MOVIMENTO 5 STELLE: DURO SCONTRO TRA GRILLO E CONTE - Informazione Facile
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MOVIMENTO 5 STELLE: DURO SCONTRO TRA GRILLO E CONTE Da alcuni mesi Giuseppe Conte è annunciato come il futuro nuovo capo del Movimento 5 Stelle (M5S). Il M5S alle ultime elezioni politiche aveva avuto una grande vittoria con circa il 32 per cento dei voti. Da allora in ogni elezione (europee e amministrative) aveva sempre perso consenso Il percorso di Conte. per arrivare a questo traguardo, però, ha viso molti ostacoli. Il primo ostacolo è stato lo scontro con Davide Casaleggio per la piattaforma Rousseau. Per saperne di più leggi qui. Negli ultimi giorni erano arrivati problemi tra Beppe Grillo, fondatore del Movimento, e Conte. Conte aveva proposto un nuovo statuto che avrebbe reso il movimento più simile a un partito tradizionale. Inoltre, avrebbe ridotto il ruolo di Beppe Grillo. Grillo, infatti è il “garante” del M5S e questo ruolo poco chiaro gli dà ampi poteri sul Movimento. Lunedì 28 giugno Conte ha detto, in una conferenza stampa, che Grillo deve rinunciare al suo ruolo di padre-padrone. Martedì 29 giugno Grillo ha risposto molto duramente. Grillo ha detto che il vero problema non è il consenso, ma le idee politiche che creano il consenso. Grillo ha aggiunto che Conte non è in grado di risolvere questo problema. Afferma Grillo che Conte non può risolvere i problemi ” perché non ha né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione“. Grillo ha anche detto che lo statuto proposto da Conte è fermo al 1600.
Grillo, infine, ha annunciato una consultazione tra gli iscritti per eleggere un “Comitato Direttivo”- Il Comitato direttivo deciderà “un piano di azione da qui al 2023”. La consultazione avverrà attraverso la piattaforma Rousseau, causa di tante liti. GOVERNO TROVA UNA SOLUZIONE DI COMPROMESSO SUL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI IL FATTO. Lunedì 28 giugno il governo ha discusso del blocco dei licenziamenti, che finirà 1º luglio. Alla fine della riunione diversi esponenti della maggioranza hanno detto che è stato deciso di confermare la fine del blocco dei licenziamenti dalla data già decisa, ma con una serie di eccezioni per i settori più in crisi. La “cassa integrazione COVID” è stata uno dei principali strumenti adottati dal governo per attenuare le conseguenze economiche della pandemia. Grazie a questo provvedimento migliaia di persone hanno continuato ad avere un posto di lavoro e una retribuzione nonostante la situazione di crisi. Finora il datore di lavoro che usava questa speciale cassa integrazione era obbligato a non licenziare i
propri dipendenti.
Dal 1º luglio molte aziende potranno di nuovo
licenziare.
Ieri il governo ha deciso trovare una soluzione intermedia tra
non si può licenziare/si può licenziare.
IL COMPROMESSO: IL DIVIETO
SELETTIVO DI LINCENZIARE.
1. Il divieto di licenziare ci sarà fino alla fine di
ottobre per i settori:
del tessile,
del calzaturiero,
della moda.
Le aziende di questi settori dal 1º luglio potranno
usufruire ancora di 17 settimane di “cassa integrazione
COVID” gratuita.
2. Il governo, inoltre, ha deciso chele aziende in crisi
degli altri settori, che hanno esaurito tutti gli
ammortizzatori sociali a disposizione, potranno usare 13
settimane di cassa integrazione straordinaria, a patto di non
licenziare.
Nelle forze di governo:
PD (Partito Democratico) Leu (Liberi e Uguali) e
il M5S (Movimento 5 Stelle) volevano la proroga
del blocco dei licenziamenti.
Lega, Italia Viva e Forza Italia erano contrari
alla proroga.
Questa scelta è, quindi, una posizione intermedia e dicompromesso. I PROSSIMI PASSI. Oggi pomeriggio, 29 giugno, il capo del governo, Mario Draghi, si incontrerà con i sindacati per discutere su questa soluzione di compromesso. Si vedrà la posizione dei sindacati sul compromesso sul blocco dei licenziamenti Domani, 30 giugno, le decisioni prese si trasformeranno in un decreto legge. ALTRE DECISIONI. Ieri il governo ha deciso inoltre di porre fine col 30 giugno al cash back il provvedimento che premiava l’uso dei pagamenti con strumenti diversi dal denaro (bancomat e altro) nei negozi. L’invio delle cartelle esattoriali è rimandato fino al 31 agosto. DA OGGI NIENTE MASCHERINE ALL’APERTO. ITALIA IN BIANCO MASCHERINE. Da oggi, lunedì 28 giugno, non sarà più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto nelle regioni in zona bianca (ovvero tutte, sempre a partire da oggi).
L’obbligo di indossare le mascherine rimarrà in vigore solo in Campania, che ha deciso di mantenere la regola precedente sia al chiuso che all’aperto. Sarà necessario indossare la mascherina quando è impossibile mantenere il distanziamento fisico. Al ristorante e al bar si può non indossare la mascherina mentre si è seduto al tavolo. La mascherina, invece, rimane e obbligatoria nei negozi e negli altri ambienti al chiuso. Rimane obbligatorio, inoltre, avere sempre la mascherina con sé. ITALIA IN BIANCO. Da oggi, lunedì 28 giugno tutte le regioni italiane saranno in zona bianca. Il governo ha deciso in base all’andamento dell’epidemia delle ultime settimane. Per essere in zona bianca è necessario infatti che le regioni abbiano un’incidenza di nuovi casi sotto la soglia di 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti per tre settimane consecutive. Nell’ultima settimana l’Italia ha avuto 11 contagi per 100 mila abitanti. IL DECRETO DI LEGGE ZAN E IL VATICANO
IL FATTO.
Il 17 giugno, il Vaticano ha espresso posizioni
contrarie al ddl Zan (disegno di legge Zan).
Il ddl Zan è il disegno di legge contro discriminazioni
e violenze per orientamento sessuale, genere, identità
di genere e disabilità.
In questo articolo parleremo in breve:
Che cos’è il ddl Zan
Le posizioni del Vaticano
Le reazioni politiche
Che cos’è il Concordato
CHE COS’È IL DDL ZAN.
Il ddl Zan è il disegno di legge contro discriminazioni
e violenze per orientamento sessuale, genere, identità
di genere e disabilità.
Il ddl Zan, inoltre, prevede l’istituzione di una
Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la
transfobia.
Il ddl Zan prende il nome dal deputato del PD Alessandro
Zan
La Camera ha approvato il DDL il 4 novembre 2020.
Il ddl è ora in discussione al Senato.
Avevamo parlato del ddl Zan qui
Puoi trovare il testo completo del disegno di legge quI.
LE POSIZIONI DEL VATICANO.
Lo scorso 17 giugno, monsignor Paul Richard Gallagher ha
consegnato un comunicato all’ambasciata italiana in
Vaticano.
Monsignor Paul Richard Gallagher è il segretario del
Vaticano per i Rapporti con gli altri Stati.
Con il comunicato, il Vaticano ha espresso posizionicontrarie al ddl Zan. Il Vaticano sostiene che il ddl Zan va contro il Concordato (vedi paragrafo successivo). Il Vaticano, infatti, teme che le posizioni in pubblico esplicitamente omofobe di alcuni sacerdoti o membri della Chiesa potranno essere reati. Per il Vaticano, alcune parti del ddl Zan metterebbero in discussione la “libertà di pensiero” dei cattolici. Per quanto riguarda l’istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia, il Vaticano teme che le scuole private cattoliche sarebbero così obbligate ad organizzare attività contrarie alla dottrina cattolica. LE REAZIONI POLITICHE. In seguito alle posizioni del Vaticano, il dibattito politico si è acceso. Mario Draghi , Presidente del Consiglio, ha detto infatti in un discorso al Senato: “Lo Stato italiano è laico, il Parlamento è libero”. Alessandro Zan e altri sostenitori (centro-sinistra) del ddl hanno ripetuto che il disegno di legge non vieta di esprimere opinioni, ma punisce l’incitamento all’odio. I partiti di destra rimangono contrari al disegno di legge. Il Cardinale Segretario del Vaticano, Pietro Parolin, è intervenuto.Secondo Parolin, la Chiesa non ha chiesto di bloccare il disegno di legge. Il comunicato, infatti, voleva solamente presentare le preoccupazioni della Chiesa sul ddl. CHE COS’È IL CONCORDATO. Il Concordato è l’accordo diplomatico che regola i rapporti tra l’Italia e la Chiesa cattolica.
Il Concordato ha origine dai Patti Lateranensi del 1929
tra regime fascista di Mussolini e il Cardinale
Gasparri, segretario del Vaticano.
Prima della firma dei Patti Lateranensi, infatti, non
esisteva nessun accordo tra Chiesa e Italia.
Prima di allora, il papa non riconosceva l’Italia come
Stato legittimo.
Con la nascita della Repubblica italiana, la
Costituzione ha riconosciuto i Patti.
Nel 1984, però, il governo di Craxi si accordò con la
Chiesa per delle modifiche dei Patti Lateranensi.
Il nuovo accordo, cioè il Concordato, aveva un testo più
breve.
Le modifiche più importanti del Concordato:
La religione cattolica non è più “religione di
stato” dell’Italia.
Il matrimonio non è più un sacramento
indissolubile, ma ha solo effetti civili per lo
Stato italiano.
Con il Concordato, però, la Chiesa ha comunque ottenuto:
Agevolazioni fiscali;
«libertà di organizzazione, di pubblico esercizio di
culto, di esercizio del magistero e del ministero
episcopale».
Per saperne di più leggi questo articolo de Il Post.
CAMIONISTA TRAVOLGE
SINDACALISTA IN SCIOPERO E LOUCCIDE LO SCIOPERO E IL PRESIDIO. Il 18 giugno alcuni sindacati di base, su spinta di SICOBAS avevano proclamato uno sciopero nazionale della logistica. Adil Belakhdim era un operaio e sindacalista italiano di origini marocchine. Il sindacato di cui faceva parte era SiCobas, un sindacato di base. Adil era coordinatore del sindacato SiCobas a Novara. Lavorava presso un’azienda che trasporta merci per la catena di supermercati LIDL. Adil si trovava di fronte al centro di distribuzione della LIDL di Biandrate insieme ad altri lavoratori. Il gruppo di lavoratori era sul luogo per un presidio per i diritti sul lavoro. Al presidio erano presenti anche 2 agenti della polizia. Il presidio si stava svolgendo in tranquillità, come dimostra questo video pubblicato da uno dei colleghi di Adil. L’agenzia giornalistica Ansa ha pubblicato un video che dimostra che la situazione era tranquilla. clicca sul link per vedere il video: https://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2021 /06/18/novara-un-video-dei-colleghi-mostra-la- tranquillita-del-presidio-prima- dellincidente_c857df71-922a-421b-aedc-459e68dad71c.html LA MORTE DI ABDIL. Un giovane camionista, Alessio Spaziano, ha preso contromano la corsia di entrata del centro di distribuzione.
I manifestanti si trovavano proprio di fronte al camion.
Il camion ha investito e trascinato per alcuni metri
Adil.
I soccorsi sono arrivati velocemente.
Adil ha perso la vita a seguito dell’incidente.
Il camionista è poi fuggito, nonostante l’alt degli
agenti della polizia presenti sul posto.
Alessio ha dichiarato di essersi spazientito per
l’attesa legata alla presenza dei manifestanti.
Arrivato al casello di Novara Est, Alessio ha chiamati i
carabinieri e si è costituito.
LE ACCUSE, L’INTERROGATORIO E LA
CONDANNA.
Alessio Spaziano è un camionista di 25 anni.
Lavora per un’azienda che si occupa di cibi surgelati.
Alessio è stato arrestato per la morte di .
Le accuse per Alessio sono:
Omicidio stradale;
Resistenza (per non aver rispettato l’alt della
polizia);
Omissione di soccorso.
Il 21 giugno 2021 i magistrati hanno interrogato Alessio
per fare luce sull’avvenimento.
L’interrogatorio ha avuto luogo nel carcere di Novara.
L’interrogatorio è durato 3 ore.
Alessio ha affermato di essere dispiaciuto e di non
avere avuto l’intenzione di investire nessuno.
Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per
Alessio Spaziano.
LA COMMEMORAZIONE DI ADIL.
Il 19 giugno molte persone hanno ricordato Adil.
In questa data si è tenuta, infatti, una manifestazionea Roma per ricordare Adil e denunciare l’accaduto.
Molti sindacati, organizzazioni studentesche, partiti e
collettivi politici hanno partecipato alla
manifestazione.
Il sindacato SiCobas ha aperto una cassa di solidarietà
per Adil.
La famiglia di Adil riceverà i soldi raccolti tramite la
cassa di solidarietà.
Adil aveva 37 anni era sposato con Lucia, una donna di
origini pugliesi.
Si erano conosciuti all’università e dopo la laurea si
erano sposati.
La coppia ha 2 figli di 4 e 6 anni.
Vivevano una vita tranquilla in un paese in provincia di
Milano.
Ricordiamo che il 14 settembre 2016 un altro lavoratore
della logistica era morto travolto da un camion mentre
partecipava a un picchetto durante uno sciopero.
Lo sciopero avveniva a Piacenza davanti a uno dei centri
logistici della multinazionale Gls
Si chiamava Abd Elsalam Ahmed Eldanf era egiziano e
aveva 53 anni, 5 figli.
L’operaio iscritto all’Usb (Unione Sindacale di Base)
da tempo.
LOGISTICA SPIEGATA IN BREVE
CHE COSA È LA LOGISTICA.
Ecco che cosa è la logistica spiegata in breve.
La logistica – per semplificare molto – è il settore di
lavoro che si occupa del trasporto edell’immagazzinamento delle merci.
Nei paesi industrializzati la logistica rappresenta tra
il 10 e il 15 per cento del costo di un prodotto.
Una ricerca di Randstad Research calcola che le persone
che lavorano nella logistica, in Italia, erano circa 2
milioni e mezzo.
Il 51 per cento di questi lavoratori sono “operai”.
(Randstad è una multinazionale olandese è tra le più
importanti agenzie per il lavoro al mondo e si occupa
di ricerca, selezione e formazione di lavoratori).
LA LOGISTICA DOPO IL COVID.
Durante la pandemia è aumentata l’abitudine di fare
acquisti via internet.
Gli acquisti su internet devono essere consegnati in
fretta e a costi molto bassi per attirare i clienti.
Il mondo della logistica, per ottenere questi risultati
si sta modificando e sta diventando più tecnologico.
Questo significa profonde modificazioni per il mercato
del lavoro.
Gli esperti prevedono che ci saranno licenziamenti nei
lavori più manuali (come facchini e imballatori) e
assunzioni di tecnici.
Anche il trasporto di merci vedrà fenomeni simili: ad
esempio si prevede la consegna di merci con droni, che
non hanno bisogno di conducenti.
LA LOGISTICA E IL MERCATO DEL
LAVORO.
La vendita di merci, inoltre, è caratterizzata da alti e
bassi stagionali.
Nella logistica i datori di lavoro, quindi, vogliono
avere una mano d’opera molto flessibile.
Per ottenere questo risultato usano gli appalti, cioèappaltano il trasporto e il facchinaggio delle merci ad
aziende specializzate.
Queste aziende, spesso, sub-appaltano il lavoro ad altre
aziende.
Spesso le aziende che si occupano di logistica sono
finte cooperative di lavoratori.
I lavoratori di queste ditte hanno contratti di lavoro a
tempo determinato; spesso la paga sindacale e gli orari
di lavoro non sono rispettati.
I ritmi di lavoro, inoltre, sono frenetici.
I lavoratori di questo settore, inoltre, sono spesso
migranti e quindi più indifesi.
Insomma il mercato del lavoro nel settore delle
logistica è in gran parte precario e ha moltissime zone
grigie.
In queste zone grigie lo sfruttamento e il ricatto del
lavoratore diventano molto facili.
LA LOGISTICA E I SINDACATI.
I sindacati storici in in Italia sono CGIL, CISL, UIL e,
con alcune differenze CISAL.
Questi sindacati hanno un colore politico (sono più
vicini a partiti di sinistra o a partiti di centro o di
destra).
Inoltre, sono confederati, cioè rappresentano i diversi
settori della forza lavoro (metalmeccanici, insegnanti,
altri).
I sindacati autonomi, invece, rappresentano una singola
categoria di lavoratori (ad esempio i lavoratori della
logistica).
Diversi studi hanno dimostrato che i lavoratori della
logistica in un primo momento si iscrivono a un
sindacato confederato (CGIL, CILS, UIL).
In seguito, però, scelgono un sindacato autonomo, perchénon sentono i lori diritti e interessi difesi dai
sindacati storici.
Se clicchi su questo link vedrai un’intervista a un ex
dipendente Amazon addetto alla consegna dei pacchi.
https://youtu.be/UbILAnpt2fA.
MANOMESSO IL MACCHINARIO CHE
HA UCCISO LUANA D’ORAZIO?
Luana D’Orazio è l’operaia tessile morta il 3 maggio
scorso per un incidente sul lavoro.
Luana aveva 22 anni e lavorava in un’azienda tessile di
Oste di Montemurlo, in provincia di Prato (Toscana).
Il macchinario ha letteralmente risucchiato e stritolato
il corpo di Luana.
Per la morte di Luana sono indagati:
Luana Coppini (titolare dell’azienda),
il marito Daniele Faggi,
Mario Cusimano (il tecnico della manutenzione).
L’ipotesi di reato sono omicidio colposo e rimozione od
omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul
lavoro.
Il tribunale, infatti, ha immediatamente incaricato i
periti per capire se i dispositivi di sicurezza,
previsti dalla legge, fossero in funzione.
In questi giorni molti giornali hanno dato la notizia
che il macchinario ha avuto 2 manomissioni:
al quadro elettrico
alla parte meccanica.
In questo modo il macchinario poteva funzionare anchesenza la saracinesca di sicurezza abbassata.
Senza queste cautele l’operaia poteva lavorare più in
fretta e produrre di più, però rischiava di morire come
è accaduto.
La risposta definitiva sulle manomissioni arriverà dalla
Karl Mayer, l’azienda tedesca che produce il
macchinario.
Quest’azienda sta, infatti, recuperando la “scatola
nera” che registra il funzionamento del macchinario
La consegna delle perizie al tribunale è attesa entro
l’11 luglio.
Il macchinario che ha ucciso Luana
L’INDIA HA CHIUSO LA VICENDA
DEI FUCILIERI ITALIANI CON UNRISARCIMENTO ALLE FAMIGLIE
IL FATTO.
Martedì 15 giugno la Corte suprema indiana ha chiuso
ogni procedimento legale nei confronti di Salvatore
Girone e Massimiliano Latorre.
Girone e Latorre errando accusati di aver ucciso, nel
2012, 2 pescatori indiani.
La Corte permanente di arbitrato dell’Aia è
un’organizzazione che risolve arbitrati internazionali.
L’arbitrato è un metodo alternativo di risoluzione delle
liti, senza ricorso a processo.
L’arbitrato consiste nell’affidamento ad arbitri,
l’incarico di risolvere lite.
La decisione dell’arbitro è vincolante e deve essere
eseguita.
Nel luglio 2020 la Corte permanente di arbitrato
dell’Aia aveva deciso l‘obbligo del risarcimento alle
famiglie dei 2 pescatori indiani uccisi.
Lo Stato italiano ha versato 1 milione e 100 mila euro
alle famiglie indiane.
I governi indiano e italiano hanno concordato la cifra.
Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha
comunicato la fine della vicenda.
CHE COSA ERA ACCADUTO NEL 2012.
I fatti di cui sono accusati sono avvenuti il 15
febbraio 2012.
Latorre e Girone si erano sulla petroliera Enrica
Lexie, battente bandiera italiana, al largo delle coste
del Kerala, nel sudovest dell’India.La Cartina dell’India. Cerchiato in giallo il Kerala
Girone e Latorre erano soldati della marina militare
italiana.
Una legge italiana prevedeva, però, proteggessero la
nave mercantile.
A circa 20 miglia marittime dalla costa, la Enrica Lexie
incrociò la rotta del peschereccio indiano St. Antony.
I due militari italiani verso il peschereccio uccidendo
due pescatori indiani di 44 e 20 anni.
Secondo la versione degli italiani, spararono per una
manovra sospetta del peschereccio, scambiato per una
nave pirata.
I marinai, inoltre, dissero di aver prima sparato alcuni
colpi di avvertimento.
Secondo gli indiani, invece, la manovra delloro peschereccio era pacifica, per segnalare la propria presenza alla petroliera italiana. Dissero, inoltre, che non furono sparati colpi di avvertimento. I pescatori non erano armati. Latorre e Girone furono arrestati e trattenuti in India per diversi anni. La Corte arbitrale dell’Aia permise loro infine di attendere l’esito dell’udienza in Italia, per motivi umanitari. SAMANTHA CRISTOFORETTI AL COMANDO DI UNA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE Samantha Cristoforetti è un’astronauta italiana. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha annunciato che Samantha Cristoforetti guiderà la missione spaziale Expedition 68. Questa missione porterà Samantha e 2 altri astronauti sulla Stazione spaziale internazionale dove Samantha sarà al comando. È la prima donna europea al comando di una Stazione spaziale internazionale. LA MISSIONE EXPEDITION 68. La missione Expedition 68 è in programma per il 2022. La missione porterà 3 astronauti sulla Stazione spaziale internazionale (ISS).
Prenderanno parte alla missione: Samantha Cristoforetti
e 2 astronauti americani (Kjell Lindgren e Bob Hines).
Cristoforetti sarà al comando della missione.
Gli astronauti viaggeranno a bordo della navetta
spaziale Dragon dell’azienda Space X.
Space X è un’azienda areospaziale degli Stati Uniti.
Elon Musk è il proprietario dell’azienda Space X.
L’obiettivo della missione è dunque quello di
raggiungere la Stazione spaziale internazionale (ISS).
COS’È LA STAZIONE SPAZIALE
INTERNAZIONALE?
Una stazione spaziale è una costruzione fatta dall’uomo
per far vivere esseri umani nello spazio.
Una stazione spaziale può ospitare esseri viventi
in orbita per periodi di settimane, mesi o anche anni.
La Stazione spaziale internazionale è “in orbita”, cioè
compie giri intorno alla terra dal 1988.
Per essere precisi compie 15,5 giri al giorno!
La sua velocità è, infatti, di 27 600 km. all’ora.
La Stazione spaziale internazionale è così grande che
può essere vista dalla Terra a occhio nudo.
La costruzione e l’ampliamento della Stazione spaziale
internazionale è sempre proseguito dal 1998 ad oggi.
Infatti, da allora, durante le missioni, molti
astronauti hanno installato nuovi moduli e apportato
modifiche alla Stazione spaziale internazionale.
Ma la Stazione spaziale internazionale a che cosa serve?
La Stazione spaziale internazionale è principalmente un
laboratorio di ricerca scientifica.
A bordo della Stazione spaziale internazionale si
sperimenta una condizione di assenza di peso.
L’assenza di peso permette di svolgere molti esperimenti
impossibili sulla Terra.
Come riporta un articolo del ‘La Stampa’ sono più di2700 gli esperimenti effettuati a bordo della Stazione
spaziale internazionale!
LA NOMINA DI SAMANTHA CRISTOFORETTI
Il 28 maggio 2021 l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha
annunciato che Samantha Cristoforetti guiderà la
missione spaziale Expedition 68.
L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è un’agenzia spaziale
internazionale che coordina i progetti spaziali dei
Paesi Europei.
Oltre all’Agenzia Spaziale Europea le seguenti
organizzazioni internazionali hanno partecipato alla
scelta della comandante:
L” agenzia degli Stati Uniti che si occupa di
programma aerospaziale e ricerca aerospaziale;
L” agenzia spaziale della Russia;
L’ agenzia spaziale del Giappone;L’ agenzia spaziale del Canada. Samantha Cristoforetti è la prima donna europea a comando di una stazione spaziale. Inoltre è solo la terza donna al mondo al comando di una stazione spaziale. LA VITA A BORDO DELLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE La vita a bordo della Stazione spaziale internazionale è molto particolare. A causa dell’assenza di gravità, infatti, gli oggetti tendono a volare. Vediamo che posto del piatto Cristoforetti usa delle tortillas. Perché il cibo non voli via spalma una crema di piselli sulla tortilla… e il gioco è fatto! Inoltre, gli spazi sono molto ridotti. Gli astronauti quindi dormono in alloggi molto piccoli. Nell’alloggio si trovano, infatti, un sacco a pelo e 2 computer. In questo video Samantha mostra gli alloggi: CHI È SAMANTHA CRISTOFORETTI Samantha Cristoforetti è un’astronauta, aviatrice e ingegnere italiana. È nata a Milano nel 1977. È cresciuta, però, a Malè, in provincia di Trento. Nel 1966 consegue la maturità scientifica a Trento. Durante il liceo trascorre un anno negli Stati Uniti per uno scambio culturale.
Nel 2001 consegue la laurea magistrale in ingegneria meccanica all’Università di Monaco di Baviera. È specializzata, inoltre, in propulsione aerospaziale e strutture leggere. Nel 2001 entra in Aeronautica militare. Nel 2005 si laurea in scienze aeronautiche presso l’Università Federico II di Napoli. Nel 2005 e 2006 si specializza anche negli Stati Uniti d’America con il programma Euro-NATO Joint Jet Pilot Training in Texas. Nel 2009 l’Agenzia spaziale europea seleziona Cristoforetti come astronauta . Samantha Cristoforetti è la prima donna italiana e la terza donna europea a diventare astronauta. LA PRIMA MISSIONE DI SAMANTHA Nel 2014 l’Agenzia spaziale europea seleziona Samantha Cristoforetti per una missione. La missione è denominata Futura. Futura è iniziata il 23 novembre 2014 ed è terminata l’11 giugno 2015. La missione era diretta alla Stazione spaziale internazionale. Gli astronauti, tra cui Cristoforetti, hanno dunque trascorso più di un anno all’interno della Stazione spaziale internazionale. Il film Gravity del 2013 racconta della missione Expedition 42 in versione romanzata. VITA PRIVATA E ALTRE ATTIVITÀ Samantha Cristoforetti ha avuto due figli con il compagno Lionel Ferra. Cristoforetti si occupa anche di divulgazione scientifica.
Nel 2016 l’editore Feltrinelli ha pubblicato un libro
per bambini dal titolo ‘Nello spazio con Samantha’.
Questo libro Samantha racconta ai bambini la sua
esperienza nello spazio.
Nel 2018, invece, Cristoforetti ha pubblicato la sua
autobiografia ‘Diario di un’apprendista astronauta’.
Samantha è molto gelosa della sua vita privata: qui
possiamo vedere una sua rara immagine durante la
gravidanza.
CPossiamo solo augurare un grande ‘in bocca al lupo’ all’astronauta Samantha Cristoforetti per la sua avventura da comandante della missione Expedition 68! SAMAN ABBAS LA RAGAZZA PAKISTANA SPARITA Saman Abbas è una ragazza pakistana di 18 che risiede con la famiglia a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. Il padre lavora da anni in un’azienda agricola. Secondo persone che conoscevano la famiglia Saman non usciva quasi mai di casa e non poteva frequentare la scuola. Saman attraverso i social si era fidanzata con un ragazzo suo connazionale. La famiglia, però, voleva che Saman sposasse un cugino che abita in Pakistan. Già 2 anni fa la ragazza voleva denunciare il padre per questo abuso, ma non lo aveva fatto. Lo scorso dicembre, invece, aveva denunciato i genitori alla polizia. Da allora una struttura gestita dai servizi sociali nel bolognese aveva ospitato Saman. L’11 aprile Saman aveva deciso di lasciare la comunità per tornare a casa dei genitori. Forse voleva riavere i suoi documenti.
LA SVOLTA DELLE INDAGINI. Il 5 maggio i carabinieri che volevano capire la situazione della ragazza, hanno trovato in casa solo Danish, uno zio della ragazza e il fratello minore di 16 anni. Proprio in quei giorni, infatti, i genitori erano tornati di fretta in Pakistan. Lo zio e il fratello hanno dato notizie discordanti sui movimenti di Saman. Questo fatto ha fatto insospettire i carabinieri. Il 10 maggio la polizia di Imperia ha controllato lo zio, 2 cugini e il fratello minorenne della ragazza. Il ragazzo, in quanto minorenne, è stato affidato a una comunità. LE DICHIARAZIONI DEL FRATELLO MINORE DI SAMAN. Qui il ragazzo, finalmente al sicuro ha raccontato di essere certo che lo zio ha ucciso Saman. Il ragazzo ha anche detto di aver chiesto allo zio dove aveva sepolto la ragazza. Lo zio, però, aveva risposto di non poterglielo dire. Il ragazzo, inoltre, dice che lo zio lo ha minacciato di ucciderlo se avesse parlato. Infine il ragazzo ha detto che in famiglia tutti avevano paura di zio Danish perché è un uomo molto violento. Il fidanzato di Saman ha detto che la ragazza gli telefonava di nascosto con il cellulare della madre. Il ragazzo ha detto anche che la ragazza aveva molta paura di essere uccisa. Ci sono, inoltre, 2 video di sorveglianza. Il primo del 29 aprile, mostra lo zio Danish con 2 altri uomini che vanno verso i campi con una pala e altri attrezzi.
il secondo video, del 30 aprile, mostra Saman che si avvia verso i campi con padre e madre. Poco dopo il padre e la madre rientrano senza la figlia. Il 30 maggio la polizia francese ha fermato un cugino della ragazza (una delle persone che appare nel video del 29 maggio). Il ragazzo era stato fermato perché non aveva i documenti in ordine. In seguitola polizia ha arrestato il ragazzo arrestato perché contro di lui era stato spiccato un mandato di cattura internazionale. L’Italia ha chiesto che il ragazzo sia estradato in Italia. I verbali dei carabinieri riportano anche un messaggio dello zio che avrebbe detto a una persona a lui vicina via chat: «Abbiamo fatto un lavoro fatto bene». Tutto lascia immaginare che la sparizione di Saman sia un femminicidio. DUE MONDI OPPOSTI. Queste 2 foto spiegano molto bene il contrasto tra Saman e i suoi genitori. La prima foto, qui sotto, mostra Saman come la vedono e la vogliono genitori.
Questa foto mostra come si vedeva e come voleva essere Saman. Queste foto, cosi distanti e opposte, spiegano come la
visione della femminilità e, più in generale del mondo siano inconciliabili. IL PAKISTAN. Nel 1947 la Gran Bretagna decise di porre fine al suo dominio in India. L’India, infatti, era una colonia inglese. I politici musulmani che vivevano in India chiesero uno Stato separato per i cittadini musulmani che vivevano in India. Il 14 agosto 1947 nasce il Pakistan unendo le regioni orientali e nord-occicentali dell’India dove la popolazione era in maggioranza musulmana. Questa spartizione dell’India causò violenti scontri sia in India sia nel Pakistan. Gli scontri causarono 1 milione di morti. Inoltre 7 milioni di musulmani si trasferirono dall’India al Pakistan mentre 5 milioni di persone di religione indù e sikh emigrarono dal Pakistan all’India.
Il Pakistan e l’India
ECCO QUI LA VERSIONE DELLA NOTIZIA SCRITTA IN CAA
(COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA)
MORTI SUL LAVORO IN BREVE
UN’ANALISI
Questa settimana ci sono stati altre persone morte sul
lavoro.
Ieri, lunedì 31 maggio 2021, sono morti 2 operai:
Vasile Necoara, di 54 anni, è caduto in un
condotto a Brescia.Un cassone di ferro ha, invece, schiacciato un
operaio nel Canavese (Torino).
I giornali parlano spesso di «emergenza morti sul
lavoro» e di «strage continua».
I sindacati chiedono più sicurezza.
I politici, inoltre, sono intervenuti per assicurare
nuove misure di sicurezza.
In questo articolo parleremo in breve di:
Sicurezza sul lavoro: alcuni dati
Il 2020: un anno particolare
Cause di morti sul lavoro
SICUREZZA SUL LAVORO: ALCUNI DATI.
I dati dell’ISTAT e dell’INAIL dicono che negli ultimi
anni infortuni e morti sul lavoro sono calati.
L’ISTAT (Istituto nazionale di statistica) è un ente
pubblico di ricerca italiano.
L’INAIL è l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni
sul Lavoro.
Da inizio 2021, però, le persone morte sul lavoro sono
più di 300.
La sicurezza sul lavoro segue i cambiamenti della
società.
La sicurezza sul lavoro coinvolge:
l’evoluzione del mondo del lavoro,
lo sviluppo tecnologico,
le leggi,
l’istruzione e la formazione.
Si devono, quindi, considerare i cambiamenti della
sicurezza sul lavoro nei decenni, non in pochi anni.
Gli infortuni
Secondo i rapporti dell’ISTAT, le denunce di infortuni
sul lavoro nel 2019 sono state più di 561 mila.
L’82 per cento degli infortuni è avvenuto sui luoghi dilavoro. Il 18 per cento, invece, è avvenuto nel percorso di andata o ritorno da lavoro (“in itinere”). Le denunce si sono dimezzate rispetto ai primi anni 2000. Rispetto al 2015, c’è stato però un lieve incremento. In quell’anno è stata introdotta la norma delle “comunicazioni obbligatorie di infortunio”. Questa norma obbliga il datore di lavoro a comunicare all’INAIL tutti gli infortuni che comportano un’assenza di almeno un giorno. L’introduzione di questa norma forse ha causato l’aumento del conteggio degli infortuni. L’incremento delle denunce rispetto al 2015 si può spiegare anche con la crescita degli incidenti “in itinere. I dati dell’INAIL e dell’ISTAT non contano gli infortuni non denunciati dei lavoratori pagati in nero. Le morti Le morti sul lavoro sono calate negli anni. I numeri rimangono, però, alti. Nel 2019 le denunce di morti sul lavoro sono state 1.179. Ci sono, quindi, stati più di 3 morti sul lavoro al giorno. Le morti sono calate del 9,4% rispetto al 2015. I morti sul lavoro del 2019 sono stati 85 in meno rispetto al 2018. I dati vengono influenzati infatti da tante variabili, come per esempio gli incidenti che coinvolgono più lavoratori. Nel 2018, per esempio, il crollo del ponte Morandi ha causato la morte di 15 lavoratori. I numeri rimangono, però, alti. Eurostat è l’ufficio statistico dell’Unione europea.
I dati più aggiornati di Eurostat sugli incidenti mortali sul lavoro sono relativi all’anno 2016. Eurostat calcola il numero di incidenti sul lavoro ogni 100 mila lavoratori. L’Italia si colloca al decimo posto: ha, infatti una media 2,6 morti ogni 100 mila lavoratori, mentre la media europea è di 2,2 ogni 100 mila lavoratori. IL 2020: UN ANNO PARTICOLARE Non si possono confrontare i dati del 2020 con gli anni precedenti a causa della pandemia Covid-19. Molti lavoratori infatti (soprattutto operatori sanitari) sono morti a causa della COVID-19. Molte aziende, inoltre, sono rimaste chiuse. Molte persone hanno lavorato da casa e quindi hanno ridotto gli spostamenti. Questo fatto ha ridotto il numero di incidenti durante il tragitto per andare o tornare dal lavoro. La pandemia, inoltre, ha condizionato anche i primi mesi del 2021. CAUSE DI MORTI SUL LAVORO La maggior parte delle imprese italiane sono piccole. In queste piccole imprese è difficile investire sulla sicurezza. Spesso, inoltre, i lavoratori utilizzano macchinari vecchi con scarsa manutenzione. I controlli sulla sicurezza nelle aziende, inoltre, sono diminuiti. LAVORO NERO E INCIDENTI SUL
LAVORO.
Vi mostriamo due immagini.
1. Tabella del tasso di irregolarità nelle irregolarità
nei rapporti di lavoro regione per regione.
Questa tabella è tratta da Il Fatto Quotidiano e
chemostra il tasso di irregolarità per il 2017, ultimo
anno disponibile, varia regione a regione.
In 5 regioni su 6 del Nord Italia il lavoro irregolare
ha un valore pari o inferiori al 10%.
Nel Sud i valori pari o superiori al 15% per tutte le
regioni con una punta intorno al 20% per Calabria e
Sicilia.
2. Distribuzione media degli infortuni sul lavoro in
Italia rispetto al numero di occupati.
Questa immagine è tratta da You Trend e analizza il
numero degli infortuni sul lavoro negli ultimi 5 anni
(2015/2019).I colori chiari indicano pochi infortuni sul lavoro, i colori scuri indicano molti infortuni sul lavoro. Sia la tabella sia la cartina utilizzano dati ufficiali. La tabella utilizza dati Inail; la cartina dati Istat. I dati non sono perfettamente omogenei (la tabella si riferisce solo all’anno 2017, mentre la cartina analizza i dati di 5 anni). Le due immagini, però, evidenziano che dove c’è più lavoro irregolare (lavoro nero) ci sono meno infortuni sul lavoro.
Questo dato, è ovvio, in realtà significa che dove c’è lavoro nero è impossibile quantificare in modo aderente alla realtà il numero dei lavoratori infortunati o morti. L’istat chiama i lavoratori irregolari “unità di lavoro non osservabili”. Sia la tabella sia la cartina utilizzano dati ufficiali. La tabella utilizza dati Inail; la cartina dati Istat. I dati non sono perfettamente omogenei (la tabella si riferisce solo all’anno 2017, mentre la cartina analizza i dati di 5 anni). Le due immagini, però, evidenziano che dove c’è più lavoro irregolare (lavoro nero) ci sono meno infortuni sul lavoro. Questo dato, è ovvio, in realtà significa che dove c’è lavoro nero è impossibile quantificare in modo aderente alla realtà il numero dei lavoratori infortunati o morti. L’istat chiama i lavoratori irregolari “unità di lavoro non osservabili”. Da un lato possiamo pensare che il numero di infortuni gravi non denunciati è però probabilmente basso. È difficile, infatti, che incidenti gravi o mortali sfuggano ai controlli. Dobbiamo, però, anche ricordare che il maggior numero di lavoratori irregolari è nell’agricoltura e nel Sud. Qui lavoravano molte persone immigrate, quasi fantasmi per la nostra società. CONDANNE PER L’EX ILVA In breve: il processo Ambiente svenduto è il processo
sull’inquinamento dell’ambiente causato dallo stabilimento ex ILVA di Taranto. 44 persone e 3 società erano sotto processo. Lunedì 31 maggio il tribunale di Taranto ha emesso le sentenze. Queste sentenze sono di primo grado, cioè non definitive. Il tribunale ha condannato Fabio e Nicola Riva (ex proprietari e amministratori dell’azienda) 22 e 20 anni di carcere. I Riva erano accusati di concorso in associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro. Era imputato anche Nichi Vendola (l’ex presidente della Regione Puglia). Vendola era accusato di concussione aggravata in concorso, per aver esercitato pressioni il direttore generale di ARPA Puglia per ottenere una modifica delle analisi sulle emissioni dell’acciaieria. ARPA è l’agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente. Vendola è stato condannato a 3 anni e mezzo di carcere. Molti dirigenti dell’ex ILVA e amministratori locali hanno avuto condanne che vanno dai 3 ai 21 anni. Il tribunale ha disposto anche la confisca degli impianti dell’area a caldo dell’ex ILVA di Taranto. Gli impianti, però, resteranno operativi fino al giudizio della Corte di Cassazione.
SCARCERATI I 3 ARRESTATI PER
LA STRAGE DELLA FUNIVIA
GLI ARRESTATI.
Sono fuori dal carcere le 3 persone arrestate per
l’incidente della funivia del Mottarone.
Sabato 29 maggio il Giudice per le indagini preliminari
(GIP) non ha convalidato l’arresto delle 3 persone
indagate per la strage della Funivia.
Le 3 persone arrestate per l’incidente della funivia del
Mottarone sono quindi fuori dal carcere.
Luigi Nerini, amministratore della società che gestisce
la funivia del Mottarone, ed Enrico Perocchio, direttore
del servizio della funivia, sono liberii.
Gabriele Tadini, caposervizio della funivi, è agli
arresti domiciliari.
L’INCIDENTE.
Nell’incidente sono morte 14 persone.
La causa dell’incidente è la rottura di uno dei cavi che
sorreggono la cabina e la presenza di “forchettoni”.
I forchettoni sono strumenti che impediscono l’entrata
in azione dei freni d’emergenza.
I forchettoni si usano solo durante la manutenzione e
quando la funivia trasporta passeggeri non devono
esserci.
Solo Tadini, ha ammesso di aver lasciato i forchettoni.
Tadini ha anche detto che Nerini e Perocchio sapevano
che la funivia funzionava senza freni di emergenza.
Nerini e Perocchio negano questo fatto.PERCHÉ SONO STATI SCARCERATI.
Secondo il GIP non c’è pericolo di fuga per nessuno dei
3, quindi l’arresto è ingiustificato.
Inoltre, sempre secondo il GIP, non ci sono prove della
responsabilità di Nerini e Perocchio.
Solo le parole di Tadini, infatti, li accusano.
I magistrati hanno detto che le 3 persone restano
indagate e che le indagini continuano per capire come è
avvenuto l’incidente.
ARRESTATE 3 PERSONE PER
L’INCIDENTE DELLA FUNIVIA
Per l’incidente alla funivia Stresa-Mottarone la Procura
di Verbania ha fatto arrestare 3 persone.
Gli arrestati sono:
l’ amministratore della società Ferrovie del
Mottarone che gestisce la funivia (Luigi Nerini);
il direttore del servizi (Gabriele Tadini);
il caposervizio. (Enrico Perocchio).
Sono accusati di omicidio colposo e di rimozione dolosa
di cautele contro infortuni sul lavoro.
L’ACCUSA.
In breve ecco perché sono state arrestate 3 persone per
l’incidente della funivia
Queste 3 persone, infatti, sono accusate di aver
bloccato volontariamente l’attivazione dei freni
d’emergenza attraverso un “forchettone”.Il “forchettone” è un attrezzo usato durante le
operazioni di manutenzione per bloccare l’attivazione
del freno di emergenza.
Questo attrezzo va tolto quando la funivia è in
servizio, ma in questo caso sarebbe stato lasciato.
I Vigili del Fuoco, arrivati subito dopo l’incidente,
hanno girato queste immagini.
L’immagine testimonia la presenza del “forchettone” che
impedisce ai freni di emergenza di funzionare in caso di
necessità.
Disegno tratto da News Auto
A causare l’incidente è stata la rottura della fune che
traina la cabina, ma ogni cabina ha 2 funi.
In seguito alla rottura, la cabina è scivolata
all’indietro.
All’altezza dell’ultimo pilone si è staccata dalla fune
ed è caduta da un’altezza di circa 20 metri.
Poi ha continuato a scivolare sul terreno per alcunedecine di metri. Se i freni di emergenza avessero funzionato la cabina sarebbe rimasta agganciata alla fune che non si era rotta. Il forchettone, invece, ha impedito alle ganasce dei freni di funzionare. La funivia era stata riaperta il 24 aprile (dopo la chiusura causata dall’epidemia). I controlli avevano riscontrato alcuni problemi ai freni di emergenza di una cabina. Per evitare che la cabina si bloccasse durante il suo percorso a causa dei freni che funzionavano male, i responsabili hanno deciso di bloccare i freni con il forchettone. Erano sicuri che il cavo non si sarebbe rotto e che i freni non sarebbero serviti. Secondo la Procura, quindi, lasciare il forchettone è stata «una scelta consapevole dettata da ragioni economiche. L’impianto avrebbe dovuto restare fermo». Per questi motivi sono state arrestate 3 persone per l’incidente alla funivia. Resta, però, da capire perché uno dei cavi si è spezzato. INCIDENTE SULLA FUNIVIA STRESA-MOTTARONE
IL FATTO.
Oggi 23 maggio c’è stato un’incidente sulla funivia che
da Stresa, sul lago Maggiore, porta al Monte Mottarone.
La fune dell’impianto ha ceduto quasi a fine percorso in
uno dei punti più alti.
La cabina è precipitata.
Le persone morte sono 13.
Il quotidiano La Stampa afferma che nella cabina
“dovrebbero esserci 11 persone”.
Il Soccorso Alpino Piemontese sta intervenendo insieme a
2 eliambulanze 118 e le squadre a terra.
Una cabina della funivia Stresa-Mottarone
LA FUNIVIA STRESA-MOTTARONE.
LA Funivia parte dalla frazione Carciano di Stresa, in
riva al lago di fronte all’Isola Bella e raggiunge la
cima del Mottarone (quota 1491 metri).Il percorso dura circa 20 minuti.
ll Mottarone, situato tra il Lago Maggiore ed il Lago
d’Orta, è considerato uno dei balconi naturali più belli
d’Italia.
Dal Mottarone, infatti, si possono ammirare ben 7 laghi
(lago Maggiore, lago di Mergozzo, lago di Varese, lago
d’Orta, lago di Comabbio, lago di Monate e lago di
Biandronno), la pianura padana e il Monte Rosa.
La vista dal Mottarone
Dal Mottarone, inoltre, parte un percorso di Montagne
Russe (Alpyland) lungo mille 200 metri.Alpyland: le montagne russe sul Mottarone
Per il momento non si hanno notizie più precise
dell’incidente della funivia Stresa-Mottarone.
IL 13 MAGGIO L’ITALIA HA
ESAURITO LE RISORSE TERRESTRI
A SUA DISPOSIZIONE: È IL SUO
“OVERSHOOT DAY”
Nell’articolo cerchiamo di spiegare in modo semplice
Cos’è l’Overshoot day;
Overshoot day in Italia;Come si calcola l’Overshoot day.
L’OVERSHOOT DAY.
La Terra produce ogni anno risorse che è in grado, in
quell’anno, di rinnovare.
Per mantenere, quindi, la situazione equilibrata gli
uomini devono consumare solo quanto la natura è in grado
di rigenerare.
Da molto tempo, però, gli uomini consumano più risorse
di quante la Terra è in grado di rigenerare.
Il giorno in cui finiscono le risorse disponibili per
quell’anno si chiama in inglese Overshoot day (giorno
del sorpasso).
Di qui in avanti chiameremo l’Overshoot day: “il giorno
della fine delle risorse”.
Le risorse che consumiamo sono:
Suolo;
Piante, boschi, foreste;
Energia;
Acqua;
Animali.
Il Global Footprint Network è un’organizzazione
internazionale che propone un modo di vivere che riduca
lo spreco di risorse.
Questa organizzazione calcola il giorno della fine delle
risorse.
I suoi esperti calcolano
Il giorno della fine delle risorse mondiali:Una scena di Zombie, film di Romero. Gli Zombie vanno al
supermercato.
IL GIORNO ITALIANO DELLA FINE DELLE
RISORSE.
Il 13 maggio 2021 è per l’Italia Il giorno della fine delle
risorse.
In Italia i 2 precedenti giorni della fine delle risorse
sono stati:
il 14 maggio 2020;
il 15 maggio 2019.
Negli ultimi 3 anni il giorno della fine delle risorse
italiano si è avvicinato all’inizio dell’anno.
Il giorno della fine delle risorse anticipa quando il
consumo delle risorse aumenta.
L’Italia è tra i primi Paesi del mondo a raggiungere il
giorno della fine delle risorse.
Secondo i calcoli l’Italia, con i suoi consumi e il suo
inquinamento, avrebbe bisogno di 2,7 pianeta Terra per
arrivare alla fine dell’anno.Ulivi malati in Puglia
COME SI CALCOLA IL GIORNO DELLA
FINE DELLE RISORSE.
Il giorno della finee delle risorse si calcola
confrontando 2 misure:
L’impronta ecologica degli abitanti;
Biocapacità globale.
Che cosa sono queste due misure?
IMPRONTA ECOLOGICA.
L’impronta ecologica misura l’effetto dell’uomo
sull’ecosistema terrestre.
L’impronta ecologica misura il consumo umano di risorse
naturali rispetto alla capacità della terra di
rigenerare le risorse.
L’unità di misura dell’impronta ecologica è l’ettaroglobale.
Per calcolare l’impronta globale si misurano i consumi
della popolazione.
Tutti i consumi hanno un effetto sulla superficie
terrestre.
La produzione di beni deriva dal consumo di:
Terreni agricoli;
Territorio per energia;
Pascoli;
Foreste;
Superficie edificata;
Acque.
Questo calcolo permette di capire di quanti pianeta
Terra servono agli uomini per mantenere i consumi di
oggi.
BIOCAPACITÀ GLOBALE.
La biocapacità globale è la misura di sostenibilità
globale.
La biocapacità è la possibilità della Terra di produrre
i beni necessari agli uomini per vivere.
Queste risorse servono per:
Mangiare;
Produrre energia;
Assorbire tutto ciò che inquina.
Anche l’unità di misura della biocapacità è l’ettaro
globale.
Quindi, quando confrontiamo i consumi dell’uomo con la
capacità della Terra di produrre beni da consumare
troviamo il giorno dell’anno in cui l’equilibrio tra le
2 grandezze si spezza.
Da quel giorno gli uomini cominciano a produrre debito
di risorse.
La biocapacità è difficilmente modificabile.L’uomo, quindi, se vuole tornare in una situazione di
equilibrio con la Terra che lo ospita, deve modificare
il suo stile di vita per ridurre i suoi consumi di
risorse.
È ovvio, infine, che i Paesi sviluppati consumano molte
più risorse dei Paesi poveri.
Come ci si lava nei Paesi ricchiCome ci si lava nei Paesi Poveri
FEDEZ, IL DDL ZAN, IL PRIMO
MAGGIO, LA CENSURA DELLA RAI
IL DISEGNO DI LEGGE ZAN: IL PERCORSO IN
PARLAMENTO.
Per capire i legami tra Fedez, il disegno di legge (DDL)
Zan e la Festa del 1° Maggio spieghiamo innanzi tutto
che cosa è il ddl Zan.
Per il disegno di legge Zan vi invitiamo a leggere
questo articolo: I DEPUTATI APPROVANO IL DISEGNO DI
LEGGE ZAN.
Chi è Fedez, forse, non è necessario spiegarlo, poiché è
un personaggio dello spettacolo molto famoso.
Ecco una sua foto.Il 28 marzo la Commissione Giustizia del Senato ha deciso la discussione del disegno di legge Zan. Partiti e molte personalità hanno accusato la Lega di cercare di ritardare il percorso per arrivare all’approvazione del disegno di legge Zan. Fedez, tra gli altri, è stato molto attivo nella difesa del ddl Zan e molto polemico con la Lega. FEDEZ E 1° MAGGIO E LA RAI. Fedez ha partecipato al concerto che si tiene ogni anno il 1° Maggio. Rai3 trasmette il concerto in diretta. Fedez, oltre a cantare, ha tenuto questo discorso: La Rai ha negato che ci sia censura nei confronti di Fedez. Fedez ha allora pubblicato una sintesi (registrata) della telefonata avvenuta tra lui e alcuni dirigenti RAI.
La telefonata integrale dura 11 minuti.
L’obiezione principale della RAI sembra essere che le
persone citate da Fedez non possono controbattere alle
affermazioni del cantante.
LA FRANCIA HA ARRESTATO 7
CONDANNATI ITALIANI
I VOLTI DEI 7 TERRORISTI ITALIANI ARRESTATI IN FRANCIA
CHE COSA È IL PNRR: PIANO
NAZIONALE DI RIPRESA E
RESILIENZA
IL FATTO.
Ecco che cosa è il PNRR: Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza.
Lunedì 26 aprile il presidente del Consiglio Mario
Draghi ha presentato alla Camera dei deputati
il documento spiega come il governo vuole spendere i
finanziamenti che arriveranno dall’Unione Europea
tramite il Recovery Fund.
Questo documento si chiama Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza (PNRR).
La resilienza è la capacità della persona di adattarsiin maniera positiva ad una condizione negativa e
traumatica, come ad esempio gli effetti della pandemia.
Il governo dovrà presentare Il PNRR entro il 30 aprile
all’Unione Europea.
Probabilmente il Consiglio dei ministri si riunirà per
procedere all’approvazione definitiva e trasmettere il
testo alla Commissione.
Complessivamente l’Italia avrà a disposizione
finanziamenti per 221,1 miliardi di euro, di cui 191,5
miliardi dai fondi dell’Unione Europea (fra sussidi a
fondo perduto e prestiti a basso tasso d’interesse) e
30,6 miliardi di risorse interne, da impiegare entro il
2026.
CHE COSA HA DETTO DRAGHI.
Draghi ha spiegato che cosa è il PNRR e quali sono i
punti principali del PNRR.
Draghi ha detto che il primo obiettivo del piano è
riparare i danni della pandemia, che ha danneggiato
soprattutto le fasce più deboli della popolazione.
L’obiettivo ultimo è, però, rilanciare l’economia
italiana sul lungo periodo con una serie di importanti
investimenti e riforme.
Draghi ha sottolineato in particolare 3 punti del piano.
1. il raggiungimento della parità di genere,
2. gli aiuti ai giovani,
3. la crescita del sud Italia.
Draghi ha sottolineato poi come dalla riuscita del Piano
dipenda “il destino del paese” e ha specificato che il
PNRR non è “solo una questione di reddito, lavoro,
benessere, ma anche di valori civili”.
Draghi ha anche detto: “Sono certo che riusciremo ad
attuare questo piano, sono certo che l’onestà,
l’intelligenza e il gusto del futuro prevarranno sullacorruzione, la stupidità e gli interessi costituiti”.
Il discorso completo di Mario Draghi segui questo link
https://youtu.be/Am5sKeSryVYo guardalo qui sotto.
LE RIAPERTURE E I COLORI DAL
26 APRILE
Le riaperture e i colori da oggi 26 aprile.
La Sardegna resta l’unica regione in zona rossa.
Valle D’Aosta, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia
sono arancioni.
Tutte le altre regioni diventano zone gialle.CHE COSA SI PUÒ FARE IN BASE AI COLORI.
1. Nelle regioni in zona gialla possono riaprire bar e
ristoranti, sia a pranzo che a cena, ma solo per il
servizio all’aperto. Possono inoltre riaprire musei,
cinema, teatri e sale da concerto, a capienza ridotta, e
possono ricominciare le attività sportive all’aperto.
2. Sempre da oggi ci si può spostare liberamente tra
regioni in zona gialla.
3. Le visite ad amici o parenti in una abitazione privata
nelle zone gialle e arancioni dal 26 aprile e fino al 15
giugno, possono farle 4 persone invece di 2.
4. Tra regioni in zona rossa o arancione, oltre aglispostamenti normalmente consentiti per motivi di lavoro,
salute o necessità, ci si può spostare con il
“certificato verde”.
Per il momento questo “certificato” consiste nella
certificazione:
1. del completamento del ciclo di vaccinazione nei 6 mesi
precedenti rilasciata dalla struttura sanitaria,
2. d e l l a g u a r i g i o n e d a l c o r o n a v i r u s n e i s e i mesi
precedenti,
3. del risultato negativo di un test molecolare o
antigenico, in questo caso valida 48 ore
dall’esecuzione.
IL FIGLIO DI GRILLO INDAGATO
PER STUPRO DI GRUPPO
Lunedì 19 aprile, Beppe Grillo ha pubblicato un video
per difendere il figlio Ciro.
Beppe Grillo è un comico e capo politico del Movimento 5
Stelle.
Ciro Grillo ed altri 3 ragazzi sono indagati per
violenza sessuale di gruppo nei confronti di una
ragazza.
La violenza sarebbe avvenuta nell’estate 2019 nella casa
di Grillo a Porto Cervo in Sardegna.
La procura di Tempio Pausania (Sassari) ha avviato le
indagini.
In questo articolo parleremo del fatto e del video di
Grillo.Cercheremo di spiegare che cosa si intende per cultura
dello stupro e perché se ne parla in questi giorni.
IL FATTO.
La violenza sarebbe avvenuta nella notte tra il 15 e il
16 luglio del 2019.
La violenza sarebbe avvenuta nella villa in Sardegna di
Grillo.
Secondo gli investigatori, Ciro Grillo e i suoi 3 amici
avevano trascorso la serata al Billionaire, una famosa
discoteca sarda.
Quasi all’alba, i ragazzi sarebbero tornati a casa con 2
ragazze.
I ragazzi avrebbero stuprato una delle due ragazze,
mentre l’amica stava dormendo.
I ragazzi confermano i rapporti sessuali.
Secondo i ragazzi, la ragazza sarebbe stata d’accordo.
Secondo gli atti della procura, invece, la lucidità
della ragazza era compromessa e la ragazza sarebbe stata
costretta al rapporto.
Le indagini sono durate poco meno di 2 anni.
I cellulari della vittima e dei ragazzi sono stati
analizzati.
È stato trovato anche un video che mostrerebbe la
violenza.
Dopo la violenza, la ragazza avrebbe proseguito le
vacanze in Sardegna.
La ragazza sarebbe poi tornata a casa a Milano e avrebbe
parlato della violenza alla madre.
La ragazza avrebbe fatto una visita medica.
La ragazza sarebbe poi andata dai carabinieri per la
denuncia.
IL VIDEO DI GRILLO.
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