IL REDDITO DI CITTADINANZA FRA NEOASSISTENZIALISMO E CONDIZIONALITÀ IL SERVIZIO SOCIALE DI COMUNITÀ PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE "DOPPIA DIAGNOSI" ...

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IL REDDITO DI CITTADINANZA FRA NEOASSISTENZIALISMO E CONDIZIONALITÀ IL SERVIZIO SOCIALE DI COMUNITÀ PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE "DOPPIA DIAGNOSI" ...
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art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Milano

                                                                Il reddito di cittadinanza fra
                                                         neoassistenzialismo e condizionalità
                                                                        Il servizio sociale di comunità
                                                         Presa in carico del paziente “doppia diagnosi”
                                                         Lo spazio di holding in comunità per minori
   № 2 / 2019
      Prospettive Sociali e Sanitarie

                                                                                                2
                                                                                              Anno XLIX

                                                                                                   Primavera 2019
IL REDDITO DI CITTADINANZA FRA NEOASSISTENZIALISMO E CONDIZIONALITÀ IL SERVIZIO SOCIALE DI COMUNITÀ PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE "DOPPIA DIAGNOSI" ...
Povertà ed emarginazione                                                Prospettive Sociali e Sanitarie              №2
 1 Il reddito di cittadinanza fra neoassistenzialismo                      anno xlIX                          primavera 2019
   e condizionalità
   R. Siza                                                                 Direzione
   Professioni sociali                                                     Emanuele Ranci Ortigosa
 5 Servizio sociale professionale, assistenti sociali                      (direttore responsabile)
   e Reddito di cittadinanza                                               Ugo De Ambrogio, Sergio Pasquinelli
   L. Colombini                                                            (vicedirettori)
   Professioni sanitarie                                                   Caporedattore
 8 La presa in carico del paziente “doppia diagnosi”                       Francesca Susani (pss@irsonline.it)
   vista con gli occhi degli operatori
   A. Costa, S. Bernardi                                                   Redazione
   Welfare                                                                 Claudio Caffarena, Ariela Casartelli,
14 Il servizio sociale di comunità. Uno strumento                          Roberto Cerabolini, Diletta Cicoletti,
   di organizzazione politica della cittadinanza                           Valentina Ghetti, Francesca Merlini,
   S. Cecchi                                                               Daniela Mesini, Maurizio Motta, Paolo
                                                                           Peduzzi, Franco Pesaresi, Dela Ranci
   Infanzia e adolescenza                                                  Agnoletto, Remo Siza, Giorgio Sordelli,
18 Lo spazio di holding come potenziale terapeutico                        Patrizia Taccani
   nelle comunità per minori
   R. Mazza, A. Zoppi                                                      Comitato scientifico
   Anziani                                                                 Paolo Barbetta, Alessandro Battistella,
21 I nonni, anziani che non invecchiano                                    Luca Beltrametti, Teresa Bertotti, Paolo
   L. Tosco                                                                Bosi, Annamaria Campanini, Maurizio
                                                                           Ferrera, Marco Geddes da Filicaia, Cristiano
   Welfare                                                                 Gori, Antonio Guaita, Luciano Guerzoni,
25 Economia circolare per l’inclusione lavorativa                          Francesco Longo, Gavino Maciocco, Marco
   E. Maglia                                                               Musella, Franca Olivetti Manoukian,
   Servizi sociali                                                         Giuseppe A. Micheli, Nicola Negri, Fausta
29 Sportello del welfare: l’insieme dei servizi per tutti                  Ongaro, Valerio Onida, Marina Piazza,
   D. Di Federico                                                          Costanzo Ranci, Chiara Saraceno, Maria
                                                                           Chiara Setti Bassanini, Antonio Tosi
   Disabilità
32 Siblings: un’esperienza di gruppo a Torino                              Contatti
   V. Moschese, I. Stocco                                                  Via XX Settembre 24, 20123 Milano
   Professioni sociali                                                     tel. 02 46764276 – fax 02 46764312
36 Riflessioni sull’agire professionale                                    www.prospettivesocialiesanitarie.it
   D. Cremasco, V. D’Alessandro, O. Mengoni, S. Scardala
                                                                           Ufficio abbonati
                                                                           pss.abbo@irsonline.it

                                                                           Abbonamento 2019
                                                                           ccp n. 36973204
                                                                           IBAN IT57 J076 0101 6000 0003 6973204
                                                                           € 59,00 (privati); € 69,00 (ass. di volontariato
                                                                           e coop. sociali); € 89,00 (enti); € 96,00
                                                                           (estero); € 99,00 (PRO).
                                                                           L’abbonamento decorre dal 1º gennaio
                                                                           al 31 dicembre.

                                                                           Prezzo per copia: € 20,00

                                                                           Progetto grafico e impaginazione
                                                                           Riccardo Sartori

                                                                           Stampa
                                                                           Grafica Sant’Angelo
                                                                           Via Vicinale 6, Sant’Angelo Lodigiano (LO)
                                                                           Tel. 0371 210290
                                         Prospettive Sociali e Sanitarie
                                         è stampata usando le carte Re-    Registrazione
                                         cital White + e Respecta 100 di   Tribunale di Milano n. 83 del 5-3-1973
                                         Burgo Distribuzione, composte
                                         al 100% da fibre riciclate        ISSN 0393-9510
   Foto di copertina cba
   Giles Watson                                                            È vietata la riproduzione dei testi, anche
   www.flickr.com/people/29320962@N07                                      parziale, senza autorizzazione.
IL REDDITO DI CITTADINANZA FRA NEOASSISTENZIALISMO E CONDIZIONALITÀ IL SERVIZIO SOCIALE DI COMUNITÀ PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE "DOPPIA DIAGNOSI" ...
Andrea Costa
Sara Bernardi                     La presa in carico del paziente
                                  “doppia diagnosi” vista con gli
                                  occhi degli operatori
                                  Uno studio qualitativo multicentrico nel territorio lombardo.
                                  Parlare di pazienti con “doppia diagnosi” pro-          za dello schema di riferimento (Pichon-Riviere,
                                  voca ancora una certa diffidenza a causa dell’in-       1971) esistente nei singoli operatori e tra i gruppi
                                  trinseca complessità cui ci si trova di fronte: se      istituzionali coinvolti.
                                  da una parte sembrerebbe facile e immediato                 Possiamo individuare diverse modalità di
                                  comprendere il significato del termine “doppia          interazione (Rigliano, 2015) tra Serd e CPS, dalla
                                  diagnosi”, dall’altro Bignamini (2002) mette in         meno alla più integrata:
                                  guardia dal rischio di eccessive semplificazioni. Il     •• Il modello dell’abbandono: ogni servizio dia-
                                  termine presenta un’ambiguità di fondo dovuta               gnostica un problema sul quale non è tenuto
                                  alla complessità diagnostica (Fioritti, Solomon,            a intervenire perché estraneo al proprio man-
                                  2002; Iannitelli et al., 2002; Rigliano, 2015) dei          dato istituzionale; l’utente non può andare al
                                  soggetti che presentano un quadro di comorbi-               CPS perché è tossicomane e, per contro, non
                                  dità che nella maggior parte dei casi non contem-           viene accolto al Serd perché è presente un
                                  pla due diagnosi separate, bensì condizioni che             disturbo psicopatologico.
                                  s’influenzano reciprocamente e quadri molto              •• Il modello del ping-pong: il paziente è “come
                                  complessi.                                                  una pallina” che viene continuamente riman-
                                      La fatica quotidiana nel trattare con pazienti          data da un servizio all’altro per accertamenti
                                  difficili e fuori da quegli schemi di riferimento,          clinici relativamente al disturbo emergente e
                                  che nel tempo sono andati consolidandosi sia                più grave in quel momento, senza però pensa-
                                  nei CPS sia nei Serd in rapporto a precise tipo-            re a un progetto terapeutico concreto; questo
                                  logie di utenza (gli psicotici da un lato e gli eroi-       rappresenta sicuramente una delle situazio-
                                  nomani dall’altro) e a differenti mandati sociali           ni più diffuse nel nostro Paese, nelle quali la
                                  (“da una parte i Sert, investiti di un mandato di           non comunicazione tra i due servizi porta a
                                  controllo forte, nati con debole attitudine tera-           un fallimento del percorso di presa in carico
                                  peutico diagnostica e dall’altra i Servizi di Salute        dell’utente.
                                  mentale con un’attenta dialettica interna sulle          •• Il modello della comunicazione: a differen-
                                  problematiche del mandato di controllo e della              za dei modelli precedenti, in questo caso i
                                  de-istituzionalizzazione” – Biondi, Dimauro,                servizi attivano uno scambio comunicativo,
                                  2001, p. 33), si manifesta tutt’oggi in una colla-          che però non risulta sufficiente; il paziente
                                  borazione spesso difficile e variamente articola-           infatti è sempre presente, particolarmente
                                  ta, dove spesso vengono a mancare continuità e              fastidioso agli occhi degli operatori per tutti
                                  integrazione della cura.                                    i suoi problemi - non riconducibili a schemi di
                                      I pazienti con doppia diagnosi rappresentano            riferimento abituali e in un certo senso rassi-
                                  una quota rilevante di fallimenti terapeutici (Fio-         curanti - minaccioso e disturbante al punto da
                                  ritti, Solomon, 2002) trattandosi di pazienti che           provocare atteggiamenti espulsivi.
                                  talvolta vengono poco considerati da entrambi            •• Il modello dell’assegnazione: il paziente viene
                                  i servizi ambulatoriali, oppure considerati solo            elettivamente assegnato a uno dei due ser-
                                  per una delle due diagnosi (Bellio, 2005). Le stes-         vizi, senza che siano ben chiari i criteri della
                                  se equipe curanti non sempre sono preparate e               scelta e il conseguente progetto terapeutico;
                                  desiderose di lavorare con utenti che hanno                 in questo caso manca completamente l’ide-
                                  anche “l’altra” diagnosi e la limitata presenza di          azione terapeutica con tutte le strategie e le
                                  studi e ricerche epidemiologiche (Fioritti, Solo-           logiche per ogni utente.
                                  mon, 2002) in questa direzione rappresentano la          •• Il modello della consulenza esterna: viene
                                  difficoltà nel farsi carico di questi soggetti.             scelto uno psichiatra del CPS o del SPDC che
                                      Di fronte a un paziente che presenta sia una            effettua una consulenza sul singolo paziente,
                                  diagnosi psichiatrica, sia una diagnosi di dipen-           oppure continua nel servizio, strutturata e
                                  denza (da sostanza o senza sostanza, come può               riconosciuta; in questo modo si sviluppa un
                                  essere il gioco d’azzardo patologico) assume                buon livello di collaborazione tra i due servizi.
                                  fondamentale importanza la reciproca comuni-             •• Il modello della compartecipazione: questo
                                  cazione tra i servizi ambulatoriali e la loro colla-        modello può prevedere, per esempio, la pre-
                                  borazione nella gestione del caso. Spesso si trat-          senza fissa o strutturata di uno psichiatra in
                                  ta di superare quei facili malintesi che sorgono            un servizio per le dipendenze o in una comu-
                                  entrando in contatto con questa patologia e che             nità, oppure un medico specialista della tos-
                                  non fanno altro che palesare la non convergen-              sicodipendenza in un servizio psichiatrico; in

Prospettive Sociali e Sanitarie    n. 2/2019                           8                                                   Professioni sanitarie
                                                                    PSS1902
questo modo si svolgono interventi mirati e         delle equipe di alcuni servizi pubblici territoriali
    limitati, non integrati e organizzati nel piano     delle provincie di Bergamo e Brescia.
    terapeutico complessivo.
 •• Il modello della condivisione: si tratta di orga-
                                                        Materiali e metodi
    nizzare un’equipe stabile, specifica e ricono-
    sciuta istituzionalmente (quindi con indivi-
                                                        Disegno di studio
    duazione di personale, risorse economiche,
    competenze e responsabilità) al fine svilup-        È stato effettuato uno studio qualitativo di tipo
    pare esperienza e sapere comuni, dotarsi di         fenomenologico, attraverso la tecnica del focus
    una specifica formazione, elaborare modelli         group. In questo modo sono stati arruolati con
    di intervento, valutarne i risultati per miglio-    metodo propositivo 63 operatori afferenti a 10
    rare la presa in carico di questi utenti.           servizi (5 CPS, 4 Sert e 1 Smi) di cinque azien-
    Sicuramente la presa in carico dei pazienti         de socio-sanitarie pubbliche delle provincie di
con doppia diagnosi, andata crescendo negli             Bergamo e Brescia e di una cooperativa sociale
anni (Giampieri et al., 2013), ha contribuito a         accreditata operante nel territorio bresciano.1
mettere in discussione la “vecchia” separazione             In 9 casi si è raccolta una risposta negativa da
e in molti casi non comunicazione tra Serd e            parte di altrettanti servizi (7 CPS, 1 Sert e 1 SMI)
CPS, aprendo nuovi e più efficaci canali comuni-        che non hanno aderito all’indagine, motivando
cativi, consolidando pratiche di collaborazione         la scelta per mancanza di tempo e risorse di per-
alternative che possano portare a una presa in          sonale da dedicare alla ricerca. In questo modo
carico migliore di questi pazienti, come pure dei       non è stato possibile ottenere una omogeneità
pazienti abituali che frequentano i servizi.            numerica tra le due realtà territoriali prese in
    In questo senso la recente riforma del siste-       esame.
ma sociosanitario lombardo, che ha portato alla
nascita dei Dipartimenti di Salute mentale e del-
                                                        Modalità di conduzione dei focus group
le Dipendenze (cfr. l.r. 15 del 29 giugno 2016), ha
dato un’accelerazione ai processi organizzativi         I focus group sono stati condotti da una ricerca-
e procedurali volti a favorire una presa in carico      trice, adeguatamente formata per la conduzione
integrata dei pazienti afferenti ai diversi servizi.    di questo studio, con la supervisione di uno psi-
    Obiettivo della riforma è infatti quello di pro-    cosociologo, esperto di processi organizzativi e
cedere all’attivazione di piani di cura e costruzio-    di cura. Gli incontri sono stati programmati con
ne di reti che possano integrare prestazioni sani-      le equipe dei servizi nel periodo compreso tra
tarie, sociosanitarie e sociali; questo per passare     maggio e agosto 2017, mentre la raccolta dei dati
dalla cura al prendersi cura, da un sistema setto-      si è svolta nell’autunno del 2017.
riale e frammentato a una presa in carico della             I focus group si sono svolti solo dopo aver
persona globale e integrata.                            ottenuto l’autorizzazione da parte della dirigen-
    Il principale cambiamento organizzativo             za degli enti coinvolti nello studio e i dati sono
auspicato è quello volto a superare l’articolazio-      stati raccolti nel rispetto della privacy e dopo
ne per ambiti specialistici, discipline, specifiche     aver ottenuto l’esplicito consenso da parte dei
competenze, per orientarsi invece all’acquisizio-       partecipanti.
ne di modelli organizzativi in grado di sviluppare          Ciascuna intervista realizzata nei focus group
una “visione per processi” ovvero un approccio          è stata preceduta da una breve presentazione dei
organizzativo capace di aumentare anche la              partecipanti e dalla compilazione individuale di
gestione di “processi orizzontali di raccordo” che      una scheda relativa ai dati socio-demografici;
mettano insieme diversi settori, differenti disci-      la conduzione dell’incontro è stata articolata
pline e diverse figure professionali per garantire      secondo una specifica procedura e per garanti-
la presa in carico del paziente lungo l’intero per-     re l’affidabilità dell’intero processo di ricerca è
corso diagnostico-terapeutico.                          stato realizzato un pilot test, utilizzato per per-
    Un processo come quello appena descritto,           fezionare il metodo e gli strumenti di raccolta
mette in discussione gli assetti e i funzionamen-       dei dati e per una più precisa definizione dei cri-
ti organizzativi, richiede una grande capacità di       teri di controllo della procedura di conduzione
stare nell’incertezza e la consapevolezza da parte      dell’intervista.
di operatori, equipe e istituzioni sociosanitarie           Gli ambiti che sono stati oggetto di ricerca
circa i “processi collusivi” (Carli, Paniccia, 2004)    riguardavano: a) le rappresentazioni latenti che
                                                                                                                 Note
che li caratterizzano.                                  gli operatori avevano circa i pazienti e in partico-
                                                        lare dei pazienti con doppia diagnosi; b) le pro-      1 I servizi che hanno preso
                                                                                                                 parte allo studio sono i se-
                                                        cedure di presa in carico e la collaborazione tra
La ricerca                                                                                                       guenti: Serd di Bergamo
                                                        i servizi; c) le possibili azioni di miglioramento.      (ASST Papa Giovanni XXIII);
Lo scopo del presente studio è dunque quello                                                                     SerT di Martinengo (Bg) e
di esplorare, nel mutato assetto istituzionale                                                                   CPS di Romano di Lombar-
                                                        Risultati
venuto a crearsi, il processo di presa in carico                                                                 dia (ASST Bergamo Ovest);
dei pazienti con doppia diagnosi nei servizi psi-       Sono stati realizzati 10 focus group cui hanno par-      Smi di Ospitaletto (Coope-
chiatrici e nei servizi per le dipendenze, la colla-    tecipato in totale 63 professionisti. Dall’analisi       rativa “Il Mago di Oz”); Noa
                                                                                                                 di Sarezzo, 2º CPS e 4º CPS
borazione tra questi servizi e le possibili azioni di   socio-demografica del campione emerge che la
                                                                                                                 (ASST degli Spedali Civili);
miglioramento per garantire un percorso di cura         distribuzione per genere vede la prevalenza delle        SerT di Montichiari e C.P.S.
il più idoneo possibile per queste persone e per        femmine sui maschi (rapporto 2:1), in linea con          di Leno (ASST del Garda);
i loro famigliari, partendo dalle percezioni, opi-      la distribuzione percentuale a livello nazionale         CPS di Rovato (ASST della
nioni, valutazioni e aspettative degli operatori        (Ministero della Salute, 2017).                          Franciacorta).

Professioni sanitarie                                                 9                            Prospettive Sociali e Sanitarie   n. 2/2019
                                                                    PSS1902
Tra i diversi professionisti che hanno preso           La sensazione di confusione e ambiguità di
                                      parte alle interviste, si è registrata una legge-       fronte a un soggetto con un problema di dipen-
                                      ra prevalenza dell’area medico-infermieristica          denza, trova accomunati gli operatori di entram-
                                      (52,4%) sull’area psico-socio-educativa (46,0%);        bi i servizi: qualcuno parla di “ombra” (op_8 psi-
                                      nello specifico, possiamo notare come in tutti i        chiatria), qualche altro di “matrioska” (op_51
                                      focus group i partecipanti appartenenti alle due        dipendenze).
                                      diverse aree siano stati sostanzialmente equili-            Gli operatori della psichiatria non vedono il
                                      brati, fatta eccezione per il 2º CPS di Brescia e il    tossicodipendente come malato, bisognoso di cure
                                      CPS di Romano di Lombardia, dove hanno pre-             o una persona da incontrare e con la quale mante-
                                      valso gli operatori di area medica.                     nere un contatto, ma fanno prevalere dimensioni
                                           Se consideriamo l’età dei partecipanti possia-     quali aggressività, debolezza e fragilità, allerta e
                                      mo notare che l’età media degli intervistati dei        pericolo.
                                      CPS è pari a 48,06 anni (ds = 7,97), mentre quella          Allo stesso modo, gli operatori dei Serd non
                                      dei colleghi dei Serd è più elevata e si assesta        sembrano cogliere la dimensione di debolezza e
                                      a 49,69 anni (ds = 9,30). Anche osservando la           fragilità di questi pazienti e ancor meno aspetti
                                      distribuzione per classi d’età è evidente che ci        positivi o potenzialmente tali – “un giglio che è un
                                      troviamo di fronte a una popolazione di opera-          fiore fragile che si può schiacciare, che ha biso-
                                      tori “anziani” (Bell, 2006), in entrambe gli ambiti     gno di cura, ma che poi cresce e può diventare
                                      operativi.                                              qualcosa di bello” (op_12 psichiatria) – rimar-
                                           L’anzianità di servizio mostra come nei CPS        cando, al contrario, le dimensioni di confusione
                                      vi sia una maggior presenza di operatori che            e ambiguità – “cubo di Rubik” (op_61 dipenden-
                                      lavorano da non più di 9 anni, contribuendo ad          ze), “quadro astratto” (op_25 dipendenze) – da
                                      abbassare la media che raggiunge gli 11,88 anni         un lato e ritiro e chiusura – “cuffie audio” (op_16
                                      (ds = 8,76), mentre nei Serd vi è più stagnazione       dipendenze) – dall’altro.
                                      e l’anzianità di servizio raggiunge in media i 15,53        Sembra dunque che la mancata esperienza
                                      anni (ds = 10,59). L’esperienza lavorativa dei par-     di incontro con l’Altro e con la sua sofferenza lo
                                      tecipanti è mediamente di 22-23 anni, con una           renda estraneo, che ci si senta impotenti ad isti-
                                      minima presenza di operatori junior, cioè con           tuire questa relazione senza che “sia garantita,
                                      meno di 5 anni di lavoro, un’altrettanta quota di       tutelata, organizzata da poteri forti presenti nel
                                      operatori con un’anzianità media (6–10 anni) e          contesto, come le forze dell’ordine o l’area medi-
                                      una larghissima maggioranza di operatori con            ca” (Carli, Paniccia, 2004, p. 191), che il processo
                                      esperienza pluridecennale.                              di cura - già di per sé condizionato dalle rappre-
                                           Il quadro che se ne ricava, e che è emerso         sentazioni fantasmatiche degli operatori socio-
                                      anche dall’andamento dei focus group, è che sia-        sanitari - si complichi ulteriormente nel momen-
                                      mo in presenza di operatori con molta esperien-         to in cui ci si trova di fronte a nuovi pazienti i cui
                                      za, ma al tempo stesso stanchi, che in alcuni casi      bisogni sembrano indecifrabili.
                                      rischiano di cronicizzarsi come i loro pazienti –
                                      “Siamo diventati vecchi insieme a loro!” (op_57
                                                                                              Il paziente con doppia diagnosi
                                      dipendenze) – e dunque fortemente esposti a
                                      stress e burnout (Barbo, 2007).                         Rispetto alle domande precedenti, per questa
                                           Si tratta di professionisti con una work abili-    domanda si è evidenziato un forte desiderio di
                                      ty (Ilmarinen, 2009) caratterizzata da un’elevata       condivisione e spesso le caratteristiche associate
                                      competenza professionale, conoscenze tacite e           ai pazienti con doppia diagnosi sono risultate
                                      pensiero strategico, ma anche da una capacità           simili e ripetute anche in diversi servizi.
                                      psico-fisica al lavoro che va progressivamente              Le rappresentazioni condivise dagli operatori
                                      riducendosi a causa della comparsa di patologie         circa questi pazienti sono state nel complesso
                                      e cronicità, senza dimenticare che spesso devo-         181 e sono riassunte in forma aggregata in ordi-
                                      no fronteggiare un crescente carico assistenziale       ne decrescente nella tavola 1. La complessità e la
                                      extra-lavorativo nei confronti di famigliari mol-       difficile gestione sembrano implicitamente evi-
                                      to anziani, finendo per accrescere la percezione        denziare un senso d’impotenza di fronte a questi
                                      di disagio o malessere lavorativo.                      pazienti, vissuti come imprevedibili, instabili, fra-
                                                                                              gili, faticosi e sgradevoli, confusivi e manipolatori.
                                                                                              Sono delle eccezioni i riferimenti alla sofferen-
                                               Le rappresentazioni degli operatori
                                                                                              za e all’isolamento che provano queste persone,
Tavola 1 Paziente con doppia diagnosi          Attorno a “Tossicodipendente” e “Malato        quasi che la loro stessa condizione contribuisse
Rappresentazioni                  Frequenza    psichico” sono state raccolte 123 parole,      a limitare la capacità empatica degli operatori.
Complessità                           30       frutto delle libere associazioni degli ope-        In tutti i focus group la visione sui pazienti
Difficile gestione                    25
                                               ratori sugli stimoli proposti dalla ricerca-   con doppia diagnosi sembra tendere a unifor-
                                               trice. Queste parole hanno permesso di         marsi: durante il lavoro i partecipanti erano mol-
Imprevedibile e instabile             19       dare forma a delle catene associative, pro-    to riflessivi e le risposte date sono state spesso
Fragilità                             15       cedendo tra associazioni veloci, intuizio-     simili e condivise anche verbalmente.
Faticoso, impegnativo, sgradevole     14       ni, ricordi, esperienze e paure, che hanno         Le difficoltà di comunicazione con questi
Confusività e ambivalenza             12       consentito ai partecipanti di prendere         pazienti, maggiore rispetto agli utenti con un
Manipolatorio                         12       consapevolezza circa le rappresentazioni       singolo disturbo, sembrano da un lato favorire
Elementi diagnostici                  12       latenti all’interno del gruppo e permes-       un processo di coesione difensiva all’interno dei
                                               so di isolare le “rappresentazioni sociali”    singoli gruppi intervistati e dall’altro ripercuo-
Dimensioni empatiche                  11       (Carli et al., 2004) che caratterizzano i      tersi e alimentare un difficile dialogo tra i servizi,
Cronico                                8       partecipanti al nostro studio.                 attorno a questa questione.

Prospettive Sociali e Sanitarie        n. 2/2019                           10                                                   Professioni sanitarie
                                                                         PSS1902
La difficoltà di definire i soggetti con doppia      in carico con atteggiamenti di autoreferenzialità
diagnosi sembra accentuarsi con i pazienti di            ed eccessiva medicalizzazione sia nel progetto
età più giovane e che da poco si sono rivolti ai         che del paziente.
servizi (a questo riguardo, una psichiatra com-
menta: “La nuova generazione è quella più fasti-
                                                         Quali azioni di miglioramento
diosa e complessa; quelli del passato erano più
tranquilli, forse anche perché erano più tossici         Dai dieci gruppi di operatori sono emerse pro-
e si curavano da soli”) nei confronti dei quali è        poste e osservazioni che rappresentano uno sti-
emersa un’emozione di paura quasi si trattasse di        molo fondamentale in questa fase di costruzione
qualcuno che mette implicitamente in discussio-          partecipata di un nuovo assetto istituzionale e
ne quelle certezze nosografiche eziopatologiche          funzionale dei servizi che rispondono a questa
andate consolidandosi nel tempo.                         tipologia di utenza. Vediamoli, per punti:
                                                         •• approfondire la conoscenza dell’altro servi-
                                                            zio, sia degli operatori sia delle modalità d’in-
Procedure e collaborazione tra i servizi: luci e ombre
                                                            tervento nel percorso di cura;
Dalla ricerca emerge è che in nessuna delle              •• organizzare percorsi di formazione in comu-
Aziende coinvolte si è giunti – al giorno in cui è          ne e condivisi;
stato realizzato il focus group – alla definizione       •• migliorare il rapporto di collaborazione tra
di un protocollo congiunto o di una modalità                gli operatori valorizzando tutte le figure
condivisa e minimamente formalizzata di presa               professionali, sia quelle di area medica che
in carico dei pazienti con doppia diagnosi o per            socio-educativa;
i quali un servizio necessita dell’intervento dei        •• iniziare a stendere i Piani terapeutici indivi-
professionisti dell’altro ambito operativo.                 duali (PTI) in modo congiunto e integrato,
    Anche per quanto concerne la definizione del            con la creazione di equipe miste tra Serd e
Piano terapeutico individuale, ciascun servizio             CPS;
definisce in autonomia l’intervento da propor-           •• organizzare riunioni e momenti di discussio-
re al paziente, senza una fattiva integrazione in           ne e scambio con l’altro servizio;
fase progettuale; un minimo di collaborazione            •• migliorare la qualità della presa in carico
la troviamo nelle valutazioni periodiche sui casi           condivisa del paziente associandola anche
in carico a entrambi i servizi, anche se in realtà          alla ricerca di nuovi approcci per l’aggancio e
non sempre si realizzano: in alcuni casi questo             il mantenimento del percorso di cura;
confronto non avviene, in altri vi sono gli incon-       •• stendere e attuare un nuovo protocollo tra
tri, ma a distanza di mesi, e solo in due equipe si         Serd e CPS, con la possibilità di creare un’u-
assiste a uno scambio costante e fruttuoso.                 nità operativa ad hoc per i pazienti con doppia
    La richiesta di valutare la collaborazione tra il       diagnosi.
proprio e l’altro servizio2 ha fatto emergere come
vi sia una scarsa conoscenza reciproca e una
                                                         Discussione dei risultati
certa difficoltà ad incontrarsi e condividere pro-
getti, linguaggi e procedure d’intervento. Tutto         In tutti i servizi del nostro campione i pazienti
ciò non fa che aumentare i pregiudizi reciproci,         con doppia diagnosi si trovano in una posizione
ora su singoli professionisti, ora sulle modalità        di scarso riconoscimento (se non di vera e pro-
operative, e sul “l’uso difensivo della questione        pria stigmatizzazione) a fronte di una maggiore
diagnostica da parte degli operatori che di volta        fragilità e solitudine dovute allo stato di comor-
in volta evidenziano gli aspetti patologici che          bidità, palesando così la complessità della presa
individuano la competenza dell’altro servizio”           in carico e di un corretto percorso di cura, da
(Bellio, 2005, p. 13).                                   parte degli operatori. Tutto ciò è riconducibile
    Per gli operatori dei CPS nel rapporto con i         alle due dimensioni implicate nella doppia dia-
colleghi dei Serd sembra prevalere una buona             gnosi, ovvero la patologia psichiatrica e l’abuso
collaborazione e viene riconosciuta una specifi-         di sostanze, che già singolarmente evidenziano
cità nella gestione dei pazienti. Per contro, viene      – e le metafore fornite dagli operatori dei servizi
evidenziato come l’elevato carico di lavoro (di cui      durante i focus group ci confortano in questo sen-
si lamentano i colleghi delle dipendenze)3 porti         so – quanto sia difficile operare in questo campo
in diverse situazioni a un allungamento dei tem-         (Rigliano, Rancilio, 2003).
pi di presa in carico dei pazienti.                          La doppia diagnosi rappresenta infatti una
    Inoltre la differente modalità di trattamento        sfida per gli operatori sanitari sul piano episte-
delle urgenze e di gestione dei pazienti – spes-         mologico e psicopatologico, aprendo alla ricer-
so la cartella viene chiusa e la presa in carico         ca e sperimentazione di differenti paradigmi
rinviata di alcuni mesi solo perché il paziente è        nei processi di cura, a fronte di un incremen-
demotivato oppure non assume più sostanze –              to di questa tipologia di utenza percepito nei
rende difficile affrontare situazioni come quelle
relative ai pazienti con doppia diagnosi.
    Per quanto riguarda gli operatori dei Serd,             Note
pur riconoscendo che vi è una presa in cari-              2 Va precisato che tre equipe hanno dichiarato di avere collaborazioni stabili con più
co comune dei pazienti con doppia diagnosi e                Servizi dell’altro ambito e che solo in un caso entrambi i Servizi hanno partecipato allo
disponibilità da parte dei colleghi dei CPS, sotto-         studio.
lineano in maniera molto marcata le difficoltà di         3 A questo riguardo, è noto che Servizi per le dipendenze stanno attraversando un perio-
questa gestione condivisa dei pazienti, eviden-             do di grande difficoltà, legato alla costante carenza di personale, a fronte di mutate esi-
ziando il ruolo predominante del CPS nella presa            genze e competenze in campo di cura e prevenzione del fenomeno (D’Egidio, 2018).

Professioni sanitarie                                                   11                               Prospettive Sociali e Sanitarie       n. 2/2019
                                                                     PSS1902
servizi ambulatoriali che hanno partecipato                        mente a quello che Rigliano (2015) definisce il
                                        all’indagine.4                                                     modello “ping-pong” e che gli operatori dei ser-
                                            I partecipanti allo studio hanno enfatizzato i                 vizi hanno sintetizzato, con altrettanta efficacia,
                                        cambiamenti intervenuti nel Sistema sanitario                      nello “scaricabarile” dell’utente. Si tratta di un
                                        regionale lombardo, in particolare con la crea-                    grande deficit all’interno del sistema di cura: nel
                                        zione dei Dipartimenti di Salute mentale e delle                   momento in cui un paziente viene “scaricato” da
                                        Dipendenze manifestando quelle resistenze e                        un servizio all’altro, si perde quella continuità
                                        contrapposizioni da sempre presenti nel dialogo                    terapeutica non solo auspicata dal legislato-
                                        tra i servizi della Psichiatria e delle Dipendenze                 re,5 ma essenziale per questo tipo di patologia,
                                        che rappresentano il riattivarsi negli operato-                    lasciando il paziente e i suoi famigliari disorien-
                                        ri di primitive ansie psicotiche, persecutorie e                   tati con il conseguente aumento del rischio drop-
                                        depressive (Jaques, 1963).                                         out in uno o in entrambe i servizi coinvolti.
                                            A questo riguardo Nizzoli (2001, p. 85), facen-                    La ricerca ha messo in luce, oltre a incorag-
                                        do riferimento alla nascita in Regione Emilia-                     gianti segnali di proficua collaborazione e inte-
                                        Romagna dei Dipartimenti aziendali di Salute                       grazione tra i servizi territoriali e ospedalieri
                                        mentale (DASM), sottolineava a suo tempo la                        dedicati a questi pazienti, i principali elementi
                                        necessità di “arginare il sentimento di depressio-                 di criticità, su cui lavorare nel prossimo futuro:
                                        ne derivante dalla dispersione e dalla comples-                    nel confronto tra CPS e Serd sembrano prevalere
                                        sità con nuovi setting istituzionali integrativi”.                 gli aspetti di diversità dei due servizi ambulato-
                                            In realtà ancora oggi assistiamo frequente-                    riali, la mancanza di reciproca conoscenza circa
                                                                                                           le rispettive pratiche di lavoro e un rischio di
                                                                                                           prevaricazione e/o irrigidimento comunicativo
    Bibliografia                                                                                           a scapito della creazione di periodici momenti di
Barbo M., “Stress e burn-out negli operatori: politiche e strategie di intervento nei servizi
                                                                                                           incontro e scambio circa la gestione della presa
    per le tossicodipendenze”, Psicoterapia e Scienze Umane, XLI, 1, 59–76, 2007                           in carico dei soggetti con doppia diagnosi che
Begarani M. et al., “Sperimentazione organizzativa nei processi di integrazione tra Ser.T,
                                                                                                           favoriscano la ricerca di punti di riferimento
    Psichiatria adulti e ComunitàTerapeutica. Una esperienza innovativa nel Dipartimento                   comuni e di pratiche da formalizzare, ad esem-
    di Salute Mentale di Parma”, Rivista Sperimentale di Freniatria, CXLI, 1, 127-–147, 2017               pio, in protocolli d’intesa6 per la presa in carico
Bell L., “Respect and workplace options help retain aging nurses”, Nurs Manage, 37–56,                     condivisa dei pazienti.
    2006
Bellio G., “Doppia Diagnosi: dai problemi metodologici all’organizzazione dell’assistenza”,                Conclusioni
    Noumen, 31, 5–21, 2005
Bignamini E. et al., “La valutazione diagnostica del paziente con comorbilità”, in AA.VV, Di-              La presa in carico del paziente con doppia dia-
    pendenza da sostanze e patologia psichiatrica. Percorsi di ricerca sulla comorbidità, Editeam,         gnosi da parte dei servizi preposti resta un pro-
    Bologna, 2002                                                                                          cesso complesso e articolato con ampi margini
Biondi F., Dimauro P. E., “La doppia diagnosi in una prospettiva istituzionale”, Bollettino                di miglioramento per quanto concerne la qualità
    delle Farmacodipendenze e Alcolismo, XXIV, 4, 33–37, 2001                                              della cura di questo tipo di patologie.
Carli R., Paniccia M. R., L’analisi emozionale del testo. Uno strumento psicologico per leggere te-            Gli operatori dei servizi si trovano a vivere
    sti e discorsi, Franco Angeli, Milano, 2004                                                            una situazione di grande confusione dovendo
Clerici M., “Il fenomeno della ‘doppia diagnosi’”, Quaderni italiani di psichiatria, XXVI (4),             far fronte da un lato a processi istituzionali che
    143–148, 2007                                                                                          mutano gli assetti organizzativi e dall’altro alle
D’Egidio P. F., “Per una riforma dei Serd bisogna fare leva sugli operatori”, Mission, 49, 1-3             nuove richieste portate dai pazienti, di cui i ser-
    2018                                                                                                   vizi si sono resi sempre più consapevoli in questi
Fioritti A., Solomon J., Doppia diagnosi. Epidemiologia, clinica e trattamento, Franco Angeli,             ultimi anni. Psichiatria e Dipendenze sembrano
    Milano, 2002                                                                                           essere poco attrezzati per affrontare queste pro-
Giampieri et al., “‘Doppia diagnosi’ e consumo di risorse sanitarie nel DSM. L’esperienza di               blematiche “sia sul piano della preparazione cul-
    Monza e Brianza”, Journal of Psychopathology, 19, 199–207, 2013                                        turale e dell’aggiornamento degli operatori, sia
Jaques E., “Sistemi sociali come difesa contro l’ansia persecutoria e depressiva. Contributo               su quello dei dispositivi assistenziali e terapeu-
    allo studio psicoanalitico dei processi sociali”, in Klein M., Heimann P., Money-Kyrle R.              tici, nonché normativi, cui questo tipo di utenti
    (a cura di), Nuove vie della psicoanalisi, Il Saggiatore, Milano, 1966                                 deve fare riferimento” (Clerici, 2007, p. 143).
Iannitelli A. et al., “Doppia diagnosi o comorbidità? Definizioni e osservazioni cliniche”,                    I focus group hanno permesso ai partecipanti
    Annali Istituto Superiore di Sanità, 38 (3), 233–239, 2002                                             di prendere consapevolezza circa la presenza in
Ilmarinen, J., “Aging and work: an international perspective”, in Czaja S. J., Sharit J. (a cura           ciascuno di loro “di uno schema di riferimento
    di), Aging and Work. Issues and implications in a changing landscape, The Johns Hopkins                (insieme di esperienze, conoscenze e affetti con
    University Press, 51–73, 2009                                                                          i quali l’individuo pensa e agisce) che acquista
Magnani A. et al., “Linee di indirizzo sulla cogestione dei pazienti in comorbilità per un di-             unità attraverso il lavoro di gruppo e che a sua
    sturbo psichiatrico e un disturbo da uso di sostanze”, Dal Fare al Dire, 2, 13–20, 2017                volta produce in quel gruppo o comunità uno
Ministero della Salute, Direzione generale della Digitalizzazione, del Sistema informativo                 schema di riferimento operativo, sostenuto dal
    sanitario e della Statistica , Personale delle A.S.L. e degli Istituti di ricovero pubblici ed equi-   comune denominatore degli schemi precedenti”
    parati. Anno 2013, Ufficio Statistica, Roma, 2017                                                      (Pichon-Riviere, 1985, p. 166).
Nizzoli U., “Dipendenze Patologiche e Salute Mentale. Un approccio integrato tra bisogni                       Questa consapevolezza rappresenta l’ele-
    clinici ed organizzativi”, Salute & Prevenzione, 28, 75–90, 2001                                       mento-base da cui partire nella prospettiva di
Pichon-Riviere E., Il processo gruppale. Dalla psicoanalisi alla psicologia sociale, Libreria Editri-      una gestione condivisa del paziente con comor-
    ce Lauretana, Loreto (AN), 1985                                                                        bidità, per giungere alla costruzione di uno sche-
Rigliano P., Doppia diagnosi. Tra tossicodipendenza e psicopatologia, Raffaello Cortina, Mila-             ma di riferimento condiviso tra gli operatori e i
    no, 2015                                                                                               servizi coinvolti.
Rigliano P., Rancilio L., Tossicomania e sofferenza psichica. Le buone prassi nella “doppia dia-               Per fare ciò è necessario promuovere una
    gnosi”, Franco Angeli, Milano, 2013                                                                    formazione comune, oltre a costruire un sapere

Prospettive Sociali e Sanitarie          n. 2/2019                                  12                                                     Professioni sanitarie
                                                                                 PSS1902
condiviso attorno ai problemi legati alla comor-
                                                                          Andrea Costa
bidità tra disturbi mentali e disturbi connessi
                                                                          Psicosociologo, Docente di Metodi e tecniche dell’intervento educativo e Psicologia dei
all’uso di sostanze, vada a disvelare quei processi
                                                                          gruppi e dell’educazione presso l’Università degli Studi di Brescia, da anni lavora nel
collusivi (Carli, Paniccia, 2004) che connotano - e
                                                                          Dipartimento Salute mentale e Dipendenze dell’ASST “Carlo Poma” di Mantova.
talvolta limitano - il lavoro istituzionale di cura.
    Dal punto di vista clinico le principali proble-
maticità che questi pazienti pongono a entram-
                                                                          Sara Bernardi
be servizi, con modalità differenti, riguardano:
                                                                          Educatrice professionale laureata in Educazione professionale all’Università degli Studi
a) le difficoltà di gestione delle urgenze; b) la
                                                                          di Brescia, attualmente lavora presso la Comunità Minori dell’Istituto Palazzolo Suore
minor compliance ai diversi trattamenti propo-
                                                                          delle Poverelle di Torre Boldone (BG).
sti; c) le distorsioni nelle dinamiche istituzionali
che vengono inevitabilmente a determinarsi a
fronte dei comportamenti di questi pazienti; d) i
vincoli normativi nella gestione dei trattamenti;      nemmeno tanto tacita - delega a quei colleghi
e) la rigidità dei setting e l’autoreferenzialità.     più disponibili nei confronti dei colleghi dell’al-
    Per far fronte a queste tematiche è necessa-       tro servizio e di questa tipologia d’utenza; inol-
rio che il processo d’integrazione tra servizi psi-    tre in questo modo si verrebbe ad istituire un
chiatrici e servizi per le dipendenze non si limiti    nuovo ambito clinico iperspecialistico su questa
alla mera applicazione d’indicazioni normative         tipologia d’utenza, con il conseguente rischio di
o procedurali, quanto piuttosto divenga condi-         reintrodurre degli elementi di separatezza nel
visione convinta, ben organizzata e sperimen-          sistema di cura.
tata da parte di tutte le equipe, di un modello di          La scelta operata da alcuni dei servizi che
risposta alla domanda dei singoli utenti, delle        abbiamo consultato, di promuovere e favorire
loro famiglie e del contesto sociale di vita.          il lavoro in microequipe funzionali allo specifi-
    Clerici già dieci anni fa aveva ipotizzato         co paziente o a specifici progetti, senza che ciò
obiettivi concreti da perseguire al fine di favori-    comporti la perdita d’appartenenza al proprio
re il processo d’integrazione (Clerici, 2007), ma      gruppo di lavoro trova riscontro in altre espe-
confrontandoli con gli esiti della nostra ricer-       rienze già da tempo realizzate in Regione Emilia-
ca è evidente che molta strada resta ancora da         Romagna (Nizzoli, 2001; Begarani et al., 2017) e
percorrere.                                            ci sembra rappresenti una modalità gestionale
    La separatezza istituzionale e organizzativa       che - almeno in questa fase storica - può meglio
tra Psichiatria e Dipendenze - che trova le sue        consentire l’evoluzione del processo di integra-
radici in una differente cultura entro cui sono        zione tra i servizi e la gestione di questi pazien-
nate e sviluppate - ancora in parte presente in        ti, senza per questo escludere la compresenza di
questo ambito, ha favorito e alimentato le distan-     entrambe le modalità (Clerici, 2007).
ze tra ambiti disciplinari e servizi che dovrebbe-          Il primo passo che i servizi sono chiamati a
ro invece trovare nell’integrazione la principale      fare è quello di iniziare a istituire spazi d’incon-
modalità di risposta precoce ai problemi di salute     tro, confronto e costruzione di consenso tra i
mentale dei cittadini, nella consapevolezza che        soggetti coinvolti, per cercare di dare risposte
la scissione - anche quella organizzativa - è sem-     ad alcuni temi - Clerici (2007) li individua con
pre patogena (Nizzoli, 2001).                          estrema chiarezza - che diano la sensazione
    Lo sviluppo di una cultura comune non può          che quella della presa in carico dei pazienti con
che arricchire i due servizi, evitando il rischio      doppia diagnosi sia una sfida che operatori e
di un riduzionismo nosologico e di appiatti-           pazienti possono vincere, a partire da se stessi e
re il trattamento sul controllo farmacologico,         dai propri vissuti di impotenza e inadeguatezza
permettendo nel contempo di elaborare nuovi            ad affrontare una questione che riassume in sé
modelli di intervento, a fronte di bisogni espressi    il paradigma della complessità nella medicina
da questi pazienti che mal si adattano alle offerte    moderna.                                          #
attualmente messe in campo dal sistema di cura.
    Come procedere in questa direzione? Da un             Note
lato Rigliano (2015) propone il modello della con-
                                                        4 Come ricorda Clerici (2007), dal punto di vista epidemiologico mancano dati aggior-
divisione che prevede la creazione di un’equipe           nati, che consentano di avere una mappa dei bisogni espressi nei territori considerati,
multidisciplinare il cui mandato istituzionale sia        specie per quanto concerne il fenomeno delle nuove sostanze d’abuso e dei nuovi stili di
quello della diagnosi, presa in carico e cura dei         consumo.
pazienti con comorbidità.                               5 Regione Lombardia, l.r. 29 giugno 2016 n. 15, “Evoluzione del sistema sociosanitario
    Dall’altro Begarani et al. (2017) mettono in          lombardo: modifiche ai Titoli V e VIII della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 33 (Te-
guardia dai rischi che istituire un’équipe dedi-          sto unico delle leggi regionali in materia di sanità)”.
cata può far correre: in primo luogo il rischio         6 Si tratta di un processo lungo ma sicuramente utile per costruire e far sedimentare negli
di interferire con il processo d’integrazione tra         operatori e nei gruppi di lavoro una comune cultura circa la presa in carico dei pazienti
servizi, favorendo un processo di tacita - o forse        con comorbidità e individuare le migliori pratiche (Magnani A. et al., 2017).

Professioni sanitarie                                                13                                      Prospettive Sociali e Sanitarie             n. 2/2019
                                                                   PSS1902
Tariffe di abbonamento 2019
   Enti pubblici e privati                                                                        € 89,00
   Associazioni di volontariato e Cooperative sociali                                             € 69,00
   Privati                                                                                        € 59,00
   PRO                                                                                            € 99,00

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Passano gli anni ,
ma certe cose rimangono
sempre uguali , per fortuna.

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quanto avviene nelle politiche e nei servizi sociali       arretrati, all’ultimo Quid Album e quelli in uscita
e sanitari. Ma non è nostra abitudine sederci sugli        nell’anno, nonché l’accesso in anteprima a novità
allori: si è da poco conclusa la 3ª edizione del           e iniziative, sconti su corsi di formazione, ecc.
Premio Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio,
e la collaborazione con welforum.it, ormai al suo
secondo anno, continua a portare positivi risultati
per la rivista. Siamo convinti della necessità di
quanto facciamo e, per continuare a farlo, conti-
nuiamo ad aver bisogno del vostro sostegno.
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