrale della partecipazione                   parte, generando umanità più che identità, la
democratica. Un vero sviluppo sostenibile –              quale del resto non è mai un dato immutabile
come è noto – deve tenere conto della                    scolpito nella pietra del tempo, ma un processo
trasmissione delle risorse alle future                   incessante costruito in modo glocale, riferito
generazioni. Ciò è possibile a condizione che            non solo a ciò che siamo stati, ma anche a ciò
si realizzi in armonia con il patrimonio                 che siamo e a quello che vorremmo essere.

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                                      Industriamoci!
                 Partire dalle nostre unicità per costruire nuovi scenari
                                             di Monica Pierulivo

Crisi dell’industria e crisi dei modelli di               A questo proposito associazioni nazionali
sviluppo che nel corso del ‘900 hanno avuto un            come AIPAI (Associazione italiana per il
ruolo preponderante nel definire il sistema               patrimonio archeologICO) e come RESPpro
socio economico dei territori.                            (Rete di storici per i paesaggi della produzione)
                                                          da anni portano avanti ricerche e studi sulla
Di fronte al prefigurarsi di situazioni diverse           localizzazione e il censimento dei resti
ma non ancora ben delineate, che ruolo ha                 industriali nelle diverse aree e sulla
l’eredità culturale prodotta dall’industria e dal         conservazione delle strutture. Alla base di tutto
lavoro nei territori, e come questo lascito può           questo, oltre a un obiettivo di conservazione
essere      utilizzato    per      caratterizzare         del patrimonio, c’è anche la convinzione che
positivamente aree e regioni, interpretandone             l’archeologia       industriale     abbia     una
le vocazioni e valorizzandone le unicità?                 rilevanza strategica per la progettazione del
                                                          futuro, costituendo una grande risorsa da molti
Questo è l’interrogativo non retorico dal quale           punti di vista, tra cui anche quello turistico.
partire per pianificare in concreto le scelte
future e l’impiego delle risorse in aree                  A livello europeo ad esempio, molte delle
attualmente investite da crisi senza precedenti,          testimonianze del passato industriale sono
poiché il patrimonio storico non è solamente              confluite nella rete degli itinerari europei del
testimonianza di un passato glorioso, ma                  patrimonio industriale ERIH - European Route
rappresenta una grande scommessa, una vera e              of Industrial Heritage che attualmente
propria fabbrica di cultura, fatta di tante               conta più di 1800 siti presenti in 43 paesi
contaminazioni.                                           diversi.    Itinerari pensati per creare un
                                                          collegamento tra i più importanti siti
Villaggi operai, officine, ponti, gallerie, cave e        industriali d'Europa, coinvolgendo fabbriche
miniere, impianti, rappresentano una ricchezza            dismesse,      paesaggi    industriali,   musei
materiale di grande valore che ha contribuito             tecnologici interattivi.
alla creazione del paesaggio urbano industriale
nel mondo occidentale a partire dal XVIII                 Luoghi portatori di una comune memoria
secolo e che sono testimonianza del processo              europea,      testimonianze     di     scoperte
di trasformazione dell'ambiente e della società           scientifiche, di innovazioni tecnologiche, di
a seguito della rivoluzione industriale.                  storie di vita operaia e d’impresa che offrono
                                                          visite guidate, presentazioni multimediali ed
Di questo si occupa l’archeologia industriale             eventi di notevole risonanza. Tra questi,
che però non è solo questo, è anche un insieme            ”ExtraSchicht - La Notte del Patrimonio
di elementi immateriali come la memoria                   Industriale” nel bacino della Ruhr (Germania)
scritta e quella orale, le tradizioni, le forme del       o “Industriada” nella Slesia, Polonia,
sapere tecnico e i modi di produzione. Un                 attraggono centinaia di migliaia di visitatori.
insieme che deriva dall'intreccio tra l’attività
industriale, l'ambito territoriale, le persone che        Anche in Italia ci sono diverse iniziative di
abitano i territori, dal rapporto stretto tra             successo. In Lombardia attraverso la “Via
attività produttive, lavoro e società, tra                dell'energia“ si promuovono visite alle più
tradizione e innovazione, tra uomini e imprese.           importanti centrali in associazione ad aspetti di
                                                          arte, cultura, enogastronomia, paesaggio ecc.

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Un altro esempio importante di valorizzazione           all’industria   contemporanea,     diventa
del patrimonio industriale anche in funzione            un’occasione di sviluppo in sé con finalità
turistica è rappresentato dal cotonificio Crespi        culturali e scientifiche e di crescita
d'Adda inserito dall'Unesco nell'elenco del             complessiva.
patrimonio mondiale dell'umanità uno degli
esempi meglio conservati di città utopistica            Pensare alla riconversione polifunzionale di
ottocentesca.                                           edifici dismessi attraverso le opportune
                                                        bonifiche delle aree non utilizzate;
E poi ci sono i musei e gli archivi d'impresa, la       musealizzare e realizzare un Centro di
didattica associata alla conoscenza del                 documentazione sulla storia della siderurgia,
patrimonio      industriale,   dell’innovazione         valorizzando quel grande lavoro di recupero
tecnologica, scientifica e molte altre attività         dell’archivio industriale delle Acciaierie di
che consentono di valorizzare una ricchezza             Piombino portato a compimento nel 2019
legata alle specificità del territorio. Un altro        dall’Archivio storico comunale insieme alla
esempio concreto in questa direzione è quello           Soprintendenza archivistica della Toscana;
di Fondazione Dalmine che da anni svolge un             conservare la memoria degli impianti e
lavoro importante per la valorizzazione,                dell’ultimo altoforno rimasto, l’Afo4;
conoscenza e divulgazione del proprio                   recuperare edifici urbani legati alla storia della
patrimonio industriale.                                 città industriale creando veri e propri itinerari
                                                        e connettendo l’area industriale con quella
Piombino, insieme alla Val di Cornia, alle              urbana.
Colline Metallifere, all’isola d’ Elba con il
parco minerario di Rio Marina, a Follonica,             Questi appena elencati sono progetti che
con l’importante e suggestiva esperienza del            possono consentire il rinnovamento di un
museo Magma, fino al monte Amiata, è un                 territorio, senza porsi in antitesi con la
territorio ricco di testimonianze che                   continuazione dell’attività produttiva, ma che
rappresentano una grande potenzialità per               al contrario possono aprire nuovi spazi di
ripensare il suo modello di sviluppo.                   rilettura e di riqualificazione complessiva, per
Lavorare sull’identità di una tradizione                un comune obiettivo di rinascita anche
metallurgica lunga millenni, che parte dagli            economica e sociale.
Etruschi passando per l’età moderna fino

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                                      Rivista mensile di Cultura e Territorio

                                           RigenerAzioni urbane
                                                  di Benedetta Celati

Piombino è una città perfettamente in linea con i               volendo, esistono. Il diritto, in fondo, ha un’origine
tempi che corrono: attraversata dalla crisi,                    sociale e nella società vive occasioni di adattamento
perennemente in cerca della sua transizione giusta,             e di rinnovamento. Ce lo insegnano le molte
vive il rapporto col futuro proprio in funzione di quel         esperienze dei beni comuni, della sussidiarietà
binomio ambiente-sviluppo che sembra avere ormai                orizzontale e degli usi civici e collettivi urbani che
assunto il ruolo di inopinabile strumento di lettura            punteggiano la geografia municipale del nostro Paese,
della realtà.                                                   all’avanguardia in questo senso rispetto a tanti altri
                                                                Stati.
Rigenerazione e resilienza, le parole passpartout
della contemporaneità, acquistano, però, in questo              In questi anni, grazie ai diversi esperimenti di
contesto, una loro valenza specifica, divenendo un              cittadinanza attiva che hanno contribuito a rendere
qualcosa di più rispetto a dei meri concetti simbolo di         nuovamente fruibili molti luoghi negati, ha iniziato a
cui tutti parlano, senza spesso sapere perché, anche            diffondersi l’idea di un giuridico che non limita ma
solo per conformarsi al sentire comune.                         che fortifica ed emancipa, dando legittimazione a
                                                                iniziative intrise di un carattere (ri)generativo e non
A Piombino sono gli spazi urbani a evocare un                   estrattivo.
significato concreto per questi termini: i vuoti a
perdere rappresentati dalle molte strutture in disuso           Si tratta di uno scenario nel quale le vie istituzionali,
costituiscono dei luoghi da restituire e quindi da              come lo è la Dichiarazione d’interesse culturale
riempire, di idee, di progetti e di pratiche. La                prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio,
cartografia degli edifici che hanno perso le loro               si intrecciano alle pratiche di partecipazione civica,
funzioni, rimanendo simulacri di un’epoca che fatica            divenendone mezzo di riconoscimento e di
a trovare nuovi orizzonti, rende visibili, come un              promozione.
lungo negativo fotografico, le evoluzioni del tempo e
chiama, in un certo senso, all’azione. Il chiaroscuro           Il ruolo relazionale della Cultura nei confronti della
invertito che emerge può essere interpretato, infatti,          dimensione socio-economica del territorio ha oggi,
come un invito alla trasformazione, laddove                     tra i suoi molteplici canali d’espressione, formule
l’atteggiamento riflessivo si sostituisce a quello              innovative come la formula del Partenariato Speciale
espansivo, in piena coerenza con il paradigma del               Pubblico-Privato, strumento giuridico flessibile,
consumo di suolo zero, che si non limita certo alle             contenuto nel Codice dei contratti pubblici, con il
questioni urbanistiche ma riguarda prima di tutto la            quale è possibile recuperare, secondo logiche di
mentalità delle persone.                                        interesse generale e non di esclusivo sfruttamento
                                                                economico, beni culturali immobili, per restituirli
Pensare alla nuova vita di un immobile, come l’ex               all’uso da parte della comunità come spazi e servizi
Circolino delle Acciaierie, significa ragionare di sé,          sottratti all’abbandono.
rimanere legati a una storia che non si vuole smarrire
ma valorizzare, facendo della pratica del riuso un              Anche il Circolino di Piombino, in quanto
mezzo di lotta che, nell’attesa del futuro, si nutre del        testimonianza “dell’identità e della storia delle
transitorio e dell’informale per produrre, dal basso e          istituzioni (...) collettive”, potrebbe passare da questa
nel presente, un graduale processo di cambiamento.              via per tornare a esprimere una vitalità culturale in
                                                                città, permettendo alle associazioni e ai singoli
Come in una rete ideale di città che escono da uno              cittadini di proporre e realizzare nuovi usi pubblici di
stato di torpore per riappropriarsi dello spazio                beni appartenenti al patrimonio “diffuso” della storia
pubblico, anche Piombino può diventare, dunque,                 operaia.
laboratorio di creatività urbana, configurando usi
artistici per i molti cantieri irrisolti che la                 Al tempo dello smart che precede ogni concetto, se
caratterizzano, o sviluppando proposte per una                  c’è allora una cosa davvero intelligente che possiamo
riapertura culturale condivisa.                                 provare a fare è progettare nello spazio pubblico, che
                                                                si fa così spazio politico, azioni di rigenerazione,
Il tema del degrado, da non confondere con quello del           sperimentazioni di “resilienza sociale” fondate
decoro, è allora occasione di coinvolgimento e di               sull’idea che per essere realisti occorre sempre di più
partecipazione, perché ispira a sentirsi parte di un            sognare l’impossibile.
tutto, a non delegare, scoprendo, in questo modo, che
gli strumenti per fare, anche di tipo giuridico,                Una sognatrice
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     Education Abroad: l’economia della conoscenza al servizio della Toscana
                                 “nascosta”

                                              di Marco Bracci

Nelle dinamiche che contraddistinguono le                  culturale e morale sia per gli studenti che per il
società complesse glocalizzate, il viaggio ha              territorio nel quale soggiornano, attivando
assunto connotati democratici e ha prodotto                dinamiche favorevoli alla diversità e al
molteplici effetti e nuove opportunità.                    pluralismo culturali. Inoltre, gli studenti
                                                           accederanno idealmente anche alle "chiavi"
Se è vero che da anni la turistificazione delle            della città nella quale hanno risieduto per
città ha influito negativamente sulla vivibilità           settimane o per mesi.
dei centri storici da parte dei residenti diventati
spettatori di un processo di depauperamento                Firenze, centro nevralgico del settore
culturale, e in questo momento storico, anche              Education Abroad in Italia, deve funzionare
economico, d’altra parte è utile ricordare che il          anche da snodo per dare valore alla Toscana
viaggio produce anche benefici: porta alla                 “diffusa” dei piccoli centri e dei borghi, ancora
scoperta, permette di accedere al nuovo e                  fuori dall’interesse del pubblico di studenti
all’inatteso, fornendo non solo un linguaggio              internazionali che amano l’Italia ma che
per i rapporti, bensì creando rapporti,                    ignorano l’esistenza di luoghi per loro
situazioni sociali, e comunità.                            “nascosti”. Sarebbe perciò opportuno invitare
                                                           gli studenti internazionali a scoprire “altri”
È il caso dello studente/viaggiatore della                 territori toscani. A tal fine, è auspicabile una
conoscenza, che da ospite della città italiana             fattiva collaborazione tra vari stakeholder a
sede dell'università presso la quale studia,               livello regionale per attrarre università
diventa attore protagonista, e rappresentando              straniere non ancora presenti in Italia e
la dimensione di consumatore del viaggio in                convincerle a stabilire programmi di studio nei
chiave contemporanea - multidimensionale e                 piccoli centri della Toscana. In tal senso, molti
ipertecnologico - si può trasformare in                    luoghi della nostra regione potranno
“ambasciatore” all’estero per persuadere futuri            intraprendere un percorso di accoglienza e di
studenti a compiere la stessa esperienza, ma               relazioni con istituzioni universitarie straniere,
anche per promuovere un’immagine più                       con finalità economiche, sociali, culturali e di
realistica e meno stereotipata dell'Italia.                ricerca. Esistono già esempi eccellenti di Study
                                                           Abroad nella Toscana “diffusa”, come il
La presenza di studenti internazionali, non più            programma HECUA https://hecua.org/study-
considerati come "turisti di medio periodo" ma             abroad/italy/ a Greve in Chianti (FI), o quello
come "cittadini pro-tempore", potrebbe                     della East Carolina University a Certaldo (FI)
contribuire a cambiare il paradigma del                    https://global-affairs.ecu.edu/ecu-tuscany/.
turismo di massa nelle principali destinazioni
italiane e favorire un mutamento culturale e               L’istruzione universitaria internazionale può
sociale dei territori non ancora toccati dal               diventare una dimensione strategica anche per
settore Education Abroad.                                  realtà territoriali della toscana costiera, come
                                                           Piombino e la Val di Cornia. Studenti
Investire sulla presenza degli studenti stranieri          provenienti da varie parti del mondo (Paesi del
significa insegnare loro la storia, ma anche la            Mediterraneo, USA, India, Cina...) potrebbero
bellezza del presente, di ciò che sono la                  frequentare programmi estivi e semestri
Toscana e l’Italia, nella loro dimensione                  regolari. Gli ambiti di studio e ricerca
identitaria ibrida e contemporanea; il periodo             sarebbero molteplici e potrebbero coniugarsi
di studio può rappresentare una crescita                   con l’identità del territorio: archeologia, storia
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e storia dell’arte, comunicazione e marketing              locale; comunicare una rinnovata dimensione
dei beni culturali e paesaggistici, ingegneria             identitaria di Piombino (e del territorio);
siderurgica, storia dell’alimentazione e                   costruire un sistema che, partendo
dell’agricoltura,     cultura  e     marketing             dall’economia della conoscenza, coinvolga gli
dell’industria eno-gastronomica, biologia                  attori locali, ad esempio attraverso programmi
marina, hospitality management, fotografia,                di stage e di volontariato; offrire opportunità di
ecc.                                                       lavoro ai residenti sul territorio; riallacciare
                                                           rapporti con i “piombinesi nel mondo” che
Attivare programmi Education Abroad a                      lavorano presso università straniere all’estero
Piombino e in Val di Cornia, in stretta                    creando così un network di conoscenze glocali.
collaborazione con istituzioni universitarie
straniere che intendono far svolgere                       Si tratta, in pratica, di convergere verso un
un’esperienza di vita unica ai propri studenti in          nuovo paradigma culturale in cui l’economia
Toscana, a contatto con la natura e immersi                della conoscenza diventi strumento strategico
nella storia di lunga durata del nostro territorio,        di sviluppo della Toscana “nascosta” (a tale
avrebbe obiettivi specifici, quali: favorire               proposito si veda l’analisi proposta nel volume
percorsi d’interculturalità, apertura all’altro, e         di recente pubblicazione Study Abroad in Italy,
di accoglienza dello “straniero” nella comunità            di M. De La Pierre e M. Bracci).

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                                                    Vita da ricchi

                                                     di Elena Pecchia

Tanto siamo sempre lì. Non c'è niente che sia più                  del curriculum vitae dello studente, scimmiottando
ingiusto che fare parti uguali tra disuguali, così                 quello necessario per entrare in azienda.
stigmatizzava Don Milani nella sua "Lettera a una                  Il suddetto curriculum è diviso in tre parti: istruzione
professoressa" dividendo gli studenti tra i figli dei              e formazione, suppergiù un elenco di conoscenze,
dottori (i Pierini) e i figli del popolo (i Gianni).               competenze e abilità; certificazioni - e a questo punto
                                                                   dobbiamo cominciare a stare in guardia - e attività
Siamo ormai alla seconda maturità "pandemica" ma,                  extrascolastiche. Già le certificazioni linguistiche,
come al solito, ogni nuovo inquilino del Ministero                 informatiche & co. non sono alla portata di tutti gli
dell' Istruzione ci tiene a dare il suo tocco a un castello        studenti, ma soprattutto è la voce "attività
ormai fatiscente, peggio della casa degli Usher. Così              extrascolastiche" che distinguerà i figli dei ricchi
il neoministro Patrizio Bianchi trionfalmente ha                   coinvolti in attività sportive prestigiose, in stage negli
annunciato a due mesi dal faticoso traguardo che "                 States e in esperienze elitarie dai figli di Nessuno.
debutta quest'anno all'esame di stato del secondo
ciclo di istruzione la piattaforma per la compilazione             Con questo nuovo "cartellino" del curriculum,
del curriculum dello studente". Evviva, dalla maturità             secondo la definizione dello storico dell'arte Tomaso
di quest'anno, alla fine dell'esame " il curriculum sarà           Montanari, lo studente come prodotto a marchio
allegato al diploma e messo a disposizione di                      controllato    verrà       immesso      sul     mercato.
studentesse (politically correct, che diamine!) e                  Questo, del resto, è l'ultimo tassello di una storia tutta
studenti all'interno della piattaforma".                           italiana.

Allora, chiariamo a chi non conosce dall'interno la                Dagli ultimi dati Ocse (Organizzazione per la
scuola: da circa una decina di anni è in atto                      cooperazione e lo sviluppo economico) l'Italia viene
un'aziendalizzazione colpevole della scuola superiore              definita il Paese della laurea ereditaria. Ben il 90 per
per cui il Preside si chiama Dirigente, le materie e le            cento dei figli laureati si laurea contro il 10 per cento
attività scolastiche si chiamano offerta (formativa) e             di chi ha genitori fermi alla terza media, mentre il dato
gli studenti con le loro famiglie sono gli utenti/clienti          europeo si attesta su un più modesto 68 per cento di
del Carrozzone. Alla fine dei cinque anni non sia mai              studenti con il titolo in tasca assicurato se figli di
che vengano richieste le conoscenze ma piuttosto le                genitori laureati.
competenze, cioè il know how, e le abilità,
competenze non più in potenza ma già in atto.                      Eppure i politici italiani di turno si fanno belli della
                                                                   scuola italiana come terra dell'inclusione,
Comunque, quello che lo studente impara viene                      all'avanguardia nella normativa per i Dsa (disturbi
messo alla prova in qualche modo dalle varie formule               specifici dell'apprendimento), i Bes (bisogni
di esame, proposte sempre in modo diverso sia                      educativi speciali), i Nai (Nuovi arrivati in Italia)
quando si sta bene che in questi due anni di                       studenti fragili per motivi personali, familiari e sociali
sofferenza. Insomma, alla fine dei giochi gli studenti             a cui sono assicurati giustamente percorsi particolari.
si trovano in mano un diploma per proseguire gli studi             Un pezzo di carta da noi non si nega a nessuno. Carta
o entrare nel mondo del lavoro, con valutazioni tra il             straccia, tanto dopo il diploma, con o senza
60 e il 100.                                                       curriculum, andranno avanti sempre i figli dei ricchi.

Non bastava? No, non è bastato: direttamente dalla                 Lettera di una professoressa 2021
Buona scuola, Bianchi ha riesumato questa proposta

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 Social Media e Moda: non solo influencers. La cultura della moda nella società
                                    digitale

                                               di Francesca Passeri

La moda è da sempre un fattore di cambiamento                  quando piuttosto dalla creazione di un dialogo
sociale, rappresentando un fenomeno complesso                  duraturo con i propri utenti, con le proprie comunità,
strettamente collegato ai profondi cambiamenti                 con cui il brand condivide valori, sentimenti ed
economici, sociali e culturali che caratterizzano la           emozioni. La marca rassicura i propri consumatori
società contemporanea.                                         attraverso una coerenza di contenuti che incontra le
                                                               aspettative di una comunità solo apparentemente
Occorre non solo soffermarsi sul lato strettamente             indefinita.
estetico della moda, ma anche su quegli aspetti
comunicativi e identitari che consentono di                    A partire da marzo 2020, il lockdown ha costretto le
affrancarla dall’essere percepita comunemente come             aziende a fare i conti con l’isolamento dell’individuo
un settore frivolo ed effimero.                                dal contesto sociale in cui fino a poche ore prima
                                                               aveva interagito; analizzando nello specifico il settore
La moda è cultura; è un linguaggio universale, in cui          della moda, quella barriera, già meno percepibile fra
lo stile di un abito diviene strumento di condivisione         consumatore e brand, è andata quasi a scomparire,
e di comunicazione, contribuendo a definire l’identità         non solo nella moda pret a porter ma anche nel settore
di gruppi e di singoli individui.                              del lusso, che ha consolidato il suo status attraverso
                                                               una comunicazione bottom-up dei propri prodotti, ma
Ciò a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni è             soprattutto dei propri valori.
un’accelerazione non solo nei consumi della moda
grazie al fenomeno della fast fashion, ma anche una            Appare non solo interessante e drammatica allo stesso
costante “presentificazione” della moda con                    tempo la riconversione delle industrie del lusso e
collezioni che anziché rincorrere la stagionalità,             della moda nella produzione di mascherine, camici
hanno piuttosto privilegiato le esigenze di un                 ospedalieri, gel igienizzanti, ventilatori, ma è il
consumatore sempre più affamato di nuove tendenze,             concetto stesso di tempi della moda che è andato a
già fuori moda nel momento stesso in cui vengono               ridefinirsi.
fruite.
                                                               Il lockdown ha costretto ciascuno di noi non solo a
Protagonisti assoluti della moda sono diventati i              misurarsi con il dramma della pandemia, ma ci ha
social media, straordinari attivatori di contatti e            obbligati a una introspezione sui tempi che avevano
relazioni, spinta propulsiva per la ridefinizione della        fino a quel momento caratterizzato le nostre vite; la
brand identity e della brand equity.                           moda si inserisce in tale nuova concezione dei tempi
                                                               e delle priorità dell’individuo; Giorgio Armani,
Ciò ha permesso un nuovo rapporto con il                       nell’aprile del 2020, scrive una lettera al mondo della
consumatore, non più passivamente recettivo delle              moda (https://forbes.it/2020/04/15/giorgio-armani-
tendenze imposte dagli stilisti, bensì consumatore             scrive-una-lettera-al-mondo-della-moda-e-lo-critca-
proattivo capace di rendere più incisive le azioni di          e-tempo-di-rallentare-e-cambiare/) in cui definisce
marketing, imponendosi come prosumer.                          “immorale” il modo e i tempi della moda utilizzati
                                                               fino a quel momento, sottolineando la necessità di
L’impiego dei social media è divenuto                          produrre capi più duraturi, e invitando inoltre a un
particolarmente vantaggioso per le imprese di piccole          rallentamento dei tempi forsennati del fashion system,
e medie dimensioni, i cui budget limitati non                  che hanno altresì prodotto un declino del sistema
permettono l’accesso a strumenti di promozione,                moda, con conseguente assimilazione del lusso al fast
quali ad esempio la pubblicità sui media tradizionali,         fashion nel tentativo di vendere di più.
troppo costosi rispetto ai mezzi a disposizione
dell’impresa.                                                  I social hanno favorito un altro cambiamento
                                                               significativo: la partecipazione alla sfilata, per anni
L’aspetto interessante dell’implementazione dei                tempio inviolabile e inaccessibile per i non addetti ai
social media nella ridefinizione dell’identità di marca        lavori, momento culminante del lavoro dello stilista,
è altresì rappresentato non tanto dall’attività di             e contenitore di glamour e sogno, grazie ai social
promozione, che diviene in un certo qual modo                  diviene accessibile e fruibile, non perdendo la sua
secondario o quantomeno non così visibile all’utente,          aurea di sogno e di comunicazione di tendenze e stili.
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Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison             con la marca stessa, in un mondo, quello della moda
Valentino, presenta in streaming la collezione uomo-            e del web, caratterizzato invece da cambiamenti
donna per l’inverno 2021-2022, al Teatro Piccolo di             repentini e da scarsa lealtà.
Milano       (https://forbes.it/2021/03/01/valentino-la-
sfilata-di-piccioli-al-piccolo-teatro-che-rende-                Probabilmente oggi Giovanni Battista Giorgini,
omaggio-a-milano/), in una sfilata che non ha l’unico           inventore del Made in Italy e fautore della creazione
obiettivo di presentare i capi della prossima stagione,         del sistema-moda italiano agli inizi degli anni ’50,
ma racchiude in sé il significato di una moda non più           utilizzerebbe i social media per alimentare la cultura
esclusiva, bensì inclusiva nell’immaginario di un               della moda italiana all’estero, e se incontrasse Chiara
consumatore che diviene complice del brand,                     Ferragni le chiederebbe di collaborare con lui per
contribuendo a dare vita a relazioni durature e stabili         riposizionare il brand Made in Italy.

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                                    Binocoli e lenti di ingrandimento
                                                    di Patrizia Lessi

Si deve a Ronald Robertson e Zygmunt Bauman la                   nell’immaginario che per oltre un secolo ha popolato
traduzione e popolarità di un termine divenuto negli             pagine di libri e di giornali, schermi di cinema e tv, le
anni di uso comune nel mondo occidentale a fronte                voci della radio. Google search è invaso di
dell’origine giapponese e al modo in cui questa lingua           approfondimenti del piccolo: singole parole, luoghi
definì negli anni ’80 il complesso rapporto andatosi a           isolati e sperduti, tradizioni ristrette. La curiosità si
creare fra globalizzazione e realtà locali. Col termine          nutre di dettagli. Una festa tradizionale in un villaggio
Dochakuka il Giappone evocava la natura ibrida del               nepalese piuttosto che un mercatino in Brasile, la casa
mondo globale in cui a distanza di quarant’anni                  di un amico d’infanzia che ora vive molto lontano e
adesso viviamo pienamente. L’apertura di Tokyo a                 invia i colori di un altro cielo, un altro mare. Ma i
cultura, estetica e mercato oltreconfine non aveva               dettagli sono anche quelli che rovesciano il portone
determinato un amalgama informe in cui memoria e                 del dirimpettaio in qualcosa di completamente
tradizioni nazionali avevano perso la loro identità,             diverso da sé. Lo spauracchio della frammentazione
bensì una complicata dialettica fra vecchio e nuovo,             identitaria a cui Internet può esporre diviene allora
vicino e lontano, conservazione e trasformazione che             l’avviso che ci ricorda che una rete non disperde,
mostrava il fianco a molte contraddizioni, ma segnava            trattiene. Più questa si estende, tanto si fanno fitte le
un punto di non ritorno nel percorso economico,                  sue maglie.
sociale e politico che ad est si stava facendo. Così,
quando in tempi più recenti la sociologia ha introdotto          A questo fa pensare ad esempio l’esperienza del
il termine ombrello Glocalizzazione anche noi                    gruppo Facebook Sei piombinese se...ormai a quasi
abbiamo avuto la fotografia del momento x rispetto al            diecimila membri che usano le lenti sopraccitate
quale non si poteva più fare dietro front. La                    quotidianamente andando avanti e indietro, dentro e
quotidianità della “realtà delle cose” si è estesa e             fuori scorci di strade, piazze e quartieri che
frammentata nelle maglie virtuali della rete e in                trasformano continuamente in narrazioni sempre
quell’idea di modernità liquida di cui tecnologia e              diverse. Non si tratta soltanto di amarcord per
globalizzazione spostano costantemente in avanti gli             nostalgici o difesa delle bellezze nostrane. Gli utenti
orizzonti. A dispetto delle analisi più infauste internet        si danno il buongiorno, condividono, raccontano,
e mercato globale non hanno però diluito fino alla               mettono in giro ciò che le lenti inquadrano mentre
trasparenza la densità dei legami col territorio anzi,           passeggiano, vanno al lavoro, girano coi figli e non,
un effetto piuttosto inatteso è arrivato dalla variegata         come avviene più spesso nella realtà di Instagram,
galassia dei social networks che se in parte hanno               Tik Tok ed FB stessa, se stessi mentre fanno
consentito il contatto con panorami geograficamente              quell’esperienza così da rendere l’esploratore più
distanti, dall’altra hanno focalizzato in modo inedito           rilevante dell’esplorazione. Così il gruppo si popola
gli angoli apparentemente più familiari di casa                  di angoli sconosciuti ad alcuni e familiari per altri,
propria.                                                         panchine, stradine isolate che in un altro scatto di
                                                                 cinquant’anni fa si popolano di profili, suoni e voci di
È questo, in un certo senso, il gioco del cannocchiale           altri piombinesi o altri viaggiatori. Piazza Bovio da
e della lente di ingrandimento cui non sfuggono le               tutte le angolazioni, nel sole, sotto la pioggia, dentro
dinamiche contemporanee: una lente per vedere che                l’ovatta di una giornata uggiosa.
aria tira in questa o quella parte del mondo, un’altra
per ingrandire e godere dei particolari del                      Mari lontani in cui cercare similitudini o lo stesso
microcosmo accanto al nostro. D’altronde non è il                mare su cui ci si affaccia da decenni. Ma come può
grande che oggi andiamo a cercare navigando in rete:             esserlo se diversi sono gli occhi che vi allargano lo
il grande continente, la grande metropoli, il grande             sguardo?
viaggio hanno una consolidata e ricchissima narrativa

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                                       Locale è bello (e universale)
                                                   di Fabio Canessa

Solo ciò che è locale può diventare universale, mentre          E se un artista osa squarciare il velo della
chi tenta con ogni sforzo di essere globale sarà                superficialità e scavare a fondo nella sua esperienza
ignorato sia nel suo che negli altri paesi. Almeno              di vita, ecco che la sua opera parla a tutti.
nell’arte e nella cultura.                                      I grandi capolavori della storia del cinema, da “Il
La storia di un poveraccio a cui rubano la bicicletta           posto delle fragole” di Ingmar Bergman a “Otto e
nelle strade della Roma degli anni Quaranta è                   mezzo” di Federico Fellini, sono esattamente questo:
diventata la bandiera del cinema neorealista.                   autobiografie sognate, radiografie del corpo e dello
Non mi interessa, avrebbe potuto rispondere qualsiasi           spirito, aneddoti d’infanzia assurti al rango di
produttore di oggi, a chi vuoi che importi una vicenda          epifanie, cronaca elevata alla sacralità, gossip
così minimale? Quanta gente pensi che vada a vedere             sublimato nello spettacolo di una visionarietà
un film dalla trama talmente misera e così poco                 filosofica.
glamour? Il pubblico si appassiona a ben altro.                 Il cancro dell’arte è invece il marketing globale, la
Invece con “Ladri di biciclette” Vittorio De Sica è             pianificazione a tavolino nel confezionare un
entrato nella storia del cinema perché ha emozionato            prodotto buono per la platea internazionale.
tutto il mondo. La potenza dell’espressione artistica           Infatti sarà un prodotto, non un’opera d’arte. E per
agisce solo se l’opera è radicata profondamente nella           paura di sembrare provinciale, si sforzerà di
dimensione locale, individuale, esistenziale di chi la          emanciparsi da ogni accento e coloritura locale,
crea: la Commedia di Dante non fa che parlare di                finendo così con l’essere insapore.
Firenze e di quei personaggi localissimi che il poeta           Un prodotto standard, di plastica, buono per tutte le
conosceva di persona.                                           stagioni e dunque per nessuna, costruito
Eppure a distanza di settecento anni, rimane il testo           dall’assemblaggio di stereotipi (sentimentali,
letterario più universalmente letto, studiato e                 polizieschi, comici, horror, a seconda del genere),
venerato.                                                       sganciato dalla realtà della storia e dalla verità della
Nella Recherche, Marcel Proust non ha fatto altro che           coscienza.
raccontare la vita propria e della gente che                    Cucina internazionale, come la chiama l’amico
frequentava, con dettagli personalissimi e                      Nicola Calocero: la stessa che, nel campo
privatissimi di sensazioni individuali, nel contesto            gastronomico, è rappresentata da quelle grandi catene
della società parigina di inizio Novecento. Si sono             multinazionali che ti fanno trovare gli stessi medesimi
riconosciuti in Marcel i lettori di ogni epoca e di ogni        spiccicati panini, insalate o gelati a Londra, Tokyo,
nazione.                                                        Firenze, Madrid, Parigi e New York. Il modello è il
L’arte infatti è trasfigurazione di una verità locale e         medesimo dei chewing gum, dei vini e dei dolci
intima, che si rifrange negli animi di tutti coloro che         industriali o della Coca Cola: sono dappertutto ma il
si rispecchiano in essa. Se funziona così, è segno che          gusto non entusiasma nessuno.
ci assomigliamo tutti molto più di quanto si pensi.             L’arte si sprigiona dalla pizza napoletana, dalla
                                                                schiaccia briaca elbana, dal Brunello di Montalcino e
                                                                dalla salama ferrarese.

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                 Le biblioteche civiche toscane tra pandemia e ripartenza
                                                 di Roberto Cerri

Le biblioteche locali toscane hanno sofferto                   dovrebbe produrre un piano regionale? Una legge
l’impatto del Covid assai meno di altre istituzioni            regionale? Servirebbe molto saperlo;
culturali. Dal maggio 2020 infatti sono state quasi                    2. capire come innalzare i livelli tecnologici
tutte riaperte sia pure a scartamento ridotto.                 delle strutture bibliotecarie e predisporre un piano
Hanno rattrappito i loro servizi, hanno patito                 di incentivi regionali che aiuti le biblioteche
l’andamento carsico, ora in presenza e ora in DAD              civiche a muoversi in questa direzione;
delle scuole, perso lettori in sede, ma acquisito un                   3. analizzare meglio la possibilità di sfruttare
po’ più di visibilità in rete. Hanno aumentato i               le opportunità offerte dalla normativa sul
prestiti digitali e ridotto di un 25/30 per cento i            superbonus edilizio anche in questo settore;
prestiti dei volumi cartacei. Il tutto, ovviamente, a                  4.       affrontare        una         riflessione
macchia di leopardo anche in Toscana. Come                     sull’occupazione professionale in questo settore,
sempre. Ma nell’insieme i prestiti non sono crollati           valutando le complesse interazioni tra servizi
e un po’ di nuovi acquisti, grazie anche alle scelte           diretti, servizi in appalto e servizi integrati.
ministeriali, sono stati fatti. Lo smartworking ha             Saranno almeno trent’anni che non ho notizia
indebolito i servizi in sede. Ma potenziato quelli in          anche solo di un convegno in Toscana che affronti
rete.                                                          queste complesse tematiche che anche in epoca di
Il problema che si presenta oggi alle biblioteche              Covid hanno visto una maniera ingiusta di trattare
civiche che esprimono una direzione politica ed                i lavoratori del settore, per altro penalizzando la
operativa (cosa che purtroppo non accade ovunque,              fascia dei più precari, ovvero di coloro che in molte
perché la maggior parte delle biblioteche civiche              realtà costituiscono spesso il punto di forza dei
naviga “a vista”) è come tornare alla situazione pre-          servizi;
Covid e se possibile come tornare a crescere,                          5. sfruttare la crescita della lettura comunque
ampliare gli spazi, allargare i servizi, completare            indotta dalla pandemia (che è stata monitorata da
gli investimenti: tutte attività che il Covid ha come          una crescita pari al 30 per cento delle vendite di
minimo inceppato.                                              libri) per agganciare questa domanda di lettura
Il nodo della sicurezza resta il punto centrale,               anche al servizio di pubblica lettura gestito dalle
perché fino a quando amministratori, bibliotecari e            biblioteche civiche;
utenti non si sentiranno sicuri non sarà possibile                     6. affrontare il nodo della crescita coordinata
smantellare la scelta dello smartworking e                     delle collezioni, anche alla luce delle enormi
ripristinare la piena agibilità di spazi e rilanciare i        biblioteche private che vengono spesso donate
servizi.                                                       gratuitamente alle biblioteche civiche e che queste
Su questo punto occorre aspettare la fine vera della           non sono in grado di gestire (la cosa potrebbe avere
pandemia, perché nessuna forzatura funzionerà                  anche interessanti ricadute occupazionali).
prima di allora. Amministratori, operatori,
sindacati e utenti hanno idee divergenti della                 E qui mi fermo, anche se le cose che si potrebbero
situazione e non sarà possibile fare meglio di                 fare e dire sarebbero molte di più.
adesso fino a quando non si ristabilirà una                    Ma per dirle e soprattutto per farle servirebbe un
situazione sanitaria chiara e tranquilla.                      gioco di squadra. Servirebbe un maggiore
Ma allora qualcosa si può fare in questo tempo che,            protagonismo degli uffici regionali (che per quanto
in attesa del completamento delle vaccinazioni e               attiene a questo settore sono ridotti al lumicino e
dell’appiattimento delle curve dei contagi e dei               spesso scarseggiano di professionalità vere) e un
morti, resta come parzialmente sospeso?                        ruolo più incisivo delle Reti territoriali (su cui però
                                                               si investe poco e la cui governance, come si dice
Forse si potrebbero fare alcune cose:                          oggi, è un colabrodo spesso byapassato da mero
                                                               buon senso, ma non in grado di esprimere una vera
        1. studiare (a livello regionale, in                   capacità di direzione strategica e di guardare al
collaborazione con le Reti provinciali) cosa                   futuro).
potrebbe voler dire organizzare una transizione
ecologica per le biblioteche civiche. Il tutto                 Taccio infine sul ruolo di AIB (Associazione
                                                               Italiana Biblioteche) per carità di patria e
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sull’assenza vera di un sindacato moderno in grado           persone a leggere. Probabilmente sono i lettori forti
di sostenere questo settore.                                 ad averne approfittato, ma quasi certamente il
                                                             fenomeno avrà lambito anche i non lettori e i lettori
La rapida fuoriuscita dal Covid, una volta raggiunta         deboli.
una ragionevole certezza sanitaria, avrebbe                  Vedremo nei prossimi anni se questo fenomeno si
insomma bisogno anche di un salto amministrativo             consoliderà e se avrà anche una ricaduta sulle
che la politica dovrebbe riuscire a generare rispetto        biblioteche.
a questo settore.
                                                             Gli operatori bibliotecari, di ruolo o in appalto che
Ma se si riuscirà a realizzarlo non è semplice               siano, sono comunque moralmente impegnati a
prevederlo.                                                  sostenere questo cambiamento oltre che a stimolare
                                                             (ma è una partita molto difficile, lo so per
Di sicuro c’è che il Covid ha regalato più tempo             esperienza) i decisori politici delle necessità di
alla lettura e stimolato un maggior numero di                investire in questo settore.

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                               Ballando di architettura...
               Un piccolo viaggio negli ultimi libri in cui si scrive di musica

                                                 di Donato Zoppo

Scrivere di musica è come ballare di architettura.            singole personalità, il senso del gruppo, il rapporto
                                                              musica-parole, la ratio generale di tutta la vicenda
Dichiarazione ormai storica, tradizionalmente                 all’insegna di un primato compositivo e
attribuita a Frank Zappa, spesso anche a Elvis                sperimentale che regge il tutto. Il suo libro si rivela
Costello, Laurie Anderson e Thelonious Monk. In               così una delle migliori pubblicazioni in materia
realtà la paternità dell'aforisma è dell'attore Martin        negli ultimi tempi.
Mull, che lo usò in un'intervista del 1979
mutuandolo da un suo insegnante d'arte. Pare però             Dal trionfo pop beatlesiano a un'immersione nella
che la massima sia molto più longeva, da far risalire         cultura nera. Dissidio, lotta contro la sottomissione,
al 1918, quando in un periodico americano                     rivoluzione come stato mentale, cantare come
qualcuno affermò che scrivere di musica è come                contributo civile per la comunità. Le citazioni in
“cantare di economia”.                                        esergo di Amiri Baraka, Gil Scott-Heron e Aretha
                                                              Franklin sono più che sufficienti per inquadrare il
Si scrive molto in generale, e in particolare la              panorama approfondito da Carlo Babando in
musica è un argomento assai gettonato da autori e             Blackness. Storie e musiche dell’universo
editoria nostrana. Fortunatamente abbiamo                     afroamericano (Odoya). Un lavoro magistrale che
superato da tempo la fase delle enciclopedie rock,            contestualizza l’epoca Black Lives Matter – va
utili per la consultazione nell'epoca pre-Wikipedia           anche indietro all’epopea Stax e Motown, alla
ma oggi ampiamente superate. Siamo invece in un               Blaxploitation, si espande al nu-soul, retrocede fino
periodo in cui la scrittura di affari musicali,               alla musica subsahariana – e fornisce ragguagli
lasciatasi alle spalle anche le grandi biografie,             storico-musicali per comprendere un universo, più
affronta elementi tematici con punti di vista nuovi           che un semplice panorama artistico e culturale. Con
e osservazioni più fondate, complice l'incrocio tra           Babando le storie dietro i dischi sono storie di
fonti cartacee e digitali. Segnalo con piacere alcune         stupore.
nuove uscite, che ci danno anche la possibilità di
inquadrare lo stato di salute della letteratura               Se volessimo provare a virare al femminile queste
musicale in Italia.                                           storie? Sarebbe già utile un colpo d’occhio su
                                                              alcune figure, presenti sulla copertina del libro e
Può sembrare in contraddizione con quanto                     immortalate sulle copertine dei dischi, quasi da
affermato prima, ma anche in libri con un taglio un           gioco di specchi escheriano. Janis Joplin. Patti
po' passatista – del tipo “le cento più belle canzoni         Smith. Debbie Harry. Nina Hagen. Grace Jones.
di”... - possiamo rinvenire analisi eccellenti.               Bjork. Donne in copertina, ma non solo: simboli di
Pensiamo al caso Beatles. Ogni qual volta esce un             rivoluzione, consapevolezza, emancipazione,
libro sui Beatles parte di colpo la domanda: ce n’era         anche attraverso il volto, anche attraverso
davvero bisogno? Trattandosi del più rilevante                l’immagine. L’effigie femminile diventa icona
fenomeno della pop culture, è inevitabile che sia             attraverso la discografia, in un rimpallo tra
così studiato, analizzato e commentato. In Getting            autocoscienza e mercato. È l'argomento del nuovo
Better. Le 250 migliori canzoni dei Beatles                   lavoro di uno dei massimi esperti europei di cover
classificate, valutate, commentate (Arcana)                   art, Paolo Mazzucchelli, dal titolo lungo e
Leonardo Tondelli fa qualcosa in più. Prova ad                chiarificatore:    L'altra     metà    del     pop.
andare al nocciolo della faccenda: non propone                L'emancipazione femminile rappresentata nelle più
un’analisi sociomusicologica alla MacDonald, non              belle copertine dei dischi (Stampa Alternativa).
si presenta in veste di biografo alla Norman, Spitz
o Davies, non ha passato la sua vita tra gli archivi          C'è anche spazio per storie oblique, di dissoluzione,
di Abbey Road come Lewisohn. Si avvicina di più               lontane dai clamori pop ma mitizzate, più che
all’approccio di Massimo Padalino: se però questi             storicizzate. Oggi più che mai emerge la necessità
calava i Beatles nella cultura del Novecento                  di rivederle con un occhio critico e non celebrativo.
allontanandosi deliziosamente dal tema, Tondelli              È il caso di Nick Drake, analizzato da Ennio
usa il commento song by song per fare emergere le             Speranza in Nick Drake e Pink Moon. Una
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